AZIENDA USL 2 LUCCA C O P I A I L D I R E T T O R E G E N E R A L E

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1 AZIENDA USL 2 LUCCA DELIBERAZIONE DEL D I R E T T O R E G E N E R A L E N. 243 DEL 27/04/2007 C O P I A OGGETTO: STATUTO DELL' AZIENDA USL 2 LUCCA.- STATUTO DELL AZIENDA USL 2 LUCCA.- I L D I R E T T O R E G E N E R A L E. Vista la relazione del Responsabile della seguente struttura organizzativa proponente: GESTIONI FINANZIARIE E BILANCIO 1

2 Preso atto e considerato: - che con propria deliberazione n. 877 del 29/12/2006 è stato adottato, ai sensi dell art. 50 della L.R.T. 24/02/05 n. 40, lo schema dello Statuto dell Azienda che è stato poi inviato alla Giunta Regionale con lettera del 11/01/2007 prot. n per il prescritto parere di coerenza; - che la Regione Toscana, mediante del 9/03/2007, ha formulato alcune osservazioni che sono state recepite dall Azienda la quale, con lettera del 22/03/2007 prot. n , ha provveduto a trasmettere alla stessa Regione un nuovo testo di Statuto opportunamente emendato; - che la Giunta Regionale della Toscana con deliberazione n. 255 del 10 aprile 2007 ha espresso sul nuovo testo dello Statuto Aziendale parere di coerenza con la programmazione regionale, nonché con i principi ed criteri stabiliti dalla legge; - che la Direzione Generale del Diritto alla Salute e Politiche di Solidarietà, con nota prot. n / del 19/4/2007, ha comunicato formalmente il parere di coerenza espresso dalla Giunta Regionale sul testo dello Statuto emendato inviato con la soprarichiamata lettera del 22/3/2007 prot. n ; - che la deliberazione n. 255/07 con la quale la G.R.T. ha espresso parere di coerenza sul testo dello Statuto dell Azienda è stata pubblicata sul B.U.R.T. n. 17 del 24/04/2007; Ritenuto che a seguito della avvenuta pubblicazione sul B.U.R.T. della deliberazione G.R.T. n. 255/2007 si è perfezionato il percorso dettato dalla legge per la formazione dello Statuto Aziendale; Ritenuto quindi di assumere provvedimento formale di adozione del nuovo Statuto dell Azienda nel testo sul quale la G.R.T. ha espresso il parere di coerenza; Dato atto che responsabile del procedimento, ai sensi del Capo II della Legge n. 241/90, è l Avv. Dorino Tamagnini; Preso atto, ai sensi dell art. 3, p. 1 quinquies, del D.L.vo 229/99, del parere favorevole espresso dal Direttore Amministrativo e dal Direttore Sanitario. D E L I B E R A 1) lo Statuto dell Azienda USL 2 di Lucca nel testo formato da n. 56 articoli che viene allegato al presente provvedimento per formarne parte integrante e sostanziale. 2) di trasmettere copia della presente deliberazione al Collegio Sindacale ai sensi dell'art. 42, comma 2, della L.R.T. n. 40/2005. DT/mgs 2

3 Azienda USL 2 Documento di Pianificazione Aziendale DG 01 Rev 0 Pag. 3 Lucca Pagina 3 05/12/20143 STATUTO AZIENDALE DG 01 STATUTO AZIENDALE Data Rev Redatto Verificato Approvato 0 Direttore U.O. Affari Generali e Legali Direttore Amministrativo Direttore Generale 3

4 INDICE Titolo I - NORME GENERALI 1-) Principi generali 2-) Principi di organizzazione 3-) Le funzioni 4-) Il percorso assistenziale 5-) Gli strumenti 6-) Le pari opportunità 7-) La sicurezza nei luoghi di lavoro 8-) L educazione alla salute 9-) L integrazione delle politiche sanitarie Titolo II L ORDINAMENTO TERRITORIALE 10-) L ambito territoriale 11-) L Area vasta Titolo III - GLI ORGANI DELL AZIENDA 12-) Generalità 13-) Il Direttore Generale 14-) Delega di funzioni 15-) Il Collegio Sindacale Titolo IV - LA CONFERENZA DEI SINDACI 16-) Rapporti tra Azienda e Conferenza Titolo V - GLI ORGANI DI DIREZIONE Sez. I - La Direzione Generale ed Aziendale 17-) Composizione e competenze 18-) L Ufficio di Direzione 19-) Il Direttore Amministrativo 20-) Il Direttore Sanitario 21-) Il Direttore dei Servizi Sociali 22-) Il Responsabile di Zona-Distretto 23-) Il Direttore del Dipartimento della Prevenzione 24-) Il/I Direttore/i dei Presidi Ospedalieri 4

5 25-) Le sostituzioni Sez. II - La Dirigenza Aziendale 26-) I livelli Dirigenziali 27-) Le attribuzioni 28-) Gli incarichi di direzione di Struttura Titolo VI - GLI ORGANI CONSULTIVI DEL GOVERNO CLINICO 29-) Il Collegio di Direzione 30-) Il Consiglio dei Sanitari 31-) Il Collegio di Direzione di Area vasta Titolo VII - L ATTIVITA DELIBERATIVA 32-) Le deliberazioni del Direttore Generale 33-) Le disposizioni dei Dirigenti Titolo VIII - LE STRUTTURE ORGANIZZATIVE 34-) Tipologia 35-) Le strutture organizzative funzionali 36-) Il Dipartimento della Prevenzione 37-) Il Dipartimento dell emergenza-urgenza 38-) I Dipartimenti di coordinamento tecnico 39-) Le strutture organizzative professionali 40-) Le unità funzionali 41-) La Zona-Distretto 42-) Ufficio di coordinamento della Zona-Distretto 43-) Modelli sperimentali di gestione dei servizi sanitari territoriali 44-) La Società della salute 45-) Le Unità di cure primarie 46-) Il Presidio Ospedaliero di Zona Titolo IX - L ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI SOCIALI 47-) Le strutture Titolo X PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO INTERNO 48-) Principio della programmazione 49-) La pianificazione strategica 50-) Budget e controllo di gestione 5

6 Titolo XI - PATRIMONIO E CONTABILITA Sez. I - Il Patrimonio 51-) I beni mobili e immobili Sez. II - L Attività Contrattuale 52-) I principi sull attività contrattuale Titolo XII - NORME FINALI E TRANSITORIE 53-) Modifiche e aggiornamenti dello Statuto 54-) I regolamenti attuativi 55-) Norma finale 56-) Norma transitoria 6

