La questione metropolitana. Il caso del Veneto nel contesto europeo e globale1

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "La questione metropolitana. Il caso del Veneto nel contesto europeo e globale1"

Transcript

1 La questione metropolitana. Il caso del Veneto nel contesto europeo e globale1 Di Patrizia Messina [*] Abstract: Nel contesto della globalizzazione e di un economia della conoscenza, le città metropolitane costituiscono il motore per lo sviluppo. L Unione europea, con la prossima programmazione , punterà molto sulle città per rilanciare lo sviluppo dell Unione in un ottica di sostenibilità e di sviluppo territoriale, destinando il 5% del Fesr a questo obiettivo. Tuttavia, le aree metropolitane in senso funzionale spesso non coincidono con le città metropolitane di diritto. In questa prospettiva, il saggio discute della questione metropolitana nel contesto della riforma di riordino territoriale italiano (L.135/2012), con particolare riferimento al caso della Città metropolitana di Venezia. Questo costituisce un caso esemplare di non coincidenza della città metropolitana, definita a partire dalla provincia di Venezia, con l area metropolitana policentrica (city region), che riguarda invece la regione del Veneto centrale, a partire dalle città di Padova, Treviso e Venezia (PaTreVe). SOMMARIO: 1. Tra locale e globale: le città come motore dello sviluppo 2. Le funzioni metropolitane: le politiche europee per le città nella programmazione Le città metropolitane in Italia: tra regolazione politica e regolamentazione amministrativa 4. Città o area metropolitana? Il caso del Veneto policentrico 5. Quale architettura istituzionale per il governo metropolitano? Riferimenti bibliografici 1. Tra locale globale: le città come motore dello sviluppo Nel contesto sempre più globalizzato di un economia della conoscenza, le città costituiscono il motore dello sviluppo. Proprio nelle aree metropolitane si concentrano 1 Una versione più ampia dell articolo è in corso di pubblicazione nella rivista Economia e Società Regionale, n. 1/2013.

2 infatti le funzioni più innovative del terziario avanzato, come le piattaforme logistiche, le maggiori infrastrutture, ma anche la ricerca e la formazione, insieme al capitale umano e al capitale finanziario. Tuttavia, per affrontare correttamente il tema delle City Regions (Kantor 2010) o città glocali (Bassetti 2007) nel terzo Millennio, è necessario superare alcune visioni classiche dell idea stessa di città ereditate dalla storia europea, come quella della Polis greca (autogoverno) e, ancora di più, quella del Comune di matrice medievale (entità territoriale giuridico-amministrativa), poiché le città moderne, soprattutto le grandi città, quasi sempre non coincidono affatto con un Comune, ma sono piuttosto costituite da un agglomerato di Comuni più o meno esteso e compatto (Bordone 2001). Come è stato messo in luce a questo riguardo: «Nel contesto della modernità occidentale, dominato dalla forma di potere legale-razionale, la città non dispone di uno status giuridicamente sancito» (Sebastiani, 2003, p. 37). Nei Paesi europei è raro trovare un unità amministrativa denominata città, poiché il livello di base del governo locale è generalmente il Comune. Talvolta questo agglomerato urbano, che chiamiamo città, tende di fatto a coprire un territorio simile a quello della provincia, come nel caso di Roma, o addirittura della regione, come nel caso di Parigi. Altre volte i Comuni sono vere e proprie città che spiccano all interno di regioni prevalentemente agricole, come nel caso della Svezia o di numerose aree montane. Altre volte ancora invece, nelle zone intensamente urbanizzate, come quelle della campagna urbanizzata del Veneto centrale, i confini amministrativi tra un Comune e l altro non vengono più percepiti in modo distinto nell esperienza quotidiana dei loro abitanti. Possiamo concludere che: «Non ogni Comune, insomma, è una città, non ogni città è un Comune» (Sebastiani, 2003, ivi). Per questa ragione i confini amministrativi, definiti in genere in epoche storiche molto precedenti, oggi non risultano essere più adeguati a definire l ambito di una città moderna, soprattutto di una città metropolitana tecnologicamente avanzata, in cui il sistema delle relazioni e delle interconnessioni a rete con il mondo globale viene profondamente trasformato, superando i vincoli della contiguità territoriale e mettendo al centro dell attenzione le funzioni, come per esempio quelle della mobilità e della logistica, che 2

3 consentono di governare i flussi di area vasta. Si parla in questo caso anche di città infinita (Perulli 2000; 2007b) o di città aperta, come agglomerato urbano di tipo policentrico, in grado di connettere i luoghi con le reti globali in senso relazionale e funzionale. Il continente europeo, per la sua storia millenaria, è caratterizzato dalla compresenza di una pluralità di modelli di città2 e dalla diffusione di città di medie dimensioni, con poche città metropolitane. Per questa ragione l Unione Europea, nella programmazione , ha scelto di puntare in modo ancora più deciso sullo sviluppo urbano e sulla metropolizzazione, coniugando così il potenziamento delle regioni metropolitane con le dimensioni dell economia della conoscenza e dello sviluppo sostenibile.3 2. Le funzioni metropolitane: le politiche europee per le città nella programmazione La strategia dell Unione Europea per lo sviluppo regionale nella programmazione introduce una serie di importanti novità rispetto alle edizioni precedenti, che possono essere riassunte nel concetto di politiche integrate per la metropolizzazione, ovvero di potenziamento delle Regioni metropolitane o City Regions, secondo un approccio integrato alle politiche di sviluppo territoriale (place based).4 Questo perché, come ricorda la Commissione europea (2011), circa il 68% della popolazione europea risiede in una regione metropolitana e, al tempo stesso, se da un 2 Vanno distinti, in questo senso, almeno quattro diversi modelli europei di città e di governo locale, correlati alla diversa dinamica con cui si è gradualmente affermato il dominio dello Stato nazionale su quello delle città: 1) il modello anglosassone: derivante dai privilegi concessi alle città dal sovrano (il self-government britannico ha in realtà i caratteri di un agenzia del governo centrale con competenze solo di tipo amministrativo); 2) il modello continentale: nelle città di produttori-artigiani, in cui domina la cultura delle gilde e corporazioni, l autogoverno è centrato sulle libertà economiche; 3) il modello anseatico: le città marittime sul Mar Baltico, dedite al commercio, si danno un organizzazione politico amministrativa comune a rete di città, pur restando in competizione sul mercato internazionale; 4) il modello mediterraneo, tipico dei Comuni italiani, spagnoli e greci, delle città-stato politicamente autonome e sovrane, in rottura con il dominio signorile legittimo. Cfr. R. Bordone (2001). 3 In questa prospettiva sono stati promossi i programmi di sviluppo per le Smart Cities, ovvero per le città intelligenti, in grado di coniugare l innovazione tecnologica con lo sviluppo del territorio. Cfr. 4 Sull approccio place based alle politiche europee di sviluppo si veda il Rapporto Barca, cfr. Barca (2009). 3

4 lato le regioni metropolitane generano il 67% del Pil dell Unione, dall altro queste sono anche le aree in cui si concentrano maggiormente i fenomeni della disoccupazione, segregazione e povertà. Da qui l esigenza di investire in senso strategico su uno sviluppo urbano integrato, che incida sull integrazione territoriale, agendo al tempo stesso su settori strategici come l istruzione, lo sviluppo urbano ed economico, l inclusione sociale, la tutela dell ambiente. La programmazione del Fesr destinerà pertanto almeno il 5% delle risorse, su base nazionale, ad azioni integrate per lo sviluppo urbano sostenibile, con particolare riguardo alle aree urbane-metropolitane o City Regions. In questa prospettiva la Commissione europea istituirà e co-finanzierà una piattaforma per lo sviluppo urbano, definita in accordo con gli Stati membri e costituita da 300 città, individuate tra gli «agglomerati» con più di abitanti, con un massimo di 20 città per ciascuno Stato membro. Si tratta di un finanziamento complessivo di circa 1 miliardo di euro per ogni City Region nell arco del settennio. Obiettivo di questa strategia «non è tanto quello di costituire uno strumento di finanziamento, bensì un meccanismo per rendere più visibile il contributo delle città alla strategia Europa 2020 per la crescita intelligente». Il Fesr, in particolare, può sostenere azioni innovative nel campo dello sviluppo sostenibile, attraverso progetti-pilota urbani e relativi studi che promuovano l approccio dell Investimento Territoriale Integrato (ITI) nelle aree urbane. La Commissione sottolinea in tal senso, in particolare, i settori delle strategie a bassa produzione di anidride carbonica, del miglioramento dell ambiente urbano, del sostegno della mobilità urbana sostenibile e dell inclusione sociale. Il principale cambiamento introdotto, rispetto alla programmazione , è costituito dall approccio integrato alle politiche di sviluppo urbano, offrendo alle regioni metropolitane l opportunità di progettare e attuare strategie integrate, anche grazie alla possibilità di combinare adeguatamente le azioni finanziate dai diversi Fondi per lo sviluppo regionale (Fesr, Fse, Fondo di coesione, Fas), con una gamma di interventi che potranno spaziare dal livello di quartiere o distretto a quello delle aree urbane funzionali, senza dover passare dall intermediazione regionale. 4

