PIANO LOCALE UNITARIO SERVIZI ALLA PERSONA. P.L.U.S. Trexenta

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1 PIANO LOCALE UNITARIO SERVIZI ALLA PERSONA P.L.U.S. Trexenta TRIENNIO AGGIORNAMENTO 2011 Comuni di Barrali, Gesico, Goni, Guamaggiore, Guasila, Mandas, Nuraminis, Ortacesus, Pimentel, Samatzai, Sant'Andrea Frius, San Basilio, Selegas, Senorbì, Siurgus Donigala, Suelli Provincia di Cagliari Azienda Sanitaria Locale n. 8 Distretto Senorbì Ufficio di Piano per la Programmazione e la Gestione Associata UPGA - Trexenta 1

2 I. PREMESSA SOMMARIO II. PROFILO DI SALUTE DELL AMBITO (allegato 1) III. RISORSE DELL AMBITO IV. INTRODUZIONE ALLA PROGRAMMAZIONE e ALL AGGIORNAMENTO 2011 V. OBIETTIVI E AZIONI DI SISTEMA Istituzione tavoli tematici permanenti VI. OBIETTIVI E AZIONI DI SETTORE VIII. ARTICOLAZIONE DEI CONTENUTI PROGRAMMATICI: OBIETTIVI E AZIONI DI SISTEMA adeguamento organizzativo UPGA gestione dei servizi in corso conclusione interventi triennio istituzione tavoli tematici permanenti IX. ARTICOLAZIONE DEI CONTENUTI PROGRAMMATICI: OBIETTIVI E AZIONI DI SETTORE A.1 - AREA POVERTA A Lavoro e Inclusione sociale A Contrasto alle povertà estreme A Progetti della Provincia di Cagliari: Microcredito a favore di persone in situazione di povertà A.2 - AREA MINORI E FAMIGLIA A Servizio Educativo territoriale, Servizi Educativi per Adolescenti, Consulenza e sostegno alle Famiglie A Servizio educativo scolastico specialistico A.3 - AREA DIPENDENZE A Interventi di prevenzione delle dipendenze A.4 - AREA DELLE NON AUTOSUFFICIENZE A Potenziamento dei servizi domiciliari sociali e sanitari A Sostegno alle famiglie A Residenzialità - A attivazione PUA e sperimentazione presa in carico integrata - A intervento di soccorso domiciliare e bus navetta - A registro assistenti familiari - A sportello H - A fondo di garanzia per la residenzialità Progetti Speciali Interventi in favore della salute mentale. Laboratori teatrali per pazienti psichiatrici. X. TAVOLE FINANZIARIE 2

3 III. INTRODUZIONE ALLA PROGRAMMAZIONE AGGIORNAMENTO 2011 Il lavoro di programmazione 2010/2012 si è ispirato, in considerazione dei punti di forza e di debolezza emersi e riscontrati nel triennio, alla necessità di valorizzare le risorse pubbliche e private locali, alla capacità e alle possibilità di comunicazione, all importanza strategica della collaborazione e dell intesa interistituzionale e interdisciplinare. I punti di debolezza hanno messo in evidenza criticità rispetto alle quali operare una attenta riflessione che conduca ad una trasformazione permanente delle modalità di relazione istituzionale e operativa. Sono punti di forza del lavoro associato: la comunicazione tra gli operatori, che consente di raggiungere risultati di condivisione e coprogettazione; la rappresentatività territoriale presso istituzioni come il centro servizi per il lavoro, con il quale e stato instaurato un rapporto di collaborazione aperto ai migliori sviluppi; la conoscenza e lo stabilirsi di relazioni significative con le risorse formali e informali del territorio: cooperative A e B, associazioni di volontariato, privato sociale in genere ecc.; la progressiva acquisizione di una prospettiva di sistema in luogo di quella più tradizionalmente localistica. Sono punti di debolezza: l l eccessivo carico di incombenze intervenute durante il biennio da parte regionale sull UPGA e in generale il carico di lavoro dell Ufficio di Piano in rapporto alle risorse umane disponibili; la difficoltà di gestire a livello distrettuale le esigenze specificamente locali, riferite a specifici servizi Il presente aggiornamento conferma la programmazione da attivarsi alla conclusione degli interventi in corso. 3

4 IV. PROFILO DI SALUTE DELL AMBITO per l anno 2011 si confermano i dati esposti in sede di approvazione , elaborati a cura dell Osservatorio delle Politiche Sociali della Provincia. (le tavole citate nel testo sono contenute nell allegato 1) La popolazione residente (Tavole 1-7, vedi allegato) Per l ambito in esame, l analisi degli indicatori demografici, sia per gli aspetti di consistenza attuale e sia per le dinamiche relative agli ultimi decenni, appare fondamentale per la comprensione della situazione sociale che verrà esaminata attraverso gli altri indicatori presentati nel fascicolo. I dati impiegati per quest area di riflessione sono quelli ufficiali messi a disposizione dall Istituto Nazionale di Statistica con riferimento sia alle statistiche demografiche annuali, disponibili fino al 31 dicembre del 2008, e sia ai censimenti dei decenni precedenti. É stato possibile utilizzare, inoltre, l ultimo dato relativo al movimento mensile della popolazione pubblicato dall Istat con riferimento al 30 giugno dell anno in corso. Per tale data (tavola 1), la popolazione dei sedici comuni dell ambito è risultata pari a abitanti, ovvero il 4,9 % del totale della popolazione della Provincia. Nel leggere i dati presentati occorre tener conto dello sviluppo demografico che ha interessato i comuni dell ambito a partire dalla fine degli anni cinquanta del secolo scorso. Comuni Popolazione residente nei comuni dell'ambito Plus Trexenta al 31 dicembre degli anni 1961 e 2008 al 31 dicembre 1961 al 31 dicembre 2008 Variazione percentuale nel periodo Barrali ,0 Gesico ,5 Goni ,8 Guamaggiore ,2 Guasila ,8 Mandas ,9 Nuraminis ,2 Ortacesus ,5 Pimentel ,3 Samatzai ,5 San Basilio ,6 Sant'Andrea Frius ,1 Selegas ,4 Senorbì ,1 Siurgus Donigala ,1 Suelli ,8 Totale ambito ,1 Fonte: elaborazione su dati Istat Come mostra la tabella, nel periodo compreso tra il 1961 ed 2008 la popolazione complessivamente residente nell ambito è diminuita di poco meno di tremila unità (-9,1%) sulla spinta della forte contrazione che ha interessato la quasi totalità dei centri dell area. La tavola 2 permette di analizzare le variazioni demografiche con riferimento agli ultimi decenni ( , , ). Dall analisi dei dati disponibili, è possibile osservare come, ad una sostanziale tenuta nel primo periodo di osservazione (+0,2%) abbia fatto seguito un calo significativo che, dopo il 2001 appare considerevolmente accelerato (-2,6% nel periodo ). 4

