Abruzzo e Molise. Focus: La Tintilia. Viaggio studio in Cile. Osservatorio mercati: Uk. Pescara Abruzzo Wine. n 9 Gennaio - Marzo 2007 Sommeliers

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1 n 9 Gennaio - Marzo 2007 Sommeliers Abruzzo e Molise Periodico dell Associazione Italiana Sommeliers - Abruzzo e Molise Registrazione tribunale di Chieti n. 06/2004 Focus: La Tintilia Viaggio studio in Cile Osservatorio mercati: Uk Pescara Abruzzo Wine

2 Sommario NOTIZIARIO ITALIA 4 L espresso e il cappuccino italiano ora sono certificati Sommelier Manager, e la cultura del vino nelle scuole Oltre il 42 % delle bottiglie di spumante italiano stappate tra Natale e l Epifania NOTIZIARIO ABRUZZO 6 Vinitaly e Sol dal 29 Marzo al 2 Aprile L Abruzzo a Vinitaly China FOCUS 8 La Tintilia LA DEGUSTAZIONE 10 Un rosso di grande piacevolezza IL VIAGGIO STUDIO 12 Cile, una bella scoperta Abbiamo assaggiato OSSERVATORIO MERCATI 17 Gran Bretagna: la nuova Mecca? Il parere dei produttori I dati NOTIZIARIO AZIENDE 22 Cioccolato... da bollenti spiriti A Gianni Letta il Tralcetto dell amicizia Cerulli Irelli Spinozzi presenta Torre Migliori Docg ALIMENTAZIONE 23 Il tempo del maiale EVENTI 24 Il Gran Gala dei vini abruzzesi e la guida Duemilavini 2007 a Enotria La guida Osterie d Italia 2007 C piace... il tacchino alla canzanese Premio Città di Pescara Vino & Cultura Pescara Abruzzo Wine Festa degli auguri e premi per i sommelier decennali Tombolata dell Ais con suor Olga Il Tempio del Gusto nel Parco Nazionale NOTIZIE DALLE DELEGAZIONI 29 Tanti consensi per le iniziative della delegazione Marsica Programma di sezione 30 Programma delle delegazioni 31 2 Sommelier Abruzzo e Molise Numero 9 - Gennaio/Marzo Anno IV Trimestrale dell Associazione Italiana Sommeliers Abruzzo e Molise Direttore editoriale Gaudenzio D Angelo Via San Giacomo, 58/4 - Fara Filiorum Petri (Ch) Tel Direttore responsabile Massimo Di Cintio - Redazione Roberto Casaccia, Nino Catani, Giuseppe Caudai, Alfredo Colangelo, Manuela Cornelii, Renato De Luca, Gianfranco Di Blasio, Duilio Fabbiani, Armando Forcucci, Massimo Iafrate, Antonio Iannetti, Giovanna La Molinara, Katia Masci, Antonello Moscardi, Alberta Orlandi, Luca Panunzio, Tatiana Spinelli, Liberata Torlontano. Hanno collaborato a questo numero: Davide Acerra, Roberto Casaccia, Giuseppe Cavaliere, Manuela Cornelii, Gianluigi Lopes, Pierluigi Palmieri, Loredana Pietroniro. Editore AIS Abruzzo e Molise Sede: Romantik Hotel Villa Maria C.da Pretaro Francavilla al Mare (Ch) Tel. e fax Tel (centralino Hotel) Orario di ufficio 16,00-19,00 dal lunedì al venerdì Grafica e impaginazione Angelo Orsini Massimo Di Prinzio Fotografie Archivio AIS, Giuseppe Cavaliere, Mario Di Paolo, Archivio Grafiche Di Prinzio Foto di copertina Mario Di Paolo Foto Tintilia gentilmente fornite dalle aziende Cianfagna, D Uva e Cipressi Stampa Grafiche Di Prinzio - Guardiagrele L indirizzo è a disposizione per suggerimenti ed interventi. La direzione si riserva il diritto di valutare l eventuale pubblicazione.

3 Editoriale di Gaudenzio D Angelo Presidente AIS Abruzzo e Molise Voglia di giovani sommelier L anno che si è da poco concluso ha portato tante piccole e grandi soddisfazioni a tutti i colleghi sommelier che, come vedrete nelle pagine di questo numero, si sono impegnati per promuovere la cultura del vino, anche attraverso con iniziative che hanno coinvolto in maniera più ampia e profonda i diversi territori e le loro specialità gastronomiche. Abbiamo avuto modo, dunque, di riaffermare e rafforzare lo spirito di gruppo, e ne è risultata accresciuta ancora una volta la nostra professionalità e l immagine della nostra sezione e delle diverse delegazioni che compongono la vera anima dell Ais in Abruzzo e in Molise. Affrontiamo dunque una nuova stagione carichi di entusiasmo e di nuovi ambiziosi obiettivi, primo fra tutti stimolare un rinnovato interesse verso la professione da parte dei giovani. Su questo argomento il nostro pensiero si è fatto più assiduo dopo aver visto ed ascoltato il bravo e giovane sommelier marchigiano (orgogliosamente di padre abruzzese) Mario D Alesio, capace di maturare belle esperienze nel nostro settore, in Italia e all estero, e per questo meritevole del premio Francesco Di Cintio assegnato in occasione di Pescara Abruzzo Wine. E così ci siamo chiesti perché sia così difficile trovare giovani sommelier impegnati con ruoli di responsabilità nella nostra regione. Negli ultimi anni infatti, le tante iscrizioni e la grande partecipazione ai nostri corsi di formazione non sono riuscite a portare nuova linfa tra i sommelier abruzzesi e molisani: sono i giovani a non essere più attratti dalla professione o sono i locali che ritengono di non dover investire in una figura professionale così importante? Eppure viviamo in un contesto assai favorevole di entusiasmo e di interesse da parte degli appassionati e degli operatori, di forte cambiamento delle occasioni e dei modi di consumo, con crescita del fuori casa e della qualità espressa dai luoghi maggiormente deputati ad esprimerla in relazione al vino (ristoranti, enoteche e wine bar), dove la figura del sommelier è ormai sinonimo di affidabilità e di professionalità riconosciuta. Insomma, ci stiamo chiedendo come mai, in Abruzzo e in Molise, non emergano nuove figure al pari di come avviene da anni in quasi tutte le altre regioni italiane. E non parliamo solo di quelle storicamente affermate, perché basta guardare come questo fenomeno naturale, di ricambio in alcuni casi o di nuova gemmazione in altri casi, sia evidente nelle vicine Marche o nel Lazio. Anche a questo lavoreremo nel 2007, con nuovi corsi di aggiornamento e nuovi concorsi per misurare e stimolare la competizione, allo scopo di dare continuità e solidità all impegno di quanti hanno creduto e credono nel nostro lavoro. L hotel Villa Maria diventa Romantik L hotel Villa Maria di Francavilla al Mare, sede dell Associazione Sommelier Abruzzo e Molise, è entrato a far parte del circuito Romantik Hotels&Restaurants International, la catena internazionale che annovera quasi 200 alberghi di charme in tutta Europa (tra Germania, Francia, Svizzera, Olanda e Italia). Ad oggi in totale sono 22 le punte italiane di eccellenza dell ospitalità Romantik, tutte selezionate in base al fascino della struttura, all alta professionalità del personale e all ottimo livello dei servizi offerti, tra cui non possono mancare una cucina e una cantina superlative. Com è nel caso del ristorante Le Tre Fontane, dove chef, maitre e sommelier garantiscono da sempre grande esperienza e creatività nell interpretare la tradizione e nel soddisfare la clientela. 1