5 Ma la novità forse ancor più significativa è data dal concetto stesso di Area metropolitana (Metro Region o City Region) proposto dai documenti della Commissione. Il concetto di Area metropolitana o Metro Region (DG Regio, 2012), infatti, non può essere adeguatamente tradotto in italiano come Città metropolitana senza incorrere in equivoci e confusioni concettuali anche fortemente distorcenti. Mentre il concetto di Area metropolitana fa riferimento alla dimensione funzionale di fatto e a confini definiti convenzionalmente su base statistica, il concetto di Città metropolitana fa riferimento invece alla dimensione politico-amministrativa di diritto e quindi ai confini fissati in genere per legge, che però, come si è detto, in molti casi non corrispondono allo spazio urbano che fa riferimento alla città reale. Ciò che invece le nuove politiche europee per lo sviluppo urbano intendono promuovere e incentivare è, in primo luogo, il processo di metropolizzazione, ovvero di costituzione e consolidamento delle aree metropolitane, come addensamento di funzioni e di servizi in grado di costituirsi come nodo di una rete europea e globale, per dare visibilità a quelle aree metropolitane latenti che ancora non hanno ottenuto un riconoscimento politicoamministrativo. Per questa ragione si può sostenere che se fino a questo momento le politiche di sviluppo regionale e i relativi processi di europeizzazione hanno privilegiato la dimensione regionale e della regionalizzazione (Caciagli 2003), dal 2014 la nuova programmazione tenderà a privilegiare piuttosto la dimensione dell area metropolitana e della metropolizzazione, ritenendo che il motore dello sviluppo in un economia della conoscenza vada individuato, appunto, nelle aree metropolitane (city regions), piuttosto che nelle regioni genericamente intese. Questo vuol dire che, continuando quanto già introdotto con la programmazione e il venir meno delle zonizzazioni,5 da questo momento la politica di coesione europea tenderà di fatto a trasformarsi da una politica redistributiva, tesa a sostenere in prima istanza le regioni in ritardo di sviluppo, a una politica di sviluppo strategico, volta a potenziare le eccellenze, senza dimenticare la dimensione dell inclusione sociale. In 5 Com è noto, la programmazione ha introdotto un importante cambiamento di metodo, eliminando il criterio della zonizzazione per aree obiettivo e individuando tre obiettivi strategici: convergenza, competitività e occupazione, cooperazione interregionale. 5

6 questa stessa prospettiva, i piccoli Comuni sono chiamati, ora più che mai, ad attivare strategie di associazionismo intercomunale, su basi funzionali, per poter entrare in rete con le aree metropolitane più dinamiche e meglio servite6 in una logica di complementarietà tra territori deboli e territori trainanti. Precisati questi elementi, ci concentreremo ora su quanto sta accadendo a questo riguardo in Italia e in Veneto. 3. La Città metropolitana in Italia: tra regolazione politica e regolamentazione amministrativa In Italia la questione metropolitana, seppure frequentemente dibattuta sul piano politicoistituzionale, non è finora mai giunta a compimento con una riforma adeguata. Anche la recente riforma avviata con la L. 135/2012, che istituisce le Città metropolitane in relazione al riordino territoriale delle Province come enti locali di secondo livello, è stata di fatto bloccata con la caduta del Governo Monti, rimandando la sua attuazione al nuovo Governo nel In questa sede ci occuperemo pertanto di descrivere quanto previsto dalla recente normativa, con particolare riferimento al caso del Veneto, per fornire alcuni spunti di riflessione per il dibattito. La stessa normativa istituisce dieci Città metropolitane: Torino, Genova, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Reggio Calabria, il cui territorio coincide di diritto con quello della rispettiva Provincia, che viene contestualmente soppressa, fermo restando da un lato il potere dei Comuni interessati di deliberare, con atto del Consiglio, l'adesione alla Città metropolitana o, in alternativa, a una Provincia limitrofa e, dall altro, il potere delle Regioni di esprimere un parere in merito. Va segnalato tuttavia che la politica governativa è stata ispirata da una logica top-down e non ha lasciato spazio e tempo adeguati per un dibattito democratico che potesse giungere ad una proposta largamente 6 Sul tema dell associazionismo intercomunale, con particolare riferimento al caso del Veneto, mi permetto di rimandare a Messina (2009; 2011). 6

7 condivisa. La normativa istituisce la Conferenza metropolitana, della quale fanno parte i sindaci dei Comuni del territorio nonché il presidente della Provincia, con il compito di elaborare e deliberare lo statuto della Città metropolitana. La deliberazione dello statuto è adottata a maggioranza dei due terzi dei componenti della Conferenza e, comunque, con il voto favorevole del sindaco del comune capoluogo e del presidente della provincia. Lo statuto della Città metropolitana può prevedere, su proposta del comune capoluogo, un articolazione del territorio metropolitano in più comuni.7 Organi della Città metropolitana sono il Consiglio e il Sindaco metropolitano, costituiti da rappresentanti nominati fra i consiglieri e gli amministratori comunali. Alla Città metropolitana spettano, oltre alle funzioni fondamentali delle Province riformate dalla medesima normativa, le seguenti funzioni: pianificazione territoriale generale e delle reti infrastrutturali; strutturazione di sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici, nonché organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito metropolitano; mobilità e viabilità; promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale. La tabella 1 consente di analizzare in chiave comparata alcuni indicatori dimensionali e di sviluppo. Da una prima analisi dei dati, appare evidente che siamo in presenza di una marcata disparità in termini di dimensioni demografiche tra i casi, per esempio, di Roma e Milano-Monza da un lato, e di Venezia e Reggio Calabria dall altro, ma lo stesso si può dire per tutte le variabili considerate nella tab. 1. Tab. 1 - Le Città metropolitane in Italia (L.135/2012) 7 In tale caso sulla proposta complessiva di statuto, previa acquisizione del parere della Regione da esprimere entro novanta giorni, è indetto un referendum tra tutti i cittadini della Città metropolitana da effettuare entro centottanta giorni dalla sua approvazione. 7

8 Città Abitanti Densità Lavoro Ricchezza Risparmi Reati Verde metropolitana al 1/1/11 abitativa disoccupati urbano Roma , Milano-Monza , Napoli , Torino , Firenze-Prato , Pistoia Bari , Bologna , Genova , Venezia , Reggio , Calabria Fonte: Anci, 2012 Un secondo elemento che però spicca dalla comparazione è costituito dalla presenza di realtà metropolitane policentriche come Firenze-Prato-Pistoia o Milano-Monza, proposte e sostenute in questa versione dalle rispettive Regioni Toscana e Lombardia per dare visibilità e spessore all area metropolitana che caratterizza il loro territorio e che non coincide con le Province delle città capoluogo. La stessa cosa non è accaduta invece nel caso di Venezia, perché la Regione Veneto non ha inteso presidiare questo aspetto, decidendo di fatto di non decidere e di rimandare al governo centrale. Una posizione certamente poco comprensibile per una Regione che nel nuovo Statuto (L.r. statutaria 17 aprile 2012, n. 1) dedica un intero articolo (art. 14) alle funzioni metropolitane (e non alla Città metropolitana di Venezia): La Regione promuove l integrazione socio-economica delle funzioni metropolitane del territorio regionale e ne favorisce il governo strategico in stretta collaborazione con le autonomie locali, attuando forme specifiche di coordinamento, anche interregionale, per lo sviluppo del sistema dei 8

9 servizi e delle infrastrutture di rango metropolitano, con particolare riferimento a reti della mobilità, piattaforme portuali e aeroportuali, logistica, ricerca e università, poli fieristici, poli sanitari di interesse regionale, istituzioni culturali di interesse regionale. È opportuno, a questo punto, focalizzare l attenzione sul caso del Veneto e della Città metropolitana di Venezia. 4. Città o area metropolitana? Il caso del Veneto policentrico Quello del Veneto si presenta come un caso di estremo interesse perché segnato da un marcato policentrismo dell area metropolitana del Veneto centrale e dalla sostanziale sfasatura di questa rispetto al territorio attribuito di diritto alla Città metropolitana di Venezia. Ci troviamo cioè in presenza di un caso esemplare in cui l Area metropolitana di fatto non coincide per nulla con la Città metropolitana di diritto, costruita a partire dal territorio della provincia di Venezia. Gli studi sull area metropolitana del Veneto centrale, nota anche come città diffusa (Indovina, 1990; 1999) o arcipelago metropolitano (Indovina 2005; 2009), sono ampiamente noti e richiamati anche dai documenti di programmazione per lo sviluppo territoriale regionale, come il Piano Territoriale Regionale di Coordinamento (Ptrc) del 1992 rinnovato nel 2007 (Documento preliminare Dgr. 2587/2007), che individua due principali sistemi metropolitani: uno veronese a struttura monocentrica, l altro nell area del Veneto centrale a struttura policentrica (fig. 1), a cui si collega l area della Pedemontana ad aggregazione dispersa, che presenta relazioni di tipo metropolitano. Fig. 1 Sistema insediativo dell area centrale veneta individuato nel PTRC (1992) In evidenza il sistema metropolitano del centro Veneto 9

10 Fonte: Regione Veneto, PTRC (1992) L area del Veneto centrale compresa tra le province di Venezia, Padova, Treviso e Vicenza ha infatti tutte le caratteristiche proprie di un area ad alta densità metropolitana, ovvero di un territorio legato a una o più città centrali da rapporti di «interdipendenza funzionale» e di «elevata integrazione economica e sociale», che tuttavia presenta una forte frammentazione dal punto di vista politico-amministrativo, essendo suddivisa in quattro Province e oltre 200 Comuni, con evidenti difficoltà di governo dell area vasta. L integrazione politica di quest area metropolitana di fatto, che per dimensioni demografiche (2,6 milioni di abitanti) supererebbe il caso della città metropolitana di Torino (tab. 1 infra), potrebbe costituire senz altro un importante occasione per migliorare la qualità dei servizi per le persone e per le imprese che operano sul territorio e, più in generale, per la qualità della vita dei suoi abitanti, come è stato messo bene in luce dal Rapporto Ocse (2010). Ma, soprattutto, potrebbe rispondere in modo adeguato a quanto richiesto dalle politiche dell Unione Europea per le City Regions nei prossimi anni. La fig. 2, costruita sulla base dei flussi pendolari, mostra la rilevanza delle relazioni intercomunali che collegano in modo sistematico l area di Padova-Venezia-Treviso e la sostanziale distanza da queste dinamiche di aree della stessa provincia di Venezia, come la Venezia orientale di San Donà di Piave e 10

