Bilancio di sostenibilità

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1 Bilancio di sostenibilità Sintesi degli incontri di approfondimento 2014 con gli Associati sul processo di rendicontazione Il tema della rendicontazione di sostenibilità ha assunto, negli ultimi anni, una rilevanza sempre maggiore, soprattutto in considerazione delle aspettative della società verso una condotta etica delle imprese, dell attenzione che i regolatori prestano alla promozione di strumenti in grado di aumentare la trasparenza della gestione d impresa, dello sviluppo di standard diffusi a livello mondiale per rendere sempre più fruibili e comparabili le informazioni veicolate dalle organizzazioni. ABI è stata testimone nell ultimo decennio del grande fermento che ha portato diverse realtà bancarie del nostro Paese a sperimentazioni, che ormai sono prassi consolidate, volte a presentare una rendicontazione di sostenibilità sempre più funzionale alla gestione e alla valorizzazione degli aspetti extra finanziari. Nel 2014, banche che rappresentano il 75% del totale attivo di settore hanno pubblicato un rendiconto di sostenibilità. Sulla base di queste premesse, nel 2014 ABI ha realizzato un programma di incontri per gli Associati con l obiettivo di approfondire i temi connessi alle sfide e alle opportunità che l evoluzione del bilancio di sostenibilità pone, con un focus sulle modalità di gestione che possono elevare il documento a vero e proprio strumento strategico per promuovere la sostenibilità della banca. Gli incontri, che hanno riguardato l analisi di materialità, lo stakeholder engagement, la comunicazione della responsabilità sociale d impresa e il bilancio integrato, hanno affrontato i temi sia da un punto di vista teorico che di buone pratiche, attraverso le testimonianze di chi supporta le imprese e delle imprese stesse, bancarie e di altri settori. Le sfide che i temi affrontati sollecitano riguardano la volontà e la capacità dell impresa di considerare la sostenibilità economica, ambientale e sociale come il driver principale della propria crescita e competitività sul mercato, in grado quindi di migliorare la gestione del proprio business a vantaggio di un aumento della redditività e della creazione di valore condiviso. ABI, con la disponibilità dei partecipanti agli incontri, rappresentanti di banche, società di consulenza e altre imprese, ha raccolto le varie testimonianze in un unico documento al fine di contribuire alla riflessione sul tema e di supportare le imprese interessate nello sviluppo di pratiche sempre più efficienti di trasparenza delle informazioni ambientali, sociali e di governance. Sintesi degli incontri di approfondimento 2014 con gli Associati sul processo di rendicontazione Pagina 1 di 1

2 BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ Sintesi degli incontri di approfondimento 2014 con gli Associati sul processo di rendicontazione Aprile 2015 Pagina 1 di 87

3 Il ciclo di incontri è stato promosso e coordinato da Angela Tanno, Serena Razzi, Chiara Provasoli, Ufficio Responsabilità Sociale di Impresa, con la supervisione di Giancarlo Durante, Direttore Centrale, Responsabile della Direzione Sindacale e del Lavoro di ABI. Per la disponibilità e per aver arricchito il confronto attraverso la propria testimonianza si ringraziano: Franco Amelio (Deloitte) Giulia Balugani (SCS Consulting), Paolo Baroli (Gruppo Bancario Credito Valtellinese), PierMario Barzaghi (KPMG), Paolo Bersani (PwC), Carlo Biggi (Key2Know), Marcello Colla (Etica Sgr), Alessia Concetti (SCS Consulting), Giulia Genuardi (Enel), Gaia Ghirardi (UniCredit), Francesco Lenoci (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), Carlo Luison (Deloitte), Satia Marchese Daelli (Avanzi), Chiara Mio (Banca Popolare FriulAdria), Maria Luisa Parmigiani (Unipol), Giovanni Pizzochero (Avanzi), Massimo Romano (Assicurazioni Generali), Valter Serrentino (Intesa Sanpaolo), Rossella Sobrero (Koinètica), Lorenzo Solimene (KPMG), Claudia Stracchi (KPMG), Luca Testoni (ETicaNews), Licia Veronesi (Intesa Sanpaolo). Un ringraziamento a tutte le banche che hanno preso parte agli incontri e contribuito al dibattito. Pagina 2 di 87

4 Indice Premessa La rendicontazione di sostenibilità per le banche: stato dell arte, opportunità e sfide Giancarlo Durante, Direttore Centrale, Responsabile Direzione Sindacale e del Lavoro, ABI 5 Introduzione Obiettivi e metodologia del progetto Angela Tanno, Ufficio Responsabilità Sociale di Impresa, ABI 7 Analisi di materialità La Materialità: approcci e sfide per una migliore organizzazione e comunicazione della strategia di Sostenibilità Lorenzo Solimene, Senior Manager, KPMG 10 L Analisi di materialità Giulia Balugani, Responsabile Area Sostenibilità, SCS Consulting Alessia Concetti, Project Leader Area Sostenibilità, SCS Consulting 14 Generare valore nel tempo: l'approccio di UniCredit alla Materialità Gaia Ghirardi, Head of Group Sustainability, UniCredit 18 Pag. Metodologia per l analisi di materialità: il caso Gruppo Cariparma Crédit Agricole Giovanni Pizzochero, Senior Consultant, Avanzi 23 Il processo di Stakeholder engagement Il processo di Stakeholder engagement Giulia Balugani, Responsabile Area Sostenibilità, SCS Consulting Alessia Concetti, Project Leader Area Sostenibilità, SCS Consulting 28 Approcci innovativi allo stakeholder engagement Satia Marchese Daelli, Senior consultant, Avanzi 35 Lo stakeholder engagement in Intesa Sanpaolo Valter Serrentino, Responsabile Unità CSR, Intesa Sanpaolo Licia Veronesi, CSR Professional, Intesa Sanpaolo 40 Pagina 3 di 87

