NOTERELLE PROSOPOGRAFICHE IN MARGINE AD ALCUNE PUBBLICAZIONI RECENTI RIGUARDANTI GLI APIONI

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1 263 ROBERTA MAZZA NOTERELLE PROSOPOGRAFICHE IN MARGINE AD ALCUNE PUBBLICAZIONI RECENTI RIGUARDANTI GLI APIONI Com è ben noto a chi si occupa di Egitto tardoantico e di papirologia, con l appellativo di Apioni viene indicata una famiglia dell alta aristocrazia residente a Costantinopoli, ma originaria dell Egitto, i cui membri principali portarono a generazioni alterne i nomi di Apion e Strategios. La fortunata circostanza di aver fatto parte dell élite che governava l Impero e nello stesso tempo di aver mantenuto vasti interessi in quest area ha fatto sì che si sia conservata un ampia e varia documentazione relativa a diversi membri della gens, per un periodo compreso all incirca tra la metà del V e la metà del VII secolo. In concomitanza o poco dopo la pubblicazione del mio volume 1, incentrato in gran parte sulla documentazione relativa alla gestione della grande proprietà che gli Apioni possedevano nel nomo Ossirinchite, ma che comprendeva anche un profilo delle biografie dei principali esponenti della dinastia, sono apparsi diversi contributi che forniscono nuove notizie relative alla famiglia 2. In questa sede intendo discuterne alcuni aspetti, legati essenzialmente alla prosopografia. 1 R. Mazza, L Archivio degli Apioni. Terra, lavoro e proprietà senatoria nell Egitto tardoantico, Bari J. Beaucamp, Apion et Praejecta: hypothèse anciennes et nouvelles données, «Rev. Ét. Byz.», 59 (2001), pp ; le posizioni espresse nell articolo erano state anticipate da alcune considerazioni svolte dall autrice alla fine di un precedente saggio: Donne, patrimonio, Chiesa (Bisanzio IV-VII secolo), in G. Lanata (ed.), «Il tardoantico alle soglie del duemila. Diritto, religione, società», Pisa 2000, pp ; N. Gonis, Studies on the Aristocracy of Late Antique Oxyrhynchus, «Tyche», 17 (2002), pp ; Id., P. Bingen 135 and Flavius Apion I, «ZPE», 146 (2004), pp Nuovi documenti da Ossirinco sono stati pubblicati sempre da Gonis nel vol. LXVIII dei P. Oxy., mentre B. Palme ha pubblicato papiri appartenenti al dossier della famiglia provenienti dal Fayum e da Eracleopoli in CPR XXIV. Altri due importanti studi sono il volume di J. Banaji (Agrarian Change in Late Antiquity. Gold, Labour,

2 264 In un articolo pubblicato sulla «Revue des Études Byzantines», Joelle Beaucamp 3, cercando di risolvere il problema della successione ereditaria di Apion II 4, console ordinario del 539, ha riproposto l ipotesi avanzata da E. Stein 5 secondo cui vi fu un legame di parentela tra la casata dell imperatore Giustino e la dinastia egiziana, realizzatosi nella figura di Praeiecta, moglie di uno degli esponenti principali della famiglia e figlia o nipote secondo questa interpretazione di Vigilantia, nipote di Giustiniano e sorella di Giustino II. Nonostante un papiro della collezione di Vienna, di imminente pubblicazione e di cui si dirà oltre, di fatto comprometta pesantemente l ipotesi formulata dalla storica francese, il suo contributo ha il grande merito di attirare l attenzione intorno a un punto centrale della storia della dinastia in questione, quella dei legami personali intercorsi tra gli Apioni e i tre sovrani che governarono l Impero dal 518 al 578, legami che non mancarono di produrre effetti anche sul contesto più ampio dei rapporti politico-istituzionali tra Costantinopoli e l Egitto in età tardoantica. Sebbene gli Apioni facessero già parte della nobiltà senatoria della capitale, è con la salita al trono di Giustino I che alcuni esponenti della famiglia Apion I, Strategios II e Apion II raggiunsero l apice della scala sociale, ottenendo ministeri palatini e le più alte cariche imperiali. Passiamo dunque a considerare le tappe di questa ascesa. Durante il regno di Anastasio, Apion I prese parte alla spedizione antipersiana ad Amida del 503. Al nobile egiziano, secondo il racconto di Procopio, fu attribuito un ruolo di grande rilievo, quello di alto responsabile per l approvvigionamento dell esercito, con un autorità pari a quella dell imperatore 6, in una campagna che si profilava difficile, and Aristocratic Dominance, Oxford 2001) e la tesi di dottorato, per ora inedita, di T.M. Hickey (A Public House but Closed: Fiscal Participation and Economic Decision Making on the Oxyrhynchite Estate of the Flavii Apiones, Dissertation submitted to the Faculty of the Division of the Social Sciences in Candidacy for the Degree of Doctor of Philosophy, Department of History, Chicago Illinois, June 2001), ma, poiché essi si occupano prevalentemente di aspetti economici e sociali, non saranno oggetto di discussione in questa sede. 3 Beaucamp, Apion et Praejecta, cit. 4 Si farà riferimento ai diversi capofamiglia affiancando ai nomi i numeri romani che indicano le diverse generazioni, secondo l uso invalso tra storici e papirologi a partire dal primo stemma elaborato da B.P. Grenfell e A.S. Hunt in nota a l. 24 di P. Oxy. XVI, 1829, pubblicato nel Cf. lo stato attuale dell albero genealogico in Mazza, Archivio degli Apioni, cit., p. 167, Appendice 1. 5 E. Stein, Histoire du Bas-Empire, II, Paris - Bruges 1959, p. 554, nota 1. 6 Procop., Bell. Pers., I, VIII, 5; Lyd., Mag., III, 17. I due autori usano una formula simile per indicare i poteri speciali di Apion I. Procopio afferma che Anastasio «(lo) nominò per iscritto compartecipe nell impero (koinwno;n th`~ basileiva~ ejn gravmmasin ajnei`pen)», Lido riporta che Apion era «un uomo eminentissimo e che aveva condiviso con lui (Anastasio) l impero (ajndro;~ ejxocwtavtou kai; koinwnhvsanto~ aujtw/` th`~ basileiva~)».

