Disegni di Affettività amami con tutto te stesso Terni 5/7 febbraio 2010

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1 Disegni di Affettività amami con tutto te stesso Terni 5/7 febbraio 200 di don Vito Impellizzeri Amami con tutto te stesso Sommario: l intervento si svolge in tre momenti: un primo momento definisce bene la questione proposta dell amarsi dei fidanzati cristiani con il complesso confronto sul tema dell amarsi, e dunque, senza ridurre dell amare e dell amore, tra una grammatica della mentalità comune diffusa e mediatica, basti pensare al caso del grande fratello, con una grammatica dell amore specificatamente cristiana. Questo primo e fondamentale momento tende a abitare consapevolmente il disagio e la solitudine del linguaggio sacramentale, secondo cui sarebbe bello sposarsi per fede oltre che con la fede, per realizzare così un progetto di vita con-diviso con il Signore. Il tema elabora una triplice forma per ri-scrivere oggi il capitolo dei fidanzati nella grammatica dell amore - specificatamente - cristiano: l alterità come mentalità cristiana per il nostro tempo; il fidanzamento come il luogo antropologico dove l alterità diventa l altro - per dono; il fidanzamento come il luogo di fede dove l altro per grazia diventa l amato. La prima parte del percorso tende dunque ad una localizzazione antropologica nel fidanzamento della beatitudine evangelica «Beati i puri di cuore perché vedranno Dio». La seconda parte va compresa nella logica allora fondazionale e formativa di quanto elaborato come scavo, cioè la via dell approfondimento e della formazione. Il confronto avviene secondo la gerarchia spirituale dell appartenenza ecclesiale: i passaggi che ci riguardano nell enciclica sull amore di Benedetto XVI, Deus caritas est; la svolta antropologica della pastorale avvenuta nel Convegno delle Chiese realizzatosi a Verona, e dunque i passaggi che ci riguardano del testo dei nostri Vescovi, «Rigenerati per una speranza viva»: testimoni del grande «si» di Dio all uomo; infine la corrispondente ed adeguata progettualità educativa e testimoniale dell Azione Cattolica Italiana, colta sia nel rimando testo Sentieri di Speranza, sia, e soprattutto nel Progetto Nazareth dell ambito Famiglia e Vita. Il terzo momento della proposta, il piccolo tentativo di originalità dell elaborazione, prova allora a desumere dal contesto attuale delle sfide alla cultura cristiana dell amore e dalla ricchezza dei testi ecclesiali per la formazione all amore, una possibile via per i fidanzati cristiani dell antropologia dell amore, riflesso bello proprio di Dio Amore, Dio che ama, Dio che è amato. Amore, amato ed amare, sono i tre modi dell amore su cui riconoscere la somiglianza trinitaria dell antropologia: l antropologia dell amare, con le categorie specifiche di un fidanzamento aperto : pro e pre!; l antropologia dall amore, ovvero la costruzione di una sensibilità concreta e spirituale del momento di grazia del fidanzamento, per un integrale discorso affettivo; infine il riflesso della luce trinitaria nella categoria della grammatica cristiana di alterità, esperienza antropologica, riflesso della figliolanza divina, luogo della scelta libera di sé. Preghiera di Paolo VI O Signore, nel mio cuore, si è acceso l amore per una creatura che anche tu conosci e ami. Tu ci hai fatti incontrare l uno all altro, perché non restassimo soli. O divino Spirito, ti ringrazio di questo dono che mi inonda di una gioia profonda, mi rende simile a te che sei l amore, e mi fa comprendere il valore della vita che tu mi hai donato. Fa che io non sciupi questa immensa ricchezza, che tu mi hai messo nel cuore: insegnami che l amore è un dono e non può mescolarsi con nessun egoismo. Ti prego, Signore, per chi mi aspetta e mi pensa, per chi ha messo in me il suo avvenire, per chi mi starà accanto per tutta la vita: rendici degni l uno dell altro, rendici l uno all altro di esempio e aiuto. Preparaci al matrimonio, alla sua grandezza, alle sue responsabilità, così che fin d ora le nostre anime posseggano i nostri corpi e regnino nell amore.