7 Titolo I - NORME GENERALI Art. 1 - Principi generali 1-) L'Azienda Unità Sanitaria Locale 2 di Lucca ha sede legale in Lucca. Ha personalità giuridica di diritto pubblico ed autonomia imprenditoriale. La missione dell azienda USL è rivolta alla tutela della salute dei cittadini, garantendo a tutti il raggiungimento dei livelli di assistenza definiti dalla programmazione sanitaria nazionale e regionale. Svolge le funzioni ad essa assegnate dal Servizio Sanitario Regionale al quale fa capo ai fini della promozione e della tutela della salute dei singoli e della collettività nell ambito della competenza territoriale. 2-) Allo scopo suddetto l Azienda informa la propria attività alla pianificazione socio sanitaria nazionale, regionale, di area vasta e locale. 3-) L Azienda adotta principi di gestione per la Qualità, come elementi strategici per il raggiungimento degli obiettivi di salute della popolazione del proprio territorio e per migliorare con continuità le proprie prestazioni nell ottica della soddisfazione dei bisogni e delle aspettative dei propri utenti. A tale scopo l Azienda promuove interventi mirati a garantire : - organizzazione orientata al cittadino utente; - coinvolgimento delle risorse umane; - decisioni ed azioni basate sull evidenza; - gestione per processi ed approccio sistemico; - miglioramento continuo; - innovazione e sviluppo; - accreditamento istituzionale. 4-) L Azienda aderisce alla rete HPH (Ospedali per la promozione della salute) nella quale i Presidi Ospedalieri attivano il processo che fornisce agli individui ed alle comunità i mezzi per aumentare il proprio controllo sui fattori determinanti la salute, migliorandola. 5-) L Azienda può stipulare accordi di collaborazione e partecipare a fondazioni e società, tipiche ed atipiche, con soggetti pubblici e privati per il conseguimento dei fini istituzionali. 6-) Il logo dell Azienda è una declinazione coordinata del marchio adottato nel 2002 dal Servizio Sanitario Regionale. E' strutturato su due quadrati allineati in orizzontale: il quadrato di sinistra contiene il Pegaso ( simbolo della Regione Toscana ) e la sigla SST 7

8 collocati su un fondo azzurro (cielo), attraversati da un raggio di luce. Il quadrato di destra contiene, su fondo bleu, la denominazione della singola USL. I due quadrati sono posti parallelamente ad una base costituita dalla scritta Servizio Sanitario della Toscana. Art. 2 - Principi di organizzazione 1-) L'organizzazione ed il funzionamento dell'azienda sono disciplinati con il presente atto aziendale denominato statuto aziendale nonché con regolamenti aziendali attuativi da emanare in conformità alla legislazione statale e regionale ed ai correlati livelli di pianificazione. 2-) Con il Regolamento di Organizzazione viene disciplinato l ordinamento delle strutture organizzative e dei servizi di cui l Azienda si avvale per lo svolgimento della propria attività. 3-) Tale Regolamento definisce in modo compiuto il modello organizzativo dell Azienda, regolamenta le competenze delle singole articolazioni e disciplina le loro interazioni ispirandosi ai principi di omogeneità, funzionalità ed economicità gestionale delle strutture, di flessibilità, di autonomia, nonché della mobilità e professionalità del personale. 4-) L'organizzazione aziendale si ispira al principio della distinzione tra le funzioni di indirizzo e controllo e le funzioni di attuazione della gestione ed applica i criteri della pianificazione strategica, del controllo direzionale nonché della programmazione di zonadistretto e operativa. 5-) Per il raggiungimento della qualità dei servizi offerti e per la soddisfazione dei bisogni dell'utenza l'azienda adotta strutture organizzative e procedure flessibili, provvede all'integrazione e interazione tra le diverse professionalità, umanizza e personalizza l'assistenza in relazione all'entità delle risorse assegnate. Art. 3 - Le funzioni 1-) Nel rispetto degli obiettivi posti dagli atti di pianificazione nazionale e regionale l'azienda assicura l'erogazione delle prestazioni uniformi ed essenziali, lo sviluppo del sistema qualità, la massima accessibilità ai servizi per i cittadini, la qualità delle prestazioni erogate, il raccordo istituzionale con gli enti locali per il tramite della Conferenza dei Sindaci, il collegamento con le altre organizzazioni sanitarie e del volontariato, nonché la ottimizzazione ed integrazione delle risorse e delle risposte assistenziali tenendo conto anche degli esiti della concertazione di area vasta. 2-) L'Azienda può assumere, su delega degli enti locali, la gestione di attività o servizi 8

9 socio-assistenziali a totale carico degli stessi, inclusi gli oneri per il personale. La gestione viene svolta con contabilità separata e l'erogazione delle prestazioni è effettuata dopo aver acquisito le disponibilità finanziarie. 3-) L'Azienda può assumere inoltre la gestione per l'erogazione di prestazioni e servizi sanitari aggiuntivi a quelli garantiti dalla programmazione aziendale qualora i Comuni lo decidano, in coerenza con la programmazione sanitaria regionale, ed assegnino le occorrenti risorse finanziarie. 4-) L Azienda persegue la formazione del proprio personale dipendente ed a convenzione ed eventualmente del personale di altri Enti ed Istituzioni. Promuove e favorisce altresì, nell ambito delle proprie competenze istituzionali, l accesso agli eventi formativi di soggetti comunque coinvolti, direttamente o indirettamente, nel sistema sanitario. L Azienda, a tali fini, svolge attività formativa. 5-) L Azienda, per il raggiungimento delle proprie finalità, organizza le proprie attività secondo le seguenti funzioni: a) pianificazione strategica; b) controllo direzionale; c) programmazione di zona-distretto; d) programmazione operativa. Art. 4 Il Percorso assistenziale 1-) L Azienda organizza i propri servizi sanitari territoriali e ospedalieri in rete allo scopo di garantire all assistito la fruizione dei servizi sanitari e socio sanitari in maniera appropriata e condivisa. 2-) A tale scopo l Azienda appresta tutti gli adempimenti finalizzati ad assicurare all assistito la soddisfazione dei propri bisogni di educazione alla salute, di servizi preventivi, di assistenza sociale, di diagnosi, cura e riabilitazione. 3-) Per le attività di assistenza sociale e socio-assistenziali a rilievo sanitario, l Azienda definisce, d intesa con gli enti locali procedure per assicurare l appropriatezza e la continuità del percorso assistenziale. Art. 5 - Gli Strumenti 1-) L'Azienda definisce le linee d'azione necessarie a raggiungere le proprie finalità attraverso gli strumenti della pianificazione strategica, della programmazione, del sistema dei budget, del controllo di gestione, della gestione per processi e del sistema premiante. 9

