1. E-learning e formazione continua nella PA: un binomio ancora da realizzare.

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1 Una IDEA per le biblioteche. Esperienze, strumenti e metodi per supportare, facilitare e diffondere la formazione continua e l aggiornamento. Francesca Cantone, Stefania Castanò, Paola Paladino, Maria Grazia Ronca Università degli Studi di Napoli Federico II Corso Umberto 1, (80133 Napoli) [francesca.cantone, scastano, E-learning e formazione continua e permanente sono un binomio che, nonostante tutte le annunciate previsioni degli ultimi tempi, non riesce ad affermarsi. Sono altresì rare le buone pratiche dell e-learning nel contesto della pubblica amministrazione. Il presente contributo riporta l esperienza di definizione di percorsi e di contenuti per l e-learning da sperimentare nei processi di formazione e di aggiornamento di personale operante in un settore, quello delle biblioteche digitali, incline all uso delle tecnologie nel proprio lavoro quotidiano. In particolare la sperimentazione ha comportato la realizzazione di un corso SCORM di Ricerca bibliografica: metodologia, strumenti e servizi, utilizzando il software IDEA (Instructional DEsigner Applications), per l authoring di Learning Objects. Il presente contributo illustra e propone alla discussione i risultati della sperimentazione, estremamente incoraggianti in termini di resa didattica e innovazione metodologica. In particolare il testing del software/metodologia IDEA, ne ha evidenziato la facilità d uso, la flessibilità e la adattabilità, non solo a diversi contesti applicativi, ma anche a diverse metodologie didattiche, confermando la sua funzione di sostegno alla diffusione delle nuove metodologie didattiche nel settore bibliotecario, intervenendo a supporto dell autore nella filiera di produzione multimediale. 1. E-learning e formazione continua nella PA: un binomio ancora da realizzare. Gli ultimi anni hanno visto un crescente interesse, da parte delle pubbliche amministrazioni europee, per l applicazione delle nuove tecnologie didattiche alla formazione permanente. I nuovi sistemi della conoscenza, infatti, richiedono all uomo una nuova capacità di rapportarsi con il sapere che diventa sempre meno statico e stabilmente strutturato, e appare piuttosto in continua

2 evoluzione e ridefinizione; anche l apprendimento diventa quindi distribuito e permanente [CNIPA 2007]. Forti sono state, dunque, le aspettative espresse nei confronti del connubio formazione permanente/nuove tecnologie didattiche: in particolare esse hanno riguardato un incremento qualitativo dei processi formativi, una migliore e più pervasiva diffusione delle conoscenze, una ottimizzazione degli interventi in termini di tempo e spazio. A livello istituzionale molteplici sono stati gli interventi del Consiglio Europeo rivolti alla creazione di infrastrutture flessibili per rendere l e-learning disponibile a tutti e per diffondere una cultura di apprendimento permanente (lifelong learning). Nelle più recenti iniziative, infatti, le nuove tecnologie dell informazione e della comunicazione sono viste come un elemento di impulso al cambiamento e alla innovazione educativa e sociale: nell e-learning si individua una risposta efficace alle esigenze di aggiornamento della forza lavoro europea [ISFOL 2008]. Attualmente la Commissione Europea, continuando a supportare i programmi di e-learning, appare principalmente interessata a incentivare la creazione e la diffusione di contenuti di qualità e di servizi digitali con interscambi europei. Infatti appare oramai evidente che per realizzare al meglio la formazione continua occorre garantire una costante e qualificata produzione di contenuti digitali e realizzare una rete per la loro condivisione. In questo contesto la selezione, l organizzazione, la condivisione e la riproduzione della conoscenza è un passo cruciale per la creazione di reti e comunità, al cui interno sviluppare un confronto continuo per condividere la conoscenza posseduta o generarne di nuova. Anche le istituzioni italiane hanno attuato una serie di interventi in linea con le direttive europee. Ancora di recente il Ministero per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione inserisce tra gli obiettivi del suo programma la necessità di sviluppare progetti di e-learning: Per garantire in modo sostenibile la formazione continua al personale pubblico, si utilizzeranno in modo mirato e ben ponderato le metodologie e gli strumenti dell e-learning, garantendo al contempo una costante e qualificata produzione di contenuti digitali e realizzando una rete per la loro condivisione [CNIPA 2007]. Tuttavia recenti studi evidenziano come l indiscutibile trend positivo nel mercato dell e-learning in Italia, sia accompagnato da una distribuzione delle iniziative ancora non uniforme, ma piuttosto a macchia di leopardo e soprattutto sottolineano come sia ancora fortissimo il dislivello tra il forte ricorso a tali metodologie da parte delle imprese, e la ben più limitata presenza di iniziative di pubblica amministrazione, scuole e università. Quest ultimo fenomeno è messo in relazione con la maggior capacità di investimento delle aziende, con la disponibilità di infrastrutture tecnologicamente avanzate e con la maggior propensione all innovazione [ISFOL 2008]. A fronte di tali difficoltà, comunque, è oramai ampiamente condiviso il principio secondo il quale una vera attività di formazione e riconversione può essere attuata soltanto con interventi di lungo periodo che coinvolgano tutto il

