Città di Rivoli Provincia di Torino

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Città di Rivoli Provincia di Torino"

Transcript

1 Città di Rivoli Provincia di Torino REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE E DELLE COMMISSIONI CONSILIARI Approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 1 del 23 gennaio 2004 Modificato con deliberazioni del Consiglio comunale n. 53 del 31 maggio 2004 ; n 96 del 01 ottobre 2004 ; n.139 del 15 dicembre 2005 ; n.76 del 29/06/2006 e n. 7 del 26/01/2007; n. 46 del 17/04/08 Entra in vigore con le modalità di cui all art.91 Testo di Regolamento coordinato con le modifiche introdotte dal Consiglio comunale 1

2 Parte I Organizzazione del Consiglio Comunale Capo I Disposizioni generali Art.1 Regolamento Finalità 1. Il funzionamento del Consiglio Comunale è disciplinato dal T.U. delle leggi sull ordinamento degli Enti Locali 18 agosto 2000, n.267, dallo Statuto e dal presente regolamento che attua quanto dispone l art.7 sull ordinamento degli Enti Locali. 2. Quando nel corso delle adunanze si presentano delle situazioni che non sono disciplinate dalla legge, dallo statuto e dal presente regolamento, la decisione è adottata dal Presidente del Consiglio comunale, ispirandosi ai principi generali dei predetti ordinamenti, udito il parere del Segretario generale. Art.2 Interpretazione del regolamento 1. Le eccezioni sollevate dai Consiglieri comunali al di fuori delle adunanze, relative all interpretazione di norme del presente regolamento devono essere presentate, in forma scritta, al Presidente del Consiglio comunale. 2. Il Presidente del Consiglio comunale incarica immediatamente il Segretario generale di istruire la pratica con il suo parere e sottopone lo stesso, nel più breve tempo possibile, al Consiglio comunale, il quale decide con il voto favorevole della maggioranza dei Consiglieri assegnati. 3. Le eccezioni sollevate dai Consiglieri comunali durante l adunanza, relative alla interpretazione delle norme del presente regolamento da applicare per la trattazione di argomenti iscritti nell ordine del giorno, sono sottoposte in forma scritta al Presidente. Egli sospende brevemente la seduta per esaminare e risolvere le eccezioni sollevate. Quando la soluzione non risulti immediatamente possibile, il Presidente, ripresi i lavori del Consiglio, aggiorna la seduta ad altra data oppure rinvia l argomento oggetto dell eccezione a successiva adunanza. Nei giorni seguenti avvia la procedura di cui al secondo comma. 4. La interpretazione della norma ha validità permanente ed in merito alla stessa non sono ammesse ad esame ulteriori eccezioni. Art.3 Durata in carica del Consiglio 1. Il Consiglio Comunale inizia la sua attività con la convalida dei Consiglieri eletti e dura in carica sino all elezione del nuovo Consiglio, limitandosi, dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, ad adottare gli atti urgenti ed improrogabili. Gli atti devono contenere i motivi d urgenza che rendono necessaria l adozione. Art.4 Autonomia funzionale ed organizzativa del Consiglio 2

3 1. Il Consiglio, ai sensi dell'art.38, comma 3 del T.U. 18 agosto 2000, n.267, è dotato di autonomia funzionale, organizzativa e contabile. 2. Per l'esercizio delle funzioni spettanti al Consiglio, l'amministrazione Comunale allestisce e mette a disposizione dei gruppi consiliari una sala presso la residenza del Comune, appositamente attrezzata. 3. Compatibilmente con le esigenze di servizio, per il supporto dell'attività dei gruppi la struttura organizzativa di riferimento è la Segreteria Organi Istituzionali. Il personale della predetta struttura è autorizzato a prestare la propria attività, durante l'orario di servizio, per garantire l'operatività dell'azione dei gruppi consiliari. 4. In sede di formazione del bilancio di previsione devono essere indicate le risorse finanziarie necessarie per garantire l'autonomia del Consiglio. 5. Le dotazione di spesa di cui al precedente comma sono assegnate al Segretario Generale responsabile di servizio Organi Istituzionali dell'ente che le utilizza dietro indicazione del Presidente del Consiglio. 6. Il rendiconto delle spese sostenute viene annualmente presentato in Consiglio Comunale. Art 4 bis Risorse finanziarie 1. Nel Bilancio del Comune è previsto un fondo annuale per consentire lo svolgimento delle attività istituzionali del Consiglio. La quantificazione del fondo è determinata d intesa tra il Presidente del Consiglio ed il Sindaco in sede di predisposizione del Bilancio di previsione. 2. Una quota del fondo di cui al precedente comma può essere utilizzata per far fronte alle seguenti spese: a) partecipazione alle attività delle Associazioni delle autonomie locali; b) partecipazione dei Consiglieri a convegni, manifestazioni, studi inerenti la carica istituzionale; c) patrocinio di iniziative di particolare rilevanza ed interesse per il Consiglio; d) rapporti con altri Consigli comunali della provincia; e) pubblicizzazione dei lavori del Consiglio; f) organizzazione di eventuali Consigli fuori sede; g) spese per la stampa di materiale, pubblicizzazione e rimborsi ai relatori in occasione di manifestazioni o convegni organizzati dalla Presidenza del Consiglio, purché connessi alle finalità dell Ente; h) acquisto di quotidiani, periodici, libri, materiale informatico e altre pubblicazioni di interesse per l attività istituzionale; i) acquisto di agende e cartelle; j) incarichi professionali, consulenze e collaborazioni di alta professionalità connessi all attività istituzionale del Consiglio al cui affidamento si potrà provvedere in conformità alle norme che disciplinano l attività contrattuale del Comune. 3

4 3. Le somme sono gestite dal Segretario su richiesta del Presidente. Per le spese di cui ai punti c), e), f), g), quando i relativi importi siano superiori a euro 2.000,00, nonché per eventuali altre spese non elencate nel presente comma, la richiesta da parte del Presidente dovrà essere fatta sentita la Commissione Capigruppo. Art.5 La sede delle adunanze del Consiglio 1. Le adunanze del Consiglio si tengono, di regola, presso apposita sala civica di via Capra n La parte principale della sala, arredata con dignità ed adeguatamente attrezzata, è destinata ai componenti del Consiglio comunale, alla Giunta ed al Segretario. Uno spazio apposito è riservato al pubblico, assicurando allo stesso la possibilità di seguire, nel miglior modo i lavori del Consiglio. 3. Il Presidente del Consiglio stabilisce che l adunanza del Consiglio si tenga eccezionalmente in luogo diverso dalla sede delle adunanze, quando ciò sia reso necessario dalla inagibilità od indisponibilità della sede stessa, o sia motivata da ragioni di carattere sociale che fanno ritenere opportuna la presenza del Consiglio sui luoghi ove si verificano situazioni particolari, esigenze ed avvenimenti che richiedono l impegno e la solidarietà generale della comunità. 4. La sede dove si tiene l adunanza del Consiglio comunale deve essere sempre indicata nell avviso di convocazione. 5. Il giorno nel quale si tiene l adunanza all esterno della sede vengono esposte le bandiere della Comunità Europea, dello Stato, della Regione e del Comune. Art.5 bis Indennità di presenza ai Consiglieri 1. Per l effettiva partecipazione ai lavori del Consiglio, della Commissione Capigruppo o delle Commissioni, compresa l elettorale, spetta ai componenti un gettone di presenza nella misura stabilita dalla Legge. Nella stessa giornata sono cumulabili gettoni per la partecipazione a più sedute del medesimo organo. 2. Il Consiglio, con propria deliberazione, può incrementare o diminuire, in eguale misura, l importo dei gettoni per la partecipazione a Consigli e Commissioni. L incremento dei benefici economici (incremento del gettone di presenza) non deve superare la percentuale di aumento fissata dall apposito Decreto del Ministero dell Interno, dell incidenza delle spese per indennità di funzione e gettoni di presenza, determinate in applicazione del medesimo decreto, sulle spese correnti stanziate in Bilancio. 3. A tal fine non sono consentite compensazioni tra gli importi delle variazioni dei gettoni autonomamente determinate dal Consiglio e gli importi delle variazioni delle indennità di funzione di competenza esclusiva della Giunta. 4. L'ammontare percepito nell'ambito di un mese da un consigliere non può superare un terzo dell importo dell'indennità prevista per il Sindaco dall apposito Decreto del Ministro dell Interno, senza tenere conto dell indennità in concreto fissata, in eventuale aumento o riduzione. 5. Il gettone è dovuto anche per le sedute convocate ma non effettuate per mancanza del numero legale. 4

5 6. La partecipazione alle sedute del Consiglio è attestata dal Segretario Generale. La partecipazione alla Commissione Capigruppo ed alle Commissioni, è attestata dal Presidente del Collegio. Le attestazioni debbono indicare l orario di inizio e di ultimazione della seduta e di presenza dei singoli Consiglieri. 7. Il gettone di presenza è liquidato semestralmente dal Segretario sulla base delle risultanze delle attestazioni di partecipazione a ciascuna riunione valida rilevate e controllate dal Responsabile di procedimento della Segreteria generale. Capo II Il Presidente Art.6 Presidenza delle adunanze 1. La prima seduta del Consiglio comunale neo eletto inizialmente è presieduta dal Consigliere anziano; successivamente la presidenza è assunta dal Consigliere eletto alla carica di Presidente nella stessa seduta. 2. In caso di assenza od impedimento del Presidente del Consiglio la presidenza delle sedute è assunta dal VicePresidente ed ove anche questi sia assente od impedito, dal Consigliere anziano. 3. La durata della carica di Presidente e VicePresidente è stabilita in due anni e mezzo, al termine della quale possono essere riconfermati dal Consiglio comunale. Art.7 Attribuzioni del Presidente 1. Il Presidente rappresenta il Consiglio comunale e assicura, con imparzialità, il buon andamento dei suoi lavori facendo osservare le leggi, lo statuto e i regolamenti comunali. 2. Il Presidente convoca e presiede il Consiglio comunale fissandone preventivamente l ordine del giorno, sentito il parere dei Capigruppo; decide anche sulla scorta del parere del Segretario generale - sulla ricevibilità dei testi e degli atti presentati per l esame del Consiglio ed esercita tutte le attribuzioni a lui affidate dalle leggi dello Stato, dallo statuto e dai regolamenti del Comune. In particolare: a. assicura, tramite la Commissione dei Capigruppo, una adeguata e preventiva informazione ai gruppi consiliari sulle questioni sottoposte al Consiglio; b. dirige e modera le discussioni, concede la facoltà di parlare assicurando il rispetto dei tempi per la durata di ciascun intervento; c. pone e precisa i termini delle proposte da discutere e da votare; d. stabilisce il termine della discussione e l ordine delle votazioni, ne accerta l esito e ne proclama i risultati; e. mantiene l ordine nella sala consiliare disponendo sull utilizzazione del Corpo di Polizia Municipale ivi assegnato; f. ha facoltà di prendere la parola in ogni momento e può sospendere o togliere la seduta facendo redigere motivato processo verbale. 3. Il Presidente convoca e presiede la Commissione dei Capigruppo e l Ufficio di Presidenza, dei quali sovrintende al funzionamento. 5

6 4. Il Presidente può richiedere al Sindaco, agli uffici del Comune e agli Enti da esso dipendenti atti, informazioni, pareri e relazioni sulle attività dell Amministrazione, in relazione alle sue attività di conduzione ed organizzazione dei lavori del Consiglio comunale e dell esercizio delle funzioni dei singoli Consiglieri e dell intero Consiglio comunale, che devono essergli tempestivamente fornite; può convocare i Dirigenti per ottenere chiarimenti ed informazioni. 5. Il Presidente dispone dei locali della Presidenza, dell Ufficio di Presidenza, delle Commissioni, nonché della Sala consiliare quando in essa si svolgono le sedute del Consiglio comunale e le iniziative organizzate dalla Presidenza del Consiglio e dalle Commissioni. 6. Assieme al Sindaco o in sua sostituzione, rappresenta la Città nelle pubbliche manifestazioni e cerimonie. Art. 8 Ufficio di Presidenza e sue attribuzioni 1. L Ufficio di Presidenza è composto dal Presidente e dal Vice Presidente del Consiglio comunale e dai Presidenti delle Commissioni consiliari permanenti. 2. L Ufficio di Presidenza è convocato e presieduto dal Presidente del Consiglio comunale, almeno una volta al mese, quando questi lo ritenga utile al fine dello svolgimento dei lavori del Consiglio o delle Commissioni consiliari, o quando ritenga di sottoporgli particolari questioni riguardanti l attività amministrativa. Il Presidente è altresì tenuto a convocare l Ufficio di Presidenza, quando ne facciano richiesta due dei suoi componenti; in tal caso la convocazione deve essere effettuata entro il termine di 10 giorni successivi a quello della richiesta. 3. I componenti dell Ufficio di Presidenza forniscono il loro parere al Presidente in merito alle seguenti questioni: a. programmazione delle iniziative della Presidenza e delle Commissioni; soppresso b. adozione delle misure organizzative necessarie per la migliore utilizzazione degli spazi, delle attrezzature e del personale disponibile; c. eventuali audizioni di rappresentanti di Organi ed Enti con i quali il Comune intrattenga rapporti amministrativi; d. altre funzioni assegnate dal presente regolamento e altre questioni che il Presidente ritenga di sottoporgli. 4. L'ufficio di Presidenza definisce il calendario dei lavori delle Commissioni consiliari permanenti e ne fissa l'ordine del giorno. 5. Il Presidente del Consiglio può delegare il VicePresidente a esercitare determinate funzioni o svolgere specifici compiti. 6. Un impiegato designato dal Segretario generale svolge funzione di segretario dell Ufficio di Presidenza. Capo III I gruppi consiliari Art.9 Costituzione dei gruppi consiliari 1. I Consiglieri eletti nella medesima lista formano di regola, un gruppo consiliare. 6

