Albadoro. I grandi problemi vanno risolti insieme. Servizio a pag. 17. pubblico & privato Non usciamo dalle Atl di Ilario Bruno

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1 Pubblicità Partners srl Tel 0171/ Redazione Autorivari studio associato Tel 0171/ Fax 0171/ N 7 Anno XVI - E1,03 Poste Italiane s.p.a. - Sped. in abb. post. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art.1, comma 1, DCB/CN Iscrizione Trib. Cuneo -14/6/1989 n. 426 Edito dal C.S.I. Cuneo - Contiene I.P. Direttore Responsabile: Fabrizio Pepino Chiuso in redazione il 4 agosto 2008 Aspettando l Asti-Cuneo Albadoro Cambio ai vertici Granda in rete L autostrada si avvicina al capoluogo giorni 1 agosto febbraio 2012 I grandi problemi vanno risolti insieme L Ance punta su Filippo Monge ed Elena Lovera Un consorzio per ridurre il divario digitale Servizio a pag. 5 Servizio a pag. 17 Interviste alle pagine 10 e 11 Servizio a pag. 15 pubblico & privato Non usciamo dalle Atl di Ilario Bruno La decisione della Giunta regionale di estromettere i soci privati delle Atl, adeguandosi alle disposizioni del decreto Bersani, ha scatenando le proteste dei rappresentanti degli interessati, a difesa di una sinergia che, a detta di tutti, avrebbe finora dato buoni frutti. Perché, allora, cambiare? La decisione sarebbe da ricondursi alla necessità per la pubblica Amministrazione di esercitare sulle Atl un controllo analogo, in sostanza lo stesso che essa esercita sui propri servizi. E ciò presuppone intanto una partecipazione totalitaria da parte dell ente pubblico. L Atl diverrebbe allora un ente strumentale della Regione. Confindustria si dice contraria all intenzione delal Regione di estromettere i soci privati entro fine anno Di qui la legittimazione dell in house, ovvero dell affidamento diretto senza confronto concorrenziale, in deroga alle regole dell evidenza pubblica. La strada sembra tracciata, ma molti sperano che nell iter di approvazione, il disegno di legge possa trovare Nel 2008 le presenze di turisti nella Granda sono aumentante di unità soluzioni di compromesso. Quali è presto dirlo. è probabile che venga comunque ritagliato un ruolo ai privati in consorzi affiancati alle Atl. Con il pericolo, avverte però qualcuno, che dalla collaborazione sinergica si passi alla concorrenza conflittuale. Servizio a pag. 2 La norma Affidamento in house e società miste speciale assemblea 2008 Marcegaglia-Antoniotti Due voci all unisono Nella splendida cornice dell albergo dell Agenzia di Pollenzo, si è svolta, los corso 10 luglio, l asssemblea annuale degli associati a Confindustria Cuneo. Ospite d eccezione per quella che è stata l ultima assemblea da presidente di Antonio Antoniotti, il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, da pochi mesi alla guida degli industriali italiani. Nei nostri servizi mettiamo a confronto le relazioni dei due presidenti su alcuni punti di forte attualità per il mondo imprenditoriale, senza dimenticare di dedicare un attezione particolare ai quattro imprenditori cuneesi premiati per la loro carriera. Servizi alle pag. 12 e 13 Emma Marcegaglia a Pollenzo I due presidenti nei loro interventi hanno dimostrato una forte sintonia nell approccio sui punti critici 1938/2008 dopo-alluvione Un piano per regolare cave e corsi d acqua contratti pubblici Non sempre il prezzo giusto è il più basso Mollo La dolce storia di Granda Zuccheri Fabrizio Gardinali a pag. 20 Regione e Aipo ammettono che le leggi sono datate e le risorse sono insufficienti. Le imprese chiedono un piano generale e condiviso che regoli - a livello regionale e provinciale - le attività estrattive e la manutenzione dei corsi d acqua. Servizio a pag. 3 Gli imprenditori chiedono regole chiare e condivise offrendo la loro manodopera sugli interventi da fare Il provvedimento varato dal Consiglio dei Ministri, secondo il quale l unico elemento da prendere in considerazione per aggiudicare una gara d appalto di è l entità del ribasso sul prezzo offerto, ha aperto il dibattito tra imprenditori ed enti pubblici Gilberto Manfrin a pag. 4 Fanno discutere le modifiche al codice sulle gare d appalto per lavori, servizi e forniture Ogni famiglia ha la sua passione Beppe Malò a pag. 21 Ambulatorio Chirurgico Specialistico Dir.San Dott. G.Rivarossa CHIRURGIA PLASTICA ed ESTETICA NUOVO CENTRO LASER Rinoplastica, Otoplastica, Blefaroplastica, Mastoplastica, Addominoplastica Lifting e minilifting, Liposuzione e lipoferesi, Filler (riempimento delle rughe) Chirurgia Dermatologica, Chirurgia della Calvizie, Laser, Crioterapia Liposound specifico per Cellulite. Dott. Alberto Rivarossa: Spec. Chirurgia Plastica ed Otorinolaringoiatria FOSSANO (Cn) via C. Battisti, 81 - Tel ore pomeridiane Autorizzazione n.123 del 24/06/05

2 2 atl del Cuneese & ente turismo langhe e roero di Ilario Bruno Per come è organizzata oggi l Atl cuneese sta lavorando bene. Le risorse dei privati sono importanti, sia dal punto di vista economico sia per apporto di progettualità: infatti sono motivo di stimolo per portare una visione più ampia della realtà turistica provinciale. Bruno Vallepiano rappresenta Confindustria Cuneo nell Azienda turistica locale (Atl del Cuneese) ed esprime contrarietà al provvedimento della regione Piemonte (un disegno di legge della Giunta che andrà comunque ancora discusso in Consiglio) che, adeguandosi a disposizioni comunitarie, stabilisce che i privati debbano uscire dalle Aziende entro fine Una decisione recepita dalle Atl, con la modifica dello Statuto, pena la rinuncia alle erogazioni regionali che, per il 2008, sono stabilite in base a quelle dell anno precedente. Unica eccezione, ad oggi, Alessandria che resiste e non si adegua alla disposizione contenuta nell articolo 26 dell ultima Legge Finanziaria regionale. L uscita