La Voce /1 1 - Angelus del Popo La Parola di Dio trasforma il mondo

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1 Anno XXVII (XLII) - N 12 - DICEMBRE 2009 Via S. Lucia Filippini n 25 Tel Montefiascone (VII - "Poste Italiane SpA - Sped. in A.P. Art. 1 Comma 2 D.L. 353 del 24/12/2003 DCB Centro Viterbo" «La Voce» - Mensile di Montefiascone - Direttore Agostino Ballarono - Responsabile Angelo Gargiuli Direzione, redazione: Montefiascone, Via S.L. Filippini, 25 - Tel Autorizz. Tribunale di Viterbo n 272 del Tipo-Lito «Silvio Pellico» di Marroni e C. s.n.c. Via Paternocchio, 35 Montefiascone Tel. e Fax: 0/ /1 1 - Angelus del Popo La Parola di Dio trasforma il mondo Cari fratelli e sorelle! Siamo giunti alle ultime due settimane dell'anno liturgico. Ringraziamo il Signore che ci ha concesso di compiere, ancora una volta, questo cammino di fede - antico e sempre nuovo - nella grande famiglia spirituale della Chiesa! È un dono inestimabile, che ci permette di vivere nella storia il mistero di Cristo, accogliendo nei solchi della nostra esistenza personale e comunitaria il seme della Parola di Dio, seme di eternità che trasforma dal di dentro questo mondo e lo apre al Regno dei Cieli. Nell'itinerario delle Letture bibliche domenicali ci ha accompagnato il Vangelo di san Marco, che oggi presenta una parte del discorso di Gesù sulla fine dei tempi. In questo discorso, c'è una frase che colpisce per la sua chiarezza sintetica: "Il cielo e la terra passeranno, mie parole non passeranno" questa profezia di Cristo. ma le (Me 13,31). Fermiamoci un momento a riflettere su L'espressione "il cielo e la terra" è frequente nella Bibbia per indicare tutto l'universo, il cosmo intero. Gesù dichiara che tutto ciò è destinato a "passare". Non solo la terra, ma anche il cielo, che qui è inteso appunto in senso cosmico, non come sinonimo di Dio. La Sacra Scrittura non conosce ambiguità: tutto il creato è segnato dalla finitudine, compresi gli elementi divinizzati delle antiche mitologie: non c'è nessuna confusione tra il creato e il Creatore, ma una differenza netta. Con tale chiara distinzione, Gesù afferma che le sue parole "non passeranno", cioè stanno dalla parte di Dio e perciò sono eterne. Pur pronunciate nella concretezza della sua esistenza terrena, esse sono parole profetiche per eccellenza, come afferma in un altro luogo Gesù rivolgendosi al Padre celeste: "Le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato" (Gv 17,8). In una celebre parabola, Cristo si paragona al seminatore e spiega che il seme è la Parola (efr Me 4,14): coloro che l'ascoltano, l'accolgono e portano frutto (efr Me 4,20) fanno parte del Regno di Dio, cioè vivono sotto la sua signoria; rimangono nel mondo, ma non sono più del mondo; portano in sé un germe di eternità, un principio di trasformazione che si manifesta già ora in una vita buona, animata dalla carità, e alla fine produrrà la risurrezione della carne. Ecco la potenza della Parola di Cristo. Cari amici, la Vergine Maria è il segno vivente di questa verità. Il suo cuore è stato "terra buona" che ha accolto con piena disponibilità la Parola di Dio, così c h e tutta la s u a esistenza, trasformata s e c o n d o l'immagine del Figlio, è stata introdotta nell'eternità, anima e corpo, anticipando la vocazione eterna di ogni essere umano. Ora, nella preghiera, facciamo nostra la sua risposta all'angelo: per me secondo la tua parola" "Avvenga (Le 1,38), perché, seguendo Cristo sulla via della croce, possiamo giungere pure noi alla gloria della risurrezione. La Voce Con questo numero - dicembre concludiamo il 42 anno de "La Voce" e con gennaio 2010 daremo inizio al 43 anno! In fondo vi troviamo la storia della nostra città falisca, tutte le vicende a livello cittadino, comunale. Sono riportate le votazioni comunali - provinciali e nazionali - avvenute in questi anni, i sindaci e i consiglieri passati e presenti che hanno operato o che operano in Comune con le loro attuazioni e programmazioni. Essendo, poi, un giornale soprattutto religioso c'è sempre in prima pagina un pensiero dei Papi: Giovanni Paolo II e l'attuale Benedetto XVI, e dei Vescovi che si sono succeduti prima nella Diocesi falisca e poi nell'unica Diocesi di Viterbo con Mons. Fiorino Tagliaferri e con l'attuale Mons. Lorenzo Chiarinelli, nonché altre notizie religiose specie parrocchiali e i loro protagonisti. Sempre interessanti sono state la 3 a pagina di storia locale, portata avanti con vera competenza dal collaboratore Breccola Giancarlo, la 5 a con la "Nota di agricoltura" di Gimberto (Stefanoni Umberto); tutti coloro che hanno collaborato o che ancora scrivono meriterebbero d'essere nominati. Li conoscete e sappiate che tutti scrivono senza ricevere alcun compenso, perché il nostro giornale non ha fondi, solo della generosità dei nostri lettori. vivendo Non c'è abbonamento, perché il suo scopo è di arrivare a quasi tutte le famiglie falische, (per chi non lo riceve e vorrebbe averlo, basta lasciare l'indirizzo da Angelo Menghini) sia residenti e sia non residenti, viventi in Europa o negli altri continenti. Per questo mentre ringraziamo coloro che generosamente ci danno la possibilità di andare avanti, vorremmo pregare quelli che ricevono il giornale di ricordarsi a offrire anche un modesto contributo, con l'aiuto di tutti si va avanti tranquilli, senza arrivare a fine d'anno con il fiato alla gola! Chi ha orecchi... intenda! Non accettiamo polemiche personali o insulse, né articoli non firmati, mentre è bene che ci siano su vari argomenti posizioni diverse, purché sempre costruttive. Che tutto serva per la crescita umana sociale, religiosa della nostra comunità cittadina. Terminiamo augurando a tutti un Buon Natale cristiano e un Felice Nuovo Anno! Benedetto XVI Il Direttore

2 pag. 10 LA VOCE - n 12 - Dicembre 2009 Svegliatevi, arpa e cetra (Sai 108/109) "Il mio Signore sei tu" (saiwis) È da sempre che l'uomo si interroga su Dio. Ma la domanda e la risposta acquistano tutta la loro valenza e una ineludibile attualità solo quando toccano "la K j g J carne e il sangue" cioè quando diventano -'HÉL m 9 "esperienza" e direttamente ti toccano il cuore. Chi è Dio per te? 9 Il Salmo 16/15 racconta proprio questa esperienza. Forse un sacerdote del ' tempio di Gerusalemme o un levita del, «culto; oppure un convertito o un cercatore di Dio giunge a chiedersi: Ma oltre gli dei stranieri che ho invocato; oltre i luoghi sacri che ho visitato c'è qualcuno capace di far gioire il mio cuore, di dare esultanza alla mia anima, riposo al mio corpo e, soprattutto, di affrancarmi dalla morte e dischiudere i sentieri immortali della vita? Ha scritto Soren Kierkegaard, il grande pensatore danese: "Quando stanco di tutti i mutamenti umani, temporali e terrestri, stanco della propria incostanza, tu giungi ad augurarti di trovare un luogo in cui riposare la tua testa stanca, i tuoi pensieri stanchi, il tuo cuore stanco, un luogo in cui riposarti e distenderti: oh, è nell'immutabilità di Dio che si trova il riposo! Se tu ti lasci educare dalla sua immutabilità in modo da rinunziare all'inconsistenza, al capriccio e alla tua stessa volontà, allora riposerai per sempre con maggior confidenza e con maggior felicità nell'immutabilità di Dio". È proprio questa l'esperienza cantata dal Salmo ed è da questo drammatico carcere che emerge la gioiosa scoperta che diventa confessione di fede: "Il mio Signore sei tu, solo in te è il mio bene". E non è solo un'affermazione. È una fede, è una esperienza, è una ragione di vita. "Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: nelle tue mani è la mia vita... lo pongo sempre davanti a me il Signore, sta alla mia destra, non posso vacillare". Così la scoperta, l'incontro si trasforma in purissima esperienza mistica: l'amicizia con Dio, la vicinanza con lui, la felicità del credere e la comunione indistruttibile che vince perfino la morte. Lo spettro terribile della "fossa", che vorrebbe afferrare l'uomo, è annientato dalla presenza di Dio che mai abbandonerà l'uomo alla corruzione: "anche se vado per una valle oscura - canta un altro salmo (23/22) - non temo alcun danno, perché tu sei con me". Ed è Dio che guida sul cammino della vita: è Dio che svela il suo volto; è Dio che, con la sua destra, ripara, custodisce e conduce alla risurrezione. S. Pietro e S. Paolo hanno letto questo salmo e vi hanno colto la propria vicenda del Signore Gesù che passa dalla morte alla vita (cfr. At 2,22-36; At 13, 14-43). La risurrezione di Cristo è la prova grande e insuperabile che Dio è Dio e che è il nostro, il mio Dio! Anche S. Teresa di Gesù, nel suo cammino di perfezione, ne ha fatto l'esperienza e ha scritto: "Nulla manca a chi possiede Dio: Dio solo gli basta!". Ma questo si verifica quando per noi Dio è Dio e non un idolo! Ora di Religione: "Un'occasione di crescita umana e civile per tutti" Scelta di avvalersi dell' insegnamento della religione cattolica nell'anno scolastico 2010/2011 L'anno scolastico ha preso avvio da qualche settimana, segnato da cambiamenti e innovazioni finalizzati a tenere il passo con le trasformazioni della società nell'orizzonte europeo e globale. La Chiesa che è in Italia, consapevole che la scuola è luogo imprescindibile di formazione della persona nella dimensione individuale e sociale, ne segue con attenzione e partecipazione gli sforzi, condividendo le ansie di quanti si adoperano attivamente nel compito educativo. Essa si fa "compagna di viaggio" dei genitori, dei docenti e degli studenti, cooperando - nelle modalità che le sono proprie - all'educazione integrale delle giovani generazioni. In particolare, con l'insegnamento della religione cattolica, propone all'interno dell'offerta formativa l'orizzonte di valori provenienti dal ricco patrimonio del cristianesimo, che segna profondamente la cultura occidentale, declinandosi in Italia soprattutto nella forma cattolica. I grandi valori universali della dignità della persona, della pace e della giustizia, le molteplici espressioni dell'arte, della musica e della letteratura, delle feste, degli usi e costumi costituiscono la trama organica della nostra civiltà e resterebbero incomprensibili, se disancorati alla radice cristiana che li ha generati e dalla figura e dall'opera di Gesù Cristo, che ne è il fondamento. Il Santo Padre Benedetto XVI ci ha ricordato che "grazie all'insegnamento della religione cattolica, la scuola e la società si arricchiscono di veri laboratori di cultura e di umanità, nei quali, decifrando l'apporto significativo del cristianesimo, si abilita la persona a scoprire il bene e a crescere nella responsabilità, a ricercare il confronto ed a raffinare il senso critico, ad attingere dai doni del passato per meglio comprendere il presente e proiettarsi consapevolmente verso il futuro". (Discorso ai partecipanti all'incontro degli insegnanti di religione cattolica, Roma, 25 aprile 2009). Sono queste le ragioni che ci inducono a invitare genitori e studenti a scegliere l'insegnamento della religione cattolica, preziosa opportunità culturale che consente anche di confrontarsi con maggiore consapevolezza con altre realtà culturali e religiose presenti oggi nelle nostre città. Esso contribuisce a caratterizzare la scuola come occasione di formazione umana e civile, intessuta nelle dimensioni dello spirito e dell'esperienza religiosa. L'insegnamento della religione cattolica, come disciplina scolastica specifica, muovendo dai grandi interrogativi esistenziali e dal patrimonio storico della cultura italiana, promuove infatti la riflessione sul senso ultimo della vita e apre al confronto con le altre istanze religiose, facendo conoscere l'originalità della risposta religiosa cristiana, senza precludersi al confronto con altri sistemi di significato. L'esperienza di tanti insegnanti di religione, ai quali va la nostra sincera riconoscenza, testimonia che questo obiettivo è perseguibile. Di ciò è prova anche l'alto livello di adesione da parte di famiglie e studenti provenienti da altri paesi e culture: il dialogo e l'amicizia nata sui banchi di scuola fanno ben sperare quanto al superamento di pregiudizi e incomprensioni che minerebbero le basi della convivenza sociale. Nel 2009 l'insegnamento della religione cattolica è stato scelto dal 91% delle famiglie e degli alunni della scuola pubblica. Il dato sale al 91,7% se si tiene conto anche di quanti frequentano scuole di ispirazione cattolica. Si tratta di un risultato lusinghiero, che attesta la validità della proposta, confermando nel loro proposito quanti hanno deciso di avvalersi di tale insegnamento e provocando positivamente coloro che sono chiamati a sceglierlo per il prossimo anno scolastico. Lorenzo Chiarinelii Vescovo di Viterbo Roma, 13 novembre 2009 CALENDARIO PARROCCHIALE Martedì 8 dicembre: Immacolata Concezione di Maria. Sante Messe secondo l'orario festivo ore 18,00: Messa Vespertina in S. Margherita - celebra il Vescovo. Domenica 13 dicembre: È la lll a domenica di Avvento. Ricorderemo - secondo la tradizione anche la festa di S. Lucia - Vergine e martire. Per questo le Sante Messe delle ore 9 e 10,30 e vespertina alle ore 18,00 si celebrano nella chiesa di S. Francesco dicembre: Novena del Santo Natale. Si terrà nella chiesa del Divino Amore con inizio alle ore 16,30. Giovedì 24 dicembre: Vigilia di Natale. Venerdì 25 dicembre: È A/afa/e/Auguri. Un giorno santo è spuntato per noi: venite tutti ad adorare il Signore; oggi una splendida luce è discesa sulla terra. Giovedì 31 dicembre: S. Silvestro I Papa. Ultimo giorno dell'anno. In S. Margherita: S. Messa del Vescovo La Presidenza della Conferenza episcopale italiana Lorenzo al termine della quale canteremo il Te Deum di Ringraziamento. 1 gennaio 2010: Festa di Maria Madre di Dio - Capodanno. 43 a Giornata mondiale della Pace CORSO PER FIDANZATI Per S. Margherita e S. Maria del Giglio avrà inizio sabato 9 gennaio, presso le Maestre Pie, alle ore 19. Per S. Flaviano avrà inizio giovedì 7 gennaio alle ore 21,15.

3 VECCHIE FOTO (. Questa partita oggi non si giocherebbe più. Oggi si giocherebbe, con molta probabilità: conviventi-singles. Estate Stadio comunale Montefiascone: ammogliati - scapoli 5-3 In piedi: Balestra, Ferlizzi, Vigorita, Cempella, Menghini, Tortorella, Bordi, Avv. Compagnoni. Accosciati: Marconi Umberto, Pieretti, Gentili, Mezzetti, Pezzato, Marconi Bruno. In questa foto sono ritratti alcuni personaggi della nostra migliore gioventù montefiasconese dei cosiddetti "anni d'oro". Alcuni in quell'anno già oltre la quarantina, correvano ancora sul campo come lepri. Ecco perché sono rimasti sempre giovani e giovanili. Si tratta delle ultime generazioni che avevano ben capito la giusta filosofia di vita. Per questo si può ben dire: vincenti sul campo e nella vita! Ai giovani d'oggi, soprattutto, vogliamo portare LA VOCE - n 12 - Dicembre 2009 pag. 13 talvolta queste vecchie immagini e questi esempi di vita passata per spingerli un po' a riflettere sull'età giovanile e di come, al giorno d'oggi, la si butta via con sempre maggior leggerezza e stupidità... per non girarsi indietro ad una certa età e non trovare tante buone cose da ricordare. Frazioni e località nel territorio di Montefiascone Ma tornando con i piedi in terra, o meglio sui fatti, è necessario ricordare come Rinaldone sia anche il luogo ove, agli inizi del '900, venne rinvenuta una piccola necropoli risalente all'età del rame ( a.c.) scavata nel pendio tufadi Giancarlo Breccola 13. GIGLIO E STEFANQNI L'espansione urbanistica delle Zepponami comportò il graduale assorbimento delle località limitrofe che, di fatto, si trovarono trasformate in "miniquartieri" della nuova frazione. Così avvenne per Montisole, che come abbiamo visto costituiva in precedenza la località di riferimento del territorio. Così per il Giglio, piccolo raggruppamento di abitazioni sulla strada che anticamente portava a Bagnaia, nel quale esisteva una chiesetta intitolata alla omonima Madonna, e il cui titolo sarà, in seguito, trasferito alla chiesa principale della frazione. Così per gli Stefanoni, toponimo già esistente in una mappa redatta da Bernardino Olivieri nel 1802, nella quale non compare, per quella zona, nessun'altra indicazione. Per quanto riguarda l'origine di questo ultimo toponimo - riportato nel catasto gregoriano con la grafia Steffanoni - considerando che due delle località confinanti sono indicate come Alessandrone e Rinaldone, si può immaginare, a livello di fantasiosa congettura, che in origine tutta la zona appartenesse a tre fratelli di corporatura robusta, e cioè a Stefano, Alessandro e Rinaldo, e che da questa loro caratteristica le località avessero derivato il nome. 14. RINALDONE Caratteristico vaso a fiasco da Rinaldone- Montefiascone (Museo Pigorini Roma) ceo, con tombe a fossa o a grotticella. Dopo di quella, nel territorio compreso tra Arno e Tevere, vennero scoperti vari altri siti, con oggetti simili, che permisero l'identificazione di una cultura eneolitica a cui venne attribuito il nome dalla nostra località. Questa facies culturale, chiamata appunto Civiltà tosco-laziale di Rinaldone, presenta una fortissima concentrazione di ritrovamenti lungo la vallata del fiume Fiora nella maremma toscolaziale; qui infatti si addensano le necropoli, uniche testimonianze che ci sono pervenute di tale cultura. Di aspetto chiaramente eneolitico, come la coeva facies di Remedello in vai Padana, la civiltà di Rinaldone presenta caratteristiche culturali omogenee dovute probabilmente alla sua ristretta diffusione geografica. Le gratticene scavate nella roccia tenera, che costituiscono le tombe definite a forno, sono dotate di un accesso a corridoio aperto in trincea oppure a pozzo verticale a calatoia, con la porta chiusa da una pietra naturalmente lastriforme. I defunti venivano inumati con il corpo rannicchiato, le braccia flesse, le mani presso il viso e le gambe piegate con le ginocchia al grembo; questo rituale funebre, assai diffuso dal neolitico in poi, implicava l'uso di legacci messi in opera prima del sopraggiungere della rigidità cadaverica. I corredi funebri delle sepolture riferibili a questa facies consistevano in ceramiche d'impasto assai fine di colore nero lucido, di ottima cottura a pareti più o meno sottili, dalle forme a ciotola o scodella, troncoconica o tondeggiante - con rarissimi ornati - e di vasi a fiasco le cui forme derivavano, probabilmente, da quelle naturali delle cucurbitacce. Abbondante si rivela anche la presenza di pendagli, teste di mazza, pugnali, punte di freccia - ad alette e peduncolo di varia forma e dimensioni - e di asce in selce di diversi colori, con ritocco finissimo. Il metallo è rappresentato da pugnali a tallone tondeggiante, da asce piccole e piatte e da corti aghi a sezione quadrangolare, di rame puro, nonché da vezzi di antimonio. I vari reperti trovati a Montefiascone furono portati nei musei, in particolare al Pigorini di Roma. Un uso normale a quel tempo, ma che oggi potrebbe essere definito un saccheggio: in effetti, nei decenni successivi si è addirittura perduta la traccia del sito, del quale oggi si conosce la localizzazione solo in modo approssimativo. 15. ALTRE LOCALITÀ "ZEPPQNAMESI" Fra le varie località che gravitano attorno alla frazione di Zepponami le più antiche sono Località Paoletti nel catasto del 1819, f. "Paoletti" quelle presenti nel catasto ottocentesco, e cioè Case Bruciate (o Casa Bruciata), Mordidii (verosimilmente derivata da Amor di Dio), Cevoli, Cappellone e Ginaldone, quest'ultima sembrerebbe una errata trascrizione di Rinaldone. Quelle relativamente moderne sono invece i Fetoni, i Grilli, i Giannotti, i Giranesi e i Merli o, più in linea con le regole grammaticali del dialetto montefiasconese, Fetone, Grille, Giannotte, Giranese e Merle. 16. PAOLETTI Oltrepassate le Zepponami in direzione Viterbo, da una piccola strada che si inoltra a destra, è possibile giungere, dopo aver attraversato le località Ballarotte e Pian di Monetto, alla frazione dei Paoletti. Nei primi anni dell'ottocento l'agglomerato urbano, anche se esiguo, dovette rivelarsi il maggior riferimento toponomastico della zona, tanto da attribuire il suo nome ad uno dei fogli del catasto relativo al territorio di Montefiascone. Successivamente, e soprattutto in questi ultimi decenni, la sua crescita si è sviluppata con abitazioni che si affacciano, talvolta in modo non troppo rispettoso, sui lati dell'antica consolare Cassia, strada che viene ancora regolarmente utilizzata come comune via di transito. (14 - segue)