3 Noterelle prosopografiche 265 sia per le condizioni del territorio, sia per le rivalità che si accesero tra i diversi comandanti spediti da Bisanzio 7. A capo del contingente, infatti, erano stati nominati quattro generali di pari grado, Areobindo, Celere, Patrizio e Ipazio, ai quali poi si era unito uno stuolo di nobili e alte personalità militari, tra cui il futuro imperatore Giustino I. Nonostante le fonti siano parche di dettagli sulle gesta di Apion nel corso della guerra, si può inferire, dalle notizie riportate nella cronaca di Teofane e in quella di Giosuè Stilita, che appena un anno dopo il nobile egiziano lasciò la città ancora assediata 8. Del resto poco dopo, come noto, Amida fu riconsegnata ai Romani dietro pagamento di una forte somma di danaro, un fatto che Procopio giudica disonorevole poiché in realtà la città stava per rimanere senza risorse. I generali, nel racconto dello storico, si erano troppo preoccupati dello sconforto dei propri soldati 9. È solo nel 510 che le fonti letterarie tornano a parlare di Apion, quando gli fu comminata la pena dell esilio e dunque la sua parabola ascendente sembrò doversi arrestare. Procopio non fa menzione dell episodio, che Giovanni Lido ricorda, invece, in un inciso, per collocare temporalmente il proprio servizio come chartularius nell officium dei commentarienses 10. Ma il resoconto più accurato e dettagliato dell evento è contenuto nell epitome di Teodoro Lettore 11. L attenta lettura di questa fonte e il contesto di quegli anni hanno giustamente indotto Jean Gascou a inquadrare l episodio nelle aspre controversie dottrinali esplose tra 508 e 511 circa, in concomitanza con il soggiorno di Severo di Antiochia nella capitale orientale 12. I biografi del vescovo di Antiochia ricordano, tra l altro, che quando egli fu accusato di essere un seguace di Eutiche, reagì scrivendo un trattato dedicato al senatore Apion e a un 7 Procop., Bell. Pers., I, VIII. 8 Secondo Teofane, Apion fu richiamato a Costantinopoli, mentre secondo la cronaca di Giosuè Stilita egli andò ad Alessandria per raccogliere rifornimenti per l esercito, cf. Theoph., Chron., p. 148 e Ios. Styl., Chron., p. 44 (W. Wright, The Chronicle of Joshua the Stylite, composed in Syriac A.D. 507 with a translation into English and notes, Cambridge 1882). 9 Procop., Bell. Pers., I, IX. 10 Lyd., Mag., III, Theod. Lect., Epit., 482: «Apion, uno dei primi del senato, che era stato ritenuto degno da Anastasio in precedenza dell autorità suprema della spedizione contro i Persiani, avendo attraversato molti pericoli alla fine il basileus lo esiliò a Nicea e dispose che il vescovo di Nicea, Anastasio, lo ordinasse presbitero. Ma quello (Apion) urlava e gridava, poiché era pederasta ed eretico, e non voleva ricevere l ordinazione. Inoltre (l imperatore) comandò che il figlio di lui, Eracleide fosse ordinato diacono a Prusa, cosa che questi con piacere accettò». 12 J. Gascou, Les Grands domaines, la cité et l État en Égypte byzantine, «Travaux et Mémoires», 9 (1985), p. 62.

4 266 altro aristocratico, Paolo 13. Nel 518 Apion I fu riabilitato da Giustino I, appena salito al trono, che lo nominò all altissima carica di prefetto del pretorio 14. Il fatto può stupire, visto che il successore di Anastasio, com è noto assai più decisamente filocalcedoniano di quest ultimo, non mutò la politica religiosa del predecessore riguardo alla polemica eutichiana. La reintegrazione, accompagnata dalla nomina a prefetto del pretorio, va spiegata, a mio avviso, con un legame di amicizia politica e personale sorto ai tempi della campagna militare antipersiana. Vista la sollecita attribuzione di una delle più alte cariche di Stato ad Apion I, si può verosimilmente pensare che la stessa gens di origine egiziana abbia avuto un ruolo attivo nella designazione del nuovo imperatore: comunque sia, è certa la promozione tra i membri del più stretto entourage del nuovo sovrano, impegnato com è naturale nella fase subito successiva alla proclamazione a circondarsi di un nucleo di aristocratici sostenitori. E Giustino effettivamente procedette a una riabilitazione dei senatori allontanati da Anastasio e alla costituzione di un nuovo gruppo dirigente 15. Assieme ad Apion I furono richiamati Diogeniano, subito nominato magister militum per Orientem, e Filosseno, in seguito nominato console ordinario (525) 16. Il distacco di Apion dal monofisismo e l avvicinamento all ortodossia calcedoniana dovettero avvenire o almeno profilarsi in questo periodo. Un altro figlio di Apion I, Strategios II erede del padre e figura chiave, come si vedrà, nel processo di ascesa della dinastia in quest epoca citerà le tendenze eretiche del prefetto al pretorio. Nel 532, quando diresse un colloquio tra monofisiti e calcedoniani per incarico di Giustiniano, egli ricordò ai convenuti che il defunto padre era stato riportato alla retta dottrina dai piissimi atque fidelissimi nostri imperatores, identificabili con Giustino e Giustiniano 17, oppure con la 13 Zac. Ret., Vita Severi, p. 105; Iohan., Vita Severi, p Ioan. Mal., Chron., XVI, 9 e XVII, 3 (ed. Corpus Fontium Historiae Byzantinae, 35); Chron. Pasch., sub anno A. Solari, La successione di Giustino in Bisanzio, «Rend. Acc. Lincei, classe di Scienze morali, storiche e filologiche», s. VIII, 3 (1948), pp ; A.A. Vassiliev, Justin the First: An Introduction to the Epoch of Justinian the Great, Cambridge, Mass., Cf. Lyd., Mag., 51, secondo cui Giustino allontanò il prefetto Marino e tutti quelli che avevano fatto carriera sotto Anastasio. 16 Ioan. Mal., Chron., XVII, 3; Theoph., Chron., p. 166; Chron. Pasch., p Cf. anche Cod. Iust., VII, 63, 3 (1/12/518). 17 Così E.R. Hardy, The Egyptian Policy of Justinian, «Dumbarton Oaks Papers», 22 (1968), pp Com è noto, Giustino si associò ufficialmente al trono il nipote nell aprile del 527, ma fin dai primi anni di regno dello zio questi esercitò un ruolo di primo piano nel governo dell impero; cf. A.H.M. Jones, The Later Roman Empire, : A Social Economic and Administrative Survey, I, Oxford 1964, pp

5 Noterelle prosopografiche 267 coppia Giustianiano e Teodora 18. L affidamento della direzione del delicato colloquio a un membro di una delle più importanti famiglie senatorie di origine egiziana, il quale doveva avere una profonda conoscenza della controparte, la dice lunga sulla totale adesione degli Apiones alla politica religiosa di Giustiniano, deciso ad imporre il calcedonismo in modo più convinto e con una strategia più sottile e articolata di quella del suo predecessore 19. Strategios II, come si diceva, fu la figura chiave nella storia della dinastia egiziana, il vero artefice della sua ascesa. È certo che egli fosse il figlio di Apion, non solo perché lo afferma la fonte relativa al colloquio appena menzionata, ma anche perché così viene definito nei papiri che lo citano in quanto grande proprietario e membro delle élites civiche di Ossirinco ed Eracleopoli. Nei primi documenti di Ossirinco a lui intestati, con esclusione di P. Oxy. LXVII, 4614 (anteriore al 1 ottobre 497), Strategios II è sempre definito figlio del «famosissimo ed eccellentissimo (paneuvfhmo~ kai; ujperfuevstato~) Apion, di rango consolare (ajpo; ujpavtwn)» 20. La sua carriera ci è nota per un periodo che va dalla fine del V secolo al 542, anno in cui morì, forse tra le vittime dell ondata di peste che investì l impero. I primi testi egiziani che lo riguardano gli attribuiscono il titolo di rango di lamprovtato~. Nel 497 la comitiva domesticorum gli permise di assumere i titoli di ejndoxovtato~ kai; megaloprepevstato~ 21. Sembra che in 18 Gascou, Les Grands domaines, cit., p Sulla politica religiosa di Giustiniano si vedano, tra le sintesi più recenti, C. Capizzi, Giustiniano I tra politica e religione, Messina, 1994 e P. Maraval, La politica religiosa di Giustiniano, in J.-M. Mayeur - C. e L. Pietri - A. Vauchez - M. Venard (a cura di), «Storia del Cristianesimo. Religione - Politica - Cultura. III. Le chiese d Oriente e d Occidente ( )», Roma 2002, pp P. Flor. III, 325 (20 maggio 489), ll. 2-3 (con le correzioni di O. Hornickel, Ehren- und Rangprädikate in den Papyrusurkunden. Ein Beitrag zum römischen und byzantinischen Titelwesen, Giessen 1930, 11, nota 2; Gascou, Les Grands domaines, cit., pp , nota 356; BL VII, 53 e N. Gonis, P. Oxy. LXVII, 4614 nota a l. 1): ªFlaouivw/ Strathgivw/ tw/ ` lampºrotavtw/ kai; poliªtºeuomevnw/ th`~ Oxurugcitwǹ povlew~ uijw/` tou` ujper ªfuestavtou ajpo; ujpavt(wn) Aºpivwnoª~º geoucouǹti; P. Oxy. LXVII, 4614, l. 1: Fl(aouivw/) Strathgivw/ tw/` lampr(otavtw/) kai; pol(iteuomevnw/) kai; rjipªaºrªivw/ th`~ Oxurugcitwǹ; P. Oxy. XVI, 1982, ll. 3-5 (1/10/497): Flªaouºjvªw/ Sºtrªaºthgivw/ tw/ ` megaloprepestavtw/ kai; ejndoxotavtw/ kovmeti twǹ kaqosiwmevnwn domestikwǹ uijw/` tou` ujperfuestavtou kai; paneufhvmou ajpo; ujpavtwn Apivwno~ geoucouǹti ejntau`qa th/` lampra/` kai; lamprotavth/ Oxurugcitwǹ povlei; P. Oxy. LXVII, 4615, ll. 3-5 (3/9/ 505): ªFlºa^ou^ivw/ Strathgivw/ tw/` megaloprepestavtw/ kai; ejndoxotavtw/ kovmeti tw`n kaqosiwmevnwn ªdomºestikwǹ uijw/ ` tou` pavnta paneufhvmou kai; ujperfuestavtou ajpo; ujpavtwn kai; ejpavrcwn ª c. 7 ºu^ ª Aºpivwnªo~º geoucouǹti ejn th/` lampra/` kai; lamprotavth/ Oxurugcitwǹ povlei. 21 Sulla comitiva domesticorum nel periodo che qui interessa si veda B. Palme, Flavius Epiphanius, comes domesticorum, «Eirene», 34 (1998), pp

