CON LA PILLOLA ABORTIVA SIAMO ANCORA PIU SOLE

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1 VITA N.30 Copia omaggio Foglio gratuito dell Associazione COMITATO PROGETTO UOMO o.n.l.u.s. - Via Pio X, 5 - Bisceglie La voce delle donne di Progetto Uomo CON LA PILLOLA ABORTIVA SIAMO ANCORA PIU SOLE La pillola abortiva RU486 è già commercializzata in molti paesi europei, perché non farlo anche in Italia? Questa è la ragione che solitamente sentiamo dai nostri interlocutori. Ma forse qualcuno ha dimenticato di sottolineare come questo cosiddetto farmaco vada ad incidere sulla salute psicologica e fisica del soggetto sottoposto all'assunzione: la donna. Crediamo che ancora una volta qualcuno (casa farmaceutiche, medici o burocrati) abbia deciso per noi, per il cosiddetto progresso. Già sole dinanzi ad una gravidanza non voluta o non programmata o non condivisa da partner o da povera Eluana) ed espulso via da famiglie noi. Chi ci sarà accanto a irresponsabili, sostenerci? Chi ci dirà che sentiamo di abortire un figlio è come togliersi essere lasciate un dente? Chi riempirà quel ancor più in vuoto incolmabile rimasto dentro solitudine dinanzi di noi? ad un evento che Ci vediamo già in quei letti di di problemi ne ospedale: squallidi, con le pareti porta già di mute, con gli sguardi enormi con sé. compassionevoli di chi ci usa Sembra facile come cavie, per scoprire affidare ad una statisticamente quanto tempo pillola passa tra l'assunzione di quel l'eliminazione di pesticida e l'espulsione un figlio non dell'embrione. (..) desiderato. La Continua a pag. 3 decisione di Le donne del Comitato Progetto abortire di per sé per la donna è Uomo. fonte di grandi ansie, di tanti perché, di grandi interrogativi che nessuno saprà mai risolverci. ALL INTERNO Resta dentro il lutto eterno di un figlio abortito. Un figlio magari PAG Pillola abortiva non voluto ma che avrebbe dato la PAG. 4- Eluana Englaro felicità a tante coppie che quel PAG. 5- Fine vita figlio sarebbero disposte a PAG. 6- Quoziente familiare cercarlo persino sulla luna, se ciò PAG. 7- Ricostruiamo le fosse possibile. famiglie in Abruzzo Ci sentiamo offese: noi che PAG. 8- Sangue artificiale abbiamo il privilegio unico, PAG. 9- Il cordone irripetibile, ineguagliabile, di ombelicale portare in grembo una vita, ancora PAG. 10- Quando il bebè una volta saremo lasciate sole non è come piace a me! nell'attesa che quell'embrione, già PAG. 11- Immigrazione annidato nella placenta, venga PAG. 12- Raccolta lasciato morire di stenti (come la

2 La RU486, una targa di morte E FAR MORIRE DI FAME E SETE L EMBRIONE D al 31 luglio scorso la Ru486 è stata introdotta anche nel nostro Paese. Infatti il consiglio di amministrazione dell'agenzia italiana del farmaco (Aifa) composto dal presidente Sergio Pecorelli e dai consiglieri Giovanni Bissoni, Romano Colozzi, Claudio De Vincenti e Gloria Saccani Jotti - ha approvato a maggioranza la contestata pillola abortiva. Alla fine solo Romano Colozzi, assessore alle Risorse e finanze della Regione Lombardia, si è pronunciato contro l'approvazione della pillola abortiva. Ciò che maggiormente colpisce è la pubblicizzazione della Ru486 come il modo meno traumatico per abortire, tacendo un dato sconcertante: il 56% delle donne riferisce di aver visto l'embrione abortito, con conseguenti ovvi effetti psicologici negativi (incubi, flashback, pensieri intrusivi relativi all'esperienza). Sottolineando gli aspetti positivi dell'interruzione di gravidanza con la Ru486 rispetto all'interruzione chirurgica, si vuole oscurare il fatto che, comunque venga eseguito, l'aborto è pur sempre l'uccisione di un essere umano, mentre si tace sul fatto che, per motivi meramente ideologici ed economici, sia entrato in commercio in Italia un farmaco con delle caratteristiche tali per cui qualsiasi altro farmaco non avrebbe ottenuto l'approvazione. «Infatti rileva il sottosegretario al welfare Roccella temo che ci possa essere per la pillola abortiva Ru486 un peso ideologico che oscuri la sua effettiva valutazione tecnica-scientifica e anche la sua effettiva compatibilità con la legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza. Inoltre se si facesse una politica di ricovero, ciò sarebbe costosissimo perché non si può capire fino a quanto tempo deve durare il ricovero stesso». Per questo, aveva sostenuto il sottosegretario, «è un metodo che intrinsecamente riporta le donne ad abortire a domicilio, in una sorta di clandestinità legale». Aborto fai-da-te. In più il sottosegretario aveva rilevato che «il sospetto è che si voglia arrivare ad una rottura della legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza grazie a una tecnica e non all'iter parlamentare». È questo uno degli aspetti che più fa rabbia. In barba a tutti i dettami democratici, un'agenzia tecnico-politica, non eletta dai cittadini, decide su un tema talmente importante. Mi chiedo a che serve un parlamento composto da 952 membri, profumatamente e giustamente pagati, se non è chiamato a decidere sui temi fondamentali della società: vita e salute. Da cittadino mi sento inerme, a chi risponderà questa agenzia? Agli elettori? Certo che no! È in atto uno svuotamento del potere legislativo: il parlamento legifera e puntualmente un' agenzia, un tribunale, stravolge il senso della legge. Basta guardare il caso Eluana e legge 40.(...) Nicola Quatela I VOLONTARI DELLA SECONDA RACCOLTA Nei supermercati DIMEGLIO: Luciana Papagni+Isa Di Benedetto; Grazia Belsito +Luciana Di Liddo+Francesca Monopoli; Isa Iannelli+Giulia Parisi Nei supermercati LA CHIOCCIOLA: Claudia+Emanuele+Antonella; Paolo+ Federica; Mariantonietta+Grazia + Roberta+Rosa; Angela+Lella; Domenico+Nico; Elisa Di Terlizzi - Sara + Nunzia S. Nei negozi SANIPHARMA: Cecilia - Elisa Di Terlizzi; Giuseppe - Isa Ruggieri Nei negozi: TUTTO PER L'IGIENE Tonia Antonino +Speranza Oltre alle volontarie di Progetto Uomo, hanno partecipato alla raccolta alcuni giovani di Az. Catt. parrocchia S. Caternia, del LEO club Ponte Lama, alcuni amici di Max. Pag. 2 VITA 30