5 L analisi del dettaglio del movimento della popolazione residente negli ultimi 4 anni consente, peraltro di specificare meglio la natura del fenomeno di contrazione. A partire dal 2005, infatti, il saldo naturale complessivo dell ambito è risultato costantemente negativo, con una contrazione di 302 unità, pari all 1,1% della popolazione residente all inizio del periodo. Diversa la valutazione per il saldo migratorio, che risulta sostanzialmente ininfluente rispetto al movimento demografico dell area (+ 5 residenti) nel quadriennio. L indebolimento della struttura demografica è leggibile attraverso l analisi dei dati presentati nel grafico Piramide d età, che propone un confronto per fasce di età tra la popolazione dell ambito Plus Trexenta e quella della provincia di Cagliari. È possibile osservare come appaia decisamente debole la fascia di età anni alla quale prevalentemente spetta il compito di mettere al mondo i nuovi cittadini; per contro molto elevata appare la quota di anziani (70 anni ed oltre) che sfiora il quindici per cento del totale dei residenti (+ 2,7 punti percentuali rispetto alla già elevata media provinciale). La popolazione straniera (Tavole 8a 10c, vedi allegato) I cittadini provenienti da altre nazioni iscritti alle anagrafi dei comuni dell ambito sono, complessivamente, 299 (tavola 8a), pari al 1,7 % del totale della popolazione straniera residente nella provincia di Cagliari. Quest ultimo valore, se confrontato con l analogo dato riferito al complesso dei residenti nell ambito (che, si ricorda, è pari al 4,9 % del totale provinciale), mostra come la presenza degli immigrati sia, al momento, ancora contenuta, rispetto alla complessiva capacità di accoglienza del territorio. I dati relativi alle provenienze dei residenti stranieri sono riportati nella tavola 8b e nel successivo grafico. L etnia prevalente nell ambito è quella marocchina, seguita dalla rumena ed infine dalla cinese. Gli studenti che frequentano gli istituti superiori (Tavole 11a 18, vedi allegato) Per questa sezione di analisi è stato possibile utilizzare i dati relativi agli studenti frequentanti gli istituti superiori della Provincia, per comune di residenza, prodotti dall Osservatorio Scolastico Provinciale. L analisi per ambito formativo (tavole da 11a a 11c) segnala come la scelta di un indirizzo umanistico venga effettuata nell ambito da 51 studentesse su 100, valore distante da quello medio provinciale che si attesta sul 60%. Per i maschi, la quota risulta del 36,6 %, valore molto simile a quello medio provinciale (38%). Decisamente superiore alla media provinciale risulta, viceversa, la quota di studenti iscritti agli istituti tecnici, valore determinato in larga misura dalla presenza dell Einaudi di Senorbì. Di grande interesse ai fini dell analisi dei risultati scolastici dei giovani residenti risulta l esame dei dati relativi alla regolarità negli studi (tavole 12a 12b e 12c). Nell ambito, 26 studentesse su 100 risultano in ritardo rispetto al percorso scolastico, valore decisamente inferiore (sei punti percentuali) rispetto a quello medio registrato per la Provincia. Anche per i maschi la situazione appare decisamente migliore rispetto alla media provinciale: nell ambito 39 studenti su 100 hanno perso almeno un anno (ben quattro punti più bassi rispetto al territorio provinciale). Nelle tavole comprese tra la 15 e la 19 sono riportati i dati, relativi agli studenti disabili che frequentano le scuole superiori, raccolti ed elaborati dall Osservatorio Scolastico Provinciale. Per l analisi, si rimanda all esame puntuale degli indicatori presentati. La povertà (Tavole 19 21, vedi allegato) Le tavole relative a questo tema contengono sia i dati raccolti e stimati attraverso un indagine diretta dell Osservatorio delle Politiche Sociali riferita al 2007 e sia gli analoghi dati prodotti dall Istat con riferimento alla media sarda, nonché alle tre ripartizioni territoriali ( Nord, Centro e Mezzogiorno) e al totale nazionale. Dai dati rilevati dall Osservatorio, la percentuale di famiglie povere stimata per l ambito Trexenta (30,7 % del totale delle famiglie residenti) risulta decisamente superiore rispetto a quella stimata per la media provinciale (25,4%), e per i valori calcolato dall Istat per la Sardegna e per la media nazionale. La tavola 21 riporta una sintesi dell indagine effettuata sulle richieste di aiuto pervenute ai comuni con riferimento al Per l ambito in oggetto le domande inoltrate 497 e di esse la quasi totalità (64,2 %) è stata presentata da donne. 5

6 Gli anziani (Tavole 22a 25, vedi allegato) Nelle tavole relative a questo tema sono presentati, innanzitutto, i dati riferiti alle strutture di accoglienza per anziani, analizzate per tipologia (Comunità alloggio, R.S.A., Casa protetta), esistenti nel territorio provinciale e censite con riferimento al 30 settembre Nell ambito risultano presenti 16 strutture di accoglienza che al 30 settembre 2009 ospitavano complessivamente 342 utenti su 472 posti letto con un coefficiente di utilizzazione evidentemente molto elevato. La presenza femminile risulta decisamente preponderante, costituendo il 63,2 % del totale degli utenti, valore inferiore all analogo dato medio misurato per la Provincia. Nella tavola 22b è presentato il dettaglio dell informazione raccolta per le singole strutture. Prevale la situazione di Mandas, comune nel quale sono presenti, complessivamente, quattro strutture che ospitano 44 utenti, pari al 12,9% del totale dell ambito. Sempre con riferimento al 30 settembre 2009 una successiva indagine dell Osservatorio, svolta presso le strutture di accoglienza per anziani, ha raccolto dati sugli ospiti che presentano disturbi mentali. Dei 342 anziani complessivamente ospitati, 21 risultano affetti da Alzheimer e 52 da altre forme di demenza. Nelle tavole 23, 24 e 25 sono riportati alcuni dati di sintesi derivati da una ricerca campionaria svolta dall Osservatorio con riferimento a febbraio 2009, sempre presso le strutture per anziani. Il campione non prevedeva una significatività a livello di ambito Plus, essendo stato progettato con riferimento all intero territorio provinciale, e tuttavia alcune indicazioni appaiono comunque interessanti anche per le riflessioni che potranno essere sviluppate a livello territoriale. Oltre 6 anziani su 10 intervistati ritengono il proprio stato di salute almeno discreto e soltanto il 18% lo definisce cattivo. Si tratta, con tutta evidenza, di un indicazione di grande interesse, perché segnala un atteggiamento sostanzialmente positivo da parte di una larga maggioranza delle persone ospitate nelle strutture. Ancora più significativo il risultato della domanda: Ha desideri per il futuro?, alla quale più dei due terzi degli anziani intervistati ha risposto si, a conferma di un diffuso, sostanziale atteggiamento positivo. Indicazione confermata, peraltro, dai dati della tavola 27 che ci dicono come l 84% degli intervistati dichiari di aver trovato amici nella comunità. A questo riguardo interessante risulta la differenza fra maschi e femmine, dal momento che la quasi totalità degli uomini (94%) risponde di aver fatto nuove amicizie, contro il valore decisamente più contenuto delle donne (74%). I minori in affido (Tavole 26a 27, vedi allegato) Nelle tavole da 26a a 27 vengono presentati i risultati di una ricerca sui minori in affido, svolta dall Osservatorio con riferimento al 30 giugno 2009, che ha consentito di aggiornare i dati di un analogo studio fatto a gennaio del In entrambi i casi il lavoro è stato svolto in collaborazione con il Tribunale dei Minori di Cagliari. Il piano di ricerca ha previsto tre rilevazioni distinte, anche se programmaticamente ed organicamente collegate tra loro. La prima, tesa a censire l universo complessivo dei minori in affido, è stata condotta attraverso un indagine esaustiva presso gli Assessorati alle politiche sociali dei 71 comuni della Provincia. Le altre due, relative, rispettivamente, alla struttura delle comunità alloggio per minori ed ai singoli minori ospitati, sono state condotte tramite una rilevazione censuaria. Nell ambito risiedono 7 minori che al 30 giugno 2009 risultavano in situazione di affido, dei quali 3 ospitati in comunità alloggio e 4 in affido eterofamiliare. Prevalgono le femmine (4 su 7) con un rapporto tendenzialmente differente a quello registrato per l intero territorio provinciale. La fascia di età prevalente è quella fra i 14 e i 17 anni. Nelle due comunità alloggio presenti nell ambito sono ospitati 15 minori dei quali 8 provenienti da altre province. 6

