V. VETRI ALTOMEDIEVALI DAGLI SCAVI DELL OSPEDALE DI SANTA MARIA DELLA SCALA A SIENA 1

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1 V. VETRI ALTOMEDIEVALI DAGLI SCAVI DELL OSPEDALE DI SANTA MARIA DELLA SCALA A SIENA 1 PREMESSA 1. Il presente lavoro è frutto della collaborazione di Mariacristina Galgani e Marja Mendera: la prima ha proceduto alla schedatura dei reperti ed alla realizzazione dei disegni. La seconda ha elaborato i dati, redatto i grafici e le tabelle e scritto i testi. 2. MENGARELLI Per una sintesi delle ricerche in Italia si veda STIAFFINI Per la seriazione tipologica, limitandosi al periodo altomedievale, si vedano: STIAFFINI 1985; STERNINI 1995; UBOLDI 1995; UBOLDI 1999; SAGUÌ 1993a; SAGUÌ 1993b; SAGUÌ Per i recenti rinvenimenti nell Italia meridionale si vedano: MOLINARI 1999; TISSEYRE 1997; SALVI 2003; ROTELLA 2003; MALPEDE 1999; MALPEDE 2003; GIULIANI, TURCHIANO 2003; FIORILLO 2003; CIARROCCHI, TORRE Si rimanda per lo stato degli studi sul vetro altomedievale e le sue problematiche a UBOLDI 1999, pp Il moltiplicarsi, negli ultimi decenni, di scavi medievali in tutto il territorio nazionale ha fatto registrare un notevole incremento nello studio dei reperti vitrei, che si affianca ormai abitualmente a quello della ceramica. Lo studio sistematico rivolto agli aspetti di produzione e di consumo del vetro altomedievale, di fatto, si è avviato solo recentemente, se escludiamo l interesse sporadico suscitato all inizio del XX secolo dai i vetri longobardi rinvenuti in contesti tombali 2. Ed è proprio in virtù di questi studi sistematici ed di una maggiore attenzione per gli indicatori di produzione (resti di forni, scarti di lavorazione) che le nostre conoscenze sulla morfologia, la tecnologia ed il consumo del vetro medievale 3 si stanno affinando. Ciononostante, il vetro rimane una classe di materiale che tuttora necessita di precisazione nella seriazione crono-tipologica, soprattutto per i manufatti dei secoli primi e centrali del medioevo 4. In questo ambito, dunque, i reperti vitrei altomedievali di Santa Maria della Scala contribuiscono alla definizione e precisazione del quadro crono tipologico del vetro in uso a Siena tra V e XII secolo, fornendo, inoltre, indirettamente indicazioni sul contesto socio-economico in cui essi furono consumati. Non sono state rinvenute, almeno per il momento, indicazioni materiali che attestino una attività produttiva a Siena, né per l epoca romana, né per il periodo tardo antico 5, né per l altomedioevo 6. Di contro sappiamo, dalle fonti storiche, che il vetro fu prodotto a Siena almeno a partire del XIV secolo 7. Negli strati altomedievali dello scavo di S. M. della Scala si è potuta constatare un alta residualità di vetro romano e tardo antico, fenomeno questo che non sorprende in siti plurisecolari. Tale prevalenza probabilmente è da attribuire ad una serie di fattori che in parte sono da ricondurre alle caratteristiche composizionali e morfologiche dei vetri, in parte ad una presenza quantitativa e qualitativa inferiore legata ad un diminuito popolamento in epoca altomedievale. Riguardo alle caratteristiche composizionali del vetro, recenti studi archeometrici hanno evidenziato che la tradizione romana di usare sabbie ricche di silice e fondenti sodici di origine minerale, ha avuto continuità fino al IX secolo in tutta l area mediterranea 8. Possono contribuire ad una maggiore sopravvivenza del vetro romano gli spessori notevoli di alcune parti (fondi, bordi ed anse), di fronte agli spessori minori del vetro medievale. Rimane da capire se una percentuale così bassa di vetro altomedievale è indice di un uso limitato o piuttosto il risultato di un sistematico riciclaggio del vetro, d altronde documentato fin dall antichità 9. Da sottolineare che la maggiore riconoscibilità del vetro romano è anche dovuta ad una tradizione di studi ormai consolidata nel tempo che ha permesso una seriazione crono-tipologica abbastanza affinata 10. Sono stati inventariati e schedati tutti i reperti vitrei presenti negli strati altomedievali 11, indipendente- 5. A Firenze si registra la produzione vitrea in epoca tardo antica (DE MARINIS 1991). 6. A Luni (SP) la forma di alcuni crogioli rinvenuti indica una produzione altomedioevale (ROFFIA 1973, p. 465). Per la dislocazione sul territorio italiano delle vetrerie in epoca medievale vedi STIAFFINI 1999, pp , da integrare con i recenti rinvenimenti in area meridionale, si veda MALPEDE 1999 e GIALANELLA PICCINNI 1981, pp. 594, 595, nota VERITÀ 1995; FOY, PICON, VICHY UBOLDI 1995, p. 101, nota 33 con rimandi bibliografici. 10. Cfr. ISINGS Negli ultimi anni si stanno aggiungendo dati sempre più attendibili per il periodo tardo antico (STERNINI 1995; SAGUÌ 1993a, 1993b, 2000) 11. Per la schedatura è stato usato il programma Filemaker Pro (database relazionale). L area di Archeologia Medievale dell Università di Siena ha creato, presso il LIAAM (Laboratorio di Informatica Applicata all Archeologia Medievale), un apposita scheda Vetri, che viene usata per i reperti vitrei provenienti da tutti gli scavi del Dipartimento. La scheda che 213

2 Tab. 1 I vetri romano tardo/antichi ed altomedievali distribuiti per periodi mente dal fatto se siano medievali o meno. La classificazione e quantificazione dei reperti per periodo ha consentito, tra l altro, di evidenziare il rapporto tra i reperti altomedievali e quelli di epoca romana e tardo antica, che è quasi sempre in favore di questi ultimi. In questa sede si presentano soltanto i reperti ritenuti altomedievali 12. Non sono stati presi in considerazione i vetri altomedievali presenti come residuali negli strati bassomedievali 13. Si è cercato, inoltre, partendo dai dati pervenuti dall indagine stratigrafica, di mettere in relazione la presenza dei reperti vitrei con le attività antropiche riscontrate nelle diverse aree. A tale operazione fanno da supporto le tabelle quantitative redatte per periodo, che mettono in evidenza l incidenza del materiale altomedievale sul totale dei reperti vitrei rinvenuti ed altre tabelle dove questi stessi dati sono organizzati per aree di rinvenimento, agevolandone così l interpretazione. I dati principali sono raggruppati in una tabella riassuntiva che presenta genericamente le percentuali dei vetri nei vari periodi (Tab ). Gli strati altomedievali 15 degli scavi dell ospedale di Santa Maria della Scala di Siena hanno restituito una discreta quantità di frammenti vitrei (395 frr.), per un numero minimo di 324 esemplari. Di questi quasi la metà è da collocare cronologicamente nell età imperiale e la tarda antichità, mentre per il 39%, a causa delle ridotte dimensioni o il cattivo stato di conservazione, non è stato possibile risalire alle forme di appartenenza. Solo 44 oggetti (poco più di 14% sul totale), possono essere con sicurezza inseriti nella griglia cronologica dell altomedioevo. (Fig. 1) Si è optato per una presentazione del materiale raggruppando i reperti per forme, nonostante la difficoltà, spesso riscontrata, di attribuire i frammenti con precisione ad una morfologia ben definita. Il problema si presenta in particolar modo per gli orli arrotondati ed ingrossati che potrebbero appartenere, in mancanza di altre parti del recipiente, a calici, bicchieri e, nel caso dei diametri più grandi, anha subito negli ultimi anni una serie di precisazioni ed aggiustamenti, si caratterizza per la flessibilità che consente ampliamenti e modifiche continue funzionali alla ricerca in corso (vedi per una descrizione esauriente QUATTRINI ). Il software consente di interagire con gli altri archivi creati nell ambito di uno stesso scavo, mettendo in relazione i dati provenienti da più ambiti (US, ceramica, riferimenti bibliografici, reperti metallici etc.). È previsto la creazione di una tipologia del vetro medievale in Toscana. Fino ad oggi sono stati schedati i vetri di Poggibonsi (MENDERA 1996 e QUATTRINI ), quelli di Castel di Pietra, Campiglia Marittima, Rocca San Silvestro (CARNASCIALI ), mentre sono tuttora in corso di schedatura i vetri del Duomo di Siena e quelli di Gambassi (Germagnana e Piazza del Castello), oltre che quelli bassomedievale di Santa Maria della Scala. 12. Il materiale vitreo romano e tardo-antico sarà pubblicato in altra sede. 13. Gli unici strati bassomedievale di cui si sono considerati i vetri altomedievali sono le US 4119, 4121, 4122, 10036, (seconda metà del XIV, inizio XV secolo). Proviene da uno strato moderno (10000) un fr. di bottiglia con anello interno (vedi infra Par. 2.3). 14. I numeri si riferiscono sempre al n min. degli oggetti individuati. Fig. 1 Distribuzione per epoca: percentuali dei vetri rinvenuti negli strati altomedievali. 1. I VETRI ALTOMEDIEVALI DI SANTA MARIA DELLA SCALA 15. Sono situati nelle aree 3000, 4000, 6000, 10000, 13000, 17000, 18000, 30100, e