10 Art. 6 - Le pari opportunità 1-) L Azienda, nell esercizio delle sue funzioni istituzionali, attua le condizioni di pari opportunità. 2-) A tal fine l Azienda si impegna a creare le condizioni per le pari opportunità del personale dipendente nei luoghi di lavoro e in tutti gli aspetti del rapporto nonché per l accesso ai posti di lavoro. Art. 7 - La sicurezza nei luoghi di lavoro 1-) L Azienda persegue, anche mediante attività informativa, la presa di coscienza da parte del personale della normativa in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro. 2-) L Azienda adotta le iniziative più appropriate per evitare condizioni di pericolosità nei luoghi di lavoro e per prevenire i danni da fumo passivo e da agenti inquinanti. 3-) I Dirigenti di struttura organizzativa sono responsabili del controllo sull'attività del personale dipendente, nonché sulle strutture utilizzate per le quali sia stata previamente accertata la regolarità ai sensi del D. Leg.vo 19/9/1994 n. 626 e successive modifiche ed integrazioni. Art. 8 - L educazione alla salute 1-) L Azienda promuove la crescita di una cultura della salute attraverso processi informativi ed educativi che hanno l obiettivo di accrescere la capacità individuale e collettiva di autotutela nei confronti delle malattie e dei rischi presenti negli ambienti di vita e di lavoro. L Azienda attua interventi di comunicazione educazione e promozione della salute in collaborazione con le Istituzioni scolastiche e scientifiche gli organismi professionali e di categoria della sanità, le associazioni di volontariato e di tutela in raccordo con le funzioni educative e di promozione culturale di competenza degli enti locali e delle altre istituzioni pubbliche. 2-) Mediante l attività dell apposito Comitato Etico Locale (CEL) che si raccorda alla Commissione Regionale di Bioetica, l Azienda garantisce ai cittadini il rispetto del diritto alla scelta libera e consapevole delle proposte curative. Art. 9 - L Integrazione delle Politiche sanitarie L Azienda si confronta con i Comuni facenti parte del territorio di competenza ai fini del governo dei servizi sanitari territoriali in forma integrata con i servizi sociali anche attraverso eventuali modelli sperimentali di gestione. 10

11 Titolo II L ORDINAMENTO TERRITORIALE Art. 10 L ambito territoriale 1-) L Azienda è organizzata territorialmente in due strutture distrettuali denominate Zona-Distretto: Piana di Lucca e Valle del Serchio. 2-) La Zona-Distretto di Piana di Lucca comprende i Comuni di: Altopascio, Capannori, Lucca, Montecarlo, Pescaglia, Porcari e Villa Basilica (7 comuni) 3-) La Zona-Distretto di Valle del Serchio comprende i Comuni di: Bagni di Lucca, Barga, Borgo a Mozzano, Camporgiano, Careggine, Castelnuovo di Garfagnana, Castiglione di Garfagnana, Coreglia Antelminelli, Fabbriche di Vallico, Fosciandora, Gallicano, Giuncugnano, Minucciano, Molazzana, Piazza al Serchio, Pieve Fosciana, S. Romano in Garfagnana, Sillano, Vagli, Vergemoli e Villa Collemandina (21 comuni). Art. 11 L Area Vasta 1-) Nell ambito del servizio sanitario regionale l Azienda fa parte dell Area Vasta Nord- Ovest unitamente alle Aziende USL 1 di Massa e Carrara, 5 di Pisa, 6 di Livorno, 12 di Viareggio ed all Azienda Ospedaliera-Universitaria Pisana. 2-) In ambito di Area Vasta l Ente per i Servizi Tecnico Amministrativi di Area Vasta (ESTAV) svolge le funzioni previste dalla normativa vigente. Titolo III - GLI ORGANI DELL AZIENDA Art Generalità 1-) Sono organi dell'azienda Sanitaria, il Direttore Generale ed il Collegio Sindacale. Art Il Direttore Generale 1-) Il Direttore Generale è il legale rappresentante dell'azienda. 2-) Il Direttore Generale è responsabile della complessiva gestione dell'azienda ed è tenuto, pertanto, ad assicurarne il regolare funzionamento anche attraverso l'esercizio dei potere di indirizzo e controllo. 3-) Il Direttore Generale esercita direttamente tutte le funzioni non attribuite ad altri livelli direzionali o dirigenziali con disposizione di legge o di Regolamento di Organizzazione ovvero non delegate. 4-) Non sono in ogni caso delegabili gli atti la cui adozione è riservata dalla legge al Direttore Generale nonché l emanazione dei regolamenti aziendali. 5-) Il Direttore Generale esercita le predette funzioni con atti di diritto privato o, nei casi 11

12 stabiliti dalla legge, attraverso l'adozione di provvedimenti amministrativi. 6-) Gli atti di diritto privato sono retti dal principio di libertà delle forme nei limiti previsti dal Codice civile e dalle leggi speciali ed in particolare non richiedono motivazione, salvo che questa non sia richiesta da specifiche disposizioni. 7-) I provvedimenti amministrativi sono emanati nella osservanza della legge n. 241/1990 e successive modifiche ed integrazioni e dei principi generali dell'azione amministrativa. Il Direttore Generale, fermo restando l'obbligo generale di motivazione stabilito dalla legge n. 241/1990 e successive modifiche ed integrazioni, è tenuto a motivare i provvedimenti assunti in difformità dai pareri espressi dal Direttore Amministrativo, dal Direttore Sanitario e dal Direttore dei Servizi Sociali nelle materie di competenza, dal Consiglio dei Sanitari in ordine all adozione del PAL, della Relazione sanitaria aziendale, dello Statuto Aziendale, nelle materie di organizzazione e di funzionamento dei servizi aziendali, nonché dall Ufficio di Direzione negli atti di governo dell Azienda sanitaria. 8-) Il Direttore Generale, può, in qualsiasi fase della pratica, avocare a sé la trattazione diretta di affari che rivestano particolare rilevanza nel contesto delle competenze dell'area amministrativa, tecnica, sanitaria, sociale e dell integrazione socio-sanitaria, adottando correlativamente tutti gli atti all'uopo necessari. 9-) Il Direttore Generale, sulla base di opportune intese con la Conferenza dei Sindaci, assicura i rapporti tra questa e l'azienda assumendo le misure organizzative e gli atti necessari affinché la Conferenza possa svolgere la sua funzione di organismo di indirizzo, verifica e valutazione. 10-) Il Direttore Generale partecipa come componente al Comitato di Area Vasta, unitamente ai Direttori Generali facenti parte dell Area nonché al Direttore dell E.S.T.A.V., nell ambito dello sviluppo a rete del sistema sanitario attraverso la programmazione interaziendale di Area Vasta. 11-) Nel caso di vacanza dell'ufficio ovvero nei casi di assenza o di impedimento del Direttore Generale le funzioni sono svolte su delega dello stesso dal Direttore Amministrativo o dal Direttore Sanitario e, in mancanza di delega, dal direttore più anziano di età. Art Delega di funzioni 1-) Il Direttore Generale, salva la ripartizione di competenze da operare con il Regolamento di Organizzazione, può delegare le proprie funzioni al Direttore Amministrativo, al Direttore Sanitario, al Direttore dei Servizi Sociali, ai Responsabili di 12