3 La RU486, una targa di morte E FAR MORIRE DI FAME E SETE L EMBRIONE (...) Da pag. 2 Ma tornando alla pillola, porta in grembo. E questo non ha nulla a che voglio riportare la testimonianza di Renate Klein, vedere col diritto di scegliere l'aborto o meno: qui combattiva femminista australiana, che dopo aver si tratta di una madre che sente il proprio figlio, e provato in prima persona la Ru486, si è battuta che lo uccide». L'embrione, cui viene sottratta tenacemente contro l'introduzione nel suo paese. idratazione e alimentazione, muore dunque di «Gli effetti psicologici sono fame e di sete, proprio così devastanti. E hanno una come è morta Eluana. La portata spaventosamente Ru486 non è altro che lunga. Quando sanguini per un'eutanasia applicata alla sei settimane, e hai bisogno di vita nascente. un intervento di raschiamento È evidente il tentativo di perché tuo figlio è ancora nel banalizzare l'atto abortivo, tuo grembo, l'esperienza confondendo questa pillola con dell'aborto diventa l'assunzione della pillola per indimenticabile. Ti segna per eccellenza, quella sempre, come donna, contraccettiva. Con questo soprattutto se in realtà un farmaco abortivo sarà bambino lo avevi desiderato, ancora più facile ridurre la e lo desideri ancora per il gravidanza a malattia da futuro. Ma l'aborto è stata una scelta dovuta ad prevenire. Ru486 sembra una targa altre circostanze, come alla mancanza di risorse automobilistica, ma in realtà è un simbolo di economiche o al rifiuto del padre. E poi c'è il morte. funzionamento delle pillola: al bambino essa toglie ogni forma di nutrimento. La donna sa che sta facendo morire di fame e di sete la creatura che Nicola Quatela LE ATTIVITA' COMMERCIALI CHE HANNO ADERITO ALLA SECONDA RACCOLTA DIMEGLIO via sac. di Leo DIMEGLIO via Ariosto DIMEGLIO via vecchia Corato LA CHIOCCIOLA via S. Andrea LA CHIOCCIOLA via Monte S. Michele LA CHIOCCIOLA via Bovio LA CHIOCCIOLA via Imbriani SANIPHARMA via Bovio SANIPHARMA via Lamaveta TUTTO PER L'IGIENE via Roma CON LA PILLOLA ABORTIVA SIAMO ANCORA PIU SOLE (...) Da pag. 1 E noi sole. Perché mai dobbiamo rincorrere i cosiddetti paesi avanzati? avanzati in che cosa? nella distruzione della vita e nell'attentato alla sua inviolabilità? Il nostro Paese, la nostra cultura umanistica dovrebbero farla da padroni in quest'europa sorniona che altro non fa che rincorrere il potere e il prestigio economico; mentre noi, eternamente assetate di tenerezze e di coccole, saremo devastate psicologicamente e fisicamente. Basta, basta! Di tutto, rimane il nostro urlo di dolore e di rabbia soffocato dalla ennesima violenza che si sta perpetrando su di noi e sui nostri figli. Le donne del Comitato Progetto Uomo VITA 30 Pag. 3

4 A otto mesi di distanza cosa resta della sua tragica vicenda PER NON DIMENTICARE ELUANA Eluana Englaro è morta alle di un triste lunedì dei primi giorni di febbraio 2009: tutto il mondo ne ha dato notizia. A seguito di quel maledetto incidente, la giovane era caduta in uno stato di coma vegetativo permanente, dal quale non si era mai più ripresa, sino a quando è stata posta fine a quella sua esistenza, che, per alcuni, era da considerarsi priva di dignità umana, una non vita. Una morte improvvisa, inaspettata, dubbia, troppo veloce, accelerata: ci avevano detto che sarebbe spirata nel giro di due settimane, che l'idratazione e l'alimentazione s a r e b b e r o s t a t e d i m i n u i t e progressivamente. Non è stato così: le hanno tolto il cibo e l'acqua in pochissimo tempo ed il suo corpo non ha retto. E' stato commesso su di lei un atto di violenza inaudita. Sono atterrita, il mio sgomento non deriva solo da questa morte, ma dalla consapevolezza che un gruppo di uomini ha deciso cosa valga la pena vivere e cosa no. Che mai più si affidi al solo giudizio dei tribunali la decisione in merito all'esistenza di qualsiasi altro cittadino. Nessuno mi toglierà dalla testa che Eluana è stata "condotta" alla morte per timore che una legge potesse evitarlo. Sulla vicenda, e sul tragico epilogo si continua tutt'oggi, all'indomani dell'evento, a discutere ampiamente. Esiste una serie di motivi per cui si sarebbe potuto impedire di adottare quella che è stata la scelta operata nei confronti di Eluana; ragioni che vanno anche al di là delle motivazioni, già di per sé molto importanti, sostenute dalla Chiesa; ragioni più prettamente laiche, sia scientifiche che giuridiche, che possono sollevare seri dubbi in merito alla correttezza del protocollo medico operato per porre fine alla vita di Eluana. Dal punto di vista scientifico, quello che era il trattamento terapeutico, che quotidianamente le veniva praticato, non era definibile come una forma di accanimento terapeutico, in quanto consisteva nella somministrazione di acqua e sostanze nutritive, non chimiche ma naturali. La vita di Eluana, inoltre, non dipendeva dall'essere o meno attaccata a macchine che le permettessero la respirazione o quant'altro. Ne ss un me di co, pe rt an to, po te va escludere al 100% la possibilità di una ripresa spontanea dello stato di coscienza della giovane donna, viste