3 Fig. 2 Forme rinvenute divise per epoca (totale degli esemplari 324). che a lampade o generiche forme aperte 16. Inoltre, come è stato ribadito più volte, la elementarità delle forme altomedievali, permette una multifunzionalità che non è sempre di univoca interpretazione. Questa stessa difficoltà di definizione morfologica, che si aggiunge al problema delle caratteristiche dei depositi stratigrafici, non ha consentito la definizione di tipologie all interno delle forme e tanto meno una seriazione crono-tipologica. Lo studio del materiale e l elaborazione dei dati ha fornito informazioni su: Il rapporto vetro altomedievale-vetro romano/ tardo antico (Par. 1.1). Le caratteristiche tecniche ed i colori del vetro (Par. 1.2). La presenza dei vetri altomedievali nei periodi e nelle diverse aree dello scavo (Par. 1.3). La morfologia dei manufatti vitrei altomedievali (Par. 2). 1.1 Il rapporto vetro altomedievale-vetro romano/tardo antico: il problema della residualità L elevata residualità dei vetri romani/tardo antichi negli strati altomedievali (Fig. 1) è da considerarsi normale per un sito plurisecolare come quello di S. Maria della Scala. Sono stati individuati molti tipi che non appartengono al repertorio delle forme altomedievali, come le bottiglie Isings 50, 16. Il problema della attribuzione a forme specifiche è stato sottolineato da UBOLDI 1999, pp. 274, 275 a cui si rimanda. la maggior parte dei balsamari, molte bottiglie (tra cui Isings 120) ed anche per le tante lastre si deve pensare alla residualità 17 (Fig. 2). Pure i reperti altomedievali possono risultare residuali nei contesti più tardi della stratificazione altomedievale, circostanza che, di fatto, ostacola l auspicata seriazione crono-tipologica. Per una corretta interpretazione dei dati bisogna tenere presente che gli strati con presenza di materiale vitreo altomedievale si riferiscono inizialmente, nei periodi II, III (dalla fine del V all inizio del VII secolo), soprattutto a scarichi di terra per livellamenti e riempimenti di fosse (aree 3000, 4000, 6000, 10000) e che pure successivamente, nei periodi IV, V, VI, VII (dalla prima metà del VII al XII secolo), quando sono costruite capanne ed altre strutture e si registra un uso cimiteriale (aree 3000, 4000, 6000, 10000, 13000), gli strati che hanno restituito vetri spesso sono di abbandono e mai di vita. Questi fattori riducono quindi notevolmente la possibilità di arrivare ad una seriazione cronologica delle poche forme individuate e l assenza di strati d uso impedisce di dare una interpretazione attendibile sulla frequenza dell uso degli oggetti in vetro, per 17. È poco probabile che le lastre rinvenute siano di età altomedievali, in quanto in zona non sembrano esserci state strutture ecclesiastiche di una certa importanza, le uniche che potrebbero aver avuto chiusure con lastre di vetro. I resti di lastre sono quindi da ricondurre a chiusure degli edifici in uso in epoca romana e nella tarda antichità, di cui sono stati trovati i residui nelle aree scavate. Questa affermazione trova conferma nella distribuzione delle lastre e dal contesto stratigrafico di appartenenza. Sull uso delle lastre da finestra in epoca altomedievale si veda DELL AC- QUA 1998,

4 Fig. 4 I colori del vetro altomedievale. Fig. 3 Percentuale dei colori di tutti vetri rinvenuti. esempio nelle capanne di legno. In particolare, i reperti vitrei rinvenuti negli strati dei periodi II (fine V-metà VI sec.) e III (seconda metà del VIinizio VII secolo), anche se possono essere considerati soltanto indicativi per la presenza nelle vicinanze di generiche strutture con consumo di vetro, attestano l effettivo uso di calici/bicchieri, bottiglie e una probabile coppa a sacchetto in un arco cronologico che conferma le datazioni canoniche. 1.2 Caratteristiche tecniche e colori I frammenti vitrei rinvenuti si caratterizzano per le dimensioni quasi sempre molto ridotte e per una gamma di colori abbastanza ristretta. Sul totale dei vetri rinvenuti prevale l incolore, con sfumature verdi o giallognole (34%). Tra le tonalità del verde domina il verde acqua (26%), mentre gli altri verdi riguardano il 21% degli oggetti. 11% degli esemplari è fabbricato in vetro azzurro in varie tonalità. Relativamente pochi i vetri gialli (6%). Poco presente il vetro fumé (2%) e sporadico il vetro rosso. Considerando soltanto il vetro altomedievale, la gamma dei colori si riduce a solo 4, con prevalenza delle sfumature del verde. Da notare una percentuale abbastanza alta di vetro incolore. I calici sono in vetro verde, giallo ed incolore; gli stessi colori sono stai usati per le bottiglie con in più il celeste. Per le lampade prevale il vetro verde, accanto all incolore e giallo; l unica coppa è in vetro giallo, mentre il balsamario ed il bicchiere sono ambedue in vetro incolore. La maggior parte del vetro altomedievale rinvenuto è soffiata liberamente. Nella realizzazione di alcuni tipi di lampade sono state usate le pinze per modellare i bordi ripiegati, per attaccare le ansette, oppure per l avvolgimento di filamenti Fig. 5 Forme e colori del vetro altomedievale. intorno al corpo. Soltanto alcuni steli di calice risultano colati. Le condizioni di conservazione variano dai frammenti con incrostazioni marrone chiaro più o meno evidenti, agli effetti della devetrificazione con effetti di iridescenza o opacizzazione non molto evidenti. All interno del vetro sono sempre presenti bollicine micro o piccole e raramente di grandi dimensioni. 1.3 La presenza dei vetri altomedievali nei periodi Attraverso l elaborazione dei dati, nonostante la prevalenza dei reperti residuali, è possibile evidenziare come la presenza dei vetri altomedievali in alcuni periodi è più evidente che in altri: il 66% dei manufatti altomedievali si concentra nel periodo compreso tra la prima metà del VII ed il IX secolo (periodi IV, V, VI), quando nelle aree 3000, 4000, 6000, e furono costruite strut- 216

