ESERCITAZIONI: NUOTO

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1 Corso integrativo di Teoria tecnica e didattica degli sport individuali ESERCITAZIONI: NUOTO Dispensa delle lezioni. ad uso degli studenti Anno accademico Il materiale contenuto nella presente è frutto del lavoro di ricerca, sviluppo e studio del sottoscritto e di diversi tecnici della Federazione Italiana Nuoto. Non vuole essere null altro se non un piccolo sussidio didattico a complemento del curriculum formativo dello Studente. Francesco Ravenna

2 Corso integrativo di Teoria tecnica e didattica degli sport individuali ESERCITAZIONI: NUOTO Dispensa delle lezioni. ad uso degli studenti Anno accademico Tecnica delle nuotate Ferrara, 8 ottobre 2010 Prof. Francesco Ravenna

3 TECNICA DELLE NUOTATE Francesco Ravenna Tecnica e didattica delle nuotate IL CRAWL E lo stile più usato per lo Stile Libero poiché è il più veloce. Movimenti alternati e ciclici sia degli Arti Superiori che degli Arti Inferiori, con inserimento della respirazione laterale (più vantaggiosa di quella frontale dal punto di vista idrodinamico). 1

4 Posizione del corpo Corpo più orizzontale possibile (minore resistenza!): Bacino leggermente affondato. E' importante la propulsione degli arti inferiori, non solo per l'avanzamento ma soprattutto perché la spinta del piede riceve dall' acqua una risposta verso l'alto (solo il tallone fuori esce dall'acqua). Arti Inferiori: movimento ciclico e alternato L azione è verticale: il momento propulsivo si verifica dall alto verso il basso tramite il dorso del piede: comp-lessivamente danno un apporto del 20-25%, nella globalità della nuotata. Il movimento, alternato e ciclico è completamente subacqueo (solo il tallone può emergere). Anca, ginocchio e caviglia si flettono naturalmente. Nel Crawl le gambe hanno anche una funzione galleggiante e stabilizzante. Tecnica: piede converge all'interno; gran ritmo di gambe (6 per ciclo) 2

5 Arti Superiori: movimento ciclico e alternato Fase Aerea = consente il recupero delle energie. Inizia sfilando il braccio dall' acqua al termine della spinta. Il braccio è naturalmente disteso (semiflesso e mano rilassata) Fase Subacquea = Inizia con l'appoggio e termina con la Spinta. La mano entra in acqua nella prima fase della bracciata subacquea così detta di APPOGGIO / PRESA con un angolo di penetrazione di circa 45 ; il braccio si distende in avanti e comincia a discendere con una direzione vs. l'esterno, si semiflette all'inizio della fase di TRAZIONE e continuando a scendere arriva perpendicolare al corpo; da questo momento inizia la vera e propria fase di SPINTA: l'avambraccio si distende e la mano spinge dietro sfiorando la coscia (la mano sul Piano Frontale descrive una S). Tecnica: il gomito rimane sempre più alto della mano. La gestualità dipende molto dal morfotipo, dalle leve biomec-caniche. Rollio il recupero a dx fa ruotare il bacino e le spalle a dx e quindi i piedi devono orientarsi a sx per stabilizzare il rol-lo. Con le squadre principianti va corretto e limitato, per prevenire l eccessiva fuoriuscita della spalla; nella fase della Tecnica fine va invece ricercato. RESPIRAZIONE Nei gruppi principianti è bene insegnarla bilaterale: è più coordinativa ed inoltre impedisce che il braccio corrispondente alla parte in cui non si respira diventi solo un sostegno, non propulsivo. Nella fase Didattica deve essere anticipata : inizia dall'appoggio-presa e continua per tutta la fase di Trazione, quando il corpo tende a salire vs.l' alto. Tecnica: è posticipata, inizia nella fase di Spinta termina nella fase di recupero, Creando così meno resisten-ze negative. 3

6 COORDINAZIONE Per ogni ciclo di bracciata si possono inserire battute di gambe. Maggiore è il ritmo, più idrodinamico e orizzontale l'assetto (ottimo per i velocisti) e più ampia e lenta la bracciata. Viceversa, la propulsione sarà data esclusivamente dalle braccia e le gambe avranno solo una funzione stabilizzante (fondisti). LA PARTENZE Grab Start Afferrare il blocco con le mani e con i piedi Sbilanciarsi spingendo sul blocco con le mani Spingersi con le gambe tenendo il corpo in linea Mantenere il bacino alto Entrare affusolati, sollevando le gambe Track Start Posizionare un piede in avanti e l altro dietro Portare il peso del corpo sul piede dietro Tirare con le braccia, spingere con la gamba dietro e proiettarsi in acqua Riunire le gambe effettuando la spinta con quella in avanti Entrare in acqua affusolati, sollevando i piedi. 4

7 LA VIRATA Entrare in virata alla giusta distanza dal muro Ruotare aiutandosi con un colpo di gambe delfino Evitare inutili movimenti durante la rotazione Spingersi ruotando i fianchi per riassumere la posizione corretta. Regolamento tecnico Nelle gare a stile libero si può nuotare qualsiasi stile, ad eccezione dei misti individuali e della staffetta 4x100 mista, in cui per stile libero si intende qualsiasi stile che non sia la farfalla, il dorso o la rana. Nelle virate e negli arrivi il concorrente può toccare con una qualsiasi parte del corpo. Una parte qualsiasi del corpo deve rompere la superficie dell acqua per tutta la durata della gara, tranne dopo la partenza e dopo ogni virata, in cui è consentito all atleta atleta rimanere in completa immersione per una distanza non superiore ai 15 metri. Da quel punto la testa dovrà affiorare dall acqua. acqua. 5

8 IL DORSO Movimenti ciclici e alternati sia degli Arti Inferiori che degli Arti Superiori. Alcuni insegnanti lo propongono come primo stile per i suoi "vantaggi respiratori" ma presenta svantaggi dovuti alle leve biomeccaniche (agiscono in condizioni svantaggiose) e dal fatto che non si sa dove si stia andando. Posizione del corpo E' più inclinata dello Stile. Lo sguardo è a 45, capo leg-germente flesso, con l'acqua che "taglia a metà" le orecchie. I piedi in estensione non devono fuoriuscire, solo l'alluce. Le braccia in alto non spinte: porterebbero ad una posizione scorretta del capo. 6