6 268 questa fase egli abbia risieduto, almeno per alcuni periodi, in Egitto: in un momento imprecisabile tra la fine del V e l inizio del VI secolo Strategios fu infatti comes largitionum della diocesi di Alessandria e in seguito divenne prefetto Augustale della città (ante 524) 22. I papiri di Ossirinco, a partire dal 523, lo menzionano nel ruolo di grande proprietario a capo dell oi\ko~. La ricchezza e lo status della famiglia e la carriera svolta in Egitto contribuirono a mettere in luce le doti personali che indubbiamente questo personaggio dovette avere, e che gli aprirono le porte degli uffici palatini della capitale. Nella primavera del 532 Strategios II, come si è anticipato, diresse il colloquio tra monofisiti severiani e vescovi calcedoniani voluto da Giustiniano, in qualità di facente le veci del magister officiorum 23. Su questo incontro si è informati da un dossier di fonti composto da testimonianze dirette di ambedue le parti in causa 24. Per i rappresentanti di Calcedonia oltre alla già menzionata lettera di Innocenzo, vescovo di Maronea, che faceva parte della delegazione, si è conservato il Breviarium di Liberato di Cartagine, in cui si ricorda il colloquio nel quadro della più ampia disamina relativa alla polemica eutichiana e nastoriana. Il dossier di parte monofisita, comprende due resoconti in siriaco conservati in manoscritti tardi, pubblicati da Nau 25 e da Brock 26, nonché il documento dottrinale emanato dai vescovi di parte severiana per essere sottoposto all imperatore e ai vescovi della controparte, inserito nella storia dello pseudo Zaccaria Retore e nella cronaca di Michele il Siro 27. La nomina di Strategios a comes sacrarum largitionum dovette essere pres- 22 Si veda Mazza, Archivio degli Apioni, cit., pp La carica, infatti, in questo periodo era detenuta da Ermogene, il quale tuttavia si trovava lontano dalla capitale, impegnato nei negoziati coi Persiani, che portarono al trattato di pace eterna siglato nel settembre del 532, cf. Stein, Histoire du Bas-Empire, cit., pp Sulla carica di magister officiorum si veda M. Clauss, Der Magister Officiorum in der Spätantike (4.-6. Jahrhundert), München 1980, partic. pp per il ruolo di delegato per questioni di politica ecclesiastica. 24 Sul colloquio, oltre a Stein sopracitato, si veda Maraval, La politica religiosa di Giustiniano, cit., pp Patrologia Orientalis, XIII, pp , edizione di un manoscritto del British Museum (add ) dell VIII secolo. 26 S. Brock, The Conversations with the Syrian Orthodox under Justinian (532), in Id., Studies in Syriac Christianity. History, Literature and Theology, London 1992, contributo XIII: lo studioso pubblica un manoscritto siriaco dell VIII o IX secolo conservato a Harvard, che ritiene essere una copia del resoconto ufficiale di parte severiana del colloquio, redatto da Giovanni di Beth Aphthonia, biografo di Severo di Antiochia. Il testo, completo, sarebbe servito come fonte anche al redattore del manoscritto, incompleto, già edito da Nau (cf. nota precedente). 27 Ps. Zacc., Eccl. Hist., IX, 15; Mich. Syr., Chron., IX, 22.

7 Noterelle prosopografiche 269 soché coeva, come dimostrano la lettera di Innocenzo di Maronea 28 e i brani dei Patria Costantinopolitanarum, in cui il nobile egiziano è ricordato come collaboratore dell imperatore nell edificazione di Santa Sofia, inaugurata ufficialmente il 27 dicembre del 537, e che lo menzionano ora come magister, ora come comes sacrarum largitionum 29. Come ho già puntualizzato altrove, il fatto che nei Patria il ministro venga indicato anche come pneumatiko;~ ajdelfo;~ tou` basilevw~ Ioustinianou` si motiva con una interpretazione della reale vicinanza tra i due personaggi attraverso gli schemi ideologici e la terminologia propri dei redattori tardi della fonte in questione 30. Sempre in quegli anni, verso il 536, Strategios si recò anche in missione diplomatica con Summo, ex duca della Palestina, presso i capo tribù saraceni Arethas e Alamundares, come riporta, in toni elogiativi, Procopio 31. Tra la fine degli anni trenta e l inizio degli anni quaranta del VI secolo, Giustiniano intervenne in Egitto sul piano legislativo e su quello politicomilitare. Al 538/539, infatti, si data ormai unanimemente l Editto XIII, legge tramite la quale l imperatore provvedeva al riordino della situazione di caos fiscale e istituzionale in cui versava l Egitto 32. Pressoché contestualmente, nel , Narsete l armeno fu spedito in Tebaide ad arginare le pressioni di Nobadi e Blemmi e a smantellare il tempio di File. Non si può fare a meno di pensare che, tra gli ispiratori di tali interventi, non ci sia stato Strategios II, che tra l altro proprio nel 539 vide il giovane figlio assurgere al consolato ordinario. Le motivazioni di quest attribuzione dell altissima carica ad Apion II figlio del ministro e di Leontia, dama della quale non sappiamo niente altro che il nome, tramandato da P. Oxy. LXIII, 4397 sono un tema centrale del saggio della Beaucamp. La giovane età del console è indiscutibile: essa è deducibile sia dal dittico consolare, che appunto come tale lo ritrae, sia dallo 28 Acta Conciliorum Oecomenicorum, IV, 2, Concilium Universale Constantinopolitano sub Iustiniano habitum, ed. E. Schwartz, Berolini - Lipsiae 1914, p. 169: Innocenzo riporta che Giustiniano decise di non partecipare di persona al colloquio, affidandone la presidenza al gloriosissimo patrizio Strategios, che spiega il vescovo «eo tempore locum tuebatur gloriosi magistri officii». Più avanti (p. 170), quando il nobile egiziano prende la parola, viene specificato che al momento egli era comes delle sacre largizioni («coepit praefatus glorisissimus patricius Strategius, qui nunc comes divinarum ubique largitionum est, ad orientales ita dicere...»). 29 Scriptores Originum Constantinopolitanarum, ed. T. Preger, I, Leipzig - Berlin 1901, pp e Mazza, Archivio degli Apioni, cit., p Bell. Pers., II, I, Sull Editto XIII si veda la recente messa a punto di A.M. Demicheli, L Editto XIII di Giustininano in tema di amministrazione e fiscalità dell Egitto bizantino, Torino 2000.