5 Pag. Il dialogo con i portatori di interesse di Etica Sgr Marcello Colla, Responsabile Area Amministrativa e Responsabilità Sociale d'impresa, Etica Sgr 46 Stakeholder engagement: l esperienza di Enel Giulia Genuardi, CSR Manager, Enel 52 Comunicare la sostenibilità CSR e comunicazione Rossella Sobrero, Presidente, Koinètica 57 Sostenibilità d impresa e social media nelle aziende di credito Carlo Biggi, Socio fondatore e Amministratore Unico, Key2Know 59 Oltre il bilancio di sostenibilità, il caso Unipol Maria Luisa Parmigiani, Responsabile Sostenibilità, Gruppo Unipol 66 Il punto di vista dell informazione Luca Testoni, Direttore, ETicaNews 69 Verso il Bilancio Integrato Il Bilancio integrato: stato dell'arte e sfide future PierMario Barzaghi, Partner KPMG Claudia Stracchi, Manager KPMG 76 Il valore aggiunto del report integrato e dell integrated thinking Massimo Romano, Head of Group Integrated Reporting & CFO Hub, Assicurazioni Generali 80 Riflessioni a conclusione dell incontro ABI sul bilancio integrato, dicembre 2014 Chiara Mio, Presidente, Banca Popolare FriulAdria 83 Approfondimento La Direttiva europea 2014/95/UE sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario e di informazioni sulle politiche di diversity Serena Razzi, Ufficio Responsabilità Sociale di Impresa, ABI 85 Pagina 4 di 87

6 Premessa La rendicontazione di sostenibilità per le banche: stato dell arte, opportunità e sfide Giancarlo Durante, Direttore Centrale, Responsabile Direzione Sindacale e del Lavoro, ABI Come possono agire le banche e le imprese per contribuire a rendere armonico il rapporto che esiste tra libertà di iniziativa economica, obiettivo di un giusto profitto, giustizia sociale, politiche per l inclusione? L obiettivo comune è non solo uscire dalla morsa di una crisi eccezionale, ma uscirne incamminandoci su un sentiero di crescita sostenibile. La crisi finanziaria e conseguenti recessioni sono il frutto di uno sviluppo non sostenibile anche sotto il profilo strettamente macroeconomico. I grandi squilibri globali che hanno consentito agli Stati Uniti di accumulare un enorme deficit estero finanziato dagli avanzi dei Paesi emergenti segnalano l esigenza di puntare ad una crescita economica che sia non soltanto più elevata ma anche più equilibrata, regionalmente e qualitativamente migliore. Questo vuol dire: Crescita bilanciata: non drogata da bolle speculative in questo o quel settore Crescita rispettosa dell ambiente: basata su un approccio parsimonioso al consumo di risorse naturali ed attenzione al loro rinnovamento Crescita inclusiva: ad elevata capacità di generare posti di lavoro e chiamare alla partecipazione alla vita sociale strati che rischiano di essere esclusi Crescita generazionalmente solidale: non finanziata da debito pubblico che pagheranno le future generazioni e quindi capace di garantire equilibrio intergenerazionale. In definitiva, crescita sostenibile vuol dire promuovere il miglioramento delle condizioni di vita, sconfiggendo l idea che economia di mercato debba voler dire esercizio incontrollato di libertà proprie magari a danno di quelle altrui e quindi liberismo non regolato. La crisi ci ha ricordato che la finanza è positiva in quanto serve all economia reale e non in quanto strumento per la produzione di profitto fine a se stesso. ABI è impegnata da oltre 10 anni nella diffusione della responsabilità sociale d impresa (CSR) nella strategia, nell organizzazione, nei processi e nella relativa rendicontazione delle attività delle banche interessate, a supporto dello sviluppo del business del settore. Nel 2014 i lavori sulla CSR, in ambito associativo, si sono concentrati su diversi filoni, approfondendo il tema della rendicontazione di sostenibilità e quello della creazione del valore condiviso. La rendicontazione di sostenibilità è una realtà sempre più diffusa e destinata al Pagina 5 di 87