9 Arti Inferiori: movimento ciclico e alternato La biomeccanica è simile a quella dello Stile Libero. Le articolazioni dell anca, del ginocchio e della caviglia sono coinvolte in misura maggiore in quanto si è in posizione supina. L azione propulsiva (molto più evidente che nel Crawl), dal basso verso l alto è data da un piede disteso e leggermente ruotato all interno; l azione della battuta di gambe si sviluppa anche su un piano diagonale al fine di controbilanciare gli sbandamenti creati della fase subacquea della bracciata. La valenza percentualistica degli arti inferiori sulla sommatoria totale della nuotata è di circa il 25-30%. Arti Superiori: movimento ciclico e alternato Fase Aerea: Inizia con l uscita del braccio, naturalmente disteso, dall acqua e termina con l ingresso, a braccio completamente disteso sopra la spalla nella fase di APPOGGIO / PRESA. Durante la fase aerea vi è una fase di rotazione della mano dunque esce dall acqua per primo il pollice ed entra per primo il mignolo. Fase Subacquea = Inizia con la fase di APPOGGIO / PRESA e termina con la fase di SPINTA. Fase Subacquea: ha inizio con la fase di APPOGGIO PRESA: il braccio mantenuto dis-teso, va in direzione del fondo e leggermente verso l'ester-no (è un azione molto utile per il galleggiamento). E seguita dalla fase di TRAZIONE durante la quale l avambraccio inizia a flettersi, la mano torna ad orientarsi leggermente verso l'interno e il gomito è più verso il fondo che la mano. Nell ultima fase quella di SPINTA abbiamo la distensione dell avambraccio; in questa fase la mano continua la fase propulsiva rimanendo ancora parallela all'avanzamento e, terminata la distensione del braccio, effettua un dinamico spunto finale vs. il basso. 7

10 Nella Didattica non è bene insistere sulla flessione del braccio, si possono tollerare i movimenti a braccia tese, ma è piuttosto meglio richiamare l attenzione sull azione fluida e sulla sincronia del movimento. Tecnica: nella fase di SPINTA, il Gomito deve essere più alto della mano (come per appoggiare le mani sul bordo vasca) con la mano che spinge verso il basso, oltre la coscia. Rollìo quando gli allievi hanno già una certa padronanza, si deve insegnare un movimento rotatorio delle spalle: è più idrodinamico e più potente (la trazione è più vicina al busto e la presa è più alta). RESPIRAZIONE & COORDINAZIONE cadenzata a ritmo regolare; la testa deve rimanere sempre ferma. Il ritmo di gambe deve essere continuo e sostenuto (hanno la funzione estremamente propulsiva) Per ogni ciclo di bracciata abbiamo sei colpi di gambe. LA PARTENZA Aggrapparsi al blocco con le mani, mantenendo i piedi sotto la superficie dell acqua Sbilanciarsi spingendo sul blocco con le mani Spingersi con le gambe tenendo il corpo in linea Recuperare le braccia lateralmente o vicino al corpo Entrare affusolati mantenendo il bacino alto 8

11 LA VIRATA Entrare in virata alla giusta distanza dal muro Ruotare aiutandosi con un colpo di gambe delfino Evitare inutili movimenti durante la rotazione Spingersi con tutti i segmenti corporei allineati Spingersi evitando di ruotare i fianchi. 9

12 Regolamento tecnico 1/2 In partenza entrambe le mani devono aggrapparsi alle maniglie; i piedi, dita incluse, devono rimanere sotto la superficie. E vietato stare in piedi o con le dita sui bordi o nei frangiflutti. I concorrenti dovranno sempre rimanere sul dorso (rotazione sull asse del corpo entro i 90 ) tranne che nell esecuzione delle virate. Nelle virate le spalle possono essere ruotate oltre la verticale fino ad assumere una posizione sul petto; dopodichè per iniziare la virata è consentita una trazione continua di un singolo braccio o simultanea di entrambe le braccia. Regolamento tecnico 2/2 Ogni azione di gambe o trazione di braccia deve far parte dell azione continua di virata. Nelle virate il concorrente dovrà toccare la parete con una qualsiasi parte del corpo. Nel terminare la gara il concorrente deve toccare rimanendo sul dorso. Una parte qualsiasi del corpo deve rompere la superficie dell acqua per tutta la durata della gara, tranne dopo la partenza e dopo ogni virata, in cui è consentito all atleta rimanere in completa immersione per una distanza non superiore ai 15 metri. Da quel punto la testa dovrà affiorare dall acqua. DELFINO Stile artistico che si insegna come 3 3 poiché,, come in Stile e Dorso, la successione biomeccanica del gesto è Appoggio-Presa Presa- Trazione-Spinta. E' una nuotata simmetrica. 10

13 Posizione del corpo è più inclinato anche del Dorso. Il movimento delle gambe si riflette sul bacino che bascula; testa e spalle emergono e riaffondano: risultato: movimento ondulato Arti Inferiori: movimento ciclico, simmetrico e simultaneo L'azione di frustata verso il basso fa basculare il bacino (e non viceversa!!!) Hanno una funzione sia propulsiva che stabilizzante, ciò è ben evidenziato dalla Tecnica: 1 ) - Colpo propulsivo: finalità di avanzamento. 2 ) - Colpo di Galleggiamento: nella fase di Spinta. In fase Didattica 2 colpi di gambe e poi la bracciata. 11

14 Arti superiori: movimento 1/4 ciclico, simmetrico e simultaneo Fase Aerea: inizia ancora sott'acqua, al termine della SPINTA. Le braccia sono distese ma non troppo (scodinzolo!). Quando il nuotatore si rituffa, le mani si immergono leggermente extra-rotate. Gli arti durante tutta la fase aerea, debbono essere rilassati e, allo stesso tempo, distesi. Gli spostamenti laterali del bacino e delle gambe, dovuti nel crawl all'azione di recupero di un braccio, vengono annullati, nel delfino, dalla contemporaneità degli effetti negativi, in senso opposto, dell'altro braccio. Arti superiori: movimento 2/4 ciclico, simmetrico e simultaneo Il nuotatore, "tuffatosi" in avanti ed in leggera profondità, penetra in acqua cercando per alcuni attimi di sfruttare al meglio l'allineamento idrodinamico che si determina al termine di ogni ciclo. Con un adeguato tempismo inizia, quindi, la sua azione subacquea, che, anche in questo caso, può essere suddivisa, per comodità di lettura, nei tre significativi momenti di APPOGGIO / PRESA, TRAZIONE e SPINTA Arti superiori: movimento 3/4 ciclico, simmetrico e simultaneo Le braccia, distese davanti alle spalle, vengono portate in fuori e verso il basso con vigore, consentendo alle mani di orientarsi lungo traiettorie che, prima, si allontanano in maniera abbastanza marcata dalla linea mediana (fase di APPOGGIO /PRESA) e, poi, si riavvicinano alla stessa grazie alla flessione degli avambracci sulle braccia. Durante questo momento di trazione il nuotatore riesce ad imprimere l'impulso migliore per avanzare, raggiungendo una grande efficacia quando gli arti, nella loro massima flessione, sono perpendicolari al corpo e le mani molto vicine alla linea mediana. 12