13 Zona-Distretto ed ai Dirigenti per ambiti settoriali di attività ovvero per l'adozione di singoli atti di diritto privato o di diritto pubblico. 2-) La delega relativa all'attività gestionale di diritto privato è conferita per scritto nei modi e nelle forme necessarie rapportate alla tipologia di attività delegata. L'originale dell'atto di delega è inserito in apposito registro conservato presso la segreteria del Direttore Generale e, ove si riferisca ad un ambito settoriale di attività, è anche pubblicato in copia conforme all'albo. 3-) La delega relativa all'esercizio dei poteri amministrativi è disposta con apposito provvedimento motivato pubblicato nell'albo. 4-) La revoca delle deleghe conferite avviene nelle stesse forme seguite per il loro conferimento, dovendosi quindi osservare anche le identiche modalità di pubblicazione e conservazione degli atti. 5-) Il soggetto delegato ha la piena responsabilità degli atti compiuti non essendo previste forme di controllo preventivo sugli atti medesimi né essendo previste forme di controllo successivo a carattere continuativo e sistematico, salva la possibilità per la Direzione Generale di effettuare controlli a campione in modo non formalizzato. 6-) Nel caso di inerzia del soggetto delegato il Direttore Generale può adottare direttamente l'atto di diritto privato o il provvedimento ovvero delegarne ulteriormente l'adozione ad altro incaricato previa comunicazione al delegato rimasto inerte. 7-) Il Direttore Generale nell'ambito dell'eventuale attività di controllo e nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento può annullare e/o revocare i provvedimenti amministrativi illegittimi o inopportuni assunti dal delegato, nei limiti di quanto previsto dall art. 21 nonies della Legge n. 241/90 e successive modifiche ed integrazioni, mentre per gli atti gestionali di diritto privato invalidi o non convenienti assunti dal delegato provvede a norma del codice civile. Art Il Collegio Sindacale 1-) Il Collegio Sindacale esercita le competenze previste dalla legge statale e dalla legge regionale. 2-) L'attività di controllo del Collegio concerne sia l'attività di diritto pubblico che quella dì diritto privato dell'azienda. 13

14 Titolo IV - LA CONFERENZA DEI SINDACI Art Rapporti tra Azienda e Conferenza 1-) La Conferenza dei Sindaci esercita funzioni di indirizzo, di verifica e di valutazione della attività dell Azienda. 2-) I rapporti con la Conferenza dei Sindaci sono intrattenuti a livello aziendale dal Direttore Generale, che li impronta sulla base di una costante informazione, mentre i rapporti con l articolazione zonale sono tenuti dal Responsabile di Zona-Distretto. 3-) La Conferenza dei Sindaci e le sue articolazioni zonali esaminano il bilancio dell Azienda e forniscono al Direttore Generale gli indirizzi e definiscono i criteri per la elaborazione del piano attuativo locale. L articolazione zonale contribuisce altresì alla formulazione del piano attuativo locale attraverso l elaborazione del Piano Integrato di Salute (PIS). 4-) La Conferenza dei Sindaci approva il piano attuativo locale ed i programmi annuali di attività che successivamente vengono adottati dal Direttore Generale. 5-) Alla Conferenza dei Sindaci compete altresì, in sede di confronto con la Giunta Regionale, fornire indicazioni sulla nomina del Direttore Generale nonché proporre la sua eventuale revoca. 6-) La Conferenza dei Sindaci svolge la sua attività sulla base di apposito Regolamento da essa adottato ed elegge nel suo seno il Presidente. 7-) Il Direttore Generale partecipa alle riunioni della Conferenza dei Sindaci. Titolo V - GLI ORGANI DI DIREZIONE Sez. I - LA DIREZIONE GENERALE ED AZIENDALE Art. 17 Composizione e competenze 1-) La Direzione Generale è il vertice dell'azienda ed è costituita dal Direttore Generale, dal Direttore Amministrativo, dal Direttore Sanitario e dal Direttore dei Servizi Sociali. 2-) La Direzione Aziendale è composta dal Direttore Generale, dal Direttore Amministrativo, dal Direttore Sanitario e dal Direttore dei Servizi Sociali, nonché dai Responsabili di Zona-Distretto, dal Direttore del Dipartimento della Prevenzione e dal/i Direttore/i dei Presidi Ospedalieri. 3-) La Direzione Aziendale assiste collegialmente il Direttore Generale nella elaborazione, realizzazione e sviluppo delle strategie. Contribuisce altresì alla formazione della volontà decisionale ed esercita ogni altra funzione ad essa assegnata dalla normativa vigente. 14

