RESOCONTO STENOGRAFICO n. 64

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1 XVI LEGISLATURA Giunte e Commissioni RESOCONTO STENOGRAFICO n. 64 7ª COMMISSIONE PERMANENTE (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport) COMUNICAZIONI DEL MINISTRO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA FRANCESCO PROFUMO SULLE LINEE PROGRAMMATICHE DEL SUO DICASTERO (Le comunicazioni del Ministro ed il relativo dibattito sono stati svolti anche nelle sedute dell 11 e 25 gennaio 2012) 352ª seduta (antimeridiana): mercoledì 8 febbraio 2012 Presidenza del presidente POSSA CG 1473 TIPOGRAFIA DEL SENATO (83)

2 2 INDICE Seguito del dibattito sulle comunicazioni del ministro dell istruzione, dell università e della ricerca Francesco Profumo, rese nella seduta dell 11 gennaio 2012, sulle linee programmatiche del suo Dicastero * PRESIDENTE... Pag. 3, 15, 19 e passim ASCIUTTI (PdL) * BASTICO (PD) * BLAZINA (PD)... 9 FIRRARELLO (PdL) * GARAVAGLIA Mariapia (PD)... 7 LIVI BACCI (PD)... 3 MARCUCCI (PD) * PETERLINI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN- MRE-PLI-PS) PITTONI (LNP)... 11, 18 PROCACCI (PD)... 4 * PROFUMO, ministro dell istruzione, dell università e della ricerca N.B. L asterisco accanto al nome riportato nell indice della seduta indica che gli interventi sono stati rivisti dagli oratori. Sigle dei Gruppi parlamentari: Coesione Nazionale:Grande Sud-SI-PID-Il Buongoverno: CN:GS-SI-PID-IB; Italia dei Valori: IdV; Il Popolo della Libertà: PdL; Lega Nord Padania: LNP; Partito Democratico: PD; Per il Terzo Polo (ApI-FLI): Per il Terzo Polo:ApI-FLI; Unione di Centro, SVP e Autonomie (Union Valdôtaine, MAIE, Verso Nord, Movimento Repubblicani Europei, Partito Liberale Italiano, Partito Socialista Italiano): UDC-SVP- AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI; Misto: Misto; Misto-MPA-Movimento per le Autonomie-Alleati per il Sud: Misto-MPA-AS; Misto-Partecipazione Democratica: Misto-ParDem; Misto-Partito Repubblicano Italiano: Misto-P.R.I.

3 3 Interviene il ministro dell istruzione, dell università e della ricerca Francesco Profumo. I lavori hanno inizio alle ore 8,15. PROCEDURE INFORMATIVE Seguito del dibattito sulle comunicazioni del ministro dell istruzione, dell università e della ricerca Francesco Profumo, rese nella seduta dell 11 gennaio 2012, sulle linee programmatiche del suo Dicastero PRESIDENTE. L ordine del giorno reca il seguito del dibattito sulle comunicazioni del ministro dell istruzione, dell università e della ricerca Francesco Profumo, rese nella seduta dell 11 gennaio 2012, sulle linee programmatiche del suo Dicastero. Comunico che, ai sensi dell articolo 33, comma 4, del Regolamento, sono state chieste l attivazione dell impianto audiovisivo anche sul canale satellitare e sulla web-tv, nonché la trasmissione radiofonica, e che la Presidenza del Senato ha fatto preventivamente conoscere il proprio assenso. Se non si fanno osservazioni, tale forma di pubblicità è dunque adottata per il prosieguo dei lavori. Desidero rivolgere il nostro più cordiale benvenuto al ministro Profumo, ringraziandolo per essere nuovamente presente in Commissione. Riprendiamo il dibattito, sospeso nella seduta del 25 gennaio scorso. Considerati i tempi molto ristretti a nostra disposizione, chiedo ai senatori che intendono intervenire di contenere al massimo il proprio intervento. LIVI BACCI (PD). Signor Presidente, signor Ministro, nell ambito della sua esposizione lei ha accennato più volte all importanza dell internazionalizzazione dell università e della ricerca ed in tal senso credo che la nostra condivisione sia unanime. Vi è un punto specifico, però, sul quale ritengo valga la pena insistere ed è l internazionalizzazione degli studenti. «Erasmus» è forse uno dei programmi di maggior successo in Europa; purtroppo, però, se si guardano le statistiche, si nota che, in proporzione, tra gli studenti che aderiscono al programma gli spagnoli sono più numerosi degli italiani. Il nostro Paese è tra gli ultimi per numero di studenti iscritti al programma «Erasmus». Sarebbe davvero necessario allargare e sostenere questo tipo di attività internazionale. Tra l altro, si osserva un enorme squilibrio anche all interno del nostro Paese dal momento che gli studenti delle regioni del Nord aderiscono al programma «Erasmus» tre volte più frequentemente di quelli che risiedono nelle Regioni meridionali.

4 4 Mi chiedo, quindi, se per incidere su questa situazione non si rendano necessarie politiche mirate. Mi riferisco in primo luogo alla possibilità di prevedere sgravi fiscali per le famiglie che sostengono spese documentate per i figli che aderiscono al programma «Erasmus». Questa potrebbe essere una prima via per alleggerire il carico economico necessario a sostenere uno studente fuori sede, considerati anche gli esigui contributi messi a disposizione dal progetto stesso. Un altra possibilità potrebbe essere quella di istituire, presso il Ministero o altra istituzione pubblica, un fondo per i prestiti d onore per gli studenti che intendano intraprendere percorsi di studio più lunghi ed eventualmente all estero. Questa misura è ad esempio in fase di predisposizione relativamente al nuovo programma «Erasmus per tutti» che la Commissione europea sta preparando per il , ma credo che forse, sul piano interno, tale iniziativa potrebbe già essere adottata. Mi chiedo anche se vi sia la possibilità di rendere più facilmente spendibili i crediti acquisiti all estero. Lei sa bene, signor Ministro, quanti lacci, non solo burocratici ma anche accademici e didattici, vengono posti al riconoscimento dei crediti acquisiti all estero dagli studenti «Erasmus», situazione su cui credo occorra intervenire con decisione. Personalmente ritengo che vi siano diversi provvedimenti che potrebbero essere presi per dare impulso a questi percorsi a mio avviso fondamentali per l internazionalizzazione dell università. In secondo luogo, per quanto riguarda il finanziamento della ricerca, sono sicuramente positivi i grandi progetti, così come è corretto il tentativo di mettere in rete università italiane e straniere, del Sud e del Nord, ma credo non vada trascurata anche un altra via, ovvero quella dei piccoli progetti «seed money», come si direbbe nei Paesi anglosassoni. Sarebbe importante finanziare i ricercatori più promettenti, anche a livello individuale o facendo riferimento a piccoli gruppi, con procedure molto più snelle ed elastiche. Credo, infatti, che la ricerca, non solo nelle scienze di base, nelle scienze sociali e umane, ma anche per quanto attiene alle scienze dure, si possa realizzare anche con piccole somme. Non credo che sia opportuno inaridire completamente questa via di finanziamento che non costa molto e può dare invece molta soddisfazione al Paese e alla ricerca. PROCACCI (PD). Signor Presidente, ringrazio il ministro Profumo per la disponibilità che dimostra nei confronti del Parlamento garantendo ancora una volta la sua presenza in Commissione. Ho particolarmente apprezzato la sua relazione anche se ritengo che molti passaggi meriterebbero di essere approfonditi. Condivido interamente quanto il Ministro ha evidenziato a proposito della ricerca, mentre per quanto riguarda l università ritengo sia opportuno approfondire la ratio del progetto. Il Ministro ha sottolineato la necessità di ringiovanire l università e di assicurare periodicità al reclutamento. Mi chiedo se ciò valga per tutte le