7 2. Ciascun gruppo è costituito da almeno 2 Consiglieri. Nel caso che una lista presentata alle elezioni abbia avuto un solo Consigliere, a questi sono riconosciute le prerogative e la rappresentanza spettanti ad un gruppo consiliare. 3. I singoli gruppi risultanti eletti devono comunicare al Consigliere anziano ed al Segretario generale, il nome dei Capigruppo, entro il giorno precedente la prima riunione del consiglio neoeletto. Ogni eventuale variazione della persona del Capogruppo deve essere comunicata al Presidente del Consiglio ed al Segretario generale. In mancanza di tali comunicazioni, viene considerato Capogruppo il Consigliere del gruppo che abbia riportato il maggior numero di voti. 4. Il Consigliere che intende appartenere ad un gruppo diverso da quello in cui è stato eletto deve darne comunicazione al Presidente del Consiglio ed al Segretario generale, allegando la dichiarazione di accettazione da parte del Capogruppo di nuova appartenenza, fermo restando il requisito di cui al precedente comma 2 del presente articolo. 5. Il consigliere che si distacca dal gruppo in cui è stato eletto e non aderisce ad altri gruppi è iscritto al gruppo misto. Il gruppo misto costituisce gruppo consiliare ad ogni effetto di legge e di regolamento. Nel gruppo misto ciascun consigliere è indicato con la propria qualificazione politica. Il consigliere e/o i consiglieri del gruppo misto sono tenuti a comunicare se intendono riconoscersi nella maggioranza o nella minoranza. Viene considerato capogruppo, in difetto di comunicazione del consigliere eletto capogruppo, il consigliere più anziano del gruppo stesso che ha riportato la cifra individuale più alta. Della costituzione del gruppo misto deve essere data comunicazione scritta al Presidente del Consiglio ed al Segretario Generale, da parte dei consiglieri interessati. Art.10 Composizione della Commissione dei Capigruppo 1. I Capigruppo consiliari sono costituiti in Commissione consiliare permanente. 2. In caso di assenza o impedimento di un Capogruppo, partecipa ai lavori della Commissione il relativo Vice Capogruppo. 3. Il Sindaco o l assessore delegato e il Vicepresidente partecipano alle riunioni della Commissione senza diritto di voto. 4. La Commissione dei Capigruppo è presieduta dal Presidente del Consiglio comunale; in caso di assenza o impedimento di questi, dal Vicepresidente del Consiglio. 5. Le funzioni di Segreteria della Commissione sono svolte dal Segretario generale o da altro Dirigente o Funzionario dallo stesso designato. Art.11 Competenze della Commissione 1. La Commissione dei Capigruppo ha funzioni referenti ai fini di una più specifica ed approfondita trattazione in materia di: Statuto e regolamento del Consiglio e delle Commissioni consiliari; affari generali; esame dei curricula dei candidati a rappresentante del Comune presso enti, aziende, istituzioni e società per azioni, nonché degli obbiettivi fissati dal Sindaco che tali rappresentanti dovranno perseguire; particolari affari attribuiti di volta in volta alla Commissione stessa dal Consiglio comunale. 2. La Commissione dei Capigruppo viene inoltre convocata, con funzioni consultive, per: la fissazione della data di convocazione del Consiglio e dell'ordine del giorno dell'adunanza; 7

8 accordi sull'organizzazione dei lavori del Consiglio e sullo svolgimento delle adunanze; nelle materie di cui al comma 1, la Commissione svolge funzioni consultive, istruttorie, di studio e di proposta, e specificatamente: esprime parere non vincolante sulle deliberazioni da proporre al Consiglio; esprime parere non vincolante di carattere preliminare sulle questioni in merito alle quali il Sindaco o il Presidente del Consiglio ritengano opportuno consultarla; formula eventuali proposte di deliberazione da sottoporre al Consiglio comunale. 3. Le proposte elaborate dalla Commissione sono illustrate al Consiglio dal Presidente dell'assemblea. E' ammessa la presentazione di relazioni di minoranza. Art.12 Convocazione della Commissione 1. La Commissione dei Capigruppo è convocata dal Presidente del Consiglio di propria iniziativa, oppure su richiesta del Sindaco o di un terzo dei componenti. 2. L'avviso di convocazione, contenente l'elenco degli argomenti da trattare, deve essere notificato ai componenti della Commissione almeno tre giorni prima di quello fissato per l'adunanza. 3. In caso di urgenza, la Commissione può essere convocata a mezzo telegrafico o verbalmente, in deroga al termine di cui al comma precedente. La convocazione verbale è ritenuta valida solamente se effettuata mediante comunicazione al diretto interessato. 4. I documenti degli affari iscritti all'ordine del giorno sono depositati, almeno 24 ore prima della seduta, presso la segreteria della Commissione. Art.13 Svolgimento delle riunioni dei Capigruppo 1. Le sedute della Commissione sono valide quando siano presenti il Presidente e almeno tre Capi gruppo che, sommando il numero dei Consiglieri dei rispettivi gruppi, rappresentino almeno la metà del Consiglio comunale. 2. Qualora, trascorsa mezz'ora da quella fissata nell'avviso di convocazione, non sia presente un numero di Commissari tale da rendere valida la seduta ai sensi del comma precedente, questa viene dichiarata deserta. 3. Qualora una seduta sia dichiarata deserta per mancanza del numero legale, in seconda convocazione il numero legale sarà raggiunto quando siano presenti, col Presidente, tre Capi gruppo, indipendentemente dal numero dei Consiglieri da questi rappresentati. 4. Ove occorra decidere mediante votazione, le decisioni sono assunte a maggioranza assoluta dei votanti ed ogni Capogruppo dispone di tanti voti quanti sono i Consiglieri del rispettivo gruppo. Il Presidente dispone personalmente del proprio voto; il Sindaco non ha diritto di voto. 5. La Commissione può chiedere, tramite il Presidente, l'audizione di uno o più Assessori, nonché l'intervento di Dirigenti o Funzionari con compiti di assistenza giuridica, amministrativa e tecnica. 6. La Commissione può chiedere l'audizione di rappresentanti di associazioni, gruppi, categorie sociali in relazione agli argomenti da trattare. 7. Per la partecipazione alle sedute della Commissione è corrisposta ai componenti l'indennità di presenza alle condizioni previste dalla legge. L'indennità spetta ai componenti che siano intervenuti alla seduta anche quando, per mancanza del numero legale, la seduta sia dichiarata deserta. 8

9 8. Delle sedute è redatto verbale in forma succinta. Copia del verbale, anche in forma manoscritta, viene inviata ai Capigruppo. 9. Nel caso venga a mancare il numero legale il Presidente è tenuto a richiamare in aula i Commissari che se ne siano allontanati; nel caso non venga raggiunto il numero legale la seduta viene sciolta. Art.14 Pareri della commissione dei Capigruppo 1. I pareri e le proposte sono espressi a maggioranza assoluta dei votanti. Ogni Capogruppo dispone di tanti voti quanti sono i Consiglieri del rispettivo gruppo consiliare. 2. Ogni Capogruppo ha diritto di indicare a verbale i motivi del proprio voto e di presentare una propria relazione. 3. I pareri e le relazioni sono depositati con le proposte di deliberazione. Art.14 bis Risorse dei gruppi consiliari 1. Per l'esercizio delle loro funzioni ai Gruppi è assicurata, ai sensi di legge e tenuto conto della consistenza numerica dei Gruppi stessi, la disponibilità di locali, attrezzature e personale. 2. Il fondo annuale previsto nel bilancio per il funzionamento del Consiglio e dei suoi organi comprende le risorse finanziarie per i Gruppi consiliari. Lo stanziamento è suddiviso sulla base di un importo uguale per ciascun Gruppo ed un importo in ragione del numero dei componenti di ogni Gruppo. 3. L entità dello stanziamento può essere modificata nel corso dell anno successivo in relazione ad eventuali variazioni nella composizione dei Gruppi consiliari. 4. Sulla base dei criteri previsti nei commi precedenti la Commissione Capigruppo, fissa l entità delle somme da assegnare ai singoli Gruppi. 5. Le spese che ciascun Gruppo consiliare può effettuare con il fondo annuo previsto dal presente articolo sono quelle riconducibili allo svolgimento delle proprie attività istituzionali e che a titolo indicativo, anche se non esaustivo, possono essere così elencate: a) spese di uso corrente per l ufficio quali: cancelleria, stampati, spese per corrispondenza, carte e valori bollati e, quando il consigliere si trova fuori dalla sede del Comune per l espletamento del mandato amministrativo, le spese per la riproduzione di documenti, spese telefoniche e per la comunicazione in genere quali: invio di fax, telefax e connessioni ad internet; b) acquisto di libri, riviste, giornali, pubblicazioni in genere e materiale informatico; c) spese tipografiche ed editoriali relative ad attività del Gruppo, spese per stampa di materiale, pubblicizzazione e rimborsi ai relatori in occasione di convegni, incontri e manifestazioni organizzati dal Gruppo; d) spese per convegni, riunioni, incontri del Gruppo o promossi dallo stesso, ivi comprese le spese per l affitto di sale ed il noleggio di impianti quando le caratteristiche 9

10 dell iniziativa non consentano l uso di quelli esistenti presso la sede comunale, ovvero questi non siano disponibili; e) spese di trasferimento, ristorazione e alberghiere a terzi partecipanti alle iniziative organizzate dal Gruppo, o ai consiglieri per la partecipazione a convegni e manifestazioni inerenti la carica istituzionale e per lo svolgimento della loro attività istituzionale; f) spese per la partecipazione all attività di associazioni con scopi attinenti alle funzioni istituzionali del Gruppo; g) spese per collaborazioni e consulenze professionali, ricerche ed indagini, strumentali allo svolgimento dell attività istituzionale dell Ente al cui affidamento si potrà provvedere anche sulla base dell art. 15 del Regolamento per gli incarichi professionali, restando in tal caso la scelta del Capogruppo regolata discrezionalmente da motivazioni di fiduciarietà; h) spese per l uso di telefoni cellulari, previa attestazione del Capogruppo circa l utilizzo esclusivo per finalità proprie del Gruppo; i) acquisto di strumentazioni e servizi non forniti d ufficio dall Ente; j) spese minute e urgenti non rientranti nelle lettere precedenti correlate a forniture di beni e servizi occorrenti per il funzionamento del Gruppo. 6. Alla gestione contabile delle risorse finanziarie assegnate ai Gruppi consiliari si applica la disciplina del regolamento per il Servizio di economato del Comune, ad eccezione delle spese individuate alla lettera g) del precedente comma 5, cui provvede il Segretario. 7. All assegnazione della quota spettante ai singoli Gruppi si provvede - in base ai criteri di cui al precedente comma 2 con atto del Segretario, contestualmente individuando gli agenti contabili incaricati della gestione dei fondi tra il personale assegnato alla Segreteria Organi Istituzionali. Le spese sono autorizzate dal Capogruppo. 8. Su eventuali dubbi che dovessero sorgere circa l'utilizzo dei fondi da parte dei Gruppi, si pronuncia la Commissione capigruppo. 9. All inizio di ciascun anno e con riferimento all anno precedente, si provvede a pubblicare sul sito internet del Comune apposito resoconto delle spese sostenute dai singoli gruppi per l esercizio della loro attività. Capo IV Le commissioni intersettoriali Art.15 Istituzione delle Commissioni intersettoriali 1. Sono formalmente istituite, nell'ambito del Consiglio comunale ed in coerenza con l'organizzazione degli uffici e servizi comunali, le seguenti Commissioni intersettoriali: Commissione per l'assetto ed uso del territorio e l'ambiente; 10