5 Fig. 6 I vetri romano-tardo antichi ed altomedievali distribuiti per periodi. ture in muratura e legno, mentre le aree e furono usate, in parte, e per un breve lasso di tempo, come cimitero. PERIODO II (fine V-prima metà VI secolo) 18 I 5 frammenti vitrei altomedievali rinvenuti negli strati del periodo II provengono dalle aree e che erano interessate, rispettivamente, dal riempimento di buche scavate precedentemente e dal deposito di strati di terra e di riempimento di una grande fossa. Il 25% degli oggetti appartiene a manufatti altomedievali, consistenti in tre orli di calici (Tav. I. 1-3) e due fondi di bottiglie apode (Tav. II. 1, 2). Trattandosi dei primi oggetti medievali rinvenuti, i reperti possono essere considerati in fase. (Tab. 3) PERIODO III (seconda metà VI-inizio VII secolo) 21 Su 118 oggetti individuati 7 sono sicuramente altomedievali (=5,1%), di cui 2 calici (Tav. I. 4, 5), 1 bicchiere (Tav. III. 4) e 2 lampade (Tav. II. 1, 2): sono stati rinvenuti nelle aree e in strati di scarichi di terra per livellamento e nel riempimento di una fossa nell area Quindi la loro collocazione stratigrafica consente di affermare, che probabilmente si sono mescolati al materiale di spoliazione al momento del loro deposito, testimoniando genericamente l uso dei manufatti vitrei nel periodo senza poter precisarne il contesto. Più consistenti i manufatti vitrei databili tra II e V secolo, che costituiscono la metà degli oggetti rinvenuti (57). Tra questi spicca la presenza di una discreta quantità di lastre di vetro (17) provenienti dalle aree 3000 e 4000, che sembrano testimoniare lo smantellamento di strutture situate nelle vicinanze, munite di chiusure con lastre vitree. Per il 44,9% degli oggetti (53) non è possibile risalire a nessuna forma. (Tab. 4) PERIODO IV (prima metà del VII secolo) 25 Dei 93 oggetti individuati 12 sono sicuramente definibili come altomedievali; di questi quattro appartengono a lampade (Tav. II. 3-5), tre a calici (Tav. I. 6-8) e due a bottiglie (Tav. III. 5, 6), mentre tre frammenti, non meglio identificabili, sem- 18. US che hanno restituito frammenti vitrei: 39015, 39028, 39029, 39033, 39034, 17030, US 17030; US US US che hanno restituite frammenti vitrei: 3025, 3027, 4208, 4211, 4223, 4226, 4231, 4232, 4234, 6247, 6251, 10095, 10098, 10199, , , US 3025, US US 4226, US US US che hanno restituite frammenti vitrei: 3059, 3118, 6162, 6235, 6243, 10160, 10179, 10188, 13377, 13378, 13383, 13385, 13407,

6 218 Tab. 2 Forme e colori dei vetri. Evidenziati in grigio i manufatti altomedievali. (1) Inv ; (2) di cui 5 con decorazione incisa e molata; (3) di cui 5 con decorazione molata; (4) inv ; (5) coppa a sacchetto: inv ; (6) con decorazione molata; (7) inv : coppa a costolature (Isings 3). Tab. 3 Periodo II. Gli esemplari altomedievali (evidenziati in grigio) sul totale dei vetri rinvenuti.

7 Tab. 4 Periodo III. Gli esemplari altomedievali (evidenziati in grigio) sul totale dei vetri rinvenuti. Tab. 5 Periodo IV. Gli esemplari altomedievali (evidenziati in grigio) sul totale dei vetri rinvenuti. 26. US 3059: scarico di terra che forma un piano orizzontale; US 3118: strato di terra argillosa. 27. US 6162: strato di terra a matrice tufacea; US 6235: strato argilloso. 28. US 10179: piano di calpestio. 29. US 13407: strato di abbandono della terza capanna; US 13385: strato abbandono capanna. brano appartenere ad altrettanti oggetti altomedievali per il colore e le caratteristiche del vetro. Provengono dalle aree e , interessate dalla costruzione di un muro trasversale di cinta e dalle aree e Rivestono particolare importanza ai fini cronologici i frammenti restituiti dal piano di calpestio (US 10179). Complessivamente l 86,7% degli oggetti è databile all età imperiale o all epoca tardo-antica; di questi il 41,2% non è identificabile morfologicamente, mentre il 16,25% appartiene a lastre. L alta percentuale di frammenti non in fase è spiegabile dalla tipologia degli strati di provenienza che quasi tutti sono definibili come livellamenti. Un unico oggetto (bicchiere) è collocabile cronologicamente in epoca basso medievale: proviene da uno strato con intrusi più recenti (US 3118 inf.). (Tab. 5) PERIODO V (seconda metà del VII-VIII secolo) 30 Sono stati individuati 11 oggetti altomedievali (26,8%), di cui quattro calici (Tav. I. 9-12), tre 30. US che hanno restituito frammenti vitrei: 4190, 4208, 6140, 6217, 6225, 10007, 10117, 10043, 10044, 10050, 10051, 10119, 10126, 10159, 6217, 10163, 10165, 13297, 13315,

8 Tab. 6 Periodo V. Gli esemplari altomedievali (evidenziati in grigio) sul totale dei vetri rinvenuti. lampade (Tav. II. 6-8), tre bottiglie (Tav. III. 7-9) ed un balsamario (Tav. III, 10). I calici di questo periodo presentano, in due casi, decorazioni con filamenti in colore a contrasto, infusi sotto il bordo. Questo tipo di decoro è segnalato spesso in altri contesti di cronologia analoga 31. Sono presenti tre tipi di lampade: a sospensione, probabilmente triansata, con orlo ad anello, conica con fondo ispessito e conica con appendice a goccia 32. Tra le bottiglie si segnala il rinvenimento, nell area 10000, del tipo con anello vuoto all interno del corpo globulare 33 (Tav. III. 9, 11). I reperti provengono da strati di livellamento delle aree e , interessate ambedue dal crollo di un muro trasversale, forse di cinta. La maggior parte degli oggetti è stata restituita dalle aree e , dove nel periodo precedente sorgevano capanne e che, in questo periodo, furono sottoposte a livellamenti, e limitatamente all area alla costruzione di una struttura in legno e di un muro a secco. Sempre molto alta la percentuale dei vetri databili tra il II e IV secolo, che costituiscono il 51,2% degli esemplari, mentre il 22% non è identificabile. (Tab. 6) 31. Vedi infra Par Vedi infra Par Vedi infra Par US 4190: strato di terra che oblitera tutto l ambiente. US US 6217: accumulo di terra marrone. 36. US 10163: rialzamento di piani di frequentazione; US 10165: deposito di terra per livellamento; 10044: scarico di terra su cui sono praticate buche di palo; US 10050: accumulo di terra; US : scarico di terra per livellamento; US 10119: scarico di terra per livellamento. 37. US 13315: strato di terra scaricato per colmare la zona di demolizione della struttura absidale; US 13297: scarico di terra che alza il piano di calpestio. PERIODO VI (IX secolo) 38 Relativamente a questo periodo sono stati trovati sei oggetti di cui cinque calici (Tav. I ) e una probabile lampada con bordo a fascia (Tav. II. 9). Per i calici non si apprezzano significativi cambiamenti dei bordi. Provengono dalle aree e dove, dopo il crollo di un muro a secco, vennero costruite capanne in legno insieme a strutture in muratura. Da notare che la percentuale dei manufatti altomedievali (31,6%) in questo periodo ha superato quella dei manufatti di epoca romano/tardo antica (26,3%). (Tab. 7) PERIODO VII (X-XII secolo) 41 Sono solo due gli esemplari in fase: si tratta di due calici dall alto stelo in vetro pieno (Tav. I. 18, 19), provenienti da scarichi di terra nell area , che sono sicuramente da mettere in fase con la rinnovata occupazione, soprattutto rilevata nell area 6000, dopo l abbandono delle strutture altomedievali costruite precedentemente in legno e muratura e poi abbandonate. Questo tipo di manufatto si inserisce bene in un contesto sociale dove si consumano oggetti di un certo pregio. (Tab. 8) 38. US che hanno restituito frammenti vitrei: 4138, 4148, 4155, 4170, 6033, 6114, 6132, 6143, 6151, 6157, 6171, US 4138: strato argilloso; US 4170: obliterazione strutture lignee; US 4155: strato di distruzione di una struttura; US 4148: strato di obliterazione. 40. US 6151: accumulo di terra nera; US 6171: argilla che copre i resti di una struttura lignea. 41. Periodo VII: US che hanno restituito frammenti vitrei: 6076, 6101, 6115, 13243, 13252, 13261, 18650, 18676, 18677, 18683, 18687, 18690, 18694, Rinvenute nelle US: 13243,

