Innovazione e Sostenibilità

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1 Osservatorio Newsletter n. 44/2013 a cura di Giuliana Giovannelli e Alessandra Graziani Sommario: News dai territori: Regione Lombardia: Regione Puglia: Regione Toscana: Regione Veneto: Economia verde, progetto per creare un Green Know-How Cluster Energia sostenibile nelle masserie tarantine. Protocollo d'intesa tra Officinae Verdi spa, e GAL Colline Joniche Geotermia: nuove regole per gli impianti Nuovo regolamento entro 6 mesi sui procedimenti autorizzativi News nazionali: Ambiente: La strategia di adattamento ai cambiamenti climatici di Francoforte sul Meno Rinnovabili: Un'unica voce per le rinnovabili in Italia Rapporti e studi: Il comparto dell'edilizia ringrazia le riqualificazioni Sostenibilità, l'italia 20esima nella classifica, meglio degli Stati Uniti (27esimi) Navigant: fotovoltaico in grande crescita in Cina, Arabia e Cile Dopo 18 mesi di recessione in crescita nel 2014 il mercato del fotovoltaico in Europa Rapporto mensile Terna su sistema elettrico: -2,8% di consumi, fotovoltaico + 2,3% Carenza per alcuni materiali indispensabili per rinnovabili e veicoli elettrici Eventi: Secondo Rapporto dell Osservatorio congiunto Fillea-Legambiente su Innovazione e sostenibilità nel settore edilizio Otto case history d eccellenza di efficientamento energetico in metodologia E.S.Co. presentate durante il Convegno AssoEsco Convegno Eolico e competitività organizzato da Anev in occasione della manifestazione KeyWind Green economy, per finanziarla serve un fisco eco-friendly e 'obbligazioni verdi' Regioni e Comuni hanno presentato le loro iniziative in materia di rinnovabili ed efficienza energetica Estero: Bullitt Center, il primo edificio zero acqua La Germania dà il via ai controlli d'efficienza per i beneficiari degli incentivi News dai territori: Regione Lombardia: Economia verde, progetto per creare un Green Know-How Cluster 7/11/2013. La nostra proposta, da implementare all'interno dell'accordo di Programma, è di creare un vero e proprio distretto del 'saper fare' ambientale, nel quale imprese, professionisti e centri di ricerca possano realizzare trasferimento tecnologico, stimolo e supporto all'attività di ricerca. È quello che si chiama 'Green Know-How Cluster', un distretto economico che ci permetta di valorizzare quanto abbiamo sul territorio. Lo ha annunciato l'assessore all'ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile della Regione Lombardia, Claudia Maria Terzi, durante il suo intervento alla tavola rotonda sul tema 'Le Regioni e i Comuni per un green new deal', nell'ambito della seconda edizione de 'Gli stati generali della green economy', in programma alla Fiera di Rimini il 6 e 7 novembre. Il green strumento anticrisi "La protezione e la valorizzazione dell'ambientale possono divenire uno strumento per affrontare la crisi, contribuendo in modo significativo alla ripresa e garantendo le condizioni necessarie a promuovere la competitività della regione nel suo complesso, ha sottolineato Terzi. Accordo di programma "In quest'ottica - ha proseguito l'assessore - Regione e Unioncamere Lombardia hanno sottoscritto un Accordo di Programma a partire dalla qualità ed efficienza ambientale e dall'ammodernamento dell'azione amministrativa interna alle Istituzioni medesime". In campo ambientale la Regione Lombardia sta lavorando per porre le basi del lavoro da qui al Gli atti di pianificazione, sollecitati dal mondo delle imprese, stanno prospettando interventi su settori strategici: rifiuti, energia, acque, aria. Tutta la pianificazione ambientale di Regione Lombardia poggia su un denominatore comune formato da tre fattori: l'efficienza, la semplificazione, la valorizzazione territoriale.

2 Primato lombardo "Milano e la Lombardia - ha detto la responsabile lombarda dell'ambiente - vantano un assoluto primato nel 'saper fare' ambientale: Assolombarda ha già promosso un Green Economy Network. Buona parte dei dipartimenti universitari, dei centri di ricerca privati, delle imprese e dei consorzi di imprese che in Italia si occupano di ambiente e di temi connessi alla sostenibilità sono nella nostra regione, ma, finora, è mancata la capacità di strutturarsi". Regione Puglia: Energia sostenibile nelle masserie tarantine. Protocollo d'intesa tra Officinae Verdi spa, e GAL Colline Joniche 08/11/2013. E' stato firmato nei giorni scorsi il Protocollo di Intesa tra Officinae Verdi spa, la Energy Environment Company UniCredit WWF e il Gruppo di azione locale (GAL) Colline Joniche per promuovere un uso sostenibile dell energia nelle masserie tarantine, attraverso la realizzazione di audit energetici e l installazione di impianti a fonti rinnovabili, la fornitura di energia pulita a condizioni agevolate, lo sviluppo di progetti e iniziative di sensibilizzazione ambientale. Le masserie, in seguito a un analisi dettagliata dei propri consumi energetici e delle aree di miglioramento in termini di efficienza, potranno individuare le migliori soluzioni tecnologiche per abbattere i costi della bolletta e le emissioni di CO2. Potranno quindi realizzare impianti a fonti rinnovabili tra biomassa, biogas, minieolico, cogenerazione, fotovoltaico in gridparity, solare termico, soluzioni per l efficienza energetica o semplicemente attivare una fornitura di energia elettrica pulita a condizioni agevolate. L iniziativa rientra nel progetto Green Road, un modello innovativo di crescita sostenibile nato dal gruppo di azione locale con l obiettivo di riqualificare in chiave di sviluppo sostenibile il territorio della Provincia di Taranto, attraverso la valorizzazione della rete di masserie che saranno collegate da un sistema di mobilità sostenibile, grazie a mezzi alimentati ad energia elettrica e piste ciclabili Fonte: sito internet infobuild energia Regione Toscana: Rinnovabili: Geotermia: nuove regole per gli impianti 12/11/2013. Più sicurezza per le centrali geotermoeletriche: ogni volta che si verificheranno eventi con emissioni in atmosfera scatterà una procedura precisa che detterà le regole per comunicare l'evento e gestirlo, indicherà i tempi di intervento e le azioni per contenerne gli effetti. Lo stabilisce una delibera approvata dalla Giunta regionale grazie alla quale d'ora in poi le centrali geotermiche, nell'ambito del rinnovo delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera che nella maggior parte dei casi scadono il 31 dicembre 2013, saranno tenute ad adottare uno specifico protocollo per la gestione e la manutenzione degli impianti che impone regole precise e uguali per tutti. Nella delibera si dispone che le centrali dovranno adottare uno specifico documento di impianto che registererà tutti gli eventi programmati e accidentali che danno luogo a emissioni in atmosfera. Il ruolo di Enel Green Power Con cadenza semestrale Enel Green Power trasmetterà a Regione, Provincia, Autorità di Vigilanza Attività Minerarie, Arpat, Asl competente per territorio, ai Comuni interessati, alla Stazione dei Carabinieri e al Corpo Forestale, un rapporto di sintesi descrittivo degli eventi registrati in ogni singola centrale. Inoltre, Enel Green Power dovrà trasmettere il calendario delle manutenzioni programmate delle centrali e la comunicazione preventiva in occasione di ogni singola operazione a tutti i soggetti già citati. In caso poi di guasti o malfunzionalenti delle centrali o degli apparati connessi che generano emissioni in atmsfera, Enel Green Power dovrà comunicare (a tutti i soggetti già citati) tempestivamente la centrale interessata dall'evento, l'orario in cui questo è avvenuto e l'impianto interessato; quindi, entro le 12 ore seguenti, la tipologia e le cause di quell'evento, le azioni di riduzione delle emissioni che sono state adottate nonchè il tempo stimato di ripristino delle normali condizioni di esercizio e la normale ripresa dell'attività. Infine, saranno aggiornate le procedure di campionamento e analisi delle emissioni per adeguarle all'attuale quadro normativo e all'evoluzione delle tecniche impiegate in materia di controlli delle emissioni. Le conseguenze dei fermo impianti sono comunque limitate e non comportano il superamento di valori limite o di valori obiettivo per quanto concerne la qualità dell'aria, come emerge dalle elaborazioni di Arpat, basate sui dati delle centraline della qualità dell'aria di Enel Greenpower e dei mezzi mobili che l'agenzia gestisce direttamente. Fonte: di Chiara Bini, Regione Veneto: Rinnovabili: Nuovo regolamento entro 6 mesi sui procedimenti autorizzativi 11/11/2013. Sul bollettino Ufficiale della Regione Veneto n. 95 dell'8 novembre scorso è stata pubblicata la Legge regionale n. 27 del 7 novembre 2013 recante Disposizioni per l'adempimento degli obblighi della Regione del Veneto derivanti dall'appartenenza dell'italia all'unione Europea. La nuova legge veneta contiene disposizioni per l'attuazione della direttiva 2006/123/CE e della direttiva 2009/28/CE, e reca modifiche alla legge regionale 25 novembre 2011, n. 26 (legge regionale europea 2013).