11 Portogruaro e l area meridionale di Chioggia, Cavarzere e Cona. Fig. 2 Regione Veneto. Relazioni intercomunali con più di 200 spostamenti giornalieri (2001) Fonte: Elaborazione Regione Veneto Direzione sistema statistico regionale e Trastec scpa, 2007 La sfasatura è ancora più visibile se confrontata con la fig. 3, che presenta l assetto istituzionale che il territorio regionale verrebbe ad assumere a compimento della riforma di riordino territoriale delle Province. Fig. 3 Regione Veneto. Il riordino territoriale delle Province e la Città metropolitana di Venezia 11

12 Fonte: Va ricordato, tuttavia, che questo assetto non è ancora quello definitivo, ma è il risultato (provvisorio) di una serie di proposte che si sono susseguite, occupando i giornali quotidiani tra settembre e dicembre 2012, il quale ha visto le posizioni più disparate: chi, in nome della difesa di una non meglio definita identità locale, si opponeva alla riforma di accorpamento per difendere in realtà rendite di posizioni organizzative legate al vecchio assetto istituzionale e ai relativi collegi elettorali, e chi vedeva invece in questa riforma un opportunità da cogliere per un rilancio del governo del territorio. Dopo una prima ipotesi minima di accorpamento delle Province di Padova con Rovigo e di Treviso con Belluno, meramente aritmetica, scartata per l opposizione dal basso di molti Comuni interessati, di fronte all evidente difficoltà della Regione Veneto di pronunciarsi in merito, i giochi sono stati riaperti quando il Comune di Padova e alcuni comuni della sua cintura urbana e dell area termale Euganea hanno espresso la volontà di passare alla Città metropolitana di Venezia. La crisi del Governo Monti nel dicembre 2012 ha sostanzialmente congelato ogni cosa, rimandando il problema alla primavera del Il dibattito sarà destinato quindi a riprendere presto e con maggior vigore. 12

13 5. Quale architettura istituzionale per il governo metropolitano? Il riordino territoriale avviato dal Governo Monti in nome della spending review costituisce una delle più importanti riforme istituzionali per la governance del nostro Paese che, tuttavia, meriterebbe di essere valutata non solo in relazione alla riduzione della spesa pubblica, ma soprattutto in relazione all innovazione istituzionale e al rilancio dello sviluppo di territori che si sono negli anni profondamente trasformati. Restano da sciogliere in questo senso ancora alcuni nodi cruciali, in primo luogo: quale sarà la ripartizione di funzioni fra Regione, Province e Città metropolitana per consentire un efficace governo di area vasta? Rispondere a questa domanda consentirebbe di ridisegnare in modo coerente l architettura istituzionale nella prospettiva di una governance europea multilivello, non solo del Veneto. Facendo riferimento infatti alle politiche europee per le City Regions previste dalla prossima programmazione , nel caso del Veneto l ipotesi più coerente con gli obiettivi della metropolizzazione sarebbe quella che porta a dare finalmente visibilità e rilevanza istituzionale all area metropolitana del Veneto centrale, a partire in primis dalle città di Padova, Venezia e Treviso, dotandola di una adeguata forma di governo metropolitano, con un organica ripartizione di funzioni fra i diversi livelli istituzionali. Non avrebbe alcun senso, infatti, far coincidere la Città metropolitana con l attuale Provincia di Venezia, come tende a prefigurare la normativa, e tanto meno ridurla ai comuni limitrofi al Comune di Venezia, che non costituiscono in alcun modo una Città metropolitana. D altro canto, la costituzione della Città metropolitana in questi termini metterebbe in risalto le specificità delle altre aree regionali come quella montana, del Basso Veneto e del quadrante veronese, del cui sviluppo la Città metropolitana si proporrebbe come elemento propulsivo, facendo da catalizzatore e da raccordo delle relazioni con i flussi globali. Si tratta di un occasione storica per riconoscere l area metropolitana che esiste di fatto, come testimoniano i flussi di persone, imprese, merci, capitali, informazioni che la 13

14 attraversano oltre i suoi stessi confini, per delineare uno scenario istituzionale che possa creare le condizioni per rilanciare lo sviluppo del territorio. Un area di 2,6 milioni di abitanti, del tutto simile alle aree metropolitane di Toronto e Barcellona, che produce un Pil di circa 120 miliardi di dollari annui, come Londra e Stoccolma, ma che necessita di un progetto politico condiviso di governo di area vasta che sia in grado di traghettare il Veneto manifatturiero nell era dell economia globale e del terziario avanzato. A sostegno di questa ipotesi vanno segnalati anche altri casi regionali, come quello toscano di Firenze-Prato-Pistoia (Morandi, Bai, Screpanti, 2012), in cui è strategicamente opportuno dare forma a reti policentriche di città valorizzando i territori produttivi che gravitano sulla città capoluogo. Allo stato attuale del dibattito, per l ipotesi della PaTreVe, di cui si discute peraltro da oltre vent anni, le maggiori difficoltà, paradossalmente, non vengono da Roma, ma dalla Regione che difende le Province e vede con diffidenza e preoccupazione la nascita della Città metropolitana, anche perché, dettaglio non secondario, non sono stati ancora opportunamente chiariti i criteri di ripartizione delle funzioni tra Città metropolitana e Regione. La domanda di fondo rimane aperta, soprattutto alla luce delle nuove politiche europee di coesione : come è destinata a cambiare la relazione tra Unione Europea, Regioni e Città metropolitane? E soprattutto, nella prospettiva del potenziamento dei processi di metropolizzazione di cui abbiamo detto, che senso ha parlare ancora in Italia di regioni con le dimensioni di quelle attuali? Forse avrebbe più senso parlare di macroregioni, ridisegnando anche le geografie politiche delle regioni stesse in senso funzionale?8 Si tratta di nodi cruciali che dovranno essere sciolti al più presto dal prossimo governo, indipendentemente dal suo colore politico, a cui sono chiamati a partecipare attivamente anche i territori interessati. Ma al tempo stesso, proprio questi elementi di cambiamento del quadro istituzionale e delle dinamiche di sviluppo locale risultano essere oggi di cruciale importanza poiché sono destinati a modificare in modo irreversibile il modo di 8 Si veda in tal senso quanto già proposto, per esempio, dalla Fondazione Agnelli (Pacini 1996). 14

15 regolazione dello sviluppo locale di una regione come il Veneto, che ha privilegiato finora l autoregolazione comunitaria delle reti informali, tipica dei distretti produttivi locali, lasciando ai margini l azione di regolazione politica svolta dai governi locali (Messina, 2012): un modo di regolazione oggi sempre meno sostenibile nel nuovo scenario globale. Riferimenti bibliografici: Barca F. (2009), Un agenda per la riforma della politica di coesione. Una politica di sviluppo rivolta ai luoghi per rispondere alle sfide e alle aspettative dell Unione Europea, DpS, Ministero dell Economia e delle Finanze, Roma, Bassetti P. (2007), Le città glocali, in P. Messina e M. Salvato (a cura di), Dalla città alle reti urbane. Politiche per la progettazione di aree vaste a confronto, Padova, Cleup, pp Bonet M. (2012), Padova si unirà a Treviso, Belluno verso la deroga, in «Il Corriere del Veneto», 13 ottobre. Bordone R. (2001), La città comunale, in P. Rossi (a cura di), Modelli di città, Torino, Comunità. Caciagli M. (2003), L Europa delle Regioni, Bologna, il Mulino. Commissione europea (1998), Quadro d azione per uno sviluppo urbano sostenibile nell Unione Europea, COM (1998) 605 finale, 28 ottobre. Commissione europea (2011), Sviluppo Urbano Sostenibile Integrato Proposte legislative per la politica di coesione , Bruxelles. Diamanti I., Riccamboni G. (1992), La parabola del voto bianco. Elezioni e società in Veneto ( ), Vicenza, Neri Pozza. Fantin M., Fregolent L., Ranzato L. (2012), La città continua del Veneto centrale, in M. 15

16 Fantin, M. Morandi, M. Piazzini, L. Ranzato (a cura di), La città fuori dalla città, INU Edizioni, Roma, pp Fregolent L. (2005), Governare la dispersione, Milano, F. Angeli. Helander E. (2012), The Urban Audit. An Introduction and the first results, European Commission, Bruxelles. Indovina F. (1990), (a cura di), La città diffusa, Daest, IUAV, Venezia. Indovina F. (1999), La città diffusa: cos è e come si governa, in F. Indovina (a cura di), Territorio. Innovazione. Economia. Pianificazione. Politiche, Daest, IUAV, Venezia. Indovina F. (2003), La metropolizzazione del territorio. Nuove gerarchie territoriali, in «Economia e Società regionale», n. 3-4, pp Indovina F. (2005), La nuova dimensione urbana. L arcipelago metropolitano, in M. Marcelloni (a cura di), Questioni della città contemporanea, Milano, F. Angeli. Indovina F. (2009), Dalla città diffusa all arcipelago metropolitano, Milano, F. Angeli. Kantor P. (2010), The Coherence of Disorder: A Realist Approach to the Politics of City Regions, «Polity», 42, 4, pp Messina P. (2001) Regolazione politica dello sviluppo locale. Veneto ed Emilia Romagna a confronto, Torino, Utet. Messina P. (2009) (a cura di), L associazionismo intercomunale. Politiche e interventi delle Regioni italiane: il caso del Veneto, Padova, Cleup. Messina P. (2011), Policies for strategic territorial development. Inter-municipality association as a form of network governance: the Italian experience, in «Eastern Journal of European Studies», 2, 1, June, pp Messina P. (2012), Modi di regolazione dello sviluppo locale. Una comparazione per contesti di Veneto ed Emilia Romagna, Padova, Padova University Press. Messina P., Salvato M. (2007), (a cura di), Dalla città alle reti urbane. Politiche per la progettazione di aree vaste a confronto, Padova, Cleup. Morandi M., Bai F., Screpanti D. (2012), La città diffusa nella piana Firenze-Prato- 16