5 5 università che dovrebbero vivere una sana competizione per diventare tutte di eccellenza. Questa è la questione di fondo. Vi è poi una questione contingente relativa al nuovo regolamento, che rappresenta il cuore del problema e che ci accingiamo a discutere e ad approvare e su cui la nostra riflessione non potrà che essere molto approfondita. Al riguardo ritengo che l atto del Governo n. 393, assegnato alla 7ª Commissione in sede consultiva (Schema di decreto ministeriale recante i criteri per l utilizzo delle risorse destinate al piano straordinario per la chiamata di professori universitari di seconda fascia), contenga un pensiero lungimirante sull università. Come è noto, l articolo 29, comma 9 della legge n. 240 del 2012 prevedeva l emanazione del già citato regolamento con parere conforme delle competenti Commissioni. Il 21 settembre la 7ª Commissione del Senato e la VII Commissione dalla Camera hanno espresso un parere unanime con cui si sollecitava il Ministro a superare il criterio del 90 per cento del rapporto tra finanziamento ordinario e spese per il personale ai fini delle assunzioni. Tale parere è previsto dalla legge e il Governo dell epoca si impegnò a superare il suddetto criterio. Ciò però non è avvenuto e purtroppo è stato emanato un regolamento che esclude completamente 16 università non si tratta solo di atenei meridionali, ma anche del Lazio, del Friuli, dell Emilia-Romagna da questa possibilità che all epoca noi introducemmo nella legge n. 240 del 2010 proprio per dare un po di ossigeno a tutte le università e non solo ad alcune. Lei, signor Ministro, al riguardo ha dichiarato che per quanto riguarda il 2011 non è più possibile intervenire. Di ciò sono consapevole, tuttavia ora è in discussione il cosiddetto decreto «milleproroghe», in riferimento al quale lei ha accolto un emendamento che sostanzialmente contiene già un criterio di attribuzione dei fondi che avrebbe potuto restare nella volontà politica del Ministro, senza diventare una norma. Al Senato, quindi, ci impegneremo con molta umiltà per rimuovere questo ostacolo unanimemente, dal momento che a tale riguardo sono stati presentati emendamenti sottoscritti da tutte le forze politiche, che riprendono lo spirito unitario già dimostrato in passato in occasione della formulazione del parere sul Piano straordinario di cui alla legge n. 240 del Tale atteggiamento unitario si riproporrà appunto in occasione del parere che ci accingiamo ad esprimere alle Commissioni di merito sul decretolegge n. 216 del 2011, di cui proprio ieri nella nostra Commissione è iniziato l esame in sede consultiva. Lei è stato abilissimo a fissare al 31 dicembre 2010 il criterio del 90 per cento del rapporto tra finanziamento ordinario e spese per il personale ai fini delle assunzioni, perché si è reso conto che il precedente decreto cosiddetto «milleproroghe» non aveva inserito un analoga norma di adeguamento della soglia al 2011, diversamente, sarebbero rimaste escluse tantissime università, non solo 16. Le chiedo quindi, senza alcuna presunzione, perché non si sia ritenuto di fissare il termine al 31 dicembre Bisogna infatti considerare che molte università avevano regolarmente bandito concorsi prima che

6 6 fossero decisi i tagli. Poi, durante lo svolgimento di questi concorsi, è arrivata la scure dei tagli imposti dai ministri Tremonti e Gelmini e quindi quelle università sono diventate poco virtuose. È un problema enorme, la cui soluzione darebbe anche una chiave di lettura di ciò che si intende fare in questo ambito. Il punto, signor Ministro, è questo: possiamo giudicare virtuose le università solo richiamandoci a motivazioni di tipo finanziario? Tanto per fare un esempio, come lei ben sa, recentemente nella graduatoria della Scimago il Politecnico di Bari è risultato in una posizione migliore di quella assegnata ai Politecnici di Torino e di Milano. Naturalmente come pugliese sono rimasto felicemente stupito e sorpreso da questo riconoscimento, ma ciò dimostra che non si possono considerare soltanto i parametri finanziari. Tra l altro, tengo anche a sottolineare che le università cui facevo riferimento avevano cominciato un percorso virtuoso, ma ad un certo punto avendo subito dei tagli pesantissimi (pensi che le università di Bari e Lecce hanno dovuto registrare 34 milioni di tagli in tre anni), si sono trovate in difficoltà. D altro canto, che colpa hanno i ricercatori bravi se si trovano in università che non godono di una situazione felice dal punto di vista finanziario? Si consideri, inoltre, che nelle università del Meridione il numero degli esoneri è molto più elevato che altrove, per la situazione sociale della popolazione, e che esse non godono di finanziamenti privati come quelle del Nord. Spero quindi che nel regolamento che ci accingiamo ad approvare sia garantito il principio costituzionale riconosciuto dall articolo 34, secondo il quale bisogna offrire a tutti pari opportunità, in modo che tutti possano accedere, se meritevoli (proprio in questi giorni si sta battendo molto sul merito), ai livelli massimi degli studi. Non faccio queste osservazioni come parlamentare del Sud, ma proprio perché ci stiamo riferendo ad un principio costituzionale. Mi compiaccio del fatto che gli emendamenti cui prima accennavo siano stati firmati anche da parlamentari del Nord, perché questo sta a significare che anche in quell area del Paese si incontrano gli stessi problemi. Proprio l altro giorno ricordavo che, in base all articolo 67 della Costituzione, non possiamo rappresentare solo la nostra terra, ma dobbiamo parlare a nome dell intera Nazione e noi ci stiamo riferendo a principi fondamentali. Signor Ministro, ho una grande stima delle sue capacità e competenze e vorrei poterla stimare anche per la volontà politica ed è per questo che mi rivolgo a lei affinché, senza venir meno al rispetto delle regole, ma come previsto dalla Costituzione, aiuti le università maggiormente in difficoltà a competere; se poi queste ultime non riusciranno a farlo, sarà una loro responsabilità, ma se non offriremo loro questa possibilità, finiremo per avere anche in Italia un sistema simile a quello americano e anglosassone, con quattro o cinque strutture eccellenti e le altre abbandonate al proprio destino. Poiché temo che, nonostante l attenta riflessione che condurremo al Senato, sul cosiddetto decreto «milleproroghe» verrà posta la questione di fiducia (sarà infatti necessario un ulteriore passaggio alla Camera, per