3 personale pubblico e a tutti i livelli. È proprio su tale processo che l intervento delle metodologie e degli strumenti dell e-learning può incidere in maniera virtuosa permettendo di raggiungere tale obiettivo con maggiore facilità rispetto alla formazione di tipo tradizionale e creando una rete per lo scambio di esperienze e per la diffusione delle buone pratiche. 2. Una Idea per le biblioteche. 2.1 Il problema della produzione di contenuti Come si è osservato già a livello programmatico nelle indicazioni della Comunità Europea, anche negli studi e nei dibattiti sull e-learning si assiste negli ultimi dieci anni ad un progressivo e sostanziale spostamento del focus di interesse: dopo l iniziale preponderante attenzione per lo studio, la progettazione e lo sviluppo di piattaforme e software, si afferma in maniera sempre più notevole l importanza degli aspetti contenutistici [Osservatorio Anee 2004]. Dunque da un lato oramai il mercato tecnologico si è notevolmente stabilizzato, offrendo centinaia di piattaforme di e-learning (con una notevole affermazione anche di un segmento open-source), contraddistinte da funzionalità più o meno standard ed evolute che supportano agevolmente un processo di e-learning per quanto concerne la pubblicazione e fruizione dei contenuti digitali, la comunicazione tra utenti ed il tracciamento delle loro attività; dall altro lato la produzione e gestione di contenuti didattici attualmente rappresentano il vero punto di partenza per la costruzione di un sistema di apprendimento a distanza e l elemento di criticità da cui dipende la qualità ed il successo dell intervento. In questo contesto diventa prioritario supportare e facilitare la realizzazione di contenuti non solo appariscenti da un punto di vista della forma, ma didatticamente validi, modulari e personalizzabili a seconda dei contesti di uso, delle finalità didattiche e delle caratteristiche del singolo discente; allo stesso modo è fondamentale consentire il coinvolgimento dei depositari della conoscenza in tutto il processo di produzione dei contenuti didattici; infine bisogna sfruttare appieno le specificità dei processi e-learning, come ad esempio la possibilità di effettuare il tracciamento o tracking dei contenuti e la loro annotazione, o metadatazione, al fine di garantire la riusabilità. Diversi, tuttavia, appaiono i fattori frenanti nella realizzazione di contenuti per l e-learning. Nella maggioranza dei casi l esperto dei contenuti non possiede le competenze che servono per progettare corsi on line e legate alla individuazione delle modalità più efficaci per comunicare concetti, istruzioni e nozioni. Si è venuta, dunque, affermando una filiera di produzione complessa, in cui, ad esempio, l autore è supportato dalla figura dell'instructional designer, con il compito di rendere fruibili i contenuti di un corso sia definendo ambienti e interfacce per l'utente che siano quanto più possibile facili da usare sia