17 Pistoia, in M. Fantin, M. Morandi, M. Piazzini, L. Ranzato (a cura di), La città fuori dalla città, INU Edizioni, Roma, pp Ocse (2010), A territorial review of Venice, Rapporto sulla città metropolitana di Venezia- Padova-Treviso, in Pacini M. (1996), (a cura di), Un federalismo dei valori. Percorso e conclusioni di un programma della Fondazione Giovanni Agnelli ( ), Torino, Fondazione Giovanni Agnelli. Perulli P. (2000), La città delle reti. Forme di governo nel postfordismo, Torino, Bollati Boringhieri. Perulli P. (2007a), Verso una città delle reti?, in P. Messina e M. Salvato (a cura di), Dalla città alle reti urbane. Politiche per la progettazione di aree vaste a confronto, Padova, Cleup, pp Perulli P. (2007b), La città, Milano, Bruno Mondadori. Regione del Veneto (2007), Documento preliminare del PTRC, Dgr del 7 agosto 2007, Venezia. Sebastiani C. (2003), Dal sistema degli Stati all Europa delle città, in P. Messina (a cura di), Sistemi locali e spazio europeo, Roma, Carocci, pp Sebastiani C. (2007), La politica delle città, Bologna, il Mulino. [*] Chi è Patrizia Messina: Professore associato di Scienza politica dell Università di Padova, presso il Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi internazionali, dove insegna Governo Locale e Politiche europee per lo sviluppo locale, Patrizia Messina è inoltre presidente del Corso di laurea magistrale di Studi europei e direttore del Master in Governo delle reti dello sviluppo locale. È delegata del Rettore ai rapporti con gli Enti territoriali di sviluppo. Patrizia Messina è anche coordinatrice di diversi progetti europei e nazionali presso il 17

18 Centro di ricerca Giorgio Lago dell Università di Padova, in partenariato con la Regione del Veneto. 18

Manifesto delle Città Metropolitane italiane

Manifesto delle Città Metropolitane italiane Manifesto delle Città Metropolitane italiane Le aree metropolitane sono il motore delle economie nazionali e hanno un ruolo sempre più rilevante negli scenari economici, sociali e istituzionali globali.

Dettagli

FEDERAZIONE DEI COMUNI DEL CAMPOSAMPIERESE

FEDERAZIONE DEI COMUNI DEL CAMPOSAMPIERESE FEDERAZIONE DEI COMUNI DEL CAMPOSAMPIERESE UFFICIO DI PIANO arch. FLAVIO CARIALI Abitanti 100.000 Tasso di crescita (10 anni) 23% Popolazione straniera 13% Superficie 226 Kmq 441 abitanti per Kmq 11 COMUNI

Dettagli

Dalle Province alle Città metropolitane. Firenze 22 ottobre 2013

Dalle Province alle Città metropolitane. Firenze 22 ottobre 2013 Dalle Province alle Città metropolitane Firenze 22 ottobre 2013 1 Il caos del Disegno di legge del Governo: una legge in attesa di Il Disegno di Legge sulle Città metropolitane riscrive le leggi su queste

Dettagli

CONOSCERE LE CITTA METROPOLITANE: QUALI DATI, QUALI ANALISI. Firenze, 07 maggio 2015

CONOSCERE LE CITTA METROPOLITANE: QUALI DATI, QUALI ANALISI. Firenze, 07 maggio 2015 CONOSCERE LE CITTA METROPOLITANE: QUALI DATI, QUALI ANALISI Firenze, 07 maggio 2015 1 Le 14 città metropolitane italiane. Un primo sguardo Le città metropolitane coprono il 17% del territorio italiano

Dettagli

1. Oggetto e struttura del disegno di legge

1. Oggetto e struttura del disegno di legge Delega al Governo per l attuazione dell articolo 117, secondo comma, lettera p) della Costituzione, per l istituzione delle Città metropolitane e per l ordinamento di Roma Capitale della Repubblica. Disposizioni

Dettagli

LA PROGRAMMAZIONE COMUNITARIA 2014 2020 OPPORTUNITA E SFIDE PER ROMA CAPITALE ESPERIENZE FATTE E PROSPETTIVE APERTE ROMA 14 LUGLIO 2015

LA PROGRAMMAZIONE COMUNITARIA 2014 2020 OPPORTUNITA E SFIDE PER ROMA CAPITALE ESPERIENZE FATTE E PROSPETTIVE APERTE ROMA 14 LUGLIO 2015 LA PROGRAMMAZIONE COMUNITARIA 2014 2020 OPPORTUNITA E SFIDE PER ROMA CAPITALE ESPERIENZE FATTE E PROSPETTIVE APERTE ROMA 14 LUGLIO 2015 Le opportunità: due grandi filoni diversi ma complementari I programmi

Dettagli

Città metropolitane e PON Metro

Città metropolitane e PON Metro Città metropolitane e PON Metro Corso di Pubblica Amministrazione e Sviluppo Locale Massimo La Nave 1 L area delle operazioni del PON Il pilastro del PON Metro è l identificazione dei Comuni capoluogo

Dettagli

Sostenere i disabili e le loro famiglie nella costruzione di prospettive di vita autonoma (dopo di noi)

Sostenere i disabili e le loro famiglie nella costruzione di prospettive di vita autonoma (dopo di noi) Sostenere i Il problema I temi che si definiscono dopo di noi legati alle potenzialità e autonoma dei disabili - hanno un impatto sociale estremamente rilevante. In primo luogo va sottolineato che, per

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA. L anno 2008, il giorno 1 del mese di marzo presso il Comune di Trebisacce (CS) TRA PREMESSO CHE

PROTOCOLLO D INTESA. L anno 2008, il giorno 1 del mese di marzo presso il Comune di Trebisacce (CS) TRA PREMESSO CHE PROVINCIA PROVINCIA PROVINCIA PROVINCIA DI COSENZA DI LECCE DI MATERA DI TARANTO PROTOCOLLO D INTESA PER LA COSTITUZIONE DEL TAVOLO DI CONSULTAZIONE PERMANENTE TRA LE PROVINCE DEL GOLFO DI TARANTO (COSENZA,

Dettagli

POLITICA DI COESIONE 2014-2020

POLITICA DI COESIONE 2014-2020 SVILUPPO URBANO SOSTENIBILE INTEGRATO POLITICA DI COESIONE 2014-2020 A dicembre 2013, il Consiglio dell Unione europea ha formalmente adottato le nuove normative e le leggi che regolano il ciclo successivo

Dettagli

Seminario di presentazione del Rapporto Giorgio Rota su Napoli: Ci vuole una terra per vedere il mare

Seminario di presentazione del Rapporto Giorgio Rota su Napoli: Ci vuole una terra per vedere il mare con il sostegno della Seminario di presentazione del Rapporto Giorgio Rota su Napoli: Ci vuole una terra per vedere il mare Spunti di riflessione su società, economia e progetti dell area metropolitana

Dettagli

IL PARTITO DEVE ESSERE UN LUOGO

IL PARTITO DEVE ESSERE UN LUOGO La vittoria della coalizione del centrosinistra alle elezioni Comunali di Milano di quest anno ha aperto uno scenario inedito che deve essere affrontato con lungimiranza e visione per riuscire a trovare

Dettagli

La perimetrazione delle Città metropolitane secondo parametri statistici

La perimetrazione delle Città metropolitane secondo parametri statistici La perimetrazione delle Città metropolitane secondo parametri statistici Perimetrazione di un area metropolitana Individuare le amministrazioni comunali che fanno parte dell area metropolitana Comma 6

Dettagli

METROPOLITANA. Daniela Gasparini 24 settembre 2013. AREA Metropolitana MILANESE: UNA CITTA DI CITTA

METROPOLITANA. Daniela Gasparini 24 settembre 2013. AREA Metropolitana MILANESE: UNA CITTA DI CITTA 1 MILANO CITTA METROPOLITANA Daniela Gasparini 24 settembre 2013 AREA Metropolitana MILANESE: UNA CITTA DI CITTA MILANO: VEDUTA NOTTURNA DALLE PREALPI LOMBARDE (D. Necchi) 2 2 DAL SATELLITE... Nel 1970

Dettagli

materiali prodotti attraverso convegni e seminari, sono confluiti in testi a stampa a larga fusione dif. Tra questi:

materiali prodotti attraverso convegni e seminari, sono confluiti in testi a stampa a larga fusione dif. Tra questi: le pubblicazioni Nel corso degli anni alcuni dei materiali di ricerca prodotti dalla Rur, come anche i materiali prodotti attraverso convegni e seminari, sono confluiti in testi a stampa a larga fusione

Dettagli

Aziende di promozione turistica dovevano individuare gli ambiti territoriali turisticamente rilevanti.