7 7 una questione tecnica), le chiedo di considerare con particolare attenzione il lavoro che verrà svolto in questa Commissione e di recepire nell eventuale maxiemendamento che il Governo presenterà le osservazioni espresse in modo unanime dal Parlamento (su questo punto siamo tutti d accordo, perfino la Lega). Ci aiuti a raggiungere questo obiettivo: glielo chiediamo perché dare a tutti la possibilità di competere corrisponde ad un principio costituzionale, che deve essere tutelare. Se poi le università non saranno virtuose, ripeto, questa sarà una loro responsabilità, ma dobbiamo garantire a tutte pari opportunità. Per quanto riguarda la scuola, ho apprezzato molto l attenzione dedicata alle aree disagiate e difficili del Paese, dove si riscontrano fenomeni di devianza minorile. Al nostro interno abbiamo più volte affrontato questo tema e anche in questo caso ci siamo trovati d accordo circa la necessità di creare apposite task force di docenti. Bisogna infatti considerare che non tutti possono insegnare dappertutto e che ci sono situazioni sociali di fronte alle quali gli insegnanti «normali» sono impreparati. Accenno soltanto a questo tema, sperando di poterlo approfondire insieme ai colleghi, proprio perché sono convinto che si tratti di una questione fondamentale. Lavorare sulla prevenzione nella formazione significa infatti sgravare lo Stato di tanti oneri sociali ed economici necessari a garantire la sicurezza negli anni che verranno. GARAVAGLIA Mariapia (PD). Il Ministro non credo abbia dimenticato l ammirazione che la Commissione gli ha tributato nell ambito del primo incontro, proprio perché in sintonia con molte delle sue affermazioni che peraltro vengono da una persona che non solo svolge il ruolo di Ministro, ma conosce perfettamente dall interno il percorso di chi, attraverso lo studio, trova il modo di elevare la propria preparazione e di porre le proprie capacità al servizio del Paese ed in particolare della scuola, dell università e della ricerca. Nello specifico, signor Ministro, lei si è soffermato con passione sulla ricerca questo non lo dimentichiamo e si è impegnato a rilanciare il ruolo del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR); le auguriamo quindi di avere quel successo di cui abbiamo intravisto la possibilità nella parte del suo intervento dedicata alla ricerca. Ho poi l obbligo di corrispondere ad un impegno preso in altra sede. Ricordo che, all inizio di gennaio, lei era stato invitato a Verona ad una manifestazione nella quale ogni anno vengono premiati i giovani che superano l esame di maturità riportando una votazione di cento e lode. Spesso si ritiene che al Nord i giudizi siano più severi che altrove, quindi in tale occasione quei 57 cento e lode sono stati un bell indicatore di qualità e di merito. A quei giovani avevo assicurato, data la sua assenza, che li avrei ricordati in Commissione nell ambito della sua audizione, per aggiungere diciamo così un premio di menzione nella sede più nobile del sistema democratico. Credo che anche lei sia contento di sapere che c è questo esercito di giovani che si impegna con fatica. Tra di essi c era an-

8 8 che una mamma che, lavorando di giorno e studiando di notte, ha comunque conseguito la votazione di cento e lode e si è iscritta all università. Abbiamo peraltro registrato iscrizioni a facoltà importanti, ed assistito alla scelta di professioni difficili, che non sono certo quelle che vanno di moda, e questo è un dato che ci fa ben sperare. Tuttavia, quando ho chiesto ai ragazzi per quale motivo non avessero progettato di trattenersi in ambito universitario dopo la laurea, mi è stato risposto che nessuno aveva trovato nei docenti una porta aperta, ma che al contrario erano state fatte presenti loro le difficoltà conseguenti alla scelta di un simile percorso, la mancanza di fondi e l incertezza in ordine agli esiti dell applicazione del criterio del «tre più tre» per il rinnovo dei contratti di ricercatore a tempo determinato. Credo che questa situazione sia motivo di grande tristezza; ciò, peraltro corrisponde ad uno degli aspetti della legge n. 240 ancora da attuare, tuttora aperto e che durante la discussione avevamo più volte sottolineato all attenzione del Ministro. Non basta questo metodo innovativo e programmatico del «tre più tre», se poi non c è con la programmazione triennale la destinazione vincolata dei fondi da destinare, che consenta di sapere in anticipo quanti laureati potranno continuare ad operare presso l università. Sottoscrivo ciò che hanno detto i senatori Vita, Franco e Livi Bacci a proposito dell università. Il senatore Vita, in particolare, ha insistito molto sulle idoneità e sulle abilitazioni e quindi penso siano sufficienti le domande che nel merito le sono state già poste e in maniera molto diretta. Mi soffermo invece sulla scuola ed in particolare sulla preparazione di coloro che devono saper insegnare affinché la scuola abbia buoni risultati. Il decreto sulla formazione iniziale degli insegnanti è ormai acquisito, ma vorrei sapere da lei come intende applicare il TFA (tirocinio formativo attivo). Lei si è impegnato molto, anche nelle sue dichiarazioni pubbliche, per diffondere l idea di una autonomia delle scuole e delle università che sia coniugata alla responsabilità; a fronte di ciò ci capita però di ascoltare personalità importanti come il presidente del consiglio regionale del Piemonte chiedere chiarimenti su come vengano spesi i soldi all università, con buona pace per l autonomia e il rispetto delle situazioni locali! Sempre in tema di scuola, credo che per lasciare le scuole aperte occorrerebbe avere a disposizione un importante strumento, e lo dico anche richiamandomi a ciò che in proposito segnalava poc anzi il senatore Procacci. Credo che ormai lei abbia potuto fare, senza alcun rischio di interpretazione ideologica, un censimento delle scuole che, se non proprio aperte, per lo meno attuano il tempo pieno, il cui numero peraltro mi risulta si stia sempre più riducendo. Al riguardo mi sembra che si sia in presenza di una contraddizione; sarebbe quindi bene evitare affermazioni che illudono le famiglie sulla possibilità di accedere a scuole non solo aperte, ma neanche sicure! Quest anno a Rivoli, che è una città che lei conosce bene, signor Ministro, dato che si trova nella sua Regione, nella stessa scuola in cui un

