A proposito della povertà. Impostura mondiale. A proposito dell'impoverimento nel mondo e dell'ineguaglianza nel corso degli ultimi quaranta anni

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "A proposito della povertà. Impostura mondiale. A proposito dell'impoverimento nel mondo e dell'ineguaglianza nel corso degli ultimi quaranta anni"

Transcript

1 A proposito della povertà Negli ultimi mesi a seguito anche della risoluzione finale di rio + 20 "il futuro che vogliamo" sono apparse una serie di rapporti e documenti da parte di organi pubblici mondiali (ONU, Banca Mondiale, OCSE,...) e privati (World Economic Forum, rapporti di banche, fondazioni private e altri organismi) i quali tentano di veicolare chi più e chi meno esplicitamente, la tesi che il mondo starebbe andando sulla buona strada per giungere verso il 2030 all'eliminazione totale della povertà "estrema". Lo scopo del testo pubblicato qui di seguito è di fornire conoscenze e alcuni dati essenziali per rendersi conto della impostura mondiale rappresentata da tale tentativo. Impostura mondiale A proposito dell'impoverimento nel mondo e dell'ineguaglianza nel corso degli ultimi quaranta anni Riccardo Petrella Professore emerito dell'università Cattolica di Lovanio (B), Gruppo Promotore dell'iniziativa internazionale "Dichiariamo Illegale la Povertà" 1

2 1. Il contesto: dopo lo smantellamento dello Stato del welfare, il salvataggio del capitalismo allo sbando. Il grande cambio in quaranta anni. Nel secolo scorso, la lotta contro la povertà e lo sfruttamento dei lavoratori e dei contadini trovò in Occidente uno sbocco piuttosto positivo nel Welfare, il sistema di ricchezza/sicurezza sociale generalizzata fondato sulla piena occupazione ed il ruolo motore dell'investimento pubblico per la produzione e l'accesso ai beni e servizi comuni essenziali per la vita ed il vivere insieme (acqua, scuole, ospedali, trasporti pubblici, case popolari, polizia, magistratura, sicurezza energetica ). La variante scandinava del Welfare si dimostrò la più avanzata, seguita a distanza dalle varianti olandese, tedesca, inglese, belga e francese. Nei paesi dell'europa del Sud, il Welfare è rimasto su posizioni meno progressiste anche se ben superiori alla variante nordamericana statunitense, caratterizzata da un welfare individualista basato sull'assistenza (e non la sicurezza sociale) ed un mutualismo capitalista. ( 1 ) A livello mondiale, una volta ultimati (negli anni '60) i processi di decolonizzazione, soprattutto in Africa ed in Asia, la politica di "aiuto allo sviluppo" da parte dell'occidente auto-definitosi "sviluppato" e quindi modello da adottare per le ex-colonie, permise ai paesi "aiutanti" di "estendere" alle ristrette classi privilegiate locali il nostro modo di sviluppo facilitando così l'appropriazione/esproprio delle ricchezze prodotte dalle excolonie a nostro vantaggio e a quello delle élites locali. A partire dagli anni '70, le politiche dette di "aggiustamento strutturale" resero "lo sviluppo" dei paesi "aiutati" ancor più "integrato", cioè sottomesso agli interessi dei poteri economici e finanziari forti dell'occidente, indebolendo persino le classi privilegiate locali in un contesto di crescente e definitivo indebitamento dei paesi "in via 1 Cfr. Riccardo Petrella. Il bene comune. Elogio della solidarietà, Edizioni Diabasis, Reggio Emilia,

3 di sviluppo" nei confronti della finanza mondiale occidentale. La liberalizzazione ineguale e sbilanciata del commercio internazionale, la generalizzazione dei diritti di proprietà intellettuale sui semi e, in generale, sul capitale biotico terrestre, in mano delle grandi imprese multinazionali occidentali, e lo spostamento della produzione "industriale" dai paesi dell'occidente verso gli altri continenti in condizioni vantaggiose per l'occidente, hanno completato i meccanismi di produzione ed espansione delle ineguaglianze socio-economiche e politico-culturali nel mondo. Ciò, nel contesto di una pretesa "integrazione economica globale". ( 2 ) L'"emergenza" di isole forti di ricchezza in Cina, India, Russia, Brasile all'insegna dell'economia di mercato, dei consumi di massa e dell'espansione della finanza capitalista globale, in congiunzione al mantenimento e/o rafforzamento di profonde e crescenti disuguaglianze interne, rappresentano il consolidamento dell' «integrazione» di detti paesi, anche in posizione di forza, nel sistema economico di mercato capitalista "globale". Un sistema strutturalmente produttore d'ineguaglianze e d'ingiustizia, specie in assenza di un Welfare mondiale (all'europea). ( 3 ) Si é trattato della concretizzazione dello scenario Arcipelago Mondo identificato come uno scenario fra i più plausibili e probabili agli inizi degli anni 90 dall équipe FAST (Forecasting and Assessment in Science and Technology) della Commissione europea (Comunità europee) a Bruxelles, da me diretta tra il 1979 ed il ( 4 ) In effetti, è successo pari-tempo in Occidente, che i principi, le regole e gli strumenti del Welfare di tipo europeo sono stati, a partire dagli anni '70, messi in discussione, poi rigettati e 2 Vedi Gruppo di Lisbona, I limiti della competitività. Edizioni Ilmanifestolibri, Roma, Joseph E. Stiglitz, Il prezzo della diseguaglianza, Einaudi, 2013 e Riccardo Petrella, Una nuova narrazione del mondo, EMI, Bologna, Cfr. i risultati dell insieme delle ricerche europee condotte da vari istituti nazionali della Comunità europea tra il 1992 ed il 1994 e coordinati da Anders Hingel, membro dell équipe FAST, U.Hilpert, Archipelago Europe, Synthesis Report, 290 pagine, Fast Occasional Paper (FOP) n.242, Commissione della Comunità Europea, Bruxelles, maggio

4 smantellati, anche nei paesi scandinavi. Gli anni '90 ed il primo decennio di questo secolo sono stati gli anni della definitiva demolizione non solo dello Stato del Welfare ma anche della Società del Welfare. In Occidente, la "rabbia" dei gruppi dominanti contro lo Stato del Welfare è stata e resta più grande nei paesi caratterizzati da grandi diseguaglianze sociali quali gli Stati Uniti, l'italia, la Spagna, il Regno Unito. Così, oggi, i costi della crisi in cui versa da un ventennio il capitalismo finanziario di mercato globale non sono stati pagati dai gruppi sociali all'origine della crisi - i proprietari e i managers mandatari del capitale finanziario (gli azionisti che contano, i grossi "shareholders") e del capitale "industriale" e commerciale ("i portatori d'interesse", gli "stakeholders") - ma dalla frangia più bassa delle classi medie e soprattutto dalla grande maggioranza dei cittadini, di coloro la cui sola ricchezza è il lavoro, il loro tempo di vita (gli operai, i contadini, gli impiegati, i pensionati). ( 5 ) Imponendo l imperativo "salviamo le banche" (cioè "salviamo la ricchezza dei ricchi"), i gruppi dominanti, colpevoli della crisi, non hanno nemmeno cercato di nascondersi dietro formule ipocrite quali "salviamo l'economia dei nostri paesi". Inoltre, l'idea "salviamo i più deboli, i più poveri non è mai passata loro per la testa. Il che è del tutto logico nell'attuale sistema dominante. Si tratta di una storia fatta paradossalmente di rotture e di continuità che mostra che i fattori all'origine dei processi di creazione della povertà possono essere eliminati (i paesi scandinavi fino agli anni '70) ma ritornano forti e potenti in azione quando l'ineguaglianza e l'ingiustizia dominano i sistemi di valore della società (sistema economico e finanziario attuale). ( 6 ) Una storia che si traduce, ai giorni nostri, in tante falsità e 5 Luciano Gallino, Finanzcapitalismo. La civiltà del denaro in crisi, Einaudi, Riccardo Petrella e Bruno Amoroso, Liberare la società dall impoverimento, Gruppo promotore DIP, Sezano, settembre

5 contraddizioni che hanno avvinghiato e asfissiato le nostre coscienze e capacità di azione in una grande impostura mondiale. consistente a far credere che le nostre società sarebbero sulla buona strada verso la realizzazione dell obiettivo dell eliminazione della povertà nel mondo. 2. L'impostura sulla povertà Possiamo identificare tre espressioni principali dell'impostura sulla povertà che sono, a mio parere, da tenere distinte dalle tesi e credenze all'origine delle fabbriche della povertà descritte nell' ''opera collettiva", Le fabbriche della povertà, del 2013 (7 7 ) L'impostura scientifica, monetarista e mercantile Essa si é imposta attraverso la pretesa di poter misurare scientificamente in maniera adeguata lo stato di povertà di una persona e, da lì, di una categoria sociale, di un'economia nazionale, di un paese, di una regione o città, unicamente attraverso un indicatore semplice, monetario, la quantità di dollari disponibili al giorno pro capite per l'acquisto di beni e di servizi ai prezzi di mercato (locale), definita soglia della povertà. Ciò, malgrado le ammissioni ed i riconoscimenti teorici ed empirici da parte di tutti, esperti e non, che la povertà non è né può essere ridotta ad una questione di reddito monetario, ancor meno di potere d acquisto. La povertà o, meglio, l impoverimento - è un fenomeno multidimensionale complesso, dovuto a molteplici fattori strutturali non esprimibili in termini monetari. Esso abbraccia ed integra dimensioni economiche, sociali, culturali, politiche, antropologiche, 7 Le fabbriche della povertà, opera collettiva pubblicata dal Gruppo promotore DIP, Sezano (Verona), ottobre

6 umane. In proposito, c è un lavoro importante realizzato a partire (solamente) dal 2010, dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (in inglese UNDP) per la definizione e la misura di un Indicatore della Povertà Multidimensionale (IMP), nel contesto più vasto della misura e pubblicazione annuale di un Indicatore dello Sviluppo Umano (ISU), già operativo fin dal (8 8 ) L utilità dell'imp e dell'isu è dimostrata dal fatto che la classifica dei paesi in funzione dell'isu e, ancor più dell'imp, è differente da quella stilata in funzione di indicatori monetari quali il PIL (Prodotto Interno Lordo) pro capite (che continua ad essere considerato, ancora oggi, dai gruppi dominanti, come l indicatore principe della misura della ricchezza di un paese). ( 9 ) Di fronte a tale discrepanza, l interrogativo che ci si deve porre è come mai la Banca Mondiale, l ONU, i governi, le grandi organizzazioni internazionali, i sindacati, le Chiese delle varie confessioni religiose, le prestigiose università del mondo, rimangono incollate all indicatore della soglia monetaria della povertà? Una possibile spiegazione sta nel fatto che gli altri indicatori (fra i quali l'imp e lo ISU) sono costruiti su postulati culturali/ideologici parzialmente critici rispetto al primato dato alla crescita economica ed ai parametri finanziari, e cercano di misurare obiettivi di sviluppo e di giustizia socioeconomici che verosimilmente possono creare qualche problema ai gruppi dominanti. Quando quest ultimi pretendono di misurare la ricchezza in dollari (non dimentichiamo che sul dollaro cartaceo v è stampata l affermazione We trust with God. Interessante il collegamento al divino di una fede nella ricchezza monetaria) compiono un atto 8 Vedi United Nations Development Program (UNDP), Human Development Report (HDR), pubblicazione annuale, ed in particolare lo HDR Da anni, l'indicatore del PIL ha fatto l'oggetto di numerose critiche in tutti gli ambienti persino da parte della Commissione europea. Per esempio, il 19 ed il 20 novembre 2007 si è tenuta a Bruxelles una conferenza internazionale "Going beyond GDP "("Oltre il PIL"). Molto rumore, ma il seguito non ha dato alcun risultato concreto verso un mutamento di rotta. 6