7 V. RISORSE DELL AMBITO Le risorse formali e informali del territoriali presentano un ampia gamma di servizi e opportunità rivolte a tutte le fasce d età e a tutte le situazioni sociali. Servizi Pubblici e attività private soddisfano essenzialmente i bisogni primari (sussistenza, salute, scolarità, educazione, socialità, sport, solidarietà e sicurezza sociale) della collettività. Servizi Sociali, Sanitari e Socio-Sanitari, Scolastici, attività del privato sociale, organizzazioni culturali e di volontariato concorrono a offrire servizi e attività che incontrano la domanda diversificata del territorio, offrendo risposte nei limiti delle proprie possibilità. A fronte della positività di tale varietà di risorse, si individua peraltro il limite posto dall assenza di una comunicazione organizzata tra le stesse. La criticità che si rileva in tema di risorse del territorio, non risiede nella mancanza di servizi, organizzazioni e attività, quanto piuttosto nella loro frammentarietà, ovvero nella mancanza di adeguati raccordi tra le diverse organizzazioni pubbliche e private che gestiscono le attività e che invece, organizzate in modo strutturato, produrrebbero un significativo valore aggiunto, rendendosi anche luoghi e occasioni di stimolo e crescita sociale e culturale. Si ritiene che l impostazione dei tavoli permanenti di dialogo possa avviare un percorso di integrazione e comunicazione che consenta la creazione di una rete di comunicazione e collaborazione che metta in sistema le risorse per renderle adeguate alla sempre crescente richiesta di servizi e attività da parte del territorio. RISORSE PUBBLICHE Sono risorse pubbliche del territorio: servizi sociali di base erogati dai comuni, incluse le strutture residenziali affidate a terzi in concessione o appalto; servizi sanitari e socio-sanitari erogati dalla ASL scuole e servizi scolastici (scolarità primaria e secondaria di I e II grado) servizi per il lavoro SERVIZI SOCIALI DI BASE I servizi sociali di base presenti nei comuni costituiscono il punto di riferimento principale per l utenza che manifesti qualsivoglia problematica di natura individuale, sociale o familiare. Il servizio di base garantisce accoglienza, ascolto, orientamento e appronta la soluzione di problemi laddove possibile, con i mezzi resi disponibili dalle singole amministrazioni, dalla Regione Sardegna, dalle Istituzioni preposte. Quasi tutti i Comuni dell ambito dispongono di personale abilitato in ruolo a tempo pieno. In considerazione dell esponenziale aumento delle competenze assegnate ai servizi sociali di base, gli operatori prevalentemente unità singole - si trovano spesso in seria difficoltà a gestire l intero servizio comunale. Il servizio di base eroga prevalentemente servizi a domanda individuale, dal sostegno economico al servizio educativo, dalla definizione di piani personalizzati di intervento all assistenza domiciliare, dai piani di sostegno alla domiciliarità ai servizi di inclusione sociale, dai servizi di socializzazione agli interventi urgenti di tutela dei minori, dei sofferenti mentali, degli anziani. A ciascun intervento corrisponde di norma un procedimento amministrativo più o meno complesso che comporta peraltro la disponibilità di servizi in essere, a loro volta oggetto di procedimento amministrativo. Si rende necessario valutare l opportunità di un potenziamento dei servizi di base, tale da garantire, oltre che il rispetto di scadenze e termini procedimentali, anche una sempre maggiore attenzione alla qualità degli interventi e dei servizi erogati, attraverso le opportune verifiche. Tra i servizi di base assumono particolare rilevanza i servizi a sostegno delle famiglie con anziani, persone non autosufficienti, persone con disabilità e minori. Anziani e persone non autosufficienti Il servizio maggiormente richiesto dagli anziani e dalle famiglie che hanno in carico persone non autosufficienti è il sostegno a domicilio che consenta di preservare una buona qualità della vita attraverso il mantenimento delle relazioni degli interessi e dei ruoli abituali che determinano l identità della persona interessata dal disagio. 7

8 In tal senso, sono attivi in tutti i comuni, con crescita costante in termini numerici, i servizi a sostegno della domiciliarità: - assistenza domiciliare di base (SAD) - piani personalizzati di intervento L.162/98 - progetti ritornare a casa Nella maggior parte dei Comuni sono inoltre presenti servizi destinati a favorire la socialità, attraverso Centri di incontro, iniziative di vario genere, prevalentemente estive, attività di laboratorio, sostegno alle organizzazioni spontanee. Per quanto riguarda la residenzialità, laddove non sia possibile garantire adeguati servizi domiciliari, sono inoltre presenti circa 10 Comunità alloggio e 5 Case Protette, (sia pubbliche che private, distribuite su sette comuni). Sono assenti i servizi prettamente diurni che potrebbero sostenere le famiglie con anziani o persone non autosufficienti. Allo stesso modo, non si rileva la presenza di strutture che sostengano le persone con gravi disabilità di tipo degenerativo. Disabili Rispetto alla rilevazione dell anno 2006, si può constatare la permanente e crescente richiesta di interventi di sollievo da parte delle famiglie che hanno in carico uno o più disabili. Sono prevalentemente richiesti servizi educativi e di socializzazione presso strutture a ciclo diurno che sostengano al contempo l utente con disabilità attraverso lo svolgimento di attività di apprendimento e di socializzazione, e la famiglia, rendendola libera dagli impegni di cura per diverse ore al giorno. Gli interventi sono realizzati sia attraverso i piani personalizzati Legge 162/98, sia attraverso la realizzazione del Centro Diurno per disabili gravi ubicato a Mandas. Fattore determinante del buon andamento dei servizi è la personalizzazione dell intervento, la professionalità dei servizi erogati, la qualità dei progetti elaborati e condotti durante la frequenza dei Centri. Non ultimo fattore, la previsione che gli utenti siano accompagnati da centro a casa e viceversa, da persoale qualificato, che con l occasione mantiene contatti costanti e proficui con le famiglia di appartenenza, in modo semplice e diretto. Minori e famiglie L offerta dei servizi per i minori riguarda tutti i Comuni. Il servizio maggiormente diffuso è il servizio educativo territoriale di base che consiste nello svolgimento di programmi educativi individualizzati in favore del minore presso il domicilio e dovunque necessario per il raggiungimento degli obiettivi educativi concordati e definiti. Il servizio è svolto rigorosamente da personale in possesso di titolo professionale idoneo (educatori professionali in possesso di laurea) e coordinato da personale in possesso di requisiti di professionalità ed esperienza (pedagogista). I servizi sono inoltre sostenuti dalla presenza di consulenti psicologi e psico-terapeuti che in pervengono nella definizione dei bisogni e dei piani di intervento. Le attività ricreative e di socializzazione sono diffuse tra i comuni dell ambito per mezzo di ludoteche e centri gioco, spazi polivalenti dove vengono svolte attività ludico ricreative e culturali, sia individuali che di gruppo. In tutti i comuni si realizzano, particolarmente nel periodo estivo, servizi di aggregazione e ricreativi di tipo diurno o residenziale quali spiaggia day, piscina day e campeggi. Nel territorio sono quasi totalmente assenti i servizi per la prima infanzia, quelli presenti sono gestiti generalmente dal privato sociale; la suddetta carenza comporta il venir meno del sostegno alla donna, alla famiglia ed al ruolo educativo e socializzante del servizio. Servizi destinati a particolari situazioni di disagio I dati relativi agli indicatori di disagio riferiti ad alcolismo, tossicodipendenza ed altre dipendenze, i fenomeni di bullismo, di disagio familiare derivante da separazioni e divorzi, sebbene non esaustivi segnalano una situazione per la quale si rende necessario approntare adeguati servizi, in stretta collaborazione con i servizi socio-sanitari del territorio. Le collaborazioni tra singolo ente e singolo servizio sono adeguate e costanti, sebbene si riferiscano alla trattazione di case singoli e non ad azioni o a organizzazione di servizi a disposizione del territorio. In tal senso si rende necessario considerare le problematiche legate alle dipendenze, ai conflitti, alle manifestazioni di aggressività e violenza, anche sotto l aspetto delle possibili risposte collettive, attraverso la definizione di servizi appositi a sostegno degli interventi individualizzati 8

