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1 Marzo Un economista e un sociologo ] intervista [ 3Il domani di Pinocchio ] 5x1000 [ 4Residenza Sanitaria Assistenziale ] Brescia [ 6Accreditamento servizi socio sanitari ] Emilia Romagna [ Tariffa Associazione Senza Fini di Lucro: Poste Italiane s.p.a. Spedizione in Abbonamento Postale. D.L 353/2003 (conv.in L 27/2/2004 n. 46) art. 1, comma 2, DCB Bologna iscrizione al tribunale di Bo del 28/2/1981 n 5988 ] l editoriale [ Mauro Spinato N on voglio entrare nel merito della vicenda Cracchi Delbono che sembrerebbe ormai volgere alla conclusione delle indagini, ma alle conseguenze negative di questa tormentata vicenda che ha messo in ginocchio la città. Per la prima volta Bologna si ritrova senza un sindaco, commissariata e in attesa di elezioni. Una situazione insostenibile che, nonostante la buona volontà e le indiscusse capacità professionali della commissaria Anna Maria Cancellieri, non sembra trovare soluzioni a breve termine. Mi viene spontaneo chiedermi quanto è costata ai contribuenti l inchiesta Delbono-Cracchi. Se è vero, e dico se, che la magistratura (che ha lavorato bene e in fretta) accerterà che le malefatte dell ex sindaco ammonterebbero a poche migliaia di euro e nulla più, credo che tutti dovrebbero fare una riflessione. Non certo a difesa del professore, e ancor meno della signora Cracchi, ma nell interesse di una città che tutti amiamo e che i bolognesi vorrebbero nuovamente viva e pulsante. Alle logiche di partito chiediamo prevalga il buon senso e ci auspichiamo che tutti facciano uno sforzo comune nel trovare un intesa e una rapida soluzione favorevole al futuro di Bologna. Che lavoro fa il tuo papà? Questa è stata una tra le prime domande rivolte a mia figlia in prima elementare! La didattica si sbizzarrisce, nelle prime fasi di apprendimento scolare, chiedendo agli alunni di descrivere aspetti reali del loro quotidiano per avviare la CRISI classe alla elaborazione di concetti semplici. Camilla non sapeva cosa rispondere: il pompiere no, il medico no,.. Il Presidente maestra!! Il Presidente di che cosa, Camilla? Silenzio ed un po di imbarazzo. Comprendo le difficoltà che lasciarono allora Camilla, oggi ha dodici anni, senza più parole al cospetto della maestra e dei suoi compagni, perché descrivere ancora oggi il mio e il vostro lavoro risulta impegno assai gravoso. Poche persone conoscono la cooperazione e ancor di meno la cooperazione sociale. Essere 3> Un economista e un sociologo a confronto ]? [ Quale l impatto della crisi economica sullo stato sociale? ]![Stefano Zamagni - Professore ordinario di Economia Politica presso l Università di Bologna. La crisi, come ogni crisi, aumenta l area del bisogno, il numero di coloro che restano senza lavoro diminuisce i livelli reddituali della famiglia media e di conseguenza fa aumentare le aree dei bisogni. Come possiamo prendere occasione da questa crisi per modificare il modello di welfare state che, secondo i criteri tradizionali, non è più sostenibile? In quest ottica la crisi può assumere un connotato di opportunità. Fintanto che le cose vanno bene nessuno si preoccupa di cambiare il modello, ora che le cose vanno male l urgenza è modificare il modello di welfare, nel senso di renderlo meno statalistico di come esso sia. Il guaio del nostro modello di welfare state è che è statalistico. Poiché nel nostro paese abbiamo una dominanza di persone che, o per poca cultura o per diciamo atteggiamenti camaleontici fanno finta di non capire il significato delle parole, bisogna chiarire che lo statalismo è una cosa, la statualità è un altra. Statualità vuol dire che lo stato deve essere al centro del modello di welfare, quindi l universalismo va garantito. Ma da qui a dire che allora deve essere lo stato a gestire i servizi di welfare, chi afferma questa seconda cosa è uno statalista e in generale 2> 3>

2 [2 3] Un economista e un sociologo a confronto Crisi Bologna politicamente distratto Michele Porru gli statalisti sono quelli che non amano né la democrazia né amano la giustizia. Il nostro modello di welfare state è un modello ingiusto perché da troppo a chi ha meno bisogno e da troppo poco a chi ha più bisogno. Ed è ingiusto perché è statalista. Allora questa crisi può costituire un opportunità se aiuta tutti i cittadini a capire che bisogna uscire dal modello statalista. Tanto è vero che nell Italia di oggi ci sono più ingiustizie, più diseguaglianza di quante ce ne fossero nel dopoguerra. Una volta chiarito questo punto generale, si tratta di considerare caso per caso le modalità diverse: la sanità va gestita in forme diverse dall assistenza, dalla scuola, dall istruzione, ecc. Però il principio generale deve essere lo stesso: senza però passare dal superamento dello statalismo all opposto, che è invece il modello che si continua a chiamare neo liberista, e quindi quello che io propongo è il superamento dello statalista, mantenendo la statualità e quindi garantendo l universalismo. ]![Giuseppe Sciortino docente di sociologia presso l Università di Trento. È ancora presto per dirlo. Le variabili coinvolte sono molte, e le dinamiche ancora largamente incomprese. Tutte le analisi disponibili sembrano