LA NATIMORTALITA IN PROVINCIA DI TRENTO NEL PERIODO

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "LA NATIMORTALITA IN PROVINCIA DI TRENTO NEL PERIODO 2000-2010"

Transcript

1 LA NATIMORTALITA IN PROVINCIA DI TRENTO NEL PERIODO Uno studio descrittivo e valutativo Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa Trento marzo 2013

2 A cura di Silvano Piffer Martina De Nisi Riccardo Pertile Mariangela Pedron Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa - APSS Trento 2

3 Presentazione Il presente report di approfondimento si unisce a quelli che il Servizio ha in passato realizzato per l articolato ed affascinante settore materno-infantile. Tratta di un argomento che ancorchè, fortunatamente, limitato mantiene tutta la sua rilevanza per i complessi risvolti sanitari, scientifici ed umani. La natimortalità appunto, fenomeno rispetto al quale le conoscenze della comunità scientifica, seppure in costante sviluppo, sono ancora limitate ma per cui è necessario e non più ineludibile dare delle risposte a tutte le parti interessate, in primo luogo ai genitori. Si confida che possa rappresentare uno strumento conoscitivo utile per quanti operano nell area materno-infantile e non solo. Questo anche alla luce della recente definizione della convenzione tra Provincia Autonoma di Trento e Centro Lino Rossi di Milano, sulla scorta delle indicazioni della Legge 31/2006, finalizzata alla sorveglianza ed allo studio delle morti fetali e della sindrome della morte improvvisa del lattante. Il report è articolato in una prima sezione introduttiva che prende in considerazione, con la necessaria e obbligata sintesi: i problemi della definizione della natimortalità, i potenziali fattori causali e/o di rischio, gli andamenti e le distribuzioni geografiche, il significato del fenomeno come evento sentinella e l importanza del supporto ai familiari. Si forniscono infine I dati relativi alla provincia di Trento per il periodo con le opportune analisi stratificate allo scopo di rappresentare le sottocategorie (materne/fetali) associate ad una maggiore ricorrenza del fenomeno. Il Direttore del Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa Dott. Silvano Piffer 3

4 Indice Introduzione Pag. 5 Aspetti causali Condizioni patologiche Fattori di rischio Pag.10 Pag.13 Pag.15 Un percorso di approfondimento per i punti nascita e le strutture sanitarie Un percorso di accompagnamento per I punti nascita e le strutture sanitarie Gli andamenti a livello internazionale Il quadro europeo Il quadro italiano Anni Pag.18 Pag.19 Pag.20 Pag.22 Pag.23 La natimortalità in provincia di Trento Anni Riassumendo i dati provinciali Allegati Pag.25 Pag.41 Pag.42 4

5 Introduzione Il problema della definizione Le definizioni di natimortalità e di nato morto si basano su criteri non univoci tra i vari Paesi e vanno ad incidere sulla definizione/quantificazione da un lato della mortalità fetale, che comprende anche l aborto e dall altra sulla definizione/quantificazione della mortalità perinatale. L Organizzazione Mondiale della Sanità definisce e caratterizza nei seguenti modi il Nato Morto e l Aborto 1 : Nato morto: il prodotto del concepimento di 28 settimane di gestazione (196 gg) o più, completamente espulso o estratto dalla madre, che non mostri alcuna presenza di vitalità come respiro spontaneo o, dopo stimolazioni, pulsazioni cardiache o del cordone ombelicale, o quando l autopsia non metta in evidenza aria nei polmoni. (Per la legislazione italiana la durata minima della gestazione affinchè una morte fetale possa essere considerata come nato morto, è stata fissata a partire dal 181 giorno, oltre quindi le 25 settimane complete di amenorrea.) Aborto (spontaneo): il prodotto del concepimento con meno di 28 settimane di gestazione (fino a 195 gg), completamente espulso o estratto dalla madre, che non mostri alcuna evidenza di vitalità come: respirazione spontanea, pulsazioni cardiache o del cordone ombelicale, o movimenti della muscolatura volontaria. (Per la legislazione italiana si intende per aborto l interruzione spontanea della gravidanza che si verifichi entro il 180 giorno dall inizio della gestazione, ossia entro le 25 settimane complete di amenorrea.) L OMS suddivide le morti fetali sulla base della durata temporale della gestazione: 1) MORTI FETALI PRECOCI : <20 settimane età gestazionale 2) MORTI FETALI INTERMEDIE : settimane età gestazionale 3) MORTI FETALI TARDIVE: > 28 settimane età gestazionale Secondo l OMS la natimortalità sarebbe quindi identificabile con la mortalità fetale tardiva. La legislazione italiana (e quindi l ISTAT) definisce e caratterizza nei seguenti modi il Nato Morto e l Aborto 2 : in Italia la differenza tra "aborto" e "nato morto" è posta a 180 giorni di età gestazionale (pari a 25 settimane e 5 giorni inclusi); un prodotto del concepimento senza vitalità espulso dal 181 giorno in avanti è considerato nato morto. Per converso un feto espulso entro il 180 giorno è un aborto