7 consolidamento anche in vista del prossimo recepimento della Direttiva europea 2014/95 sulla rendicontazione non finanziaria volta a migliorare la trasparenza e l'accountability delle imprese sugli ambiti non finanziari. Al tema ABI ha dedicato uno specifico approfondimento nell ambito del Forum CSR 2014 in cui si è dibattuto con le istituzioni la Commissione europea, il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero dell Economia e delle Finanze -e le imprese sulle esperienze concrete e le sperimentazioni in corso da considerare nello sviluppo di future linee guida. Il provvedimento lascia flessibilità alle imprese, che possono divulgare le informazioni più pertinenti nel modo che ritengono utile, anche avvalendosi dei riferimenti internazionali maggiormente diffusi in materia di rendicontazione di sostenibilità, come il Patto mondiale (Global Compact) delle Nazioni Unite, i principi guida su imprese e diritti umani delle Nazioni Unite (Guiding Principles on Business and Human Rights) in attuazione del quadro di riferimento Proteggere, Rispettare e Rimediare ( Protect, Respect and Remedy Framework), gli orientamenti OCSE per le imprese multinazionali, la norma ISO 26000, la dichiarazione tripartita di principi sulle imprese multinazionali e la politica sociale dell OIL e la Global Reporting Initiative. Ascoltando le esigenze delle banche, ABI ha agito da facilitatore per mettere a disposizione degli Associati momenti di riflessione e di condivisione sulle nuove sfide e opportunità connesse alla rendicontazione di sostenibilità. Il Bilancio di Sostenibilità assume una valenza che va oltre lo strumento di rendicontazione. Pianificare una comunicazione in grado di rendere evidente e fruibile l impegno sostanziale che l impresa attua per corrispondere alle evoluzioni della società in cui opera significa incidere sulla cultura aziendale, sulla strategia, sui processi. In Italia abbiamo esperienze importanti che vanno in questa direzione. Consapevoli del valore della positiva contaminazione che queste sperimentazioni in atto possono generare, abbiamo offerto la possibilità di condividerle, con l organizzazione di incontri specifici e con questa raccolta di testimonianze. Convinti dell opportunità che la responsabilità sociale d impresa offre per valorizzare il meglio della creatività, della serietà e dell impegno a contribuire alla prosperità del Paese che caratterizza il nostro sistema produttivo e di servizi, continueremo a lavorare con le banche, con le istituzioni e con gli altri attori interessati per supportare lo sviluppo di una cultura aziendale che faccia della sostenibilità economica, ambientale e sociale il suo asse portante. Pagina 6 di 87

8 Introduzione Obiettivi e metodologia del progetto Angela Tanno, Ufficio Responsabilità Sociale di Impresa, ABI Le banche italiane si caratterizzano per essere molto attive in tema di reporting: imprese che rappresentano il 75% del totale attivo di settore hanno pubblicato nel 2014 un rendiconto di sostenibilità. Dal 2001 ABI supporta la diffusione della rendicontazione di sostenibilità del settore attraverso l elaborazione di strumenti ad hoc. Alla prima linea guida sul tema, il Modello di bilancio sociale ed ambientale per il settore del credito, si sono aggiunti negli anni diversi lavori. L Associazione ha lavorato con le banche e con esperti della materia pubblicando del 2007 Il rendiconto agli stakeholder. Una guida per le banche e nel 2012 le Specifiche ABI per la redazione del bilancio di sostenibilità secondo le Linee Guida GRI a cui si è affiancato uno specifico riferimento sul tema Ambiente a cura di ABILab. Il percorso, ideato e portato a termine nel 2014, di organizzare un ciclo di incontri per approfondire alcune tendenze in atto per la gestione del processo di rendicontazione di sostenibilità, nasce da un esigenza manifestata dalle banche partecipanti al Gruppo di Lavoro interbancario Sostenibilità. Accanto alla necessità di approfondire le metriche degli indicatori maggiormente utilizzati nei bilanci di sostenibilità, al fine di supportare la comparazione tra le informazioni e renderle più fruibili adattando gli standard internazionali al contesto nazionale e di settore, è emerso il bisogno di focalizzare alcune modalità di gestione che elevano il documento di rendicontazione a vero e proprio strumento strategico per promuovere la sostenibilità della banca. Considerando la pubblicazione di nuovi e aggiornati modelli di riferimento internazionali sulla rendicontazione di sostenibilità - in primis la quarta generazione delle linee guida del GRI e il modello IIRC per la promozione di un Bilancio Integrato - consapevoli del potenziale delle informazioni raccolte nei Bilanci di Sostenibilità, anche in termini di comunicazione, e dei limiti che lo strumento impone alla fruibilità e alla diffusione delle evidenze che contiene, i CSR Manager delle banche hanno evidenziato ad ABI alcuni aspetti di interesse: l analisi di materialità, lo stakeholder engagement, la comunicazione della responsabilità sociale d impresa e il bilancio integrato. Per poter accedere a esperienze diverse, potenzialmente replicabili dalle banche, si è deciso di organizzare quattro appuntamenti invitando anche esperti esterni al settore, in grado di portare un contributo utile e innovativo. Gli incontri, svolti tra maggio e dicembre, sono stati promossi con l obiettivo di inquadrare i temi sia da un punto di vista teorico che di buone pratiche, attraverso le testimonianze di chi supporta le imprese e delle imprese stesse. Abbiamo quindi deciso di raccogliere le testimonianze e pubblicarle, a beneficio di tutti i possibili interessati. Anche se i quattro temi degli incontri possono essere Pagina 7 di 87