15 Arti superiori: movimento 4/4 ciclico, simmetrico e simultaneo Le stesse, poi, durante la successiva distensione degli avambracci (ci si trova, così, nella fase conclusiva della SPINTA), progressivamente si allontanano e risalgono fino a conquistare la superficie Le mani durante tutta la loro azione propulsiva vengono orientate in maniera tale da descrivere due traiettorie che nel complesso hanno una forma simile, se vista frontalmente, ad un salvadanaio, ad un buco di serratura al seme delle picche delle carte francesi., con un'apertura iniziale piuttosto accentuata e con una "strozzatura" in fase centrale, che in alcuni nuotatori risulta molto evidente. RESPIRAZIONE Frontale (è un freno all'avanzamento), pertanto si dovrà insegnarla lateralmente In Didattica: è anticipata : inizia nell' Appoggio-Presa per cui si ha più tempo per estendere il capo e farlo uscire fino al mento. Tecnica: è posticipata, nella fase di Trazione, durante il 2 colpo di gambe COORDINAZIONE di solito 2 colpi di gambe per ogni ciclo di bracciata. Didattica: le gambe sono intercalate nel movimento delle braccia.si nuota in forma successiva: prima le gambe e poi le braccia, con respirazione anticipata. Tecnica: le gambe sono inserite nel movimento delle braccia. Ci deve essere coordinazione (più movimenti eseguiti nella stessa unità di tempo) perchè l'obiettivo è la velocità. Per arrivarci occorre molta esercitazione: far diminuire progressivamente il tempo di pausa. Vanno inseriti rispettivamente con braccia in appoggio e braccia in spinta finale. 13

16 LA PARTENZA La partenza nel delfino non differisce molto da quella dello stile libero, sia nella parte aerea che in quella subacquea. Quindi si potrà adottare la tecnica della grab start o della Track start ; Si dovrà cercare di entrare nello stesso buco con tutto il corpo; In apnea, si eseguiranno delle battute di gambe delfino, di intensità crescente; All uscita si dovrà fare attenzione a rompere la superficie dell acqua in un solo punto e si cercherà di sfruttare la spinta idrodinamica uscendo con un angolo compreso tra i 30 ed i 50. LE VIRATE Affrontare la virata alla giusta distanza dalla parete Recuperare velocemente le gambe, portare le ginocchia verso l alto e tirare indietro con un braccio; Evitare inutili movimenti durante la rotazione Staccare l altra mano soltanto quando i piedi sono in appoggio; Spingersi con tutti i segmenti corporei allineati, evitare di ruotare i fianchi durante la spinta Uscire alla giusta profondità Effettuare alcune battute di gambe delfino di intensità crescente. 14

17 Regolamento tecnico 1/2 Il corpo deve essere tenuto sul petto, dopo la partenza e dopo ogni virata; Si può nuotare per 15 metri in completa immersione (anche su di un fianco) dopo la partenza e dopo ogni virata; Le braccia devono essere portate contemporaneamente in avanti e indietro sopra la superficie dell acqua con un movimento simultaneo; Regolamento tecnico 2/2 Tutti i movimenti delle gambe e dei piedi devono essere simultanei, non necessariamente sullo stesso livello; Sono permessi movimenti sul piano verticale verso l alto e verso il basso; non è permesso il colpo a rana; Alle virate e all arrivo, i concorrenti devono toccare la parete con le mani contemporaneamente (non necessariamente allo stesso livello), al di sopra o al di sotto della superficie. 15

18 LA RANA E' uno stile artistico ; è l'unico stile in cui l'avanzamento è ottenuto per spinte successive, sia in Didattica che in Tecnica (la differenza sostanziale è nella pausa). Il movimento è simmetrico; rispetto agli altri stili manca la fase di SPINTA per le braccia: la successione è APPOGGIO / PRESA TRAZIONE RECUPERO. Posizione del corpo è molto inclinata per via della respirazione frontale e del recupero degli arti inferiori. Durante la nuotata si alternano una posizione molto inclinata con una posizione più idrodinamica: variazione di velocità! 16

19 Arti Inferiori movimento simultaneo e simmetrico L'impulso propulsivo è dato dalla parte interna della pianta del piede (posizione detta "a martello"). Rappresentano il 70% dell'avanzamento. Ci sono 2 tipi di movimento: Colpo a Frusta = il corpo è più inclinato; si raccolgono i talloni ai glutei Colpo a Flessione = è il più produttivo; è composto da 3 sottomovimenti: RACCOLTA DELLE GAMBE ( O CARICAMENTO): la gamba, attraverso la flessione delle articolazioni coxo-femorale e di qulla rotulea, si schiaccia sulla coscia con quest ultima che si flette sul bacino a 120 (in contemporanea con la chiusura sotto dei gomiti), piede rilassato. POSIZIONAMENTO: le ginocchia convergono all'interno, i piedi ruotano in fuori. SPINTA PROPULSIVA: azione di schiacciata con i piedi a martello (paralleli alla superficie senza fuoriuscire). Distensione di tutto l'arto inferiore che descrive una parabola. L'avanzamento ne risulta "a cerchi concentrici". Arti superiori 1/3 movimento simultaneo e simmetrico La bracciata a rana comincia con la fase di appoggio appena sotto la superficie. Durante la fase di scivolamento le mani devono essere mantenute in modo tale che quasi si tocchino, con i gomiti completamente distesi e le palme delle mani rivolte diagonalmente all infuori, in preparazione per la bracciata. Appena le mani si sono separate, con i gomiti ancora distesi, essi cominceranno a muovere diagonalmente in fuori e verso il basso. 17

20 Arti superiori 2/3 movimento simultaneo e simmetrico Quando i gomiti sono sulla proezione delle spalle, cominciano a flettersi leggermente e la parte superiore del braccio inizia a ruotare medialmente come nello stile libero e nel delfino. La posizione a gomito alto non è apparentemente un movimento naturale per la maggior parte dei nuotatori e deve essere insegnata. Quando il nuotatore inizia e tirare dovrebbe cercare di sentire la pressione sulle mani aumentare, mentre continua ad accelerare la velocità delle braccia, nell'arco del movimento. I gomiti devono essere, nell azione motoria, sempre più alti delle mani durante la bracciata. Mentre il nuotatore tira indietro forma un disegno a cuore, con il movimento delle mani. Arti superiori 3/3 movimento simultaneo e simmetrico I gomiti non devono mai andare oltre il livello delle spalle durante la bracciata, se ciò succede il nuotatore sta affondando i gomiti. Una volta che la bracciata è completata e il nuotatore inizia il recupero delle braccia, la rotazione laterale più l'adduzione della parte superiore delle braccia possono far superare ai gomiti quel livello. Il movimento delle braccia durante la bracciate deve essere in circolo e le braccia dovrebbero andare direttamente dalla bracciata al recupero con movimento contrario. Questo permetterà al nuotatore di avere le braccia nella posizione completamente distesa quando inizia la fase propulsiva del colpo di gambe. RESPIRAZIONE Frontale, inserita in ogni ciclo di bracciata, con leggera estensione del capo. Didattica: è anticipata :spalle e capo iniziano a sollevarsi con la Trazione. Tecnica: : ritardata il più possibile, nel momento in cui le braccia si stanno proiettando in avanti a freccia,, per incontrare meno resistenza. 18

