PRIDE 2009 BETH DITTO INDIA. IL MENSILE GAY ITALIANO Copia gratuita ( 2,5 in edicola e libreria)

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1 Pride Rivista mensile - Autorizzazione del tribunale di Milano n.351 del Direttore responsabile: Gianni Rossi Barilli. Distribuzione gratuita in tutti i locali (in edicola o libreria euro 2,5). Trasporto esonerato da DDT ai sensi del DPR n.472 del PRIDE 2009 BETH DITTO INDIA IL MENSILE GAY ITALIANO Copia gratuita ( 2,5 in edicola e libreria) n 122 AGOSTO 2009

2 2 pride agosto 09

3 3 agosto 09 pride

4 4 122 Agosto Gianni Rossi Barilli Cosa c è oltre l orgoglio? 11 Gianni Rossi Barilli Illumined spento 14 Beppe Ramina India nel futuro 16 Cronaca Italia 20 Cronaca estero 25 Paolo Colonna Uragano Beth 29 Roberto Cangioli Lo stile Cazwell 32 Marco Albertini Ay mi amor Vincenzo Patanè Trimalcione oggi 38 Antonio Malvezzi Frocipuzzle - Sudokul 43 Giovanbattista Brambilla Memoranda Foto in copertina di Patrick Mettraux 46 Pigi Mazzoli Zig Zag 48 Carmine Urciuoli Internet 50 Francesco Gnerre Libri 52 Vincenzo Patanè Cinema 54 Francesco Belais Vita notturna 56 Roberto Cangioli Musica 58 Massimo Basili Fumetti 60 Metropoli 72 Dove e cosa Edito da Associazione culturale GLBT > Amministratore unico_frank Semenzi > Direttore responsabile_gianni Rossi Barilli Coordinamento grafico_paolo Colonna > Segreteria di redazione_marco Albertini. Stampato da Emmek Editore Srl di Fino Mornasco (CO). Redazione_via Antonio da Recanate 2_20124 Milano_tel _fax apertura lun/ven ore 14.30/19.30 o su appuntamento > Abbonamento annuale 65 euro_semestrale 35 euro > assegno circolare intestato ad Associazione GLBT o bonifico bancario Segreteria di redazione > tel _fax > Pubblicità Pride > tel _fax > > Frank Semenzi Pubblicità Roma > Stefano Bolognini > u La prenotazione di spazi pubblicitari deve avvenire entro il giorno 5 del mese precedente la pubblicazione (ad esempio: il 5 gennaio per il numero di febbraio). I comunicati stampa (anche per l aggiornamento della guida ai locali gay d Italia e per l agenda) e le grafiche pubblicitarie devono pervenire in redazione entro il giorno 10 del mese precedente la pubblicazione (ad esempio: il 10 gennaio per il numero di febbraio). Non si garantisce la pubblicazione di quanto prenotato o pervenuto oltre tali date. pride agosto 09

5 5 agosto 09 pride

6 6 attualità+cultura I pride, per quanto belli e sempre più numerosi in Italia, non bastano a farci vincere la battaglia per l uguaglianza. Occorrono sforzi straordinari, in un momento di oggettiva crisi, e certamente un clima più sereno nei rapporti interni alla comunità glbt. Cosa c è oltre l orgoglio? Gianni Rossi Barilli Con il pride nazionale di Genova del 27 giugno e con quello di Catania del 4 luglio, (di entrambi gli eventi offriamo una parziale documentazione nelle immagini di queste pagine) si è conclusa la lunga e variegata celebrazione dei quarant anni da Stonewall. E si presenta l opportunità/necessità di tracciare un bilancio, utile ci auguriamo per guardare avanti con un filo di prospettiva. Le manifestazioni in se stesse si sono senz altro rivelate all altezza delle aspettative e hanno restituito la fotografia di una realtà glbt che non demorde, anche in momenti oggettivamente difficili come quello attuale, nel pretendere giustizia. In un paese più che mai refrattario all idea dell uguaglianza tra le persone e alla certezza delle regole. Essere scesi in piazza in tanti, dal nord al sud, è un segno di forte vitalità e resistenza civile, eppure il messaggio sembra essere caduto almeno in parte nel vuoto. I pride, a cominciare da quello nazionale di Genova, hanno avuto un ottimo risultato sulla scala locale. Hanno creato dibattito e picconato i luoghi comuni ostili, stimolato una crescita culturale e un prevalente atteggiamento simpatizzante nella cittadinanza, com era del resto spesso accaduto anche negli anni passati. Ciò che sembra invece essersi inceppato è il ruolo politico più generale delle nostre manifestazioni di giugno. Ormai non siamo più da tempo una novità nel panorama, e i pride fanno ormai notizia più o meno come il raduno degli alpini: belle foto pride agosto 09