del capitale privato dovrebbe coincidere con un controllo più forte (analogo) da parte dell ente pubblico (Regione); di qui la legittimazione dell in house (quindi Atl come braccio operativo dell Ente pubblico). Dove il modello funziona non c è motivo di uscire in cifre turismo in crescita nella granda Presenze Atl del Cuneese Ente turismo Langhe e Roero Totale Saldo presenze Dati: Atl del Cuneese ed Ente turismo Langhe e Roero genti della Regione interpretano restrittivamente la norma e non ci ascoltano. Abbiamo un auto che funziona, ma senza i privati ci mancheranno i soldi per mettere benzina. Credo che si sia arrivati a questo risultato, forse per eliminare strutture in eccesso ma anche per poter gestire più poltrone. Non si capisce che gli imprenditori devono essere coinvolti e ascoltati. In questi anni abbiamo sempre aumentato il numero di turisti nel nostro territorio; c è ottimismo, ma manca chiarezza e, soprattutto, pianificazione. In linea con la posizione degli imprenditori, i verti- pubblico & privato Confindustria si dice contraria all intenzione della Regione di estromettere i soci privati dalle aziende turistiche entro la fine del 2008 il peso dei soci privati Nell Atl del Cuneese i soci privati rappresentano il 35%. nell Ente turisrmo Langhe e Roero sono addirittura il 50% Anche Federico Ceretto, imprenditore che Confindustria Cuneo ha indicato nell Ente Turismo Langhe e Roero, critica la volontà di cambiare un modello che funziona. Abbiamo trovato un equilibrio tra pubblico e privato con partecipazioni al 50% - spiega Ceretto -, ma i dirici dell Atl cuneese. Il presidente Gianni Vercellotti si augura ancora soluzioni diverse rispetto a quelle prospettate che nascono solo da una interpretazione della legge Bersani; ma ci può essere un interpretazione autentica, oppure, se necessario, si dovrebbe modificare la norma. Nell Atl cuneese la quota di partecipazione dei privati ha raggiunto il 35% e sono in fase di crescita. Nella nuova riorganizzazione - spiega Vercellotti - per recuperare i privati si costituirebbero strutture separate, con potenziali contrasti, mentre finora c è sempre stata piena collaborazione. Non si dimentichi che Cuneo è la terza provincia turistica, con circa un milione di visitatori ogni anno. Aggiunge il direttore Paolo Bongioanni: La collaborazione con i soci privati si è rivelata una soluzione virtuosa, sarebbe anacronistico fare un passo indietro. Più attendista il direttore dell Atl di Langhe e Roero, Mauro Carbone: Quella della Regione è una scelta politica, com è normale che sia. Vediamo qual è la vera volontà della Giunta, poi il Ddl sarà sottoposto comunque all Assemblea regionale. Il ruolo del socio privato verrà recuperato con un nuovo soggetto. Circolano diverse ipotesi per far rientrare dalla finestra i privati che escono dalla porta: si parla di costituzione di comitati di indirizzo a fianco dei Cda delle Atl; di club di prodotto, forse in forma consortile: una aggregazione tra imprese, finalizzata alla creazione di un prodotto turistico specifico per un mercato specifico. dentro la norma Affidamento in house società miste ed enti La presenza, anche minoritaria, del socio privato in una società affidataria di un servizio da parte di un amministrazione pubblica, rende illegittimo l affidamento in house ovvero quell affidamento diretto senza confronto concorrenziale. La presenza di un socio privato esclude infatti il cosiddetto controllo analogo dell amministrazione sulla società. Lo ha affermato e più volte ribadito la Corte di giustizia dell Unione europea (ma anche la giurisprudenza italiana del Consiglio di Stato) ricordando perciò che la gara pubblica resta la regola generale in tema di affidamenti pubblici. Affidamento in house e ricorso a società miste. Sono due realtà completamente diverse - spiega il responsabile dell ufficio legale dell Unione industriale di Cuneo, Giacomo Tassone -. Nell affidamento in house devono essere rispettati precisi requisiti: la totalità della partecipazione pubblica; l esercizio del cosiddetto controllo analogo (l espressione era già contenuta nella sentenza relativa all azienda tedesca Teckal del 1999, La presenza dei soci privati pone il problema del controllo analogo dell amministrazione sulla società. La giurisprudenza, sia comunitaria che italiana, si è pronunciata in vari modi, portando alla luce pro e contro ndr) da parte dell affidante sull affidatario, in sostanza lo stesso controllo che la pubblica amministrazione esercita sui propri servizi. Per questo motivo si parla di delegazione interorganica: l affidatario è una sorta di longa manus dell ente affidante. Altro requisito è l esercizio dell attività a vantaggio prevalente e in alcuni casi esclusivo dell ente o degli enti che esercitano il controllo. In virtù di questi requisiti l ente in house non può ritenersi terzo rispetto all amministrazione controllante, ma deve considerarsi come un appendice dell amministrazione stessa. Nel sistema delle società miste per l affidamento dei servizi, si sono confrontate in dottrina e in giurisprudenza due posizioni, agli antipodi l una dell altra: l ente pubblico sceglie il socio tramite gara pubblica, poi affida ad esso i servizi; l altra tesi, che era quella più restrittiva, prevedeva anche una gara a valle per l affidamento del servizio. La giurisprudenza ha via via trovato la sintesi tra i due orientamenti: il socio privato è selezionato con gara pubblica, ma al contempo si determinano gli ambiti di operatività dello stesso nella società e le prestazioni che esso potrà erogare; inoltre si stabilisce la durata del contratto, che dovrà essere ragionevole in rapporto al mercato di riferimento: la società avrà una durata pari al tempo necessario per svolgere il servizio oggetto di affidamento.