2 Disegni di Affettività amami con tutto te stesso Terni 5/7 febbraio 200. Il complesso contesto e la sfida di una cultura cristiana, verso una grammatica dell amore specificatamente cristiana. a. La cultura comune della separazione e la cultura cristiana dell alterità La cultura comune è cambiato: il matrimonio come via normale di sistemazione e di adultità (sei ormai in età di matrimonio) non è più patrimonio condiviso, è diventata una scelta solo personale. Provo ad indicare la prima separazione tra la città, la comunità sociale e la scelta di mettere su famiglia; l idea cristiana così condivisa della famiglia come prima cellula della società oggi è screditata dalla mancanza di un corpo sociale. Basti richiamare i nuovi contrasti di legislatura su adozioni, coppie di fatto, altri tipi di unione paragonati alla famiglia classica questo è il nostro tempo. La prima forma in cui cogliere il cambiamento del corpo come scelta di corpo non è semplicemente quella sessuale ma anche quella sociale. Inoltre la stessa separazione del corpo la avvertiamo e la sperimentiamo nelle unità ecclesiali, la parrocchia oggi come prima cellula pastorale del corpo ecclesiale fa sorridere, ognuno sceglie la sua via di corporalizzazione nella Chiesa, associativa, carismatica, movimenti, bisogna riscoprire una nuova via per l unico corpo! Alcuni riti tradizioni dell antropologia dell adultità oggi non orientano più l armonia sociale: il lavoro, la casa, la famiglia, i figli. Oggi tutto appartiene alla fluidità della scelta individuale. I figli cambiano genitori, i genitori cambiano lavoro, casa, sposa non possiamo uscire dal nostro tempo, definendo problema ciò che non rientra in uno schema pre-costituito e a nostra volta ripetere semplicemente uno schema di separazione (farisei = separati), chi può fare la comunione e chi no, chi può fare il battesimo e chi no, la logica che abita le nostre scelte e la nostra testimonianza non è una logica di separazione, ma di solidarietà, di prossimità, di vicinanza, di amicizia, mi piacerebbe dire di alterità. La Chiesa e il mondo non sono separati sono altro, il vangelo e le leggi non sono separati sono altro, la catechesi e la scuola non sono separati sono altro. La nostra testimonianza cristiana deve riuscire, almeno provarci, ad indicare nelle vie separate del mondo, ridotte all unico dell individuo, le vie invece dell alterità che sono unite dalla relazione. L alterità che oggi dobbiamo coraggiosamente abitare come profezia è quella tra fidanzamento e matrimonio, in essa dobbiamo aiutare il nostro tempo a leggere i fili di quell unica veste che porta lo stesso nome di Dio, l Amore, e che dunque è unita dalle varie forme di amare. b. La cultura comune della persona giusta e la cultura cristiana del dono. Definiamo meglio il nostro piccolo scavo di indagine nel luogo umano comune dell alterità sociale e cristiano. La cultura comune oggi riconosce il fidanzamento come una possibile via esperienziale verso la persona giusta, da optare accanto alla convivenza e addirittura al matrimonio. Per il nostro tempo il fidanzamento non tende esclusivamente al matrimonio, si può passare dal fidanzamento al matrimonio, ma non si deve!, si può anche passare alla convivenza, ma al fidanzamento si può ritornare anche dopo un divorzio, o si può semplicemente scegliere di restare fidanzati senza altre prospettive, ognuno con la sua vita e la scelta di frequentarsi. Oggi dunque la parola fidanzati è una parola aperta, forse ambigua, ma certamente usata in modo diverso secondo i contesti. Nell immaginario ecclesiale ereditato invece corso per fidanzati significava i giovani che si preparano al matrimonio. Ecco l altra affascinante alterità dal mondo: il senso del tempo. Il tempo come progetto, come vocazione, come itinerario è patrimonio cristiano oggi non immediatamente condiviso, per la cultura comune il ritmo del tempo va ricercato in una continua fluidità del prima e poi, è non detto che dopo non si ritorni di nuovo, perché ogni tempo ha la sua storia, il suo inizio e la sua fine, ma non è necessario che abbia anche un fine, che faccia parte di un tutto, il tutto sono solo io, la mia vita che cambia, ma nessun cambiamento è per sempre, è per ora! Non cogliamo immediatamente l aspetto detto morale ma la percezione antropologica del rapporto vita tempo e il disagio di assenze di esperienze capaci di prenderti tutto. L esperienza non è capace di rivestire completamente la persona; nel nostro luogo di scavo: i piccoli vuoti di coppia, le piccole esperienze di solitudine, di incomprensione, di desideri altri, di domande che permangono l antropologia cristiana ci aveva insegnato con s. Agostino la esperienza del cuore inquieto e del difficile equilibrio da raggiungere tra l eterno desiderare e il desiderio dell eterno, la vita era aperta come senso, era strutturalmente aperta, in attesa di un compimento eterno, ma se la vita diventa solo esperienza non è più la vita ad essere aperta ma il tempo, il tempo è aperto perché cambia, la vita è aperta perché accoglie, ospita, cerca, chiede, attende