convergere su due cose. La prima, che vale per molti paesi occidentali, è che la disoccupazione e la sotto-occupazione potrebbero crescere o restare elevate per un periodo relativamente lungo. E qui l interrogativo è se gli interventi attualmente in campo siano veramente sostenibili nel medio periodo. Quelli che rischiano di più qui sono i lavoratori di mezza età delle piccole imprese, i giovani in cerca di lavoro e gli immigrati. La seconda è che la crisi, nel caso italiano, sarà aggravata dai problemi di lungo periodo della società italiana, che sono stati sostanzialmente ignorati per troppo tempo. Già prima della crisi, l Istituto Cattaneo, nel suo rapporto La fatica di cambiare, aveva messo in luce come i principali vincoli del modello italiano di sviluppo dall elevata diseguaglianza dei redditi alla bassa fecondità, dal crimine organizzato al rendimento delle istituzioni scolastiche fossero caratterizzati da una lunga storia e dall essere stati sostanzialmente ignorati per decenni. Ora c è il rischio di una combinazione di declino strutturale e crisi congiunturale. ]?[ La crisi economica e la cooperazione: quali le prospettive? ]! [ Zamagni. Il ruolo della cooperazione, lo si è visto in questa crisi, è stato quello di fungere da soggetto in contro tendenza. Dove c è un robusto settore cooperativo gli effetti della crisi, che pure si sono notati, sono stati attenuati. Questo vale per tutti i segmenti della cooperazione, da quella di produzione lavoro, a quella di consumo, a quella di credito. Il caso delle BCC è interessante. Le BCC hanno diminuito di pochissimo la loro performance, mentre le grandi banche di tipo capitalistico l anno scorso non hanno distribuito il dividendo, hanno ristretto il credito che evidentemente hanno aumentato i cosiddetti coefficienti per la concessione del credito, e così via. I BCC hanno dilatato il credito aiutando dunque le imprese e hanno registrato, alla fine dell anno scorso, risultati molto migliori in termini di proporzione alla dimensione delle altre banche. Quindi, ancora una volta, il settore cooperativo dimostra di essere un elemento di equilibrio perchè la cooperazione ha una caratteristica, quella di essere anticiclica. Quando le cose vanno bene per tutti, i risultati economici delle cooperative sono meno brillanti delle imprese capitalistiche, quando invece le cose vanno male è vero viceversa. Dunque bisogna espandere il settore cooperativo, ma deve trattarsi, però, di vere cooperative, non di quelle che si fregiano di titolo di cooperative e poi si comportano in maniera perversa e addirittura peggiore delle capitalistiche. ]! [ Sciortino. La crisi colpisce tutte le realtà produttive, incluse quelle della cooperazione. E crea in molte fasce della A sinistra Giuseppe Sciortino, docente di sociologia presso l Università di Trento e a destra Stefano Zamagni, professore ordinario di Economia Politica presso l Università di Bologna. Non sapevo che fossimo circondati da grandi statisti. O che al festival di Sanremo la musica si fosse trasformata in un orgiastico tourbillon di emozioni. Non mi ero accorto delle abilità compositive del principetto. Né mai m avvidi di come l amore invadesse il mondo. O di come il volontariato si tenesse lontano dalla politica. Per la verità, quando sono andato a votare, distratto com ero, non realizzai affatto che il sindaco breve come uno starnuto fosse un recordman di onestà. Così come non m accorsi di come, grazie al sindaco precedente, Bologna stesse vivendo una sorta di rinascimento. Io non me ne sono accorto. Nemmeno di tutte le fidanzate angeli della casa che mai, e dico mai, tradirebbero il proprio partner per questioni di mero godimento. Mica mi sembrava. (Non mi sono accorto nemmeno del contrario, per la verità). Non me ne sono proprio reso conto. Di come popolazione atteggiamenti di sfiducia e di diffidenza che sono particolarmente critici per l operare quotidiano dell imprenditorialità sociale. Qui i problemi più forti saranno avvertiti da quei settori della cooperazione che hanno maggiormente allentato i rapporti con i soci e con i territori. D altra parte, una crisi come questa apre anche opportunità per un rafforzamento della cooperazione, ad esempio con la nascita di nuove cooperative. Cogliere queste opportunità richiede una prospettiva di medio periodo e la sperimentazione di nuovi modelli organizzativi. ]? [ Un anno di commissariamento per Bologna, quali gli effetti economici e sociali per la città? ]! [ Zamagni. Fino a che non si saprà quando si potrà andare alle elezioni, la situazione bolognese vive quella che è una situazione di stand-by. Cosa succederà dipende dal Commissario Comunale, la Dott.ssa Cancellieri. Sciolti i nodi più urgenti, quello che questa giuntina potrebbe fare è di preparare il terreno per l avvio, una volta espletate le elezioni l anno prossimo, di un modello di organizzazione economico politica che va sotto il nome di partnership sociale e questo lo potrebbe fare meglio un commissario che non un sindaco regolarmente eletto proprio per la sua natura di soggetto super partes. Non so se la commissaria avrà la voglia o le capacità di realizzarla, ma questa sarebbe una opportunità, perché un anno è un tempo