3 dopo-alluvione attività estrattive & manutenzione corsi d acqua 3 Un piano per regolare cave e fiumi Regione e Aipo ammettono il vuoto normativo, le leggi datate e la carenza di risorse Gli imprenditori tendono la mano offrendo manodopera e chiedendo di essere coinvolti di Gilberto Manfrin L alluvione che ha colpito diverse zone della Granda alla fine del mese di maggio ha lasciato il segno. Urgono sempre più interventi che portino ad una rapida manutenzione dei corsi d acqua, coinvolgendo quegli imprenditori che, a capo di aziende di attività estrattive, possono sicuramente dare un mano affinché si stili un piano generale condiviso per intervenire sulle aste fluviali. Di questo si è parlato nel corso del seminario informativo svoltosi giovedì 17 luglio in Confindustria alla presenza di alcuni sindaci dei territori che nel corso dell ultima alluvione hanno riportato seri danni dovuti alle esondazioni. Un seminario in cui si è discusso della necessità di dover approdare quanto prima ad un aggiornamento o alla revisione delle normative sulle attività estrattive, della perdurante mancanza di una pianificazione del settore estrattivo, ma soprattutto dell importanza di dare avvio ad un tavolo di concertazione per la gestione degli interventi sulle aste fluviali. Primo ad intervenire è stato Paolo Peveraro, vice presidente regione Piemonte e assessore alle Attività estrattive: Urge quanto prima un riordino legislativo del settore cave - ha affermato l assessore - tenendo presente che la legge n. 69 del 1978 è vecchia. Si sente sempre più forte la necessità di creare un Testo Unico che tenga conto delle necessità di aggiornamento, degli obiettivi di snellimento burocratico, regolando i rapporti tra gli enti locali e soprattutto avere quanto prima una pianificazione sulle attività estrattive. Una tesi sottoscritta anche da Pierpaolo Varetto, dirigente settore Attività estrattive della confindustria/ance pulire i fiumi senza penalizzare le cave Per Maurilio Verna, vice presidente di Confindustria Cuneo e fino a pochi giorni fa alla guida regionale dell Ance, l alluvione verificatasi a maggio è strettamente collegata alla scarsa manutenzione dei letti fluviali. Ma - attacca Verna - è necessaria anche una riconsiderazione delle problematiche connesse all attività estrattiva. Rispondendo all assessore Peveraro, che aveva ribadito la necessità di avere una pianificazione di queste attività, Verna dice: In molti casi coloro che redigono i Prg e le stesse pubbliche amministrazioni non sanno neppure che esiste un piano di programmazione delle cave, un chiaro segnale di come manchino i rapporti tra i vari uffici. Venendo al nocciolo della questione, Verna sottolinea che una cosa è tenere presente la legge sulla coltivazione di cave e torbiere, un altro il discorso sul mantenimento dei fiumi legato alla salvaguardia del territorio. Il materiale a cui si attinge - continua Verna - è sì lo stesso, ma il problema di come gestire le operazioni è totalmente diverso. I sindaci dei paesi rivieraschi, giustamente, sostengono di dover fermare le cave e di ripulire i fiumi, un discorso a loro caro perché ne va della salvaguardia e della protezione del loro territorio in quanto i depositi facilitano l asportazione di campi e terreni, modificando il percorso stesso dei fiumi, danneggiando le opere. Sotto questo punto di vista i consorzi irrigui, se vogliamo, sono ancora più arrabbiati, perché non riescono più a prelevare l acqua con gravi danni in primis per l agricoltura. Come risolvere la situazione allora? Per Verna è necessario cominciare a fare i rimodellamenti dei fiumi laddove si può prelevare del materiale: È sempre stata la richiesta dell Ance, peraltro condivisa dai sindaci. Bisogna estrarre materiale litoide dai fiumi, cosa che consentirebbe anche di ridurre il peso di cave a cielo aperto e costruire argini più resistenti e con il ricavato rimpinguare le casse dell erario regionale. Quanto alla pulizia dei fiumi - conclude Verna - va sicuramente fatta, ma questo non deve giustificare la diminuzione di concessioni e il restringimento delle attività delle cave. Appoggio la proposta dell assessore Sibille che ha lanciato l idea di fare uno studio di comune accordo con Confindustria, Sezione cavatori e Politecnico di Torino sulle aste dei fiumi provinciali e poi fare la lista dei corsi sui quali è necessario intervenire. Certo, i soldi a disposizione per poter intervenire sono quelli che sono. gli imprenditori stabilire norme chiare e condivise All incontro di giovedì 17 hanno preso parte anche numerosi imprenditori del comparto Attività estrattive. Tra questi Pier Franco Blengini, della Saisef di Mondovì: Vorrei innanzitutto sottolineare l interesse generale di amministratori e politici nel riconoscere l importanza nell economia generale delle attività estrattive. Ci sono sicuramente tutte le migliori premesse per rivedere finalmente la legge sulla coltivazione di cave e torbiere, ormai vecchia di 30 anni. Ho apprezzato la volontà dell assessore Bruna Sibille di istituire un tavolo di consultazione per riesaminare la normativa: spero - ha concluso Blengini - che possa essere un primo passo verso la redazione di un Piano cave di cui la Provincia ha assoluto bisogno. Sulla stessa linea Remo Filippi, della Fag di Savigliano, per cui è ormai necessario avere quanto prima regole chiare e precise per tutto il settore. Per Marisa Tomatis, presidente della Tomatis Giacomo di Caraglio, è stato un incontro interessante: I relatori - afferma - hanno mostrato tutta la loro determinazione nel provare a risolvere un problema, qual è la manutenzione dei corsi d acqua, non più rimandabile. Da parte nostra - continua Marisa Tomatis - c è tutta la disponibilità a sederci al tavolo che la Regione istituirà coinvolgendo noi cavatori. Appoggerò tutte quelle iniziative che si vorranno prendere per evitare che avvenimenti simili a quelli di fine maggio possano creare in futuro ulteriori disagi. Forse negli ultimi anni non sono stati fatti i dovuti interventi di pulizia e contenimento dei fiumi, per questo credo sia doveroso, da parte nostra, unirci alle amministrazioni comunali nella gestione di quei territori attraversati da fiumi e torrenti potenzialmente pericolosi. Siamo pronti a portare in sede di discussione tutta la nostra esperienza e competenza in materia, anche perché nessuno meglio di noi conosce il proprio territorio. Durante l incontro - aggiunge Marco Rapalino, della Saega di Alba, presidente degli Estrattori da alveo - abbiamo dato la piena disponibilità a concorrere alle spese di sistemazione idraulica e soprattutto di messa in sicurezza degli alvei. Si è a più riprese parlato della mancanza di un Testo Unico: Sarebbe opportuno redigerlo - conclude Rapalino - a patto che tutti concorrano alla sua stesura, cavatori, enti locali e Confindustria. È vero, oggi esiste un Piano cave regionale, ma troppo spesso i Comuni non lo recepiscono. Regione Piemonte, che ha definito disomogenei i piani fin qui adottati. L obiettivo - ha aggiunto Peveraro - resta quello di approvare il Testo Unico nell arco di questa amministrazione regionale. Bruna Sibille, assessore alla Montagna, Protezione civile, Difesa del suolo della Regione Piemonte, nonché presidente dell Aipo, ha invece puntato il dito sulla mancanza di fondi per portare a termine i necessari lavori di pulizia e contenimento dei fiumi: L alluvione è trascorsa, ma - ammette - non sono ancora stati decisi i finanziamenti. La realtà è che abbiamo a disposizione poco più di un decimo nel reale fabbisogno per difenderci dalle acque e difendere le acque. Provincia e Regione lavorano in continuazione con l Aipo per ridurre al minimo i disagi, ma ci vuole quanto prima un piano generale condiviso per intervenire sui corsi d acqua e gestire le emergenze. A chiudere la seduta è intervenuta la dirigente Aipo Area Idrografica piemontese Claudia Chicca, che ha evidenziato come i fatti accaduti a fine maggio siano arrivati in un momento in cui l Aipo si stava già occupando della gestione dei sedimenti, facendo notare come si sia già attivata una convenzione con il Politecnico di Torino: è opportuno definire quanto prima con le autorità, le comunità locali e i cavatori le tipologie di intervento che possono essere prese in considerazione. Credo sia indispensabile dare avvio ad un tavolo di concertazione per gli interventi sulle aste fluviali, con l obiettivo di affidare la manutenzione dei corsi ad imprenditori locali ed evitare così una frammentazione operativa i cui risultati, in genere, sono sempre poco soddisfacenti.