9 predisposti caso per caso dai servizi sociali e socio-sanitari. Si unisce un prospetto recante i dati di fruizione dei servizi in essere presso i Comuni dell ambito: SERVIZI SANITARI Per quanto concerne la specialistica ambulatoriale, i Servizi sanitari nell ambito sono erogati nei Poliambulatori di Mandas e Senorbì. Le branche specialistiche offerte sono : Allergologia Angiologia Cardiologia dello Sport Cardiologia Chirurgia Dermatologia Diabetologia Dietologia Endocrinologia Fisiatria Geriatria Ginecologia Medicina del Lavoro Medicina Sportiva Neurologia Nefrologia Oculistica Odontoiatria Odontoiatria per pedodonzia Oncologia Medica O.R.L. Ortopedia 9

10 Pediatria Pneumologia Radiologia Radiologia per Ecografia Radiologia per Mammografia Reumatologia Urologia Tale offerta viene fornita oltre che ambulatorialmente a domicilio, dietro richiesta del medico curante, nel caso di pazienti non deambulanti e per quelli inseriti in A.D.I (Assistenza Domiciliare Integrata). Le visite a domicilio sono particolarmente richieste per la branca di: Fisiatria, Chirurgia, Cardiologia, Neurologia e Oncologia Medica. Nonostante gli elevati volumi di attività e di prestazioni erogate nei due Poliambulatori, le liste d attesa sono lunghe, anche per il forte richiamo che le suddette strutture esercitano sui pazienti delle vicine zone del Gerrei e del Sarcidano nelle quali l offerta di Specialistica ambulatoriale è più scarsa. Il gradimento per le due strutture viene frequentemente attribuito dai pazienti, anche in presenza di strutture più facilmente raggiungibili, oltre che alla professionalità, alla gentilezza e disponibilità del personale che vi opera, vero punto di forza delle strutture. Il punto critico che impedisce un incremento dell offerta è rappresentato dalla carenza di personale infermieristico e dalla carenza di spazi disponibili da destinarsi ad ambulatorio. Per lo snellimento delle liste d attesa è necessario un potenziamento dell attività in alcune branche quali: Cardiologia, Fisiatria, Oculistica che registrano lunghe liste d'attesa. La soluzione a tali problemi è attualmente ostacolata dalla mancanza di spazi da adibire ad ambulatorio all'interno del Poliambulatorio di Senorbì e aggravata dalla difficoltà di reperire specialisti disponibili a sostituire i medici incaricati in tali branche durante i periodi di assenza di questi ultimi. L apertura del Poliambulatorio di Mandas, adeguato alle normative per l abbattimento delle barriere architettoniche, unitamente all offerta di branche specialistiche in precedenza assenti, ha consentito, venendo incontro ai bisogni della popolazione dei comuni ricadenti nel Polo Sanitario di Mandas, di accorciare le liste d'attesa del Poliambulatorio di Senorbì. La soluzione alla carenza di spazi da destinarsi ad ambulatori potrebbe venire dalla recente offerta di locali del Comune di Mandas. Il Poliambulatorio di Senorbì ospita inoltre un Centro di FKT nel quale operano sei terapisti della riabilitazione. Fortemente sentita è la mancanza nel suddetto Centro di FKT, di un Logopedista per la riabilitazione logopedica, richiesta in costante aumento. Il servizio di bus navetta a domicilio dei pazienti non deambulanti e invalidi in precedenza effettuato potrebbe essere ripristinato con l'avvio del progetto del presente PLUS. Il Dipartimento di Salute Mentale Aziendale ha provveduto a riorganizzare l offerta, in seguito alla quale il Centro di Salute Mentale di Senorbì ha incrementato l orario di apertura portandolo a 12 ore giornaliere su cinque giorni, il sabato il centro è aperto fino alle ore Nelle ore di chiusura del C.S.M. l utenza si rivolge per eventuali urgenze ai servizi di continuità assistenziale e al 118. Un ulteriore offerta di servizi viene dal Centro Alcologico di Senorbì, il primo aperto in Sardegna. Il suddetto Centro rappresenta storicamente il punto di riferimento per i pazienti residenti nell ambito e per quelli provenienti da gran parte dei territori vicini. Sono in corso approfondimenti epidemiologici riguardanti le altre dipendenze, tese a definire le dimensioni e la distribuzione del fenomeno e su come darvi risposta. Un'altra struttura è il Centro di Neuropsichiatria Infantile, nel quale operano: il Neuro Psichiatra Infantile, lo Psicologo, il Logopedista e due Terapisti della Riabilitazione, offrendo ai piccoli pazienti un servizio di bus navetta a domicilio. L organico attualmente soffre la mancanza di un Assistente Sociale, di un Logopedista e della presenza per sole 18 ore la settimana del Medico Neuro Psichiatra Infantile. 10