11 Commissione per la programmazione economica e l'organizzazione delle risorse umane e strumentali; Commissione per l'istruzione, la cultura, lo sport, e i problemi sociali. Art.16 Composizione delle Commissioni intersettoriali 1. Ogni Commissione è composta da un numero di Consiglieri, determinato dal Consiglio comunale in sede di nomina delle Commissioni stesse, in modo tale che tutti i gruppi siano rappresentati in ciascuna Commissione ed ogni Consigliere faccia parte almeno di una Commissione. 2. I gruppi composti da più consiglieri avranno un numero di Commissari tendenzialmente proporzionale alla propria consistenza numerica. 3. Alle sedute delle Commissioni partecipano di diritto il Presidente e il Vicepresidente del Consiglio, senza diritto di voto qualora non ne siano componenti. 4. Il Sindaco e gli Assessori competenti per la materia trattata possono, e se richiesti devono, partecipare alle sedute delle Commissioni, senza diritto di voto. 5. I Consiglieri comunali possono partecipare a sedute di Commissioni diverse da quelle di cui fanno parte, senza diritto di voto; i membri della Commissione hanno priorità negli interventi. 6. Ai fini del coordinamento dell'azione amministrativa e per la preparazione dei lavori delle Commissioni intersettoriali, il Presidente del Consiglio convoca periodicamente i Presidenti e i Vicepresidenti delle Commissioni. Art.17 Competenze delle Commissioni intersettoriali 1. Le Commissioni intersettoriali hanno funzioni referenti ai fini di una più specifica e approfondita trattazione degli affari di competenza del Consiglio. 2. A tali fini essi svolgono funzioni consultive, istruttorie, di studio e di proposta, e specificatamente: esprimono parere non vincolante in ordine alle proposte di deliberazione loro sottoposte dal Sindaco, dagli Assessori per le materie ad essi delegate, o loro deferite dal Consiglio; esprimono parere non vincolante di carattere preliminare in ordine alle questioni sulle quali il Sindaco, gli Assessori o il Presidente del Consiglio ritengano opportuno consultarle; formulano eventuali proposte di deliberazione da sottoporre al Consiglio comunale. 3. Almeno una volta all'anno ogni Commissione, per le materie di competenza, invita i rappresentanti del Comune negli Organi dei Consorzi, degli Enti, Società ed Associazioni per riferire sulla attività svolta. La Segreteria Organi Istituzionali invia periodicamente ai Presidenti delle Commissioni e ai Capigruppo l'elenco aggiornato dei rappresentanti del Comune. I segretari delle Commissioni inviano annualmente ai medesimi l'elenco delle audizioni effettuate. 11

12 Art.18 Nomina delle Commissioni intersettoriali 1. Le Commissioni intersettoriali sono elette dal Consiglio comunale entro quarantacinque giorni dalla prima seduta e durano in carica quanto il Consiglio che le ha nominate; la perdita della qualifica di Consigliere comunale comporta la decadenza dalla Commissione. 2. Per ciascuna Commissione, i Capigruppo comunicano al Presidente del Consiglio il nominativo del Consigliere o dei Consiglieri designati; il Consiglio approva, con unica votazione palese, la costituzione della Commissione così come risultante dalle designazioni presentate. 3. Le dimissioni dalle Commissioni sono presentate per iscritto con firma autenticata dal Segretario generale; esse sono irrevocabili ed efficaci a partire dal momento della surrogazione; non necessitano di presa d'atto da parte del Consiglio. 4. La surrogazione dei Commissari decaduti o dimissionari avviene con le modalità di cui al precedente comma 2, rispettando i criteri di cui all'art.14, comma 1. Art.19 Presidenza e segreteria delle Commissioni intersettoriali 1. Ogni Commissione elegge nel suo seno un Presidente ed un Vicepresidente, che lo sostituisce in caso di assenza o impedimento; in assenza o impedimento anche di quest'ultimo, le funzioni sono svolte dal Commissario che ottenne la maggiore cifra individuale. 2. Le dimissioni del Presidente o del Vicepresidente sono presentate per iscritto, con firma autenticata dal Segretario generale. Esse sono irrevocabili dal momento dell'acquisizione al protocollo, non necessitano di presa d'atto e diventano efficaci una volta adottata dalla Commissione la deliberazione di surrogazione. 3. Il Presidente della Commissione ha, nel corso delle riunioni, i poteri e le prerogative che spettano al Presidente del Consiglio comunale durante le adunanze consiliari. 4. Un dipendente del Comune, designato dal Segretario generale nell'ambito della struttura corrispondente alle competenze della Commissione, svolge le funzioni di segretario. 5. Delle sedute è redatto verbale in forma sommaria. Art.20 Convocazione delle Commissioni intersettoriali 1. Le Commissioni intersettoriali sono convocate dai rispettivi Presidenti di propria iniziativa, oppure su richiesta del Presidente del Consiglio, del Sindaco o di un terzo dei componenti. 2. Il Presidente deve convocare la Commissione entro dieci giorni dalla richiesta; in caso di inadempienza, provvede il Presidente del Consiglio comunale. 3. Le riunioni delle Commissioni si tengono, di regola, presso la sede comunale di via Capra n Il Presidente della Commissione può stabilire che la riunione si tenga eccezionalmente in luogo diverso dalla sede comunale, qualora particolari esigenze lo rendano opportuno. 5. Qualora siano indette riunioni che coinvolgono più Amministrazioni locali, e la Commissione sia perciò convocata in una sede posta in un altro Comune, i Commissari non hanno diritto all'indennità di missione o al rimborso delle spese di viaggio. 12

13 6. L'avviso di convocazione, contenente l'elenco degli argomenti da trattare, deve essere notificato ai componenti della Commissione almeno tre giorni prima di quello fissato per l'adunanza. Copia dell'avviso è inoltrata ai Capi gruppo consiliari. 7. In caso di urgenza, la Commissione può essere convocata a mezzo telegrafico o verbalmente, in deroga al termine di cui al comma precedente. 8. I documenti degli affari iscritti all'ordine del giorno sono depositati, almeno 48 ore prima della seduta, nella sala in cui si riunisce la Commissione. 9. Per garantire l'effettivo diritto di partecipare alle sedute delle Commissioni da parte di tutti i Commissari, non è consentito convocare una Commissione per un giorno nel quale sia già prevista la seduta di altra Commissione o del Consiglio comunale. Fanno eccezione le sedute congiunte previste dall'articolo L'Ufficio di Presidenza garantisce il rispetto del comma precedente coordinando il calendario dei lavori delle Commissioni e del Consiglio comunale, anche attraverso periodici incontri con i Presidenti delle Commissioni. 11. I Presidenti delle Commissioni, prima di procedere alla convocazione, sono tenuti a verificare presso l'ufficio di Presidenza che nella data prescelta non siano già convocate altre Commissioni intersettoriali. Art.21 Svolgimento delle riunioni delle commissioni intersettoriali 1. Le sedute della Commissione sono valide quando sia presente un numero di Commissari che rappresenti, sommando il numero dei componenti dei rispettivi gruppi consiliari, almeno la metà del Consiglio comunale e siano rappresentati almeno tre gruppi. 2. Qualora, trascorsa mezz'ora da quella fissata nell'avviso di convocazione, non sia presente un numero di Commissari tale da rendere valida la seduta ai sensi del comma precedente, questa viene dichiarata deserta. 3. Quando una seduta sia dichiarata deserta per mancanza del numero legale, in seconda convocazione il numero legale sarà raggiunto quando siano presenti, col Presidente, i rappresentanti di almeno tre gruppi consiliari, indipendentemente dal numero dei rispettivi componenti. 4. Ove occorra decidere mediante votazione, le decisioni sono assunte a maggioranza assoluta dei votanti; i Commissari di ogni gruppo dispongono complessivamente di tanti voti quanti sono i Consiglieri del rispettivo gruppo consiliare. 5. Le sedute delle Commissioni sono pubbliche, salvo quando si debbano trattare questioni concernenti persone che comportino apprezzamenti sui meriti, demeriti, capacità, comportamento pubblico e privato, moralità delle medesime. 6. Le Commissioni possono essere convocate in adunanza "aperta" per gli scopi e con le modalità fissate nell'articolo 69 del vigente regolamento consiliare. 7. Della riunione delle Commissioni è data notizia ai cittadini mediante avviso da pubblicarsi all'albo pretorio almeno 24 ore prima, a cura del rispettivo segretario. 8. La Commissione può chiedere, tramite il Presidente, l'audizione di uno o più Assessori, nonché l'intervento di Dirigenti o Funzionari con compiti di assistenza giuridica, amministrativa e tecnica. 9. Ogni gruppo consiliare può farsi assistere, durante i lavori, da esperti o consulenti esterni. Tali esperti e consulenti non hanno diritto di parola. 10. La Commissione può chiedere l'audizione di rappresentanti di associazioni, gruppi, categorie sociali in relazione agli argomenti da trattare. 13

14 11. Per la partecipazione alle sedute della Commissione è corrisposta ai componenti l'indennità di presenza alle condizioni previste dalla legge. L'indennità spetta ai componenti che siano intervenuti alla seduta anche quando, per mancanza del numero legale, la seduta sia dichiarata deserta. 12. Nel caso venga a mancare il numero legale il Presidente è tenuto a richiamare in aula i Commissari che se ne siano allontanati; nel caso non venga raggiunto il numero legale, la seduta viene sciolta. Art.22 Pareri delle commissioni intersettoriali 1. I pareri e le proposte sono espressi a maggioranza assoluta dei votanti. I Commissari di ogni gruppo dispongono complessivamente di tanti voti quanti sono i Consiglieri del rispettivo gruppo consiliare. 2. Ogni Commissario ha diritto di indicare a verbale i motivi del proprio voto ed ogni gruppo ha diritto di presentare una propria relazione. 3. I pareri e le relazioni sono depositati con le proposte di deliberazione. Art.23 Sedute congiunte delle commissioni intersettoriali 1. Le sedute congiunte delle Commissioni sono convocate e presiedute dal Presidente del Consiglio comunale. CapoIV bis Art 24 Commissione di controllo e garanzia 1. In conformità a quanto previsto dall art. 14 dello Statuto Comunale è istituita la commissione consiliare permanente di controllo e garanzia Art. 25 Composizione della Commissione 1.In conformità a quanto previsto dall art. 16 dello Statuto comunale la composizione della Commissione assicura la rappresentanza proporzionale della maggioranza e della minoranza mediante l adozione del voto plurimo 2.Pertanto la Commissione è composta da un numero di consiglieri, stabilito dal Consiglio Comunale in sede di nomina, in modo tale che tutti i gruppi consiliari siano rappresentati all interno della commissione stessa 3.La presidenza della commissione spetta ad un Consigliere di minoranza; la vice presidenza ad un consigliere di maggioranza Art. 26 Elezione della Commissione. 14

15 1.La designazione dei consiglieri appartenenti alla minoranza, tra i quali dovrà essere indicato il nome del Presidente, viene fatta dai gruppi consiliari di minoranza, quella dei consiglieri di maggioranza, tra i quali dovrà essere indicato il nome del vice presidente, che sostituirà il Presidente in caso di assenza o impedimento, viene fatta dai gruppi consiliari di maggioranza. 2.A seguito di designazione, il Consiglio Comunale procede con votazione palese alla nomina dei componenti della commissione. La delibera di istituzione dovrà essere votata dalla maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio 3. In caso di accordo non raggiunto all interno della maggioranza o della minoranza sulla designazione dei componenti della Commissione o del Presidente e Vice Presidente si procederà con votazione segreta. Art. 27 Compiti della Commissione 1. La commissione di controllo e garanzia ha una funzione di controllo sull attività gestionale del Comune e sull andamento delle aziende speciali, istituzioni, enti e società alle quali il Comune partecipa. 2. In particolare la Commissione può esaminare i bilanci e gli altri atti di tali Enti. Può disporre audizioni, convocare gli amministratori designati o nominati dal Comune, esprime parere non vincolante negli atti consiliari che attengono ai suddetti enti 3. Su richiesta del Presidente possono essere convocati, alle sedute della Commissione, il Segretario Generale, il Direttore Generale, dirigenti, tecnici,, esperti, funzionari e rappresentanti delle aziende, istituzioni, società di cui il comune fa parte, la cui presenza sia ritenuta utile in relazione all argomento da trattare. Art. 28 Funzionamento della Commissione 1. Il Presidente della Commissione fissa l ordine del giorno delle sedute e convoca la commissione mediante avviso scritto. 2. L avviso di convocazione contenente l ordine del giorno deve essere recapitato almeno tre giorni prima a ciascun membro della commissione. Nei casi di urgenza la Commissione può essere convocata per la discussione di questioni di particolare rilevanza anche con un preavviso telefonico di ventiquattro ore. 3. L iniziativa di controllo e garanzia può provenire, oltre che dal Presidente della Commissione, da un terzo della Commissione medesima e dal Presidente del Consiglio 4. Il Presidente della Commissione programma i lavori, individua le attività di competenza e, sentita la commissione, decide quali approfondimenti effettuare. 5. Annualmente la commissione approva una relazione sull attività svolta che viene inviata al Sindaco e al Presidente del Consiglio Comunale Art. 29 Validità delle sedute 1. La seduta della Commissione è valida quando sia presente, un numero di commissari che rappresenti, sommando il numero dei componenti dei rispettivi gruppi consiliari, almeno la metà del Consiglio Comunale e siano rappresentati almeno tre gruppi 15