3 Disegni di Affettività amami con tutto te stesso Terni 5/7 febbraio 200 Il tempo e la vita sono la nostra ricca alterità cristiana dove recuperare la novità cristiana del fidanzamento. Il fidanzamento che ci interessa intreccia i fili della mia vita, non semplicemente quelli del mo tempo, come apertura, come capacità di donarmi, ma li apre perché per giungere a compimento non si bastano, tendono, si aprono, si affidano, vorrebbero intrecciare fili altri, fili dell altro/a, non vogliono tornare indietro, riuscirebbe solo ad appesantire il proprio abito, si illuderebbero di cambiare disegno ma sarebbero sempre e solo gli stessi fili disposti in altro modo, invece altri fili, i fili altri, i fili dell altro, daranno colori nuovi, forse anche tessuto nuovo, cambieranno la composizione della veste. Diventerebbe nuova. L apertura alla novità cristiana è altra dal fare esperienze nuove, non sono fili che cercano se stessi in modo nuovo, sono fili che cercano altri fili perché la veste risulti nuova integralmente. Non è solo mia, è anche mia, non è solo tua, è anche tua. Il tempo vitale (grazia) dell anche, dove i due diventano uno con la gradualità propria dell arte dell intreccio. Non sono un musicista quindi non mi avventuro nell immagine del graduale musicale La parabola delle toppe forse difficilmente la si legge legata alle dinamiche sponsali, eppure la nostra esperienza comune potrebbe raccontare con quante toppe si ricerca di risolvere ciò che viene riconosciuto come problema e non come cambiamento c. La grazia del fidanzamento: il tempo vitale dell anche. L alterità recuperata tra tempo e vita, ovvero il tempo come grazia, ci permette allora di accogliere nel luogo cristiano e sociale del fidanzamento la presenza dell Altro, ovvero l irriducibilità a due del mistero dell amore, io ti amo, ed amandoti siamo aper-ti a Dio che è Amore, ovvero l amare è aperto all Amore, non è semplicemente esperienza e anche grazia. L amare è esperienza ed anche grazia dell Amore. Questo rende la vita continuamente, quotidianamente aperta, bisognosa di ridefinirsi ogni giorno nella forma dell unità. Perché la forma che si impara nel fidanzamento è la forma aperta non conclusa, non chiusa, aperta verso e aperta per. Progetto e alterità diventano il nuovo luogo. La mia vita diventa piena solo se viene riempita. Sarà più piena quanto io l avrò più svuotata, sarà più piena di te, sarà più piena con te, sarà più piena per te. Il fidanzato impara che la sua forma di amore verso e per è proprio lo svuotamento di sé per fare posto all altro, e uno svuotamento però che avviene nel tendere verso non nel ripiegarsi su se stesso, nel cercare l altro/a, nell uscire, nel render-si visitabile, incontrabile, leggibile, interessabile. Allo stesso modo dell uscire attesa dell altro/a, l uscire ricerca dell altro/a. La mai vita non mi basta più, essa stessa chiede di diventare dono per il dono che si riceve. Tutto è grazia. Meraviglioso scambio di amore. In ricerca di colei che mi vuole ritrovare. La grazia del fidanzamento si nutre della spiritualità del desiderio. Attenti il desiderio dell amore è l amato, e nient altro. È difficile avere il cuore puro ma è bello! Il cuore puro del fidanzato capace di vedere l amata/o. L amata/o è il nome della mia fidanzata ed anche il nome di Gesù. Per questo il fidanzamento è grazia, perché ti viene donato nel nome di Gesù il nome della persona che ami. Con questa complessa premessa voglio abitare consapevolmente il disagio e la solitudine del linguaggio sacramentale dove sarebbe bello sposarsi per fede oltre che con la fede, per realizzare un progetto di vita con-diviso con il Signore, recuperando una grammatica dell amore specificatamente cristiana:. L alterità come mentalità cristiana per il nostro tempo 2. Il fidanzamento come il luogo antropologico dove l alterità diventa l altro - per dono 3. Il fidanzamento come il luogo di fede dove l altro per grazia diventa l amato. La prima parte del percorso tende dunque ad una localizzazione antropologica nel fidanzamento della beatitudine evangelica «Beati i puri di cuore perché vedranno Dio». 2. Uno sguardo ai testi associativi ed ecclesiali: la ricchezza di riferimenti per la formazione. a. Benedetto XVI, Lettera enciclica Deus caritas est, Città del Vaticano 2005 Oggi non di rado si rimprovera al cristianesimo del passato di esser stato avversario della corporeità; di fatto, tendenze in questo senso ci sono sempre state. Ma il modo di esaltare il corpo, a cui noi oggi assistiamo, è ingannevole. L'eros degradato a puro «sesso» diventa merce, una semplice «cosa»

