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1 Sommario rassegna stampa Gennaio/febbraio 2014 Pagina Articolo Giornale del Popolo, 7 gennaio 2014 Padroncini, quale ruolo gioca il fisco? Giornale del Popolo, 14 gennaio 2014 Nuove regole fiscali per le vincite alle lotterie Giornale del Popolo, 22 gennaio 2014 Il fisco come arma anti-padroncini laregioneticino, 22 gennaio 2014 La leva fiscale contro gli abusi Rivista di Lugano, 24 gennaio 2014 Imposizione delle imprese Giornale del Popolo, 21 febbraio 2014 Mostra studenti della SUPSI Rivista di Lugano, 21 febbraio 2014 Farma industria Ticino Corriere del Ticino, 22 febbraio 2014 Più armi per i magistrati Corriere del Ticino, 22 febbraio 2014 Faro sugli sconti fiscali laregioneticino, 22 febbraio 2014 A scuola di reati finanziari Giornale del Popolo, 24 febbraio 2014 Crimine economico, ora c è un Master Giornale del Popolo, 24 febbraio 2014 Fiscalità e aziende: ecco la Riforma III SUPSI Rassegna stampa, gennaio/febbraio 2014

2 Giornale del Popolo, Martedì 7 gennaio 2014 Padroncini, quale ruolo gioca il fisco? Il Centro di competenze tributarie della SUPSI organizza un incontro pubblico sul tema «La fiscalità può davvero costituire uno strumento efficace per arginare il fenomeno dei padroncini e dei frontalieri in Ticino? L incontro si svolgerà martedì 21 gennaio dalle 17 alle 19 al Centroeventi a Cadempino. Iscrizione gratuita ma obbligatoria entro venerdì 17 gennaio. Interverranno Luca Albertoni, direttore della Camera di commercio; Marco Bernasconi, professore SUPSI, Giordano Macchi, vicedirettore della Divisione delle contribuzioni del Canton Ticino; Marco Chiesa, capogruppo UDC in Gran Consiglio; Mario Tenore, dottore di ricerca in diritto tributario. Modera il pomeriggio il direttore del GdP Claudio Mésoniat. SUPSI Rassegna stampa, gennaio 2014

3 Giornale del Popolo, Sabato 19 gennaio 2014 NUOVE REGOLE FISCALI PER LE VINCITE ALLE LOTTERIE Dal 1. gennaio di quest anno sono entrate in vigore le nuove disposizioni riguardanti l imposizione delle vincite alle lotterie e alle manifestazioni analoghe. Tra le più conosciute al pubblico, rientrano nella definizione lo Sport-Toto, il Toto-X, il Bingo, i giochi d azzardo simili alla lotteria come la lotteria di biglietti, il lotto a numeri (Swiss Lotto, Euro Millions, ecc.), la tombola, le scommesse sulle corse dei cavalli. Fra le manifestazioni analoghe rientrano invece tutte le estrazioni a sorte che non presuppongono alcuna puntata e concorsi a premi, come quelli organizzati da imprese commerciali a scopi pubblicitari. Per tale motivo le manifestazioni analoghe si differenziano dalle lotterie, per il fatto che sono gratuite, ma hanno tuttavia in comune il fatto che il guadagno dipende dalla casualità. Il sistema impositivo in vigore sino allo scorso anno ai fini dell imposta federale diretta era stato da più parti criticato per la possibilità di frodare il fisco facendo valere sproporzionate spese per il conseguimento della vincita. Ciò era dovuto al fatto che i giustificativi non essendo nominativi, non potevano essere verificati dalle autorità fiscali al fine di sapere se fossero stati effettivamente acquistati dal contribuente oppure da qualcun altro. Per evitare simili abusi, il legislatore federale ha deciso di sostituire con l inizio del 2014 la deduzione delle spese comprovate con una deduzione delle spese stabilita forfettariamente nella misura del 5% della vincita, ritenuto un importo massimo deducibile di franchi; il tetto massimo si attiva quando la singola vincita conseguita dal contribuente oltrepassa i franchi (il 5% di franchi è infatti uguale a franchi). Parimenti, per allineare l imposta federale diretta all imposta preventiva, è previsto un (nuovo) limite di esenzione per le singole vincite inferiori ai franchi che esclude in ogni modo il cumulo delle vincite inferiori a questo importo. Se per esempio un contribuente dovesse vincere nel corso di quest anno 500 franchi, poi 200 franchi, poi 900 franchi alla stessa lotteria, queste tre vincite, nonostante l importo complessivo sia superiore ai franchi, sarebbero esenti sia dall imposta federale diretta sia da quella preventiva. In caso contrario, in presenza di una singola vincita superiore ai franchi, la stessa sarà soggetta ad imposizione ordinaria insieme agli altri conseguiti dal contribuente. Anche il Canton Ticino dovrà adeguare la propria Legge tributaria entro il 1. gennaio 2016 sulla base della Legge federale sull armonizzazione, la quale impone a tutti i Cantoni di stabilire un limite di esenzione e una deduzione forfettaria per le singole vincite, i cui importi saranno però decisi autonomamente dai singoli Cantoni conformemente al principio del federalismo fiscale. L attuale sistema ticinese, che prevede (I) un imposizione separata dagli altri redditi dei proventi da lotterie e da manifestazioni analoghe, (II) l applicazione delle aliquote dei coniugi (aliquota minima del 5%) e (III) che non ammette alcun tipo di deduzione, dovrà quindi essere forzatamente adeguato. Innanzitutto si dovrà ammettere una deduzione forfettaria per la giocata come previsto a livello federale, nonché si dovrà prevedere un limite di esenzione per ogni singola vincita. Alla luce di queste modifiche, non è escluso che anche l imposizione delle vincite in Ticino venga armonizzata con quella della Confederazione. *Responsabile del Centro di competenze tributarie della SUPSI SUPSI Rassegna stampa, gennaio 2014

