29 CAP. 3 L impiego di film per ragazzi e cartoni animati nella didattica e nella formazione

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1 Indice 7 Introduzione 9 CAP. 1 Le premesse teoriche 19 CAP. 2 I progetti nazionali in tema di educazione stradale ai bambini 29 CAP. 3 L impiego di film per ragazzi e cartoni animati nella didattica e nella formazione 35 CAP. 4 Guida per la conduzione dell intervento sull educazione stradale 101 CAP. 5 I principali criteri per valutare gli interventi formativi in tema di educazione stradale 115 CAP. 6 La valutazione e il monitoraggio dell intervento formativo sull educazione stradale nelle scuole primarie 125 Bibliografia 129 APPENDICE 1 Descrizioni tecniche dei filmati 135 APPENDICE 2 Schede informative da utilizzare per la raccolta di informazioni da parte di chi effettua l intervento 137 APPENDICE 3 Questionario sull educazione stradale 141 APPENDICE 4 Percorso da casa a scuola 143 APPENDICE 5 Questionari di valutazione per insegnanti e operatori 145 APPENDICE 6 Esempi di materiali prodotti dai bambini (temi, disegni, ecc.) e foto relative all intervento Icaro APPENDICE 7 Materiale utilizzato nella campagna di educazione stradale Icaro 9

2 Introduzione 7 Introduzione La guida nasce dall esigenza, manifestata da diverse Istituzioni e soggetti coinvolti nell educazione al tema della sicurezza stradale, di poter fruire di una strumentazione agile ed efficace per preparare i bambini, fin dall età scolare, a un approccio corretto al comportamento stradale. La letteratura internazionale evidenzia l utilità di avviare fin dalla scuola dell infanzia una adeguata formazione per un corretto comportamento sulla strada. Infatti, diverse riflessioni e risultati di osservazioni e ricerche (come viene riportato nel presente volume) indicano l opportunità di effettuare interventi di educazione e prevenzione lungo tutto l arco della frequenza scolastica, nelle varie fasce di età, utilizzando strumenti adeguati e pertinenti. Si è constatato che gli interventi sporadici o non articolati non producono effetti consistenti e, soprattutto, duraturi. Istituire invece procedure di educazione e prevenzione permanenti nei vari anni di frequenza scolastica, dalle scuole primarie alle secondarie, comporta la possibilità di cambiare veramente i comportamenti errati o pericolosi e di favorire l assunzione di condotte non soltanto corrette, ma anche attente e costruttive sul tema della strada. Sono obiettivi complessi e che richiedono una notevole costanza e attenzione. Dal nostro punto di vista le strategie più efficaci per perseguirli si basano sulla sinergia fra vari enti e operatori proprio nella preparazione delle metodiche di educazione. Il libro è dunque il frutto di scambi e condivisioni teoriche, pratiche e metodologiche fra diverse figure istituzionali: principalmente la Polizia Stradale e l Università di Roma «La Sapienza», con la Fondazione ANIA,

3 8 Guida pratica per l educazione stradale che ha supportato tecnicamente ed economicamente le ricerche alla base della progettazione dell intervento formativo, Sicurstrada, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca, l UNICEF. La guida si basa sui risultati di ricerche e osservazioni ed è stata costruita con la consulenza scientifica di esperti; in particolar modo sono state utili le sinergie fra diversi saperi provenienti, ad esempio, dal mondo degli psicologi, degli insegnanti, degli operatori di Polizia Stradale. Naturalmente si tratta di linee guida che possono essere costantemente aggiornate con l apporto dell esperienza diretta di chi effettua la formazione ed è a contatto con i bambini conoscendone in modo diretto reazioni e bisogni. Le figure cui il volume è indirizzato sono rappresentate da tutti coloro che, a vario titolo e con diversi bagagli di esperienza, entreranno in contatto con gli alunni della scuola primaria, per accompagnarli nei primi delicati passi verso un corretto approccio alla sicurezza stradale. Alcuni esempi del lavoro effettuato seguendo il modello di intervento che proponiamo sono rappresentati nell Appendice 6. Si tratta di elaborati che i bambini hanno creato lavorando con gli operatori della Polizia Stradale e di alcuni momenti che raffigurano l attività nel suo svolgimento. La guida può dunque essere utilizzata come una «cassetta degli attrezzi» cui attingere per arricchire le proprie procedure di formazione diretta ai bambini. Si possono usare gli esercizi proposti per le varie fasce di età ed eventualmente crearne di nuovi seguendo le istruzioni. Se queste linee pratiche di intervento (basate su aspetti teorici e metodologici ma soprattutto pratici, come per esempio le schede, gli esercizi, il filmato) potranno essere d aiuto in un compito così importante o contribuire a far venire nuove idee, sarà stata aggiunta una tessera a quel mosaico dato dalla complessità di approccio a temi come la sicurezza stradale e la prevenzione di esiti drammatici di cui, purtroppo, troppo spesso abbiamo notizia. Anna Maria Giannini e Roberto Sgalla