sufficientemente lungo per realizzare questa innovazione socio politica, il modello cioè delle partnership sociali, che vuol dire mettere in interazione, secondo uno schema di sussidiarietà circolare, i 3 vertici del triangolo magico, essendo i tre vertici la società politica, cioè le istituzioni, la business community, cioè le imprese, il mondo degli affari e la società civile organizzata. Questo modello ha bisogno sempre di uno starter, uno che faccia partire, che metta in moto e, in generale, chi deve mettere in moto non può essere uno delle parti in causa per ovvie ragioni di opportunità. Dunque questa commissaria, proprio perché ha le caratteristiche che abbiamo detto, potrebbe essere quella che avvia questo modello. Ovviamente bisogna che lo voglia, che ci creda, perché non tutti credono al metodo delle partnership sociali. Io ci credo e credo che dove viene realizzato i risultati sono travolgenti e sono estremamente positivi. L altro episodio che potrebbe essere avviato dalla commissaria è far partire un piano strategico vero per la città di Bologna, non uno pseudo piano strategico come era partito nei mesi scorsi. L esempio che si potrebbe seguire è quello del Comune di Rimini, che è stato il primo comune in Emilia Romagna a far partire il piano strategico, strumento di democrazia deliberativa. Il modello di Rimini potrebbe fare testo e la Cancellieri potrebbe ispirarsi a quel modello che ha funzionato e sta dando ottimi risultati. ]! [ Sciortino. Era meglio non arrivarci. Ma visto che ci siamo, quello che è importante è come verrà usato dalle forze politiche e dalla società civile. Se useranno quest anno per progettare un modello di sviluppo coerente per la città e per costruire un alleanza sociale che vi si riconosca davvero e nei dettagli, potrebbe valerne la pena. Altrimenti, sarà un altro anno di ritardo che si aggiunge a quelli già accumulati. Anche qui la cooperazione sociale potrebbe esercitare un ruolo attivo per favorire la prima e scongiurare la seconda ipotesi. Nietzsche avesse torto quando diceva che l umanità è una stirpe miserabile dominata dal caso. Non m ero accorto. Di tutta questa beltà. Di tutta questa non falsa tolleranza. Della buona educazione imperante. Dell assenza di poveri cristi inchiodati ai margini di ogni cosa. In poche parole: io non m ero accorto della presenza di dio. Mi si perdoni giacché, come mio solito, vivo distratto. manager e socio di una cooperativa, nella scala gerarchica delle professioni, ti riserva un gradino più in basso rispetto a quello del pompiere o del medico, figuriamoci quindi quanto distante tu sia dall olimpo degli imprenditori. E se sei un manager e un socio di una Cooperativa sociale sei il primo tra gli ultimi. Dopo di te ci sono i volontari della parrocchia e/o i genitori dei piccoli atleti di una polisportiva. A nulla vale snocciolare il numero di occupate e occupati, il volume di attività svolte, le sedi, l utile o la perdita. Ma la crisi arriva per tutti ed è, come la morte, diceva Totò, una livella. Condividiamo tutti un po di purgatorio: settore metalmeccanico a pezzi, settore immobiliare in panne, blocco delle assunzioni per il pubblico impiego, ecc. Ma per chi era all inferno, come noi, il purgatorio appare quanto mai piacevole e foriero di novità. I miei amici imprenditori e professionisti, leccandosi le ferite, mi chiedono come va e mi confidano i loro problemi e le insicurezze che demoliscono, giorno per giorno, il loro ottimismo di maniera. Che dire! Nel 2009 la Cooperativa è cresciuta ulteriormente, non è stato licenziato nessuno, le retribuzioni, nel loro complesso, sono migliorate e il duemiladieci si presenta, per quanto complesso, con 5x1000 qualche buona novità. Nell hit parade delle banche stiamo velocemente risalendo: molti istituti di credito chiedono di impiegare il proprio denaro nelle nostre iniziative. I nostri committenti vogliono ampliare gli spazi di collaborazione e si affidano sempre di più alla nostra organizzazione. Qualche preoccupazione però ancora mi affligge. Moltissimi soci non hanno ancora sottoscritto l aggiornamento della propria quota sociale, molte lavoratrici e lavoratori snobbano l impiego che la Cooperativa riserva loro e la ricerca di una maggior efficienza e la lotta allo spreco non hanno ancora contaminato tutte le realtà gestite dalla Società Dolce. Consolidare il lavoro svolto, in un periodo così difficile come ci appare l attuale, è doveroso ed è l imperativo che deve animare ogni nostra azione. Ognuno di noi ha un dovere verso la propria Cooperativa ed il proprio servizio che deve coniugare con la responsabilità sociale che abbiamo tutti noi verso le comunità nelle quali operiamo. Pietro Segata Pietro e la figlia Camilla. La Cooperativa Sociale Società Dolce è da sempre impegnata a combattere il fenomeno della dispersione scolastica per diminuire gli insuccessi e gli abbandoni scolastici dei minori. Il fenomeno esiste in misura significativa, a partire dall ultima fase della scuola dell obbligo, dove si trova il vero passaggio a rischio per i ragazzi e le ragazze più deboli, e meno motivati. Perché impegnarsi in questo ambito? Perché l esperienza di un percorso scolastico precocemente interrotto rappresenta