4 4 gare d appalto per lavori, servizi e forniture di Gilberto Manfrin Lo scorso 27 giugno il Consiglio dei Ministri ha varato alcune modifiche al decreto legislativo del 12 aprile 2006 n. 163 recante il codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Tra le novità di indiscusso rilievo una riguarda il criterio di aggiudicazione del prezzo più basso, criterio nel quale l unico elemento che viene preso in considerazione ai fini dell aggiudicazione di una gara è l entità del ribasso sul prezzo offerto. Un provvedimento, quello del Consiglio dei Ministri, che non ha mancato di far sorgere grossi interrogativi. Unanimi i cori di disapprovazione di associazioni, enti locali e pubbliche amministrazioni, per una legge che potrebbe scatenare una sorta di far west tra le aziende, pronte a tutto pur di accaparrarsi i lavori. Per Filippo Monge, presidente Ance Cuneo, il mercato sarà esposto a rischi che vanno dalla sicurezza sul lavoro alla qualità del lavoro stesso. Sono scenari inquietanti: per un semplice principio economico questo provvedimento porterà alla mortalità di tutte le piccole e medie imprese. Tutte le teorie economiche confermano questa situazione di conclamata emergenza. Non posso che anticipare la mia collaborazione a tutte le amministrazioni pubbliche ed enti locali per poter valutare Non sempre il prezzo giusto è quello più basso dentro la norma pro e contro del provvedimento del governo Il provvedimento prevede che le offerte anomale possano essere individuate alternativamente in due modi diversi, a scelta dell ente appaltante: automaticamente, tramite un meccanismo di calcolo aritmetico di medie, o concretamente, attraverso la verifica delle giustificazioni delle singole voci di prezzo offerte. Il Governo sta proprio pensando di abolire questa possibilità di scelta (prevista al comma 9 dell articolo 122 della legge), eliminando la facoltà di ricorrere all esclusione automatica delle offerte anomale negli appalti di lavori sotto la soglia comunitaria fissata a euro. La disciplina delle offerte anomale negli appalti sotto soglia viene di fatto allineata a quella degli appalti sopra soglia. In tal modo vengono evitati tutti quegli effetti distorsivi derivanti dalla determinazione di una soglia matematica di anomalia che presta il fianco a possibili turbative d asta. Peraltro, verrebbe così tolto l unico elemento in grado di calmierare i ribassi e si aggraverebbe il carico burocratico a cui imprese ed enti appaltanti sarebbero costretti dalla preparazione e dalla verifica delle giustificazioni di tutte le voci di prezzo che costituiscono l offerta, indipendentemente dall importo del contratto da affidare. Considerato che attualmente la quasi totalità dei contratti sottosoglia viene aggiudicato con il sistema di esclusione automatica delle offerte anomale - afferma Giacomo Tassone, responsabile ufficio Legale di Confindustria Cuneo -, è probabile che questo cambiamento avrà un impatto molto rilevante sul settore degli appalti di lavori pubblici. Il Governo ha tempo fino al prossimo mese di settembre per apportare eventuali correzioni e approvare definitivamente il decreto. con attenzione la congruità delle offerte che arriveranno quando bisognerà iniziare dei lavori. La pensano più o meno così anche le amministrazioni pubbliche locali: Siamo di fronte ad un arma a doppio taglio - dicono dall ufficio Lavori pubblici del Comune di Cuneo -. È molto probabile che chi presenterà l offerta più bassa poi effettui lavori fatti male. Purtroppo alcune ditte sono sviluppate più dal punto di vista giuridico che tecnico così grazie al lavoro dei propri avvocati si aggrappano a leggi e codici pur di ottenere un lavoro che magari non sanno realizzare. Sarà una corsa all ultimo sangue. Siamo legati alla serietà delle imprese - il commento che giunge dall ufficio tecnico della Provincia -. Bisognerebbe tornare ad effettuare dei controlli sulle qualifiche delle aziende, per capire quali sono le loro reali potenzialità sul mercato. Certo, resta anche la scelta dell offerta economicamente più vantaggiosa, ma anche in questo caso c è da sperare che i progetti pre- botta & risposta certezze & opinioni Fanno discutere le modifiche varate al Codice del contratti pubblici, secondo le quali l unico elemento preso in considerazione per vincere una gara è l entità del ribasso sentanti siano correttamente vagliati. Sulla questione interviene anche Giovanni Resio, direttore dell Atc (Agenzia territoriale per la casa): Se il provvedimento sarà definitivo salteranno fuori tutte quelle imprese che pur di aggiudicarsi dei lavori spareranno ribassi impraticabili, finendo per non terminare le opere. Negli ultimi tempi abbiamo avuto due fallimenti di ditte del sud Italia che come conseguenza non hanno ultimato i lavori assegnati dopo un ribasso del 9%. Avevamo fatto notare loro che avrebbero difficilmente terminato le opere e così è stato: in un cantiere di Verzuolo i lavori sono stati abbandonati prima di arrivare al tetto delle abitazioni; a Racconigi addirittura, sono stati effettuati solo gli scavi. Questa nuova disposizione rappresenta per noi una grossa perplessità. Da qui al prossimo anno avremo 5-6 grossi appalti: c è solo da sperare nella serietà delle ditte che se li aggiudicheranno. Meno pessimista si è mostrato invece l ex presidente dell Ance Piemonte, Maurilio Verna, che reputa tutto sommato positivo il decreto: Diminuiranno i partecipanti alle gare e resteranno solo i veri interessati, facendo di fatto sparire gli avventurieri - sostiene Verna - Ci saranno meno sub appalti e credo che dopo alcuni mesi di comprensibile confusione il mercato si stabilizzerà. Il consiglio che darei alle imprese cuneesi che presentano i ribassi è quello di andare a verificare all interno dei registri degli appalti di ogni singolo comune l indice delle percentuali storiche presentate per bandi di gara di precedenti lavori, ed attenersi a quelli come base di partenza. perché bisogna SAlvaguardare il genepi autoctono cuneese Egregio Direttore, ho letto con grande interesse l articolo di Fabrizio Gardinali sulla tutela del genepy su Provincia Oggi del mese di Luglio Mi chiamo Matteo Laugero e da più di 30 anni coltivo in alta Valle Maira il genepy che utilizzo per produrre il mio liquore che commercializzo da circa 7 anni con il nome Palent. Applico da sempre la biodinamica, per la quale ho la certificazione DEMETER da 6 anni e utilizzo per tutti i miei infusi alcool di frumento biologico e zucchero di canna anch esso biologico. Il genepy coltivato è artemisia mutellina di origine autoctona. Non ho mai voluto, per scelta, utilizzare il genepy di importazione svizzera e intendo seguire questa strada anche in futuro