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5 Editoriale di Massimo Di Cintio L anno che c è già Non nascondiamoci: per il vino e per il territorio il 2007 è un anno carico di attese. La vendemmia scorsa è stata considerata da quasi tutti gli operatori abruzzesi molto buona e questo consentirà ai produttori dell Abruzzo e del Molise di avere un buon riscontro nel primo banco di prova, a Vinitaly dove le due regioni si presenteranno pronte a vincere una concorrenza nazionale ed internazionale che fa i conti con una grande e rapida variabilità. Occorre conoscere a fondo i mercati, vecchi e nuovi ed essere tanto inflessibili sulle scelte produttive, forti ed identitarie, quanto flessibili su quelle di marketing e di comunicazione, sia aziendale sia collettiva. E ormai assodato come sia indispensabile, accanto ai prodotti agroalimentari di eccellenza, promuovere il territorio nel quale essi nascono, per consentire di far vivere un esperienza di tipo culturale e ambientale, in ogni caso emozionale. E se il Molise sembra muoversi bene con il lavoro congiunto dell Unione delle Camere di Commercio e la Regione, in Abruzzo fervono i preparativi per l avvio della campagna di comunicazione triennale sul vino finanziata dall Assessorato regionale all Agricoltura attraverso l Arssa e della programmazione in Italia e all estero attuata con Ice, Centro Interno e Centro Estero delle Camere di Commercio. Si tratta di iniziative sicuramente lodevoli ed indispensabili per far conoscere la realtà regionale e che finiranno per rivelarsi occasioni quasi irripetibili. Nel senso che non sarà possibile nei prossimi anni sbagliare più un colpo, pena l esclusione dal giro che conta ed accontentarsi delle briciole lasciate da altri competitors. Questo vale a maggior misura per l Abruzzo considerate le dimensioni produttive, il bagaglio di esperienze, le realtà aziendali che vi operano con il suo bel milione di ettolitri di vino doc (e con gli altri due terzi senza nome) che pur devono essere ben collocati sui mercati. Non basteranno i milioni di euro che saranno investiti se non si farà fronte comune con una strategia che veda, insieme alle istituzioni, il coinvolgimento attivo di tutti i produttori abruzzesi, compatti e corresponsabili delle strategie da adottare. In questo, un ruolo determinante dovranno avere i Consorzi di tutela, senza alcun ritardo. Ben vengano le diversificazioni territoriali per le nuove e le altre Sottozone richieste, ma utilizziamole solo le produzioni limitate o per le versioni Riserva, attenti a non spezzettare un offerta che deve vedere in prima fila il nome dell Abruzzo. All estero come si potrà scoprire nell osservatorio sul mercato della Gran Bretagna e, in misura diversa sugli altri mercati che affronteremo nei prossimi numeri riesce ancora difficile affermare compiutamente il vino italiano in termini di qualità e di prezzo (visto che manca anche in questo senso un coordinamento), figuriamoci per le singole denominazioni e sottodenominazioni. È la difficoltà che in questo momento vive la Puglia con le sue 24 doc e, al contrario, è il vantaggio che fa volare la Sicilia con quasi tutti i suoi vini targati Sicilia Igt, sulla scorta di com è avvenuto in questi anni per le denominazioni quasi uniche di Australia, Cile o Sudafrica. E chiedere troppo al nuovo anno? 3

6 L espresso e il cappuccino italiano ora sono certificati Notiziario Italia di Davide Acerra Arrivano le certificazioni per due delle bevande made in Italy più conosciute nel mondo, il caffè espresso italiano e il cappuccino italiano. E se per il caffè l attività è partita da tempo, il debutto istituzionale per il cappuccino è avvenuto in occasione della cena di Natale organizzata dalla Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati ma sarà il 10 e l 11 febbraio a Pianeta Birra Beverage & Co. di Rimini. Secondo la sperimentazione condotta dall Istituto Nazionale Espresso Italiano, l espresso è preparato in conformità alle regole previste nella certificazione del caffè espresso a marchio Espresso Italiano che si possono riassumere in: utilizzo di una miscela qualificata, impiego di attrezzature (macchina e macinadosatore) qualificate, impiego di personale abilitato. Il tempo di preparazione ideale è lungo, per la precisione di 25 secondi, perchè solo così si trasmette la parte migliore delle sostanze presenti nel chicco di caffè (glucidi, proteine, grassi e aromi). La bevanda, intorno a 25 millilitri crema compresa, deve offrirsi al consumatore a una temperatura di circa 67 gradi e in una tazzina di porcellana bianca priva di decori interni. L Espresso Italiano si presenta con una crema color nocciola, tendente al testa di moro e con riflessi fulvi; ha una tessitura finissima, senza maglie larghe o bolle, e il suo intenso profumo evidenzia note di fiori, frutta, pane tostato e cioccolato. Queste sensazioni permangono in bocca anche dopo che lo si è bevuto per decine di secondi, a volte anche per minuti. Il gusto è rotondo, consistente e vellutato; l acido e l amaro risultano bilanciati senza che vi siano prevalenze dell uno sull altro. La percezione astringente è assente, o comunque ridottissima. L Espresso Italiano Certificato è alla base del Cappuccino Italiano Certificato, composto da 25 ml di espresso e da 125 ml di latte montato con vapore partendo da latte freddo (3-5 C) e portato a una temperatura di circa 55 C per essere poi versato su un Espresso Italiano Certificato in una tazza della capacità di ml. Queste le caratteristiche sensoriali di un cappuccino perfetto: colore bianco, con bordo marrone più o meno spesso nel cappuccino classico oppure con disegni dal marrone al nocciola nel cappuccino decorato, una crema dalle maglie strette e dall occhiatura molto fine o assente. Il tutto per garantire un aroma intenso: soffusi sentori di fiori e di frutta, di latte, di tostato, di cacao, di vaniglia e di frutta secca. Mai presenti odori di bruciato e biochimici, da considerarsi sempre veri e propri difetti. Il Cappuccino Italiano Certificato presenta un corpo importante, supportato da un amaro tenue e da un acidità bilanciata, quasi impercettibile. L espresso ed il cappuccino certificati sono disponibili negli oltre 1000 bar certificati dall Istituto Nazionale Espresso Italiano. L elenco è su Sommelier manager, e la cultura del vino nelle scuole L Associazione italiana sommelier ha avanzato la richiesta ufficiale di istituire l Albo professionale della categoria e, in accordo con la Sda Bocconi di Milano verrà organizzato un corso per Manager Sommelier. Nello stesso tempo è stato proposto al Ministero dell Istruzione di insegnare corsi sulla cultura del vino nelle scuole superiori, sulla scorta di quanto avvenuto in Francia. Qui, secondo quanto riporta il quotidiano Le Monde, i deputati della Commissione d'informazione sulla viticoltura dell'assemblea nazionale raccomandano di informare, fin dalla scuola, sugli effetti benefici del vino nel quadro di un consumo corretto, poiché si ritiene che l'apprendistato di uno stile di vita salutare cominci dall'infanzia e dalla scuola primaria e che l'istruzione al gusto debba far parte dell'istruzione generale.? Mentre i francesi bevono sempre meno vino - il consumo medio annuale è passato da 100 litri pro capite di 20 anni fa ai 55 di oggi - i deputati giudicano anche utile formare gli operatori del settore, a cominciare dai viticoltori. 4