4 Disegni di Affettività amami con tutto te stesso Terni 5/7 febbraio 200 che si può comprare e vendere, anzi, l'uomo stesso diventa merce. In realtà, questo non è proprio il grande sì dell'uomo al suo corpo. Al contrario, egli ora considera il corpo e la sessualità come la parte soltanto materiale di sé da adoperare e sfruttare con calcolo. Una parte, peraltro, che egli non vede come un ambito della sua libertà, bensì come un qualcosa che, a modo suo, tenta di rendere insieme piacevole ed innocuo. In realtà, ci troviamo di fronte ad una degradazione del corpo umano, che non è più integrato nel tutto della libertà della nostra esistenza, non è più espressione viva della totalità del nostro essere, ma viene come respinto nel campo puramente biologico. L'apparente esaltazione del corpo può ben presto convertirsi in odio verso la corporeità. La fede cristiana, al contrario, ha considerato l'uomo sempre come essere uni-duale, nel quale spirito e materia si compenetrano a vicenda sperimentando proprio così ambedue una nuova nobiltà. Sì, l'eros vuole sollevarci «in estasi» verso il Divino, condurci al di là di noi stessi, ma proprio per questo richiede un cammino di ascesa, di rinunce, di purificazioni e di guarigioni. Come dobbiamo configurarci concretamente questo cammino di ascesa e di purificazione? Come deve essere vissuto l'amore, perché si realizzi pienamente la sua promessa umana e divina? Una prima indicazione importante la possiamo trovare nel Cantico dei Cantici, uno dei libri dell'antico Testamento ben noto ai mistici. Secondo l'interpretazione oggi prevalente, le poesie contenute in questo libro sono originariamente canti d'amore, forse previsti per una festa di nozze israelitica, nella quale dovevano esaltare l'amore coniugale. In tale contesto è molto istruttivo il fatto che, nel corso del libro, si trovano due parole diverse per indicare l'«amore». Dapprima vi è la parola «dodim» un plurale che esprime l'amore ancora insicuro, in una situazione di ricerca indeterminata. Questa parola viene poi sostituita dalla parola «ahabà», che nella traduzione greca dell'antico Testamento è resa col termine di simile suono «agape» che, come abbiamo visto, diventò l'espressione caratteristica per la concezione biblica dell'amore. In opposizione all'amore indeterminato e ancora in ricerca, questo vocabolo esprime l'esperienza dell'amore che diventa ora veramente scoperta dell'altro, superando il carattere egoistico prima chiaramente dominante. Adesso l'amore diventa cura dell'altro e per l'altro. Non cerca più se stesso, l'immersione nell'ebbrezza della felicità; cerca invece il bene dell'amato: diventa rinuncia, è pronto al sacrificio, anzi lo cerca. Fa parte degli sviluppi dell'amore verso livelli più alti, verso le sue intime purificazioni, che esso cerchi ora la definitività, e ciò in un duplice senso: nel senso dell'esclusività «solo quest'unica persona» e nel senso del «per sempre». L'amore comprende la totalità dell'esistenza in ogni sua dimensione, anche in quella del tempo. Non potrebbe essere diversamente, perché la sua promessa mira al definitivo: l'amore mira all'eternità. «Chi cercherà di salvare la propria vita la perderà, chi invece la perde la salverà» (Lc 7, 33), dice Gesù una sua affermazione che si ritrova nei Vangeli in diverse varianti (cfr Mt 0, 39; 6, 25; Mc 8, 35; Lc 9, 24; Gv 2, 25). Gesù con ciò descrive il suo personale cammino, che attraverso la croce lo conduce alla resurrezione: il cammino del chicco di grano che cade nella terra e muore e così porta molto frutto. Partendo dal centro del suo sacrificio personale e dell'amore che in esso giunge al suo compimento, egli con queste parole descrive anche l'essenza dell'amore e dell'esistenza umana in genere. Anche se l'eros inizialmente è soprattutto bramoso, ascendente fascinazione per la grande promessa di felicità nell'avvicinarsi poi all'altro si porrà sempre meno domande su di sé, cercherà sempre di più la felicità dell'altro, si preoccuperà sempre di più di lui, si donerà e desidererà «esserci per» l'altro. Così il momento dell'agape si inserisce in esso; altrimenti l'eros decade e perde anche la sua stessa natura. D'altra parte, l'uomo non può neanche vivere esclusivamente nell'amore oblativo, discendente. Non può sempre soltanto donare, deve anche ricevere. Chi vuol donare amore, deve egli stesso riceverlo in dono. Certo, l'uomo può come ci dice il Signore diventare sorgente dalla quale sgorgano fiumi di acqua viva (cfr Gv 7, 37-38). Ma per divenire una tale sorgente, egli stesso deve bere, sempre di nuovo, a quella prima, originaria sorgente che è Gesù Cristo, dal cui cuore trafitto scaturisce l'amore di Dio (cfr Gv 9, 34).