21 COORDINAZIONE Difficile. Partendo dalla posizione distesa di scivolamento Prima movimento delle braccia, solo alla fine della Trazione Caricamento rapido ma decontratto delle gambe (Termina l' inspirazione) 3 - Spinta propulsiva delle gambe, con arti superiori che completano la distensione, testa allineata tra le braccia. 4 - Pausa per sfruttare lo scivolamento. LA PARTENZA La parte aerea della partenza rana è molto simile a quella dello stile libero e del delfino; Si può eseguire quindi una grab start o una track start ; Alcuni atleti però preferiscono eseguire un tipo di partenza definita a siluro o partenza carpiata, che è caratterizzata da.. L angolo di stacco dal blocco è compreso tra 40 e i 60 ; La fase di volo è molto ampia ed è agevolata dal richiamo degli arti inferiori La fase discendente inizia con la carpiatura del busto; Seguita dalla rapida distensione degli arti inferiori; E dall entrata in acqua in posizione affusolata 19

22 LE VIRATE La prima parte della virata rana (entrata, cambio di direzione, spinta) è perfettamente uguale a quella del delfino; La seconda parte ( azione subacquea e uscita) è molto simile a quella che si effettua dopo la partenza; Regolamento tecnico 1/2 Si deve nuotare sul petto, sia gli arti superiori che quelli inferiori devono muoversi simultaneamente e sullo stesso piano orizzontale, senza movimenti alternati; Le mani non possono superare la linea dei fianchi, tranne che nella prima bracciata dopo la partenza e dopo ogni virata; Le mani possono fuoriuscire dall acqua durante il recupero, ma non i gomiti, ad eccezione dell ultima bracciata prima di ogni virata, durante la virata e prima dell arrivo; I piedi devono essere rivolti all esterno durante il calcio; non sono permessi movimenti a delfino dall alto in basso; 20

23 Regolamento tecnico 2/2 Durante ogni ciclo di bracciata la testa deve rompere la superficie dell acqua; tranne che dopo la partenza e dopo la virata; In apnea è consentita una sola bracciata completa ed una solo colpo di gambe, la testa deve riemergere prima della trazione della seconda bracciata; In virata ed in arrivo le mani devono toccare simultaneamente al di sopra o al di sotto della superficie dell acqua. 21

24 Corso integrativo di Teoria tecnica e didattica degli sport individuali ESERCITAZIONI: NUOTO Dispensa delle lezioni. ad uso degli studenti Anno accademico Ripasso teoria del movimento Teoria dell allenamento (1^ parte) Ferrara, 15 ottobre 2010 Prof. Francesco Ravenna

25 TEORIA DEL MOVIMENTO Le difficoltà coordinative nascono da : appoggi cedevoli resistenza all avanzamento intensa e prolungata quasi assenza di gravità dovuta alla posizione orizzontale del corpo ( la presa di informazione tramite le afferenze sensoriali; il diverso equilibrio incidono sulle percezioni cinestetiche: fuori dall acqua l equilibrio viene regolato da numerose afferenze : vestibolari,visivi,tattile,e cinestetiche; in acqua questi riflessi vengono profondamente modificati). Il corpo si muove in uno spazio tridimensionale. Si deve riorganizzare il sistema sensomotorio 26/01/2011 1

26 Le capacità motorie I fattori della prestazione componenti esterni della prestazione componenti psichiche della prestazione modi e comportamenti tattici = componenti costituzionali prestazione sportiva componenti condizionali della prestazione della prestazione componenti coordinative della prestazione LA PRESTAZIONE NEL NUOTO DIPENDE DA DIVERSE VARIABILI; LE PIU IMPORTANTI SONO: COSTITUZIONE CONDIZIONE COORDINAZIONE CONTROLLO 2

27 COMPONENTI ESTERNI DELLA PRESTAZIONE CAPACITA MOTORIE 1) Mobilità articolare 2) Capacità condizionali Forza Velocità - Resistenza 3) Capacità coordinative generali & speciali ABILITA MOTORIE ETA BIOLOGICA SVILUPPO ANTROPOMETRICO MOTIVAZIONI Le capacità motorie sono i presupposti che permettono la formazione di abilità motorie. Nel nuoto queste sono molto stimolate. Si suddividono in: CAPACITA COORDINATIVE: (organizzazione del movimento nello spazio e nel tempo). CAPACITA CONDIZIONALI: CONDIZIONALI: (velocità,, forza e resistenza fondate sulla efficienza dei muscoli e apparati). AFFERENZE SENSORIALI informazioni relative all ambiente. Insieme delle strutture cerebrali deputate al controllo dei movimenti. Interazione con se stessi, l ambiente, l insegnante. 26/01/2011 Le capacità coordinative Presupposti che determinano l apprendimento, il controllo e la trasformazione del movimento, ovverosia le capacità di strutturare un movimento complesso inserendolo in un contesto di spazio e tempo. 3

28 Lo sviluppo delle Cap. Coord. Si sviluppano tra i 4 e i 12 anni Sviluppo reso possibile dal periodo di massimo accrescimento del sistema nervoso centrale Le capacità coordinative GENERALI SPECIALI Controllo Apprendimento Trasformazione Destrezza fine Capacità di equilibrio Elasticità di movimento Capacità di combinazione motoria Fantasia motoria Ulteriori capacità coordinative quali: - Orientamento - Differenziazione spazio temporale - Differenziazione dinamica - Anticipazione motoria - Reazione motoria - Memorizzazione motoria - Ritmizzazione COORDINATIVE - GENERALI CONTROLLO La capacità di controllare il movimento secondo lo scopo previsto, cioè di raggiungere esattamente il risultato programmato dal movimento / esercizio 4