anche alcune risposte da parte del suo corpo ed i continui progressi della scienza medica in ogni settore. Scientificamente, quindi, non si poteva sostenere che quella di Eluana era una non vita. Dal punto di vista giuridico, al di là della legittima domanda: non si tratta di eutanasia vera e propria operata nei confronti della donna?, quello che lascia un profondo senso di sconforto in tutta la dolorosa vicenda è il prendere atto di un vuoto legislativo sul tema che ha diviso in questi giorni il nostro Paese. CENTRO DI AIUTO A GESTANTI E MAMME IN DIFFICOLTÀ Via s. Pio X, 5 Bisceglie nel cortile della Scuola Cittadella cell Si forniscono gratuitamente: abbigliamento, arredo e alimenti per neonati 0/12 mesi. ORARI DI APERTURA MERCOLEDÌ : ore 18,30 20,30 SERVIZIO ACCETTAZIONE ABBIGLIAMENTO E ARREDO PER NEONATI GIOVEDÌ: ore 18,30 20,30 SERVIZI0 DI ACCOGLIENZA (ASCOLTO E ISCRZIONE) Anna Palmiotti Pag. 4 VITA 30

5 Tutti a sostegno del duca di Lussemburgo PROCURARE LA MORTE NON GIOVA A NESSUNO Alla vita non c'è fine. E' morte, non fa sentire meglio nessuno! questa una concezione Perché allora una legge sul fine vita? Perché fare di vita in libertà, di vita intervenire lo Stato su quella zona d'ombra che si crea protetta nei diritti umani e nel tra il divieto all'eutanasia e quello all'accanimento rispetto dell'autonomia, di vita terapeutico? Non può essere una decisione giuridica riconosciuta nei suoi valori ma morale, ha commentato l'on. Pera nell'ultima e t i c o - g i u r i d i c i e n e l l e discussione al Parlamento a riguardo della legge sul espressioni d'indipendenza, di fine vita. Le differenze dei singoli e la sensibilità di vita ricca d'altronde di amore ognuno non possono essere regolamentate. per sé e per l'altro. In molte persone è ormai palese il Nella zona d'ombra che si è creata con la vicenda di tentativo di tenere sotto controllo la morte al punto Eluana (con conseguente arbitrio del Tribunale di che, da una parte si cerca di esorcizzarla con il silenzio deliberare in merito alla sua morte) appare tuttavia e dall'altra, intanto, si vuole decidere e disporre su di necessaria una legge che funga da riferimento comune, essa. Il nostro ordinamento giuridico non riconosce per evitare che d'ora in poi idratazione e alimentazione al singolo il diritto di disporre a proprio arbitrio del vengano considerati trattamenti terapeutici; e quindi bene della vita, propria ed altrui. Infatti p e r l'art. 32 comma 2 della Costituzione, dopo sc on gi ur ar e l'esperienza traumatica dei totalitarismi del il per ic olo primo Novecento, nasce per preservare il c h e singolo da eventuali sperimentazioni l'autodetermi mediche, nel rispetto della persona umana. n a z i o n e L'opposizione di alcuni medici italiani alla (laddove ci legge in discussione alla Camera sul fine f o s s e ) s i vita nasce dalla loro prospettiva, che trasformi in affronta la questione sotto l'aspetto del diritto u n a t t o legittimo del paziente a non soffrire, arbitrario di perdendo però di vista il quadro generale che m o r t e, e è la tutela e il rispetto per la vita. Sul tema dunque in un del fine vita, alcuni mesi fa, correva s u i c i d i o notizia di una campagna europea a sostegno legalmente del Granduca Henri del Lussemburgo. Il riconosciuto. sovrano si opponeva ad una legge votata dalla Camera. Tanti sono stati gli elogi ricevuti per il coraggio e la determinazione nel non controfirmare la Mina Matichecchia legge sull'eutanasia. In Germania invece la posizione della chiesa cattolica ed evangelica è stata quella di esprimersi a favore della nomina di una persona quale rappresentante legale che potesse aiutare il medico ad affrontare il fine vita del paziente, di cui conosce le intenzioni. In tal caso l'autodeterminazione e Obiettivo piano quinquennale l'assistenza garantirebbero il bene del paziente, che talvolta però può coincidere con una volontà di morte. PROGETTO UOMO: n.391 A noi non sta bene. L'uomo logicamente nel suo momento di sofferenza e di fronte alla morte, desidera da fuggire. Questa disperata volontà richiama MOVIMENTO DI OPINIONE l'attenzione al problema del malato che richiede una maggiore solidarietà e vicinanza umana, che lo a sostengano e lo accompagnino appropriatamente nel suo percorso finale. Il procurare o accelerare la MOVIMENTO DI PERSONE VITA 30 Pag. 5

6 Le occasioni fornite dal federalismo fiscale e dal quoziente familiare PIÙ FIGLI, MENO TASSE! E' nata prima la famiglia o lo Stato? No, non è il solito quesito se sia nato prima l'uovo o la gallina. Ma una domanda legittima, fondata storicamente, che intende pensare la famiglia come società sovrana che viene prima (in ordine di tempo ma anche di importanza) rispetto allo Stato. In ogni civiltà del passato, infatti, lo Stato si è sempre sviluppato in seconda battuta, come conseguenza ed esito finale di originari gruppi familiari e parentali. Sulla priorità della persona rispetto all'istituzione statale sono sorte anche importanti scuole di pe ns ie ro, c om e q ue ll a d el giusnaturalismo. Noi vogliamo estendere il discorso del giusnaturalismo dalla singola persona alla famiglia. E riaffermare la sovranità della famiglia, soprattutto in materia fiscale, sostenendo il principio di sussidiarietà, ossia quel principio che mette la persona umana e la famiglia al centro stesso dell'ordinamento giuridico. Entriamo nello specifico. Al momento lo Stato si limita a contribuire alla nascita e al sostegno delle famiglie, con assegni, sovvenzioni e finanziamenti speciali: ma rimane sempre nell'ottica di un padre benevolo che