7 evidente di colonialismo culturale. Escludono la possibilità stessa che possano esistere altri modi di vita e di organizzazione sociale diversi dal nostro, non fondati sul denaro e in particolare su una moneta unica universale. Economie del dono, il principio di gratuità della vita, la responsabilità collettiva dei costi monetari e non monetari dei beni e servizi per la vita, la non monetizzazione degli scambi fondati su relazioni umane dirette, fiduciarie, reciproche e paritarie. Autoproduzione, auto sussistenza, lavoro di cura, gestione e fruizione condivisa dei beni comuni non vengono presi in considerazione. Inoltre, senza l esistenza di modi di economia informali e di lavori non retribuiti (ma produttori di valori d uso) non vi sarebbe sopravvivenza nelle favelas, nelle townships, nelle bidonvilles e nemmeno nel nostro Sud d Italia. ( 10 ) Ma anche all interno delle più floride economie capitalistiche (vedi i dati del Wuppertal Institute sulla Germania) ( 11 ) ci dicono che ancor oggi più della metà del tempo di vita delle persone è dedicato ad attività lavorative non retribuite (cioè non monetizzate e mercificate). Se dovessimo conteggiare queste attività in termini monetari salterebbero i bilanci delle nazioni! Se poi dovessimo includere anche il valore del flusso delle risorse naturali metabolizzate dal processo di produzione della mega-macchina tecno-industriale il risultato più pernicioso sarebbe la totale monetizzazione e finanziarizzazione borsistica della Natura e della vita. ( 12 ) Eppure, fin dal 1974, quando a seguito della crisi generale 10 Ciò vale anche per le città dei paesi ricchi, sviluppati. Supponete che d un colpo cessassero definitivamente tutte le iniziative svolte dalle migliaia di associazioni o gruppi d individui su basi unicamente volontarie, senza alcuna remunerazione diretta legata alle attività svolte. Ebbene, le nostre città diventerebbero dei luoghi invivibili di conflitti, guerre, esclusioni, ghetti, di ogni genere. La violenza per la sopravvivenza sarebbe la norma. 11 Menzionati da Paolo Cacciari, corrispondenza privata con l'autore del presente scritto. 12 Eppure è quel che da quasi dieci anni sta cercando di fare la Commissione europea attraverso i progetti di ricerca ECBA (Environment Costs and Benefits Assessment) al fine di dare un valore economico all'acqua. Per una critica rigorosa di tate tentativo, vedi Riccardo Petrella, Mémorandum sur la politique européenne de l'eau, IERPE, presentato il 3 dicembre 2013 ad un gruppo di parlamentari europei al Parlamento europeo a Bruxelles. 7

8 del sistema economico finanziario messo in atto dopo la seconda guerra mondiale con gli accordi di Bretton Woods (USA) nel 1945, la comunità internazionale decise di concepire e realizzare delle politiche di riduzione e/o di eliminazione totale della povertà nel mondo, i poteri forti dell'epoca decisero, su proposta della Banca Mondiale, di fondare le loro analisi, diagnosi e soluzioni, della povertà nel mondo sul duplice concetto di povertà assoluta (o estrema) e di povertà relativa. Per "povertà assoluta (o estrema)" essi definirono la situazione di una persona avente meno di 1 $ USA per giorno pro capite, e per "povertà relativa" la persona con meno di 2$ al giorno. ( 13 ) Ancora oggi, tutti i discorsi e le politiche dei gruppi dominanti in merito alla povertà si fondano su detta distinzione. Unica piccola modifica: la Banca mondiale ha proposto nel 2008 di portare le soglie di povertà a 1,25 $ per la povertà assoluta e a 2,50 quella per la povertà relativa. Beninteso, per quanto concerne i paesi detti "sviluppati" (quelli dell'area OCSE) la definizione della povertà assoluta e relativa varia da paese a paese. Ogni paese è libero di fissare la soglia della povertà. In Italia, per esempio, la soglia della povertà assoluta per una famiglia di due componenti corrisponde (nel 2012) alla spesa mensile minima necessaria per acquisire un paniere di beni e servizi essenziali per conseguire uno standard di vita minimamente accettabile. La soglia della povertà relativa corrisponde a 990,88 euro per famiglia (ISTAT, rapporto del luglio 2013). Per quanto la distinzione fra povertà assoluta e relativa possa sembrare utile per i confronti internazionali e le serie temporali, i 13 World Bank, Measuring poverty, Gli sforzi concettuali e metodologici compiuti dalla Banca mondiale per legittimare e accreditare gli indicatori/soglie della duplice povertà monetaria specie per quanto riguarda i paesi non sviluppati, sono fumo negli occhi, un arrampicarsi sugli specchi inutile. 8

9 due sistemi proposti (l'uno per i paesi detti "poveri" e l'altro per i paese detti "ricchi") hanno seccato e mistificato il senso intrinseco della realtà che si cerca di "misurare". Errare humanum est, sed perseverare diabolicum. Un grande errore, fondamentale, resta il fatto che le misure quantitative monetarie adottate non tengono conto della differenza della condizione dei sessi. La condizione femminile non è affatto paragonabile a quella maschile. Ancora oggi, la cultura predominante attraverso il mondo, fatta e imposta dagli uomini è che i due generi non sono differenti ma inuguali. Ora, le teorie e le pratiche legate al principio dell ineguaglianza sono una delle principali fabbriche di creazione dei fattori strutturali dell impoverimento. Il che spiega che il 70% delle persone povere sono donne. Il 78% delle persone analfabete sono donne. Le donne svolgono il 67% del lavoro e ottengono il 10% del reddito e compiono la gran parte delle attività necessarie alla sussistenza, come dettagliato nel volume Le fabbriche della povertà dai testi sull argomento scritti da Patrizia Sentinelli.( 14 ) La loro condizione è destinata a peggiorare ancora di più nel passaggio ad una economia monetaria, speculativa, globale. E noto che i denari li gestiscono gli uomini! L'impostura politica. I giochetti con i numeri non sono sufficienti per nascondere i processi di rafforzamento dell impoverimento nel mondo esemplificati, fra i tanti fenomeni strutturali di aggravamento, dalla nascita dei working poor e dal ritorno della "predazione delle terre" su scala mondiale. 14 Le fabbriche della povertà, op.cit. pp

10 L'impostura politica sta nella duplice pretesa, primo, di considerare che un enorme risultato politico fondamentale è ottenuto azzerando il numero delle persone in stato di povertà assoluta (< 1,25 $) pur mantenendo un livello elevato di persone in stato di povertà relativa (< 2,50 $) e, secondo, di proclamare che la povertà nel mondo sarebbe interamente debellata il giorno in cui nessun abitante del pianeta vivesse con meno di 2,50 $! E' l'impostura operata da tempo da parte della Banca mondiale con l'accordo dell'onu e di alcune delle sue principali agenzie direttamente coinvolte nella "lotta" contro la povertà. Inoltre, specie a partire a partire dal 2005, l'impostura si é espressa attraverso la tesi che le politiche condotte in questi ultimi venti anni avrebbero dimostrato di essere buone ed efficienti. Esse avrebbero realizzato in anticipo l'obiettivo fissato nel 2000 con gli Obiettivi dello Sviluppo del Millennio (ridurre di metà i poveri assoluti). Pertanto, continuando sulla loro linea si arriverà, affermano la Banca mondiale e l'onu, a eliminare del tutto nel 2030 il miliardo di persone ancora oggi in povertà assoluta.( 15 ) Anzitutto occorre insistere sull'estrema fragilità scientifica della differenza tra le due soglie. Secondo i suoi promotori la differenza di 1,25 $ raffigurerebbe la differenza tra la miseria e la povertà. Non sono convinto che sia serio di brindare come se fosse una grande vittoria contro la povertà il giorno in cui il numero dei poveri assoluti sparisse ma rimanessero ancora circa tre miliardi di poveri relativi (con meno di 2,50$)! Inoltre, come ben sanno tutti i dirigenti del mondo, la tanto proclamata riduzione di metà del numero dei poveri assoluti nel mondo è il risultato della situazione in Cina la quale ha informato che tra il 1981 ed il 2010 essa aveva fatto uscire dal campo dei poveri assoluti circa 700 milioni di cinesi. 15 Cfr. siteresources.worldbank,org/...rces/global Poverty, An update to the World Bank's estimates of consumption poverty in the developing world,

11 Secondo il governo cinesi le persone con meno di 1,25$ al giorno sarebbero scese al distorto dei 300 milioni dal miliardo di 25 anni fa. Molti conoscitori della Cina hanno dubbi sulla veridicità delle cifre e stimano che i poveri (senza casa e senza accesso all'acqua potabile, ai servizi igienico-sanitari, alla salute, ad un lavoro retribuito e dignitoso ) resterebbero sui milioni. Inoltre, é opinione piuttosto diffusa fra i conoscitori della Cina che il grande boom economico cinese ha certamente fatto "esplodere" 300 a 400 milioni di persone che hanno raggiunto un livello di benessere economico e di consumi vicino a quello medio europeo del Sud (lo stesso dicasi dei 200 a 300 milioni di indiani). Ma, lasciando da parte ogni riferimento all'enorme degrado e devastazione dell'ambiente in Cina (lo smog urbano delle numerosi e grandi metropoli cinesi ha superato di gran lungo i già micidiali smog di Londra, della Ruhr o di Pittsburg degli anni '60), si stima che le condizioni di salute, di lavoro e di vita di ancora 700 milioni di cinesi si siano relativamente peggiorate in un contesto di mantenimento e crescita di antiche e nuove grandi disuguaglianze socio-economiche e di potere inimmaginabili trenta anni fa. L'ineguaglianza e il rafforzamento delle ineguaglianze anche e malgrado la crescita economica è il punto centrale della questione della povertà nel mondo. E quel che confermano i dati qui di seguito sull accentuazione delle ineguaglianze di reddito, dati utilizzati perché essi indicano la crescita di forti ineguaglianze non solo economiche ma anche sociali, politiche e civili. La figura 1 mostra che le ineguaglianze tra l'1% più ricco di un paese ed il restante 99% (in seno ai paesi detti ricchi) sono considerevolmente cresciute. 11