16 2. La presenza del numero legale è accertata dal Presidente, che ne verifica il mantenimento nel corso dello svolgimento dei singoli punti all ordine del giorno. 3. Qualora trascorsa mezz ora da quella fissata nell avviso di convocazione non sia presente un numero di commissari tali da rendere valida la seduta questa viene dichiarata deserta. 4. Qualora una seduta sia dichiarata deserta per mancanza del numero legale in seconda convocazione il numero legale sarà raggiunto quando siano presenti con il Presidente un terzo dei componenti Art. 30 Pubblicità delle sedute 1. Le riunioni delle commissioni sono pubbliche. 2. Il Presidente convoca la commissione in seduta segreta per la trattazione degli stessi argomenti da discutere in seduta segreta del Consiglio Comunale. 3. Il Sindaco, i consiglieri non componenti e gli assessori possono partecipare alle riunioni della Commissione, senza concorrere alla formazione del numero legale né prendere parte ad eventuali votazioni 4 I tempi e le modalità degli interventi sono disciplinati dalla Commissione all atto del suo insediamento, fatta salva la possibilità, di volta in volta, di derogare alle predette disposizioni anche al fine di consentire lo snellimento dei lavori 5. La commissione adotta le decisioni a maggioranza dei voti, non computandosi tra essi gli astenuti, ed ogni commissario dispone di tanti voti quanti sono i consiglieri del rispettivo gruppo Art. 31 Gettone di presenza 1. Ai componenti della commissione spetta, per ogni seduta, un gettone di presenza identico a quello previsto per le altre commissioni consiliari. Art. 32 Segreteria della Commissione 1. Le funzioni di segretario della Commissione sono svolte dal Segretario generale o da un suo delegato. 2. le sedute delle commissioni vengono registrate e il verbale, redatto in forma succinta dal segretario della Commissione, contiene la sintesi della discussione, le decisioni, con relative votazioni, di ogni punto trattato all ordine del giorno, nonchè, le opinioni e le dichiarazioni rese dai consiglieri.. 3. Il verbale è sottoscritto dal presidente della commissione e dal segretario Capo V Commissioni speciali Art.33 Istituzione delle Commissioni di indagine o di inchiesta 1. Per lo svolgimento di compiti volta per volta individuati dal Consiglio sono istituite, ai sensi dell art.18 dello Statuto, le Commissioni di indagine o di inchiesta. 16

17 2. La deliberazione con cui è istituita una Commissione di indagine o di inchiesta deve contenere la sua denominazione, i nomi dei Consiglieri che la compongono, del Presidente e dell'eventuale Vicepresidente ed il termine entro il quale essa deve concludere la sua attività. Tale termine può consistere in una scadenza temporale o nell'atto conclusivo dell'attività della Commissione. 3. La deliberazione che istituisce la commissione di indagine o di inchiesta deve essere approvata con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio comunale. Art.34 Composizione delle Commissioni di indagine o di inchiesta 1. Le Commissioni di indagine o di inchiesta sono composte da tre o da cinque Consiglieri, di cui, nel primo caso, almeno due e, nel secondo caso, almeno tre appartenenti alla maggioranza consiliare, e sono sempre presiedute da un Consigliere della minoranza. 2. Nei casi di cui al comma precedente ogni componente della Commissione, agli effetti della validità delle sue riunioni e delle votazioni che in essa si svolgono, è rappresentativo di un voto. 3. Il nominativo del Presidente e dell'eventuale Vicepresidente e l elenco dei componenti da inserire nella proposta di deliberazione sono preventivamente proposti dalla Conferenza dei Capigruppo. Analogamente si procede per le sostituzioni dei componenti dimissionari. 4. I componenti delle Commissioni di indagine o di inchiesta debbono partecipare personalmente alle sedute e non possono farsi rappresentare; la commissione può farsi assistere, in casi eccezionali, da esperti. 5. Quando la Commissione di indagine o di inchiesta opera collegialmente, a ciascuno dei componenti spetta il gettone di presenza in misura pari a quella prevista per le sedute delle Commissioni consiliari intersettoriali. Art.35 Commissioni di indagine 1. Il Consiglio comunale, nell'esercizio delle sue funzioni di controllo politico-amministrativo, può decidere lo svolgimento di indagini consiliari finalizzate all'accertamento di fatti, atti, provvedimenti e dei comportamenti tenuti dai componenti degli Organi del Comune, dai Dirigenti, dai Funzionari responsabili degli uffici e servizi, dai Rappresentanti del Comune in altri Enti, da soggetti terzi consulenti o che prestano la loro opera per il Comune, relativamente all'azione del Comune, degli Enti dipendenti ed ai rapporti con il Comune dei soggetti che gestiscono servizi e attività comunali, o per conto del Comune. Art.36 Funzionamento e poteri della Commissione di indagine 1. Le riunioni della Commissione che svolge l'indagine non sono pubbliche. 2. I componenti della Commissione di controllo ed i soggetti da essa uditi sono vincolati al segreto d'ufficio. Tale obbligo viene meno alla conclusione dell'indagine, salvo che per le questioni per cui il segreto d'ufficio sia disposto da altre norme. 3. I componenti della Commissione devono astenersi, sino alla conclusione dell'indagine, da 17

18 qualsiasi dichiarazione pubblica sull'oggetto dell'indagine. 4. Le funzioni di segretario della Commissione sono svolte dal Segretario Generale o da suo delegato. 5. Su richiesta del Presidente, il Segretario generale del Comune mette immediatamente a disposizione della Commissione tutti gli atti, anche se di natura riservata, afferenti all'oggetto dell'indagine od alla stessa necessari. 6. La Commissione, ai fini dello svolgimento dell'indagine, può effettuare l'audizione di Consiglieri comunali, del Sindaco, di Assessori, di membri del Collegio dei Revisori, del Segretario generale, dei Dirigenti o dei Funzionari comunali, dei Rappresentanti del Comune in altri Enti e di chiunque altro, internamente all Amministrazione comunale o all Amministrazione degli Enti ai quali il Comune partecipa, sia ragionevolmente ritenuto informato dei fatti. Tali soggetti, se invitati per l'audizione, non possono rifiutarsi di partecipare né di rispondere alle domande pertinenti l'oggetto dell'indagine, salvo che siano chiamati a deporre su fatti dai quali potrebbe emergere una loro responsabilità penale o amministrativa. 7. La Commissione può altresì procedere all'audizione di persone che siano già state dipendenti del Comune o di Enti ai quali il Comune partecipi o abbia partecipato, di persone che abbiano prestato consulenza o abbiano operato per conto e per incarico del Comune, o comunque di soggetti esterni all'amministrazione. 8. Qualora nel corso dei lavori dell'indagine consiliare emergano informazioni da cui si possano presumere ipotesi di reato o emerga l esistenza di un danno erariale per il Comune, il Presidente procede ad informarne l'autorità Giudiziaria competente trasmettendo tutta la documentazione relativa. 9. I lavori della Commissione sono registrati e la registrazione è trascritta a cura del segretario. Le registrazioni e le relative trascrizioni sono conservate dal Segretario Generale e sono accessibili ai Consiglieri comunali su loro specifica richiesta. Ai Consiglieri comunali, su loro specifica richiesta, viene fornita copia integrale dei verbali delle sedute e del verbale di conclusione dei lavori. Il segretario della Commissione cura la redazione delle parti di verbale che, previa l'esclusione delle parti di cui al precedente 8 comma, e delle parti coperte da segreto d'ufficio per le quali la legge prescrive la seduta segreta, sono pubbliche. Art.37 Conclusione dei lavori della commissione di indagine 1. Al termine dell'attività di indagine, il Presidente sottopone al voto della Commissione una relazione che si considera approvata qualora ottenga il voto favorevole della maggioranza dei componenti. La Commissione può emendare la proposta di relazione. 2. Dopo la sua approvazione, essa assume la denominazione di Relazione conclusiva della Commissione d'indagine ed è trasmessa al Presidente del Consiglio comunale, sottoscritta dal Presidente e dagli altri componenti della Commissione che l'hanno approvata, affinché la discussione sia iscritta all'ordine del giorno del Consiglio in una seduta da tenersi entro i dieci giorni successivi. 3. Entro i cinque giorni successivi all'approvazione della proposta di relazione ogni componente della Commissione che non abbia votato a favore della approvazione della relazione conclusiva può far pervenire alla Presidenza del Consiglio comunale un'altra relazione, sottoscritta da uno o più componenti della Commissione. 4. Qualora la Commissione non approvi la proposta di relazione conclusiva formulata dal Presidente, la Commissione può decidere di dichiarare conclusa l'indagine e il Presidente e ogni altro componente della Commissione possono comunque inviare al Presidente del Consiglio una 18

19 propria relazione. 5. Le relazioni conclusive sono immediatamente trasmesse dal Presidente del Consiglio comunale al Sindaco. 6. Qualora la Commissione non riesca a concludere i suoi lavori entro il termine stabilito dalla deliberazione che ha deciso l'indagine essa può richiedere al Presidente del Consiglio comunale, quantificandola, una proroga dei termini. Il Presidente decide in merito alla proroga, acquisendo preventivamente il parere obbligatorio, ma non vincolante, della Conferenza dei Capigruppo. Alla scadenza del nuovo termine l'indagine si considera conclusa. 7. Trascorso il termine stabilito dalla deliberazione senza che la Commissione abbia proceduto agli adempimenti di cui al 1 e 2 o al 4 comma, né richiesto la proroga di cui al comma precedente, il Consiglio comunale, su proposta del Presidente del Consiglio, dichiara sciolta la Commissione. 8. Le relazioni sono depositate presso la Segreteria Organi Istituzionali almeno quarantotto ore prima della seduta in cui ne è prevista la trattazione, disponibili alla consultazione dei componenti del Consiglio e degli Assessori competenti per le materie oggetto delle indagini, i quali sono vincolati al segreto d'ufficio sino alla discussione consiliare. 9. La discussione delle relazioni delle indagini consiliari avviene in apertura della seduta del Consiglio in cui sono iscritte all'ordine del giorno. Ciascuna relazione viene illustrata al Consiglio comunale, con un unico intervento, da uno dei suoi presentatori. I Consiglieri e il Sindaco, nonché gli Assessori interessati per la materia trattata e per l oggetto delle indagini, possono intervenire, con un unico intervento, sull insieme delle relazioni presentate. 10. Immediatamente prima dell'inizio della discussione delle relazioni, i componenti della Commissione che ha svolto l'indagine possono presentare al Presidente del Consiglio, affinché siano poste in votazione, proposte di mozioni da essi sottoscritte, singolarmente o congiuntamente, che, prendendo atto delle conclusioni dell'indagine, contengano indirizzi o richieste per l'amministrazione comunale. Mozioni aventi le stesse finalità delle precedenti possono essere presentate, in forma scritta, dai singoli Consiglieri comunali nel corso della discussione sulle relazioni. La discussione e la votazione delle eventuali mozioni avvengono successivamente alla discussione delle relazioni. 11. Le relazioni relative alle indagini effettuate entrano a far parte del verbale della seduta in cui sono trattate. I verbali, dopo che il Segretario generale abbia provveduto ad escluderne le parti per la cui trattazione il regolamento prevede la seduta segreta, sono pubblici. Art.38 Commissioni di inchiesta 1. Il Consiglio comunale, nell'esercizio delle sue attività finalizzate alla migliore conoscenza di argomenti particolari, di fatti e/o di esigenze riguardanti la comunità locale o l apparato burocratico-amministrativo, nonché dei suoi poteri di proposta, può decidere, in riferimento a temi che rivestano particolare rilevanza e interesse, di costituire apposite Commissioni di garanzia. Art.39 Funzionamento e poteri della Commissioni di inchiesta 1. Il Consiglio può effettuare ricerche conoscitive e approfondimenti su problemi di competenza comunale, costituendo apposite Commissioni di garanzia. 19