6 Il limite è diverso nei vari Paesi: è posto a 20 settimane negli USA, a 22 settimane in Francia, a 24 settimane nel Regno Unito ed Olanda, a 27 settimane in Svizzera e a 28 settimane in Danimarca. Nuova proposta dell Organizzazione Mondiale della Sanità L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha proposto nel 2001 di introdurre, per il calcolo della mortalità perinatale, il limite di peso in sostituzione della età gestazionale, considerando per le statistiche di mortalità perinatale tutti i nati vivi o morti con peso eguale o superiore ai 500 grammi (1000 grammi per i calcoli della mortalità da utilizzare nei confronti internazionali). In tale modo, secondo la nuova proposta dell OMS (adottata in modo ancora parziale dai paesi membri), dovrebbe essere definito aborto l'espulsione di feto morto di peso inferiore ai 500 grammi, indipendentemente dall'età gestazionale e, per converso, dovrebbe essere definito nato morto l'espulsione di feto morto di peso superiore ai 500 grammi, indipendentemente dall'età gestazionale. Sulla base dei dati italiani e sotto 5 diverse ipotesi di ricostruzione degli eventi di aborto spontaneo (AS) e di nato morto (NM) 3 1. soglia della durata gestazionale posta a 22 settimane 2. soglia della durata gestazionale posta a 24 settimane 3. soglia individuata solo dal peso di 500 grammi 4. soglia individuata congiuntamente dalla durata gestazionale di 22 settimane e dal peso di 500 grammi 5. soglia individuata congiuntamente dalla durata gestazionale di 24 settimane e dal peso di 500 grammi si ottiene un andamento differente del tasso di natimortalità, come rappresentato dal grafico seguente. Fig. 1 Tasso di natimortalità calcolato secondo le varie ipotesi di riclassificazione degli eventi Anni ,0 10,0 Tasso*1000 8,0 6,0 4,0 2,0 0, Anni Ipotesi 1 Ipotesi 2 Ipotesi 3 Ipotesi 4 Ipotesi 5 3 Marzia Loghi - Rapporto OsservaSalute. La salute materno-infanitle. Natimortalità e abortività spontanea: definizioni e implicazioni epidemiologiche. Roma,

7 E necessario sottolineare inoltre come, a età gestazionali molto basse, l'atteggiamento dei professionisti possa influire significativamente nel definire un feto come "aborto / nato morto" (con il rischio che tale feto non venga computato nelle statistiche di mortalità) versus "nato vivo deceduto nei primi minuti di vita". Anche l atteggiamento dei professionisti, presso le sale parto e/o le terapie intensive neonatali rispetto all opportunità di intraprendere o meno procedure rianimatorie nei confronti di nuovi nati con età gestazionali molto basse, può contribuire a far pendere il peso della bilancia verso il nato morto o verso il nato vivo ma morto (eventualmente successivamente). Questo emerge in modo chiaro da uno studio di Peerzada e coll 4. che da maggio a settembre del 2002, attraverso un questionario anonimo autosomministrato hanno indagato propensioni e comportamenti dei neonatologi operanti presso strutture di secondo e terzo livello di sei stati dl New England negli USA. I risultati principali sono riassunti nella fig.2 e 3. Fig.2 Opinione sulla futilità/beneficio di manovre rianimatorie nei neonati con bassa età gestazionale Fig.3 Opinione sull età gestazionale più bassa a cui iniziare o più alta a cui sospendere le manovre rianimatorie 4 Peerzada JM, Richardson DK, Burns JP.: Delivery room decision-making at the threshold of viability. J Pediatr Oct;145(4):

8 Al di là del problema delle definizioni, il trend temporale della natimortalità, comunque calcolato, ha presentato nella maggior parte dei Paesi un decremento, anche grazie al contributo della migliorata assistenza lungo tutto il percorso nascita, dalla gravidanza, all assistenza in travaglio fino all assistenza al neonato 5. Il fenomeno necessita un monitoraggio costante in quanto: se cambia la definizione (es. età gestazione < 22 settimane o <> 24, oppure si introduce il criterio del peso (>= 500 g.) indipendentemente dall età gestazionale, se cambia la popolazione (es. aumento di prevalenza delle minoranze etniche dove il numero di eventi attesi è maggiore, tenendo conto dell aumento dell età materna complessiva e dell aumento dell incidenza delle gravidanze multiple anche per effetto dell espansione delle tecniche di fecondazione assistita), ci si attende un aumento del tasso di natimortalità e del tasso di mortalità perinatale 6 La completezza e la qualità della valutazione dell evento Il Gruppo di Lavoro di Genetica Clinica della Società Italiana di Neonatologia (SIN) ha elaborato una scheda di raccolta dati per il nato morto con l obiettivo di fornire ai neonatologi uno strumento in grado di facilitare il percorso diagnostico di fronte ad un nato morto, dopo la 20 settimana di vita intrauterina, specie in presenza di segni clinici ed anamnestici di sospetto di patologia genetica e riproduttiva della famiglia, e di arrivare alla creazione di una cartella neonatale del nato morto da adottare su tutto l ambito nazionale. Gli accertamenti che si ritengono siano necessari per ogni nato morto sono 7 : 1. esame fisico con misurazione dei parametri auxologici e la descrizione analitica delle eventuali anomalie: tutti i nati morti devono essere sottoposti ad un attenta e minuziosa valutazione semeiologica con una precisa determinazione dei parametri auxologici. L attenzione a questo punto è cruciale in quanto, se tali informazioni non vengono raccolte subito dalla nascita, sarà estremamente difficile ottenerle in seguito. 2. l esame della placenta: l esame istologico è pure fondamentale ai fini dell interpretazione della causa responsabile di natimortalità. 3. l anamnesi, familiare ed ostetrica: l anamnesi sia familiare che ostetrica andrebbe raccolta in stretta collaborazione con l ostetrico per un attenta valutazione dell esistenza di condizioni predisponenti alla natimortalità. 4. l autopsia: l indagine autoptica va sempre eseguita anche di fronte ad un feto macerato. 5. la radiografia dello scheletro: indicata nel sospetto clinico od ecografico di displasia scheletrica e comunque sempre in caso di sospetto sindromico. 6. l esame cromosomico: va condotto in tutti i casi a meno che non vi siano cause ostetriche evidenti. 7. la conservazione dei tessuti: consiste nel prelievo di cute per i fibroblasti cutanei, previa disinfezione con alcool ed etere in parti uguali e quindi trasferimento del campione bioptico in provetta sterile contenente soluzione fisiologica. La conservazione è particolarmente consigliata in tutti quei casi in cui vi sia sospetto di malattia genetica. 8. esami microbiologici e sierologici: consigliati in caso di infezione intrauterina. 9. la fotografia: è un utile complemento diagnostico soprattutto se vi sono anomalie di difficile descrizione ed è necessaria in tutti i casi di dismorfismi Baronciani D., Basevi V.: La natimortalità: aspetti clinici ed epidemiologici. Bologna 22 giugno Memo L., Corsello G., Cocchi G., Clerici D., Pagani G.: Il nato morto. Gruppo di lavoro di genetica clinica e dismorfologica della società italiana di neonatologia. 8