12 Figura 1. L 1% più ricco del mondo, sempre di più ricco ( ) Fonte. "The World Top Incomes Database", F. Alvaredo, A. B. Atkinson, T. Piketty et E. Saez, (2013) La ricchezza dello 1% dei più ricchi supera i 110 mila miliardi di $ pari alla ricchezza totale della metà meno ricca della popolazione mondiale. Quasi la metà della ricchezza mondiale é quindi detenuta solo dallo 1% della popolazione. Per rendersi conto delle proporzioni, si pensi che la ricchezza prodotta dal mondo nel 2012 è stata di poco superiore ai 62 mila miliardi di $ (quella italiana ha superato di poco i miliardi). Il mondo è diventato più ricco, dicono i turiferari della crescita economica! E' vero ma sette persone su dieci vivono in paesi dove l'ineguaglianza economica è aumentata nel corso degli ultimi trenta anni e l'1% più ricco della popolazione mondiale ha visto crescere la sua parte di reddito in 24 sui 26 paesi per i quali disponiamo di dati 12

13 affidabili tra il 1980 ed il Inoltre, come è riportato nell ultimo rapporto sulla povertà nel mondo di Oxfam International, presentato il 24 gennaio 2014, ( 16 ) la metà meno ricca della popolazione mondiale possiede la stessa ricchezza delle 85 persone più ricche del mondo. ( 17 ) In realtà, non è vero che quando la marea cresce tutte le barche nel porto salgono. Ci sono barche che continuano a salire anche quando la marea cala. Fuori da metafora: le crisi economiche allargano la forbice tra ricchi e poveri e quando c è la ripresa i più ricchi ( cioè i gruppi economici più forti, i gruppi sociali più potenti, i paesi già dominanti) si avvantaggiano ancora di più. E vero che la liquidità monetaria (che veste la divisa di dollaro, yen, yuan, ) è in espansione vertiginosa e che quindi a causa del ""trickle down effect" (sgocciolamento) qualche cosa cade anche tra i contadini indiani e dell Africa, ma ciò avviene in cambio della perdita della loro capacità di sostentamento autonoma e aumento della dipendenza dai generi di importazione. Nel 2013, secondo la lista redatta dall'agenzia finanziaria Bloomberg, il numero dei miliardari è ancora cresciuto e le 300 persone più ricche al mondo hanno guadagnato 524 miliardi pari a poco meno di un terzo del ricchezza (PIL) prodotta nel 2013 da circa 60 milioni di italiani. La fortuna cumulata delle 300 persone più ricche al mondo (3.459 miliardi di $ ) corrisponde a due volte e mezzo il reddito disponibile dei 900 milioni di esseri umani definiti "poveri assoluti". Ancora oggi, l'80% della popolazione mondiale vive con un reddito inferiore a 10 $ al giorno. Da solo, Bill Gates, ha visto nel 2013 la sua ricchezza personale crescere di 15 miliardi senza aver realizzato alcun lavoro, 16 Oxfam International, En finir avec les inégalités extrêmes. Confiscation politique et inégalités économiques, pubblicato il 24 gennaio 2014 di cui i principali dati sulla concentrazione delle ricchezze sono presi dal Rapporto annuale del Crédit Suisse, Research Institute, Global Wealth Report 2013, Zurich Oxfam International, op.cit 13

14 unicamente grazie alla crescita del valore delle azioni Microsoft di cui possiede il 41%. Un altro miliardario ha "guadagnato" 14,4 miliardi di $ in quanto ricavi netti prodotti dalle sue catene di gioco (casino') specie a Macao in Cina. A parte il commento giustificato sul fatto inaccettabile e da rigettare che un'enorme "ricchezza" (15,0 + 14,4 miliardi di $) possa essere "creata" in termini di reddito da capitale senza alcun lavoro reale compiuto dal beneficiario (caso di Bill Gates) o derivato dagli utili da casino' (caso del proprietario dei casino' di Macao), come si fa ad accettare come efficiente ed efficace l'esistenza e la promozione di un'economia nella quale per guadagnare i 15 miliardi di Bill Gates ci vuole un anno di lavoro a tempo pieno di insegnanti di scuole elementari in Italia ed un operaio specializzato della FIAT deve lavorare 113 anni per guadagnare lo stipendio netto dell'amministratore delegato della sua impresa e circa 230 anni per lo stipendio equivalente del PDG della Peugeot? E che economia mondiale razionale e giusta è quella attuale che stima efficiente e corretto che Bill Gates guadagni 15 miliardi di $ da reddito, senza lavorare, ma non é capace di permettere a milioni di affamati del mondo di incidere sulle decisioni economiche per ottenere che l'economia destini 3 miliardi di $ annui (5 volte meno dell'arricchimento di un anno di Bill Gates) durante 10 anni, investimento che secondo la FAO consentirebbe ai detti affamati, che resterebbero tuttavia dipendenti dall'aiuto dei "ricchi", di avere almeno accesso ad un cibo sufficiente in termini di proteine al giorno? Secondo il "Quarto rapporto sulla coesione sociale in Italia" presentato il 20 dicembre 2013 dal Ministero del Lavoro, l'istat et l'inps, il numero delle famiglie italiane al disotto della soglia di povertà (990 euro al mese per due adulti pari a 16,5 euro al giorno per persona) è nel 2013 raddoppiato rispetto al Oggi in Italia i poveri relativi sono circa 9 milioni di abitanti ( 18 ). Anche in

15 Francia, il numero degli impoveriti è cresciuto negli ultimi anni raggiungendo nel 2012 più di 9 milioni. In Germania, considerata l'eldorado dell'europa e l'allievo modello dell'economia di mercato, capitalista, finanziaria e globale, la povertà infantile è cresciuta molto più rapidamente di quella della povertà in generale, specie la categoria dei bambini residenti ma non di cittadinanza tedesca, dei bambini di famiglie con bambini e di famiglie monoparentali. Lo stesso vale per la città di Londra dove si stima che siano circa 4000 i bambini al disotto dei 6 anni in stato di povertà. ( 19 ) Ancor più significativo delle ultime cifre è il grafico riprodotto in "Le fabbriche della povertà" (p.33) che mostra che la mobilità sociale intergenerazionale ( misurata in rapporto alla non elasticità intergenerazionale al reddito) è molto bassa nei paesi caratterizzati da un elevato coefficiente di ineguaglianza di reddito quali gli Stati Uniti, l'italia, il Regno Unito, la Spagna la Francia Altrimenti detto, la probabilità che un padre con basso livello di reddito avrà dei discendenti "poveri" è molto elevata. I genitori ricchi, al contrario, tendono ad essere "perpetuati" da discendenti ricchi. Solo nei paesi scandinavi dove le ineguaglianze sono basse, la mobilità sociale è più alta. L ineguaglianza nella capacità di definire le regole e di governarle, o farle rispettare dai rappresentanti democraticamente eletti, in materia di proprietà, controllo, disponibilità, accesso ed uso dei beni e servizi essenziali ed insostituibili per la vita ed il vivere insieme, significa sostanzialmente l'esclusione di molti dalla vita ad opera di valori, scelte ed azioni dei pochi, potenti, influenti, più forti. Questo è il nocciolo della questione. I giochetti 19 The Poor in Developed Countries - Western Europe: Poverty In The United Kingdom and Germany, Library Index "Social Issues and Debate Topics 15

16 sui numeri sono uno strumento mistificatore in mano ai gruppi dominanti per manipolare la percezione della realtà. La realtà è pero più forte dei giochetti come dimostrano altresì due importanti cambi epocali, fra molti altri, ma che a mio avviso illustrano in maniera forte la natura e le modalità di espressione dell impostura sulla povertà. Il primo é rappresentato dai "working poor". L'impoverimento strutturale non è più un fenomeno per coloro che non hanno o non trovano lavoro e, quindi, in assenza di sicurezza sociale, non hanno accesso ad un reddito "decente". Per decenni, vuoi secoli, lavoro e reddito sono stati strettamente collegati. Niente lavoro "remunerato", niente reddito. Oggi anche coloro che hanno un lavoro remunerato sono considerati "poveri". Perché anche il lavoro remunerato è diventato insicuro, mal o inadeguatamente remunerato, precario, flessibile, indifeso dalle leggi e da istituzioni corrispondenti, La loro percentuale sulle famiglie considerate povere è piuttosto elevata specie negli Stati Uniti, in Italia, in Canada, in Spagna (vedi figura 2). Figura 2. Percentuale delle famiglie povere con e senza "lavoratori poveri" nei paesi occidentali 16

17 Fonte Brady, David; Andrew Fullerton and Jennifer Moren Cross (2010). "More Than Just Nickels and Dimes: A Cross-National Analysis of Working Poverty in Affluent Democracies". Social Problems 57 (4): doi: /sp PMID Retrieved 5 November Si continua a parlare di lavoro ma si riconosce che il lavoro non garantisce più l'accesso ad un reddito "decente" per vivere. Inoltre, è raro che le classi dirigenti di oggi affermino che i "working poor" possano o siano destinati rapidamente o a termine di (ri) diventare "working rich". Anzi i pontefici dell'economia dichiarano che le società "sviluppate" non sono più in grado di assicurare la piena occupazione e che occorre accettare il fatto che la "crescita economica" si farà nel corso dei prossimi tre/quattro decenni con una disoccupazione strutturale tra il 10 ed il 15% della popolazione in età lavorativa, ammettendo così che la "crescita" non sarà la crescita del reddito da lavoro ma del reddito da capitale. Si ha l'impressione che "i working poor" siano diventati una forma di status sociale come "i disoccupati", 'i disabili', i "lavoratori stagionali", gli "anziani" ( 20 ) In Italia, l'impostura è un atto di cui noi tutti possiamo essere considerati autori e responsabili perché il nostro paese è uno dei pochi al mondo che ha stabilito nella sua legge fondamentale, la Costituzione, che esso è una repubblica fondata sul lavoro (sui diritti ed i doveri del lavoro) Non v'è altro termine più appropriato di "impostura collettiva" per designare la situazione attuale dell'italia che da anni ha demolito l'intero assetto legislativo, economico, sociale e politico fondato sul lavoro e sul diritto/dovere del lavoro. 20 Una fonte preziosa di analisi accurate e approfondite sui temi del lavoro è rappresentata dalla rivista Inchiesta, diretta da Vittorio Capecchi, trimestrale, Bologna 17