5 Disegni di Affettività amami con tutto te stesso Terni 5/7 febbraio 200 Il matrimonio basato su un amore esclusivo e definitivo diventa l'icona del rapporto di Dio con il suo popolo e viceversa: il modo di amare di Dio diventa la misura dell'amore umano. Questo stretto nesso tra eros e matrimonio nella Bibbia quasi non trova paralleli nella letteratura al di fuori di essa. Gesù Cristo l'amore incarnato di Dio La vera novità del Nuovo Testamento non sta in nuove idee, ma nella figura stessa di Cristo, che dà carne e sangue ai concetti un realismo inaudito. Lo sguardo rivolto al fianco squarciato di Cristo, di cui parla Giovanni (cfr 9, 37), comprende ciò che è stato il punto di partenza di questa Lettera enciclica: «Dio è amore» ( Gv 4, 8). È lì che questa verità può essere contemplata. E partendo da lì deve ora definirsi che cosa sia l'amore. A partire da questo sguardo il cristiano trova la strada del suo vivere e del suo amare. L'unione con Cristo è allo stesso tempo unione con tutti gli altri ai quali Egli si dona. Io non posso avere Cristo solo per me; posso appartenergli soltanto in unione con tutti quelli che sono diventati o diventeranno suoi. La comunione mi tira fuori di me stesso verso di Lui, e così anche verso l'unità con tutti i cristiani. Diventiamo «un solo corpo», fusi insieme in un'unica esistenza. Amore per Dio e amore per il prossimo sono ora veramente uniti: il Dio incarnato ci attrae tutti a sé. Da ciò si comprende come agape sia ora diventata anche un nome dell'eucaristia: in essa l'agape di Dio viene a noi corporalmente per continuare il suo operare in noi e attraverso di noi. Solo a partire da questo fondamento cristologico - sacramentale si può capire correttamente l'insegnamento di Gesù sull'amore. Il passaggio che Egli fa fare dalla Legge e dai Profeti al duplice comandamento dell'amore verso Dio e verso il prossimo, la derivazione di tutta l'esistenza di fede dalla centralità di questo precetto, non è semplice morale che poi possa sussistere autonomamente accanto alla fede in Cristo e alla sua riattualizzazione nel Sacramento: fede, culto ed ethos si compenetrano a vicenda come un'unica realtà che si configura nell'incontro con l'agape di Dio. Reciprocamente come dovremo ancora considerare in modo più dettagliato il «comandamento» dell'amore diventa possibile solo perché non è soltanto esigenza: l'amore può essere «comandato» perché prima è donato. b. Conferenza Episcopale Italiana, Rigenerati per una speranza viva: testimoni del grande «sì» di Dio all uomo, Roma 2007 Vorremmo che diventassero patrimonio comune tre scelte di fondo, che costituiscono anche un metodo di lavoro:. Il primato di Dio nella vita e nella pastorale della Chiesa, con la fede in Cristo risorto come forza di trasformazione dell uomo e dell intera realtà, la centralità della Parola, l assunzione della santità quale misura alta e irrinunciabile del nostro essere cristiani. 2. La testimonianza, personale e comunitaria, come forma dell esistenza cristiana capace di far adeguatamente risaltare il grande si di Dio all uomo, di dare un volto concreto alla speranza, di mostrare l unità dinamica tra fede e ragione, eros e agape, verità e carità. 3. Una pastorale che converge sull unità della persona ed è capace di rinnovarsi nel segno della speranza integrale, dell attenzione alla vita, dell unità tra le diverse vocazioni, le molteplici soggettività ecclesiali, le dimensioni fondamentali dell esperienza cristiana. Uomini e donne del Risorto e di speranza. Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia ci chiede di esaminare ogni cosa per tenere ciò che è buono (cfr Ts 5,2), accompagnando il nostro discernimento con una proposta profondamente positiva, incoraggiante, essenziale, carica di futuro. In tal modo, la Chiesa non cesserà di essere amica dell uomo e allo stesso tempo segno di contraddizione, presenza profetica che indica una ulteriorità non riconducibile agli orizzonti mondani. Il linguaggio della testimonianza è quello della vita quotidiana. Nelle esperienze ordinarie tutti possiamo trovare l alfabeto con cui comporre parole che dicano l amore infinito di Dio. Abbiamo declinato pertanto la testimonianza della Chiesa secondo gli ambiti fondamentali dell esistenza umana. È così emerso il volto di una comunità che vuol essere sempre più capace di intense relazioni umane, costruita intorno alla domenica, forte delle sue membra in apparenza più

6 Disegni di Affettività amami con tutto te stesso Terni 5/7 febbraio 200 deboli, luogo di dialogo e d incontro per le diverse generazioni, spazio in cui tutti hanno cittadinanza. La scelta della vita come luogo di ascolto, di condivisione, di annuncio, di carità e di servizio costituisce un segnale incisivo in una stagione attratta dalle esperienze virtuali e propensa a privilegiare le emozioni sui legami interpersonali stabili. Ne scaturisce un prezioso esercizio di progettualità, che desideriamo continui e si approfondisca ulteriormente. Si tratta di cinque concreti aspetti del sì di Dio all uomo, del significato che il Vangelo indica per ogni momento dell esistenza: nella sua costitutiva dimensione affettiva, nel rapporto con il tempo del lavoro e della festa, nell esperienza della fragilità, nel cammino della tradizione, nella responsabilità e nella fraternità sociale. Non intendiamo qui riassumere quanto espresso nei lavori dei gruppi e, ancora prima, nelle relazioni inviate dalle diocesi e dalle diverse realtà ecclesiali: faremmo torto alla grande ricchezza di contributi. Ci limitiamo a segnalare alcune proposte emerse nelle sintesi degli ambiti, a partire dalle quali riteniamo sia possibile realizzare un cammino condiviso nelle nostre comunità. Vita affettiva Comunicare il Vangelo dell amore nella e attraverso l esperienza umana degli affetti chiede di mostrare il volto materno della Chiesa, accompagnando la vita delle persone con una proposta che sappia presentare e motivare la bellezza dell insegnamento evangelico sull amore, reagendo al diffuso analfabetismo affettivo con percorsi formativi adeguati e una vita familiare ed ecclesiale fondata su relazioni profonde e curate. La famiglia rappresenta il luogo fondamentale e privilegiato dell esperienza affettiva. Di conseguenza, deve essere anche il soggetto centrale della vita ecclesiale, grembo vitale di educazione alla fede e cellula fondante e ineguagliabile della vita sociale. Ciò richiede un attenzione pastorale privilegiata per la sua formazione umana e spirituale, insieme al rispetto dei suoi tempi e delle sue esigenze. Siamo chiamati a rendere le comunità cristiane maggiormente capaci di curare le ferite dei figli più deboli, dei diversamente abili, delle famiglie disgregate e di quelle forzatamente separate