Istituto MEME. associato a. Université Européenne Jean Monnet A.I.S.B.L. Bruxelles IL FETO E LA VITA SONORA

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1 Istituto MEME associato a Université Européenne Jean Monnet A.I.S.B.L. Bruxelles IL FETO E LA VITA SONORA Scuola di Specializzazione: Musicoterapia Relatore: Dott.ssa Roberta Frison Contesto di Project Work: Consultorio Famigliare di Carpenedo VE Tesista Specializzando: Giorgia Pugiotto Anno di corso: Primo Modena: maggio 2009 Anno Accademico:

2 INDICE DEI CONTENUTI INTRODUZIONE 4 1 Capitolo. Analisi dello sviluppo dei cinque organi di senso durante la vita prenatale Il tatto l olfatto Il gusto l udito Lo sviluppo dell orecchio La vista 15 2 Capitolo. I cinque livelli di comunicazione presenti durante la gravidanza Livello fisiologico Livello comportamentale Livello emotivo Livello mentale Livello esistenziale La comunicazione intrauterina secondo Benenzon Il Principio dell ISO 22 3 Capitolo. Gli studi Gli effetti dell ascoltare musica durante la gravidanza e il travaglio di parto: Descrizione di un esperienza

3 3.2. Il canto nella preparazione alla nascita Capitolo. Il Project Work Premessa Materiali e metodi Il setting Lo strumentario Le tecniche La struttura ed organizzazione degli incontri I dati raccolti 77 CONCLUSIONI. 82 REPERTORIO MUSICALE BIBLIOGRAFIA E RIFERIMENTI SITOGRAFICI 86 3

4 INTRODUZIONE Il mio project work presenta l esperienza di tirocinio di musicoterapica realizzata con due gruppi di gestanti durante i corsi di preparazione alla nascita, nel Consultorio Familiare di Carpenedo in Provincia di Venezia dove presto servizio come volontaria ostetrica. Prima di intraprendere questa esperienza ho cercato alcune fonti che potessero essermi utili. La Musicoterapica in gravidanza è un tema che suscita grande curiosità ed interesse, come evidenzia la presenza dell argomento in convegni e congressi, (ad alcuni dei quali ho anche partecipato Famiglia, genitorialità e prenatalità - Padova; Musica e Vita Sassuolo) ma di cui si possiede una scarsa letteratura, per altro non strutturata. Due sono i libri che hanno dato inizio al mio percorso: - L abbraccio sonoro in gravidanza - Percorso innovativo di musicoterapica in acqua per future mamme di Paola Ulrica Citterio. - Musicoterapia e Gravidanza a cura di Raffaella Coluzzi. Il primo capitolo della mia tesi tratta lo sviluppo, durante la vita prenatale, dei cinque sensi che procedono secondo il seguente ordine: tatto, olfatto, gusto, udito e vista. Volendomi soffermare sull udito, ho ritenuto importante spiegare lo sviluppo della struttura dell orecchio dalla fase embrionale alla fase fetale. Nel secondo capitolo si descrivono i livelli di comunicazione presenti durante la gravidanza tra la madre ed il nascituro. Una particolare attenzione è stata data allo schema della comunicazione intrauterina proposta da Benenzon e al concetto di ISO ossia l insieme delle energie sonore, acustiche e di movimento, che appartengono a un individuo e lo caratterizzano. Il terzo capitolo pone l accento sugli studi realizzati (Piper, Salk, Fejoo, Gagnon, Milani Comparetti, Franco Fornari) sulle relazioni tra stimoli sonori ed attività del feto ed, essendo veneziana, ho voluto riportare per intero lo studio fatto da Pier Luigi Righetti (Venezia 1995) sugli effetti dell ascoltare musica durante la gravidanza e il travaglio di parto. Al termine del capitolo riporto le esperienze sull uso della voce in gravidanza: - il canto carnatico, tipico dell India; - la concezione del canto per Leboyer: 4

5 - gli studi di psicofonia di M. L Aucher e della sua studentessa Elisa Benassi. Nel quarto ed ultimo capitolo, illustro nel dettaglio il project work realizzato a Carpendo partendo dalla motivazione per cui ho deciso di fare questo progetto. Specifico, in dettaglio, il setting, gli strumenti di lavoro utilizzati, la metodologia, le tecniche di intervento e la struttura organizzativa degli incontri. Infine riporto, di sei gestanti, i dati clinici ed alcune osservazioni sulle attività musicali che sono emerse durante gli incontri. I mutamenti che avvengono a livello fisiologico e psicologico durante i nove mesi, sono talvolta accompagnati da ansia, stress, paura e affaticamento che possono impedire alla donna di vivere questo straordinario momento della vita. Con le tecniche di musicoterapia volevo far scoprire alle gestanti un ulteriore mezzo per vivere la nascita con consapevolezza e serenità: attenta e pronta ad assecondare i segnali provenienti dal suo corpo e dal suo bambino. 5