4 I progetti nazionali in tema di educazione stradale ai bambini 27 Nella pagina precedente sono riportate, come esempio, alcune fotografie realizzate nelle campagne informative e educative della Polizia Stradale, mentre nell Appendice 7 viene presentato un fumetto preparato per tali interventi. L intervento formativo descritto in queste linee guida La novità del presente intervento, rispetto a quelli esistenti, si individua soprattutto nella poliedricità degli strumenti formativi di cui si serve. Questo intervento si struttura infatti facendo ricorso a una cosiddetta «cassetta degli attrezzi» che viene offerta ai formatori con un opportuna guida all uso o manuale di istruzioni. Gli «attrezzi» sono costituiti dalle seguenti procedure: 1. proiezione di un filmato per attivare la discussione e le libere osservazioni; 2. esecuzione di attività grafiche per esprimere i propri vissuti; 3. simulazioni di comportamenti per illustrare implicazioni e conseguenze; 4. attività proposte in forma ludica per apprendere giocando; 5. discussioni in classe per mettere in comune rappresentazioni mentali, convinzioni, aspetti emotivi. Tenendo conto del livello di sviluppo cognitivo dei bambini di scuola primaria, l intervento fa leva sulla concretezza delle attività e sulla forza del ragionamento all interno del gruppo classe, al fine di favorire l apprendimento delle nuove conoscenze sul tema dell educazione stradale. La quantità di attività proposte permette inoltre al singolo operatore e all insegnante di scegliere le modalità più adeguate allo specifico gruppo di allievi. È da notare che la molteplicità delle attività proposte è di ausilio a ribadire i concetti, far emergere le rappresentazioni mentali e i vissuti emotivi. Inoltre i bambini possono sperimentare attività di osservazione e ascolto, ma anche di esecuzione di compiti e di gioco singolo e di squadra. Dunque si tratta di un modello ben articolato i cui parametri sono studiati e dosati per agire su modalità diverse, quali quella percettiva, motoria, uditiva, bilanciando i momenti di azione con quelli di osservazione e ascolto. Le attività da condurre singolarmente sono presenti accanto alle attività da condurre con il gruppo classe o in squadra: questo consente di coinvolgere i bambini a vari livelli di aggregazione e farli riflettere e sperimentare in condizioni diverse e divertenti.

5 Guida per la conduzione dell intervento sull educazione stradale 35 4 Guida per la conduzione dell intervento sull educazione stradale * La presente guida ha come finalità principale quella di mostrare come vada condotta la discussione di gruppo all interno di una classe nella scuola primaria. Occorre precisare che l organizzazione proposta non deve essere intesa come un insieme di indicazioni rigide, ma come una guida agile, un punto di riferimento per gli operatori impegnati nell educazione stradale. Nella gestione della discussione, tuttavia, si consiglia di seguire il più possibile il percorso illustrato di seguito. I compiti e gli esercizi serviranno all operatore come stimolo per ottenere le considerazioni dai bambini e per facilitare l apprendimento dei contenuti presentati. Si consiglia di strutturare l intervento in tre incontri, in ognuno dei quali si faranno svolgere agli alunni almeno due esercizi, scelti fra ciascuna delle tre serie proposte. Nel caso di esercizi più brevi si può farne fare anche tre in un solo incontro, ma è opportuno dare ai bambini la possibilità di fare una pausa tra un esercizio e l altro. Nel primo incontro, si consiglia di iniziare sempre con il primo esercizio della Parte 1: «A che cosa servono le regole della strada?». Il secondo esercizio può essere liberamente scelto tra gli altri proposti in questa sezione. L operatore, poi, potrà organizzare i successivi incontri utilizzando gli esercizi presentati nelle ulteriori sezioni (Parti 2 e 3). Ciascuna attività presenta chiare indicazioni sulle finalità che si vogliono raggiungere e le caratteristiche del destinatario. * Il capitolo è stato realizzato e scritto con Anna Di Norcia e Francesca Baralla (Università di Roma «La Sapienza»), e con la consulenza scientifica di Anna Silvia Bombi.