ogni tanto elargisce le sue concessioni, provvedendo al bene dei suoi figli (cioè delle famiglie). L'idea rivoluzionaria sarebbe invece quella di privilegiare il risparmio fiscale (deduzioni e detrazioni) rispetto all'assistenza pubblica. Cioè non togliere prima ancora di dare. Questo comporterebbe un radicale cambio di mentalità, innanzitutto nella considerazione della famiglia. Perché eviterebbe l'assistenzialismo e l'attesa di provvidenze dall'alto; e promuoverebbe l'autonomia e la sovranità dell'istituzione-famiglia, non più parassita nei confronti dell'ente Stato, ma libera contribuente nei confronti dello stesso. Per il momento le disposizioni dello Stato non sono affatto andate in questa direzione. In primo luogo le detrazioni fiscali continuano ad essere poco consistenti. Il sistema fiscale italiano prevede infatti che debbano essere riconosciuti i costi di mantenimento dei figli a carico; ma i termini delle detrazioni sono così bassi che sembrano quasi disincentivare la famiglie a generare figli. In secondo luogo si continua a perseverare nel principio dell'assistenzialismo, con provvigioni dall'alto spesso discutibili. Ultima è stata la social card, abbastanza risibile nella quantità del contributo (circa 40 euro al mese), oltre che scoraggiante nelle modalità per garantirsela (moduli su moduli e file interminabili agli uffici). Ma, senza andare troppo lontano nel tempo, si può pensare ai fondi per le politiche abitative, ai contributi per le giovani coppie e i neo-sposi, alle sovvenzioni per la prima casa e il primo figlio. Tutte cose nobili per carità, ma che legano sempre il cittadino a mamma-stato e alle sue caritatevoli benevolenze. Da qui la grande opportunità offerta dal disegno di legge sul federalismo fiscale. Il disegno di legge, trasferendo il prelievo fiscale alla competenza delle Regioni e degli Enti Locali, permette che ciascuna Regione e c i a s c u n E n t e s v i l u p p i un'autonoma politica fiscale. All'interno della quale potranno trovare spazio una maggiore attenzione alla famiglia (ad esempio col riconoscimento dei carichi familiari), oltre che un'applicazione concreta della sussidiarietà orizzontale, ossia la possibilità per il singolo cittadino e per la famiglia di cooperare con le istituzioni nel definire gli interventi sulle realtà a loro più prossime. Un'altra grande sfida è rappresentata dal quoziente familiare. Il quoziente familiare è quel sistema in base al quale le tasse familiari vengono pagate non solo in forza del reddito percepito, ma anche in virtù del numero dei componenti della famiglia. A parità di reddito, dunque, chi ha più figli paga di meno. Sulla base del quoziente si possono così fissare anche deduzioni e detrazioni fiscali più eque e più proporzionate. Federalismo fiscale e quoziente familiare rappresentano dunque due grandi opportunità per rivalutare il ruolo libero e sovrano della famiglia all'interno della società. La famiglia, non più come cellula da tassare e tartassare, ma come autonoma entità in grado di contribuire al benessere dello Stato. Il fisco costituisce uno strumento importante in questa direzione. Ma attenti a che il fisco non si trasformi in un fiasco. Gianluca Veneziani Pag. 6 VITA 30

7 In occasione della consegna delle prime abitazioni ai terremotati in Abruzzo RICOSTRUIAMO ANCHE LE FAMIGLIE! La vera scossa, dopo quella del terremoto, è stata quella elettorale. A L'Aquila, in occasione delle elezioni europee, la percentuale degli astenuti è stata altissima, pari al 72,1 % degli aventi diritto. Nel capoluogo abruzzese quindi, quasi tre cittadini su quattro non si sono recati alle urne. Non va molto meglio nel resto dell'abruzzo dove la percentuale dei votanti si attesta soltanto al 53,8 %. Cosa significano questi dati abruzzesi? Significano soltanto una difficoltà oggettiva di andare a votare, o un disinteresse per le elezioni, dettato da problemi più urgenti e sicuramente più necessari? Forse sì e forse no. Perché da quei voti mancanti, da quelle schede non utilizzate, emerge anche un grido di allarme e una disillusione nei confronti dell'europa. L'Unione Europea, infatti, eroga contributi pari al 100% del da nn o s ol o i n c as o d i terremoti pari o superiori al grado 6.0 della scala Richter, mentre il sisma in Abruzzo è stato solo (si fa per dire) di grado 5.8 Richter: niente copertura totale, quindi, da parte delle istituzioni europee. Stai a vedere che gli a b r u z z e s i s o n o s t a t i sfortunati a non avere un terremoto ancora più forte Ma al di là dei contributi materiali ed economici, quello che sembra mancare da parte dell'europa è un progetto per il recupero del tessuto sociale nelle zone colpite. Non si ricostruiscono solo case, chiese, piazze e palazzi storici. Si ricostruiscono anche le famiglie, le comunità, le associazioni e le scuole (intese come gruppi umani e non come strutture); in una parola le cellule fondamentali della società. Dall'Unione Europea nessun segnale è venuto in questa direzione. I fondi europei sono fondamentali nel senso letterale. Perché dovrebbero aiutare a ricostruire un paese dalle fondamenta. Che, ripetiamo, non sono soltanto i pilastri e le strutture di cemento armato. Ma i nuclei in cui si dispiega e si forma la relazionalità di un individuo. E la vitalità di una società. Il terremoto del 6 aprile, come tutti i cataclismi naturali, ha lasciato macerie e distruzioni. Sotto le macerie, nelle voragini aperte nella terra, c'erano monili, quaderni, cellulari, quadri, giocattoli, peluche, effetti ed affetti personali. Tutto quel microcosmo