4 pag. 10 LA VOCE - n 12 - Dicembre 2009 UBERA BARABBA! di Paolo Pezzato È proprio così. E come se più di 2000 anni di storia fossero passati invano. Anche in questa società cosiddetta civile, sembra non sia cambiato nulla: tra Cristo e Barabba la gente grida sempre e a gran voce: "Barabba!". Sembra che il Vangelo sia veramente profetico e attuale. È già da qualche decennio che si tenta di accantonare il crocifisso, ma ora, con la presenza massiccia in Europa di altre religioni, i tempi sono veramente maturi per toglierlo definitivamente di mezzo. L'unico simbolo antico e universale della cristianità deve scomparire, altrimenti che società aperta, accogliente, non discriminante, europeista e perfettamente laica saremmo? Rischieremmo di essere additati come la nazione più arretrata d'europa, una nazione fuori dal mondo e col paraocchi. Così, quel povero pezzo di legno appeso al muro, superstite (ancora per poco) in qualche aula scolastica o in qualche ufficio pubblico, va buttato via, va fatto sparire dalla vista perché comincia a dar troppo fastidio a qualcuno ed offende la libertà religiosa di altri. Mica siamo più un popolo di "creduloni" come quelli che ci hanno preceduto! Eppure quanti secoli di pensieri sotto quel pezzo di legno, quanti colloqui silenziosi con l'uomo della croce, quante preghiere, quante richieste, quante lacrime e sospiri nei momenti difficili... non credo che ci sia stato qualcuno del tutto indifferente al crocifisso. È sempre stato un simbolo di grande forza perchè è simbolo dell'estrema sofferenza umana e quindi non lascia indifferenti. Tutti, credenti o non, ce lo portiamo nel DNA come parte integrante della nostra storia, delle nostre tradizioni, delle nostre origini più profonde e di gran parte dei valori in cui abbiamo creduto. Il filo che ci unisce. Insomma, un simbolo insostituibile di identità nazionale, di appartenenza ad un popolo con radici cristiane tanto che la Costituzione stessa riconosce un particolare valore alla religione cattolica. In tal senso, la tanto discussa sentenza del 3 novembre scorso della Corte Europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, si verrebbe a porre in contrasto con la nostra Carta Costituzionale. E come potremo realizzare la tanto decantata Europa unita se anziché salvaguardare le tradizioni e le culture delle singole nazioni questa le toglie di mezzo? Però, guarda caso, come diceva anche il Card. Bertone, si è estesa a tutte le nazioni la festa di Halloween alimentando un giro d'affari di anno in anno sempre più impressionante. Tra l'altro, come può un simbolo di sofferenza e di sacrificio di un uomo inerme costituire un pericolo per la convivenza pacifica tra le varie culture e religioni presenti nell'odierna Europa? Un simbolo che non aizza niente e nessuno, privo di qualsiasi messaggio di aggressività, come può rappresentare un pericolo o una minaccia per coloro che non sono cristiani? Il crocifisso non impone a nessuno il Il Crocifisso messo al bando "Ma voi chi dite che io sia?" Cristianesimo. Non viene messo li per convincere qualcuno a farsi cristiano e non è questa assolutamente la sua funzione. Il crocifisso non cerca adesioni. Per questo non credo propio alle motivazioni date dalla sentenza della Corte di Strasburgo perchè penso che il crocifisso non turbi nessuno, come - per quanto mi riguarda - non mi turberebbe la presenza di altra immagine sacra o di simbolo di altra religione. Figuriamoci poi se fossi ospite in un altro Paese! La tolleranza verso le varie forme di religione deve essere assoluta se vogliamo realizzare il concetto di uno Stato veramente laico... e poi proprio la religione cristiana, la quale non ha mai avuto bisogno di kamikaze. Anzi la convivenza delle religioni può essere da stimolo a trovare una convinzione comune sul concetto di Creatore Unico. Ecco perché sono convinto che dietro certe prese di posizione ci sia sempre qualcos'altro. Innanzitutto in quest'epoca tardo moderna, nella vecchia Europa si sta diffondendo una sorta di illuminismo scadente che sta provocando una specie di rivolta antireligiosa. Non è possibile che di fronte a tante baggianate e messaggi ripugnanti che vediamo e sentiamo quotidianamente non ci mobilitiamo e poi ricorriamo alla Giustizia perché ci da fastidio la visione del crocifisso! Poi si scopre che i coniugi ricorrenti alla Corte di Strasburgo hanno agito con la copertura dell'unione Atei e Agnostici Razionalisti (UAAR), associazione di stampo laicista-fondamentalista che da sempre smania per ridicolizzare il Cristianesimo. E poi c'è da tener presente che l'affissione della croce nelle aule scolastiche e negli uffici fu concordata dai Patti Lateranensi del 1929 stipulati tra Stato e Chiesa per cui chi è ancora particolarmente prevenuto o "ideologizzato", vede la collocazione dei crocifissi come un'imposizione dello Stato Fascista sul popolo. Ed anche di questo Cristo paga le conseguenze (crocifisso = Cristo = simbolo fascista). Invece proprio la presenza di questo simbolo soprattutto nelle aule scolastiche, credo abbia forgiato generazioni di scolari a sentirsi italiani e come tali appartenenti ad una Nazione con profonde radici cristiane (che non significa essere cristiani per forza). Se ripenso a quel crocifisso appeso dietro la cattedra delle elementari provo una certa nostalgia. Quando eravamo "cattivi" in classe, i maestri ci intimavano di guardarlo perché ci avrebbe reso migliori. Credo che, comunque, il crocifisso rimanga sempre il simbolo dei simboli, semplice ma profondamente incisivo nell'animo umano. Oggetto dei capolavori di pittura e d'intaglio da parte dei migliori geni dell'arte, ha accompagnato da sempre il cammino umano in tutte le fasi della vita. Lo abbiamo avuto al capo del letto nel momento della nascita e della morte. Oggetto sacro per eccellenza, lo abbiamo visto al collo di persone di ogni tipo, perfino di prostitute, di trans (oggi tanto di moda) e addirittura al collo di qualche delinquente; d'altronde Cristo non aveva pregiudizi di condanna sugli uomini. Questo simbolo tanto amato e tanto respinto da alcuni, appare in ogni caso come una sorta di amuleto universale contro i mali d e I mondo, ver taluni simbolo di redenzione e di vittoria di Cristo sulla sofferenza e sulla morte, per altri un oggetto comunque di grande significato da conservare in qualche anfratto o muro della casa. Anche chi non lo avesse mai detenuto, che lo voglia o no, se la porta nel sangue. E in ogni caso, come si è visto, non desta mai indifferenza altrimenti come potrebbe influire sul libero arbitrio delle persone o dell'educazione religiosa dei giovani un pezzo di legno con la figura di un uomo inchiodatovi sopra? Forse è proprio questa caratteristica la vera forza dell'oggetto-crocefisso. A volte bisognerebbe pensare anche a tutte quelle persone che per portarlo in giro per il mondo per farlo conoscere agli altri popoli ci hanno rimesso la vita. E poi mi chiedo: ma se ci comincia a dar fastidio il crocifisso allora ci dovrebbe infastidire pure il Natale, la festa dell'immacolata, la Pasqua, Ognissanti ecc. con tutto il giro d'affari che ci ruota intorno. Personalmente lo vedo come un vecchio compagno che mi ha seguito e non mi tradirà mai e che mi ricorderà sempre i valori cristiani e tutti quelli che me li hanno insegnati sin dalla più tenera età. Per questo gli riservo il massimo rispetto. Così mi piace continuarlo ad avere dinanzi perché mi ricorda sempre chi sono e da dove vengo. in ogni modo credo che sia importante dare la possibilità a tutti di guardare il crocifisso: ognuno poi sarà libero di trovarci ciò che vuole. Buttando via la Croce si butta via noi stessi, lo la penso così. Chiudo con le parole dell'articolo scritto il 25 marzo del 1988 su\\'"unità' dalla scrittrice Natalia Ginzburg, di origini ebraiche e di idee di sinistra, a proposito delle prime polemiche sul crocifisso: "A tutti noi è accaduto o accade di portare sulle spalle una grande sventura. Tutti, cattolici e laici, portiamo o porteremo il peso di una sventura, versando sangue e lacrime e cercando di non crollare. Questo dice il crocifisso. Lo dice a tutti, mica solo ai cattolici... Dunque, non toccate quel crocifisso! Tutti ci troviamo nel simbolo di un uomo massacrato". Sono molti in questi giorni, che hanno dibattuto con animosità che il Crocifisso per rispetto ad una minoranza che non pratica la nostra religione, dovrà essere rimosso dalle scuole e uffici pubblici secondo la sentenza di Strasburgo. Si riferiscono a quel "cadaverino" che fu inchiodato per amore dell'umanità? Mi piace richiamare in causa Oriana Fallaci; mi piace immaginare quello che avrebbe detto e che disse proprio nella medesima occasione prima di morire. 'Tutti coloro che hanno scelto di vivere in Italia o in altri paesi, debbono accettare le leggi vigenti sia civili che religiose e imparare cosa sia la libertà che va difesa con ogni mezzo. Noi questi valori continueremo a difenderli, specialmente in questi giorni cupi; vanno difesi dalla stampa tutta, dagli intellettuali, e chi scrive si faccia interprete della stragrande maggioranza che non vuole rinunciare a Colui che attraverso il martirio della Croce incarnò i sentimenti, le speranze, le sofferenze di tutti gli uomini di buona volontà. Urlare dunque la verità perché ci mette in guardia e ci aiuta a riflettere". E ancora la Fallaci ritorna, con il suo monito per la tiepida e timida energia dei cattolici; ritorna "con il suo pensiero mai debole, ma con un mantello forte e pietoso che raccoglie i bambini cristiani massacrati a Beslan; è l'urto di chi non si arrende al crepuscolo della civiltà". Dobbiamo dunque tener conto della profezia della Fallaci? "Questa Europa si sfascerà come un castello di carta". È una sentenza spietata per "questa" Europa che rifugge le sue radici cristiane. Ma noi continueremo a sperare e a illuderci che la Fallaci abbia scritto in un momento di grande apprensione per l'italia e l'occidente, ma come lei disse: "Parlare è un obbligo, tacere è una colpa". Nell'anniversario della caduta del muro di Berlino, memoria dolorosa e disumana, ci si impone una scelta, si tenta di alzare barriere allo spirito. Ma la controffensiva è scattata: unanime, coesa, inarrestabile. E al Natale che è alle porte, noi chiediamo perdono a Gesù nascente. Ci affidiamo a sua Madre "aderendo con la preghiera a quella Donna in cui Cristo si fece carne, a quella Donna fattasi terra perché Dio si facesse uomo". Laura Benedetti Esposito Così è se vi pare Pora patria mia come see ridotta... co' chi ha da èssa guida a fa 'I maestro de porcherie e vizzie d'ogni tipo. Ma 'I giudice d'europa giusto ha visto 'I colpevole so' due: la Croce e Cristo!! Franco Giuliani

5 LA VOCE - n 12 - Dicembre 2009 pag. 13 NOTA DI AGRICOLTURA a cura di GIMBERTO L'antico frantoio a macine ed il moderno frantoio continuo Fino a circa cinquant'anni fa chi possedeva un oliveto era ricco, infatti un proverbio dice: mercante di vino mercante poverino, mercante di olio mercante d'oro. Oggi, purtroppo, con lo spopolamento della campagna, la crisi di mano d'opera e la globalizzazione dei mercati, la coltivazione degli oliveti non è più remunerativa. Si seguita a coltivare gli oliveti ed a molire le olive solo per tradizione e per la bontà e la qualità insostituibili dell'olio extravergine d'oliva. La pianta dell'olivo, il cui nome botanico è "Olea Europa Sativa", appartiene alla famiglia delle oleacee, presenta circa 700 cultivar ed è coltivata tradizionalmente nel bacino del Mare Mediterraneo. Le varietà più diffuse nella nostra campagna sono il Canino, il Moraiolo, il Frantoio ed il Leccino. Il frutto, vale a dire l'oliva, è un drupa più o meno grande secondo la varietà e pesa da 1 a 3 grammi, con la buccia che è colorata dal verde fino al viola. È un frutto carnoso e la sua composizione è formata, dall'esterno verso l'interno, dalla buccia o esocarpo, dalla polpa o mesocarpo e dal nocciolo legnoso o endocarpo. La peculiari caratteristiche organolettiche e nutrizionali dell'olio extravergine di oliva consistono nel contenuto del 77% di acidi grassi monoinsatori di cui il 75% in acido oleico. Alla formazione del colore contribuiscono un gran numero di pigmenti liposolubili quali xantofille, clorofilla e caroteni. Le intense sfumature aromatiche sono determinate da molteplici composti volatili e dai polifenoli. Raccolte le olive, sorge il dilemma della molitura per l'estrazione dell'olio. È migliore l'antico frantoio a macine o è migliore il moderno frantoio continuo? La migliore regola è quella di ottenere la trasformazione del prodotto conservando inalterate le caratteristiche naturali del frutto, come per ogni prodotto di trasformazione agroalimentare. La preziosità dell'olio è data dalle caratteristiche proprio delle olive. Il nostro olio è pregiato poiché conserva i valori specifici appresso illustrati. L'acidità oscillante tra lo 0,10 e lo 0,20 per cento è la classificazione più importante; i perossidi con un numero massimo fino a 20 indicano il grado di ossidazione ed il conseguente stato di conservazione, i tocoferoli con valore minimo di 250 parti per milione, conosciuti meglio come vitama E, impediscono l'irrancidimento dei grassi insaturi e sono sostanze "antinvecchiamento" che riducono i processi ossidativi a livello cellulare; i polifenoli con valore ottimale pari a 400 parti per milione, anticolesterolemici ed antiossidanti naturali che preservano le vitamine dell'olio e conferiscono il tipico sapore amaro-piccante. Chi vuole ottenere la tradizionale lavorazione delle olive con le macine, deve portare le olive nei frantoi con l'antico sistema. In questi frantoi c'è tutta un'atmosfera particolare, quasi romantica, tanta gente e molto indaffarata, un gran vociare come di festa. La lavorazione procede lenta ed il costo finale è più alto, ma chi si serve di questi frantoi non ci fa caso, in fin dei conti ognuno ha i suoi gusti e le soddisfazioni si pagano. I locali sono immersi nell'odore caratteristico di olive e di oli fusi insieme, generato dalle parti volatili che si disperdono nell'ambiente. Il pavimento, cosparso di sansa per non scivolare, rende il passo ovattato nel continuo andirivieni. Le mastodontiche e pesanti macine di granito che hanno la funzione di frantumare le olive a livello di pasta e di effettuare la gramolatura, girano su se stesse incutendo timore. Le monumentali presse torchiano la pasta ottenuta dalle macine fino alla enorme pressione di 400 kg. per cm. quadrato indicata dagli scatti secchi e decisi delle lancette dei grandi manometri. I fiscoli impregnati di finissima pasta gramolata e riscaldata con aggiunta di acqua calda, grondano di mosto di olio che viene inviato alla centrifuga per separare l'olio dall'acqua di vegetazione e da altri corpi estranei. Il colore dell'olio tende al dorato ed il sapore è leggermente maturo e sostanzioso: sono le caratteristiche delle lavorazioni per pressatura tramandateci dai nostri nonni. Chi invece vuole ottenere la lavorazione delle olive con il metodo continuo, deve portare le olive nei frantoi moderni. In questi frantoi il personale è ridotto a due o tre unità, le lavorazioni procedono veloci e senza andirivieni essendo automatizzate. Tutti i macchinari sono costruiti con acciaio inossidabile, lucido come il vetro. La frangitura delle olive avviene in macchinari che ricordano il macinino del caffè, riducendole in pasta che cade per gravità in contenitori cilindrici, riscaldati da acqua calda che circola nelle intercapedini, dove avviene la gramolatura con agitatori simili alle impastatrici dei forni per il pane. Dalle gramolatici la pasta viene spinta nelle centrifughe orizzontali per la separazione dell'olio dall'acqua di vegetazione e da altri corpi estranei. Nei frantoi di questo tipo manca l'atmosfera romantica essendo spersonalizzati, troppo razionali e l'ambiente non coinvolge, non essendo impregnato dell'odore caratteristico dei frantoi tradizionali, per la ridotta dispersione delle sostanze volatili delle drupe durante le lavorazioni. Tali frantoi sono dei robot, come tutte le tecnologie moderne. A scegliere tra la moderna lavorazione e la molitura tradizionale, vale il gusto dei consumatori. Olio dei frantoi romantici o dei frantoi robotizzati? GIMBERTO L'ANGOLO DELLA RIFLESSIONE A proposito di... Il pianeta del gentil sesso In un'italia che non dà lavoro e spazio al gentil sesso, la scuola è sempre più un affollato gineceo. Tuttavia, spesso e volentieri i ruoli dei vertici sono appannaggio degli uomini. Il dibattito sui temi dell'occupazione femminile e sulle potenzialità che essa può rappresentare per la crescita economica dell'italia è antico, ma si è rinvigorito intorno al 2007, anno europeo delle pari opportunità e nel 2008, in occasione delle elezioni politiche nazionali. I dati statistici sulla questione offrono un risultato nel quale l'italia occupa il posto numero 84 (ultimo d'europa) nella classifica mondiale dell'occupazione femminile, della partecipazione delle donne al potere politico e del difficile inserimento delle donne alle posizioni verticistiche delle aziende e dell'apparato burocratico in generale. Precedentemente, l'italia aveva occupato il posto numero 67. Altri dati importanti riguardano proprio il tasso di occupazione femminile; in Europa siamo penultimi e precediamo solo Malta. La media italiana è bassa, ma soprattutto squilibrata; infatti, nel Nord lavorano circa 57 donne su 100, mentre al sud lavorano circa 27 donne su 100. Insomma, il settentione è vicino alla media europea, mentre il Meridione registra percentuali addirittura inferiori a quelle dell'india, Pakistan, Nepal e Bangladesh. In futuro occorrerà prestare maggiore attenzione affinché vi sia un'adeguata partecipazione delle donne al mondo del lavoro per un positivo incremento di risorse umane, professionali ed economiche. Prof. Silvia Somigli Simone Balestri: campione di Tennis Tavolo Ne deriva che la questione femminile abita soprattutto al sud d'italia. È ovvio che una maggiore presenza femminile nel mercato del lavoro avrebbe una valenza economica molto significativa e creerebbe una maggior ricchezza nazionale ad individuale. Ma le difficoltà sociali e culturali da superare sono molteplici e spesso invalicabili. La divisione dei ruoli per le donne resta ancora un grave problema. In passato si diceva che le minori opportunità per le donne di accedere all'istruzione superiore era la vera causa della divisione dei ruoli nel mondo del lavoro. Oggi, in Europa, il 55% dei laureati appartiene alle donne, ma la presenza delle donne ai vertici è bassissima. Nella scuola italiana, stracolma di donne, prevalentemente laureate, spesso le funzioni apicali sono appannaggio maschile, anche in virtù di stereotipi culturali, quali la sindrome del doppio carico familiare e professionale, la mancanza di servizi sociali a sostegno delle famiglie, la bassa rappresentanza di donne in politica e soprattutto la difficile applicazione dei criteri di meritocrazia. Grande affermazione il 31 ottobre scorso a Roma al Torneo Federale Giovanile Regionale di Tennis Tavolo dell'atleta della Libertas Montefiascone SIMO- NE BALESTRI che dopo coinvolgenti incontri ha conquistato il gradino più alto del podio, prevalendo con nettezza sui migliori ragazzi della nostra Regione. Una grande prova di tecnica e carattere quella di Simone che è stata molto apprezzata da tutta la Libertas, dal suo Presidente Lodovico Mocini, dai compagni di squadra e soprattutto dal suo maestro Roberto Migliarini unitamente ai collaboratori Fabrizio Lucchetta e Rodolfo Paoletti, grande gioia dei familiari di Simone che lo stanno seguendo con grande dedizione. Ottima prova anche per Matteo Carelli e Guido Zezza che hanno gareggiato facendosi onore.