8 270 stesso papiro relativo a Leontia, appena menzionato. Il documento è un atto redatto dai rappresentanti del monastero di Abba Hierax di Ossirinco in cui si poneva fine a una lunga vertenza tra i monaci e la famiglia di Strategios II. La vicenda aveva avuto origine quando il ministro era ancora in vita, ma la soluzione della querelle era intervenuta quando ormai l oi\ko~ di Ossirinco era passato ad Apion II 33. Al tempo della composizione della questione (il papiro è datato con precisione 17/3/545) costui era già titolare dei beni di Ossirinco, ma il testo informa che per un certo periodo il console ordinario era stato sottoposto alla tutela della madre. Strategios II morì probabilmente nei primi mesi del ; nell ottobre del 543 il figlio risulta titolare della casata in P. Oxy. XVI, 1985: ciò significa che la tutela di Leontia durò ben poco. Ora, due sono le ipotesi prospettate dalla studiosa francese: il momento del passaggio dei beni dell Ossirinchite ad Apion va collocato al compimento dei quattordici anni, oppure al compimento dei venticinque anni del console ordinario. La Beaucamp propende per la prima ipotesi, perché la curatela di Leontia viene indicata in P. Oxy. LXIII, 4397, con il participio del verbo ejpitropeuvw, riservato secondo la studiosa appunto alla curatela sugli impuberi, mentre kouravtwr sarebbe più propriamente il termine tecnico che serviva a indicare la curatela sui minori, vale a dire i giovani sotto i venticinque anni. Dunque Apion dovette compiere i 14 anni tra il gennaio-febbraio 542 e l ottobre del 543; sarebbe perciò nato nel 529 o 530 e sarebbe stato nominato console ordinario intorno ai dieci o undici anni. Ammettendo invece, sempre secondo Beaucamp, un uso non tecnico, più impreciso, del verbo ejpitropeuvw, per indicare in realtà una curatela su un minore, bisognerebbe alzare l età: Apion avrebbe compiuto in questo caso venticinque anni tra il gennaio-febbraio 542 e l ottobre del 543. Il genetliaco di Apion è ricordato verosimilmente in PSI VIII, 953, 80 81: esso cadeva il 28 di Tybi, cioè il 23 gennaio. La Beaucamp è più inciline alla prima delle ipotesi da lei stessa formulate. Nell articolo viene segnalato che per quest epoca gli altri casi certi di attribuzione della carica a giovinetti riguardano futuri imperatori (Teodosio II e Leone II); un caso analogo e vicino sarebbe in particolare rappresentato dal consolato di Giustino nel 540. Secondo la studiosa francese, in conclusione, il conferimento del consolato in età giovanile, se non infantile, sarebbe da porre 33 Per i particolari della vicenda, che in questa sede non sono rilevanti, si vedano Mazza, Archivio degli Apioni, cit., pp e J.-M. Carrié, Solidus et crédit: qu est-ce que l or a pu changer?, in E. Lo Cascio (ed.), «Credito e moneta nel mondo romano. Atti degli Incontri capresi di storia dell economia antica (Capri ottobre 2000)», Bari 2003, pp L ultimo papiro indirizzato a Strategios II è datato 18 febbraio 542 (P. Oxy. LXIII, 4396), inoltre il primo marzo del 542 è comes sacrarum largitionum Pietro Barsima.

9 Noterelle prosopografiche 271 in relazione con la parentela con la casa regnante. Ora non possiamo escludere a priori che questa parentela ci sia stata. Tuttavia, allo stato delle fonti, mi pare più significativo, per spiegare i motivi dell onorificenza, richiamare il ruolo di primo piano rivestito in questi anni dal padre del console. Già E.R. Hardy si era mosso all interno di questa linea interpretativa, sebbene il dossier papiraceo allora a disposizione lo avesse indotto a ipotizzare erroneamente che la carica fosse stata in realtà destinata a Strategios, ma poi attribuita ad Apion perché il comes delle sacre largizioni sarebbe deceduto proprio nel 538 (cosa da escludersi, poiché egli morì all inizio del 542, come si è appena visto) 35. Per parte mia aggiungerei che da abile politico, quale Procopio ce lo descrive, il nobile egiziano assai accortamente fece attribuire l onore al figlio, per ora un innocuo giovanetto, piuttosto che assumerla personalmente. L atteggiamento di Giustiniano nei confronti della carica del consolato fu, infatti, ambivalente. Quando divenne console ordinario nel 521 e soprattutto nel 538, da basileus, egli organizzò giochi e distribuzioni imponenti, lasciando intendere di volere restaurare l importante, anche se simbolico, ruolo del consul ordinarius. Tuttavia non gli sfuggiva che quella stessa carica, nelle mani di figure popolari e potenti, come ad esempio Belisario, generale vittorioso e console proprio nel 536, poteva costituire un pericoloso elemento di competizione tra la pompa imperiale e l evergesia degli esponenti dell alta aristocrazia costantinopolitana. Ciò lo indusse, quindi, a mantenere un controllo sempre più stretto sull attribuzione del titolo e sui festeggiamenti pubblici ad esso connessi, controllo che portò di fatto a una eliminazione del consolato ordinario, il quale dopo il 541 sarà assunto saltuariamente solo dagli imperatori in persona. La politica giustinianea doveva essere ben chiara a Stretegios II, destinatario e forse tra gli ispiratori, in quanto comes sacrarum largitionum, di quella Novella 105 del 28 dicembre 537 con cui l imperatore impose una limitazione alla durata e al fasto dei giochi consolari 36. Come si diceva, dal 543 a capo della dinastia si trova Apion II. Sulla sua carriera si è meno informati rispetto a quella del padre, anche perché nessuna fonte diversa dai papiri riporta notizie rilevanti su di lui. La documentazione dell Ossirinchite ne registra la comitiva domesticorum e il consolato ordinario, quindi il patriziato 37. L essere stato uno degli ultimi consoli ordinari del- 35 Hardy, The Egyptian Policy, cit., partic. p Sull atteggiamento di Giustiniano nei confronti del consolato si veda Al. Cameron - D. Schauer, The Last Consul: Basilius and his Diptych, «JRS», 72 (1982), pp , ripreso in R.S. Bagnall - Al. Cameron - S.R. Schwartz - K.A. Worp, Consuls of the Later Roman Empire, Atlanta 1987, pp Mazza, Archivio degli Apioni, cit., pp

