Parrocchia di Caravaggio. Nostra N 1 - FEBBRAIO Famiglia. Ecco ora il momento favorevole!

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1 Parrocchia di Caravaggio Nostra N 1 - FEBBRAIO 2013 Famiglia Ecco ora il momento favorevole!

2 Sommario Il Parroco Lasciatevi riconciliare con Dio... 1 Chiesa Benedetto XVI lascia la guida della Chiesa universale...2 Diocesi Quaresima di Carità Sostegno a vicinanza...4 Parrocchia Una riflessione sul Concilio Vaticano II...5 Diario Liturgico-Pastorale...5 Anno della Fede In Cristo, creature nuove... 6 Oratorio Campo Invernale - Torino Comunità Ricominciamo dall Oratorio...11 La benedizione pasquale delle famiglie nelle case...12 Fede 20 Anniversario della Visita di Giovanni Paolo II al Santuario di Caravaggio...13 Giornata per la Vita 2013 Festa per la Vita...14 Uno di noi...16 L abbonamento al bollettino per l anno 2013 è di 18 euro. Società Verso le prossime elezioni politiche e regionali...17 Luoghi della Fede La Chiesa di Santa Elisabetta...18 Anagrafe parrocchiale e Angolo della generosità...20 Realizzazione grafica: Antonio Solivari - Stampa: Laboratorio Grafico Direttore Responsabile: Vincenzo Rini - Caravaggio - Periodico - Reg. Trib. di Bergamo 5/4/1984 n.18 - Reg. Stampa

3 Il Parroco Lasciatevi riconciliare con Dio Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio (2 Corinti 5,21). Il tempo quaresimale inizia con questa supplica dell Apostolo Paolo che risuona nella liturgia del Mercoledì delle ceneri e che ascolteremo nuovamente come invito pressante e urgente. La Chiesa, popolo dei credenti, conosce il male e il peccato che generano inimicizie e sofferenze. Si mette in ascolto della sola Parola che si è fatta carne e ha riaperto la strada sbarrata dall egoismo dell uomo, creato da Dio come suo partner insostituibile. Gesù è il nuovo Adamo con il quale Dio ricomincia a tessere la trama del dialogo interrotto dalla superbia del primo uomo che si è depositata in ognuno di noi. Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza! (2 Corinti 6,2). Non c è tempo da perdere! Il momento che viviamo è tempo donato per la nostra conversione. Non c è altro tempo! Non sprechiamo, gettando ai cagnolini, i doni che abbiamo ricevuto nel Battesimo e che riceviamo continuamente se lo desideriamo nei sacramenti che la Chiesa celebra, rinnovando la Pasqua di vita e di risurrezione in ogni cuore e in ogni esistenza. La stagione che viviamo è segnata, soprattutto per gli eccessi di un interminabile campagna elettorale, da grandi lacerazioni del nostro tessuto sociale ed ecclesiale. La Chiesa ci invita a ritrovare, nel silenzio eloquente della preghiera personale e comunitaria, il gusto dell ascolto gioioso della presenza di Dio nella nostra vita, attraverso la forza unificante della Parola e del Pane di vita. Riprendiamo di nuovo a percorrere insieme da fratelli nella fede la strada che conduce a vivere la Domenica, giorno del Signore, giorno della Risurrezione, con lo sguardo rinnovato che cerca luce nuova e ragioni di fede più solide, grazie alle quali affrontare vittoriosamente la dura battaglia contro il male che abbruttisce e incattivisce le nostre relazioni quotidiane. Non stanchiamoci di sentirci dire Convertitevi, e credete al Vangelo ed anche Ricordati che sei polvere e in polvere tornerai, espressioni che il sacerdote ripeterà, all inizio del tempo quaresimale, ponendo sul nostro capo chino un po di cenere, sim- (segue) 1

4 Chiesa bolo del nostro desiderio di crescere nell amore che dà sapore alla vita. Siamo oppressi dal malessere di una crisi economica che è lo specchio della nostra società edonistica alimentata da una cultura dell avarizia e del vantaggio individuale che deprime anche i più elementari valori umani relegandoli nella sfera delle cose impossibili e di una ingenua visione della vita fuori dalla realtà. Non abbiamo più voglia di sognare. Non abbiamo più fiducia in noi stessi e negli altri. Senza speranza il nostro cammino si interrompe, il nostro cuore si paralizza. Si spegne la luce degli occhi. Sommersi nell oscurità delle nostre grettezze, ogni cosa, sentimenti, pensieri, sguardi, vagano nel buio dell incertezza e della fragilità. Torniamo a contemplare l orizzonte di luce che la Pasqua di Cristo continua a riproporci pazientemente come una realtà realmente presente nella nostra vita. Per coglierla abbiamo bisogno di guardare più in profondità vincendo ogni forma di superficialità. Abbiamo bisogno di ascoltare con più attenzione lottando contro ogni forma di pigrizia. Seguiamo i passi di Gesù. Lui solo può parlarci di Dio, come di un Padre buono e misericordioso, che attende il nostro ritorno per fare festa con noi. Gesù è la profezia che si è compiuta della vittoria della vita sulla morte, della forza irresistibile dell amore che supera odi e rancori. Sappiamo che si può ostacolare la profezia, ma non ucciderla. La sua vitalità è incontenibile perché viene da Dio. Anche la nostra Chiesa e il nostro Paese oggi traboccano di mistici, profeti, sognatori, coraggiosi. Quello che manca sono gli ascoltatori. Manchiamo noi che non sappiamo vedere l infinito all angolo della strada, il mistero rannicchiato sulla soglia della nostra casa (Ermes Ronchi). Il cammino spirituale della Quaresima ci riporta all origine della nostra fede, alla sorgente della nostra comunione con Dio e con i fratelli, alle fondamenta della nostra libera decisione di appartenere a Cristo e alla sua Chiesa. Auguro a tutti in questa Quaresima un fecondo cammino spirituale di riscoperta della grazia del sacramento della riconciliazione per una nuova immersione nelle acque purificatrici e rigeneranti del perdono di Dio. Il frutto più prelibato che possiamo gustare nell anno della fede. Don Angelo L umiltà di Pietro L annuncio di Benedetto XVI scuote il mondo: lascia dal 28 febbraio. Necessario il vigore di corpo e animo. Carissimi fratelli, vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole ma non meno soffrendo e pre- 2

5 Il commento del Vescovo Dante al ritiro di Benedetto XVI «Una decisione che rivela una grande libertà interiore e una profonda umiltà di cuore» Confermata la visita ad limina Incredulità per la notizia inaspettata, ma anche profonda serenità perchè la decisione è stata presa dopo lunga preghiera e un attento discernimento interiore. Questi i sentimenti provati dal vescovo Lafranconi dopo aver saputo della scelta di Benedetto XVI di lasciare la guida della Chiesa universale, annunciata durante il Concistoro di lunedì 11 febbraio. Il presule è venuto a conoscenza della notizia dalla radio mentre si recava a Rivolta d'adda per visitare le Suore Adoratrici anziane ospiti della Casa «Santa Maria» e successivamente per celebrare l'eucaristia nella Giornata mondiale del malato presso la Cappella della Casa Famiglia «Beato Francesco Spinelli». «Questo fatto - ha spiegato a caldo mons. Lafranconi prima della Messa - ci dice che non tutti i Papi sono uguali e che anche i momenti storici sono diversi. Giovanni Paolo II ha compreso, nell'intimo della sua coscienza, di poter servire la Chiesa anche attraverso la malattia e la sofferenza, Benedetto XVI, invece, ha capito che il miglior servizio che poteva offrire alla comunità dei credenti è di lasciare il posto a qualcuno di più giovane e di più forte. La sua decisione rivela una grande libertà interiore e una profonda umiltà di cuore. Egli certamente continuerà a servire il Vangelo attraverso lo studio e la preghiera. Lo ricordiamo con gratitudine nella preghiera in questo importante momento della sua esistenza». Per ora pare confermata la visita ad limina dei vescovi lombardi dal 14 al 16 febbraio: proprio sabato prossimo mons. Lafranconi, insieme agli altri presuli della regione, incontreranno, in forma plenaria, Benedetto XVI. Saranno tra gli ultimi vescovi cattolici che saluteranno Joseph Ratzinger come Successore di Pietro, dalle ore 20 del 28 febbraio egli, infatti, sarà vescovo emerito di Roma. gando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l elezione del nuovo Sommo Pontefice. Carissimi Fratelli, vi ringrazio di vero cuore per tutto l amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti. Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo la sua santa Madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali nell eleggere il nuovo Sommo Pontefice. Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio. Benedetto XVI 3 3