9 classificati secondo un flusso logico basato su pianificazione (stakeholder engagement), rendicontazione (materialità e bilancio integrato) e comunicazione (comunicare la sostenibilità), si è preferito mantenere nel presente lavoro l ordine con cui sono stati affrontati durante l anno. Il primo appuntamento, a maggio, si è svolto sull analisi di materialità, ovvero su come le imprese sono chiamate a rendicontare sui temi ritenuti più significativi in considerazione del proprio core business, del contesto in cui operano e delle istanze degli stakeholder. La tendenza auspicata è infatti quella di mappare gli aspetti rilevanti e selezionarli, spiegando le ragioni delle priorità scelte a vantaggio di una comunicazione incisiva. Legato al tema della materialità è quello del coinvolgimento degli stakeholder, affrontato nell incontro di luglio. A fianco a pratiche che valorizzano modalità esistenti, ad esempio indagini di customer care rivolte ai clienti o di clima aziendale per i dipendenti, integrandone gli obiettivi anche con riferimento alla responsabilità sociale, si stanno affermando modelli di ascolto e coinvolgimento costruiti ad hoc per la rendicontazione di sostenibilità ma funzionali all attività di business. A ottobre è stato affrontato il tema di come comunicare in maniera più efficace l impegno di sostenibilità con attenzione al messaggio che si vuole veicolare, al pubblico di riferimento, che risulta sempre più eterogeneo e con specifici bisogni informativi, ai potenziali espressi da mezzi diversi di comunicazione, inclusi i social network. Chiude il ciclo di incontri a dicembre l approfondimento sul bilancio integrato, una nuova forma di rendicontazione con cui l impresa si mette in gioco per integrare e armonizzare informazioni in grado di offrire una fotografia completa del suo operato, dei risultati raggiunti e delle performance future. I vari aspetti emersi negli incontri hanno evidenziato l importanza di pensare fuori dalla scatola, dentro e fuori l impresa. Le sfide che i temi affrontati pongono riguardano la volontà e la capacità dell impresa di considerare la sostenibilità economica ambientale e sociale come il driver principale della propria crescita e competitività sul mercato. Il Bilancio di Sostenibilità può essere un valido supporto in questa direzione se supera i confini del presidio degli addetti ai lavori per diventare il momento finale di un processo che coinvolge il vertice e la struttura aziendale nell operatività quotidiana. Pagina 8 di 87

10 Analisi di materialità 16 maggio 2014 Pagina 9 di 87

11 La Materialità: approcci e sfide per una migliore organizzazione e comunicazione della strategia di Sostenibilità Lorenzo Solimene, Senior Manager, KPMG Negli ultimi anni si è assistito ad un evoluzione del reporting di sostenibilità. Un numero elevato di aziende pubblica report caratterizzati da numerosi dati sociali e ambientali, ma non sempre la loro comunicazione risulta efficace e la loro sustainability story è chiara e di interesse per i diversi stakeholder. In tale contesto, la Materialità rappresenta un processo di identificazione e definizione dei temi di sostenibilità rilevanti per raccontare come l impresa li sta presidiando e per comunicare in modo strutturato e strategico la Corporate Social Responsibility (CSR) agli stakeholder. Tale processo, quindi, consente di stabilire quali temi hanno un impatto diretto o indiretto sulla capacità di un'organizzazione di creare, conservare o distruggere il valore economico, ambientale e sociale per l azienda stessa, i propri stakeholder e la società in generale. A tal proposito, un analisi di Materialità strutturata supporta le aziende nel definire quali aspetti sono ritenuti prioritari dagli stakeholder e quali di essi la società ha già incluso nella propria strategia (approccio strategico), su quali ha già sviluppato una considerevole esperienza (approccio sviluppato) e su quali sta effettuando delle iniziative pilota (approccio base). Infine, l analisi di Materialità consente di identificare i temi emergenti su cui un azienda deve porre attenzione e agire al fine di prevenire rischi e cogliere opportunità nell ambito della sostenibilità. La crescente attenzione da parte di Framework Internazionali, Standard e Principi di riferimento, come ad esempio le Linee Guida del Global Reporting Initiative s GRI-G4, l International Integrated Reporting <IR> Framework ed i Sustainability Accounting Standards Board (SASB), ha contribuito a promuovere l adozione del processo di Materialità (circa l 80% delle 250 società più grandi al mondo, per fatturato, ha svolto e descritto nel proprio bilancio di sostenibilità 1 l analisi di Materialità). Anche la recente Direttiva Europea sulla reportistica non finanziaria 2 e le numerose richieste degli indici di borsa in merito ai rischi ambientali, sociali e di govenance (Environmental, social and corporate governance - ESG) invitano le aziende a definire quali informazioni non finanziarie considerare rilevanti e su cui dare disclosure o meno. Non esiste una definizione o un approccio universalmente riconosciuto per la determinazione degli aspetti materiali, di conseguenza le aziende possono svilupparne uno proprio. Ad esempio, in merito al processo di individuazione e definizione dei temi materiali, il GRI-G4 identifica 4 macro-fasi: 1 KPMG (2013). The KPMG Survey of Corporate Responsibility Reporting Il 29 settembre 2014 il Consiglio dell Unione Europea ha approvato la Direttiva sulla pubblicazione delle informazioni non finanziarie e la diversity. Circa imprese in Europa dovranno fornire informazioni sulle politiche, rischi e risultati relativi a questioni ambientali e sociali, rispetto dei diritti umani, lotta alla corruzione, anti-corruzione e la diversity. Pagina 10 di 87