10 272 l impero diede sicuramente un ruolo di rilievo a quest uomo, che spesso avrà presieduto le sedute del senato come patrizio di rango più elevato 38. La lettura dei papiri di Ossirinco lascia trasparire quali furono le conseguenze che dovette avere il radicamento di questa famiglia nella capitale del nomo e della provincia Arcadiae. Il palazzo cittadino, subito fuori la cinta muraria e con ogni probabilità lentamente inglobato nell architettura della polis, fu uno dei principali centri della vita socio-economica locale; la sua importanza deve aver causato una certa competizione coi palazzi delle autorità civiche e provinciali e con le autorità stesse, quando non personificate da membri della famiglia degli Apioni o da loro rappresentanti. I conti annuali dei cantinieri, in particolare per il periodo in cui a capo dell oi\ko~ vi fu Apion II, offrono un idea della munificenza e dell evergetismo dispensati dal console, in occasione di feste religiose, quali la Pasqua, e di ricorrenze profane, quali Brumalia e Calende, celebrazioni per l entrata in carica di nuovi amministratori locali, compleanni del grande proprietario e di suoi familiari 39. Intorno al 570, tra l altro, Ossirinco venne con ogni probabilità rifondata da Giustino II. Infatti i documenti anziché presentare il solito nome di «città degli Ossirinchiti» definiscono la capitale «Nuova Città di Giustino» 40. L evento va contestualizzato a mio avviso sempre nel quadro più ampio dei rapporti tra le province egiziane e il governo centrale, rapporti all interno dei quali gli Apioni giocarono sotto i governi di Giustino I, Giustiniano e Giustino II un ruolo di primo piano. L attestazione sempre in questi anni di movimenti di truppe, chiaramente documentati anche ad Ossirinco, potrebbe fare pensare a 38 Cf. R. Mazza, Fl. Apivwn genovmeno~ prwtopatrivkio~, «Simblos. Scritti di storia antica», 2 (1997), pp Si vedano in particolare a questo proposito P. Oxy. XXVII, 2480 e PSI VIII, 953; cf. anche R. Mazza, Dalla Bruma ai Brumalia. Modelli di cristianizzazione tra Roma e Costantinopoli, in A. Saggioro (ed.), «Diritto romano e identità cristiana: definizioni storicoreligiose e confronti interdisciplinari», Atti del convegno svoltosi a Roma il 5-7 febbraio 2004, in corso di stampa. 40 Neva Ioustivnou povli~: P. Flor. I, 65, l. 2 (570/571); SB XII, 11079, l. 7 (17/3/571); P. Oxy. I, 126 = Chrest. Wilck. 180, ll. 5 e 33 (10/5/572); P. Oxy. XVI, 1992, l. 11 (15/10/572); P. Oxy. XVI, 1894, l. 5 (22/12/573); P. Berl.Zill. 7, l. 6 (5/8/574); P. Oxy. VII, 1042, l. 35 (10/5/ 578). Si veda anche P. Mich XV, 734, l. 9 (572) in cui l epoikion Megalou Moucheos è detto appartenere tou` Ioustinopolivtou nomou`; il nomo compare con questa denominazione anche nel già menzionato P. Oxy. XVI, 1992 (l. 18). La rifondazione da parte di Giustino II è da collocarsi in un periodo compreso tra 9/6/569 (data di P. Oxy. I, 134, ultima occorrenza datata con certezza di hj Oxurugcitwǹ povli~) e 17/3/571, prima attestazione del nuovo appellativo datata con certezza. La denominazione dovette scomparire alla morte di Giustino II (4 ottobre 578): nel 580 Ossirinco torna al nome consueto in P. Hamb. III, 221, l. 9 e SB XIV, 11617, l. 8. Sulle città egiziane e la rifondazione di Ossirinco in questo periodo cf. J. Gascou, L Égypte, «Le Monde byzantin. I. L Empire romain d Orient ( )», Paris 2004, pp

11 Noterelle prosopografiche 273 un intervento imperiale in concomitanza o successivo a tensioni dovute a pressioni sulle frontiere meridionali o a disordini interni, forse motivabili con lo scontento diffusosi tra i monofisiti in seguito ai negoziati con i Calcedoniani, che portarono all Editto del Ma torniamo nuovamente alla prosopografia della gens al centro del nostro interesse. Com è noto ed è stato ricordato sopra, la famiglia degli Apioni è attestata in Egitto non solo nell Ossirinchite, ma anche altrove. Strategios II e il padre erano infatti grandi proprietari e curiali anche ad Eracleopoli. Il legame con questa città chiaro anche per le generazioni più antiche, come è stato pure messo in luce in un recente contributo di Gonis 42 è attestato anche per il console ordinario e per Praeiecta, che ne ereditò i beni, o una parte dei beni, e di cui si dirà oltre 43. L essere stati tra i maggiori geou`coi e i più nobili rappresentanti dell aristocrazia imperiale di origine egiziana avrà poi verosimilmente implicato il possedimento di una residenza ad Alessandria, dove per altro Strategios II risiedette almeno come comes delle sacre largizioni e poi come prefetto Augustale. Proprio nel periodo in cui a capo dell oi\ko~ c era l ex console ordinario, emerge e si intensifica un dossier papiraceo proveniente dal Fayum, che attesta la presenza in questa zona di personaggi con i nomi dinastici di Apion e soprattutto di Strategios. Questi uomini portano inoltre titoli di dignità pari a quelli dei membri della famiglia in questione, tuttavia i titoli di funzione spesso presentano discrepanze rispetto alla documentazione ossirinchite. Poiché il tema sarà utile nella discussione che segue, vorrei ribadire in termini chiari, ancora una volta, che l alternanza dei nomi Apion e Strategios, che ha suscitato dubbi e perplessità alla Beaucamp 44, è chiaramente asserita nelle fonti relative alla famiglia. Come si è già visto, ma è bene ripeterlo, nei primi papiri di Ossirinco a lui intestati, con esclusione di uno, Strategios II è sempre definito figlio del «famosissimo ed eccellentissimo (paneuvfhmo~ kai; ujperfuevstato~) Apion, di rango consolare (ajpo; ujpavtwn)», paternità confermata dall epistola di Innocenzo di Maronea sopra citata. A sua volta il nome Apion fu attribuito in seguito al figlio di Strategios II. Il dittico consolare riporta per esteso il nome del personaggio: Fl. Strategios Apion Strategios 41 Il tema andrebbe affrontato in uno studio a parte. Sulle tensioni con Nobadi e Blemmi in questi anni si veda R. Rémondon, Soldats de Byzance d après un papyrus trouvé à Edfou, «Rech. Pap.», 1 (1961), pp Gonis, P. Bingen 135, cit. 43 Sulla documentazione dall Eracleopolite cf. Mazza, Archivio degli Apioni, cit., pp. 39 e Si veda soprattutto Beaucamp, Donne, patrimonio, Chiesa, cit., pp Secondo l autrice ciò che stupisce non è l alternanza in sé, quanto il suo ripetersi regolare per molte generazioni.