15 4-) La Direzione Aziendale è la sede naturale all'interno della quale devono essere riportati gli eventuali conflitti inerenti le competenze e l'operatività delle strutture organizzative. Art. 18 L Ufficio di Direzione 1-) L Ufficio di Direzione supporta la Direzione Aziendale nell adozione degli atti di governo dell Azienda mediante espressione di pareri al Direttore Generale. 2-) Viene convocato dal Direttore Generale di norma con cadenza almeno mensile. 3-) Fanno parte dell Ufficio di Direzione, oltre alla Direzione Aziendale, i Responsabili di Staff, Area Amministrativa ed Area Tecnica, i Direttori Infermieristico e Tecnico Sanitario ed il Responsabile del Dipartimento Farmaceutico. 4-) Mediante apposito regolamento sono disciplinate le modalità di convocazione e di funzionamento dell Organo, le materie oggetto di parere e quant altro occorrente. Art Il Direttore Amministrativo 1-) Il Direttore Amministrativo coadiuva il Direttore Generale nell esercizio delle proprie funzioni ed in particolare: a) dirige, avvalendosi delle strutture organizzative aziendali, i servizi amministrativi dell'azienda, in conformità agli indirizzi generali di programmazione ed alle disposizioni del Direttore Generale; b) concorre, unitamente al Direttore Sanitario ed al Direttore dei Servizi Sociali, alla elaborazione degli atti di programmazione aziendale e di controllo periodico dell andamento delle attività e dei relativi volumi nonché dell andamento dei costi aziendali; c) fornisce pareri obbligatori, per quanto di competenza, sugli atti del Direttore Generale; d) svolge ogni altra funzione, ivi compresa l'adozione di atti a rilevanza esterna, attribuitagli dalla legislazione vigente, dal presente atto, dai regolamenti aziendali attuativi ovvero delegatagli dal Direttore Generale. 2-) Il Direttore Amministrativo, di sua iniziativa o su indicazione dei Direttore Generale, può, in qualsiasi fase della pratica, avocare a sé la trattazione diretta di affari che rivestano particolare rilevanza nel contesto delle competenze dell'area amministrativa e tecnica, adottando correlativamente tutti gli atti all'uopo necessari. Art Il Direttore Sanitario 1-) Il Direttore Sanitario coadiuva il Direttore Generale nell esercizio delle proprie funzioni ed in particolare: a) dirige, avvalendosi delle strutture organizzative aziendali, i servizi sanitari dell'azienda 15

16 a fini organizzativi ed igienico-sanitari, in conformità agli indirizzi generali di programmazione ed alle disposizioni dei Direttore Generale; b) concorre, unitamente al Direttore Amministrativo ed al Direttore dei Servizi Sociali, alla elaborazione degli atti di programmazione aziendale e di controllo periodico dell andamento delle attività e dei relativi volumi nonché dell andamento dei costi aziendali; c) presiede il Consiglio dei Sanitari, d) presiede il Collegio di Direzione, e) partecipa come componente al Collegio di Direzione dell Area Vasta Nord - Ovest, f) fornisce pareri obbligatori, per quanto di competenza, sugli atti del Direttore Generale; g) svolge ogni altra funzione, ivi compresa l'adozione di atti a rilevanza esterna, attribuitagli dalla legislazione vigente, dal presente atto, dai regolamenti aziendali attuativi ovvero che gli venga delegata dal Direttore Generale. 2-) Il Direttore Sanitario, di sua iniziativa o su indicazione dei Direttore Generale, può, in qualsiasi fase della pratica, avocare a sé la trattazione diretta di affari che rivestano particolare rilevanza nel contesto delle competenze dell'area sanitaria, adottando correlativamente tutti gli atti all'uopo necessari. Art Il Direttore dei Servizi Sociali 1-) Il Direttore dei Servizi Sociali coadiuva il Direttore Generale nella direzione e nel coordinamento delle attività socio-assistenziali a rilievo sanitario e di quelle di assistenza sociale delegate dai Comuni. Concorre, unitamente al Direttore Amministrativo ed al Direttore Sanitario, alla elaborazione degli atti di programmazione aziendale e di controllo periodico dell andamento delle attività e dei relativi volumi nonché dell andamento dei costi aziendali. In particolare: a) fornisce pareri obbligatori, per quanto di competenza, sugli atti del Direttore Generale; b) assicura lo svolgimento di funzioni tecniche e professionali finalizzate alla programmazione aziendale per quanto riguarda l integrazione sociale e sanitaria; c) presta assistenza nei rapporti con l esecutivo della Conferenza dei Sindaci; d) collabora, per quanto di competenza, con il Direttore Sanitario e il Direttore amministrativo alle attività di programmazione aziendale ed alla elaborazione del Piano Attuativo Locale, privilegiando il raccordo fra la programmazione sanitaria e la programmazione socio assistenziale degli enti locali come previsto dal Piano Integrato 16

17 Sociale Regionale (PISR); e) formula, negli ambiti di competenza, proposte al Direttore Generale ai fini della elaborazione degli atti di programmazione e delle nomine dei responsabili delle strutture; f) svolge ogni altra funzione, ivi compresa l'adozione di atti a rilevanza esterna, attribuitagli dalla legislazione vigente o dai regolamenti anche aziendali ovvero che gli venga delegata dal Direttore Generale. 3-) E preposto alla Direzione del Dipartimento di Assistenza Sociale ed assicura l'organizzazione, le attività, le competenze, gli obiettivi del Dipartimento. 4-) Il Direttore dei Servizi Sociali, di sua iniziativa o su indicazione del Direttore Generale, può, in qualsiasi fase della pratica, avocare a sé la trattazione diretta di affari che rivestano particolare rilevanza nel contesto delle competenze dell'area sociale e dell integrazione socio-sanitaria, adottando correlativamente tutti gli atti all'uopo necessari. Art Il Responsabile di Zona-Distretto 1-) Il Responsabile di Zona-Distretto è nominato dal Direttore Generale il quale può conferire l incarico a: a) un dirigente dipendente dell azienda di qualsiasi ruolo con un anzianità di servizio non inferiore a tre anni; b) soggetti in possesso di diploma di laurea con esperienza almeno quinquennale maturata nella direzione tecnica o amministrativa di organismi, aziende o enti pubblici o privati; c) un medico di base convenzionato da almeno dieci anni. 2-) Il rapporto di lavoro del Responsabile della Zona-Distretto è disciplinato da contratto a tempo determinato stipulato ai sensi dell articolo 15-septies del decreto delegato. 3-) Il Responsabile di Zona-Distretto coadiuva la Direzione Generale negli atti di programmazione e controllo delle attività, risponde della corretta erogazione delle prestazioni sanitarie ed amministrative svolte all interno della zona-distretto, tenuto conto dei bisogni assistenziali e partecipa alla Direzione Aziendale formulando proposte programmatiche generali mirate allo sviluppo dei servizi sanitari territoriali nonchè all integrazione socio sanitaria nell ambito territoriale di pertinenza. 4-) Il Responsabile di Zona-Distretto in base e nei limiti della delega conferitagli dal Direttore Generale provvede a: a) coordinare le attività amministrative svolte nella Zona-Distretto; b) garantire i rapporti permanenti di informazione e collaborazione con l articolazione zonale della Conferenza dei Sindaci; 17