9 Tab. 7 Periodo VI. Gli esemplari altomedievali (evidenziati in grigio) sul totale dei vetri rinvenuti. Tab. 8 Periodo VII. Gli esemplari altomedievali (evidenziati in grigio) sul totale dei vetri rinvenuti. 1.4 La presenza dei vetri altomedievali nelle diverse aree dello scavo Abbastanza significativi sono anche i dati quantitativi organizzati per aree di rinvenimento. L area 3000 ha restituito 5 forme diverse (bottiglia, coppa, lampada, calice, bicchiere) nel periodo III, quando si scaricarono strati di livellamento e nel periodo IV, quando si depositarono strati di terra scura, anche se l area in quel lasso di tempo non sembra che sia stata interessata da attività abitative. Nell area 4000 sono stati rinvenuti 6 calici negli strati dei periodi V e VI (seconda metà VII-IX secolo), quando fu costruito e demolito un muro a secco, si depositarono macerie di un edificio non conservato e si obliterò una capanne. Due lampade provengono da scarichi di terra depositatisi nel periodo III (seconda metà VI-inizio VII secolo) ed una terza lampada proviene da uno strato organico formatosi nel periodo V. Dall area 6000 provengono 3 calici e 3 lampade interrati tra la metà del VII e il IX secolo; possono essere messi in relazione alle capanne che si sono susseguite nel tempo, anche se i reperti non provengono da livelli di vita. L area ha restituito, in strati formatisi tra la seconda metà del VI e l VIII secolo, 12 oggetti, di cui 1 lampada, 7 calici, 3 bottiglie e un balsamario. Nella prima metà del VII secolo in quest area furono costruite capanne e nello stesso periodo c era anche un cimitero. Nell area sono state rinvenute 2 lampade e 2 bottiglie negli strati formatisi tra la metà del VII e l VIII secolo, periodo in cui nella zona esistevano alcune capanne. Due calici, invece, provengono da strati, depositatisi nel X-XII secolo, in cui furono scavate buche. L area ha restituito 2 calici ed una bottiglia, rinvenuti nel riempimento di buche avvenute tra la fine del V e la prima metà del VI secolo; riferibili allo stesso lasso di tempo sono una bottiglia e un calice, rinvenuti nell area nel riempimento di una fossa. Quindi, nonostante la quantità non elevata dei manufatti vitrei rinvenuti e la conseguente prudenza che è bene usare in questi casi, si rileva un concentrarsi di esemplari altomedievali in quelle aree dove l indagine stratigrafica ha rilevato presenza di strutture e un uso cimiteriale, per il periodo che va dalla seconda metà del VII al IX secolo. La presenza di calici e bottiglie altomedievali fin dal periodo II conferma una generica frequentazione del sito e il consumo del vetro dalla fine del V-prima metà del VI secolo in poi. L uso del vetro si protrasse, senza interruzione, fino al X-XII secolo (periodo VII), quando si può segnalare l introduzione di un nuovo tipo di calice ad alto stelo. (Tabb. 9-10) 221

10 Tab. 9 La distribuzione dei vetri rinvenuti nelle varie aree; sono evidenziati in grigio i manufatti altomedievali. 222

11 Tab. 10 Vetri altomedievali: distribuzione delle forme per periodo. 223

12 2. LA MORFOLOGIA DEI MANUFATTI VITREI ALTOMEDIEVALI Come già anticipato, le forme riconosciute appartengono alle categorie dei vetri d uso (bicchieri, calici, bottiglie, coppe), dell illuminazione (lampade), mentre per i pochi balsamari si può pensare ad una funzione liturgica, oppure sanitaria. Ad ogni forma è dedicato un paragrafo con breve presentazione della morfologia e della distribuzione spazio-temporale, seguito dalla discussione dei dati che provengono dai rinvenimenti di S. Maria della Scala ed il catalogo dei reperti. 2.1 Bicchieri/calici (Tav. I) Sono stati individuati un minimo di 22 esemplari, per i quali non è mai stato possibile, per l esiguità dei frammenti, ricostruire la forma intera. Gli orli arrotondati ed ingrossati di 19 bordi rinvenuti possono appartenere al tipico calice altomedievale (forma Isings 111), ma non è da escludere che siano riferibili a bicchieri conici del tipo Isings 106. Nell incertezza si è quindi preferito catalogare tutti i bordi con orli simili come bicchiere/calice. La maggior parte del materiale classificato come bicchieri/calici è in vetro verdolino, ma non mancano esemplari in vetro incolore e giallino (Fig. 5). Si possono individuare due tipi di calici. 1. Calice su piccolo piede a disco, corto stelo e coppa variamente foggiata (forma Isings 111). I diametri di 19 bordi con orlo arrotondato ed ingrossato (Tav. I. 1-7; 9-11; 13-17; 20-22), compresi tra 4 cm e 10 cm 43, indicano dimensioni diverse della coppa. Quest ultima è a forma di tulipano o a campana, anche se le ridotte dimensioni dei frammenti non sempre permettono di distinguere bene l andamento 44. Sorprendentemente ci è pervenuto un solo frammento di piede a disco (Tav. I. 8); dei piedi a disco di solito sopravvivono facilmente frammenti, in virtù del loro spessore, 43. ø 4 cm: 1 esemplare (inv ); ø 5 cm: 2 esemplari (inv ; ); ø 6 cm: 3 esemplari (inv ; ; ); ø 7 cm: 3 esemplari (inv ; ; ); ø 8 cm: 3 esemplari (inv ; ); ø 9/10 cm: 4 esemplari (inv ; ; ; ). 44. Nel catalogo non sono stati fatti riferimenti bibliografici per i frammenti di orli più o meno ingrossati, che comunque si possono riscontrare tra orli simili trovati per esempio a Roma (STERNINI 1995, figg. 8 e 9), ad Invillino (BIERBRAUER 1987, tavv. 151, 152), a Torcello (LECIEJEWICZ et alii 1977, figg. 109, 111, 112), a Brescia (UBOLDI 1999, tavv. CXXVI, CXXVII). I riferimenti bibliografici riguardano solo quei frammenti che si distinguono per particolari significativi. Fig. 7 Forme altomedievali. che permette una attribuzione sicura a questo tipo di manufatto. Due frammenti (Tav. I. 9, 12), rinvenuti in strati del V periodo (seconda metà VII- VIII secolo), presentano sotto il bordo sottili fili di vetro lattimo infusi a contrasto. Questo tipo di decorazione, conosciuta in tutta l Italia per i calici altomedievali, si riscontra soprattutto nei manufatti dell VIII secolo 45 e quindi gli esemplari senesi non fanno che confermare questa datazione. Dalla posizione stratigrafica dei manufatti di S. Maria della Scala, si può dedurre che il calice tipo Isings 111 fa la sua comparsa a Siena in contesti della fine del V-prima metà del VI secolo (periodo II) e continua ad essere usato fino a tutto il IX secolo (periodo VI), confermando in pieno le consuete datazioni riscontrate in tutta l Italia 46. La frammentarietà del materiale non ha consentito di registrare una evoluzione morfologica in un arco di tempo che copre quattro secoli. 2.Calice con alto stelo pieno su piccolo piede con coppa dall andamento non ben ricostruibile Due esemplari, ambedue rinvenuti in contesti dei secoli X-XII (periodo VII), si discostano completamente dal calice appena descritto. Si tratta di un frammento di un piede, in vetro verdolino, quasi piatto e senza orlo con evidente segno del pontello sotto il fondo (Tav. I. 19), da cui parte uno stelo pieno dal diametro di quasi 1 cm. Un altro frammento di stelo pieno (diametro 1,5 cm) in vetro verdolino (Tav. I. 18) ha due pomelli (dia- 45. Per Roma cfr. SAGUÌ 1993a, p. 190, fig. 3/24-26; per Brescia UBOLDI 1999, tav. CXXVI/16-22; tav. CXXVII/ Cfr. per un inquadramento del tipo e della sua diffusione in Italia STERNINI 1995; UBOLDI 1999, pp ; da ultimo ARENA et alii 2001, pp. 308, 309. Per l Italia meridionale ed insulare si vedano i recenti rinvenimenti in Sardegna (SALVI 2003) e in Puglia (GIULIANI, TURCHIANO 2003). 224