12 1. identificazione: le aziende valutano gli aspetti materiali da includere nel Bilancio, con attenzione all impatto che le loro attività, prodotti e servizi generano sia sulla dimensione interna, sia su quella esterna; 2. assegnazione delle priorità: identificati i temi materiali, essi sono prioritizzati secondo un ordine / grado di priorità attribuito in funzione dei Principi di Materialità e Stakeholder Inclusiveness; 3. validazione: i temi materiali sono valutati nel rispetto dei principi di Completeness e Stakeholder Inclusiveness; in questa fase sono definiti gli aspetti da riportare sul bilancio (scope), gli impatti di ciascun aspetto (aspect boundary) ed è analizzata la completezza delle informazioni rispetto al periodo di rendicontazione (time); 4. review: una volta pubblicato il Bilancio, si procede con la review degli aspetti materiali identificati e rendicontati nel processo di reporting terminato e dei feedback raccolti dalle parti interessate, al fine di agevolare la Società nell identificazione delle tematiche materiali per il ciclo di rendicontazione futuro. In ciascuna macro-fase (identificazione, prioritizzazione, validazione e review) è necessario considerare le peculiarità dell organizzazione oggetto di analisi, le specificità degli aspetti collegati al modello di business, il settore di appartenenza, l area geografica di riferimento, il contesto culturale e legislativo, la ownership e la natura degli impatti e le modalità con cui l organizzazione identifica gli aspetti materiali da rendicontare. Un strumento utile ai fini della identificazione degli aspetti materiali risulta essere il "Sustainability Topics for Sectors: What do stakeholders want to know" del GRI, che presenta una lista di tematiche rilevanti (topics) per settore. La metodologia sviluppata da KPMG per la definizione dei temi materiali KPMG, di recente, ha pubblicato il report The essentials of materiality assessment, con lo scopo di fornire alle aziende una guida al processo di Materialità, chiara ed efficace, coniugando l esperienza dei propri professionisti maturata sia in ambito Corporate Sustainability sia in quello Enterprise Risk Management. La metodologia è strutturata in 7 fasi: 1. Definizione dell ambito e del perimetro 2. Identificazione dei temi materiali potenziali 3. Definizione ed organizzazione dei temi materiali identificati in cluster/categorie (di diversi livelli) 4. Raccolta di informazioni relative agli impatti e alla rilevanza dei temi materiali identificati 5. Definizione ed attribuzione delle priorità ai temi materiali 6. Coinvolgimento del management 7. Raccolta dei feedback degli stakeholder Pagina 11 di 87

13 In particolare, nella fase inerente la Definizione ed attribuzione delle priorità ai temi materiali sono considerate due dimensioni: la rilevanza per gli stakeholder e la rilevanza per l organizzazione. La rilevanza per gli stakeholder può essere misurata attraverso una: o valutazione interna dei temi materiali da parte del top management; o valutazione esterna dei temi materiali attraverso la somministrazione di questionari agli stakeholder esterni all azienda, l organizzazione di focus group, workshop e interviste specifiche, analisi di soddisfazione del Cliente, analisi sulla reputazione e lo svolgimento di survey; o desk analysis, come ad esempio analisi di studi di settore, di Indici di Sostenibilità, ecc. La rilevanza per l organizzazione può essere misurata tramite una: o o valutazione interna, attraverso la somministrazione di questionari, lo svolgimento di ricerche e survey interne e la valutazione dei temi materiali da parte del top management; topic presidium, come ad esempio l analisi del posizionamento e della strategia aziendale, la verifica del Codice Etico, l analisi della Mission e dei valori aziendali, la verifica degli accordi sottoscritti dall'azienda, ecc. Pagina 12 di 87