6 pag. 10 LA VOCE - n 12 - Dicembre 2009 Taccuino economico e tributario a cura del Dott. Luca Radicati e della Dott.ssa Paola Ciripicchio Il Decreto legislativo 27 ottobre 2009 n. 150 pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 31 ottobre scorso ed in vigore dal 15 novembre di attuazione della legge delega n. 15/2009 era stato approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri il 9 ottobre scorso. Il Decreto avente ad oggetto la Riforma della Pubblica Amministrazione contiene alcune norme che diventano ora operative a tutti gli effetti e riguardano 3,5 milioni di lavoratori. La riforma ha l'obiettivo di migliorare l'organizzazione del lavoro pubblico e la qualità delle prestazioni erogate, adeguare i livelli di produttività e riconoscere finalmente i meriti e i demeriti dei dipendenti e dei dirigenti pubblici. Molte le novità in arrivo: più produttività, merito e trasparenza, ma anche lotta ai fannulloni i quali, a secondo della gravità del caso, andranno incontro a sanzioni, pure penali, taglio dello stipendio, e licenziamenti. Previsto un forte impulso sulla mobilità, obbligatoria se necessario, una nuova Authority per la valutazione delle performance e una sorta di pagella dei dipendenti. Esaminiamo nel dettaglio i punti salienti della legge Brunetta. Carcere: fino a 5 anni (più multa fino a euro) per chi produce una certificazione medica falsa. In questo caso paga anche, il medico, con la radiazione dall'albo ed il dipendente reo paga, anche, il risarcimento patrimoniale. Concorsi "territoriali": si stabilisce che il principio della parità di condizioni per l'accesso ai pubblici uffici è garantito, mediante specifiche disposizioni del bando, con riferimento al luogo di residenza dei concorrenti, quando tale requisito sia strumentale all'assolvimento di servizi altrimenti non attuabili o almeno non attuabili con identico risultato. Premi al merito: previsti incentivi economici e di carriera per i meritevoli. Non più di un quarto dei dipendenti di ogni amministrazione potrà beneficiare del trattamento accessorio nella misura massima prevista dal contratto, non più della metà potrà goderne in misura ridotta del 50%. Chi non lo merita, invece, non prenderà nulla. Il dipendente che si è collocato nella fascia di merito alta concorre per il bonus annuale assegnato alle performance eccellenti. Licenziamento: tra le cause individuate per il licenziamento ci sono il ripetersi di assenze ingiustificate, il rifiuto senza motivi del trasferimento, la presentazione di documenti falsi per l'assunzione o per essere promossi. Ma anche: comportamenti aggressivi e molesti e condanna per reati contro la pubblica amministrazione e il prolungato rendimento insufficiente. Dirigenti più responsabili: a loro il compito di valutare la performance di ciascun dipendente. Saranno sanzionati se non svolgeranno efficacemente il prioprio lavoro. Per i nuovi dirigenti, fissati sei mesi di formazione all'estero. Arrivano anche nuove procedure di accesso alla dirigenza per concorso per titoli ed esami indetto dalle singole amministrazione. Mobilità anche obbligatoria. Se necessario i dipendenti dovranno spostarsi dove è più necessario anche se non sono d'accordo. Authority per valutazione, pagella dei dipendenti: nasce un'autorità per rafforzare la valutazione e la trasparenza nelle amministrazioni. Ogni anno la commissione predisporrà una graduatoria di performance delle singole amministrazioni in base alla quale la contrattazione ripartirà le risorse. Manager pubblici: previste sostanziali modifiche al regime della dirigenza pubblica al fine di migliorare l'organizzazione del lavoro e la qualità delle prestazioni erogate al pubblico, oltre a realizzare adeguati livelli di produttività, favorendo il riconoscimento di meriti e demeriti. Tra le novità in arrivo: un ampliamento delle competenze sia nei processi di valutazione del personale ai fini della progressione economica e tra le aree e della corresponsione di indennità e premi incentivanti, sia nelle procedure di mobilità con riguardo al personale appartenente a ruoli che presentano situazioni di esubero, al fine di promuovere il riequilibrio e il più efficiente impiego delle risorse umane. Previsto, anche, un riordino della disciplina del conferimento e della revoca degli incarichi dirigenziali, regolando il rapporto tra organi di vertice e dirigenti titolari di incarichi apicali in modo da garantire la piena e coerente attuazione dell'indirizzo politico degli organi di governo in ambito amministrativo. In particolare, viene promossa la mobilità, sia nazionale che internazionale, dei dirigenti e si prevede che i periodi lavorativi svolti saranno valorizzati ai fini del conferimento degli incarichi dirigenziali. Giro di vite, poi, sulle sanzioni in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi: oltre alla responsabilità disciplinare, si sancisce l'impossibilità di rinnovo dell'incarico dirigenziale, fino ad arrivare, nei casi più gravi, alla revoca e al licenziamento. Qualora, invece, abbia omesso di vigilare sul rispetto, da parte del proprio personale, degli standard di qualità e quantità fissati dall'amministrazione, gli viene decurtata la retribuzione di risultato, fino all'80 per cento. Rischia, poi, l'accusa di danno erariale, il dirigente che non individua le eccedenze di personale. Inform Questo mese di Dicembre vedrà la locale sezione avis più presente sul territorio con un maggior impegno promozionale ed istituzionale. Iniziamo da quello istituzionale: ai normali lunedì (il primo e il terzo) in cui si può donare, abbiamo aggiunto Domenica 27, il luogo dove donare è lo stesso da un po' di tempo a questa parte, ovvero Villa S. Margherita. Le attività promozionali ci vedranno impegnati Domenica 20 nel pomeriggio, al centro, in concomitanza di altre manifestazioni organizzate dal Comune; poi nei giorni 21, 22 e 23 saremo presso la Coop per l'ormai consueto, incontro con le Donatrici, i Donatori, i simpatizzanti, i curiosi, i titubanti, gli amici ecc. per dare anche informazioni e chiarimenti, il 23 verrà estratta una piccola sottoscrizione a premi; non mancate. Vogliamo ricordare a tutti che il SANGUE È INSOSTITUIBILE, che Montefiascone NON È AUTOSUFFICIENTE e che per averne a disposizione, in caso di necessità, c'è un solo modo: LA DONAZIONE. Un mare di auguri a tutti per un Santo Natale e un felice Anno Nuovo pieno di salute, serenità, sani desideri appagati e di pace e che sia anche foriero di rinnovato sentimento di donazione. Per la sezione avis Montefiascone Carlo GIANVINCENZI Lo Psicologo risponde... Cara dott.ssa Monta, MI chiamo Luigi, ho 40 anni, sono sposato con 2 bambini. Non so dire se essa ha avuto un inizio o se sia nata con me. Infatti fin da piccolo ho avuto sensazioni di malessere, comunque i primi sintomi si sono manifestati con l'adolescenza. Le notti non riuscivo a dormire ed il giorno mi sentivo a pezzi. La malattia si è manifestata a 18 anni. Frequentavo il 5 anno della scuola superiore ed a causa delle numerose assenze, solo il buon curriculum precedente mi ha consentito di superare l'esame di stato con buon esito. Al solito mi sentivo stanco; il sonno era irregolare, le cose di prima non mi piacevano più; le paure più strane mi assalivano, ero dimagrito, non capivo cosa mi stesse succedendo; e la vita era diventata triste. Andai da un neurologo che diagnosticò un leggero esaurimento; ma io non volevo prendere farmaci perché pensavo che fossero solo per pazzi. Ed io stavo male, ma in pieno possesso delle mie facoltà mentali. Qualche anno dopo ebbi una ricaduta e fui ricoverato in ospedale, ma testardamente rifiutavo le cure e mi vergognavo di dire che soffrivo di depressione. Mi sono sposato ed ho trascorso qualche periodo di tranquillità, ma sempre con sblazi d'umore al cambio di stagione. Cinque anni fa ho avuto una ricaduta più forte con ricovero ospedaliero. Da allora ho deciso di curarmi seguendo tutte le indicazioni dello psichiatra e devo dire che adesso la mia vita è cambiata in positivo, ho ancora qualche sporadico piccolo disturbo, ma sto relativamente bene. Fisicamente non avverto grossi sintomi ma mi rendo conto che molto spesso sono triste. Ho voluto dire la mia esperienza innanzitutto per uscire allo scoperto e non vergognarmi più. La depressione è una MALATTIA, non una colpa, e come tale va curata. Come riconoscerla? I miei sintomi sono questi: disturbo del sonno, dell'appetito, pensieri deliranti, stati di maniacalità ed eccitazione, paure immotivate. Chiudersi in casa e non uscire per mesi, voglia di dormire. Ho voluto quindi scrivere per testimoniare la mia esperienza per rendere più consapevoli coloro che come me inizialmente non hanno accettato questa malattia e spronarli nel farsi aiutare. A lei dottoressa chiedo, posso eliminare definitivamente anche la tristezza che mi affligge? Grazie. Caro Luigi, quello che mi hai scritto è molto bello ed importante. Sono d'accordo con te nell'affermare che la depressione è una situazione di disagio dalla quale se ne può uscire. Vorrei integrare la tua esperienza ricordando che la depressione può colpire chiunque, giovani o vecchi, ricchi o poveri. È dovuta a cause molteplici e diverse da persona a persona (ereditarietà, ambiente sociale, lutti familiari, problemi di lavoro...). Le ricerche mostrano tuttavia la presenza di due fattori principali che aumentano il rischio di svilupparla: - il fattore biologico: alcuni di noi nascono con una maggiore predisposizione genetica verso questa malattia; - il fattore psicologico: le esperienze che hanno caratterizzato la nostra vita, particolarmente quelle dell'infanzia, possono favorire una vulnerabilità acquisita alla depressione. Questa vulnerabilità non necessariamente porterà tutti alla depressione. Alcune delle persone vulnerabili possono vivere tutta la vita senza sperimentare mai la depressione o fino a quando succede qualcosa che la fa scattare. Questo fattore scatenante è spesso qualche tipo di tensione, o un evento spiacevole che sconvolge la vita. In genere sono proprio quegli eventi che si accordano con il nostro tipo di vulnerabilità (la rottura di una relazione, la perdita del lavoro, la morte di una persona cara, la morte di un animale domestico...). I due fattori possono anche interagire tra di loro: possiamo essere nati con una tendenza ereditaria alla depressione (fattore biologico), ma non svilupparla realmente fino a quando nella nostra vita non accade un evento sconvolgente (fattore psicologico). Partendo da quanto detto si evince che la depressione non è solo un fattore "chimico", dunque "guaribile" solo attraverso i farmaci, ma anche un "apprendimento". Impariamo cioè determinati comportamenti depressi. I nostri pensieri, spesso inconsapevoli, ci portano ad un comportamento funzionale all'emozione provata. Se in pieno stato depressivo mi abituo a chiudermi in me stesso, magari non parlando con nessuno o isolandomi socialmente, anche quando lo stato si normalizzerà, continuerò a comportarmi nella stessa maniera suscitando in me, di conseguenza, gli stessi pensieri, emozioni e comportamenti. Penso "Se mi isolo vuol dire che sono depresso", "Se sono depresso devo continuare ad essere solo", quindi proverò una profonda tristezza. Per eliminare la tristezza, provi a monitorare quali tipi di comportamenti e pensieri mette in atto, si sorprenderà! Infine dedichi il suo tempo anche ad attività piacevoli e gratificanti, aumenteranno i comportamenti più funzionali ad uno stato emotivo più sereno. Grazie e buon lavoro su se stesso!!! Dott.ssa Monia Cosimi (Psicologo, Consulente Familiare, Psicoterapeuta Training)