una delle principali cause del disagio adolescenziale e perché oggi combattere la dispersione non significa unicamente assicurare la dovuta istruzione, ma anche sostenere lo sviluppo della società e del suo futuro, riducendo le disparità e le disuguaglianze. La nostra azione di sostegno si rivolge dunque ai minori che per ragioni sociali rischiano di non portare a compimento il proprio percorso di studi ed intende realizzare, attraverso l impegno dei nostri professionisti, attività di supporto all apprendimento e laboratori educativi sia in ambito scolastico che extrascolastico. Sostieni anche tu la nostra iniziativa: con uno sforzo minimo, ti renderai protagonista di qualcosa di grande! Destina il tuo 5 X 1000 al Progetto Il domani di Pinocchio perché la dispersione scolastica impoverisce il futuro di tutti noi perché le risorse pubbliche destinate all istruzione sono sempre più in calo perché se il disagio sociale è un forte problema che può colpire gli adulti, lo è a maggior ragione quando colpisce i bambini e i ragazzi

3 [ 4 5] La R.S.A. Pasotti Cottinelli di Brescia COOPERLAVOR in ascesa L esperienza lombarda di Società Dolce nel campo dell assistenza agli anziani si arricchisce di una nuova importante gestione, nella città di Brescia. La Fondazione Pasotti Cottinelli ha affidato a Società Dolce, dal 1 febbraio 2010, la gestione della Residenza Sanitaria Assistenziale (foto) che prende il nome dalla Fondazione stessa. La struttura è situata in via Grazzine n 6, nella periferia nord di Brescia, ed è accreditata per 54 posti letto per anziani non autosufficienti. L immobile che ospita la R.S.A. è un antica villa padronale del Settecento che presenta numerosi elementi architettonici di pregio. Tutte le forniture, le manutenzioni e le professionalità richieste per il funzionamento della R.S.A., ad eccezione del Direttore Sanitario, che resta in carico alla Fondazione, sono garantite da Società Dolce. Ci siamo attivati per traghettare il servizio in un delicato momento di riorganizzazione, che ha visto il passaggio da una gestione diretta della Fondazione ad una esternalizzazione del servizio. All interno della struttura operano una referente organizzativa, due medici, sei infermieri professionali, due fisioterapisti, due educatori professionali, ventiquattro OSS/ASA, una parrucchiera e tre ausiliari. Diamo il benvenuto ai nuovi soci, augurando una proficua collaborazione ed una positiva esperienza lavorativa all interno della nuova gestione affidata alla Cooperativa. La R.S.A. Pasotti Cottinelli verrà integrata nella nostra rete di servizi già in essere nel territorio bresciano: Servizio di Assistenza Domiciliare del Comune di Brescia, Assistenza Domiciliare Integrata presso l ASL della Provincia di Brescia (Distretti Socio Sanitari ), Servizio di Assistenza Domiciliare del Comune di Iseo, Servizio di Assistenza Domiciliare della Comunità Montana del Sebino Bresciano, Servizio di Assistenza Domiciliare del Comune di Paratico, Centro Diurno Integrato con alloggi per anziani Centro Sereno del Comune di Paratico, Nido d Infanzia Gli Aquiloni del Comune di Paratico, Residenza Sanitaria Assistenziale Zirotti del Comune di Sale Marasino. Si lavorerà al fine di creare sinergie ed opportunità reciproche tra i vari servizi di cui trarranno beneficio utenti, operatori e committenti realizzando una fattiva forma di sussidiarietà nel campo socio sanitario ed assistenziale. Apprezzabili i risultati del fondo pensione per i lavoratori delle cooperative Dal 2007, con l entrata in vigore nelle nuove disposizioni di legge sulla previdenza complementare, sempre più lavoratori di Società Dolce hanno scelto di destinare il proprio Trattamento di Fine Rapporto maturando a Cooperlavoro, il fondo pensione complementare dei lavoratori, soci e dipendenti delle cooperative di lavoro. Flavio Casetti, direttore generale del Fondo Cooperlavoro (nella foto) ci spiega il funzionamento del fondo e il suo andamento in questi anni. PERCHÈ UNA PENSIONE COMPLEMENTARE Obiettivo dei sistemi previdenziali è creare le condizioni perché il lavoratore in pensione mantenga un tenore di vita analogo a quello goduto durante la vita lavorativa. In Italia, come in molti altri paesi, fortunatamente si vive sempre più a lungo, l età media della popolazione aumenta e il numero dei pensionati è in crescita rispetto a quello delle persone che lavorano. Il sistema pensionistico di base è perciò in evoluzione: al primo pilastro, la previdenza pubblica obbligatoria gestita dall INPS, è stato affiancato un secondo pilastro, la previdenza complementare volontaria. L obiettivo è quello di integrare con una seconda pensione complementare la pensione di base che non sarà più in grado, da sola, di garantire le stesse prestazioni del passato. Lo Stato incentiva tale scelta attraverso la concessione di vantaggi fiscali. Dopo le riforme degli anni 90 in tutti i contratti collettivi di lavoro ha fatto la sua apparizione l istituto della previdenza complementare, dando la possibilità a tutti i lavoratori di attivare un programma di risparmio previdenziale attraverso fondi pensione promossi dalle associazioni dei datori di lavoro e dalle organizzazioni sindacali. CHI È COOPERLAVORO