6 Diocesi Sostegno a vicinanza : opera educativa e di carita Il messaggio del Vescovo La tradizione della Chiesa da secoli organizza la Quaresima attorno a tre fondamentali indicazioni: la preghiera, la penitenza, la pratica di opere buone. Le opere buone, che devono essere compiute e non solo desiderate, stanno sul versante di Dio (con atti di adorazione, ringraziamento, espiazione) e sul versante del prossimo, memori che non si ama Dio che non si vede se non si soccorre il prossimo che si vede. Tanti sono gli ambiti in cui la nostra carità può sentirsi sollecitata. Come Chiesa cremonese decidiamo anche in questa occasione di essere solidali con chi piu sta soffrendo per la crisi economica sociale che ormai da anni stiamo vivendo. Una crisi che manifesta tutta la sua tragicità soprattutto nell ambito lavorativo che richiede risposte non solo di tipo economico sociale ma anche con prospettive di speranza. E una speranza è quella di sapere che ci sono persone di fede e di buona volontà che sanno aprire il loro cuore alla solidarietà, coinvolgendo tutta la famiglia e magari altre famiglie. È quello che sta accadendo con la proposta del SOSTEGNO A VICI- NANZA che già dall estate scorsa la Caritas diocesana ha rilanciato. Ora il tempo quaresimale deve diventare l occasione perché diverse altre famiglie si lascino coinvolgere in questa iniziativa e anzi, sarebbe bello che, questo coinvolgimento avvenisse anche nei gruppi che a diverso titolo si ritrovano nelle nostre parrocchie o nei vari ambienti di vita del nostro territorio. Conoscere le storie di povertà e disagio che famiglie vicino a noi stanno vivendo può inoltre essere un esperienza educativa per la famiglia e per il gruppo e aiutarci a progredire in quella vita buona del Vangelo che siamo chiamati a condividere nelle nostre Comunità manifestando al loro interno segni di fede e di speranza. L iniziativa promossa e coordinata dalla nostra Caritas potrà essere realizzata non solo a livello diocesano attraverso gli Uffici della Caritas, ma anche nelle singole parrocchie o unità pastorali. + Dante, vescovo 4

7 Parrocchia La Parrocchia di Caravaggio in collaborazione con il Circolo ACLI propone per la Quaresima 2013 una riflessione sul Concilio Vaticano II in occasione del cinquantesimo Il Concilio davanti a noi. Per una memoria capace di futuro. Perché parlare del Concilio Vaticano II? A 50 anni dall apertura è sicuramente doveroso celebrare un anniversario importante, ma soprattutto è bello ed appassionante recuperarne con la memoria i valori, affinchè la ricchezza del Concilio continui a operare nella Chiesa. Martedi 5 Marzo alle ore Saloncino San Carlo Oratorio Caravaggio La vicenda storica di un evento che ha cambiato la Chiesa e il mondo. Incontro con Daniele Rocchetti, teologo, Vice Presidente delle ACLI di Bergamo Martedi 12 Marzo alle ore Saloncino San Carlo Oratorio Caravaggio Il soffio dello Spirito. Un testimone del Concilio Vaticano II. Incontro con mons. Luigi Bettazzi, Vescovo Emerito di Ivrea Martedi 19 Marzo alle ore Saloncino San Carlo Oratorio Caravaggio Il Concilio davanti a noi. Responsabilità e impegni per i laici nella storia. Incontro con Giovanni Bianchi, già Presidente Nazionale delle ACLI Diario Liturgico-Pastorale FEBBRAIO Mercoledì 13 Mercoledì delle Ceneri con rito dell imposizione delle ceneri Ore 16.15: Celebrazione per bambini e anziani VENERDÌ DI QUARESIMA Via Crucis in Chiesa Parrocchiale e nei quartieri Adorazione nella Cappella della S. Famiglia, il venerdì mattino, dopo la S. Messa delle ore 9.30 Da Lunedì 18 a Giovedì 21 In Parrocchia: Esercizi spirituali zonali Da Venerdì 22 a Domenica 24 Esercizi spirituali per i giovani a Tignale MARZO Domenica 10 Ore 14.30: I bambini di terza elementare celebrano il sacramento della Riconciliazione Ore 19.30: Cena frugale al Conventino con gli adolescenti Ore 20.45, in Parrocchia: Celebrazione penitenziale d inizio quaresima Domenica 17 Ore 10: Rito di elezione dei candidati alla Cresima Ore 11.15: Rito di elezione dei candidati alla Prima Comunione Lunedì 25 Ore 20.45: Corso genitori e insegnanti Scuola Conventino e Sorgente guidato da don Marco D Agostino 5

8 Anno della Fede In Cristo, creature nuove Riflessioni sui cammini di iniziazione cristiana Lunedì 22 gennaio il Vescovo Dante ha incontrato in Santuario i catechisti delle zone pastorali 1 e 2; obiettivo dell incontro, ascoltare da loro ricchezze e difficoltà nel ministero che svolgono e confermarli nell importanza della loro missione. Da una decina d anni, inoltre, il Vescovo approfitta di queste occasioni per sostenere l idea che tutte le parrocchie passino dal modo tradizionale di formare i nuovi cristiani al modello catecumenale. Tante parrocchie, da più o meno anni, stanno sperimentando i nuovi cammini, apprezzandone i punti di forza e mettendone in luce i limiti. Anche a Caravaggio c è l intenzione di aderire alla scelta della Diocesi: è un passaggio rilevante, che mette in gioco i catechisti, i bambini e i genitori, ma anche l intera comunità cristiana. Ecco perché abbiamo deciso di parlarne, per qualche volta, sul giornale della parrocchia. Sin dai primi secoli, la Chiesa riconosce nel battesimo, nella confermazione (cresima) e nell eucaristia (comunione) le tappe indispensabili del cammino necessario per entrare nella comunità e per fare in essa esperienza del Cristo: perciò ad essi viene dato il nome di sacramenti dell iniziazione cristiana; iniziazione significa, infatti, introduzione. Il termine iniziazione, certamente un po difficile per i non addetti ai lavori, suggerisce la gradualità del processo attraverso cui il Dio vivente entra nell esistenza concreta degli uomini. Essa è motivata, anzitutto, dalla condizione storica dell essere umano, che esige per ogni cosa la fatica e la pazienza del divenire: anche nell esistenza del credente, redenta dalla morte e risurrezione di Gesù, la presa di coscienza del dono ricevuto è un processo lento e graduale e la vita secondo gli insegnamenti evangelici si sviluppa per tappe e per gradi nella crescita della fede, della speranza e dell amore. Ma è soprattutto l accondiscendenza divina a giustificare l esigenza dell iniziazione: Dio, che rispetta la libertà umana, entra nel tempo e accetta di concretizzare il suo amore nella storicità di un cammino che ripresenta nella storia di ciascuno le meraviglie operate nella storia della salvezza. Un semplice esempio può rendere il discorso più comprensibile; ogni bambino impara pian piano, partendo dalle conoscenze più semplici e procedendo, via via, verso quelle più complesse: impara a scrivere le lettere dell alfabeto; poi, unendo le parole, inizia a scrivere intere parole; 6