20 2. La decisione di procedere ad una ricerca conoscitiva viene assunta dal Consiglio comunale attraverso l'approvazione della deliberazione che istituisce la Commissione alla quale la ricerca stessa è assegnata. La deliberazione contiene il termine entro il quale la ricerca conoscitiva deve essere conclusa e la Commissione sciolta. 3. La Commissione è costituita da un numero dispari di membri, non superiore a 5; la Presidenza della Commissione è assegnata sempre ad un Consigliere della minoranza. 4. Le funzioni di segretario della Commissione sono svolte dal Segretario generale o da un dipendente appositamente dallo stesso delegato. 5. L'Amministrazione comunale e quelle degli Enti ai quali il Comune partecipa sono tenute a fornire tempestivamente le informazioni e ad effettuare le elaborazioni di dati richieste dalla Commissione. Art.40 Conclusione dei lavori della Commissione di inchiesta 1. Terminata la ricerca e raccolti i pareri dei Commissari, il Presidente sottopone alla approvazione della Commissione una proposta di rapporto conclusivo. La Commissione può emendare la proposta. Ogni componente della Commissione può richiedere che sia sottoposta al voto una propria proposta di rapporto, presentandola prima che sia votata quella del Presidente. La proposta di rapporto approvata dalla Commissione prende il nome di Rapporto conclusivo della ricerca conoscitiva della Commissione di garanzia. 2. Il rapporto conclusivo della ricerca conoscitiva può contenere proposte di indirizzi all'amministrazione, o proposte di deliberazione, relativi all'argomento della ricerca ed ai problemi che essa ha evidenziato. 3. Il rapporto conclusivo della ricerca approvato dalla Commissione è trasmesso al Presidente del Consiglio comunale affinché provveda a iscriverlo all'ordine del giorno del Consiglio comunale. 4. Entro i cinque giorni successivi all'approvazione del rapporto conclusivo, ogni Consigliere componente della Commissione può trasmettere al Presidente del Consiglio comunale un proprio rapporto accompagnato da una proposta di mozione di approvazione. 5. Il Presidente del Consiglio, sentito il parere della Conferenza dei Capigruppo fissa i termini per la convocazione del Consiglio comunale, nel quale si procede all'esame congiunto e alla discussione delle diverse mozioni e rapporti ed alla votazione nella stessa seduta. La Conferenza dei Capigruppo decide in merito ai tempi a disposizione dei Consiglieri e della Giunta per gli interventi. I tempi assegnati non possono essere comunque inferiori a quelli stabiliti dal regolamento per le normali proposte di deliberazione. Le proposte di rapporto devono essere a disposizione di tutti i Consiglieri almeno cinque giorni prima della seduta in cui ne è prevista la discussione. 6. Il rapporto approvato dal Consiglio, con la relativa mozione di approvazione, assume la denominazione di "Rapporto conclusivo del Consiglio comunale su... ". La deliberazione consiliare di approvazione del rapporto conclusivo contiene anche la dichiarazione di scioglimento della Commissione di garanzia. Art. 41 Commissioni tecnico - consultive 20

REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE E DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI

REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE E DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE E DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI (approvato dal C.D.A. con Delibera n 139 in seduta del 25/6/1998, modificato con Delibera n 87 in

Dettagli

AMBITO TERRITORIALE N 18 COMUNI DI CASORIA ARZANO CASAVATORE PROVINCIA DI NAPOLI REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL COORDINAMENTO ISTITUZIONALE

AMBITO TERRITORIALE N 18 COMUNI DI CASORIA ARZANO CASAVATORE PROVINCIA DI NAPOLI REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL COORDINAMENTO ISTITUZIONALE AMBITO TERRITORIALE N 18 COMUNI DI CASORIA ARZANO CASAVATORE PROVINCIA DI NAPOLI REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL COORDINAMENTO ISTITUZIONALE Articolo 1 Finalità e forma degli atti di competenza 1. Il

Dettagli

COMUNE DI ROSTA REGOLAMENTO DELLA GIUNTA COMUNALE

COMUNE DI ROSTA REGOLAMENTO DELLA GIUNTA COMUNALE COMUNE DI ROSTA PROVINCIA DI Torino REGOLAMENTO DELLA GIUNTA COMUNALE Approvato con deliberazione di Giunta Comunale n. 91 del 19.05.1994 Ultima modifica con deliberazione di Giunta Comunale n. 97 del

Dettagli

REGOLAMENTO CONSIGLIO NAZIONALE CONSULENTI LAVORO (In vigore dal 1 febbraio 1991)

REGOLAMENTO CONSIGLIO NAZIONALE CONSULENTI LAVORO (In vigore dal 1 febbraio 1991) REGOLAMENTO CONSIGLIO NAZIONALE CONSULENTI LAVORO (In vigore dal 1 febbraio 1991) CAPO I DELLA COSTITUZIONE E DEL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO NAZIONALE ART. 1 Insediamento del Consiglio - Entrata in carica

Dettagli

CITTÀ DI FOLIGNO. Regolamento consulta comunale delle associazioni di volontariato di protezione civile

CITTÀ DI FOLIGNO. Regolamento consulta comunale delle associazioni di volontariato di protezione civile CITTÀ DI FOLIGNO Regolamento consulta comunale delle associazioni di volontariato di protezione civile Approvato con D.C.C. n. 32 del 24/04/2008 Modificato con D.C.C. n. 9 del 14/04/2011 Art. 1 - Istituzione

Dettagli

Città di Pomezia Provincia di Roma REGOLAMENTO COMUNALE DELLA CONSULTA DELLE ASSOCIAZIONI

Città di Pomezia Provincia di Roma REGOLAMENTO COMUNALE DELLA CONSULTA DELLE ASSOCIAZIONI Città di Pomezia Provincia di Roma REGOLAMENTO COMUNALE DELLA CONSULTA DELLE ASSOCIAZIONI ADOTTATO CON DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE N.72 DEL 30DICEMBRE2014 REGOLAMENTO COMUNALE DELLA CONSULTA DELLE

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI A.S.P. AZIENDA PUBBLICA DEI SERVIZI ALLA PERSONA DEI COMUNI MODENESI AREA NORD

REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI A.S.P. AZIENDA PUBBLICA DEI SERVIZI ALLA PERSONA DEI COMUNI MODENESI AREA NORD REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI A.S.P. AZIENDA PUBBLICA DEI SERVIZI ALLA PERSONA DEI COMUNI MODENESI AREA NORD Approvato con deliberazione del Consiglio di Amministrazione

Dettagli

REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI. Art.1 Finalità. Art. 2 Competenze. 2. Il CCR svolge le proprie funzioni in modo libero ed autonomo.

REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI. Art.1 Finalità. Art. 2 Competenze. 2. Il CCR svolge le proprie funzioni in modo libero ed autonomo. REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI Art.1 Finalità 1. Allo scopo di promuovere i diritti, accrescere le opportunità e favorire una idonea crescita socio-culturale dei ragazzi, nella piena consapevolezza

Dettagli

Assessorato Territorio ed Ambiente

Assessorato Territorio ed Ambiente Assessorato Territorio ed Ambiente CONSIGLIO REG.LE PROTEZIONE PATRIMONIO NATURALE REGOLAMENTO INTERNO ART. 1 FUNZIONI Il Consiglio Reg.le per la Protezione del Patrimonio Naturale, che negli articoli

Dettagli

CAMERA DI COMMERCIO DI ANCONA. Regolamento della Consulta provinciale delle professioni

CAMERA DI COMMERCIO DI ANCONA. Regolamento della Consulta provinciale delle professioni CAMERA DI COMMERCIO DI ANCONA Regolamento della Consulta provinciale delle professioni Regolamento approvato dal Consiglio camerale con deliberazione n.47 del 20.12.2012 INDICE ARTICOLO 1 (Oggetto del

Dettagli

STATUTO FONDAZIONE ASCOLTA E VIVI

STATUTO FONDAZIONE ASCOLTA E VIVI STATUTO FONDAZIONE ASCOLTA E VIVI Art. 1 DENOMINAZIONE 1. E costituita la fondazione denominata Fondazione Ascolta e Vivi, in seguito chiamata per brevità fondazione, con sede legale a Milano via Foppa

Dettagli

STATUTO DELLA CONSULTA PER LE POLITICHE GIOVANILI TITOLO I COSTITUZIONE. CAPO I Istituzione e insediamento

STATUTO DELLA CONSULTA PER LE POLITICHE GIOVANILI TITOLO I COSTITUZIONE. CAPO I Istituzione e insediamento STATUTO DELLA CONSULTA PER LE POLITICHE GIOVANILI TITOLO I COSTITUZIONE Istituzione e insediamento Art. 1 Istituzione La Consulta per le politiche giovanili è istituita dal Comune di Floridia con deliberazione

Dettagli

CAPO PRIMO Della Corte e dei Giudici. Art. 1

CAPO PRIMO Della Corte e dei Giudici. Art. 1 REGOLAMENTO GENERALE DELLA CORTE COSTITUZIONALE 20 gennaio 1966 e successive modificazioni (Gazzetta Ufficiale 19 febbraio 1966, n. 45, edizione speciale) 1 CAPO PRIMO Della Corte e dei Giudici Art. 1

Dettagli

UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI MILANO BICOCCA

UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI MILANO BICOCCA IL RETTORE VISTA VISTI VISTO VISTO la Legge 9 maggio 1989, n.168, Istituzione del Ministero dell Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica ; i Decreti del Ministro dell Istruzione dell Università

Dettagli

REGOLAMENTO COMITATO CONTROLLO, RISCHI, REMUNERAZIONE E NOMINE

REGOLAMENTO COMITATO CONTROLLO, RISCHI, REMUNERAZIONE E NOMINE REGOLAMENTO COMITATO CONTROLLO, RISCHI, REMUNERAZIONE E NOMINE 24 Luglio 2015 1 ARTICOLO 1 PREMESSA 1.1. Conto tenuto delle raccomandazioni contenute nel Codice di Autodisciplina di Borsa Italiana S.p.A.,

Dettagli

REGOLAMENTO CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI DELLA CITTA DI LENDINARA

REGOLAMENTO CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI DELLA CITTA DI LENDINARA REGOLAMENTO CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI DELLA CITTA DI LENDINARA Adottato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 74 del 29 Settembre 2006 Modificato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 66

Dettagli

REGOLAMENTO DEL COMITATO CONSULTIVO MISTO DEGLI UTENTI DELL AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA DI BOLOGNA

REGOLAMENTO DEL COMITATO CONSULTIVO MISTO DEGLI UTENTI DELL AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA DI BOLOGNA REGOLAMENTO DEL COMITATO CONSULTIVO MISTO DEGLI UTENTI DELL AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA DI BOLOGNA Art. 1 - FUNZIONI e ATTIVITA del COMITATO Il Comitato Consultivo Misto (in sigla CCM), dell Azienda

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA ISTITUZIONE DELL 'OSSERVATORIO PROVINCIALE DEL VOLONTARIATO E DELLA CONFERENZA ANNUALE DEL TERZO SETTORE

REGOLAMENTO PER LA ISTITUZIONE DELL 'OSSERVATORIO PROVINCIALE DEL VOLONTARIATO E DELLA CONFERENZA ANNUALE DEL TERZO SETTORE REGOLAMENTO PER LA ISTITUZIONE DELL 'OSSERVATORIO PROVINCIALE DEL VOLONTARIATO E DELLA CONFERENZA ANNUALE DEL TERZO SETTORE Approvato con deliberazione del Consiglio Provinciale no 209 del 22 Novembre

Dettagli

Comune di Montagnareale Provincia di Messina

Comune di Montagnareale Provincia di Messina REGOLAMENTO PER LA NOMINA ED IL FUNZIONAMENTO DELLA COMMISSIONE CONSILIARE PERMANENTE PER L ESAME DELLE NORME REGOLAMENTARI DELL ENTE INDICE Art. 1 - Oggetto del regolamento- definizioni. Art. 2 - Composizione,

Dettagli

Regolamento generale dell associazione di volontariato Sant'Andrea Apostolo della Carità

Regolamento generale dell associazione di volontariato Sant'Andrea Apostolo della Carità Regolamento generale dell associazione di volontariato Sant'Andrea Apostolo della Carità I SOCI Art. 1 Art. 2 Art. 3 Art. 4 I SOCI che intendono iscriversi all Associazione, condividendone gli scopi, compilano

Dettagli

2) Sede legale La Fondazione ha sede in Verona.