9 9 giovane ha perso la vita per il crollo di un soffitto si è ripetuta la caduta di calcinacci e non solo. Il secondo grande tema che occorre affrontare riguarda, quindi, la sicurezza delle scuole. Per quanto riguarda l autonomia sarebbe evidentemente di grande utilità potersi avvalere di strumenti che monitorino, valorizzino e sperimentino in concreto tale autonomia. A questo proposito vorrei sapere che ne sarà dell Agenzia nazionale per lo sviluppo dell autonomia scolastica (ANSAS) nell attesa che subentri all attività dell Istituto nazionale di documentazione per l innovazione e la ricerca educativa (INDIRE), anche perché nella inazione di questi due soggetti il rischio è quello di perdere grandi esperienze che meriterebbero invece di essere valorizzate. Infine, richiamandomi all intervento del senatore Livi Bacci, desidero ricordare l approfondimento condotto da questa Commissione a proposito di temi come il merito e il diritto allo studio. Al riguardo mi interesserebbe avere notizie in ordine all istituzione della Fondazione che si prevedeva dovesse occuparsi proprio della valorizzazione del merito. Occorre recuperare le eccellenze proprio al fine di garantire il diritto allo studio. Al riguardo ho parlato di diritto al completamento degli studi perché se gli studi universitari non sono obbligatori sul piano individuale, lo sono certamente per il Paese che è chiamato a sviluppare al massimo i talenti individuali a favore dell intera comunità. Il diritto allo studio, quindi, è anche diritto a completare gli studi ed in tal senso penso che il Governo dovrebbe davvero impegnarsi con forza per dare conforto alle famiglie e per fare in modo che sappiano che tra gli intenti del Governo vi è anche quello di promuovere lo sviluppo sociale in nome e per conto non della famiglia di provenienza, ma dell intero Paese che mette in tal senso a disposizione le risorse necessarie interamente a carico del bilancio statale affinché i giovani possano completare i propri studi. Per quanto riguarda la polemica che è stata riportata anche dalla stampa a proposito dei PRIN, sono del parere che al di là dei gruppi che si possono costruire, in qualche modo anche «fittiziamente», la valorizzazione della progettualità individuale sia uno strumento importantissimo per incentivare la competizione tra atenei, ciascuno dei quali sarà così tenuto ad individuare al proprio interno le singole eccellenze, anche perché sono dell avviso che il gruppo garantisca, ma nasconda il merito individuale. BLAZINA (PD). Signor Presidente, ringrazio il Ministro per la sua presenza, ma anche i colleghi della 7ª Commissione che mi permettono di intervenire nel dibattito. Ho ascoltato con attenzione la relazione del Ministro nell ambito della quale ho registrato molti spunti interessanti su tutti e tre i settori di competenza del Ministro (istruzione, università e ricerca) che richiederebbero un confronto ancora più approfondito di quello che può avere luogo in Commissione. Mi soffermerò in particolare sull istruzione, anche se va detto che nel mio territorio di provenienza (la città di Trieste) la ricerca e l università rappresentano temi di grande attualità. Soprattutto si tratta di settori su

10 10 cui si appuntano le speranze di rilancio economico e sociale della città ed in tal senso ci sono grandi attese nei confronti del Governo da parte di tanti enti di ricerca che rappresentano punte di eccellenza. Quanto alle università a mio avviso dovrebbero essere affrontati con maggior forza alcuni aspetti come la collaborazione tra atenei, sia italiani che stranieri, ed in particolare la possibilità di aumentare il numero dei progetti condivisi dalle università anche progetti transfrontalieri e su questa linea stanno già lavorando le Università di Trieste e di Udine le cui iniziative dovrebbero a mio avviso essere maggiormente incentivate. Per quanto riguarda l istruzione, vorrei soffermarmi su un segmento specifico del sistema scolastico italiano che è rappresentato dalle scuole con lingua d insegnamento slovena e dalla scuola bilingue che si trovano nella Regione Friuli Venezia Giulia. Tali scuole fanno parte a pieno titolo del sistema scolastico italiano, ma presentano anche alcune specificità delle quali si dovrebbe tenere conto, visto che stiamo parlando di un diritto fondamentale, cioè quello di ricevere un istruzione nella propria madre lingua, principio presente fra le richieste di tutte le minoranze, basti guardare anche le scuole di lingua italiana nella Repubblica di Slovenia. Tali scuole hanno subito, negli ultimi anni, le trasformazioni cui sono state sottoposte anche le scuole di lingua italiana. Le riforme, se così possiamo chiamarle, hanno determinato conseguenze negative su queste scuole, per cui ci aspettiamo che alcuni temi urgenti possano essere affrontati dal suo Ministero. Queste scuole, negli ultimi anni, nonostante il calo demografico, hanno registrato un aumento delle iscrizioni dovuto, in particolare, ad un fatto interessante: le famiglie miste, con genitori appartenenti alle due comunità, e talvolta anche quelle italiane iscrivono i propri figli alle scuole slovene che dunque sono diventate anche uno strumento di integrazione e una possibilità per i giovani di imparare più lingue. Analogo discorso vale per la Provincia di Udine dove due Comuni, recentemente, hanno chiesto di trasformare la scuola di lingua italiana in scuola bilingue. A Tarvisio, addirittura, è stato chiesto di trasformare la scuola locale in scuola trilingue (italiano, sloveno e tedesco). Come già evidenziato, ci sono alcune urgenze che mi permetto di segnalare. La nostra comunità ha già inviato al Ministero un promemoria in cui sono riportati i problemi da risolvere, tra questi vi è quello della formazione iniziale del personale docente, dal momento che non è stato ancora emanato il decreto previsto dall articolo 15, comma 25, del decreto del Presidente della Repubblica n. 249 del Questa è una grande lacuna, tant è che ci risulta che per quest anno non è previsto lo svolgimento di corsi di formazione. Il secondo problema riguarda lo stato giuridico del personale delle scuole bilingue considerato che, dopo più di 10 anni, non è stato ancora formato un contingente di organico specifico. Ci sono altri temi inseriti nella legge di tutela n. 38 del 2001 che non hanno mai trovato attuazione, mi riferisco alla creazione della sezione slovena presso il conservatorio Tartini di Trieste. Mi auguro che da questo punto di vista si possa inaugurare un dialogo costruttivo, eventualmente anche con un incontro, al fine di illustrarle in dettaglio le problematiche