14 Sfide per le aziende Nonostante numerose aziende abbiano iniziato a rivedere e aggiornare il proprio processo di analisi della Materialità, sono ancora molte quelle che non hanno definito un approccio solido e strutturato. Infatti, delle 250 aziende più grandi del mondo (per fatturato) che hanno definito i contenuti del proprio bilancio di sostenibilità in funzione dei temi materiali, il 41% non spiega il processo utilizzato e meno della metà (45%) descrive chiaramente come gli stakeholder hanno contribuito ad identificare gli aspetti rilevanti 3. Le sfide che le aziende sono chiamate ad affrontare nella definizione del proprio processo di Materialità Sono numerose. In particolare è necessario promuovere: un maggiore coinvolgimento delle diverse funzioni aziendali, non solo della funzione di sostenibilità, al fine di rendere il processo di valutazione dei temi materiali più integrato con gli altri processi di business. In genere il processo di definizione dei temi materiali risulta un esercizio volto a definire la Matrice di Materialità da pubblicare nel Report di Sostenibilità; un coinvolgimento maggiore e più efficace del top management, volto ad ottenere risultati migliori e a favorire l inclusione e il committment delle altre funzioni aziendali nel processo di valutazione dei temi materiali; un effettiva comprensione della complessità del business. E importante estendere il perimetro di valutazione dei temi materiali, analizzando anche gli impatti delle singole tematiche lungo tutta la catena del valore, dalla supply chain a monte, all'uso e smaltimento del prodotto a valle. Inoltre, specie nel caso delle grandi imprese multinazionali, è necessario analizzare e identificare le tematiche materiali potenziali anche nei processi dei diversi Paesi in cui l azienda opera, osservando le specificità da paese a paese nella gestione della supply chain, nella gestione dei prodotti, dei clienti, ecc.; un piano strutturato e consistente di attività di Stakeholder Engagement sia con attori interni sia esterni alla società; una chiara definizione dei temi materiali, in modo da evitare tematiche generiche e eventuali sovrapposizioni; un processo continuo di identificazione e aggiornamento delle tematiche. La Materialità, infatti, è un processo dinamico. 3 KPMG (2013). The KPMG Survey of Corporate Responsibility Reporting 2013 Pagina 13 di 87

15 L Analisi di materialità Giulia Balugani, Responsabile Area Sostenibilità, SCS Consulting Alessia Concetti, Project Leader Area Sostenibilità, SCS Consulting I framework di rendicontazione più autorevoli (Linee guida per il Sustainability Reporting GRI-G4, Sustainability accounting Standards Board, Standard di Accountability AA1000, Framework per l Integrated Reporting - IIRC) forniscono diverse definizioni di materiality e diverse metodologie di valutazione. Tali framework prevedono che da parte delle aziende siano identificati criteri chiari, consistenti e verificabili su cui fondare le proprie analisi e le corrispondenti modalità più opportune di implementazione. L analisi di materialità non si esaurisce in uno strumento utile alle imprese per la compliance agli standard di rendicontazione; la realizzazione di una corretta analisi e la definizione rigorosa di un processo strutturato corrispondente consentono di: individuare e portare a sintesi, in modo affidabile e credibile, le priorità per l azienda e per i suoi stakeholder ottenere input utili per recepire e gestire correttamente tali priorità individuate, anche in ambiti aziendali tipicamente non CSR. Questo aspetto, in particolare, legittima e rafforza l incorporazione della Responsabilità Sociale di Impresa nelle strategie aziendali. L analisi di materialità si configura come un importante leva strategica per la generazione di valore. Non solo emergono con chiarezza i temi rilevanti per l organizzazione e i temi rilevanti per gli stakeholder, ma risulta: efficace nelle fasi di impegno e pianificazione aziendale rilevante nella realizzazione di progetti, attività e piani di azione di impresa utile a scopo di monitoraggio e rendicontazione. In un ottica di impegno e pianificazione, l analisi di materialità porta ad identificare aree di allineamento / disallineamento strategico tra istanze degli stakeholder e aree di presidio dell azienda per dichiarare i propri impegni e definire i propri obiettivi di medio termine. Costituisce dunque un prezioso input per la gestione ex-ante dei rischi reputazionali ed emergenti, per il processo di pianificazione strategica o per la definizione di nuovi prodotti e servizi. A livello di azioni e realizzazione, l analisi di materialità è un supporto per focalizzare le iniziative e la comunicazione aziendale rispetto al percepito degli stakeholder, in termini di priorità delle istanze da loro avanzate e di loro soddisfazione sulla risposta attuata dall azienda. La materialità è dunque un fattore di progettazione dello stakeholder engagement, di focalizzazione dei piani di azione e di definizione dei piani di comunicazione. A scopo di monitoraggio e rendicontazione, l analisi di materialità porta a definire i temi da affrontare nella rendicontazione di sostenibilità e il livello di approfondimento necessario per ciascuno, con i relativi indicatori da rendicontare. Si dà dunque Pagina 14 di 87