6 CAPITOLO 1 ANALISI DELLO SVILUPPO DEI CINQUE ORGANI DI SENSO DURANTE LA VITA PRENATALE Fino a poco tempo fa si pensava che il nascituro fosse una massa psichicamente indifferenziata sulla quale venivano a fissarsi le esperienze, i pensieri e le azioni solo dopo la nascita. Solo recentemente questa concezione statico/passiva è stata sostituita dalla concezione dinamico/attiva, orientata in senso evolutivo, che vede il neonato, nel suo primo impatto con il mondo, portare con sé una serie di vissuti già organizzati e strutturati sui quali formerà lo sviluppo successivo dell'io. Per essere più precisi, durante la gestazione, il nascituro sviluppa un Sé differente e differenziato, perfettamente individualizzato, come le impronte digitali, che ha così nitide e definite. La moderna neurologia ha scoperto, ad esempio, che a partire dal settimo/ottavo mese compaiono nel nascituro dei tracciati elettroencefalografici di diversi ritmi che consentono di comprendere se il piccolo è sveglio o dorme, se il suo sonno è profondo o se sta sognando. Questo è un dato di grande valore e significato perché è stato riconosciuto, a partire da Freud che riteneva il sogno la via regia dell'inconscio, che i sogni sono in stretta relazione con la vita interiore e con i contenuti della vita psichica fatta di bisogni, desideri, emozioni ecc. Le ricerche effettuate nel campo della vita prenatale hanno dimostrato l'esistenza di un attività neurosensoriale presente già fin da prima della nascita. Questo per dire che il feto, attraverso gli organi di senso, ha già a disposizione dei canali di comunicazione aperti verso il mondo esterno che incidono, a partire dalle prime esperienze, sulla propria crescita e quindi sulla propria organizzazione ed attività futura. Un'attenta analisi dello sviluppo neurosensoriale permette di comprendere lo sviluppo e il valore degli organi di senso che procede secondo il seguente ordine: 1) Tatto. 2) Olfatto. 6

7 3) Gusto. 4) Udito. 5) Vista TATTO La pelle è già completa dopo otto settimane di gravidanza. E' stato possibile stabilire che il feto presenta: - dall'8/9 settimana reazioni motorie e stimolazioni facciali centrate nella regione della bocca; - dalla 10/11 settimana si muove per oltre il 12% del tempo, comincia ad eseguire movimenti per la respirazione e talvolta sobbalza d'improvviso; inoltre inizia, o lo farà tra un paio di settimane al massimo, a bere liquido amniotico; - dalla 12/13 settimana in risposta ad uno stimolo chiude la bocca ed inghiotte; manifesta un ritmo di singhiozzo di singulti al minuto; - dalla 16 settimana ha ormai sviluppato il senso del gusto; si è rilevato che se il liquido amniotico viene dolcificato artificialmente ne inghiotte una dose doppia; se si illumina violentemente il ventre materno reagisce girando la testa mentre aumenta il battito cardiaco; - dalla 20 settimana muove il braccio su e giù ed è in grado di toccare ed afferrare qualcosa: un dito, un piede; possiede tutti i moduli di movimento della specie umana e ne ha di più perché con il passar del tempo se ne perde e non se ne acquisisce nemmeno uno ; - dalla 22 settimana comincia a fare precisi movimenti per succhiare; da questo momento in poi si osserverà un aumento del battito cardiaco ogni volta che si muove; - dalla 25 settimana può essere eccitato da forti e improvvisi rumori e calmato dalla madre quando gli parla dolcemente; - dalla 30 settimana sembra ascoltare il proprio cuore quasi per stabilire un proprio ritmo post-natale; - dalla 39 settimana, durante le fasi del sonno profondo (non-rem), muove la bocca ad intervalli che vanno dai 10 ai 20 secondi; nel sonno REM o sonno attivo si muove ogni 0,5-2,5 minuti, e muove la bocca per 0,5-3 minuti. In questo periodo dorme per il 95% del tempo. Grazie alla sua stretta relazione con l'attività mobile del feto il tatto è il primo e più 7