3 Regolamento entro sei mesi L articolo 21, comma 3 della nuova legge veneta dispone che entro 6 mesi, la Giunta regionale approverà un regolamento per disciplinare i procedimenti autorizzativi per la costruzione e l esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica e termica alimentati da fonti energetiche rinnovabili. Le nuove regole interesseranno anche gli interventi di modifica, potenziamento, rifacimento totale o parziale e riattivazione degli impianti alimentati da fonti verdi, nonché le opere connesse e le infrastrutture necessarie alla costruzione e all esercizio dei medesimi impianti. Definiti i principi e i criteri direttivi I principi e i criteri direttivi sui quali si baserà il nuovo regolamento sono definiti nell articolo 22 della Legge regionale n. 27/2013. News nazionali: Ambiente: La strategia di adattamento ai cambiamenti climatici di Francoforte sul Meno 11/11/2013. Intervista con Hans-Georg Dannert, a cura di Karl-Ludwig Schibel, Coordinatore Alleanza per il Clima Italia Perché il Comune di Francoforte ha voluto elaborare una Strategia appositamente francofortese di adattamento ai cambiamenti climatici? Il Comune di Francoforte ha fatto molto nell ambito della protezione del clima e vanta una lunga tradizione con un proprio ufficio energia. Ad un certo punto è diventato chiaro che l altra faccia della medaglia è l adattamento ai cambiamenti climatici, vista la certezza che le condizioni ambientali e di vita cambieranno e che già stanno cambiando. La volontà politica era di affrontare questa situazione in modo concertato e non casuale. Quindi sembrava opportuno, in un momento ancora utile, darsi da fare a favore di una strategia coerente di adattamento per essere certi che all interno dell'amministrazione nulla fosse lasciato all incuria, che non venissero fatti dei doppioni, per assicurarsi inoltre che le informazioni fossero a disposizione di tutti i settori dell amministrazione e che la città potesse prepararsi in modo trasparente ai cambiamenti climatici. Era questa la riflessione di partenza, non scaturiva da qualche occasione particolare o da qualche evento drammatico, ma sulla base di un giudizio generale. Perché è stato creato per affrontare l adattamento in modo concertato, un gruppo di coordinamento interassessoriale, visto che esistono esperti specifici per l adattamento ai cambiamenti climatici? Abbiamo esperienze in altri campi, e con altre tematiche, da cui abbiamo potuto constatare che sempre quando solo un singolo gruppo o addirittura una sola persona si occupa di un tema diventa difficile l attuazione perché il tutto è stato elaborato a una sola scrivania o con un solo responsabile, mentre l attuazione coinvolge altri uffici, altri assessorati, altre competenze, a volte attraversando anche confini politici e in queste costellazioni nascono facilmente situazioni di non-collaborazione o addirittura conflitti. Sono esperienze che abbiamo fatto, a volte anche sofferto a Francoforte, e ci siamo resi conto che questa non è la strada giusta. La strada giusta è piuttosto di affidare il tutto a un gruppo di coordinamento in una procedura di routine, senza grande clamore e senza la pretesa di essere qualcosa di speciale, facendo rientrare le attività a favore dell adattamento climatico nella quotidianità dell agire amministrativo. Un approccio molto piacevole. Rimane però la domanda di come riuscite a superare le demarcazioni tra gli assessorati e la frequente mancanza di comunicazione? L istituzione del gruppo di coordinamento si basa su una deliberazione della giunta che già indica precisamente gli uffici coinvolti e affida il coordinamento all assessorato all ambiente e alla salute. Però l attuazione delle misure e la responsabilità risiede nei i vari uffici, ai quali rimane anche una certa autonomia su come vogliono agire. Finora questo modo di impostare il processo ha funzionato bene. Nelle nostre riunioni emergono le attività necessarie che i componenti del gruppo riportano nei loro uffici dove spesso già esistono azioni nel campo. Quindi non si tratta di istituire qualcosa di completamente nuovo ma di intensificare delle attività già esistenti o di aggiustarne il tiro. Più intenso, più coordinato e a volte anche cambiando un po la direzione. Quindi la maggior parte dei campi d azione non sono legati specificamente ai cambiamenti climatici, ma il loro impatto sul territorio accentua problemi esistenti e necessita un approccio più intenso e coordinato? Esistono anche campi d azione che si riferiscono specificamente ai cambiamenti climatici? Va capito meglio di che cosa parlo quando mi riferisco a delle attività che comunque già si fanno. L ufficio tecnico è attivo nella pianificazione del trasporto, l ufficio per le aree verdi si occupa dell arredo urbano, etc. però il coordinamento e l impostazione specifica delle misure da prendere, sulla base della nuove informazioni sugli impatti dei cambiamenti climatici e sull andamento prevedibile, richiedono uno scambio di informazioni. Abbiamo fatto ad esempio un progetto pilota con il servizio meteorologico tedesco sulle proiezioni climatiche per il territorio urbano, dove si vede come si svilupperanno le isole di calore nei prossimi decenni ed emerge anche che non si tratterà di un processo solo graduale, con un aumento generale di 1 o 2 C, ma che ci sono nuovi andamenti e fusioni che faranno nascere una nuova morfologia delle isole termiche. La stessa dinamica si verifica in altri ambiti, ci sono andamenti di intensificazione lineare che però a un certo punto cambiano qualità quando ci sono delle sovrapposizioni di trend. L aumento delle precipitazioni intense di grandi quantità d acqua in poco tempo creerà per esempio con tutti gli affluenti al fiume Nidda nuove minacce di inondazioni nel nord di Francoforte. Dove prevedere aree di ritenzione delle acque, quali sono le abitazioni minacciate, che tipo di misure consigliare ai proprietari? Questi sono i temi su cui nel gruppo di coordinamento per l adattamento ci scambiamo informazioni per capire chi dovrebbe fare cosa.