4 Giornale del Popolo, Mercoledì 22 gennaio 2014 CONVEGNO SUPSI A CADEMPINO METTE SOTTO LA LENTE I FENOMENI DI FRONTALIERATO CHE DISTORCONO IL MERCATO IN TICINO Il fisco come arma anti-padroncini Numerose ma di difficile attuazione le proposte per arginare il fenomeno delle aziende con sede in Italia che operano da noi e per recuperare l intero gettito fiscale dei frontalieri. Urge un autentica svolta politica di Berna per rivedere trattati ormai desueti. di CLAUDIO MÉSONIAT Ci stiamo piangendo addosso da mesi su questa benedetta storia dei padroncini che, in un certo senso -fatte le debite proporzioni con il Paese da cui essi provengono e che versa in condizioni assai più gravi delle nostre-, sta dissanguando centinaia di piccole aziende ticinesi (si veda qui sotto), mentre i lavoratori frontalieri, in buona parte collaboratori indispensabili del nostro benessere, si insediano spesso anche là dove non sarebbe necessario, a detrimento della manodopera locale (e sempre -ricordiamolo- con la nostra complicità). Non si può dire che i nostri cervelli cantonali, studiosi, politici, giornalisti non si stiano attivando per cercare di combattere la piaga. Contro i mulini a vento Ma l impressione invincibile è davvero quella di combattere contro i mulini a vento, con le nostre belle alabarde e i nostri scudi rossoblu, mentre la fatidica Berna federale potrebbe risolvere il problema con un paio di bombe (passatemi la metafora bellicosa) che spazzerebbero via il problema alle fondamenta: bombe che si chiamano Accordo sui frontalieri e Convenzione italo-svizzera sulla doppia imposizione. L impressione non è stata dissipata neppure ieri sera al Centroeventi di Cadempino, dove un centinaio di attenti uditori ivi convocati dal Centro competenze tributarie della SUPSI, ha potuto assistere a una brillante tavola rotonda animata da competenti personalità dell accademia, della politica e dell amministrazione cantonale che hanno offerto una carrellata di proposte ingegnose per cercare di arginare l invasione (tema, appunto, «Padroncini e frontalieri alla prova del fisco»). Vediamone alcune per brevi accenni. Proviamo con l IVA Il vicedirettore della Camera di commercio, Marco Passalia, ha lanciato l idea di assoggettare tutte le aziende estere che vengano ad operare in Ticino alla tassa dell IVA (oggi nella gran parte dei casi bypassata). Complessa la modalità di attuazione proposta, con la creazione di un rappresentante fiscale per ogni operatore estero, coinvolgendo, ad esempio, alcuni fiduciari locali (che in Ticino, notoriamente, attraversano una grave crisi). Frontalieri tassati in Italia Giordano Macchi, vicedirettore della Divisione cantonale delle contribuzioni, ha esposto alcune delle misure immaginate dai funzionari fiscali del Governo. Interessante quella di imporre fiscalmente i frontalieri anche in Italia, affinché non godano più del privilegio attuale rispetto ai loro concittadini, sottraendo poi ovviamente gli importi (molto