7 LA VOCE - n 12 - Dicembre 2009 pag. 13 La Banca Cattolica entra nella storia del Credito Valtellinese La stragrande maggioranza dei soci della Banca Cattolica ha approvato il passaggio della stessa Banca nel gruppo Creval. Il tutto è stato confermato, nella assemblea dei soci che si è tenuta domenica 8 novembre presso il Palazzetto dello Sport. Il Presidente Angelo Angeloni spiega quali sono state le tappe che hanno portato all'accordo e quali sono i vantaggi della nostra Banca falisca, che pur diventando una società per azioni, conserva il nome, continua a lavorare nel territorio e i suoi impiegati non debbono assolutamente temere di perdere il posto. L'accordo quadro presentato il 14 luglio 2009 fu sottoscritto dal dr. Giovanni De Censi, presidente del Credito Valtellinese. Accordo Accordo finalizzato all'ingresso della Banca Cattolica nel Gruppo bancario Credito Valtellinese. La Banca Cooperativa Cattolica, nove filiali - di cui otto localizzate in provincia di Viterbo e una ad Orvieto - e circa 60 collaboratori, a fine 2008 totalizza crediti verso clientela per 213 milioni di euro, 275 milioni di raccolta globale e un patrimonio netto pari a 28,8 milioni di euro. Nella provincia di Viterbo la banca detiene una quota di mercato del 4% per numero sportelli, del 7% relativamente ai depositi e del 5% per gli impieghi. Il Credito Valtellinese a conclusione dell'opas (Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio) riconoscerà per ciascuna Azione della Banca Cattolica portata in adesione all'offerta, un corrispettivo complessivo determinato di 90,00 Euro. Il Corrispettivo Unitario Complessivo sarà composto da: A) una Parte di Corrispettivo in Denaro, pari a Euro 63,00; B) una Parte in Azioni Creval sino all'ammontare di Euro 27,00. Data di Pagamento: avverrà il 3 giorno di Borsa aperta successivo all'avveramento della Seconda Condizione di Efficacia. Poi le due Banche hanno effettuato tutti i passaggi formali prescritti dalla Banca d'italia. Il presidente Angeloni ha posto i paletti per la tutela e salvaguardia, per la crescita e lo sviluppo di Banca Cattolica che è entrata a far parte del gruppo bancario "Credito Valtellinese". Il prezzo Opas di 90,00 Euro ad azione ha catturato e monopolizzato l'attenzione del progetto eppure l'operazione si caratterizza anche per altrettanti imporanti aspetti: solida relazione con la clientela; grande attenzione ai bisogni delle famiglie; impegno sociale nel territorio. La collaborazione e aggregazione al Creval consente a Banca Cattolica di tutelare la salvaguardia e l'autonomia dell'istituzione. Il Gruppo Bancario Valtellinese è costituito da circa 500 filiali, circa dipendenti e cinque banche ed ora, dopo l'approvazione dell'assemblea dei soci, anche Banca Cattolica di Montefiascone. Il gruppo Creval è quotato alla Borsa di Milano. La partnership con il Credito Valtellinese tutelerà gli interessi della Banca con i seguenti profili: - tutela del nome Banca Cattolica di Montefiascone; - tutela della compagine sociale attraverso la determinazione di un congruo prezzo delle azioni; - mantenimento, sviluppo del personale e sua gratificazione professionale; - mantenimento di determinante presenza locale nella composizione degli Organi societari verso il nuovo assetto societario ed operativo; - istituzione del comitato consultivo per lo sviluppo del territorio; - potenziamento della rete della Banca da subito con almeno due sportelli immediatamente dopo la migrazione del centro informatico; - ampliamento della gamma dei prodotti e servizi; - mantenimento e rafforzamento dell'impegno alla beneficenza e al sostegno culturale, sportivo e artistico del colle falisco. L'Opas si è chiusa con grande successo, oltre ogni previsione: - adesione soci n (96,31%) su totale di n c.t. - adesione quote n (95,49%) su totale n c.t. Con questa operazione tutti i soci della Banca Cattolica detenendo azioni Creval, resteranno soci della cooperativa credito valtellinese. Come dire, un successo annunciato fin dal 14 luglio 2009, data della sottoscrizione e firma dell'accordo stipulato tra il presidente Angeloni e De Censi. All'inizio dell'assemblea il presidente avvocato Angelo Angeloni ha dato questi dati: erano state offerte azioni pari al 96,31% su un totale di azioni a c.t. sottoscritte da ben 1864 soci, pari al 95,49% su un totale di 1950 soci a c.t. Proseguono gli sviluppi e adempimenti dopo l'ingresso nel Gruppo Credito Valtellinese Banca Cattolica spa: 6 dicembre, assemblea ordinaria soci e nomina nuovo cda Saranno presenti per la prima volta il presidente del Creval dr. Giovanni De Censi e il dg. Miro Fiordi Sono passate tre settimane dall'assemblea straordinaria di Banca Cattolica che ha sancito il suo ingresso nel Gruppo Credito Valtellinese e gli sviluppi si evolvono con programmata puntualità. Con valuta 23 novembre sono state accreditate le somme rivenienti dall'offerta OPA: il corrispettivo dell'azione acquistata a 90 euro è stato pagato in contanti per Euro 66,07 e con azioni Credito Valtellinese per il valore di Euro 23,93; la valutazione delle azioni è avvenuta al minore cambio tra la media mensile e quella degli ultimi tre giorni in borsa. Banca Cattolica e Credito Valtellinese si apprestano a mettere sul mercato due prodotti finanziari di interessante investimento per i soci detentori della liquidità derivante dall'operazione come indicato. Si tratta, le modalità e condizioni sono in corso di definizione, per Banca Cattolica di un prestito obbligazionario con cedole semestrali di molto oltre la media di mercato e per il Credito Valtellinese di un prestito obbligazionario convertibile con annessi warrant gratuiti. Sono stati avviati i lavori per la migrazione informatica, attività e procedura necessaria e propedeutica all'integrazione aziendale e allo sviluppo commerciale. Sono stati effettuati sopralluoghi presso le filiali della Banca finalizzati alla armonizzazione dei lay out e dei locali agli standard del Gruppo. Lunedì 30 novembre c'è stato un primo incontro operativo e commerciale, presso la sede di Banca Cattolica, con i dirigenti Credito Valtellinese ed il personale Cattolica. Domenica 6 dicembre sarà tenuta l'assemblea dei soci per la nomina del nuovo Consiglio di amministrazione di Banca Cattolica. All'assemblea saranno presenti, tra gli altri, il presidente del Credito Valtellinese dott. Giovanni De Censi e il direttore generale rag. Miro Fiordi. I due massimi esponenti del Gruppo hanno avuto modo, nei mesi passati, di apprezzare la cittadini di Montefiascone; in particolare il presidente De Censi, devoto a Santa Margherita - la coincidenza è ben augurante - che bene conosce i riferimenti storici ed i principali luoghi sacri del paese. Il presidente De Censi è profondo assertore della necessità di stretti rapporti delle strutture bancarie con il territorio ed è pertanto ben lieto di incontrare, domenica 6 dicembre, i soci di Banca Cattolica, imprenditori ed esponenti economici locali ed i rappresentanti sociali e politici della zona. Il problema della vicinanza al territorio esiste; il Gruppo Valtellinese, dichiara De Censi, ha mantenuto il raccordo territoriale avvicinando sempre più il contatto con il cliente valutandone responsabilmente e concretamente il merito. Il nostro Gruppo, afferma De Censi, si contraddistingue per la propria natura caratterizzata dalla matrice di banca popolare cooperativa, dall'etica forte in termini di responsabilità verso i clienti e il mercato e da un processo di crescita sostenuta che ha portato il Gruppo nel corso degli ultimi anni ad assumere una dimensione nazionale presente in 10 regioni e 42 province; due province portate da Banca Cattolica. È condizione istituzionale del Gruppo garantire una governance trasparente ed etica assicurando ai territori di operatività il presidio dei valori e affidando alle banche territoriali la tutela del mercato di riferimento e alle società specializzate, del Gruppo, il necessario supporto operativo. Banca Cattolica, pertanto, potrà ampliare la propria offerta commerciale migliorando e potenziando il proprio ruolo di supporto alle famiglie e alle imprese. Il presidente De Censi ha portato il Credito Valtellinese - trent'anni fa poco più grande di Banca Cattolica - alle attuali prestigiose dimensioni così da essere annoverato fra i gruppi bancari di riferimento. È persona carismatica e di alto profilo professionale che cerca in tutti i modi di minimizzare con la sua modestia e disponibilità. È stato vice presidente Abi, è amministratore dell'associazione Banche Popolari Italiane e dell'istituto Centrale delle Banche Popolari che lo presiede e di recente è stato nominato nel Consiglio di Sovrintendenza dello lor - Istituto Opere Religiose. I consiglieri comunali della lista Marianello così la pensano "L'accordo tra Banca Cattolica e gruppo bancario Credito Valtellinese è un fatto senz'altro positivi, "rispettando l'autonomia della banca - scrivono - non abbiamo ritenuto opportuno di intervenire prima della conclusione della vicenda, ma ora che si è deciso di approvare l'accordo con il Credito Valtellinese, il nostro gruppo intende esprimere alcune valutazioni in merito e la prima è senz'altro legata alla positiva ricaduta economica sul nostro Comune vista la rivalutazione dei pacchetti azionari dei singoli soci, ancora più importante in un momento di difficoltà economica". "Un altro aspetto da mettere in rilievo è che nei presupposti dell'accordo col Credito Valtellinese viene fissato a chiare lettere che non verrà snaturata l'originaria vocazione della Banca Cattolica come banca a sostegno dell'economia locale, per rispondere ai bisogni delle famiglie e delle piccole e medie imprese sul territorid'.

8 pag. 10 LA VOCE - n 12 - Dicembre 2009 Un grande progetto della diocesi: "L'Istituto Scolastico Card. Barbarico" Il Liceo della Comunicazione "Card. Barbarigo" ha sede nel complesso dell'ex Seminario minore nella suggestiva cornice de "La Rocca" di Montefiascone, a due passi dal Belvedere. Nella sua articolazione odierna la scuola nasce nel 1997, quando il preesistente Istituto Magistrale San Pietro, situato presso il Monastero delle Benedettine, ha cessato l'attività dopo numerosi anni di servizio spesi in favore dell'educazione di molti giovani. La nuova scuola è stata istituita principalmente per due motivi: 1) dare l'opportunità agli alunni del Seminario di poter scegliere, accanto alla tradizionale istruzione classica, anche un indirizzo nuovo caratterizzato da una maggiore sensibilità alle nuove esigenze della società contemporanea; 2) raccogliere la fruttuosa eredità del magistrale che è stato, tra l'altro, la "palestra" per la formazione di molti insegnanti all'inizio della loro carriera, i quali hanno successivamente proseguito la loro esperienza in altri istituti. L'intuizione originaria risale all'allora rettore del Seminario don Jean Paul Gouarin, con l'accordo e il sostegno di Mons. Lorenzo Chiarinelli, che ha visto sempre di buon grado la presenza a Viterbo di una, anzi dell'unica scuola diocesana. A causa della crisi vocazionale degli ultimi anni, della complessità e dei diversi ritmi di maturazione e discernimento dei giovani nella società contemporanea il Seminario è stato trasferito a Viterbo; tuttavia non è venuta meno la finalità principale della scuola che era propria anche dell'istituto Magistrale: promuovere la crescita della persona umana sull'esempio dell'insegnamento di Gesù. Attualmente il Liceo della Comunicazione è strutturato in cinque classi e ha due indirizzi attivati per l'anno corrente: il sociale e lo sportivo. Gli alunni frequentanti sono circa un centinaio provenienti da quasi tutte le zone della diocesi; possono usufruire, durante l'orario scolastico, dei vari locali dell'istituto: la biblioteca, l'aula informatica, la sala audio-visivi e la cappella sempre aperta per tutti coloro che vogliono sostarvi in raccoglimento personale. Al termine del percorso scolastico i ragazzi conseguono un titolo equipollente alla maturità scientifica. L'anno scolastico è scandito, oltre che dalle attività curriculari, anche da momenti di riflessione e da incontri tenuti dal nostro Vescovo diocesano e dai sacerdoti che si occupano direttamente della scuola: don Luca Scuderi, il responsabile della struttura scolastica e don Roberto Fabbiani, insegnante di religione. Le celebrazioni religiose nei momenti Sono aperte le iscrizioni per l'anno Scolastico per L'ISTITUTO PARITARIO SCOLASTICO "CARD. BARBARIGO" "LICEO DELLA COMUNICAZIONE" Via Trento, Montefiascone (VT) - Tel. e Fax 0761/ barbarigo. org Per maggiori informazioni rivolgersi allo o per farne visita tutti i giorni dal lunedì al venerdì durante l'orario scolastico (al sabato non vi sono lezioni). Anniversario della riscoperta della Fontana del Sambuco ad opera dell'ass.ne Nuova Luce salienti dell'anno rappresentano il coronamento e, nello stesso tempo, l'impulso e tutta l'attività formativa della scuola. Il clima familiare, di amicizia e di collaborazione tra gli insegnanti coordinati e guidati dalla preside prof. O r i a n a Cappannella e dal collaboratore vicario prof. Dario C e c c o n i rende più efficace il progetto educativo del Liceo riassumibile mirabilmente nelle parole del Santo Padre G i o v a n n i Paolo II: "La persona di ciascuno, nei suoi bisogni materiali e spirituali, è al centro del magistero di Gesù: per questo la promozione della persona umana è il fine della scuola cattolica". Paolo Felice È passato ormai un anno da quando la piccola sorgente del Sambuco ha ripreso a zampillare acqua, grazie ai numerosi volontari dell'ass. Nuova Luce. Di questa antica fontana di Montefiascone, situata in zona Castellacelo, lungo il sentiero della via Francigena, non erano rimaste che pietre dimesse, sommerse da arbusti: ma, ritagliando un po' di tempo, qua e là, i volontari dell'ass. Nuova Luce, sono riusciti, in breve, a rimettere a nuovo e a far rivivere l'antica fontana, viva testimonianza della vita quotidiana dei contadini e delle tradizioni legate alla campagna del nostro colle. Anche quest'anno, chi vorrà, potrà nuovamente visitare, in occasione delle festività natalizie, il presepe artigianale posizionato sulla collinetta che sovrasta la fonte stessa e realizzato dagli stessi volontari dell'associazione: una ricostruzione originale della natività, che al calar della sera si illumina, dando origine ad uno spettacolare scenario, molto suggestivo. Questa iniziativa, volta alla salvaguardia e alla valorizzazione delle risorse della nostra città, è soltanto una delle tante volute e attuate dall'ass. Nuova Luce: ultima fra tutte, dice il Presidente Angelo Merlo, il progetto "AIUTIAMOLI A CRESCERE", un percorso dedicato completamente ai bambini dell'istituto Comprensivo di Montefiascone; una lotteria benefica con il devoluto della quale saranno acquistati materiale ed attrezzature scolastiche. Cogliendo l'occasione, l'ass. Nuova Luce informa i cittadini che l'estrazione della stessa, prevista per il giorno 6 Dicembre, è stata rimandata al 10 Gennaio 2010, dato che il calendario scolastico prevede un ponte in ricorrenza della f e s t a dell'immacolata. Con la speranza che in ognuno di noi alberghi un po' di solidarietà e altruismo e che si possano moltiplicare gli sforzi in nome di una giusta e benefica causa, a favore del complesso percorso scolastico dei nostri figli, l'ass. Nuova Luce augura un felice, sereno e prospero Natale a tutti.

9 LA VOCE - n 12 - Dicembre 2009 pag. 13 "Confermati da Pietro": linee di un cammino di Chiesa + Lorenzo Chiarinelli, Vescovo Attese e speranze si sono felicemente compiute. Il Santo Padre Benedetto XVI, con emozione, ha avvertito il palpito intenso e robusto del cuore di Viterbo e Bagnoregio e dell'intero territorio della Tuscia nello splendido incontro del 6 settembre Una giornata di grazia, di serenità, di gioia. Una giornata di consegne, alte e impegnative, che sarà doveroso e bello riassumere subito in alcuni "nodi" tematici. GIOIA Il 51 Papa che ha visitato Viterbo ci ha portato quella "gioia" che solo dall'alto può venire e che raggiunge il segreto dell'anima. Ma, altresì, è stato il Santo Padre - ed è emozione straordinaria l'averlo potuto costatare e ricevere - la "gioia" che il cuore di un Papa coglie in mezzo ad una comunità ecclesiale che prega, che canta, che manifesta fede serena e seria, intensa e pacificatrice. Mentre, nello stesso tempo, avverte che coralità di sentimenti e sintonia di aspirazioni alte, sono salite dal territorio nei lineamenti civili, culturali, sociali e del suo volto e nella esposizione qualificata delle sue istituzioni. I "doni" consegnati nella ufficialità al Santo Padre di tutto ciò sono stati "segni" puntuali e suggestivi nel rappresentare le intenzioni delle realtà donatrici. Le parole e i gesti del Santo Padre ci hanno illuminato la mente, riscaldato il cuore, aperto i sentieri del cammino. IMPEGNO Il Papa che visita una Chiesa è il Successore di Pietro, al quale Gesù disse: "Conferma i tuoi fratelli". Benedetto XVI è venuto per questo: con il carisma petrino, con la sollecitudine del Pastore, con l'affetto del Padre. E la "conferma alla nostra fede" è venuta nella solenne Eucaristia dello scenario stupendo della Valle Faul. Celebrare l'eucaristia, aveva detto nel 2005 dinanzi ad un milione di giovani, "è come indurre una fissione nucleare nel più intimo dell'essere: la vittoria dell'amore sull'odio, la vittoria dell'amore sulla morte". Questa vittoria si chiama la fede (cfr. 1Gv 5, 6). E in questa fede è venuto a confermarci il Successore di Pietro, Papa Benedetto XVI. Ecco, dunque, alcune "linee spirituali e pastorali" che il Santo Padre ha voluto lasciarci come impegno nel percorrere con coerenza "l'itinerario di salvezza, illuminato dalla luce della Parola di Dio e nutrito dai Sacramenti, che accomuna tutti i cristiani". 1. L'educazione alla fede come ricerca, come iniziazione cristiana, come vita in Cristo. Questa "emergenza educativa" è ineludibile e prioritaria, è la "grande sfida per ogni comunità cristiana e per l'intera società". Questi - ci ricorda il Papa - è "imparare Cristo" secondo S. Paolo (cfr. Ef 4, 20), fino alla identificazione con Lui (cfr. Gal 2, 20). 2. La testimonianza della fede che si rende operosa per mezzo della carità (Gal 6, 6). Le iniziative e le opere di carità della Chiesa sono segni della fede e dell'amore di Dio che è amore. E' da questa profondità teologica che prende volto nelle situazioni concrete il volontariato ed è da questo amore che trae ispirazione e forza la gratuità come stile di vita e tessuto di relazioni nella Chiesa e nella società. 3. L'attenzione ai segni di Dio che continua a rivelarci il suo progetto mediante "fatti e parole" (DV 2). Il primo di questi segni è l'attenzione al prossimo nelle molteplici situazioni dell'esistenza. "Si succedono le stagioni della storia, cambiano i contesti sociali, ma non muta e non passa di moda la vocazione dei cristiani a vivere il Vangelo in solidarietà con la famiglia umana, al passo con i tempi. Ecco l'impegno sociale, ecco il servizio proprio dell'azione politica, ecco lo sviluppo umano integrale". Su questi fronti il cristiano incarna e traduce con dinamismi incessanti, il suo camminare con l'uomo la sua storia. A questi impegni della fede che anima la vita quotidiana dei cristiani nei suoi ritmi e periodi, il Santo Padre, a Bagnoregio, dal ricco patrimonio dottrinale e mistico di San Bonaventura (la "docta fides'), ha voluto trarre alcune "piste di riflessione", che - ha aggiunto - "potrebbero risultare utili per il cammino pastorale" della vostra comunità diocesana. Così, sullo sfondo di Civita, simile a "nido d'aquila" ci ha fatto contemplare la figura del Dottore Serafico quale - instancabile cercatore di Dio, secondo le scanzioni dell' Itinerarium mentis elaborato sul monte Verna, scenario mistico delle Stimmate di Francesco. - serafico cantore del creato con la sua visione positiva del mondo, che è dono di Dio "riflesso della sua Bontà e della sua bellezza, voce che ci parla di Lui e ci spinge ad esplorarne la presenza". - messaggero di speranza. E "sperare è volare", afferma Bonaventura. E ciò esige "l'alzare il capo, rivolgendo verso l'alto i suoi pensieri, verso l'altezza della nostra esistenza, cioè verso Dio". Non si tratta, dunque, di una speranza qualsiasi in grado di affrontare e superare le difficoltà del presente: è indispensabile - è scritto nella Spe salvi (n. 1 ) - una "speranza affidabile", che dandoci certezza di giungere ad una meta "grande" giustifica "la fatica del cammino". CONSEGNA Il Santo Padre ha voluto così "confermarci nella fede". Lo ha fatto da Pastore sollecito e attento, da maestro che dà luce e coraggio, e lo ha fatto da Padre affettuoso, in un saluto conclusivo di intensa emozione: "Cara Chiesa di Viterbo, il Cristo che nel Vangelo vediamo aprire gli orecchi e sciogliere il nodo della lingua al sordomuto (cfr. Mt 7, 31-37) dischiuda il tuo cuore e ti dia la gioia dell'ascolto della sua Parola, il coraggio dell'annuncio del Vangelo, la capacità di parlare di Dio e di parlare così con i fratelli e le sorelle e finalmente il coraggio della scoperta del dono di Dio e della sua Bellezza". PROVINCIA DI VITERBO - Mario Trapè - Assessorato Agricoltura Programma di intervento di miglioramenti ambientali Legge 157/92 art. 15 comma 1 Colture a perdere L'Assessore all'agricoltura, Caccia e Pesca della Provincia di Viterbo, Mario Trapè, sensibile alle problematiche del settore agricolo e alla salvaguardia dell'ambiente naturale, ha avviato da un quinquennio un programma finalizzato a favorire la tutela e la conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della biodiversità, del paesaggio e del benessere degli animali, con particolare riferimento all'alimentazione e al rifugio della fanua selvatica. M programma prevede cospicui finanziamenti agli agricoltori che aderiscono all'iniziativa e si rendono disponibili a seminare coltivazioni denominate a perdere, vale a dire che non vengono raccolte, ma lasciate a disposizione degli animali selvatici. Sfruttando abilmente le poche e tardive risorse che arrivano dalla Regione Lazio, ma soprattutto raccogliendo il massimo delle risorse interne all'ente, Mario Trapè è riuscito in questi anni a dare ossigeno alle piccole aziende cerealicole sull'orlo del collasso. Quindi, nel contesto agro-economico sfavorevole che stiamo attraversando in questi anni, dove i prezzi dei prodotti agricoli sono bassi e i contributi dell'unione Europea sono sempre più esigui, questi interventi, anche se modesti, assumono un significato rilevante e costituiscono una linfa vitale, soprattutto per le aziende medio piccole, dove i costi di produzione incidono in misura maggiore nella riduzione del reddito degli agricoltori. La Provincia, ogni anno, entro la primavera ha pubblicato un Bando denominato: "Migliroamenti Ambientali", che è lo strumento che consente di accedere al programma delle coltivazioni a perdere per la fauna selvatica. Quest'anno si stanno concludendo le istruttorie per le pratiche dell'anno 2009 in scadenza al 31 dicembre e dai primi di gennaio saranno tutti in pagamento, che sarà preavvisato con lettera. Ma Trapè ha già nel cassetto il bando per l'anno 2010, che arriverà puntuale all'inizio dell'anno Questa iniziativa, ha portato mediamente dai ai euro all'anno nelle tasche degli agricoltori e per l'anno 2010 si spera di fare il meglio possibile, il bando per la prossima campagna sarà pubblicato entro marzo-aprile Le richieste degli agricoltori sono sempre più copiose e l'obiettivo della Provincia sarà di cercare di accogliere quante più richieste possibili, In accordo con il bando e con le disponibilità del settore. In breve tempo, dopo la scadenza del Bando e l'acquisizione di tutte le pratiche, si comunicherà a ciascun agricoltore, via posta, l'esito della sua richiesta.