4 occupandosi di strutturare le lezioni bilanciando l'uso della multimedialità con quello del testo. Un altro aspetto frenante sono i costi di realizzazione che restano elevati per il numero di competenze professionali diverse coinvolte. Infine anche i tempi di realizzazione restano troppo lunghi se si pensa che con gli attuali processi di produzione servono più di 40 ore di preparazione a fronte di una sola ora di erogazione. 2.2 I contenuti per l e-learning: i vantaggi di un processo di produzione strutturato. Tali riflessioni consentono di individuare nella complessità del processo di produzione dei contenuti per l e-learning una delle maggiori criticità per l affermazione e la diffusione massiccia e capillare di tali metodologie e per una loro ottimale utilizzazione. In particolare per supportare la progettazione di contenuti e-learning si sono affermati negli ultimi anni i cosiddetti linguaggi EML (Educational Modeling Languages) veri e propri linguaggi per la modellazione della struttura dei contenuti didattici e per la definizione le modalità di apprendimento sugli stessi. Un Linguaggio di Modellazione Educazionale è una notazione semantica usata per creare unità di apprendimento che consentano il riutilizzo di entità pedagogiche come la struttura di un corso, gli obiettivi di un corso, le attività per l apprendimento, ecc, al fine di creare materiale altamente strutturato. Lo scopo degli EML è quello di assistere gli autori di contenuti nella strutturazione delle conoscenze in una forma adeguata ai nuovi mezzi comunicativi, in maniera flessibile rispetto al modello pedagogico che si vuole adottare. Il passo successivo risulta poi essere la trasformazione dei contenuti così strutturati in veri e propri corsi on-line attraverso appositi elaboratori che, nel maggioranza dei casi, coincidono con dei semplici authoring tools. In questo contesto, dunque, i principali vantaggi di una progettazione strutturata di corsi e-learning basati su EML tipicamente appaiono la riusabilità, la personalizzazione, la possibilità di interazione personalizzata per studenti specifici, l indipendenza dai media, la ricombinabilità, la modularità. Per quanto riguarda gli autori (content owner), essi vanno supportati, attraverso la predisposizione di strumenti per la facile digitalizzazione e classificazione dei loro saperi al fine di rendere semplice ed immediata la realizzazione di contenuti e-learning riusabili e portabili avvalendosi degli attuali standard del settore [Chianese et al. 2006]. 2.3 Idea: il progetto, la metodologia e il software. Il progetto IDEA interviene nel processo di produzione di contenuti per l e-learning, facilitando il compito degli autori e consentendo loro di sfruttare in maniera semplice ed immediata i vantaggi di una progettazione strutturata.

5 L'Istructional DEsigner Applications (IDEA) rappresenta, infatti, un processo di generazione di contenuti per l'e-learning che intende, da una parte, abituare gli autori a strutturare le conoscenze per i nuovi mezzi comunicativi, assolvendo quelli che sono le funzionalità di un classico EML, e dall'altra, aiutare i progettisti di contenuti nelle attività di analisi dei saperi. IDEA interviene così nel processo di produzione dei contenuti per l'elearning assolvendo a molte delle attività tipiche sia del progettista che dello sviluppatore di contenuti (Figura 1). Figura 1: Modello dei Dati (Class Diagram) per un corso sviluppato tramite IDEA Obiettivo portante del progetto IDEA è quindi il coinvolgimento degli esperti di contenuti nel processo di produzione; attraverso l introduzione di strumenti di authoring semplici, gli esperti sono supportati nella realizzazione di materiali già strutturati per l e-learning, conformi agli standard del settore, e pronti per la sperimentazione in processi e-learning. Tali prototipi possono poi assumere una forma più evoluta utilizzando strumenti di authoring commerciali e grazie alle competenze degli Istructional Designer, portando alla creazione diveri e propri corsi multimediali complessi, che siano sia didatticamente validi che altamente interattivi. Il compito dell Istructional Designer, ed, in generale dell editore multimediale di contenuti per l e-learning, vengono così a semplificarsi. Alcuni dei suoi compiti si spostano verso gli autori che producono e organizzano i contenuti in una forma più idonea per l e-learning suggerendo, nel contempo, il fabbisogno di multimedialità ed interattività. L asse portante di IDEA è un assemblatore di contenuti digitali diversi (testo, immagini, filmati, audio, test di vario tipo) con il quale si possono