11 Il Consultorio Familiare serve l intero ambito territoriale soffrendo ultimamente della presenza per sole 9 ore settimanali del Pediatra. Il Punto Unico di Accesso, l'u.v.t. e il G.T.P. sono in attesa della definizione delle dotazioni organiche, soffrendo attualmente delle carenze di Assistenti Sociali, alla quale si sopperisce con la presenza di Assistenti Sociali in forza ai Servizi, e delle carenze di Dirigenti Medici affidati al Distretto. I servizi del Dipartimento di Prevenzione svolgono le attività istituzionali in maniera capillare nel territorio. Debole appare nel complesso l attività svolta dai Servizi indirizzata alla prevenzione primaria. Tutti i sedici comuni componenti l ambito hanno almeno un ambulatorio di medicina generale, vero e proprio fulcro dell assistenza territoriale. Molti dei Medici di Medicina Generale (MMG), operano in associazionismo. Quattro Pediatri di Libera Scelta (PLS), coprono le esigenze del territorio. La continuità assistenziale del territorio viene garantita da quattro punti Guardia Medica ubicati nei comuni di Guasila, Mandas, Nuraminis e Senorbì. L emergenza viene assicurata dal Servizio 118, del quale una postazione ha sede a Senorbì. La presenza dei servizi sanitari è completata da alcuni centri privati e più precisamente da due centri di riabilitazione fisica: Sincrony, Salus, dal Laboratorio di Analisi International Trading, tutti con sede a Senorbì e dal Centro A.I.A.S. ubicato nel comune di Mandas e Senorbì. Ogni comune dell ambito è servito da una farmacia. RISORSE PRIVATE Presso ciascuno dei Comuni sono presenti organizzazioni del privato sociale variamente impegnate in diverse attività sociali, culturali e di solidarietà. Sono presenti complessivamente: - n. 7 Cooperative Sociali di tipo A che svolgono servizi sociali in appalto o in proprio, erogando autonomamente servizi per la prima infanzia, servizi residenziali, servizi diurni per persone con disabilità - n. 9 Cooperative Sociali di tipo B che svolgono servizi di inclusione sociale in favore di persone in situazione di svantaggio sociale (disabili o persone in possesso dei requisiti legge 381/90), prevalentemente per conto dei Comuni che affidano loro interventi manutentivi - Associazioni di Volontariato diversificate secondo la misson specifica: n.7 Associazioni di Volontari del Soccorso con Autoambulanza n.5 Associazioni di solidarietà sociale che sostengono gli iscritti secondo le loro specificità offrendo consulenze, sostegno individuale e familiare, informazione, orientamento Sono inoltre presenti - numerose Associazioni Culturali (mediamente 2 per ciascun Comune) che intervengono nell organizzazione di attività culturali e sportive creando servizi di animazione sociale, mantenendo attive le tradizioni locali, offrendo opportunità di svago e socializzazione; - numerose Associazioni Sportive (mediamente 2 per ciascun Comune) che intervengono, soprattutto in favore di minori e giovani nell offerta di attività sportive amatoriali e agonistiche. Gli Enti religiosi presenti gestiscono prevalentemente strutture residenziali per anziani e Scuole dell Infanzia. In tutti i Comuni le relative Parrocchie svolgono le attività di assistenza spirituale e spesso conducono attività collaterali che facilitano la socialità. 11

12 VI. OBIETTIVI e AZIONI DI SISTEMA 1) ISTITUZIONE TAVOLI DI LAVORO PERMANENTI Tra i primi obiettivi operativi dell anno 2011 si indica la stabilizzazione dei tavoli di dialogo e lavoro tra gli enti territoriali, al fine di mantenere costanti le relazioni istituzionali anche sotto un profilo formale, rendendo gli incontri una sede di reale concertazione operativa. Al fine di rendere sostanziale il cambiamento e per poter formare nuove abitudini e nuove concezioni metodologiche e pragmatiche, si rende necessario istituire i tavoli tematici permanenti di dialogo, confronto e lavoro, afferenti alle aree individuate in sede di definizione degli obiettivi strategici. Obiettivo generale dei tavoli è la costruzione di modalità e prassi condivise, che assicurino volta per volta la costruzione di modelli metodologici e operativi. In tal modo sarà possibile garantire il funzionamento dei servizi che gravitano attorno a problematiche specifiche, orientando gli interventi verso una coerenza interna e un principio di non sovrapposizione e sussidiarietà reciproca, nell intento finale di assicurare risposte globali ai cittadini e alle persone intese nella loro unità e globalità. I tavoli permanenti si prestano peraltro efficacemente rispetto all obiettivo della restituzione sociale e della circolazione dell informazione. (Conferenza 24/11/2010) Si procederà pertanto, nel corso dell anno 2011, all istituzione dei seguenti tavoli permanenti, da impegnare con calendarizzazioni da concordare e incontri di cadenza media bimestrale: TAVOLO POVERTA Finalizzato all esame e all approfondimento delle tematiche relative alla povertà, all esame degli strumenti adottati e da adottare, alla definizione di nuove eventuali strategie d intervento anche attraverso l apporto di elementi non contemplati in sede di prima sperimentazione. Il Tavolo sarà composto da una rappresentanza di: Comuni e Provincia Centro servizi Lavoro Distrettuale CESIL zonali, Cooperative B presenti nel territorio organizzazioni datoriali organizzazioni sindacati volontariato impegnato negli interventi di contrasto alla povertà e all esclusione sociale. TAVOLO MINORI E FAMIGLIA Finalizzato alla collaborazione tra enti territoriali, scuole, famiglie, servizi socio-sanitari pertinenti, operatori del privato sociale coinvolti nella realizzazione di interventi. Il tavolo ha l obiettivo di affrontare un esame tematico e una programmazione congiunta di interventi che si pongano sia a contrasto delle problematiche rilevate, sia come prevenzione rispetto a problematiche emergenti, oltre che, in generale, essere orientati alla promozione della salute e del benessere dei ragazzi e dei giovani. Il Tavolo sarà composto da una rappresentanza di: operatori comunali e della Provincia dirigenti della scuola primaria, secondaria di I grado, secondaria di II grado genitori eletti in seno all istituzione scolastica servizi ASL pertinenti privato sociale impegnato nella realizzazione degli interventi a livello distrettuale ragazzi e giovani All interno del tavolo Minori e Famiglia, uno specifico spazio sarà destinato all istituzione di un tavolo autonomo, il TAVOLO ADOLESCENZA (Conferenza servizi ) finalizzato a esaminare e approfondire le tematiche specifiche di tale fascia d età, con particolare attenzione all individuazione e al coinvolgimento dei portatori di interesse, che include la diretta rappresentanza giovanile. TAVOLO DIPENDENZE Finalizzato a esaminare le problematiche relative alle vecchie e nuove dipendenze, studiare e creare strumenti di intervento e prevenzione. Il tavolo sarà composto da una rappresentanza di: operatori comunali e della Provincia dirigenza sanitaria distrettuale, degli operatori sanitari locali e dei referenti sanitari locali volontariato locale e del privato sociale che interviene negli interventi a contrasto delle dipendenze. 12

13 TAVOLO DISABILITA E NON AUTOSUFFICIENZE Finalizzato a studiare e costruire strumenti unitari necessari per una necessaria integrazione tra servizi sociali e sanitari, con particolare riferimento alla sperimentazione della reale metodologia di presa in carico della persona e all attivazione di interventi in risposta a bisogni complessi. Il tavolo sarà è composto da una rappresentanza di: operatori comunali e della Provincia dirigenza sanitaria distrettuale, degli operatori sanitari locali e dei referenti sanitari locali volontariato locale che interviene nella gestione del soccorso e dell emergenza sanitaria associazioni di tutela (famiglie e persone interessate) presenti nel territorio TAVOLO DI CONFRONTO OPERATIVO GRUPPO TECNICO DI PIANO In relazione ai significativi cambiamenti nel panorama dei servizi sociali comunali, si rende necessaria una seria valutazione dello stato di salute dei servizi sociali di base, verificando i carichi di lavoro in rapporto alla loro sostenibilità. È evidente infatti come negli ultimi cinque anni, a parità di risorse umane e strumentali, si siano moltiplicati in modo esponenziale i servizi da erogare e i relativi procedimenti, con tempistiche talvolta insostenibili, a totale svantaggio di una costante e sempre maggiore richiesta di qualità sia da parte dei cittadini che delle stesse istituzioni. Allo stesso modo, si rende necessario valutare adeguatamente il nuovo ruolo svolto dall UPGA, destinatario, oltre che delle assegnazioni previste dalle linee guida , anche di incombenze (progettazione di settore, gestione iniziative regionali, gestione progetti regionali, ecc.) non previste nella programmazione della gestione associata e che, in quanto tali, necessitano di una organizzazione appositamente strutturata e dotata di personale in misura tale da garantire efficienza al sistema ed efficacia dei servizi erogati. A tal fine si intende mantenere costante l incontro sistematico, anche attraverso l apporto di professionalità volta per volta funzionali ed affrontare tematiche diverse, in favore dell intero gruppo operativo di piano (comuni, provincia, sanità, scuola), per favorire la necessaria condivisione dei carichi di lavoro e un adeguato apporto informativo e formativo. Il tavolo sarà composto da: tutti gli operatori sociali comunali tutti gli operatori ASL coinvolti nell erogazione di servizi socio-sanitari operatori scolastici (insegnanti e insegnanti di sostegno). I tavoli saranno inoltre la sede di accordo rispetto ad una opportuna divulgazione dei contenuti del PLUS, in modo settoriale o complessivo, ai fini di una restituzione sociale di quanto richiesto e programmato. 13