Aziende di promozione turistica dovevano individuare gli ambiti territoriali turisticamente rilevanti. Promozione, informazione e accoglienza turistica = compiti amministrativi in materie in cui per le Regioni speciali la competenza legislativa è primaria o esclusiva e per le Regioni ordinarie è ora di

Dettagli

ROMA AL 2015: UNA STRUTTURA METROPOLITANA POLICENTRICA Francesca Rossi

ROMA AL 2015: UNA STRUTTURA METROPOLITANA POLICENTRICA Francesca Rossi ROMA AL 2015: UNA STRUTTURA METROPOLITANA POLICENTRICA Francesca Rossi Credo che intervenire per ultima, anche solo per l ordine alfabetico, in questa giornata di riflessione sul futuro della città di

Dettagli

RAPPORTO 2014 LA FINANZA TERRITORIALE IN ITALIA

RAPPORTO 2014 LA FINANZA TERRITORIALE IN ITALIA RAPPORTO 2014 LA FINANZA TERRITORIALE IN ITALIA Il finanziamento degli investimenti degli Enti locali e territoriali: gli strumenti ed il loro utilizzo Alessandro Panaro Milano, 23 gennaio 2015 Le fonti

Dettagli

SINTESI DDL CITTA METROPOLITANE, PROVINCE, UNIONI COMUNI SENATO

SINTESI DDL CITTA METROPOLITANE, PROVINCE, UNIONI COMUNI SENATO SINTESI DDL CITTA METROPOLITANE, PROVINCE, UNIONI COMUNI SENATO Il disegno di legge 1212 Disposizioni sulle Città metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni approvato dal Senato ha

Dettagli

BOZZA DISCORSO PRESIDENTE MARINI PER FORUM COESIONE: GOVERNANCE MULTILIVELLO DEI FONDI DEL QUADRO STRATEGICO COMUNE

BOZZA DISCORSO PRESIDENTE MARINI PER FORUM COESIONE: GOVERNANCE MULTILIVELLO DEI FONDI DEL QUADRO STRATEGICO COMUNE BOZZA DISCORSO PRESIDENTE MARINI PER FORUM COESIONE: GOVERNANCE MULTILIVELLO DEI FONDI DEL QUADRO STRATEGICO COMUNE Molti obbiettivi non possono essere conseguiti con un azione individuale: la loro realizzazione

Dettagli

INTERVENTO del SOTTOSEGRETARIO ON. GIANCLAUDIO BRESSA MILANO 1 DICEMBRE 2014

INTERVENTO del SOTTOSEGRETARIO ON. GIANCLAUDIO BRESSA MILANO 1 DICEMBRE 2014 Stakeholder conference on the EU Strategy for the Alpine Region INTERVENTO del SOTTOSEGRETARIO ON. GIANCLAUDIO BRESSA MILANO 1 DICEMBRE 2014 Signora Commissaria Cretu, Signori Ministri, Signori Presidenti,

Dettagli

FONDI STRUTTURALI EUROPEI 2014-2020. Segreteria Nazionale CISL Scuola

FONDI STRUTTURALI EUROPEI 2014-2020. Segreteria Nazionale CISL Scuola FONDI STRUTTURALI EUROPEI 2014-2020 1 Legenda FSE = Fondo Sociale Europeo FESR = Fondo Europeo Sviluppo Regionale PAC = Piano Azione di Coesione FEARS = Sviluppo rurale FEAMP = Affari marittimi e pesca

Dettagli

Aspetti economici e strutturali del sistema produttivo veneto in relazione agli assi di trasporto europei

Aspetti economici e strutturali del sistema produttivo veneto in relazione agli assi di trasporto europei Il nuovo Piano nazionale della logistica 2011-2020: effetti sul territorio veneto Aspetti economici e strutturali del sistema produttivo veneto in relazione agli assi di trasporto europei Gian Angelo Bellati

Dettagli

NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA

NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA Premessa Nel marzo 2007 è stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni

Dettagli

PATTO DI INDIRIZZO PER LE SMART CITY

PATTO DI INDIRIZZO PER LE SMART CITY PATTO DI INDIRIZZO PER LE SMART CITY PREMESSO CHE: Il Panel Inter-Governativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC) ha confermato che il cambiamento climatico é una realtà e la cui causa principale é l utilizzo

Dettagli

NEWSLETTER DICEMBRE 2009. La valutazione del POR Competitività, 2007-2013. Il Piano di Valutazione del POR Competititivà

NEWSLETTER DICEMBRE 2009. La valutazione del POR Competitività, 2007-2013. Il Piano di Valutazione del POR Competititivà NEWSLETTER DICEMBRE 2009 IN QUESTO NUMERO... si parla di: EDITORIALE 01 La valutazione nel periodo di programmazione Fondi Strutturali 2007-2013 02 La valutazione del POR Competitività, 2007-2013 03 Il

Dettagli

INTERVENTO DEL DR. SAMMARCO AL SEMINARIO DAL TITOLO: Orientamento ai risultati: costruire la cultura della misurazione

INTERVENTO DEL DR. SAMMARCO AL SEMINARIO DAL TITOLO: Orientamento ai risultati: costruire la cultura della misurazione INTERVENTO DEL DR. SAMMARCO AL SEMINARIO DAL TITOLO: Orientamento ai risultati: costruire la cultura della misurazione Forum P.A. - ROMA, 6 Maggio 2003 Vorrei utilizzare questo tempo a mia disposizione

Dettagli

Valentina Aprea Assessore all istruzione, formazione e cultura Assessore all occupazione e politiche del lavoro. Milano, 15 gennaio 2013

Valentina Aprea Assessore all istruzione, formazione e cultura Assessore all occupazione e politiche del lavoro. Milano, 15 gennaio 2013 Seminario "La qualità della scuola: che cosa fa il mondo, che cosa può fare l'italia" Valentina Aprea Assessore all istruzione, formazione e cultura Assessore all occupazione e politiche del lavoro Milano,

Dettagli

Presentazione. del Forum Assonime delle Imprese Regolate (F.A.I.R.)

Presentazione. del Forum Assonime delle Imprese Regolate (F.A.I.R.) Presentazione del Forum Assonime delle Imprese Regolate (F.A.I.R.) Roma, 18 luglio 2002 Il Forum delle imprese regolate, che oggi viene inaugurato, vuole essere un luogo permanente di consultazione e scambio

Dettagli

Meeting nazionale sulle Politiche giovanili

Meeting nazionale sulle Politiche giovanili Meeting nazionale sulle Politiche giovanili PATTO APERTO PER LA GIOVENTU Oltre la Strategia di Lisbona: la dimensione culturale nello sviluppo sostenibile Urbino 13-14-15-16 Luglio 2005 Investire nella

Dettagli

Il ministro dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Alfonso Pecoraro Scanio, intervenendo alla presentazione del III Rapporto APAT

Il ministro dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Alfonso Pecoraro Scanio, intervenendo alla presentazione del III Rapporto APAT Il ministro dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Alfonso Pecoraro Scanio, intervenendo alla presentazione del III Rapporto APAT sulla Qualità dell Ambiente Urbano edizione 2006, ha sottolineato

Dettagli

Il gruppo di lavoro Laura Bovone - Cattolica, facoltà di Scienze Politiche Roberto Conti già dirigente Fiat Marco Carcano Università di Parma Enrico

Il gruppo di lavoro Laura Bovone - Cattolica, facoltà di Scienze Politiche Roberto Conti già dirigente Fiat Marco Carcano Università di Parma Enrico Il gruppo di lavoro Laura Bovone - Cattolica, facoltà di Scienze Politiche Roberto Conti già dirigente Fiat Marco Carcano Università di Parma Enrico Ioli Architetto e già Consigliere Comunale ad Arese

Dettagli

POLITICA DI COESIONE 2014-2020

POLITICA DI COESIONE 2014-2020 SVILUPPO LOCALE DI TIPO PARTECIPATIVO POLITICA DI COESIONE 2014-2020 A ottobre 2011, la Commissione europea ha adottato alcune proposte legislative per la politica di coesione 2014-2020 La presente scheda

Dettagli

POLITICA DI COESIONE 2014-2020

POLITICA DI COESIONE 2014-2020 SVILUPPO LOCALE DI TIPO PARTECIPATIVO POLITICA DI COESIONE 2014-2020 A dicembre 2013, il Consiglio dell Unione europea ha formalmente adottato le nuove normative e le leggi che regolano il ciclo successivo

Dettagli

I Sistemi Locali del Lavoro della Provincia della Brianza. Istat - Ufficio Statistica e Studi Comune di Monza. Introduzione

I Sistemi Locali del Lavoro della Provincia della Brianza. Istat - Ufficio Statistica e Studi Comune di Monza. Introduzione I Sistemi Locali del Lavoro della Provincia della Brianza Istat - Ufficio Statistica e Studi Comune di Monza Introduzione L Istat ha diffuso le informazioni sui Sistemi Locali del Lavoro (*) individuati

Dettagli

gennaio 2010 ORIENTAMENTI PER UNA STRATEGIA DI SVILUPPO ECONOMICO DELLA PROVINCIA DI MACERATA

gennaio 2010 ORIENTAMENTI PER UNA STRATEGIA DI SVILUPPO ECONOMICO DELLA PROVINCIA DI MACERATA gennaio 2010 ORIENTAMENTI PER UNA STRATEGIA DI SVILUPPO ECONOMICO DELLA PROVINCIA DI MACERATA SCENARI STRATEGIE POLITICHE PROGETTI PER LA PROVINCIA DI MACERATA Questo studio fa parte di un itinerario di

Dettagli

IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO. Gli effetti di una profonda trasformazione

IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO. Gli effetti di una profonda trasformazione IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO Gli effetti di una profonda trasformazione 1 LA TRASFORMAZIONE DEL SISTEMA BANCARIO TENDENZE DI FONDO DELLO SCENARIO MACROECONOMICO LA RISPOSTA DELLE BANCHE Progresso tecnologico

Dettagli

ExpoTraining 2013-17 ottobre 2013 - Milano. Perché le aziende fanno fatica a trovare i talenti professionali di cui hanno bisogno?

