I nuovi imprenditori atipici : individualisti, specializzati, ambiziosi, motivati e con forte propensione all autonomia

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1 I nuovi imprenditori atipici : individualisti, specializzati, ambiziosi, motivati e con forte propensione all autonomia Un indagine CNA nel loisir a Rimini e nel terziario pubblico a Bologna 1. Obiettivi e metodologia della ricerca Il lavoro atipico nel terziario pubblico e nell area del loisir - Un indagine empirica nelle province di Bologna e Rimini, è la ricerca che promossa da CNA, realizzata da Ecipar di Rimini, curata da Michele La Rosa, direttore del Centro di Documentazione e studi sociologici sui problemi del lavoro e finanziata dalla Regione Emilia-Romagna col contributo del Fondo Sociale Europeo, ha verificato tipologie e condizioni occupazionali delle professioni atipiche. La ricerca è costituita da tre fasi d indagine empirica, distinte per finalità, metodo e tecniche. La prima, basata su interviste semi-strutturate, ha raccolto attraverso colloqui con alcuni testimoni significativi delle due realtà produttive e territoriali opportunamente selezionati, informazioni sulla diffusione ed utilizzazione del lavoro atipico in quel contesto. La seconda, basata sulla tecnica del questionario, ha rilevato sia la composizione della struttura occupazionale delle imprese sul territorio, sia le principali valutazioni/motivazioni che spingevano le diverse imprese ad utilizzare le diverse tipologie di lavoratori atipici nei loro processi produttivi 1. La terza fase, basata su interviste di tipo qualitativo effettuate a 50 lavoratori atipici, ha inteso far emergere le esperienze di singoli lavoratori, gli atteggiamenti e le disposizioni progettuali verso la loro possibile carriera professionale; gli eventuali fattori di criticità e rischio di tali esperienze lavorative. 2. Il lavoro atipico nell area pubblica a Bologna: le amministrazioni locali si riorganizzano e chiedono al mercato figure specializzate cui affidare la realizzazione in service della progettualità L indagine evidenzia come nella provincia di Bologna operi un polo di terziario pubblico che esprime una crescente domanda di lavoro intellettuale da destinare ad incarichi a tempo determinato. La diffusione delle forme contrattuali atipiche in questo settore risulta legata al generale processo di riorganizzazione in atto nella Pubblica Amministrazione locale e nelle sue diverse articolazioni, che vede un elevato utilizzo dei contratti a tempo determinato per le sostituzioni momentanee e di quelli a collaborazione coordinata e continuativa per la realizzazione di progetti specifici di durata limitata nel tempo. Tutto ciò ha importanti conseguenze anche sul piano delle forme che possono assumere i rapporti di lavoro e delle prassi seguite nel reclutamento del personale. Dalla ricerca emerge un utilizzo relativamente diffuso dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa tale da rappresentare una quota pari al 4,8% del personale complessivo impiegato all interno degli enti rilevati (escludendo da tale calcolo la Provincia di Bologna per la quale non è disponibile il dato sulle collaborazioni). Anche il contratto a tempo determinato assume un certo peso (pari al 3,1% del totale) quasi esclusivamente nella sua forma a tempo pieno ed utilizzata principalmente per sostituire il personale dipendente assente per malattia o maternità. Molto raro è l utilizzo del part time a tempo determinato (4 soli casi dei quali 3 presso la Provincia), mentre non si registra alcun contratto di prestazione occasionale. Degli Enti rilevati, solo la Regione Emilia-Romagna fa ricorso al 1 Per quanto riguarda il settore del loisir riminese sono stati rilevati: alberghi a 4 e 5 stelle (53 su 83 in totale); locali da ballo (esclusi dancing); parchi tematici; pub; società di albergatori; società di catering; società di organizzazione eventi. A Bologna gli enti pubblici analizzati sono stati i seguenti: Regione Emilia-Romagna; Provincia di Bologna; Comune di Bologna; Azienda Usl Città di Bologna; Camera di Commercio di Bologna; Ente Fiere di Bologna; Ervet. 1