4 Gli scenari degli impatti dei cambiamenti climatici forniscono quindi la base per le strategie che elaborate? Questo è un elemento al quale si aggiungono i dibattiti nel nostro gruppo e le audizioni con esperti da altre città e altri paesi che lavorano ai più diversi punti di vista di questo grande complesso adattamento ai cambiamenti climatici. Recentemente abbiamo sentito una collega olandese che ha relazionato sull arredo urbano e su come, ad esempio, progettare le pensiline del trasporto pubblico per offrire una protezione efficace contro il vento e la pioggia, possibilmente rendendole girevoli. Le idee sono molte! Importante è tenere d occhio abitudini e comportamenti dei cittadini per capire come impostare nel dettaglio le misure. Quali sono le collaborazioni del gruppo comunale di coordinamento con degli stakeholder esterni? Il Land di Assia gestisce un Centro Cambiamenti Climatici dove esiste un tavolo dei presidenti dei comprensori, altri comuni ed esperti. Scambiamo le esperienze con altre città attraverso l associazione regionale e quella nazionale dei comuni tedeschi, mentre a Francoforte cerchiamo il contatto con i cittadini attraverso la pagina web e le circoscrizioni. Come vede il rapporto tra mitigazione e adattamento come campi d azione di un amministrazione comunale? Si rivolge l attenzione sul common ground di mitigazione e adattamento o li vede come due campi distinti? In un primo momento li vediamo come due campi distinti e insistiamo anche verso l esterno sul fatto che siano tali, per una ragione molto semplice. La protezione del clima ha già una forte presenza nella coscienza pubblica e spesso il tema adattamento climatico viene considerato la stessa cosa. Frequentemente assistiamo a una reazione del tipo Che volete? Siamo già attivi nella protezione del clima. Nulla toglie che al contempo dedichiamo grande attenzione alla complementarità tra i due campi d azione. Al gruppo dell adattamento climatico appartiene anche un collega dell ufficio energia che regolarmente presenta le attività per la protezione del clima. Comportamenti e misure che competono direttamente ai cittadini sovente si riferiscono ad entrambi i campi, protezione e adattamento: pensiamo nel residenziale all isolamento termico, ai corridoi di aerazione, all orientamento degli edifici che riducono le emissioni e migliorano la vivibilità in tempi del clima che cambia. Però in linea di massima vogliamo decisioni politiche e discorsi pubblici che si riferiscano specificamente all adattamento e creino una consapevolezza specifica. Torniamo al tema della governance, del rapporto tra il governo nazionale, i Länder e i Comuni. Nel 2008 il governo ha avviato la strategia nazionale di adattamento, parlando del proprio ruolo, quello dei Länder e di altri gruppi sociali senza mai menzionare i Comuni. Come vede il rapporto tra il livello nazionale, quello regionale? Poco tempo fa parlava del Centro Cambiamenti Climatici dell Assia, e i Comuni? Fa una differenza se si tratta di un comune piccolo, medio o grande? Non credo che la dimensione del Comune giochi un ruolo importante. Abbiamo preso atto della strategia nazionale di adattamento, l abbiamo letta, ma per forza il discorso viaggia su un livello molto generale e per una città come Francoforte non ne consegue molto. Ma va poi anche detto che le varie parti della Germania hanno condizioni così diverse che sembra indicato concentrarsi bene sulla specificità del luogo, non solo in senso topografico ma anche guardando attentamente le condizioni in una città, i suoi punti forti e le sue debolezze, per trarre le proprie conclusioni e per rendere operativa una strategia di adattamento a misura. A Francoforte abbiamo scelto un approccio pluralistico cercando di portare tutti a una tavola e tentando di stimolare in ognuno un proprio interesse e impegno, ma anche per far sì che allo stesso tempo tutti possano vantare dei successi per i propri uffici. Francoforte è all avanguardia per l adattamento ai cambiamenti climatici in Germania. L associazione nazionale dei comuni tedeschi ha presentato come esemplare la vostra strategia ai suoi membri. Quali sono oggi le sfide più grandi, quali i deficit ancora da affrontare? Rimane molto da fare nell attuazione concreta. Procediamo per tre tappe: l analisi dello stato di partenza, la proiezione dello sviluppo futuro e le linee guida sulle quali devono essere definite le rispettive misure concrete. Si tratta di stabilire delle priorità, quali sono i punti più sensibili, individuare collegamenti e far arrivare poi le informazioni lì dove vengono prese le decisioni, ad esempio con un informativa ai costruttori e committenti di nuovi edifici. Un campo in cui vorremmo fare un passo in avanti è quello dell analisi dei costi, vale a dire andare oltre l argomento generale che l adattamento preventivo è più conveniente della compensazione dei danni e avere delle cifre affidabili per mostrare di cosa stiamo parlando. Questo è un campo dove ci daremo da fare in futuro. L obiettivo in ultima istanza dovrebbe essere che le città non glissino su situazioni che già oggi sono ben prevedibili, il che significa che l adattamento deve godere della stessa attenzione che oggi riceve giustamente la protezione del clima. Le paure iniziali che l attenzione all adattamento potesse frenare le attività di mitigazione si sono rivelate infondate. La gente capisce molto bene che devono essere fatte entrambe le cose, come è anche chiaro che la sola protezione non basta e che già oggi esiste la necessità di adattamento. Ovviamente è anche di grande importanza l adattamento nel sud del mondo per la vivibilità in questi paesi e le loro città, e anche per evitare i rifugiati del clima. Questo sarebbe l auspicio dalla città internazionale di Francoforte. Fonte: sito internet climatealliance.it Rinnovabili: Un'unica voce per le rinnovabili in Italia 08/11/2013. Con l'obiettivo di rafforzare l'intera filiera italiana delle rinnovabili ANIE/GIFI, assorinnovabili e IFI hanno firmato lo scorso 4 novembre un protocollo d intesa che dovrebbe portare a un Associazione unica che coinvolgerebbe oltre 700 imprese e un settore che occupa già oggi addetti. Ci siamo trovati concordi dichiarano i presidenti Emilio Cremona (ANIE/GIFI), Agostino Re Rebaudengo (assorinnovabili) e Alessandro Cremonesi (IFI) nel ritenere che l ulteriore sviluppo della filiera rinnovabili, intesa come il settore dei produttori di energia rinnovabile, dei produttori di impianti e dei fornitori di componenti e servizi, passi anche per un aggregazione della rappresentanza. Con un unica voce, il settore rafforzerà le sue posizioni in tutte le sedi istituzionali e su tutti i temi rilevanti, a partire dai provvedimenti legislativi in atto, sui quale presenteremo subito proposte congiunte per lo sviluppo e l occupazione nel nostro Paese.

5 Alle aziende operanti nel settore delle rinnovabili - ribadiscono i Presidenti - dobbiamo il rispetto per quanto fatto nel recente passato e quanto sarà possibile fare nel prossimo futuro in termini occupazionali e in termini di ricerca e sviluppo in Italia. Non vogliamo che si ripetano errori senza una analisi vera e concreta delle opportunità per l industria, il mercato e per l economia del sistema paese. Fonte: sito internet infobuild energia Rapporti e studi: Il comparto dell'edilizia ringrazia le riqualificazioni 13/ È la sola voce in attivo e rappresenta il 65% del fatturato complessivo IN CONTROTENDENZA Il settore è cresciuto del 12,6% dal 2008 al 2013 a fronte del crollo del 30% degli investimenti totali nel settore dell'edilizia L'edilizia italiana, anche a causa della crisi, sta subendo una trasformazione profonda, avviandosi a diventare un comparto che finalmente guarda al futuro: si sposta il baricentro, non più nuovo edificato bensì riqualificazione dell'esistente, e si rinnovano professionalità, strumenti e materiali in chiave sostenibile. Non è un caso se la misura anticiclica di gran lunga più importante attivata in questi anni, l'eco-bonus per gli interventi di risparmio energetico (con 1,4 milioni di famiglie che ne hanno già approfittato), coglie e alimenta proprio queste tendenze. Le riqualificazioni sono la sola voce in attivo del comparto: con una crescita del 12,6% dal 2008 al 2013, a fronte del crollo del 30% degli investimenti totali e ricavi che già oggi rappresentano il 65% dell'intero fatturato. Con enormi prospettive di crescita: il 70% degli edifici italiani è stato costruito prima del 1976, data della prima normativa sul risparmio energetico, ed è quindi mediamente assai poco efficiente. Ecco perché «il comparto dell'edilizia - come spiega Marco Frey, presidente del comitato scientifico di Fondazione Symbola - sta diventando un contesto emblematico delle possibilità di innovazione green di natura intersettoriale. Si sviluppano