10 pag. 10 LA VOCE - n 12 - Dicembre 2009 Il Sig. Vladimir Kurisrl è stato invitato per la prima volta a Montefiascone per osservare la statua del Cristo Risorto che esponiamo ogni anno a S. Ma Uscendo dalla chiesa ci siamo fermati dinanzi al Crocifisso e Vladimir osservandolo bene ci ha detto: questo bel Crocifisso si bilità di lavorare sul Crocifisso di cui ne scrivono la dottoressa Lidia Saraca Colonnelli e il nostro Mons. Fabene; per questo noi ci limitiamo soltanto compiuti da esperti e quindi abbastanza costosi, per questo facciamo appello alla generosità dei nostri fedeli. Sarebbe la risposta positiva più bella giosa e della nostra cultura. Tanti lo portano al collo, invocandolo ogni giorno. Il Crocifisso di S. Margherita speriamo di poterlo contemplare e preg Uno splendido, raro e antichissimo crocifisso ligneo nella Basilica di S. Margherita È iniziato il restauro dell'antichissimo crocifisso ligneo custodito nella terza cappella a desta della nostra cattedrale. Il tempestivo intervento, volto soprattutto ad un'operazione di consolidamento dell'opera, si è reso necessario quando ad un'attenta analisi si è rilevata una condizione di precarietà della materia che lo costituisce. Il Cristo morente è fissato alla croce con grossi chiodi che trafiggono le mani e i piedi sovrapposti. Si tratta forse del Crocifisso menzionato nella visita pastorale dell'anno 1583, quando era già collocato nella cappella dedicata a S. Maria Maddalena, protetto da una teca lignea andata perduta nel 1670, in seguito ad un terribile incendio che distrusse la chiesa. Il Cristo perse l'avambraccio sinistro e la mano, successivamente ricostruiti in materiale ligneo. Il fregio dorato e forse la stessa croce vennero inseriti più tardi. Il culto per il crocifisso è stato sempre molto sentito dalla popolazione di Montefiascone. È noto come nel 1560 sia stata creata la Confraternita del Crocifisso aggregatasi poi nel 1614 all'arciconfraternita di S. Marcello di Roma. Il compito dei confratelli era quello di dare sepoltura ai cadaveri durante le epidemie di peste e di assistere i moribondi. La Confraternita tenuta dai Serviti aveva la sua sede nella chiesa di S. Maria delle Grazie. Il nostro Cristo morente della cattedrale è rappresentato nel momento di massima sofferenza, quando il corpo è ancora teso nel dolore, ma la testa nel momento finale comincia a reclinare sulla spalla destra. È un'opera di raffinata esecuzione riconducibile alla seconda metà del Quattrocento. Il restauro intrapreso porterà ulteriori informazioni (anche grazie alla rimozione delle vernici che hanno occultato la materia originaria) utili per una più precisa datazione. L'intervento di restauro conservativo è eseguito da Kuri srl. Consiste nella disinfestazione (con trattamento chimico) da insetti xilofagi eseguito in loco; prove strarigrafiche a secco o a solvente chimico per osservare la tecnica esecutiva della statua e stabilire con maggiore precisione i successivi interventi; pulitura per gradi ed eventuale integrazione. Lidia Saraca Colonnelli È 1 Cristo morente sulla Croce Fotografato dal basso vediamo il Cristo sulla Croce non morto ma morente, sofferente e i suoi occhi sono aperti, mentre forse invoca il Padre celeste dicendo: "Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno". Nel Getsemani aveva pregato così: "Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice, però non come voglio io, ma come vuoi tu' e ancora "Padre mio, se questo calice non può passare via senza ch'io lo beva, si compia la tua volontà'. Gelmini: la sentenza di Strasburgo ha offeso l'italia "La Corte europea di Strasburgo ha valutato offensiva la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche? Ebbene, noi riteniamo offensivo quel pronunciamento". Una decisione, quella della Corte di Strasburgo che "traduce l'europa non nell'europa dei popoli, ma delle burocrazie e che sicuramente la indebolisce, proprio perché toglie un simbolo che ha un grande valore religioso, ma anche un grande valore unificante". "È proprio alla luce di questa considerazione, del fatto che sono almeno sette o otto i Paesi che hanno nella loro bandiera la croce, che noi riteniamo doveroso fare ricorso contro un pronunciamento del tcftto insensato che offende i popoli e le nostre tradizioni". "All'interno della scuola c'è stato un dibattito molto vivace attorno a questo tema. Mi fa piacere constatare che, sia da parte dei cattolici ma anche dei laici, si sia levato un sentimento di indignazione diffuso e ciò forse ha reso ancora più forte, più pregnante e più significativa la presenza di quel crocifisso, che dalle aule delle scuole del nostro Paese non è stato assolutamente tolto". "Il crocifisso, in molti istituti dove addirittura non era presente, è stato affisso nelle aule e nei laboratori, proprio in segno di sdegno rispetto a un pronunciamento irrazionale e a difesa di quei valori della cristianità che permeano la nostra cultura". Diocesi di Padov oltre che religio La diocesi di Padova è intevenuta in merito alla s l'esposizione del crocifisso nelle scuole pubbliche In un comunicato diffuso ieri, la comunità veneta coraggio della propria fede, anche nelle sue espr essere usato in alcuna battaglia; né contro alcuna Cristo, prosegue la nota, nei secoli è divenuta an per creare pace, giustizia, fraternità, accoglienza. È il simbolo di valori includenti e mai escludenti. anche strutture e istituzioni sociali fondate su valo L'esposizione nei luoghi pubblici, quindi, "è memo te - in questo simbolo ritrovano quei valori univer

11 LA VOCE - n 12 - Dicembre 2009 pag. 13 Margherita durante il periodo pasquale, per poter intervenire, sistemare alcune parti mancanti e portarlo allo splendore iniziale. si sta veramente rovinando ed è bene riprenderlo prima che sia troppo tardi. Ecco perché abbiamo deciso di dargli la possito alla presentazione dell'artista Vladimir e del lavoro già iniziato, sicuri anzi certi della collaborazione di tanti nostri concittadini. Sono lavori lla da dare alla polemica attuale della eliminazione dei crocifissi dalle scuole e locali pubblici. Il Crocifisso fa parte della nostra tradizione reli- >regare, portato al primitivo splendore per la fine del mese di dicembre. E tra le cose più preziose che abbiamo nella basilica. Don Agostino Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto Con il restauro dell'antico Crocifisso venerato nella Basilica Concattedrale di S. Margherita V.M. siamo invitati a volgere lo sguardo a "Colui che hanno trafitto" (Gv 19,37). Un rinnovato sguardo per riscoprire una delle più belle sculture che compongono il patrimonio artistico della nostra città e del territorio circostante, che abbiamo il compito di conservare per trasmetterlo alle successive generazioni, come è stato tramandato a noi lungo i secoli, testimone di quella primitiva chiesa di Santa Margherita e salvato da quel terribile incendio del venerdì santo 1670 che distrusse gran parte dell'antico tempio. Il restauro permetterà di vedere il Cristo morente nella sua originaria bellezza e di scoprirne, forse, particolari fino ad oggi inediti. Il restauro non è un'operazione soltanto culturale, ma riguarda principalmente la fede del nostro popolo, la nostra fede che ci fa vedere nel Crocifisso, il Signore e Maestro che ha donato la sua vita per riconciliarci con Dio e fare di noi il popolo nuovo dei redenti. Intere generazioni hanno rivolto lo sguardo a quel Crocifisso, che è stato sorgente di consolazione e di speranza tra le sofferenze e le solitudini. Nel volto morente del Cristo si rispecchia il dolore umano, avvertiamo la sofferenza del momento estremo della morte, della finitudine dell'uomo con la stessa intensità con la quale il Signore stesso sulla croce ha gridato il suo abbandono e la sua solitudine al Padre. Quel capo reclinato grondante sangue è coronato dell'aureola della gloria e la sua croce è contornata di oro, simbolo della Risurrezione di Cristo. La morte non ha infatti l'ultima parola se noi porteremo la nostra croce uniti a Cristo, facendo della nostra vita un dono di amore fedele a Dio e all'uomo anche noi passeremo dalla morte alla vita, e in cambio di una piccola sofferenza ci sarà data una grande gloria. Siamo invitati a guardare il Crocifisso, forse provvidenzialmente, in questo tempo nel quale si parla molto di lui e della sua presenza nei luoghi pubblici, non solo però perché vi rimanga, ma per vivere il grande messaggio di amore e di affidamento a Dio che esso promana e per rinnovare la nostra fede: da lui sgorga la sorgente di acqua viva che rinnova la vita e dona speranza. Sarebbe molto significativo se ognuno - singole persone, famiglie, enti, associazioni, imprese - collaborassero a questo restauro con il suo piccolo o grande contributo economico, non solo per sostenere le spese del lavoro, ma per una testimonianza di tutta la nostra città di amore a quell'antico Crocifisso che racchiude in se il cammino di fede dei secoli ed ha impressi in quel legno gli sguardi dei nostri antenati. Insieme vogliamo volgere lo sguardo "a colui che hanno trafitto", per riscoprirci una comunità unita e concorde intorno a lui, il Signore morto e risorto, affinché volga il suo sguardo di misericordia e di bontà su tutta la nostra città. Mons. Fabio "La Corte Europea evoca lo spettro di togliere il Crocifisso" "Come ognuno di noi saprà, la Corte Europea, su richiesta di una famiglia, ha emanato una sentenza, mediante cui i Crocifissi verrebbero tolti specie nei luoghi pubblici. Prima di tutto, di tante cose veramente importanti, come la povertà che sta avanzando a grandi passi in seguito alla recessione, si va ad analizzare... di tagliare la coda ai cani, di dare la licenza di caccia ai sedicenni addirittura e, non da ultimo, questa Sentenza che suona come un vero pugno per chi crede e vede in quel simbolo, quello della Redenzione dell'intera umanità... Ma forse, per caso quei "signori" vorrebbero toglierlo perché il vederlo suona loro come un monito per una vita migliore che dovrebbero intraprendere... o si sentono giudicati per quello che fanno, guardando quel simbolo della Cristianità, simbolo che parla chiaro a "chi ha orecchie da intendere... intenda!" nel senso che la vita deve passare attraverso le sofferenze, nessuno di noi si può escludere, per giungere all'elevazione sublime dell'animo... Togliere i Crocifissi, significherebbe, levarli in seguito dappertutto... Cosa c'è di più bello, per cercare se stessi soffermarsi e meditare un po' su di esso, entrare, per esempio, quando si fanno delle escursioni in montagna, in una cappellina dove è esposta una Croce ed essere circondato dal silenzio e, quindi in esso, cercare e trovare Dio e sentirlo più vicino. Perché dunque questa gente, per esser aggiornati a questi tempi dove tutti i principi sono calpestati, compresa la Religione, insita nelle anime pie e tramandata, proprio come quel Crocifisso, da padre e figlio... Se ciò avvenisse, cosa tramanderanno i nostri figli e nipoti, alla loro prole?... Sterili pareti nude dove lo sguardo si perde nel nulla di anime inaridite dall'ateismo, dall'eccesso di va: "Simbolo umano e culturale, ioso. Non va strumentalizzato" la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, che ha ritenuto illegittima iche. eta ha detto di condividere l'invito del Papa, "che chiede ai fedeli e alle comunità cristiane il spressioni pubbliche". Il crocifisso, prosegue il comunicato, "non va strumentalizzato, né può una persona. La storia lo ha insegnato". La rappresentazione della passione e della morte di anche "un simbolo umano, culturale, oltre che religioso. Il crocifisso indica il prezzo pagato za. È l'icona di chi alla violenza e all'ingiustizia risponde con parole di pace e gesti d'amore, nti. Per il cristiano è la cifra della propria fede che, incarnata nella storia e nella vita, ispira valori etici di rispetto e di promozione delle persone, delle culture, delle religioni di tutti", moriale di fede per coloro che credono, e riferimento etico e culturale per quanti - laicamenversali che il Cristo crocifisso incarna, a favore di tutti e mai contro qualcuno". Fabene razionalismo mirante ad eliminare tutto ciò che non cada sotto i sensi. Che Società potrebbe essere questa? Difendiamolo a spada tratta perché toglierlo, potrebbe significare l'inizio, già purtroppo in corso, della fine di tutto e quando anche le tradizioni religiose scompaiono, ne scaturisce una società sempre peggiore ed autolesionista. Se occorre, noi credenti, siamo disposti ad un Referendum popolare per annullare un'eventuale approvazione di applicazione di tale Sentenza. Non diamo adito ad un avanzamento del più terrificante materialismo. Facciamo riscoprire ai nostri figli i principi basilari per una nuova Società, per un Mondo diverso da quello opaco attuale, in una nuova Umanità che, unita, marcerà, verso mete sempre più elevate". Paparello Gianluigi