11 11 testé evidenziate, e quindi di inserire queste scuole particolari all interno delle innovazioni che lei ci ha esposto in questa sede. In particolare ho trovato molto interessante l ipotesi di rafforzamento dell autonomia degli istituti scolastici, grazie alla quale potrebbero trovare soluzione alcuni dei problemi appena esposti. Aggiungo che proprio al fine di mettere in sicurezza queste scuole ho presentato un disegno di legge. Auspico quindi che tale testo possa essere condiviso anche dal Governo e possa giungere ad approvazione nel corso della presente Legislatura. PITTONI (LNP). Signor Presidente, signor Ministro, non mi soffermerò sulla questione dei finanziamenti destinati al sistema universitario, che lei conosce molto bene essendo stato a capo del Politecnico di Torino, una delle strutture più virtuose, ma in assoluto anche tra le più sottofinanziate a livello nazionale. Colgo invece l occasione per segnalarle una questione di cui ci stiamo occupando in questi giorni e che preoccupa trasversalmente numerosi componenti della Commissione. Mi riferisco al possibile inserimento dei nuovi insegnanti abilitati nelle graduatorie ad esaurimento varco che, la storia insegna, una volta aperto è molto difficile richiudere, con tanti saluti per la riforma del reclutamento e che presenta una serie di criticità. Gli attuali iscritti alle liste ad esaurimento, oltre docenti,, vorrebbero avere una risposta alle seguenti domande. In primo luogo, è giusto consentire ai nuovi insegnanti abilitati di scegliere la Provincia di inserimento, conoscendo perfettamente i punteggi di tutti gli altri candidati già inseriti? Nell ultimo aggiornamento era stato garantito che le graduatorie ad esaurimento sarebbero state bloccate per tre anni senza nuovi aggiornamenti o nuovi inserimenti: come si può giustificare la nuova decisione, che andrebbe in direzione diametralmente opposta? E alla luce di ciò, che cosa si può rispondere ad un docente che ha scelto una determinata Provincia nell aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento dell anno scorso e a questo punto potrebbe ritrovarsi scavalcato da nuovi inseriti? Sarebbe o no legittimato a vedersi confermare in tribunale un diritto che gli veniva garantito nel momento in cui aveva fatto domanda e che adesso non risulterebbe più riconosciuto, non potendo modificare la sua posizione in graduatoria, ma dovendo subire l inserimento di nuovi candidati? Al Ministero ci si rende conto che aprendo le graduatorie diventa difficilissimo, se non impossibile, reclutare docenti attraverso concorso? Il risultato pratico della riapertura delle graduatorie ad esaurimento sarebbe solo quello di offrire alle associazioni di avvocati specializzate nel settore un altra occasione per intascare milioni di euro (ricordo il business creato dallo scontro sulle immissioni in coda o a pettine), con le decine di migliaia di ricorsi che immancabilmente presenterebbero gli insegnanti delle liste ad esaurimento. Peraltro, si ridarebbe fiato a chi in questi anni ha la-

12 12 vorato contro la riforma del reclutamento in senso meritocratico e vorrebbe boicottare il tentativo di correggere con un progetto organico l accentuata disomogeneità di valutazione sul territorio. Al salto all indietro di cinque anni, rappresentato dal ritorno alle liste permanenti (che azzera il lavoro dell allora ministro Fioroni del Partito Democratico), presto si aggiungerebbe la richiesta di recuperare provvisoriamente i vecchi concorsi, con un salto complessivo all indietro di ben 12 anni: e così tanti saluti alla riforma! A chi vorrebbe riportare le lancette dell orologio al secolo scorso, rimandando il nuovo reclutamento alle calende greche, va segnalato che il problema dei nuovi abilitati senza collocazione (circa ) si inserisce nella più ampia questione del precariato degli insegnanti, che va affrontata alla radice varando il più presto possibile un nuovo meccanismo di reclutamento, magari sulla base del progetto articolato che è già sul suo tavolo, sulla cui discussione da tempo c è la disponibilità da parte della quasi totalità delle forze sindacali e delle parti interessate. Aiuta fra l altro il suggerimento espresso su nostra proposta da tutte le forze politiche al Ministro della funzione pubblica nel documento conclusivo dell indagine conoscitiva svolta da questa Commissione sugli effetti connessi all eventuale abolizione del valore legale del diploma di laurea. Si propone di dare meno importanza al punteggio di laurea, privilegiando invece l esito delle prove di valutazione nella determinazione della graduatoria dei bandi di concorso per titoli ed esami per assunzione nella pubblica amministrazione. Tale indicazione è in linea con il nostro progetto, che prevede l inserimento dei nuovi abilitati e quindi di giovani nella «sezione aperta» di albi a carattere regionale (è libera la scelta della Regione ove collocarsi), con la particolarità che la posizione in graduatoria, e quindi l accesso alla percentuale di cattedre assegnate (le altre andranno agli iscritti della «sezione ad esaurimento» degli albi regionali), dipenderà dal risultato della somma del punteggio base (un quinto sui titoli, quattro quinti su una valutazione approfondita effettuata a parità di condizioni con gli altri iscritti all albo regionale) e dei punti del concorso, che sarà su direttive nazionali uguali per tutti, ma gestito a livello regionale. Tutto ciò è nel rispetto della nostra Costituzione e della normativa europea. Con questo meccanismo, chi merita non rischierà più di essere scavalcato, in quanto perdono appetibilità i corsi on line più o meno fasulli, spesso ridottisi a puro mercato dei punti, e lo scambio di favori tra strutture private e docenti (in particolare, ore di insegnamento gratuite in cambio di punti). Che senso avrebbe, infatti, spendere migliaia di euro per corsi che intervengono solo su un quinto del punteggio base e non garantiscono la preparazione necessaria per puntare a una buona valutazione nelle prove di preparazione, che incidono per i quattro quinti? BASTICO (PD). Ringrazio il Ministro per il suo intervento. La sua audizione si sta giustamente protraendo per gli approfondimenti necessari e quindi, oltre alle linee di indirizzo che ci ha illustrato, possiamo riflet-

13 13 tere insieme su due provvedimenti che il Governo ha assunto, i decretilegge cosiddetti «milleproroghe» e «semplificazione», nei quali sono contenute alcune norme sull istruzione. Limiterò il mio intervento alla scuola, partendo da una condivisione piena dei principi e delle priorità che lei ci ha qui presentato e che iniziano a trovare attuazione nei primi provvedimenti adottati dal Governo. Coglierò quindi questa occasione per chiederle alcuni approfondimenti su temi che ritengo prioritari, proprio in riferimento alle indicazioni che lei ha dato sulla valorizzazione dell autonomia scolastica e sul piano urgentissimo per l edilizia scolastica. Per quanto riguarda l autonomia, signor Ministro, vorrei chiederle se considera indispensabile personalmente sono di questo avviso collegare la valorizzazione dell autonomia scolastica alla ridefinizione della governance della scuola, cioè degli organi di indirizzo, di governo e di esecuzione della scuola. Giustamente, nessuno dei provvedimenti adottati dal Governo contiene norme su questo aspetto, perché spetta al Parlamento intervenire su tale materia, però le chiedo se condivide che la ridefinizione degli organi collegiali possa essere una delle priorità di lavoro del Parlamento. Tali organi, infatti, sono stati disciplinati da una legge del 1974, in tempi assolutamente lontani da quelli dell autonomia scolastica, per cui allora erano molto validi, erano strumenti di partecipazione, ma oggi risultano del tutto inadeguati rispetto alla nuova normativa. In secondo luogo, le sottopongo una brevissima riflessione sul rapporto tra autonomie scolastiche e autonomie locali, su cui lei non si è soffermato nel suo intervento. Vorrei invece affrontare tale argomento, perché ritengo che l autonomia scolastica rappresenti la modalità di governare una comunità educante che deve essere profondamente radicata nella comunità territoriale. Per la vitalità, per l efficacia dell autonomia scolastica, è necessario, a mio avviso, un forte collegamento con Comuni, Province, Regioni, con il sistema delle autonomie locali, ma anche complessivamente con i soggetti del territorio: volontariato, associazionismo, parti sociali danno linfa, risorse e stimoli, ma richiedono anche qualità alla scuola. Quindi, in questo collegamento, c è il valore reale dell autonomia scolastica. Il terzo punto è quello dell organico dell autonomia, o organico funzionale, come lo chiamavamo nel passato. Ritengo che la scelta del Governo di andare in questa direzione sia molto importante e condivisibile, però le chiedo quale sia l organico su cui basiamo questa nuova modalità di distribuzione e di stabilizzazione del personale docente. L organico funzionale, a mio avviso, non deve richiedere necessariamente più docenti, esso innanzitutto stabilizza il personale docente, sia quello per il funzionamento ordinario, sia quello per le supplenze, sia quello per il sostegno ai ragazzi disabili e per affrontare progetti di buon inserimento e di lotta all abbandono scolastico. Ecco, noi vogliamo parlare di questo organico, affinché esso possa essere ridistribuito tra le varie autonomie scolastiche sulla base di criteri trasparenti e oggettivi.