perché credo fermamente nella salvaguardia di una pianta officinale autoctona di elevata qualità e di immenso pregio. La domanda che pongo, in qualità di produttore indipendente, slegato da qualsiasi associazione, è di sapere perché non ci si batta per la salvaguardia di genepy autoctono delle nostre valli ma si punti a coltivazioni di genepy di importazione. C è forse un collegamento a quanto riportato nel suo articolo dove si parla di migliorare il genepy da coltivare, la collocazione dello stesso e metologie di lavoro sicuro per ottenere un prodotto sano e adatto alla successiva trasformazione in liquore? Sono fiducioso di ottenere una risposta alla mia domanda in tempi brevi. In attesa di un Suo gentile riscontro voglia gradire i miei più cordiali saluti. AA. Laugero Matteo Egregio direttore, le sono grato di avermi chiesto di dare una risposta alla lettera che il Sig. Matteo Laugero le ha inviato a commento dell articolo sulla tutela del genepy. Innanzitutto perché conosco il Sig. Matteo Laugero e l impegno con il quale lui si è battuto e si batte per la salvaguardia del nostro genepy. Matteo infatti è fra le poche persone della montagna che tanti anni fa, anche per l incitamento e con l aiuto di mio fratello Mario, avevano dato inizio alla coltivazione del genepy ed è fra coloro che hanno sempre continuato anche nei momenti difficili. Posso quindi dire che abbiamo la stessa passione e la stessa convinzione e che a lungo andare il nostro impegno darà i frutti sperati. Io però ho ritenuto opportuno adoperarmi per costituire un Associazione che unisse i coltivatori e i trasformatori nel liquore affinchè si lavorasse collegialmente e ci si presentasse più autorevoli nel colloquio con le istituzioni per coinvolgerle verso i nostri obiettivi e ottenere gli aiuti necessari. È così è stato, in particolare con l intervento regionale che ha consentito lo svolgimento di un progetto tecnico scientifico che interessa sia la coltivazione che la produzione del liquore, e con il riconoscimento da parte della Comunità Europea di indicazione geografica per il genepy del nostro Piemonte, riconoscimento indispensabile per i provvedimenti di protezione. Quello che non è assolutamente vero è che si punti a coltivazioni di genepy di importazione : la verità è esattamente il contrario, ed è quanto Matteo Laugero scrive, e cioè che ci si batt(e) per la salvaguardia ( del) genepy autoctono delle nostre valli e per la trasformazione nel liquore secondo i metodi tradizionali. L Associazione intende peraltro garantire ai montanari un reddito non aleatorio per i rischi delle malattie e le oscillazioni dei prezzi, e promuovere un liquore che abbia le caratteristiche organolettiche tipiche del nostro tradizionale genepy, ma che possa affermarsi con la disponibilità di quantità significative, con un costo adeguato al mercato e con il pieno rispetto delle normative di legge italiane ed europee. Ogni collaborazione in questa direzione è e sarà sempre ben accetta dall Associazione, che è aperta a tutti coloro che sono interessati sia per ragioni di lavoro che per personale convincimento. Pier Giovanni Bordiga Presidente associazione Genepi Occitan

5 lavori in corso aspettando l asti-cuneo 5 L autostrada si avvicina al capoluogo Mentre il 29 luglio è stato avviato il cantiere per collegare Cuneo alla rete autostradale, in Provincia gli amministratori propongono a Giachino un agenda per le infrastrutture di Ilario Bruno Con ottimismo accompagnato da realismo martedì 29 luglio si è ufficializzato l avvio del cantiere relativo ai lotti che collegheranno finalmente il capoluogo al sistema autostradale italiano. Di momenti storici la Asti- Cuneo ne ha vissuti molti - ricorda il presidente del Comitato di monitoraggio e sindaco di Alba, Giuseppe Rossetto - quella di oggi è una tappa ulteriore di un percorso che gradualmente ci porterà verso il traguardo che attendiamo da decenni. Soddisfatto anche il presidente della Provincia Raffaele Costa: Ce l abbiamo quasi fatta. La Provincia ha fatto nulla di più che la sua parte, ma serve l impegno corale per completare l opera. Dopo la cantierazione si attende, a breve, l avvio dei lavori, mentre gli occhi sono già puntati sulla conferenza dei servizi che il prossimo autunno dovrà discutere e riapprovare, nella loro stesura originaria, i lotti del tratto verso Alba. I progetti definitivi che hanno ottenuto l ok dall Anas pochi giorni fa, riguardano il lotto Consovero-Castelletto Stura-Cuneo e il lotto 1.5 Cuneo-Statale 231: oltre 12,5 chilometri di autostrada per un impegno complessivo di 330 milioni di euro. Il primo lotto conta tre ponti, la galleria di Sant Albano, tre cavalcavia e cinque sottopassi. Il progetto definitivo del lotto 1.5 si sviluppa verso Sud-Est nel comune di Cuneo per oltre due chilometri, cui si devono aggiungere uno svincolo e la bretella di collegamento alla strada statale della Bovesana. Tra le opere d arte: il ponte Stura di Demonte, un viadotto, una galleria artificiale e il ponte canale Cherasco- Benevagienna. Resta aperta la questione del collegamento ad Est e ad Ovest di Asti. Il sindaco di 29 LUGLIO Foto di gruppo delle autorità presenti all avvio del cantiere dell Asti-Cuneo a Morozzo Fossano Francesco Balocco ricorda al rappresentante Anas, Colletta la richiesta di valutare il collegamento tra Ceriolo e la tangenziale di Fossano, che rientra tra le opere di complemento. Al pari della bretella verso Savigliano-Saluzzo, sollecitata dal territorio. Tutte richieste che saranno valutate in sede di Comitato di monitoraggio, assicura Rossetto. D altra parte l Asti-Cuneo, opera utile alla Granda, diventa sempre più un caso di interesse nazionale. Dobbiamo sottolineare l importanza dell autostrada per il Paese, ha rimarcato lo stesso sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino, ospite di Costa in Provincia, ad un incontro cui hanno partecipato politici amministratori e mondo produttivo, per definire l agenda del Governo nel settore dei trasporti per la Granda Ne è venuto fuori quasi un cahier des doléances, con i problemi di sempre, tutti insoluti o in stand-by: raddoppio ferroviario tra Fossano e Cuneo, piattaforma logistica, aeroporto, trafori. Il titolare della delega ai Trasporti, di origini cuneesi (è di Canale d Alba) è uomo concreto e va al sodo: La provincia di Cuneo cresce di più rispetto al resto del Nord-Ovest, il sistema economico negli ultimi 20 anni è profondamente cambiato e la Granda merita un attenzione particolare. Ma le casse sono vuote e occorre concordare le priorità. Obiettivo principale: investire in infrastrutture, u settore in passato trascurato al pari di quello dell energia. Oggi il modello Cuneo - interviene