6 36 Guida pratica per l educazione stradale Tali suggerimenti forniranno all operatore ulteriori informazioni su come procedere alla selezione dei compiti da proporre ai bambini. Si ribadisce che, per evitare episodi di stanchezza o di distrazione, sarebbe meglio limitarsi a due esercizi per incontro. Alcune regole generali per rendere efficace la comunicazione con i bambini Come precedentemente sottolineato, nell intervento con i bambini è opportuno tenere presenti alcune regole di base che possono favorire l interazione e la partecipazione all attività proposta. Nel primo incontro l operatore, dopo avere opportunamente registrato alcune informazioni sul luogo in cui è situata la scuola in cui sta svolgendo l intervento (Appendice 2 «Questionario di raccolta di informazioni a cura di chi effettua l intervento») e compilato il questionario introduttivo (Appendice 2 «Questionario introduttivo a cura di chi effettua l intervento»), dovrebbe iniziare presentando se stesso, eventuali altri colleghi e il motivo che lo conduce a stare in aula insieme ai bambini e all insegnante. L operatore (da questo momento in poi chiamato «Conduttore») si rivolgerà direttamente ai bambini nel modo seguente: «Ciao bambini, io mi chiamo Xxx e sono un operatore della Polizia Stradale. Sono venuto per insegnarvi come ci si comporta sulla strada. Insieme faremo cose divertenti, ma anche molto importanti. Vedremo dei cartoni animati, faremo dei disegni, ma parleremo anche delle nostre esperienze e discuteremo di alcune cose fondamentali per la tutela della vostra salute». Prima di iniziare l attività, il Conduttore avrà il compito di distribuire ai partecipanti un questionario (Appendice 3 «Questionario sull educazione stradale»), che ha lo scopo di raccogliere alcune informazioni importanti sulle conoscenze e le credenze dei bambini coinvolti. Il Conduttore dovrà possedere un numero di copie del questionario sufficiente per tutti i bambini della classe. Quindi, lo presenterà così: «Prima di iniziare le nostre lezioni sull educazione stradale, abbiamo bisogno del vostro aiuto, perché vogliamo sapere cosa pensano i bambini delle cose che si fanno per strada. Adesso, perciò, vi consegneremo un questionario e voi dovrete rispondere alle domande che ci sono. Non vi preoccupate, non è un compito, non c è un voto, vogliamo solo sapere cosa pensano i bambini della strada, perciò mi raccomando non copiate. Ognuno risponda per conto suo». Con i bambini della prima classe della scuola primaria si dovrà fare particolare attenzione e, nella somministrazione del questionario, il Conduttore

7 Guida per la conduzione dell intervento sull educazione stradale 37 dovrà spiegare loro: «Adesso vi distribuiremo dei fogli con alcune domande, ma voi non iniziate subito a rispondere; li compileremo insieme, leggerò io le domande una per volta». Quindi distribuirà i questionari e leggerà le domande, lasciando ai bambini, volta per volta, il tempo necessario per rispondere. Prima di leggere l ultima domanda, il Conduttore dirà: «Adesso, per questa domanda dovrete proprio scrivere una risposta, ma mi raccomando: non ditela ad alta voce, scrivetela solo, ognuno per conto suo». È particolarmente utile che, durante la compilazione del questionario, l insegnante passi tra i banchi per aiutare i bambini in difficoltà. Bisogna inoltre aspettare che tutti abbiano finito, invitando i bambini più svelti nell eseguire il compito ad attendere al loro posto senza disturbare. Al termine della compilazione, prima di procedere al ritiro, dite: «Grazie, bambini! Adesso ritiriamo i questionari e iniziamo la nostra educazione stradale». Terminato il ritiro delle copie del questionario, dopo avere verificato che ciascun bambino abbia risposto a tutte le domande, il Conduttore proseguirà dicendo: «Bene, adesso siamo quasi pronti per cominciare; prima, però, dobbiamo tenere a mente una cosa importante: che si parla uno per volta! Durante le nostre attività io vi farò spesso delle domande, ma prima di rispondere alzate sempre la mano, altrimenti, se parliamo tutti insieme, si fa una gran confusione e non si capisce più niente, e io invece voglio sentire proprio tutte le cose che avete da dire, senza perdermi niente. Un altra cosa importante è che quello che faremo noi qui non sono compiti: non ci sono voti, quindi ognuno di voi può dire tranquillamente quello che pensa. È tutto chiaro? Bene, allora possiamo davvero iniziare». Alla fine di ciascun incontro, il Conduttore dovrà avere cura di ribadire i concetti e gli argomenti affrontati, facendo ripetere ai bambini le idee più importanti: «Bene, per oggi abbiamo finito! Allora, quali cose abbiamo imparato?». Questa attività costituirà un momento di riflessione ulteriore ma, soprattutto, di fissazione dei concetti chiave della giornata. Negli incontri successivi al primo il Conduttore, se si tratta del secondo incontro, dovrà cominciare così: «Oggi continueremo a imparare le regole della strada», oppure se si tratta del terzo: «Oggi è il nostro ultimo giorno insieme per imparare le regole della strada». In entrambi i casi, proseguirà dicendo: «Ma, prima di iniziare, vi ricordate le nostre due cose importanti? Si parla uno per volta e questo non è un compito». Prima di dare avvio alle attività, il Conduttore cercherà di ribadire i concetti appresi fino a quel momento: «Chi di voi si ricorda cosa abbiamo imparato la volta scorsa?».