18 c) gestire il budget assegnato alla zona-distretto e negoziare con i responsabili delle strutture organizzative della zona-distretto i budget di rispettiva competenza. 5-) Il Responsabile di Zona-Distretto provvede altresì a: a) predisporre gli atti di programmazione. b) garantire l integrazione della attività specialistiche ambulatoriali erogate nel presidio ospedaliero e nei presidi territoriali con le altre attività di assistenza territoriale presenti nella zona-distretto. c-) assicurare l operatività integrata tra i servizi sanitari e i servizi socio-sanitari di zonadistretto, 6-) Il Responsabile di Zona-Distretto nello svolgimento della sua attività si avvale di un apposita struttura amministrativa di supporto ed è coadiuvato da un Ufficio di coordinamento la cui composizione è disciplinata dalla legge. 7-) Nell ambito dell Ufficio di Coordinamento il Direttore Generale, su proposta del Responsabile della Zona-Distretto, nomina un coordinatore sanitario ed un coordinatore sociale. Art Il Direttore del Dipartimento della Prevenzione 1-) Il Direttore del Dipartimento della Prevenzione è nominato dal Direttore Generale, su proposta del Direttore Sanitario, con incarico conferito anche in via esclusiva. 2-) Il Direttore del Dipartimento della Prevenzione gestisce il budget assegnato al Dipartimento e negozia con i Responsabili delle strutture organizzative del Dipartimento stesso i budget di rispettiva competenza. 3-) Coadiuva la Direzione Generale nella programmazione delle attività di propria competenza. Art. 24 Il Direttore dei Presidi Ospedalieri 1-) Per i presidi ospedalieri viene nominato, su proposta del Direttore Sanitario, un Responsabile che assume la denominazione di Direttore dei Presidi Ospedalieri. 2-) Il Direttore dei Presidi Ospedalieri gestisce il budget assegnato ai Presidi medesimi e negozia con i Responsabili delle strutture organizzative dei Presidi stessi i budget di rispettiva competenza. 3-) Coadiuva la Direzione Generale nella programmazione delle attività di propria competenza. Art Le sostituzioni 1-) Allo scopo di consentire la continuità operativa della Direzione Aziendale per ogni 18

19 componente viene nominato un sostituto per i casi di assenza o di impedimento di breve durata. 2-) La nomina dei sostituti è effettuata dal Direttore Generale su indicazione rispettivamente del Direttore Amministrativo, del Direttore Sanitario e del Direttore dei Servizi Sociali ed è disposta per il Direttore Amministrativo e per il Direttore Sanitario a favore di un dirigente dei rispettivi ruoli e per il Direttore dei Servizi Sociali a favore di un Assistente sociale coordinatore. 3-) Le funzioni di sostituto rivestono per il dirigente chiamato all incarico carattere aggiuntivo e non esclusivo. Qualora l assenza del titolare si protragga per oltre sei mesi il Direttore Generale provvede alla sostituzione del componente della Direzione Aziendale nei modi e nei termini previsti dalle norme vigenti. Sez. II - LA DIRIGENZA AZIENDALE Art I livelli Dirigenziali 1-) In conformità a quanto dispongono il decreto legislativo n. 165/2001, per la dirigenza professionale tecnica ed amministrativa, e il decreto legislativo n. 502/1992 nel testo modificato con decreto legislativo n. 229/99, per la dirigenza sanitaria, il personale dirigenziale è collocato in un unico ruolo distinto per profili professionali articolati in relazione alle diverse responsabilità professionali e gestionali. 2-) La legge e i CCNL definiscono le competenze del personale dirigenziale. 3-) Il Regolamento di Organizzazione individua e classifica le strutture organizzative alle quali viene preposto il personale dirigente in conformità a quanto previsto dai CCNL. 4-) Con il detto Regolamento sono altresì disciplinate la ripartizione delle competenze tra i vari livelli direzionali e dirigenziali, le attribuzioni dei Responsabili di Area, di Dipartimento e dei Dirigenti responsabili di struttura correlandole a specifiche responsabilità di budget, nonché le modalità e le forme per la valutazione dei dirigenti. Art Le attribuzioni 1-) Costituisce compito della dirigenza l'attuazione degli obiettivi e dei programmi stabiliti dalla Direzione Aziendale e la formulazione di proposte nei confronti dei superiori livelli direzionali. 2-) E di competenza dei dirigenti lo svolgimento delle seguenti funzioni o attività: a) la direzione, il coordinamento, l'organizzazione e la gestione delle strutture organizzative professionali o funzionali alle quali sono preposti; 19

20 b) la predisposizione dei programmi di lavoro delle strutture di competenza informando l'azione ai principi di flessibilità per conseguire gli obiettivi programmati attraverso l'uso razionale delle risorse; c) lo svolgimento di attività di elaborazione, la consulenza, lo studio o la ricerca ovvero lo svolgimento di funzioni ispettive e di controllo ovvero, ancora, lo svolgimento di attività di natura tecnico-professionale; d) la responsabilizzazione del personale ai fini del raggiungimento dei risultati e l'adozione degli atti di gestione organizzativa del personale che non comportino modifiche di posizione funzionale dello stesso nonché la predisposizione dei sistemi di valutazione del personale tenendo conto dei principi stabiliti nel contratto di lavoro integrativo aziendale; e) il controllo dell' insieme delle attività delle strutture organizzative cui sono preposti ai fini della valutazione dei risultati conseguiti; f) la partecipazione alle procedure informative nonché di verifica e controllo delle prestazioni e della gestione. 3-) Oltre alle specifiche competenze nei settori di cui ai precedenti commi ai dirigenti possono essere conferite funzioni ulteriori mediante delega. Art Gli incarichi di direzione di Struttura 1-) Gli incarichi di Direzione di struttura vengono conferiti al personale dirigente in conformità e con le procedure previste dalle leggi vigenti e dalle norme dei CCNL di area. 2-) Al personale dirigente al quale non è affidata la responsabilità di struttura sono conferite, ai sensi dell art. 15/ter D. Leg.vo n. 502/92 e successive modifiche ed integrazioni, funzioni di natura professionale, anche di alta specializzazione, di consulenza, studio e ricerca nonché funzioni ispettive, di verifica e di controllo. 3-) Il Regolamento di Organizzazione disciplina il conferimento degli incarichi che sarà effettuato in conformità a quanto dispongono il D. Leg.vo 502/92 e successive modifiche ed integrazioni, all'art. 15 e suoi subalterni nonché il CCNL per l'area della dirigenza PTA e della dirigenza Medica e Veterinaria. Titolo VI - GLI ORGANI CONSULTIVI DEL GOVERNO CLINICO Art Il Collegio di Direzione 1-) Il Collegio di Direzione è l Organo di cui si avvale il Direttore Generale per la programmazione e la valutazione delle attività tecnico sanitarie e di quelle ad alta 20