9 apprende, poi, ad accostare le parole per formare un pensiero che abbia senso; e arriva, così a saper scrivere un intero testo. La nostra esperienza procede così: ad un bambino di prima elementare, ancora incapace di leggere e scrivere, non possiamo certo chiedere di scrivere una tesi di laurea; ma, partendo dall alfabeto e facendo gradualmente tutti i passaggi necessari, una volta divenuto un giovane universitario, sarà in grado di affrontare anche un lavoro complesso come una tesi. Allo stesso modo, a mano a mano che cresce, con l aiuto dei suoi genitori e della comunità cristiana, un bambino impara gradualmente, in relazione alla sua età, a conoscere Gesù Cristo e il suo messaggio, a pregarlo e a celebrarlo nei sacramenti, a vivere come lui propone. Possiamo allora affermare che gli anni del catechismo sono tempo in cui il bambino e il ragazzo si formano, fanno tirocinio per poi diventare cristiani adulti. In quest ottica, comprendiamo facilmente che il cammino dei bambini e dei ragazzi non è solo per ricevere i sacramenti; è molto di più: quando un genitore iscrive suo figlio al cammino di catechesi chiede che il piccolo venga aiutato a sperimentare gradualmente come si vive da cristiani. In questo cammino, i sacramenti segnano le tappe determinanti, ma non sono il punto di arrivo, come normalmente si pensa. L obiettivo del cammino catechistico è formare una persona che, divenuta adulta, possa vivere da cristiano. In questa logica stride molto il modo di pensare e anche l abitudine normalmente seguita, secondo la quale, una volta ricevuta la cresima, i ragazzi smettono di partecipare alla Messa, alla catechesi, ad ogni percorso formativo che la parrocchia propone; si sono preparati a questo per anni e, quando è il momento di iniziare a farlo, spariscono!! Per usare un immagine, sarebbe come se un atleta si allenasse a lungo per partecipare ad una importante gara e poi, quando viene il grande giorno, decidesse di starsene a letto!! Se l obiettivo del cammino di iniziazione cristiana non è ricevere i sacramenti, ma educare i bambini e i ragazzi a diventare cristiani adulti, comprendiamo che il percorso è globale e deve tenere strettamente intrecciati tre canali, annuncio, celebrazione e carità: il cristiano ascolta la Parola di Dio, celebra nei sacramenti (in particolare la Messa) Gesù morto e risorto, con la forza dello Spirito è invitato a costruire relazioni nel bene. Nel percorso del bambino che si prepara a diventare cristiano questi tre momenti non si possono separare; non è, cioè, corretta, l abitudine normalmente seguita: a catechismo sì, a Messa no!! La partecipazione alla Messa per un cristiano e per chi si prepara a diventarlo non è negoziabile! Chiaro che queste considerazioni mettono decisamente in gioco anche i genitori (un bambino, generalmente, non viene a Messa se non accompagnato): d altra parte, sono proprio loro che chiedono alla Chiesa che il loro figlio possa diventare cristiano; non è la Chiesa, né tantomeno la parrocchia ad imporlo! Nel clima di abitudine e fiacchezza che spesso segna il nostro vivere da cristiani, ribadire queste idee è importante: - Anzitutto per non perdere di vista che i sacramenti sono doni importanti di Dio; quando la Chiesa li celebra sa di amministrare un tesoro di grande valore; perciò propone, come da secoli fa, un percorso di preparazione, per aiutare le persone a rendersi conto della preziosità del dono che ricevono. L impressione è che, tante volte, il sacramento sia vissuto come una pretesa, più che come un dono, anche a fronte di un cammino non fatto o fatto solo in parte. Prevale talvolta, come è tipico della nostra cultura, l arrogare a se il diritto di decidere se il cammino proprio o dei propri figli sia sufficiente a ricevere il sacramento. Ma il sacramento non è proprietà privata: è la Chiesa a darlo, quindi alla Chiesa (non ai singoli!) spetta di fissare le modalità di preparazione e alla Chiesa (non ai singoli!) spetta di discernere se vi siano almeno i requisiti minimi per amministrarlo. - In secondo luogo, è importante che i genitori siano liberi di vedere il percorso di iniziazione come scelta libera e consapevole: non come qualcosa che bisogna fare, per tradizione, perché si è sempre fatto così, sperando che finisca il prima possibile e con il minor disturbo possibile (che tristezza se fosse così!!); meglio sceglierlo con la convinzione che sia il meglio da consegnare come tesoro prezioso ai propri figli. Don Andrea 7

10 Oratorio Campo Invernale Torino 2013 Neanche il tempo di riprendersi da capodanno che, anche quest'anno, bisogna partire per il campo invernale. Quest'anno si va sui passi di don Bosco. Tantissimi ragazzi, tanti educatori, un diacono, un solo autista simpatico e un solo prete. Per fortuna, dopo, verremo raggiunti da tre frati francescani nostri amici! L'inizio non poteva essere dei migliori Si va subito a visitare la casa salesiana di Valdocco. Andiamo subito sulla tomba di san Giovanni Bosco per affidare direttamente a lui questo campo. Valdocco è dove don Bosco iniziò ad essere il prete dei ragazzi cercando di portare nel suo oratorio tutti i ragazzi più bisognosi per coinvolgerli nelle sue catechesi innovative e divertenti. Colpiti dalla figura di don Bosco e con un regalo che ci accompagnerà lungo tutto l'anno 2013 (un bellissimo calendarietto salesiano che gli animatori si sono premuniti di far avere ad ogni ragazzo) lasciamo i salesiani di Valdocco per recarci al Sermig: l'arsenale della pace. Qui incontriamo due ragazzi che hanno deciso di vivere la loro vita nell'arsenale della pace aiutando gli altri. Tramite l'ascolto delle loro testimonianze e delle belle canzoni che loro stessi hanno scritto conosciamo meglio questa associazione laica e rimaniamo stupiti da quanto bene possa fare per rimanendo in disparte. Ciò che, però, ancora tutti si chiedevano era cosa significa sermig?. Chiedete a qualsiasi ragazzo e sicuramente saprà rispondere: SERvizio MIssionario Giovani. Arriviamo così alla fine del nostro primo e intenso giorno che concludiamo con la sistemazione nelle camere, cena e una serata giochi. Il secondo giorno lo passiamo sulla neve di Sestriere Nonostante fosse una giornata all'insegna del divertimento non sono mancate occasioni per dimostrare quanto faccia bene lo spirito di questi campi. I migliori sciatori del gruppo, infatti, anziché lanciarsi a tutta velocità, giù lungo piste nere difficili per mettere alla prova la loro infallibile tecnica, sono rimasti a fare da guide e maestri ai più bisognosi : gli sciatori più inesperti del gruppo. Nel frattempo alcuni di noi si sono divertiti a sfidare con i bob il campione indiscusso di tutti i campi, don Umberto. Dopo una giornata così leggera c'è spazio per una serata molto profonda. Vediamo il cortometraggio Il circo della farfalla. Questo circo è diretto da Mr Mendez, un uomo abile a trasformare ogni bruco in bellissime farfalle. Ma come ci riesce? Semplicemente credendo in loro. Mr Mendez non accetta fenomeni da baraccone, ma accoglie persone. E così Will (Nick Vuijcic), un uomo privo di braccia e gambe, entra a far parte della carovana, senza un ruolo, spettatore estasiato, sconvolto e assorto nello scoprire che esiste un 8