12 pag. 10 LA VOCE - n 12 - Dicembre 2009 // LA VOCE" E GRATA Al SUOI CAVALIERI: Masi Antonio, Loreti Roberto, Piacentini Giuseppe, Corallini Vincenzo, Benatti Mario e Chiara, Ferri Alberto, Merlo Maria, Ballarotto Roberto, Ciucci Ileana, Bronzetti Maria Pia, Ranucci Domenico, Cipriani Lorena, Perugini Di Tommaso Viviana, Andreani Mario, Teofilo Anna, Moretti Maria Adelaide in memoria della madre Agnese, Ciarmatori Maria Teresa, Farmacia Braguti, Busnelli Giuseppe, Legnetti Anna Maria e Camicia Alfonso, Vincenti Stefania, Moreschi Francesco, Ricci Vincenzo, Manzi Giuliano e Enrico, Belella Carlo (dall'america), fratelli e sorelle di Mosca Maria, Laura Biancalana in ricordo di papà Odoardo e per il giornale da inviare al figlio Carelli Gianluca, Radicati Luigi. BENEMERITI: Martini Olindo, Ceccariglia Onorina, Menghini Giuseppe, Lucchetta Fabrizio, Manzi Lucia, Lombardi Stefania, Ricci Armando, Romiti Dorindo, Crocetti Anna, Mocini Lodovico, Tranquilli Adua, Passetti Pierangelo, Brachino Nello, Capotosto Domenico, Ruggeri Mirella, Fumagalli Anna, Bartoli Anna, Pasquali Rita, Capotosto Fausta, Paolini Clara, Salucci Adriano, Pezzato Tonino, Ceccarelli Lucio, N.N., Ceccarelli Pio, Fidati Edda, Camicia Agostino, Ranaldi Bruno, Catasca Laura, Bernini Anna Rita.. AMICI: Menghini Margherita, Napoli Claudio, Franco Domenico, Di Luigi Vincenza, Fetoni Domenico, Poggeri S. Giovanni Battista, Ranaldi Lina, Fapperdue Francesco - Anna Maria e Luigina, Mocini Stefano, Cicoria Maria, Antonimi Anna, Paolini Carmelo, Stefanoni Antonio e Pericle, Pelecca Angelo, Angeli Giorgio, Mariani Mirko, Torri Carlo Alberto, Marianello Settimia, Stecconi Anna Lisa, Bartolozzi Maria Teresa, Gianlorenzo Antonio, Ferlicca Mimmo, Ugolini Arcangelo, Moschetti Gianni, Camicia Tullio, Vittorini Daria, Arcidiacono Bianca, Sportoloni Maria, Filiè Marcello, Dilio Costanza, Marianello Gilda. * * * * * * * * * * * * * * GLI AMICI DELLA CATTEDRALE SARANNO INSERITI NEL PROSSI- MO NUMERO DE "LA VOCE". AVVISO IMPORTANTE Facciamo appello a tutti i nostri lettori affinché contribuiscano al sostentamento del giornale, in particolare a coloro che non l'hanno mai fatto. A fine d'anno arriviamo sempre con il fiato alla gola! Anagrafe cittadina NATI: Bisignano Gabriele di Fedele e Barbalace Francesca (19/10), Zerbini Matteo di Piergiorgio e Balicchi Federica (2/11), Nevi Gabrielle di Pietro e Chicchirichì Isabella (31/10), Verrecchia Samuele di Mirko e Bellapadrona Sara (5/10), Santini Michele di Francesco e Cevolo Tania (6/10), Gasparri Jacopo di Luca e Polidori Antonella (14/10), Santucci Flaminia di Massimiliano e Manzi Angelo (12/10), Mattei Giorgia di Fabio e Cicoria Rosita (21/10), Ciampicotto Jacopo di Mauro e Ciutti Arianna (13/11). MATRIMONI: Cevolo Diego e Vittorini Graziella (24/10), Marziantonio Vittorio e Bernevie Monica (31/10), Saraca Gianluca e Tribolati Cristina (24/10). MORTI: Prosperi Ida (n. 18/1/27 m.3/11), Turchetti Anna (n.27/7/11 m.6/11), Plocco Giuseppina (n.21/6/20 m.9/11), Cicoria Luigi (n.8/12/20 m.11/11), Mostarda Amalia (n.3/11/26 m.18/11), Maiucci Ida (n.25/9/12 m.18/11), Cappannella Giuseppe (n.10/2/28 m.16/10), Martini Martino (n.22/10/21 m.16/10), Pistoni Maria Vittoria (n.4/3/36 m.21/10), Guerra Dorina (n.9/1/15 m.21/10), Burla Ida (n.7/1/22 m.27/10), Menghini Franca Maria (n.13/8/28 m.28/10), Ranucci Antonio (n.7/3/24 m.31/10), Cappelloni Alvaro (n.14/2/49 m.5/11), Mancini Cesare (n.11/4/10 m.6/11), Manzi Lucia (n.7/4/13 m.29/10). Chiesto in Italia lo stop alla pillola Ru486 La commissione Sanità del Sanato italiano ha approvato, con il voto favorevole del Partito della libertà e della Lega e quello contrario del Partito democratico, il documento finale dell'indagine conoscitiva condotta sulla pillola abortiva Ru486. Nel documento si chiede di fermare la procedura di immissione in commercio della pillola in attesa di un parere tecnico del ministero della Salute circa la compatibilità dell'uso della Ru486 con la legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza. I voti a favore del documento sono stati 14, fra i quali quello del presidente della commissione, Antonio Tomassini, i contrari otto. "L'Eco" di Zeppo riami Finalmente una sede! L'Associazione Culturale "Il Giglid' di Zepponami e L'Associazione "Montefiascone Astrofili 1 nella persona del presidente di entrambe Dott. Angelo Cempanari annunciano che è stato loro concessa una sede sociale nei locali della stazione ferroviaria di Montefiascone che saranno gestiti dalle associazioni in comodato d'uso con Comune di Montefiascone. Dopo una lunga attesa l'amministrazione comunale ha deliberato positivamente. Le associazioni ringraziano il sindaco Andrea Danti e tutta l'amministrazione comunale per la loro sensibilità e la concretezza operativa. Le associazioni "Il Giglid' di Zepponami e L'Associazione "Montefiascone Astrofili' si impegnano a utilizzare nella maniera più corretta e a garantire una responsabile gestione dei locali concessi. David Sciuga UNA RONDINE FALISCA SPICCA IL VOLO Come ogni anno a novembre la grande arcieria torna a Montefiascone, per una gara prestigiosa e affascinante, La rondine d'argento. Quasi 200 atleti provenienti da tutto il bacino del centra Italia si sono riuniti al Palazzetto dello Sport di Montefiascone il 14 e 15 novembre. Per la prima volta in 36 edizioni un arciere falisco è riuscito a trionfare: Carlo Chiodo si è aggiudicato la vittoria nella divisione seniores maschile stile arco olimpico. Il membro degli Arcieri Falisci di Montefiascone ha totalizzato un brillante punteggio di 575 su 600, superando anche Edoardo Quattrocchi, atleta del CUS Roma con un curriculum di rilevanza nazionale. "Dedico questo successo a mio padre, Silvano Chiodo, uno dei soci fondatori della società degli Arcieri Falisci insieme a Renato Roncella", racconta con una punta di emozione il fresco vincitore ricordando lo scomparso genitore, venuto a mancare qualche anno fa. Carlo racconta del suo rapporto con l'arco: "Ho cominciato a 16 anni ma poco dopo ho abbandonato, mentre la vera passione è scoppiata a 18 anni, quando ho intrapreso seriamente l'attività agonistica. Inizialmente mi sono dedicato all'arco nudo, poi su consiglio di Massimo Sciuga sono passato all'olimpico". "Gii dicevo che era sprecato per l'arco nudo", interviene Massimo, altro atleta di punta della società falisca. Questo successo rappresenta il coronamento di una brillante carriera per Chiodo, che è salito sul podio in molte delle recenti gare interregionali e soprattutto ha partecipato al Campionato italiano 2009 e si è guadagnato la qualificazione per la prossima edizione che si terrà a marzo 2010 a Montichiari, in provincia di Brescia. Nella classifica a squadre ha vinto il Cus Roma con Edoardo Quattrocchi, Fabio De Santis e Roberto Mannu, totalizzando 1684 punti, davanti agli Arcieri Torreveccia, con Alessandro Rinaldi, Marco Medaglia e Gianluca Marchetti, arrivati a 1631 e gli Arcieri Falisci con Carlo Chiodo, Massimo Sciuga e Francesco Rapiti, fermi a Nella divisione arco olimpico allievi maschili il giovane Leonardo Gatti degli Arcieri Falisci si è aggiudicato la vittoria con il punteggio di 526, superando Francesco Morucci, degli Arcieri Orsini e un altro montefiasconese, Andrea Manzi. PILLOLA ABORTIVA: I FATTI * La domanda. Nel 2007 la Exelgyn, azienda francese che produce la Ru486, chiese che anche l'italia autorizzasse l'uso della pillola abortiva e avviò l'iter burocratico per il "mutuo riconoscimento" del farmaco in quanto già usato da altri Paesi europei. * La sperimentazione. Dal 2005 il farmaco era stato introdotto in alcuni ospedali italiani a titolo sperimentale (il primo fu il Sant'Anna di Torino, per iniziativa del ginecologo radicale Silvio Viale). * La pratica. Nel 2008 il dossier venne a lungo esaminato dal Comitato tecnico-scientifico dell'agenzia italiana del farmaco (Aifa), che concesse il proprio nulla osta. In seguito il Comitato prezzi stabilì il costo del farmaco. * La decisione. Il 30 luglio 2009 il Consiglio d'amministrazione dell'aita ha autorizzato l'immissione in commercio del Mifegyne, nome commerciale della Ru486, condizionandone l'uso agli ospedali e sino alla settima settimana di gravidanza. Non ha previsto la commercializzazione della Ru486 in farmacia. * Le regole. In settembre il Cda dell'aita ha dettato le disposizioni tecniche per l'adozione del farmaco in ospedale. Il documento non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. * Il Senato. Intanto la Commissione sanità del Senato ha avviato un'indagine conoscitiva sulla Ru486, conclusa ieri con il voto che ha di fatto fermato il via libera dell'aita e rimesso la decisione nelle mani del governo, dal quale è atteso un atto di indirizzo sulla stessa Agenzia del farmaco per rimodulare la delibera. Si dovrà verificare la coerenza e la compatibilità tra la pillola abortiva e la finalità della legge 194, che prevede il ricovero ospedaliero fino all'interruzione della gravidanza. Nel caso delle Ru486 invece solo l'assunzione della pillola avviene all'ospedale, mentre l'interruzione della gravidanza avviene in seguito. D.S.

13 Quelli del 49! Il giorno 4 del mese di ottobre quelli del "49" si sono ritrovati per una giornata di festa e di amicizia per i loro primi 60 anni! Eravamo in tanti, eravamo contenti nell'lncontrarci e stare un giorno insieme. Alle ore 10,30 accoglienza nel salone parrocchiale di Zepponami con una prima colazione variegata e di buon gusto. Alle ore 12,00 eravamo tutti, 110, e ci siamo raccolti nella Chiesa della Madonna del Giglio per una S. Messa di lode e ringraziamento al Signore per tutti i benefici operati nei nostri 60 anni di vita. La celebrazione è stata presieduta dal sessantenne Don Domenico Bandini. Profonda la commozione nella preghiera di ricordo dei nostri coetanei in cielo. Poi tutti an'"acqua Rossa" noto ristorante dove tra cibi buoni e abbondanti e alcuni bicchieri di vino la festa ha toccato il picco dell'allegria con canti, suoni e balli di gruppo. Ore 18,00 il momento dei saluti, con un velo di malinconia, ma con il cuore pieno di commozione profonda, sentimenti sinceri e, infine, un arriverderci a presto!! LA VOCE - n 12 - Dicembre 2009 pag. 13 I cugini della Famiglia Bucaccio FUNGO A MENSOLA Il giorno 22 agosto 2009, su iniziativa di Bucaccio Giulio e Ugolini Arcangelo, i cugini di prima generazione della famiglia Bucaccio si sono riuniti al gran completo per trascorrere una giornata in allegria e per saldare ancor di più il loro legame di parentela. Appuntamento al prossimo anno. Al circolo Montefiascone Anziano prendi la Bandita via che per la vita porta all'ottimismo li si balla si riballa con allegria ove van i falisci al culturismo sarai accolto con tanta cortesia questa è verità è verismo troverai chi al lavoro parte prese e ora ha il riposo che tanto attese. Tibo Perseo Notizie da Shiroka - Albania Sabato 21 novembre 2009 Carissimi amici vicini e lontani, ieri 20 novembre abbiamo festeggiato la Madonna della Divina Provvidenza, patrona principale della nostra congregazione. Don Orione ha voluto affidare a questa Madre provvidente e amorosa le sue opere a favore dei poveri ed emarginati sicuro che nei momenti di bisogno non sarebbe mancato il suo intervento amorevole. Anche io qui in Albania, paese tra i più poveri d'europa, ha visto nascere e fiorire opere straordinarie: chiese, scuole, ambulatori, oratori, centri di recupero per handicappati ecc... Chi ha fatto tutto ciò? I misionari? non sarebbe stato possibile senza un aiuto straordinario dall'alto. La Divina Provvidenza. Muove cuori e persone, suscita energie e cominciano ad aiutare i più poveri con tutto ciò che hanno: capacità, cuore, tempo e denaro. Nessuno ha potuto ancora esplorare quanto può amare, a che coraggio e generosità può giungere il cuore di una persona. E' a questo tesoro immenso che attinge la Divina Provvidenza e allora tutto prende vita e dà gioia a chi riceve e di più a chi dona. Auguro a tutti ogni bene e la benedizione del Signore. Don Rolando L'esemplare di FUNGO a MENSOLA è stato staccato dal tronco di una quercia in località Pecoroni. A trovarlo è stato Riccardo Pecoroni, alunno di terza media della Scuola S. Lucia Filippini. Naturalmente il distacco è stato operato dai genitori che dopo aver "liberato" la quercia dal considerevole peso, superiore a trenta chili con dimensioni 60x42x48 cm, a gran fatica hanno portato il fungo nel laboratorio di Scienze della Scuola del figlio. Qui oltre ad essere fotografato, il fungo è stato studiato dagli alunni della classe. Il nome "a mensola" indica che questi funghi sporgono dai tronchi degli alberi come balconi. Le ife sono strutture microscopiche caratteristiche del regno dei funghi; nei più noti e amati funghi commestibili esse proliferano sotto terra fino ad incontrare le radici di specifici alberi. Quando due ife si uniscono nasce un corpo fruttifero che erompe dal terreno e forma il profumato e saporito fungo. Nel caso dei funghi a mensola le ife sono di diversi tipi: alcune hanno funzione generativa, si insinuano all'interno del tronco, si uniscono e formano la mensola, altre ife hanno funzione di sostegno, queste sono molto spesse e si insinuano all'interno dei tronchi con disegni degni di un vero ingegnere. A farne le spese sono gli alberi, nel nostro caso la quercia che è stata liberata dalla presenza di un grande e pesante parassita.

14 pag. 10 LA VOCE - n 12 - Dicembre 2009 E y giunto il momento di sciogliere le vele (2 Tm. 4,6) Giuseppe Cappannella Un uomo lavoratore, silenzio 1 so, buono. Non sapevi se c'era, aveva trovato la sua compagna e si aiutavano a vicenda. La vita non era stata tanto buona per lui e per lei. Ora vivevano sereni, quando il Signore l'ha voluto a sé, per farlo stare ancora meglio nel suo regno. Lo piangono giustamente la moglie, tutti i parenti e tutti coloro che l'hanno conosciuto. Antonio Ranucci Caro nonno la tua perdita è stata inaspettata per tutti coloro che ti vogliono bene. La tua assenza lascia un grande vuoto, in particolare per la tua sposa Maria che si è presa cura di te soprattutto negli ultimi anni, quando ormai i tuoi problemi di salute ti avevano costretto a lasciare la tua adorata campagna e la tua passione per la caccia. Ti ricorderemo sempre per sorriso, la tua bontà e la tua generosità. Mario Menghini tuo Il figlio Gianfranco, la nuora Paola, e i nipoti Fabio e Federica Caro nonno Mario, ora che non sei più tra noi, ti vogliamo ricordare come sei sempre stato e cioè: un uomo, un marito ed un nonno silenzioso, modesto e paziente. Siamo sicuri che non avresti voluto troppe parole per ricordare la splendida persona che eri. Abbiamo scelto questa foto perché far parte della Banda cittadina è sempre stata una delle tue più grandi passioni. Per noi il nonno è questo, un uomo che ha passato una vita e poi una vecchiaia lunga e bellissima, sempre energico e attivo pronto ad aiutarci e consigliarci in qualsiasi situazone, con la mente lucida fino alla fine, che sembrava non voler cedere ad un corpo che lentamente e senza far rumore perdeva le forze. Credevamo tutti di esserci rassegnati già da tempo a perderti, ma la tua forza di volontà ti ha permesso di starci accanto fino alla fine. Porteremo sempre nei nostri cuori, la tua risata ed il tuo amore. Ciao nonno Mario o come gli amici ti soprannominavano: Ciao zi' Frate. Eufemia Caprio VISITA A MIA MADRE Mille volte ho salito quelle scale Sperando di trovare un po' di sole. Faticoso quel percorso di dolore, Ma ricco il premio: c'è l'amore. Ho accarezzato i tuoi capelli vecchi di cent'anni, ho accarezzato le tue gote ricche di malanni. Le tue rughe che scavano L'arida pelle come solchi Stanchi di dar frutti. I tuoi occhi spenti non leggono il libro della vita Andrea, Davide, Sara e Elenia ma proiettano la tua storia di lavoro e di fatica. Di remota memoria Alla ricerca la tua mente Che dissolve la nebbia Di un passato confuso Ma che si spegne lentamente. Mi sussurri una canzone Con voce tremante, è la stessa che cantavi a me bambino, su quelle braccia forti che sapean cullare tanto che da sveglio riuscivo a sognare. Ora nel cuor hai tutta la forza, Basta un tuo sguardo Per una dolce carezza. Martino Martini Se andato marito, padre, nonno, nei quali ha dato il massimo di se stesso. Uomo riservato e socievole al tempo stesso, di singolare apertura mentale è riuscito, grazie alla versatilità del suo carattere, ad inserirsi in gruppi di qualsiasi fascia di età, passando dal gioco al divertimento ai discorsi più impegnati. Una vita lunga, spesa bene all'insegna dei valori più importanti quali il rispetto, l'onestà, il senso della patria alla quale, con orgoglio, aveva donato i suoi anni migliori. Ha trascorso gli ultimi anni della sua vita dedicandosi alla grande passione per la lettura, mantenendo piena lucidità mentale fino alla fine. Un sincero ringraziamento all'hospice di Villa Rosa, struttura nella quale si entra con la morte nel cuore ma dove si scopre un angolo di Paradiso terreno per la presenza di tanti Angeli che amorevolmente assistono i malati e supportano i parenti provati. t famigliari Maria Mosca Cara sorella, te ne sei andata lasciandoci un grande vuoto. Ti ricordiamo nei nostri cuori sempre sorridente, calma e buona. Lasci il figlio Adolfo, la nuora Katia e i nipoti Claudio, Valerio, Flavia e Andrea per raggiungere il tuo sposo Claudio Del Conte che ti ha preceduto in cielo nel Il tuo ricordo ci accompagnerà per tutta la vita e l'amore che ci hai donato rimarrà sempre nei nostri cuori. Con affetto e amore i fratelli e le sorelle. Ferruccio Marziantonio mamma ha un cuore grande, ti dona la vita, ti cresce con amore e pazienza e ti insegna ad affrontare la vita, ma prima o Gina Buzzi Alla mia mamma poi se ne va e quando questo accade, porta via con sé parte della vita che ti ha donato. Non si è mai pronti a rinunciare alla propria mamma, non si può accettare, non ci si rassegna, ci si sente soli, perché nessuno potrà mai prendere quel posto nel nostro cuore. Mia cara mamma, tu hai lasciato dentro di noi tanto vuoto, hai combattuto la tua malattia a testa alta, hai lottato con coraggio e tenacia, ma lei era troppo forte e crudele, alla fine ti ha sconfitta. Però hai dimostrato a me, Simonetta, Erica, al babbo come si affrontano le avversità; quante volte mamma, traffita dalla vita, hai saputo reagire senza maledire la sorte o abbandonarti all'autocompassione, sei stata una grande donna perfino nella tua sofferenza, anche quando la vita ti scoraggiava, mascheravi il tuo dolore, sapevi nasconderlo sotto un sorriso! Mamma sarai sempre in vita in me e in quella di tuo nipote, Davide, che ora vive in me. Avevo tante cose da imparare specie che ora a breve sarò mamma anche io. Perché il destino non ha voluto farti incontrare il piccolo che è dentro di me? Perché il destino ha voluto donarmi la cosa più bella togliendomi quella più importante in questo momento per una donna? Non è vero che il tempo attenua il dolore! Mi ritrovo con le lacrime agli occhi quando ti penso... e tu sei lì che riposi con gli angeli, i tuoi angioletti che tanto hanno avuto bisogno di te! Sei stata alcuni anni con noi, ora tocca a loro! Sarai sempre con me, nel mio cuore e in quello delle persone che ti hanno conosciuta, perché ad ognuno di noi hai lasciato un segno! Te ne sei andata lasciando solo il vuoto pieno di parole, rimaste lì bagnate di lacrime, piene di dolore, c'è solo il nero della notte e il tuo sorriso, per sempre nei nostri cuori! È dura mamma ma andiamo avanti, tu non ci sei più e questo ci fa tanto male ma sapremo reagire perché tu mamma ci hai insegnato a farlo! Tua figlia Valentina Ciao nonna, ci hai lasciato poco più di un mese fa, ma il vuoto nella nostra famiglia è immenso. Sei sempre stata una grande donna, ma per me una grande nonna, sempre presente dentro di noi e in tutti quelli che ti hanno conosciuta. Grazie al tuo lavoro svolto con passione, aiutavi il prossimo ed è per questo che sei sempre stata amata da tutti. Ti sei avvicinata alla fede e non hai mai abbandonato il Signore; è sempre stato tuo amico ed ora ti ha portato con sé in un mondo, dove spero che sarai felice e serena perché te lo meriti veramente. Mi manchi già moltissimo ma vivrai sempre dentro di me insieme ai ricordi più belli delle giornate trascorse insieme. Sei la mia nonna e sarai sempre nel mio cuore. Un bacio grande grande dalla tua adorata nipote. Ti voglio tanto bene. Erica segue a pag. 15