8 importante organo d informazione su noi stessi e sull'ambiente. Basta pensare il liquido amniotico che circonda il bambino, alla capacità dell'embrione e del feto di muoversi in questo liquido, ed alle sue mani molto vicine alla bocca per rendersi conto che la pelle è continuamente stimolata ed in contatto con l'ambiente Il tatto è l'organo della relazione e l'esperienza che ne deriva è destinata a condizionare le esperienze successive; quindi la pelle è l'organo della comunicazione primaria perché permette di comunicare anche quando le altre forme di comunicazione espressiva, gestuale, verbale, non sono presenti. Il processo del toccare è sempre reciproco e quindi la sua attivazione determina inevitabilmente una relazione. In Olanda esiste l'istituto per la Comunicazione Aptonomica (del toccare) diretto da Veldman F., che insegna ai genitori come toccare il feto durante la gravidanza. Questa tecnica consiste nel prendere, naturalmente con delicatezza, il contenuto del ventre con le mani e fare delle pressioni o massaggi. Già dal quarto mese è possibile notare una reazione del feto che al toccamento risponde attraverso il movimento. Questa pratica sviluppa nei genitori la consapevolezza che il nascituro ha concretamente una sua vita di relazione. Ciò rafforza il legame affettivo genitori/figlio, attenua la preoccupazione rispetto alla gestione della gravidanza e prepara alla relazione affettiva dopo la nascita. Inoltre l'esperienza aiuta a comprendere le preferenze e i rifiuti o meglio le tendenze del bambino. E' di fondamentale importanza trasmettere al bambino dei messaggi di compiacimento per averlo in grembo. La madre, mentre lo tocca, può parlargli con dolcezza e comunicargli il suo amore con il pensiero e con la parola, perché il bambino recepisce i messaggi ed ha una sua memoria inconscia. In questo modo il bambino sviluppa maggiormente la capacità di adattamento, di risposta e di relazione. Inoltre diventa più attivo, aumenta il tono della muscolatura e la capacità di provare emozioni OLFATTO 8

9 L'organo dell'olfatto entra in funzione durante il secondo mese di gravidanza. Le sostanze legate all'ambiente e al cibo possono, con i loro odori, diventare parte del liquido amniotico e produrre delle memorie olfattive importanti per lo sviluppo delle relazioni ed esperienze future. L'olfatto è in stretta relazione con l'intuizione, con l'orientamento spaziale e con la capacità di discriminazione: probabilmente alla nascita il bambino riconosce la madre anche grazie all'odore che emana. Inoltre l'odorato è in rapporto con la vita affettiva e sessuale, con il comportamento aggressivo ed affermativo, con il processo di maturazione, ed esercita in senso generale, un ruolo significativo nella formazione, nello sviluppo dell'identità personale e in tutta la vita di relazione interpersonale. Una tecnica di un certo interesse, consigliata alle donne in gravidanza, consiste nel far uso di essenze o profumi particolarmente graditi. Questi permettono, in modo del tutto naturale, di agire sul grado di risposta emotiva, di favorire un maggior senso di benessere e quindi di apertura e di adattamento: condizione importante per poter affrontare adeguatamente i problemi e le difficoltà della vita in armonia con sé e con il proprio figlio. I profumi, per semplicità, sono classificati secondo tre diversi tipi di note: Le prime sono le note di testa caratterizzate dagli aspetti volatili, schietti e poco duraturi; in genere rappresentano l'aspetto sensibile del profumo molto vicino alla volatilità del pensiero. Esse sono costituite in prevalenza da agrumi (limone, bergamotto, mandarino) o da labiate (salvia, rosmarino, issopo, menta). Vengono poi le note dominanti o note di cuore legate al mondo delle emozioni e queste determinano la personalità del profumo. Ritroviamo tra queste i profumi di rosa, gelsomino, caprifoglio e mughetto. E da ultime ci sono le note di fondo, dall'aroma intenso, che stimolano la vitalità come il patchouly, labdano, muschio di quercia, benzoino, incenso IL GUSTO 9