nuovi materiali o nuove tecnologie che consentono di consumare meno o di produrre risorse (energia, acqua). Le stesse professionalità coinvolte in questo comparto si arricchiscono tingendosi sempre di più di verde». Se il valore aggiunto prodotto della green economy a livello nazionale è pari al 10,6% del totale, nelle costruzioni si arriva al 24,2%. Le aziende scommettono sempre di più sui green jobs: quest'anno saranno il 35% del totale degli assunti (erano il 32,2% nel 2010). E puntano sull'innovazione ambientale: una tendenza che coinvolge tutti gli attori. A partire da chi realizza gli involucri. Con campioni nazionali come la Diasen di Sassoferrato, che produce un intonaco ecocompatibile a base di sughero. O Equilibrium, la start-up che ha ideato un materiale biocomposito di canapa e calce altamente isolante, leggero e resistente, totalmente riutilizzabile e riciclabile. Oppure i fiocchi di cellulosa - isolanti di elevata qualità e provenienti da scarti di cartiera - di Nesocell, spin-off del Politecnico di Torino, impiegati da DomusGaia, azienda specializzata nella bioedilizia. Ma gli esempi sono tantissimi: i pannelli d'argilla di Terra Naturforum, oppure quelli superisolanti in fibre tessili riciclate di Manifattura Maiano; o il materassino in fibra di poliestere riciclato da bottiglie in Pet di Politex Italia. Anche i materiali più tradizionali cambiano dna. Come dimostra la biocalce Kerakoll, leader mondiale nel settore del green building (apprezzata da archistar come Zaha Hadid e Herzog&De Meuron): riduce le emissioni di Co2, contiene il 30% di minerali di scarto di altre lavorazioni e alla fine del ciclo di vita può essere riciclata. Per non parlare delle piastrelle, uno dei settori trainanti del made in Italy. Il distretto ceramico di Sassuolo, ad esempio, investe circa il 10% del fatturato in misure green, e dal 1980 ha dimezzato i consumi energetici pur avendo raddoppiato la produzione. Ricordiamo le piastrelle con biossido di titanio, che purificano l'aria, di Mirage. Quelle fotovoltaiche del gruppo System e di Cotto D'Este. Quelle antibatteriche di Casalgrande Padana. E poi ci sono i pavimenti di alta gamma di Stone italiana, realizzati con il vetro dei tubi catodici delle vecchie tv. Il made in Italy è protagonista anche nei sistemi di riscaldamento. Lo dimostra la bergamasca Robur, leader nel mondo delle pompe di calore a metano, che riducono del 40% i consumi e le emissioni inquinanti. Negli infissi: le finestre Erco, ad esempio, sono le prime in Pvc a ricevere il sigillo Finestra Qualità CasaClima Gold. E poi c'è la domotica, che rende la casa più confortevole, smart, e sostenibile: i sistemi BTicino o Vimar, ad esempio, permettono di monitorare e tenere sotto controllo i consumi energetici. Ma si arriva anche alle case interamente in legno, come quelle della holding altoatesina Rubner o di Wolf Haus. Fonte:Il Sole 24 Ore Rapporti e studi: Sostenibilità, l'italia 20esima nella classifica, meglio degli Stati Uniti (27esimi) 13/11/2013. L'Italia si colloca al 20esimo posto nella classifica mondiale della sostenibilità. Il dato emerge dall'indice di Sostenibilità elaborato dalla Fondazione Eni Enrico Matteri (Feem), che valuta in una sola misura sviluppo economico, sociale e ambientale di una nazione.

6 Su un totale di 200 Paesi raggruppati in 40 nazioni/macroregioni, l'italia si posiziona al 20esimo posto, davanti a Polonia, Spagna, Portogallo e Grecia, ma dietro ai Paesi del Nord Europa, tra i quali Svezia, Norvegia e Svizzera si trovano rispettivamente ai primi tre posti della classifica. Le politiche socio-economiche penalizzano l'italia La posizione dell'italia nella classifica è dovuta ai fattori economici negativi, tra i quali l'elevato livello del debito in rapporto al Pil. Gli Stati Uniti, a causa del forte sfruttamento del carbone come fonte energetica, sono in 27esima posizione, mentre la Cina si piazza al 35esimo posto. Pochi cambiamenti al 2030 Per quanto riguarda le previsioni al 2030, secondo le stime della Fondazione non ci saranno grossi cambiamenti nella classifica: l'italia resterà nella 20esima posizione, ci sarà un'ulteriore ascesa della Svizzera e, grazie alla crescita economica, gli Stati africani saliranno di quattro posizioni. I Paesi asiatici che attualmente non fanno parte del gruppo dei big guadagneranno ben sette posizioni. Rapporti e studi: Navigant: fotovoltaico in grande crescita in Cina, Arabia e Cile 11/11/2013. Nonostante il calo dei sostegni statali, la minaccia di guerre commerciali internazionali e la scomparsa di società leader di mercato, il mercato del fotovoltaico continua a crescere. Anche grazie ad una costante diminuzione dei costi delle tecnologie fv. Ad affermarlo è un recente rapporto di Navigant Research ( Solar PV Market Forecasts ) secondo cui le nuove installazioni solari raddoppieranno entro il 2020, passando da una capacità di 35,9 gigawatt del 2013 a 73,4 GW nel DALL'EUROPA ALL'ASIA PACIFICO. "I prezzi più bassi dei moduli fotovoltaici- dichiara Dexter Gauntlett, analista senior di Navigant Research- stanno portando all'apertura di nuovi mercati per il fotovoltaico distribuito, e stanno contribuendo al raggiungimento di una grid parity anche in quei mercati caratterizzati da energia elettrica ad alto costo. Le maggiori attività del mercato si stanno muovendo dall'europa all'area dell'asia-pacifico, che è ormai la più promettente e in costante sviluppo, guidata dalla Cina dove nel 2020 sarà installata una potenza fotovolatica superiore ai 100 GW. Bene anche gli Stati Uniti, vicini alla grid parity, e da segnalare anche l'ascesa di alcuni mercati nascenti, come Cile, Sud Africa e Arabia Saudita. AUMENTO DEI SISTEMI NON DISTRIBUITI. Con la maturazione dell'industria, il mercato si evolverà in diversi modi. Se da un lato le tipologie di installazione variano da regione a regione, dall'altro è riscontrabile un trend comune che è quello dell'aumento di sistemi non distribuiti (qundi sopra 1 MW di potenza). Che rappresenteranno, secondo il report, più della metà nel UN MERCATO DA 134 MLND DI DOLLARI. Sempre entro il 2020 secondo gli studiosi il solare avrà dei costi molto competitivi in gran parte del mondo anche senza sussidi e incentivi statali. E lil giro d'affari proveninete da installazioni da fotovoltaico supereranno i 134 miliardi dollari. Rapporti e studi: Dopo 18 mesi di recessione in crescita nel 2014 il mercato del fotovoltaico in Europa 11/11/2013. Secondo i risultati del rapporto trimestrale di Solarbuzz PV Markets il mercato del fotovoltaico europeo ha iniziato nel quarto trimestre 2013 la ripresa, dopo 18 mesi di flessione. Le previsioni dicono che nel corso dei primi 6 mesi del 2014 la domanda di fotovoltaico dall Europa si stabilizzerà a 2,5 GW per trimestre, con una previsione di crescita moderata nel secondo semestre. A guidare la ripresa del mercato fotovoltaico europeo Germania, Regno Unito, Italia e Francia che nel complesso installeranno quasi 8 GW nel 2014, ovvero il 75% della domanda prevista in Europa. Nel terzo trimestre 2013 il settore ha segnato un -11% rispetto al trimestre precedente e -43% rispetto allo stesso periodo del 2012, ma secondo Solarbuzz dovrebbe essere l ultimo trimestre con segno negativo. Nel complesso il 2013 registrerà i dati peggiori degli ultimi anni in Europa: si prevede un calo del 37% sul 2012 e un installato annuale pari a 10,5 GW, il dato più basso degli ultimi 4 anni e quasi la metà della domanda di picco raggiunta dall'europa nel La crisi europea di quest'anno è stata causata principalmente dal calo drammatico della domanda di fotovoltaico in mercati quali Germania e Italia, crisi aggravata ulteriormente dall incertezza dovuta dalla disputa commerciale tra l'europa e la Cina. Anche altri mercati europei concluderanno con segno negativo il 2013: Belgio, Bulgaria, Danimarca, Francia, Grecia, Paesi Bassi, Slovenia e Spagna. In forte crescita invece Regno Unito, Romania e l'austria. Il mercato fotovoltaico europeo nel 2014 sarà guidato da Germania e Regno Unito che dovrebbero coprire la metà della domanda europea di fotovoltaico. Il Regno Unito sarà il principale mercato europeo nel primo trimestre 2014; dopo quattro trimestri consecutivi di calo, la Germania si riprenderà e riguadagnerà il suo posto di leader del FV solo nella seconda metà dell'anno prossimo, grazie soprattutto alle installazioni in autoconsumo e ai benefici dovuti agli incentivi introdotti nel paese per le batterie per gli impianti fotovoltaici. Tuttavia la potenza installata nell'anno sarà inferiore a quella del In Italia la domanda recupererà leggermente nel 2014, dopo un terzo trimestre 2013 che ha segnato soli 229 MW, risultato dovuto alla fine del V Conto Energia. La ripresa in Italia sarà guidata da agevolazioni fiscali, progetti completati nell'ambito di PPA e autoconsumo.

