Circondario Chianti Senese. SPIn-Eco

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1 Circondario Chianti Senese PROVINCIA DI SIENA SPIn-Eco STUDIO DI SOSTENIBILITA DELLA PROVINCIA DI SIENA ATTRAVERSO INDICATORI ECODINAMICI Volume 3 SPIn - Eco Vol.3 CIRCONDARIO CHIANTI SENESE Val di chiana Circon.Chianti Senese SPIn-Eco FONDAZIONE MONTE DEI PASCHI DI SIENA UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SCIENZE E TECNOLOGIE CHIMICHE E DEI BIOSISTEMI ARCA ONLUS

2 PROVINCIA DI SIENA S P I n - E c o STUDIO DI SOSTENIBILITA DELLA PROVINCIA DI SIENA ATTRAVERSO INDICATORI ECODINAMICI Volume 3 CIRCONDARIO CHIANTI SENESE S P I n - E c o FONDAZIONE MONTE DEI PASCHI DI SIENA UNIVERSITA DI SIENA DIPARTIMENTO DI SCIENZE E TECNOLOGIE CHIMICHE E DEI BIOSISTEMI ARCA ONLUS

3 COPYRIGHT 2006 AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI SIENA Un ringraziamento particolare alla Fondazione Monte dei Paschi di Siena che ha sostenuto in maniera significativa la realizzazione dell intera ricerca SPIn-Eco Volume interamente stampato con carta riciclata

4 INDICE PARTE I LO STATO DELL AMBIENTE 1 IL TERRITORIO 1.1 L inquadramento storico Pag L inquadramento geografico Pag Aree di interesse naturalisitico Pag. 9 2 IL SISTEMA ACQUA 2.1 Le risorse idriche naturali Pag La gestione dei servizi idrici Pag IL SISTEMA ARIA 3.1 Il clima Pag L inquinamento atmosferico Pag L inquinamento acustico Pag IL SISTEMA RIFIUTI 4.1 La produzione dei rifiuti Pag La gestione della raccolta dei rifiuti Pag Gli impianti di smaltimento Pag IL SISTEMA ENERGIA 5.1 I consumi relativi al fabbisogno elettrico Pag I consumi relativi al fabbisogno termico Pag I consumi relativi al settore dei trasporti Pag IL SISTEMA SUOLO 6.1 L erosione del suolo Pag L attività estrattiva Pag Le foreste Pag Il calore geotermico Pag IL SISTEMA SOCIO-ECONOMICO Pag. 40

5 7.0 SOMMARIO STATISTICO DEI COMUNI 7.1 ICOMUNI Scheda Castellina in Chianti Pag. 45 Scheda Castelnuovo Berardenga Pag. 45 Scheda Gaiole in Chianti Pag. 46 Scheda Radda in Chianti Pag PARTE II LE ANALISI 8.1 IL BILANCIO DEI GAS SERRA 8.1 Il protocollo di Kyoto Pag Background scientifico Pag Applicazione della metodologia IPCC Pag Il Bilancio dei gas serra nel Circondario Pag Conclusioni Pag L ANALISI EMERGETICA 9.1 Concetti e definizioni Pag L analisi del Circondario Pag Il calcolo degli indicatori emergetici Pag Flussi di Emergia e Indicatori Schede dei Comuni Pag Conclusioni Pag L IMPRONTA ECOLOGICA 10.1 La formulazione teorica dell impronta ecologica Pag I risultati generali Pag I risultati analitici Pag Uno sguardo all interno Pag Uno sguardo all esterno Pag Conclusioni Pag COMMENTI CONCLUSIVI Pag APPENDICE E BIBLIOGRAFIA Pag. 114

6 Sostenibilità vuol dire sviluppo Ciò che la Provincia di Siena ha realizzato attraverso il Progetto SPIn-Eco rappresenta probabilmente une delle prima esperienze europee nelle quali, su vasta scala (un intero territorio provinciale che conta abitanti), si sia monitorato con dettaglio, a livello di ogni singolo comune, lo stato di salute di gran parte delle componenti ambientali attraverso l uso di indicatori ad elevato contenuto scientifico. Una sistematica ricerca, durata oltre tre anni, finalizzata a produrre una analisi della sostenibilità ambientale dell attività umana sul territorio provinciale e che ha permesso di attivare e concludere (per la prima volta in Italia) le procedure relative alla certificazione ambientale ISO dell intera Amministrazione Provinciale di Siena. Il progetto la cui sigla SPIn-Eco significa Sostenibilità in Provincia di Siena mediante Indicatori Ecodinamici è stato voluto dall Amministrazione Provinciale ed ha visto il coinvolgimento di tutti i comuni della Provincia. La sua realizzazione è stata possibile grazie al finanziamento della Fondazione Monte dei Paschi ed al contributo scientifico, coordinato dall Università di Siena, di oltre cinquanta giovani ricercatori, allievi di prestigiosi scienziati nel campo dello sviluppo sostenibile, con la supervisione di quattordici docenti provenienti dalle Università del Maryland, della California, di Berlino e di Copenhagen. Tutti guidati dal professore Enzo Tiezzi, docente di chimica fisica presso il dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche e dei Biosistemi dell Ateneo senese. A lavoro svolto, preme evidenziare la valenza politico-amministrativa di questo studio e i suoi risvolti economici e sociali, visto che i risultati di SPIn-Eco garantiranno indicazioni di tutela ambientale e indirizzi per il governo del territorio mirati a favorire, grazie anche alla possibile ed auspicata certificazione dei prodotti, nuova e maggiore qualità dello sviluppo. Quindi ne risulteranno accresciuti e qualificati il quadro conoscitivo e l assetto programmatico della stessa Amministrazione Provinciale. Così come certi indicatori di sostenibilità supporteranno i processi avviati con Agenda 21. Insomma, di quella che fino ad oggi poteva apparire una pura teoria scientifica (il cosiddetto sviluppo sostenibile) è dimostrabile e verificabile l applicazione alla realtà, proprio in virtù di questo originale lavoro di ricerca che fa del territorio senese un enorme laboratorio nel quale andranno attentamente tutelati tutti quegli elementi di valore ambientale che garantiscono il mantenimento ed il miglioramento dei valori degli indicatori calcolati. E dunque auspicabile che in tale contesto innovativo e qualificante siano riconducibili le diverse attività agricole, industriali, turistiche, in modo da costituire una programmazione di sistema che sappia concretamente coniugare e far interagire sviluppo e sostenibilità. Fabio Ceccherini Presidente Provincia di Siena