7 Oltre il 42% delle bottiglie di spumante italiano stappate tra Natale e l Epifania. Ben 110 milioni di bottiglie di bollicine italiane sono state stappate durante il periodo natalizio (il 42% delle 260 milioni prodotte ogni anno) per una spesa che si aggira intorno a 750 milioni di euro. Lo rivelano i dati elaborati dal centro studi di Assoenologi che, nel sottolineare come gli italiani stiano sempre più scegliendo la produzione tricolore, confermano come l Asti (72 milioni di bottiglie di cui 55 esportate) ed il Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene (37 milioni di bottiglie di cui 10 esportate) siano gli le tipologie più vendute. I numeri dicono infatti che 8 milioni di bottiglie di spumante appartengono alla categoria metodo classico mentre oltre 100 milioni di bottiglie di spumante sono state realizzate con metodo charmat Tutto questo nonostante l Italia non sia una grande consumatrice di spumanti - spiega Giuseppe Martelli direttore generale di Assoenologi - visto che gli italiani ne bevono solo 3 bottiglie a testa all anno, contro le 6 dei tedeschi, le 5 dei francesi e le 4 degli spagnoli. A questi dati occorre aggiungere una cifra quasi doppia per tutti gli altri vini italiani ossia quelli tranquilli e frizzanti, consumati in occasione di pranzi, cene e cenoni che fa ipotizzare un valore di circa milioni di euro contro i del 2005 con un + 10%. Ma le buone notizie arrivano anche dall estero: Gli ultimi dati sulle vendite di vini italiani all estero continua Martelli segnano un incremento complessivo del 13% in quantità e del 9% in valore rispetto al 2005 con una crescita degli spumanti che rasenta il 17% in quantità ed il 13% in valore a conferma anche che il consumatore, sempre più attento e competente, sceglie basandosi sul rapporto qualità/prezzo per i prodotti di fascia media e qualità/prezzo/immagine per quelli di più alto livello. In Italia mediamente, nella grande distribuzione, una bottiglia di Asti sugli scaffali oscilla tra i 3 e gli 8 euro a seconda dei conguagli e delle offerte, mentre gli stessi prodotti sono venduti in Russia tra i 10 ed i 20 euro a bottiglia. Riguardo alla produzione per aree geografiche, sempre secondo i dati elaborati dall ufficio studi dell Assoenologi, gli spumanti prodotti in Lombardia sono leggermente aumentati sia nella quantità che nei valori, tanto da rimanere al dettaglio tra i 6 ed i 9 euro in Oltrepò Pavese e al di sotto dei 12 euro in Franciacorta, riserve e millesimati esclusi. In Trentino la produzione di metodo classico Trento Doc è arrivata a 7,5 milioni di bottiglie a cui ne vanno aggiunte altri 2 milioni di metodo charmat, con prezzi al consumo, anche in questa zona, rimasti stabili rispetto allo scorso anno, oscillando tra gli 8 e i 12,5 euro per gli spumanti di fascia medio/alta. Ma la novità 2006 nelle richieste è stata data sicuramente dallo spumante metodo classico rosè" la cui domanda è aumentata del 100% tanto da mettere in crisi i produttori che hanno esaurito tutte le scorte. Un altro esempio che sottolinea come anche settori tradizionali come quello vitivinicolo, stanno cambiando e che il consumatore sempre di più sceglie non quello che gli viene proposto ma ciò che più gli piace e fa tendenza. Fattoria La Valentina s.r.l. Via Torretta, Spoltore (PE) Tel Ad.Venture 5

8 Vinitaly e Sol dal 29 marzo al 2 aprile Notiziario Abruzzo di Gianluigi Lopes Quota 41 edizioni per Vinitaly, il Salone del vino e dei distillati che si svolgerà a Verona dal 29 marzo e al 2 aprile prossimi (dalle 9.00 alle 18.30). La fiera quest anno si annuncia con numeri record di partecipazione per operatori del comparto: produttori, importatori, distributori, ristoratori, tecnici, giornalisti, opinion leader. «Registriamo ancora un aumento delle nuove richieste di partecipazione ovviamente dall Italia ha sottolineato Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere ma anche con una crescita degli espositori stranieri, dai francesi e agli spagnoli, con le rinnovate partecipazioni istituzionali dall Ungheria e dalla California, oltre a produttori provenienti da Argentina, Cile e per la prima volta dall India». Grande competizione ovviamente per il Concorso Enologico Internazionale, considerato il più partecipato e selettivo al mondo, per partecipare al quale c è tempo fino al 1 marzo (www.vinitaly.it/concorsoenologico - tel ): oltre al consueto richiamo, stavolta l azienda vincitrice della sezione Italia avrà 15 giorni di promozione gratuita all interno di Spazio Italia, l area gestita da Air Dolomiti/Lufthansa all aeroporto internazionale di Monaco; mentre, grazie a Vinitaly Tour (che ogni anno fa tappa in Cina, India, Giappone, Russia e Stati Uniti d America), la catena distributiva Isetan allestirà nei suoi punti vendita in Giappone un corner di vini vincitori del Concorso Enologico. Come di consueto parallelamente a VInitaly si svolgerà il Sol, il salone dedicato all'olio d'oliva extravergine di qualità che finalmente avrà una nuova e migliore posizione, la centralissima Tenso C, posta di fronte all ingresso San Zeno, con un padiglione dedicato ed immediatamente identificabile. L Abruzzo, con il consolidato team formato da Assessorato all Agricoltura, Arssa e Centro Interno delle Camere di Commercio, coordinerà la presenza delle aziende vinicole e olivicole regionali, ed organizzarà una serie di iniziative promozionali con il coinvolgimento dell Ais Abruzzo per la gestione dei servizi. (Info: Arssa tel Centro Interno CCIAA d Abruzzo tel ). 6