8 38 Guida pratica per l educazione stradale Nel terzo e ultimo incontro, al termine dell attività, il Conduttore saluterà i partecipanti in questo modo: «Bambini, le nostre lezioni sull educazione stradale sono terminate. Abbiamo finito il nostro lavoro insieme e mi sembra che ci siamo proprio divertiti e abbiamo imparato tante cose. Mi raccomando, non dimenticatele!». Prima di congedarsi dalla classe, dovrà procedere a una nuova distribuzione del questionario compilato nel primo incontro (Appendice 3) e annunciare: «Adesso, vi chiedo di compilare un questionario come quello che avete fatto il primo giorno. Vi ricordate? Non è un compito e non ci sono voti, quindi ognuno risponda per conto suo». Occorrerà rispettare le stesse accortezze della prima somministrazione, cercando di fare in modo che i bambini rispondano a tutte le domande autonomamente. Al termine egli dirà: «Grazie, bambini! Adesso ritiriamo i questionari». Si raccoglieranno poi i questionari, cercando sempre di verificare l effettiva compilazione dell elaborato. Infine, prima di abbandonare la classe, il Conduttore chiederà all insegnante di compilare una scheda con alcuni dati utili a una valutazione dell intervento proposto (Appendice 5 «Questionari di valutazione per insegnanti e operatori»). Al termine di ciascun intervento, si dovrà procedere a compilare la parte relativa alla raccolta delle opinioni del Conduttore stesso. Gli esercizi per l educazione stradale Di seguito vengono proposti una serie di esercizi focalizzati sul tema dell educazione stradale. Chi conduce l intervento con i bambini potrà utilizzarli scegliendo quelli che ritiene più adatti alla classe con cui sta lavorando e potrà servirsi delle tavole illustrate per giocare con i bambini, insegnando loro le principali tematiche relative a un corretto comportamento sulla strada. L insieme dei 16 esercizi proposti e delle 42 tavole di ausilio può essere considerato parte di una «cassetta degli attrezzi» cui attingere per arricchire le proprie strategie formative e renderle più efficaci. Gli «attrezzi» proposti sono stati messi a punto sulla base dei risultati di una ricerca scientifica condotta su un estesa popolazione di bambini e con la consulenza di un équipe di specialisti (fra i quali: esperti in tematiche di psicologia dello sviluppo, di educazione stradale, di grafica e di illustrazione per bambini).

9 Guida per la conduzione dell intervento sull educazione stradale 39 PARTE 1 PARTE 1 Le regole della strada BOX 4.1 A che cosa servono le regole della strada? Obiettivo: Rifl essione sull utilità delle regole quando ci troviamo per strada. Destinatari: Tutti i bambini dalla prima alla quinta classe della scuola primaria. Il Conduttore comincia con il chiedere: «Sapete cosa sono le regole?». Ascolterà quindi le risposte dei bambini, che per ora si dovranno limitare a «Sì» o «No». Quindi dirà: «A scuola ci sono delle regole, vero? Me ne dite qualcuna?», e cercherà di raccogliere i contributi dei partecipanti (ad esempio: «Non bisogna chiacchierare mentre la maestra spiega», «Si deve alzare la mano prima di parlare», ecc.). Si prosegue cercando di regolare i contributi in modo che non si accavallino. Conduttore: «Sapete che anche quando si sta per strada, a piedi, in macchina o in bicicletta bisogna rispettare delle regole? È importante rispettare le regole, altrimenti per strada si crea un gran disordine. Avete visto nel fi lmato di Shark Tale com era organizzata bene la città dei pesci? Anche sulle strade vere ci sono delle regole, proprio perché si possa camminare tutti ordinatamente e senza pericolo». Si propongono poi gli esercizi pratici, che richiedono spostamenti all interno della classe. Conduttore: «Adesso, cerchiamo di capire un po come funzionano e a cosa servono le regole della strada. Allora, quando vi dico Via, vi alzate tutti in piedi e cominciate a camminare, ognuno dove gli pare. Senza correre, però, mi raccomando, e in silenzio. Poi, quando dico Stop, dovete tornate tutti ai vostri posti». Quindi, deve lasciare che i bambini si muovano liberamente per qualche secondo, poi farli tornare al loro posto e continuare dicendo: «Avete visto cosa è successo? Si è creata una gran confusione! E anche per strada sarebbe così, se non ci fosse la regola che dice che si deve camminare sempre a destra, così, non ci si scontra». Per proseguire, si chiede l intervento di due volontari. Se a offrirsi sono più di due, si scelgono due bambini rassicurando gli altri che potranno aiutare in seguito. (continua)