meno gravosi) versati al fisco ticinese, che non dovrebbe però più ristornare il 40% di questi introiti fiscali a Roma. Risultato: maggiori entrate per il Cantone (circa 40 milioni l anno) e per l erario italiano; uguaglianza di tutti i cittadini della Penisola di fronte al loro fisco. C è anche il moltiplicatore L idea di far ricorso alla leva fiscale comunale -la creatività non manca- è stata presentata da Marco Chiesa, capogruppo UDC in Gran Consiglio. Tassiamo i frontalieri, propone Chiesa, anziché in base all attuale aliquota media del 78%, applicando loro il moltiplicatore comunale al 100%, come già accade per molti ticinesi. Beneficio stimato per le casse cantonali: circa una ventina di milioni. A noi pare che sia stato il professor Marco Bernasconi, che i lettori del GdP conoscono bene, a portare la scure alla radice di entrambi i problemi, alluvione di padroncini e salasso all introito fiscale dei frontalieri dovuto al ristorno del 40% all Italia. La scure alla radice: i trattati Le sue proposte -più volte esposte sul nostro giornale- sono tutte indirizzate al Consiglio federale, unico attore politico in grado di interloquire con Roma. Ma spetta al Ticino politico non allentare la pressione su Berna, fintanto che i nostri governanti non si impegnino seriamente a modificare i vetusti trattati che non corrispondono ormai più alla realtà e ci penalizzano in modo beffardo. Infatti, l Accordo sui frontalieri, entrato in vigore nel 1974, non ha più ragione di esistere, giacché «la nozione di frontaliere è stata cancellata nel 2003, quando l Italia si è dotata di leggi tributarie che consentono l imposizione dei frontalieri stessi». La trattativa andrebbe condotta, come fu a suo tempo, abbinando l Accordo alla Convenzione sulla doppia imposizione. Qui il risultato potrebbe essere stupefacente: concedendo all Italia lo scambio di informazioni spontaneo, insieme a quello su richiesta (che non hanno nulla a che vedere con lo scambio automatico, vera tomba del segreto bancario), le nostre autorità fiscali otterrebbero la facoltà di segnalare al fisco italiano ogni traccia di attività dei beneamati padroncini sul nostro territorio. Com è noto, il vantaggio che consente loro di praticare prezzi stracciati, con grave distorsione del mercato, dipende dal fatto che i lavori compiuti all estero non vengono notificati al fisco italiano. Ma se la segnalazione fosse puntuale da parte di Bellinzona...il fenomeno dei padroncini si sgonfierebbe rapidamente. La parola conclusiva, ieri sera a Cadempino, è spettata al tributarista italiano Mario Tenore. Molti i suoi dubbi sulle proposte formulate dai relatori ticinesi. Ma molte le speranze riposte sulla possibilità che il 30 gennaio la visita di Saccomanni a Berna dia la stura a un nuovo trattato fiscale tra Italia e Svizzera. Nell ottica auspicata da Marco Bernasconi. Chi vivrà, vedrà. Ma in fondo, i padroncini chi li chiama in T ic in o? (foto Crinari) SUPSI Rassegna stampa, gennaio 2014