il presidente della Camera di Commercio Ferruccio Dardanello - ha bisogno degli strumenti assicurati ad altre parti del Paese. La pazienza ha un limite, attendiamo un segnale forte. D accordo Walter Lannutti, imprenditore leader nella logistica: Bisogna rispondere all evoluzione veloce del mondo e togliere la testa da sotto la sabbia, ammettendo che abbiamo infrastrutture in condizioni pietose. Dica lei, Sottosegretario, che cosa intende fare per questa provincia. Il mercato non può attendere. Dopo dieci anni che si parla di piattaforma non ho visto risultati; da parte nostra ci siamo mossi anas-regione cap: società mista per opere stradali Si chiama Cap (Concessioni autostradali piemontesi S.p.A) la nuova società mista Regione-Anas che avrà il compito di progettare e realizzare le opere stradali in Piemonte. Società congiunta e paritetica come strumento più adeguato per lavorare in modo efficace, in sinergia e senza intoppi, per il completamento della rete autostradale di interesse regionale, commenta la presidente della Regione Mercedes Bresso. La società mista dovrebbe consentire di individuare con una certa rapidità le risorse e dare in tempi rapidi risposte concrete ai piemontesi. Cambia il modo di fare le opere in Piemonte - puntualizza l assessore regionale alle Infrastrutture, Daniele Borioli -. Abbiamo già individuato cinque infrastrutture sui cui il nuovo soggetto inizierà a lavorare da subito: il collegamento Biella-A4 e Biella- A26 della pedemontana piemontese, il collegamento di corso Marche, la tangenziale est di Torino, il raccordo autostradale Strevi-Predosa. Ora si tratta di andare avanti con la progettazione delle opere per poi procedere alla ricerca del promotore finanziario per la loro realizzazione. per trovare in autonomia le risposte migliori. Giachino si difende: A due mesi dall insediamento del Governo e dopo aver risolto la rivolta dei Tir, abbiamo cominciato la revisione del codice degli appalti per incentivare il project financing e abbiamo sbloccato 15 miliardi di investimenti con la modifica delle convenzioni autostradali. è partita la riforma dei porti, avremo 2 milioni di tasse portuali in più se recupereremo il traffico via mare. Poi dobbiamo investire in logistica, da settembre un di Dalmasso L. & C. s.n.c. S I S T E M I D I S I C U R E Z Z A ANTIFURTI VIDEO CONTROLLI pool di esperti lavorerà ad un piano, integrando i dati della mobilità. L appuntamento è per settembre a Roma. Su quanto decideremo insieme mi impegnerò - promette il Sottosegretario -, ma desidero vedere più ottimismo. s. il punto sulla viabilità La strada provinciale 50 ampliata all altezza di Castagnito Il Consiglio provinciale ha approvato con voto unanime l acquisto di una porzione di fabbricato per permettere l ampliamento della provinciale 50, nel tratto Guarene-Castagnito-Baraccone. La strada, nell attraversare l abitato di Castagnito, forma infatti una strettoia tra vecchi edifici che obbliga al transito a senso unico alternato. L intervento avrà un costo, a carico della Provincia, pari a euro, comprese le spese per il rogito notarile. Rotatoria a Monteu Roero: approvato progetto definitivo Realizzazione di una rotatoria in località Sant Anna di Monteu Roero: la Giunta provinciale ha approvato il progetto definitivo dei lavori sulla provinciale 29, nel tratto tra Canale e Monteu Roero. L intervento avrà un costo complessivo di 120 mila euro, da finanziare mediante la contrazione di mutuo. Rotatoria all innesto provinciali tra Cervere e Marene Via libera dalla Giunta provinciale al progetto definitivo dei lavori di sistemazione delle strade provinciali 165, detta Reale, e 309 tra Cervere e Marene. L intervento prevede la realizzazione di una rotatoria con aiuola all innesto fra le carreggiate per un importo complessivo di 350 mila euro, finanziabili tramite contrazione di mutuo. C A S S A F O R T I A R M A D I B L I N D AT I A R M A D I I G N I F U G H I ASSISTENZA 24 H MONDOVÌ (CN) - Corso Italia, 6 Tel Fax cell

6 nuovo ospedale di alba e bra di Beppe Malò Sabato 5 aprile La Sala Gosso del San Lazzaro ha ospitato la presentazione della Fondazione Nuovo Ospedale di Alba e Bra. L atto costitutivo era stato siglato pochi giorni prima - il 28 marzo - da 11 soci fondatori che ora costituiranno il nucleo centrale di una task force che lavorerà sostegno del progetto e poi del nuovo ospedale. A presiedere la fondazione è stata chiamata Elisa Miroglio, figlia di Carlo e Gabriella Miroglio, consigliere nell ambito della multinazionale tessile albese, già al vertice della Fondazione Elena e Gabriella Miroglio. La vice presidenza è stata affidata all imprenditore braidese Dario Rolfo, titolare della Rolfo spa, una delle maggiori aziende italiane nel settore della carrozzeria industriale. La fondazione rappresenta è rappresentativa di tutto il territorio: Alba, Bra, le Langhe, il Roero ed anche la Valle Bormida dove una trentina di imprenditori ha fatto sinergia per raccogliere i euro che rappresentano la soglia d accesso alla fondazione. A promuovere l iniziativa che ha chiamato a raccolta i 34 soci dell associazione Santo Spirito aziende cortemiliesi e dei paesi limitrofi sono stati il presidente, ingegner Giancarlo Veglio, il vice Gianni Bonino e l imprenditore Piero Bagnasco. La loro iniziativa ha consentito di raggiungere Vuoi moltiplicare le tue potenzialità? La fondazione chiama a raccolta altre imprese e superare la soglia di eleggibilità e di portare nel CdA della Fondazione il presidente Veglio. Per noi - spiega il vice presidente Gianni Bonino - si tratta di un risultato di grande rilevanza. Perché siamo riusciti ad esprimere una territorialità che si compatta intorno alla volontà comune di 34 piccoli e medi imprenditore di Cortemilia e dell area circostante e per il fatto che un rappresentante della nostra cordata potrà partecipare direttamente alle attività della Fondazione. Un argomento, quello della centralità rispetto al territorio, che il nuovo ospedale di Alba e Bra si pone come elemento centrale della logica del progetto. Verduno, infatti, dovrà essere un ospedale di territorio tanto nella capacità di rispondere alla domanda di salute espressa dal comprensorio, quanto nel rappresentare allo stesso modo le zone più centrali e quelle più esterne dell Asl Cn2. La nostra presenza nella Fon- Una cordata di 34 imprenditori provenienti dalla valle Bormida ha costituito un associazione per entrare a far parte della compagine albese I SOCI FONDATORI Foto di gruppo degli imprenditori che hanno costituito l associazione Santo Spirito aziende cortemiliesi e dei paesi limitrofi dazione - riprende Gianni Bonino -a punta a sostenere un progetto d eccellenza e, accanto ad esso, un