ExpoTraining 2013-17 ottobre 2013 - Milano. Perché le aziende fanno fatica a trovare i talenti professionali di cui hanno bisogno? Lo sviluppo dei Talenti per la crescita. Un confronto tra aziende e istituzioni ExpoTraining 2013-17 ottobre 2013 - Milano L Italia cerca talenti. Sembra incredibile, ma in uno scenario di crisi del mercato

Dettagli

Elementi di progettazione europea Le diverse tipologie di finanziamento europeo e le loro caratteristiche

Elementi di progettazione europea Le diverse tipologie di finanziamento europeo e le loro caratteristiche Elementi di progettazione europea Le diverse tipologie di finanziamento europeo e le loro caratteristiche Antonella Buja Coordinatrice Progetto Europa - Europe Direct - Comune di Modena Le diverse tipologie

Dettagli

Obiettivo: potenziare lo sviluppo rurale e incentivare nuove attività e fonti di occupazione

Obiettivo: potenziare lo sviluppo rurale e incentivare nuove attività e fonti di occupazione L approccio Leader Acronimo dal francese Liaison Entre Actions de Développement de l E conomie Rurale (Collegamento fra azioni di sviluppo dell economia rurale) Strategia di sviluppo locale che sostiene

Dettagli

2012/27/UE INTEGRARE EFFICIENZA ENERGETICA E CRESCITA

2012/27/UE INTEGRARE EFFICIENZA ENERGETICA E CRESCITA Le proposte degli Amici della Terra Italia sul recepimento della Direttiva 2012/27/UE INTEGRARE EFFICIENZA ENERGETICA E CRESCITA Un nuovo obiettivo di riduzione dell intensità energetica per coniugare

Dettagli

15-16 Gennaio 2015 Si riunisce a Napoli il Commitment ROSE

15-16 Gennaio 2015 Si riunisce a Napoli il Commitment ROSE RASSEGNASTAMPA 15-16 Gennaio 2015 Si riunisce a Napoli il Commitment ROSE Distretto ad Alta Tecnologia per le Costruzioni Sostenibili Industria : è caccia alle idee Il Mattino Napoli - 13 gennaio 2015

Dettagli

LA METROPOLIZZAZIONE COME STRATEGIA DI SVILUPPO. NUOVE FORME DI GOVERNANCE E MODI DI REGOLAZIONE

LA METROPOLIZZAZIONE COME STRATEGIA DI SVILUPPO. NUOVE FORME DI GOVERNANCE E MODI DI REGOLAZIONE CONGRESSO NAZIONALE DELLA SISP Università di Perugia, 11-13 settembre 2014 SEZIONE tematica STUDI REGIONALI E POLITICHE LOCALI Standing Group SISP "Studi regionali e politiche locali" PANEL RIASSETTI ISTITUZIONALI

Dettagli

DECENTRAMENTO DELLE POLITICHE DEL LAVORO E SVILUPPO LOCALE L ESPERIENZA ITALIANA Note introduttive. Giovanni Principe General Director ISFOL

DECENTRAMENTO DELLE POLITICHE DEL LAVORO E SVILUPPO LOCALE L ESPERIENZA ITALIANA Note introduttive. Giovanni Principe General Director ISFOL DECENTRAMENTO DELLE POLITICHE DEL LAVORO E SVILUPPO LOCALE L ESPERIENZA ITALIANA Note introduttive Giovanni Principe General Director ISFOL DECENTRALISATION AND COORDINATION: THE TWIN CHALLENGES OF LABOUR

Dettagli

Agenda urbana dell Umbria Carlo Cipiciani

Agenda urbana dell Umbria Carlo Cipiciani Agenda urbana dell Umbria Carlo Cipiciani Regione Umbria Perché un Agenda urbana nella nuova programmazione 2014-2020 delle risorse europee Le città Motori della crescita e di poli di creatività e innovazione

Dettagli

Convegno. Aree industriali e politiche di piano. Tra deindustrializzazione e nuova industrializzazione sostenibile. Roma 30 gennaio 2014 ore 14,00

Convegno. Aree industriali e politiche di piano. Tra deindustrializzazione e nuova industrializzazione sostenibile. Roma 30 gennaio 2014 ore 14,00 Roma 30 gennaio 2014 ore 14,00 Università Roma Tre, Dipartimento di Architettura Via della Madonna dei Monti, 40 Convegno Aree industriali e politiche di Tra deindustrializzazione e nuova industrializzazione

Dettagli

Lavoro e previdenza in Agriturismo. Il ruolo dell INPS.

Lavoro e previdenza in Agriturismo. Il ruolo dell INPS. Lavoro e previdenza in Agriturismo. Il ruolo dell INPS. Per delineare il ruolo dell INPS nel sistema agrituristico è necessario fare una breve premessa generale sul ruolo dell INPS nel sistema Paese Italia.

Dettagli

e delle imprese di servizi 2014/2015 Laurea magistrale in Servizio sociale e politiche sociali Fondi e finanziamenti Tipologie di Fondi Fondi pubblici: derivano dall attuazione di obiettivi politici locali

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE DEGLI INTERVENTI DI COOPERAZIONE DECENTRATA ALLO SVILUPPO E SOLIDARIETÁ INTERNAZIONALE

PROGRAMMA TRIENNALE DEGLI INTERVENTI DI COOPERAZIONE DECENTRATA ALLO SVILUPPO E SOLIDARIETÁ INTERNAZIONALE CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO (SETTIMA LEGISLATURA) PROGRAMMA TRIENNALE DEGLI INTERVENTI DI COOPERAZIONE DECENTRATA ALLO SVILUPPO E SOLIDARIETÁ INTERNAZIONALE PERIODO 2004-2006 * Allegato alla deliberazione

Dettagli

Legge federale sulla politica regionale

Legge federale sulla politica regionale Legge federale sulla politica regionale Disegno del L Assemblea federale della Confederazione Svizzera, visto l articolo 103 della Costituzione federale 1 ; visto il messaggio del Consiglio federale del

Dettagli

Linee guida per un Patto Metropolitano Per una forte e condivisa politica contro gli inquinamenti

Linee guida per un Patto Metropolitano Per una forte e condivisa politica contro gli inquinamenti Provincia di Milano Linee guida per un Patto Metropolitano Per una forte e condivisa politica contro gli inquinamenti Giunta Provinciale 11 settembre 2006 Atti n. 187671/11.1/2006/9255 pag. 1 La Giunta

Dettagli

INFO FINAX S.p.A. Spunti di riflessione per il Convegno Banche e Sicurezza ABI

INFO FINAX S.p.A. Spunti di riflessione per il Convegno Banche e Sicurezza ABI INFO FINAX S.p.A. Spunti di riflessione per il Convegno Banche e Sicurezza ABI Giuseppe Ricciuti. Roma, 10 giugno 2010 Lo Scenario: La recente crisi economico finanziaria che ha colpito l Italia, ha prodotto

Dettagli

Il ruolo del Credito in Sardegna

Il ruolo del Credito in Sardegna Il ruolo del Credito in Sardegna Seminario del 16 luglio 2007 Vorrei circoscrivere il perimetro del mio intervento alle problematiche che coinvolgono il target di clientela di Artigiancassa. Noi infatti

Dettagli

MANIFATTURIERO LOMBARDO: RITORNO AL FUTURO

MANIFATTURIERO LOMBARDO: RITORNO AL FUTURO MANIFATTURIERO LOMBARDO: RITORNO AL FUTURO Intervento Roberto Albonetti direttore Attività Produttive Regione Lombardia Il mondo delle imprese ha subito negli ultimi anni un accelerazione impressionante:

Dettagli

HORIZON 2020 E ALTRI FONDI EUROPEI PER IL NON PROFIT E LE IMPRESE SOCIALI I Fondi Europei di Sviluppo Regionale e il Fondo Sociale Europeo

HORIZON 2020 E ALTRI FONDI EUROPEI PER IL NON PROFIT E LE IMPRESE SOCIALI I Fondi Europei di Sviluppo Regionale e il Fondo Sociale Europeo HORIZON 2020 E ALTRI FONDI EUROPEI PER IL NON PROFIT E LE IMPRESE SOCIALI I Fondi Europei di Sviluppo Regionale e il Fondo Sociale Europeo Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato

Dettagli

Ridurre i divari tra il Nord e il Sud del mondo

Ridurre i divari tra il Nord e il Sud del mondo Ridurre i divari Il problema Fino alla fine degli anni sessanta, la cooperazione allo sviluppo si identificava esclusivamente con la cooperazione economica o con l aiuto umanitario di emergenza. Questa

Dettagli

Esperienze e prospettive di cooperazione territoriale nell arco alpino

Esperienze e prospettive di cooperazione territoriale nell arco alpino Esperienze e prospettive di cooperazione territoriale nell arco alpino UDINE ITALY 15 Settembre 2015 La Strategia Macroregionale Alpina (EUSALP) Roberta Negriolli REGIONE LOMBARDIA Delegazione di Bruxelles

Dettagli

LOMBARDIA 2020 Libro Verde sulla Conciliazione Famiglia Lavoro. Materiale propedeutico al seminario territoriale

LOMBARDIA 2020 Libro Verde sulla Conciliazione Famiglia Lavoro. Materiale propedeutico al seminario territoriale LOMBARDIA 2020 Libro Verde sulla Conciliazione Famiglia Lavoro Materiale propedeutico al seminario territoriale Il contesto OBIETTIVO REGIONE LOMBARDIA Costruire un Welfare in grado di porre al centro

Dettagli

Gaia: La Regione Intelligente

Gaia: La Regione Intelligente Gaia: La Regione Intelligente Le opzioni, il modello, il percorso Le opzioni Dobbiamo costruire una Regione aperta, fondata su ascolto, dialogo e trasparenza Bisogna porre al centro delle politiche i cittadini,

Dettagli

UNO STRUMENTO CHE PER FUNZIONARE HA BISOGNO DI FINANZIAMENTI ADEGUATI E DEL GOVERNO DELLA DINAMICA DEI CANONI.