18 Il ritorno in forza delle pratiche della predazione delle terre da parte dei più forti, costituisce il secondo fatto "epocale"intrinsecamente legato all impostura. Mi riferisco alla legittimità con la quale operano i 'nuovi" processi di "land grabbing" (accaparramento delle terre) nel mondo che non sono affatto legittimi. In effetti, come documentato e denunciato da anni da importanti ONG quali Via campesina, FIAN, Grain, ed anche Oxfam International, ( 21 ) l'accaparramento delle terre è strutturalmente legato a fenomeni violenti di acquisto o di appropriazione di vaste porzioni di terreno via la forza dei potenti, la furbizia, la corruzione, e molto spesso senza il consenso delle comunità che vi abitano. L'aspetto scandaloso dell'accaparramento delle terre attuale è che i terreni tolti alle popolazioni che li coltivavano per il cibo o altre attività produttive per vivere, sono utilizzati raramente per il cibo destinato alle popolazioni locali ma soprattutto per prodotti alimentari all'export, per la cultura di OGM e di alimenti per animali, e per la produzione di biocarburanti. Non solo, ma addirittura sono spesso lasciati inutilizzati. Il furto dei diritti di molte comunità e villaggi (le cui popolazioni sono costrette all'esodo) all'uso delle loro risorse naturali è aggravato dal furto delle stesse risorse utilizzate per fare profitto e non per produrre il benessere umano collettivo. L'impatto sulla creazione d'impoverimento è considerevole. La pratica dell'appropriazione privata della terra, con le famose recinzioni delle terre (le "enclosures" dell'inghilterra del XVII e XVIII secolo, che furono all'origine del capitalismo agrario e poi urbano), è di ritorno su scala mondiale. L accumulazione originaria del capitale è un processo permanente di appropriazione di beni comuni, di una colonizzazione progressiva di tutte le sfere del vivente, comprese quelle private, familiari. 21 A livello mondiale, cfr. la campagna di Oxfam International "Grow. Food, Life, Planet, Per quanto riguarda l Europa vedi, Via Campesina (European coordination) and Hands off the Lands, Land concentration, land grabbing and people s struggles, TNI,

19 L'impostura risiede nell'abuso compiuto in questi anni dalle classi dirigenti del mondo occidentale (in particolare dalla Banca mondiale e altre istituzioni finanziarie internazionali pubbliche e para-pubbliche), ma anche dalle "élites " locali dei paesi vittime del "grabbing", nell'autorizzare, appoggiare o lasciare liberi, gli atti di compra e di utilizzo che sono notoriamente forme effettive di esproprio delle risorse delle popolazioni più deboli e di predazione delle risorse naturali al servizio di logiche di arricchimento finanziario e speculativo. Il tutto nel quadro di una manipolazione imbellimento puramente ideologica per non far vedere che il re è nudo. Veniamo cosi alla terza impostura, quella ideologica. L'impostura dogmatico-ideologica Questa afferma che la lotta per la riduzione della povertà ha ottenuto risultati notevoli nel corso degli ultimi quindici, e che i successi riscontrati sono stati realizzati grazie alla capacità del sistema capitalista e dei meccanismi di mercato di generare la crescita economica e quindi far regredire l'ineguaglianza nel mondo. Sostenere e tentar di far credere alle popolazioni che la riduzione della metà dei poveri assoluti contabilizzata al 2012 è il frutto della crescita economica del sistema capitalista globale e dei mercati mondiali e che l'azzeramento della povertà assoluta sarà realizzabile entro il 2030 solo grazie all'ulteriore liberalizzazione totale dei mercati, è pura falsità. Il fatto che tali affermazioni siano sostenute anche da giornali quali The Economist (settimanale britannico di fama mondiale) ed il quotidiano, anch'esso britannico, The Financial Time, (due tra i più potenti e "autorevoli" megafoni mondiali della "teologia universale capitalista"), non le rende plausibili né corrette sul piano teorico ed 19

20 empirico. Ricordiamo anzitutto che, lanciate nel 1974 all'insegna dell'obiettivo "Zero povertà 2000", le politiche di riduzione e di eliminazione della povertà si erano date come obiettivo l'eliminazione della povertà assoluta già nel Nel 1995 a Copenhagen (Conferenza ONU sulla povertà e l'esclusione sociale), rendendosi conto che l'obiettivo fissato non sarebbe stato raggiunto, la Banca mondiale propose di cambiare strategia e di passare dall'eliminazione totale a quella della riduzione della povertà assoluta, obiettivo rinviato al 2015, cosa poi confermata nel 2000 con l'approvazione da parte dell'onu degli Obiettivi dello Sviluppo del Millennio ( ). Anche secondo la Banca mondiale, fino al 2000 si è trattato di un fallimento. La pretesa che si sia passati dal fallimento delle politiche messe in opera al loro successo tra il 2000 ed il 2015, addirittura con due/tre anni di anticipo rispetto alle scadenze, si basa sui soliti giochetti sui numeri. Al di là del limitato ruolo svolto da tassi di crescita economici annui superiori al 6% tra il 2000 e il 2010 in Cina, Russia, India, Brasile, Vietnam, Etiopia, Zambia, il fatto chiave determinante è stato, come già segnalato, lo strepitoso calo dei poveri assoluti in Cina che, secondo le statistiche ufficiali, ha portato la percentuale della povertà assoluta in China da 84% della popolazione a meno del 10%. Cosi, tenendo conto solo della Cina, i poveri assoluti nel mondo stimati dalla Banca mondiale a 1,4 miliardo nel 2000 sono scesi nel 2010 a 720 milioni. Essendo piuttosto difficile verificare le cifre date dalla Cina, e per evitare le eventuali mistificazioni introdotte dall'effetto Cina, la Banca mondiale stessa pubblica oramai i dati sulla povertà assoluta con e senza le cifre relative alla Cina. Senza la Cina, l'obiettivo del 2015 resta ancora non realizzato per il 15%. Parlare quindi di "impressive achievements", come fa The Economist, è 20

21 evidentemente abusivo. ( 22 ) Peraltro come si fa a parlare di risultati considerevoli, impressionanti, sotto tutti i punti di vista, in materia di "riduzione di povertà" quando tutti gli indicatori d'ineguaglianza socio-economica sono in crescita? Oltre i dati ed i cambi epocali menzionati, è bene ancora di ricordare agli "esperti" di The Economist che la disoccupazione, specie giovanile, non ha fatto che crescere (ed é ritornata a livelli inaccettabili anche nei paesi detti "ricchi") e concerne più di 1,5 miliardi di persone; che la popolazione (più di 1,4 miliardi di esseri umani) che abita nelle baraccopoli continua a crescere, lo stesso dicasi delle persone che non hanno accesso ad alcun servizio igienico-sanitario di base (più di 2,6 miliardi di persone), che il numero dei "rifugiati" nel mondo che fuggono da persecuzioni, esclusioni e dai danni all'ambiente sono aumentati in proporzioni "impressionanti" negli ultimi quindici anni e che, infine, per ritornare sul caso cinese, la Cina non ha per nulla adottato le strategie proposte dall'occidente specie in materia di liberalizzazione del commercio e degli investimenti di capitale. Nessuna impresa nè fondo d'investimento non cinesi può possedere il 51% della proprietà del capitale di un 'impresa cinese. La Cina non ha mai fatto riferimento agli Obiettivi dello Sviluppo del Millennio... L'influenza delle concezioni dell'economia capitalistica e dei mercati finanziari speculativi sull'economia cinese ed il suo strepitoso sviluppo negli ultimi trenta anni é incontestabile. Ma è altrettanto vero che la Cina ha realizzato il suo "successo" perseguendo strategie che non sono mai state quelle imposte o proposte dal capitalismo e dal neoliberalismo all'occidentale. La maionese propriamente cinese è stata predominante e determinante. Prima di concludere queste riflessioni sull'impostura dogmatico-ideologica è altresì necessario liberare il terreno da un'ultima falsa "giusta idea", propagata nei circoli della Banca 22 Toward the end of poverty, The Economist, 1 giugno

22 mondiale e dagli "economisti dei dominanti". Mi riferisco alla tesi secondo la quale "sarebbe bastato e basterebbe che una piccola parte dei miliardi delle 100 persone più ricche del mondo fosse ridistribuita in aiuto, in favore delle persone povere affinché non ci sarebbero più persone con meno di 2,50 $ al giorno e la parola povertà fosse finalmente messa nel museo delle parole morte, sparite dal vocabolario'" L'idea è fallace perché riporta in auge tesi smentite da tanto tempo dalla realtà, e dimentica verità invece confermate, quali: - il problema della povertà è un problema di distribuzione di reddito (tesi smentita dalla realtà). Il problema della povertà, invece, è essenzialmente un problema di finalità e di modi di produzione e uso della ricchezza (confermata dai fatti). Non si tratta di dare più reddito alla gente affinché possa spendere di più (essere un"consumatore intelligente") per permettere ai detentori di capitale di accaparrarsi della fetta più grande della ricchezza prodotta, se il principio ispiratore della produzione competitiva della ricchezza è la corsa all'arricchimento individuale perché "colui che è ricco può", 'il ricco può' comprare tutto" (anche il diritto di appropriarsi e la licenza di devastare i beni comuni naturali della Terra essenziali per la vita di tutti!). La soluzione risiede nella promozione e la salvaguardia dei beni e servizi comuni pubblici nell'interesse del diritto alla vita per tutti e del vivere bene tutti insieme; - è sufficiente aiutare il povero, dargli quel tanto di mezzi economici che gli mancano perché possa rimbalzare e costruire lui stesso la propria "fortuna" (tesi alla base della diffusione del microcredito e largamente smentita dalla realtà da alcuni studi su migliaia di esperienze di micro-credito nel mondo). ( 23 ) L'aiuto 23 Vedere l analisi dei risultati delle ricerche in Paul Lagneau-Ymonet et Philippe Mader, Du microcredit aux subprime pour les pauvres, Le Monde diplomatique, settembre