13 metro 2 cm). Appartengono ad un tipo di calice, di cui sempre più numerosi vengono alla luce frammenti in contesti databili al X-XII secolo, soprattutto sotto forma di steli pieni, spesso con pomelli sotto la coppa. Si ricordano gli esemplari rinvenuti a Roma (Crypta Balbi) 47, a Monte d Argento. (Minturno, LT) 48, a Ferrara ed a Argenta 49 a cui ora si aggiungono anche i manufatti di Siena, che ben si inseriscono in questo ambito cronologico. Da notare che nella Francia meridionale steli pieni lisci e ritorti di calici con piede conico, in vetro verdolino, giallastro e celeste, appaiono già nell VIII secolo 50. Di difficile catalogazione risulta un fr. di parete 51 in vetro incolore con filamento orizzontale in rilievo, ottenuto a stampo (Tav. III. 4); potrebbe appartenere ad un bicchiere, ma anche ad un calice. Proviene da uno strato di livellamento formatosi nel periodo III (2 a metà VI-inizio VII secolo). CATALOGO CALICI/BICCHIERI (Tav. I) Tav. I. 1 N. inv Descrizione morfologica: bordo leggermente svasato, orlo ingrossato ed arrotondato. Caratteristiche tecnologiche: soffiato; incrostazioni scure; bollicine non id. Misure: ø orlo = 8,2 cm. Posizione stratigrafica: periodo II (fine V-prima metà VI secolo). Tav. I. 2 N. inv Descrizione morfologica: bordo svasato, orlo introflesso, arrotondato Caratteristiche tecnologiche: soffiato; incrostazioni marroni chiare; bollicine tonde piccole diffuse. Misure: ø orlo = 8 cm. Posizione stratigrafica: periodo II (fine V-prima metà VI secolo). Tav. I. 3 N. inv e ingrossato. Colore: verde acqua. Caratteristiche tecnologiche: soffiato; incrostazioni bianche, opacizzato; bollicine non id. Misure: ø orlo = 5 cm. Posizione stratigrafica: periodo II (fine V-prima metà VI secolo). 47. Cfr. MENDERA, CINI 1990, pp. 496, 497, tav. LXX 546, 547; ARENA et alii 2001, p. 583, V ). 48. CIARROCCHI, TORRE 2003, pp. 189, 190, fig VISSER TRAVAGLI 2000, p. 265, fig. 1; COSCARELLA FOY 1995, forma 27, pp. 211, 237, pl N. inv Tav. I. 4 N. inv Colore: verde oliva. Caratteristiche tecnologiche: soffiato, incrostazioni marroni chiare; bollicine non id. Misure: ø orlo = 7,5 cm. Posizione stratigrafica: periodo III (seconda metà VIinizio VIII secolo). Tav. I. 5 N. inv Descrizione morfologica: bordo leggermente svasato, orlo arrotondato Colore: giallo chiaro. incrostazioni scure; micro bollicine diffuse. Misure: ø orlo = 5 cm. Posizione stratigrafica: periodo III (seconda metà VIinizio VIII secolo). Tav. I. 6 N. inv micro e piccole bollicine diffuse. Misure: ø orlo = 10,5 cm. Posizione stratigrafica: periodo IV (prima metà VII secolo). Tav. I. 7 N. inv Colore: verde acqua chiaro. diffuse micro bollicine. Misure: ø orlo = 6,5 cm. Posizione stratigrafica: periodo IV (prima metà VII secolo). Tav. I. 8 N. inv Descrizione morfologica: piede ingrossato, arrotondato e tagliato. Colore: incolore. iridescenza; tante micro bollicine. Misure: ø piede = 6,2 cm. Posizione stratigrafica: periodo IV (prima metà VII secolo). Tav. I. 9 N. inv ed ingrossato con fili in vetro lattimo infusi. Colore: verde. micro bollicine diffuse. Misure: ø orlo = 9,8 cm. Posizione stratigrafica: periodo V (seconda metà VII- VIII secolo). UBOLDI 1999, p. 297, tav. CXXVI, 16; STERNINI 1995, p. 261; SAGUÌ 1993a, p. 190, fig. 3/

14 Tav. I. 10 N. inv Colore: giallo chiaro. Caratteristiche tecnologiche: soffiato; incrostazioni giallognole; devetrificazione; poche micro bollicine. Misure: ø orlo = 6 cm. Posizione stratigrafica: periodo V (seconda metà VII- VIII secolo). Tav. I. 11 N. inv Caratteristiche tecnologiche: leggera devetrificazione; micro bollicine diffuse. Misure: ø orlo = 5,3 cm. Posizione stratigrafica: periodo V (seconda metà VII- VIII secolo). Tav. I. 12 N. inv Descrizione morfologica: parete con fili in vetro lattimo infusi. Colore: incolore con sfumature gialle. micro bollicine diffuse. Misure: ø orlo = non id. Posizione stratigrafica: periodo V (seconda metà VII- VIII secolo). UBOLDI 1999, p. 297, tav. CXXVI, 16; STERNINI 1995, p. 261; SAGUÌ 1993a, p. 190, fig. 3/ Tav. I. 13 N. inv Colore: incolore con sfumature verdi. graffiature; micro bollicine diffuse e bollicine allungate. Misure: ø orlo = 9,8 cm. Posizione stratigrafica: periodo VI (IX secolo). Tav. I. 14 N. inv Caratteristiche tecnologiche: soffiato; opacizzato; micro bollicine sparse. Misure: ø orlo = 6,8 cm. Posizione stratigrafica: periodo VI (IX secolo). Tav. I. 15 N. inv Colore: incolore. bollicine non id. Misure: ø orlo = 9,8 cm. Posizione stratigrafica: periodo VI (IX secolo). Tav. I. 16 N. inv Caratteristiche tecnologiche: soffiato; micro bollicine diffuse. Misure: ø orlo = 7 cm. Posizione stratigrafica: periodo VI (IX secolo). Tav. I. 17 N. inv Descrizione morfologica: bordo dall andamento bombato; orlo arrotondato e ingrossato. Colore: verde acqua chiaro. Caratteristiche tecnologiche: soffiato; graffiature; opacizzato; micro bollicine sparse. Misure: ø orlo = 6 cm. Posizione stratigrafica: periodo VI (IX secolo). Tav. I. 18 N. inv Descrizione morfologica: stelo in vetro pieno con due rigonfi. Caratteristiche tecnologiche: soffiato in forma; iridescenze; micro bollicine diffuse. Misure: ø stelo = max. 2 cm; min. 1,5 cm. Posizione stratigrafica: periodo VII (X-XII secolo). MENDERA, CINI 1990, pp. 496, 497, tav. LXX 546, 547; ARENA et alii 2001, p. 583, V UBOLDI 1999, tav. CXXV/16; CIARROCCHI, TORRE 2003, pp. 189, 190, fig VISSER TRAVAGLI 2000, p. 265, fig. 1. Tav. I. 19 N. inv Descrizione morfologica: piede ed inizio di stelo pieno Caratteristiche tecnologiche: soffiato in due tempi; devetrificazione; opacizzato; micro bollicine diffuse. Misure: ø piede = 4 cm; ø stelo = 0,8 cm. Posizione stratigrafica: periodo VII (X-XII secolo). FOY 1995, forma 27, pp. 211, 237, pl. 17; ROMA 2001, p. 583, V.4.50a. Tav. I. 20 N. inv Colore: incolore con sfumature gialle. bollicine non id. Misure: ø orlo = 8,7 cm. Posizione stratigrafica: seconda metà XIV-inizio XV secolo. Tav. I. 21 N. inv Colore: verde. bollicine piccole diffuse. Misure: ø orlo = 7,8 cm. Posizione stratigrafica: periodo bassomedievale Tav. I. 22 N. inv Colore: verde acqua. 226