6 realizzare, con costi e tempi ridotti, corsi multimediali aderenti agli standard e da erogare attraverso una qualsiasi piattaforma di e-learning. In maniera analoga ad un EML (Educationale Modeling Language), IDEA definisce un linguaggio apposito, basato su XML, per la strutturazione e modellazione dei corsi. Figura 2: Fasi del processo di produzione dei contenuti con IDEA Viene utilizzata una struttura fortemente gerarchica in cui ogni corso è suddiviso in una serie di moduli, composti da un serie di unità didattiche, e, a sua volta, ogni unità didattica è composta da una serie di unità di contenuto o formative (Figura 2). Tutte le componenti di un corso possiedono una serie di metadati generali (alcuni IEEE LOM complaint) e un serie di metadati specifici. Caratteristica di IDEA è la possibilità di generare, a partire dalla rappresentazione strutturata in XML, corsi in formati diversi e per canali diversi. Dalla semplice stampa del corso in PDF, si passa alla generazione di un CBT interattivo per finire con la creazione del package SCORM. Ogni formato risente delle specificità del canale a cui è rivolto. IDEA si completa con un infrastruttura di comunicazione di tipo P2P pensata per promuovere la condivisione di contenuti tra diversi autori attraverso un sistema di learning object sharing. Più in particolare i repository di LO sono implementati attraverso XML Peer Multimedia DBMS (strumenti che permettono la condivisione di dati eterogenei e distribuiti in modo distribuito e scalabile in ambienti P2P) capaci, non solo di memorizzare in maniera efficiente i metadati (LOM) e i contenuti multimediali costituenti i learning object, ma anche di condividere i dati e scambiarli in maniera efficiente ed efficace tra di loro, nascondendo, nel contempo, all utente la complessità dell intero processo. L autore, grazie alla infrastruttura P2P, può così integrare i contenuti del repository privato con gli oggetti di apprendimento (nella forma di LO, SCO o asset) condivisi. Il software è disponibile per il download gratuito all'indirizzo:

7 Il progetto, dunque, muove dalla consapevolezza che, agendo opportunamente nel processo di acquisizione e gestione dei saperi, con strumenti e competenze adeguate, si possono superare molte delle difficoltà riscontrate e incentivare la corretta diffusione dell e-learning in diversi ambiti della pubblica amministrazione, dalla didattica universitaria alla formazione permanente, e interviene direttamente in tale filiera di produzione, rendendola più efficiente e semplificando e potenziando il ruolo degli autori. 2.4 Idea: una rassegna dei casi d uso. Il software e la metodologia Idea sono stati applicati nella realizzazione di un catalogo corsi molto vasto, con casistiche di uso molto differenziate per tipologia di discipline, tipo di e-learning supportato, target di riferimento, contesto e finalità didattiche. L iniziale fase ha riguardato una esperienza di diffusione della didattica in e-learning in ambito accademico, con il manifesto intento di supportare l adozione delle nuove metodologie didattiche attraverso il supporto ai docenti/autori dell Università degli Studi di Napoli Federico II. I corsi realizzati riguardano decine di moduli didattici che spaziano dalla medicina all informatica alla storia alla economia, con una notevole varietà di specificità disciplinari sia nella tipologia dei media e dei contenuti, sia negli approcci didattici [Chianese et al. 2006]. Successivamente una specifica versione del software opportunamente personalizzata è stata impiegata in un vasto progetto dedicato alla formazione e l aggiornamento della pubblica amministrazione a livello nazionale [Chianese et al. 2008]. In particolare il ricco catalogo di corsi realizzati spazia da temi relativi al Project management a quelli relativi al Management del trasferimento tecnologico. Dal punto di vista delle metodologie didattiche supportate nelle varie esperienze condotte va sottolineato che sono stati realizzati corsi che vanno da una tipologia di e-learning puro, attraverso la presentazione di materiali didattici senza interazione diretta in aula, a una tipologia blended, con la realizzazione di corsi che hanno previsto l interazione sia on line che in presenza a partire da materiali didattici e percorsi predisposti, a una tipologia più erogativa e tradizionale, con la realizzazione di strumenti di puro supporto alla didattica d aula. Per quanto riguarda la consistenza e la tipologia del target di riferimento, è possibile evidenziare esperienze che hanno riguardato studenti universitari e adulti occupati in formazione continua; la numerosità degli studenti coinvolti è variata dalle poche decine alle centinaia. 2.5 Il Corso Ricerca bibliografica: metodologia, strumenti e servizi. Nell ambito di un piano generale di intervento sulla formazione continua e permanente del personale tecnico-amministrativo dell Università degli Studi di