15 LA VOCE - n 12 - Dicembre 2009 pag. 13 Le lagrime di coccodrillo durano poco, e servono ancora meno. Oltre a piangere le tragedie lontane da noi, dovremmo anche riflettere sulle magagne di casa nostra, per prevenire scempi e disastri. L'ITALIA FRANA. A QUALCUNO PIACE COSÌ di Giacomo Carioti L'Italia è continuamente sconvolta da tragedie legate al territorio. Quando queste accadono (come il terremoto de L'Aquila e la frana di Messina), tutti esprimono buoni propositi per il futuro, occultando gli errori e i misfatti accumulati negli anni e nei decenni. In tutti questi eventi viene fuori un denominatore comune: l'incuria, ma soprattutto l'opera perversa dell'uomo. In parole povere: l'abusivismo selvaggio attuato con la tolleranza istituzionale. Così alla fine, la responsabilità delle cosiddette "stragi annunciate" si diluisce nel nulla o quasi. Intorno, si intona il coro: "Mai più abusi, e i responsabili devono essere puniti". In realtà, i responsabili non saranno quasi mai puniti, per le complicità inestricabili, e gli inevitabili ricatti incrociati. Sono cose sotto gli occhi di tutti, e le tragedie sono destinate a ripetersi: l'italia è tutta una sfida alla natura e all'ambiente, in nome delpapprofittamento per il proprio comodo, con il conforto istituzionale, ispirato alle sanatorie, ai condoni, al sottobanco. La filosofia di chi si fodera gli occhi - anche mettendo da parte il tornaconto eventuale è: meglio rischiare qualche decina di morti sotto le macerie piuttosto che l'impopolarità. Nel nostro piccolo, anche noi siamo circondati dagli scempi, eccome! Ma si ritiene che i nostri non costituiscano pericolo: al massimo, sono solo un diffuso scempio ambientale, che volete che sia? E la fatale prevaricazione dell'uno sull'altro, da compensare solo con successive prevaricazioni, che volete che sia? Sarà poi vero che i nostri abusi siano solo inestetici e incivili, senza ulteriori conseguenze sulla salvaguardia della incolumità? Sarebbe tutto da verificare, e ne scopriremo delle belle. Ma anche limitandosi alle brutture urbanistiche e ambientali, il danno è enorme, e si riflette - e si rifletterà a lungo - sul benessere di tutti, limitando la vera crescita dei nostri territori verso una percezione generale di vera bellezza ed armonia. Al di là della propaganda, questa armonia è ben lontana dall'essere percepita fuori dalle nostre mura: la nostra immagine, ahimé, non è di primo livello.... E SE PERMETTETE, PARLIAMO DEL LAGO Dagli agglomerati urbani al lago. Certamente, il nostro lago è, vocazionalmente, una preziosità naturalistica. Ma basta fare un giro accurato nei suoi dintorni e nelle sue sponde appena poco distanti da quelle abitualmente frequentate, per accorgersi di quanto basso sia il rispetto dello spazio che dovrebbe essere comune e intoccabile: e troppo spesso chi dovrebbe vedere si fodera gli occhi. Chi controlla il litorale e le sue vicinanze? Chi assicura la totale accessibilità delle sue sponde, e la percorribilità del suo anello, come sembrerebbero garantire le norme? Nell'augurarci che il problema dell'abuso divenga centrale per chi ritiene di avere pubblica autorità, parliamo di quel che, del lago usiamo correntemente: le sue spiagge, specialmente d'estate. Quella che è appena finita, ma che presto tornerà, con le sue folle di villeggianti. Vogliamo pensarci in tempo? Occorre riconoscere che, negli ultimi tempi, molto si è fatto per migliorare il litorale di Montefiascone: prati verdi, staccionate, gioci, eccetera. È molto: ma è anche molto poco. Restano i problemi più importanti, che, specie nei periodi più affollati, rendono la nostra spiaggia poco civile, e addirittura invivibile. La sporcizia, i controlli di sicurezza, il traffico veicolare, sono i nodi da affrontare e da sciogliere fin da ora, decisamente. Sporcizia. Come in ogni spiaggia che si rispetti, ogni sera andrebbe fatta una pulizia dell'arenile. Non si tratta di lavori mastodontici, ma di semplice rastrellamento (non più di 2 ore di lavoro per 2 addetti), per eliminare sassi, sterpi, fogliame, ed eventuali rifiuti lasciati dagli incivili. Controlli. I controlli, oltre che per la sicurezza e l'ordine (non solo le incursioni dei vigili per sanzionare i divieti di sosta, ma soprattutto per impedire la velocità dei veicoli, i rumori insopportabili delle moto, l'abbandono di rifiuti: chi disturba e chi sporca va sanzionato severamente. Vigili e carabinieri non debbono limitarsi ad effettuare rapide passate in macchina un paio di volte al giorno; quanto meno un vigile deve essere permanentemente in servizio sulla spiaggia. Traffico. Qui il nodo va sciolto definitivamente, altrimenti la spiaggia sarà sempre uno squallido carnaio fra i tubi di scappamento. Ci vogliono iniziative coraggiose e drastiche: ragionevoli ma risolutive. Tutte le soluzioni vanno analizzate, per esempio: istituzione del senso unico lungo la spiaggia in direzione Fondaccio nell'orario 10-18: una soluzione civile, indolore per chiunque, risolutiva del caos invivibile di oggi. Sindaco, cosa ne pensa? Ci dia un segno della sua sensibilità al problema, ma lo faccia subito: anche se ci approssimiamo all'inverno, l'estate è alle porte. La cura del lago non sta solo nelle opere, ma soprattutto nella loro dignitosa conservazione. Che senso ha, per esempio, piazzare nei fondali un monumento celebrativo, installare un monolite di riferimento per segnalare quella presenza, utilizzando materiali scadenti e privi di manutenzione? Guardate nella foto come è ridotta la recente targa posta sul masso che segnala il monumento ai caduti dell'aviazione dell'esercito: ma si può fare una targa in quel modo? E, almeno, la si vuole pulire?... meglio sarebbe rifarla, con materiali e tecniche adeguate. Altrimenti, queste belle iniziative, producono l'effetto contrario a quello che si vorrebbe far credere. Attendiamo un intervento urgente. continua da pag. 14 Franca Menghini Desideriamo ricordare molto affettuosamente mamma Franca che dopo breve malattia ci ha lasciato. La ricordiamo come grande lavoratrice, ottima ed esemplare madre e sposa fedele. Ha lasciato un grande vuoto in tutti noi, specialmente alla sua adorata nipote Alessandra. La ricorderemo sempre nelle nostre preghiere, e nei nostri cuori. il marito Augusto, i figli Gianni e Giorgio, le nuore Assunta e Concetta, la nipote Alessandra Ugolini Jvoska Maria La famiglia Ugolini ringrazia tutti coloro che hanno partecipato al nostro dolore e per la generosità dimostrata nella raccolta fondi per l'a.i.r.c. Non piangere da lassù! Me ne accorgerei il giorno che la pioggia saprà di sale e corroderà i miei capelli. Allora tutto apparirà di un colore verde rame e quel silenzio... sarà rumore assordante! Ora che il tuo sudario è la quiete notte e i tuoi lamenti caldi venti. Asciuga i miei occhi e scalda la mia anima! I tubi e gli aghi che tenevano in vita quel tuo esile corpo ora diventati inutili li hai appesi alle braccia di Dio e ondeggiandoci dall'alto come una rosa può ondeggiare sul suo gambo ridi! E tutte le tue immense sofferenze mutano in tiepido calore. Per questo, che io da oggi non sento più freddo. Addio sorellina! Cara Jvoska Maria sei stata sempre brava e buona, eri l'orgoglio di tua madre e dei tuoi fratelli. Ogni volta che venivi da Monza, dove eri impiegata ci salutavamo con affetto, poi... sei scomparsa, prima con la malattia, poi con la chiamata al Creatore. So che il tuo addio in chiesa è stato un trionfo, perfino da Monza sono venuti a salutarti, io - purtroppo non potevo essere presente, ma ugualmente ho pregato per te e mi sono unito al dolore dei tuoi cari. La Vergine Maria di cui portavi il nome t'ha sicuramente accolta nella gioia del cielo, dove - quando il Signore vorrà - ci reincontreremo. Vivi ora nella luce di Dio Padre insieme al tuo padre terreno, senza più il timore del male del secolo. Il tuo parroco Tu che hai saputo darci forza anche in un momento per tutti noi ma, soprattutto per te, difficile donandoci un immenso amore, rimarrai per sempre nei nostri cuori e noi che restiamo giorno dopo giorno renderemo vivo il tuo ricordo. Con affetto i tuoi familiari. Rosella Rocchi in Proietti

16 pag. 10 LA VOCE - n 12 - Dicembre 2009 RUBRICA A CURA DI IMPERO GIANLORENZO Realizzato in tre mesi il primo parcheggio coperto del colle falisco a via Bertina, per 120 posti auto Completato e in funzione il nuovo parcheggio coperto di Villa S. Margherita Padre Terenzio ringrazia tutti: progettista, impresa, residenti, comune e... la Divina Provvidenza "L'Istituto Villa S. Margherita (Cdr, centro riabilitazione e cura) e con esso, la R.S.A. Padre Luigi Monti (residenza sanitaria assistenziale) sono, obiettivamente, un arricchimento e un vanto per la sanità e il Comune di Montefiascone. Lo sviluppo della loro attività, che comprende l'aumento dei servizi socio-sanitari e ambulatoriali, ha prodotto un incremento di afflusso di gente e pazienti e con esso un aumento di autovetture in entrata e in uscita dal parco di Villa S. Margherita. È sorta quindi la necessità di procurare ulteriori posti per parcheggio macchine. Si è provveduto ad ottenere tutte le autorizzazioni necessarie per dare inizio ai lavori di un Parcheggio a due piani, di cui uno coperto, nel pieno rispetto delle norme e dell'ambiente. Detti lavori hanno causato sicuramente un po' di disguidi per la viabilità della Via Bertina, per cui: si ringraziano gli abitanti della Via per la loro pazienza e comprensione, si ringraziano anche coloro che hanno mostrato le loro lamentele, dando motivo di realizzare in tempi brevi tutto il parcheggio (preoccupazione di impegno per una veloce realizzazione di detto parcheggio non mancava certo ai Religiosi della Comunità dell'istituto). Il ringraziamento si estende, in primo luogo, al Sindaco e ai suoi collaboratori, poi a tutti coloro che, nei vari compiti, hanno prestato la loro opera a realizzare il parcheggio per autovetture che può accoglierne complessivamente 120, la metà delle quali al coperto. Ringraziando sempre la Provvidenza che suggerisce, illumina, guida, e aiuta a portare a compimento i vari progetti, si inviano sin da ora gli "Auguri di un Felice Santo Natale" e "un Buon Anno di fraternità, serenità e buona salute secondo lo Spirito Cristiano". Padre Terenzio Menù di magro per il Cenone della Vigilia di Natale dal libro delle "Ricette di Nonna Orlanda" Si può osservare il parcheggio inferiore e quello superiore, nonché il bel "Crocifisso" posto in alto e a fianco del locale È il parcheggio realizzato in alto - allo scoperto * Minestra di ceci con castagne * Spaghetti al sugo con le alici e tonno * Pennette in grigio con coregone o pesce di lago * Frittelle di gobbo e broccolo * Baccalà in umido in "agrodolce" con cipolla, pinoli, uva passa e prugne, salsa di pomodoro, aceto e zucchero * Spiedini arrosto di anguilla "capitone" con foglie di alloro * Maccheroni dolci con noci, zucchero e vaniglia Baccalà in agrodolce Far soffriggere la cipolla in olio extra vergine d'oliva, con tutti gli odori. Aggiungere pomodoro, pinoli, uvetta, prugne della California e il baccalà infarinato, in precedenza fritto in padella, a fuoco vivace. E... dulcis in fundo... Maccaroni (zite) dolci con le noci Mentre cuoce la pasta si preparano le noci e nocciole macinate, zucchero, cannella, vaniglia e cioccolato fondente grattugiato con una spolverata di biscotti secchi. Piatto da servire come dolce di Natale a fine cena. Nonna Orlanda augura a tutti Buone Feste 2009 e Felice Anno Nuovo 2010 È la sala realizzata - per riunioni e conferenze a Villa S. Margherita. un bel Crocifisso che domina l'ambiente C'è sempre

17 pag.10 LA VOCE - n 12 - Dicembre 2009 Il violino: nascita, passione e virtuosismo di Giuliano Pollini Con il rapido diffondersi in tutta Europa di strumenti polifonici quali l'organo, il clavicembalo ed il liuto sui quali, facilmente, si possono far risuonare più voci contemporaneamente, aumentava il gusto e il piacere della musica strumentale unitamente al canto solista ma in pari tempo iniziava a proporsi uno strumento nuovo che proveniva con lenta trasformazione dall'antica "véle" in viola di braccio. Questo importante strumento nacque in Italia, forse a Bologna o Brescia ma ebbe come luogo di perfezionamento e studio la città di Cremona ove operavano fior di Liutai - gli Amati, i Guarneri - e dove uno straordinario artigiano di nome Antonio Stradivario lo perfezionò e lo valorizzò. La storia di questo strumento ci riporta alla ricerca delle fonti che però non sono ben conosciute; tutto ha origine nell'anno quando Giovanni Gabrieli, compositore della scuola veneta e nipote e allievo di Andrea perfezionò l'arte dello zio orchestrando con luminosa lucidità tanto da superarne la fama. Le notizie della sua vita sono scarse per cui le riportiamo in poche parole: Gabrieli, in una sua sonata indicava il violino con l'antico nome di "viola". Ma probabilmente perché tra le sue composizioni figurano anche quelle profane, i primi scritti per le sonate di questo strumento li troviamo in una raccolta di sonate da Camera e da Chiesa di Biagio Marini (Brescia Venezia 1665) considerato uno dei primi autori di sonate per violino comprendenti balletti,.,. Pablo Picasso - II violino. sonate e una. Berna, collezione Ruffi Romanesca, una danza di moda in quel periodo. Solo dopo pochi anni ritroviamo la musica violinistica già perfezionata sia nello stile che nella tecnica dello strumento accompagnati da nuovi modi di archeggiare assieme a nuove posizioni. Ma l'affermazione del violino va spiegata. Esso si esprimeva come lo strumento che possedeva la voce umana, la poteva eguagliare ed anche superare; divenne l'emulo del solista vocale affinando i suoi mezzi, la tecnica, le doti ed il temperamento personale. Sovente, l'esecutore era anche il compositore che precedette contemporaneamente alla evoluzione ed al perfezionamento di chi l'aveva creato. Questa unione felice raggiunse i più alti livelli tanto che quando le prime suonate del grande violinista Arcangelo Corelli giunsero a Parigi, non si trovò nessuno che fosse in grado di eseguirle. Questa realtà, cioè l'accordo (fusione) tra musicista ed esecutore faciliterà a comprendere come questo nuovo strumento aveva in parte effettuato il primo enorme passo per raggiungere la meta del concorso per strumento solista. L'altra parte del mosaico che la letteratura violinistica pretendeva, avvenne quando al violino venne affidata la parte preminente al posto del concertino inserito nel concerto grosso (era composto da tre archi solisti accompagnati dal ripieno di tutta l'orchestra mentre il concertino eseguiva la parte del solista) e ciò, nel provocare una definitiva alterazione degli equilibri tra concertino e concerto grosso, aprì il cammino verso la sinfonia e pertanto, per naturale evoluzione, sviluppò la musica per violino e il concerto per strumento solista. I migliori violinisti Ma veniamo ora a presentare, a brevi linee, quei personaggi che come virtuosi sono passati alla storia iniziando da Giambattista Vitali ( ) con sonate da Camera a tre per due violini e un violone cui seguì G.B. Bassani ( ) che propose oltre a un perfetto quartetto d'archi, un quartetto vocale composto da un soprano, contralto e basso con identiche voci melodiche. Dopo di Lui emerge il delicato e gradevole suono del violino di Giuseppe Torelli ( ) che, nei concerti, affida una posizione preminente di rilievo ad uno solo di essi con il compito di dettare i tempi e la musica, ma il massimo esponente della scuola violonistica fu Arcangelo Corelli (Fusignano-Bologna ) che ebbe una copiosissima produzione pubblicata in gran parte postuma, l'opera V composta da undici sonate e la celebre "Follia per violino, violone e cembalo che è la composizione in cui si afferma dimostrando la sua abilità tra il contrasto degli strumenti con "il solo" e "il Tutti che è, poi, la strada che apre alla Sinfonia. Si presenta, poi, sulla scena il compositore ed esecutore fiorentino F.F. Veracini ( ) che scrivendo 28 Sonate, due opere e dei minuetti crea anche una scuola; egli è seguito dal suo rivale Giuseppe Tartini ( ) che realizzando una scuola anch'egli, divenna famoso sia per "un Trattato di musica" che per una sonata cui dette il nome "il Trillo del diavolo" che, come lui stesso dichiarò fu compo- sta dopo un sogno in cui il diavolo l'aveva a lui suonata. Tutti, però, furono superati da Antonio Vivaldi ( ) detto il Prete rosso per il colore dei suoi capelli. Compose una grande quantità di concerti, musica sacra, oratori e musica operistica, una delle quali rappresenta le quattro stagioni, ma fu anche noto compositore di musica per violino intitolata "La stravaganza" nel momento in cui il soave strumento dalla voce umana si avviava ad essere il gradevole e nuovo strumento. Ricordiamo altresì Giambattista Viotti ( ) non tanto per i suoi Concerti per violino ma soprattutto perché nella sua scia si innesta la scuola francese. Niccolò Paganini Terminiamo con colui che quando si parla di violinoci ci si riporta a lui stesso: costui è Niccolò Paganini (Cremona Nizza 1849) che si può ben dire essere una persona a sé stante. Infatti, nel grande clamore suscitato dalla musica strumentale, Egli rimane indifferente forte delle sue qualità magiche e virtuose ma soprattutto consapevole delle sue qualità superiori nell'archeggiare il violino. L'audizione dei suoi concerti esercitava sempre molta impressione non solo al pubblico ma anche a grandi compositori come Schumann, Meyerbeer, Chopin e Liszt i quali, dalle sue esibizioni traevano complicate ed armoniose regole nella tecnica del pianoforte oltre agli effetti sorprendenti che egli sapeva trarre dal suo Guarnieri; infatti le sue composizioni erano principalmente di carattere virtuosistico, quasi create per le sue mani spiccano i Concerti e specialmente il n. 2 in si minore 24, Capricci altrettanti temi con il pianoforte tra cui notano "Le streghe" che ammaliavano il pubblico al punto da far credere che il demonio in persona reggesse l'archetto. Nei suoi giri ebbe in dono un "Guarnieri" che divenne il suo inseparabile strumento oggi conservato nel Municipio di Genova; fu acclamato in tutta Europa. E qui termina la gloriosa storia del violino e dei suoi virtuosi esecutori, una splendida pagina della musica "dotta" onorata dallo strumento dalla voce umana. ed si Archi Uno dei preziosi Stradivari appartenuti a Paganini