UNO STRUMENTO CHE PER FUNZIONARE HA BISOGNO DI FINANZIAMENTI ADEGUATI E DEL GOVERNO DELLA DINAMICA DEI CANONI. UNO STRUMENTO CHE PER FUNZIONARE HA BISOGNO DI FINANZIAMENTI ADEGUATI E DEL GOVERNO DELLA DINAMICA DEI CANONI. Il Fondo Sociale è un aiuto economico per pagare l affitto, indirizzato alle famiglie con

Dettagli

Il nuovo sistema dell Istruzione degli adulti è legge di Simone Giusti

Il nuovo sistema dell Istruzione degli adulti è legge di Simone Giusti Idee e materiali Organizzazione Il nuovo sistema dell Istruzione degli adulti è legge di Simone Giusti Con l emanazione della circolare ministeriale 36 e con la pubblicazione delle Linee guida per il passaggio

Dettagli

La governance. dei sistemi di welfare regionali

La governance. dei sistemi di welfare regionali Università Ca Foscari Venezia Università Cattolica Milano La governance I punti focali dell analisi sulla governance delle regioni aderenti al: dei sistemi di welfare regionali Progetto sperimentale di

Dettagli

Il Ministero dello Sviluppo Economico Il Ministro dello Sviluppo Economico

Il Ministero dello Sviluppo Economico Il Ministro dello Sviluppo Economico Il Ministero dello Sviluppo Economico Il Ministro dello Sviluppo Economico L Associazione Bancaria Italiana (ABI) Il Presidente dell ABI La CONFINDUSTRIA Il Presidente di CONFINDUSTRIA La Conferenza dei

Dettagli

Liguria Proposte per un modello di sviluppo Nearly Zero Emissions

Liguria Proposte per un modello di sviluppo Nearly Zero Emissions Liguria Proposte per un modello di sviluppo Nearly Zero Emissions Indice EXECUTIVE SUMMARY... 4 1. IL CONTESTO... 7 1.1 QUADRO INTERNAZIONALE DI RIFERIMENTO... 7 1.2 CONSIDERAZIONI SULLA TRANSIZIONE VERSO

Dettagli

CONCLUSIONI CONFERENZA LIBERARE IL POTENZIALE DELL ECONOMIA SOCIALE PER LA CRESCITA EUROPEA: LA STRATEGIA DI ROMA.

CONCLUSIONI CONFERENZA LIBERARE IL POTENZIALE DELL ECONOMIA SOCIALE PER LA CRESCITA EUROPEA: LA STRATEGIA DI ROMA. CONCLUSIONI CONFERENZA LIBERARE IL POTENZIALE DELL ECONOMIA SOCIALE PER LA CRESCITA EUROPEA: LA STRATEGIA DI ROMA 18 Novembre, 2014 In occasione della Presidenza di turno del Consiglio dell Unione Europea,

Dettagli

Il Controllo di gestione nella piccola impresa

Il Controllo di gestione nella piccola impresa Stampa Il Controllo di gestione nella piccola impresa admin in A cura di http://www.soluzionipercrescere.com La piccola impresa presenta generalmente un organizzazione molto snella dove l imprenditore

Dettagli

RISORSE E PROGRAMMI UE European Project Management

RISORSE E PROGRAMMI UE European Project Management MASTER IN MANAGEMENT DEL GOVERNO LOCALE RISORSE E PROGRAMMI UE European Project Management Relatore: Francesco Riganti Buongiorno a tutti! Il mio nome è Francesco Riganti Laureato in Scienze Politiche

Dettagli

LE GRANDI RIFORME. Una giustizia più efficiente LA RIFORMA DEL DIRITTO CIVILE

LE GRANDI RIFORME. Una giustizia più efficiente LA RIFORMA DEL DIRITTO CIVILE LE GRANDI RIFORME Una giustizia più efficiente LA RIFORMA DEL DIRITTO CIVILE Il sistema giudiziario inefficiente penalizza fortemente cittadini e imprese I PUNTI PRINCIPALI DELLA RIFORMA Semplificazione

Dettagli

WORKSHOP. Analisi delle politiche a sostegno delle Unioni intercomunali e forme di incentivazione

WORKSHOP. Analisi delle politiche a sostegno delle Unioni intercomunali e forme di incentivazione Convenzione tra Regione Siciliana e Formez PA del 23 marzo 2012 POR FSE 2007 2013 Regione Siciliana Asse VII Capacità Istituzionale Progetto AZIONI DI SISTEMA PER LA CAPACITÀ ISTITUZIONALE - LINEA COMUNI

Dettagli

Prima sezione: Le imprese italiane e il loro rapporto con la Cultura

Prima sezione: Le imprese italiane e il loro rapporto con la Cultura Prima sezione: Le imprese italiane e il loro rapporto con la Cultura Le imprese comunicano e lo fanno utilizzando alcuni strumenti specifici. La comunicazione si distribuisce in maniera diversa tra imprese

Dettagli

PER UNA RESPONSABILITA SOCIALE D IMPRESA CHE SIA ELEMENTO STRUTTURALE DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE

PER UNA RESPONSABILITA SOCIALE D IMPRESA CHE SIA ELEMENTO STRUTTURALE DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE PER UNA RESPONSABILITA SOCIALE D IMPRESA CHE SIA ELEMENTO STRUTTURALE DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE PREMESSA Per la prima volta quest anno la responsabilità sociale in Italia diventa un tema diffuso di dibattito

Dettagli

I MEZZI PUBBLICI ITALIANI SONO DAVVERO CARI? 1. Lorenzo Minetti Università di Pavia, Collaboratore Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali

I MEZZI PUBBLICI ITALIANI SONO DAVVERO CARI? 1. Lorenzo Minetti Università di Pavia, Collaboratore Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali I MEZZI PUBBLICI ITALIANI SONO DAVVERO CARI? 1 Lorenzo Minetti Università di Pavia, Collaboratore Dipartimento di Scienze Politiche

Dettagli

PERUGIA SMART CITY IDEE E PROGETTI PER IL FUTURO Martedì 3 marzo - Confindustria Umbria

PERUGIA SMART CITY IDEE E PROGETTI PER IL FUTURO Martedì 3 marzo - Confindustria Umbria PERUGIA SMART CITY IDEE E PROGETTI PER IL FUTURO Martedì 3 marzo - Confindustria Umbria VINCENZO PIRO Dirigente Area Risorse Ambientali, Smart City e Innovazione Comune di Perugia PERUGIA SMART CITY: IDEE

Dettagli

PRESENTAZIONE del DISTRETTO GREEN & HIGH TECH

PRESENTAZIONE del DISTRETTO GREEN & HIGH TECH PRESENTAZIONE del DISTRETTO GREEN & HIGH TECH Dicembre 2011 Fondazione Distretto Green & High Tech Monza Brianza 1 Un po di storia... Chi: I Soci Fondatori del Distretto Green and High Tech Monza Brianza

Dettagli

Conferenza internazionale Global Connectivity with the Mediterranean Basin

Conferenza internazionale Global Connectivity with the Mediterranean Basin Comunicato stampa Conferenza internazionale Global Connectivity with the Mediterranean Basin La sfida del regime di free zone per i punti franchi di Trieste lanciata dal presidente Marina Monassi. Il messaggio

Dettagli

Osservatorio Turistico di Destinazione Comune di CHIANCIANO TERME(SI) REGOLAMENTO

Osservatorio Turistico di Destinazione Comune di CHIANCIANO TERME(SI) REGOLAMENTO Osservatorio Turistico di Destinazione Comune di CHIANCIANO TERME(SI) REGOLAMENTO PRINCIPI E FINALITA GENERALI 1. L Osservatorio Turistico di Destinazione del Comune di Chianciano Terme (SI) (di seguito

Dettagli

Ruolo, funzionamento e politiche dell Unione europea oggi

Ruolo, funzionamento e politiche dell Unione europea oggi Ruolo, funzionamento e politiche dell Unione europea oggi Il Trattato di Lisbona Padova, 19 marzo 2010 Istituto Tecnico Einaudi Matteo Fornara LA STORIA DELL UNIONE EUROPEA Storia breve: 50 anni Obiettivi

Dettagli

Corso Tecnico di redazione di progetti Europei

Corso Tecnico di redazione di progetti Europei Corso Tecnico di redazione di progetti Europei PROGRAMMAZIONE 2014-202O Si sta aprendo il cantiere della programmazione dei Fondi europei 2014-2020. L Unione Europea ha già presentato una strategia generale

Dettagli

Mercoledì 24 luglio 2013. www.europa.marche.it

Mercoledì 24 luglio 2013. www.europa.marche.it Mercoledì 24 luglio 2013 1 2 Data: 18 /07/2013 Diffusione: PROGRAMMA OPERATIVO FESR, VIA ALLE CONSULTAZIONI Spacca: Innovazione e Macroregione, le strade da seguire per recuperare le risorse - Ancona -

Dettagli

Consiglio informale dei Ministri del Lavoro e degli Affari Sociali. (Varese, 11-12 Luglio 2003)