14 14 È importante sapere da quale base numerica si parte, perché effettivamente il punto a cui siamo arrivati in quest anno scolastico è estremamente basso e ripartire da lì sarebbe davvero un vincolo molto stringente per poter fare un buon lavoro sull organico dell autonomia. Le chiedo un chiarimento sull eventuale aggiunta di docenti, rispetto a quelli presenti, di cui si è parlato, nonché sulle reti di scuola (argomento strettamente correlato a quello dell attribuzione dell organico dell autonomia o funzionale), in quanto vorrei sapere se lei ritiene che queste reti debbano essere giuridicamente strutturate, e quindi titolari di contratti di lavoro e dell organico funzionale, ovvero associazioni di scuole, quali sono attualmente. Il piano che lei ha proposto sull edilizia scolastica è per la verità un po centralistico: a mio avviso, sarà molto difficile svolgere una riflessione di questo tipo partendo dal livello nazionale. Le propongo allora il rifinanziamento della cosiddetta legge Masini (legge n. 23 del 1996) e lo svincolo degli investimenti per l edilizia scolastica dal Patto di stabilità, che ha limitato fortemente la possibilità di investimento da parte di Comuni e Province. Le chiedo inoltre se concorda sulla possibilità di destinare una quota dell 8 per mille all edilizia scolastica, possibilità che a mio avviso sarebbe molto positiva. In tal senso occorrerebbe ovviamente modificare la relativa norma per inserire la voce «edilizia scolastica» nella parte destinata allo Stato. In questo modo molti genitori, associazioni e soggetti del territorio potrebbero optare per questa indicazione. A proposito del reclutamento dei docenti, vorrei conoscere le intenzioni del Ministro e del Governo. Quest anno non è stato ampliato l organico relativo alla scuola dell infanzia e quindi, di fatto, migliaia e migliaia di bambini dai tre ai sei anni non hanno avuto il diritto ad accedervi. Vorrei sapere se il Ministro sia intenzionato a modificare questa situazione a tal fine applicando la legge dello Stato che prevede che tutti i bambini dai tre ai sei anni hanno diritto all accesso alla scuola dell infanzia, garantendo, in sostanza, la generalizzazione del servizio. Mi interesserebbe anche sapere come si intenda procedere con le «sezioni primavera» per i bambini dai 2 ai 3 anni. Si tratta di un progetto già avviato, ma al quale non è stata più data priorità, nonostante in molte realtà la sua attuazione sarebbe di grande utilità; mi riferisco in particolare ai piccoli Comuni, laddove mancano gli asili nido, ma le famiglie e i bambini hanno comunque diritto ad accedere ad un servizio educativo. Peraltro, l istituzione delle «sezioni primavera» è contemplata anche in un disegno di legge di iniziativa popolare che parte da una raccolta di firme molto ampia oltre firme che potrebbe utilmente essere preso in esame. Infine, auspico che il Ministro voglia sostenere un emendamento largamente condiviso volto ad estendere al 31 agosto 2012 il termine per la maturazione dei requisiti di pensionamento per i docenti, sulla base della normativa antecedente alla riforma Fornero, in considerazione della specificità del lavoro da loro svolto.

15 15 PRESIDENTE. Senatrice Bastico, lei, sempre straordinariamente attenta e precisa, ha sollevato in pochi minuti circa una trentina di questioni. Mi chiedo come potrà rispondere puntualmente il nostro pur bravissimo Ministro. MARCUCCI (PD). Signor Presidente, ho perfettamente compreso il suo messaggio e quindi le assicuro che il mio intervento sarà molto breve, anche perché molte osservazioni che avrei voluto fare sono già state richiamate dai colleghi che mi hanno preceduto. Signor Ministro, le propongo solo tre spunti di riflessione a partire dalla sua pregiata analisi illustrata alla Commissione. In primo luogo, per quanto riguarda il rapporto tra ricerca, innovazione e imprese, richiamo la sua attenzione sulla questione che forse potrà sembrare banale ma che invece riveste grande importanza del tempo impiegato dal Ministero per l approvazione dei progetti di ricerca e per l erogazione effettiva dei fondi. Spesso, infatti, l approvazione dei progetti di ricerca avviene fuori tempo massimo ai fini della realizzazione dei progetti stessi e talvolta accade che un progetto approvato non sortisca alcun effetto perché i fondi vengono stanziati con grave ritardo. Per quanto riguarda le scuole lei è stato molto preciso, e comprendo le motivazioni al riguardo addotte a proposito dell oggettiva mancanza di condizioni per l erogazione di fondi aggiuntivi da destinare alle scuole. Vorrei però richiamare la sua attenzione sulle situazione ormai di sussistenza delle scuole. Viviamo una bruttissima stagione, signor Ministro, in cui le nostre scuole si sono trovate in alcuni casi a non disporre dei beni essenziali per la gestione quotidiana ed ordinaria del servizio scolastico. Non voglio fare riferimenti specifici, ma credo che quello sia stato un segnale particolarmente negativo e triste anche nei confronti delle nuove generazioni. Può darsi che la soluzione stia in una maggiore autonomia delle scuole, ciò detto, la invito a ragionare su questa problematica. A questo proposito mi permetto di sottoporle una situazione specifica, quella dei vice presidi di istituti comprensivi dislocati in più sedi che svolgono funzioni di dirigente scolastico, ma che nonostante la grande mole di lavoro non sono nemmeno in minima parte esonerati dall insegnamento. Le chiedo di farsi carico di questa situazione e di intervenire anche per attenuare il progressivo depauperamento delle nostre scuole una condizione questa che riguarda l intero territorio nazionale, ma in modo particolare i territori disagiati, montani e periferici. In terzo luogo vorrei segnalarle una esperienza assolutamente positiva che riguarda il mio territorio e che si esplica in un rapporto strategico, di lungo termine e finalizzato alla valorizzazione della ricerca e dell alta formazione, tra istituzioni locali, fondazioni bancarie e Ministero. Mi riferisco alla Scuola IMT (Istituzioni Mercati Tecnologie)-Alti studi di Lucca che credo costituisca un modello da estendere all intero territorio nazionale.