7 Previsioni di crescita anche per Francia, Regno Unito, Danimarca e mercati emergenti come Turchia e Ucraina. Un calo della domanda previsto invece per Germania, Grecia, Romania, Belgio e Svizzera. In conclusione si ridefinirà il ruolo dell Europa che, dopo aver dominato la domanda globale di fotovoltaico tra il 2006 e il 2011 in percentuali tra il 70 e l 80%, a partire dal 2014 ridurrà la sua quota tra il 25 e il 30%. Fonte: sito internet infobuild energia Rapporti e studi: Rapporto mensile Terna su sistema elettrico: -2,8% di consumi, fotovoltaico + 2,3% 11/11/2013. A Ottobre cala la richiesta di energia elettrica, in crescita fotovoltaico, geotermico e idrico. Dal consueto Rapporto mensile realizzato da Terna sul sistema elettrico emerge che a ottobre 2013, rispetto allo stesso periodo dell'anno presedente, l energia elettrica richiesta in Italia, pari a 26,4 miliardi di kwh, ha fatto registrare una flessione del 2,8%. La variazione della domanda rettificata risulta pari a -2,7%, valore ottenuto depurando il dato dal solo effetto di temperatura media mensile superiore quest'anno di circa mezzo grado, mentre il numero di giorni lavorativi è stato lo stesso del Sono in crescita le fonti di produzione fotovoltaica (+2,3%), idrica (+2,1%), geotermica (+1,3%). In calo le fonti di produzione eolica (-18,6%) e termoelettrica (-3,0%). I 26,4 miliardi di kwh richiesti nel mese di ottobre 2013 sono distribuiti per il 47% al Nord, per il 29% al Centro e per il 24% al Sud. In termini congiunturali, la variazione destagionalizzata della domanda elettrica di ottobre 2013 rispetto al mese precedente è risultata positiva dello 0,9%. Il profilo del trend si mantiene su un andamento stazionario. La variazione della domanda di energia elettrica è stata negativa in tutto il paese: -3,2% al Nord e -2,3% sia al Centro che al Sud. La domanda nazionale di energia elettrica è stata soddisfatta per l 83,1% da fonti di produzione interna e per la quota restante (16,9%) dal saldo dell energia scambiata con l estero (-3,1%). Il bilancio energetico - La richiesta di energia elettrica in Italia nel mese di ottobre Nei primi dieci mesi del 2013 la domanda di energia elettrica è risultata in flessione del 3,6% rispetto al corrispondente periodo del 2012; a parità di calendario il valore è -3,3%; il valore cumulato della produzione netta ( GWh) risulta in calo del 4,1% rispetto allo stesso periodo del Il saldo estero risulta negativo (-0,8%). Il bilancio energetico - La richiesta di energia elettrica in Italia dall inizio dell anno Fonte: sito internet infobuild energia

8 Rapporti e studi: Carenza per alcuni materiali indispensabili per rinnovabili e veicoli elettrici 08/11/2013. Un nuovo studio realizzato dalla Joint Research Center della Commissione europea, che esamina la disponibilità di materie prime per la produzione di tecnologie energetiche a basse emissioni di carbonio, ha evidenziato che otto metalli sono ad alto rischio di disponibilità a causa soprattutto della dipendenza dell'ue dalle importazioni, della crescita della domanda mondiale e della situazione geopolitica. Tali carenze potrebbero avere ripercussioni negative per alcune tecnologie, in particolare eolico, illuminazione led, veicoli elettrici e fotovoltaico. Lo studio è partito da un precedente documento del 2011(SET Plan) che aveva analizzato la disponibilità dei metalli fondamentali per sei tecnologie a basse emissioni: eolico, solare, nucleare, bioenergie, smart grid, CCS. Il nuovo rapporto ha implementato altre 11 tecnologie, valutando i rifornimenti attesi dei metalli e non la situazione attuale. In tutto è stata esaminata la disponibilità di 60 metalli. Tra gli otto elementi classificati a disponibilità critica ci sono sei metalli delle terre rare (disprosio, europio, terbio, ittrio, praseodimio e neodimio), e i due metalli gallio e tellurio. Quattro metalli (grafite, renio, indio e platino), sono classificati con un rischio medio-alto, il che suggerisce che le condizioni di mercato per tali metalli debbano essere monitorate per non rischiare "strozzature della filiera". Il metallo più a rischio è il disprosio, si prevede infatti che l'unione europea tra il 2020 e il 2030 utilizzerà il 25% della produzione mondiale, principalmente per soddisfare la domanda per veicoli ibridi ed elettrici e turbine eoliche. Altri materiali utilizzati per i veicoli ibridi ed elettrici includono litio, cobalto, grafite, neodimio e praseodimio, gli ultimi due anche per l eolico. Il tellurio, indio, gallio e stagno si utilizzano invece per l'energia fotovoltaica; il platino per le celle a combustibile; indio, terbio, europio e gallio per l illuminazione a led. La domanda UE di litio secondo le stime assorbirà quasi il 15% della fornitura mondiale, mentre quella della grafite il 10%. Il rapporto suggerisce le misure per limitare la carenza dei materiali critici dividendole in tre categorie: aumentare l approvvigionamento, riciclare i materiali e sostituire quelli più a rischio con materiali alternativi Fonte: sito internet infobuild energia Eventi: Secondo Rapporto dell Osservatorio congiunto Fillea-Legambiente su Innovazione e sostenibilità nel settore edilizio 14/11/ Fillea Cgil e Legambiente presentano il 18 novembre alle 14,30, al Museo Nazionale Romano Terme di Diocleziano, in Viale Enrico de Nicola, 79 a Roma il secondo rapporto dell Osservatorio congiunto OISE "Innovazione e sostenibilità nel settore edilizio". Introducono gli interventi di Moulay El Akkioui, Segretario Fillea Nazionale e di Edoardo Zanchini, Vicepresidente Legambiente. Segue la presentazione del rapporto da parte di Maria Assunta Vitelli, Legambiente e Alessandra Graziani, Centro Studi Fillea Cgil. Ne discutono il Ministro dell Ambiente Andrea Orlando, Paolo Buzzetti, Presidente ANCE, Associazione Nazionale Costruttori Edili, Vittorio Cogliati Dezza, Presidente Nazionale Legambiente, Rosario Crocetta, Presidente Regione Sicilia, Mario Cunial,Vice Presidente ANDIL, Associazione Nazionale Industriali Laterizi, Anna Marson, Assessore Urbanistica, Pianificazione del Territorio e Paesaggio, Regione Toscana, Walter Schiavella, Segretario Generale Fillea Cgil, Debora Serracchiani, Presidente Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Paolo Trombetti, Presidente Italian Association For Trenchless Technology, Nichi Vendola, Presidente Regione Puglia, Nicola Zingaretti, Presidente Regione Lazio Fonte: Filleacgil.it Eventi: Otto case history d eccellenza di efficientamento energetico in metodologia E.S.Co. presentate durante il Convegno AssoEsco 11/11/2013. Otto aziende per altrettanti otto casi di studio d'eccellenza dell applicazione di innovazioni tecnologiche e metodologiche volte al miglioramento dell efficienza energetica in ambito industriale, dei servizi e civile residenziale sono state presentate durante il Convegno AssoEsco, organizzato nell ambito di Key Energy di Rimini Fiere. Fil rouge dei casi presentati l applicazione della metodologia E.S.Co., che prevede che l audit, la progettazione, la realizzazione dell intervento e la sua messa in opera e gestione restino a carico della E.S.Co. (Energy Saving Company), che trae la propria renumerazione da una parte dei risparmi realizzati nell arco di