5 laregioneticino, Mercoledì 22 gennaio 2014 Comunicare i redditi dei padroncini alle autorità italiane per ristabilire la parità di trattamento La leva fiscale contro gli abusi È una delle proposte scaturite dal seminario organizzato dalcentrodicompetenze tributarie della Supsi sulla fiscalità dei non residenti di Generoso Chiaradonna Usare la fiscalità per contrastare la concorrenza sleale estera dei padroncini. Da anni se ne parla. L afflusso di artigiani italiani è in aumento e l uso della leva fiscale per frenare gli abusi di mercato potrebbe essere una soluzione. Ricordiamo che il Consiglio nazionale ha approvato praticamente all unanimità poche settimane fa la cosiddetta mozione Cassis per assoggettare alla Legge federale sull Iva gli operatori economici residenti all estero che operano in Svizzera. Il Consiglio federale dovrà chinarsi sulla questione e proporre una soluzione tecnico-amministrativa praticabile. Suggerimenti in questo senso non mancano, soprattutto provenienti dal Ticino dove la pressione e la concorrenza di artigiani italiani sono particolarmente sentite. Marco Passalia, vicedirettore della Camera di commercio, ha illustrato ieri a un seminario, organizzato dal Centro di competenze tributarie della Supsi a Lamone, la proposta di introdurre la cosiddetta rappresentanza fiscale in Svizzera. Un idea che non dispiace, per esempio, all Amministrazione federale delle contribuzioni per quanto riguarda la riscossione dell Iva. In sostanza per semplificare a ogni notifica di un impresa estera dovrebbe essere associato automaticamenteunnumeroivaenelcontempodovrebbe essere nominato un rappresentante fiscale (per esempio un fiduciario) che si interfaccerebbe con l ufficio Iva competente. Sarebbe un modo per evitare disparità di trattamento tra chi opera in Svizzera perché residente e chi proviene dall estero. Un principio quello dell uguglianza giuridica statuito anche nella Costituzione federale. Ed è a questo principio che bisognerebbe ispirarsi ha spiegato Giordano Macchi, vicedirettore della Divisione delle contribuzioni del Cantone Ticino per eliminare le disparità tra frontalieri storici (residenti entro i 20 chilometri dal confine svizzero), quelli di nuova generazione (oltre i 20 chilometri dal confine), i residenti e i padroncini. La norma in realtà ci sarebbe A questo proposito Macchi ha sottolineato come l articolo 4 della Legge tributaria cantonale affermi esplicitamente che le persone fisiche senza domicilio o dimora fiscali in Svizzera sono assoggettate all imposta in virtù della loro appartenenze economica se esercitano un attività lucrativa nel cantone. Potrebbe essere questa l eventuale base legale per tassare in Ticino anche i padroncini, in quanto non si differenzia tra lavoro dipendente e indipendente e non si tiene conto della durata (distaccati e artigiani possono lavorare in Svizzera senza permesso fino a 90 L uguaglianza giuridica dovrebbe essere un principio universale giorni per anno civile, ndr). Secondo la Convenzione Ocse, però, i lavoratori indipendenti senza stabile organizzazione e lavoratori dipendenti per breve durata sono imponibili nello Stato di residenza. Questo conflitto tra diritto interno e Convenzione ha spiegato Macchi potrebbe essere risolto in due modi: restituendo KEYSTONE l imposta pagata in Svizzera dopo aver dimostrato di averla pagata all estero o evitando l imposizione subito a patto di dimostrare di pagarla all estero. In entrambi i casi ci sarebbe una circolazione internazionale di informazioni a cui i padroncini italiani sarebbero particolarmente sensibili. E proprio a questa sensibilità ha fatto accenno il professor Marco Bernasconi. Siccome il timore di incorrere in un accertamento fiscale italiano è diffuso, la trasmissione di informazioni fiscali potrebbe ristabilire un minimo di parità. La Convenzione di Strasburgo, firmata dalla Svizzera, potrebbe servire proprio a questo scopo. SUPSI Rassegna stampa, gennaio 2014