incremento dei servizi sanitari presenti nella nostra area. Pensiamo ad una sede per la guardia medica diurna e ad una base per un eliambulanza abilitata anche per il soccorso nelle ore notturne. La distanza e dalla provincia la difficoltà del collegamento stradale, infatti, resta un problema per noi molto rilevante in caso d urgenze o emergenze. In questa direzione collaboreremo anche con i sindaci e con il comitato promotore dell iniziativa Una strada per le Langhe per un nuovo collegamento Alba-Cortemilia. L obiettivo principale della Fondazione - spiega la presidente Elisa Miroglio - sarà quello di raccogliere risorse da destinare al progetto di finalizzazione dell ospedale di Verduno e lo scopo quello di contribuire ad elevare la nuova struttura ad un livello di eccellenza, fargli fare quel salto di qualità che un ospedale di questo genere merita. Fanno parte dell associazione Santo Spirito : Piero Bagnasco, Bonino Expo, Brovind, Fratelli Caffa, Impresa Marenco, Molino Stenca, Nocciole Marchisio, Opera, Piesse Plastic, Alp, Marmi Bemer, Tullio Chiotti, Cartitalia, Giordano Servizi, Giordano snc, Collino SpA, La Ceramica, Idalgreco, Rossello snc, Carlo Troia, Valverde, Davide Delmonte, Edilmorena, Hotel San Carlo, Siv di Viglietti, Studio Crema, Verde on line, tutti di Cortemilia; Studio Sanesi (Castino), Farmacia Gallo e Autoequipe lavaggi (Castino), Omb (Pezzolo Valle Uzzone), Caseificio Alta Langa (Bosia) e Soggiorno Smeraldo (Torre Bormida). con noi puoi... CONSULENZA DIREZIONALE CONSULENZA ORGANIZZATIVA STRUMENTI DI MANAGEMENT: MODELLO EFQM CONTROLLO DI GESTIONE BILANCIO SOCIALE PROGETTAZIONE, IMPLEMENTAZIONE DEI SISTEMI DI GESTIONE, QUALITÀ, AMBIENTE, SICUREZZA, RESPONSABILITÀ SOCIALE STANDARD ALIMENTARI BRC, IFS, EUREPGAP, HACCP FORMAZIONE IN AMBITO: ORGANIZZAZIONE, GESTIONE RISORSE UMANE, QUALITÀ, AMBIENTE, SICUREZZA FREE MANAGERS s.r.l. è certificata per progettazione, realizzazione e manutenzione/aggiornamento di sistemi di gestione per la Qualità, Ambientali, schemi automotive, sistemi HACCP. Progettazione ed erogazione di servizi di formazione manageriale. CONSULENTI DI DIREZIONE Via Ognissanti, 30/b ALBA (CN) - Tel Fax

7 dalla provincia 7 verso un patto territoriale alba-bra La sicurezza interessa anche gli imprenditori poli di innovazione della regione Cuneo e Asti capitali dell agroalimentare di Beppe Malò È stato Michelino Davico, Sottosegretario agli Interni, a raccogliere il documento elaborato dai sindaci di Bra, Alba ed altri 84 Comuni del comprensorio locale. Presentato lo scorso 21 luglio nel corso del convegno Verso un patto territoriale per la sicurezza svoltosi presso il teatro Politeama di Bra, il documento riassume e presenta alle istituzioni le istanze del territorio in materia di sicurezza. Istanze prodotte da un comprensorio ancora alieno da importanti fenomeni criminali, ma elle prese con una diffusa attività microcriminale. La tesi proposta dai sindaci è stata quella di prendere atto con sollievo del fatto che non esiste in zona un vero e proprio allarme sociale, ma che occorra comunque intraprendere strategie di tipo preventivo proprio per evitare l attecchimento di fenomeni per ora assenti e il radicamento di quelli presenti. Lo strumento migliore - come sottolineato dal titolo del convegno - per garantire Non si può lavorare sotto la minaccia della microcriminalità - dice Francesco Bellotti - senza porvi rimedio un elevato standard di sicurezza potrebbe essere quello di un patto sottoscritto dai Comuni: una iniziativa trasversale agli schieramenti e finalizzata ad incrementare la coesione tra le persone e la sicurezza percepita. Un patto sociale dunque e non solo un iniziativa di controllo territoriale per il quale la Regione ha stanziato - come sottolineato dalla presidente Bresso mila euro destinati a potenziare le Polizie Municipali attraverso un progetto di sicurezza integrata. L importanza determinante della sicurezza anche per il settore produttivo è sottolineata da Francesco Bellotti del Consiglio direttivo di Confindustria Cuneo. La sicurezza - spiega - è una condizione fondamentale e irrinunciabile per le aziende per le quali il lavoro in serenità equivale ad una vera e propria materia prima. Non si può lavorare sentendosi minacciati da effetti criminali. Anche quando di parla genericamente di microcriminalità e se ne parla come di un qualcosa di accettabile di fronte a prospettive peggiori, in realtà si parla di un fenomeno che è micro solo per le statistiche, ben altro invece per chi lo subisce. Si deve mettere in atto - prosegue - e in questo senso auspico una forte collaborazione tra imprese e amministrazioni locali, una strategia che faccia in modo che chi è furbo non possa prevalere su chi è onesto. Ben vengano iniziative locali per incrementare il controllo territoriale - conclude - ma a livello centrale non dovranno più essere concordate misure che, come l indulto, di fatto rendono inutile ogni iniziativa in materia di prevenzione e sicurezza. di Sonia Pellegrino Agroalimentare nel cuneese e nell astigiano; biotecnologie e biomedicale nelle aree del canavese e del vercellese; chimica sostenibile nel novarese e nell alessandrino; creatività digitale e multimedialità nel torinese; energie rinnovabili, risparmio e sostenibilità energetica nelle aree del verbano-cusio-ossola, nel torinese, nel tortonese e vercellese; Information & Communication Technology nel torinese e canavese; meccatronica e sistemi avanzati di produzione nel torinese; tessile nel biellese. Sono questi gli ambiti settoriali e tecnologici di competenza e le aree territoriali di riferimento, individuate dalla Giunta regionale, che diverranno dei veri e propri poli di innovazione per valorizzare le potenzialità presenti sul territorio. Lo scorso 3 luglio in Camera di Commercio a Cuneo, l assessore regionale alla Ricerca, Innovazione e Industria, Andrea Bairati, insieme a Mario Calderini, presidente di Finpiemonte e a Giuseppe Benedetto, direttore regionale alle Attività Produttive, ha presentato la nuova misura Por-Fesr, che prevede l avvio di otto poli di innovazione. Sono 60 i milioni di euro destinati ai poli d innovazione - ha dichiarato l assessore Bairati -. I fondi derivano dal Programma Operativo Regionale (Por) e potranno essere successivamente integrati. Attraverso i poli ci auguriamo di stimolare lo sviluppo dell attività di ricerca e di innovazione delle imprese, valorizzando le potenzialità presenti, favorendo i processi di internazionalizzazione delle imprese e incrementando l attrazione di investimenti produttivi nel nostro territorio. I poli, che avranno dimensione regionale, saranno strumenti di coordinamento sinergico tra i diversi attori del