insignificante di oggetti che fa la storia di una persona e di una civiltà. Ma insieme c'erano anche i corpi esanimi di parenti, mogli, mariti, figli, nipoti, tanti neonati e tanti anziani. Il terremoto ha lasciato una comunità fatta di famiglie interamente distrutte o semi-diroccate, come le case. Vedove, orfani, genitori senza figli, uomini soli, anziani abbandonati. Un intero tessuto sociale è stato lacerato, se non completamente distrutto. Tutto un ordito di rapporti, di scambi, di relazioni, di affetti, di parentele, spazzato via dalla furia della natura. L'albero genealogico di molte famiglie ha visto spezzati molti dei suoi rami E allora è qui che deve intervenire l'azione più efficace di ricostruzione. Ripristinare le reti umane e sociali, da re as si st en za a ch i si è ri tr ov at o so lo improvvisamente, aiutare a rielaborare il lutto o i lutti, costruendo un sistema integrato, in cui gli orfani possono essere adottati da altre famiglie di Italia o di Europa, in cui anche gli anziani possano ad esempio essere presi in carico da individui single, in cui le famiglie aquilane rimaste senza figli siano agevolate nell'adottare bambini di altre parti del mondo. Sarebbe un bel segnale a favore della vita e della famiglia. Una speranza concreta di rinascita dopo la distruzione. Adotta un aquilano potrebbe essere il motto dell'iniziativa. Verrebbe percepita anche come il segnale di una maggiore vicinanza dell'europa, fatta finalmente di uomini e non solo di burocrati. Un'Europa in cui i conclamati principi di solidarietà e mutua assistenza trovino completa applicazione in una struttura di adozioni, di relazioni solidaristiche, di disponibilità all'accoglienza. Non sarebbe male, per un'europa dimentica delle radici cristiani, ripristinare quanto meno un tessuto connettivo fatto da radici umane e sociali. Forse solo così gli aquilani e gli abruzzesi torneranno fiduciosi alle urne. Perché il sentimento civico, oltre che dalla famiglia, riparte da lì, dalla partecipazione alla comunità attraverso il voto. Allora sì che anche L'Aquila, come la fenice, potrà risorgere dalle sue ceneri. Gianluca Veneziani VITA 30 Pag. 7

8 Le perplessità sull'utilizzo del sangue prodotto in laboratorio IO PREFERISCO QUELLO VERO! Q uello che un tempo sembrava un sogno adesso embrionale. Ricerche è realtà! Dopo secoli di teorie e analoghe sono in corso in sperimentazioni, di recente una compagnia Svezia, Francia, Australia, americana di biotecnologia, la Baxter e negli USA grazie al Healthcare, ha annunciato ufficialmente la creazione presidente Obama. Diversi ricercatori puntano molto di un suo prodotto denominato Hem Assist, un su questa realtà ormai imminente, sottolineando il sostituto del sangue che trasporta ossigeno proprio fatto che raccogliere il sangue attraverso donazioni è come il sangue vero, e che è stato usato con successo molto complicato. Per il momento è presto per fare su oltre duecento pazienti operati al cuore, dopo una critiche o elogi a tale ricerche, ma vogliamo sperimentazione su pazienti in 35 ospedali. Una sottolineare il fatto che niente è più sicuro di ciò che vera rivoluzione sanitaria! Precisiamo che il sangue la natura umana stessa ci offre, e che sarebbe artificiale non è un sostituto completo di quello opportuno sensibilizzare massicciamente la naturale, poiché ne ignora le altre funzioni Tuttavia, popolazione a donare maggiormente il sangue, la sua capacità di trasporto dell'ossigeno è sufficiente essendo esso un materiale organico non così poi tanto per gran parte degli interventi terapeutici in cui si irreperibile. La donazione di sangue rimane infatti richiede una trasfusione. Altra importante notizia ancora un atto di civiltà e amore verso il prossimo analoga proviene dall'inghilterra, dove gli scienziati che non potrà essere sostituito o sminuito da un potrebbero essere i primi al mondo a produrre quantità prodotto di laboratorio. Inoltre, donare sangue illimitate di sangue sintetico da cellule staminali periodicamente garantisce al donatore un controllo embrionali per trasfusioni senza alcun rischio di costante del proprio stato di salute, attraverso le visite infezione. I ricercatori testeranno gli embrioni umani sanitarie e gli accurati esami di laboratorio. Il ottenuti da fecondazione in vitro, per sviluppare donatore ha così la possibilità di conoscere il proprio sangue "O-negativo", gruppo donatore universale organismo e di vivere con maggiore tranquillità, adatto ad ogni tipo di trasfusione senza alcun rischio di sapendo che una buona diagnosi precoce gli eviterà rigetto. L'obiettivo del progetto è quello di stimolare l'aggravarsi di disturbi latenti. Per questi motivi, noi le cellule staminali a svilupparsi in mature cellule incentiviamo chiunque sia interessato a donare il suo sanguigne portatrici di ossigeno, da utilizzare per sangue con volontà e determinazione. Per maggiori trasfusioni di emergenza. informazioni, visita il sito AVIS: o della Purtroppo, per raggiungere tale scopo, verranno FRATRES: La sede cittadina AVIS è distrutti migliaia di embrioni, anche se in teoria, in Via La Marmora 6, telefono ; mentre la secondo recenti studi un solo embrione potrebbe sede FRATRES è presso la Parrocchia "Maria SS. soddisfare il fabbisogno di un'intera nazione. Cosa della Misericordia" - Traversa via Imbriani, telefono alquanto incerta per il momento, mentre quello che è sicuro è la distruzione di vite umane allo stato Michele Caccia ASSISTENZA LEGALE GRATUITA Un nuovo servizio attuato dalla nostra associazione in favore delle persone a basso reddito La nostra associazione, grazie alla disponibilità di un avvocato, ha istituito uno sportello di ASSISTENZA LEGALE GRATUITA per le fasce sociali più deboli che dovessero aver bisogno di tale prestazione. Possono usufruirne quanti hanno un reddito familiare annuo fino ad Euro 9.723,84. Il servizio è attivo ogni venerdì dalle ore 18,00 alle ore 19,00 presso il Centro socio-culturale Progetto Uomo in via san Pio X n.5. Per ulteriori informazioni telefonare al Pag. 8 VITA 30