16 impulso alla costruzione dei sistemi di Sustainability Performance Management, e alla focalizzazione degli strumenti di rendicontazione. SCS adotta un approccio alla materialità (rispetto al quale è in procinto di ottenimento delle specifiche certificazioni) basato su tre pilastri metodologici: 1. Approccio analitico, per evitare l aleatorietà del processo di valutazione e rendere tutte le fasi del processo oggettive e quantificabili. Secondo tale approccio è fondamentale: - sistematizzare gli elementi di input all analisi di materialità mediante parametri quantitativi - definire le scale quali / quantitative per la valutazione dei singoli parametri - costruire gli algoritmi di aggregazione per la produzione di dati di sintesi secondo le diverse dimensioni di analisi. 2. Ascolto degli stakeholder, attività che rende il processo non autoreferenziale. Per sviluppare quest attività occorre: - l utilizzo di input che diano evidenza del percepito dei propri stakeholder, come le analisi desk, la raccolta di tutte le iniziative che rappresentano occasioni di ascolto e/o confronto con i propri stakeholder, realizzate congiuntamente o autonomamente dalle diverse funzioni, o la realizzazione di apposite iniziative di ascolto ad hoc - la riconduzione degli esiti delle iniziative al framework di riferimento definito per l analisi di materialità - la creazione di un database unico di stakeholder coinvolti, delle iniziative di coinvolgimento realizzate, degli elementi emersi e delle azioni di presidio. 3. Visione a 360 gradi dei temi material, in quanto, considerare tutti i temi core per l azienda rende la materialità uno strumento utile al business e interessante per le funzioni che se ne occupano direttamente. A questo fine è necessario: - identificare i temi del core business intrinsecamente connessi con la sostenibilità - coinvolgere le diverse aree aziendali nella strutturazione dei temi material e nella mappatura degli stakeholder - restituire gli esiti dell analisi di materialità in modalità che siano funzionali alle diverse aree aziendali. SCS propone dei criteri di analisi di materialità che sono stati anche implementati su un applicativo gestionale che ne facilita e ne supporta la realizzazione: il Materiality Monitor. Questo software consente: la gestione del processo di analisi attraverso l elaborazione di grandi quantità di dati la possibile implementazione di un approccio decentrato la produzione di reportistica a diversi livelli di analisi. Pagina 15 di 87

17 Data la forte rilevanza strategica della materialità, ai criteri di approccio analitico, ascolto degli stakeholder e visione a 360 dei temi material, nella metodologia SCS si integra anche la visione prospettica, poiché alla vista attuale dei temi material può essere utile affiancare la proiezione di quali saranno le tendenze nel futuro per questi temi. Data la presenza di forti spinte che arrivano sia dall interno, collegate alla Vision del gruppo, sia dall esterno, per i molteplici interessi difesi dagli stakeholder, è sempre più necessario un efficace presidio dei rischi reputazionali in ottica attuale (oggi) così come dei rischi emergenti in ottica prospettica (domani). L analisi di materialità proposta da SCS si propone come un adeguata metodologia per una corretta gestione di questi rischi, al centro tra gli interessi dell organizzazione e le istanze dei suoi stakeholder, e viene affiancata da solidi strumenti di engagement interno ed esterno, e di valutazione dei trend futuri. Un rilevante caso aziendale è l Osservatorio Materiality Outlook, realizzato per un primario gruppo assicurativo. Quest ultimo: individua i temi material per l azienda rispetto agli stakeholder di riferimento sintetizza e razionalizza le istanze degli stakeholder a forte impatto reputazionale per l azienda, definendo la visione attuale individua i trend su un arco temporale da 1 a 5 anni che possono influenzare le evoluzioni delle tematiche material secondo una logica di rischi e opportunità per l azienda, determinando la visione prospettica aiuta a definire gli action plan da porre in atto per gestire nel breve termine i rischi reputazionali ed intercettare nel medio termine quelli emergenti. Nel Materiality Outlook: il concetto di materialità è stato utilizzato per identificare dei temi su cui incentrare l attività, con un percorso che ha previsto: - il coinvolgimento di tutte le principali Direzioni del Gruppo - il definizione di un albero dei temi con una visione a il definizione di un modello analitico per il calcolo degli indici di posizionamento - l utilizzo di un modello predittivo per la valutazione dei trend dei temi material a 5 anni. l ascolto degli stakeholder è stato implementato a scopo di valutazione del loro percepito: - in ottica attuale sono state utilizzate tecniche innovative di ascolto massivo degli stakeholder sui temi prioritari per valutare il loro livello di soddisfazione rispetto alle azioni messe in atto del Gruppo, come le Text Sentiment Analysis - in ottica prospettica le tecniche innovative di ascolto si sono indirizzate ad un gruppo ristretto di opinion leader sui temi che saranno importanti in futuro per capire gli impatti di tali trend per il Gruppo, come il Metodo Delphi. Pagina 16 di 87

18 la valutazione dei presidi aziendali è stata eseguita per mezzo di assessment interni: - in ottica attuale, si procede con la valutazione dell attuale livello di risposta del Gruppo ai temi importanti oggi mediante valutazioni dei processi interni che insistono sui temi prioritari, come l Analisi dei Processi - in ottica prospettica, si sviluppa la valutazione dell approccio strategico del Gruppo rispetto ai trend emergenti mediante coinvolgimento del Top Management, come la Valutazione Strategica. L Osservatorio Materiality Outlook ha avuto come primo output una serie di matrici di posizionamento che hanno incrociato i risultati emersi dall ascolto degli stakeholder con quelli emersi dagli assessment interni. La matrice di posizionamento prevede la misurazione della soddisfazione degli stakeholder nell asse delle ascisse e la risposta attuale del gruppo nell asse delle ordinate. Lungo i lati della matrice, gli aspetti concernenti la comunicazione si muovono in orizzontale, e quelli relativi alla attivazione in verticale. Il primo quadrante corrisponde ad un basso livello di soddisfazione degli stakeholder e ad una scarsa risposta attivata dal Gruppo, indicativo di una mancanza di risposta da parte dell organizzazione. Quando la soddisfazione degli stakeholder è bassa in corrispondenza di una forte risposta attivata dal Gruppo, si è in presenza di risposte solo attivate ma non comunicate. Al contrario, quando è molto alto il livello di soddisfazione per gli stakeholder ma l attivazione reale delle risposte aziendali si presenta molto bassa, il rischio è quello di illusione dello stakeholder, con forte esposizione a rischi futuri in termini di reputazione e fidelizzazione. Lo scenario più auspicabile è quello che si concretizza nel quarto quadrante, di perfetto allineamento tra la soddisfazione degli stakeholder e le risposte fortemente comunicate ed attivate dall azienda. Il secondo output dell Osservatorio è la definizione di piani di azione a breve e medio termine per la gestione delle aree di disallineamento emerse: azioni di risposta per raggiungere un adeguato livello di copertura dei temi rilevanti piani di comunicazione volti ad allineare il percepito degli stakeholder dell agito del Gruppo mantenimento consapevole di ambiti di disallineamento In ottica prospettica, la condizione più auspicabile di allineamento strategico crescente al crescere dei valori si individua lungo la bisettrice degli assi della matrice. Una posizione lontana da quest ultima, espressione di una relazione inversa tra i trend emergenti e la rilevanza strategica per il gruppo, comunica un mancato allineamento. Pagina 17 di 87