10 Il gusto entra in funzione verso il terzo mese. All'introduzione di sostanze dolci o amare nel liquido amniotico, il feto reagisce, rispettivamente, con momenti di suzione, di deglutizione o di smorfie, accompagnate al tentativo di chiusura della bocca dimostrando la capacità di discriminare le differenze. Nel liquido amniotico passano anche sapori di cibi che fanno parte dell'alimentazione della madre. A questo proposito un interessante ricerca è stata condotta in Francia, e più precisamente in Provenza, su alcuni gruppi di bambini. I figli di donne che durante la gravidanza e l'allattamento mangiavano molto aglio dimostravano, fin dai primissimi anni di vita, una spiccata predilezione per gli alimenti ricchi di aglio, sostanza che normalmente viene invece fermamente rifiutata dai lattanti. La memoria gustativa, ed in parte anche quella olfattiva, hanno un grande valore perché possono determinare le esperienze successive che il bambino farà con il cibo, specialmente durante la fase orale relativa al primo anno di vita, con l'allattamento e lo svezzamento e quindi le sue abitudini alimentari. Il gusto influenza le prime esperienze di accettazione o di rifiuto della realtà e svolge un ruolo importante nello sviluppo della capacità di adattamento e del senso di appartenenza. Alla gestante si consiglia un'alimentazione equilibrata con particolare attenzione alla quantità, ma soprattutto alla qualità nella scelta dei cibi. Ciò è estremamente importante per la salute della gestante, per l'andamento della gravidanza e per lo stato di nutrizione e sviluppo psicofisico del nascituro L'UDITO L'apparato uditivo completa la sua maturazione tra il secondo e il quinto mese di gravidanza, perciò dopo il 6 mese il feto ha la capacità di ascoltare per tutto il tempo. Gli stimoli sonori vengono percepiti, non solo attraverso l'apparato uditivo fetale, ma anche tramite la pressione delle vibrazioni sonore su tutto il feto passando attraverso il liquido amniotico. Tutto il processo di crescita convive in simbiosi con la madre attraverso: - le sue pulsazioni cardiache; - la sua voce; - il suo flusso ematico; 10

11 - il rumore delle pareti uterine; - i continui gorgoglii intestinali; - le sonorità connesse al volume dell'aria inspirata ed espirata; - il movimento ondulatorio del diaframma. I rumori di fondo intrauterini sono pari a 24 db (decibel), mentre la voce materna è pari a 60 db. Secondo le più recenti scoperte svolte da Versyp, nel 1985, la somma totale dei rumori interni è di circa 30 db. Il feto probabilmente tende ad abituarsi convivendo con questi suoni permanenti. La propagazione delle onde sonore nel liquido amniotico dà origine a una stimolazione di tipo energetico. Tutte queste sollecitazioni acustiche, provenienti dall'interno, determinano un coinvolgimento vibrotattile globale prima ancora che uditivo. Le percezioni fetali e neonatali dipendono anche dalle strutture geneticamente determinate, nelle quali la maturazione sembra derivare dalle stimolazioni esterne trasmesse dagli organi di senso. Gli stimoli, di origine esterna, provengono dai suoni, musiche, rumori e vibrazioni dell'ambiente esterno e vengono filtrati attraverso i tessuti della madre. I suoni maggiormente attutiti sono quelli acuti, mentre quelli bassi subiscono una minore attenuazione: sopra i 1000 e 2000 Hz l'attenuazione è di 30 db. I suoni che passano meglio (senza l'attenuazione di protezione) sono, quindi, intorno ai 1000 Hz anche se, d'altra parte, rischiano di essere più compromessi, meno nitidi a causa del rumore di fondo materno. Le sonorità endouterine hanno perciò un'intensità variabile da 6,3 a 80,5 db. La voce materna (per trasmissione ossee, per vicinanza e per le vibrazioni prodotte dall'apparato fonatorio) emerge fra tutte, filtrata. La voce paterna (per la vicinanza e per il suo tono grave) e la musica contribuiscono nella stimolazione dei suoni gravi. L'attenuazione dei rumori esterni proviene principalmente dal fatto che le onde sonore sono, in gran parte, riflesse dall'addome materno soprattutto per quanto riguarda i suoni acuti. Questi sono dunque quelli più debolmente percepiti rispetto a quelli gravi LO SVILUPPO DELL'ORECCHIO 11