7 SPIn-Eco Un patrimonio di conoscenza Il Progetto SPIn-Eco costituisce un prezioso patrimonio di conoscenza nell ambito della vasta ed articolata esperienza della provincia di Siena e del suo intero territorio nel mondo della sostenibilità ambientale. Il percorso iniziato a suo tempo con il progetto SPIn-Eco ha già prodotto effetti e risultati positivi fra i quali spicca la certificazione ambientale ISO La spinta del progetto è destinata comunque a prolungarsi ulteriormente in quanto si sta trasmettendo questa esperienza dell Amministrazione Provinciale ad un primo gruppo di dodici comuni (il comune di Montalcino ed il Comitato Tecnico Intercomunale Val d Orcia sono già certificati ISO 14001) con il chiaro obbiettivo di diffonderla nel tempo a tutto il territorio provinciale e non solo agli enti locali. Dunque, non solo uno strumento di valutazione ma anche e soprattutto un supporto alla attività programmazione che potrà garantire scelte e decisioni orientate al rispetto ed al miglioramento delle prestazioni ambientali complessive del nostro territorio. Altre e nuove esperienze si vanno aggiungendo al già vasto contesto di attività che è nato intorno all esperienza di SPIn-Eco: preme citare l attività dell Associazione Qualitambiente, un organismo a carattere nazionale che ha sede a Siena ed al quale aderiscono gran parte dei territori certificati e che si pone l obbiettivo di studiare e proporre schemi normativi che permettano di realizzare concrete misure di agevolazione e sostegno per gli enti certificati; non si può peraltro sottacere la notevole attività già svolta ed in corso di svolgimento da parte della neo-costituita Agenzia per l Energia e l Ambiente s.r.l. che nasce ed opera come valido strumento operativo dell Amministrazione Provinciale di Siena e dei comuni del territorio per le varie attività connesse con la certificazione ambientale, il risparmio energetico e gli altri temi legati allo sviluppo sostenibile. Non mancano, peraltro, occasioni di confronto con l esterno: la Provincia di Siena è infatti partner, insieme ad altre 15 città e regioni europee, del progetto Managing Urban Europe 25 con il quale, oltre a scambiare e conoscere esperienze significative relative alla pratica della sostenibilità ambientale si potranno individuare percorsi tecnico-amministrativi al fine di trasformare i Sistemi di gestione Ambientale anche in strumenti adatti per il miglioramento della qualità dell ambiente urbano. Un panorama vasto e complesso di attività ed impegni per i quali SPIn-Eco costituisce un insostituibile livello di conoscenza e monitoraggio, e che testimoniano l interesse e la volontà di questa Amministrazione Provinciale di mantenere e raggiungere livelli sempre più elevati di qualità ambientale nel proprio percorso di sviluppo. L auspicio è che questa pubblicazione possa costituire ulteriore e valido riferimento al fine di permettere orientamenti e scelte di programmazione conformi ad un percorso condiviso di sviluppo sostenibile del territorio e delle sue attività. Ernesto Rabizzi Assessore all Ambiente Vice-Presidente Provincia di Siena

8 SPIn-Eco: la ricerca scientifica come fondamento per lo sviluppo sostenibile Un modello di sviluppo che voglia tenere conto della complessità del territorio deve trovare riferimento e forza nei principi dello sviluppo sostenibile perchè possano essere create condizioni di vita e di benessere economico e sociale, nel pieno rispetto delle future generazioni e della capacità di carico dell ambiente. Uno dei punti caratterizzanti il pensiero epistemologico dello sviluppo sostenibile è condensato nello slogan emerso dalla Conferenza di Rio de Janeiro del 1992: pensare globalmente e agire localmente. In sintonia con questo filone di pensiero è nato il progetto Una prospettiva di sostenibilità per la Provincia di Siena denominato con l acronimo SPIn-Eco. Il Progetto SPIn-Eco (Sostenibilità della Provincia mediante Indicatori Ecodinamici), è stato voluto dall Amministrazione Provinciale di Siena e finanziato dalla Fondazione Monte dei Paschi. Il progetto è stato affidato alla direzione del Prof. Enzo Tiezzi e alla sua équipe del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche e dei Biosistemi dell Università di Siena, con la collaborazione di ARCA Onlus e di molti ricercatori di Università e Enti di ricerca italiani, europei e americani. Il progetto, nei tre anni previsti ( ), si è posto l obiettivo di esaminare il territorio senese (la Provincia e i 36 Comuni) mediante vari indicatori di sostenibilità per offrire una valutazione delle risorse ambientali e della loro gestione nel territorio senese. Tutto questo è stato sintetizzato in mappe territoriali di sostenibilità, che costituiscono una sorta di TAC del territorio, in grado di mostrare i fattori che possono frenare lo sviluppo futuro dell economia locale. L aspetto da sottolineare è che la scelta di questo ventaglio di indicatori ha consentito di descrivere un quadro completo delle relazioni tra risorse naturali e attività umane presenti sul territorio, gettando le basi per definire le migliori alternative nella gestione dell ambiente per il territorio senese. Gli indicatori usati sono riconducibili a diverse metodologie, dall analisi emergetica a quella exergetica, dall Impronta ecologica alla valutazione dei flussi di anidride carbonica (bilancio dei gas serra), dall analisi dei cicli di vita (Life Cycle Assessment) all analisi dei dati da satellite (Remote Sensing).Sono stati oggetto del Progetto anche alcuni studi di settore sull analisi del ciclo di vita sia in campo agricolo (produzione di vino) sia in campo industriale (produzione del cristallo). Un altro aspetto d avanguardia dell analisi del Progetto SPIn-Eco è lo studio svolto sui possibili scenari di turismo sostenibile in Val di Merse, una zona della provincia con uno scarso sviluppo dell attività turistica. Vista infatti la scarsa attenzione, a livello internazionale, prestata al turismo come elemento di pressione sull ambiente, questo studio si propone di fornire dei nuovi modelli di analisi della questione e degli strumenti per valutare e ripartire in modo più sostenibile i costi ambientali ad esso legati. La complessità e l importanza del progetto SPIn-Eco hanno portato la Provincia di Siena al centro del dibattito scientifico sullo sviluppo sostenibile come dimostrano i congressi internazionali Ecosud 2003, Sustainable City, Brownfields e quello nazionale di Chimica dell Ambiente e dei Beni Culturali, tenutisi nel giugno 2004, fra Siena e Colle Val d Elsa, che hanno visto la partecipazione di qualche centinaio di scienziati di varie parti del mondo. Nel Giugno 2006, inoltre, si terrà nel nostro territorio anche il primo workshop mondiale sull Impronta Ecologica ( Accounting for a Small Planet ), organizzato dall Università di Siena, dal Global Footprint Network con il sostegno dell Amministrazione Provinciale di Siena. Enzo Tiezzi Professore Ordinario di Chimica Fisica Direttore scientifico del Progetto SPIn-Eco