9 I primi quattro accertamenti vanno eseguiti in ogni caso, mentre gli altri solo in casi selezionati. Il bambino nato morto non è in genere considerato né di competenza dell ostetrico né del pediatra, che peraltro solo in alcune sedi è chiamato per una valutazione. Fino alla pubblicazione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 09/07/1999, la legislazione italiana prevedeva per il nato morto solo la compilazione della denuncia di mortalità, per cui nella maggioranza dei casi mancava (ma in molti punti nascita la situazione non risulta tuttora modificata) qualsiasi descrizione, se si escludevano poche righe, usualmente limitate alla registrazione di peso e lunghezza, nella cartella ostetrica della madre, ed in alcuni casi il reperto autoptico. Questa situazione è tanto più grave se si considera che la prevalenza della natimortalità è di poco inferiore all 1%, con una frequenza di malformazioni di circa il 25% dei casi. Inoltre la carenza di informazioni impedisce di conoscere la causa del decesso e di stabilire la probabilità che tale evento si ripeta nel caso di una futura gravidanza. Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 09/07/1999 all articolo 1 (Accertamenti per la diagnosi precoce delle malformazioni), comma 2, recita: Per i nati morti devono essere eseguiti gli esami autoptici, gli accertamenti anamnestici previsti nella visita medica e, qualora riconosciuti necessari, gli esami strumentali e l esecuzione di fotografie L esito degli accertamenti anamnestici, obiettivi e strumentali, anche in caso di risultato negativo, deve essere registrato nella cartella neonatale di tutti i nati, vivi o morti. Una più precisa ed articolata definizione delle procedure da seguire in occasione dell evento nato morto presso il punto nascita è peraltro magistralmente rappresentata nel volume sulla natimortalità curato da Baronciani e collaboratori 8 che affronta anche il non piccolo problema del tema della valutazione (audit) che dovrebbe accompagnare tale evento presso i reparti ed infine il rilevante aspetto della comunicazione alla coppia/famiglia. La Legge 2 febbraio 2006, n pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 34 del 10 febbraio 2006 ha costituito un passo importante (per quanto attualmente più annunciato che operativo, vista la scarsa aderenze delle regioni) per rendere omogenea e qualitativamente valida la registrazione e la valutazione del nato morto (oltre che del deceduto per SIDS nel primo anno di vita) presso i punti nascita italiani. La legge infatti recita all art. 1 (comma 1 e 2) quanto segue: 1. I lattanti deceduti improvvisamente entro un anno di vita senza causa apparente e i feti deceduti anch'essi senza causa apparente dopo la venticinquesima settimana di gestazione devono essere prontamente sottoposti con il consenso di entrambi i genitori a riscontro diagnostico da effettuarsi nei centri autorizzati secondo i criteri individuati nell'articolo 2, a cui sono inviati gli organi prelevati. Le informazioni relative alla gravidanza, allo sviluppo fetale e al parto e, nel caso di sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS), alle situazioni ambientali e familiari in cui si è verificato il decesso, raccolte con un'indagine familiare, devono essere accuratamente registrate e vagliate, per il completamento diagnostico e per finalità scientifiche, dall'ostetrico-ginecologo, dal neonatologo, dal pediatra curanti e dall'anatomo patologo sulla base dei protocolli internazionali. 2. Il riscontro diagnostico di cui al comma 1 è effettuato secondo il protocollo diagnostico predisposto dalla prima cattedra dell'istituto di anatomia patologica dell'università di Milano. Il suddetto protocollo, per essere applicabile, deve essere approvato dal Ministero della salute. 8 Baronciani D., Bulfamante G., Facchinetti F. La natimortalità:audit clinico e miglioramento della pratica assistenziale Il Pensiero Scientifico Editore Prima edizione ottobre Disciplina del riscontro diagnostico sulle vittime della sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS) e di morte inaspettata del feto" - Gazzetta Ufficiale n. 34 del 10 febbraio