Consiglio informale dei Ministri del Lavoro e degli Affari Sociali. (Varese, 11-12 Luglio 2003) Ministero del Lavoro e degli Affari Sociali Consiglio informale dei Ministri del Lavoro e degli Affari Sociali (Varese, 11-12 Luglio 2003) Documento della Presidenza Domande per orientare il dibattito

Dettagli

Wired: http://blog.wired.it/codiceaperto/2013/06/30/e-se-linnovazione-passasse-dalluniversita.html

Wired: http://blog.wired.it/codiceaperto/2013/06/30/e-se-linnovazione-passasse-dalluniversita.html E se l'innovazione passasse dall'università? Intervista al nuovo rettore dell'università di Torino Intervistatrice: Flavia Marzano Wired: http://blog.wired.it/codiceaperto/2013/06/30/e-se-linnovazione-passasse-dalluniversita.html

Dettagli

1 Forum Internazionale sulla Regolazione dei Servizi Idrici e la Sostenibilità

1 Forum Internazionale sulla Regolazione dei Servizi Idrici e la Sostenibilità 1 Forum Internazionale sulla Regolazione dei Servizi Idrici e la Sostenibilità Roma, 21 Gennaio 2009 Palazzo Marini Sala delle Colonne Discorso di apertura, Luciano Baggiani Presidente ANEA Illustri ospiti,

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA INTER-ISTITUZIONALE PER IL COORDINAMENTO E IL

PROTOCOLLO D INTESA INTER-ISTITUZIONALE PER IL COORDINAMENTO E IL PROTOCOLLO D INTESA INTER-ISTITUZIONALE PER IL COORDINAMENTO E IL SUPPORTO DELLE ATTIVITÀ DELLA RETE DI INCUBAZIONE POLICENTRICA FIORENTINA Tra Università degli Studi di Firenze, con sede a Firenze, Piazza

Dettagli

L integrazione logistica fra porti e sistema ferroviario nel Mediterraneo Nord Occidentale: le politiche e il mercato

L integrazione logistica fra porti e sistema ferroviario nel Mediterraneo Nord Occidentale: le politiche e il mercato SIET 2015 L integrazione logistica fra porti e sistema ferroviario nel Mediterraneo Nord Occidentale: le politiche e il mercato Oliviero Baccelli Direttore CERTET- Centro di Economia Regionale, Trasporti

Dettagli

Milano, 24 gennaio 2008 Convegno Le imprese cercano, gli ingegneri ci sono? Domanda e offerta a confronto nel panorama europeo. Dr. Alberto Meomartini

Milano, 24 gennaio 2008 Convegno Le imprese cercano, gli ingegneri ci sono? Domanda e offerta a confronto nel panorama europeo. Dr. Alberto Meomartini Assolombarda - Politecnico di Milano - Fondazione Politecnico Milano, 24 gennaio 2008 Convegno Le imprese cercano, gli ingegneri ci sono? Domanda e offerta a confronto nel panorama europeo Dr. Alberto

Dettagli

EUROPA 2020. TRE priorità. conoscenza e sull'innovazione; profilo delle risorse, più verde e più competitiva;

EUROPA 2020. TRE priorità. conoscenza e sull'innovazione; profilo delle risorse, più verde e più competitiva; EUROPA 2020 TRE priorità crescita intelligente sviluppare un'economia basata sulla conoscenza e sull'innovazione; crescita sostenibile promuovere un'economia più efficiente sotto il profilo delle risorse,

Dettagli

DICHIARAZIONE COMUNE DI INTENTI *** *** *** PREMESSE

DICHIARAZIONE COMUNE DI INTENTI *** *** *** PREMESSE DICHIARAZIONE COMUNE DI INTENTI dei Sindaci delle aree urbane calabresi, identificate dalla Regione quali beneficiarie degli interventi dell Asse VII, obiettivo specifico 7.1. del POR FERS Calabria 2007-2013

Dettagli

Presidente Ringrazio il Sindaco. Chiedo chi vuole fare l intervento?. Ha chiesto la parola la consigliera Bosso, ne ha facoltà:

Presidente Ringrazio il Sindaco. Chiedo chi vuole fare l intervento?. Ha chiesto la parola la consigliera Bosso, ne ha facoltà: CONSIGLIO COMUNALE DEL 18.12.2015 Interventi dei sigg. consiglieri Armonizzazione dei sistemi e degli schemi contabili di cui al D.Lgs. n.118/2011, rinvio al 2016 dell adozione del principio della contabilità

Dettagli

Quadro finanziario pluriennale dell Unione europea (UE) per il periodo 2014-2020. Cristiano "R"ipoli

Quadro finanziario pluriennale dell Unione europea (UE) per il periodo 2014-2020. Cristiano Ripoli Quadro finanziario pluriennale dell Unione europea (UE) per il periodo 2014-2020 All interno di una «politica di coesione» (Politica di coesione 2014-2020)......mobilitare fino a 366,8 miliardi di euro

Dettagli

newsletter Il Label europeo delle lingue 2009 Un viaggio lungo un anno N 2 - Dicembre 2009

newsletter Il Label europeo delle lingue 2009 Un viaggio lungo un anno N 2 - Dicembre 2009 newsletter N 2 - Dicembre 2009 Il Label europeo delle lingue 2009 Un viaggio lungo un anno Come ogni anno, nel mese di dicembre, ha luogo a Roma la Cerimonia di Premiazione dei progetti vincitori del Label

Dettagli

LA NUOVA PROGRAMMAZIONE COMUNITARIA 2007-2013

LA NUOVA PROGRAMMAZIONE COMUNITARIA 2007-2013 LA NUOVA PROGRAMMAZIONE COMUNITARIA 2007-2013 1. La riforma della politica di coesione La riforma dei Fondi Strutturali della Politica di Coesione della Unione Europea per il settennio 2007 2013, disegnata

Dettagli

I beni culturali come volano della crescita economica e sociale. del territorio. 4. I beni culturali come volano della crescita economica e sociale

I beni culturali come volano della crescita economica e sociale. del territorio. 4. I beni culturali come volano della crescita economica e sociale I beni culturali Il problema I beni culturali un elemento di estremo rilievo per la crescita della cultura e della qualità della vita dei cittadini - possono favorire lo sviluppo di alcune iniziative economiche

Dettagli

NICOLETTA MARASCHIO Presidente dell Accademia della Crusca. Intervento fuori programma

NICOLETTA MARASCHIO Presidente dell Accademia della Crusca. Intervento fuori programma NICOLETTA MARASCHIO Presidente dell Accademia della Crusca Intervento fuori programma Buona sera. Grazie a Giovanni Puglisi che mi ha dato la parola. La mia è una voce diversa da tutte quelle che mi hanno

Dettagli

Le polis nel mondo contemporaneo. Silvia Mugnano Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale Università degli Studi di Milano Bicocca

Le polis nel mondo contemporaneo. Silvia Mugnano Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale Università degli Studi di Milano Bicocca Le polis nel mondo contemporaneo Silvia Mugnano Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale Università degli Studi di Milano Bicocca INDICE Diversi tipi di città contemporanee Dal città dei residenti

Dettagli

La programmazione europea. per lo sviluppo della filiera turistica nel Mezzogiorno

La programmazione europea. per lo sviluppo della filiera turistica nel Mezzogiorno La programmazione europea 2014 2020 per lo sviluppo della filiera turistica nel Mezzogiorno POIn (FESR) 2007-2013 - Attrattori culturali, naturali e turismo Asse II - Linea di intervento II.2.1 Intervento:

Dettagli

Facoltà di Architettura LABORATORIO DI PROGETTAZIONE URBANISTICA

Facoltà di Architettura LABORATORIO DI PROGETTAZIONE URBANISTICA I Programmi complessi Si innestano in una duplice riflessione: 1. scarsità delle risorse pubbliche per la gestione delle trasformazioni urbane; 2. limiti della operatività del Piano Regolatore Generale.

Dettagli

AGENDA DIGITALE: COSA I COMUNI SI ATTENDONO DALLA SUA ATTUAZIONE E COME I COMUNI POSSONO CONTRIBUIRE ALLA SUA ATTUAZIONE

AGENDA DIGITALE: COSA I COMUNI SI ATTENDONO DALLA SUA ATTUAZIONE E COME I COMUNI POSSONO CONTRIBUIRE ALLA SUA ATTUAZIONE AGENDA DIGITALE: COSA I COMUNI SI ATTENDONO DALLA SUA ATTUAZIONE E COME I COMUNI POSSONO CONTRIBUIRE ALLA SUA ATTUAZIONE Milano, 19 dicembre 2012 1 Premessa L agenda digitale italiana, con le prime misure

Dettagli

Scheda 2 «Smart City» SMART GOVERNANCE. GREEN JOBS Formazione e Orientamento

Scheda 2 «Smart City» SMART GOVERNANCE. GREEN JOBS Formazione e Orientamento Scheda 2 «Smart City» GREEN JOBS Formazione e Orientamento Introduzione al concetto di governance Quello della governance è un concetto maturato nella cultura inglese e statunitense, il quale ha successivamente

Dettagli

L autonomia scolastica

L autonomia scolastica L autonomia scolastica di Giacomo D Alterio La Legge 7 agosto 1990 n. 241, che detta le nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto d accesso ai documenti amministrativi, meglio

Dettagli

Dalla Pianificazione Energetica all attuazione degli interventi: il punto di vista delle PA e delle Imprese

Dalla Pianificazione Energetica all attuazione degli interventi: il punto di vista delle PA e delle Imprese Dalla Pianificazione Energetica all attuazione degli interventi: il punto di vista delle PA e delle Imprese Maria Paola Corona Presidente di Sardegna Ricerche Sardegna Ricerche: dove la ricerca diventa

Dettagli