un arco di tempo (di solito dieci anni). Di seguito segnaliamo i due interventi più innovativi. IL CASO TARANTO. Tra i casi più innovativi segnaliamo quello presentato da Rienergia, E.S.Co. della provincia di Taranto, che ha messo a punto un prodotto ingegnerizzato denominato SEM (Storage Energy Management) che, grazie all utilizzo di un accumulatore d energia a volano permette di ridurre la potenza impegnata dalla rete e l energia elettrica consumata del 33% nel funzionamento degli ascensori in ambito residenziale. I risparmi vengono suddivisi per due terzi a favore della E.S.Co. e per un terzo a favore dell utilizzatore (a cui va anche interamente l incentivo fiscale previsto), permettendo nell ambito di un contratto E.S.Co. della durata di dieci anni la remunerazione dell investimento. INTERVENTO A L'AQUILA. Un altra innovazione metodologica è stata invece protagonista del caso di un condominio de L Aquila presentato da SEA, Servizi Energia Ambiente, E.S.Co. abruzzese, certificata UNI CEI Il condominio, gravemente danneggiato dal terremoto, doveva essere demolito e ricostruito. SEA ha proposto ai condomini di sostenere la differenza di costo esistente tra una costruzione a norma e una Servizio Energetico Plus, che può beneficiare degli incentivi legati all efficienza energetica e dell abbattimento al 10% dell IVA su tutte le bollette del cliente finale. L upgrade a Plus comporta l installazione di un cappotto termoisolante sull involucro edilizio, la

9 realizzazione di un impianto di riscaldamento che integra pannelli solari e pompe di calore elettriche alimentate da pannelli fotovoltaici e di un sistema di recupero delle acque piovane con serbatoio interrato da litri. INVESTIMENTO. SEA ha investito circa per la realizzazione degli interventi per l efficienza energetica e ha assunto la gestione l impianto per un periodo di 10 anni, alla fine dei quali cederà la proprietà al condominio. Il condominio restituisce a tasso zero l importo anticipato da SEA nei primi 5 anni di gestione. A differenza che in passato, il costo del riscaldamento viene ripartito in base al consumo effettivo di ogni singolo condomino e non sulla base dei millesimi. Grazie agli interventi effettuati, in media sui dieci anni di durata del contratto con SEA, il singolo condomino risparmierà il 33% nei confronti della situazione pre-terremoto e pagherà, tenendo conto della restituzione a SEA nei primi cinque anni, una cifra comparabile a quella per una costruzione a norma, ma godendo dei benefici sul valore della casa e sui costi di gestione ben dopo i dieci Eventi: Convegno Eolico e competitività organizzato da Anev in occasione della manifestazione KeyWind 8/11/2013. Si è tenuto ieri a Rimini il convegno Eolico e competitività organizzato dall Anev in occasione dell evento nazionale di settore KeyWind, manifestazione interamente dedicata al mondo dell eolico che ha visto la partecipazione di esperti del settore, aziende, istituzioni e stampa. Il convegno ha trattato il tema della competitività dell eolico, questione centrale per un settore ormai maturo e indispensabile per il mix energetico nazionale. La fonte eolica ha permesso al nostro Paese di ridurre le importazioni di materie prime fossili per il soddisfacimento della domanda di energia, rafforzando l indipendenza energetica, creando sviluppo economico e occupazione, con un potenziale di circa nuovi posti di lavoro al 2020 e portando benefici all ambiente. Tuttavia, a causa degli ostacoli burocratici, aggravati dai nuovi meccanismi di incentivazione, il settore rischia di essere gravemente compromesso nonostante i numerosi benefici che potrebbe ancora portare. L Anev propone da tempo di passare a meccanismi di incentivazione in conto capitale e all introduzione di detrazioni fiscali per la costruzione di nuovi impianti, rilanciando il comparto eolico senza oneri per il sistema. Zanonato: riduzione costo energia e regole più certe per l'eolico Il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato ha espresso la posizione del Governo in materia di rinnovabili, sostenendo che il settore è imprescindibile per rimettere in moto l economia e per creare occupazione, oltre che per ridurre i rischi legati alla dipendenza dell Italia dalle importazioni di fonti fossili e alle vicende politiche di altri Paesi. Obiettivi del Governo sono la riduzione del costo dell energia e la definizione di una politica mirata a rendere il quadro regolatorio più certo anche per l eolico, evitando interventi retroattivi e consentendo agli operatori di proseguire iter già avviati. I benefici dell'eolico Oreste Vigorito, presidente onorario Anev e pioniere dell eolico in Italia, ha dichiarato che il settore eolico in venti anni ha portato risultati importanti in termini di occupazione, crescita economica, benefici ambientali e contribuendo alla sicurezza dell approvvigionamento energetico, subendo tuttavia attacchi ingiustificati da una minoranza e dai media a causa della disinformazione sulla fonte eolica. L impatto di questa fonte sull ambiente e sul paesaggio è decisamente minore rispetto alle ricadute provocate dalle infrastrutture tradizionali delle fonti fossili ed è opportuno che vengano divulgate informazioni corrette. È necessario puntare ancora sullo sviluppo dell eolico in Italia, soprattutto attraverso il potenziamento di impianti già esistenti e sfruttando il grande potenziale eolico non ancora sfruttato e in grado di creare ulteriori benefici per il Paese. In Europa si punta sull'eolico off-shore Andrew Garrad, neo presidente dell Ewea, ha sottolineato l importanza che l eolico ha acquistato a livello europeo raggiungendo una maturità industriale che gli consente oggi di competere con le altre fonti. In Europa al 2012 l energia eolica ha raggiunto cifre da record nonostante la presenza dei competitor del settore dei combustibili fossili, da sempre sostenuti dai sussidi pubblici. Oggi si sta puntando molto sull eolico off-shore, settore che ha raggiunto elevati livelli in termini di soluzioni tecnologiche a basso impatto ambientale e che consentirà di raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni post È necessario però migliorare l integrazione della rete e definire un quadro di riferimento certo e stabile a livello europeo. L'impatto sulla rete di trasmissione Chiara Vergine, responsabile ufficio connessioni Terna, ha messo in luce il rapporto tra eolico e rete di trasmissione nazionale. Uno dei più importanti compiti dei gestori dei sistemi di trasmissione è la pianificazione e lo sviluppo di infrastrutture di rete; a partire dalla liberalizzazione del settore energia, la connessione di nuovi impianti di produzione rappresenta una componente esogena all intero processo di pianificazione. Le politiche incentivanti adottate dagli Stati membri in materia di rinnovabili (mirate alla riduzione delle emissioni clima alteranti) ha portato il settore dell eolico ad incremento di circa 70% negli ultimi 5 anni della potenza eolica installata in Italia: quale l impatto sulla rete di trasmissione nazionale? Sviluppo della rete, innovazione tecnologica e sperimentazione questa la risposta ad una delle più importati sfide dell ultimo decennio. L istallazione di oltre 8GW di impianti eolici ha interessato in particolare la rete di trasmissione a 150 kw nell area Sud del Paese, ridisegnando il paradigma di riferimento in cui le reti e la loro gestione hanno un ruolo sempre più cruciale. Per questo assumono un rilievo assoluto i progetti inclusi nel Piano di Sviluppo decennale di Terna, che prevede investimenti complessivi per 7,9 miliardi di euro, molti dei quali finalizzati alla riduzione delle congestioni derivanti dall utilizzo di impianti rinnovabili. La generazione distribuita Fabio Cazzato di Enel Distribuzione ha indicato come soluzione per favorire la competitività la generazione distribuita, il cui impatto sulla rete di distribuzione, diventata in pochi anni una rete attiva, e in generale sull intero sistema