11 mondo nel quale ci si può mettere in mostra non per i propri limiti, ma per le proprie risorse. Un mondo nel quale le competenze sono molto più importanti delle incompetenze, un mondo nel quale ognuno, nella sua diversità, ha un posto. Will, però, considerato da sempre un povero storpio, non sa cosa può essere la sua vita se non la vive come fenomeno da baraccone, guardato da tutti, mai avvicinato, sempre deriso, mai ascoltato. E così è Mr Mendez a spiegargli, con una semplicità disarmante, che ognuno è ciò che crede di essere. Poche parole, poche spiegazioni. E quando Will chiede come farà lui, a cui la natura non ha regalato proprio nessuna risorsa, a trovare un modo nuovo di vedersi, Mr Mendez risponde Più grande è la lotta, più glorioso è il trionfo. Will non comprende subito quelle parole, non conosce le storie di quegli uomini che ora appaiono così vincenti, forti, uniti nel gruppo, ma dopo qualche giorno, è lui stesso a sperimentare una parte di sé stesso che non conosceva: in un giorno di riposo, mentre tutti si divertono al fiume, Will è l unico che non può godere della compagnia, non è in grado di raggiungere l altra riva, nè di nuotare. Chiede aiuto, ma nessuno gli risponde. E così pensa di potercela fare da solo, dopo essere caduto si rialza, con quel moncherino di piede che per tanto tempo ha ritenuto inutile. Ma poi Will cade in acqua. Forse da soli è proprio difficile rialzarsi. Mentre tutti, spaventati, cercano Will disperatamente, lui riemerge dall acqua, felice: ha ora capito le parole di Mr Mendez: è possibile trovare un modo nuovo per aiutarsi, per scoprire e utilizzare le proprie risorse, anche quando tutto e tutti non hanno fatto altro che indicarci che così non è. Will ha un nuovo posto, un nuovo mondo, una nuova possibilità: e così nel suo stupore, nella sua gioia, nella sua paura per quello che lo attende, Will trova una nuova occasione. Discutiamo di tutto questo con i nostri ragazzi, sapendo quanto sia difficile per loro, a quell'età in cui tutti siamo passati e tutti passeranno, trovare il proprio posto in questo mondo spesso difficile da capire. Concludiamo la serata cantando e giocando tutti insieme, anche con i frati francescani che ci hanno appena raggiunti. Il terzo giorno si preannuncia bello carico. Ci dobbiamo dividere in due gruppi per visitare a turno Colle don Bosco, la casa natia di San Giovanni Bosco, e la Piccola Casa della Divina Provvidenza conosciuta anche con il nome di Cottolengo dal nome del suo fondatore San Giuseppe Benedetto Cottolengo. Ed è proprio al Cottolengo che il nostro campo arriva al clou, toccando le corde dell'anima di ognuno di noi. Li vediamo dal vivo tante persone con percorsi simili a quello di Will: gente apparentemente senza niente, privata di arti, vista, udito e parola ma con una pace interiore e una gioia di vivere per e nel Signore incredibile. Un ragazzo dei nostri ha detto certo che io mi faccio mille problemi e poi conosci queste persone e vedi come con poco stanno bene. E allora mi accorgo che le mie sono solo menate e devo cominciare a vivere con gioia, ringraziando tutto quello che ho. È solo una delle tante riflessioni fatte da tutti noi. Riflessioni che sono arrivate dall'incontro con Angela, una donna cieca sordo-muta. Riusciamo a conversare con lei grazie alla suora in grado di interpretare i suoi gesti, si perchè altrimenti noi non avremmo capito: siamo tutti un po' handicappati ci dice suor Giancarla. Angela, dopo averci fatto divertire, in cinque minuti ci riassume il senso della vita spronando tutti a seguire la propria vocazione senza paura, a vivere facendo del bene e non del male rispettando e ascoltando i nostri sacerdoti. (segue) 9

12 Colpiti e stupefatti da questo incontro e dalla visita della Piccola Casa (420 assistiti solo a Torino, 35 case di assistenza in tutta Italia con circa 1700 assistiti, più le succursali all'estero), cambiamo completamente scenario per dare sfogo alla passione di tanti: il museo dell'automobile. Arrivati in albergo iniziamo la nostra ultima serata con il gioco finale! Le squadre si sfidano in giochi, prove e scherzi per ottenere il titolo di campioni d'inverno Ciò che davvero conta, però, è aver capito che, così come nel gioco serviva il talento di ognuno per far vincere la propria squadra, anche nella nostra vita dobbiamo mettere in gioco i nostri talenti, senza paura! Dal Vangelo di Matteo leggiamo la parabola dei talenti e notiamo degli aspetti molto importanti. Il servitore timoroso ha seppellito il suo talento e non ha guadagnato nulla e per questo è cacciato dal padrone mentre i due servitori che hanno fatto rendere i loro talenti sono accolti dal padrone, indipendentemente da quanto abbiano guadagnato. Ci rassicuriamo dal fatto che ognuno dei tre servi avessero almeno un talento, significa che ognuno di noi ha almeno un talento. Don Bosco lo sapeva bene, vedeva nell'anima di ogni ragazzo, anche il più disastrato per lui era prezioso; perfino Bartolomeo Garelli, un orfano analfabeta apparentemente in grado di non fare nulla, era importante per don Bosco. Egli riesce a farlo venire nel proprio oratorio scoprendo in lui un talento semplice e banale ma pur sempre qualcosa: Bartolomeo, sai fischiare?. Sì! rispose lui. Bene, allora vieni in oratorio che così possiamo fischiare assieme!. Anche Angela e Will avevano un talento e hanno saputo sfruttarlo al massimo regalando gioia a tante persone. Così dobbiamo fare noi. Con tutti quei pensieri tanto belli quanto difficili e profondi andiamo a letto per l'ultima notte, pronti per l'ultimo giorno. L'ultimo giorno: una visita storica-culturale della città di Torino. Quello su cui il nostro don Umberto ci fa concentrare è la sua amata Sindone, di cui, però, vediamo solo una riproduzione. È sufficiente, però, a far scaldare il nostro don che con una delle sue spiegazioni ci dimostra la sua immensa fede in Gesù. Il viaggio di ritorno passa veloce, come tutti i viaggi di ritorno; facciamo anche tappa a Ivrea per conoscere il Vescovo e visitare la cattedrale. Sono gli ultimi momenti passati assieme prima dell'arrivo in oratorio. Qui c'è spazio per i saluti. E noi educatori rimaniamo con la speranza di aver fatto capire ai nostri ragazzi che in noi un Mr Mendez lo possono sempre trovare! Matteo Caputo, educatore 10