10 40 Guida pratica per l educazione stradale (continua) Il Conduttore chiederà: «Chi mi aiuta?». Poi dovrà creare una strada con i banchi, istruendo i bambini (l uno all insaputa dell altro) di modo che uno cammini velocemente per la «strada» e l altro attraversi all improvviso senza guardare, per far sì che i due si scontrino. Conduttore: «Avete visto cosa è successo? Si sono scontrati! Se non si rispettano le regole, anche per strada ci si scontra e ci si può fare male. Perciò, quando si va a piedi come XXX [nome del bambino che ha attraversato la strada senza guardare], prima di attraversare la strada dobbiamo sempre guardare a destra e sinistra, altrimenti rischiamo di farci male. Però, anche chi va in macchina come YYY [nome del bambino che camminava lungo la «strada»] non deve andare troppo veloce, cioè deve rispettare i limiti di velocità e, soprattutto, stare attento se ci sono le strisce pedonali, che sono fatte come quelle che vedete in questo disegno [Tavola 1]». Il Conduttore chiederà la collaborazione di altri due volontari. Con il loro contributo modifi cherà la «strada» creata precedentemente con i banchi, formando un incrocio di due strade. Come già fatto in precedenza, chiederà ai volontari di oltrepassare l incrocio senza guardare, producendo uno «scontro» tra i bambini. Conduttore: «Avete visto? Si sono scontrati di nuovo! E se fossero stati due macchine? Succedeva un bel pasticcio! Perciò, per strada, in macchina o in bicicletta, bisogna sempre fermarsi agli incroci quando si vede un segnale con su scritto Stop, come questo [Tavola 2], oppure un segnale di precedenza come questo [Tavola 3]. Se non c è nessun segnale, bisogna fermarsi comunque e guardare a destra e sinistra! A certi incroci, però, ci potrebbe essere il semaforo». Il Conduttore mostrerà la tavola che raffi gura i diversi colori del semaforo e chiederà ai bambini di dire come ci si deve comportare, indicando un colore alla volta [Tavola 4]; raccoglierà le risposte di ciascuno, ribadendo i comportamenti corretti e fornendo una spiegazione per quelli sbagliati. Conduttore: «Se è verde? Passiamo! Se è rosso? Ci fermiamo! Se è giallo? Se ci troviamo al centro dell incrocio, cerchiamo di liberare la strada facendo molta attenzione; ma se ci troviamo ancora nei pressi del semaforo, ci fermiamo!». Il Conduttore chiude l intervento ribadendo l importanza delle regole stradali. Conduttore: «Allora, avete capito a cosa servono le regole della strada? Servono per fare in modo che non si crei troppa confusione e per non farsi male».

11 Guida per la conduzione dell intervento sull educazione stradale 45 PARTE I1 PARTE I1 i segnali stradali BOX 4.5 Conoscete i segnali stradali? Obiettivo: Valutare le conoscenze che i bambini già possiedono dei segnali stradali e informarli sulla segnaletica per le biciclette. Destinatari: Tutti i bambini dalla prima alla quinta classe della scuola primaria. Conduttore: «Conoscete i segnali stradali?». Se i bambini dimostrano di conoscerli, il Conduttore chiede a ciascuno di loro di provare a disegnare un segnale stradale che si ricorda, e di farlo bello grande, in modo da occupare gran parte del foglio. Si dovrà avere cura di consegnare lo stesso materiale a ciascun bambino (un foglio da disegno, una matita, un temperino e un set di matite colorate). Durante la prova, il Conduttore passeggia tra i banchi, dando suggerimenti ai bambini in diffi coltà. Conduttore: «Ora, con il materiale che avete a disposizione, disegniamo un segnale che vi è capitato di vedere sulla strada. Lavorate da soli, senza copiare dai compagni». Se si ha l impressione che i bambini non conoscano i segnali, offrire loro dei modelli da copiare (scelti fra le tavole a disposizione). Per i bambini dalla terza classe della scuola primaria in poi non dovrebbe essere necessario l uso di modelli. Conduttore: «Allora, adesso scegliete uno di questi segnali e copiatelo; fatelo grande, che riempia tutto il foglio». Si lasciano ai bambini circa 15 minuti per disegnare e alla fi ne si dice loro: «Adesso vediamo i segnali che avete disegnato». Il Conduttore chiede ai bambini di presentare i segnali che hanno illustrato, invitandoli a commentare i rischi causati dal loro mancato rispetto. Conduttore: «Sapete chi deve rispettare questi segnali? Sì, le automobili, è vero. E le biciclette devono rispettarli oppure no? Sì, anche le biciclette devono rispettarli. Ma ci sono anche dei segnali speciali solo per le biciclette e li riconosciamo proprio dalla bicicletta disegnata sopra. Ad esempio, avete mai visto un segnale come questo? [Tavola 9] Sapete cosa signifi ca? Pista ciclabile: lì si può passare solo con la bicicletta, le automobili non devono andarci. Oppure, avete mai visto un segnale come questo? [Tavola 10] Sapete cosa signifi ca? Signifi ca che lì non si può andare con la bicicletta».