9 di Giuseppe Cavaliere L Abruzzo a Vinitaly China Dal 23 al 25 novembre scorsi si è svolto a Shanghai l ottava edizione di Vinitaly China che ha visto la partecipazione di oltre 150 aziende italiane di cui 11 provenienti dall Abruzzo. L evento è stato organizzato dall Ente Fiera di Verona con la collaborazione del Cibus di Parma, che hanno così unito le forze per dare alla manifestazione un taglio più ampio che non riguardasse solo il vino (come è avvenuto in passato) ma anche altri prodotti tipici agroalimentari, dando ampio spazio anche ai momenti gastronomici con preparazione e presentazione di alcuni piatti tipici della cucina italiana a cura della scuola ALMA. La presenza del Ministro delle Politiche Agricole Paolo De Castro e di un ampia delegazione ministeriale, ha dato all evento un forte peso politico (proprio nei giorni precedenti a Pechino sono stati firmati degli accordi commerciali molto importanti, ndr) che si è manifestato sia nei momenti istituzionali con la presenza di importanti responsabili del governo cinese, sia durante le tre giornate di lavoro con la presenza presso gli stands di numerosi operatori. Non a caso i risultati sono stati superiori alle attese, con grandi manifestazioni di interesse da parte di gruppi o società di importazione (alcune delle quali già realizzano piccole importazioni di vino dall Italia) che hanno mostrano forti segnali positivi verso i nostri prodotti. Sebbene i consumi di vino in Cina siano ancora limitati ha spiegato il Direttore dell ICE di Shanghai Maurizio Forte risultano comunque in forte crescita; infatti sono passati da circa 0,3 litri/pro-capite del 2000 ad oltre un litro del 2006 con tendenza ad un ulteriore lieve aumento. Occorre quindi continuare a lavorare per rafforzare questo legame con la Cina e cogliere tutte le opportunità che questo grande Paese potrebbe riservare a tutti i nostri prodotti agroalimentari. L Abruzzo ha avuto il suoi momenti di notorietà, sia in occasione del buffet ufficiale nel corso del quale ha chiesto di bere un ottimo vino italiano e in particolare un Montepulciano d Abruzzo, sia nel corso del seminario di presentazione del territorio regionale al quale è seguita una degustazione guidata di otto vini regionali (in particolare di Montepulciano d Abruzzo): l iniziativa ha riscosso notevole successo per la partecipazione di circa 50 tra operatori e giornalisti i quali, affascinati dalle immagini proiettate e dalle spiegazioni tecniche, sono rimasti davvero sorpresi di conoscere le bellezze e le bontà dell Abruzzo. Dai loro sguardi e da alcune domande che hanno rivolto ai responsabili della delegazione abruzzese guidata dal direttore generale dell Arssa Donatantonio De Falcis (nelle foto con il Ministro De Castro e con il Direttore generale di Veronafiere Mantovani) si capiva chiaramente che alcuni vini più morbidi piacevano più di altri ma resta comunque il fatto che la conoscenza di tutto quello che abbraccia il mondo del vino è ancora troppo limitata. Si tratta infatti di un prodotto per loro completamente nuovo che normalmente non viene utilizzato in famiglia ma solo al ristorante o in altre occasioni, che spesso non si abbina alla loro cucina (molto piccante) e pertanto è difficile pensare che a breve si possa arrivare a consumi significativi. L educazione al consumo del vino, dunque, dovrà essere costruita pezzo dopo pezzo con un azione di tipo informativo ma soprattutto formativo, organizzando piccoli corsi di degustazione per far apprendere a persone appartenenti ad una fascia più attenta di operatori e di consumatori (medioalta) i principali elementi e le nozioni basilari sul vino e su come lo si degusta e come è possibile abbinarlo. 7

10 Focus di Loredana Pietroniro La Tintilia In Molise la storia della vitivinicoltura può essere distinta in due fasi: la prima arriva fino a metà dell Ottocento, quando era quasi completamente concentrata nelle zone collinari più interne delle province di Campobasso e di Isernia ad altitudini variabili dai 250 ai 600 metri sul livello del mare; la seconda fase prende il via con la bonifica delle aree litoranee e con l'avvento della riforma fondiaria, quando la coltivazione della vite si spostò molto velocemente nelle zone pianeggianti dove l utilizzo di forme di allevamento espanse (tendone, pergola) ha favorito l au mento notevole della produzione. Parallelamente, vitigni un tempo considerati validi, vennero rapidamente abbandonati per far posto ad altri e a farne le spese fu soprattutto la Tintilia che per secoli fu considerata dai molisani la migliore varietà da vino. Nell ultimo decennio, con la svolta qualitativa generalizzata e con il forte movimento che ha portato al recupero dei vitigni autoctoni, anche il Molise ha provveduto a riscoprire varietà in grado di contribuire alla forte identificazione, riportandole nelle zone di coltivazione d'elezione, non solo per un occasione enologica, ma per ripercorrere la storia di un territorio e rendere moderna e realizzabile la tradizione. L'analisi genetica ha confermato l'esistenza di più cloni appartenenti alla Tintilia, varietà che appartiene al gruppo ampelografico delle Tintorie è un vitigno ricco in polifenoli (tannini, antociani), dotato di elevata rusticità e adattabilità alle condizioni pedoclimatiche dell alta collina molisana, poco adatto agli ambienti di pianura e con scarsa produttività (resa massima 80 quintali/ettari) e vigoria media, caratteristiche che ne hanno segnato per anni l oblio e che solo l ostinata perseveranza di pochi agricoltori ne ha impedito la definitiva scomparsa. La sua area originaria comprendeva gran parte del Molise centrale ed Alto Molise. Dai risultati del censimento del 1884 si evidenziò che la Tintilia era la varietà maggiormente diffusa nel Molise, presente in quasi tutti i Comuni viticoli situati nelle zone interne della regione. Oggi sul territorio molisano si riscontrano almeno due biotipi di Tintilia: uno con uva a buccia colorata e succo incolore ed un altra con buccia e succo intensamente colorati. Presenta una notevole colatura dei fiori, probabilmente per difficoltà di allegagione, per cui il grappolo che si forma risulta spargolo e alato. Questo si presenta, a maturità, di grandezza mediopiccolo, con acini ovoidali, con buccia pruinosa e consistente, di colore nero bluastro, a stacco molto facile, con sapore leggermente aromatico. La maturazione dell uva è media e nelle zone tipiche di media alta collina si verifica intorno all inizio di ottobre. La caratteristica fondamentale della sua uva è data dalla notevole carica delle sostanze coloranti e tanniche che trasmette integralmente al vino, il quale assume riflessi nero-violacei. Il vino che si ottiene è di intensa colorazione, di odore vinoso, denso e corposo, e si presta, con una buona tecnica di invecchiamento, ad un notevole affinamento delle qualità organolettiche. Si abbina bene ai formaggi stagionati, ai salumi come soppressate e salsicce, pasta al ragù, maiale ai peperoni, torcinelli arrostiti e polenta. 8

11 Convegno Tintilia: passato, presente e futuro del vitigno autoctono molisano Giovedì 15 Marzo, ore 16,00 Aula Magna Convitto M. Pagano C.so Bucci, 1 Campobasso evento Interverranno tecnici, studiosi ed esperti del settore vitivinicolo. Al termine, banco di degustazione di Tintilia doc delle aziende molisane. Informazioni: Delegato Campobasso tel Delegata Isernia tel La Tintilia deve il suo nome presumibilmente dall etimo tinto che in lingua iberica significa rosso, è caratterizzata da un colore rosso scuro, nel catalogo internazionale delle varietà era riportata come sinonimo di Bovale Grande o Bovale Sardo, essa è risultata invece, dagli studi sul germoplasma, condotti dall'a.r.s.i.a.m. (Agenzia regionale per lo sviluppo e l innovazione in agricoltura nel Molise, dott. Pierluigi Cocchini, dott. Luigi Cinquina), in collaborazione con il S.a.v.a. (Dipartimento di Scienze Animali, Vegetali e dell'ambiente) dell'università del Molise (dott.ssa Antonella Angiolillo), totalmente diversa dalle varietà in questione. Dopo una fase preliminare di monitoraggio e l'individuazione dei vigneti, si è proceduto alla valutazione delle metodologie analitiche attualmente disponibili, per la caratterizzazione genetica della Tintilia, utilizzando i microsatelliti o Strs (Short tandem repeat), dei marcatori ampiamente usati per l'identificazione e il confronto di materiale vegetale e animale. I risultati dell'analisi genetica eseguita su tutti i campioni analizzati sono stati sorprendenti: 21 dei 22 campioni di Tintilia presi in esame sono risultati perfettamente identici tra loro e ben distinti sia dal Bovale Grande sia dal Bovale Sardo; il 22 campione é invece risultato completamente diverso sia dalla Tintilia sia dal Bovale, probabilmente per un errore in fase di campionamento. storia Si può cosi affermare che tutti i campioni analizzati, provenienti da 21 vigneti distribuiti nel territorio regionale del Molise, sono cloni appartenenti ad una popolazione omogenea e geneticamente distinti dalla varietà Bovale Grande, perciò si esclude il presunto legame di parentela tra la Tintilia e quest'ultima. Il giusto prezzo nella genuinità Fabiani SUPERMERCATO - MACELLERIE HOTEL SANTACROCE RESTAURANT - BAR - PISCINA Ristorante Meeting Via G. Marconi, Tel TAGLIACOZZO (AQ) Strada Statale 17, KM. 95,500 - SULMONA (AQ) Tel. e fax