21 integrazione sanitaria con particolare riferimento alla appropriatezza dei percorsi diagnostico-assistenziali. 2-) Concorre alla formulazione dei programmi di formazione, di ricerca e innovazione, delle soluzioni organizzative per lo svolgimento della attività libero professionale intramuraria e alla valutazione dei risultati conseguiti rispetto agli obiettivi clinici. 3-) La Direzione Aziendale, nell adozione degli atti di governo clinico dell azienda, richiede supporto al Collegio di Direzione su argomenti specifici avanzati dal Direttore Generale tramite il Direttore Sanitario, che lo presiede e lo convoca. 4-) La composizione ed il funzionamento del Collegio di Direzione sono disciplinati dalla legge nonché dal Regolamento di Organizzazione aziendale. Art Il Consiglio dei Sanitari 1-) Il Consiglio dei Sanitari svolge le funzioni consultive ad esso attribuite dalle leggi statali e regionali. 2-) In particolare esprime il proprio parere obbligatorio nelle seguenti materie: a) piano attuativo locale, b) relazione sanitaria aziendale; c-) statuto aziendale 3-) Sono altresì di competenza del Consiglio dei Sanitari la formulazione di pareri sulle attività tecnico-sanitarie, anche sotto il profilo organizzativo compreso il Regolamento di Organizzazione Aziendale - e sui relativi investimenti, nonché sulle attività di assistenza sanitaria. 4-) Il Consiglio dei Sanitari è organismo elettivo. Le modalità di elezione del Consiglio dei Sanitari ed i relativi criteri di selezione dei candidati sono disciplinati nell apposito regolamento. Art. 31 Il Collegio di Direzione di Area Vasta 1-) L Azienda partecipa con propri rappresentanti in conformità a quanto stabilito dalla legge regionale di organizzazione al Collegio di Direzione di Area Vasta allo scopo di assicurare uniformità di governo clinico tra le varie aziende partecipanti nonché l adozione di iniziative comuni nelle funzioni di pianificazione strategica, controllo direzionale, programmazione di zona distretto e programmazione operativa. 21

22 Titolo VII - L ATTIVITA DELIBERATIVA Art Le deliberazioni del Direttore Generale 1-) Le deliberazioni sono assunte dal Direttore Generale previa acquisizione dei pareri del Direttore Amministrativo, del Direttore Sanitario e, per il settore dei servizi sociali, del Direttore dei Servizi Sociali. 2-) Nel caso in cui il Direttore Generale deliberi in difformità dai pareri ricevuti è tenuto a motivare in ordine alla difformità. 3-) Le deliberazioni del Direttore Generale sono affisse all albo pretorio dell Azienda, dove rimangono per quindici giorni consecutivi e continui non tenendo conto nel computo del giorno di affissione e prolungando il termine al giorno feriale seguente qualora la scadenza avvenga in giornata festiva. 4-) La pubblicazione viene curata da parte di un dipendente appositamente individuato. 5-) Entro il termine indicato, chi ha interesse può proporre opposizione al Direttore Generale che valuterà l'opportunità di modificare o revocare l'atto. 6-) Copia delle deliberazioni viene trasmessa al Collegio Sindacale entro il termine di dieci giorni dalla adozione. 7-) Quando previsto, copia delle deliberazioni deve essere trasmessa anche alla Giunta Regionale e alla Conferenza dei Sindaci. 8-) Allo scopo di adempiere a specifiche pubblicità, copia delle deliberazioni verrà affissa anche presso l Albo Pretorio del Comune di Lucca nel quale ha sede l Azienda. Sono istituiti altresì, nei Presidi ospedalieri, albi di consultazione riferiti alle materie di interesse zonale. 9-) Le deliberazioni che non sono sottoposte al controllo della Giunta Regionale diventano esecutive, salva la immediata eseguibilità dichiarata per motivi di urgenza, con la pubblicazione all albo dell azienda per quindici giorni consecutivi. 10-) Il controllo sulle deliberazioni del Direttore Generale è svolto dal Collegio Sindacale. 11-) Vengono inviate alla Giunta Regionale le deliberazioni con le quali sono approvati: a) gli atti di bilancio, b) i programmi annuali di attività del piano attuativo locale, c) la relazione sanitaria aziendale, d) lo schema dello statuto aziendale, e) la attivazione in forma societaria di sperimentazioni gestionali nonché la partecipazione a società pubbliche e a fondazioni, 22

23 f) il piano attuativo locale. 12-) Con apposito regolamento vengono disciplinati la tenuta del registro delle deliberazioni del Direttore Generale, le modalità della loro conservazione, l esercizio del diritto di accesso, il rilascio delle copie. Art Le disposizioni dei Dirigenti 1-) I dirigenti adottano provvedimenti denominati disposizioni nelle materie attribuite alla loro competenza ovvero che hanno formato oggetto di delega. 2-) Sono sempre soggette a pubblicazione le "disposizioni" in materia di percorso procedurale riguardanti gare e concorsi. 3-) La pubblicazione viene curata da parte di un dipendente appositamente individuato. 4-) Non sono sottoposte a pubblicazione né all'invio al Collegio Sindacale le "disposizioni" Aventi ad oggetto il trattamento giuridico del personale in materia vincolata nonché i provvedimenti conseguenti ad atti esecutivi ed aventi ad oggetto la liquidazione e il pagamento di spese. 5-) Nell attività di diritto privato i provvedimenti sono adottati con libertà di forme e senza obbligo di pubblicazione, salvo il controllo di competenza spettante al Collegio Sindacale. 6-) Ai fini di cui al precedente punto è attività di diritto privato quella che l'azienda svolge al di fuori dell'area pubblicistica e comunque quella in cui le "disposizioni" non sono espressione di potere di imperio ovvero non sono dirette ad attuare in via immediata una finalità istituzionale. Titolo VIII - LE STRUTTURE ORGANIZZATIVE Art Tipologia 1-) L'Azienda si articola internamente in strutture organizzative dotate di autonomia gestionale o tecnico-professionale che si individuano come: a-) strutture funzionali, corrispondenti ad unità organizzative multiprofessionali che aggregano funzioni operative appartenenti a settori omogenei di attività ; b-) strutture professionali, corrispondenti all insieme di professionalità omogenee attinenti ad una specifica funzione operativa. 2-) Sono strutture organizzative funzionali, corrispondenti alle funzioni amministrative, tecniche e di supporto alla Direzione Generale: a) l area funzionale amministrativa; 23