7 cultura+attualità 7 colorate in cronaca e morta lì. La richiesta di parità e laicità, invece, chi la sente più? Sta forse accadendo da noi quello che è accaduto in molti altri paesi, dove le celebrazioni dell orgoglio glbt, da dirompente rivendicazione di identità e in quanto tale politica, sono via via diventate una più pacifica festa popolare che ha il grande pregio di attirare un po di turisti. La differenza, però, è che da noi l uguaglianza delle persone glbt è ancora un vago sogno. Sul tema dei diritti siamo sempre al punto di partenza, mentre i progressi sul terreno della convivenza sociale sono troppo spesso smentiti da episodi di violenza e intolleranza. E noi che facciamo in tutto ciò? Facciamo a borsettate tra noi. Il movimento glbt, come presumibilmente tutti i gruppi umani organizzati e non, ha vissuto fin dalla sua nascita vivaci e non sempre incruente dialettiche interne. Nulla di strano perciò che ci sia competizione e divergenza tra le persone, e qualche volta anche tra le idee. Il problema è che in un momento in cui ci sarebbe bisogno di uno sforzo straordinario per uscire dal pantano di una realtà che non cambia, darsi alle guerre (anziché alle battaglie) civili, non è esattamente una strategia vincente. Per non risultare incomprensibili, oltre che omertosi, facciamo qualche esempio. 1) Sopravvivono, a un anno di distanza, denunce e controdenunce ereditate dai litigi tra Facciamo Breccia e Arcigay al pride nazionale di Bologna ) Negli ultimi mesi abbiamo assistito a diversi round di una lotta senza esclusione di colpi tra il portale Gay.it e i vertici di Arcigay nazionale (a cominciare dal presidente Aurelio Mancuso di cui Gay.it ha chiesto esplicitamente le dimissioni). Abbiamo scelto di non raccontare minutamente i particolari di questo scontro, del resto ampiamente coperto da altri mezzi di comunicazione gay e non, per non essere costretti a prendervi parte e per non contribuire in nessun modo a mantenere alti i toni di una polemica che non condividiamo nei metodi (da ambo le parti) al di là di qualsiasi merito politico. 3) Arcigay, la più forte sigla del mondo glbt nostrano, attraversa un momento di crisi e scontri interni da cui non uscirà nella migliore delle ipotesi prima di gennaio, data in cui si svolgerà il prossimo congresso nazionale. Il che non aiuta a promuovere l iniziativa politica all esterno. Riportando pettegolezzi e malumori potremmo aumentare virtualmente all infinito il numero degli esempi, ma questi ci sembrano sufficienti a comprendere che il clima di collaborazione nella comunità non è al top. È facile attribuire l introversione dell aggressività alla difficoltà di agire là fuori, ma puntualizzare ancora una volta che i veri nemici da combattere stanno altrove non appare purtroppo superfluo. Ristabilire un clima costruttivo è una necessità, per poter pensare al muro di gomma contro cui rimbalzano da troppo tempo le nostre richieste di parità e per contrastare il sempre più cupo e diffuso qualunquismo secondo cui se tutto fa schifo ognuno fa come meglio gli conviene. Questa è una brutta malattia italiana, e i gay non fanno certo eccezione (anzi), ma non si cura strappandosi la parrucca a vicenda. Godiamoci quindi quello che resta dell estate e speriamo in un autunno rinfrescante. agosto 09 pride

8 8 attualità+cultura Addio Tiziana di Francesco Belais Genova, 27 giugno 2009, ore 16, il corteo del pride nazionale 2009 è pronto per partire. Sono stato invitato da Fabianna Tozzi Daneri, presidente nazionale di Trans Genere (www.transgenere.it), a prestare la mia attività di dj sul carro che l associazione, insieme alla Comunità di San Benedetto al Porto (quella di don Gallo, per intenderci) ha organizzato per l evento. Ho accettato volentieri e con molto pride indosso una canotta con scritto I Love Trans. La musica pompa ad alto volume dagli altoparlanti dei vari carri, palloncini rainbow, bandiere e striscioni ovunque. Si parte. Non è passata nemmeno un ora, forse soltanto 45 minuti, e mi dicono di abbassare il volume perché a bordo del carro una persona trans ha avuto un malore. Da principio si pensa a uno svenimento, forse il troppo caldo, la calca. Le persone a bordo, le amiche, cercano di rianimare Tiziana, questo il suo nome. Tutto però sembra inutile. Dal microfono si chiede a gran voce l intervento di un medico. Tempestivo è l arrivo dei volontari paramedici presenti sul luogo per dare assistenza che, dopo aver constatato che si tratta di un arresto cardiaco, iniziano a prestare le prime cure. Il corteo si ferma. Pian piano si spengono gli impianti di ogni carro, la gente si accalca. Ma che succede? Qualcuno sta male! Ma chi? Dove? Era drogato? Aveva bevuto? Le domande e la curiosità si fanno insistenti, e le facce interrogative di chi ancora non ha saputo, all apprendere la notizia si fanno cupe. Tiziana, anni 54, di Lucca, componente del direttivo dell associazione Trans Genere non aveva bevuto, e tanto meno aveva fatto uso di sostanze, non era sua abitudine. Aveva partecipato anche al Pride romano e gioiosamente stava partecipando anche a quello genovese. È una delle migliori collaboratrici che abbia mai avuto all interno dell associazione. dice di lei Fabianna Tozzi Daneri Sin da subito si è impegnata con energia nella battaglia dei diritti civili negati alle persone trans. Il massaggio cardiaco, unito al defibrillatore, continua senza sosta. Ma Tiziana non si riprende. Sull intero pride scende il silenzio, e la preoccupazione. Tutte le persone vengono fatte scendere dal carro: la corrente generata dal defibrillatore potrebbe essere condotta dal metallo circostante e dare la scossa elettrica. Qualche amica continua a chiedere preoccupata: Si è ripresa? No Ancora no Ancora niente. Qualcuno piange. Qualcuno cerca di sciacallare sulla cosa tentando di scattare delle foto. Un fotografo che si arrampica su un muro, per avere una migliore visuale, rischia il linciaggio. Dopo oltre 40 minuti di massaggio, i volontari riescono a far mantenere il battito di Tiziana che, con un ambulanza viene portata all ospedale Galliera di Genova. Un grande applauso, i motori si riaccendono, ricomincia la musica e il pride riparte. Il nostro carro cerca di mascherarlo in qualche modo, ma com è possibile far festa dopo aver vissuto da vicino un evento così? Al concentramento finale viene riportata la notizia di Tiziana che ha avuto un malore, ma che al momento sta meglio. Non è così. Mentre sul palco si alternano i vari interventi, Tiziana non ha migliorato affatto le sue condizioni. La degenza a Genova si è protratta e la comunità di San Benedetto, oltre all associazione Trans Genere, è stata molto vicina alla famiglia, dando assistenza, lo stesso don Gallo è stato a disposizione. Poi il ricovero in prognosi riservata è continuato presso un altro ospedale, senza alcun miglioramento. La tac aveva rilevato grandi problemi a livello cerebrale e le speranze che potesse uscire dal coma si sono spente per sempre la mattina del 21 luglio scorso, quando il suo cuore ha smesso di battere. In questo momento di dolore, a Tiziana che tutti hanno troppo presto dimenticato va il nostro pensiero. Alla sua famiglia e all associazione Trans Genere, tutto il nostro affetto e la nostra vicinanza. pride agosto 09

9 cultura+attualità 9 Fotografie del Genova Pride: Giovanbattista Brambilla Catania Pride Fotografie del Catania Pride: Fabrizio Cavallaro agosto 09 pride