2) Sede legale La Fondazione ha sede in Verona. 1) Costituzione, denominazione, natura E costituita una fondazione, a norma degli artt. 14 e segg. del codice civile, denominata Fondazione Cattolica Assicurazioni. La Fondazione è persona giuridica di

Dettagli

REGOLAMENTO COLLEGIO DOCENTI

REGOLAMENTO COLLEGIO DOCENTI Bozza REGOLAMENTO COLLEGIO DOCENTI Art.1 Composizione Il Collegio è composto da tutti i docenti in servizio a tempo determinato ed indeterminato alla data della riunione e dal Dirigente Scolastico che

Dettagli

AGESCI Regione Lombardia REGOLAMENTO DELL ASSEMBLEA REGIONALE PER DELEGATI

AGESCI Regione Lombardia REGOLAMENTO DELL ASSEMBLEA REGIONALE PER DELEGATI AGESCI Regione Lombardia REGOLAMENTO DELL ASSEMBLEA REGIONALE PER DELEGATI Aprile 2006 Premessa L Assemblea Regionale delegata è attualmente disciplinata dall art.39 dello Statuto AGESCI e a livello regionale

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DELLA CONSULTA FEMMINILE DEL COMUNE DI SOLARINO

REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DELLA CONSULTA FEMMINILE DEL COMUNE DI SOLARINO REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DELLA CONSULTA FEMMINILE DEL COMUNE DI SOLARINO Art. 1 - Istituzione della Consulta Ai sensi dell art. 80 dello Statuto Comunale e deliberazione del C.C. n 55 del 13/11/2008

Dettagli

REGOLAMENTO ISTITUTIVO DEL CONSIGLIO COMUNALE DEI GIOVANI PARTE PRIMA - FUNZIONAMENTO - Articolo 1 Finalità

REGOLAMENTO ISTITUTIVO DEL CONSIGLIO COMUNALE DEI GIOVANI PARTE PRIMA - FUNZIONAMENTO - Articolo 1 Finalità REGOLAMENTO ISTITUTIVO DEL CONSIGLIO COMUNALE DEI GIOVANI PARTE PRIMA - FUNZIONAMENTO - Articolo 1 Finalità 1) Il Consiglio comunale dei Giovani di San Polo dei Cavalieri è un organo democratico di rappresentanza

Dettagli

COMUNE DI NERVIANO (Provincia di Milano) REGOLAMENTO COMUNALE PER LE CONSULTE

COMUNE DI NERVIANO (Provincia di Milano) REGOLAMENTO COMUNALE PER LE CONSULTE COMUNE DI NERVIANO (Provincia di Milano) REGOLAMENTO COMUNALE PER LE CONSULTE (STATUTO art. 51: Il consiglio comunale può avvalersi di consulte di settore su tematiche specifiche: giovani, cultura,solidarietà

Dettagli

REGOLAMENTO CONSULTA DELLE ASSOCIAZIONI DEL VOLONTARIATO ANIMALISTA

REGOLAMENTO CONSULTA DELLE ASSOCIAZIONI DEL VOLONTARIATO ANIMALISTA REGOLAMENTO CONSULTA DELLE ASSOCIAZIONI DEL VOLONTARIATO ANIMALISTA (approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 10 del 24.2.2011) 1 Indice Articolo 1 - Istituzione Articolo 2 Insediamento Articolo

Dettagli

STATUTO DELL ASSOCIAZIONE CIRCOLO RICREATIVO DELLA COOPERAZIONE TRENTINA. Articolo 1

STATUTO DELL ASSOCIAZIONE CIRCOLO RICREATIVO DELLA COOPERAZIONE TRENTINA. Articolo 1 STATUTO DELL ASSOCIAZIONE CIRCOLO RICREATIVO DELLA COOPERAZIONE TRENTINA Articolo 1 Si costituisce il Circolo Dipendenti della Federazione Trentina della Cooperazione con sede sociale presso la Federazione

Dettagli

DELIBERAZIONE CONSIGLIO COMUNALE. N. 007 del 27.01.2011

DELIBERAZIONE CONSIGLIO COMUNALE. N. 007 del 27.01.2011 Settore 1 Servizi al Cittadino ed Affari Generali Ufficio Segreteria DELIBERAZIONE CONSIGLIO COMUNALE N. 007 del 27.01.2011 Oggetto: Regolamento per l istituzione ed il funzionamento delle consulte dell

Dettagli

C O M U N E D I O S T U N I Provincia di Brindisi * * * * * REGOLAMENTO DEL COMITATO CITTADINO PER LE PARI OPPORTUNITA FRA UOMO E DONNA

C O M U N E D I O S T U N I Provincia di Brindisi * * * * * REGOLAMENTO DEL COMITATO CITTADINO PER LE PARI OPPORTUNITA FRA UOMO E DONNA C O M U N E D I O S T U N I Provincia di Brindisi * * * * * REGOLAMENTO DEL COMITATO CITTADINO PER LE PARI OPPORTUNITA FRA UOMO E DONNA approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 18 del 18.05.05

Dettagli

Articolo 1 Composizione

Articolo 1 Composizione Regolamento interno di organizzazione per il funzionamento della Conferenza nazionale per la garanzia dei diritti dell infanzia e dell adolescenza Istituita dall art. 3, comma 7, della legge 12 luglio

Dettagli

REGOLAMENTO DELLA CONSULTA DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO DI PROTEZIONE CIVILE DELLA PROVINCIA DI MANTOVA

REGOLAMENTO DELLA CONSULTA DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO DI PROTEZIONE CIVILE DELLA PROVINCIA DI MANTOVA PROVINCIA DI MANTOVA Servizio Protezione Civile REGOLAMENTO DELLA CONSULTA DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO DI PROTEZIONE CIVILE DELLA PROVINCIA DI MANTOVA REGOLAMENTO DELLA CONSULTA DELLE ORGANIZZAZIONI

Dettagli

REGOLAMENTO CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI DELLA CITTA DI LENDINARA

REGOLAMENTO CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI DELLA CITTA DI LENDINARA REGOLAMENTO CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI DELLA CITTA DI LENDINARA Introduzione Che cos è il Consiglio Comunale dei Ragazzi (CCR)? Si tratta di uno degli istituti di partecipazione all amministrazione

Dettagli

REGOLAMENTO DI ISTITUTO IL CONSIGLIO D ISTITUTO

REGOLAMENTO DI ISTITUTO IL CONSIGLIO D ISTITUTO REGOLAMENTO DI ISTITUTO IL CONSIGLIO D ISTITUTO VISTO l art. 10, comma 3, lettera a) del T.U. 16/4/94, n. 297; VISTI gli artt. 8 e 9 del DPR 8/3/99, n. 275; VISTO il D.I. 01/02/2001, n.44; VALUTATA l opportunità

Dettagli

La ONLUS trae i suoi mezzi per l attuazione delle proprie finalità, per l amministrazione e la gestione da: a) Quote di iscrizione ed associative;

La ONLUS trae i suoi mezzi per l attuazione delle proprie finalità, per l amministrazione e la gestione da: a) Quote di iscrizione ed associative; Capo primo Costituzione e sede Art. 1 E costituita una associazione a norma dell art. 36 c.c.. L Associazione è denominata formind - ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale) L Associazione

Dettagli

REGOLAMENTO DELLA COMMISSIONE PROVINCIALE PER IL COLLOCAMENTO MIRATO DEI DIVERSAMENTE ABILI

REGOLAMENTO DELLA COMMISSIONE PROVINCIALE PER IL COLLOCAMENTO MIRATO DEI DIVERSAMENTE ABILI ALL. A) PROVINCIA DELL OGLIASTRA ASSESSORATO Lavoro Politiche Giovanili e Femminili e Formazione Professionale REGOLAMENTO DELLA COMMISSIONE PROVINCIALE PER IL COLLOCAMENTO MIRATO DEI DIVERSAMENTE ABILI

Dettagli

COMUNE DI ESCALAPLANO

COMUNE DI ESCALAPLANO COMUNE DI ESCALAPLANO Provincia di Cagliari STATUTO CONSULTA GIOVANI DI ESCALAPLANO CAPO I NORME ISTITUTIVE E ATTRIBUZIONI FONTI NORMATIVE Le disposizioni contenute nel presente statuto trovano il loro

Dettagli

STATUTO DELLA FONDAZIONE HUMAN GENETICS FOUNDATION - TORINO

STATUTO DELLA FONDAZIONE HUMAN GENETICS FOUNDATION - TORINO STATUTO DELLA FONDAZIONE HUMAN GENETICS FOUNDATION - TORINO Articolo 1 - Denominazione È costituita dalla Compagnia di San Paolo, dall Università degli Studi di Torino e dal Politecnico di Torino una Fondazione

Dettagli

******************* Regolamento per la costituzione ed il funzionamento della Consulta Comunale per il Volontariato **************************

******************* Regolamento per la costituzione ed il funzionamento della Consulta Comunale per il Volontariato ************************** ******************* Regolamento per la costituzione ed il funzionamento della Consulta Comunale per il Volontariato ************************** Approvato con delibera consiliare n. 180 del 18 Dicembre 2012.

Dettagli

REGOLAMENTO ASSEMBLEARE DELLA BANCA POPOLARE FRIULADRIA S.P.A. CAPO I DISPOSIZIONI PRELIMINARI. Art. 1 Ambito di applicazione

REGOLAMENTO ASSEMBLEARE DELLA BANCA POPOLARE FRIULADRIA S.P.A. CAPO I DISPOSIZIONI PRELIMINARI. Art. 1 Ambito di applicazione REGOLAMENTO ASSEMBLEARE DELLA BANCA POPOLARE FRIULADRIA S.P.A. CAPO I DISPOSIZIONI PRELIMINARI Art. 1 Ambito di applicazione 1. Lo svolgimento dell assemblea ordinaria e straordinaria dei soci della Banca

Dettagli

Regolamento sull Albo e l Assemblea delle associazioni

Regolamento sull Albo e l Assemblea delle associazioni Regolamento sull Albo e l Assemblea delle associazioni Approvato con deliberazione di Consiglio comunale n. 16 del 31.03.2014 Immediatamente esecutivo I 20099 Sesto San Giovanni (MI), Piazza della Resistenza,

Dettagli

STATUTO. dell Associazione Società Italiana dei Docenti e Ricercatori di. Automatica (SIDRA) TITOLO I DENOMINAZIONE SEDE DURATA

STATUTO. dell Associazione Società Italiana dei Docenti e Ricercatori di. Automatica (SIDRA) TITOLO I DENOMINAZIONE SEDE DURATA STATUTO dell Associazione Società Italiana dei Docenti e Ricercatori di Automatica (SIDRA) TITOLO I DENOMINAZIONE SEDE DURATA 1) E costituita, ai sensi degli articoli 36 e seguenti del Codice Civile una

Dettagli

STATUTO ANCI CALABRIA

STATUTO ANCI CALABRIA STATUTO ANCI CALABRIA 1 Art. 1 Costituzione, denominazione, sede 1. E'costituita l'associazione Regionale dei Comuni della Calabria nello spirito di unità nazionale e nella peculiare tradizione democratica

Dettagli

CONSULTA PROVINCIALE DELLE ASSOCIAZIONI DI PROTEZIONE CIVILE

CONSULTA PROVINCIALE DELLE ASSOCIAZIONI DI PROTEZIONE CIVILE CONSULTA PROVINCIALE DELLE ASSOCIAZIONI DI PROTEZIONE CIVILE Art.1- Costituzione E istituito, ai sensi dell art. 3 lettera J dello Statuto della Provincia, un Comitato di Coordinamento denominato CONSULTA

Dettagli

REGOLAMENTO ISTITUTIVO DEL CONSIGLIO DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI

REGOLAMENTO ISTITUTIVO DEL CONSIGLIO DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI REGOLAMENTO ISTITUTIVO DEL CONSIGLIO DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI PREMESSA 1. La Regione Lazio, in attuazione dei principi statutari e al fine della concreta applicazione della Carta europea riveduta di partecipazione

Dettagli

Comitato Unito - America Latina e Caraibi già Uni-Cuba

Comitato Unito - America Latina e Caraibi già Uni-Cuba Comitato Unito - America Latina e Caraibi già Uni-Cuba dell Università degli Studi di Torino STATUTO ARTICOLO 1 - COSTITUZIONE E DENOMINAZIONE È costituito il Comitato Unito - America Latina e Caraibi

Dettagli

Statuto dell Organizzazione di Volontariato Associazione

Statuto dell Organizzazione di Volontariato Associazione ALLEGATO 2 (SCHEMA TIPO) Statuto dell Organizzazione di Volontariato Associazione Art. 1 Costituzione e Sede E costituita ai sensi dell art. 36 e seguenti del C.C., l Organizzazione di Volontariato denominata,

Dettagli

Regolamento Interno del CAE di UniCredit Group

Regolamento Interno del CAE di UniCredit Group Regolamento Interno del CAE di UniCredit Group Il Comitato Aziendale Europeo UniCredit Group (CAE UniCredit Group) nella sua seduta del... ha deliberato, secondo quanto previsto dall Accordo del 26.1.2007

Dettagli

STATUTO DELLA FONDAZIONE ORCHESTRA DI PADOVA E DEL VENETO

STATUTO DELLA FONDAZIONE ORCHESTRA DI PADOVA E DEL VENETO STATUTO DELLA FONDAZIONE ORCHESTRA DI PADOVA E DEL VENETO Art. 1 - Natura e fondatori La Fondazione Orchestra di Padova e del Veneto (di seguito indicata come Fondazione) è un istituzione di alta cultura,

Dettagli

REGOLAMENTO DI GESTIONE DEL COMITATO ESECUTIVO. Art. 1 Finalità

REGOLAMENTO DI GESTIONE DEL COMITATO ESECUTIVO. Art. 1 Finalità REGOLAMENTO DI GESTIONE DEL COMITATO ESECUTIVO Art. 1 Finalità Il presente Regolamento ha per oggetto le norme di funzionamento del Comitato Esecutivo di Slow Food Italia. Art. 2 Il Comitato Esecutivo.