29 COORDINATIVE - GENERALI APPRENDIMENTO L assimilazione e l acquisizione di movimenti, o, in prevalenza, di parti di movimenti, precedentemente non posseduti, che devono poi essere immediatamente stabilizzati COORDINATIVE - GENERALI TRASFORMAZIONE La possibilità di cambiare, trasformare ed adattare il programma motorio alla modificazione improvvisa della situazione o delle condizioni esterne (diverse da quelle abituali nelle quali si è appreso il movimento) per cui il risultato del movimento non cambia o cambia solo di poco. Una scuola nuoto o un tecnico che non dedichino abbastanza tempo all ambientamento e allo sviluppo di tutte le capacità coordinative GENERALI E SPECIALI incotreranno enormi difficoltà legate al mancato sviluppo di una corretta acquaticità e otterrrano risultati mediocri 5

30 Le capacità coordinative speciali secondo vari autori SCHNABEL HIRTZ POLMAN BLUME Abilità o destrezza equilibrio equilibrio equilibrio ritmo ritmo trasp.ritmica ritmo reazione reazione reaz. motoria reazione orientamento orientamento orientamento anticipazione anticipzione cambiamento rapp. motoria rapp.motoria memor. motoria differenziazione diff. cinestesica diff.motoria diff. cinestesica rilassamento combinazione coord.motoria accoppiamento coordinazione centr.motoria esper. motoria Le capacità condizionali La forza La resistenza La velocità Le capacità sensopercettive La funzione del cervello e del sistema nervoso è quella di proteggerci dal rischio di essere sopraffatti e confusi da una massa di conoscenze in gran parte inutile e irrilevante, quindi di selezionare. Ciò avviene per opera degli. ANALIZZATORI 6

31 Gli analizzatori Gli analizzatori sono strutture funzionali che selezionano, codificano e trasmettono le informazioni al S.N.C. Essi elaborano gli stimoli sensoriali: Ottico Acustico Tattile Cinestetico Vestibolare recettori muscolari un set di sensori recettori muscolo-tendinei che provvedono recettori articolari alle informazioni relative ai movi_ menti della testa. La mobilità articolare La possibilità di compiere gesti con l impiego dell escursione articolare più ampia possibile. Aumenta l economicità del gesto favorisce la precisione Si pone tra le capacità coordinative e condizionali Le fasi sensibili di sviluppo delle capacità motorie 7

32 Le abilità motorie Le abilità motore si costruiscono sulle capacità motorie L abilità motoria può considerarsi appresa solo quando è ben automatizzata (ripetizioni coscienti) La ripetizione meccanica non sviluppa le capacità coordinative Le abilità sono tante quante se ne apprendono Le tecniche sportive sono abilità motorie Come rendere coscienti le informazioni Con allenamenti mirati alla percezione Fissando obiettivi che siano accessibili alle capacità degli allievi Stimolando e guidando l auto-osservazione Comunicando l esperienze percettive Ampliando e approfondendo le esperienze motorie 8

33 CENNI DI TEORIA DELL ALLENAMENTO Prima di parlare di allenamento occorre dare a questo termine un preciso significato allo scopo di meglio capire la differenza tra esso e l addestramento: Allenamento è quel complesso di pratiche tendenti a mantenere ed aumentare la capacità individuale di fornire lavoro fisiologico e di trarne, tramite la componente addestrativa, il miglior rendimento per un determinato fine. 1

34 Occorre anche separare i significati di "lavoro meccanico" e di "lavoro fisiologico ": il primo non è che massa per spostamento (unità di misura il chilogrammetro - Kgm.), mentre il secondo è il prodotto di un processo di trasformazione di energia che la macchina umana attua Chimicamente. Mentre non è possibile ottenere un lavoro meccanico senza lavoro fisiologico si può avere una elevatissima produzione di lavoro fisiologico senza l'ottenimento di lavoro meccanico (come avviene per esempio nella ginnastica isometrica). POTENZA = FORZA x DISTANZA Tempo FORZA ENERGIA CHE SERVE PER VINCERE UNA RESISTENZA POTENZA LA POTENZA E. TRA LE PIU FRAINTESE CARATTERISTICHE FISICHE SPESSO SI CONSIDERA ESSERE SINONIMO DI FORZA, MA ANCHE SE E IN RELAZIONE ALLA FORZA STESSA, E COINVOLGENTE IL FATTORE VELOCITA. 2

35 Forza = resistenza che il nuotatore deve vincere per muoversi nell acqua Distanza = distanza di gara espressa in metri, piedi, yards. Tempo = Tempo che il nuotatore impiega per percorrere quella distanza Il gesto nella pallanuoto: forza esplosiva!!! Non vi è inoltre proporzionalità, e parità di esercizio svolto, tra due atleti diversi: la spesa di energia è quasi sempre diversa da individuo a individuo, al pari del consumo di carburante in auto di diversa cilindrata. 3

36 La forza nella pallanuoto atleti President Bologna Addestramento - è l'insieme di pratiche tendenti a porre l individuo in condizione di trarre il miglior rendimento, in ordine ad un determinato fine, da un lavoro fisiologico. CARATTERISTICHE DELL AZIONE MUSCOLARE Il muscolo scheletrico, solo deputato del movimento, è unicamente capace di accorciarsi o di tendere ad un accorciamento (contrazione e tentativo di contrazione). Tale azione muscolare si differenzia da individuo a individuo, e si basa prevalentemente su tre caratteristiche fondamentali: Forza, Capacità a resistere e durare (Resistenza) e Rapidità di contrazione. 4

37 Mentre quest ultima caratteristica è legata alla forza (la velocità di esecuzione, di un movimento dipende dalla forza dei muscoli che regola tale movimento), per le prime due occorre trattare in modo più esteso. Il Movimento LA FORZA CONCETTO FISICO In Fisica la Forza viene definita come la capacità di variare lo stato di quiete o di moto di un corpo, o più grossolanamente, come la capacità di vincere una resistenza. 5

38 LA FORZA MUSCOLARE La forza muscolare viene invece definita in Fisiologia come l'attitudine di un muscolo a compiere un lavoro, o meglio come la massima tensione che un muscolo è capace di sviluppare quando, allo stato di riposo, viene richiamato da uno stimolo massimo. La forza nella partenza La costituente principale del muscolo è la fibra muscolare che ha anch essa l unica proprietà di accorciarsi se stimolata, e che obbedisce alla cosiddetta "Legge del tutto o nulla" : raggiunta da uno stimolo nervoso, o non si contrae per niente (perchè lo stimolo non supera la soglia della fibra, o si contrae in maniera massima. 6