10 10 pride agosto 09

11 cultura+attualità 11 La polizia chiude per ordine del tribunale uno dei più noti cruising bar milanesi. E mette così in discussione il sistema su cui si basa il circuito dei locali Arcigay, insieme alla libertà di fare sesso tra noi (se adulti e consenzienti) anche tra quattro mura. Illumined spento Gianni Rossi Barilli L Italia è lo strano paese in cui serve una tessera per entrare in uno di quei locali gay che esistono in tutto il resto del mondo e in cui si consuma sesso libero e gratuito in omaggio alla zoccolaggine atavica. La tessera è indispensabile, perché ha il potere di trasformare i suddetti locali da luoghi aperti al pubblico (in cui è proibitissimo darsi da fare con i vicini di posto) in circoli privati dove i soci possono godere in pace del diritto costituzionale di dedicarsi alle attività ricreative che meglio credono. Così, da una ventina d anni a questa parte si è trovato il seguente compromesso all italiana: i locali gay dove si fa sesso (disco con darkroom, saune, cruising bar) possono esistere, a condizione di essere circoli privati con tessera. Siccome però le mandrie gay sono per definizione transumanti e fare una tessera diversa per ogni singolo locale poteva risultare assai poco pratico, l Arcigay ha offerto la possibilità di usufruire di un circuito nazionale di locali ai quali si può accedere con un unica tessera. Ora però il tribunale di Milano ha scoperto che questo sistema non è più valido e ha ordinato il sequestro dell Illumined, uno dei più frequentati cruising bar del capoluogo lombardo, in base all assunto che non si tratta di un circolo privato ma di un locale pubblico. Tanto basta per far comparire con un colpo di bacchetta magica un bel mucchio di reati e irregolarità amministrative, a cominciare dai classici atti osceni in luogo pubblico. L illumined non è un circolo privato, argomenta il tribunale, perché ci si può entrare anche con una tessera fatta altrove (cioè in un altro locale del circuito Uno/Arcigay) o addirittura facendone una al momento stesso dell ingresso nel circolo. E venendo ammessi alle attività ricreative che l Illumined offre l opportunità di svolgere ai propri soci, guardate un po, senza uno straccio di delibera d assemblea che dia il benvenuto ufficiale ai nuovi membri della confraternita. Inoltre nel locale ci andrebbe troppa gente per poter sostenere che è un circolo privato. Quindi sono stati messi i sigilli e l Illumined è chiuso dal 9 luglio scorso. Caso poi ha voluto che il magistrato che ha firmato il decreto di sequestro se ne sia andato in ferie subito dopo, congelando la situazione. La vicenda parte dalle denunce di un condomino del palazzo in cui si trova il cruising bar, che non ha avuto tregua da quando ha aperto i battenti due anni e mezzo fa. In seguito agli esposti del solerte vicino i controlli di polizia, vigili urbani, guardia di finanza e chi più ne ha più ne metta sono stati continui e molto scrupolosi. È dunque comprensibile, come conferma il responsabile della rete dei circoli Arcigay nell intervista alla pagina seguente, che i gestori dell Illumined avessero sviluppato una certa ossessione per il rispetto delle normative. Se però le regole cambiano in corso d opera, la partita si rivela truccata. Ora, chiudendo questo locale con le motivazioni addotte, il tribunale di Milano mette in discussione alla radice la validità del circuito nazionale Uno/Arcigay, perché tutti gli altri sex club e affini potrebbero essere colpiti dallo stesso tipo di rilievi. Offre comunque anche l opportunità di riflettere su norme che, all italiana, volutamente lasciano spazio alle ambiguità per mantenere in una zona grigia ciò che non si vuole rendere pienamente legale. Meglio di tutto sarebbe che il diritto di fare sesso con chi si vuole, a condizione che la voglia sia reciproca, in un ambiente chiuso e dotato di filtro all ingresso fosse garantito senza il bisogno di ricorrere a marchingegni che possono all occorrenza essere definiti truffaldini. In subordine sarebbe almeno il caso di precisare le regole che hanno consentito fino a oggi di esistere ai locali gay dove si fa sesso al fine di evitare in futuro episodi analoghi, il cui principale effetto è quello di rafforzare l incertezza del diritto. I deputati radicali, in un interrogazione parlamentare sulla vicenda Illumined, hanno chiesto al governo di spiegare per quale ragione in un locale di Milano si applica una determinata interpretazione della normativa e in tutti gli altri locali ricreativi d Italia le autorità applicano un interpretazione diversa. Sarebbe interessante saperlo. Mentre il ministro Maroni pensa alla risposta, è facile concludere che questo incidente è in perfetta sintonia con la generale atmosfera di restrizione delle libertà personali a suon di divieti, in nome della sicurezza, della salute e della pulizia morale. I bacchettoni tornano a fare la voce grossa, anche se non si sa più chi siano veramente perché nessuno ormai è credibile in questo ruolo (salvo forse Paola Binetti, se il cilicio non viene classificato come attività ricreativa s/m). Intanto anche tra i gay c è chi applaude alla chiusura di localacci come l Illumined perché è ora di finirla con queste cose sporche e malate. Adesso i froci sono diventati normali. E possono finalmente perseguitare qualcun altro. agosto 09 pride