13 Comunità Ricominciamo dall Oratorio Il primo sguardo è rivolto ai giovani, alla nuova generazione. Basta processi e lamentele intorno ad una generazione definita di bamboccioni. Sono figli nostri, figli delle nostre famiglie e di questa nostra comunità. Sono il senso profondo del nostro essere. L orizzonte dei nostri progetti più belli. Questo per me significa: Ricominciamo dall Oratorio. 1 Dal mese di novembre, convocati da don Angelo, ci ritroviamo come consiglio d oratorio per ricominciare concretamente dal nostro oratorio, per cercare di rispondere alle urgenze che le nuove generazioni presentano. Prima di portare avanti delle azioni, abbiamo creduto importante trovarci a pensare insieme : scrivere un progetto che dia senso e orientamento alle nostre scelte, per lasciare una traccia, per renderci conto di quanto cammino rimane ancora da fare, per essere realisti, per non illuderci di essere già arrivati o per non sentirci schiacciati da ciò che resta da fare. Scrivere un progetto per aprirci alla novità, per esercitarci nella speranza, per riflettere sul senso di una realtà che è presente da molto tempo nel territorio, e che, pur cambiando le modalità, non può dimenticare o fare a meno del suo fondamento, del perché esiste e del per Chi. Desideriamo ancora condividere e riflettere sulle esperienze svolte nei diversi ambiti in cui si opera, per aver uno sguardo d insieme e poter cogliere tutti gli aspetti di questa complessa realtà, per cogliere i bisogni, in generale e di ogni singolo servizio, per dare obiettivi chiari che rispondano a questi bisogni. Alcuni passi sono stati fatti, ci siamo confrontati con le linee per un progetto di pastorale giovanile e oratorio della nostra Diocesi. Aiutati da queste linee, abbiamo condiviso il fondamento: Alla base dell esistenza stessa della realtà oratoriana e ancor prima degli strumenti, degli spazi e dei tempi, sta l annuncio evangelico sull uomo e sulla novità di vita che il mistero di Cristo ha portato e continuamente rinnova nella Chiesa. 2 Ci sono ancora passi da fare, tutto questo non basta, rimarrebbe un lavoro significativo per pochi e sterile per molti se non riusciamo a condividere con tutti voi il senso profondo che ci muove, il fondamento e il fine di questo impegno educativo all interno della nostra comunità cristiana. Cominciamo a farvi partecipi attraverso queste poche righe, nella speranza che i rappresentanti di ogni singola realtà possano condividere al più presto i frutti di questo percorso. Ci auguriamo che la partecipazione non si riduca a lamentele, e le azioni non si fermino a un servizio di cura come tanti altri, ma tutti, in questo Ricominciare possiamo accogliere con gratitudine la Tradizione che ci precede e aprirci alla Novità, che può attuarsi unicamente se rimaniamo ancorati a Cristo e al suo Vangelo. Suor Carla 1 PARROCCHIA SS. FERMO E RUSTICO,, il nostro parroco, Novembre 2012, n 5. 2 DIOCESI DI CREMONA, Che cercate? Venite e vedrete, linee per un progetto di pastorale giovanile e oratorio, (2009),

14 Comunità La benedizione pasquale È una bella tradizione della Chiesa che è andata affievolendosi e che noi sacerdoti intendiamo ripristinare a partire da quest anno. delle famiglie nelle case Desideriamo in questo modo dare una risposta concreta al desiderio che tanti fedeli cristiani della nostra Parrocchia hanno espresso di incontrare i propri sacerdoti e di essere visitati nelle loro case per una preghiera di benedizione. Siamo anche consapevoli del notevole impegno che questo ci richiederà. Siamo motivati a non perderci d animo alla prima difficoltà. Abbiamo messo a fuoco alcune modalità che ci auguriamo siano d aiuto perché ogni difficoltà sia superata. Ci sta a cuore incontrare chi è disponibile ad accoglierci nella propria casa per un saluto e una preghiera fraterna. Non siamo ancora in grado di stabilire i tempi che saranno necessari per completare l intero percorso passando di casa in casa. Non sappiamo con certezza quanto tempo ci servirà, senza sospendere nessuna attività in programma in Parrocchia, per raggiungere ogni famiglia e ogni casa sparse su tutto il territorio parrocchiale. L ideale sarebbe incontrare tutta la famiglia riunita nella propria abitazione. Pensando agli attuali ritmi di vita delle nostre famiglie comprendiamo che sarà, per tanti validi motivi, estremamente complicato trovare un orario utile per tutti i membri della famiglia. Senza pretendere la presenza di tutti i membri della famiglia diamo valore a ciò che concretamente è possibile aspettarsi, per non perdere l opportunità di un incontro e di un saluto cordiale. Per venirci incontro e non far aspettare inutilmente saranno messi in atto alcuni accorgimenti. Sul foglio degli avvisi settimanali a disposizione in Chiesa, richiamati anche attraverso radio magnolia, verrà indicato il quartiere e le vie che saranno percorsi dai sacerdoti nel corso della settimana. Non solo! Poiché è difficile indicare il giorno preciso e l ora esatta del passaggio del sacerdote, là dove non è stato possibile trovare in casa qualcuno, verrà lasciato un avviso con indicato il numero telefonico di recapito del sacerdote che è passato perché sia possibile concordare insieme il momento più opportuno per la benedizione. Il sacerdote visitando la famiglia lascerà un piccolo dono, come ricordo del suo passaggio e segno concreto di amicizia. Certamente il dono più prezioso è l opera che il Signore desidera compiere nella vita di chi è disposto ad accogliere con gioia la Sua benedizione. Intanto vi invitiamo ad unirvi alla nostra preghiera invocando il dono dello Spirito Santo perché ci guidi e ci accompagni nel nostro cammino. Don Angelo, don Attilio, don Andrea, don Umberto

15 Fede 20 ANNIVERSARIO DELLA VISITA DI GIOVANNI PAOLO II AL SANTUARIO DI CARAVAGGIO Il Cardinal Stanislaw Dzwisz al Santuario di Caravaggio nel ricordo della visita di Giovanni Paolo II Il nome di Caravaggio è legato in maniera singolare al Santuario, la cui storia costituisce una solenne riprova di come Dio, per comunicare agli uomini le sue parole di consolazione, si serva di Maria vergine e madre, e scelga non le persone celebri e colte, ma le più umili e semplici. Era il 19 Giugno 1992, con queste parole Sua Santità Giovanni Paolo II, iniziava la sua visita al Santuario Santa Maria del Fonte in Caravaggio. Sono passati vent anni da un avvenimento storico per la nostra Comunità caravaggina. Al termine della visita Pastorale del Santo Padre, la nostra Banca, per ricordare l avvenimento e soprattutto per fare memoria del significato profondo del messaggio che il Santo Padre ha portato alle nostre comunità attraverso la sua presenza e le sue parole, che nei tre giorni caravaggini hanno toccato il cuore di quanti hanno partecipato all evento, aveva pubblicato un volume che raccoglieva, con le fotografie e la cronaca dell evento, i discorsi ufficiali pronunciati durante la visita del Papa. Oggi, dopo vent anni, il Consiglio di Amministrazione della Banca di Credito Cooperativo di Caravaggio, a testimonianza dell importanza dell evento, per fare memoria delle toccanti parole pronunciate dal Santo Padre nei tre giorni al Santuario di Santa Maria del Fonte, ha promosso la realizzazione di un convegno, che si terrà nei giorni di Sabato 16 e Domenica 17 Marzo p.v., presso il Santuario di Caravaggio. Sarà presente per l occasione, sua Eminenza il Cardinale Stanislaw Dziwisz ai tempi della visita papale, segretario particolare di sua Santità Giovanni Paolo II e oggi Cardinale di Cracovia in Polonia. Sarà per noi l occasione di raccogliere la testimonianza di chi ha vissuto a stretto contatto con Papa Wojtyla per lunghi anni e con lui ha condiviso i momenti che hanno contribuito, alla fine del secolo scorso, a cambiare la storia dell umanità. Due, sono i momenti dell incontro, sabato pomeriggio un convegno a testimonianza della pastorale di Papa Wojtyla nell anno della fede, mentre sabato sera, l incontro sarà dedicato ai più giovani, come vent anni or sono, volle Giovanni Paolo II, nella serata del sabato trascorso a Caravaggio. La nostra Cooperativa di Credito di Caravaggio, ha voluto che il ventennale di questo importante evento sia degnamente ricordato. È per noi, cristiani impegnati in campo sociale, il momento per riaffermare i valori che sono alla base del nostro operare quotidiano, e ricordando quanto ebbe a dire il Santo Padre in un passaggio del suo primo discorso a Caravaggio: Siete chiamati a diffondere giustizia e solidarietà in un mondo che rischia di essere dominato dall indifferenza e dalle regole del profitto ad ogni costo, trascurando e talora calpestando i più poveri e i più deboli. Vogliamo che la memoria di quanto abbiamo condiviso vent anni fa, sia di sprone a tutti noi per un lavoro continuo e duraturo, basato sui valori della dottrina sociale cristiana, nel costruire giorno dopo giorno il benessere e la pace sociale. Banca di Credito Cooperativo di Caravaggio Il Presidente Carlo Mangoni 13