12 Guida per la conduzione dell intervento sull educazione stradale 49 PARTE I1I PARTE I1I il comportamento in strada BOX 4.9 attraversare la strada Obiettivo: Memorizzare la sequenza di attraversamento della strada. Destinatari: Tutti i bambini dalla prima alla quinta classe della scuola primaria. Particolarmente indicato per i più piccoli. Conduttore: «Adesso vediamo con attenzione come si attraversa la strada. Vedete? Questo [Tavola 21] è Paolino che deve attraversare la strada». Il Conduttore mostra la tavola a tutta la classe, poi prosegue: «Prima di tutto, Paolino deve decidere dove attraversare [Tavola 22]: qual è il punto migliore, secondo voi?». Il Conduttore presenta, indicandole, le tre soluzioni illustrate sulla tavola: 1. le strisce pedonali; 2. un punto qualunque della strada; 3. il semaforo. Dopo avere raccolto i pareri dei bambini, si ribadisce che il punto migliore per attraversare la strada è sulle strisce pedonali. Poi, mostrando la tavola successiva [Tavola 23], il Conduttore chiede: «Ehi, ma cosa sta facendo Paolino? Sì, sta guardando il semaforo. Come mai?». Si ascoltano le risposte dei bambini, poi si prosegue: «Il semaforo è solo per le macchine o le biciclette? No, c è anche il semaforo per le persone che vanno a piedi. Sapete come è fatto? È come quello delle macchine, però ci sono degli omini disegnati. E cosa si fa quando c è un semaforo? Se è rosso o giallo ci si ferma, se invece è verde passiamo. E se diventa giallo mentre attraversiamo? Ci affrettiamo a passare dall altra parte». Il Conduttore chiede poi ai bambini: «Cosa deve fare ancora Paolino prima di attraversare? Ad esempio: guardare a destra, a sinistra, in giù, in su?». Il Conduttore mima i movimenti con la testa e ribadisce: «È giusto guardare a destra e a sinistra». Poi, mostrando la tavola successiva [Tavola 24], domanda: «Adesso, se non passa nessuno sulla strada, Paolino è proprio pronto ad attraversare. Ma qual è il modo migliore per farlo?». (continua)

13 50 Guida pratica per l educazione stradale (continua) A questo punto vengono presentate, indicandole, le quattro soluzioni illustrate sulla tavola: 1. correndo a occhi chiusi; 2. camminando con lo sguardo rivolto verso l alto; 3. camminando e continuando a guardare a destra e a sinistra; 4. parlando al cellulare. Dopo aver raccolto i pareri dei bambini, si ribadisce che il modo migliore per attraversare è camminare continuando a guardare a destra e a sinistra. Si conclude dicendo: «Grazie ai vostri consigli, Paolino è arrivato sano e salvo dall altra parte della strada! Mi raccomando, quando attraversate la strada, fate anche voi come lui!».