12 L'orecchio è formato da tre parti anatomicamente diverse: L'ORECCHIO ESTERNO, formato dal padiglione auricolare, dal meato acustico esterno e dallo strato esterno della membrana timpanica. L'ORECCHIO MEDIO, che è formato da una catena di tre ossicini uditivi, che connettono lo strato interno della membrana timpanica con la finestra ovale dell'orecchio interno. L'ORECCHIO INTERNO, che è formato dall'organo vestibolo-cocleare, che è in rapporto sia con la funzione uditiva che con quella dell'equilibrio. Le parti esterne e medie dell'orecchio sono deputate alla trasmissione delle onde sonore all'orecchio interno, che converte le onde in impulsi nervosi e registra i cambiamenti di equilibrio. SVILUPPO DELL'ORECCHIO INTERNO L'orecchio interno è il primo delle tre parti anatomiche che inizia a svilupparsi. All'inizio della quarta settimana appare su ciascun lato del mielencefalo, la parte caudale del cervello posteriore, un ispessimento dell'ectoderma superficiale, il placode otico. Ciascun placode otico presto s invagina e affonda profondamente nell'ectoderma superficiale fino a raggiungere il mesenchima sottostante. Così facendo forma la fossetta otica. I bordi della fossetta otica si riuniscono e si fondono dando origine alla vescicola otica, il primordio del labirinto membranoso. Le vescicole otiche perdono i loro contatti con l'ectoderma superficiale e formano un diverticolo che si allunga dando origine al dotto e al sacco endolinfatico. A questo punto si riconoscono due regioni delle vescicole otiche: UNA PARTE UTRICOLARE dorsale, dalla quale hanno origine il dotto endolinfatico e i dotti semicircolari. UNA PARTE SACCULARE ventrale, che dà origine al sacculo e al dotto cocleare; questo dotto contiene l'organo spirale (del Corti). I tre diverticoli discoidali si accrescono al di fuori della parte utricolare del labirinto membranoso che si sta sviluppando. Presto le parti centrali di questi diverticoli si fondono e scompaiono. Le parti periferiche non fuse dei diverticoli diventano i dotti semicircolari. Dilatazioni localizzate, le ampolle, si sviluppano a ciascuna estremità del dotto semicircolare. Le 12

13 terminazioni nervose sensoriali - le creste ampollari - si differenziano in queste ampolle e nell'utricolo e sacculo. Dalla parte ventrale sacculare della vescicola otica si accresce un diverticolo tubulare - il dotto cocleare - che si avvolge su se stesso formando la coclea membranosa. Subito si forma una connessione tra la coclea e il sacculo, il dotto reuniente. L'organo spirale (del Corti) si differenzia dalle cellule della parete del dotto cocleare. Le cellule gangliari dell'ottavo nervo cranico migrano lungo l'avvolgimento della membrana cocleare e formano il ganglio spirale (ganglio cocleare). Processi nervosi si estendono da questo ganglio fino all'organo spirale, dove terminano nelle cellule capellute. Le cellule del ganglio spirale mantengono la condizione embrionale bipolare; cioè, esse non diventano unipolari come le cellule del ganglio spinale. Influenze induttive provenienti dalla vescicola otica stimolano il mesenchima che circonda la vescicola otica a condensarsi e a differenziarsi in una capsula otica cartilaginea. Mentre si ingrandisce il labirinto membranoso, appaiono vacuoli nella capsula otica cartilaginea che presto coalescono e formano lo spazio perilinfatico. Il labirinto membranoso è ora sospeso nella perilinfa (liquido dello spazio perilinfatico). Lo spazio perilinfatico relativo al dotto cocleare si divide in due parti, la scala del timpano e la scala vestibolare. La capsula otica cartilaginea successivamente si ossifica e forma il labirinto osseo dell'orecchio interno. L'orecchio interno raggiunge la sua dimensione e forma definitive alla metà del periodo fetale (da settimane). SVILUPPO DELL'ORECCHIO MEDIO La parte prossimale del recesso tubotimpanico forma la tuba faringotimpanica (tuba uditiva). La parte distale del recesso tubotimpanico si espande e diviene la cavità timpanica, che gradualmente avvolge gli ossicini dell'udito (martello, incudine e staffa). Durante l'ultima parte del periodo fetale, un espansione della cavità timpanica, dà origine all'antro mastoideo. L'antro mastoideo ha, alla nascita, dimensioni quasi definitive; tuttavia non sono presenti nel neonato cellule mastoidee. A due anni di età le cellule mastoidee sono ben sviluppate e producono proiezioni coniche delle ossa temporali, detti processi mastoidei. L'orecchio medio continua a crescere per 13

