LE IDEE: il paesaggio e la memoria, il paesaggio e il futuro, il paesagio e l architettura

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1 168 LE IDEE: il paesaggio e la memoria, il paesaggio e il futuro, il paesagio e l architettura GIORGIO ROSSINI - Soprintendente Beni Architettonici, Paesaggio della Liguria Ho voluto iniziare la mia partecipazione a questo meeting mostrando un'immagine emblematica. Si tratta di una fotografia aerea di Capo Noli, ove si nota il tracciato della strada napoleonica, mirabilmente connaturata con il paesaggio: sintesi di bellezze naturali e artificio umano, un paesaggio culturale che in qualche modo è oggetto della tutela globale da parte del decreto legislativo n. 42/2004, il ben noto Codice dei beni culturali e del paesaggio. In questa mia comunicazione farò vedere altre immagini riprese da alcuni voli aerei effettuati con la collaborazione dell'arma dei Carabinieri, ed in particolare del Nucleo di Tutela Patr imonio Culturale della Regione Liguria, comandato dal capitano Salvatore Lutzu, e della sezione elicotteri dell'aeroporto di Villanova d'albenga, che colgo l'occasione per ringraziare. Devo anche ringraziare i funzionari della nostra Soprintendenza per le casistiche segnalatemi e, in particolare, l'arch. Caterina Gardella, che mi ha aiutato nella selezione delle immagini. Com'è noto, l'art.131 del Codice sottolinea la necessità di salvaguardare e recuperare i valori culturali in sinergia tra le amministrazioni (Stato, Regioni ed enti pubblici territoriali) che si occupano di tutela, ed in linea con i principi informatori, che sono, in sintesi: uso consapevole del territorio, sua salvaguardia, scoperta e/o realizzazione di nuovi valori paesaggistici. Tra le categorie di beni culturali individuate dal nuovo Codice, ve ne sono alcune abbastanza significative per il lavoro dei tecnici impegnati nella tutela, ma anche dei progettisti: ricordiamo, tra essi, le pubbliche piazze, le vie, le strade, riconosciute di interesse per effetto del punto g) dell'art.10 del Codice. Si tratta di beni che rientrano - soprattutto nella nostra regione - a doppio titolo nell'azione di tutela, sia perché di interesse storico ed artistico, sia in quanto inseriti in più ampi contesti di interesse paesaggistico. In una regione orograficamente articolata come la nostra, l'esigenza di avere collegamenti verticali, dal mare all'entroterra, ed orizzontali, lungo l'arco costiero, ha determinato, fin dall'antichità, la necessità di creare infrastrutture storiche e rilevanti. Conosciamo bene i ponti romani della Via Iulia Augusta, o molti altri di età medioevale e moderna che hanno, spesso, anche una rilevanza paesaggistica notevole e che sono rimasti in piedi nonostante alluvioni, terremoti ed i danni che l'uomo, con interventi errati o per mancata manutenzione, ha compiuto al territorio nell'ultimo secolo. Alcuni sono stati anche individuati come manufatti emergenti dalla pianificazione paesistica vigente. Assistiamo spesso, soprattutto nei tratti degli antichi percorsi fagocitati dall'urbanizzazione e dall'espansione edilizia, a tendenze in atto volte a modificarne le caratteristiche, ai fini

2 il paesaggio e l architettura 169 dell'uso con mezzi a motore. Vediamo, ad esempio, un caso che ci è stato presentato recentemente. Si tratta di una porzione urbana di una antica mulattiera nel Golfo Paradiso. Essa presenta, ancora all'interno del tessuto urbano, dei tratti che hanno le caratteristiche dei sentieri per escursionisti. La tendenza, in molti casi come questo, è di trasformare le tracce storiche dell'uomo sul territorio per renderle accessibili ai mezzi motorizzati. In contesti altamente qualificati come Camogli, Santa Margherita, Sant'Ilario Alto a Genova, vengono presentati progetti che, spesso con il malcelato intento di promuovere il restauro delle infrastrutture stradali e delle piazze, prevedono allargamenti, rettifiche, abbattimenti di vecchi muri a secco per realizzare aree di parcheggio e ripavimentazione di spazi pubblici. In certi angoli d'europa di elevato pregio ambientale, come a Wengen o a Zermatt in Svizzera, non si fanno arrivare le automobili, ma solo mezzi pubblici di scarso impatto ambientale. Nel nostro paese si fa, invece, ancora il possibile per raggiungere con l'auto le abitazioni collocate nei centri storici o nei siti di elevato pregio paesaggistico. La capacità di un progettista e la qualità della progettazione dovrebbero aiutare a trovare soluzioni alternative per raggiungere le abitazioni in siffatti contesti dichiarati di notevole interesse pubblico: tra esse sono ipotizzabili cremagliere, funicolari, ascensori, mezzi navetta che colleghino parcheggi di interscambio. La via romana Iulia Augusta nella la valle di Ponci a Finale Ligure strada via di mezzo Camogli