15 Caratteristiche tecnologiche: soffiato; leggera devetrificazione; incrostazioni giallognole; bollicine piatte grandi sparse e micro bollicine diffuse. Misure: ø orlo = 7,8 cm. Posizione stratigrafica: periodo V (seconda metà VII- VIII secolo). Tav. III. 4 N. inv Descrizione morfologica: parete con filamento orizzontale in rilievo ottenuto a stampo. Colore: incolore. Caratteristiche tecnologiche: soffiato in forma; opacizzato; bollicine non id. Misure: non id. Posizione stratigrafica: periodo III (2 a metà VI-inizio VII secolo). 2.2 Lampade (Tav. II) Tra i vetri altomedievali di S. Maria della Scala sono stati riconosciuti 11 esemplari di lampade, tutti a sospensione. In Italia l uso di lampade in vetro è attestato fin dal IV secolo e sembra affermarsi soprattutto in ambito cristiano. Le fonti iconografiche, disponibili fin dall epoca paleocristiana e per tutto il medioevo, danno informazioni sulla forma delle lampade, le modalità d uso ed i sistemi di sospensione 52. I frammenti trovati in scavi archeologici aiutano a determinare i contesti in cui essi furono usati, tra i quali in primo luogo si annoverano gli edifici di culto, seguiti dagli ambiti funerari e, sporadicamente, gli ambienti domestici 53. Per lo studio delle lampade vitree tardo-antiche ed altomedievali possiamo avvalerci, dal 1995, dello studio prezioso e preciso pubblicato da Marina Uboldi 54 sulla rivista «Archeologia Medievale». L autrice ha elaborato una prima tipologia, riferendosi a manufatti provenienti da tutta l area mediterranea, che costituisce la base per una seriazione crono-tipologica che ha reso più agevole la classificazione dei frammenti appartenenti ad oggetti in vetro usati come lampade 55. Ultimamente la sistemazione dei vetri dalla Crypta Balbi a Roma ha evidenziato i tipi di lampade in uso nel VII/VIII secolo 56. Gli 11 esemplari di lampade rinvenuti nello scavo senese appartengono a 5 tipi diversi. 1. Lampada imbutiforme con lunga appendice inferiore cava (Tav. II. 1) Si conservano un frammento di bordo con orlo a tesa e la parte inferiore dell appendice 57 appartenente ad una lampada a sospensione dal corpo presumibilmente 52. Si veda per riferimenti precisi UBOLDI 1995, p Si rimanda per esempi a UBOLDI 1995, pp UBOLDI Sulla difficoltà di determinare la funzione di oggetti come bicchieri e coppe che possono avere funzioni multipli si veda UBOLDI 1999, pp. 290, ARENA et alii 2001, pp N. inv emisferico. I frammenti provengono da strati di livellamento depositatisi nell area 4000 tra la metà del VI e l inizio del VII secolo. È confrontabile con il tipo IV.2 di UBOLDI 1995, confermando l ambito cronologico rilevato in altri contesti italiani Lampade ansate a sospensione (Tav. II. 2, 3, 6, 10) Cinque esemplari sono attribuibili a lampade a bicchiere, dal corpo troncoconico o globulare e fondo apodo, tenute in sospensione attraverso catenelle inserite in ansette verticali (di solito tre) applicate al bordo. Si tratta del tipo 134 della Isings e varianti 59. Gli esemplari senesi rientrano nei tipi I, 1 e I, 2 di Uboldi 60. Si sono conservati frammenti di quattro ansette a nastro di altrettante lampade. In un caso 61 l ansetta è provvista di filamenti ripiegati (Tav. II. 2) che spesso caratterizzano il tipo 62. Un altra ansa è impostata su un corpo dall andamento globulare (Tav. II. 10). È attribuibile, con ogni probabilità, a questo tipo anche il bordo con orlo ad anello ripiegato verso l esterno 63. Un frammento di fondo apodo, leggermente rientrante (Tav. II. 3) con avvio della parete, sembra indicare un andamento globulare del corpo 64. I contesti senesi di rinvenimento collocano il tipo cronologicamente tra la seconda metà del VI secolo e l VIII secolo, confermando anche in questo caso la cronologia conosciuta in altri contesti per il tipo Lampada conica con fondo tondeggiante e ispessito (Tav. II. 7) Un frammento di fondo ispessito 66 è riferibile a questo tipo di lampada dalla probabile forma conica, identificabile con il tipo 106d della Isings ed il tipo II.2 della Uboldi. È stato rinvenuto in uno strato di terra organica depositatosi nell area 4000, in un contesto cronologico della 2 a metà del VII-VIII secolo. Pochi esemplari del tipo sono conosciuti in Italia tra cui uno proveniente dalla necropoli di S. Agata a Piana degli Albanesi (PA) 67, databile al V secolo. 4. Piccola lampada conica con appendice appuntita a goccia (Tav. II. 4, 5, 8) Tre esemplari appartengono a lampade di piccole dimensioni, di cui si conosce soltanto la parte inferiore 58. Si veda UBOLDI 1995, pp con riferimenti bibliografici a cui si rimanda. Si veda anche infra il catalogo. A Roma il tipo fu prodotto nel VII secolo, si veda ARENA et alii 2001, pp. 315, ISINGS UBOLDI N. inv UBOLDI 1995, pp. 107, 108. UBOLDI 1999, p Un orlo simile è rinvenuto a Brescia, cfr. UBOLDI 1999, p. 292, tav. CXXIII, N. inv Si veda UBOLDI 1995, pp ; per Roma è attestata la produzione di questo tipo di lampada nel VII secolo, vedi ARENA et alii 2001, p N. inv GRECO, MAMMINA, DI SALVO 1993, n