processo innovativo e renderanno disponibili infrastrutture e servizi ad alto valore aggiunto. Essi avranno il compito di interpretare le esigenze tecnologiche delle imprese, per indirizzare le azioni regionali a sostegno della ricerca e dell innovazione. confcommercio cuneo dardanello riconfermato presidente Sarà ancora Ferruccio Dardanello a rappresentare, per altri quattro anni, fino al 2012, i commercianti della Granda. Al presidente di Confcommercio Cuneo è stato, infatti, rinnovato il mandato a fine giugno, nel corso dell incontro del direttivo dell associazione, che si è svolto al castello di Grinzane Cavour. Al suo fianco ci sarà Luigi Isoardi di Cuneo, con il ruolo di vice presidente vicario. Svolgeranno il ruolo di vice presidenti anche Alberto Anello di Verzuolo, Carlo Costa di Alba, Andreino Durando di Pradleves (per gli albergatori ed esercenti) e Pietro Rubiolo di Savigliano. Ricoprirà il ruolo di vice presidente anche il ristoratore Giacomo Badellino di Bra, titolare dell omonimo ristorante, che alla fine del precedente mandato era subentrato allo storico presidente dell Ascom di Bra, Alfredo Bersano. I.P. Le nuove responsabilità delle persone giuridiche focus di confindustria Continua la crescita dell export cuneese In data 16 luglio 2008 si è tenuto, presso il Meeting Center Diageo, un incontro con gli imprenditori sul delicato tema del Decreto Legislativo 231/ Quali responsabilità per le imprese?. Le società di consulenza albesi Free Managers (www.freemanagers.it) e RW Consulting (www.rwc.it), operanti sul territorio da circa 20 anni, hanno organizzato in partnership questo convegno per offrire un supporto alle aziende nella analisi e valutazione dei rischi derivanti dal decreto 231/2001. Il decreto 231/2001 ha introdotto la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche (società e associazioni, anche prive di personalità giuridica) a fronte di determinati reati commessi dal loro personale nello svolgimento delle attività aziendali o societarie. Le fattispecie di reato sono di varia tipologia, fino a comprendere i reati societari, i reati contro la pubblica amministrazione, i reati informatici e i reati commessi in violazione delle norme di sicurezza e prevenzione degli infortuni sul lavoro. Le sanzioni previste sono molto pesanti, come la sospensione/revoca delle autorizzazioni, interdizione allo svolgimento dell attività, divieto di pubblicizzare beni e servizi. I relatori, consulenti delle due società coadiuvati dall Avv. Maurizio Bortolotto di Torino, hanno presentato il tema attraverso interventi sia teorici sia pratici, con riferimenti a casi aziendali e a procedure oggettive. Uno degli scopi dell evento era infatti quello di individuare gli strumenti di lavoro con cui un impresa, grande o piccola che sia, possa tutelarsi nei confronti dei rischi che la norma pone in essere. La platea degli imprenditori ha risposto in maniera fortemente partecipativa agli interventi dei relatori, esponendo questioni e dubbi utili all approfondimento del tema e necessari per dare risposta a quesiti di natura legislativo - organizzativa che la 231 ha fatto emergere. Le imprese presenti rappresentano pienamente il nostro tessuto piemontese, fatto di piccole, medie e grandi imprese, a dimostrazione di un forte interesse nei confronti di una norma tanto complessa quanto importante e a dimostrazione di un vivo coinvolgimento nelle nuove dinamiche aziendali che la legge pone. Durante la trattazione è stato inoltre esposto, a grandi linee, il percorso che un impresa dovrebbe seguire nella stesura di un adeguato Modello Organizzativo, come richiesto dalla legge. RW Consulting e Free Managers, molto soddisfatti dell esito del convegno, ringraziano tutte le aziende presenti ed estendono un ulteriore ringraziamento alla struttura Diageo ed allo staff per l ospitalità e professionalità dimostrata. Secondo i dati dell Istat, nel primo trimestre 2008 la Granda conferma il trend positivo con cui ha chiuso il 2007 Il commercio internazionale è uno dei fattori più importanti della competitività delle imprese. Un calo o un aumento della percentuale dell export sulla produzione provinciale, può significare una perdita o un aumento di competitività sui mercati internazionali. Nei primi tre mesi del 2008 l export della provincia di Cuneo conferma il trend positivo del trimestre precedente. Dai dati pubblicati dall Istat e rielaborati dall ufficio Studi & Mercati di Confindustria Cuneo nel Focus trimestrale sull export provinciale, si evince che il saldo della bilancia commerciale, ovvero la differenza tra i valori delle esportazioni e delle importazioni, è positivo per quasi 613 milioni di euro, il aumento (6,09%) rispetto allo stesso periodo del Il dato congiunturale, ovvero in rapporto con l ultimo trimestre del 2007, evidenzia, invece, un calo di quasi 97 milioni di euro (-13,66%). Nel corso del primo trimestre del 2008 la provincia di Cuneo con milioni di euro, ha contribuito per il 15,90% all export piemontese, collocandosi in seconda posizione dopo la provincia di Torino (49,35%). La quota dell export cuneese conferma quindi, in linea di massima gli stessi valori rilevati nel primo trimestre del Nello stesso periodo, l import della provincia Granda ammonta a circa 896 milioni di euro, pari al 12,13% del totale regionale. L analisi per settori conferma i dati tendenziali dell ultimo anno: il comparto agroalimentare rappresenta la voce maggiore dell export ed incide per il 22,5% sul totale. Tra i prodotti importati una significativa incidenza è rappresentata dall agricoltura e dall allevamento con una quota di oltre il 16% sul totale. Nel primo trimestre 2008 si evidenzia che il saldo commerciale, positivo per quasi 613 milioni di euro, è da attribuirsi per quasi il 33% al settore mezzi di trasporto (+224 milioni di euro) e per il 31,7% al settore degli alimenti e bevande (+216,6 milioni). Positiva anche la bilancia commerciale per i comparti macchine ed apparecchi meccanici (+115,8 milioni), gomma e materie plastiche (+104,7 milioni), pasta-carta ed editoria (+32,9 milioni), metalli e prodotti in metallo (+21,3 milioni) e prodotti da minerali non metalliferi (+12,9 milioni di euro). I settori, la cui bilancia commerciale risulta maggiormente negativa, sono i prodotti dell agricoltura, caccia e pesca le cui importazioni cuneesi superano di quasi 63 milioni di euro le corrispondenti esportazioni. Negativi, inoltre, i saldi dei comparti dei prodotti chimici e fibre (-53,4 milioni di euro) e legno-prodotti in legno (-10,5 milioni di euro). I dati, tuttavia, rimangono tendenzialmente in linea con quelli riferiti agli ultimi 4 anni.

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