10 Ai dettami di tale legge ha aderito per ora, la sola Provincia Autonoma di Trento che ha disciplinato con specifica convenzione (firmata nel 2012) 10 i rapporti con il Centro Lino Rossi di Milano, (Centro di riferimento nazionale per l applicazione della Legge 31/2006). stabilendo altresì uno specifico protocollo, messo in capo per i diversi adempimenti operativi (raccolta dati, prelievo ed invio campioni) all Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento. In seguito alla disattivazione dell Istituto di Anatomia Patologica dell Università di Milano (citato negli art. 1 e 3 della Legge), il Ministero della Salute nel 2008 ha riconosciuto il Centro Lino Rossi quale Centro di riferimento nazionale per l applicazione della Legge stessa. Nella sostanza l interfaccia delle regioni con il Centro Lino Rossi dovrebbe consentire, attraverso le diverse procedure previste dalla stessa Legge 31, di fare chiarezza sugli aspetti clinico-anatomopatologici ed eziopatogenetici della natimortalità (oltre che della SIDS) con ricadute evidenti non solo sotto il profilo delle conoscenze scientifiche ma anche per quanto riguarda gli aspetti comunicativi alla famiglia. Aspetti causali La conoscenza delle condizioni sottese all evento resta quindi fondamentale, tenuti anche presenti da un lato l insufficiente conoscenza della fisiologia dell'unità feto-placentare e dall altro la mancanza di appropriati studi post-mortem a cui si ricollegano le attuali difficoltà di accertamento, specialmente se consideriamo i singoli (spesso anche sottodimensionati e/o sottoattrezzati) punti nascita italiani. Nel tempo sono stati sviluppati vari criteri classificativi con l intento di rappresentare al meglio i fattori causali (fetali/materni/ostetrici) che possono sottendere l evento nato morto. Quelle di uso più consolidato sono quelle secondo Wigglesworth 11, la classificazione ostetrica di Aberdeen 12 e quella per fattori fetali e neontali 13. Tutte queste classificazioni enfatizzano ognuna degli aspetti peculiari ma lasciano un quota non piccola (intorno al 70-80%) di morte fetale antepartum non spiegata. Gardosi e coll hanno proposto nel un nuovo criterio classificativo (ReCoDe) che, pur presentando di per sé dei limiti, sembra tenere conto in modo più adeguato dei diversi fattori in gioco (fetali/materni/ostetrici) e lascia solo una quota del 20-25% di morti fetali antepartum non spiegate. Il maggior rendimento di questa classificazione è stato riconfermato da un recente studio italiano 15. L applicazione dei più recenti criteri classificativi, unitamente a tutto lo spettro delle indagini anatomocliniche ed epidemiologiche, consente nei paesi avanzati, secondo una recente review di Gavett e coll 16 di ridurre fino al 12% la quota delle morti fetali antepartum non spiegate. Nelle pagine seguenti si fornire una rappresentazione dei quattro criteri classificativi principali. 10 Schema di Convenzione tra la Provincia autonoma di Trento e il "Centro di Ricerca Lino Rossi per lo studio e la prevenzione della morte inaspettata perinatale (del feto a termine - stillbirth- e neonatale) e della sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS)" dell'università degli Studi di Milano Delibera 603 del 23 marzo Wigglesworth JS. Monitoring perinatal mortality a pathophysiological approach. Lancet 1980;Sep 27: Hey EN, LLoyd DJ, Wigglesworth JS. Classifying perinatal death: fetal and neonatal factors. Br J Obstet Gynaecol 1986;93: Cole SK, Hey EN, Thomson AM. Classifying perinatal death: an obstetric approach. Br J Obstet Gynaecol 1986;93: Gardosi Jason, Kady S.M., McGeown P., Francis A., Tonks A.: Classification of stillbirth by relevant condition at death (ReCoDe): population based cohort study BMJ 2005;331: Serena C, Marchetti G, Rambaldi MP, Ottanelli S, Di Tommaso M, Avagliano L, Pieralli A, Mello G, Mecacci F. Stillbirth and fetal growth restriction. J Matern Fetal Neonatal Med Jan;26(1): Gravett MG, Rubens CE, Nunes TM; GAPPS Review Group. Global report on preterm birth and stillbirth (2 of 7): discovery science. BMC Pregnancy Childbirth Feb 23;10 Suppl 1:S2. 10

11 Classificazione di Wigglesworth Categoria 1. Difetti congeniti / malformazioni (letali o severe). Categoria 2. Morte fetale antepartum inspiegata. Categoria 3. Morte per asfissia, anossia o trauma intrapartum. Categoria 4. Immaturità. Categoria 5. Infezioni. Categoria 6. Altre cause specifiche (condizioni fetali, condizioni neonatali, condizioni pediatriche). Categoria 7. Incidenti o trauma non intrapartum. Categoria 8. Morte infantile improvvisa, causa sconosciuta. Categoria 9. Inclassificabile. Classificazione di Aberdeen (ostetrica) Categoria 1. Anomalie congenite. Categoria 2. Isoimmunizzazione. Categoria 3. Pre-eclampsia. Categoria 4. Emorragia antepartum. Categoria 5. Cause meccaniche (rotture uterine, problemi durante il travaglio, etc ). Categoria 6. Problemi materni. Categoria 7. Cause miste (infezioni o malattie neonatali, condizioni fetali specifiche). Categoria 8. Inspiegate e inclassificabili. Classificazione per fattori fetali e neonatali Categoria 1. Anomalie congenite. Categoria 2. Asfissia prima della nascita. Categoria 3. HMD (Malattia delle membrane ialine) Categoria 4. Emorragia intracranica. Categoria 5. Infezioni. Categoria 6. Inclassificabile o sconosciuta. 11

12 Sono fornite in modo sintetico le evidenze principali relativamente alle condizioni patologiche (materno/fetali) e ai fattori di rischio (modificabili e noi) in gioco.