12 274 Apion. Se si ammette che i tre nomi che precedono il cognomen siano quelli del padre, del nonno e del bisnonno, effettivamente si ottiene la successione dei capofamiglia finora noti: Strategios I, Apion I, Strategios II, Apion II. L ultimo membro della famiglia attivo in Egitto, Apion III, si sposò con Eusebia, discendente per via materna dagli Anicii, e grazie all epistolario di Gregorio Magno sappiamo che la coppia generò, dopo alcune figlie, un maschio cui diede il nome di Strategios 45. L interpretazione patrilineare o comunque dinastica del nome del console è dunque confermata dalle fonti, oltre che sostenibile sulla base di casi paralleli, cioè casi di alternanza di due nomi all interno di una famiglia 46. Consideriamo quindi la successione dei capo famiglia fin qui nominati: Apion I, Strategios II, Apion II, quindi un vuoto, Apion III, Strategios IV. Sugli antenati di colui che per noi è Apion I, non mi intratterrò in questa sede 47, poiché mi pare questione centrale concentrarsi sulla discussione recente intorno al vuoto generazionale tra Apion II e Apion III. Colmare quel vuoto, infatti, è stata una delle principali preoccupazioni di quanti si sono occupati della dinastia, a partire dall interesse riacceso intorno alla questione dal fondamentale studio di J. Gascou del Lo stesso articolo della Beaucamp si prefigge sostanzialmente il medesimo scopo. Va subito detto, in realtà, che come spesso accade nella papirologia un testo inedito va oggi a chiarire un punto fondamentale, aprendo di fatto nuovi problemi. Infatti un papiro della collezione di Vienna, di imminente pubblicazione, dimostra inequivocabilmente che Praeiecta non fu la moglie del console ordinario, bensì la moglie di un Flavio Strategios e che all inizio del VII secolo la coppia risulta defunta e i loro beni ereditati dal figlio Apion, che altri non può essere se non Apion III 49. Dunque possiamo ipotizzare: a) che Praeiecta fosse la moglie di uno Strategios figlio ed erede di Apion II; b) che ella fosse la figlia ed erede del console e si fosse sposata con un uomo che portava il nome di 45 Greg., Epist., VIII, 22 (maggio 598); XI, 26 (febbraio 601); XIII, 24 (febbraio 603); XIII, 33 (giugno 603), citato secondo l edizione di D. Norberg per il Corpus Christianorum, series Latina. 46 Cf. B. Salway, What s in a Name? A Survey of Roman Onomastic Practice from c. 700 B.C. to A.D. 700, «JRS», 84 (1994), pp , partic. p. 141 per esempi analoghi di trasmissione di due nomi a generazioni alternate all interno di una famiglia. 47 Cf. Mazza, Archivio degli Apioni, cit., pp e Gonis, P. Bingen 135, cit., interamente dedicato all argomento. 48 Gascou, Les Grands domaines, cit., spec. l appendice prosopografica sulla famiglia, pp Si tratta di P. Vindob. G (Herakleopolis, 10/4/607): devo l informazione al prof. Bernhard Palme, che ringrazio, il quale sta lavorando all edizione del papiro in questione.

13 Noterelle prosopografiche 275 Strategios. Lo stato delle fonti non permette una scelta tra le due ipotesi, ma in conclusione, la figura evanescente di Strategios III sembra prendere contorni più definiti 50. Il testo inedito con CPR XXIV, 25 di cui si dirà tra breve, assieme ad altri elementi che passerò ad illustrare, riapre anche la questione dei rapporti tra gli Apioni attestati dai papiri di Ossirinco e gli Apioni, e soprattutto gli Strategi, attestati nei papiri del Fayum, dopo l ipotesi avanzata qualche anno fa da B. Palme che lo sposo di Praeiecta, secondo lo studioso figlia ed erede di Apion II, fosse Strategios Paneuphemos, un grande propretario attivo soprattutto nell Arsinoite 51. Questa possibilità, alla luce del nuovo testo, non può sussistere, perché come ben noto il personaggio in questione visse almeno fino al Vorrei tornare a questo punto alle osservazioni della Beaucamp. Secondo la bizantinista francese la ricostruzione dell albero genealogico della famiglia elaborata da storici e papirologi è una genealogia ideale 52, frutto dell elaborazione storiografica, giacché prevede il succedersi di eredi maschili in linea diretta per diverse generazioni, fenomeno teoricamente, ella sostiene, possibile, ma difficilmente realizzatosi. Ora, si è visto che nei casi esaminati siamo effettivamente in possesso di quelle notizie precise sulla filiazione che costituiscono giustamente secondo le parole della stessa studiosa l elemento imprescindibile per stabilire l alternanza tra i capofamiglia, cioè siamo di fronte alla realizzazione del fenomeno, secondo Beaucamp, teoricamente possibile. Ma i richiami alla cautela della storica francese colgono assolutamente nel segno su un altra questione, quella della ramificazione della famiglia, della presenza di fratelli e sorelle, oltre che di figli e di figlie, degli Apioni e Strategi sin qui passati in rassegna, di cui si deve tener conto nella ricostruzione della storia della gens e del suo patrimonio. A questa riflessione ne accosterei una seconda in forma di domanda: siamo sicuri che ogni volta in cui ci si imbatte nei papiri di età tardoantica in un personaggio con alti titoli di rango e con un nome che sia Apion o Strategios si sia di fronte a uno dei capofamiglia in questione? Non potrebbe trattarsi in qualche caso di omonimi, ovvero di esponenti di un ramo secondario della dinastia, secondo quanto appena argomentato? Un dato in particolare va considerato: se è vero che il nome Apion non 50 Sul personaggio e i problemi relativi ai papiri eventualmente da inserire nel suo dossier si veda Mazza, Archivio degli Apioni, cit., pp B. Palme, Flavius Strategius Paneuphemos und die Apionen, «ZZS, Röm. Abt.», 115 (1998), pp Beaucamp, Donne, patrimonio, Chiesa, cit., pp

14 276 dovette essere particolarmente utilizzato dall alta nobiltà bizantina, se non appunto da quella di origine egiziana, è altrettanto vero, perché testimoniato dalle fonti, che il nome Strategios al contrario conobbe una certa diffusione. Nel primo volume della Prosopography of the Later Roman Empire sono elencati cinque personaggi che portarono questo nome nel IV secolo; nel secondo volume sei (oltre Fl. Strategius 8 e 9, due voci da accorpare, che riguardano il nostro Strategios II); nel terzo undici, di cui solo tre effettivamente non riguardano nobili egiziani (della famiglia degli Apioni, o casi dubbi come Strategios Paneuphemos). A parte il materiale inserito solitamente, a torto o a ragione, nel dossier riguardante la famiglia in questione, in Egitto risultano chiamarsi in questo modo anche un proprietario dell Ermopolite 53 ; un membro dell ufficio del duca della Tebaide 54 ; uno o forse due personaggi a Kellis 55 e un uomo che appare in una lista probabilmente proveniente dall Arsinoite con la qualifica di kthvtwr 56. Colpisce anche il fatto che tra i titolari di un oi\ko~ nell Ossirinchite vi sia un Mousaios, forse figlio di uno Strategios, che per un raro caso di prudenza nessuno, me compresa, si è azzardato a inserire nello stemma della famosa famiglia 57. Veniamo dunque agli Strategi attestati nei papiri per il periodo che ci interessa, cioè quello in cui va collocata l esistenza di Strategios III, lo sposo di Praeiecta, periodo che va grosso modo dalla seconda metà del VI secolo all inizio del VII. Passiamo in rassegna le testimonianze datate con sicurezza, provenienti dall Arsinoite. Primo dato incontrovertibile è la presenza di un grande proprietario ad Arsinoe che porta il nome di Strategios e che era figlio di un defunto Theodoros e fratello di uno strathlavth~ il cui nome è in lacuna, attestato in BGU II, 364 datato 11/9/ L uomo, dunque, assai verosimilmente non era membro della famiglia degli Apioni, o almeno nulla ce lo fa pensare. Ben venticinque anni dopo, CPR XIV, 11 (20/12/578) ricorda due 53 P. Herm.Landl., ll. 559 e 778 (IV secolo, post 340, cf. BL 159): Strategios figlio di Eustathios. 54 CPR XXIV, 22, ll. 15 e 22 (Ermupoli, fine V/inizio VI secolo). 55 P. Kell. I, 26, ll. 6 e 7; P. Kell. I, 75, ll. 3 e 35 (lettera inviata a uno Strategios, IV secolo): ovviamente non è certo che si tratti dello stesso individuo. 56 SB XVI, 12745, l. 3 (V/VI secolo). 57 P. Oxy. XVI, 2039, l. 19: oi[kou Mªoºusaivou uijou` Straª.. Anche nel recente articolo di Gonis in cui si riprende l analisi di questo papiro, la linea in questione non viene integrata, pur essendo di fatto Strategios un nome possibile da restituire in lacuna (cf. Gonis, Studies on the Aristocracy, cit., pp ). Per altri nomi maschili che comincino per Stra- cf. F. Preisigke, Namenbuch, Heidelberg 1922, coll ; D. Foraboschi, Onomasticon Alterum Papyrologicum, Varese - Milano 1971, pp Ll. 4-5: ª... stratºhlavth/ kai; Strathgivw/ ªijlºloustrivw/ toi`~ ejndoxotavtoi~ uijoi`~ tou` ªth`~ makariva~ (?) mnhvmºh~ Qeodwvrou geoucªouòsin ejpi; ªtºh`~ Arsinoeitwǹ povlew~.