Cooperlavoro è il fondo pensione complementare riservato ai soci lavoratori ed ai dipendenti delle cooperative di lavoro. E costituito in forma di associazione senza scopo di lucro e funziona come una cooperativa, perseguendo l esclusivo interesse dei lavoratori associati. La gestione del Fondo è improntata su criteri di prudenza e controllata da organi sociali eletti dagli iscritti. Il lavoratore aderente a Cooperlavoro non è un semplice cliente ma un socio del Fondo. In questa veste può partecipare attivamente alla vita del Fondo eleggendo i propri rappresentanti in seno all Assemblea dei Delegati. L Assemblea dei Delegati, a sua volta, procede alla nomina dei componenti degli altri organi. L adesione al Fondo è volontaria. Cooperlavoro è attivo dall anno 2000, associa oggi più di lavoratori distribuiti in oltre aziende e ha un patrimonio accumulato di 350 milioni. COME FUNZIONA Una volta iscritto, il Fondo apre a nome dell aderente un conto pensionistico individuale, in cui affluiscono il TFR, i contributi versati dall iscritto e dall azienda, per effetto dei vigenti accordi collettivi e contrattuali. I contributi versati sono investiti, in linea con le disposizioni legislative, da I LAVORATORI DELLA DOLCE HANNO SCELTO società specializzate scelte in base alle loro capacità, solidità e affidabilità. Dal momento del primo versamento inizia a formarsi la posizione individuale dell aderente in cui confluiscono i versamenti effettuati ed i rendimenti ottenuti. Una volta maturati i requisiti di legge l aderente può richiedere a Cooperlavoro la prestazione pensionistica integrativa. E possibile scegliere, secondo le proprie esigenze, un mix di pensione e capitale. Già 334 lavoratori della Cooperativa Dolce (vedi grafico) hanno iniziato a costruirsi la loro seconda pensione con Cooperlavoro, versando ,88 di TFR e ,61 di contributi personali. La cooperativa dal canto suo ha investito sul futuro pensionistico dei propri soci ,54. La gran parte delle adesioni datano giugno Un periodo troppo breve per una valutazione dal punto di vista previdenziale dei risultati ottenuti. Ma visto che il periodo trascorso, pur breve, è stato attraversato dalla peggior crisi degli ultimi 50 anni, diamo uno sguardo alla posizione di un iscritto al comparto Bilanciato e confrontiamola con quella di un non iscritto (vedi tabella). Al 31 dicembre 2009, l iscritto aveva ottenuto vantaggi per 1052 (contributo azienda, Beneficio fiscale sul proprio versamento, rendimenti ottenuti dal Fondo), mentre il non iscritto ha ottenuto la sola rivalutazione del TFR accantonato in azienda. Si conferma una verità. Finora, gli unici che hanno perso, sono quelli che non si sono iscritti. ISCRITTO - NON ISCRITTO Lavoratore iscritto dal giugno 2007 Bilanciato Contributi lavoratore 559 Contributi da TFR Totale contributi lavoratore Contributo azienda 559 Totale contributi versati Spese 59 Valore della posizione Rendimenti ottenuti 341 Beneficio fiscale 151 Vantaggi ottenuti dall'iscritto Vantaggi ottenuti dal non iscritto 104 (Rivalutazione TFR in azienda) Maggior vantaggio per lʼiscritto 948

4 dedi cata [ 6 7] L accreditamento dei servizi socio sanitari in Emilia Romagna Il 4 maggio 2009 viene pubblicata la delibera dalla Regione Emilia Romagna GR. 514/2009 sull accreditamento dei servizi socio sanitari, frutto di un lungo percorso. L accreditamento, inteso come strumento, viene ad inserirsi nel nuovo sistema dei servizi sociali e sociosanitari, così come disegnato dal Piano Regionale Sociale e Sanitario: un nuovo sistema di governance in cui è forte la riappropriazione dei Comuni del ruolo di lettura dei bisogni, di programmazione delle risposte e delle risorse, di espressione della committenza, di monitoraggio, verifica e controllo. L accreditamento si riferisce ad un modello organizzativo complessivamente e unitariamente prodotto da un unico soggetto (pubblico o privato): in questo modo viene garantita una responsabilità gestionale unitaria e complessiva, sia riguardo alla responsabilità dell intero processo assistenziale, sia riguardo all organizzazione complessiva del servizio e alla sua responsabilità generale, compresi i servizi di supporto comunque forniti. I servizi che in una prima fase verranno accreditati sono: assistenza domiciliare casa-residenza per anziani non autosufficienti centro diurno assistenziale per anziani centro socio-riabilitativo semiresidenziale per disabili centro socio-riabilitativo residenziale per disabili L accreditamento, però, non può essere soltanto un processo amministrativo: è parte di un sistema nel quale la Regione definisce il quadro di riferimento e le regole, mentre i Comuni, in forma associata su base distrettuale, programmano, esprimono la committenza e rilasciano l accreditamento. I Comuni (attraverso le proprie forme di gestione, diretta, ASP, etc), i soggetti no profit e profit gestiscono, progettano e producono i servizi. L accreditamento è una sfida che richiede un profondo cambiamento a diversi livelli: sia a chi esprime la committenza, sia a chi gestisce i contratti di servizio, sia a chi organizza e gestisce i servizi che a chi rappresenta gli utenti. A differenza di altre esperienze italiane, la DGR 514/2009 prevede