39 Ogni cellula ha una differente soglia (limite minimo per cui lo stimolo viene avvertito) per cui il muscolo, formato da molte fibre, può graduare il proprio lavoro: la forza di un muscolo sarà data, a parità dì intensità di stimolo nervoso (treno di impulsi), dalla somma delle forze delle singole fibre componenti. Queste ultime sono in numero ben definito e non incrementabile per ciascun muscolo, quindi la sola spiegazione valida a giustificare un incremento di forza è che, inducendo nel muscolo elevati stati tensivi, si arrivi a chiamare in causa fibre con una elevatissima soglia che raramente, nella normale vita lavorativa, vengono utilizzate. Questo spiega anche come in alcuni particolari casi, come gravi stati di pericolo e stati di ipnosi, uomini decisamente deboli arrivino a sviluppare forze eccezionali. 7

40 Esperimenti condotti su topi che venivano fatti correre a velocità variabili e per diverse distanze, hanno dimostrato che: - poche ripetizioni ad una forte velocità inducevano un aumento di forza. - molte ripetizioni a bassa velocità inducevano un aumento di resistenza. A tutt oggi, nella moderna metodologia dell allenamento, i due metodi sono considerati imprescindibili e non intercambiabili. Caratteristiche della forza muscolare La forza muscolare è stata e continua ad essere oggetto di studio da parte di innumerevoli fisiologi in quanto importante elemento costitutivo di diverse discipline quali Fisiologia del Lavoro, Medicina Riabilitativa, Medicina Sportiva e Teoria dell'allenamento e, dovendo trattare di essa, ci si può quindi valere dì studi e di ricerche validi e collaudati. 8

41 Oggi giorno, anche nella prassi sportiva, si riconosce sempre più l'importanza dell' allenamento muscolare, specialmente dell' allenamento di forza: senza di esso è materialmente quasi impossibile raggiungere prestazioni di valore. Vi è anzitutto differenza tra i muscoli dell'uomo e quelli della donna, essendo questa generalmente inferiore all'uomo per forza muscolare di circa 2/3; ciò per casi normali. Confrontando poi due soggetti allenati, il divario aumenta a causa della difficile allenabilità della donna. Se poi si considerano muscoli normalmente allenati (gambe), la differenza aumenta, mentre per muscoli ipotrofici o ipoallenati (come quelli della mascella) la differenza diminuisce. 9

42 La prima domanda cui un allenatore o un preparatore devono rispondere è la seguente: quale percentuale di forza di un individuo deve essere applicata per portare ad un incremento di forza? I risultati di una analisi di circa 5000 casi condotta da T. Hettinger (Fisiologia dei Lavoro) ha portato alle seguenti conclusioni: 1) Attività lavorativa al di sotto del 20% della forza massima, producono nel tempo un sensibile decremento della forza stessa. 2) Allenamenti tra il 20-30% di forza massima non inducono nè in cremento nè decremento di forza. 3) Allenamenti tra il 30-40% di forza massima aumentano la stessa-in proporzione alla percentuale impiegata. 4) Contrazioni pari o superiori al 50% inducono il massimo effetto allenante, che rimane pressochè invariato per percentuali superiori. Chi invece usa carichi progressivamente inferiori, partendo da un massimo per arrivare nel tempo al minimo, perde dal 20 al 22% di forza. 10

43 La conclusione di tale lavoro è stata che la, forza è incrementabile con poche ripetizioni ad elevata resistenza (che deve superare il 50%) mentre la resistenza è incrementabile con molte ripetizioni eseguito con una bassa resistenza. Dalle stesse esperienze di laboratorio emergono altri dati di innegabile utilità. Esiste un lasso di tempo (15-20% del tempo necessario ad esaurire la forza di un determinato muscolo) durante il quale avviene il massimo incremento di forza. Per ottenere il miglior effetto allenante non c'è quindi bisogno di mantenere lo sforzo muscolare fino all'esaurimento, ma è sufficiente mantenere la tensione prescelta per il tempo sopra indicato. 11

44 Quante volte questo stimolo deve operare? Aumentando cioè il numero delle sedute di allenamento, c'è un corrispondente miglioramento di forza? Il massimo effetto allenante si ottiene con una seduta al giorno: facendo ripetere l'allenamento fino a 6-7 volte al giorno il risultato non cambia. Lo stesso accade facendo eseguire nella stessa seduta un numero notevolmente superiore al necessario di contrazioni: sembra quasi che il muscolo una volta sollecitato da uno stimolo allenante, resti "sordo" per 24 ore, cioè si rifiuta di produrre ulteriori incrementi di forza per tale periodo. Con frequenza di allenamento dimezzata (una seduta ogni due giorni) si ottiene un incremento pari circa all' 80 % di quello conseguito con allenamenti giornalieri. 12

45 Progressivamente, si ottengono i seguenti valori: Trattamento incremento per settimana 1 40 % 2 45 % 3 65 % 4 80 % % % Si è notato però che la forza acquistata non resta costante, ma diminuisce con ritmo proporzionale a quello di incremento: ciò che si acquista rapidamente si perde altrettanto rapidamente, mentre un incremento lento e costante produce i suoi benefici per un tempo notevolmente più lungo. LA RESISTENZA La resistenza è per definizione la capacità di resistere ad uno sforzo che può essere condotto con diverse caratteristiche. Il corpo umano può essere paragonato ad una perfetta macchina termomeccanica, che sa usare come combustibile un composto chimico presente nei muscoli in quantità fissa e non incrementabile: ATP (Adenosintrifosfato). 13

46 Mediante la rottura di legami ad alto livello energetico (proprio come avviene nelle reazioni nucleari) L'ATP si scinde nei suoi costituenti principali liberando notevoli quantità di energia, che viene impiegata nella contrazione muscolare: qualsiasi movimento, anche il più blando, viene eseguito a spese di questo elemento, che viene poi "resintetizzato" da due importanti meccanismi: quello aerobico e quello anaerobico. METODOLOGIE DI LAVORO LAVORO AEROBICO LAVORO ANAEROBCO LAVORO AEROBICO E' un tipo di lavoro muscolare in cui il fabbisogno di ossigeno determinato dallo sforzo in svolgimento è completamente coperto dall'apporto di tale elemento ad opera dei capiliari. Questo lavoro ha la caratteristica di poter essere prolungato per un periodo lungo o lunghissimo: il rifornimento di sostanze nutritive viene assicurato dal sangue, come pure l'asporto di prodotti della fatica, di rifiuto, (cataboliti), i quali non sono tossici. Principalmente vengono eliminati acqua e anidride carbonica, rispettivamente per sudorazione e per espirazione 14