12 La degustazione Un rosso di grande piacevolezza La degustazione si è svolta lunedì 18 dicembre nelle sale del Romantik Hotel Sporting Villa Maria di Francavilla al Mare ed ha riguardato 8 vini da uve tintilia (due dell'annata 2003 e sei del 2004) prodotti da altrettante aziende operanti nella provincia di Campobasso, ed identificati in etichetta come Molise Doc Tintilia o Tintilia del Molise Doc. Hanno fatto parte del panel i sommelier Gaudenzio D'Angelo, Massimo Di Cintio, Armando Forcucci, Loredana Pietroniro e Giuseppe Polimene. Dall'assaggio è emersa una buona qualità di tutti i vini presentati, risultati puliti e corretti dal punto di vista enologico, sebbene in qualche caso l'utilizzo del legno nella maturazione è sembrato prevalere sul frutto (o addirittura non adatto alla struttura del vino), mentre in altri si è avvertito un sentore vegetale che ha rimandato alle caratteristiche di vitigni come cabernet o merlot, sebbene vada chiarito che in tutte le schede fornite dai produttori compare solo l'utilizzo di tintilia in purezza. La commissione di degustazione si è chiesta se questo vitigno possa dare origine a vini longevi o comunque di medio o lungo invecchiamento o se invece sia una varietà che per i suoi caratteri varietali o pedoclimatici e per i suoi caratteri organolettici di freschezza e di piacevolezza, debba essere apprezzato meglio entro due o tre anni dalla vendemmia. 83 Molise Tintilia doc 2004 Macchiarossa - 13% vol. Cantine Cipressi S. Felice del Molise, Cb - tel Al primo anno di produzione, questo vino dimostra convincente tipicità, senza inganni. Ottenuto da uve raccolte nei vigneti di proprietà, matura in barrique e in acciaio per poco più di un anno e affina in bottiglia per diversi mesi. Ha un colore rubino di buona intensità con riflesso granata e presenta un olfatto che scopre alla distanza la buona integrazione tra il frutto rosso maturo e il rovere. Il palato è pieno, elegante con una punta amarognola nel finale. 81 Tintilia del Molise doc ,5% vol. Az. Agr. Cianfagna Acquaviva Collecroce, Cb - tel L'azienda guidata da Vincenzo Cianfagna coltiva tintilia a 500 metri s.l.m., raccolte a mano, vinificate e poi maturate solo in acciaio per circa 12 mesi. Il risultato è un vino dal colore brillante e vivace sui toni del rubino, che esprime profumi intensi di frutto maturo (si riconoscono ciliegia, amarena e prugna) che in bocca si ripetono vellutati e lasciano spazio anche a sentori di tabacco e di liquirizia, con tannini soffici in un impianto ben strutturato Tintilia del Molise doc ,5% vol. Az. Agr. D'Uva Larino, Cb - tel Tra le cantine da tempo hanno investito nelle potenzialità di questo vitigno, il vino presentato da Angelo D'Uva con il contributo di Fabrizio Giacomini mostra colore intenso e una bella struttura, evidente già nella lenta discesa sulle pareti del bicchiere. All'olfatto i sentori vanigliati del rovere tendono a prevalere ancora su quelli del frutto. Bocca consistente, ben disegnata tra freschezza acida, tannino lieve e nota alcolica, venata da una leggera asprezza al centro bocca e da una nota amara finale. Probabilmente si farà apprezzare con maggiore compiutezza con un maggiore affinamento.

13 75 Tintilia del Molise doc ,5% vol. Catabbo-Iac S. Martino in Pensilis, Cb - tel La nuova cantina della famiglia Catabbo è stata attrezzata per fare qualità e i risultati cominciano a vedersi. Dal vigneto di 7 ettari a 300 metri s.l.m. coltivato arrivano le uve tintilia per questo vino che matura per dieci mesi in acciaio, dopo una macerazione di tre settimane. Ha profondità di colore violaceo brillante e un naso che resiste prima di aprirsi alle note di piccoli frutti di bosco (ribes, mirtilli) e a quelle minerali (goudron). Pur nella sua ricchezza estrattiva, perde equilibrio al palato, appena spigoloso con tannino in evidenza e alcolicità che si fa avvertire nel finale. 74 Molise Tintilia doc ,5% vol. Az. Agr. Di Majo Norante Campomarino, Cb - tel Tra le prime aziende ad imbottigliare e a commercializzare tintilia, prima in blend e poi in purezza, selezionando le uve da coltivatori dell'entroterra, Di Majo conferma la qualità di questo vino dal colore granata e dai profumi maturi di amarena, di prugna secca e di rosa appassita accompagnati dalle sensazioni speziate. Palato semplice e ben equilibrato nel rapporto tra acidità ed alcool, con il frutto dolce e la liquirizia che nel finale sembrano sminuiti dalla presenza del legno. 73 Molise Tintilia doc I Kug % vol. Masserie Flocco Portocannone, Cb - tel L'impostazione data a questo vino dall'enologo Paolo Peira e dalla famiglia Flocco è improntata al rispetto delle caratteristiche della zona di produzione, l'alta collina di San Biase, tra 600 e 800 metri s.l.m. Ecco spiegata la moderata gradazione alcolica e la presentazione di questo vino fresco e di bella bevibilità. Al bel colore rubino granata fa riscontro un naso inizialmente timido, poi via via disteso su note minerali e di piccoli frutti di bosco con decisa nota vegetale. Palato morbido e di media persistenza gustativa. 72 Tintilia del Molise doc ,5% vol. Cantina Valtappino Campobasso - tel Alla Valtappino va buona parte della riscoperta di questo vitigno, grazie alla collaborazione con l'ersam e con l'università del Molise. Dalle uve raccolte dai 9 ettari coltivati in località Gambatesa di Campobasso, vinificate e poi maturate in botti di rovere per 6 mesi, si ottiene un vino dal colore granata con riflessi aranciati e dai profumi nitidi ed evoluti di frutto maturo e di fiori appassiti. Li ritroviamo al palato, dove esprime morbidezza, semplicità gustativa e discreta persistenza. 70 Molise Tintilia doc % Az. Agr. Colle Sereno Petrella Tifernina, Cb - tel Situata quasi a metà strada tra Termoli e Campobasso, l'azienda Colle Sereno è da anni impegnata nella coltivazione biologica certificata delle uve. Oltre ai classici vini da monovitigni regionali ed internazionali, c'è questa Tintilia dal colore di media intensità e dai profumi vanigliati e pungenti che accompagnano quelli più tenui del frutto. Al gusto, dopo un ingresso morbido, denota un tannino appena ruvido e una nota di liquirizia amarognola nel finale. 11