14 Rispetto all operatività concreta, nel 2011, preliminarmente all attivazione dei nuovi interventi, si rende indispensabile operare le seguenti azioni: 1) ADEGUARE L ASSETTO ORGANIZZATIVO DELL UPGA Al fine di un appropriato funzionamento del sistema, occorre adeguare tempestivamente l assetto organizzativo dell UPGA attraverso l individuazione di risorse umane e sistemi certi di gestione dei procedimenti amministrativi connessi alla gestione dei servizi in essere e quelli da attivare. 2) GESTIRE, IMPLEMENTARE E CONCLUDERE I SERVIZI IN CORSO Al fine di consentire un corretto andamento delle attività programmate nel triennio , occorre: 1 Condurre la gestione dei servizi in corso, attivando un sistema di verifica e valutazione efficace e capace di indicare eventuali modifiche e articolazioni ulteriori. 2 Concludere entro il mese di dicembre 2011 la programmazione con l attivazione dei servizi educativi per adolescenti; 3 Portare a compimento le azioni trasversali programmate nel corso degli anni 2008, 2009 e 2010 dalla Regione, afferenti a diverse aree tematiche: Istituzione del PUA; Attivazione del progetto di gestione Registro Distrettuale Assistenti Familiari e servizi connessi (formazione assistenti familiari); Realizzazione del Progetto Né di Fame né di Freddo; Realizzazione del Progetto in favore dei Sofferenti Mentali (L.R. 20/97); Realizzazione progetto potenziamento Consultori; Domotica 14

15 VII. OBIETTIVI E AZIONI DI SETTORE In sede di Conferenza di Programmazione, nella delineazione degli obiettivi strategici per il triennio, sono state identificate 4 aree d intervento, che si confermano nel presente aggiornamento 2011: AREA POVERTA Tra le maggiori problematiche emerse sia dal profilo d ambito che dai tavoli tematici si evidenzia lo stato di povertà generalizzata della popolazione, che ricade inevitabilmente sulle fasce più deboli della cittadinanza. Ciò ha indotto la Conferenza a individuare quale I asse prioritario di intervento il contrasto alla povertà, destinando all area tematica il 40% circa delle risorse Le azioni principali consistono nell attivazione di interventi a contrasto dell esclusione sociale in quanto elemento centrale che caratterizza vecchie e nuove povertà. Sono individuati quali strumenti a contrasto della povertà: l organizzazione di un sistema di inclusione sociale attraverso attività lavorative, secondo il modello della linea d intervento C del programma regionale di contrasto alle povertà estreme; l intervento immediato e urgente in favore di persone che totalmente prive di mezzi. INTERVENTO 1: Lavoro e inclusione sociale L azione principale consiste nella implementazione del programma di inclusione in favore di persone con svantaggio attraverso gli accordi realizzati con le Cooperative B del territorio. Al fine di conferire maggiore forza di sistema al programma, si intende potenziare l integrazione con il Centro Servizi per il Lavoro di Senorbì e con i Ce.S.I.L presenti nell Ambito. È inoltre necessaria una impegnativa azione formativa rivolta ai soggetti attuatori cooperative al fine di migliorare le capacità progettuali e gestionali. INTERVENTO 2: Contrasto povertà estreme L azione principale consiste nella realizzazione del progetto d ambito relativo al Programma sperimentale per la realizzazione di interventi di contrasto delle povertà estreme - Progetto Ne di fame ne di freddo mediante utilizzo del fondo di ,00 in collaborazione con la Caritas Diocesana Regionale. INTERVENTO 3: Microcredito La PROVINCIA DI CAGLIARI interviene attivamente nel contesto del contrasto alle povertà attraverso la sperimentazione di due azioni progettuali consistenti nell erogazione di microprestiti in favore di persone in situazione di povertà che non sono in grado di offrire garanzie agli istituti di credito per l accesso ai prestiti personali e ai piccoli prestiti finalizzati alla creazione d impresa. L intervento è rivolto prioritariamente alle donne svantaggiate, alle persone e alle famiglie in una particolare situazione di disagio, ai lavoratori atipici e prevede la costituzione, in collaborazione con la Caritas Diocesana di Cagliari, di un Fondo di garanzia per la concessione di microprestiti. La gestione del progetto è affidata alla Caritas Diocesana di Cagliari AREA FAMIGLIA e MINORI I tavoli tematici hanno rilevato l emergere costante di problematiche a carico della fascia di popolazione minorile, giovanile e delle famiglie di appartenenza. L andamento dei servizi educativi svolti finora ha peraltro consentito di accertare la forte e sempre crescente richiesta di intervento da parte delle istituzioni in favore di minori e famiglie, sia rispetto a situazioni problematiche da trattare e recuperare, sia rispetto alla necessità di azioni di prevenzione che modifichino la tendenza al disagio adolescenziale e giovanile. Ciò ha indotto la Conferenza a individuare quale II asse prioritario di intervento l area minori e famiglie, destinando all area tematica il 40% circa delle risorse

16 Sono strumenti a sostegno della richiesta di intervento educativo: prosecuzione, potenziamento e integrazione dell offerta educativa dei servizi territoriali in favore di minori e famiglie prosecuzione, potenziamento e integrazione degli interventi di assistenza educativa scolastica specialistica prosecuzione e implementazione del patto educativo scuola territorio. L azione principale consiste nel perfezionamento del sistema di collaborazione con l istituzione scolastica perfezionando il servizio di assistenza educativa scolastica specialistica e impostando un rapporto di integrazione sociale e scolastica permanente che consenta efficaci azioni di tutela della salute e del benessere dei ragazzi. INTERVENTO 1): Prosecuzione e implementazione dei seguenti servizi: - servizio educativo territoriale, - servizi educativi per adolescenti - servizi di consulenza familiare INTERVENTO 2) Prosecuzione e implementazione dei servizi educativi scolastici specialistici AREA PREVENZIONE DELLE DIPENDENZE Sia il Profilo d Ambito che i Tavoli Tematici hanno messo in evidenza l emergenza derivante dal fenomeno delle dipendenze, vecchie e nuove, rispetto alle quali occorre promuovere adeguate azioni di contrasto. L assegnazione destinata all area delle dipendenze è pari al 5% delle risorse 2010/2012 e potrà essere utilizzata ad integrazione dei servizi per minori e famiglie. L azione principale consiste nell attivazione, a titolo sperimentale, di un progetto di prevenzione delle dipendenze in favore di minori e giovani, elaborato di concerto con il servizio Alcologico ASL 8 Senorbì - in stretta collaborazione con le scuole e con le istituzioni del territorio. Il progetto sarà inserito nell area di intervento minori e famiglie, in quanto parte in un più ampio programma di tutela della salute a favore dei giovani. AREA delle NON AUTOSUFFICIENZE (Disabili e anziani) Sia il Profilo d Ambito che i Tavoli Tematici hanno messo in evidenza l emergenza derivante da crescente fenomeno delle non autosufficienze, siano esse legate a stati di disabilità o all età anziana. Già da qualche anno la Regione Sardegna ha avviato un consistente e impegnativo programma di intervento in favore delle non autosufficienze, approntando strumenti diversificati che favoriscano adeguati livelli di qualità della vita delle persone non autosufficienti presso le loro abitazioni e presso i contesti di vita quotidiana. Nella maggior parte dei casi gli strumenti di intervento sono assegnati ai singoli Comuni, sebbene si renda sempre più necessario giungere ad un livello distrettuale di attuazione e regolazione dei programmi. La Conferenza di Programmazione ha individuato nelle non autosufficienze il III asse prioritario d intervento, prevedendo un contributo integrativo alle azioni di base quantificato in un totale del 15% circa delle risorse assegnate, di cui 1/3 destinato specificamente a sostenere i costi, sempre più gravosi, degli interventi residenziali inderogabili e urgenti ai quali spesso i Comuni non riescono a far fronte. In considerazione di una sommaria quantificazione delle risorse disponibili, le azioni possibili consistono nell attivazione delle risorse territoriali, formali e informali, che consentano di coadiuvare le istituzioni nello svolgimento dei propri compiti: 16