15 Noterelle prosopografiche 277 ejndoxovtatoi strathlavtai pavgarcoi th`~ Arsinoitwǹ kai; Qeodosioupolitwǹ, Cristoforo e Strategio 59. Infine, il 28/8/584 risulta defunto uno Strategios, di gloriosa memoria, sposo di Fl. Theophania, che assieme alle figlie viene indicata tra i principales di Arsinoe 60. Come ho già avuto modo di dire, l ipotesi che questi tre documenti riguardino lo Strategios figlio di Theodoros non mi pare affatto da scartare, anzi alla luce dei nuovi documenti mi sembra diventare sempre più probabile 61. Si deve aspettare l inizio del VII secolo per ritrovare un altro Strategios, il già ricordato Strategios Paneuphemos 62, grande proprietario, strathlavth~ e pavgarco~ del nomo. Al contrario degli Apioni, che, come abbiamo visto, furono calcedoniani convinti dalla reintegrazione di Apion I in poi, il personaggio in questione fu vicino ai monofisiti egiziani, almeno stando alla testimonianza della Cronaca di Michele il Siro, il quale riporta di un suo intervento di mediazione in occasione dei colloqui intercorsi tra questi e i monofisiti di Siria nel Nel frattempo, sempre nella seconda metà del VI secolo, due documenti del Fayum parrebbero riferirsi ad Apion II. BGU I, 305 (13/6/556) è indirizzato «a Fl. Apion, gloriosissimo stratelate e pagarco dell Arsinoite e Teodosiopolite (ll. 3-5: Flaouivw/ Apivwni tw/` ejndoxotavtw/ strathlavth/ kai; pagavrcw/ th`~ Arsinoitwǹ kai; Qeodosiou politwǹ)», mentre CPR XIV, 10, privo di data, reca l indirizzo «a Fl. Apion, famosissimo consolare, pagarco dell Arsinoite e Teodosiopolite (ll. 1-3: Flaouivw/ Aªpivºwni tw/` paneufhvmw/ ajpo; ujpavtwn, pagavrcw/ th`~ te Arsinoeitwǹ kai; Qeodosioupolitwǹ)». Se si tratta dello stesso personaggio è chiaro dalle titolature che il secondo testo è posteriore al primo. Per il secondo testo l editrice, G. Fantoni, ha proposto perciò il 556/579 sulla base appunto della identificazione con Apion II. La titolatura dell Arsinoite, tuttavia, è molto diversa da quella che Apion II porta ad Ossirinco, dove negli stessi anni cinquanta il personaggio assume i titoli di ujperfuevstato~ e poi di ujperfuevstato~ e paneuvfhmo~ 64. In ambedue i 59 Ll. 5-7: Fl(aouivoi~) Cristofovrw/ kai; Strathgivw/ toi`~ ejndoxotavtoi~ strathlavtai~, pagavrcoi~ th`~ Arsinoitwǹ kai; Qeodosioupolitwǹ. 60 CPR X, 127, ll. 4-6 (con BL, IX, 74; A. Papathomas, Textbeiträge zu CPR XIV, «Tyche», 10, 1995, pp ; BL X, 51): F_l(aouivai~) Qeofaniva/ th` ejndoxotavth/ strathlativssh/ kai; tai`~ ejndoxotavtoi~ aujth`~ qugatra`sin P^a^lladiv ^a/ kai; k^u^ra/ ` Ka^lh/ ` th/ ` kai; Poulceriva/ ejk pat^ro;~ St^rathgjvou^ tou` th`~ ejndovxou mnhvmhv ªprºwªtºeu^ouvsªaºjª~ tºh`~ A^rsinoejtwǹ povlew~. 61 Cf. Mazza, Archivio degli Apioni, pp Sul personaggio cf. B. Palme, Die Domus Gloriosa des Flavius Strategius Paneuphemos, «Chiron», 27 (1997), pp ; Mazza, Archivio degli Apioni, cit., pp Mich. Syr., Chron., II, p. 385, su cui cf. Palme, Die Domus Gloriosa, cit., p Per una rassegna dettagliata della documentazione cf. Mazza, Archivio degli Apioni, cit., pp

16 278 documenti arsinoiti, poi, manca il richiamo al consolato ordinario, elemento che davvero stupisce qualora si consideri che CPR XIV, 10 attribuirebbe addirittura al console ordinario il semplice rango di ajpo; ujpavtwn e che al contrario il consolato è sempre richiamato nei documenti da Ossirinco, con un unica e ancora una volta problematica eccezione, P. Oxy. I, Ma rimaniamo nell Ossirinchite e analizziamo più da vicino i testi dell archivio relativi agli anni intorno alla morte del console ordinario. L ultimo documento datato con certezza indirizzato ad Apion II è del 7 maggio 577. Dal 21 febbraio 579 al 29 dicembre 587, i contratti sono intestati dapprima genericamente agli eredi di Apion 66 ; in seguito essi vengono individuati nominalmente in Praeiecta e i suoi figli Apion e Georgios (intorno al 587), e successivamente in Praeiecta e il figlio Apion (intorno al 590/591). Nel 591 è pure menzionato un riparius della gloriosa casata di Praeiecta nell Eracleopolite 67. Dal 27/3/593, a Ossirinco, Apion III è nominato da solo, senza la madre, come titolare della casata 68. L Epistolario di Gregorio Magno, come si diceva, informa che nel 592 Apion III era sposato 69 e due anni dopo era padre di due o più bambine 70. Nel 598 gli risulta nato anche un figlio di nome Strategios 71. Sempre nello stesso periodo, precisamente nel 591 (P. Oxy. LVIII, 3935), compare a Ossirinco la domus di un eccellentissimo (ujperfuevstato~) Strategios, mentre a Eracleopoli, un testo assai frammentario datato 4/2/598 il già richiamato CPR XXIV, 25 stabilisce un nesso tra uno Strategios, cui è indirizzato il contratto, e un Apion «di famosa memoria»: siamo di nuovo alle prese con gli eredi del console ordi- 65 Si tratta di una petizione indirizzata da un colono al «famosissimo eccellentissimo patrizio e duca della Tebaide Apion (paneuvfhmo~ ujperfuevstato~ patrivkio~ kai; dou;x Qebaivwn cwvra~ Apivwn)», in cui viene ricordato anche il figlio di questi, l ujperfuevstato~ Strathvgio~. La testimonianza, che è stata collegata alla menzione di un e[ndoxovtato~ Apivwn, duca della Tebaide in P. Lond. V, 1708, farebbe ipotizzare che Apion II abbia ricoperto tale carica di duca della Tebaide intorno al Per i particolari cf. Mazza, Archivio degli Apioni, cit., pp ; un ipotesi alternativa è che si tratti di Apion III e di suo figlio, cf. Gascou, Les Grands domaines, cit., p. 66, nota Cf. P. Oxy. I, 135 (21/3/579); P. Iand. III, 48 (29/5/582); P. Oxy. I, 202 (8/10/582); P. Lond. III, 777 (11/10/582); P. Lond. III, 774 (11/10/582); P. Oxy. XVI, 1976 (23/11/582); P. Oxy. I, 136 (24/5/583); P. Oxy. I, 137 (11/1/584); P. Oxy. VI, 996 (20/11/584); P. Oxy. XVI, 1987 (18/2/587); P. Oxy. XVI, 1993 (9/3/587); P. Oxy. XVI, 1898 (13/3/587); P. Oxy. XVI, 1988 (29/12/587). Sulla terminologia usata per indicare gli eredi cf. Palme, Strategius Paneuphemos, cit., pp P. Erl. 67 (17/9/591, cf. BL VII, 47). 68 P. Oxy. XVIII, 2202, sulla data cf. BL VII, Greg., Epist., II, 24 (aprile 592). 70 Greg., Epist., IV, 44 (agosto 594). 71 Greg., Epist., VIII, 22 (maggio 598).