14 Il viaggio studio Cile, una bella scoperta

15 Vini internazionali, non troppo global di Manuela Cornelii Un sommelier potrebbe davvero giocare sull aspetto cartografico di questo Paese: è una vera lingua di terra americana che incanta l anima. Per raccontarla ci divertiamo a pescare tra i ricordi di immagini e odori, consapevoli di non poter riassumere in un articolo il resoconto puntuale di un viaggio durato dodici giorni e di dover trascurare a forza alcune parti di questa bellissima esperienza. Le immagini, tante, tantissime, sono state fissate sulla pellicola virtuale di una macchinetta digitale, le emozioni e gli odori hanno bisogno di essere rivissuti attraverso le parole per poterne condividere la grandezza. Nel giro di pochi giorni sono stati sono stati i posti che la nostra delegazione ha visitato, e tanti sono stati i vini degustati, di una realtà bella, grande, affascinante, straniera. Straniera nei luoghi, per il clima, e per le cantine così tanto diverse dalla maggior parte delle nostre, lillipuziane al confronto. I vitigni sono loro, sempre loro, gli stessi indiscutibili e straconosciuti vitigni internazionali, però allevati in un ambiente pedoclimatico così particolare come quello del Cile e, cosa ancor più straordinaria, tutti o quasi a piede franco! Non c è stata qui la devastatrice dei vigneti, tenuta lontana, dicono i cileni, da due barriere naturali che sono l oceano da una parte e la cordigliera delle Ande dall altra. Basterà a conservare questa vitivinicoltura dalla massificazione che ha colpito tutti i Paesi emergenti? Per ora sì e forse è proprio questo fatto così insolito a rendere così affascinante e unica la degustazione. Si nutre l illusione di bere come si faceva un secolo fa. Gli italiani emigrati in questa terra sono tanti e nel mondo enologico hanno fatto valere personalità e spirito imprenditoriale. Uno di questi è considerato tra i più grandi personaggi del settore e ci ha fatto compagnia per due giorni facendoci scorrazzare per lungo e per largo nelle sue infinite tenute con uva da vino, da tavola e da Pisco. E subito viene in mente la fatidica domanda degli esami di terzo livello: dove si produce il pisco? : in Cile! Nel nord del Cile soprattutto, con uva coltivata a tendone che regala buone produzioni e profumi forti nelle varietà aromatiche. Fiumi ininterrotti di questo distillato escono dalle caldaie. Viene bevuto soprattutto come aperitivo e si presenta anche in varie versioni tra le quali la più gradevole è quella al gusto di limone (più che il nostro limoncello ricorda da lontano il daiquiri) che viene servita fredda. Il pisco trova un pubblico fedele nei giovani che frequentano i locali ma anche negli adulti che la preferiscono prima e subito dopo i pasti. Ma torniamo al personaggio italiano e torniamo al vino. Aldo Olivier, è uno dei soci importanti di Viña Falernia (il nome è ispirato proprio al grande Falerno) e vive in Cile dal 1952 quando mamma e papà, con un corredo di ben sette figli, hanno deciso di trovare fortuna oltreoceano. Oggi questa famiglia, allargata alla terza generazione, è una delle più importanti nel panorama vitivinicolo della nazione, e la cantina Viña Falernia esporta vini anche in Italia e si fa promotrice di nuovi metodi nell allevamento della vite con soluzioni all avanguardia negli impianti e per l irrigazione. Abbiamo visto vigneti rigogliosi e ricchi affiancati da terreni desertici, aridi, asciutti e pietrosi, ospitali solo per giganteschi quanto bellissimi cactus spinosi. Le escursioni termiche sono garantite, l insolazione è giusta e facilita tutte le maturazioni che un enologo desidera nell acino per ben vinificare. La degustazione e la descrizione dei vini accoglienza è stata al femminile: ci ha guidato infatti un enologa giovane e preparata che ha raccontato i vini - tutti ben fatti, perfetti, maturi e freschi i bianchi, ricchi di profumi varietali con competenza e precisione. Riconoscibile ed identificabile il sauvignon blanc, alieno dalla leggenda metropolitana che vuole questo vitigno non piantato in Cile ma sostituito dal sauvignonasse, che invece ha ovviamente caratteri connotativi organolettici differenti e meno spiccati. I rossi, giovani o importanti, con affinamenti in legno eleganti e non invasivi, sono risultati intriganti e piacevoli con, a volte, residui zuccherini calibrati che aiutano la struttura e aumentano la piacevolezza. Dopo chilometri di strade sterrate e impervie si scorgono, nella loro semplice bellezza, le coltivazioni infinite di Vigna Matetic (il nome identifica la provenienza dei proprietari), in un paesaggio fortemente antropizzato che però conserva una sua propria naturalità: non a caso qui si produce vino biologico e tra i filari si nota una maggiore ampiezza e flora selvaggia con fiori gialli spontanei che vengono lasciati dagli agronomi con la precisa volontà di seguire il corso spontaneo della natura e lasciare le piante in simbiosi perfetta e non competitiva. La sala di degustazione è mirabilmente situata al fianco di una parete di sassi sulla quale scende una cascata continua e rumorosa di acqua, dove l udito, il senso negletto nella degustazione del vino, ha finito così per trovare stimolazione continua per un coinvolgimento sensoriale completo e appagante. Furbissimi questi cileni! Anche in questo caso abbiamo degustato vini particolari con rossi da shiraz e pinot noir dai colori vivi (quasi improbabili soprattutto per quest ultimo) e profumi tipici speziati e animali. I Matetic producono sotto la denominazione San 13