16 formata da un corpo conico con appendice appuntita a goccia. In Italia è conosciuto da contesti datati all inizio del V secolo fino a tutto il VI secolo 68. In Francia si trova ancora nel VI secolo 69. A Siena questo tipo di lampada è rinvenuto in strati 70 formatisi nei periodi IV e V (prima metà del VII e VIII secolo). Da notare che un esemplare (Tav. II. 8) viene dal riempimento di una fossa di sepoltura, circostanza che potrebbe essere indicativa per un suo uso nel rito funebre. 5. Lampada con orlo a fascia (Tav. II. 9) È probabile che l orlo a fascia rinvenuto nell area 6000 nel periodo VI sia da riferirsi ad una lampada ansata troncoconica, di cui si conoscono esempi a Roma 71, a Brescia 72 e nella Francia meridionale 73. CATALOGO LAMPADE (Tav. II) Tav. II. 1 N. inv Descrizione morfologica: bordo a tesa con orlo arrotondato e fondo di appendice cava di lampada ad imbuto. Colore: incolore. Caratteristiche tecnologiche: soffiato; leggermente opacizzato; devetrificazione; graffiature; micro bollicine diffuse. Misure: ø orlo = 8,6 cm. Posizione stratigrafica: periodo III (2 a metà VI-inizio VII secolo). UBOLDI 1999, p. 293, tav. CXXIV/ 2, 3; UBOLDI 1995, tipo IV. 2; SAGUÌ 1993a, pp. 190, 191, fig. 3.20; SA- GUÌ 1993b, pp , fig. 9, Tav. II. 2 N. inv Descrizione morfologica: ansa con filamento ripiegato di probabile lampada triansato. Caratteristiche tecnologiche: lavorato con le pinze; poco opacizzato; poche micro bollicine. Misure: larghezza = 0,8-1 cm; spessore = 0,4-0,5 cm Posizione stratigrafica: periodo III (2 a metà VI-inizio VII secolo). UBOLDI 1999, p. 292, TAV. CXXIII/2-4; ISINGS 1957, TIPO 134; UBOLDI 1995, TIPO I Vedi per Brescia UBOLDI 1995, pp. 119, 120; UBOLDI 1998, p. 182, figg. 7, 8; UBOLDI 1999, FOY 1995, pl. 14/ , US 3118: strato di terra scura del periodo IV; US 6235: strato di terra argillosa, periodo IV; US 10163: riempimento di fossa di sepoltura, periodo V. 71. Nella Crypta Balbi sono rinvenuti in contesti di VI-VII e VIII secolo, cfr. SAGUÌ 1993b, fig. 7, A Brescia un frammento è databile tra il 569 e il 620, cfr. UBOLDI 1999, p. 293, tav. CXXIV, FOY 1995, pl. 18/225, 231, 232. Tav. II. 3 N. inv Descrizione morfologica: fondo apodo leggermente rientrante ed ansa a nastro con bordi ingrossati di probabile lampada triansato con corpo globulare. Colore: verde acqua chiara. Caratteristiche tecnologiche: soffiato e lavorato con le pinze; devetrificazione; micro bollicine diffuse. Misure: ø fondo = 2,5 cm; ansa larghezza max. 1,5 cm Posizione stratigrafica: periodo IV (1 a metà VII secolo). ISINGS 1957, tipo 134; UBOLDI 1995, tipo I.2; UBOLDI 1999, TAV. CXXIII/2-4. Tav. II. 4 N. inv Descrizione morfologica: parete con filamento applicato a spirale di piccola lampada conica con appendice a goccia. Caratteristiche tecnologiche: soffiato e applicazione di filamento; devetrificazione; micro bollicine diffuse. Misure: ø max. conservato = 3,6 cm. Posizione stratigrafica: periodo IV (1 a metà VII secolo). UBOLDI 1999, tav. CXXIII /12, p. 639; UBOLDI 1995 tipo III. 2, p , fig ; FOY 1995, pl. 14, Tav. II. 5 N. inv Descrizione morfologica: parete con inizio di fondo di piccola lampada conica con appendice a goccia. Colore: verde chiaro; soffiato; iridescenze; bollicine micro e piccole sparse. Caratteristiche tecnologiche: Misure: ø max. conservato = 2,5 cm. Posizione stratigrafica: periodo IV (1 a metà VII secolo). UBOLDI 1995, tipo III.2, pp , fig , 25; FOY 1995, pl , 162; UBOLDI 1999, p Tav. II. 6 N. inv Descrizione morfologica: bordo svasato, orlo ad anello ripiegato verso l esterno di probabile lampada triansata. Colore: verde oliva. Caratteristiche tecnologiche: soffiato e lavorato con le pinze; incrostazioni marroni chiare; micro bollicine sparse. Misure: ø orlo = 9,8 cm. Posizione stratigrafica: periodo V (2 a metà VII-VIII secolo). ISINGS 1957, tipo 134; UBOLDI 1995, tipo I; SAGUÌ 1993b, fig. 7/51, p. 123; UBOLDI 1999, p. 292, tav. CXXIII, 7; CIARROCCHI, TORRE 2003, pp. 187, 188, fig Tav. II. 7 N. inv Descrizione morfologica: fondo ispessito con segno del pontello di lampada conica con fondo ispessito. Caratteristiche tecnologiche: soffiato; segno del pontello; opacizzato; graffiature; bollicine micro e piccole diffuse. Misure: ø fondo = 2,4 cm. Posizione stratigrafica: periodo V (2 a metà VII-VIII secolo). 228

17 UBOLDI 1995, tipo II. 2; ISINGS 1957, tipo 106d. Tav. II. 8 N. inv Descrizione morfologica: parete con inizio di fondo di piccola lampada conica con appendice a goccia. Colore: verde acqua chiara. Caratteristiche tecnologiche: soffiato; leggera devetrificazione; micro bollicine diffuse e poche bollicine appiattite. Misure: ø max. conservato = 3 cm. Posizione stratigrafica: periodo V (2 a metà VII-VIII secolo). UBOLDI 1995, tipo III. 2, pp , fig , 25; UBOLDI 1999, p. 293; FOY 1995, fig. 14/157, 162, 163. Tav. II. 9 N. inv Descrizione morfologica: bordo con orlo a fascia ripiegato verso l esterno. Colore: celeste. Caratteristiche tecnologiche: soffiato e lavorato con le pinze; devetrificazione; micro bollicine sparse. Misure: ø orlo non id. Posizione stratigrafica: periodo VI (IX secolo). UBOLDI 1999, p. 293; SAGUÌ 1993b, fig. 7, 46-50; FOY 1995, pl. 18/ 225, 231, 232. Tav. II. 10 N. inv Descrizione morfologica: bordo ispessito a nastro, ansa a nastro applicato su corpo globulare. Colore: incolore con sfumature gialle. Caratteristiche tecnologiche: soffiato e lavorato con le pinze; leggera devetrificazione; opacizzato; bollicine allungate diffuse. Misure: ø orlo = 7,5 cm. Posizione stratigrafica: strato moderno. UBOLDI 1995, tipo 1.2, p N. inv Descrizione morfologica: ansa complanare a nastro mancante di bordo da un lato. Colore: verde acqua. incrostazioni scure; iridescenza; bollicine allungate piccole diffuse. Posizione stratigrafica: periodo IV (1 a metà VII secolo). ISINGS 1957, tipo 134; UBOLDI 1995, tipo I. 2.3 Bottiglie (Tav. III) Sono stati riconosciuti 8 esemplari di bottiglie alto medievali, per nessuno dei quali è stato possibile risalire alla forma intera. Ciononostante è possibile ipotizzare che appartenessero a due tipi ben distinti. 1. Bottiglia apoda con imboccatura imbutiforme, orlo ripiegato verso l interno e corpo globulare o cilindrico (Tav. III. 1, 2, 5-8) Questo tipo di bottiglia è conosciuta in Italia fin dal VI secolo da alcuni esemplari integri rinvenuti in sepolture 74. Il tipo è attestato a Roma tra V e VII secolo 75. I frammenti senesi, in vetro verde o giallo in varie sfumature, appartengono a sei esemplari. Sono stati rinvenuti due frammenti di imboccature svasate con orlo ripiegato verso l interno e quattro frammenti di fondi apodi piani o leggermente rientranti, con diametri compresi tra 2,8 e 3,6 cm. Due dei frammenti di fondi 76 sono stati trovati in strati di riempimento del periodo II (fine V-1 a metà del VI secolo). Gli altri frammenti provengono da uno strato di livellamento nell area , da uno scarico di terra nell area e da uno scarico di terra 79 e uno strato di abbandono di capanna 80 nell area 13000, formatisi nei periodi IV e V (1 a metà del VII-VIII secolo). I contesti stratigrafici senesi si inseriscono quindi perfettamente nella griglia cronologica conosciuta per questo tipo di bottiglia. 2. Bottiglia apoda con imboccatura imbutiforme e corpo globulare, caratterizzata dalla presenza all interno del corpo di un anello tubolare, ottenuto dalla piegatura della parete (Tav. III. 9, 11). Di questo tipo si conoscono alcuni esemplari integri da tombe longobarde, tra cui quello proveniente dalla cosiddetta tomba di Gisulfo a Cividale del Friuli 81 datata alla metà del VII secolo e gli esemplari delle tombe di Castel Trosino 82. Nell insediamento fortificato di Monte Barro il tipo è rinvenuto in un contesto anteriore alla metà del VI secolo 83, mentre gli esemplari degli scavi di S. Giulia a Brescia sono databili alla seconda metà del VI secolo 84. Gli esemplari senesi sono in vetro celeste e verde. Uno dei due frammenti 85 (Tav. III. 9), proveniente da uno scarico di terra nell area del V periodo (2 a metà del VII-VIII secolo), non presenta la consueta curvatura della parete che invece risulta incavata nel punto del anello tubolare. L altro frammento 86, proveniente da uno strato moderno nell area 10000, evidenzia bene come l anello tubolare sia ottenuto dalla piegatura della parete. 74. Si vedano i rimandi bibliografici in ARENA et alii 2001, p SAGUÌ 1993b, fig N. inv ; n. inv N. inv N. inv N. inv N. inv MENIS 1990, p. 475, X.191s. 82. PAROLI 1997, pp UBOLDI 2000, p. 208, fig , UBOLDI 1998, p. 182, figg. 14, N. inv N. inv