12 12 attualità+cultura Atti osceni in luogo privato Andrea Gabrielli Il 9 luglio scorso il cruising Illumined, affiliato ad Arcigay, è stato chiuso dalla questura di Milano. Tra i reati contestati ai gestori del sex club quello di atti osceni in luogo pubblico, e la cosa, alla lettura dell ordinanza, farebbe pure sorridere, considerato che l Illumined è un sex club, ma, al contrario, sembra mettere in discussione tutto il circuito di locali affiliati ad Arcigay e relativo tesseramento. Proviamo a fare chiarezza con Roberto Dartenuc, direttore del circuito ricreativo dell associazione. Cosa è successo all Illumined? È accaduto quello che ho già visto una ventina di anni fa a Bologna: un circolo è stato costretto a chiudere dopo una lunga ed estenuante battaglia giudiziaria con un condomino incattivito dalla presunta perdita di valore del proprio immobile a causa della presenza di froci nell interrato del palazzo. La stessa storia, con ovviamente specificità diverse, si sta ripetendo oggi. Tra i reati contestati ai gestori c è quello di atti osceni in luogo pubblico. Ci risulta però che il club sia privato e che controlli meticolosamente tutti i tesserati che accedono (tessera e documento di identità sono i requisiti di ammissione). Com è possibile? È una questione lunga ed annosa che non ha trovato a tutt oggi soluzione. La legislazione che regola le attività delle associazioni è carente e lacunosa, più che altro si tratta di legislazione che si è venuta via via creando a colpi di sentenze. Se da una parte esiste una minoranza di presunti circoli che agiscono in spregio di qualunque normativa e che vanno giustamente perseguiti, dall altra invece esiste un tessuto di circoli e associazioni, la stragrande maggioranza (solo Arci conta oltre 8000 circoli in tutta italia, Arcigay un centinaio tra comitati provinciali e circoli ricreativi), che non ha eguali in Europa e che rappresenta una ricchezza per il Paese. Nello specifico il circolo Illumined è uno dei circoli in assoluto più rispettosi delle normative interne di tesseramento (e della normativa in genere) e quindi ogni speculazione di illegalità in tal senso è destinata a cadere, se ancora esiste una giustizia degna di questo nome nel nostro paese. Sembra però che la questura abbia messo in discussione tutta la validità del circuito Arcigay per cui con una tessera è possibile accedere ad almeno sessanta club privati in tutta Italia. I club affilliati ad Arcigay sono privati o pubblici? Devo dire che questa contestazione ha incominciato a serpeggiare nell ultimo anno nei nostri circoli in qualche sporadica occasione durante normali controlli di polizia amministrativa per bocca degli agenti intervenuti, ma mai, fino ad ora, aveva prodotto provvedimenti di alcun genere. Quest ultima contestazione ha dell incredibile in quanto, in questo caso, la normativa è chiara dal lontano 1979 e ribadita nel 1997 con un decreto che ha modificato il Tuir (il testo unico delle imposte sui redditi) e sancisce la legittimità della circolazione dei soci nell ambito di strutture diverse appartenenti alla medesima associazione nazionale; di conseguenza non posso far altro che ribadire che i nostri circoli vanno intesi come luoghi privati e non pubblici. Com è possibile che un magistrato decida di mettere tutto in discussione? È semplice, e questa è una mia opinione personale che non coinvolge l associazione di cui faccio parte, il problema si chiama responsabilità civile dei magistrati: se un medico sbaglia e il paziente non ha il beneficio previsto paga. Ventidue anni fa, in questo paese passò un referendum per stabilire la responsabilità civile dei magistrati, ma l allora classe politica pensò bene di vanificarne il risultato modificando la legge e ristabilendo, di fatto, l impunità dei magistrati per qualunque loro atto. Se chiudesse Illumined si creerebbe un precedente e rischierebbero di chiudere tutti i locali del circuito Arcigay? Il problema è concreto e reale, Fortunatamente al momento non abbiamo notizie di provvedimenti in altre parti d Italia e penso che la vicenda dell Illumined abbia una specificità tutta sua. Ciò non toglie comunque che ci stiamo attivando con la nostra associazione madre, l Arci, per definire una strategia di difesa comune contro questi attacchi che minano alla base il diritto di associazione, diritto fondamentale tutelato dalla nostra costituzione. Alcuni criticano Arcigay sostenendo che i circoli ricreativi sono, a tutti gli effetti, attività commerciali. Arcigay come ha cercato di sciogliere questo nodo? Questo è un nodo che non riguarda solo Arcigay ma tutto il mondo dell associazionismo. Arcigay sta lavorando in proprio da diversi mesi per capire come gestire nella maniera più corretta e trasparente i propri circoli, ribadendo però che nessuno, per quanto riguarda lo specifico di Arcigay, può mettere in dubbio la reale natura della mission della nostra Associazione. Anche su questo proprio in questi giorni abbiamo raggiunto un intesa di massima con Arci per formulare delle proposte volte a trovare una soluzione. I club privati sono davvero l unico modo per garantire che due adulti consenzienti, in Italia, possano ritrovarsi in un locale e fare esattamente quello che credono? Fermo restando che nei circoli Arcigay le persone non fanno esattamente quello che credono ma devono partecipare alla vita associativa nei limiti stabiliti dai regolamenti e statuti di ogni circolo. Stando alla legislazione attualmente in vigore i rapporti sessuali possono consumarsi solo all interno di strutture private, diversamente si tratta di atti osceni in luogo pubblico condannabili penalmente. Deve essere poi sfatata la storia che le tessere si devono fare solo in Italia: per mia esperienza personale diretta posso garantire che sia in Gran Bretagna che negli Usa ci sono molti locali dove per poter accedere è necessario ottenere la cosiddetta membership card giusto per citare due paesi con una vita gay ben sviluppata e organizzata. pride agosto 09

13 13 agosto 09 pride

14 14 attualità+cultura Con una sentenza storica, l alta corte di Dehli ha cancellato l articolo del codice penale indiano che prevedeva il carcere per le relazioni omosessuali. Un passo decisivo verso l uguaglianza delle persone glbt che non mancherà di influire sul resto dell Asia. India nel futuro Beppe Ramina L sms di Vikram Doktor, giornalista e tra gli attivisti più noti di GayBombay, arriva il 3 luglio: il giorno prima l alta corte di Delhi ha stabilito con parole inequivocabili che l articolo 377 del codice penale della Repubblica dell India, che punisce gli atti contronatura con pene fino a 10 anni, è in rotta di collisione con la costituzione indiana la quale, nel 1950, ha proclamato l uguaglianza di tutte e di tutti di fronte alla legge. Vikram chiede se i media italiani abbiano dato spazio a questo pronunciamento. La mia risposta è che la copertura è stata ampia e che l aggettivo più utilizzato per definire la sentenza è storica. Gli amici indiani di Delhi, Bangalore, Chennai, Bombay, dove pochi giorni prima si sono tenute manifestazioni per il pride, esultano; e ne hanno ben ragione: anche se la sentenza dell alta corte sarà contestata (c è già chi si è rivolto alla corte suprema per ottenerne la sospensione in attesa di una revisione del giudizio) difficilmente l India potrà e vorrà tornare indietro. Il governo del Congresso e dei suoi alleati, che poche settimane fa ha incassato una vittoria tanto larga quanto inattesa per le elezioni del parlamento nazionale, non vede tutti d accordo, ma ha già annnunciato che non farà ricorso. Una neutralità preziosa, anche se tartufesca, che però spiana la strada ad altre conquiste. È vero, il percorso è lungo e andrà sostenuto anche raccogliendo fondi per proseguire nella battaglia legale e l India rurale e povera non è la stessa delle élite delle grandi città che in larga parte ha tifato per l abolizione di questa legge anacronistica e imposta nell ottocento vittoriano dai britannici. Ma il segnale è forte e coinvolgerà l insieme dell Asia. Nel vicino Nepal, passato recentemente da una monarchia tirannica ad un governo repubblicano di sinistra, uno dei primi atti di questo nuovo corso è stato il riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali e transessuali. Ed è di poche settimane fa anche una sentenza dell alta corte pachistana che ha stabilito che le persone transessuali sono cittadine come le altre e, se in condizioni di difficoltà, hanno diritto ad ottenere assistenza dallo stato. Un giudizio emesso, stando a quanto si legge sul sito in nome del diritto islamico. La repubblica dell India, nata alla mezzanotte del 15 agosto 1947 (per saperne di più sulla storia recente godendo nel contempo di un racconto appassionante consiglio I figli della mezzanotte di Salman Rushdie) ha oggi il privilegio di potere aggiungere una ragione in più al suo essere il più grande stato democratico del mondo. Gli attivisti indiani e chi si è schierato con le loro richieste (fra tutti, il premio Nobel per l economia Amartya Sen consiglio di lettura: L altra India) hanno fatto un lavoro straordinario in condizioni difficili. La sentenza è il frutto di un impegno pluriennale che ha del prodigioso, per la tenacia e l intelligenza limpida con il quale è stato svolto. Le armi vincenti sono state consapevolezza e condivisione degli obiettivi, visione chiara del presente e del futuro, capacità di mobilitazione e di costruire alleanze, di aprire spazi pubblici di confronto. Il 2 luglio ho provato una grande emozione, come non mi accadeva da tempo. I miei amici erano riusciti a liberare un miliardo di persone da una legge che ne puniva desideri e relazioni! Loro, un piccolo gruppo. Non so perché, ma ho pensato che in Italia dovremmo imparare ad essere un poco più umili. pride agosto 09