16 Giornata per la Vita 2013 Festa per la Vita È stato un fine settimana all insegna della riflessione e della gioia quello del 2 e 3 febbraio nella nostra parrocchia di Caravaggio, perché in unione a tutta la chiesa italiana, abbiamo celebrato la Festa per la Vita. Due sono stati gli appuntamenti degni di nota: quello della Veglia zonale il sabato sera e quello per tutte le famiglie della Parrocchia domenica mattina. Per le zone pastorali 1 e 2 della diocesi, la veglia si è tenuta nella serata di sabato 2, presso la nostra parrocchiale. La chiesa era stata addobbata per l'occasione con i disegni dei bambini, e alla veglia ha partecipato un buon numero di fedeli, che hanno animato la preghiera con canti e letture. La veglia si è strutturata in tre momenti, ciascuno comprendente un momento di canto, la lettura di alcuni estratti dal messaggio dei Vescovi per la giornata della vita, una preghiera, e la testimonianza diretta di due ginecologi e del presidente del Centro di Aiuto alla Vita (CAV) di Cassano. «Come è stato ricordato nel messaggio dei Vescovi, molto spesso la rinuncia alla vita è la conseguenza della precarietà economica e della crisi del lavoro ha spiegato Adriano Maggioni, presidente del CAV Il centro di aiuto alla vita cerca quindi di aiutare le coppie oppure le madri in difficoltà economica offrendo loro non solo un supporto psicologico, ma anche un concreto aiuto economico. Tra i vari progetti vorrei ricordare il progetto 'Gemma', un programma di contribuzione economica per diciotto mesi alla mamma e al suo bambino, che è stato possibile realizzare anche grazie alla generosità di molti; dal 2010 inoltre è possibile usufruire anche dei fondi stanziati dalla regione Lombardia, attraverso il fondo 'nasco', che anch'esso supporta la scelta del parto anziché quella dell'aborto. Attraverso questi progetti speriamo che sempre meno donne siano costrette ad abortire per problemi economici, ma riescano a far fronte ai problemi aiutate da un forte sostegno». Alla veglia ha partecipato anche il primario del reparto di ostetricia e ginecologia dell'ospedale Treviglio-Caravaggio Roberto Grassi, che ha esposto la sua testimonianza come medico obiettore di coscienza: «Io mi considero un laico obiettore ha spiegato e non credo ci sia una contraddizione in questo: la vita è un bene primario, e qualsiasi progetto di interruzione di vita è una perdita irrecuperabile, per tutta l'umanità. Le storie di aborti sono storie di morte e di dolore; durante la mia carriera ho visto tante storie di interruzioni di gravidanza, ma anche tantissime storie di vite sbocciate, ed è sempre una grande gioia vedere, anni dopo, famiglie unite, che magari 14

17 sono passate attraverso un momento di dubbio. Il fatto di essere contrario all'aborto mi fa convivere ogni giorno con una realtà molto diversa, e vivo ogni giorno la contraddizione di obiettore pur dirigendo un reparto che pratica l'interruzione di gravidanza». Molto toccante è stata anche la testimonianza di Fadheel Suhair, ginecologa dirigente presso l'ospedale di Treviglio-Caravaggio, che ha spiegato la propria esperienza di vita. «Il mio paese originario è l'iraq, e vivo in Italia da più di otto anni ha raccontato ho vissuto la mia infanzia e la mia giovinezza tra le guerre e il regime dittatoriale, ma questo non ha mai fermato la mia voglia di vita. È qualcosa che mi hanno trasmesso i miei genitori, con i loro nove figli, e che ho imparato sulla mia pelle: nessuna difficoltà può fermare la speranza nella vita». Molto allegra e vivace è stata la mattinata del 3 febbraio. Infatti, a differenza del programma degli anni scorsi, tanti bambini e ragazzi dall asilo alle superiori insieme alle loro famiglie hanno partecipato alla S. Messa delle ore 10. La chiesa vestita a festa da colorati cartelloni che riportavano la famosa preghiera di Madre Teresa preparati dai ragazzi di terza media la sera precente, ha accolto davvero tante persone in festa. La gioia era palpabile. Oltre ai canti eseguiti con maestria dal nutrito coro di giovani e ragazzi, l omelia di don Angelo ha davvero fatto centro nei cuori: Siete voi bambini e ragazzi i protagonisti della festa di oggi. Voi siete l immagine vivente della gioia di vivere. Alla fine dell Eucaristia, alternandosi in due gruppi, i bambini e ragazzi si sono portati prima nel Teatro Parrocchiale per ascoltare la testimonianza di due adolescenti dell Oratorio che svolgono un servizio di volontariato presso Casa Famiglia di Rivolta D Adda dalle Suore Adoratrici e per imparare un canto sul desiderio di lottare per la vita. Poi in palestra un gioco insieme, organizzato dagli educatori e dai ragazzi delle superiori ha movimentato tutti i presenti. Allo scoccare del mezzogiorno questo fiume di persone si è riversato sul sagrato della chiesa parrocchiale per il lancio dei palloncini con il messaggio di quest anno Generare la vita vince la crisi. In pochi minuti il cielo si è riempito di colori e ancora una volta abbiamo ribadito che la vita dal concepimento sino alla sua fine naturale è ciò che di più prezioso difende la comunità cristiana. I due bebè Nel ventre di una donna incinta si trovavano due bebè. Uno di loro chiese all'altro: Tu credi nella vita dopo il parto? Certo. Qualcosa deve esserci dopo il parto. Forse siamo qui per prepararci per quello saremo più tardi. Sciocchezze! Non c'è una vita dopo il parto. Come sarebbe quella vita? Non lo so, ma sicuramente... ci sarà più luce che qua. Magari cammineremo con le nostre gambe e ci ciberemo dalla bocca. Ma è assurdo! Camminare è impossibile. E mangiare dalla bocca? Ridicolo! Il cordone ombelicale è la via L'alimentazione... Ti dico una cosa: la vita dopo il parto è da escludere. Il cordone ombelicale è troppo corto. Invece io credo che debba esserci qualcosa. E forse sarà diverso da quello cui siamo abituati ad avere qui. Però nessuno è tornato dall'aldilà, dopo il parto. Il parto è la fine della vita. E in fin dei conti, la vita non è altro che un'angosciante esistenza nel buio che ci porta al nulla. Beh, io non so esattamente come sarà dopo il parto, ma sicuramente vedremo la mamma e lei si prenderà cura di noi. Mamma? Tu credi nella mamma? E dove credi che sia lei ora? Dove? Tutta intorno a noi! È in lei e grazie a lei che viviamo. Senza di lei tutto questo mondo non esisterebbe. Eppure io non ci credo! Non ho mai visto la mamma, per cui, è logico che non esista. Ok, ma a volte, quando siamo in silenzio, si riesce a sentirla o percepire come accarezza il nostro mondo. Sai?... Io penso che ci sia una vita reale che ci aspetta e che ora soltanto stiamo preparandoci per essa... 15