47 In teoria si può far nuotare un atleta per periodi lunghissimi, e se ad un certo punto quello si ferma, lo fa per cause indipendenti dal muscolo (stanchezza nervosa). Questo lavoro ha però come limite quello di poter fornire quantità di energia non elevata: se lo sforzo supera certi valori occorre ricostruire la molecola di ATP attraverso altro meccanismo. LAVORO ANAEROBICO E' un lavoro per cui la richiesta di energia è tanto intensa da non poter essere coperta dai normali processi ossidativi: non ha l'immediato bisogno di ossigeno, ma ne rimanda l'esigenza al momento del riposo, nel quale verrà pagato il cosi detto debito di ossigeno contratto. Questo meccanismo ha però due limitazioni: 1) I prodotti terminali dei processo sono tossici (acido lattico) e difficilmente eliminabili nel tempo; 2) Il debito di ossigeno limita nel tempo l'azione muscolare in quanto la sua potenziale grandezza varia da individuo a individuo 15

48 DEBITO DI OSSIGENO Una volta terminato lo sforzo, il suo pagamento viene effettuato per metà nel primo quarto d'ora, per metà del rimanente nel successivo quarto d'ora, e così via fino a che il debito stesso non si è pressoché estinto. La massima quantità di debito di ossigeno si contrae circa in un minuto se il lavoro supera certi livelli (es. un quattrocentista in Atletica Leggera). Nel Nuoto è quasi impossibile arrivare a tale punto in quanto lo sforzo anche intenso è generalizzato a tutto il corpo. Il nuotatore avverte in genere la fatica a livello respiratorio, ed il suo recupero è molto più breve nel tempo: ciò spiega anche come soltanto nel campo del Nuoto sia quasi usuale migliorare diversi records nella stessa seduta. Adattamenti funzionati ai due tipi di resistenza Con l'allenamento ad uno o ad entrambi di questi meccanismi energetici avvengono nel corpo dell'atleta diverse modificazioni che hanno appunto lo scopo di specializzare la macchina umana per un determinato tipo di lavoro. 16

49 Capillarizzazione: un muscolo non allenato presenta, in sezione, circa 300 capillari per millimetro quadro, mentre in un muscolo alienato tale numero sale a 3000, inoltre vi è un aumento dei capillari normalmente presenti. La quantità di sangue presente nel muscolo non aumenta così di 10 volte, ma di 14-16: pressapoco vi è un capillare ogni due fibre nel muscolo non allenato, e 4-5 capillari per ogni fibra nel muscolo allenato. Ciò presenta il vantaggio di migliori scambi ossidativi a livello tessutale, in quanto aumentano le superfici di contatto tra sangue e fibre e diminuisce la velocità dei sangue: nell'unità di tempo vi è una maggiore quantità di ossigeno (trasportato dall'emoglobina) ceduto al muscolo Per quanto riguarda la resistenza anaerobica, gli adattamenti consistono in aumento di Sarcoplasma all'interno della fibra (sostanze nutritive) e dì altre sostanze: un muscolo sottoposto a lungo tempo a lavori di questo tipo, per arginare gli effetti nocivi delle sostanze tossiche crea delle "sostanze tampone che mitigano la loro azione. 17

50 Per raggiungere ciò bisogna sviluppare un lavoro che interessi la percentuale necessaria di forza e che non lasci periodi troppo lunghi dì riposo. Questi adattamenti morfologico funzionali che avvengono nei due tipi di resistenza prevedono però il potenziamento di un importante fattore, quello cardio-circolatorio. Requisiti principali dei due tipi di resistenze e metodologie allenanti Come si è visto, taluni aspetti- fisiologici fondamentali nel corpo dell'atleta variano a seconda del tipo di resistenza ricercato: si veda ora quali sono i requisiti di base che sono preposti a qualsiasi allenamento, e che ogni tecnico deve cercare di incrementare e potenziare nel proprio atleta. RESISTENZA GENERALE (aerobica) Efficienza dei sistemi Cardio-Circolatorio e Respiratorio Buon sistema di scambi a livello tessutale Capilarizzazione. creazione di una grande rete di capillari e sfruttamento completo della stessa Polso d'ossigeno (quantità di ossigeno pompata per ogni battito cardiaco) Coordinazione, sensibilità e intelligenza motoria - Economia generale dei sistemi sopra elencati. 18

51 I sistemi di allenamento per tale tipo di resistenza prevedono la effettuazione di prove su distanze brevi e lunghe, con variazioni però del carico, cioè del ritmo: per comodità si riportano tali valori in percentuale (100% = massimale dell'atleta in quel momento). Marathon Training: distanze lunghe e in ogni caso superiori a 15', con intensità di carico di circa 60%. Le pulsazioni cardiache devono oscillare tra le in quanto i presupposti di tale metodica sono quelli dello Steady State (tanto ossigeno respirato e tanto consumato dai muscoli). Non sono previsti tempi di recupero in quanto il nuotatore non dovrebbe mai intaccare parte dei meccanismo anaerobico creando cosí un debito di ossigeno. Slow interval Training è una variante dell'allenamento a intervalli creata specificatamente per il Nuoto. Le distanze da effettuare sono brevi ( m.) ad un ritmo dei % e con poco intervallo tra una prova e la seguente, da 5" a 15". Anche se breve tale recupero dovrebbe permettere all'atleta di ripartire con una frequenza cardiaca di circa puls./minuto. 19

52 Fartlek lavoro in lunghezza in cui il ritmo viene cambiato continuamente a piacimento dell atleta o a comando: tale metodica trova più riscontro nell'atletica Leggera, dove è possibile variare l'impegno con la natura dei percorso, tratti non pianeggianti, ostacoli,. salti, ecc. Il Fartlek ha anche una componente di divertimento per distogliere l'attenzione dell'atleta dal solito allenamento, per cui forse il lavoro che più gli si avvicina in acqua è la Pallanuoto. Si possono anche far eseguire distanze (es metri) nuotando per 100 metri piano introducendo poi un allungo da 25 metri all'80%. Locomotiv training E' una specie dello Slow interval training. (ved, sopra) effettuato pero con recupero attivo, cioè continuando a nuotare. La intensità è anche qui dell'80% e la durata di circa 15'; un esempio di tale metodica può essere il seguente: in partenza si coprono 50 metri ad andatura sostenuta (80%) e di seguito 50 m. lentamente, ai termine di questi. di nuovo 100 m.forte e 50 m.piano, poi 150 forte e 50 piano ed infine 200 forte e 50 piano; raggiunto questo vertice e senza alcuna sosta, si ripercorrono le stesse distanze a scalare: 1 50 forte e 50 piano, 100 forte e 50 piano, 50 forte e 50 piano. RESISTENZA SPECIFICA (anaerobica) I presupposti necessari di tale resistenza sono quelli che permettono all'atleta il raggiungimento del maggior debito di ossigeno contraibile continuando nel lavoro, e precisamente: - Sopportazione di elevati tassi di Acido Lattico nel sangue - Sopportazione di ritmi uguali e superiori a quelli di gara - Lavoro con elevata frequenza cardiaca. Le distanze più usuali in questo allenamento sono i 100 e i 200 metri; in ogni caso prove che superino i 60" di durata. Prima di tale termine non si crea una gran percentuale di acido lattico, quindi verrebbe a mancare uno dei requisiti fondamentali. 20