8 Napoli Federico II si è avviata una prima sperimentazione dell uso della metodologia Idea per realizzare una esperienza di didattica in modalità e- learning. La sperimentazione ha riguardato il corso di Ricerca bibliografica: metodologia, strumenti e servizi. I destinatari dell intervento sono individuati nei bibliotecari e/o addetti ai servizi di biblioteca che già utilizzano Aleph, lo strumento di gestione delle biblioteche adottato dall Ateneo Federico II. Tuttavia in una ottica più ampia i contenuti didattici riguardano anche l utenza delle biblioteche, alla quale proporre una guida all utilizzazione dei servizi di ricerca di informazione bibliotecaria. Figura 3: due schermate del corso Ricerca bibliografica: metodologia, strumenti e servizi L argomento principale del corso è la ricerca bibliografica al servizio dell utenza: dal recupero dell informazione, alla valutazione, alla presentazione dei risultati, alla organizzazione dei servizi connessi. Il corso si articola in due parti, la prima, introduttiva, fornisce una panoramica sulle problematiche attuali nel settore dell Information Retrieval; la seconda parte, più ampia, è dedicata all apprendimento dell utilizzo di SireLib, il portale per l accesso alle risorse elettroniche dell Ateneo (Figura 3). In una prospettiva generale il corso si propone di ampliare la competenza di bibliotecari e operatori di biblioteca nel campo dell Information Retrieval al fine ultimo di diffondere la conoscenza tra gli studenti, i ricercatori e i docenti delle risorse online acquisite dall Ateneo. Il progetto ha comportato la definizione di una snella ed efficace filiera di ideazione, progettazione e produzione di percorsi e di contenuti multimediali per l e-learning, con un continuo coinvolgimento degli esperti di contenuto in tutte le fasi realizzative. I contenuti sono da subito concepiti come Learning Objects in forma modulare, riassemblabile, ricombinabile, riusabile, condivisa e in continuo aggiornamento.

9 Il corso SCORM di Ricerca bibliografica: metodologia, strumenti e servizi, viene supportato in formato standard dalla piattaforma di servizi didattici specificamente sviluppata, che consente la fruizione secondo un modello didattico che corrisponde ai principi del costruzionismo sociale, valorizzando l autonomia del fruitore nel definire il proprio percorso didattico e garantendo la possibilità del tracciamento delle attività, indispensabile ai fini dell accreditamento delle competenze maturate e della valutazione dell intervento didattico realizzato. 3. Conclusioni La realizzazione del corso di Ricerca bibliografica: metodologia, strumenti e servizi ha costituito una valida opportunità di verifica delle metodologie sviluppate nell ambito del progetto IDEA e della loro adattabilità a diversi contesti di uso e a diverse tipologie di interventi in e-learning. In particolare il corso è stato realizzato nell ambito di un piano di aggiornamento permanente della amministrazione della Università degli Studi di Napoli Federico II. L ambiente bibliotecario, già abituato all uso dell informatica nella pratica di lavoro e nella metodologia di ricerca, si è rivelato particolarmente idoneo alla sperimentazione e all impiego di Idea e dunque particolarmente ricettivo nei confronti di un futura più massiccio ricorso a esperienze e-learning per la formazione continua e permanente e l aggiornamento del personale. Uno degli outcomes di progetto, infatti, ha riguardato una progressiva autonomia maturata dagli esperti di contenuto, che lascia prevedere in successivi interventi una sempre maggiore integrazione delle metodologie sperimentate nelle pratiche del lavoro bibliotecario. Con IDEA, dunque, si potrà proporre la realizzazione di materiali per l elearning ad un numero anche più ampio di autori in quanto si è spostato su essi una delle fasi più critiche del processo di produzione dei contenuti: la rappresentazione e classificazione dei saperi in formato digitale. In interventi successivi apparirà immediatamente evidente alla comunità degli autori un altro vantaggio del processo avviato: la strutturazione dei contenuti in unità elementari in formato grezzo consentirà loro non solo di manutenere la base di conoscenza modificando parti obsolete o non molto efficaci, ma anche definire modalità di riassemblaggio diverse per livelli di sintesi o per successione degli argomenti. Infatti la presenza di strumenti automatici di trasformazione dei materiali consentirà all autore di produrre da solo i learning object decidendone anche modalità e livelli di condivisione all interno di diverse comunità di utilizzatori, dal personale alla utenza bibliotecaria. Alcuni dei principali obiettivi raggiunti, dunque, possono essere così schematizzati: da un lato è stato semplificato il lavoro degli autori relativamente alla rappresentazione e classificazione dei saperi; dall altro lato è stata automatizzata la trasformazione dei materiali al fine di renderli fruibili via web secondo formati prestabiliti e rispondenti a precise esigenze formative.