23 all'imprenditorialità individuale ed all'impresa "sociale" è importante ma non è sufficiente per eliminare i fattori strutturali di creazione di macro-fenomeni e processi di ineguaglianza di potere economico, sociale e politico rispetto alle decisioni sulle priorità ed i modi di allocazione delle risorse comuni disponibili (tesi confermata dai fatti); - è indispensabile aiutare i poveri dando loro del denaro affinché anche loro possano sentirsi capaci di "potere d'acquisto" e quindi di scelta, di status sociale, per permettere a tutti di sentirsi "protagonisti" e "avere dei sogni". Questa tesi, legata al "sogno americano di ricchezza", ha enormemente influenzato da più di 60 anni l'immaginario collettivo. Essa mantiene ancora un grande potere di attrazione anche se, sempre più numerosi sono gli abitanti della Terra che non credono più nel suo valore e cercano di riorientare la loro vita e quella degli esseri umani verso una visione più responsabile e sobria, intergenerazionale e condivisa, a livello planetario, della ricchezza e del benessere intesi come prosperità e sicurezza di esistenza comuni. E possibile lottare contro l impostura descritta? Certo, non si puo pensare di ottenere risultati significativi a breve e medio termine. E pero possibile di affermare che, se un movimento di cittadini riesce a fare adottare nel 2018 (70 anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell Uomo), come speriamo, una risoluzione dell Assemblea Generale dell ONU con la quale gli Stati membri s impegnano a mettere fuori legge i fattori strutturali all origine dei processi d impoverimento nel mondo, una tale risoluzione rappresenterà un risultato di grande valore non solo simbolico ma anche politico-isituzionale. Su queste basi le azioni rivolte alla messa fuorilegge dei fattori strutturali dell impoverimento acquisteranno una forza operativa maggiore e potranno avere una probabilità più alta d influenza e d incisione sulle dinamiche 23

24 societali. Un risultato di non poco conto! (*) Ringrazio vivamente Paolo Cacciari (cui debbo l idea di una riflessione critica sulla tendenza dei gruppi dominanti a far credere che nel 2030 il sistema attuale eliminerà la povertà estrema nel mondo) non solo per aver letto il testo ma anche per avermi suggerito una sere di spunti e commenti preziosi che ho incorporato nella presente versione finale. 24

Capitolo primo L Apocalisse dell Occidente

Capitolo primo L Apocalisse dell Occidente Capitolo primo L Apocalisse dell Occidente In un bel libro di qualche anno fa Cormac McCarthy immagina un uomo e un bambino, padre e figlio, che spingono un carrello, pieno del poco che è rimasto, lungo

Dettagli

La grande disuguaglianza? Oxfam Italia Elisa Bacciotti 13 maggio 2014

La grande disuguaglianza? Oxfam Italia Elisa Bacciotti 13 maggio 2014 La grande disuguaglianza? Oxfam Italia Elisa Bacciotti 13 maggio 2014 Una emergenza? L estrema diseguaglianza economica, rapidamente crescente, è stata citata dal World Economic Forum s Global Risk Report

Dettagli

Sistema paese e sicurezza economica. Maurizio Franzini Sapienza, Università di Roma

Sistema paese e sicurezza economica. Maurizio Franzini Sapienza, Università di Roma Sistema paese e sicurezza economica Maurizio Franzini Sapienza, Università di Roma I nostri temi Invece di un sistema-paese, un paese diviso e gravato da varie forme di insicurezza economica In che senso

Dettagli

Cos è la moneta. Teoria Monetaria Moderna interpretata da Paolo Barnard

Cos è la moneta. Teoria Monetaria Moderna interpretata da Paolo Barnard Cos è la moneta Teoria Monetaria Moderna interpretata da Paolo Barnard VI DEVO Lo STATO crea per primo la Moneta dal nulla Tramite Banca Centrale Per acquisire Beni o Servizi La moneta sovrana appartiene

Dettagli

La Sfida agli Squilibri

La Sfida agli Squilibri Progetto Food for Learnig - Somalia La Sfida agli Squilibri GLI OBIETTIVI di SVILUPPO DEL MILLENNIO RAGIONI DELLO SQUILIBRIO C è cibo a sufficienza per sfamare l'intera popolazione mondiale di oltre 7

Dettagli

Intervento di Paolo Gallana LA POLITICA DI FRONTE AI DIRITTI, ALLE INEGUAGLIANZE SOCIALI, ALLE POVERTÀ, ALLO SPRECO

Intervento di Paolo Gallana LA POLITICA DI FRONTE AI DIRITTI, ALLE INEGUAGLIANZE SOCIALI, ALLE POVERTÀ, ALLO SPRECO Intervento di Paolo Gallana LA POLITICA DI FRONTE AI DIRITTI, ALLE INEGUAGLIANZE SOCIALI, ALLE POVERTÀ, ALLO SPRECO Art. 1 Dalla dichiarazione universale dei diritti dell uomo Tutti gli esseri umani nascono

Dettagli

Da Il tutto è falso di G. Gaber

Da Il tutto è falso di G. Gaber ma noi siamo talmente toccati da chi sta soffrendo, ci fanno orrore la fame, la guerra e le ingiustizie nel mondo. Com è bello occuparsi dei dolori di tanta, tanta gente, dal momento che in fondo non ce

Dettagli

L AZIONE CONTRO LA FAME NEL MONDO

L AZIONE CONTRO LA FAME NEL MONDO CELEBRAZIONI UFFICIALI ITALIANE PER LA GIORNATA MONDIALE DELL ALIMENTAZIONE 2009 Conseguire la sicurezza alimentare in tempi di crisi PARTE III L AZIONE CONTRO LA FAME NEL MONDO L Italia con l ONU contro

Dettagli

La conferenza delle nazioni unite a Copenhagen sui cambiamenti climatici

La conferenza delle nazioni unite a Copenhagen sui cambiamenti climatici La conferenza delle nazioni unite a Copenhagen sui cambiamenti climatici La quindicesima conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici si è svolta nel Bella Center di Copenhagen, in Danimarca,

Dettagli

Con le donne per vincere la fame

Con le donne per vincere la fame Con le donne per vincere la fame CAMPAGNA DI RACCOLTA FONDI dal 1 maggio al 1 giugno 2014 Chi è Oxfam Italia Oxfam Italia è parte della confederazione globale Oxfam, presente in oltre 90 paesi del mondo

Dettagli

Luca Limonta 1 L EVOLUZIONE DELLE CLASSI SOCIALI NEL TEMPO

Luca Limonta 1 L EVOLUZIONE DELLE CLASSI SOCIALI NEL TEMPO Luca Limonta Nella lezione del 30 aprile abbiamo analizzato 4 punti: 1- L evoluzione delle classi sociali nel tempo 2- Le prime rilevazioni statistiche 3- I poveri, una classe particolare 4- L indice di

Dettagli

IL RUOLO DELLE FONDAZIONI NEL SOSTEGNO E NELLA PROMOZIONE DELL INNOVAZIONE SOCIALE COME FATTORE DI SVILUPPO

IL RUOLO DELLE FONDAZIONI NEL SOSTEGNO E NELLA PROMOZIONE DELL INNOVAZIONE SOCIALE COME FATTORE DI SVILUPPO IL RUOLO DELLE FONDAZIONI NEL SOSTEGNO E NELLA PROMOZIONE DELL INNOVAZIONE SOCIALE COME FATTORE DI SVILUPPO (Relazione al Convegno: Fondazioni e Banche: i sistemi economici locali Fondazione Cassa di Risparmio

Dettagli

IX. APPROFONDIMENTI DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA 2008-2011 EQUITÀ SOCIALE

IX. APPROFONDIMENTI DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA 2008-2011 EQUITÀ SOCIALE IX. APPROFONDIMENTI IX.1 EQUITÀ SOCIALE L equità sociale continua ad essere un obiettivo prioritario della strategia politica del Governo. Le trasformazioni di carattere economico e sociale che hanno interessato

Dettagli

Il mondo diviso. Francesco Ciafaloni

Il mondo diviso. Francesco Ciafaloni Menu Il mondo diviso Francesco Ciafaloni 30 gennaio 2016 Sezione: Mondo, Società Oggi circa l 80% della popolazione del mondo possiede solo il 6% della ricchezza. Circa il 61% non ha un contrattto di lavoro

Dettagli

1,25 dollari al giorno. Il mondo sotto la soglia

1,25 dollari al giorno. Il mondo sotto la soglia 1,25 dollari al giorno. Il mondo sotto la soglia 1,25 dollari al giorno. Il mondo sotto la soglia Vincenzo Comito L'andamento della povertà nel mondo: le nuove misure della Banca Mondiale e di altre istituzioni

Dettagli

LA POVERTÀ NEL MONDO. Circa metà della popolazione mondiale (tre miliardi di persone) vive con meno di due dollari al giorno.

LA POVERTÀ NEL MONDO. Circa metà della popolazione mondiale (tre miliardi di persone) vive con meno di due dollari al giorno. LA POVERTÀ NEL MONDO Circa metà della popolazione mondiale (tre miliardi di persone) vive con meno di due dollari al giorno. Le persone che vivono con meno di un dollaro al giorno sono un miliardo e trecento

Dettagli

Spese militari e aiuti allo sviluppo

Spese militari e aiuti allo sviluppo Spese militari e aiuti allo sviluppo La storia dell elefante nella stanza L elefante nella stanza è una espressione idiomatica inglese per indicare una verità evidente che viene ignorata o di cui si continua

Dettagli

LA DISUGUAGLIANZA NEL MONDO TENDENZE RECENTI

LA DISUGUAGLIANZA NEL MONDO TENDENZE RECENTI Corso Avanzato di Economia dello Sviluppo LA DISUGUAGLIANZA NEL MONDO TENDENZE RECENTI Pier Giorgio Ardeni Dipartimento di Scienze Economiche November 28, 2012 1 La disuguaglianza nel mondo Diseguaglianza

Dettagli

Dalla presentazione Ocse di Berlino Integration von Zuwanderern: OECD-Indikatoren 2012, 03/12/2012. Sviluppo del tasso di occupazione tra la

Dalla presentazione Ocse di Berlino Integration von Zuwanderern: OECD-Indikatoren 2012, 03/12/2012. Sviluppo del tasso di occupazione tra la Migranti nel mondo Dalla presentazione Ocse di Berlino Integration von Zuwanderern: OECD-Indikatoren 2012, 03/12/2012. Sviluppo del tasso di occupazione tra la popolazione immigrata periodo 2000/2001

Dettagli

Campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi tramite sms solidale a sostegno della campagna Operazione Fame

Campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi tramite sms solidale a sostegno della campagna Operazione Fame Campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi tramite sms solidale a sostegno della campagna Operazione Fame Milano, giugno 2010 ActionAid ActionAid, organizzazione indipendente impegnata nella lotta

Dettagli

L ACQUA FONTE DI VITA È UN BENE COMUNE CHE APPARTIENE A TUTTI GLI ABITANTI DELLA TERRA

L ACQUA FONTE DI VITA È UN BENE COMUNE CHE APPARTIENE A TUTTI GLI ABITANTI DELLA TERRA Il Manifesto dell acqua IL DIRITTO ALLA VITA Veniamo dall Africa, dall America Latina, dal Nord America, dall Asia e dall Europa. Ci siamo riuniti nel 1998 con nessun altra legittimità o rappresentatività