13 A - Condizioni Patologiche Cause genetiche. Il contributo delle cause genetiche oltre che cromosomiche, al determinarsi della morte fetale, costituisce un campo di ricerca di notevole interesse ed in costante espansione. Un eziologia genetica è alla base di una discreta proporzione di nati morti. Già Schauer e coll. nel 1992 riportano una frequenza del 7-21% 17. Pare verosimile una sottostima della prevalenza vera tenuto conto delle difficoltà degli studi del cariotipo, delle diverse definizioni di nato morto in ambito internazionale e del ruolo assunto via via progressivamente dall interruzione volontaria di gravidanza a seguito di diagnosi prenatale di anomalia/difetto genetico 18. Le malformazioni congenite contribuiscono per il 4-26% e sono rappresentate nella maggior parte dei casi dai difetti congeniti del sistema nervoso centrale e del rene. Le anomalie cromosomiche sono responsabili del 6-12% dei casi. La più frequente di queste è la monosomia del cromosoma X patognomonica della sindrome di Turner (23% delle anomalie cromosomiche); seguono poi le trisomie: trisomia 21 (23%), trisomia 18 (21%) e trisomia 13 (8%) 19. La frequenza di anomalie cromosomiche nel nato morto e nel morto durante la prima settimana è di circa 10 volte superiore a quella del nato vivo dopo la prima settimana. L ipotesi di problemi di maturazione placentare. Nei paesi industrializzati il 50% delle morti perinatali avviene nel terzo trimestre. Alla base vi può essere una disfunzione placentare che a sua volta può essere acuta o cronica. La disfunzione cronica si evidenzia con flessione della crescita fetale e flussi patologici a livello dei vasi ombelicali. Allo studio al microscopio ottico la placenta presenta numerosi infarti e soprattutto una perdita di parenchima, che limita gli scambi feto-materni. Se la disfunzione placentare è invece acuta, il primo sintomo può essere la morte fetale; all esame microscopico della placenta si riscontrano difetti di maturazione, con perdita di vascolarizzazione dei villi corionici e perdita della membrana sincizio-capillare. Vari studi hanno messo in evidenza come la presenza di un difetto di maturazione placentare porti ad un elevazione del rischio di natimortalità di 70 volte (ad età gestazionale superiore alle 35 settimane) 20. Il possibile ruolo della trombofilia materna. La trombofilia ereditaria ha una prevalenza attorno a valori del 10-15% nella popolazione generale dei Paesi occidentali; la gravidanza, con la fisiologica riduzione di tutti i sistemi naturali anticoagulanti, può rendere manifesta tale condizione. Sia la trombofilia ereditaria che l acquisita sono associate a eventi trombotici in gravidanza e a esiti negativi (pre-eclampsia severa, sindrome HELLP, distacco di placenta, ricorrenti perdite fetali, difetto di crescita intrauterino); un meccanismo comune del danno potrebbe essere la trombosi delle arterie intervillose e spirali e la conseguente ridotta perfusione placentare 21. Le più frequenti forme di trombofilia ereditaria includono i deficit di antitrombina, proteina C e proteina S e le anormalità dei fattori pro-coagulanti, in particolare il fattore V di Leiden e il polimorfismo del gene della protrombina G20210A. L omozigosità per la metilentetraidrofolato redattasi (MTHFR) C677T può essere associata con un iperomocisteinemia che è a sua volta associata a un 17 Schauer GM, Kalousek DK, Magee JF. Genetic causes of stillbirth. Semin Perinatol 1992; 16: Baronciani D., Bulfamante G., Facchinetti F. La natimortalità:audit clinico e miglioramento della pratica assistenziale Il Pensiero Scientifico Editore Prima edizione ottobre Wisconsin Stillbirth Service Program Website. The WiSSP protocol wissp/photo.htm. 20 Higgins M, McAuliffe FM, Mooney EE. Clinical associations with a placental diagnosis of delayed villous maturation: a retrospective study. Pediatr Dev Pathol Jul-Aug;14(4): Battinelli EM, Bauer KA. Thrombophilias in pregnancy. Hematol Oncol Clin North Am Apr;25(2):