2 telelavoro ed anche la quasi totalità dei rapporti di lavoro interinale rilevati è ad essa ascrivibile con l unica eccezione di un singolo contratto attivo presso l Ente Fiere. Personale degli enti rilevati nel terziario pubblico della provincia di Bologna (dati al 31/12/2001) Tempo Tempo Part time Part time Ente Tempo determinato determinato tempo tempo Prestazione Co.co.co Lavoro Totale indeterminato inferiore ai superiore a indeterminatodeterminatooccasionale temporaneo 6 mesi 6 mesi Telelavoro Camera di Commercio Ente fiere Ervet Azienda Usl Città di Bologna Comune di Bologna* ND ND ND ND ND ND 295 ND ND Regione Emilia- Romagna a 127 b Provincia di Bologna ND ND ND ND Totale ND: Dato non disponibile *) I dati del Comune di Bologna sono riferiti sia all organico Comunale sia all organico dei Quartieri. a) Dato riferito al personale con contratto a tempo determinato inferiore a 9 mesi. b) Dato riferito al personale con contratto a tempo determinato superiore a 9 mesi. Relativamente alla durata dei contratti atipici, pur presentando peculiarità strettamente legate alla diversa specificità contrattuale, si può affermare che, valutando il quadriennio , quella annuale con il 37,5% è quella che prevale Professionisti motivati e con forte propensione all autonomia rispondono alla crescente domanda di lavoro intellettuale Fra gli atipici, in generale, l età media è piuttosto bassa: uno su quattro ha un età compresa fra i 31 ed i 35 anni ed in ogni caso il 71,3% ha un età inferiore ai 40 anni. Tuttavia la situazione varia notevolmente in funzione della tipologia contrattuale: l età media più bassa è relativa ai lavoratori interinali che per il 94,5% hanno un età inferiore ai 35 anni, mentre i titolari di incarichi professionali tendono ad avere un età più elevata (il 73,3% ha un età compresa fra i 36 ed i 60 anni e solo il 19,8% ha meno di 35 anni). Meno connotate sono le età relative ai collaboratori ed ai lavoratori a tempo determinato che tendono a distribuirsi, abbastanza equamente, nelle fasce intermedie. Le donne rivelano la tendenza a concentrarsi maggiormente nelle classi di età inferiori: il 30,6% ha meno di trent anni contro il 20,5% degli uomini. Distribuzione dei lavoratori atipici per sesso e classi di età Fasce di età M F Totale Dai 20 ai 25 anni 29 2,9 68 5,3 97 4,2 Dai 26 ai 30 anni , , ,0 Dai 31 ai 35 anni , , ,2 Dai 36 ai 40 anni , , ,9 Dai 41 ai 50 anni , , ,3 Dai 51 ai 60 anni ,9 44 3, ,8 Dai 61 ai 70 anni 23 2,3 6 0,5 29 1,3 Oltre i 70 anni 7 0,7 0 0,0 7 0,3 Totale , , ,0 Fonte: Rso, Acquisizione di un servizio per il monitoraggio del lavoro atipico del piano di attività anno 2000 per conto dell Agenzia Emilia-Romagna Lavoro. 2

3 Sulla base dell indagine empirica effettuata è possibile individuare quattro distinte categorie fra i soggetti intervistati. Innanzitutto i collaboratori che sono in fase di esplorazione del mercato del lavoro, i cui percorsi sono ancora incerti; i collaboratori stabilizzati, che dopo diversi anni di esperienza professionale, possono ormai contare su di un solido rapporto di committenza; i collaboratori instabili, i quali nonostante il livello medio di competenze e di esperienze lavorative, si trovano ancora alle prese con percorsi di precarizzazione ed, infine, i professionisti, tendenzialmente pluricommittenti, la cui propensione è quella di trasformare il rapporto di collaborazione in occupazione totalmente indipendente. E questa la condizione professionale più diffusa, vissuta dagli interessati, come prima tappa per l ingresso nel mondo del lavoro in attesa di una stabilizzazione del rapporto di impiego e come periodo per acquisire esperienza e rendersi maggiormente spendibili sul mercato Il territorio riminese sembra rappresentare il naturale approdo delle evoluzioni del costume e nuove tendenze del mercato caratterizzandosi come vera e propria patria del loisir La capacità di reazione alla crisi turistica degli anni 80, ha consentito al sistema riminese di riorganizzare la propria struttura produttiva attraverso la trasformazione di un antica vocazione balneare, prima elitaria, poi di massa, in un area specializzata nel loisir e nel congressuale/fieristico. Ecco dunque che la tradizionale offerta turistica si trasforma in una più ampia strategia competitiva che fa del divertimento il nuovo protagonista. Un prodotto che copre l intero ciclo annuale ed è in grado di stimolare prestazioni di rilievo: gli addetti ai servizi nel decennio 1991/2001 sono passati da 17 mila a 53 mila e sono nate circa 8 mila nuove imprese nel terziario. Quanto agli occupati nel settore, nell area riminese, nello stesso periodo, si registra un incremento del 30%, su una media di incremento regionale dell 8%. Quanto al numero delle imprese si registra un incremento dell 11% a fronte di un più 4% del dato regionale. Dunque il vecchio e robusto turismo stagionale, basato sulla pensione a gestione familiare, sta decisamente muovendosi verso un turismo più complesso, del loisir appunto, basato su un mix di mare, weekend, sport, eventi culturali, meeting fiere e congressi. Il sistema si specializza in direzione di una produzione di servizi sempre più ricca di contenuti professionali e Rimini e la Riviera si configurano come nuovo distretto dell intrattenimento che, come i classici distretti, si basa sulla specializzazione del territorio e sul lavoro autonomo, nel quale, più che altrove, si affinano le tecniche, le forme dei lavori, le competenze che trattano il sentire e i desideri delle persone: la vera merce che alimenta il ciclo di una nuova economia. I numeri del sistema loisir in provincia di Rimini nel 2002 Numero abitanti Numero alberghi annuali e stagionali Pubblici esercizi Numero di discoteche, dancing e 76 disco bar Numero ristoranti e trattorie 350 Numero bar e caffetterie Numero gelaterie e pasticcerie 250 Numero centri commerciali 3 Numero cinema e teatri 36 Numero impianti sportivi 522 Numero porti turistici 5 per posti barca Numero stabilimenti balneari 656 Numero parchi di divertimento delfinari Presenze turistiche in appartamenti Saldo positivo imprese 1994/ Fonte: Apt Servizi Emilia Romagna Le categorie professionali nel loisir: dai manager agli spot workers 3