17 INTERVENTO 1: POTENZIAMENTO DEI SERVIZI DOMICILIARI Tra gli obiettivi della programmazione regionale, significativamente condivisi dal territorio, rientra la tutela della domiciliarità come strumento di cura e mantenimento di adeguati livelli della qualità della vita per le persone anziane o con disabilità. Tra gli strumenti più importanti a favore della domiciliarità rientrano i Piani Personalizzati d intervento legge162/98), i progetti ritornare a casa e in generale i programmi regionali per le non autosufficienze varati negli ultimi anni. Gli strumenti sono attivati mediante intervento diretto del servizio sociale comunale, in alcuni casi in collaborazione con la ASL, in altri casi autonomamente. I servizi sociali del comune si trovano spesso a dover far fronte a situazioni che si pongono al limite tra l assistenza domiciliare di base e la necessità di prestazioni che invece richiedono professionalità e specializzazioni appartenenti alla sfera sanitaria. Nel territorio della Trexenta, il presupposto per una risposta appropriata e complessiva ai bisogni della popolazione non autosufficiente è la capacità del sistema di intervento di integrare le componenti dell assistenza domiciliare più specificamente medico-infermieristiche, già erogate dalla ASL, con quelle socio-assistenziali in capo agli Enti locali. L assistenza domiciliare integrata costituisce un obiettivo specifico della programmazione regionale (Linee di indirizzo regionali per l attuazione del Piano d azione relativo al potenziamento delle cure domiciliari integrate, DGR n. 52/18 del ). Oltre allo sviluppo di un sistema di accoglienza e di valutazione dei bisogni, previsto con il potenziamento del Punto Unico di Accesso (PUA) e dell Unità di Valutazione Territoriale (UVT), la Conferenza di Programmazione ha previsto uno stanziamento pari al 10% circa del fondo associato per l attivazione di percorsi di cure domiciliari sociosanitarie integrate, per un importo di ,20. Stante quanto sopra, nella direzione di una maggiore incisività rispetto ai bisogni espressi dal territorio, si ritiene di dover promuovere una duplice simultanea azione, a sostegno della domicilairità: a) orientare il funzionamento del Punto Unico di Accesso e la condivisione delle prassi tra i Comuni e l Azienda Sanitaria, nella direzione di una effettiva facilitazione alla fruizione dei servizi da parte dell utenza. Il PUA è da considerarsi come punto di approdo di domande complesse alle quali offrire risposte articolate. In quanto servizio di raccordo tra Enti, non ha autonomia gestionale, ovvero non è in grado di agire interventi in modo diretto. Al fine di renderlo strumento facilitatore nella fruizione dei servizi, è necessario che assuma un ruolo operativo tale da creare l immediato incontro tra servizi diversi che, ciascuno per propria competenza, attuino gli interventi più appropriati secondo un piano concordato e condiviso. b) valorizzare e impegnare efficacemente le risorse presenti nel territorio, anche attraverso la definizione di formali rapporti di collaborazione strutturata con il Terzo Settore, fra i cui operatori sono presenti figure professionali con competenze adeguate ad intervenire ad integrazione dei servizi pubblici. Si intende a tal proposito realizzare un accordo tra istituzioni pubbliche e volontariato esperto nelle materie dell assistenza sanitaria (Volontari del Soccorso regolarmente autorizzati dalla Regione Sardegna), che intervenga nei casi non rientranti nell attuale organizzazione dell ADI e parimenti non realizzabili dal servizio di assistenza domiciliare comunale, ai fini di una adeguate e corretta estensione delle cure domiciliari integrate, secondo un programma operativo tra Distretto Sociosanitario ed Enti locali, da elaborarsi in ambito PLUS, che includa peraltro le situazioni di domanda e di bisogno occasionale (impedimenti temporanei) frequentemente espressi dall utenza. Il SERVIZIO DI SOCCORSO DOMICILIARE, da attuare attraverso il predetto programma operativo, interviene a tracciare un primo percorso integrato concertato e condiviso in sede interistituzionale. 17

18 INTERVENTO 2: Sostegno alle famiglie che abbiano in carico persone disabili a) Sostegno e potenziamento centri diurni I servizi comunali attraverso il sistema dei piani personalizzati di intervento attivano forme di aiuto in favore di famiglie che abbiano in carico persone con handicap grave. Gli interventi, con particolare riferimento a quelli riferiti ai giovani portatori di handicap, sono affidati alla scelta, sebbene concertata con i servizi, delle stesse famiglie, talvolta prive di strumenti adeguati di conoscenza. I servizi territoriali hanno visto negli ultimi anni, sia attraverso il sistema pubblico dei servizi sia attraverso l apporto del volontariato locale, la nascita di alcuni servizi semiresidenziali che si sono rivelati di estrema importanza sia sotto l aspetto del sostegno alle persone che sotto l aspetto del sostegno alle famiglie. Tali servizi necessitano di potenziamento e valorizzazione in quanto risorsa spesso risolutiva di situazioni altrimenti prive di soluzione. b) Centro Informazioni sulle risorse per le persone con disabilità Tra le azioni a sostegno delle persone con disabilità e delle famiglie di appartenenza, proseguirà le sue attività il Centro Informazioni sulle risorse per le persone con disabilità, sostenuto dalla Provincia di Cagliari con proprie risorse. Il servizio è promosso, finanziato e gestito dall Amministrazione Provinciale ed è aperto a tutti i comuni ed il Distretto Sanitario dell Ambito. Il Centro è servizio polivalente presso il quale è possibile ricevere informazioni e consulenza, in grado di rispondere a svariati bisogni informativi relativi alla disabilità espressi nel territorio dai cittadini con disabilità, dalle loro famiglie, dagli insegnanti, dagli operatori dei servizi sociali e sanitari e da coloro che sono interessati per ragioni di lavoro e di studio. c) Gestione del Registro Pubblico Distrettuale degli Assistenti familiari Altro elemento strategico nella organica gestione dei servizi domiciliari è la Gestione del Registro Pubblico Distrettuale degli Assistenti familiari, l avvio delle azioni formative finanziate dalla RAS e realizzazione del progetto GRAF relativo alla gestione dell incontro domanda - offerta di servizi domiciliari in favore di persone anziane o con disabilità, che si avvalgono dell aiuto di un assistente familiare, per il tramite del Registro Pubblico delle assistenti familiari (DGR 48/6 del e relativi finanziamenti ad hoc). INTERVENTO 3) Sostegno ai Comuni per interventi inderogabili e urgenti che impongono inserimenti in struttura residenziale ( 5% risorse 2010/2012) Dai tavoli tematici e dalla Conferenza di programmazione svoltasi nel mese di novembre è emersa la necessità di disporre di un fondo di garanzia che intervenga nei casi urgenti e inderogabili di inserimento in RSA Una percentuale pari al 5% della quota associata è resa disponibile dai Comuni per far fronte alle urgenze derivanti da improvvisi e inderogabili interventi di inserimento di pazienti gravi in RSA. Il fondo potrà essere utilizzato da ciascun Comune che ne avesse la necessità per poter far fronte all emergenza. Qualora la quota di propria assegnazione non fosse sufficiente a coprire il fabbisogno, l Ente interessato potrà accedere al prestito della quota ulteriormente occorrente, di misura comunque non superiore al triplo della propria, che si impegna a restituire entro 90 giorni dall erogazione a carico dell Ente Gestore PLUS. Si provvederà a elaborare un regolamento essenziale che disciplini le modalità di accesso e il funzionamento del fondo. 18