che ad accreditarsi siano i servizi e le strutture e non i gestori. Questa scelta comporta una maggiore attenzione su ogni singolo servizio e sulla sua peculiarità territoriale, progettuale e culturale, attraverso il superamento delle situazioni ibride e frammentate nella gestione. È un importante opportunità ed innovazione che sarà attuata con gradualità e flessibilità: si passerà, infatti, attraverso una fase transitoria nella quale vengono richiesti dei criteri minimi, dando così la possibilità ai gestori, nell arco di 3 anni, di adeguare i servizi, per poter poi giungere all accreditamento definitivo, che rispetti tutto quanto previsto nei criteri regionali. I passaggi successivi che renderanno possibile l accreditamento sono l individuazione degli esperti che comporranno le commissioni tecniche provinciali e che avranno il compito di verificare la presenza dei criteri necessari per ottenerlo. Nella Provincia di Bologna, in virtù dell ottima collaborazione esistente fra i gestori profit e non profit, si è concordato sull esprimere un elenco unico di esperti rappresentativo del grande movimento del privato sociale. Altro passaggio è stata la pubblicazione delle tariffe di riferimento per l erogazione dei servizi accreditabili. Si passa per cui dal riconoscimento di tariffe per ogni singolo utente, differenziate per bisogni assistenziali ed educativi, superando in molti casi contratti che prevedevano i riconoscimenti dei costi di gestione attraverso dei canoni per l intero servizio. Alla data odierna non sono però state deliberate le tariffe relative agli inserimenti nelle strutture residenziali per disabili, per cui il processo non è completo. Le altre tariffe pubblicate comprendono tutti i costi necessari per l erogazione del servizio, comprese le spese di personale, di gestione, le locazioni, etc.. Come Società Dolce ed ACGI siamo stati molto presenti in tutte le fasi preparatorie e di confronto con la Regione per lo studio e successiva deliberazione, condividendo l obiettivo che l accreditamento debba essere uno strumento di accertamento della qualità e selezione/valorizzazione degli erogatori, oltre ad essere un opportunità per definire una nuova modalità di relazione orientata alla trasparenza, alla qualità ed al riconoscimento del valore sociale del lavoro di cura e per i soggetti gestori di questi servizi. a domanda rispondo Piera cavazza Carissimi, questa rubrica è dedicata a voi. Potete liberamente scrivermi le vostre opinioni, chiedere e dare consigli: le lettere verranno lette attentamente e pubblicate insieme alle risposte. Mi scusino i soci che non lavorano nel settore scuola, ma devo parlare ai tanti la dolce vita Da 20 anni conosco Gianfranco Furlò, anche per aver lavorato con lui alla mensa comunale, ma non ho mai saputo della sua attività musicale. Gianfranco è da sempre un biassanot (termine bolognese che indica chi vive di notte, letteralmente masticanotte) e ha gestito rassegne musicali che ci lavorano rispetto al ritiro delle buste paga; questi non hanno un referente presente nella loro stessa scuola, perciò non è possibile portarle capillarmente. Ciò fa sì che sia il socio a dover andare negli uffici di via Saffi a ritirarla; questo diritto-dovere di venire in possesso di questo importante documento si scontra a volte con la lontananza (si prenda ad esempio un socio che abita a Ferrara) e con gli orari di apertura dell ufficio scuola, che vi ri-ricordo: ma, me e gio e 16-18,30. E chiaro A sinistra i Bau Tribe durante le prove; a destra Gianfranco Furlò mentre interpreta La bandiera americana. che l orario è restrittivo ma, per venire incontro ai vostri bisogni, potete essere accolti in qualsiasi giorno e orario previo appuntamento con un coordinatore. Non sempre si è consapevoli dell importanza che ha il ritiro delle buste paga: all interno, infatti, ci sono allegati che possono dimostrarsi indispensabili per la crescita lavorativa o per l esatto calcolo delle trattenute fiscali per la mancata consegna del modulo relativo; poi ci sono le lettere che il Presidente scrive a tutti noi e che toccano i temi più disparati, che è importante conoscere e, in primis, il foglio della busta paga dove poter controllare se i dati sono giusti, ecc Ogni tanto vengono spediti SMS per ricordare l importanza del ritiro, ma le buste paga inevase sono sempre di più Vi ricordo che basta una delega per ritirare anche quella dei vostri colleghi/amici/morosi. Per assurdo mi piacerebbe indire il concorso ritira la busta paga e vinci : in una busta paga si mette un buono acquisto, ad esempio di 100 euro se viene trovato entro la fine del mese può essere speso altrimenti il mese dopo si raddoppia il premio mi sa che il monte premi arriverebbe a cifre astronomiche vedendo l accumularsi, nei contenitori, di tante buste paga vecchie. Piera estive che hanno fatto la storia della Bologna godereccia. Voglio parlare, ad esempio, delle estati dal 92 al 94 nel cortile di Vicolo Bolognetti: a chi c era gli si inumidiranno sicuramente gli occhi. 