9 SPIn-Eco Un esperienza nuova e complessa per la Pubblica Amministrazione Il Progetto SPIn-Eco ha rappresentato e rappresenta una novità assoluta nell esperienza amministrativa dell Amministrazione Provinciale: è un attività nuova e assolutamente inedita che si può inquadrare nella fattispecie dei c.d. strumenti volontari. La novità più rilevante non riguarda comunque solo la ricerca in se stessa ma anche e soprattutto gli scenari successivi che ha permesso di aprire con particolare riferimento alla Certificazione Ambientale ISO ed alla Registrazione EMAS II. Iniziato dalla prima Giunta Ceccherini con l attività di Alessandro Piccini che ha impostato il percorso fino alla certificazione ambientale ISO del 2003, il progetto prosegue oggi sotto la guida di Ernesto Rabizzi che, fra l altro, ha attivato con successo il processo di estensione della certificazione ambientale ad un primo gruppo di comuni della provincia e sta concludendo il percorso per la registrazione EMAS II. Il Sistema di Gestione Ambientale, del quale l Amministrazione Provinciale si è dotata, è uno strumento nuovo e di non semplice applicazione alla realtà amministrativa di un ente locale. E infatti non solo un elemento fondamentale per acquisire la certificazione ambientale ma si configura come un sistema di gestione indirizzato all organizzazione dell ente locale con l obbiettivo di favorire la razionalizzazione della gestione ambientale basata non solo sul rispetto dei limiti imposti dalle leggi ma anche su un impegno rivolto al miglioramento continuo della varie prestazioni che coinvolge anche altre istituzioni pubbliche ed imprese private. In questo contesto, che implica notevoli effetti sia sulla gestione quotidiana dell ente sia sull impostazione delle varie politiche con particolare riferimento alla programmazione, il processo di trasformazione delle procedure è inevitabile e lo sarà ancora di più con la registrazione EMAS II che impegna l amministrazione ad un forte coordinamento dei processi decisionali e amministrativi di gestione del territorio. Rispetto alla normale organizzazione del lavoro di un ente locale le modifiche apportate da SPIn Eco e dalle sue attività successive hanno richiesto e richiedono un costante sforzo di adeguamento ed aggiornamento sia dal punto di vista delle procedure amministrative, sia dal punto di vista della capacità professionale dei singoli. A distanza di oltre tre anni dall inizio del progetto registriamo con soddisfazione una notevole attenzione della struttura amministrativa verso queste nuove tematiche e verso le loro implicazioni che costituiscono un giornaliero banco di prova verso un modo nuovo di lavorare nell ente locale, più dinamico e fortemente attento alle tematiche ambientali e dello sviluppo sostenibile. Dr. Paolo Casprini Direttore Area Politiche per l Ambiente Dirigente Servizio Ambiente

10 Parte I-Lo Stato dell Ambiente

11 Parte I Lo stato dell ambiente 4 1 Il territorio La presenza della popolazione è il primo fattore di pressione esercitato sull ambiente, direttamente connesso al modello insediativo specifico di quella popolazione sul territorio, alla modifica dell ambiente originario, allo sfruttamento delle risorse naturali e alla produzione di scarti. Dunque, la relazione tra qualità dell ambiente e dimensione demografica risente di molteplici fattori, quali le scelte localizzative e produttive, la tipologia dei consumi, il grado di istruzione, la dotazione infrastrutturale. La comprensione di questi meccanismi insediativi è indispensabile per valutare correttamente l impatto antropico sul territorio. La Provincia di Siena è tra le meno popolate della Toscana e la sua densità demografica è molto inferiore alla media regionale (68 ab/km 2 contro 155 ab/km 2 ). Ad uno sguardo generale, la caratteristica principale del territorio è quella della varietà del suo paesaggio. Accanto ad una rilevante presenza di aree montane e di alta collina, dove ampie superfici sono coperte da foreste, vi sono diffuse aree rurali, con un paesaggio prettamente collinare, una densità di abitanti piuttosto bassa e una presenza diffusa di piccoli centri abitati. In questo contesto l agricoltura svolge insieme una funzione produttiva e di manutenzione ambientale. 1.1 L INQUADRAMENTO STORICO Il Circondario del Chianti è distinto in quattro comuni: Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Gaiole in Chianti e Radda in Chianti. I Comuni facenti parte di questo circondario sono noti nel mondo per le loro caratteristiche paesaggistiche e naturalistiche, oltre che gastronomiche e artigianali; sono meta, pertanto, di molti visitatori che alimentano una fiorente attività alberghiera di tipo agrituristico. A partire dal 300 Castellina e la sua comunità diventarono un terziere della Lega del Chianti insieme a Radda e Gaiole. Le leghe costituirono la divisione politico-amministrativa effettuata dalla città di Firenze nelle zone di campagna a lei soggette. Per quattro secoli questi territori furono terreno di confine e di scontro fra le città di Firenze e di Siena fino alla definitiva caduta di Siena (1555). L'ordinamento delle leghe rimase con i Medici e i Lorena fino alle

12 Parte I Lo stato dell ambiente 5 soglie dell'epoca contemporanea, quando i terzieri del Chianti furono trasferiti nelle moderne amministrazioni comunali (1776). La terra chiantigiana si differenzia dalla collina senese e fiorentina per caratteri propri: i colli sono appena più irti; il bosco di quercia è diffuso e si apre a isole di vigne; le valli sono più corte; il segno umano delle case, della pieve e dei castelli è meno intenso. L'offerta di prodotti della terra e dell allevamento come olio e salumi, complementari alla produzione di vino, è qualitativamente elevata. Il vasto territorio del Comune di Castelnuovo Berardenga circonda Siena a Nord e a Est e si colloca tra le colline del Chianti e le Crete Senesi. La sua insolita delimitazione amministrativa (una evidente strozzatura tra i confini di Gaiole e di Siena, a Pianella, lo divide in due parti) ha radici storiche: già nella seconda metà del Cinquecento la Podesteria di Castelnuovo della Berardenga occupava il territorio corrispondente a quello dell'attuale Comune. Il paesaggio è quello delle colline che separano la parte iniziale della valle dell'ombrone da quella del suo affluente Arbia, che in alcuni tratti segna il limite amministrativo. Arbia e Ombrone sono, dunque, i fiumi principali che solcano il territorio della Berardenga. Castelnuovo Berardenga sorse nel XIV secolo, in un luogo detto "Poggio ai Frati", per ordine del Consiglio Generale di Siena. Della più antica organizzazione territoriale ne sono testimonianze, ancora evidenti, la pieve Asciata e quelle di San Felice in Pincis e di Pacina. Uno dei fatti che più colpisce, fra quelli che ricordano l'organizzazione territoriale di Castelnuovo Berardenga in epoca medioevale, è il numero elevatissimo di castelli. Su questi territori, fino agli anni sessanta, le attività umane erano dominate da agricoltura e mezzadria, testimoniate da architetture rurali. Il paesaggio si distingue per la presenza di boschi e terreni coltivati a vite, olivo e grano ma è fortemente caratterizzato dalle molte presenze architettoniche sparse, come castelli, chiese, fortificazioni, case coloniche, ville: geografia e storia strettamente unite, intrecci di luoghi e di eventi che fanno di questo territorio segnatamente antropizzato un luogo dotato di una propria forte identità. La nascita e lo sviluppo a Gaiole, lungo il torrente Massellone, di un importante piazza di mercato, che appare già nel 1215, fu il motivo di attrazione verso il basso dei popoli insediati