15 15 agosto 09 pride

16 16 cronaca italia Padova: un mese di sospensione dal servizio, da metà luglio, per Luana Zanaga, la poliziotta che ha denunciato di essere discriminata sul lavoro in quanto lesbica. Per fugare ogni sospetto, i suoi superiori hanno così deciso di sottoporla a provvedimenti disciplinari. Il mese di sospensione già scattato è la punizione più leggera. Quella più pesante potrebbe arrivare a settembre, come conseguenza di un intervista non autorizzata rilasciata da Luana all Espresso, in cui la poliziotta spiegava di considerarsi vittima di mobbing omofobico.per questo episodio la Zanaga, che per l occasione sarà difesa dal Siulp nazionale (sindacato di polizia), rischia il licenziamento. Roma: la corte d assise d appello della capitale ha confermato le condanne inflitte in primo grado a due giovani cittadini rumeni per l omicidio dell attore Sergio Aru Tosio, assassinato in casa sua nel giugno del La pena è rimasta la stessa per Adrian Nicolae Grecu (18 anni di carcere), mentre per Gabriel Viorel Cobzaru è scesa da 16 anni e otto mesi a 14 anni. I due, ha stabilito il processo, avevano convinto Aru Tosio a farsi legare per un gioco erotico e poi l avevano ucciso e rapinato. San Marino: l ex console della repubblica del Titano a Cardiff (Gran Bretagna), Federico Podeschi, si è rivolto alla corte europea per i diritti dell uomo dopo essere stato rimosso dal suo incarico. La ragione del licenziamento, sostiene Podeschi che è anche presidente dell associazione Lgbt di San Marino, è il fatto che lui sia gay. La parola ai giudici. Genova: inedito caso di stalking gay sulla riviera ligure. Un ristoratore cinquantenne di Imperia è stato denunciato per molestie insistenti da un escort venticinquenne perseguitato per amore. Si erano contattati via internet e si erano incontrati, ma il cliente aveva presto cominciato a ossessionare il ragazzo con dichiarazioni d amore miste a minacce sempre più violente e valanghe di messaggi telefonici Alla fine aveva anche tentato di farlo licenziare dal lavoro di cassiere in un supermercato che svolgeva di giorno. Così il giovane lo ha denunciato. Valore civile I crimini violenti, a Napoli quasi non fanno più notizia, se non in casi particolari. Uno di questi si è verificato lo scorso 22 giugno in piazza Bellini (la piazza gay della città, già teatro in passato di episodi di violenza omofobica), quando una ragazza di 26 anni, Maria Luisa Mazzarella (nella foto sotto), è stata picchiata a sangue per aver difeso un giovane gay dall aggressione di un gruppo di bulli. Verso le due del mattino, mentre la piazza era popolata dalla fauna consueta (tifosi, i turisti ai bistrot, studenti ed il popolo glbt), una decina di ragazzi piomba all improvviso e inizia a prendere di mira, con sfottò e gesti minacciosi, prima delle transessuali, poi un ragazzo omosessuale, Gennaro R., che quando fa per ritrarsi viene difeso da una sua conoscente, Maria Luisa, che vorrebbe semplicemente stabilire un contatto, parlare, con queste persone aggressive. Invece a questo punto è lei a essere presa di mira e colpita con calci e pugni in pieno volto in un crescendo di violenza. Il sangue è ovunque. Maria Luisa cerca di chiamare il centododici ma invano, nessuno risponde anche se siamo in pieno centro, con a meno di un chilometro due caserme dei carabinieri e la questura centrale. Per giorni si teme che possa perdere la vista ad un occhio ed anche dopo un delicato intervento che le ha ricostruito parte delle ossa dell orbita, resta sotto osservazione. Le associazioni glbt insorgono ed indicono una fiaccolata nella stessa piazza dalla quale alcuni giorni prima era partito il pride locale. Maria Luisa è una donna ed è giovane ma non è una vittima. Il suo bisogno di fare in modo che quello che le è accaduto non si ripeta le ribolle dentro al punto che decide di rompere l anonimato, e racconta alle telecamere quello che le è successo, si fa fotografare l orribile ferita inferta all occhio. Reincontra i suoi aggressori per strada, ha paura, ma non demorde. Il suo coraggio fa del suo un caso nazionale, anche grazie al portale Gay.it ed all associazione Certi Diritti che raccolgono oltre dodicimila firme per chiedere che il presidente della repubblica le conferisca una medaglia al valor civile. Proprio come quelle che le sono già state assegnate dal comune di Sant Arpino e da quello di Napoli. Ora tocca a Napolitano: il 16 luglio scorso, con una conferenza stampa a Montecitorio, è stato presentato l appello che sostiene la richiesta dell onorificenza presidenziale per Maria Luisa. All incontro hanno partecipato l onorevole Anna Paola Concia (Pd) ed i promotori dell iniziativa Alessio De Giorgi (Gay.it), Sergio Rovasio (Certi Diritti), Salvatore Simioli (Arcigay Napoli) e Carlo Cremona (i Ken Onlus). Sul fronte delle indagini, intanto, tre giovani si sono presentati ai carabinieri, insieme ai loro avvocati, per rilasciare dichiarazioni spontanee in merito alla violenza, dichiarando di essere tra gli autori materiali ma negando di avere agito con motivazioni omofobiche. Benché esista una denuncia per lesioni gravissime, i tre non sono stati arrestati. L inchiesta è ancora in corso e il pasticciaccio di Piazza Bellini non ha ancora una spiegazione ufficiale. (c. u.) Bulli a Pavia Un ennesimo caso di bullismo nella scuola italiana è emerso in seguito alla denuncia della famiglia di un ragazzino di 13 anni, che si è rivolta alla magistratura ma anche alle associazioni glbt per far parlare e soprattutto riflettere sulla vicenda. Una storia come tante altre, un ragazzino forse più effeminato, e certamente percepito come più debole nel gruppo, è diventato il bersaglio degli insulti prima e delle aggressioni fisiche di alcuni compagni poi. E ha sopportato in silenzio per un lunghissimo anno scolastico fino a quando, dopo un ultima aggressione, non ha retto più e ha raccontato tutto ai genitori, che hanno sporto denuncia per maltrattamenti e lesioni. Del caso si stanno occupando Arcigay di Pavia, la rete Lenford e l Agedo. pride agosto 09