14 tutta la pubertà. SVILUPPO DELL'ORECCHIO ESTERNO Il meato acustico esterno si sviluppa dall'estremità dorsale del primo solco faringeo. Le cellule ectodermiche al fondo di questo tubo imbutiforme proliferano e formano una lamina epiteliale solida, detta tappo del meato acustico. Successivamente, nel tardo periodo fetale, le cellule centrali di questo tappo degenerano, formando una cavità che diviene la parte interna del meato acustico esterno. Questo meato è relativamente corto alla nascita; per questo, si deve avere cura di non ledere la membrana timpanica. Il meato acustico esterno raggiunge la sua lunghezza definitiva circa al nono anno. Il primordio della membrana timpanica è la prima membrana faringea, che separa il primo solco faringeo dalla prima tasca faringea. Mentre procede lo sviluppo, tra le due parti della membrana faringea, il mesenchima si accresce e si differenzia producendo e organizzando le fibre collagene della membrana timpanica. Il rivestimento esterno della membrana timpanica deriva dall'ectoderma superficiale, mentre il suo rivestimento interno deriva dall'endoderma del recesso tubotimpanico. Per sintetizzare, la membrana timpanica si sviluppa da tre parti: - dall ectoderma del primo solco faringeo; - dall'endoderma del recesso tubo timpanico; - dal mesoderma del primo e secondo arco faringeo. Il padiglione auricolare si sviluppa da sei aree mesenchimali proliferanti del primo e secondo arco faringeo. Le prominenze, dette tubercoli auricolari, circondano il primo solco faringeo. Mentre si sviluppa il padiglione auricolare, si riduce il contributo del primo arco. Il lobo (o lobulo) è l'ultima parte che si sviluppa. Il padiglione auricolare comincia a svilupparsi alla base del collo. Con lo sviluppo della mandibola, il padiglione auricolare si sposta verso la sua posizione definitiva ai lati della testa. L'orecchio esterno continua a crescere per tutta la pubertà. Le parti del padiglione auricolare derivate dal primo arco faringeo sono innervate dal nervo di questo arco il ramo mandibolare del nervo trigemino; le parti derivanti dal secondo arco, sono innervate dal ramo cutaneo del plesso cervicale; specialmente il piccolo nervo occipitale ed il nervo grande auricolare. 14

15 Il nervo facciale del secondo arco ha pochi rami cutanei; alcune di queste fibre contribuiscono all'innervazione sensoriale della pelle della regione mastoidea e, probabilmente, di piccole aree di entrambe le facce del padiglione LA VISTA L'organo sensoriale della vista funziona tra il quarto e il sesto mese mentre, prima della nascita, tutti i recettori sono completi. Il feto che si trova nell'utero materno non vive nell'oscurità ma all'interno di una variazione di tonalità luminose e cromatiche dipendenti dal clima, dalla stagione e dallo stile di vita della madre, alle quali reagisce. Se si appoggia una luce intensa sull'addome della madre il nascituro sembra notarla al punto che cerca di distogliere gli occhi girando la testa dall'altra parte. Per E. F. Baker, psicanalista reichiano, la zona oculare è il primo livello evolutivo e questa è in stretta relazione con le strutture fondamentali della psiche. Durante la gravidanza è importante vivere l'esperienza del vedere e non del semplice guardare in modo superficiale e distratto, così da partecipare coscientemente all'atto percettivo e dare valore e significato all'esperienza. Andrée Bertin, francese, presidente della A.N.E.P. (Association Nationale pour l'education Prénatale) propone alle madri in gravidanza di vestire e di tappezzare le pareti della casa con colori chiari, vivi e luminosi, questo perché hanno un effetto stimolante e benefico sulla crescita delle cellule e sugli organi del nascituro. Vediamo ora, sia pur a grandi linee, il significato simbolico e l'effetto fisiologico dei principali colori. 1) ROSSO: è il colore che rappresenta tutto ciò che concerne la vita e la sua affermazione attraverso l'azione, la lotta ecc. E' anche in relazione con l'autorità e la volontà. Inoltre rappresenta l'amore per gli esseri viventi. Interessa la muscolatura striata e volontaria e gli organi della riproduzione. 2) ARANCIONE: è il colore dell'estroversione sentimentale, della nobiltà, della sanità, della purezza e dell'unità della vita. Sviluppa il desiderio di perfezione, di benessere e di salute. E' in relazione al sistema circolatorio. 3) GIALLO: è il colore del sole e dell'oro. Simboleggia la luce, la gioia, l'ottimismo, la chiarezza, il cambiamento e l'energia. 15

16 Stimola l'esigenza di comprensione, di conoscenza e di riflessione. Gli organi del colore giallo sono il sistema nervoso simpatico e parasimpatico 4) VERDE: è il colore della crescita, dello sviluppo e dell'evoluzione. Il verde dona equilibrio e stabilità, però al tempo stesso è il colore della speranza e della ricchezza. Corrisponde all'apparato digerente e alla muscolatura liscia. 5) BLU: il colore blu è il colore della verità, della fede e della religiosità. Dona armonia, pace e serenità. Lo potremmo definire il colore dell'affettività, della tenerezza e della musicalità. Il suo organo è la pelle e influenza il sistema respiratorio. 6) INDACO: è il colore della forza interiore, della dignità, della regalità e della giustizia. Porta verso il mondo delle astrazioni e delle cause. Esso agisce sul sistema osseo. 7) VIOLA: è colore mistico, della creatività, della fantasia e della sensibilità. Rappresenta il coraggio, il sacrificio e la spiritualità. Il viola è in relazione con il sistema endocrino. 8) BIANCO: è espressione del dissolversi, della fuga e della liberazione. Rappresenta la libertà assoluta aperta a tutte le possibilità. E' il riflesso dell'assoluto. Manifesta anche la purezza e l'inizio di ogni cosa. 9) NERO: è il colore del blocco, della difesa e della negazione. Nero è anche il colore dell opposizione, del buio e della morte. In certi casi può essere in relazione con certe forme di eleganza. Il bianco stimola l'attività delle cellule dell'organismo mentre il nero le deprime. 16