16 16 PETERLINI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Signor Presidente, desidero in primo luogo ringraziare il Ministro per la sua relazione nell ambito della quale ha esplicitato quelli che personalmente considero i nobili obiettivi che intende perseguire. Mi ha molto colpito in tal senso quanto ha sottolineato a proposito della necessità di programmare una serie di obiettivi della formazione a fronte di un futuro che non conosciamo. Sarebbe bene che analogo discorso valesse anche per la politica che allo stato tende a gestire assai più il presente che il futuro. Altrettanto importante reputo la proposta di collegare la scuola con il mondo del lavoro e a questo proposito vorrei portare l esempio delle scuole professionali di Bolzano che seguono un modello duale che oscilla tra posto di lavoro e istruzione professionale. Ho apprezzato anche il riferimento alle infrastrutture e nello specifico al risparmio energetico, in tal senso vorrei ricordare il progetto «casaclima» della provincia di Bolzano, già realizzato nei palazzi della Provincia e che ci ha permesso di risparmiare più del 90 per cento della spesa energetica, il che, stanti le temperature piuttosto rigide della mia Provincia, è sicuramente un risultato molto importante. ASCIUTTI (PdL). Sul palazzo della Provincia di Bolzano sono stati installati pannelli fotovoltaici pagati dallo Stato! Come al solito paga Pantalone! PETERLINI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). A Bolzano non si utilizzano solo i pannelli fotovoltaici. Vi invito a visitare la prossima esposizione di «casa-clima» che ha suscitato interesse in tutto il mondo e in cui vengono presentate tutte le possibili fonti energetiche alternative. La mia voleva essere solo un indicazione per sottolineare l importanza di alcuni passaggi della relazione del Ministro. Mi sembra importante per le future generazioni anche la proposta di restituire dignità alla professione docente che oggi non è più quella di una volta, quando l insegnante era uno dei riferimenti principali della comunità. Mi permetto anche di sottolineare l importanza di una rivalutazione dei corsi di studi umanistici che negli ultimi anni hanno perso di valore, laddove ritengo che una formazione che garantisca una preparazione di cultura generale sia anche nell interesse del mercato perché l economia, la tecnica e lo sviluppo in generale hanno tempi molto veloci e una buona preparazione di base credo favorisca le capacità di adattamento alla varie situazioni. Per quanto riguarda nello specifico la nostra Regione e la Provincia autonoma di Bolzano, mi permetto di fare riferimento ad un recente incontro che il Ministro e alcuni suoi collaboratori hanno avuto con i rappresentanti della Provincia nell ambito del quale sono stati segnalate le problematiche principali su cui mi soffermo brevemente. Grazie all iniziativa di questa Commissione e al contributo di tutti i colleghi, su mia richiesta poi fatta propria dalla Commissione è stato inserito nel parere sullo schema di regolamento relativo alla riforma degli istituti professionali

17 17 un richiamo all esigenza di consentire alle Regioni e Province autonome di realizzare corsi annuali per completare la formazione professionale dei ragazzi con l esame di Stato. In Austria, in Germania e in Svizzera questo modello è già applicato ed è molto efficiente, perché apre la possibilità ad un percorso che altrimenti sarebbe precluso a chi sceglie la scuola professionale. Le chiedo pertanto soltanto di accelerare le intese necessarie con il suo Ministero, perché vorremmo che questi percorsi fossero attivati già il prossimo anno o al massimo quello successivo. Sottolineo che nel nostro territorio i ragazzi che frequentano le scuole professionali sono il 35 per cento di tutti quelli che prendono il diploma di scuola media inferiore, quindi un tasso molto alto. Questo fa sì che la quota di disoccupazione tra i giovani sia molto bassa (si aggira intorno al 5 per cento), grazie anche a questo sistema duale. In secondo luogo, per venire incontro alle necessità di insegnamento nelle lingue locali, che come è noto sono tre, l italiano, il tedesco e il ladino (di cui però spesso ci si dimentica), sarebbe opportuno predisporre i programmi per l educazione degli insegnanti. A tale proposito, ritengo che la soluzione migliore sia prevedere una delega delle competenze universitarie alla Provincia autonoma di Bolzano; a quella di Trento la delega è già stata assegnata, mentre nel caso di Bolzano ciò non è avvenuto perché l assetto giuridico è più complicato. Ritengo che in questo modo si potrebbero risolvere tanti problemi, in attesa di una soluzione complessiva. È poi urgente attivare velocemente il tirocinio formativo attivo, in quanto nel nostro territorio, a differenza di quanto accade in altre Regioni, le graduatorie sono completamente esaurite, quindi dobbiamo coprire i posti nelle scuole. Inoltre, sempre in relazione alla particolare situazione linguistica dell Alto Adige, bisognerebbe consentire all università di Bolzano di prevedere specifiche discipline per l insegnamento; non le indico adesso nel dettaglio perché tali materie sono riportate nei documenti che il Ministro ha a sua disposizione, ma se è necessario posso fornire un elenco. Per coprire le esigenze, si potrebbe reclutare il personale docente anche dall estero; inoltre, bisognerebbe prevedere una delega per il riconoscimento delle qualifiche professionali per i docenti. Infine, mi permetto di sottolineare all attenzione del Ministro anche se la questione è di competenza del Ministero dell economia una disparità di trattamento fiscale relativo alle borse di studio, che purtroppo si differenzia a seconda del soggetto erogatore. Ad esempio, i contributi erogati per la frequenza di scuole di addestramento professionale sono assimilati al reddito da lavoro dipendente e quindi tassati; le borse di studio per studenti universitari erogate dalle Regioni invece sono completamente esenti, come anche le borse di studio concesse dalle università per la frequenza di corsi di formazione di terzo livello. Invece, le borse di studio erogate dalle Regioni per la frequentazione dei corsi di formazione di terzo livello (master, dottorati di ricerca, scuole di specializzazione) non sono esenti. Que-