6 Rivista di Lugano, Venerdì 24 gennaio 2014 Pubblicazione della Supsi sulla riforma III Imposizione delle imprese Il centro di competenze tributarie della Supsi ha pubblicato un edizione speciale della rivista «Novità fiscali» sul tema della riforma III dell imposizione delle imprese. Questa voluminosa pubblicazione, di circa 300 pagine, si compone di 43 articoli e 48 autrici/autori diversi. Numeri importanti, ma necessari per spiegare le origini, i contenuti, i punti forti e quelli deboli, i rischi e le opportunità della riforma III dell imposizione delle imprese, una riforma che senz altro segnerà il futuro della piazza economica svizzera. La pubblicazione ha lo scopo di rendere il più trasparente possibile il dibattito che ruoterà attorno alla riforma III delle imprese: per questo sono state coinvolte persone con esperienze diverse e conoscenze specialistiche. Per altre informazioni telefonare allo o scrivere a SUPSI Rassegna stampa, gennaio 2014

7 Giornale del Popolo, Venerdì 21 febbraio 2014 IL 27 FEBBRAIO A TREVANO Mostra di studenti della SUPSI Il Master of Advanced Studies in Interaction Design della SUPSI annuncia l apertura della mostra dei suoi studenti che si terrà giovedì 27 febbraio, alle ore 16.30, presso il Campus Trevano SUPSI. La mostra sarà attiva solo il giorno 27 febbraio fino alle circa ed è aperta al pubblico. Saranno esposti i risultati del corso Progettazione di ambienti interattivi tenuto da Bill Keays, designer e docente consulente scientifico del Cirque du Soleil. La mostra affronta il concetto di interattività quale esperienza coinvolgente dove le azioni di causa ed effetto tra soggetti e oggetti si estendono fino a comprendere l ambiente, sia esso naturale, urbano o architettonico. Prima dell inaugurazione della mostra, Alessandro Masserdotti, filosofo e interaction designer presso lo studio milanese dotdotdot (www.dotdotdot.it) terrà una Open Lecture. Filosofi, architetti, designer, ingegneri e grafici lavorano insieme, superando le separazioni disciplinari e fondendo perciò arte, architettura, design espositivo con le nuove tecnologie e i nuovi media.

8 Rivista di Lugano, Venerdì 21 febbraio 2014 Farma industria Ticino È terminato il quarto e ultimo modulo della prima edizione del corso di formazione Farma industria Ticino (Fit), l associazione delle industrie chimiche e farmaceutiche. Il corso, sul budget & cost control, organizzato in collaborazione con la Supsi, è dedicato al middle management delle aziende associate e pensato per sviluppare capacità di gestione del personale, dei progetti e di controllo dei costi. Augusto Mitidieri (membro di comitato Fit e corporate Ceo della Sintetica Sa di Mendrisio) e Piero Poli (membro di comitato Fit e Ceo della Rivopharm Sa di Manno) hanno consegnato ai partecipanti l attestato di partecipazione. Tutti i moduli danno diritto all acquisizione di diversi crediti Ects. Dopo l estate sarà organizzata una cerimonia di consegna dei certificati Supsi ai partecipanti ai vari moduli. Per ulteriori informazioni consultare il sito