100 notti d estate di eventi indimenticabili e che richiamavano gente da ogni luogo, con anche quattro o cinque complessi a notte. E stato, inoltre, co-fondatore del Teatro delle Moline dove, per oltre venti anni, ha fatto teatro sperimentale quando Bologna era una grande fucina di idee che venivano apprezzate e recepite in anni di cambiamenti radicali (dal 1968 in poi per intenderci). Da molti anni lavora per Dolce, ma continua la sua strada artisticomusicaludica; scrive testi di canzoni (ne ha composte per gli Skiantos e la Parietti, ed essendo un animale libero, ne ha rifiutata una alla Vanoni) e canta con una storica band bolognese composta da professionisti, imprenditori ed artisti: i Bau Tribe. Si diverte molto Gianfranco con questa cricca di amici, specialmente durante le prove che si svolgono a casa di Jonny Gatti, musicista e medico di Vasco, dove il ritrovarsi fa uscire il lato giocoso di ognuno di loro e una sigaretta, un buon bicchier di vino e qualcosina da mangiare predispone la buona riuscita di un pezzo e diventa un alternativa al bar di una volta dove la briscola si è trasformata in musica. Gianfranco è, insomma, un gran personaggio che è stato capace di traghettare il suo modo di fare l artista dalla Bologna da Amarcord alla Bologna d oggi; quella Bologna che viene ricordata con nostalgia da chi ha vissuto gli anni d oro dello stare insieme di notte in allegria, padroni di una città pregna di idee, a sperimentare musica, nella ricerca continua di ispirazioni artistiche e che ha visto nascere nomi come Lucio Dalla, Guccini ] sicuramente mente [ sicura Serafino D Onofrio Due ex ragazzi in gamba Settembre. Fa ancora caldo e vado al lavoro presto. Davanti a un bar del Pratello, un volto noto. Un quarantenne di cattivo umore beve il caffè. Ha i bermuda e un gambone dritto. E Michele Porru, una delle teste d uovo della Cooperativa. Porterà il gesso per tre mesi. Ride e dice che è caduto, sfuggendo a un marito geloso. Poi viene a galla la verità. Era senza chiavi e ha cercato di scavalcare maldestramente il cancello di Società Dolce. Desolante! In montagna, va di moda provocare slavine. Invece, l anno scorso, tiravano un sacco gli scontri letali fra sciatori. Un altro quarantenne, Pietro Segata (leader maximo e uovo sodo della Cooperativa), ha portato le stampelle per otto mesi. Preso in pieno da un polacco. Erano gli ultimi giorni del La Polonia ancora fuori dall U.E. Pietrino, nonostante il dolore e la sfiga, ha evitato la frase di rito:...extracomunitari di merda!. I nostri eroi se la sono spassata così, fra terapisti, palestre e massaggiatrici. Eppure, sono quarantenni in gamba, promotori degli inutili incontri dell associazione 40 x 40 (fortunatamente sbiadita). Due mesi fa, zoppicando uno a destra e uno a sinistra, hanno presentato ai docenti di Vignola l Azienda più malferma e claudicante che la storia della cooperazione ricordi: Società Dolce. D altronde, il nome lo scelse Franco Piro, uomo geniale che ha sconfitto l handicap correndo spericolatamente incontro al socialismo. Ma che fatica!

5 Sede e Redazione Via C. Da Pizzano, Bologna tel fax Direttore Editoriale Pietro Segata Direttore Responsabile Mauro Spinato Redazione Piera Cavazza Annamaria Ponti Michele Porru Caterina Segata Segreteria di Redazione Annamaria Ponti Hanno collaborato Serafino D Onofrio Carla Ferrero Pio Marchetti Veronica Sorgente Paolo Vaccaro Marco Zazzaroni Progetto grafico e immagini Lara Bresciani e Antonio Di Marcantonio Stampato su carta ecologica riciclataj da Ingrafica Perché è bello condividere le soddisfazioni La mamma di un bimbo del nido di Paratico scrive Un anno al nido. A settembre 2008 è stato aperto il nuovo asilo nido Gli aquiloni ( ) la posizione del nido è facilmente accessibile, la struttura è nuova, moderna, luminosa: il giardino spazioso e ben curato ( ) l ambiente è accogliente e già dal primo giorno ci siamo sentite a nostro agio. Chi però ha contribuito a placare le solite, e forse giustificate, ansie materne, che affiorano nel momento in cui devi affidare il tuo bambino al nido, sono state Roberta, Rosalba e Adele, le nostre educatrici. ( ) I bimbi del nido hanno vissuto quest anno in un clima sereno e rassicurante. La vita al nido è scandita dai ritmi stabili e coerenti ( ) che consentono ai bambini di sentirsi sicuri e protetti ( ) I nostri piccoli hanno manipolato, scoperto e giocato con foglie, pigne, sassi, carta e tante altre cose; hanno colorato con le mani e con i piedi, hanno utilizzato stampini naturali, hanno scoperto il piacere di vivere il corpo in movimento con giochi sensomotori e psicomotori; si sono esercitati nel gioco di ripetizione e simbolico negli spazi arredati e dedicati al gioco della casetta (con cucina, lettini, bambole, ecc.), si sono travestiti da mamma, papà e chissà chi altro. Hanno cantato, ballato e scoperto tanti strumenti musicali; hanno ascoltato racconti e favole; in giardino hanno corso, pedalato, e piantato erbe aromatiche e penso tante altre cose! Credo che la cosa più importante sia che tutte queste cose i nostri bambini le hanno vissute insieme! In un anno si sono conosciuti, scoperti, confrontati, imitati, coccolati. Hanno giocato insieme imparando gli uni dagli altri; insomma, un bel modo, per i piccoli, di cominciare a viversi nella socialità. Roberta, Rosalba e Adele li hanno aiutati a crescere, in modo globale, a scoprire le loro possibilità, competenze