14 58 Guida pratica per l educazione stradale TAvola 1

15 TAvola 2 Guida per la conduzione dell intervento sull educazione stradale 59

16 La valutazione e il monitoraggio dell intervento formativo La valutazione e il monitoraggio dell intervento formativo sull educazione stradale nelle scuole primarie * Introduzione Le attività proposte in questo manuale sono state utilizzate dagli operatori della Polizia Stradale nell anno scolastico 2008/09 all interno del Progetto Icaro 9. L intervento formativo, portato avanti nelle scuole primarie di diverse città italiane, è stato accompagnato da una raccolta di dati che ha permesso di valutarne l efficacia. Accanto a questa valutazione «quantitativa» ne è stata effettuata anche una di tipo più «qualitativo», attraverso il riscontro verbale degli operatori che hanno praticamente effettuato l intervento come descritto nel paragrafo 2 di questo capitolo. Dall ascolto dei commenti degli operatori sono emersi suggerimenti utili di attività che potrebbero precedere il vero e proprio intervento formativo. Prima di iniziare, è bene incontrare gli insegnanti per chiedere loro informazioni sulla classe. Ad esempio, per i bambini di prima, sapere se e quanto siano in grado di scrivere oppure, per tutte le classi, sapere se hanno già conoscenze di educazione stradale. Al fine di valutare l intervento formativo, è necessario somministrare ai bambini dei questionari di valutazione sulle loro conoscenze prima e dopo l intervento. Tuttavia la somministrazione del questionario iniziale è risultata «poco gradita» agli alunni, proprio nel primo giorno dell intervento, ed è stata * Il capitolo è stato realizzato e scritto con Anna Di Norcia, Pierluigi Cordellieri e Silvia Pepe (Università di Roma «La Sapienza»).

17 116 Guida pratica per l educazione stradale vista quasi come un compito troppo simile alle consuete attività scolastiche. Per ovviare a tale inconveniente e rendere più piacevole il primo incontro con il Conduttore dell intervento, il questionario iniziale potrebbe essere somministrato dall insegnante qualche giorno prima dell inizio dell intervento stesso, assicurandosi però che il docente segua le istruzioni stabilite per la consegna (si veda il capitolo 4), senza le quali i risultati del questionario verrebbero invalidati. Un ulteriore accorgimento riguarda il fatto che per i bambini di prima classe della scuola primaria può risultare difficile scrivere. Dal momento che emerge una convergenza tra conoscenze affiorate con il disegno e conoscenze evidenziate tramite il questionario, ai bambini di prima si potrebbe chiedere di fare dei disegni come pre-test e post-test. Ad esempio: «Disegna il segnale che fa capire che nelle vicinanze possono esserci dei bambini», oppure «Disegna il segnale che fa capire che in quella strada si può andare solo in bicicletta». È importante però che non vengano date però ulteriori informazioni, trattandosi di una fase di test e non della formazione. È inoltre essenziale che si richieda di fare gli stessi disegni e che le istruzioni per il loro svolgimento vengano date nello stesso modo (stesse parole) prima e dopo l intervento, affinché i lavori possano essere utilizzati per la valutazione dell apprendimento. Dal confronto con gli operatori è emersa anche l utilità che il Conduttore dell intervento possieda delle conoscenze di base sullo sviluppo cognitivo dei bambini in età scolare e una minima esperienza di comunicazione con gruppi di bambini. In caso contrario, è utile che ci sia una formazione relativa a questi temi, la lettura del primo capitolo di questo manuale può essere utilizzata a tale scopo. Nel caso di Icaro 9 la formazione degli operatori è stata effettuata da esperti di psicologia dello sviluppo nel mese di dicembre 2008, prima dell inizio dell intervento formativo. Principali risultati emersi dalla valutazione dell intervento formativo La somministrazione dei questionari ai bambini sulla conoscenza delle regole della strada prima e dopo l intervento ha permesso di valutare l efficacia dell intervento formativo; a tal fine sono stati molto utili anche i questionari cui hanno risposto gli operatori che hanno portato avanti le attività e gli insegnanti che hanno invece avuto un ruolo di osservatori e sono intervenuti solo in caso di necessità. I risultati ottenuti convergono nel confermare l efficacia dell intervento. Sono stati esaminati i questionari di 2775 bambini, ripartiti per classe e genere come mostra la tabella 6.1.

18 La valutazione e il monitoraggio dell intervento formativo 117 TABELLA 6.1 Ripartizione dei soggetti per classe e per genere Classe M Sesso F Totale Totale Da tali questionari (si veda l Appendice 3) emerge un significativo miglioramento della prestazione tra la somministrazione precedente all intervento e la successiva. Come mostra la figura 6.1, anche se la prestazione dei bambini migliora dalla prima alla quinta classe, per tutte le classi c è comunque un miglioramento statisticamente significativo 1 in seguito all intervento. Durante l intervento i bambini hanno anche realizzato dei disegni di segnali stradali reali oppure inventati (si veda il capitolo 4). Dall analisi dei prodotti grafici di 300 bambini è emerso l apprendimento di alcune conoscenze di base per la comprensione del significato della segnaletica. In particolare è stata esaminata la coerenza tra segnali rappresentati e segnali veri considerandone la forma, i colori e i contenuti. Come mostra la figura 6.2, in un range teorico che va da 0 a 6 la coerenza del segnale rappresentato è superiore alla media di tre per tutte le classi, per entrambi i tipi di disegni. Naturalmente è maggiore nel caso della rappresentazione del segnale reale perché per quello inventato è stato lasciato più spazio alla fantasia. Inoltre, come mostra sempre la figura 6.2, 2 la coerenza è minore per le classi prima e seconda rispetto a quelle dalla terza alla quinta (all interno dei due gruppi le differenze non sono statisticamente significative; Duncan: p<.05). 1 È stata eseguita un analisi della varianza multivariata avente la prestazione al questionario prima e dopo l intervento per variabili dipendenti e la classe per variabile indipendente. Da tale analisi sono emersi, oltre che due effetti principali, uno della classe e uno del re-test, anche un interazione tra le due variabili (F 4,1297 =4,77; p<.001). 2 È stata eseguita un analisi della varianza multivariata avente la coerenza nei due disegni per variabili dipendenti e la classe per variabile indipendente. Da tale analisi sono emersi, oltre che due effetti principali, uno della classe e uno del tipo di disegno, anche un interazione tra le due variabili (F 4,281 =8,99; p<.001).