14 aumentato rischio di eventi trombotici. Tra le forme acquisite la più comune è rappresentata dalla presenza di anticorpi antifosfolipidi, che comprendono quelli anticardiolipina e gli inibitori del lupus.il rischio di natimortalità risulta statisticamente significativo (senza evidenza di eterogeneità) per: deficit di proteina S (OR 20,09; IC 95% 3,7-109,2); anticorpi anticardiolipina (OR 3,3;IC 95% 1,62-6,70); eterozigosi protrombina (OR 2,66;IC 95% 1,28-5,53); eterozigosi per fattore V di Leiden (OR 2,06;IC 95% 1,10-3,86) Il possibile ruolo delle infezioni materne: Un ruolo relativamente importante, anche se non facilmente dimostrabile/documentabile può anche essere assunto dalle infezioni materne, in particolare quelle: da Parvovirus B19, Coxsackie A e B, Toxoplasma gondii, Listeria monocytogenes e Treponema pallidum o altre come lo Streptococcus agalactiae, lo S.aureus, l E. coli e la Candida albicans, che sono in grado di produrre corioamniosite anche a membrane integre, con conseguente morte fetale 24. Patologie materne preesistenti o favorite dallo stato gravidico. Tra le patologie associate ad aumentato rischio di morte fetale particolare importanza assumono: la pre-eclampsia e la HELLP-syndrome che si sovrappongono ad una ipertensione pre-esistente; il diabete tipo 1 con scarso controllo in gravidanza e il diabete tipo 2; la trasfusione feto-materna; l'idrope fetale non immune e, con dati più contraddittori, il lupus eritematoso sistemico e la colestasi gravidica. Queste condizioni possono cumulativamente ricorrere, senza di per sé assumere significato eziopatogenetico, fino al 10-15% delle casistiche dei nati morti, con rilevanti differenziazioni in relazione all età ed all etnicità Tra le patologie materne dovrebbe anche essere registrata la gravidanza gemellare 27.. Inserzioni anomale della placenta (placenta praevia) ed incidenti relativi al cordone ombelicale (torsioni, ostruzioni, prolassi ecc..). Queste condizioni possono ricorrere fino al 20% delle casistiche di nati morti Robertson L, Wu O, Langhorne P, et al. Thrombophilia in pregnancy: a systematic review. Br J Haematol 2006; 132: Rodger MA, Betancourt MT, T Clark P, Lindqvist PG, Dizon-Townson D, Said J, Seligsohn U, Carrier M, Salomon O, Greer IA. The association of factor V leiden and prothrombin gene mutation and placenta-mediated pregnancy complications: a systematic review and meta-analysis of prospective cohort studies. PLoS Med Jun 15;7(6) 24 Baronciani D., Bulfamante G., Facchinetti F. La natimortalità:audit clinico e miglioramento della pratica assistenziale Il Pensiero Scientifico Editore Prima edizione ottobre Baronciani D., Bulfamante G., Facchinetti F. La natimortalità:audit clinico e miglioramento della pratica assistenziale Il Pensiero Scientifico Editore Prima edizione ottobre Stillbirth Collaborative Research Network Writing Group: Causes of death among stillbirths. JAMA Dec 14;306(22): Simpson LL Maternal medical disease: Risk of antepartum fetal death.seminars in Perinatology 2002;26: Baronciani D., Bulfamante G., Facchinetti F. La natimortalità:audit clinico e miglioramento della pratica assistenziale Il Pensiero Scientifico Editore Prima edizione ottobre Stillbirth Collaborative Research Network Writing Group: Causes of death among stillbirths. JAMA Dec 14;306(22):

15 B - Fattori di rischio Lo studio dei fattori di rischio connessi alla natimortalità rappresenta un area di ricerca in netta espansione. Basti considerare il numero di citazioni in Pub med, estratte secondo le parole chiave risk and stillbirth dal 1982 al Fig.4 Citazioni su Pub Med delle voci stillbirth and risk. Periodo Senza ricorrere alla citazione esaustiva dei diversi studi va detto che sono state via via riportate le seguenti evidenze: il rapporto della natimortalità con l età materna 30, soprattutto con quella avanzata oltre i anni ma anche quella sotto i 18 anni; il rapporto con lo stato socio economico 31, con lo stato di obesità pregravidico e soprattutto con l eccesso di incremento ponderale connesso alla gravidanza 32, con il fumo in gravidanza specie oltre il primo trimestre e con effetto dose-dipendente 33, il rapporto con l eccesso di ricorso al caffè in gravidanza 34, con il consumo di alcool con l effetto di ridurre il flusso placentare e quindi di influire sulla maturazione della placenta 35, con una storia ostetrica di pregressi parti pretermine e/o nati morti Andersen A-MN et al. Maternal age and fetal loss: population based register linkage study.bmj 2000;320: Stephansson O et al. The influence of socioeconomic status on stillbirth risk in Sweden. Int J Epid 2001;30: Stephansson O et al. Maternal weight, pregnancy weight gain, and the risk of antepartum stillbirth. Am J Ostet Gynecol 2001;184: Cnattingius S. The epidemiology of smoking during pregnancy: smoking prevalence, maternal characteristics, and pregnancy outcomes. Nicotine Tob Res. 2004;6 Suppl 2:S Wisborg K. et al. Maternal consumption of coffee during pregnancy and stillbirth and infant death in first year of life: prospective study. BMJ 2003;326: Kesmodei U et al. Moderate Alcohol Intake during Pregnancy and the Risk of Stillbirth and Death in the First Year of Life. Am J Epidemiol 2002;155: Surkan PJ et al. Previous preterm and small-for-gestational-age births and the subsequent risk of stillbirth. N Engl J Med. 2004;350:

RAPPORTO ANNUALE SINTETICO SULLA NATIMORTALITA. Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa

RAPPORTO ANNUALE SINTETICO SULLA NATIMORTALITA. Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa RAPPORTO ANNUALE SINTETICO SULLA NATIMORTALITA Anno 2013 Area Sistemi di Governance Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa Trento Luglio 2014 A cura di Riccardo Pertile Mariangela Pedron Silvano Piffer

Dettagli

Analisi dell evento nascita - Anno 2010

Analisi dell evento nascita - Anno 2010 Certificato di assistenza al parto (CeDAP) Analisi dell evento nascita - Anno 2010 Dipartimento della programmazione e dell'ordinamento del Servizio sanitario nazionale Direzione Generale del Sistema Informativo

Dettagli

La natimortalità: aspetti clinici ed epidemiologici.