10 elettrico, ha reso necessari nuovi criteri per l esercizio e la pianificazione delle reti, modificando i ruoli degli attori del sistema, a cominciare dai gestori di rete di distribuzione. Il nuovo scenario normativo, a partire dal fotovoltaico e di recente anche per l eolico, ha favorito l affermazione di un modello di generazione da fonti rinnovabili in cui prevalgono gli impianti di piccola taglia con connessione in bassa tensione, con progressivo incremento delle iniziative presso forniture esistenti già allacciate alla rete. Tale modello si rivela quello che consente le migliori percentuali di successo delle iniziative. La rete di distribuzione costituisce quindi il fattore abilitante per la diffusione delle rinnovabili, come dimostrano i dati relativi agli impianti allacciati da Enel Distribuzione in pochi anni, consentendo un integrazione ottimale delle rinnovabili nel sistema grazie anche alle innovazioni tecnologiche introdotte. Secondo Massimo Derchi, consigliere Anev e Managing Director Erg Renew, Il business eolico, soprattutto nel nostro Paese, è una realtà in via di consolidamento. La sfida attuale si sposta quindi sull eccellenza nella gestione dei parchi, presidiando in modo efficiente ed integrato i diversi anelli della catena del valore (costruzione, gestione operativa, capacità di previsione e dispacciamento dell energia prodotta). In questo contesto è importante che la regolazione sia stabile e capace di premiare i players industriali più solidi, affidabili e qualificati e che le infrastrutture siano dimensionate opportunamente e tempestivamente. Allo stesso tempo, un operatore industriale strutturato non può trascurare le possibilità di sviluppo al di fuori dei confini nazionali, selezionandole in base alla propria propensione al rischio, agli obiettivi di ritorno sull investimento e alla sostenibilità in termini di capex: le opportunità, sia in Europa che - soprattutto - in Paesi più lontani, non mancano di certo. I luoghi comuni sull'eolico GB Zorzoli, portavoce del Coordinamento Free ha osservato che contrariamente ai luoghi comuni, l energia eolica sta dimostrando di poter coprire una gamma di potenze, che va dai piccoli impianti di una decina di kw ai grandi parchi eolici e, almeno per le specifiche condizioni dei mari italiani, l eolico off-shore deve ancora manifestare le sue potenzialità. Sempre in contrasto con i luoghi comuni, i margini di innovazione esistenti rimangono significativi, non solo per quanto concerne la parte impiantistica. L economicità di un impianto dipende infatti anche da innovazioni nell esercizio e manutenzione, basati sullo sviluppo di metodi non intrusivi a costo contenuto, capaci di premonire su eventuali malfunzionamenti, in tal modo sostituendo la programmazione programmata con interventi ad hoc, quando richiesti. Nella seconda parte della giornata si è svolta una Tavola Rotonda, coordinata dal presidente Anev Simone Togni, per dare spazio anche i costruttori di macchine e componentistica che hanno messo in luce le difficoltà che il settore della tecnologia incontra in Italia, a causa delle barriere amministrative e della necessità di migliorare le infrastrutture esistenti, come la Rete elettrica nazionale e promuovere la ricerca e l innovazione nel settore dei sistemi di storage, necessari per ottimizzare al massimo la produzione di energia elettrica da fonte eolica. Norme chiare, procedure trasparenti e sgravi fiscali Togni ha ribadito l importanza di un sistema normativo certo e chiaro, sottolineando che Il superamento degli ostacoli amministrativi, procedurali e burocratici, come hanno dimostrato di essere le aste e registri, sarebbe il primo passo per rendere l eolico più competitivo sul mercato. Infatti i costi derivanti dalle barriere burocratiche sono un elemento di aggravio significativo dei costi di tali attività industriali e rendono gli operatori e le aziende del settore meno efficienti. Tali aggravi rendono nei fatti più difficile fare impresa in Italia rispetto a quanto lo sia negli altri Paesi europei, a scapito della competitività del nostro Paese. Inoltre, un quadro normativo stabile e procedure trasparenti e certe rappresentano sempre un elemento di garanzia di rispetto della legalità, cavallo di battaglia dell eolico nazionale e dell ANEV da molti anni che ha portato anche alla sottoscrizione del Protocollo di Legalità del Ministero dell Interno e di Confindustria che mira a eliminare anche i più marginali tentativi di ingerenze che trovano tipicamente terreno fertile nelle procedure opache e negli iter tortuosi e farraginosi. ANEV pertanto propone di superare l attuale sistema passando a meccanismi di incentivazione basati su meccanismi di sgravi fiscali e fondi rotativi che incidano sulla realizzazione delle infrastrutture energetiche, cosa che eviterebbe inoltre di appesantire ulteriormente gli oneri di sistema. Sarebbe inoltre auspicabile rimettere alla competenza dello Stato la materia della produzione e distribuzione dell energia elettrica, per rendere più uniforme la legislazione nel contesto normativo nazionale ed evitare il gran numero di contenziosi in essere. Eventi: Green economy, per finanziarla serve un fisco eco-friendly e 'obbligazioni verdi' 7/11/2013. Quali strumenti fiscali e finanziari introdurre in Italia per finanziare la green economy? È stato questo l'argomento affrontato nella terza sessione di lavori degli Stati Generali della Green Economy 2013 Le misure e le riforme economiche e fiscali necessarie per attivare un Green New Deal, a Rimini nell ambito di Ecomondo-Key Energy-Cooperambiente. Tassare le attività inquinanti È necessario distribuire in maniera diversa la pressione fiscale - propone Edo Ronchi, componente del Consiglio Nazionale delle Green Economy - bisogna ridurla sul lavoro, dove attualmente è molto alta, e sugli investimenti green e compensarla con tributi che penalizzino il consumo di ambiente e di risorse naturali. L OCSE ci ha indicato che è necessario arrivare ad un prelievo ambientale del 12,5% sul totale del gettito fiscale. Dunque un fisco green che tassi le attività inquinanti e il consumo di ambiente secondo il principio di chi inquina paga per far arrivare l eco-gettito dal 6% attuale al 12,5%, spostando la pressione fiscale dal lavoro e dagli investimenti green per non aumentare il peso delle tasse. Ma anche nuovi strumenti finanziari, vere e proprie obbligazioni verdi, per sostenere la crescita sostenibile e una nuova scansione degli incentivi.