19 ARTICOLAZIONE DEI CONTENUTI PROGRAMMATICI OBIETTIVI E AZIONI DI SISTEMA 1. ADEGUAMENTO ORGANIZZATIVO U.P.G.A. anno 2011 L Ufficio di Piano per la Programmazione e la Gestione Associata è lo strumento organizzativo, tecnico e amministrativo attraverso il quale sono programmate, gestite, monitorate e valutate le azioni e gli interventi integrati previsti nel Piano Locale Unitario dei Servizi alla Persona. Attua le indicazioni politiche espresse dalla Conferenza di Servizi per la programmazione degli interventi e dei servizi d Ambito garantendo la consultazione e il coinvolgimento delle diverse espressioni del territorio e delle formazioni sociali. L UPGA Trexenta, costituito nel mese di dicembre 2007, ha preso servizio, in seguito alla definizione di tutti gli aspetti organizzativi, nel mese di marzo L Ufficio ha sede presso l Unione Comuni della Trexenta, individuato dalla Conferenza di Servizi come Ente Capofila. Dalla data di costituzione al , l ufficio ha realizzato le azioni previste nel triennio attraverso l utilizzo della quota associata LR 23/2005 e delle integrazioni comunali intervenute. Fino alla fine del 2008 il personale assegnato, seppure con difficoltà, è risultato sufficiente, mentre, a partire dal 2009, soprattutto in relazione alle maggiori attribuzioni di competenze assegnate dalla Regione Sardegna direttamente all UPGA, l attuale organizzazione non è adeguata a soddisfare le necessità di programmazione, coordinamento territoriale, integrazione socio-sanitaria e soprattutto di gestione degli interventi. Si rileva pertanto la necessità di rendere l UPGA un unità organizzativa stabile e autonoma, dotata di personale amministrativo e tecnico in grado di condurre le azioni necessarie a soddisfare gli obiettivi della norma costitutiva e in grado di garantire una gestione efficace delle risorse e delle iniziative attivate. Azioni: Si rende necessario prevedere un impianto di base come segue: 1 coordinatore-responsabile 12/15 ore settimanali 2/3 tecnici - assistenti sociali 6/10 ore settimanali - da destinare ciascuno ad un area d intervento: povertà, minori-famiglia-dipendenze, non autosufficienze-disabilità 1 operatore amministrativo 12/15 ore settimanali (3 h per 5 gg) - che garantisca una presenza costante e provveda al disbrigo delle procedure amministrative di base (segreteria, atti, protocollo, archivio) 1 operatore contabile 6 ore settimanali (3 h per 2 gg) - che provveda alle operazioni strettamente finanziarie connesse alla gestione dei finanziamenti (bilancio, pagamenti, rendiconti) 19

20 Personale 1 Coordinatore responsabile 3 Assistenti sociali dei Comuni 1 Operatore amministrativo 1 Operatore Contabile 1 Operatore Provincia Modalità di reperimento Ore settimana Costo lordo annuo Da definire ,00 RAS ,00 Da definire PREVISIONE DI SPESA UPGA - Annualità x 3 operatori ,00 Da definire 15 x ,00 Da definire 6 x ,00 Provenienza fondi Distacco 6 x 1 Provincia Costo carico Ente Fondi da integrare 1 Operatore ASL Distacco 6 x 1 ASL Costo carico Ente Attrezzature e strumentazione Acquisto TOTALE , , ,00 Della somma occorrente, pari a ,00, una quota dovrà essere garantita mediante la quota associata o con fondi propri. 2. IMPLEMENTAZIONE E CONCLUSIONE DEI SERVIZI IN CORSO Attraverso l adeguamento organizzativo dell UPGA sarà possibile condurre in modo più sistematico ed efficace la gestione dei servizi in corso, attivando peraltro un sistema di verifica e valutazione capace di indicare la necessità di eventuali modifiche e articolazioni ulteriori. Attualmente l UPGA gestisce i servizi attivati nel corso degli anni : Centro Diurno Servizio Educativo Territoriale di base Servizio di Assistenza Educativa Scolastica Specialistica Centro Territoriale Famiglia Programma di Inclusione sociale Soggetti Svantaggiati Bus Navetta La gestione comporta: la relazione costante con il soggetto gestore relativa a qualsiasi questione che richieda l intervento del committente; con i Comuni che usufruiscono del servizio e talvolta direttamente con l utenza, l istruttoria e l adozione di atti amministrativi, le verifiche dei servizi resi, la liquidazione mensile delle fatture, il riparto della spesa tra diversi comuni in base al servizio erogato e il controllo complessivo della spesa per ciascun intervento. Oltre alle attività programmate in sede PLUS, sono da realizzare nell anno 2011 le seguenti attività attribuite dalla Regione Sardegna direttamente all UPGA: 1) Elaborazione, pubblicazione e aggiornamento del Registro Distrettuale Assistenti Familiari Nel mese di aprile 2010 sono state attivate le procedure per l aggiornamento del registro distrettuale degli assistenti familiari, sulla base delle prescrizioni e delle indicazioni regionali. Il lavoro di aggiornamento è continuo e necessita di costante perfezionamento, prevedendo l attivazione di un sistema di raccordo continuo con le persone richiedenti e attivando le azioni collaterali connesse alla tenuta del registro. Entro l estate 2011 si prevede peraltro l attivazione dei progetti a specifica destinazione finanziati dalla RAS per la realizzazione dei seguenti interventi: 1) azioni formative in favore delle assistenti familiari; 2) raccordo domanda-offerta (progetto GRAF). Fondi trasferiti dalla RAS: Aggiornamento Assistenti Familiari ,00 trasferimenti RAS Realizzazione progetto GRAF ,00 trasferimenti RAS 2) Realizzazione del PUA (Punto Unico di Accesso) Nonostante il considerevole impegno dedicato nella prima parte dell anno 2008 alla definizione degli atti tendenti all attivazione della Rete PUA e all avvio del Punto Unico di Accesso (a cui sono legati gli Interventi di Presa in carico globale della persona e Assistenza Domiciliare Integrata), il servizio non è ancora attivo. 20

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