17 17 agosto 09 pride

18 18 cronaca italia Un Pd nella fossa Dove va il Pd lo sapremo, nella migliore delle ipotesi, solo dopo il congresso e le primarie che si svolgeranno in ottobre. Nel frattempo registriamo che il tema dei diritti glbt è uno di quelli che ancora una volta provocano le maggiori tensioni interne a questo partito in crisi d identità e di consensi. Ad agitare le acque è arrivato il senatore Ignazio Marino (a sinistra), il chirurgo di fama internazionale che si definisce cattolico ma ha basato la propria candidatura alla leadership del Pd su un programma di svolta laica che fa tremare i polsi all ala clericale del partito capeggiata da Rutelli. Marino dice ad esempio che dovremmo essere noi, e non il papa, a decidere come dobbiamo vivere e come dobbiamo morire. E questo basta e avanza per renderlo un irresponsabile estremista agli occhi di una compagna di partito come Paola Binetti. Sulla questione glbt il programma di Marino propone unioni registrate sul modello tedesco e britannico (ovvero il matrimonio con un altro nome) e l adozione ai single per dribblare lo scivoloso argomento delle adozioni agli omosessuali. Queste posizioni hanno fatto guadagnare al senatore i consensi di molti giovani esponenti del partito e ovviamente anche di quelli gay e lesbiche dichiarati come Paola Concia e Ivan Scalfarotto. Lo amano anche i radicali e parecchi esterni libertari che hanno preso la tessera appositamente per sostenerlo, ma a meno di un miracolo la sua è solo una battaglia di bandiera. Chi invece è dato in pole position per la corsa al ruolo di segretario è Pierluigi Bersani, ex ministro del governo Prodi a cui tutti rimproverano di rappresentare la triste linea di continuità della dirigenza degli ex Ds. E se dobbiamo giudicare da quel che ha detto di recente sulle unioni gay, possiamo confermare che lo stile evasivo e impacciato sembra proprio fatto dello stesso legno che prima di lui hanno usato leader del calibro di D Alema, Veltroni o Fassino. Anche Bersani preferisce parlare più neutralmente di coppie di fatto, anziché di unioni gay e lesbiche, ma non trova niente di strano se due persone anche dello stesso sesso vogliono vivere insieme con il riconoscimento della legge. Basta non chiamarlo matrimonio, che è tutta un altra cosa, e non alludere neppure alla questione delle adozioni, che resta un tema delicatissimo, o per meglio dire sconveniente. Grasso che cola, in ogni caso, rispetto all assordante silenzio di Dario Franceschini, che nella gara per la poltrona di leader gode del condizionante appoggio dell ala cattolica del partito, sempre più simile a un Udc interna e sempre pronta a mettere mano alla pistola quando sente parlare di diritti o peggio ancora di laicità. Ma comunque vadano le cose, proprio questi nodi dovranno venire al pettine. Blog omofobico Per risolvere i problemi della sosta selvaggia di fronte al Colosseo, e proprio nei pressi della gay street romana, un blogger trentenne e politicamente impegnato (primo dei non eletti della lista civica per Rutelli alle scorse amministrative) ha messo mano alla tastiera del computer e dato sfogo alla proprio indignazione contro coloro che considera responsabili del degrado: i gay. O meglio, per usare le parole di Massimiliano Tonelli, il blogger in questione, la frociaglia starnazzante, o se si preferisce l orda di culattoni che tutte le sante sere infesta la zona, recando disturbo a residenti e turisti e soprattutto parcheggiando dove non dovrebbe. L invettiva di Tonelli, che naturalmente ha centrato l obiettivo di creare un vespaio, era rivolta oltre che agli omosessuali al comune. Che prontamente, pur prendendo le distanze dai toni della richiesta, ha deciso di mettere delle fioriere per impedire la sosta abusiva nell area incriminata. Le associazioni glbt, invece, ci sono rimaste male. Si aspetta delle scuse da Tonelli, ad esempio, il presidente di Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo, secondo il quale le dichiarazioni sulla gay street sono gravissime e straordinariamente offensive e mascherano dietro il problema della viabilità sentimenti di odio e omofobia violentissimi. Qualcun altro ha preferito riderci sopra, postando in risposta alla lettera di Tonelli la seguente domanda-commento: Ma le auto le riconosci dalle paillettes?. pride agosto 09