13 Parte I Lo stato dell ambiente 6 in piccoli villaggi di altura sui colli intorno alla conca di Gaiole. Il mercato andò acquistando via via maggiore importanza fino ai tempi recenti. A partire dal 1300, Gaiole e la sua comunità diventarono un terziere della Lega del Chianti insieme a Radda e Castellina. Le leghe rappresentarono la divisione politico-amministrativa fatta dalla città di Firenze nelle zone di campagna a lei soggette. Per quattro secoli questi territori furono terreno di confine e di scontro fra le città di Firenze e di Siena, fino alla definitiva caduta di Siena (1555). L'ordinamento delle leghe rimase con i Medici ed i Lorena fino alle soglie dell'epoca contemporanea, quando i terzieri del Chianti furono trasferiti nelle moderne amministrazioni comunali (1776). Nonostante Gaiole si trovasse nel circondario amministrativo fiorentino, nel primo Ottocento, durante il breve regno di Etruria, Napoleone lo incluse nel Dipartimento Senese, dove è rimasto fino all'unità d'italia e poi ai giorni nostri, con il formarsi delle attuali province. Il territorio occupa due sistemi di colline alla destra e alla sinistra del torrente Massellone che scorre da Nord a Sud, formando per otto chilometri l'antica Valle del Chianti (e Chianti era probabilmente il nome primitivo del fiume). La terra chiantigiana si differenzia dalla collina senese e fiorentina per caratteri propri: i colli sono appena più irti; il bosco di quercia è diffuso e si apre a isole di vigne; le valli sono più corte; il segno umano delle case, delle pievi e dei castelli è meno intenso. Dopo la confluenza del Massellone nell'arbia, il territorio continua in una appendice sulla sinistra di questo fiume e degrada dopo Brolio e Cacchiano verso la collina senese. Al margine nord-orientale del Comune si elevano i Monti del Chianti (altitudine media 800 metri) che lo separano dal Valdarno Superiore. L'offerta di prodotti della terra e dell allevamento come olio e salumi, complementari alla produzione di vino, è qualitativamente elevata. Lo stesso vale per quanto riguarda i prodotti artigianali e industriali; ci sono valenti artigiani del legno, del lerro, della ceramica, del ricamo; inoltre Gaiole è sede di due industrie di produzione di mobili e cucine, che sono la spina dorsale dell'economia della zona e fanno parlare di sé anche in ambito nazionale. A partire dal 300, Radda e la sua comunità diventarono un terziere della Lega del Chianti insieme a Castellina e Gaiole. Le leghe rappresentarono la divisione politico-amministrativa effettuata dalla città di Firenze nelle zone di campagna a lei soggette. Per quattro secoli questi territori furono terreno di confine e di scontro fra le città di Firenze e di Siena, fino alla definitiva caduta di Siena (1555). L'ordinamento delle leghe rimase con i Medici ed i Lorena, fino alle soglie dell'epoca contemporanea, quando i terzieri del Chianti furono trasferiti nelle moderne amministrazioni comunali (1776). La terra chiantigiana si differenzia

14 Parte I Lo stato dell ambiente 7 dalla collina senese e fiorentina per caratteri propri: i colli sono appena più irti; il bosco di quercia è diffuso e si apre a isole di vigne; le valli sono più corte; il segno umano delle case, delle pievi e dei castelli è meno intenso. L'offerta di prodotti della terra e dell allevamento come olio e salumi, complementari alla produzione di vino, è qualitativamente elevata. 1.2 L INQUADRAMENTO GEOGRAFICO Il Circondario del Chianti occupa un territorio prevalentemente collinare situato nella parte nord-orientale della Provincia di Siena. La superficie complessiva del Circondario è di ettari, pari a circa il 12,7% del territorio provinciale. La popolazione residente al 2003 è di abitanti ed è distribuita nei quattro comuni del circondario: Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Gaiole in Chianti e Radda in Chianti. Il trend demografico del Circondario del Chianti indica un aumento della popolazione residente (+16%) negli ultimi anni pari a circa unità. Tabella 1.1: Popolazione residente e densità demografica del Circondario del Chianti: serie storica Fonte: ISTAT. Anno Popolazione residente Variazione anno precedente 1,42% 1,56% 1,67% 0,87% 1,37% 0,58% 0,73% 1,38% 0,38% 0,56% 2,49% 1,99% Densità demografica ab/km 2 26, , , ,558 27, , , , , , , , ,5331 In base ai dati provvisori del 5 Censimento Generale dell Agricoltura il 13% del totale è attribuibile ad aree edificate o altrimenti antropizzate, mentre il restante 87% è suddiviso in ha di Superficie Agricola Utilizzata e ha di altra superficie quasi totalmente dominata da aree boschive, che occupano una superficie pari a ha. La Superficie Agricola Utilizzata, a livello circondariale, è caratterizzata prevalentemente da coltivazioni legnose, seminativi e viti. Tabella 1.2: Dati provvisori per il Circondario del Chianti. Fonte: 5 Censimento Generale dell Agricoltura. USO DEL SUOLO CHIANTI CASTELLINA CASTELNUOVO GAIOLE RADDA superfici agricole ha ha ha ha ha Superficie Agricola Utilizzata (SAU): , , , , ,67 seminativi 6.440, , ,89 168,98 346,34 orti familiari 34,52 7,04 10,81 8,14 8,53 viti 5.176, , , ,83 633,25 coltivazioni legnose agrarie 8.275, , , ,81 986,94 prati 355,83 49,37 216,59 77,60 12,27 pascoli 1.095,44 248,21 534,84 264,80 47,59 Boschi , , , , ,95 Arboricoltura da legno 292,95 35,69 192,07 33,26 31,93 Superficie agricola non utilizzata 2.525,31 301,18 560,17 885,45 778,51 Altra superficie 1.099,01 326,72 469,90 148,66 153,73 Superficie Agricola Totale (SAT) , , , , ,79