18 CATALOGO BOTTIGLIE (Tav. III. 1, 2, 5-8; 9, 11) Tav. III. 1 N. inv Descrizione morfologica: fondo apodo piano con inizio di parete dall andamento globulare. Caratteristiche tecnologiche: soffiato; iridescenze; bollicine rotonde diffuse. Misure: ø fondo = 2,8 cm. Posizione stratigrafica: periodo II (fine V-1 a metà VI secolo). STERNINI 1995, fig. 13, 160. Tav. III. 2 N. inv Descrizione morfologica: fondo apodo piano con inizio di parete dall andamento cilindrico. Caratteristiche tecnologiche: soffiato; opacizzato, bollicine piccole diffuse. Misure: ø fondo = 3,4 cm. Posizione stratigrafica: periodo II (fine V-1 a metà VI secolo). STERNINI 1995, fig. 13, 163. Tav. III. 5 N. inv Descrizione morfologica: fondo apodo concavo con inizio di parete dall andamento globulare. Colore: giallo. Caratteristiche tecnologiche: soffiato; segno del pontello; devetrificazione; micro bollicine sparse. Misure: ø fondo = 3,6 cm. Posizione stratigrafica: periodo IV (1 a metà VII secolo). UBOLDI 1999, tav. CXXVIII/12, 13, tav. CXXIX/3; STERNINI 1995, fig. 13, 159. Tav. III. 6 N. inv Descrizione morfologica: bordo svasato con orlo ripiegato verso l interno. Colore: incolore con sfumature verdi. Caratteristiche tecnologiche: soffiato; iridescenza; incrostazioni bianche; micro bollicine diffuse; poche bollicine appiattite grandi. Misure: ø orlo = 3,8 cm. Posizione stratigrafica: periodo IV (1 a metà VII secolo). UBOLDI 1999, tav. CXXVIII, 7; STERNINI 1995, fig Tav. III. 7 N. inv Descrizione morfologica: fondo apodo concavo con inizio di parete dall andamento globulare. Colore: giallo scuro. sfaldatura; bollicine tonde grandi sparse. Misure: ø fondo = 3,4 cm. Posizione stratigrafica: periodo V (2 a metà VII-VIII secolo). UBOLDI 1999, tav. CXXVIII/12, 13; STERNINI 1995, fig. 13, 159. Tav. III. 8 N. inv Descrizione morfologica: bordo svasato con orlo ripiegato verso l interno. Colore: verde. Caratteristiche tecnologiche: soffiato, incrostazioni giallognole, iridescenza; micro bollicine diffuse. Misure: ø orlo = 5,4 cm. Posizione stratigrafica: periodo V (2 a metà VII-VIII secolo). UBOLDI 1999, tav. CXVIII/14, tav. CXXIX/5; STERNINI 1995, fig. 11, 135. Tav. III. 9 N. inv Descrizione morfologica: parete con all interno anello tubolare vuoto. Colore: celeste. bollicine non id. Misure: ø non id. Posizione stratigrafica: periodo V (2 a metà VII-VIII secolo). ARENA et alii 2001, p. 312; UBOLDI 1998, p. 209, fig ; UBOLDI 1999, pp. 300, 301, tav. CXXIX/ 13, 14. Tav. III. 11 N. inv Descrizione morfologica: parete con all interno anello tubolare vuoto. Colore: verde. bollicine piccole appiattite. Misure: ø max. = 7,6 cm. Posizione stratigrafica: strato moderno. ARENA et alii 2001, p. 312; UBOLDI 1998, p. 209, fig ; UBOLDI 1999, tav. CXXIX/13, Coppe (Tav. III. 3) Un frammento di parete incurvata 87 in vetro giallo marrone piuttosto spesso, decorato con filamenti a contrasto in vetro bianco infusi nella parete, disposti in senso orizzontale e molto ravvicinati tra di loro, è forse riferibile, per lo spessore del vetro, ad una coppa a sacchetto, piuttosto che ad un calice. È rinvenuto in uno strato di dilavamento nell area 3000 depositatosi nel periodo III (2 a metà VI secolo). Le coppe a sacchetto sono state trovate quasi esclusivamente nei corredi longobardi delle tombe di Nocera Umbra e Castel Trosino. Si ricorda che recentemente un esemplare è venuto alla luce nella Crypta Balbi a Roma, in un deposito del VII secolo N. inv SAGUÌ 2000, p. 206, fig. 8,

19 CATALOGO COPPE Tav. III. 3 N. inv Descrizione morfologica: frammento di parete incurvata, decorata con filamenti a contrasto in vetro bianco infusi nella parete, disposti in senso orizzontale e molto ravvicinati tra di loro; riferibile forse, per lo spessore del vetro, ad una coppa a sacchetto, piuttosto che ad un calice. Colore: giallo marrone. Caratteristiche tecnologiche: soffiato; poco opacizzato; bollicine non visibili. Misure: ø max. ricostruibile = 8 cm. Posizione stratigrafica: periodo III (2 a metà VI secolo). SAGUÌ 2000, p. 206, fig. 8, Balsamari (Tav. III. 10) Un frammento di bordo ripiegato verso l interno 89, in vetro incolore, è probabilmente riferibile ad un balsamario. Proviene da uno scarico di terra per il rialzamento del piano di calpestio nell area 10000, che si è formato nel periodo V (2 a metà VII-VIII secolo). CATALOGO BALSAMARI Tav. III. 10 N. inv Descrizione morfologica: bordo svasato con orlo ripiegato verso l interno. 89. N. inv Colore: incolore con sfumature verdi. bollicine allungate diffuse; micro bollicine sparse. Misure: ø orlo = 1,8 cm. Posizione stratigrafica: periodo V (2 a metà VII-VIII secolo). SAGUÌ 1993b, fig. 9/91-93, p CONCLUSIONI Dall esame dei vetri altomedievali provenienti dallo scavo di S. Maria della Scala a Siena è emerso che il consumo di manufatti vitrei a Siena, tra la fine del V secolo e il X secolo, non si discostava sostanzialmente dal quadro conosciuto per altre realtà italiane. Le forme riscontrate sono poche e non sembrano subire cambiamenti morfologici apprezzabili attraverso i secoli altomedievali. I calici dal basso stelo (Isings 111) fanno la loro comparsa fin dalla fine del V secolo e continuano ad essere usati fino a tutto il IX secolo. Solo nel X-XII secolo vengono sostituiti da un altro tipo di calice dall alto stelo pieno provvisto di un pomello sotto la coppa. La categoria che presenta più varietà morfologiche è quella delle lampade, con 5 tipi diversi. Per le bottiglie, usate fin dalla fine del V secolo, si sono distinti due tipi. Inoltre è stato trovato un solo balsamario e forse una coppa a sacchetto. MARIA CRISTINA GALGANI, MARJA MENDERA 231

20 Tav. I Calici/bicchieri. 232

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