53 Repetition training La distanza (100 o 200 m viene ripetuta più volte (non però come nell'int.train.) dando al nuotatore notevoli tempi di recupero (da 3 a 6 minuti): la percentuale di carico è di poco inferiore al massimale (90%); la frequenza cardiaca raggiunge valori di P/m a fine prova e al momento della partenza circa 100 P/m. E' un allenamento tipico del velocista in quanto conferisce resistenza alla velocità. Frazionato Consiste nel far percorrere all'atleta la distanza di gara suddividendola in modo tale per cui la prima parte è la metà esatta. la seconda la metà della parte rimanente, e cosí via. Il ritmo è più elevato di quello della gara, e ciò è permesso da una breve sosta tra una prova e la successiva, che in genere varia da 5" a 15". In questo tempo l'atleta non compie un effettivo recupero, dato che la frequenza cardiaca diminuisce di poco; è un ottimo allenamento per ricercare la migliore andatura di gara. Metodo Scalare E' simile al Locomotiv Tr. trattato nella Resistenza Generale, con la differenza che l'andatura è più sostenuta (80-90%) e si parte da distanze leggermente superiori a quella di gara per diminuire via via fino a 25 m.; successivamente si ripete la serie in crescendo. Dato che si tratta di un impegno lungo nel tempo, il riposo è più lungo che nel frazionato (2-3'). Altro sistema usato per incrementare il tasso di acido- lattico nel muscolo è quello eseguito in mancanza di ossigeno: si fanno percorrere distanze, logicamente corte, senza respirare e sempre ad alti ritmi (es m.). il debito di ossigeno sarà elevato e l'atleta si adatterà a consumare sostanze energetiche contenute nel muscolo; il riposo è in genere passivo e di 3-4'. 21

54 Interval Training Tale metodo merita un discorso a parte, in quanto si pone in un punto intermedio tra i due tipi di resistenza: le sue finalità sono prettamente aerobiche, mentre il tipo di lavoro compiuto si avvicina ai sistemi di allenamento anaerobici. E' una ginnastica dedicata soprattutto al potenziamento dei sistema cardiocircolatorio, caratterizzato da sforzi brevi e di altissima intensità, intercalati da periodi di riposo limitato. L'atleta deve iniziare la prova (da 25 a, 200 m.) con una frequenza cardiaca di circa P/m., per terminare con P/m. La durata dei recupero è stabilita dal tempo necessario a far ritornare il numero dei battiti pari a quello di partenza, in ogni caso mai superiore a un minuto e trenta secondi. IlI numero delle ripetizioni è sempre elevato, dato che questo allenamento dovrebbe essere condotto senza contrarre debito di ossigeno: normalmente si usano ripetizioni, a volte addirittura

55 Cinque tipi di allenamento Relativa percentuale, di apporto di velocità e vari metodi di allenamento Counsilmann Zanichelli, 1984 SPRINT 90% 10% REPETITION 80% 20% VELOCITA INTERVAL 40-50% 50-60% FARTLEK 25% 75% MARATHON 10% 90% RESISTENZA Allenamento misto ad inizio stagione (usando tre metodi) Procedimento 800 SCIOLTI 16 x 100 p. k. 10 indiv gambe 5 x 200 br. 15 indiv. 8 x 100 c ppp. 1 fff. Tipo di allenamento Overdistance Interval Training Overdistance Interval Training IPOX Speed Play Variazione della F.C Velocità Rapporto Resis./Vel. Resistenza 95% Velocità 5% Resistenza 80% Velocità 20% Resistenza 90% Velocità 10% Resistenza 80% Velocità 20% Resistenza 85% Velocità 15% Tavola sinottica di allenamento Frequenza Cardiaca Sotto i e i 150 A A B1 Oltre 180 B2 - C PERCENTUALE AEROBICO / ANAEROBICO Probabilmente 100% aerobica. Non ne deriva alcun beneficio reale Da 90% a 95% aerobica Da 5% a 10% anaerobica Da 65% a 85% aerobica Da 15% a 35% anaerobica Da 50% a 65% aerobica Da 35% a 50% anaerobica Oltre il 50% anaerobica 23

56 E importante che chiunque si appresti a fare il Tecnico si renda conto di ciò che comunica in modo verbale o non verbale, in modo consapevole o inconsapevole, ed impari, di conseguenza, ad ascoltare la comunicazione degli altri e non solo quella verbale. L insegnante si relaziona agli altri mostrando il proprio corpo, la propria voce, il proprio modo di fare e di parlare, mostra cioè il proprio modo di essere, le proprie intenzioni. Lo scopo dell utilizzo delle abilità comunicative per l insegnante è principalmente: trasmettere le conoscenze tecniche necessarie; suscitare nell allievo attenzione e passione per ciò che sta apprendendo. Essere campioni è innato. Essere bravi tecnici si può diventarlo Buon Lavoro. 24

57 Corso integrativo di Teoria tecnica e didattica degli sport individuali ESERCITAZIONI: NUOTO Dispensa delle lezioni. ad uso degli studenti Anno accademico Teoria dell allenamento (2^ parte) Ferrara, 22 ottobre 2010 Prof. Francesco Ravenna

58 PROGRAMMAZIONE DELL ALLENAMENTO L'ALLENAMENTO è un processo pedagogico educativo continuo che si concretizza nell organizzazione dell esercizio esercizio fisico ripetuto in qualità,, quantità ed intensità tali da produrre carichi progressivamente crescenti che stimolano i processi fisiologici di supercompensazione dell organismo e favoriscono l aumento l delle capacità fisiche, psichiche, tecniche e tattiche dell atleta, al fine di esaltarne e consolidarne il rendimento in gara (Prof. Carlo Vittori). OBBIETTIVI Sviluppo delle capacità motorie fondamentali Sviluppo delle capacità motorie SPECIALI Acquisizione di conoscenze teoriche e pratiche per la valutazione propria in allenamento Raggiungimento della FORMA È evidente che tale concetto generale va adattato di volta in volta in considerazione dell'età,, qualità fisiche, grado di allenamento qualitativo e quantitativo dell'atleta. In una moderna metodologia vanno considerati anche quegli aspetti psicologici individuali e sociali che risultano determinanti all'ottenimento della massima performance. 1

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