15 Parte I Lo stato dell ambiente 8 I dati sulla ripartizione degli usi del suolo per i Comuni della Provincia di Siena sono stati rilevati nel 1995 dal Corine Land Cover. La classificazione successiva, sopra riportata, risale al AREE DI INTERESSE NATURALISTICO La vocazione naturale del Circondario del Chianti e le sue condizioni ambientali sono riconosciute e sottolineate dalla presenza, all interno del territorio, di un area boschiva di elevato pregio, inserita tra le undici riserve naturali istituite dalla Provincia di Siena nel La riserva è il Bosco di S. Agnese che si estende per 271 ettari, tutti compresi all interno dei confini amministrativi del Comune di Castellina in Chianti. L habitat boschivo è a cipresseta.una superficie di 337,5 ettari del Circondario del Chianti, interamente situata sul territorio comunale di Castelnuovo Berardenga, è interna a un area denominata Crete di Camposodo e Crete di Leonina (2.094,1 ha complessivi, interamente situati nella Provincia di Siena). Una superficie di 5.902,7 ettari del Circondario del Chianti costituisce l area di interesse naturalistico denominata Monti del Chianti (8.019,4 ha complessivi distribuiti tra le Province di Siena, Firenze e Arezzo), caratterizzata dalla seguente estensione sul territorio circondariale: 51,5 ettari sul Comune di Castelnuovo Berardenga, 3.405,8 ettari sul territorio del Comune di Gaiole in Chianti e 2.445,4 ettari sul Comune di Radda in Chianti. Queste aree sono inserite nell elenco dei Siti di Importanza Comunitaria, sulla base del Progetto Bioitaly del Ministero dell Ambiente, in attuazione della direttiva 92/43/CEE Habitat.

16 Parte I Lo stato dell ambiente 9 Legenda Centri abitati Alta Val di Merse Basso Merse Castelvecchio Cono vulcanico del Monte Amiata Cornate e Fosini Crete dell'orcia e del Formone Crete di Camposodo e Crete di Leonina Foreste del Siele e Pigelleto di Piancastagnaio Lago di Chiusi Lago di Montepulciano Lucciolabella Macchia di Tatti - Berignone Montagnola Senese Monte Cetona Monte Oliveto Maggiore (e Crete di Asciano) Monti del Chianti Ripa d'orcia Val di Farma Figura 1.1: Mappa dei Siti di Importanza Comunitaria della Provincia di Siena. Le caratteristiche del sito Crete di Camposodo e Crete di Leonina sono: area collinare con prevalenza di terreni agricoli a seminativi o a prato-pascolo con nuclei residui di calanchi e biancane, forme di erosione tipiche dei terreni argillosi pliocenici, di eccezionale valore paesaggistico. Le caratteristiche del sito Monti del Chianti sono: area pressoché interamente boscata e con scarsissimo disturbo antropico, ottimamente conservata e ad alta diversità biologica. Complesso collinare di notevole complessità topografica con alcuni affioramenti rocciosi di notevole pregio paesaggistico. Ecosistemi stabili e ben gestiti.

17 Parte I - Lo stato dell ambiente 10 2 Il sistema acqua L acqua non è una risorsa illimitata ma un bene prezioso da tutelare con cura preservandola dallo spreco indiscriminato e dall inquinamento. La risorsa acqua ha sempre avuto diversi impieghi: civili, industriali, agricoli, zootecnici ed energetici. La protezione delle risorse idriche, cioè dei corsi d acqua, delle sorgenti e delle acque sotterranee è un compito difficile e complesso che vede coinvolti vari protagonisti: lo Stato, le Regioni, gli Enti Pubblici locali e gli Enti gestori dei servizi idrici. È necessario monitorare costantemente gli aspetti qualitativi e quantitativi delle risorse idriche (acque sotterranee e acque superficiali) presenti all interno di un territorio comunale e cercare di migliorare l efficienza delle reti acquedottistiche e fognarie. 2.1 LE RISORSE IDRICHE NATURALI I CORSI D ACQUA SUPERFICIALI Il territorio del Circondario del Chianti Senese (Figura 2.1) è compreso in parte nel bacino del fiume Ombrone ed in parte del bacino del fiume Arno. Legenda Bacini idrografici Arno Fiora Ombrone Tevere Tirrenico Medio Corsi d'acqua principali Corsi d'acqua secondari Laghi Figura 2.1: Quadro idrografico della Provincia di Siena con evidenziato il Circondario del Chianti Senese.

18 Parte I - Lo stato dell ambiente LA GESTIONE DEI SERVIZI IDRICI IL SISTEMA ACQUEDOTTISTICO E LA DEPURAZIONE Il Circondario del Chianti senese fa parte dell Ato n 6 Ombrone e n 2 Basso Valdarno. La gestione dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione all interno del territorio è attualmente gestita dall Acquedotto del Fiora. In Figura 2.2 sono riportate sia le reti acquedottistiche che le sorgenti, i depuratori e i pozzi presenti nel Circondario. Tutte le informazioni riportate sono riprese dal Sistema Informativo Territoriale della Provincia di Siena aggiornato al Legenda Centri abitati Pozzi Sorgenti Depuratori Rete acquedottistica Figura 2.2: Sistema acquedottistico della Provincia di Siena con evidenziato il Circondario del Chianti Senese. DATI QUANTITATIVI Nella Tabella 2.1 vengono riportati i dati quantitativi relativi all anno 1999 del Circondario in studio e dell intera Provincia, in particolare i consumi totali, i consumi medi pro capite e i valori delle perdite. Queste ultime sono state attribuite a livello comunale riproporzionando il dato provinciale pari al 24%. È stata inoltre calcolata la percentuale di consumo rappresentata dal Circondario del Chianti Senese rispetto al totale provinciale.