Dettagli

Sunshine Capital Investments S.p.A. Regolamento del COMITATO PER GLI INVESTIMENTI

Sunshine Capital Investments S.p.A. Regolamento del COMITATO PER GLI INVESTIMENTI Sunshine Capital Investments S.p.A. Regolamento del COMITATO PER GLI INVESTIMENTI 1 Premessa Il presente Regolamento disciplina il funzionamento del Comitato per gli Investimenti di Sunshine Capital Investments

Dettagli

REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO DELL ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI FIRENZE

REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO DELL ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI FIRENZE REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO DELL ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI FIRENZE CAPITOLO 1 - GENERALITA Il presente regolamento è redatto in base all art. 42

Dettagli

COMUNE DI TREVISO BRESCIANO Provincia di Brescia STATUTO DELLA CONSULTA GIOVANILE DEL COMUNE DI TREVISO BRESCIANO

COMUNE DI TREVISO BRESCIANO Provincia di Brescia STATUTO DELLA CONSULTA GIOVANILE DEL COMUNE DI TREVISO BRESCIANO COMUNE DI TREVISO BRESCIANO Provincia di Brescia STATUTO DELLA CONSULTA GIOVANILE DEL COMUNE DI TREVISO BRESCIANO 1 STATUTO DELLA CONSULTA GIOVANILE COMUNALE DEL COMUNE DI TREVISO BRESCIANO Art. 1 Istituzione

Dettagli

Premessa. Articolo 1 - Impegni dell Amministrazione Comunale

Premessa. Articolo 1 - Impegni dell Amministrazione Comunale Premessa L Amministrazione Comunale di Mariglianella, riconosciuta l importanza: - del coinvolgimento dei giovani, quale presenza attiva e propositiva, nell ambito delle iniziative di carattere sociale

Dettagli

ASSOCIAZIONE GENITORI SI DIVENTA - ONLUS Regolamento del Collegio dei Probiviri (art. 19 Statuto dell Associazione)

ASSOCIAZIONE GENITORI SI DIVENTA - ONLUS Regolamento del Collegio dei Probiviri (art. 19 Statuto dell Associazione) ASSOCIAZIONE GENITORI SI DIVENTA - ONLUS Regolamento del Collegio dei Probiviri (art. 19 Statuto dell Associazione) Art. 1 Composizione, elezione e durata in carica del Collegio Il Collegio dei Probiviri

Dettagli

STATUTO DELL ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE COSTITUZIONE E FINALITA

STATUTO DELL ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE COSTITUZIONE E FINALITA STATUTO DELL ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE COSTITUZIONE E FINALITA Articolo 1. E costituita un Associazione di Promozione Sociale, senza fini di lucro, denominata Il Laghetto Cantone. L Associazione

Dettagli

L Associazione ha sede legale in Mantova - Piazza Sordello 43 - l Amministrazione Provinciale di Mantova.

L Associazione ha sede legale in Mantova - Piazza Sordello 43 - l Amministrazione Provinciale di Mantova. Art. 1 COSTITUZIONE E costituita una Associazione ai sensi dell art. 36 e seguenti del C.C. che ha carattere aconfessionale e apartitico, avente la denominazione Collegamento Provinciale del Volontariato

Dettagli

Regolamento del Consiglio Comunale dei Ragazzi

Regolamento del Consiglio Comunale dei Ragazzi Comune di Capriano del Colle Regolamento del Consiglio Comunale dei Ragazzi approvato con deliberazione del Consiglio Comunale N 1 Art. 1 Principi fondamentali Con riferimento alla Legge 176/91 Ratifica

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ADOZIONE E L APPROVAZIONE DEI PIANI ATTUATIVI COMUNALI. Ai sensi della L.R. 5/07 e successive integrazioni e modificazioni

REGOLAMENTO PER L ADOZIONE E L APPROVAZIONE DEI PIANI ATTUATIVI COMUNALI. Ai sensi della L.R. 5/07 e successive integrazioni e modificazioni REGOLAMENTO PER L ADOZIONE E L APPROVAZIONE DEI PIANI ATTUATIVI COMUNALI Ai sensi della L.R. 5/07 e successive integrazioni e modificazioni Approvato con D.C. n.20 del 16 marzo 2009 Articolo 1 Oggetto

Dettagli

REGOLAMENTO DEL COMITATO CONTROLLO E RISCHI DI SNAM. Il presente Regolamento, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 12

REGOLAMENTO DEL COMITATO CONTROLLO E RISCHI DI SNAM. Il presente Regolamento, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 12 REGOLAMENTO DEL COMITATO CONTROLLO E RISCHI DI SNAM Il presente Regolamento, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 12 dicembre 2013, disciplina la composizione e la nomina, le modalità di

Dettagli

STATUTO DELL ASSOCIAZIONE CULTURALE ENTE NON COMMERCIALE SENZA FINI DI LUCRO DENOMINATA CIRCOLO DI CULTURA FOTOGRAFICA PHOTOLIFE

STATUTO DELL ASSOCIAZIONE CULTURALE ENTE NON COMMERCIALE SENZA FINI DI LUCRO DENOMINATA CIRCOLO DI CULTURA FOTOGRAFICA PHOTOLIFE STATUTO DELL ASSOCIAZIONE CULTURALE ENTE NON COMMERCIALE SENZA FINI DI LUCRO DENOMINATA CIRCOLO DI CULTURA FOTOGRAFICA PHOTOLIFE Denominazione e scopi Art. 1 In data 10 agosto 2002 è costituito in Lucca,

Dettagli

ASSOCIAZIONE LAZZATE COMMERCIO STATUTO

ASSOCIAZIONE LAZZATE COMMERCIO STATUTO ART. 1 ASSOCIAZIONE LAZZATE COMMERCIO STATUTO COSTITUZIONE - SEDE - DURATA E costituita un associazione denominata: Associazione Commercianti - Pubblici Esercizi - Attività di Servizi - Ausiliari del Commercio

Dettagli

ART. 1 - DENOMINAZIONE E SEDE

ART. 1 - DENOMINAZIONE E SEDE STATUTO ANDISU ART. 1 - DENOMINAZIONE E SEDE E costituita l Associazione Nazionale degli Organismi per il Diritto allo Studio Universitario (A.N.DI.S.U.). Di essa possono far parte tutti gli organismi

Dettagli

REGOLAMENTO DEL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI

REGOLAMENTO DEL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI REGOLAMENTO DEL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI ART. 1 PREMESSA...2 ART. 2 - CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE...2 ART. 3 - COMITATO CONTROLLO E RISCHI...3 ART. 4 - AMMINISTRATORE INCARICATO

Dettagli

ART. 1 FINALITA ED OGGETTO

ART. 1 FINALITA ED OGGETTO ART. 1 FINALITA ED OGGETTO 1. Il Comune di Occhiobello in attuazione dei principi fissati nell art. 2 del proprio statuto, riconosce il valore e la funzione delle associazioni rispondenti ai requisiti

Dettagli

REGOLAMENTO DELLA COMMISSIONE PROVINCIALE UNICA PER LE POLITICHE DEL LAVORO

REGOLAMENTO DELLA COMMISSIONE PROVINCIALE UNICA PER LE POLITICHE DEL LAVORO REGOLAMENTO DELLA COMMISSIONE PROVINCIALE UNICA PER LE POLITICHE DEL LAVORO (D.Lgs 23 dicembre 1997, n. 469) SOMMARIO TITOLO I - Norme di organizzazione ART. 1 Ambito di applicazione ART. 2 Finalità ART.

Dettagli

REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELLO STATUTO DELL ASSOCIAZIONE NAZIONALE

REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELLO STATUTO DELL ASSOCIAZIONE NAZIONALE REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELLO STATUTO DELL ASSOCIAZIONE NAZIONALE TELECOMUNICAZIONI, INFORMATICA ED ELETTRONICA DI CONSUMO Il presente Regolamento è stato approvato dall Assemblea dei Soci il 16 dicembre

Dettagli

Unione Regionale delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura delle Marche STATUTO. (Anno 2011)

Unione Regionale delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura delle Marche STATUTO. (Anno 2011) Unione Regionale delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura delle Marche STATUTO (Anno 2011) INDICE: Art. 1 Costituzione, natura e sede Art. 2 Competenze e funzioni Art. 3 Rapporti

Dettagli

FONDAZIONE GRUPPO CREDITO VALTELLINESE

FONDAZIONE GRUPPO CREDITO VALTELLINESE FONDAZIONE GRUPPO CREDITO VALTELLINESE Statuto STATUTO FONDAZIONE GRUPPO CREDITO VALTELLINESE Articolo 1 È costituita ai sensi dell art. 12 e seguenti del Codice Civile per volontà del CREDITO VALTELLINESE

Dettagli

statuto Testo approvato dalla XXXI Assemblea Generale congressuale Roma, 1 dicembre 2004

statuto Testo approvato dalla XXXI Assemblea Generale congressuale Roma, 1 dicembre 2004 statuto Testo approvato dalla XXXI Assemblea Generale congressuale Roma, 1 dicembre 2004 Art. 1 DENOMINAZIONE E SEDE È costituita dal 1908 l Unione delle Province d Italia (U.P.I.). Essa ha sede in Roma.

Dettagli

ASSOCIAZIONE NEXTO. Sede in Torino (TO) Via Ottavio Assarotti, 10. Codice fiscale n. 97798460016 STATUTO DELL ASSOCIAZIONE

ASSOCIAZIONE NEXTO. Sede in Torino (TO) Via Ottavio Assarotti, 10. Codice fiscale n. 97798460016 STATUTO DELL ASSOCIAZIONE ASSOCIAZIONE NEXTO Sede in Torino (TO) Via Ottavio Assarotti, 10 Codice fiscale n. 97798460016 * * * * * * * * * * * * * * * * STATUTO DELL ASSOCIAZIONE come modificato dall Assemblea Straordinaria dei

Dettagli

A.N.F. ASSOCIAZIONE NAZIONALE FORENSE SEDE DI ROMA. Statuto della Sede Romana dell Associazione Nazionale Forense

A.N.F. ASSOCIAZIONE NAZIONALE FORENSE SEDE DI ROMA. Statuto della Sede Romana dell Associazione Nazionale Forense A.N.F. ASSOCIAZIONE NAZIONALE FORENSE SEDE DI ROMA Statuto della Sede Romana dell Associazione Nazionale Forense Art. 1 Disposizioni generali E costituita in Roma, con sede legale presso il Tribunale Civile,

Dettagli

ASSOCIAZIONE RETE ITALIANA DI MICROFINANZA (RITMI) S T A T U T O. Denominazione. sede e durata

ASSOCIAZIONE RETE ITALIANA DI MICROFINANZA (RITMI) S T A T U T O. Denominazione. sede e durata ASSOCIAZIONE RETE ITALIANA DI MICROFINANZA (RITMI) S T A T U T O Denominazione. sede e durata Art. 1 E costituita un associazione senza fini di lucro denominata RETE ITALIANA DI MICROFINANZA denominata

Dettagli

REGOLAMENTO CONSULTA DELLE PERSONE CON DISABILITA

REGOLAMENTO CONSULTA DELLE PERSONE CON DISABILITA COMUNE DI CARRARA Decorato di Medaglia d Oro al Merito Civile REGOLAMENTO CONSULTA DELLE PERSONE CON DISABILITA Approvato in data con deliberazione consiliare n. Premesso che la Legge 5 Febbraio 1992 n.