9 Corriere del Ticino, Sabato 22 febbraio 2014

10 Corriere del Ticino, Sabato 22 febbraio 2014

11 laregioneticino, Sabato 22 febbraio 2014 Ecco il nuovo master della Supsi rivolto a chi combatte e a chi cerca di prevenire questi crimini A scuola di reati finanziari Il percorso di studi nasce dalla collaborazione tra Supsi, Cantone e Magistratura. Tutti concordi: per far fronte aquestogeneredireatioccorre essere formati e continuamente aggiornati. di Paolo Ascierto Il crimine non dorme mai. Quello finanziario, poi, cresce e cambia pelle di continuo. E in un cantone come il Ticino, che annovera quella che è pur sempre la terza piazza finanziaria elvetica, chi si impegna a combattere o a prevenire questo genere di reati deve stare al passo coi tempi. Essere adeguatamente formato e continuamente aggiornato su determinati aspetti: da quelli tecnici a quelli contabili, passando ovviamente per quelli giuridici. È quanto offre il Master of advanced studies (Mas) in diritto economico e business crime. Un percorso formativo che da settembre si potrà seguire alla Scuola universitaria della Svizzera italiana (Supsi) e che si rivolge a chi orbita intorno alla galassia dei colletti bianchi : fiduciari, banchieri, avvocati, magistrati, agenti della polizia giudiziaria e via dicendo. Insomma, tutti quelli che in qualche modo sentivano o sentiranno bisogno di approfondire le conoscenze in tale ambito. Perché anche questo master, ha spiegato ieri in una conferenza stampa il direttore della Supsi Franco Gervasoni, nasce dagli «stimoli presenti sul nostro territorio» ed è stato costruito «con particolare attenzione alla flessibilità e alla qualità dei contenuti». Flessibilità, ha precisato Gervasoni, poiché si permette «ai corsisti di conciliare nella massima misura possibile lo studio con l attività lavorativa». Qualità che è invece necessaria per «soddisfare le esigenze sempre più elevate» dei potenziali partecipanti. Tra questi ci saranno verosimilmente dei magistrati. «Servono ha infatti rilevato il procuratore generale John Noseda formazione e aggiornamento» per far fronte ai crimini economici. «E in Ticino ha aggiunto Noseda ci sono carenze in questo settore». Benvenga dunque il nuovo Mas fortemente voluto da Magistratura e Dipartimento istituzioni (Di) che a detta del procuratore generale ha due obiettivi. Il primo: combinare «conoscenze teoriche» ad «applicazioni pratiche». Il secondo: «Mettere in relazione chi deve reprimere i reati con chi dovrebbe prevenirli». Tra questi ultimi, ha detto il giudice del Tribunale d appello Mauro Mini, cisono«purei fiduciari» e gli altri professionisti attivi nel settore finanziario. «Chi non si specializza ha infatti ricordato Mini avrà sempre più difficoltà». Lo stesso vale per chi conduce le indagini. «La lotta a questi reati ha osservato Norman Gobbi, direttore del Di dev essere all altezza di questi crimini». E quindi il Cantone intende «aiutare i suoi collaboratori», sostenendoli finanziariamente qualora decidessero di seguire il nuovo master della Supsi. Un corso che potrebbe risultare utile pure agli agenti della polizia giudiziaria. Ma oltre alla qualità, serve pure la quantità. E quando ieri Gobbi ha parlato di «un adeguamento degli effettivi» di polizia giudiziaria, il Pg Noseda si è lasciato scappare un sorriso d approvazione. Ma questa è un altra storia. Il denaro e i criminali non dormono mai TI-PRESS

12 Giornale del Popolo, Lunedì 24 febbraio 2014 È STATO PRESENTATO DALLA SUPSI Crimine economico, ora c è un Master Venerdì 21 febbraio 2014 è stato presentato il nuovo Master organizzato dal Centro di competenze tributarie della SUPSI in Diritto Economico e Business Crime. Il Procuratore generale John Noseda, ha sottolineato l esigenza crescente, per combattere una criminalità sempre più sofisticata e internazionalizzata, di investire nella formazione specializzata, coniugando conoscenze teoriche e applicazioni pratiche. Il direttore della SUPSI, Franco Gervasoni, ha inserito la nuova proposta formativa nell ambito delle attività della SUPSI, mentre il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, ha salutato con favore la nuova proposta nell interesse della sicurezza della cittadinanza nonché dell integrità della piazza economica. È toccato quindi al responsabile del Master Mauro Mini, Professore SUPSI, esporre i tratti salienti della nuova proposta formativa, come l approccio interdisciplinare ed integrato che concilia elementi di diritto, ma anche di economia, informatica, criminalistica, «insomma, un vestito su misura per le esigenze, tanto dei reparti finanziari della Magistratura che dei servizi legali e di compliance di banche e imprese, nonché per avvocati specializzati». Infine, il coordinatore del Master, Giovanni Molo, ha esposto a grandi linee il programma del Master nel suo percorso triennale.