19 italia cronaca 19 Drag queen in cella Secondo una denuncia del Mos (movimento omosessuale sardo), la drag queen toscana Nikita Balli, al secolo Michele Cicogna, è stata arrestata ed espulsa con il foglio di via dalla Sardegna mentre si trovava in vacanza a Sassari. Il 15 luglio, ha reso noto il Mos, Michele ha avuto la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, ovvero su un tratto della strada che da Sassari conduce ad Alghero, abitualmente frequentato da donne immigrate che si prostituiscono, proprio nel momento in cui la polizia stava facendo una retata. Lui era in macchina, fermo sul ciglio della strada dopo aver fatto benzina, in attesa di un amico con il quale aveva intenzione di trascorrere la serata. Ma era anche travestito di tutto punto, ha raccontato, perché proprio quella sera doveva andare ad Alghero per concordare con i gestori di alcuni locali delle serate per agosto. Gli agenti che lo hanno fermato, indifferenti alle sue spiegazioni ( Dicono tutti così ) hanno perciò deciso che fosse un sex worker in cerca di clienti e l hanno portato in questura per un controllo di routine, tenendolo in cella per diciotto ore dopo averlo debitamente schedato e congedandolo con un foglio di via prefettizio con divieto di rientro a Sassari per tre anni. Così Michele si è rivolto al Mos e alla Gay Help Line contro le discriminazioni per far valere le proprie ragioni, ma intanto ha dovuto ottemperare al foglio di via. Il Mos, in un comunicato sulla vicenda, condanna fermamente l arresto e l espulsione delle prostitute extracomunitarie, rifiuta l equazione travestititi uguale prostituta che sottende l arresto di Michele e chiede un incontro al questore di Sassari per capire se quanto avvenuto sia frutto di un semplice errore o di precisa volontà politica. Aridatece Wilde Le promozioni non sono valide nei giorni festivi Che l Osservatore Romano dedichi un articolo a uno scrittore scandaloso come Oscar Wilde è una notizia di per sé, anche se sono passati più di cent anni. Ma che lo faccia con l aria di chi vuole mettere il cappello su uno dei più celebri martiri gay della storia è ancora più stuzzicante. Lo spunto per la riabilitazione post mortem dell autore del Ritratto di Dorian Gray viene da un saggio dello studioso Paolo Gulisano (Il ritratto di Oscar Wilde, edizioni Ancora) che si propone di far luce sul complesso rapporto dello scrittore con la religione, quella cattolica in particolare nella quale decise di morire. E così il quotidiano del Vaticano descrive Wilde come un uomo costantemente in ricerca del Bello e del Buono, ma anche di quel Dio che non aveva peraltro mai avversato, che aveva forse elegantemente rispettato, ma dal quale si fece pienamente abbracciare dopo l esperienza drammatica del carcere, per arrivare a chiudere il suo itinerario umano in comunione con la Chiesa cattolica. Perciò, il cammino esistenziale di Oscar Wilde può anche essere visto come un lungo e difficile cammino verso quella terra promessa che dà il senso all esistere, un cammino che storicamente lo ha portato alla conversione al cattolicesimo, una religione che, diceva in uno dei più acuti e paradossali aforismi, era solo per i santi e i peccatori. Per le persone rispettabili va benissimo quella anglicana. Wilde in effetti, pur avendo concezioni religiose piuttosto personali, oscillò per tutta la vita tra le due confessioni. E seguendo il filo del suo aforisma c è da dubitare che si sarebbe fatto cattolico se non fosse finito in seri guai con la giustizia per la sua omosessualità e non fosse poi morto anzitempo in esilio dopo due anni di carcere duro. Non per niente è rimasto famoso per i suoi paradossi. agosto 09 pride