11 Strumenti finanziari innovativi Il pacchetto di misure presentato agli Stati Generali della Green Economy sulla fiscalità ecologica indica in particolare una graduale introduzione della carbon tax e del road pricing tarato secondo le emissioni degli autoveicoli. Per quanto riguarda i nuovi strumenti finanziari innovativi ci sono i project bond, i performance bond, i social impact bond o altri meccanismi basati sui principi di payment by results o di impact finance o di crowdfunding: con tali strumenti finanziari innovativi e correlati ai risultati, si punta a ridurre il costo del denaro, a favorire partnership pubblico-privato, stimolando una crescita nella qualità, oltre che nella quantità, delle iniziative green. Sul fronte degli incentivi la strada maestra indicata è quella di eliminare gli incentivi alle attività economiche che hanno impatti negativi sull ambiente, orientare il riesame della composizione della spesa pubblica (spending review) con attenzione a quella che danneggia l ambiente. Lo stesso ministro dell Ambiente, Andrea Orlando, ha confermato che questo percorso può essere attuato attraverso una delega fiscale. Gli investimenti green nel mondo Sul fronte degli investimenti, a livello mondiale è già in atto un processo che vede in campo flussi consistenti di investimenti nel settore green. Il totale degli investimenti per la mitigazione delle emissioni e per l adattamento ai cambiamenti climatici nel 2011 è stato stimato in 268 miliardi di dollari per il settore privato e in 96 miliardi di dollari per il settore pubblico. A partire dal 2004, poi, il tasso di crescita degli investimenti nelle energie rinnovabile è costantemente aumentato, con una media di un + 32% l anno. Fonte. sito internet casa e clima Eventi: Il patto dei Sindaci. La città e i territori come protagonisti della Green economy e della politica energetica nazionale. Regioni e Comuni hanno presentato le loro iniziative in materia di rinnovabili ed efficienza energetica 7/11/2013. Le città avranno un ruolo determinante nella politica energetica nazionale, visto che le decisioni che verranno adottate dalle metropoli e dai principali centri urbani avranno serie conseguenze sul futuro del nostro pianeta. È quanto emerso dall'incontro Il patto dei Sindaci. La città e i territori come protagonisti della Green economy e della politica energetica nazionale che si è tenuto a Key Energy, fiera internazionale delle energie e della mobilità sostenibili che si è aperta mercoledì 6 novembre a Rimini Fiera. IL RUOLO DELLE REGIONI. Ma non sono solo i comuni ad essere in prima linea nell'adozione di politiche per l'ambiente. A guidare i progetti e gli interventi c'è soprattutto l'azione delle Regioni, le quali debbono sottostare ai vincoli del decreto Burden Sharing che fissa obblighi precisi per ogni singola area del Paese. Tra quelle che hanno presentato iniziative erano presenti la Sardegna, che ha illustrato il Progetto Smart City- Comuni in classe A che coinvolge 66 comuni, e la Basilicata che ha avviato un progetto di riduzione dei costi energetici per gli enti locali lucani che ha consentito di risparmiare oltre 1,5 milioni di euro grazie a una gestione centrale delle forniture di elettricità e gas. Per non parlare poi della Regione Sicilia, che proprio di recente ha approvato sostanziosi finanziamenti ai Comuni, con vincoli molto stringenti per la realizzazione dei progetti. I COMUNI. Ad oggi sono i Comuni firmatari del patto che li obbliga a redigere il Piano d'azione per l'energia sostenibile (Paes) con i valori delle emissioni registrati localmente. Tra i settori maggiormente interessati dalle azioni dei sindaci ci sono quelli delle rinnovabili, dell'illuminazione pubblica, del telecontrollo ma soprattutto dell'efficienza energetica, sia in ambito produttivo, sia in quello residenziale. A questo proposito è stato citato il progetto Easyhome 4EQ Efficienza Energetica che unisce economicità, etica e qualità della Cooperativa Santa Francesca Cabrini Due. Estero: Bullitt Center, il primo edificio zero acqua 13/11/2013. Meteorologi, geografi ed esperti di cambiamenti climatici concordano: le risorse idriche in futuro saranno sempre più scarse e preziose. Non bisogna, però, attendere e indugiare per mettere in pratica metodi e sistemi anti spreco, a partire dai paesi occidentali più sviluppati che, spesso, non si rendono pienamente conto della gravità della questione. MOLTI COMUNI VIETANO IL TRATTAMENTO IN LOCO DELLE ACQUE GRIGIE. A dichiararlo, fra gli altri, l'associazione americana International Living Future Institute, autrice di una guida anti sprechi centrata sui nuovi edifici, dal titolo Living Building Challenge (LBC). "La conservazione e il riuso delle risorse idriche è una priorità da considerare fin dalle prime fasi di progettazione di un edificio, spiega Amanda Sturgeon, vice presidente del programma LBC, promotrice di sistemi di riutilizzo e infiltrazione in loco. Peccato che spesso, a impedire la riuscita di progetti virtuosi, siano le norme. Molti comuni regolano pesantemente o addirittura vietano il trattamento in loco delle acque grigie o delle acque nere, sottolinea la Sturgeon. BLOCCO SOCIALE. Spesso, poi, le aziende di costruzione o gli stessi proprietari si mostrano restii a installare, per esempio, servizi igienici di compostaggio nelle proprio abitazioni (o uffici), quasi fosse qualcosa di cui vergognarsi. La colpa in questo caso è della scarsa informazione a riguardo: è chiaro che queste persone non sanno quanto conviene usare questi sistemi, per l'ambiente e per le bollette a fine mese. L'ESEMPIO DEL BULLITT CENTER DI SEATTLE. Nonostante queste premesse esistono degli edifici che sono riusciti in questa impresa. Su tutti quello che è stato definito l'edificio a uffici più efficiente del mondo, il Bullitt Center di Seattle, che ha aperto ufficialmente lo scorso aprile e che prevede di raggiungere il 100 per cento di energia rinnovabile prodotta in loco. Sviluppato su sei piani, l'edificio è stato progettato allo scopo di diventare un modello di efficienza: un enorme cisterna rivestita di calcestruzzo e posta nel seminterrato del centro raccoglie l'acqua piovana,

12 tanto da poter coprire la fornitura idrica dei tre mesi estivi, quando in questa regione piove assai poco (capienza fino a 56 mila litri). Poter trattare in questo modo l'acqua non è stato semplice, spiegano i progettisti e il presidente di Bullitt Foundation, Denis Hayes. "Gli aspetti normativi sono straordinariamente complessi nello Stato del Washington e le strutture commerciali come questa non sono autorizzati a utilizzare l'acqua piovana per uso potabile." L ACQUA PIOVANA PASSA ATTRAVERSO UNA SERIE DI FILTRI PER RIMUOVERE LE IMPURITÀ. Ma alla fine la perseveranza ha pagato e al progetto è stato concesso un permesso normativo per la fornitura di acqua potabile sul posto. Il sito recupera anche le acque grigie dei lavandini e delle docce del fabbricato. Le acque reflue vengono raccolte in un serbatoio interrato collegato a un sistema di depurazione naturale dove avviene il trattamento microbico. Poi, l'acqua depurata viene filtrata all'esterno, irrigando un'ampia zona verde circostante. "Abbiamo dovuto negoziare per mesi con la città e l agenzie statali, perché non c'era alcun precedente", dice Court. "Speriamo di poter convincere i gestori di edifici, in particolare nelle città, ad utilizzare i sistemi di trattamento o infiltrazione delle acque grigie. L'acqua è una risorsa troppo importante. AUTOSUFFICIENZA ENERGETICA. Risorse idriche, ma non soltanto. La strategia di efficienza e autosufficienza del Bullitt Center è pensata anche da un punto di vista dei consumi energetici: il 100% dell energia elettrica necessaria all'edificio e ai suoi occupanti viene prodotto in loco grazie all impianto fotovoltaico che rivestono tutto il tetto oversize, mentre l isolamento termico ottimale della struttura abbatte i costi per riscaldamento e aria condizionata. L'obiettivo del Bullitt Center è ambizioso: raggiungere gli elevati standard fissati dal Living Building Challenge, che impone agli edifici in gara per la certificazione l autosufficienza energetica ed idrica per almeno un anno dall'inaugurazione ufficiale. Appuntamento, quindi, alla prossima primavera. Estero: La Germania dà il via ai controlli d'efficienza per i beneficiari degli incentivi 7/11/2013. Da inizio novembre, la tedesca KfW Bank Group (una sorta Cassa Depositi e Prestiti tedesca) sta effettuando delle ispezioni in loco per verificare se i beneficiari dell'energy-efficient Construction and Refurbishment Programmes utilizzano correttamente i fondi erogati dalla stessa banca per l'efficienza e la ristrutturazione energetica degli edifici. I mutuatari e i destinatari delle sovvenzioni saranno - ovviamente - scelti a caso; dopo di che verrà concordata con loro una data per la verifica degli interventi. Le ispezioni saranno coordinate e documentate dalla Deutsche Energie- Agentur GmbH (dena - Agenzia tedesca per l energia), che si avvarrà della collaborazione di ispettori qualificati provenienti da alcuni suoi partner. 100 MLD IN EFFICIENZA. Ricordiamo che già dal 2011 la KfW aveva previsto di fornire, per una durata di 5 anni, oltre 100 miliardi di euro per gli investimenti nel settore energetico tedesco. Investimenti che a loro volta dovrebbero generare altri 150 miliardi. Anche in Italia l'agenzia delle Entrate effettua dei controlli formali, non tecnici, sulla documentazione in possesso del contribuente che ha beneficiato di detrazioni fiscali. I controlli dell'agenzia seguono a quelli d'efficienza che effettua l'enea sulla domande inviate. Si tratta però di controlli sulla carta e non sul campo

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