13 Giornale del Popolo, Lunedì 24 febbraio 2014 ALLA SUPSI PRESENTATE LE CONSEGUENZE PER IL CANTONE TICINO E NEI RAPPORTI CON L ITALIA, L OCSE E L UE Fiscalità e aziende: ecco la Riforma III I relatori dell incontro tenutosi lo scorso venerdì. di SABINA RIGOZZI* Sono state un centinaio le persone che hanno partecipato alla conferenza pubblica di venerdì scorso, promossa dal Centro di competenze tributarie della SUPSI, sul progetto di riforma del Consiglio federale volto principalmente ad abolire le tassazioni speciali a livello cantonale a favore delle società cosiddette holding, di amministrazione e miste. Questi particolari regimi fiscali sono infatti considerati dall UE, ormai da anni, aiuti di Stato che causano distorsioni nella concorrenza e sono pertanto incompatibili con l Accordo di libero scambio del 1972, stipulato tra la Svizzera e UE. Il tema è evidentemente importante e complesso, come ha ribadito più volte il direttore della Divisione delle contribuzioni del Cantone Ticino, Lino Ramelli, che ha presentato il progetto di riforma e le sue possibili conseguenze per il Cantone Ticino; Cantone in cui hanno sede società a statuto speciale, il cui gettito fiscale si situa tra il 10 e il 20% del gettito totale derivante dalla tassazione delle persone giuridiche. Quindi, numeri non indifferenti. Particolarmente delicata è la ricerca di un equilibrio fra i vari obiettivi della Riforma III, vale a dire il consenso internazionale, anzitutto, ma anche il mantenimento di una piazza imprenditoriale elvetica (ticinese) attrattiva e parimenti una sostenibilità finanziaria delle misure. Sulle misure da adottare, non c è una posizione unanime da parte dei Cantoni. Un ruolo determinante lo gioca la concorrenza fiscale intercantonale, come ha evidenziato Samuele Vorpe, responsabile del Centro di competenze tributarie della SUPSI. I Cantoni con le aliquote fiscali più basse sull utile delle società, sono Lucerna e Zugo, i quali sono molto concorrenziali anche su scala internazionale. Ciò significa che in questi Cantoni, anche con l abolizione dell agevolazione fiscale cantonale, le società che oggi ne usufruiscono (e che verrebbero quindi tassate con le aliquote ordinarie) avrebbero comunque un vantaggio a rimanere. Viceversa, nei Cantoni come Basilea Città o Ginevra, ma anche in Ticino, le società che oggi usufruiscono dell agevolazione, domani potrebbero andarsene, dato che le aliquote ordinarie sull utile in questi Cantoni sono di molto superiori a quelle di Lucerna e Zugo. Paolo Arginelli, professore all Università Cattolica e collaboratore scientifico SUPSI, ha poi illustrato il quadro in Italia e a livello internazionale, che negli ultimi anni è mutato velocemente a causa (anche) della crisi finanziaria ed economica che ha portato ad una focalizzazione estrema al contrasto dell evasione fiscale, alla trasparenza fiscale e alle norme anti-abuso a livello internazionale. Fondamentale sarà quindi per la Svizzera attuare una riforma che sia compatibile con questa politica fiscale internazionale e, in un ottica più ticinese, con quella italiana; in questo modo si potranno evitare le misure di ritorsione che attualmente sono messe in atto dall Italia ( black-list, CFC, ecc.). Infine, Pasquale Pistone, presidente accademico dell IBFD di Amsterdam e professore all Università di Vienna, e Robert Danon, professore ordinario all Università di Losanna, si sono focalizzati su due punti chiave della Riforma III: il regime fiscale di transizione che la Svizzera dovrà adottare per quelle società che perderanno il diritto alle agevolazioni fiscali e l introduzione di nuove misure in grado di rimpiazzare queste vecchie agevolazioni fiscali. In particolare, il regime di transizione dovrà evitare di concedere altre agevolazioni fiscali inaccettabili agli occhi dell UE, mentre la nuova misura risultante dalla riforma, per esempio il cd. Licence Box, non dovrà invece risultare come un semplice cambiamento di forma, ovvero togliere un agevolazione per introdurne un altra che, nella sostanza, è la medesima. *Collaboratrice scientifica SUPSI

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