3 170 Troppo spesso ci sentiamo ripetere un leit-motiv che così suona: l'ente pubblico, proprietario delle pubbliche vie e piazze, non ha i soldi e non ha i mezzi per la manutenzione, e quindi si avvale del privato che, per potere realizzare la manutenzione della strada, sostituendo un brutto asfalto od una distesa di cemento con un più consono lastricato in pietra, ammattonato o ciottolato, chiede di adeguarla alle necessità dei moderni mezzi di trasporto o di destinare l'area sottostante la piazza ad uso autosilos. Su questo argomento penso che ci sia spazio per lavorare nella revisione dello strumento di pianificazione paesaggistica, come previsto dall'art. 143 del nuovo Codice. ma anche, per gli edifici collocati in aree di interesse turistico, come la zona costiera o la montagna di fascia, alla trasformazione e adeguamento dell'architettura rurale a nuove necessità, quali, ad esempio, le seconde case. Un fattore che comporta spesso l'abbattimento di manufatti ancora in buono stato conservativo, con murature di notevole spessore, e la loro ricostruzione con materiali nuovi e strutture murarie sottili in calcestruzzo, per recuperare superficie utile. Molto spesso, in nome di un adeguamento alle norme igieniche, si allargano bucature, indebolendo la struttura muraria continua ed utilizzando serramenti in alluminio o plastica, avulsi dal contesto urbano in cui si collocano. Un'altra categoria di beni culturali che rappresenta una testimonianza della presenza e del lavoro svolto dall'uomo in In alcuni casi i manufatti storici dell'edilizia rurale inseriti in un passato prossimo, a rischio di pesanti manomissioni e contesti ad alta tensione speculativa, si sono conservati quindi da tutelare, è l'architettura rurale. Il Codice, all'art. 10, perché sono di proprietà di enti pubblici. I casi, a questo comma 4, lett. l), ha un'attenzione verso questi beni, con- riguardo, sono ancora numerosi e ben conservati: si tratta fermata, con maggiore vigore, nel Decreto del 6 ottobre perlopiù di immobili di proprietà di aziende sanitarie ed 2005, che salvaguarda in modo specifico tale patrimonio. ospedaliere od enti morali. Cito, tra quelli di cui ci siamo occupati in questi anni, casi come Villa Assereto sopra Recco, Questa mattina ho sentito con particolare interesse notevole esempio di edificio padronale inserito entro un l'intervento di Giuseppe Dematteis, in cui si parlava uliveto ancora produttivo, Villa La Colombiera ad Albenga, dell'abbandono delle zone appenniniche dell'italia. Tale collocata al centro di un'area agricola posta lungo un tratto tendenza, in atto anche della nostra regione, determina dell'antica Via Romana, mirabilmente esposta verso il mare, spesso la perdita del patrimonio edilizio rurale, dovuto a crolli o l'area rurale, comprendente un uliveto ed alcune case coloe demolizioni nei casi in cui non si esercita la manutenzione, niche, sottostante il santuario delle Grazie a Chiavari,