4 Dalle intervista e della rilevazioni effettuate, si possono evidenziare tre le principali categorie di lavoratori atipici del divertimento. Innanzitutto i manager of leisure, che costituiscono una fascia quantitativamente ristretta, caratterizzati da un esperienza di flessibilità occupazionale consapevolmente progettata e perseguita. Grazie all elevato profilo formativo sviluppato questi sono in grado di fornire all impresa utili know how per la formalizzazione delle strategie di mercato e/o capacità specifiche difficilmente reperibili sul mercato del lavoro. L area più diffusa risulta essere quella degli scouts of leisure (giovani alla ricerca della propria carriera professionale) che al contrario dei manager, non hanno ancora trovato una posizione forte e riconosciuta nel loisir e la cui situazione è caratterizzata dalla presenza, seppur molto graduata a seconda dei casi, di una certa incertezza occupazionale. Infine, gli spot workers. (i lavoratori del week end) in prevalenza studenti che vogliono guadagnare qualcosa per pagarsi gli studi o coloro che desiderano associare un guadagno ad una passione particolare (verso la musica o lo sport ad esempio) sono, invece, caratterizzati dal possesso di una bassa competenza e da una debole disposizione alla costruzione delle loro carriere all interno del loisir. In questo senso sono figure in transito spesso destinate ad attraversare questo settore temporaneamente e per le più svariate ragioni personali. 3. Le proposte La CNA attraverso la costituzione di CNAINproprio sostiene da tempo la qualificazione dei collaboratori professionali ritenendo che l utilizzo delle loro competenze per il sistema delle pmi e per la pubblica amministrazione, che costituiscono una percentuale importante della tipologia di clienti di queste figure professionali, possa tradursi in una crescita competitiva dell intero sistema economico regionale. Pertanto sulla base delle indicazioni emerse dall indagine, la CNA avanza precise ipotesi di lavoro su quattro linee di intervento. Formazione Per quanto riguarda il terziario pubblico, la formazione professionale dovrebbe essere garantita a tutti e non solo ai dipendenti degli enti con i quali i collaboratori hanno un rapporto professionale, come accade oggi. Per il loisir, la formazione dovrebbe sviluppare nuove metodologie corsuali che tengano conto delle diversificate esigenze per settori di attività espresse dalla elevata eterogeneità delle attività professionali del distretto, mirando a fornire, esclusivamente, contenuti specifici di standard elevato, difficilmente acquisibili in altre sedi formative generaliste o con la sola esperienza lavorativa. Inoltre, visto che il capitale umano rappresenta una risorsa importante occorre favorire la nascita di percorsi protetti di incubazione delle più meritorie capacità d impresa esistenti (in proposito si propone anche la fondazione di una Scuola per la promozione delle professionalità del loisir ). I servizi per l impiego dovrebbero sostenere maggiormente la mobilità del lavoro, l orientamento, l incrocio domanda-offerta attraverso servizi qualificati in grado di facilitare la transizione da una occupazione all altra. È importante, a questo proposito, non solo offrire servizi comuni a tutti i lavoratori atipici, ma anche diversificarli in funzione delle diverse caratteristiche dei contratti atipici e dei differenti livelli di formazione, professionalità e competenze dei lavoratori. Il sistema del credito - La ricerca ha evidenziato come molti intervistati auspicherebbero una trasformazione del contratto di collaborazione in un impiego autonomo. Attualmente però, secondo la loro testimonianza, proprio la mancanza di fiducia da parte delle banche nelle idee e nello spirito di iniziativa, non consente lo sviluppo di un autonomo percorso professionale. Sarebbero auspicabili, quindi, interventi di sostegno al credito in favore degli atipici, così come accade per altri lavoratori; ad esempio l esperimento del prestito d onore che ha funzionato per la creazione di un lavoro indipendente da parte di chi era disoccupato, potrebbe rappresentare uno stimolo da seguire in favore della costruzione di percorsi di autonomia per gli atipici. Per il distretto riminese accanto all accesso al credito finanziario o a fondi di liquidità occorrerebbe favorire la creazione di 4

5 istituti assicurativi ad hoc che si facciano carico, nelle fasi di start-up, di limitare in parte l elevato rischio imprenditoriale connaturato con l estrema dinamicità del mercato di questo settore. Il sistema delle tutele è oggi estremamente penalizzante nei confronti degli atipici, privi di strumenti di ammortizzazione sociale e di una rete di sostegno valido nella tutela della salute, nei periodi di intermittenza tra un lavoro e un altro, nella costruzione di una soddisfacente tutela sociale. 5

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