9 Come salvare neonati senza ammazzare embrioni IL CORDONE OMBELICALE PUÒ SALVARE LA VITA! Una donazione che non mette a rischio la vita dell'embrione Il cordone ombelicale può salvare la vita! Fino a poco tempo fa il sangue del co rd on e om be li ca le ve ni va solitamente eliminato durante la fase di espulsione della placenta, che si verifica subito dopo il parto. Studi recenti hanno però dimostrato che il sangue contenuto nel cordone ombelicale e nella placenta è ricchissimo di cellule preziose, presenti anche nel midollo osseo, preposte a formare i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine. È quanto abbiamo ascoltato nell'incontro tenutosi nell'abazia di S. Adoeno, sul tema: La donazione del cordone ombelicale: aspetti solidaristici e culturali. Un incontro di formazione aperto al pubblico, organizzato in collaborazione con l'adisco di Bisceglie. In alcune malattie, come la leucemia o gravi forme di anemia, il midollo osseo viene danneggiato e non è più in grado di produrre il sangue. Ecco perché le cellule staminali placentari sono preziosissime: trapiantandole, si può ripristinare la funzione del midollo, che riprende a produrre i globuli bianchi, rossi e piastrine normali. Di qui l'idea di utilizzare il cordone ombelicale, per donarlo a chi ne ha bisogno. Donare il sangue del cordone ombelicale è un procedimento molto semplice e non comporta nessun rischio né per la mamma né per il bebè, dato che il prelievo del sangue placentare avviene quando il cordone ombelicale è già stato reciso. Subito dopo la nascita, il cordone ombelicale viene tagliato, il neonato viene staccato, accudito normalmente e sottoposto ai controlli di prassi. Nel frattempo, un operatore esperto preleva con un ago dalla vena ombelicale il sangue rimasto nel cordone e nella placenta, che viene raccolto in una sacca sterile; dunque viene trasportato presso la banca di sangue placentare in breve tempo, dove viene analizzato, controllato e conservato, in attesa di richiesta da parte dei Centri trapianto. Il sangue del cordone ombelicale può essere conservato anche per molti anni, in modo da essere sempre disponibile al momento del trapianto di midollo osseo. La donazione è un gesto che le mamme sentono fortemente, perché una parte del proprio corpo viene donata per salvare la vita di qualcun altro. Questo tende ad aumentare nelle donne e nelle coppie la consapevolezza che il frutto del loro amore è qualcosa di prezioso e misterioso, e che quindi va tutelato sin dal concepimento. C'è quindi un duplice aspetto da considerare quello solidaristico e quello culturale. In una società in cui il debole passa inosservato oppure è oggetto di violenza, è lodevole trovare associazioni come l'adisco che, con grande sensibilità umana, cercano di diffondere la cultura della donazione del sangue placentare ricco di cellule staminali adulte. Riteniamo che tale strada della ricerca scientifica sia umanamente preferibile rispetto ad altre, in quanto non utilizza cellule staminali embrionali che portano al sacrificio e quindi alla morte di vite umane già in corso. Dal momento in cui l'ovulo è fecondato, si inaugura una vita che non è quella del padre o della madre, ma di un nuovo essere umano che si sviluppa per proprio conto. Non sarà mai reso umano se non lo è stato fin da allora. Tutto ciò che l'embrione da quel momento in poi è, tutta la sua storia biologica è già presente nel suo DNA. Tutto ciò che si formerà successivamente è già presente nel genoma dell'embrione, sin dal primo istante. Per questo non si potrà mai accettare che l'embrione è un essere umano «in potenza». L'embrione è già tutto ciò che è: in potenza è soltanto il suo sviluppo. Tutte queste considerazioni sono basate esclusivamente su dati di carattere scientifico, in quanto è stato dimostrato come l'embrione possieda una propria identità individuale sin dal concepimento. Ed è quindi naturale concludere che, se l'embrione è un essere umano sin dal concepimento, ne possiede tutti i diritti, in primis il diritto alla vita. Nicola Quatela VITA 30 Pag. 9

10 I rischi di eugenetica nella diagnosi pre-impianto QUANDO IL BEBÈ NON È COME PIACE A ME! Non basta più che sia una le mani tra i capelli (o forse tra la composto da otto di esse, per femminuccia o un barba)! Altro che selezione analizzarle e poi scartare maschietto, a seconda naturale! l'embrione se non risulta adatto. delle preferenze. Lo vogliamo Ma la pressione sulle donne perché Proprio a partire da queste perfetto, il figlio. Ormai la genetica effettuino test prenatali è crescente. domande è nata l'epigenetica, una non sembra più occuparsi nuova branca della biologia, che delle malattie, ma sconfina studia l'effetto dell'ambiente sul ne l pe ri co lo so te rr en o DNA. E si è visto che ambienti d e l l ' e l i m i n a z i o n e d e i diversi, riescono a far tacere o difetti che potrebbero esprimere certi geni: pensate allontanare il nascituro dunque all'impatto ambientale dall'assoluta perfezione. che una provetta, ben diversa Ma ben sappiamo che la dalla tuba uterina, può avere perfezione non esiste o se