17 CAPITOLO 2 I CINQUE LIVELLI DI COMUNICAZIONE PRESENTI DURANTE LA GRAVIDANZA La comunicazione madre-nascituro si sviluppa secondo cinque livelli diversi: 1) fisiologico; 2) comportamentale; 3) emotivo; 4) mentale; 5) esistenziale LIVELLO FISIOLOGICO Il livello fisiologico interessa tutti quei processi fisiologici che vanno dallo scambio di sangue, di ossigeno, allo scambio di sostanze nutritive ed ormonali. All'interno di questo livello sono del tutto assenti gli elementi coscienti, mentre è presente una notevole sensibilità nei confronti dei fattori emotivi ed ambientali. La carenza o l'eccesso di emozioni vissute dalla madre possono influire sulla attività metabolica dell'organismo e questo può incidere negativamente sul processo di crescita e sviluppo del nascituro. Fumare, bere, assumere droghe o medicinali in dosi eccessive altera la comunicazione ed il rapporto con il figlio LIVELLO COMPORTAMENTALE La comunicazione attraverso il comportamento riguarda tutte quelle azioni, i modi di fare e gli atteggiamenti che la madre assume durante la gravidanza, che di riflesso possono essere graditi oppure infastidire il piccolo. Dentro questo livello di comunicazione ritroviamo: - il ritmo di vita, nelle sue diverse espressioni di attività e riposo; - la postura, con i suoi diversi significati di adattamento e risposta, principalmente in relazione agli stati di tensione e rilassamento; - la gestualità ed il modo in cui vengono svolte le azioni ci dice molto su ciò che viene comunicato dalla madre al nascituro; 17

18 - il movimento lento o veloce è in relazione con il ritmo interiore e con la tendenza reattiva dell'individuo. Lo stress della vita quotidiana spesso ostacola ed impedisce la possibilità di vivere dei movimenti piacevoli di abbandono e di rilassamento. Invece questi vanno vissuti più spesso, in tutti i momenti consentiti, così da offrire al nascituro questo piacere che poi conserverà per tutta la vita. Potrebbe essere utile ascoltare musiche del repertorio medievale, barocco, classico, romantico, celtico, New Age, di musica leggera e di suoni della natura (onde, ruscelli, pioggia, canti di uccelli, vento ecc.) che evocano benessere e gioia. Il gusto musicale materno, dove possibile, deve essere tenuto in considerazione. Essa dovrebbe selezionare dal suo repertorio quelle musiche, canti e brani che le suscitano emozioni particolari. Dovrà comunque fare attenzione a non insistere nell'ascolto di quei brani nei quali la pulsazione ritmica è veloce, oltre i 60/80 battiti al minuto, perché risulterebbe fastidiosa e creerebbe nervosismo e senso di inadeguatezza anche nel feto. Sono sconsigliate tutte quelle musiche che attivano sentimenti depressivi, di solitudine, di scoraggiamento, di tensione, di ansia e di angoscia LIVELLO EMOTIVO Le emozioni, gli affetti ed i sentimenti sono espressioni del sentire. In ogni rapporto, che l'individuo ha con se stesso o con l'altro, è sempre presente una tonalità d'umore che lo contraddistingue. L'emozione oscilla tra il polo della gioia, del piacere e dell'amore, da una parte, ed il polo della sofferenza, del dolore e dell'odio, dall'altra. Il tono emozionale della madre agisce a cascata sull'attività biochimica nell'ambiente uterino ed influenza la formazione e lo sviluppo fisio-psichico del nascituro che reagisce con la sua proprietà di espansione e contrazione tipica della pulsazione biologica. Durante la gravidanza tutto quello che il nascituro riceve passa attraverso la madre e di conseguenza la relazione diventa, fin dall'inizio, una componente fondamentale per lo sviluppo del nuovo essere. Molti studiosi, fra i quali l'ostetrico americano L. W. Sontag, hanno studiato le possibilità presenti nel nascituro di apprendere le emozioni durante il periodo della gestazione, per spiegare molti comportamenti che si manifestano dopo la nascita. Le emozioni materne 18