19 Parte I - Lo stato dell ambiente 12 È importante sottolineare che i dati relativi ai consumi sono stati forniti direttamente dall Ente Gestore e sono riferiti esclusivamente al comparto civile perché per quel che riguarda i comparti produttivo, irriguo e zootecnico non si dispone di nessuna stima attendibile. Tabella 2.1: I consumi idrici annuali, i consumi pro capite, le perdite e le percentuali sul consumo provinciale e del Circondario (anno 1999). Consumi totali (m 3 ) Consumi medi pro capite (litri/abitante/giorno) Perdite (m 3 ) Percentuale sul consumo totale del Circondario Castellina in Chianti ,1% Castelnuovo ,5% Berardenga Gaiole in Chianti ,5% Radda in Chianti ,8% % sul consumo provinciale Circondario Chianti ,0% Senese Provincia Nel 1999 l acqua distribuita è stata m 3 (pari al 5,0% provinciale) mentre le perdite sono state di m 3, per un consumo pro capite di 200 l/ab/giorno. Il Comune di Castelnuovo Berardenga manifesta il consumo maggiore di risorse idriche di tutto il Circondario (50,5%); seguono il Comune di Castellina in Chianti con un consumo di risorse idriche superiore al 20% del totale ed un consumo medio pro capite (226 l/ab/giorno) al di sopra del valore medio provinciale ed il Comune di Gaiole in Chianti che contribuisce con un 15,5%. La dicitura litri/abitante/giorno è un espressione non numerica usata per indicare la formula -1 l ab -1 giorno

20 Parte I - Lo stato dell ambiente 13 3 Il sistema aria La maggior parte delle attività umane comporta una continua immissione di sostanze inquinanti nell atmosfera, costituendo una concreta minaccia per gli uomini e per gli ecosistemi. Gli aspetti ambientali che più di tutti influenzano il sistema aria sono: il clima, l inquinamento atmosferico e quello acustico. 3.1 IL CLIMA La valutazione del clima e l influenza dei parametri climatici sullo stato attuale dell ambiente non può essere derivata da misurazioni effettuate in loco, in quanto la presenza delle stazioni meteorologiche di proprietà dell ARSIA (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'innovazione del settore Agricolo-forestale) non è sufficiente. Per un monitoraggio uniforme sul territorio provinciale, sono state prese in considerazione le medie delle registrazioni effettuate dalle stazioni dell ARSIA, posizionate in alcuni comuni della Provincia. In Tabella 3.1 sono riportate le ubicazioni delle stazioni meteorologiche considerate. I dati relativi alle precipitazioni sono invece frutto di una media dei valori degli ultimi 30 anni fornita dal Dip. di Scienze della Terra dell Università di Siena. Tabella 3.1: Elenco delle centraline meteorologiche dell ARSIA in Provincia di Siena. Fonte: ARSIA. Stazione Comune Località n 25 Scorgiano Monteriggioni La Chiocciola n 26 Pietrafitta San Gimignano Pietrafitta n 65 Canneta San Gimignano Canneta n 58 Castiglion d'orcia Castiglion d'orcia Le Masse n 80 Pentolina Chiusdino Pentolina n 82 Monteroni Monteroni d'arbia Biena I valori meteorologici considerati sono stati: la radiazione solare (170 Wh/m 2 ), le precipitazioni (781 mm) e la velocità del vento (1,9 m/s). Tali valori hanno permesso di valutare con l analisi emergetica il contributo di quelle risorse locali rinnovabili che concorrono al mantenimento dello stato attuale del sistema ambiente e influenzano sia direttamente che indirettamente le attività economiche presenti nel territorio considerato. Infatti, mentre la radiazione solare contemporaneamente regola la fotosintesi, che è alla

21 Parte I - Lo stato dell ambiente 14 base di tutti i processi naturali, e influenza i consumi energetici per il riscaldamento civile, la velocità e la direzione del vento sono un parametro particolarmente importante per la dinamica degli inquinanti, in quanto velocità basse o situazioni prossime alla calma di vento favoriscono il ristagno degli inquinanti. Infine i dati relativi alle precipitazioni evidenziano la tendenza verso variazioni climatiche e, al tempo stesso, indicano la disponibilità della risorsa idrica per gli usi agricoli, civili e industriali, anche in virtù dei tempi di ricarica delle falde acquifere. 3.2 L INQUINAMENTO ATMOSFERICO L inquinamento atmosferico rappresenta uno degli aspetti ambientali che necessitano di maggiore controllo allo stato attuale. Il controllo della qualità dell aria può essere effettuato o con misure dirette oppure ricorrendo a delle stime attendibili. CONTROLLO DIRETTO Dall anno 1993 il monitoraggio dell inquinamento atmosferico nella Provincia di Siena viene condotto attraverso l esecuzione di campagne di misura, della durata di 15 giorni, in postazioni dislocate sul territorio provinciale mediante l impiego di un laboratorio mobile. CONTROLLO INDIRETTO La valutazione della qualità dell aria può essere effettuata in modo indiretto grazie ai risultati dell Inventario Regionale delle Sorgenti di Emissione in aria (IRSE) adottato dalla regione Toscana. Infatti il decreto legislativo 351/99 che attua la direttiva 96/62 CE in materia di valutazione e gestione della qualità dell aria, indica per la prima volta che oltre alle misurazioni effettuate dalle reti di monitoraggio fisse, è possibile affiancare o sostituire tali misure con metodi di valutazione obiettiva dello stato della qualità dell aria quali l impiego di idonei modelli di dispersione degli inquinanti, inventari delle emissioni, ecc. L inventario regionale, aggiornato ai dati del 2002, costituisce un documento consistente, che permette di fare delle valutazioni concrete in merito al bilancio complessivo delle emissioni in atmosfera del territorio in questione. L inventario prevede la suddivisione delle sorgenti di emissione in tre tipologie distinte e definite: sorgenti puntuali, sorgenti lineari e sorgenti diffuse. La misura diretta delle emissioni può essere effettuata, ove è possibile, solo per alcuni impianti industriali, di solito schematizzati come sorgenti puntuali. Per tutte le altre sorgenti, denominate sorgenti diffuse (piccole industrie, impianti di riscaldamento, sorgenti mobili, ecc.) e per le sorgenti lineari, si deve ricorrere a stime.