19 118 Guida pratica per l educazione stradale 3 2,5 2 1,88 2,42 2,18 2,52 2,19 2,60 2,61 2,36 2,46 2,73 1,5 1 0, Prima dell intervento Dopo l intervento Fig. 6.1 Risultati nel questionario: bambini prima e dopo l intervento ,48 4,42 4,36 4 5,40 4,29 5,20 4,08 5,35 3, Reale Inventato Fig. 6.2 Coerenza nella rappresentazione dei segnali reali e inventati per classe. Per quanto riguarda il segnale inventato, la variazione da una classe all altra non è più crescente, ma come già accennato in questo caso i bambini hanno preferito essere più fantasiosi (si veda il disegno illustrato in figura 6.3). Ad ogni modo, l aspetto significativo è che la coerenza della rappresentazione è sempre superiore alla media teorica 3, e questo dimostra che le caratteristiche generali dei segnali sono state apprese.

20 Appendice Appendice 3 Questionario sull educazione stradale

21 138 Guida pratica per l educazione stradale Scrivi qui il tuo nome senza il cognome Quando sei nato? (Scrivi il giorno, il mese e l anno) Che giorno è oggi? (Scrivi il giorno, il mese e l anno) Quando cammini per strada nella tua città, ti senti sicuro? (Metti una crocetta sul quadratino vicino alla risposta che scegli) Tanto Così così Poco Come vai in giro per la tua città? (Puoi mettere anche più di una crocetta) In macchina A piedi da solo A piedi con un adulto In bici da solo In bici con un adulto Sai cosa significano questi segnali stradali? Bisogna darsi la mano Qui vicino c è una scuola Ci sono bambini in giro Qui i bambini non possono passare Non lo so Non si può passare in macchina e in bici Non si può passare a piedi Non può passare nessuno Bisogna stare attenti Non lo so

22 Appendice Chi va a piedi si deve fermare Chi va in macchina si deve fermare Chi va in macchina e in bici si deve fermare Bisogna stare attenti Non lo so Chi va a piedi deve far passare le macchine Chi va in macchina e in bici deve far passare prima chi viene dall altra strada Le macchine si devono fermare Se sono in bici passo prima di quelli che vengono dall altra strada Non lo so E adesso, rispondi all ultima domanda: secondo te, qual è la cosa più importante da fare quando si attraversa la strada? Hai finito! Grazie per il tuo aiuto!

23 Appendice Appendice 5 Questionari di valutazione per insegnanti e operatori questionario di valutazione per l'insegnante Istruzioni La preghiamo di rispondere alle seguenti domande, per valutare l intervento eseguito nella sua classe su una scala che va da 1 (per niente) a 5 (molto). Ritiene le attività proposte adeguate al livello dei suoi alunni? Ritiene che i suoi alunni abbiano partecipato alle attività proposte? Ha commenti o suggerimenti da fare sull intervento effettuato nella sua classe? Grazie per la collaborazione.

24 144 Guida pratica per l educazione stradale questionario di valutazione per l'operatore della polizia stradale Istruzioni La preghiamo di rispondere alle domande che seguono, valutando su una scala che va da 1 (per niente) a 5 (molto). Si è sentito a proprio agio nel gestire le attività proposte? Si ritiene soddisfatto di come ha gestito le attività? Ritiene che l intervento sia stato adeguato ai bambini (né troppo facile, né troppo difficile)? Ritiene che le attività siano risultate gradite ai bambini? Pensa che l intervento sia stato proficuo per i bambini, sotto il profi lo dell apprendimento? Ha commenti o suggerimenti da fare sull intervento effettuato? Grazie per la collaborazione.

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