e limiti. Hanno favorito la scoperta personale ed accolto emozioni e desideri di ognuno; hanno mediato nella relazione fra bambini al fine di aiutarli a comprendere il senso della vita comune. In questo anno li hanno accolti, coccolati, rassicurati, stimolati, ascoltati, gratificati e a volte, giustamente, anche ripresi. Ringrazio Miranda e Viviana che instancabilmente si prendono cura del nido e supportano il lavoro delle educatrici. ( ) Concludo ringraziando l ex Sindaco Sig. Carlo Tengattini e la neo Sindaco Sig.ra Giulia Venturi, con tutta l Amministrazione ( in particolare la Sig.ra Mariella Smiroldo per la presenza e la competenza, e la Sig.ra Anna per la disponibilità costante e paziente), per aver dato, con la creazione del nido, un valore aggiunto a questo nostro fiorente Paese. Elisa G. Una Mamma Ringraziamo di cuore la gentile Mamma per le bellissime parole di stima e gratitudine verso le operatrici del Nido Gli Aquiloni del Comune di Paratico (BS) gestito da Società Dolce. L analisi espressa, con la competenza e la sensibilità che deriva dall importante ruolo di mamma, diventa, per tutto il personale, un importante stimolo a proseguire nel proprio impegno con sempre maggiore dedizione e professionalità. L attenzione alla qualità del servizio offerto, consapevoli del delicato ruolo educativo da adottare nei confronti dei più piccoli, resta per noi l elemento prioritario. Cogliamo l occasione per ringraziare anche noi l Amministrazione Comunale di Paratico che ha creduto nel servizio offerto dal nido d infanzia, quale elemento qualificante la rete dei servizi socio-educativi rivolti ai propri cittadini. Il Coordinatore Servizi Sebino Bresciano Pio Marchetti Corto-metraggio PILASTRINI L 8 marzo, presso il cinema Odeon di via Mascarella a Bologna, è stato proiettato nell ambito del Festival Young About, il secondo cortometraggio realizzato dal Centro di Aggregazione I Pilastrini, dopo che lo scorso anno il Centro aveva dato prova di grande valore aggiudicandosi uno dei primi tre premi messi in palio dal Festival della Diaconia Valdese Giovani Corti Premio Unicef Claudia Ialla (svoltosi in provincia di Torino). Il Festival Internazionale Young About, giovani e cinema, giunto ormai alla sua terza edizione, è promosso dall Associazione culturale Gli anni in tasca, in collaborazione con il Coordinamento Adolescenti del Quartiere San Vitale di Bologna: in pratica esso è il frutto di un concorso per corti realizzati in ambito scolastico, amatoriale e professionale. L intento della rassegna è valorizzare talento e creatività di chi sente l esigenza di raccontarsi, sperimentando nuovi linguaggi. In tal senso, i nove ragazzi del Centro di Aggregazione (nella foto), insieme ai nostri due educatori dai quali sono stati supportati, hanno voluto esprimersi nella sezione ragazzi anni riguardo al tema Oltre il mio recinto: l amore. Il corto è stato realizzato al Pilastro tra le saracinesche chiuse ed utilizzate dai writer; nel film, le protagoniste raccontano le loro pene amorose, tra sconforti e disperazione, giungendo a concludere che l unico valore sul quale puntare è l amicizia. Il finale, però, riserva una sorpresa un libro Questo è un libro che non ritroverete nelle librerie di tutta Italia. E che magari non verrà recensito dalle riviste specializzate. Però sarebbe bello che così non fosse, perché questa è un opera che nasce dall Amore. L Amore di un uomo per la sua vita, la sua città e la sua famiglia e soprattutto dall Amore di una figlia per il padre. Il dottore delle galline è un diario che si muove a ritroso nel tempo, pieno di episodi toccanti che rimandano alla nostra città, ai suoi antefatti prebellici, di guerra e post bellici. Il libro è la cifra semplice di una voce narrante che riporta a mondi così lontani e vicini allo stesso tempo: una vivida via del Pratello di fine 800, indimenticabili sagre per la spannocchiatura, crocerossine dal sorriso incantevole, osti imbattibili a ballare il valzer. E poi, attraverso la sua lettura, veniamo a conoscenza di episodi storici rispetto ai quali, magari, poco ci è stato rivelato. Come quello che racconta di quando il podestà di Bologna attivò il decentramento di tanti monumenti di bronzo, nel 1941, affinché si salvassero dai bombardamenti. Coinvolgente e toccante. Claudio Cavazza Il dottore delle galline 2010 un CD E un disco splendido, a partire dal titolo. Fa bene ascoltarlo dopo certe robe sentite al festival dei fiori. Ci fa ricordare che esiste, tutt ora, la grande musica. Eccome se esiste. La voce di Sade è elegante e profonda come suo solito. I brani non appaiono mai melensi e risultano sempre perfettamente calibrati nella loro universalità, mai fuori dalle righe. Perle come The moon and the sky, intrise di ritmi soul incantevoli, o come la title track, impossibile da dimenticare, si ha la fortuna di individuarne non spesso, nella produzione musicale di oggi. Tappeti sonori dolcissimi e accattivanti. Musica che si ascolta e si vede al contempo. Sensualità sofisticata. Una forma stilistica assolutamente riconoscibile. Al momento, il più bel lavoro del SADE Soldier of love 2010, Sony Bmg R&B, Soul, Pop

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