a causa dell emigrazione, prendendoci cura con tenerezza di ogni fragilità e nel contempo orientando su vie sicure i passi dell uomo. Peraltro, la dimensione degli affetti non è esclusiva della famiglia e del cammino che a essa conduce; gli affetti innervano di sé ogni condizione umana e danno sapore amicale e spirituale a ogni relazione ecclesiale e sociale. Educare ad amare è parte integrante di ogni percorso formativo, per ogni vocazione di vita e di servizio. c. Azione Cattolica Italiana - Dagli Itinerari formativi: Sentieri di speranza L associazione si impegna in una seria e costante opera di discernimento e di accompagnamento formativo anche attraverso percorsi specifici perché la famiglia possa diventare: luogo di relazioni autentiche; luogo di crescita umana e cristiana; luogo in cui la parola di Dio dimora abbondantemente; luogo di accoglienza, di ospitalità e di responsabile partecipazione alla costruzione di una comunità umana e cristiana a misura d uomo. - Progetto Nazareth L impegno, l interesse e l attenzione dell Azione Cattolica per la famiglia, nasce e si sviluppa dalla consapevolezza dell importanza di poter strutturare in associazione, lo stile relazionale tipico dell esperienza familiare cordiale, semplice, accogliente, gratuito, attento ad ogni persona. Tutti verifichiamo con mano, che quando la famiglia è latitante, non ci sono supplenze che tengano: nell educazione all amore e all affettività, nell accoglienza della vita e nell umanizzazione della persona, nella generazione ed educazione alla fede, nella maturazione di una coscienza democratica e responsabile. Priorità: Affettività; generatività; genitorialità; laicità. Fondamentale è l attenzione alla scelta del sacramento del matrimonio, soprattutto in un contesto culturale

7 Disegni di Affettività amami con tutto te stesso Terni 5/7 febbraio 200 difficile come quello odierno. Ciò richiede un impegno particolare soprattutto verso i giovani per educarli all amore, alla cura del fidanzamento, e ai loro primi anni di vita matrimoniale. Attraverso la formazione, la compagnia e la solidarietà di amici che condividono gli stessi ideali, gli sposi e le famiglie devono poter sperimentare costantemente una chiesa bella, accogliente, gioiosa, capace di ascolto e di condivisione, testimone di speranza per se stessa e per il mondo. (Testimonianza dell Azione Cattolica di Oppido M. - Palmi (Reggio Calabria) Accompagnamento delle giovani coppie di fidanziati verso il matrimonio-sacramento. [ ] al fine di formare coppie in grado di riconoscere e vivere il loro amore come riflesso dell Amore di Dio; di un Dio che li ha pensati insieme, li ha chiamati e ora vuole condividere con loro questo tempo del fidanzamento, inteso come tempo di crescita, di corresponsabilità e di Grazia. Gli appuntamenti con le giovani coppie si susseguono con cadenza quindicinale, la domenica sera, e vedono la partecipazione di tante coppie provenienti da diversi paesi della diocesi. Durante il cammino, le coppie affrontano diverse tematiche scoprendo che il loro incontro non è avvenuto per caso; comprendono la bellezza e la gratuità del donarsi; il gusto della scoperta di sé e dell altro come base per la fiducia reciproca; i valori principali che stanno alla base di un cammino di coppia per costruire un progetto comune; il <<prendersi cura dell altro/a>>. (Testimonianza dell Azione Cattolica di Benevento) Amori in corso itinerario per fidanzati L impressione è che tutte le coppie siano perplesse da questa proposta per un motivo molto semplice: anche quelli che fanno un cammino di fede non avevano mai pensato che si potesse fare anche in coppia. Forse perché nei vari gruppi si tende a perdere l identità di coppia a favore del cammino individuale. Riflettere, comunicare, pregare insieme interrogandosi su questa entità nuova è cosa rara ma soprattutto non proposta e non educata. 3. L opzione preferenziale per il fidanzamento, tempo di grazia, come forma concreta della beatitudine del modo di amare con cuore puro. a. L antropologia dell amore: amare ed essere amati, pre e pro! Con umiltà provo a proporre una mia semplice idea che interpreta come possibilità concreta quanto già contenuto nelle parole di formazione che abbiamo ricevuto in dono dal Papa, dai Vescovi, dall Associazione e dunque dallo Spirito del Risorto. Mettendomi in ascolto anch io ho provato a tracciare il di-segno di una via cristiana, e dunque insieme umana ed evangelica, per l itinerario dell amore che fa fare il luogo antropologico del fidanzamento. La prima consapevolezza che voglio indicare sorge dalla condivisa esperienza delle due dimensioni proprie del fidanzamento: pre e pro! Ovvero il fidanzamento come pre-parazione al matrimonio e soprattutto il fidanzamento come il tempo vitale in cui si tende verso l altro/a come amato/a, protesi. Il fidanzamento è il tempo vitale in cui il tu/alterità diventa ti amo/amato-a e in cui l amore diventa progetto, senso stesso della vita, matrimonio. Il Papa stesso, abbiamo visto, afferma nella Deus Caritas: «Fa parte degli sviluppi dell'amore verso livelli più alti, verso le sue intime purificazioni, che esso cerchi ora la definitività, e ciò in un duplice senso: nel senso dell'esclusività «solo quest'unica persona» e nel senso del «per sempre». L'amore comprende la totalità dell'esistenza in ogni sua dimensione, anche in quella del tempo. Non potrebbe essere diversamente, perché la sua promessa mira al definitivo: l'amore mira all'eternità». E in questa duplice tensione che va riscritta cristianamente una affettività integrale per i fidanzati. Paradossalmente proprio la tensione verso l amato/a chiede l apertura della propria libertà interiore come orientamento verso l altro/a, come uscire per la ricerca, la capacità