18 Giornata per la Vita 2013 Uno di noi Un anno di mobilitazione per portare il diritto alla vita al cuore dell Europa Perché Uno di noi? L iniziativa dei cittadini europei denominata Uno di noi intende chiedere alla Commissione europea, cioè al governo della Ue, che il riconoscimento del bambino concepito e non ancora nato sia sancito da un esplicito atto legislativo con ricadute positive sulla ricerca scientifica, la sanità e la cooperazione alla sviluppo. Questi sono i temi che incrociano la vita umana prenatale e su cui la Commissione europea ha competenza. Ed a proposito di questi temi la Commissione è invitata ad introdurre un divieto al finanziamento di attività che implicano la distruzione di embrioni umani. Uno di noi è promossa da un Comitato composto dalle principali associazioni pro life d Europa, fra cui anche il Movimento per la vita che rappresenta l Italia. Quali obiettivi si propone? L embrione umano merita il rispetto della sua dignità e integrità. Lo afferma una recente sentenza della Corte Europea di Giustizia dove definisce l embrione umano come l inizio dello sviluppo dell essere umano. Cioè l embrione, fin dal momento del concepimento, è titolare di tutti i diritti che spettano all adulto. A cominciare da quello alla vita. Ogni essere umano, anche prima della nascita è una persona. Definizione sulla quale le Istituzioni europee hanno sempre tenuto una posizione equivoca. È ora che l Europa, culla del diritto e dei diritti, esca definitivamente da questa equivocità. Come si può aderire? Ogni cittadino maggiorenne dei 27 Paesi che attualmente costituiscono l Unione europea può sostenere Uno di noi. Le procedure non richiedono l autenticazione notarile ma richiedono che il cittadino si identifichi con metodi che variano da Paese a Paese. In Italia è necessario riportare i dati del documento di identità (esclusivamente passaporto o carta d identità) in corso di validità. I cittadini degli altri Paesi, anche se firmano in Italia, devono utilizzare le procedure di identificazione previste per il loro Paese. Ogni cittadino può apporre la propria firma una volta soltanto. Si può scegliere la sottoscrizione on line o quella su modulo cartaceo: Firma on line Il sistema telematico è unico per tutti i paesi europei. Vi si accede attraverso il sito che è organizzato in sezioni differenziate per tutti i cittadini di ogni nazionalità così da rispettare le diverse procedure di identificazione. Per questo è consigliabile che i cittadini stranieri che si trovano in Italia scelgano, per sostenere Uno di noi, comunque la firma on line. Firma su carta Il modulo cartaceo da firmare è a disposizione costantemente presso l ufficio parrocchiale negli orari di apertura, al mattino dalle ore 9.00 alle e al pomeriggio dalle ore alle Saranno inoltre individuate alcune domeniche e il luogo adatto in cui poter firmare al termine delle SS. Messe. 16

19 Società Verso le prossime elezioni Nota dell Ufficio diocesano di Pastorale sociale politiche e regionali Attraversiamo uno dei periodi più difficili per il nostro Paese e per tutta quanta l Europa. Siamo di fronte a scelte importanti per definire il futuro, abbiamo bisogno che la politica torni a proporre soluzioni ed idee lungimiranti, evitando le facili promesse. Le prossime elezioni politiche e regionali segneranno il futuro della nostra Regione, dell Italia, dell Europa. In questi anni il volto della nostra società è profondamente cambiato. Partecipiamo al travaglio del passaggio tra un mondo che muore e uno che nasce, consapevoli che questo è il tempo in cui ci è dato di vivere e vogliamo starci dentro, facendo tesoro del messaggio del Vangelo che è messaggio pienamente rispondente alle esigenze autentiche dell uomo e della società. Con la forza del passato, con il coraggio del futuro, con la presa in carico del presente. L attuale clima di antipolitica e di sfiducia che si respira nel Paese non aiuta, ma da cittadini e da credenti, non ci rassegniamo a questa situazione, anzi la consideriamo una sfida a partecipare attivamente e responsabilmente, attraverso il diritto/dovere di voto, alla scelta di indirizzi politici coerenti con i valori fondamentali dell uomo, non meno che alla scelta di persone oneste e competenti. Partecipare per cambiare non è solo uno slogan è esigenza e salvaguardia di ogni democrazia. Non possiamo più permetterci di delegare, occorre fare uno sforzo in più. Il Paese ha bisogno di cittadini liberi e attenti, capaci di discernere e comprendere il bene comune e di agire di conseguenza. È finita l epoca dei proclami e delle false promesse, adesso è il tempo di mettere in gioco noi, le nostre vite, la nostra fede senza paure e reticenze. Ricordiamo una espressione di don Lorenzo Milani: A che servono le mani pulite se si tengono in tasca?. Libera la domenica Iniziativa quaresimale diocesana Nel tempo quaresimale le parrocchie della diocesi che si ritrovano, territorialmente, sotto la giurisdizione dei Tribunali di Cremona e Mantova (prossimamente per quelle sotto Crema e Bergamo), sono invitate ad aderire alla raccolta firme Libera la domenica promossa da Confesercenti e Federstrade, con il sostegno convinto della Conferenza Episcopale Italiana. Si tratta di una campagna che mira a correggere gli eccessi della liberalizzazione sulle aperture domenicali dei negozi e restituire alle Regioni la potestà di decidere a riguardo, dopo che il decreto Salva Italia del 1 gennaio 2012, aveva liberalizzato definitivamente, senza eccezioni e in tutto il territorio nazionale, il regime degli orari degli esercizi commerciali. 17

20 Luoghi della Fede La Chiesa di Santa Elisabetta Sono stati appaltati i lavori di restauro e consolidamento della Chiesa di Sant Elisabetta, la quale dopo molto tempo ha la necessità di essere messa in sicurezza e riadattata al ruolo importante di testimonianza cristiana che le compete. Molti sono i fedeli che quotidianamente la visitano e si soffermano per una preghiera, anche in virtù del silenzio e del senso di raccoglimento che si prova al suo interno. Per il suo valore artistico, ma anche di comunità, è interessante conoscere una breve ricognizione storica, ottenuta dalla consultazione di fonti e documenti provenienti dagli archivi parrocchiali e dal prezioso libro del Prof. Pietro Tirloni intitolato: Le chiese di Caravaggio (1997, P. Tirloni, Le chiese di Caravaggio, Caravaggio). Per ovvie ragioni, ci limiteremo ad elencare essenzialmente i passaggi storici più importanti. Già prima del 500 si fa menzione di una chiesa utilizzata dalle religiose di Sant Elisabetta, (forse ricavata da un edificio appartenente agli Umiliati), ma l edificio attuale fu costruito a partire dall anno 1626 su disegno dell architetto Fabio Mangoni, così come la sistemazione del chiostro antico. Negli anni successivi scoppiò la peste e la costruzione della chiesa subì rallentamenti anche per la mancanza di fondi economici. Venne benedetta nel 1669 e consacrata nel maggio 1674, tuttavia ancora incompleta di parecchi elementi architettonici. Il monastero laterale restò incompleto ed il chiostro realizzato su tre lati. Dagli archivi parrocchiali non vi son più notizie storiche fino all anno 1805, quando in conseguenza alla soppressione napoleonica la chiesa divenne di proprietà demaniale, che successivamente la vendette in parte anche a privati cittadini. Con delibera consigliare del 28 novembre 1870, veniva concesso alla Fabbriceria Parrocchiale l uso di quella chiesa per i bisogni del culto. Dopo tale data si ripercorrono attorno agli anni , alcune importanti questioni, per la ripartizione delle spese di manutenzione straordinaria, risolta in compartecipazione tra il comune di Caravaggio e la Fabbriceria Parrocchiale. Nei primi anni del novecento l Amministrazione di Caravaggio propose alla Fabbriceria Parrocchiale, il cambio della chiesa di S. Defendente con la chiesa di Sant Elisabetta. Per diverso tempo non si raggiunse alcun accordo, ma attorno al 1950, due diverse amministrazioni portarono in Consiglio Comunale la proposta di donare alla Fabbriceria della Parrocchia di Caravaggio la chiesa. Fu così che nel 1953 venne deliberata la donazione della chiesa alla Parrocchia di Caravaggio, sotto la positiva disponibilità del parroco Mons. Lingiardi ed il benestare della Curia vescovile.