sull'embrione. esiste è più che soggettiva, e Naturalmente di tutto ciò non se allora ogni singolo difetto, n e p a r l a, n o n p o s s i a m o o meglio ogni possibile scoraggiare le coppie ad accedere a n o m a l i a, d i v e n t a alla fecondazione artificiale! inaccettabile. Questo uso Le diagnosi preimpianto sono della genetica comporta dovute in buona parte al fatto che l'eliminazione di molti le coppie aspettano un'età embrioni, per il solo sospetto avanzata per fare figli, ed è ch e po ss an o av er e un proprio con l'avanzare degli anni imprecisato tipo di difetto. che il rischio di insuccesso Siamo quindi di fronte ad procreativo aumenta. Quindi uno stravolgimento di quello che è A gennaio sono stati resi noti gli sarebbe necessario iniziare a dire il rapporto tra genitori e figli. Si è esiti del primo censimento italiano che è sbagliato questo rimandare la passati dalla accettazione alla e ne è risultato che l'italia ha il maternità senza soppesarne le scelta. Una scelta che sa molto di numero record di 200 mila diagnosi conseguenze, come ci fosse consumismo: se si pretende il figlio prenatali, con un aumento del 15% un'autocensura a pensare che perfetto, anche il più piccolo annuo. l'orologio biologico comunque va difetto diventa inaccettabile, né più C'è una cosa che mi ha colpito avanti. Sembra che in Occidente le né meno di quanto accade quando andando a vedere cosa può coppie passino buona parte della si va a comprare un oggetto e si diagnosticare una tale analisi, e vita a far di tutto per non avere figli pretende che sia in perfette cioè la sordità congenita. Cioè una e passino l'altra metà disperandosi condizioni. donna può decidere di ammazzare perché i figli non arrivano. Per ora questa cernita avviene a il figlio prima che nasca perché B i s o g n a q u i n d i i m p o r r e livello embrionale, ma non fatico a audioleso. Beethoven non sarebbe un'inversione di tendenza: fare figli pensare come in un prossimo mai nato! prima dei 30 anni, riprendendo futuro la si applichi ad altri stadi: E poi è utile domandarsi se è possesso dei ritmi e dell'ambiente fetali, neonatali o adulti. Stiamo proprio senza rischi questo mettere naturali. parlando di persone e scusate se è le mani su quella piccola persona Le scorciatoie si intraprendono poco, essere umani scelti a gusto, umana detta embrione, che per sua perché non si è stati preventivi e, così come avveniva per gli schiavi natura non dovrebbe entrare in come abbiamo visto, possono non ai tempi dei romani. Chi ha una contatto con luce, plastiche o essere efficaci oltre che essere certa caratteristica viene preso, chi sostanze di laboratorio. E se è senza distruttive. non la possiede viene scartato. rischi toglierli una o due cellule, Anche i darwiniani si metterebbero quando l'intero organismo è Nicola Quatela Pag. 10 VITA 30

11 Il dilemma scottante dell'immigrazione clandestina SICUREZZA E RISPETTO DELLA DIGNITÀ UMANA Il problema dell'immigrazione clandestina e indiscriminata è da anni un problema molto sentito in Italia, e negli ultimi tempi è stato causa di molte critiche e scontri in Parlamento. La realtà è che il nostro Paese è una sorta di ponte naturale tra il continente africano e il nord Europa, e così ogni anno, specie d'estate, migliaia di disperati si riversano sulle nostre coste in cerca di rifugio e di sogni in cui sperare. Oramai di appellativi, a tali rifugiati, se ne sono dati di tutti i colori, del tipo: parassiti, rubalavoro, morti di fame, poveracci ecc Tutti titoli che, lasciatelo dire, offendono vivamente la dignità umana. I governi di turno che si sono susseguiti negli ultimi quindici anni hanno cercato di arrestare il fenomeno, ognuno con il metodo che più riteneva corretto, ma gli esiti sono stati alquanto deludenti. Alcuni ritenevano i centri di permanenza temporanea un simbolo di progresso e ordine, altri invece un simbolo di degrado e repressione. Questo perché col tempo il problema è diventato squisitamente politico, centro del logorante dibattito destrasinistra che da anni infesta l'italia. In realtà, per studiare il fenomeno seriamente, dobbiamo soffermarci su dati certi. Dal 1º gennaio al 31 dicembre 2005, anno di massima allerta del fenomeno, sono sbarcati sulle coste italiane clandestini. La maggior parte degli sbarchi è avvenuta sulle coste siciliane, pugliesi e calabresi; mentre le nazionalità più coinvolte sono quella marocchina, egiziana, eritrea e tunisina. L'Italia è quindi una delle mete preferite perché il tratto dall'africa alla Sicilia e in particolare a Lampedusa è molto più corto rispetto ad altre destinazioni. Per molti di loro il viaggio continua verso altri Paesi nord europei. Coloro che si occupano della loro tratta vengono notoriamente detti scafisti, e si fanno pagare somme ingenti in cambio della speranza di una nuova vita, spesso alleati con varie organizzazioni criminali oltreché, spesso, con complicità della polizia del paese d'origine; quindi attorno all'immigrazione clandestina c'è un forte indotto criminale fin dall'origine. Questi sciacalli del mare si occupano anche della tratta di clandestini, diretti alla vera e propria schiavitù del lavoro nero e, per le ragazze, al più sporco degli sfruttamenti, la prostituzione. Per debellare il fenomeno, bisogna allora eliminare prima di tutto tali tratte; ma invece negli ultimi tempi il Governo ha deciso di usare le maniere forti, cercando di estirpare il fenomeno all'origine con degli accordi con i Paesi di origine e in specie con la Libia, dove a spese dello Stato italiano molti immigrati sono stati