8 Disegni di Affettività amami con tutto te stesso Terni 5/7 febbraio 200 spirituale di svuotarsi per accogliere e ospitare l amato/a nella sua alterità, l invito e l attesa dell amato/a nella fragilità e nella speranza della proposta, consapevoli che non basta amare per essere amati, ma chi ama sa che l amore è più forte della morte, più forte del tradimento, più forte dell indifferenza, perché non ha paura e si apre, ma è più debole dell amato/a, perché l amore è per l amato/a, non si chiude, non si riempie di sé, è vuoto in attesa dell amato. In attesa dello sposo, in attesa della sposa, in attesa del matrimonio, in attesa che i due siano comunione. Il vuoto, l assenza!!!, genera l attesa, l attesa nutre il desiderio, il desiderio rende l amore capace di speranza, la speranza chiede di restare con lo sguardo fisso su di Lui in attesa che egli venga. Il fidanzato cristiano conosce bene il legame cristico fra amore (carità) e speranza e celebra nella sua vita i riti della speranza dell amore: l attesa dell amata, il desiderio dell amata, prepara la sua venuta, fa tutto in attesa che egli venga e renda nuove tutte le cose con la sua presenza. Il legame sponsale altro dell amore invece è legato alla fede, gli sposi conoscono bene il legame cristico dell amore e della fede, dell affidarsi vicendevolmente, del creder-si, dell essere uno. I fidanzati invece si nutrono della spiritualità dell attesa e si preparano alla venuta dell amata/o. Mi piacerebbe parlare del tempo di fidanzamento come dell avvento dell amarsi. Solo chi desidera conoscere Dio veramente, chi desidera incontrarlo direttamente, chi desidera abbracciarlo, chi desidera stare con Lui, sa bene quanto siano riduttive tutte le piccole esperienze di Dio, non possono bastare, non devono bastare, perché non sono Dio e io ancora non sto con Lui. Non è facile desiderare Dio veramente, ma chi vi riesce conosce l origine pura del desiderio. Al fidanzato cristiano è offerta come occasione di libertà di con-dividere, testimoniare, attualizzare il desiderio di origine, prima che il desiderio conoscesse il peccato e la separazione, il desiderio di Dio, cioè dell amore riconosciuto in Colui che ti ama. Oggi ritornare a desiderio delle origini è una lotta spirituale segnata dalla fatica della concupiscenza e dal banalizzare il valore della sessualità in una affettività integrale. Ma il fidanzato cristiano, se vuole, può, custodendo l assenza dell amata, desiderare che ella venga, preparare la sua venuta, perché il suo nome, il nome dell amata e l amore coincidano, perché l amore dell amata e la felicità di colui che ama siano una cosa sola. Il fidanzamento è il tempo di grazia per cui il nome dell amata e l amore diventano una cosa sola, e il fidanzato può così fare della sua vita un dono di amore all amata. Nell amore l amata e l amato diventano una cosa sola, quando la speranza diventa fede, cioè relazione piena, quando Dio diventa Paradiso, quando il fidanzamento diventa matrimonio, quando l amore diventa sacramento, non si può anticipare la visione di Dio, allo stesso modo ciò che viene anticipato nell amore è idolatria, cioè illusione, proiezione, ma non relazione, e alla fine resta una grande solitudine. Anticipare e donare nell amore non sono la stessa cosa, a meno che non si voglia procedere con sostituzioni. L amore chiede di restare per sempre, ma per esserne capace ha bisogno sia della speranza che della fede, quando l amore avrà vinto la morte, cioè il peccato, esse scompariranno, ma ora senza di esse l amore non può sorgere. Cf. Cor. 3 b. L antropologia dall amore: i sensi sensibili e spirituali dell amare! Come celebra la speranza l amore, allo stesso modo il fidanzato cristiano celebra il desiderio originale ed integrale come amore per la sua amata. Il desiderio originale ed integrale dell amata come forma dell amore, cioè come concretezza relazionale (corpo) è capace di strutturare un chiaro orientamento relazionale tanto della percezione quanto della spiritualità: una sensibilità

9 Disegni di Affettività amami con tutto te stesso Terni 5/7 febbraio 200 spirituale del desiderio secondo le origini. Questa intuizione non è mia, é di Gesù nel contrasto con i farisei sulle questioni riguardanti il divorzio, dall altra parte dell amore quella degli sposi, qui riguarderebbe le forme del vivere da fidanzati, ed egli si rammarica per il loro cuore indurito e fa memoria del disegno delle origini del Padre, e per poterlo riattualizzare ci lascia il suo Spirito, non abbassa la richiesta. Spirito d amore. Il cuore indurito è eredità del peccato originale, il desiderio originale dell amata è la forma del cuore nuovo per l azione dello Spirito dell Amore, lo Spirito del Risorto. Non si può essere fidanzati cristiani senza lo Spirito Santo, perché non si può amare allo stesso modo di Dio senza lo Spirito di Dio: Deus caritas est, «Il matrimonio basato su un amore esclusivo e definitivo diventa l'icona del rapporto di Dio con il suo popolo e viceversa: il modo di amare di Dio diventa la misura dell'amore umano. Questo stretto nesso tra eros e matrimonio nella Bibbia quasi non trova paralleli nella letteratura al di fuori di essa». La relazione pro e pre propria del fidanzamento cristiano struttura in modo aperto i due che nell assenza dell altro preparano la sua venuta nell amore. Ed è il loro un lavoro concreto, un lavoro sensibile, un lavoro riconoscibile e verificabile, un attesa operativa, le opere della speranza, nel matrimonio sono le opere della fede, e ambedue riempiono l amore di opere, cioè di fatti, di scelte, di segni, di gesti, di carne. Ho pensato allora di fare una cosa un po folle, forse forzata, ma carica del desiderio di mostrare (non di dimostrare) la capacità integrale che ci è data di amare pienamente e gratuitamente da fidanzati, cioè in attesa che l amata, il suo nome, e l amore come scelta e progetto di vita coincidano, siano una cosa sola, non si sceglie il matrimonio ma la persona che si è imparato ad amare e si continua ad amarla per sempre, il matrimonio è il luogo sacro, dove i due per il loro amore e per l Amore che Dio è e dona, diventano una cosa nuova. Ho così elaborato una proposta di sensibilità spirituale del fidanzamento. La prima colonna è l esperienza sensibile del fidanzato/a, la sua percezione, i suoi sensi, che sono presenti in ogni atto integralmente umano, e pongono l origine dell esperienza relazionale, conoscitiva e volitiva. Io sono il mio corpo. La seconda colonna è la virtù del desiderio originale che il fidanzato/a costruisce e rafforza con la sua libertà e il dono della grazia nel tempo vitale del fidanzamento, tempo dell assenza e del desiderio, tempo del pro e del pre, tempo di avvento. In modo gratuito per la presenza/assenza dell amata il fidanzato comincia gradualmente a gestire la sua vita, le sue emozioni, le sue scelte, i suoi gusti, le sue azioni, non più per solo se stesso, non ancora con (insieme) all amata nella quotidianità, ma già insieme all amata nella gradualità della relazione, nella speranza progettuale, nella presenza del cuore. La terza colonna è la gradualità della relazione che fra fidanzati costruisce concretamente il progetto di amore e che realisticamente spoglia ognuno di se stesso per consegnarsi secondo la nudità del crocifisso all altro, nella propria completa spoliazione di sé. La quarta colonna è la presenza (già venuta) dell amata/o come nutrimento segno di comunione che rafforza e prepara la venuta definitiva e piena dell amata. La quinta colonna in una sorta di riflesso antropologico dell avvento è l assenza (non ancora venuta) dell amata che, nel paradosso della debolezza e della fragilità, rafforza e prepara la venuta definitiva dell amata.