16 Antonio, neonata tra le DO cilene. Le bottiglie sono abbigliate da etichette con look curato e una classe inconfondibile. Nel nostro viaggio ci ha colpiti un altro personaggio, che ci è sembrato l equivalente oltreoceano del nostro Maestro Edoardo Valentini. Entriamo nella piccola azienda familiare Cavas del Maipo, proprietaria di vigne con impianti risalenti al 1947 tutti franchi di piede. La tradizione è rispettata in modo maniacale e manuale, nel vero senso della parola, dalla vendemmia all imbottigliamento all etichettatura. La cantina è il fornitore ufficiale del Senato, di clubs importanti quali Rotary e Lion, del Corpo dei Carabinieri e di tutti coloro che, con gusto affinato e competente hanno la capacità di scegliere qualcosa di particolare. La fermentazione viene fatta in grandi tini dopo che le uve sono state torchiate (sì, torchiate!) e i vini proposti sono soltanto cinque ma grandioso è risultato essere un cabernet sauvignon riserva, vendemmia 2000: emozionante, difficile da descrivere nella sua pienezza con frutta e spezie espressi al massimo in bocca e con una gradazione alcolica che non supera 12,5% vol.); gli estratti sono da vino e non da sciroppo di frutta, la memoria è lunghissima senza la fatica di un iniziale pesantezza gustativa, insomma un vino importante che è piacevole bere e non solo degustare. Il vino, assaggiato dopo 20 giorni in Italia, ha confermato le stesse emozioni. Il Cile si offre ancora con realtà diverse e cambia faccia con Concha Y Toro, dinosauro delle cantine nel mondo e ci costringe a variare la scala di valutazione. Macchina per turisti, perfetta in tutti gli ingranaggi, questo colosso del vino produce senza dubbio secondo il gusto internazionale, ma non mancano perle enologiche di grande pregio. E tutto preconfezionato, giro turistico e degustazioni per un sequenza strettissima di tour che si avvicendano durante tutta la giornata. Sono milioni i visitatori ogni anno. E questo il Cile: offre monumenti naturali in vigna, dei giganti globalizzati perfetti ma poco emozionanti, e cantine dall impatto architettonico di grande pregio. Santa Rita ad esempio è un monumento nazionale, una Cava spettacolare con muratura e volte a crociera con nervature, non più utilizzata per la conservazione dei vini. Non manca l innovazione con imprese che stanno investendo grandissimi capitali per offrire qualità al mondo intero. Hanno meno fascino d accordo, industrializzazione e gusto piatto, meno tipicità, ma grande e imponente professionalità al servizio del consumatore. Grazia de Cile è impegnata in questa trasformazione: la cantina è attualmente un cantiere ma nonostante questo disagio siamo riusciti a visitare tutti gli spazi della produzione e poi, in degustazione, abbiamo provato vini di provenienza più disparata: Rapel, Aconchagua, Bio Bio, Curicò. Variazioni climatiche determinanti e ritrovabili nel vino, e sei enologi che lavorano sull intero territorio. Nella valle del Colchagua, circa 120 Km a sud di Santiago, Vigna Bisquertt offre ai visitatori una visita nel proprio museo di carrozze e poi una successione di importanti sale con arredamenti d epoca e mobilio di pregio. Nella sala degustazione tappezzata dai riconoscimenti, ci si può sedere su sedie realizzate con le doghe delle barriques, simpatico riciclo! Il vino importante si chiama Zeus, ma cominciamo assaggiando un viogner, che esprime e profumi netti di frutta esotica, e un carmenere decisamente vegetale, carico, strutturato pieno e morbido. Chiudiamo il giro con Casa Lapostole Clos Apalta, una struttura che sfrutta la gravità nelle sequenze enologiche e un progetto studiato per il raggiungimento di un alta qualità. Le bottiglie prodotte sono pochissime per un mercato di nicchia (non più di 60 mila). La proprietaria Alexandra Marnier (è la stessa del Grand Marnier), ha costruito qui la sua personale cantina al di sopra della quale 14

17 15

18 abbiamo fatto i nostri assaggi. Riuniti intorno ad un tavolo in cristallo di forma ellissoidale stretto e lunghissimo posto al di sopra di un apertura del solaio che lasciava intravedere qualcosa da scoprire. Un suggestivo abbassamento dell illuminazione del piano di quota e relativo immediato illuminamento della collezione privata nel piano sottostante ci ha permesso di entrare con lo sguardo attraverso il foro, nel caveau vero e proprio, con tutti i vini cileni importanti dal 1997 ad oggi. Concludendo solo chardonnay, sauvignon blanc, cabernet, carmenere, shiraz, viogner e merlot? Solo gusto internazionale e grandi aziende, produzioni uguali e realtà omogenee? Noi crediamo che non sia così, ma solo un viaggio di conoscenza e di scoperta può rendere merito a questo Paese e rispondere in modo giusto a queste domande. La realtà che pensavamo di trovare quando siamo partiti è piuttosto diversa, grande e importante sul serio, che probabilmente darà del filo da torcere ai produttori del vecchio Mondo. Saranno stare al passo? E su quale campo si giocherà la partita? Abbiamo ancora il vantaggio dell esperienza e dell indiscussa tradizione, un patrimonio irraggiungibile dal punto di vista ampelografico. Forse bisogna agire con intelligenza e un pizzico d astuzia, vestendoci con i panni del biblico Davide se vogliamo ancora giocare. Abbiamo assaggiato... Sauvignon Blanc: è lui, senza dubbio, è sauvignon. Con i varietali riconoscibili. Tutti quelli che abbiamo degustato avevano rpofumi identificativi e riconducibili al vitigno, freschi e maturi, con legno ma non troppo (vivaddio!) e con vaghezza di longevità futura. E i rossi? Il Pinot nero variabilissimo, a seconda delle cantine e delle zone di produzione: i vini, spesso dal colore troppo intenso e vivo, si facevano bere con piacevolezza; le note animali ed evolute che gli europei desiderano dal Re dei vitigni, facevano capolino per poi virare più spesso verso i sentori speziati, anche complessi ed eleganti, ma non così emozionanti e unici come nei grandi francesi (e di qualche buon italiano. Bello, bellissimo Shiraz: piacevole in tutte le declinazioni, vista e olfatto sempre perfetti, colori con riflessi viola, profumi di pepe nero, frutti e di legno (barrique) quasi ovunque ben fusi e armonizzati, corpo ed estratti variabili ma calibrati ed in equilibrio con le altre componenti. Con il carmenere in purezza si generava confusione, tanto da ingenerare spesso e volentieri dubbi sulla percentuale d uso di questo vitigno all interno dei vini degustati; imbastardito, si fa per dire, forse da cabernet franc o sauvignon. A proposito di Cabernet: soprattutto Sauvignon, ma anche Franc per i vini cileni dell eccellenza. Sempre (con l eccezione che conferma la regola) sposati alla barrique in un matrimonio in cui lei si è mostrata a volte prepotente, pretendeva spazi da attrice protagonista.laddove si è utilizzata la botte grande (si veda citazione nell articolo), si è apprezzata una nobile eleganza. 16