19 Generare valore nel tempo: l'approccio di UniCredit alla Materialità Gaia Ghirardi, Head of Group Sustainability, UniCredit L importanza di un forte stakeholder engagement Nessun soggetto, nessuna organizzazione, e nel nostro caso specifico, nessuna istituzione finanziaria può, agendo da sé, promuovere soluzioni per le grandi sfide che la società oggi si trova a fronteggiare: diventa così necessario che le imprese e la società nel suo complesso, agiscano all unisono per realizzare lo sviluppo atteso. Le conseguenze di molte delle nostre azioni non sono infatti circoscritte unicamente alla nostra sfera d azione ma hanno effetti diretti o indiretti anche su altri soggetti economici e su individui: questa è la motivazione principale che spiega il perché sia necessario che tutte le organizzazioni, pubbliche e private, riconoscano il diritto di essere ascoltati da parte di coloro (stakeholder) che in qualche modo sono soggetti all effetto delle loro attività. D altro canto attraverso lo sviluppo di nuovi canali comunicativi, il peso degli stakeholder è andato nel tempo modificandosi diventando sempre più rilevante: oggi ci troviamo indubbiamente di fronte a soggetti molto più informati e sensibili al ruolo svolto dalle imprese, soprattutto se di grandi dimensioni, nei contesti territoriali in cui operano, ed in possesso di una capacità di influenzare e a volte partecipare ai processi decisionali aziendali sia in modo diretto sia indiretto; è così che lo stakeholder engagement è diventato nel tempo, e soprattutto negli ultimi anni, prassi fondamentale per un efficace cittadinanza di impresa e dunque per assicurare la sostenibilità del business nel tempo. Il mantenimento e lo sviluppo del rapporto di fiducia e di trasparenza con i propri stakeholder richiede un processo di legittimazione attraverso cui l impresa dimostra di essere un good citizen, ossia dimostra di essere parte attiva di un sistema di relazioni sociali su scala locale e globale. L assunzione di questo ruolo necessita di una visione di medio lungo termine del business e presidi organizzativi adeguati a garantire la piena partecipazione degli stakeholder nell operato quotidiano: il concetto di stakeholder engagement sta a indicare non solo l azione di coinvolgimento, ma anche in senso ampio il dedicarsi, occuparsi degli interlocutori con cui un organizzazione instaura relazioni. Il coinvolgimento degli stakeholder e l analisi di Materialità in UniCredit UniCredit è una banca commerciale leader in Europa con una forte presenza in 17 paesi e una rete internazionale complessiva distribuita in circa 50 mercati, con più di filiali e oltre dipendenti. UniCredit si caratterizza per una forte identità europea, un'estesa presenza internazionale e un'ampia base di clientela. Pagina 18 di 87

20 La posizione strategica, sia nell'europa occidentale sia in quella centrale e orientale (CEE), consente al Gruppo di avere una delle più elevate quote di mercato dell'area. Per le attività svolte e l impatto di queste sui territori in cui opera, il coinvolgimento degli stakeholder è un elemento chiave del modello di sostenibilità di UniCredit e risulta fondamentale per attuare la sua strategia e per assicurare la sostenibilità del suo business. Con il processo di stakeholder engagement UniCredit coinvolge attivamente gli stakeholder nei Paesi in cui è presente attraverso specifiche iniziative quali attività di ascolto ricorrenti, nonché progetti dedicati che prevedono la loro diretta partecipazione (a titolo illustrativo e non esaustivo si veda la tabella con i Principali Strumenti di Ascolto in UniCredit tratta dal Bilancio di Sostenibilità 2010). A partire dal Bilancio di Sostenibilità 2010, UniCredit ha infatti iniziato a rendicontare i temi rilevanti per i propri stakeholder che identifica in: persone o organizzazioni indispensabili per l esistenza della banca, ovvero i dipendenti, i clienti, gli azionisti, l Autorità di Vigilanza; Pagina 19 di 87

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