21 In data 28 ottobre 1957, la Soprintendenza ai Monumenti regionale, sottopone l edificio al vincolo di tutela per l interesse storico artistico. Oggi, nonostante saltuari interventi di manutenzione ordinaria, la chiesa necessita di un intervento sostanziale e duraturo nel tempo. L intervento di restauro consisterà essenzialmente nel rifacimento del manto di copertura, con coppi storici o di recupero. Verranno altresì sostituite le lattonerie e si prevede l installazione dei dispositivi anticaduta per le future manutenzioni. Le grandi capriate in legno di rovere, che costituiscono la struttura di copertura, saranno mantenute e soggette a risanamento conservativo, ed affiancate da opportune strutture metalliche per la distribuzione dei carichi. La piccola orditura verrà sostituita. Le cornici di gronda in laterizio intonacato saranno oggetto di consolidamento e di nuova intonacatura Anche le facciate esterne, ove intonacate, saranno oggetto di intervento, mediante un minuzioso lavoro di consolidamento degli intonaci esistenti, o la loro sostituzione con intonaci antichi a base di grassello di calce. Anche i serramenti vetrati storici presenti sui fronti della chiesa saranno restaurati. L intervento di consolidamento statico prevede diverse tipologie di lavori. Il primo riguarda il rinforzo delle murature di coronamento della copertura, ed eventualmente di altre porzioni particolarmente ammalorate, anche con l inserimento di catene metalliche e capochiave atte a cucire le tessiture murarie ed a legare in più direzioni la struttura. Le volte e gli archi saranno cautelativamente consolidati con una bendatura di sicurezza formata essenzialmente da sovrastruttura sospesa. L elegante campanile, verrà rinforzato mediante l inserimento di una struttura metallica con piccole scale aventi funzione di controvento al fine di creare un valido accesso al sottotetto, così come le porzioni aperte dei timpani verranno tamponate con idonei serramenti in ferro e idonea rete metallica forata per permettere l aerazione e impedire l ingresso di volatili. Verrà restaurato il prezioso ed elegante portale di arenaria sulla facciata principale e recuperato il massiccio portone di ingresso in legno. Le spese di intervento sono notevoli, e per la buona riuscita dell intervento saranno impiegate ditte altamente specializzate nel restauro di edifici di culto. Saranno altresì impiegate maestranze particolarmente esperte nel trattamento del legno, del laterizio, degli intonaci storici e della pietra, oltre a professionisti e progettisti specifici nel campo del restauro e del consolidamento di edifici storici. Arch. Cristiano Mariani 19

22 Anagrafe Parrocchiale dal 2 Dicembre 2012 al 9 Febbraio 2013 Battesimi Rinati alla vita ANNO Buzzini Pietro Francesco di Roberto e Allegri Barbara 84 Rossetti Emma di Roberto e Folzini Alessia 85 Sbernini Niccolò di Andrea e Marca Adriana ANNO Guerrerio Matilde di Andrea e Cremonesi Daniela 2 Ambiveri Angelica Maria di Gianpietro e Frosi Maristella 3 Buccino Lorenzo di Antonio e Nocerino Francesca 4 Costa Angelica di Gian Mario e Casella Jessica 5 Macchi Leonardo di Manuel e Gamba Annalisa 6 Vancini Merighi Giorgia di Alberto e Facchetti Maria Grazia 7 Brugu Luca di Marco e Mecchella Lina 8 Fattori Francesco di Massimo e Imeri Miriam 9 Moriggia Michela di Gian Domenico e Berna Melissa 10 Recanati Manuel di Diego e Resmini Michela 11 Trincucci Desirèe Andrea di Andrea e Rocca Valentina Matrimoni Uniti nella Grazia del Signore 1 Lustrì Domenico con Del Duca Federica il Minoia Luigi con Legramandi Paola il 2.02 Defunti Riposano nella pace del Signore ANNO Belloli Pierangelo, anni Zamboni Marina, anni Invernizzi Patrizia, anni Cornalba Maria, anni Farina Alberto, anni Carminati Margherita, anni Imeri Santo, anni 81 ANNO Valimberti Battista, anni 90 2 Reccagni Maria Grazia, anni 45 3 Radaelli Margherita, anni 91 4 Tura Angelo, anni 82 5 Natali Antonietta, anni 63 6 Colombo Fortunato, anni 73 7 Turati Giuseppina, anni 81 8 Invernizzi Edda, anni 63 9 Rossetti Gianfranco, anni Solivari Gian Carlo, anni Lanzeni Luigi, anni Cantini Giuseppina, anni Sudati Gina, anni Robati Natalina, anni Vitali Angelo, anni Maestri Mario, anni 87 20

23 Angolo della Generosità Nell occasione dei Battesimi di: Pietro, Emma e Niccolò...400,00 Matilde...150,00 Angelica, Lorenzo, Angelica, Leonardo, Giorgia...270,00 Desirèe, Manuel, Michela, Francesco e Luca...250,00 Messe Perpetue in suffragio di: A.G. per Mino Carminati...50,00 Mamma Maria Concetta e Giuseppe Curcio e Maria e Ambrogio Colombo...100,00 Nonni Caverzaghi e Merisio...50,00 S. e G....50,00 R.B. per i propri defunti...200,00 Defunti Famiglia Milanesi e Scrivanti...50,00 Gianna Benassi e Giuseppe Curcio...100,00 Zibetti Marco...300,00 Sandra e Carlo...300,00 Lisetta e Giovanni...300,00 Gianna a ricordo di Maria Cornalba...50,00 Fam. Comminesi per la zia Radaelli Margherita...100,00 La famiglia a ricordo di Marina Zamboni Bianchi...200,00 Paolo Lonati e Paolo Berlusconi 20,00 Offerte varie: Nel ricordo di Angelo, Pino e Santina 55,00 - Nel ricordo di Pierangelo, 30,00 - Franca per il riscaldamento, 50,00 - N.N per la Parrocchia, 20,00 - A e M.M. per i poveri 500,00 - Un ammalata 50,00 - Gruppo Alpini 100,00 - Alcuni ammalati 50,00 - N.N. 50,00 - N.N. per la Parrocchia, 20,00 - N.N. 5,00 - A.F.C. per la Parrocchia 150,00 - A.F.C. per la Caritas 150,00 - N.N. in ricordo di Alberto In suffragio defunti fam. B e L. 55,00 - I vicini di casa di Via Nullo e via Cistercensi in suffragio di Imeri Santo, 30,00 - F.F. in suffragio dei suoi defunti, 35,00 - Fam. F. in suffragio dei defunti fam. F e L. 450,00 - L.F. per la Parrocchia, 50,00 - N.N. per il riscaldamento 20,00 - Alcuni ammalati per comunioni natalizie 930,00 - CISL per uso sala oratorio, 50,00 - NN. Per la Chiesa 30,00 - Classe 1943, 30,00 - Angela e Luigi per la Parrocchia, 1000,00 - La Banda per uso palestra per concerto di Natale, 120,00 - In ricordo di don Giuseppe Cavalleri 50,00 - N.N. per la Parrocchia, 50,00 - N.N. in ricordo del marito, 500,00 -In suffragio della propria defunta 50,00 - I familiari in ricordo di Luigi Pederzoli 200,00 - N.N. 5,00 - N.N. 5,00 - N.N. per i suoi defunti 35,00 - I familiari in ricordo di Natalina, 100,00 - Fam. Merigo a ricordo dei genitori, per le opere parrocchiali, 300,00 - Dal Cenone di S. Silvestro 700,00 RADIO CARAVAGGIO/MAGNOLIA FM 92.2 Ore 9.00/ /17.00 Nelle ore non indicate sopra, la Radio Caravaggio/Magnolia è collegata con la Radio Diocesana «Cittanova» (Cremona) 21

24 Campo invernale 2013 Torino Sui passi di don Bosco e del Cottolengo

PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI

PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI (Gv 3, 17b) Ufficio Liturgico Diocesano proposta di Celebrazione Penitenziale comunitaria nel tempo della Quaresima 12 1 2 11 nella lode perenne del tuo nome

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