La natimortalità: aspetti clinici ed epidemiologici. Bologna 22 giugno 2005 La natimortalità: aspetti clinici ed epidemiologici. Le ricadute sul piano del sistema informativo. Dante Baronciani Vittorio Basevi Indice valutazione dei tassi e problemi nella

Dettagli

I documenti di: quotidianosanità.it. Quotidiano online di informazione sanitaria

I documenti di: quotidianosanità.it. Quotidiano online di informazione sanitaria I documenti di: quotidianosanità.it Quotidiano online di informazione sanitaria Dossier Documentazione legislativa Studi e ricerche Interventi e relazioni Certificato di assistenza al parto (CeDAP) Analisi

Dettagli

Sorveglianza della mortalità materna: progetto pilota in regioni del Nord, Centro e Sud Italia. Protocollo dello studio

Sorveglianza della mortalità materna: progetto pilota in regioni del Nord, Centro e Sud Italia. Protocollo dello studio Sorveglianza della mortalità materna: progetto pilota in regioni del Nord, Centro e Sud Italia. Protocollo dello studio 1. BACKGROUND La mortalità e la morbosità materna grave correlate al travaglio o

Dettagli

L ecografia ostetrica é la tecnica più usata nello studio del benessere fetale e nel 2004, a livello nazionale, sono state effettuate in media

L ecografia ostetrica é la tecnica più usata nello studio del benessere fetale e nel 2004, a livello nazionale, sono state effettuate in media Fonte: Analisi del evento nascita. Ministero dela Salute. Dipartimento dela Qualità. Direzione Generale Sistema Informativo. Ufficio di Direzione Statistica. GENNAIO 2007 Indagini diagnostiche in gravidanza

Dettagli

INTERRUZIONI VOLONTARIE DELLA GRAVIDANZA

INTERRUZIONI VOLONTARIE DELLA GRAVIDANZA 12 dicembre 2014 Anno 2012 INTERRUZIONI VOLONTARIE DELLA GRAVIDANZA Nel 2012 l Istat ha rilevato 103.191 interruzioni volontarie della gravidanza, 6.850 in meno rispetto al 2011. L Italia è uno dei Paesi

Dettagli

IX Rapporto Sanità Università di Roma Tor Vergata Crisi economica e Sanità: come cambiare le politiche pubbliche TAVOLE PRINCIPALI

IX Rapporto Sanità Università di Roma Tor Vergata Crisi economica e Sanità: come cambiare le politiche pubbliche TAVOLE PRINCIPALI IX Rapporto Sanità Università di Roma Tor Vergata Crisi economica e Sanità: come cambiare le politiche pubbliche TAVOLE PRINCIPALI 1. Gap PIL pro-capite Italia vs. altri Paesi europei Valori %, anni 2000-2012

Dettagli

La mortalità infantile in provincia di Trento

La mortalità infantile in provincia di Trento La mortalità infantile in provincia di Trento Anni 1999-2011 Area Sistemi di Governance Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa Trento, ottobre 2013 A cura di: Silvano Piffer Roberto Rizzello Riccardo

Dettagli

RAPPORTO ANNUALE SUI CASI INCIDENTI DI DIABETE MELLITO TIPO I INFANTILE-GIOVANILE

RAPPORTO ANNUALE SUI CASI INCIDENTI DI DIABETE MELLITO TIPO I INFANTILE-GIOVANILE RAPPORTO ANNUALE SUI CASI INCIDENTI DI DIABETE MELLITO TIPO I INFANTILE-GIOVANILE Dati Ridi (0-29 anni) Anno 2013 Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa Trento giugno 2014 A cura di Silvano Piffer

Dettagli

La mortalità. La mortalità generale e le principali cause di morte

La mortalità. La mortalità generale e le principali cause di morte La mortalità La mortalità generale e le principali cause di morte Nel 211 sono decedute 4.543 persone residenti in provincia di Trento (di cui 2.42, pari al 53%), con un tasso di mortalità dell 8,5, uno

Dettagli

L EVENTO NASCITA NELL ASL DELLA PROVINCIA DI VARESE: RAPPORTO EPIDEMIOLOGICO SUI DATI DEI CERTIFICATI DI ASSISTENZA AL PARTO (CeDAP) - ANNO 2014

L EVENTO NASCITA NELL ASL DELLA PROVINCIA DI VARESE: RAPPORTO EPIDEMIOLOGICO SUI DATI DEI CERTIFICATI DI ASSISTENZA AL PARTO (CeDAP) - ANNO 2014 L EVENTO NASCITA NELL ASL DELLA PROVINCIA DI VARESE: RAPPORTO EPIDEMIOLOGICO SUI DATI DEI CERTIFICATI DI ASSISTENZA AL PARTO (CeDAP) - ANNO 2014 A cura di: Dr.ssa M. Gambino, Dr.ssa Ass. San. L. Balconi,

Dettagli

Diagnosi delle aneuploidie

Diagnosi delle aneuploidie Diagnosi delle aneuploidie DIAGNOSI PRENATALE NON INVASIVA: UNA RIVOLUZIONE La diagnosi prenatale delle malattie monogeniche e delle aneuploidie Bologna, è attualmente 6 Giugno eseguita2014 nel I-II trimestre

Dettagli

Lo stato nutrizionale e l alimentazione nell ASL CN2: i dati dei Sistemi di Sorveglianza PASSI 2011-2014 e OKkio alla Salute 2014

Lo stato nutrizionale e l alimentazione nell ASL CN2: i dati dei Sistemi di Sorveglianza PASSI 2011-2014 e OKkio alla Salute 2014 Lo stato nutrizionale e l alimentazione nell ASL CN2: i dati dei Sistemi di Sorveglianza PASSI 2011-2014 e OKkio alla Salute 2014 La situazione nutrizionale di una popolazione è un determinante importante