18 18 sto è un aspetto particolare che volevo evidenziare, in modo che lei possa farsi promotore di una soluzione. Sempre con riferimento alla scuola professionale, desidero sottoporre all attenzione del Ministro l ammissibilità di contratti stagionali di apprendistato per il diploma professionale, soprattutto nel settore turistico, che è stagionale, in modo da continuare ad applicare questo proficuo metodo duale della scuola professionale. FIRRARELLO (PdL). La ringrazio, Ministro, per il tempo che sta dedicando alla nostra Commissione. Mi auguro che questo Governo arrivi fino alla conclusione della legislatura, in modo che lei abbia il tempo di affrontare qualcuno dei tanti problemi che le abbiamo sottolineato e di adottare i provvedimenti che ci ha annunciato. Diversamente, pazienza, vorrà dire che avrà fatto un altra esperienza nella sua vita! Signor Ministro, ha destato molto scalpore, soprattutto nel Meridione, la sua ipotesi di reclutare unità per la scuola, dato che avevamo sempre detto, in base a quanto rilevato dagli ex ministri Tremonti e Gelmini, che c erano esuberi. PITTONI (LNP). Ma non ha mai detto una cosa del genere. FIRRARELLO (PdL). Questa notizia è stata riportata sulla stampa. PITTONI (LNP). Ma si parlava dei candidati al concorso, l assunzione di unità è un altra cosa. FIRRARELLO (PdL). Questa era la prima domanda. Ingenti risorse dell Unione europea vengono utilizzate per dare finanziamenti integrativi alle scuole di ogni ordine e grado, che sicuramente pesano sul bilancio del Dicastero. Si dovrebbe allora cercare di utilizzarle in modo più razionale, ad esempio per l adeguamento retributivo del personale precario a quello di ruolo e per la sua stabilizzazione. Noto infatti che le scuole organizzano tanti corsi di aggiornamento integrativi rispetto a quelli ordinari. Su questo punto il Ministero potrebbe dare una più efficace indicazione, per evitare che i fondi vengano sperperati inutilmente in iniziative che a volte risultano campate in aria. Le scuole professionali, in particolare quelle ad indirizzo turistico ed alberghiero, hanno perduto ore preziose di insegnamento tecnico-formativo. Penso che su questo punto la cosiddetta riforma Gelmini abbia bisogno di una rivisitazione: non possiamo pensare di preparare personale che poi non è assolutamente adeguato ad affrontare il lavoro che dovrebbe espletare. Quanto agli interventi in materia di edilizia scolastica, mi risulta che i problemi in questo ambito non riguardino esclusivamente il Meridione ma che anche nel Nord del Paese si ravvisino situazioni precarie. Al riguardo credo vi sia la necessità di un impegno maggiore da parte del suo Ministero anche al fine di definire una politica unitaria in materia di edilizia

19 19 scolastica, una politica che a mio avviso andrebbe ricondotta al Ministero per evitare la attuale confusa suddivisione di competenze tra diversi Dicasteri, che non consente di avere un interlocutore certo cui rivolgersi nelle situazioni più urgenti. Questo è un problema concreto, basti pensare alle difficoltà di realizzare il tempo pieno al Sud perché magari non si dispone di un locale idoneo da destinare alla refezione scolastica! Da questo punto di vista il Meridione presenta svantaggi maggiori, ma con ciò non credo si possa dire che questo è un problema esclusivamente delle Regioni meridionali, visto che mi risulta che vi siano situazioni analoghe anche in altre aree del Paese. Per quanto riguarda in particolare la refezione scolastica, siamo in presenza di una popolazione i cui bisogni e povertà raggiungono a volte quote allarmanti, posto che molte famiglie non sono in grado di pagare tale servizio per i propri figli. Ritengo pertanto che sarebbe necessaria una maggiore disponibilità e flessibilità affinché le scuole possano intervenire con fondi propri. Personalmente mi risultano casi di insegnanti che si sono adoperati per chiedere un contributo alle famiglie più benestanti, laddove se alle scuole fosse concessa questa opportunità probabilmente ci si potrebbe muovere con maggiore efficacia. Per quanto concerne l università il campo di maggiore competenza del signor Ministro sono convinto che l attuale normativa inerente la selezione di accesso alle facoltà sia utile esclusivamente alle società di formazione, tanto che in questo campo si assiste ormai ad un giro di interessi vergognoso. Per superare questo problema credo che l unica strada da percorrere sia quella di accettare indistintamente tutti gli iscritti, ovvero di abolire il numero chiuso, rinviando la selezione ad un momento successivo. Mi chiedo infatti perché non dovrebbero uscire dall università coloro i quali passano un anno intero senza dare un solo esame e continuano a fare numero, a creare disordine e a dare fastidio a chi invece vuole studiare. Una riflessione in materia credo che andrebbe fatta. Quanto alle deroghe al dimensionamento scolastico, soprattutto in alcune Regioni si assiste a situazioni di totale caos. Occorre quindi che il Ministero detti una linea univoca su questa materia, magari dura, se necessario, anche perché personalmente non reputo assolutamente giusto che qualcuno si attenga alle indicazioni del Governo nazionale ed altri invece possano decidere di non farlo, facendo leva su quello che una Regione o una Provincia stabiliscono in proposito! Credo che al riguardo sarebbero pertanto utili dei chiarimenti. La ringrazio, signor Ministro, per tutto quello che farà. PRESIDENTE. Signor Ministro, aggiungo solo alcune brevi osservazioni a quanto già segnalato dai colleghi intervenuti. Nel documento che il Ministro aveva presentato a supporto delle sue dichiarazioni programmatiche, vi erano alcuni passaggi che, a mio avviso, richiedevano delle precisazioni per essere ben compresi, precisazioni che mi sono state fornite e che sono contenute in un apposito documento che metto a disposizione della Commissione.

20 20 Il progetto sulle smart cities cui ha accennato il Ministro, è una piattaforma che riguarda, a 360 gradi, tutta l Amministrazione delle Stato nella sua complessità. Mi interesserebbe pertanto sapere con quali azioni il suo Ministero ritiene di poter contribuire a tale progetto. La partecipazione sarà assicurata attraverso «progetti bandiera!» così definiti in quanto rivestono un particolare significato anche sociale e possono essere attrattivi per il loro valore di immediata percezione del CNR, di cui lei è stato Presidente, o attraverso altre azioni? Infine, nella sua presentazione lei ha citato le ampie possibilità di risparmio energetico che si possono ottenere nelle strutture scolastiche grazie all utilizzo delle moderne tecnologie (coibentazione termica e quant altro), ma credo che le stime al riguardo fornite siano eccessive. Con queste mie considerazioni possiamo considerare concluso il dibattito sulle dichiarazioni programmatiche del Ministro, che hanno destato l interesse di numerosi colleghi anche membri di altre Commissioni che hanno partecipato alla nostra discussione. Chiedo quindi al Ministro, come intenda procedere al fine di rispondere alle varie richieste di chiarimento e sollecitazioni che sono state avanzate. PROFUMO, ministro dell istruzione, dell università e della ricerca. Signor Presidente, se vi è l accordo della Commissione, potremmo fissare un nuovo incontro nell ambito del quale risponderò alle diverse questioni poste, cercando di procedere con una certa linearità. PRESIDENTE. Prendiamo atto della disponibilità del signor Ministro, che ringraziamo nuovamente per la sua presenza in Commissione. Rinvio pertanto la procedura informativa in titolo ad altra seduta. I lavori terminano alle ore 9,30. Licenziato per la stampa dall Ufficio dei Resoconti E 2,00

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