20 20 cronaca estero Lubiana: dando ascolto alle proteste di una coppia omosessuale, il mese scorso la corte costituzionale slovena ha bocciato come discriminatoria la legge sulle unioni civili che impedisce ai partner dello stesso sesso di ereditare automaticamente le rispettive proprietà. Il parlamento avrà sei mesi di tempo per adeguare le norme al dettato costituzionale, ma intanto le coppie gay e lesbiche possono da subito godere degli stessi diritti ereditari garantiti a quelle eterosessuali. Londra: il Pink Paper, quotidiano glbt britannico ha cessato le pubblicazioni. La decisione è stata presa in seguito alla forte riduzione delle entrate pubblicitarie. La testata, che diffondeva ogni giorno sessantamila copie cartacee, continuerà a esistere solo su internet con una redazione drasticamente ridimensionata. San Paolo: è stato inaugurato nel carcere brasiliano di São Joaquim de Bicas, alla periferia di Belo Horizonte, il primo braccio riservato a persone transessuali, travestiti e gay. L esperimento coinvolge per il momento venti detenuti distribuiti in dieci celle, ma se darà risultati soddisfacenti sarà esteso ad altre carceri brasiliane. Il braccio rosa del penitenziario è stato realizzato su richiesta della segreteria per i diritti umani del governo dello stato di Minas Gerais, con il chiaro obiettivo di ridurre i rischi della permanenza in prigione per i detenuti omo e transessuali. Kampala: Se nei vostri paesi avete scelto di promuovere la sessualità anale fate pure, ma lasciate in pace noi. Così il ministro dell etica ugandese James Nsaba Butuo spiega di aver risposto agli amici stranieri che gli suggerivano un ammorbidimento sul tema dei diritti glbt. L Uganda, ha promesso il ministro, continuerà a rifiutare l omosessualità, checché ne pensino l Onu o i paesi ricchi che minacciano di ritirare le sovvenzioni al paese africano se non cambierà la propria politica al riguardo. L eredità di Jackson La fine improvvisa di Michael Jackson sembra voler confermare che ci tocca proprio morire perché gli altri ci vogliano più bene. L ultimo respiro, ironia della sorte, si è portato dietro quel rilancio commerciale che Jackson cercava da tempo per ripianare i propri faraonici debiti. Con quello che farà guadagnare la mania post mortem, è stata la concorde osservazione dei media, l eredità del cantante sarà una miniera d oro per gli eredi. E infatti è cominciata la lotta tra i famigliari superstiti, uno dei cui nodi fondamentali è la custodia dei tre figli di Jackson, che oggi hanno 12, 11 anni e 7 anni. Per ottenere quella dei due maggiori si è fatto avanti anche il dermatologo del cantante, Arnold Klein, che è gay e ha dichiarato di essere il padre biologico dei bambini. Secondo dichiarazioni rese alla stampa dall ex compagno di Klein, Paul Gohranson, Michael Jackson era stato reso sterile dai maltrattamenti ricevuti dal padre e il dermatologo, che ha sostenuto di averne le prove, era stato prescelto come donatore al suo posto. Intanto, sul cadavere ancora caldo si sono intrecciate rivelazioni e pettegolezzi di ogni tipo. Una delle quali riguarda l omosessualità del cantante. Una biografia non autorizzata scritta da Ian Halperin gli attribuisce almeno due relazioni con uomini più giovani, un muratore di origini asiatiche e un aspirante attore che nel frattempo faceva il cameriere a Hollywood. Sempre secondo il biografo, quelli che lavoravano per Jackson erano tutti al corrente del fatto che fosse gay. E chi l avrebbe mai detto? Caccia alle suore Dopo averle maldigerite per decenni, il Vaticano passa alla resa dei conti con le suore statunitensi, che a tutt oggi costituiscono una spina nel fianco dei progetti restauratori di papa Ratzinger. Le 340 congregazioni di suore degli Stati Uniti sono infatti finite sotto la lente d ingrandimento di un ispezione (tecnicamente visita apostolica ) ordinata da Roma con l espresso scopo di valutarne condizioni di vita e comportamenti in rapporto all ortodossia papale. Tra le suore sotto indagine, distribuite in 127 ordini, sono in effetti numerosi gli esempi di femminismo ecclesiastico che danno sui nervi alle gerarchie. Sono donne che non stanno chiuse in convento e non vanno in giro con la tonaca. Lavorano anche al di fuori delle istituzioni religiose e assistenziali cattoliche e sono convinte sostenitrici del sacerdozio femminile, per non parlare dei diritti dei gay. Adesso temono che le conclusioni dell inchiesta le costringeranno a scegliere tra l obbedienza a un giro di vite rivolto all indietro e la rinuncia ai voti. Rafforza questa impressione, del resto, una seconda indagine avviata dalla Congregazione per la dottrina della fede (erede moderna dell Inquisizione) nei confronti della Leadership Conference of Women Religious, un organizzazione composta quasi esclusivamente di suore che si sarebbe macchiata di eresia riguardo ai temi del sacerdozio, dei diritti degli omosessuali e dell autorità della chiesa. In Uruguay, invece, è uno scandalo gay ai piani alti della gerarchia cattolica a tenere banco. All inizio di luglio, il papa non ha potuto far altro che accettare le dimissioni del vescovo di Minas, monsignor Francisco Barbosa (nella foto sotto), per gravi motivi personali. Non era rimasta altra via dopo lo scandalo scoppiato in seguito a una denuncia per estorsione presentata dallo stesso vescovo, in seguito alla quale era emerso che il motivo del tentato ricatto erano le relazioni omosessuali del prelato con due uomini. La conferenza episcopale uruguayana ha nominato il successore di Barbosa, Rodolfo Wirz, e ha espresso dolore per il grave peccato che ha danneggiato la Chiesa. Non è comunque esatto dire che il Vaticano ce l abbia a morte con noi. Sarebbe infatti sul punto di dichiararsi d accordo sulla depenalizzazione del reato di omosessualità in tutto il mondo. Lo ha sostenuto il presidente dell assemblea parlamentare del consiglio d Europa, Lluis Maria De Puig, a conclusione di un incontro diplomatico con il cardinale Dominique Mamberti, segretario di stato vaticano per i rapporti con gli stati. L assemblea del consiglio d Europa sta preparando un nuovo documento contro la discriminazione degli omosessuali e cerca anche il consenso della chiesa cattolica. Il cardinale, ha riferito De Puig, ha manifestato un atteggiamento positivo, anche se so che quando entreremo nei dettagli, diritto a manifestare, unioni gay, educazione eccetera, emergeranno delle divergenze. pride agosto 09

21 21 agosto 09 pride

22 22 cronaca estero Servizio di intermediazione camere Cronache nere Sentirsi dare del frocio in pubblico è un offesa che va lavata col sangue. Si è attenuto a questo tradizionale codice d onore Javier Florez, ventisettenne giocatore dell Atletico Barranquilla, una squadra di calcio che milita nel campionato colombiano. Florez e i suoi compagni, colpevoli di aver perso la finale di campionato, hanno scatenato le ire dei tifosi. Uno dei quali, un elettricista di 17 anni, ci ha rimesso le penne. Secondo testimoni citati da un quotidiano colombiano, il ragazzo ha insultato pesantemente il giocatore, dandogli del finocchio e altro, e Florez ha risposto tirando fuori una pistola e facendo fuoco. Poi è fuggito in preda al panico, per andare a costituirsi qualche ora dopo e finire in carcere. Il delitto d onore gode di una certa popolarità anche in Russia, dove un trentatreenne di Volgograd ha ucciso a fucilate la fidanzata Kamila dopo aver scoperto che in passato si chiamava Kirill era era diventata donna a tutti gli effetti solo dopo un operazione chirurgica. I due convivevano da un paio d anni, ma lei manteneva dei misteri sulla vita che aveva fatto prima di conoscere il suo principe azzurro. Così lui aveva finito per indagare per conto suo, e rovistando nella posta elettronica di Kamila aveva scoperto l arcano, insieme alla doppia identità della fidanzata che in rete si presentava come una persona transessuale. Dopo averla ammazzata, l uomo ha tentato il suicidio tagliandosi i polsi, ma è stato soccorso e arrestato con l accusa di omicidio volontario. per esempio Berlino da 19,- per persona/notte Call Tempi duri a Vilnius Non è bastato un veto opposto dal presidente della repubblica Valdas Adamkus (nella foto) per fermare una legge contro la propaganda dell omosessualità in Lituania. Il parlamento di Vilnius ha infatti rivotato a tambur battente a metà luglio le norme rigettate, e approvandole una seconda volta con una larga maggioranza ha superato l ostacolo del veto presidenziale. La legge, ispirata ufficialmente alla tutela dei minori, vieta qualunque forma di pubblicità alle relazioni omosessuali, bisessuali e poligame, accomunate nella censura alle pratiche legate all occulto, alle parolacce e ai cattivi esempi in materia d igiene e alimentazione. Tutte queste cose infatti, spiega il testo, hanno un effetto negativo sulla salute psichica, lo sviluppo fisico, intellettuale e morale dei minori. Contro la nuova legge, che dovrebbe entrare in vigore nel marzo del prossimo anno, è già stato presentato un ricorso alla corte costituzionale, in difesa della libertà di espressione e del diritto d accesso all informazione. Intanto, il movimento glbt lituano si è dato da fare per ottenere solidarietà dall estero, coinvolgendo le associazioni per i diritti umani e le istituzioni europee, e sta pensando di rispondere all affronto organizzando nei prossimi mesi a Vilnius una manifestazione di protesta di risonanza internazionale. pride agosto 09

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