17 Noterelle prosopografiche 279 nario 72. Cosa è possibile dedurre dal quadro documentario fin qui delineato? Innanzitutto che la successione ereditaria del console per qualche motivo risultava complicata, cosa che comportò una lunga fase di indivisione tra gli eredi, fase durata quasi un decennio. Certo nel caso di queste dinastie il patriarca avrà designato solitamente un erede principale, che perpetuasse la stirpe, ma non avrà mancato di provvedere anche al resto dei membri della sua casa. Come ho già scritto, il patrimonio di Apion II doveva essere ingente: esso si estendeva non solo in diverse zone dell Egitto, ma doveva pure comprendere proprietà immobiliari in varie zone dell Impero, oltre al palazzo di Costantinopoli, attestato da Malalas 73, e molto verosimilmente a terreni e a una o più residenze intorno alla capitale, come voleva l uso della nobiltà palatina. In conclusione: il dossier relativo alla gens, seppur notevole, restituisce un quadro parziale dell assetto amministrativo di una minima parte dell oi\ko~ in questione. Inoltre, si è forse sopravvalutata la centralità di Ossirinco, pensando che il patrimonio di questo nomo fosse destinato a passare in blocco a un unico erede, senza considerare che forse così non fu 74. Davvero, l apparizione di un Fl. Strategios nell Ossirinchite proprio nel 591, in concomitanza con l emergere dei nomi degli eredi di Apion II invita a una riflessione, come pure la nuova testimonianza dello Strategios erede di Apion di CPR XXIV, 25. Si può davvero identificare questo Strategios con il cosiddetto Strategios Paneuphemos dell Arsinoite? Oppure i beni del console ordinario in Egitto furono divisi in più oi\koi? Può trattarsi di una coincidenza; nuovi documenti potrebbero fare svanire questa strana concomitanza di date, ma nulla vieta di ipotizzare che si tratti di un altro membro della famiglia 75. Dunque i testi recentemente pubblicati o di imminente pubblicazione e lo stato della discussione sembrano complicare, almeno apparentemente, il quadro. La ripresa in parallelo della documentazione proveniente dall Ossirinchite e di quella proveniente dall Arsinoite, inoltre, fa emergere, al di là della intricata vicenda prosopografica, questioni di non poco conto. Se affianchiamo i papiri dell Ossirinchite riguardanti gli Apioni a quelli del Fayum e dell Eracleopolite 72 Contratto indirizzato (ll. 5-7):...Fºlaouivw/ Strathgivw/ tw/` ªpaneufhvmw/ ujpavtw/ +/-7 tou` ejn eujºklee^i` ªtºh/` mnhvmh/ ApivwnoV ªgenomevnou patrikivou etc. 73 Ioan. Mal., Chron., XVIII, 135, cf. R. Janin, Constantinople byzantine, Paris , p Rilevante e forse centrale è la presenza della famiglia a Eracleopoli, come si evince da Gonis, P. Bingen 135, cit.; si veda anche Mazza, Archivio degli Apioni, cit., Non affronto volutamente in questa sede l analisi di P. Oxy. XVI, 1829 perché penso che lo stato dei documenti finora pubblicati non mi permetterebbe altro che la formulazione di ipotesi attualmente inverificabili, complicando ulteriormente la discussione.

18 280 noteremo, infatti, alcune interessanti differenze: a) le titolature, tutte comunque denotanti un livello sociale assai elevato, presentano, come si è visto, discrepanze, a volte sorprendenti (vedi il caso di Apion II); b) nell Arsinoite gli Apioni e Strategi, oltre ai titoli di rango, portano anche i titoli di funzione di strathlavth~ e/o pavgarco~. Nell Ossirinchite il primo dei due titoli non ricorre mai, mentre al secondo si fa riferimento attraverso una formula particolare: il participio presente medio del verbo pagarcevw accostato alla kome sottoposta al grande proprietario 76 ; c) nell Ossirinchite i documenti sono sempre inviati ai grandi proprietari attraverso loro rappresentanti, attestati anche nell Eracleopolite, e invece assenti nei contratti del Fayum; d) la documentazione dell Arsinoite spesso non definisce affatto i personaggi «geou`coi, geoucouǹte~»: perché? La tipologia dei documenti invece è pressoché la stessa: in sostanza misqwvsei~, dichiarazioni e malleverie anche se va tenuto presente che i papiri del Fayum spesso sono assai frammentari e non permettono in molti casi di comprendere di che tipo di contratto si tratti. In conclusione, al di là dei nuovi dati riguardanti la storia familiare degli Apioni, i contributi passati in rassegna e i testi di recente o imminente pubblicazione hanno il grande pregio e merito di introdurre (o forse solo di rilanciare) interrogativi fondamentali, io credo, per quanti lavorano sull Egitto tardoantico: come spiegare la diversità nell elaborazione formale tra i documenti provenienti da nomi differenti? Si può ipotizzare che essa derivi da una organizzazione degli uffici pubblici e privati che variava da nomo a nomo? In che misura le differenze nei formulari sono dovute a usi diplomatici che tendevano a ripetersi in modo stereotipato, per copiature successive, ovvero scaturiscono da reali diversità tra strutture amministrative pubbliche e private adottate in ciascun nomo? Bologna 76 Cf. ad es. P. Oxy. I, 133, ll. 7-8 (con BL VII, 128): to; koino;n twǹ prwtokwmhtwǹ th`~ kwvmh~ Takovna tw`n Oxurugcitw`n nomou`, pagarcoumevnhª~ ujºpo; tou` oi[kou th`~ ujmw`n ejndoxovthto~. Per una discussione dei testi e del valore da dare all espressione sotto il profilo istituzionale si veda R. Mazza, Ricerche sul pagarca nell Egitto tardoantico e bizantino, «Aegyptus», 75 (1995), pp

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