Dettagli

STATUTO. Associazione Il Larice Club

STATUTO. Associazione Il Larice Club STATUTO Associazione Il Larice Club Art. 1 - L associazione non riconosciuta denominata Associazione IL LARICE CLUB con sede in Carezzate (VA), Via al Lago n.449, è retta dal seguente statuto. La denominazione

Dettagli

REGOLAMENTO DELLA COMMISSIONE COMUNALE PER LE PARI OPPORTUNITA' TRA UOMO E DONNA

REGOLAMENTO DELLA COMMISSIONE COMUNALE PER LE PARI OPPORTUNITA' TRA UOMO E DONNA COMUNE DI CASALEONE Provincia di Verona REGOLAMENTO DELLA COMMISSIONE COMUNALE PER LE PARI OPPORTUNITA' TRA UOMO E DONNA Approvato con deliberazione di C.C. n. 46 del 16/11/2011 Modificato con: Delibera

Dettagli

REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI

REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI 1 TITOLO I 3 Disposizioni Generali 3 Art. 1 3 Finalità 3 Art. 2 3 Obiettivi 3 Art. 3 3 Funzionamento del Regolamento del C.C.R. 3 TITOLO II 4 Il Consiglio

Dettagli

REGOLAMENTO DEI GIOVANI IMPRENDITORI EDILI DELL ANCE

REGOLAMENTO DEI GIOVANI IMPRENDITORI EDILI DELL ANCE REGOLAMENTO DEI GIOVANI IMPRENDITORI EDILI DELL ANCE - Approvato dal Consiglio Direttivo dell ANCE il 28 aprile 1992 - Modificato dal Consiglio Direttivo dell ANCE il 29 aprile 1993 - Modificato dal Comitato

Dettagli

Regolamento per l elezione di Segretari e Assemblee delle Unioni provinciali/territoriali, dei Segretari e dei Direttivi dei Circoli

Regolamento per l elezione di Segretari e Assemblee delle Unioni provinciali/territoriali, dei Segretari e dei Direttivi dei Circoli Visti: l articolo 15 dello Statuto nazionale del Partito Democratico; gli articoli 4, 5, 6, 7 dello Statuto regionale del PD dell Umbria; l articolo 12 del Regolamento per l elezione del Segretario e dell

Dettagli

REGOLAMENTO INTERNO DEL COMITATO DI SORVEGLIANZA UNICO DEI PROGRAMMI OPERATIVI REGIONALI (POR) FESR E FSE PROGRAMMAZIONE 2014/2020

REGOLAMENTO INTERNO DEL COMITATO DI SORVEGLIANZA UNICO DEI PROGRAMMI OPERATIVI REGIONALI (POR) FESR E FSE PROGRAMMAZIONE 2014/2020 REGOLAMENTO INTERNO DEL COMITATO DI SORVEGLIANZA UNICO DEI PROGRAMMI OPERATIVI REGIONALI (POR) FESR E FSE PROGRAMMAZIONE 2014/2020 1 Il Comitato di Sorveglianza dei Programmi Operativi Regionali (POR)

Dettagli

REGOLAMENTO INTERNO della Commissione parlamentare di inchiesta sugli infortuni sul lavoro, con particolare riguardo alle cosiddette "morti bianche"

REGOLAMENTO INTERNO della Commissione parlamentare di inchiesta sugli infortuni sul lavoro, con particolare riguardo alle cosiddette morti bianche REGOLAMENTO INTERNO della Commissione parlamentare di inchiesta sugli infortuni sul lavoro, con particolare riguardo alle cosiddette "morti bianche" TITOLO I DISPOSIZIONE GENERALE Art. 1. (Compiti della

Dettagli

Statuto Associazione RIOLO Associazione Volontari Protezione Civile

Statuto Associazione RIOLO Associazione Volontari Protezione Civile Statuto Associazione RIOLO Associazione Volontari Protezione Civile Art. 1 Costituzione, denominazione e sede 1) E costituita in San Giorgio di Piano l Associazione denominata Riolo Associazione Volontari

Dettagli

Regolamento del Comitato Controllo e Rischi di Eni S.p.A.

Regolamento del Comitato Controllo e Rischi di Eni S.p.A. Regolamento del Comitato Controllo e Rischi di Eni S.p.A. Regolamento del Comitato Controllo e Rischi di Eni S.p.A. 1 Il presente Regolamento, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 1 giugno

Dettagli

CITTA di SARZANA Provincia della Spezia REGOLAMENTO

CITTA di SARZANA Provincia della Spezia REGOLAMENTO REGOLAMENTO ISTITUTIVO E DI GESTIONE DEL FONDO DI ASSISTENZA, PREVIDENZA ED INCENTIVAZIONE DEI SERVIZI SVOLTI PER IL MIGLIORAMENTO DELLA CIRCOLAZIONE STRADALE PER IL PERSONALE DELLA POLIZIA MUNICIPALE

Dettagli

FORUM COMUNALE DEI GIOVANI E DELLE AGGREGAZIONI GIOVANILI

FORUM COMUNALE DEI GIOVANI E DELLE AGGREGAZIONI GIOVANILI FORUM COMUNALE DEI GIOVANI E DELLE AGGREGAZIONI GIOVANILI REGOLAMENTO Regolamento Forum dei Giovani Pag. 1 di 8 ART.1 Istituzione Il Consiglio Comunale della Città di Pollena Trocchia riconosciuto: l importanza

Dettagli

STATUTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI

STATUTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI (Provincia di Varese) STATUTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 14 in data 16 aprile 2012 Modificato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 47

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E IL FUNZIONAMENTO DEL FORUM DEI GIOVANI

REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E IL FUNZIONAMENTO DEL FORUM DEI GIOVANI REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E IL FUNZIONAMENTO DEL FORUM DEI GIOVANI Approvato con deliberazione consiliare n. 34 del 10.10.2008 Art. 1- Istituzione 1. Il Consiglio Comunale di Pontecagnano Faiano aderendo

Dettagli

Università della Terza Età di Novara. Statuto dell'associazione

Università della Terza Età di Novara. Statuto dell'associazione Università della Terza Età di Novara Statuto dell'associazione Art. 1 Denominazione 1. Con atto Rep. Gen. n. 88820/7871, in data 23 dicembre 1982, è stata costituita, ai sensi dell'art. 36 e segg. Cod.

Dettagli

Regolamento della Consulta delle Associazioni del Comune di Villa d Almè. Adozione testo definitivo del 02/05/2014

Regolamento della Consulta delle Associazioni del Comune di Villa d Almè. Adozione testo definitivo del 02/05/2014 Regolamento della Consulta delle Associazioni del Comune di Villa d Almè Adozione testo definitivo del 02/05/2014 Art.1 RIFERIMENTI ALLO STATUTO COMUNALE 1 Il presente Regolamento si ispira al Titolo III

Dettagli

REGOLAMENTO COLLEGIO APPROVATO CON DELIBERA NELLA SEDUTA DEL 12/11/2014

REGOLAMENTO COLLEGIO APPROVATO CON DELIBERA NELLA SEDUTA DEL 12/11/2014 REGOLAMENTO COLLEGIO APPROVATO CON DELIBERA NELLA SEDUTA DEL 12/11/2014 PARTE 1 ART. 1 Composizione e attribuzioni Il collegio docenti è composto dal personale docente a tempo indeterminato e determinato

Dettagli

REGOLAMENTO ORGANISMO DI VIGILANZA di AiFOS (Associazione Italiana Formatori della Sicurezza sul Lavoro) Art. 1 Oggetto

REGOLAMENTO ORGANISMO DI VIGILANZA di AiFOS (Associazione Italiana Formatori della Sicurezza sul Lavoro) Art. 1 Oggetto REGOLAMENTO ORGANISMO DI VIGILANZA di AiFOS (Associazione Italiana Formatori della Sicurezza sul Lavoro) Art. 1 Oggetto 1. Il presente regolamento disciplina composizione, funzionamento e procedure dell

Dettagli

COMUNE DI NOVA MILANESE PROVINCIA DI MILANO REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE

COMUNE DI NOVA MILANESE PROVINCIA DI MILANO REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE COMUNE DI NOVA MILANESE PROVINCIA DI MILANO REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE Capo I - Disposizioni generali Art. 1 - Finalità Art. 2 - Interpretazione del regolamento Art. 3 - Durata in carica Art. 4

Dettagli

STATUTO FONDAZIONE UNIVERSITÀ DEGLI STUDI ROMA TRE-EDUCATION. Art. 1 Costituzione. Art. 2 Scopi. Art. 3 Attività strumentali accessorie e connesse

STATUTO FONDAZIONE UNIVERSITÀ DEGLI STUDI ROMA TRE-EDUCATION. Art. 1 Costituzione. Art. 2 Scopi. Art. 3 Attività strumentali accessorie e connesse STATUTO FONDAZIONE UNIVERSITÀ DEGLI STUDI ROMA TRE-EDUCATION Art. 1 Costituzione 1. E costituita dall Università degli Studi Roma Tre una Fondazione di diritto privato denominata Fondazione Università

Dettagli

Regolamento della Consulta del Volontariato

Regolamento della Consulta del Volontariato Comune di Fucecchio Regolamenti Regolamento della Consulta del Volontariato Approvato con Delibera di Consiglio Comunale n.36 del 12 maggio 2010 Art. 1 Obiettivi...1 Art. 2 - Funzioni...2 Art. 3 - Competenze

Dettagli

C O M U N E D I N O N A N T O L A PROVINCIA DI MODENA

C O M U N E D I N O N A N T O L A PROVINCIA DI MODENA @II@ ALLEGATO ALLA DELIBERQZIONE C.C. N. 43 DEL 01.06.2006 REGOLAMENTO COMUNALE PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI, SUSSIDI E BENEFICI ECONOMICI AD ASSOCIAZIONI. Art. 1 Oggetto TITOLO I DISCIPLINA GENERALE.

Dettagli

REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL SENATO ACCADEMICO - Emanato con DR n. 1347. Art. 1 Oggetto del Regolamento

REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL SENATO ACCADEMICO - Emanato con DR n. 1347. Art. 1 Oggetto del Regolamento REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL SENATO ACCADEMICO - Emanato con DR n. 1347 del 23 luglio 2015, pubblicato in data 27 luglio 2015 sull Albo on line ed entrato in vigore il 28 luglio 2015 Art. 1 Oggetto

Dettagli

Città di Portogruaro Provincia di Venezia REGOLAMENTO REGISTRO COMUNALE DELLE LIBERE FORME ASSOCIATIVE

Città di Portogruaro Provincia di Venezia REGOLAMENTO REGISTRO COMUNALE DELLE LIBERE FORME ASSOCIATIVE Città di Portogruaro Provincia di Venezia REGOLAMENTO REGISTRO COMUNALE DELLE LIBERE FORME ASSOCIATIVE Approvato con deliberazione del C.C. n. 120 del 28.11.2005 1 INDICE Titolo I - Registro delle associazioni

Dettagli

L Associazione ha sede in Favria, Via Canavere 19D.

L Associazione ha sede in Favria, Via Canavere 19D. ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO BUONI AMICI STATUTO Art. 1 - Costituzione, denominazione, sede e durata. a - E costituita l Associazione di Volontariato BUONI AMICI. L Associazione ha sede in Favria, Via

Dettagli

COSTITUZIONE - SEDE & SCOPO

COSTITUZIONE - SEDE & SCOPO COSTITUZIONE - SEDE & SCOPO ARTICOLO 1 È costituita l Associazione Nazionale denominata LEGA DEL FILO D ORO - organizzazione non lucrativa di utilità sociale avente sede in Osimo (Ancona) in via Linguetta

Dettagli

REGOLAMENTO DEL COLLEGIO DEI DOCENTI

REGOLAMENTO DEL COLLEGIO DEI DOCENTI COMPETENZE REGOLAMENTO DEL COLLEGIO DEI DOCENTI Art. 1- Il Collegio dei Docenti ha potere deliberante in materia di funzionamento didattico dell'istituto, nel rispetto della libertà di insegnamento garantita

Dettagli