4 171 da cui si gode una vista eccezionale sul golfo del Tigullio. Finora questi esempi sono stati salvaguardati, oltre che per la mancanza dei presupposti speculativi, anche in base all'art. 12 del Codice che tutela per legge i manufatti architettonici di proprietà pubblica di oltre cinquant'anni di età. In due dei casi segnalati, la necessità di una tutela più attiva interagisce con il disegno della Regione Liguria di salvaguardare il tracciato della antica Via Aurelia, che qui presenta alcuni dei più suggestivi tratti. La conservazione, in molti casi, è messa in pericolo dalle alienazioni che, soprattutto le aziende sanitarie, tendono ad effettuare per ripianare i bilanci. È il caso, ad esempio, della Villa La Colombiera di Albenga, acquistata recentemente da un privato. Nonostante le condizioni restrittive imposte dal nostro ufficio con l'autorizzazione ad alienare ai sensi degli articoli 55 e segg. del codice, le norme urbanistiche e paesaggistiche non impediscono di realizzare alcune volumetrie sull'area agricola circostante, per cui vi è il rischio di vedere compromessi i valori storici e paesaggistici di un tale complesso, giunto a noi mirabilmente intatto. Chiavari, Collina delle Grazie, complesso di architettura rurale proprietà Fondazione Torriglia Un problema che si sta intensificando e che ritengo - debba essere affrontato nella tutela dell'arco costiero è quello relativo alla costruzione di abitazioni rurali cosiddette di presidio, che possono essere edificate in zone agricole abbandonate o sottoutilizzate. La norma di riferimento, com'è noto, è rappresentata dall'art. 36 della L.R. n. 36 del 1997, la legge urbanistica regionale.

5 172 Nella formulazione di questo articolo di legge c'è stato ovviamente un intento meritorio, che riguarda la possibilità di salvaguardare i territori abbandonati, consentendo l'insediamento di una abitazione rurale di modeste dimensioni, a condizione che il proprietario del fondo abbia una certa superficie agricola da asservire a tale scopo e si impegni, con apposita convenzione, a mantenere per un certo arco temporale il fondo medesimo. Il risultato parrebbe anche avere efficacia sul piano estetico, evidente nel fatto che un territorio a fasce, un frutteto o un uliveto hanno certamente una maggiore qualità paesistica se coltivati e mantenuti. Questa norma, scritta per riscattare dall'abbandono le aree agricole dell'entroterra, in realtà ha avuto applcazione quasi esclusivamente nei comuni dell'arco costiero. Codice, ove la casa agricola presenta un piano seminterrato adibito a deposito attrezzi e prodotti della coltivazione, con tanto di porte e finestre, uno o due piani fuori terra, ed una piscina antistante, non propriamente in linea con i caratteri tipologici dell'architettura rurale! Nell'opera di revisione dello strumento di pianificazione paesistica che la Regione sta effettuando, opera a cui la Soprintendenza è chiamata a collaborare in attuazione dell'art. 143 del Codice, abbiamo richiesto di rivedere questa norma, soprattutto nelle aree individuate dal P.T.C.P. come insediamenti sparsi soggetti a regime normativo di mantenimento (IS.MA), che sono quelle maggiormente diffuse nel territorio ligure. Certamente anche a Levanto, S. Margherita, Finale Ligure e Bordighera, tanto per citare alcuni siti di eccellenza della nostra regione, ci sono dei siti abbandonati che vale la pena di recuperare. L'impressione è, tuttavia, che con questa normativa si dia un premio ai proprietari che hanno abbandonato la conduzione dei fondi perché impegnati in attività più redditizie, e si incentivi l'abbandono di aree agricole in zone ad alta tensione turistica ed elevato pregio paesaggistico, in modo tale che poi si possa, in qualche modo, legittimare forme di recupero con nuova edificazione. Non sono rari casi di autorizzazioni che ci pervengono dagli enti locali, per il controllo di legittimità ai sensi dell'art. 159 del Una azione concertata di attenzione per il territorio costiero ha portato ad alcuni risultati soddisfacenti. Mi riferisco, ad esempio, all'opera di controllo degli strumenti urbanistici che si effettua in sede di Comitato Tecnico Regionale, organo consultivo nel quale il soprintendente è membro di diritto. Un recente risultato che mi sembra positivo nella tutela del paesaggio costiero è stato conseguito nella Piana di Latte, in Comune di Ventimiglia, di cui ha parlato il Direttore Lorenzani nella giornata di ieri. In quest'area, una delle ultime a carattere agricolo ancora preservate sul fronte mare, con presenza di notevoli episodi di ville padronali realizzate nell'ottocento, era