Dettagli

Il Microcredito. Caterina Spadaro Corso di Laurea Magistrale in Relazioni internazionli Facoltà di Scienze Politiche

Il Microcredito. Caterina Spadaro Corso di Laurea Magistrale in Relazioni internazionli Facoltà di Scienze Politiche Il Microcredito Caterina Spadaro Corso di Laurea Magistrale in Relazioni internazionli Facoltà di Scienze Politiche Elisa Di Gloria Corso di Laurea Magistrale in Matematica Facoltà di SMFN Introduzione

Dettagli

L AUMENTO DELLA POVERTÀ

L AUMENTO DELLA POVERTÀ L AUMENTO DELLA POVERTÀ A inizio anno la Banca d Italia ha reso disponibili i dati sui bilanci delle famiglie italiane relativi al 24, frutto dell unica indagine sui redditi disponibile in Italia in grado

Dettagli

INVASIONE? Le cifre del problema

INVASIONE? Le cifre del problema INVASIONE? Le cifre del problema 114.285 richiedenti asilo in Italia nei primi 8 mesi dell anno (2.000 in più rispetto allo stesso periodo del 2014 L Italia accoglie un numero molto modesto di profughi

Dettagli

Introduzione. (Martha C. Nussbaum, Non per profitto. Perché le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica, Il Mulino, 2010)

Introduzione. (Martha C. Nussbaum, Non per profitto. Perché le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica, Il Mulino, 2010) 7 Introduzione «Cosa c è nell esistenza umana che rende così difficile sposare le istituzioni democratiche basate sul rispetto dei princìpi dell uguaglianza e delle garanzie del diritto, e così facile

Dettagli

DOCUMENTO DI POSIZIONE

DOCUMENTO DI POSIZIONE Campagna internazionale sugli obiettivi di sviluppo del millennio I POVERI NON POSSONO ASPETTARE DOCUMENTO DI POSIZIONE Se lo Tsunami del 26 dicembre 2004 si fosse abbattuto sulle coste di un paese ricco,

Dettagli

Fermiamo la STRAGE SILENZIOSA

Fermiamo la STRAGE SILENZIOSA Fermiamo la STRAGE SILENZIOSA 2 miliardi e 400 milioni di persone (il 40% della POPOLAZIONE Ogni anno la malaria colpisce da 300 a 500 milioni di persone ed è endemica in oltre 100 paesi. OGNI ANNO MUOIONO

Dettagli

SCHEDA DATI. UNICEF: Rapporto Per ogni bambino la giusta opportunità. Un mondo a misura di bambini e adolescenti Post-2015

SCHEDA DATI. UNICEF: Rapporto Per ogni bambino la giusta opportunità. Un mondo a misura di bambini e adolescenti Post-2015 SCHEDA DATI UNICEF: Rapporto Per ogni bambino la giusta opportunità. Un mondo a misura di bambini e adolescenti Post-2015 Trasformare il circolo vizioso in un circolo virtuoso ha benefici enormi: - Si

Dettagli

Lezione 11 PIL, Costo della vita. Leonardo Bargigli

Lezione 11 PIL, Costo della vita. Leonardo Bargigli Lezione 11 PIL, Costo della vita Leonardo Bargigli I due argomenti del corso La microeconomia si occupa del comportamento dei singoli agenti economici (individui, famiglie e imprese). La macroeconomia

Dettagli

Nel mondo ci sono molte classifiche che

Nel mondo ci sono molte classifiche che L opinione pubblica viene spesso bombardata da una grande quantità di statistiche sui sistemi Paese che dicono tutto e il contrario di tutto. Come orientarsi in questo mare magnum? E come si colloca il

Dettagli

Social Watch: Italia al 72 posto

Social Watch: Italia al 72 posto Social Watch: Italia al 72 posto E' dietro a Grecia, Slovenia, Cipro e Repubblica Dominicana secondo l Indice calcolato nell ultimo rapporto della rete internazionale. Anche i paesi poveri possono raggiungere

Dettagli

I numeri della felicità dal Pil alla misura del benessere Donato Speroni

I numeri della felicità dal Pil alla misura del benessere Donato Speroni I numeri della felicità dal Pil alla misura del benessere Donato Speroni Everything should be made as simple as possible, but not simpler. Albert Einstein Donato Speroni - QOL Firenze 9/9/2010 1 Caratteristiche

Dettagli

Situazione economica internazionale... 2. Situazione economica Lazio... 4 PIL... 4. Regional Competitiveness Index... 6. Mercato del Lavoro...

Situazione economica internazionale... 2. Situazione economica Lazio... 4 PIL... 4. Regional Competitiveness Index... 6. Mercato del Lavoro... Indice Situazione economica internazionale... 2 Situazione economica Lazio... 4 PIL... 4 Regional Competitiveness Index... 6 Mercato del Lavoro... 7 Cassa Integrazione Guadagni... 10 Il credito alle imprese...

Dettagli

Debito pubblico, perché no?

Debito pubblico, perché no? Debito pubblico, perché no? Debito pubblico, perché no? Paolo Palazzi Come un aumento generalizzato della spesa pubblica finanziata da un aumento del debito pubblico può farci uscire dall'intreccio letale

Dettagli

Mercedes Bresso. Primo vicepresidente del Comitato delle Regioni. Palazzo Trissino, sede del Comune di Vicenza 18 ottobre 2013, Vicenza

Mercedes Bresso. Primo vicepresidente del Comitato delle Regioni. Palazzo Trissino, sede del Comune di Vicenza 18 ottobre 2013, Vicenza In occasione della giornata Internazionale della lotta contro la povertà: presentazione della Piattaforma Europea contro la Povertà e l'emarginazione e ruolo degli enti locali e regionali d'europa Mercedes

Dettagli

Ottavo Obiettivo: Sviluppare una partnership globale per lo sviluppo

Ottavo Obiettivo: Sviluppare una partnership globale per lo sviluppo Ottavo Obiettivo: Sviluppare una partnership globale per lo sviluppo Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio riconoscono esplicitamente che si può eliminare la povertà solo attraverso una "partnership

Dettagli

La protezione e l'inclusione sociale in Europa: fatti e cifre chiave

La protezione e l'inclusione sociale in Europa: fatti e cifre chiave MEMO/08/XXX Bruxelles, 16 ottobre 2008 La protezione e l'inclusione sociale in Europa: fatti e cifre chiave La Commissione europea pubblica oggi il resoconto annuale delle tendenze sociali negli Stati

Dettagli

La formula che regola l inflazione prende il nome di equazione di Fisher ed è di seguito esposta:

La formula che regola l inflazione prende il nome di equazione di Fisher ed è di seguito esposta: Le 7 Frodi Capitali dell Economia Neoliberista (parte 3 di 7) L inflazione. (di Marco Cavedon, postato l 11-02-2014). Esamineremo in questo capitolo uno dei più perniciosi falsi miti che l ideologia neoclassica

Dettagli

INTERVENTO PROF. GIORGIO BARBA NAVARETTI

INTERVENTO PROF. GIORGIO BARBA NAVARETTI INTERVENTO PROF. GIORGIO BARBA NAVARETTI Grazie mille Gianni e grazie mille alla fondazione Italcementi Pesenti per questo invito. Credo che oggi il punto fondamentale sia cercare di ragionare su quella

Dettagli

UN Po DI TEORIA. Daniela fantozzi fantozzi@istat.it. 18/04/2009 Esercitazione 1 Economia Politica - Terracina

UN Po DI TEORIA. Daniela fantozzi fantozzi@istat.it. 18/04/2009 Esercitazione 1 Economia Politica - Terracina UN Po DI TEORIA Daniela fantozzi fantozzi@istat.it 1 Il Prodotto interno lordo (PIL) misura la produzione finale di beni e servizi, prodotta nell anno su un determinato territorio Il PIL è definito ai

Dettagli

SVILUPPO E SOTTOSVILUPPO

SVILUPPO E SOTTOSVILUPPO SVILUPPO E SOTTOSVILUPPO - C è una domanda fondamentale da porsi, affrontando questi problemi: Le risorse del nostro pianeta sono sufficienti per fornire a tutti gli uomini una vita dignitosa? - Una possibile

Dettagli

Il costo dei figli Quale welfare per le famiglie?

Il costo dei figli Quale welfare per le famiglie? Il costo dei figli Quale welfare per le famiglie? Rapporto famiglia Cisf 2009 A cura di Pierpaolo Donati Con questo volume inizia la nuova serie del Rapporto Cisf sulla famiglia in Italia che presenta

Dettagli

Cos e EDV Global Foundation?

Cos e EDV Global Foundation? Cos e EDV Global Foundation? EDV Global Foundation si propone di diventare un organizzazione leader a livello mondiale nel contrasto e nello sforzo finalizzato all eliminazione della violenza domestica.

Dettagli

LE IMPRESE ITALIANE IN RUSSIA: TRA CRISI E NUOVE OPPORTUNITÀ Manuela Marianera, Centro Studi Confindustria, dicembre 2009

LE IMPRESE ITALIANE IN RUSSIA: TRA CRISI E NUOVE OPPORTUNITÀ Manuela Marianera, Centro Studi Confindustria, dicembre 2009 LE IMPRESE ITALIANE IN RUSSIA: TRA CRISI E NUOVE OPPORTUNITÀ Manuela Marianera, Centro Studi Confindustria, dicembre 9 "Non importa quante volte cadi. Quello che conta è la velocità con cui ti rimetti

Dettagli

Corso di Economia Internazionale 2015-16 Prof. Gianfranco Viesti

Corso di Economia Internazionale 2015-16 Prof. Gianfranco Viesti 1-1 Dipartimento di Scienze Politiche Università di Bari Corso di Economia Internazionale 2015-16 Prof. Gianfranco Viesti Modulo 1 Introduzione Hill, capitolo 1 molto integrato C.W.L. Hill, International

Dettagli

La condizione della famiglia nella provincia di Verona

La condizione della famiglia nella provincia di Verona La condizione della famiglia nella provincia di Verona E uno studio sulle famiglie della provincia di Verona, condotto a livello territoriale, che entra nel dettaglio della loro composizione, della loro

Dettagli

Pensando a questa domanda certamente a ognuno di noi verrà in mente una definizione per la parola "salute".