19 Gran Bretagna: la nuova Mecca? Osservatorio mercati di Massimo Di Cintio Prendendo spunto da un articolo di Michèle Shah pubblicato sulla newletter de Il Corriere Vinicolo e dall intervista a Nick Belfrage, pubblicata nello scorso numero di Sommelier Abruzzo e Molise, abbiamo fatto un giro di orizzonte sul mercato britannico, considerato unanimemente da tutti gli operatori come il più dinamico. Stiamo parlando di un Paese dove non si produce vino ma si produce molta ricchezza e storicamente, più che in ogni altro, si stabiliscono le tendenze del mercato che poi si diffondono nel mondo. Dunque sempre e fortemente attraente per le produzioni di tutti i Continenti. Dalle opinioni dei produttori abruzzesi emerge comunque una certa condivisione della realtà britannica anche se vista con occhi e interessi ovviamente diversi a seconda delle strategie aziendali. Il Regno Unito è forse uno dei mercati più competitivi, dinamici e sofisticati per il business del vino scrive l esperta Michèle Shah è un mercato complesso e maturo, che offre grandi possibilità ma che per essere conquistato richiede un lavoro costante. Negli ultimi 20 anni è cambiato stilisticamente parlando ed è cresciuto senza paragoni. Oggi il suo valore è stimato in 14,5 miliardi di euro, in crescita dal 1997 del 20%, con un consumo pro capite di 27 litri l anno. Il vino che viene consumato oggi è molto diverso rispetto a quello di 20 anni fa: da Beaujolais, Bordeaux, Frascati, Lambrusco, Chianti, Soave, Valpolicella, Liebfraumilch, Vinho Verde, Rosé Mateus e Muscadet si è passati a Shiraz australiano, Merlot del Cile, Zinfandel della California e Chardonnay, vini varietali quindi, i quali, pur non raggiungendo la quota statunitense, pari all 80% del totale del mercato, tuttavia hanno un buon 35%... il mercato inglese apprezza il vino di stile moderno : quindi molto frutto, sentore di legno, tannini dolci e smussati con zucchero residuo abbastanza basso?due terzi del vino nel Regno Unito vengono consumati a Londra e nei dintorni della capitale. Soltanto il 19% del vino venduto viene consumato nei ristoranti e nei pub, per cui l 81% viene consumato a casa o privatamente e venduto presso enoteche, supermercati, multiple e independent retailers (offtrade).?il prezzo della bottiglia gioca un ruolo molto importante. Per il consumo domestico il prezzo è fermo da cinque anni a 3,86 sterline (5,70 euro). Sempre più rilevante è il fenomeno del discounting come arma di vendita, strategia di marketing entrata cresciuta con l introduzione dei brand, specialmente quelli del Nuovo mondo, all inizio degli anni Novanta. Si calcola che oggi circa il 60% del vino venduto nel canale off-trade sia in offerta speciale: i supermercati in particolare applicano la strategia del Bogof (Buy one get one free, ovvero due al prezzo di uno). Considerazioni che hanno sicuramente una base di attualità ma che sembra si stiano evolvendo rapidamente, secondo molti produttori e secondo Nick Belfrage che ha avuto modo di sottolineare come in Gran Bretagna si vada alla ricerca delle particolarità e delle specificità di altri territori e come sia cresciuta la competenza dei consumatori. Che cominciano a scoprire anche l Abruzzo: L Italia ha perso molte posizioni e ora è al quinto posto dopo Australia, Francia, Sudafrica e California, ma il Cile la sorpasserà tra poco. L Abruzzo è invece una delle poche regioni che è cresciuta sul mercato britannico sia in quantità sia in qualità il rosso abruzzese da uva Montepulciano piace molto per il suo colore, per la sua ricchezza, la sua franchezza e per il suo rapporto qualità/prezzo e certamente piace pure il Cerasuolo ma se c è un problema sta nel marketing nella necessità di farsi conoscere meglio le parole importanti per voi sono Montepulciano e Abruzzo, poi il nome del produttore. 17

20 GIANNICOLA DI CARLO e NICOLA ALTIERI titolare e responsabile commerciale Agriverde Per noi il 90% del mercato è rappresentato da Londra, ma tante sono le difficoltà per i vini italiani perché soffriamo di una serie di pregiudizi storici: possiamo dire che Francia e Gran Bretagna hanno un rapporto simile a quello che hanno i vini italiani in Germania. E difficile ma molto moderno perché non si ispira alla tradizione e sembra siano meno interessati agli autoctoni rispetto agli altri mercati, vogliono un vino facile e prezzi molto competitivi sulla fascia bassa. Noi come azienda abbiamo deciso di competere su una fascia medioalta, dove i prezzi sono in linea con il resto d Europa avviando con una nuova partnership nel sud dell Inghilterra. Ci sono stati deboli segnali di interesse crescente sul vino biologico ma fa fatica ad attecchire. Sono in molti (grandi catene di distribuzione in particolare) a chiedere Montepulciano d Abruzzo sfuso da imbottigliare con propria etichetta, richiesta alla quale non vogliamo ne possiamo rispondere ma poi finiscono per trovarlo di secondo o terzo passaggio, da commercianti e mediatori, anche se dovremmo andare a vedere quanto Montepulciano d Abruzzo ci sia dentro quelle forniture. Questo nuoce ovviamente alla nostra immagine e influenza anche ogni strategia di marketing aziendale o collettivo. Negli anni scorsi l Australia ha invaso il mercato con vini a prezzi compettitivi accostandola ad una massiccia campagna di comunicazione, ma oggi anche per loro ci sono segnali non positivi. Il vino in Inghilterra è trendy e il consumo lo scorso anno ha superato quello della birra senza che questa perdesse quote di mercato: questo significa che ci sono nuovi consumatori e dunque si può ben sperare. GIANCARLO DI RUSCIO direttore generale Cantina Tollo Negli ultimi anni si è dimostrato molto pimpante al contrario degli altri mercati europei, ma l hanno fatta da padrona i vini cileni e australiani con uno stile moderno e aromatici. Per Cantina Tollo rappresenta circa il 12-13% delle vendite estere, principalmente con vini di fascia media e più di recente di alta gamma destinati dunque all horeca, e questo dimostra che se si riesce a far percepire la qualità c è spazio per crescere e per spuntare anche prezzi interessanti. Questo significa che abbiamo scelto di non buttarci nella lotta sulla fascia bassa del discount e se nasceranno nuove collaborazioni con importanti catene di distribuzione dovrà essere ad eque condizioni di prezzo e di immagine. Riguardo alle tipologie oggi si sta registrando un buon successo dei rosati così come nel resto d Europa. il parere dei produttori GIUSEPPE COLANTONIO e GIANNI DI NACCIO responsabile marketing e export manager Citra Vini Come tutte le aziende che guardano al mass market, anche noi di Citra nel vecchio continente abbiamo guardato in passato con grande attenzione alla Gran Bretagna insieme alla Germania, ma le condizioni poste dai buyers sono legate esclusivamente alla leva prezzo con poche certezze a medio e lungo termine, difficile da accettare per un azienda come la nostra. Oggi quindi stiamo lavorando anche in ambito horeca senza disdegnare di ricercare un rapporto diverso con la distribuzione moderna, più progettuale e di collaborazione. Stiamo parlando di uno dei mercati più evoluti, inteso in senso positivo e negativo, come ad esempio la richiesta del tappo vite (stelvin) non solo sui primi prezzi ma anche su bottiglie importanti. Si beve soprattutto rosso anche c è un buon interesse verso il Cerasuolo, ma la verità è che sull immagine del Montepulciano d Abruzzo c è una enorme variabilità. Alcuni dati in nostro possesso ci dicono che su questo mercato tutti i vini sotto 5 sterline in Gdo sono quelli che hanno il maggior tasso di crescita 14%; i vini tra 5 e 12 sterline sono quelli in maggior sofferenza, mentre nella fascia superiore crescono mediamente del 4,7%. Questo significa che anche qui la forbice tra le fasce di prezzo tende ad ampliarsi. VALENTINO SCIOTTI Farnese Vini Il mercato importante indubbiamente perché, anche in termini numerici, è tra i primissimi posti dove esportiamo. E strategico ma allo stesso tempo è difficile perché altamente innovativo anche se non sempre nella giusta direzione, cioè sono abituati storicamente, in questo e in altri settori, a dettare le regole del mercato: faccio l esempio della battaglia sul tappo vite sulla quale hanno fatto una questione di principio così come sulla certificazione di qualità che richiedono in maniera inflessibile. Occorre dunque flessibilità ma senza adagiarsi sulle loro posizioni che potrebbero non essere a lungo termine e non essere adatte su altri mercati. Bisogna dire che hanno una conoscenza piuttosto buona dei vini ma anche in questo senso c è una tendenza anche ad influenzarne lo stile. In Gdo (iper e supermercati) non rispettano molto i vini italiani tanto da usare spesso le private label e non è un caso che mentre per gli australiani considerano importante la zona di produzione e il marchio, sugli scaffali troviamo l 80% dei vini italiani che è imbottigliata fuori dalle zone di produzione. Bisogna lavorare sull immagine del vino italiano e sulla suo variegato mondo fatto di centinaia di doc e di vitigni. La forbice è molto ampia e siamo ancora troppo poco forti sulle fasce più alte. 18

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