6 173 prevista la localizzazione di insediamenti turistici, che nel corso dell'esame in sede di Comitato Tecnico sono stati fortemente ridimensionati, in nome delle qualità del sito e della situazione vincolistica. Così è stato garantito al pubblico godimento un raro angolo di insediamento agricolo e di verde in prossimità del confine francese, quasi un biglietto da visita per la nostra regione e per il nostro paese. Ventimiglia - Piana di Latte: ID-MA / IS-MA Dolceacqua (IS-MA) Ci sono ancora zone ad alto pregio che nella revisione del piano paesistico si spera siano maggiormente salvaguardate dalla edificazione. Mi riferisco ancora ad un esempio del ponente ligure, Dolceacqua. La zona a ridosso del centro antico e del castello è caratterizzata dal regime normativo IS.MA, vale a dire una zona a rada edificazione in equilibrio con i valori naturali ed agricoli dove, però, è possibile localizzare alcuni interventi che non alterino tale equilibrio. In anni recenti molte sono state le autorizzazioni per abitazioni mono e bifamiliari rilasciate dal comune che stanno visibilmente alterando l'immagine del sito. Se la tendenza in atto continua, c'è il rischio che l'immagine attuale del borgo e del castello siano svilite nella loro percezione paesistica. Questa zona dovrebbe essere tutelata in forma più rigorosa, modificando la normativa paesistica in senso più restrittivo, scongiurando, se non in casi eccezionali, l'inserimento di nuovi volumi in un contesto storico siffatto.

7 174 Un problema che l'edilizia rurale deve affrontare, cui ho già realizzazione di autorimesse ed autosili. Pur rendendoci accennato, è quello della conservazione di certi manufatti che conto che è necessario risolvere il problema dei parcheggi hanno perduto la loro originaria funzione, quali fienili, che, soprattutto in estate e nei centri costieri, appare in tutta la essiccatoi, ricoveri per attrezzi ed animali e quant'altro. sua drammaticità, non dobbiamo tralasciare le conseguenze Questo vale, soprattutto in aree di elevato pregio paesaggistiche che scavi devastanti comportano per il paesaggistico ed altissimo valore immobiliare, come il territorio, anche nel caso di interventi che sono quasi territorio del Monte di Portofino. Faccio qui vedere un intieramente interrati e pertanto apparentemente non visibili al esempio per il quale abbiamo in corso un approfondimento pubblico. Sono al momento in corso numerosi interventi di procedurale ed una verifica di compatibilità sulla base delle scavo per realizzare autosili e garage, soprattutto in zone di leggi e regolamenti dell'ente parco e della Regione. In che elevata qualità paesistica come lungo il tracciato dell'aurelia modo è possibile intervenire, in casi del genere, quando, per tra Genova Nervi e Zoagli, e i territori comunali di Alassio, attuare la manutenzione, sarebbe necessario avere la Finale Ligure, Camogli e Santa Margherita. disponibilità di materiali di difficile reperimento, come le lische e le canne, che non si trovano più sul mercato, vuoi Una recente sentenza del TAR Liguria ha accolto il ricorso di perché non si possono raccogliere nel territorio del parco, un privato al quale la Soprintendenza ha negato un parere vuoi perché nessuno è più in grado di utilizzare e manipolare favorevole di compatibilità ambientale, ai sensi dell'art. 167 questi antichi materiali da costruzione della tradizione del Codice, per un intervento relativo alla realizzazione di un contadina ligure? Come fare lavori di manutenzione in casi autosilo in una zona ad alta visibilità in Comune di Zoagli. del genere, per i quali il regolamento del parco prevede di Come si può vedere dalle immagini, lo scavo, con il suo utilizzare preferibilmente i materiali della tradizione e che noi corredo di opere di sostegno delle terre, rappresenta indubauspichiamo vengano rispettati? Questo è un argomento che biamente, al momento attuale, uno squarcio nel territorio. Il dovremo affrontare in futuro, anche per rimettere in gioco una nostro parere, fortemente limitativo, è stato formulato sulla attività produttiva ed artigianale che deve essere sostenuta base del timore che un intervento del genere, anche se anche con corsi di formazione professionale. completato a fine lavori con la creazione di un giardino pensile, potrebbe avere conseguenze negative per la Un'altra questione di rilevanza paesistica finora sottovalutata, conservazione del paesaggio, a causa del rischio di frane e ma che la pianificazione dovrà affrontare, è quella relativa alla smottamenti e per l'impossibilità di ripristinare la coltre verde

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