10 È facilmente ipotizzabile che tale esperienza possa a regime comportare ulteriori vantaggi, tra cui avvicinare il maggior numero di docenti/esperti di contenuti ai processi di e-learning e favorire lo scambio di conoscenze tra gli autori stessi al fine di creare sempre nuova conoscenza. Va inoltre sottolineato che è ampiamente dimostrato come nel lifelong learning l applicazione dei principi del costruzionismo sociale comporta un notevole incremento dell apprendimento e dell apporto della comunità alla costruzione di sapere. In tal senso la realizzazione di repository condivisi, distribuiti, riusabili, modulari, di particelle di contenuto atomizzate, risponde alle esigenze di pianificazione strategica di interventi di lungo respiro e in costante aggiornamento, tipici del sistema delle pubbliche amministrazioni. In questa ottica i contenuti sono considerati veri elementi di valore (asset) della formazione in possesso di una organizzazione, che è appunto possibile gestire, condividere e riutilizzare attraverso un repository. Sempre più diffusa è dunque la tendenza a sviluppare cosiddetti repository di contenuti, cioè sistemi indipendenti separati dai sistemi autore e dalle piattaforme per l erogazione - ove sono archiviati consistenti quantità di materiali didattici in formato digitale e che è possibile interrogare con tecniche di ricerca avanzate. Le esperienze maturate nell ambito del progetto, dunque, consentono di delineare linee guida per ulteriori interventi di applicazione delle nuove tecnologie della didattica a scenari più complessi, capaci di inserirsi in maniera strutturale nel sistema dell aggiornamento permanente delle pubbliche amministrazioni sia a livello nazionale che internazionale. Bibliografia [Chianese et al. 2008] A. Chianese, F. Cantone, A. Quintano, V. Moscato, La costruzione della e-community, in AAVV. F.I.O.R.I. Formazione Intervento Organizzativo per la Ricerca e l Innovazione, MIUR, PON, UE, RSO, Fondazione CRUI, Città della Scienza Spa, Napoli 2008, pp [Chianese et al. 2006] A. Chianese, V. Moscato, A. Penta, G. Vuolo, IDEA: Un Tool per la produzione di contenuti didattici, Congresso Annuale AICA [CNIPA 2007] CNIPA, I Quaderni su E-Learning nelle pubbliche amministrazioni: le Linee guida, la Direttiva Ministeriale, il Vademecum per la realizzazione di progetti formativi in modalità e-learning nelle pubbliche amministrazioni, [ISFOL 2008] ISFOL, Focus, E-learning e web 2.0: una dimensione sociale dell'apprendimento virtuale, Francesca Ludovisi, [Osservatorio ANEE 2004] Osservatorio ANEE in collaborazione con il CNIPA, E- Learning: evoluzione del mercato nel sistema Italia (sintesi 2004).

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