22 Parte I - Lo stato dell ambiente 15 La Tabella 3.2 riporta i valori delle emissioni diffuse totali nel circondario in questione per i seguenti inquinanti: monossido di carbonio (CO), composti organici volatili (COV), ossidi di azoto (NO x ), polveri fini sospese con diametro inferiore a 10 micron (PM10) e ossidi di zolfo (SO x ). Tabella 3.2: Emissioni totali nel Circondario del Chianti Senese. Fonte: IRSE. Emissioni in aria CO COV NOx PM10 SOx [t] [t] [t] [t] [t] Diffuse Castellina in Chianti 326,9 409,8 69,8 34,2 5,9 Castelnuovo Berardenga 735, ,3 64,4 12,6 Gaiole in Chianti ,3 57,7 36,3 4,7 Radda in Chianti ,2 33, TOTALE (Circondario) 2.684, ,1 592,6 296,7 67,1 TOTALE (Provincia) Al fine di agevolare la lettura delle tabelle si sottolinea che i valori disaggregati nelle diverse tipologie, sono approsssimati al 1 valore decimale (0,1 t). Tale approssimazione è funzionale per evidenziare le differenze relative fra le varie tipologie di disaggregazione. I totali generali sono approssimati alla tonnellata in quanto le incertezze legate ai processi di stima non permettono di rendere significativa l approssimazione al decimo di tonnellata. Utilizzando le stime fornite dall I.R.S.E. sulle emissioni in aria delle maggiori sostanze inquinanti è possibile calcolare due serie di indicatori che forniscono una rappresentazione sintetica sia del carico inquinante presente nel territorio (in termini di distribuzione spaziale delle emissioni) che della quota di carico inquinante per persona, sempre riferita ad un dato territorio e periodo temporale. Il primo indicatore è espresso in tonnellate di sostanza inquinante emessa su di un km 2 di superficie; viene ricavato dividendo la massa in emissione della sostanza inquinante riferita al territorio comunale per la relativa estensione territoriale, e quindi, si esprime in t/km 2. Il secondo indicatore è definito in kg di sostanza inquinante emessa attribuibili ad un abitante di un determinato territorio; viene ricavato dividendo la massa in emissione della sostanza inquinante, riferita al territorio comunale, per il numero di abitanti presenti in quel territorio e, quindi, si esprime in kg/ab. Il confronto dei valori del comprensorio con quelli provinciali permette di fare delle valutazioni sulla dimensione e sulla significatività relativa delle emissioni inquinanti. In Tabella 3.3 sono riportati per gli inquinanti principali i relativi indicatori di pressione a livello comunale, distrettuale e provinciale. Complessivamente, i valori degli inquinanti nel circondario sono sotto la media provinciale. Le uniche eccezioni sono relative alle concentrazioni di CO e di composti organici volatili misurate in kg/abitante. Questo dipende dagli alti valori misurati nei comuni di Castellina in Chianti e di Castelnuovo Berardenga (CO e COV) ed in parte al comune di Gaiole in Chianti per quanto riguarda i soli COV.

23 Parte I - Lo stato dell ambiente 16 Tabella 3.3: Indicatori di pressione per i principali inquinanti nel Circondario del Chianti Senese. Fonte: IRSE. Territorio CO COV NOx PM10 SOx [t/km 2 ] [kg/ab] [t/km 2 ] [kg/ab] [t/km 2 ] [kg/ab] [t/km 2 ] [kg/ab] [t/km 2 ] [kg/ab] Castellina in Chianti 3, , ,7 28 0,3 14 0,1 2 Castelnuovo B.ga 4, ,8 22 0,4 10 0,1 2 Gaiole in Chianti 2, ,5 85 0,4 25 0, Radda in Chianti 2, ,5 76 0,4 21 0, Circondario 3, ,2 94,7 0,5 24 0,3 13 0,05 2 Provincia Siena 7, ,0 61 1,9 29 0,9 13 0, L INQUINAMENTO ACUSTICO Uno dei principali compiti affidati ai Comuni è quello di suddividere il proprio territorio in zone acusticamente omogenee e attribuire ciascuna di queste ad una delle sei diverse classi di tutela previste dalla legge nazionale (legge quadro 447/95). All interno del comprensorio solo il Comune di Castelnuovo Berardenga ha attivato, in località Pianella, la zonizzazione del rumore. I risultati sono mostrati in Tabella 3.4 con le misure del leq* notturno e diurno (Fonte ARPAT). Leq*: Livello sonoro equivalente: È il valore corrispondente all'integrazione della pressione sonora SPL per un lungo periodo temporale. Tale valore è significativo di un evento sonoro avente intensità fluttuante. Tabella 3.4: Misure di leq effettuate nei punti di monitoraggio del circondario del Chianti Senese. Fonte: ARPAT. comune posizione sorgente data inizio misure data fine misure leq diurno leq notturno CASTELNUOVO BERARDENGA Loc. Pianella TRAFFICO 04/12/ /12/ ,5 53,8

24 Parte I Lo stato dell ambiente 17 4 Il sistema rifiuti La Natura ci insegna che non esiste il concetto di rifiuto fine a se stesso, in quanto nulla o quasi nulla di ciò che viene prodotto dagli organismi presenti nella biosfera va sprecato: ogni minima scoria costituisce per un altro organismo una fonte di materiale utilizzabile o di energia. In questo meraviglioso sistema naturale, la materia e l energia seguono ampi cicli, selezionati da miliardi di anni di evoluzione biologica. Per uno sviluppo sostenibile dovremmo, pertanto, emulare la naturale capacità del pianeta di riciclare i materiali, minimizzando l accumulo di prodotti di scarto. 4.1 LA PRODUZIONE DEI RIFIUTI La gestione dei rifiuti è diventata uno dei problemi più importanti che la società contemporanea si trova ad affrontare. Le attività umane hanno sempre prodotto materiali di scarto o sottoprodotti, che fino all avvento della società industriale, l uomo riusciva a recuperare e a valorizzare. Per affrontare oggi in maniera sostenibile il problema rifiuti è pertanto necessario sviluppare una gestione che: Riduca la produzione del rifiuto Massimizzi il recupero e il riutilizzo del rifiuto Riduca la quantità di materiale che conferisce in discarica La legislazione italiana ha concretizzato queste idee nel D.Lgs 22/97 (attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62 CEE sugli imballaggi e rifiuti da imballaggio) e sue successive modificazioni e integrazioni, che ha recepito integralmente nell ordinamento nazionale le strategie comunitarie sulla gestione dei rifiuti, al fine di assicurare, nell ottica dello sviluppo sostenibile, un elevata protezione ambientale ed una limitazione nel consumo delle risorse naturali. Ai sensi dell art. 24 D.Lgs. 22/97 e sue successive modifiche e ai sensi della normativa regionale (LR 25/1998 e LR 29/2002) il periodo di riferimento per il calcolo dell efficienza della raccolta differenziata e l obiettivo relativo, fatto salvo il traguardo del 15% per il Marzo 1999, sono definiti secondo quanto riportato in tabella 4.1. Valuteremo la produzione dei rifiuti attraverso l ausilio di alcuni indicatori di sintesi come la produzione pro-capite, la sua variazione nel tempo e la raccolta differenziata. Per quanto riguarda il calcolo dell efficienza della raccolta differenziata si considerano le statistiche che fanno riferimento all anno ronchiano, successivamente confrontate con gli obiettivi del decreto Ronchi (Tabella 4.2). I dati certificati sono forniti dall Agenzia Regionale Recupero Risorse (ARRR) per il periodo che va dal 1998 al 29/02/2004. Nelle Tabella vengono analizzati i dati sulla produzione dei rifiuti (Fonte: ARRR). La