24 b) l area funzionale tecnica; c) lo staff della direzione aziendale; d) lo staff della direzione sanitaria. Sono strutture organizzative funzionali di produzione ed erogazione delle prestazioni assistenziali: e) le unità funzionali per i servizi territoriali di zona-distretto e della prevenzione; f) le aree funzionali ospedaliere; g) il dipartimento della prevenzione, i suoi settori organizzativi e le relative aree funzionali di zona-distretto; 3-) Sono strutture organizzative professionali: a) le unità operative, b) le sezioni, c) gli uffici. 4-) Le strutture organizzative dell'azienda si individuano altresì come "strutture semplici" e "strutture complesse". 5-) Sono "strutture complesse" quelle che presentano un alto grado di difficoltà derivante dalla entità delle risorse assegnate e dal volume delle attività o prestazioni prodotte. Le strutture complesse possono comprendere più strutture semplici. Sono strutture semplici tutte le rimanenti strutture individuate dal Regolamento di Organizzazione. Art Le strutture organizzative funzionali 1-) Le strutture organizzative funzionali sono dotate di autonomia gestionale e sono soggette a rendicontazione analitica. Oltre a quelle indicate al punto 2) del precedente articolo, il Direttore Generale si riserva di individuare nel Regolamento di Organizzazione anche altre strutture organizzative assoggettate a rendicontazione analitica. 2-) Le strutture funzionali hanno la titolarità di un budget derivato dal budget aziendale. I budget delle strutture organizzative funzionali operanti nell'ambito della Zona sono derivati dal budget di Zona-Distretto. 3-) Il Dipartimento della Prevenzione è titolare di un apposito budget. I budget delle unità funzionali della Prevenzione sono derivati dal budget del Dipartimento. 4-) I budget di cui ai precedenti punti sono assegnati alle strutture funzionali dopo aver 24

25 detratto i costi necessari per il funzionamento della direzione e della tecno-struttura aziendale. 5-) L'assegnazione dei budget avviene secondo la procedura di negoziazione. 6-) Il Regolamento di Organizzazione individua il numero delle Aree, dei Dipartimenti, e delle Unità funzionali, con le competenze dei relativi responsabili, nonché dei "gruppi di lavoro", sia operanti in forma stabile che in via temporanea, attraverso i quali l'azienda intende strutturare l'organizzazione erogativa dei servizi nei vari settori di attività. Art. 36 Il Dipartimento della Prevenzione 1-) Il Dipartimento della Prevenzione provvede attraverso le proprie strutture a svolgere azioni per individuare e rimuovere i rischi presenti negli ambiti di vita e di lavoro. 2-) Sono obiettivi del Dipartimento della Prevenzione la promozione della salute, la prevenzione delle malattie e il miglioramento della qualità della vita nonché la tutela medico legale dei portatori di menomazione. 3-) Il Dipartimento della Prevenzione si articola nei settori di attività riguardanti: a-) l igiene pubblica, alimenti e nutrizione, b-) la prevenzione, igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro, c-) la sanità pubblica veterinaria, d-) la medicina legale e dello sport. 4-) Il Regolamento di Organizzazione disciplina l organizzazione del Dipartimento della Prevenzione e la sua articolazione in strutture organizzative funzionali (aree funzionali, settori ed unità funzionali), le modalità di nomina dei rispettivi responsabili nonché la nomina del Responsabile del Dipartimento. 5-) Presso il centro direzionale è costituito un Comitato Direttivo del Dipartimento che assiste la Direzione Aziendale nella funzione di pianificazione strategica. 6-) Il Comitato Direttivo è presieduto dal Direttore del Dipartimento ed è costituito dai responsabili dei settori costituiti, dai responsabili delle aree funzionali di zona-distretto. Il Direttore Generale, su proposta del Direttore del Dipartimento, può individuare ulteriori componenti. Art Il Dipartimento dell emergenza-urgenza 1-) Il Dipartimento dell emergenza-urgenza è costituito per le specifiche attività ed è organizzato con apposito regolamento di settore. 2-) Al Dipartimento è preposto un apposito Comitato direttivo, la cui composizione è definita dalla normativa vigente. 25

26 3-) Il Responsabile del Dipartimento è nominato dal Direttore Generale, su proposta del Direttore Sanitario, tra i membri del Comitato direttivo. Art I Dipartimenti di coordinamento tecnico 1-) In relazione ad obiettivi di natura strategica ed epidemiologica, e tenuto conto delle risorse, i Dipartimenti di coordinamento tecnico regolati da specifico regolamento - sono costituiti dal Direttore Generale. 2-) I Dipartimenti di cui sopra sono riportati nel Regolamento di Organizzazione, che individua e disciplina le modalità di costituzione e di funzionamento dei dipartimenti stessi nonché le competenze dei rispettivi responsabili. 3-) Sono compiti dei Dipartimenti di coordinamento tecnico assicurare l'ottimizzazione delle risorse disponibili e la continuità del percorso assistenziale nonché l'omogeneità delle procedure operative e l'integrazione delle prestazioni. 4-) Il Coordinatore del Dipartimento assiste la Direzione Aziendale nella formazione dei procedimenti decisionali nella specifica attività e può avvalersi di un Comitato di dipartimento. Art Le strutture organizzative professionali 1-) Le strutture organizzative professionali sono costituite dall insieme di professionalità omogenee attinenti ad una specifica funzione operativa. Esse si qualificano come: - unità operative, che sono dotate di piena autonomia tecnico professionale e sono direttamente titolari di una funzione operativa; - sezioni ed uffici, la cui autonomia tecnico professionale si esprime nell ambito delle direttive impartite dal responsabile dell unità operativa di riferimento; la sezione è costituita per lo svolgimento di attività sanitarie ospedaliere, gli uffici per le attività tecnico-amministrative. 2-) La responsabilità delle unità operative è attribuita dal Direttore Generale con le modalità di cui all art. 62 della L.R. n.40/ ) Il Regolamento di Organizzazione individua, secondo il Piano Sanitario Regionale, le strutture organizzative professionali istituite dall Azienda per la gestione dell'attività istituzionale, ne indica la denominazione, ne stabilisce le competenze e ne disciplina la strutturazione interna. Art Le unità funzionali 1-) Le unità funzionali sono costituite per l erogazione delle prestazioni assistenziali dei servizi sanitari territoriali di Zona-Distretto e della Prevenzione. 26

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