rimpatriati. Tale politica ha causato, nel 2009, ripetute proteste da parte dell'alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, il quale ha sottolineato come la cosiddetta "politica dei respingimenti" non tenga conto di come fra le persone respinte potrebbero esservi dei richiedenti asilo politico, spesso in possesso dei requisiti per ottenerlo, come disposto dall'art 10 della nostra Costituzione. Altra allarmante proposta della Lega Nord è stata quella dell'obbligo di denuncia da parte dei medici nei confronti dei pazienti clandestini, proposta che viola il giuramento di Ippocrate e della mutua assistenza. La verità è che il problema immigrazione è diventato ormai un nervo scoperto che sta dando alla testa a un po' troppa gente, spesso facinorosa ed estremista. Certo, il Centrodestra ha ragione ad affermare che il fenomeno va fronteggiato senza lassismo, per combattere la criminalità straniera, e garantire al cittadino la sicurezza di cui ha diritto; ma è anche vero che la dignità umana è fondamentale e va rispettata. Mossi da tale principio, auspichiamo con vigore che le istituzioni sappiano prendere le decisioni più opportune, facendo sì che scene come camionette libiche che sparano sui clandestini non si ripetano più; e sollecitiamo l'aiuto dell'unione Europea a dare un aiuto concreto all'italia invece di indicare sempre il male e non le cura del fenomeno. Non possiamo permettere infatti che altri paesi come Spagna o Malta si lavino le mani, lasciandoci da soli e chiamandoci spesso intolleranti e razzisti, non guardando la trave nel proprio occhio. Proprio questi Stati hanno infatti politiche sull'immigrazione al limite della morale. Se siamo veramente cittadini di un Europa unita, questo è il momento di dimostrarlo! Michele Caccia PROSSIMA ASSEMBLEA MENSILE: Venerdì 30 ottobre ore 18,30-20,00 Centro socio-culturale Progetto uomo COSA DICONO DI NOI CHE PARLIAMO CONTRO LA Ru486 sono invitati i lettori di VITA VITA 30 Pag. 11

12 SECONDA GIORNATA DI SOLIDARIETA Sabato 12 settembre si è svolta in dieci attività commerciali della nostra città la 2.a GIORNATA DI SOLIDARIETÀ a favore del Centro di aiuto a gestanti e mamme in difficoltà. Tale Centro, è stato istituito dalla nostra Associazione quattro anni fa per concretizzare il nostro impegno per la tutela della vita umana nascente e della maternità. Anche questa volta la generosità dei nostri concittadini non si è fatta desiderare: sono stati donati 160 confezioni di salviette, 134 di pannolini, 415 di omogeneizzati, 30 di latte, 90 prodotti sanitari, 30 pacchi di biscotti, 34 pacchi di pastina.. Con quanto raccolto si potrà contribuire a far fronte per almeno due mesi alle richieste delle mamme da noi assistite. Sappiamo che è solo un piccolo aiuto ma ci rendiamo conto della sua importanza unitamente al rapporto umano che si instaura con queste mamme che da sole o in famiglie bisognose hanno necessità di una mano d'aiuto per rispondere alle prime esigenze dei loro piccoli. Un vivo ringraziamento va, prima di tutto, ai gestori delle attività commerciali che si sono resi disponibili per questo gesto di condivisione umana: i negozi LA CHIOCCIOLA di via S. Andrea, via Bovio, via monte S. Michele, via Imbriani, i negozi DIMEGLIO di via vecchia Corato, via Ariosto, via sac. G. Di Leo, SANIPHARMA di via Bovio e via Lamaveta, e TUTTOIGIENE di via Roma. Un plauso a quanti hanno collaborato con le instancabili e favolose volontarie di Progetto Uomo: alcuni giovani del Leo club Ponte Lama e del gruppo di Azione Cattolica di santa Caterina. Un mio personale e caloroso ringraziamento va a Massimo Di Ceglie che, unitamente alla sua consorte, si è prodigato con tanto entusiasmo per coordinare l'iniziativa. Ora, con la generosità dei nostri concittadini, potremo riattivare questo servizio a disposizione di tutte le mamme di Bisceglie. Da giovedì 24 settembre, il CENTRO DI AIUTO sito in via Papa s. Pio X n. 5 con accesso dal cortile della scuola elementare Cittadella sarà aperto per il servizio di distribuzione tutti i giovedì dalle ore 18,30 alle ore 20,30. Quanti vorranno donare abbigliamento, carrozzini, passeggini, girelli, seggioloni, lettini, fasciatoi e quant'altro di utile per le necessità dei neonati da 0 a 12 mesi, potranno recarsi presso il Centro ogni lunedì dalle ore 18,30 alle ore 20,30, invece il servizio di ascolto per le nuove mamme da assistere si effettuerà ogni martedì dalle ore 18,30 alle ore 20,30. Quanti sono ancora scettici sulle prestazioni da noi effettuate e sulla corretta destinazione di quanto raccolto, sono invitati a recarsi presso la nostra sede per rendersi conto personalmente della correttezza estrema nella gestione delle risorse e della disponibilità senza limiti delle volontarie che vi operano: donne e mamme, persone, che seguono il loro istinto, la loro vocazione di dare la vita e di aiutare a vivere. Vita 30 Vita30 Registrato al Tribunale di Trani in data al n. 12/08 del registro. ANNO X N. 30 Ottobre- Novembre - Dicembre DIRETTORE RESPONSABILE Gianluca Veneziani Periodico d informazione a diffusione interna e gratuita a cura del DIRETTORE EDITORIALE Mimmo Quatela IMPAGINAZIONE Sergio Simone COORDINATORI Nicola Quatela Michele Caccia Mina Matichecchia Anna Palmiotti Maurizio Palmiotti Tutti possono inviare articoli o lettere debitamente firmate indirizzate a: COMITATO PROGETTO UOMO onlus Via S. PioX, 5 BISCEGLIE Conto Corrente Postale Telefax Cell Codice fiscale Mimmo Quatela responsabile delle attività sociali e culturali PROGETTO UOMO

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