10 Disegni di Affettività amami con tutto te stesso Terni 5/7 febbraio 200 Se volete le prime due colonne sono la vita, sensibile e spirituale, la terza la libertà secondo il Crocifisso, le ultime due i riti della speranza dell amore, presenza ed assenza. Evidentemente si possono cambiare i termini, intuire altre virtù e altri riti, ma credo resti e testimoni in modo credibile, la forma cristica dell amarsi del fidanzati, come una forma che riceve la sua grazia dalla croce e dalla risurrezione, cioè dalla vita intera del Figlio Gesù, vero fidanzato della Chiesa, non solo sposo. Gusto Gratuità Per Te Bacio Solitudine Tatto Solidarietà Con Te Abbraccio Debolezza Udito Docibilità Da Te Ascolto Silenzio Olfatto Discernimento Di Te Essenza (ciauro) Assenza Vista Dialogo In Te Sguardo Vuoto c. L Amore chi-ama ad amare: il riflesso trinitario dell alterità amata! Provo a concludere il percorso allora con una specie di salto contemplativo: a cosa paragoneremo nel mistero di Dio l amarsi di due fidanzati? La mia idea qui rischia di dire cose che non si potrebbero dire ma solo ardire quando il Padre parlava al Figlio del desiderio di dare agli uomini una seconda origine, una nuova origine, gli passava il desiderio dell origine integrale, della nuova origine e il Figlio dal Padre si è lasciato mandare fra di noi ecco il disegno di origine di salvarci per amore, il disegno originale d amore per noi, sia il luogo di origine dove il fidanzamento come vocazione d amore può ritrovare la propria progettualità e la propria testimonianza. L Alterità in Dio Amore che viene e diviene l Amato è proprio il Figlio. Ma il Figlio non poteva darci una nuova origine senza lo Spirito, non poteva darci una nuova origine secondo la natura, ormai segnata dal peccato e dalla morte, poteva donarci una nuova condizione, una nuova origine, quella spirituale, secondo la Pasqua. E ci ha una volta per tutte assunti nella sua carne, ma con la gradualità e la libertà della sua coscienza, è diventato uno di noi, ciascuno di noi, l amore è paziente. Imparò l obbedienza dalle cose che patì. La pazienza e la gradualità del fidanzamento potrebbero ricordare (nel senso del Buon Ladrone «ricordati di me nel tuo regno»), per la libertà dei fidanzati, la necessità dello Spirito per la pienezza sponsale, perché tutto diventi nuovo, una nuova origine. L amore dei fidanzati viene così trasformato in un amore nuovo, viene cambiato, trasfigurato, come è stato del Figlio nella Pasqua. Ma quando lo Spirito del Padre e del Figlio ha operato e diffuso la Pasqua ha portato a compimento la condizione anche umana del Figlio, non solo quella divina. Il fidanzamento diventa ricordo dell anche del Figlio di Dio. L Alterità nel Figlio Dio che viene assunta e diviene l Amato integrale è proprio la sua condizione umana.

11 Disegni di Affettività amami con tutto te stesso Terni 5/7 febbraio 200 Allo stesso modo della libertà del Figlio che è cresciuto nella sua condizione umana i fidanzati crescendo si preparano a diventare sposi e attendono il dono dello Spirito che li trasformi. Così è del Figlio di Dio anche uomo così è di ogni fidanzato/a cristiano. D. Bonhoeffer, Lettera a due sposi, maggio 943 Il matrimonio è più del vostro amore reciproco, ha maggiore dignità e maggior potere. Finché siete solo voi ad amarvi, il vostro sguardo si limita nel riquadro isolato della vostra coppia. Entrando nel matrimonio siete invece un anello della catena di generazioni che Dio fa andare e venire e chiama al suo regno. Nel vostro sentimento godete solo il cielo privato della vostra felicità. Nel matrimonio, invece, venite collocati attivamente nel mondo e ne divenite responsabili. Il sentimento del vostro amore appartiene a voi soli. Il matrimonio, invece, è un investitura e un ufficio. Per fare un re non basta che lui ne abbia voglia, occorre che gli riconoscano l incarico di regnare. Così non è la voglia di amarvi, che vi stabilisce come strumento della vita. E il matrimonio che ve ne rende atti. Non è il vostro amore che sostiene il matrimonio: è il matrimonio che d ora in poi, porta sulle spalle il vostro amore. Dio vi unisce in matrimonio: non lo fate voi, è Dio che lo fa. Dio protegge la vostra unità indissolubile di fronte ad ogni pericolo che la minaccia dall interno e dall esterno. Dio è il garante dell indissolubilità. E una gioiosa certezza sapere che nessuna potenza terrena, nessuna tentazione, nessuna debolezza potranno sciogliere ciò che Dio ha unito. Due (di Erri De Luca) Quando saremo due saremo veglia e sonno, affonderemo nella stessa polpa come il dente di latte e il suo secondo, saremo due come sono le acque, le dolci e le salate, come i cieli, del giorno e della notte, due come sono i piedi, gli occhi, i reni, come i tempi del battito i colpi del respiro. Quando saremo due non avremo metà Saremo un due che non si può dividere con niente. Quando saremo due, nessuno sarà uno, uno sarà l uguale di nessuno e l unità consisterà nel due. Quando saremo due cambierà nome pure l universo diventerà diverso.

12 Disegni di Affettività amami con tutto te stesso Terni 5/7 febbraio 200 Schema dell intervento di don Vito Impellizzeri «Amami con tutto te stesso». Il complesso contesto e la sfida di una cultura cristiana: verso una grammatica dell amore specificatamente cristiana. a. La cultura comune della separazione e la cultura cristiana dell alterità b. La cultura comune della persona giusta e la cultura cristiana del dono c. La grazia del fidanzamento: il tempo vitale dell anche. 2. Uno sguardo ai testi associativi ed ecclesiali: la ricchezza di riferimenti per la formazione. a. Benedetto XVI, Lettera enciclica Deus caritas est, Città del Vaticano 2005 b. Conferenza Episcopale Italiana, Rigenerati per una speranza viva: testimoni del grande «sì» di Dio all uomo, Roma 2007 c. Azione Cattolica Italiana; dagli Itinerari formativi: Sentieri di speranza e Progetto Nazareth. 3. L opzione preferenziale per il fidanzamento come forma concreta della beatitudine del modo di amare con cuore puro a. L antropologia dell amore: amare ed essere amati, pre e pro! b. L antropologia dall amore: i sensi sensibili e spirituali dell amare! c. Chi-ama-ti ad ama-re: il riflesso trinitario dell alterità amata!

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