19 negative quali l'ansia, lo spavento, la paura, l'angoscia, ecc. hanno delle serie conseguenze sull'equilibrio del bambino. Esse provocano movimenti fetali più frequenti e più forti. Inoltre, dopo la nascita, questi stessi bambini sono più irritabili, più iperattivi e spesso hanno problemi con il cibo, la digestione e anche di concentrazione. Un'accettazione immediata e serena, una relazione piena d'amore ed un atteggiamento corretto della madre durante la gravidanza, non solo aiutano lo sviluppo del bambino, ma favoriscono anche il lavoro educativo dei genitori. Infatti questi potranno, in avvenire, contare su un bambino più centrato ed equilibrato, con capacità di adattamento all'ambiente e dotato di maggior intelligenza ed anche meno nervoso 2.4. LIVELLO MENTALE A livello mentale appartiene tutto ciò che si riferisce al mondo delle idee e dei pensieri al quale viene attribuito il compito e la funzione di organizzare, in schemi logici ed attraverso i processi di analisi e di sintesi, i diversi campi di esperienza che l'essere umano percorre, dal pensiero, al sentimento, all'azione. Durante la gravidanza la madre offre un modello di funzionamento mentale al nascituro. Una carenza o al contrario un eccesso di attività mentale, dovuto ad esempio ad una logica di incomprensione e contrapposizione verso la realtà, attiva le difese, accresce l'autocontrollo e limita ogni tipo di esperienza relazionale. Una situazione di questo tipo non può che avere un effetto mortificante sul nascituro. Quindi è necessario fare uno sforzo per organizzare e mettere ordine alle proprie idee e pensieri, per conoscere la realtà ed i processi della vita e vivere in modo relazionale ed aperto l'esperienza. Una sana lettura non può che essere d'aiuto al nascituro per stimolare lo sviluppo dei processi cognitivi e di apprendimento. Essa va effettuata ad alta voce, con la consapevolezza che ci si rivolge a lui, in modo da favorire l'azione delle energie acustiche di tipo organizzativo formativo presenti all'interno del suono emesso. La lettura stimola lo sviluppo delle strutture mentali del linguaggio ed agisce beneficamente negli altri livelli di comunicazione. Degno di nota è l'originale sistema, basato sull'uso della memoria prenatale, messo a punto da Elen Ray, un'insegnante di origine scozzese. Essa propone alle madri, per rendere più facile l'apprendimento della lingua ai bambini appena nati, di ascoltare con la cuffia durante la gravidanza una cassetta registrata di musiche con paroline dolci nella lingua 19

20 prescelta LIVELLO ESISTENZIALE Il livello di comunicazione esistenziale si diversifica dai precedenti per il suo carattere globale e unitario. I contenuti del livello esistenziale riguardano la vita con i suoi significati e il problema della coscienza intesa come perenne intenzionalità verso i valori. La relazione esistenziale riguarda l'intuizione partecipante, l'empatia: cioè la capacità della madre di sentire, di vivere e soprattutto di essere con l'altro e quindi con il nascituro. Le tecniche quali la meditazione, l'ascolto ed il silenzio favoriscono l'apertura verso il mondo interno e danno la possibilità di entrare in contatto con la parte più profonda del proprio essere facilitando in questo modo il rapporto con il nascituro. Durante questo periodo la madre può far uso dell'immaginazione creativa e quindi usare la sua capacità per immaginare il figlio com è o come potrebbe essere a partire da quello che sente interiormente, in modo distinto dalla fantasticheria o fantasia, per incidere dal piano psichico sul suo processo formativo. In questo senso essa la può immaginare, indipendentemente dal suo sesso di appartenenza, di età più grande, già di uno o due anni o anche di più. Tutto questo è un chiaro messaggio di disponibilità perché la madre apre al figlio il suo mondo interiore, la sua coscienza offrendogli uno spazio carico di energie e di prospettive future LA COMUNICAZIONE INTRAUTERINA MADRE - FETO SECONDO BENENZON In uno schema preso da Benenzon (Benenzon, 1997), si nota una madre, il feto nel suo grembo e tre fonti vibro sonoro - musicali da cui il feto riceve lo stimolo della comunicazione. a) Una delle sorgenti è lo stesso corpo materno: il flusso del sangue, il ritmo del battito cardiaco, il rumore delle pareti uterine, i suoni della respirazione con il corrispondente movimento ritmico, il mormorio della voce materna con le sue inflessioni, i rumori intestinali, gli sfregamenti muscolari e articolari. Il ritmo del battito cardiaco materno è il più tipico degli stimoli, perché è l'unico che 20

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