25 Parte I Lo stato dell ambiente 18 situazione del Circondario è confrontata con quella provinciale. La serie dei dati va dal 1998 al Febbraio Tabella 4.1: Metodo standard di certificazione delle percentuali di raccolte differenziate dei rifiuti urbani. [Fonte: ARRR] Scadenze Obiettivi Periodo di riferimento per il calcolo dell efficienza 03/03/ % 01/03/ /02/ /03/ % 01/03/ /02/ /03/ % 01/03/ /02/ /03/ % 01/01/ /12/ /03/200x 35% 01/01/200(x-1) - 31/12/200x Tabella 4.2: Certificazioni delle percentuali di raccolte differenziate dei rifiuti urbani. [Fonte: ARRR] Scadenze Obiettivi Periodo di riferimento per il calcolo dell efficienza Provincia di Siena Chianti senese 03/03/ % 01/03/ /02/ ,86% 24,51% 03/03/ % 01/03/ /02/ ,15% 18,97% 03/03/ % 01/03/ /02/ ,36% 25,93% Analizzando le statistiche riportate nella tabella precedente si osserva come il Circondario del Chianti Senese, fino al Febbraio 2002 abbastanza in linea con i livelli di raccolta differenziata della Provincia di Siena, registri un sostanziale ritardo rispetto a quest ultima e agli obiettivi fissati nel decreto Ronchi negli ultimi due anni. La percentuale di raccolta differenziata presenta inoltre un andamento altalenante, a fronte di un risultato abbastanza buono nel Febbraio Come altri Circondari e la Provincia nel suo complesso, si registra nell ultimo anno un forte incremento della raccolta differenziata, che non riesce, però, a raggiungere il valore del 35%. A Febbraio 2004 si attesta di poco sopra al valore del Febbraio La produzione di rifiuti nel Circondario raggiunge le 9.114,80 tonnellate (5,71% del totale provinciale), con una produzione pro-capite di 620,05 kg, contro una media provinciale di 616,11 kg. La quantità di rifiuti urbani non differenziata del Circondario mostra, negli anni , una lenta ma costante crescita che sembra stabilizzarsi intorno alle tonnellate, quindi sopra la quantità registrata nel La quantità totale di rifiuti prodotta è in aumento anche a livello provinciale, mentre la quantità di rifiuti urbani non differenziati registra una netta diminuzione nell ultimo anno, con quantità superiori solo ai livelli del 1998.

26 Parte I Lo stato dell ambiente 19 Tabella 4.3: Serie storica della produzione dei Rifiuti Solidi Urbani (RSU) e della Raccolta differenziata (RD) nel Chianti Senese. Fonte: Agenzia Regionale Recupero Risorse (ARRR). CHIANTI SENESE / / / /2004 RSU (t/anno) 6.304, , , , , , ,08 RD (t/anno) 674,15 853, , , , , ,72 RSU+RD (t/anno) 6.978, , , , , , ,80 RSU+RD (kg/ab/anno) 507,73 527,12 568,00 620,73 619,98 584,74 616,11 Cresc. Prod. pro-capite - 3,82% 7,76% 9,28% -0,12% -5,80% -0,74% % RD su RSU+RD 10,06% 11,99% 18,22% 24,53% 23,78% 18,97% 25,93% Tabella 4.4: Serie storica della produzione dei Rifiuti Solidi Urbani (RSU) e della Raccolta differenziata (RD) nella Provincia di Siena. Fonte: Agenzia Regionale Recupero Risorse (ARRR). PROVINCIA DI SIENA / / / /2004 RSU (t/anno) , , , , , , ,08 RD (t/anno) , , , , , , ,82 RSU+RD (t/anno) , , , , , , ,90 RSU+RD (kg/ab/anno) 478,47 514,19 544,08 582,97 577,06 568,85 616,81 Cresc. Prod. pro-capite 7,46% 5,81% 7,15% -1,01% -2,42% 5,81 % RD su RSU+RD 12,32% 17,09% 23,01% 27,36% 27,12% 26,15% 35,36%

27 Parte I Lo stato dell ambiente 20 A livello provinciale si può quindi affermare che l aumento nella raccolta differenziata riesce ad incidere sulla quantità di rifiuti non differenziati; a livello di distretto questo fenomeno non è ancora molto evidente, anche se è importante sottolineare come la quantità totale di rifiuti differenziati, a parte il periodo Marzo 2002-Febbraio 2003, è risultata sempre in crescita (Tabella 4.1). Per raggiungere i livelli del decreto Ronchi va comunque ancora incentivata; questo serve, da un lato, per recuperare la maggiore quantità possibile di materiale e dall altro per diminuire la frazione di rifiuti indifferenziati che solitamente necessitano di trattamenti più costosi in termini economici e per l ambiente, rispetto a quelli necessari per dare nuovo valore ad un materiale recuperato. L analisi delle quantità in tonnellate delle frazioni merceologiche recuperate (Fonte: ARRR), riportate in Tabella 4.5 e 4.6, ci permetterà di capire più a fondo le caratteristiche della raccolta differenziata. Tabella 4.5: Raccolta Differenziata per frazione merceologica nel Chianti Senese. Fonte: Agenzia Regionale Recupero Risorse (ARRR). FRAZ. CHIANTI SENESE MERCEOLOGICA (TONNELLATE) Carta, cartone 202,68 214,54 325,97 422,71 422,79 645,98 Vetro 146,70 288,79 361,56 305,90 316,76 416,12 Lattine 0,90 7,46 15,57 18,03 25,17 48,85 Plastica 31,26 43,09 52,56 85,82 98,05 138,40 Sovvalli multimateriale 11,99 24,60 35,63 35,64 34,12 20,26 Vetro, lattine multimat.le 113, ,50 56,26 - Metalli 155,04 225,72 203,36 256,46 253,94 396,13 Organico - 37,17 151,33 158,66 170,97 174,60 Sfalci e potature - 2,60 148,45 680,93 617,07 144,12 Ingombranti ,96 58,27 48,46 131,66 Oli min. e vegetali - 0, Farmaci 0,62 1,37 0,77 0,52 0,60 1,14 Pile e batterie 6,17 7,59 9,83 7,76 11,92 10,72 Altro 4, ,04 0,03 Il 2003 è caratterizzato da molte variazioni nelle quantità recuperate sia positive che negative. In particolare si nota una diminuzione delle quantità recuperate di Sfalci e potature passate dalle 617,07 del 2002 alle 144,12 del In aumento rispetto al 2002 risultano invece le frazioni di Carta e Cartone e Vetro, stabile il recupero della frazione organica.

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