Pensando a questa domanda certamente a ognuno di noi verrà in mente una definizione per la parola salute. Bianca Rita Cannavò Pensando a questa domanda certamente a ognuno di noi verrà in mente una definizione per la parola "salute". Le nostre risposte sono condizionate: dalla nostra cultura, dall'educazione

Dettagli

Il sistema di welfare

Il sistema di welfare Il sistema di welfare (pp. 257-348 del volume) La numerazione di tabelle, tavole e figure riproduce quella del testo integrale L onda lunga della comunicazione sulla salute Il boom dell informazione sanitaria

Dettagli

evidenziate le cause che hanno portato alla crisi, tra cui la pesante regolamentazione, lo spreco di risorse, la lenta crescita delle esportazioni, l

evidenziate le cause che hanno portato alla crisi, tra cui la pesante regolamentazione, lo spreco di risorse, la lenta crescita delle esportazioni, l Riassunto L India è uno dei paesi più grandi del mondo, il secondo in quanto a popolazione e uno di quelli in via di sviluppo che negli ultimi anni ha mostrato le maggiori potenzialità di crescita economica

Dettagli

Schema. 1. Qualche dato su commercio e crescita mondiale. 2. Perché la globalizzazione può essere buona

Schema. 1. Qualche dato su commercio e crescita mondiale. 2. Perché la globalizzazione può essere buona Schema 1. Qualche dato su commercio e crescita mondiale. 2. Perché la globalizzazione può essere buona 3. Perché la globalizzazione può essere cattiva 4. Quali politiche per renderla migliore? 1 1. Commercio

Dettagli

Tutte le bugie del governo sul clima

Tutte le bugie del governo sul clima Tutte le bugie del governo sul clima Roma, 17 ottobre 2008 Il Consiglio europeo del 16 ottobre ha confermato tempi ed obiettivi del Pacchetto Clima e Energia, ma l Italia continua a chiedere più flessibilità

Dettagli

Rapporto sul mondo del lavoro 2014

Rapporto sul mondo del lavoro 2014 Rapporto sul mondo del lavoro 2014 L occupazione al centro dello sviluppo Sintesi del rapporto ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DEL LAVORO DIPARTIMENTO DELLA RICERCA I paesi in via di sviluppo colmano il

Dettagli

Introduzione. Lezione 1 29 ottobre 2014. UniGramsci a.a. 2014/2015 1

Introduzione. Lezione 1 29 ottobre 2014. UniGramsci a.a. 2014/2015 1 Introduzione Lezione 1 29 ottobre 2014 UniGramsci a.a. 2014/2015 1 Rivoluzione industriale (ca.( 1780) Trasformazione della vita umana più radicale della storia Uk: intera economia mondiale costruita attorno

Dettagli

4.6 La socialità e la nuova povertà urbana. 4.6.1 Povertà e modernizzazione

4.6 La socialità e la nuova povertà urbana. 4.6.1 Povertà e modernizzazione Lo sviluppo e il sottosviluppo 269 4.6 La socialità e la nuova povertà urbana Come dimostra la recente nascita di un pianeta di bidonville: i contadini espulsi dalle terre non possono venire assorbiti

Dettagli

(LA RESPONSABILITÀ DELLA VERSIONE ITALIANA DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI NEL BLOG DEL PROFESSOR NAVARRO È DEL

(LA RESPONSABILITÀ DELLA VERSIONE ITALIANA DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI NEL BLOG DEL PROFESSOR NAVARRO È DEL (LA RESPONSABILITÀ DELLA VERSIONE ITALIANA DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI NEL BLOG DEL PROFESSOR NAVARRO È DEL TRADUTTORE, MICHELE ORINI) LA PRINCIPALE E PIÙ OCCULTATA CAUSA DELL AUMENTO DELLE DISEGUAGLIANZE

Dettagli

Capitolo 19. Crescita economica, produttività e tenore di vita. Principi di economia (seconda edizione) Robert H. Frank, Ben S.

Capitolo 19. Crescita economica, produttività e tenore di vita. Principi di economia (seconda edizione) Robert H. Frank, Ben S. Capitolo 19 Crescita economica, produttività e tenore di vita Crescita economica prima di tutto Fino a 100 anni fa, la ricchezza delle nazioni (anche di quelle più sviluppate) era assai modesta rispetto

Dettagli

Il Boom Economico 1945-1960

Il Boom Economico 1945-1960 Sistema Mondo - La ricostruzione postbellica: 1 -Investimenti nell economia e nel sociale con particolare riguardo all istruzione e alle opere pubbliche; 2- Veloce incremento demografico nei paesi dell

Dettagli

Il Denaro è in cancrena e quando c'è cancrena va imputato

Il Denaro è in cancrena e quando c'è cancrena va imputato Il Denaro è in cancrena e quando c'è cancrena va imputato Qui voglio fare un esempio per capire dove siamo arrivati col denaro: Ammettiamo che io non abbia a disposizione quasi nulla come denaro, ma voglio

Dettagli

Sicurezza Sociale: Tutela del lavoro e del reddito

Sicurezza Sociale: Tutela del lavoro e del reddito Delega Assessorile in materia di Servizi Sociali, Rapporti con Azienda Ospedaliera e A.S.L., Casa Comunale di Soggiorno Anziani, La legge 328 del 2000, attesa per oltre un secolo, ha dotato il sistema

Dettagli

Tassi di crescita reale, su base congiunturale e tendenziale, del PIL e delle sue voci nel secondo trimestre 2015 (variazioni percentuali) 0,3

Tassi di crescita reale, su base congiunturale e tendenziale, del PIL e delle sue voci nel secondo trimestre 2015 (variazioni percentuali) 0,3 IL QUADRO AGGREGATO Come già avvenuto nel primo trimestre dell anno, anche nel secondo il prodotto interno lordo ha conosciuto una accelerazione sia congiunturale che tendenziale. Tra aprile e giugno dell

Dettagli

LA DECOLONIZZAZIONE. Nel 1947 l India diventa indipendente

LA DECOLONIZZAZIONE. Nel 1947 l India diventa indipendente LA DECOLONIZZAZIONE Nel 1939 quasi 4.000.000 km quadrati di terre e 710 milioni di persone (meno di un terzo del totale) erano sottoposti al dominio coloniale di una potenza europea. Nel 1941, in piena

Dettagli

www.sviluppoeconomico.gov.it PrideandPrejudice #laforzadellexport quello che non si dice del made in italy

www.sviluppoeconomico.gov.it PrideandPrejudice #laforzadellexport quello che non si dice del made in italy PrideandPrejudice #laforzadellexport quello che non si dice del made in italy INTRODUZIONE Un economia sempre più internazionalizzata: l export è il principale volano per la crescita dell economia italiana,

Dettagli

VALENTINA GASPARIN, MARTINA BOSCO

VALENTINA GASPARIN, MARTINA BOSCO VALENTINA GASPARIN, MARTINA BOSCO Il 21 marzo si celebra la Giornata Internazionale per l Eliminazione della Discriminazione Razziale che rappresenta un occasione per chiunque di riprendere contatto con

Dettagli

NOTIZIARIO UNIVERSITÀ LAVORO

NOTIZIARIO UNIVERSITÀ LAVORO NOTIZIARIO UNIVERSITÀ LAVORO Ottobre 2012 Indice Notiziario Corriere della Sera Quando il lavoro aiuta gli studi La Repubblica Precari under 35 raddoppiati in 8 anni e la laurea vale come un diploma tecnico

Dettagli

È la laurea un buon investimento?

È la laurea un buon investimento? È la laurea un buon investimento? di Alberto Bisin e Andrea Moro Le tasse universitarie sono aumentate considerevolmente negli ultimi anni. Ciononostante, laurearsi rimane ancora un ottimo investimento.

Dettagli

INTERVENTO DI LAURA AROSIO

INTERVENTO DI LAURA AROSIO INTERVENTO DI LAURA AROSIO Ricercatrice in Sociologia presso l Università di Milano Bicocca L aumento delle separazioni legali e dei divorzi in Italia BIOGRAFIA Laura Arosio è ricercatrice in Sociologia

Dettagli

LA GLOBALIZZAZIONE. Istituto Primario Primo Grado F.D

LA GLOBALIZZAZIONE. Istituto Primario Primo Grado F.D LA GLOBALIZZAZIONE Istituto Primario Primo Grado F.D Un mondo globalizzato La globalizzazione è un fenomeno che si estende a tutta la superficie terrestre o all intera umanità Essa offre grandi possibilità

Dettagli

6. La diseguaglianza dei redditi in Italia Carlo V. Fiorio, Marco Leonardi e Francesco Scervini (Università di Milano) 1.

6. La diseguaglianza dei redditi in Italia Carlo V. Fiorio, Marco Leonardi e Francesco Scervini (Università di Milano) 1. 6. La diseguaglianza dei redditi in Italia Carlo V. Fiorio, Marco Leonardi e Francesco Scervini (Università di Milano) 1. Introduzione Secondo un recente studio comparativo dell OECD, gli Stati Uniti hanno

Dettagli

Contro la povertà e i cambiamenti climatici, uniamoci e facciamo un nodo

Contro la povertà e i cambiamenti climatici, uniamoci e facciamo un nodo Stand Up 2009 Gli obiettivi del millennio Contro la povertà e i cambiamenti climatici, uniamoci e facciamo un nodo Caritas Diocesana - Foligno Stand Up 2009 Gli obiettivi del millennio 16/18 ottobre 2009

Dettagli

Workshop al Liceo Scientifico G. Galilei sulla Globalizzazione e Fraternità

Workshop al Liceo Scientifico G. Galilei sulla Globalizzazione e Fraternità Workshop al Liceo Scientifico G. Galilei sulla Globalizzazione e Fraternità Il 6 dicembre 2013, grazie alla collaborazione tra il Liceo Scientifico G. Galilei e L Associazione AMU-Azione per un Mondo Unito

Dettagli

60 anni di Costituzione. La Costituzione e il principio di solidarietà

60 anni di Costituzione. La Costituzione e il principio di solidarietà 60 anni di Costituzione La Costituzione e il principio di solidarietà Costituzione della Repubblica Italiana E la legge fondamentale e fondativa dello Stato italiano. All art. 2 stabilisce che La Repubblica

Dettagli

La situazione attuale

La situazione attuale La situazione attuale L Europa si sta impoverendo. I poteri forti stanno trascinando le classi lavoratrici verso la rovina. Sono gli agenti di un sistema definito dai principi del massimo profitto e della

Dettagli

Quadro di Riferimento PISA per la Literacy Scientifica

Quadro di Riferimento PISA per la Literacy Scientifica Quadro di Riferimento PISA per la Literacy Scientifica Il testo che segue è una sintesi della prima parte dello Science Framework di PISA 2006. Il testo definitivo sarà pubblicato dall OCSE entro il mese

Dettagli

Indicatori sviluppo. Estensione geografica

Indicatori sviluppo. Estensione geografica Indicatori sviluppo Estensione geografica Table 1.1 Top 10 land area (1000 km 2 ), 1999 country size % of world sum % 1 Russia 16,889 13.0 13 2 China 9,327 7.2 20 3 Canada 9,221 7.1 27 4 USA 9,159 7.0

Dettagli

Università Ca Foscari di Venezia Corso di laurea in Scienze della società e del Servizio sociale TESTO N. 1. Legga attentamente il testo che segue:

Università Ca Foscari di Venezia Corso di laurea in Scienze della società e del Servizio sociale TESTO N. 1. Legga attentamente il testo che segue: Un abisso di diseguaglianze si è spalancato davanti alla società italiana, negli stessi giorni in cui veniva certificato un drammatico ritorno della povertà ( ). La povertà è certo la condizione che più

Dettagli

Famiglia e politiche familiari. Situazione attuale e previsioni di sviluppo. 1) Cambiamento sociale-familriare e crisi dei regimi di welfare

Famiglia e politiche familiari. Situazione attuale e previsioni di sviluppo. 1) Cambiamento sociale-familriare e crisi dei regimi di welfare Famiglia e politiche familiari. Situazione attuale e previsioni di sviluppo. Prof. Gianpiero Dalla Zuanna Professore Straordinario facoltà di Scienze Statistiche Università di Padova 1) Cambiamento sociale-familriare

Dettagli

RELAZIONE CONGRESSO DI CIRCOLO DELL 11 OTTOBRE 2014 CANDIDATO SEGRETARIO: LOCCI ROSALINA CONDIVISIONE - RESPONSABILITA - COMPETENZE

RELAZIONE CONGRESSO DI CIRCOLO DELL 11 OTTOBRE 2014 CANDIDATO SEGRETARIO: LOCCI ROSALINA CONDIVISIONE - RESPONSABILITA - COMPETENZE RELAZIONE CONGRESSO DI CIRCOLO DELL 11 OTTOBRE 2014 CANDIDATO SEGRETARIO: LOCCI ROSALINA CONDIVISIONE - RESPONSABILITA - COMPETENZE Saluto tutti i presenti: iscritti, simpatizzanti rappresentanti dei partiti..

Dettagli

RAPIDE. Nel 2001 la spesa media mensile. La povertà in Italia nel 2001 POVERTÀ NEL TEMPO E SUL TERRITORIO. 17 luglio 2002

RAPIDE. Nel 2001 la spesa media mensile. La povertà in Italia nel 2001 POVERTÀ NEL TEMPO E SUL TERRITORIO. 17 luglio 2002 SOTTO LA SOGLIA DI POVERTÀ IL 12% DELLE FAMIGLIE La povertà in Italia nel 2001 di povertà viene calcolata sulla base del numero di L incidenza famiglie (e relativi componenti) che presentano spese per

Dettagli

Lezione 10. Slide 10-1

Lezione 10. Slide 10-1 Lezione 10 La politica commerciale nei PVS Slide 10-1 Road Map Introduzione Industrializzazione basata sulla sostituzione delle importazioni Problemi dell economia duale Industrializzazione orientata all

Dettagli

Rapporto UNICEF Bambini e adolescenti ai margini, Innocenti Report Card 9

Rapporto UNICEF Bambini e adolescenti ai margini, Innocenti Report Card 9 Rapporto UNICEF Bambini e adolescenti ai margini, Innocenti Report Card 9 PREMESSA Le analisi dell'innocenti Report Card 9 coprono una gamma limitata ma significativa di indicatori del benessere dell'infanzia

Dettagli

LA POVERTÀ NEL MONDO: TENDENZE RECENTI (I)

LA POVERTÀ NEL MONDO: TENDENZE RECENTI (I) Corso Avanzato di Economia dello Sviluppo LA POVERTÀ NEL MONDO: TENDENZE RECENTI (I) Pier Giorgio Ardeni Dipartimento di Scienze Economiche October 31, 2012 1 Le statistiche sulla povertà: tendenze recenti

Dettagli

CORSO DI MACROECONOMIA

CORSO DI MACROECONOMIA CORSO DI MACROECONOMIA Prof. Giuseppe Travaglini Dott.ssa Elisa Lenti Anno accademico 2014-20152015 TEMI DI RIFLESSIONE MACROECONOMICA L Offerta: Il Pil, la Spesa Aggregata, la struttura produttiva delle

Dettagli

(LA RESPONSABILITÀ DELLA VERSIONE ITALIANA DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI NEL BLOG DEL PROFESSOR NAVARRO È DEL

(LA RESPONSABILITÀ DELLA VERSIONE ITALIANA DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI NEL BLOG DEL PROFESSOR NAVARRO È DEL (LA RESPONSABILITÀ DELLA VERSIONE ITALIANA DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI NEL BLOG DEL PROFESSOR NAVARRO È DEL TRADUTTORE, MICHELE ORINI) QUELLO CHE NON SI DICE SULLE CAUSE DELL ATTUALE GRANDE RECESSIONE Vicenç

Dettagli

Cos e EDV Global Foundation?

Cos e EDV Global Foundation? Cos e EDV Global Foundation? EDV Global Foundation si propone di diventare un organizzazione leader a livello mondiale in tema di violenza domestica, contribuendo a combattere per la sua eliminazione.

Dettagli

PIL. (trilioni di $ a parità di potere d acquisto) Fonte: Fmi

PIL. (trilioni di $ a parità di potere d acquisto) Fonte: Fmi Banca Nazionale del Lavoro Gruppo BNP Paribas Via Vittorio Veneto 119 187 Roma Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 159/22 del 9//22 Le opinioni espresse non impegnano la responsabilità della banca.

Dettagli

STORIA CONTEMPORANEA Mutamenti e continuità alla radice del presente

STORIA CONTEMPORANEA Mutamenti e continuità alla radice del presente STORIA CONTEMPORANEA Mutamenti e continuità alla radice del presente Claudio Vercelli cvercelli@yahoo.it Fondazione Università Popolare di Torino Anno Accademico 2014-2015 Lunedì 9 marzo 2015 Dodicesima

Dettagli

Nuovi approcci per lo studio e la misurazione della povertà e dell esclusione sociale nelle regioni italiane

Nuovi approcci per lo studio e la misurazione della povertà e dell esclusione sociale nelle regioni italiane Bando Giovani Ricercatori Progetto di ricerca Nuovi approcci per lo studio e la misurazione della povertà e dell esclusione sociale nelle regioni italiane di Manuela Stranges Dipartimento di Economia e

Dettagli

STATISTICA ECONOMICA STATISTICA PER L ECONOMIA

STATISTICA ECONOMICA STATISTICA PER L ECONOMIA STATISTICA ECONOMICA STATISTICA PER L ECONOMIA a.a. 2009-2010 Facoltà di Economia, Università Roma Tre L Indagine sui bilanci delle famiglie italiane è un indagine campionaria condotta (ogni due anni)

Dettagli

Jeanine vive, e tu voltati

Jeanine vive, e tu voltati Data Jeanine vive, e tu voltati I diritti umani e soprattutto la loro violazione, devono stringere il mondo intero nella solidarietà. Ban Ki-moon 0 1 E tu voltati Indifferenza. Liliana Segre ne ha parlato

Dettagli

Education at the Glance 2005 edition Una summary in italiano dei principali risultati di Roberto Fini

Education at the Glance 2005 edition Una summary in italiano dei principali risultati di Roberto Fini Education at the Glance 2005 edition Una summary in italiano dei principali risultati di Roberto Fini L educazione e l apprendimento lungo tutto l arco della vita svolgono un ruolo capitale nello sviluppo

Dettagli

Politiche per la famiglia e Fattore famiglia

Politiche per la famiglia e Fattore famiglia Politiche per la famiglia e Fattore famiglia Maria Cecilia Guerra Modena, 3 novembre 21 OBIETTIVI DELLE POLTICHE PER LE FAMIGLIE Sostegno alle responsabilità familiari natalità partecipazione femminile

Dettagli

La maggiore partecipazione alla vita sociale ed economica delle donne determina un aumento della quota del tempo delle donne fuori dalla famiglia.

La maggiore partecipazione alla vita sociale ed economica delle donne determina un aumento della quota del tempo delle donne fuori dalla famiglia. Meno matrimoni In Italia ha sempre ricoperto un ruolo decisivo nel sistema di protezione sociale la rete di welfare familiare. Anche nell ambito della famiglia registriamo dinamiche demografiche, sociali

Dettagli

AlmaLaurea: i laureati in Ingegneria alla prova del lavoro

AlmaLaurea: i laureati in Ingegneria alla prova del lavoro AlmaLaurea: i laureati in Ingegneria alla prova del lavoro Ingegneria è tradizionalmente considerata una laurea forte, un percorso di studi severo che apre al mondo del lavoro, forma professionisti in

Dettagli

La popolazione: previsioni demografiche 2010-2030

La popolazione: previsioni demografiche 2010-2030 La popolazione: previsioni demografiche 2010-2030 Lamberto Soliani 1 - Introduzione. Le prossime trasformazioni demografiche nazionali e regionali sono descritte dall Istat in Previsioni demografiche 1

Dettagli

Rischio povertà. Una soluzione: dare dignità al mercato

Rischio povertà. Una soluzione: dare dignità al mercato Rischio povertà. Una soluzione: dare dignità al mercato Leonardo Becchetti, Angela Schito - 15/04/2009 (BENE COMUNE:NET) Una delle conseguenze della crisi che stiamo vivendo riguarderà senza dubbio le

Dettagli

Capitolo 12. Produzione, reddito e occupazione

Capitolo 12. Produzione, reddito e occupazione Capitolo 12 Produzione, reddito e occupazione La produzione e il prodotto interno lordo (PIL) Definizione: PIL di una nazione è il valore complessivo di tutti i beni e servizi finali prodotti per il mercato

Dettagli

I giovani nel contesto socio-economico della regione Marche

I giovani nel contesto socio-economico della regione Marche I giovani nel contesto socio-economico della regione Marche Analisi estratta dal Capitolo 5 (La valutazione strategica) del Rapporto di valutazione 2012 realizzato da FGB e IRS nell ambito delle Attività

Dettagli

L economia italiana 169

L economia italiana 169 L economia italiana 169 3.8 Debito pubblico: perché no?! il rapporto tra il disavanzo pubblico e il prodotto interno lordo non deve essere superiore al 3%;! il rapporto tra il debito pubblico e il prodotto

Dettagli

DI ANALISI SOCIO-ECONOMICA OR-WIN

DI ANALISI SOCIO-ECONOMICA OR-WIN OR-WIN Verso il reddito di cittadinanza : scenari ideali e opportunità reali in Friuli Venezia Giulia. Un contributo al dibattito a partire dall Osservatorio Relazione n. 1: Reddito di esistenza in teoria

Dettagli

Rapporto dell ILO sul mondo del lavoro 2013: scenario UE

Rapporto dell ILO sul mondo del lavoro 2013: scenario UE Rapporto dell ILO sul mondo del lavoro 2013: scenario UE International Institute for Labour Studies Nella UE, mancano quasi 6 milioni di posti di lavoro per tornare alla situazione occupazionale pre-crisi

Dettagli