18 pag. 10 LA VOCE - n 12 - Dicembre 2009 Sicurezza nel settore L'Accademia dei Georgofili in collaborazione con l'università della Tuscia, il Ce.F.A.S., l'ausl e la Regione Lazio presenta "Il testo unico e la sicurezza nel settore agroforestale" il 3 dicembre p.v. nell'aula Magna della Facoltà di Lingue in Via Santa Maria in Gradi, 4. La sede del Convegno si trova all'interno del complesso di S. Maria in Gradi, eretto nel S. Maria in Gradi ha importanti monumenti al suo interno, quali il chiostro medievale, il chiostro rinascimentale, l'elegante portico davanti alla facciata della chiesa, nella quale fu incoronato Papa Urbano IV e dove venne sepolto Papa Clemente IV. Nel 1500 la chiesa fu distrutta ma venne ricostruita nel 1700 dai Domenicani, che affidarono il lavoro a Nicolò Salvi, autore della Fontana di Trevi di Roma. Negli anni il complesso di S. Maria in Gradi fu adibito a carcere fino al 1993 quando fu abbandonato ed i detenuti trasferiti in una nuova costruzione. Nel 1996 il complesso venne ceduto gratuitamente dal Ministero all'università della Tuscia che iniziò un prezioso restauro. Gli argomenti del Convegno sono: 1) Difficoltà applicative del Testo Unico 2) Sicurezza e igiene del lavoro 3) Rischi emergenti Molti coloro che interverranno: P. Piccarolo, M. Masi, M. Quercia, A. Moccaldi, G. Spada, A. Calvo, R. Deboli, D. Schillaci, M. Vieri. DI Giorgio, A. Monarca, G.P. Dopo la breve pausa del pranzo, si terrà una Tavola rotonda su "Il ruolo della Istituzione e degli Enti Locali e di Ricerca per la promozione della sicurezza nel settore agroforestale" avente come moderatore O. Nicolini. La partecipazione è libera, gratuita. Peccato che quando uscirà il giornale, tutto sarà concluso! DANCE TUSCIA Centro Danza lesb passione movimento energia V FESTIVAL nrcithi älazzetto di Montefiascone ore 21,00 Visto il grande successo di pubblico ottenuto negli anni scorsi per la festività dell'epifania anche quest'anno il Centro Danza "Dance Art Tuscia" riproporrà il festival dell'epifania (arrivato alla sua quinta edizione) al palazzetto dello sport di Montefiascone. Danza Classica, Moderna, Hip Hop, Flamenco, Latino Americano, Liscio, Caraibico, questi saranno gli ingredienti di una serata all'insegna della danza in ogni sua forma. Numerosi atleti a partire dai cinque anni d'età sotto la guida di Gianluca Mari e Manuela Silvestri, Valentina e Barbara Manzo, Salvatore Coccia, Laura Stella, proporranno uno spettacolo di danza unico nel genere. Come gli scorsi anni non mancherà "la BEFANA" che sarà presente tutta la serata e offrirà dolci e caramelle a tutti coloro, grandi e bambini, che intereverranno alla manifestazione... Lo spettacolo si terrà Martedì 5 gennaio 2010 alle ore 21,00. Ingresso libero. Vi aspettiamo numerosi! G. Luca e Manuela Facciate storiche falische a cura di Pietro Brigliozzi Siamo n e l l a parte più alta e più antica di V i a Oreste Borghesi. La facciata che s t a t e vedendo è sicuramente una delle più belle e sicuramente un "unicum" nel suo genere. Essa risale alla fine dell'ottocento ed è costruita con grande senso dell'estetica. Le riquadrature della porta principale e della finestra hanno molto sapore dello stile rinascimentale e la squadratura a rilievo degli stipiti e dell'arco dell'architrave fa pensare ad uno stipite a pezzi, invece no. Gli stipiti sono un blocco unico e gli archi sono formati da due mezze lune con in evidenza solo la chiave dell'arco. Come pure è da notare il contro arco soprastante realizzato in zoccoli di argilla che da una parte mette ulteriormente in risalto la bellezza degli stipiti e dall'altra da ulteriore forza e sicurezza all'arco stesso. Il resto della facciata è in pietra con muro incerto. Peccato il quadratino in marmo che riporta il numero civico. E passato un anno Il 2009 se ne sta andando e l'as.vo.m. ne fa un resoconto: Un anno d'intenso lavoro in ogni settore. Il presenziamento ed il supporto tecnico-logistico presso la sala C.O.I. 24 ore su 24 è al primo posto. Segue subito il grande impegno profuso durante il terremoto in terra d'abruzzo ove con i nostri mezzi sono stati realizzati gli spiazzi sui quali poi sono state allestite alcune tendopoli. Tutta l'opera, insieme con i militari dell'esercito poi per la realizzazione degli scoli per le acque. Le parallele attività svolte in Montefiascone sia per la raccolta di fondi e vestiari consegnati poi personalmente ai terremotati ed il mantenimento per oltre un mese di 7 adulti ed un bambino sfollati dall'aquila e venuti a Montefiascone, senza dimenticare la collaborazione con la compagnia teatrale G. Zerbini per la rappresentazione teatrale presso il campo San Demetrio. Come pure non si può dimenticare la consegna al sindaco de L'Aquila, dell'assegno con i fondi raccolti tra la nostra gente a favore dei terremotati. Vi sono poi tutte le attività di routine: attività sociali verso persone disagiate, interventi per cattive condizioni atmosferiche, sgombro della neve e spargimento di sale. Partecipazione alla ricerca di una persona scomparsa. Collaborazione con le scuole per le giornate ecologiche. Collaborazione con i vigili urbani in particolari situazioni nella viabilità ed in occasione di incidenti automobilistici che hanno comportato ripulitura della strada, spargimento di assorbente dei carburanti rimasti sulla carreggiata. Collaborazione per la giornata della terza età con montaggio delle proprie case tende per le visite mediche e supporto agli anziani. Trasporto di persone anziane o diversamente abili presso i centri sanitari per visite mediche. Alcuni interventi per far rientrare nelle proprie case alcune persone rimaste fuori. Interventi per sgombero di frane e il ripristino della circolazione dopo aver rimosso i detriti degli smottamenti. Svuotamento di diversi scantinati, garage e negozi allagati. Spegnimento anche di notte di molti cassonetti incendiati per atti vandalici. Supporto per molte associazioni parrocchiali durante lo svolgimento delle loro attività. Pulizia di alcuni boschi trasformati in discarica. Il tempestivo intervento sulla frana della strada del lago con la messa in sicurezza della zona. Vi è poi tutto il servizio antincendio che tra giugno e settembre, oltre il presenziamento e la disponibilità 24H di uomini e mezzi in piena efficienza, ha risposto a tutte le chiamate realizzando nunerosi interventi nei comuni di Bagnoregio, Bolsena, Canino, Capranica, Graffignano, Lubriano, Pratoleva, Viterbo e, ovviamente Montefiascone; il tutto in perfetta sinergia con la sala operativa regionale ed il gruppo Vigili del Fuoco. Concludiamo dicendo a tutti unitevi a noi: saremo più forti ed efficienti. A tutti sinceri auguri di Buone Feste Natalizie. Il direttivo dell'as. VO.M.

19 LA VOCE - n 12 - Dicembre 2009 pag. 13 DEL PIÙ E DEL MENO... Pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo Nel prossimo mese di Maggio, il Gruppo di preghiera "Stella del mattino - Madonna delle Grazie" si recherà, per il suo annuale pellegrinaggio, sui luoghi della vita e dell'apostolato di San Pio da Pietrelcina. Il pellegrinaggio avrà la durata di tre giorni (venerdì, sabato e domenica) per permettere un più tranquillo e meditato accostamento alla venerazione del santo cappuccino; verranno in seguito pubblicate le date precise, il programma dettagliato e le informazioni per partecipare. Al Ristobar da Paolo si confezionano cesti natalizi di ogni genere con consegne a domicilio. Vi augura un Buon Natale e Felice Anno Nuovo!! Montefiascone, Via Verentana - tel. 0761/ Non c'è lo credo, Signore, che al termine del cammino non c'è ancora da camminare ma la fine del pellegrinaggio. Credo, Signore, che alla fine della notte non c'è più notte ma l'aurora. Credo, Signore, che alla fine dell'inverno non c'è più inverno ma la primavera. più ALLELUIA Eccoci giunti al Santo Natale la festa solenne di tutti che vale. Si fanno i presepi di muschi e di stelle di inni di gloria e di ciaramelle. Momenti solenni lontani e vicini di canti di gloria di grandi e piccini. Giuseppe e Maria sfiniti ed affranti a Betlemme arrivano stanchi. Dopo la neve e un lungo cammino in una grotta nasce un bambino. Gratitudine Credo, Signore, che dopo la disperazione non c'è ancora disperazione ma la speranza. Credo, Signore, che al termine dell'attesa non c'è ancora attesa ma l'incontro. Credo, Signore, che dopo la morte non c'è ancora morte ma la vita. AiuSètti Sopra la paglia viene adagiato dal bue e dall'asino è riscaldato. Joseph Folliet Le campane addobbate suonano a festa tutta la notte la gente si desta. I pastori inchinati con devozione i re magi che portano i loro doni. L'oro, l'incenso, la mirra e l'agnello che toglie i peccati per un mondo più bello. Suonate campane che è nato il messia il giorno più bello per tutti che sia. Vincenzo Severini Ringrazio con riconoscenza tutti quelli che a Villa Serena con disponibilità e professionalità si sono prodigati ad aiutarmi nell'assistenza a mia madre Plocco Giuseppina..... Vincenzo Ricci Anche in ritardo... Vorrei ringraziare per l'indimenticabile soggiorno che il Comune di Montefiascone ha offerto anche quest'anno ad agosto ai pensionati. Il primo giorno ci aveva spaventati... perché anche a Fiuggi la crisi si è fatta sentire: negozi chiusi, alberghi senza ospiti, vetrine abbandona- te- Ma il nostro piccolo gruppo di Montefiascone non si è lasciato scoraggiare. Con il servizio stupendo del "nostro" albergo Bonifacio, con il sole che non ci ha lasciati mai e con la sorgente infinita dell'acqua di Fiuggi... abbiamo vissuto quei 13 giorni con gioia, buon umore, spensieratezza e un po' curando la nostra salute. Se potessimo esprimere un desiderio torneremmo tutti a Fiuggi il prossimo anno. Un saluto di cuore ai partecipanti e tanti auguri per il periodo natalizio che sta per arrivare. Beate Gabler NEO LAUREATO S'è brillantemente laureato il 16 ottobre con il massimo della votazione e la lode, 110 e lode, il giovane Pietro Carelli presso l'università degli Studi della Tuscia (VT) - Facoltà di Agraria Dipartimento GEMINI, Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie per la Qualità delle Produzioni Vegetali. La tesi discussa è stata: Efficienza d'uso dell'acqua in geranio: influenza del metodo irriguo, della gestione della fertirrigazione e dei parametri microclimatici. Relatore: chiar.mo Dott. G. Colla, correlatore: chiar.ma dott.ssa E. Rea. Ci congratuliamo con il nuovo laureato dr. Pietro augurandogli di mettere presto a frutto gli studi effettuati. Se qualcuno vuole contattarlo il suo telefono è: Dall'America Caro D. Agostino: ricevere "La Voce" ci fa sempre tanto piacere. Buon Natale e meglio Anno Nuovo! Carlo Belella, che ha inviato la sua offerta per il giornale. Lucia Manzi Sembrava non dovesse morire mai, per quella sua vitalità, voglia di vivere, vivere in Dio, voglia di pregare e di dare un aiuto spirituale a tutti. Poi è arrivato il 29 ottobre, il giorno della morte di suo figlio P. Enrico e proprio in quel giorno ci ha voluto salutare, raggiungendo così in cielo i figli Angelo, Mario, Enrico e suo marito Pietro. Sono rimasto solo io, Franco, insieme alle nuore, tanti nipoti e pronipoti abbiamo avuto la gioia di averla assistita fino alla fine. Grazie mamma, grazie nonna per tutto quello che ci hai insegnato. Tuo figlio Franco L'abbiamo messa qui, perché c'è arrivata in ritardo. D'altra parte la sig.ra Lucia è stata un vero personaggio nella nostra comunità cittadina. Ci dispiace soltanto non essere più andati a trovarla a Celleno, dove era ricoverata. Una preghiera per lei e ci benedica dal cielo.

20 pag. 10 LA VOCE - n 12 - Dicembre 2009 SPOSI IN PARTENZA... Un caloroso matrimonio di metà agosto Nella splendida e raccolta chiesa di Santa Maria in Montedoro a p p e n a restaurata, lo scorso 17 agosto si sono uniti in matrimonio Maurizio Firmani e Maria Chiara Danti. Don Luciano ha ispirato la celebrazione di una sentitissima S. Messa coinvolgendo i numerosi nipotini degli sposi,'mentre Don Giuseppe ha tirato uno "scherzo da prete" quando, inaspettatamente, ha invitato il sindaco Andrea, fratello della sposa, a leggere gli articoli del codice civile inerenti il matrimonio. Il neo Maestro Paola Trapè ha arricchito la cerimonia accompagnandola col suo straordinario quartetto d'archi. Ci uniamo ai parenti e amici in un saluto agli sposi e in una preghiera perché il loro cammino sia illuminato, come oggi, dalla fede in Cristo Gesù. NOZZE D'ARGENTO Il 14 ottobre nella stupenda basilica di San Flaviano, dopo venticinque anni di matrimonio, hanno rinnovato davanti a Dio la loro promessa d'amore Nadia Vignoli e Giorgio Onofri, ringraziando il Signore per aver condiviso questo importante traguardo. La Santa Messa è stata celebrata dal parroco Don Luciano Trapè mentre mons. Fabio Fabene ha portato la benedizione del Santo Padre. È stata una cerimonia ricca d'emotività soprattutto quando il loro caro figlio Andrea, frutto di una così perfetta unione, con una lettera li ha ringraziati per quanto amore gli avevano dato, convivendo così tutti insieme questa unione rafforzata dalla grazia divina. Dopo la cerimonia religiosa non potevano mancare i festeggiamenti con parenti ed amici. Queste nozze d'argento sono una prima tappa di un lungo percorso ricco d'amore. CHE NONNA...! Cara nonna, i tuoi occhi sono stanchi, hanno visto la gioia e la difficoltà e ora, in questo giorno di festa sentirai l'armonia e la gioia dei tuoi cari. Cara nonna, per noi sei più cara dell'oro! Il tuo viso rugoso è sempre pronto al sorriso. Noi vorremmo fermare il tempo per starti sempre vicino. Ormai sono 90! Ti auguriamo di viverli con felicità! Ti vogliamo bene, i tuoi nipoti e pronipoti Andrea, Marco, Riccardo, Alessia, Francesca, Federico, Stefania, Raffaella e Claudia. Sposi da 50 anni... Il 27 settembre 2009 Carolina Bracoloni e Tullio Camicia hanno festeggiato il loro 50 di matrimonio. Don Giuseppe Trapè ha benedetto la loro unione nella chiesa di Monte d'oro, circondati dall'affetto dei figli, nipoti e parenti. La festa si è conclusa al ristorante "La Cavalla". Carolina e Tullio ringraziano tutti della partecipazione. Ancora da 50 anni... Il 31 ottobre 1959 Giuseppe Andreoni e Iolanda Presciuttini si presentarono davanti all'allora parroco Don Oliviero Temperini presso la chiesa di S. Maria del Giglio per unirsi in matrimonio. Oggi 31 ottobre 2009 fuori della medesima chiesa c'era Don Domenico Bandini, che si è visto arrivare a piedi un corteo di persone con a capo gli sposi accompagnati rispettivamente: lei dai figli Claudio, Luciano, Massimiliano e Renato e lui dalla figlia Antonella. Seguivano parenti ed amici, nonché il genero Americo, le nuore Annamaria e Gesenia, la nipote più grande Maria Elena con Jhonatan, Alessia, Luca e la mascotte di casa Diego, mentre la sorella di lui Venturina e di lei Giselda con i rispettivi mariti sorridevano dal cielo. La Santa Messa è stata allietata dalla musica del maestro Mario Nardi. La festa conclusasi con un bel pranzetto è stata indimenticabile. Auguri e... arrivederci al prossimo traguardo. Nuova vita... nuova Due mesi fa a rallegrare la nostra casa di gioia e felicità è nato il nostro piccolo miracolo, Gabriele, un bellissimo bimbo che con il suo sorriso e la sua allegria ci riempie il cuore e l'animo giorno dopo giorno. È l'orgoglio di mamma Francesca, papà Fedele, nonché dei nonni Adriana, Antonio, Piera e Francesco, dei bisnonni Filippo e Dino e degli zii Pasquale e Antonello. Il nostro augurio è che il Signore volga lo sguardo su di te e ti guidi nel corso della tua vita, nostro piccolo e dolce tesoro! LAUREE Il giovane Enrico Manzi il 30 ottobre presso l'università degli Studi di Siena si è laureato in Medicina e Chirurgia con il massimo della votazione. Ha avuto come relatore il chiar.mo Prof. Pietro Sartorelli direttore della sezione di Medicina del lavoro e tossicologia occupazionale Dipartimento di Medicina Clinica e Scienze Immunologiche e contro relatore il chiar.mo Prof. Paolo Ferrata, professore in Ortopedia presso il Dipartimento di Ortopedia dell'ospedale "Le Scotte" di Siena. Mentre ci congratuliamo con il dr. Enrico gli facciamo i nostri migliori auguri per il suo futuro di medico. Neo-fisiatra Il giorno 14 novembre 2009 la dott.ssa Manuela Tofanicchio già laureata in Medicina e Chirurgia con 110/110 si è specializzata in Medicina Fisica e Riabilitativa presso l'università di Tor Vergata con la votazione di 50 su 50 e lode. Titolo della tesi di specializzazione: "Valutazione degli effetti della applicazione della radiofrequenza a MHz attraverso l'utilizzo di un sistema a trasferimento energetico capacitivo-resistivo Tecar sul tessuto muscolare mediante un Crossover Study in doppio cieco". Relatore: Prof. C. Tranquilli direttore Dipartimento di Traumatologia e Riabilitazione dello Sport - Istituto di Medicina e Scienza dello Sport "A. Venerando" - CONI. Correlatore: Prof. C. Foti Direttore della Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa Università Tor Vergata di Roma. Brava dottoressa, perché non s'è voluta accontentare della generica Medicina e Chirurgia, ma ha voluto specializzarsi in Medicina Fisica e Riabilitativa, con ottimi risultati preludenti ad una bella carriera. PER COMODITÀ' DEI LETTORI DE "LA VOCE' Potete versare: - sul c.c. n 1853/76 presso la Banca Cattolica - sul c.c. n 10/61268 presso la Cassa di Risparmio di Montefiascone o inviare tramite conto corrente postale n intestato Parrocchia S. Margherita Montefiascone o consegnare ad Angelo Menatimi presso il negozio in Via S. Lucia Filippini preoccupandovi di mettere il vostro nome per essere inseriti nella rubrica "La Voce è grata ai suoi A

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