Dettagli

Cultura e Tempo Libero

Cultura e Tempo Libero Cultura e Tempo Libero Corso in Statistica Sociale Anno Accademico 2012-13 Anna Freni Sterrantino Sommario Definizione e introduzione Le indagini multiscopo Spesa in attività culturali Confronti con i

Dettagli

ASL - Benevento. Rapporto sulla natalità nella provincia di Benevento, anno 2005

ASL - Benevento. Rapporto sulla natalità nella provincia di Benevento, anno 2005 Dipartimento di Prevenzione E & P ASL - Benevento Bollettino Epidemiologico n. 85 Servizio Epidemiologia e Prevenzione ( 0824-308 284-5-6-9 FAX 0824-308 302 e-mail: sep@aslbenevento1.it Rapporto sulla

Dettagli

DIPARTIMENTO DIABETE

DIPARTIMENTO DIABETE CORTE DI GIUSTIZIA POPOLARE PER IL DIRITTO ALLA SALUTE III CONGRESSO NAZIONALE IL DIRITTO ALLA SALUTE: UN DIRITTO INALIENABILE CRITICITÀ A CONFRONTO COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE DIPARTIMENTO DIABETE FederAnziani

Dettagli

La Terapia Farmacologica della Depressione Antepartum

La Terapia Farmacologica della Depressione Antepartum Camposampiero 6 Marzo -- 2015 La Terapia Farmacologica della Depressione Antepartum Prof. Cesario Bellantuono Ambulatorio Specialistico DEGRA Disturbi Affettivi in Gravidanza e Puerperio Ancona -Rimini

Dettagli

La prevenzione dei tumori femminili in Italia: il ricorso a pap test e mammografia Anni 2004-2005

La prevenzione dei tumori femminili in Italia: il ricorso a pap test e mammografia Anni 2004-2005 4 dicembre 2006 La prevenzione dei tumori femminili in Italia: il ricorso a pap test e mammografia Anni 2004-2005 Ufficio della comunicazione Tel. 06 4673.2243-2244 Centro di informazione statistica Tel.

Dettagli

Quadro epidemiologico e razionale della linea guida sul taglio cesareo

Quadro epidemiologico e razionale della linea guida sul taglio cesareo Sistema nazionale linee guida Roma, 31.01.2012 Quadro epidemiologico e razionale della linea guida sul taglio cesareo Serena Donati Istituto Superiore di Sanità Centro Nazionale di Epidemiologia Sorveglianza

Dettagli

INCIDENZA E PREVALENZA PER IL TUMORE AL POLMONE IN ITALIA: STIME E PROIEZIONI PER IL PERIODO 1970-2015

INCIDENZA E PREVALENZA PER IL TUMORE AL POLMONE IN ITALIA: STIME E PROIEZIONI PER IL PERIODO 1970-2015 INCIDENZA E PREVALENZA PER IL TUMORE AL POLMONE IN ITALIA: STIME E PROIEZIONI PER IL PERIODO 197-15 Giulia Zigon, Roberta Ciampichini, Gemma Gatta, Enrico Grande, Silvia Francisci, Roberta De Angelis,

Dettagli

Immigrazione, gravidanza e parto

Immigrazione, gravidanza e parto 9 febbraio 2013 Immigrazione, gravidanza e parto Monica Da Frè, Monia Puglia, Eleonora Fanti, Fabio Voller Settore Epidemiologia dei servizi sociali integrati Osservatorio di epidemiologia Agenzia Regionale

Dettagli

CERTIFICATO DI ASSISTENZA AL PARTO

CERTIFICATO DI ASSISTENZA AL PARTO REGIONE VENETO OSSERVATORIO REGIONALE PER LA PATOLOGIA IN ETÀ PEDIATRICA CERTIFICATO DI ASSISTENZA AL PARTO Regione Istituto/Azienda Ospedaliera Azienda USL Comune di evento Sezione Generale COGNOME della

Dettagli

MOVIMENTO TURISTICO NELLA PROVINCIA DI CATANIA ANNO 2010

MOVIMENTO TURISTICO NELLA PROVINCIA DI CATANIA ANNO 2010 PROVINCIA REGIONALE DI CATANIA MOVIMENTO TURISTICO NELLA PROVINCIA DI CATANIA ANNO 2010 RELAZIONE E ANALISI 1 Progetto e redazione della pubblicazione a cura dell Ufficio Studi e Programmazione per lo

Dettagli

Ricerca e innovazione

Ricerca e innovazione CAPITOLO 11 Ricerca e innovazione Alla base del progresso Ricerca e innovazione costituiscono una determinante indiretta del benessere. Sono alla base del progresso sociale ed economico e danno un contributo

Dettagli

I risultati del progetto pilota di sorveglianza della mortalità materna ISS-Regioni

I risultati del progetto pilota di sorveglianza della mortalità materna ISS-Regioni XXXIX Congresso dell Associazione Italiana di Epidemiologia Alimentazione e Salute nell era della Globalizzazione Milano, 28-30 ottobre 2015 I risultati del progetto pilota di sorveglianza della mortalità

Dettagli

Capitolo 11 Gli anni di vita persi per morte prematura

Capitolo 11 Gli anni di vita persi per morte prematura Capitolo 11 Gli anni di vita persi per morte prematura Introduzione Gli indicatori calcolati sugli anni di vita persi per morte prematura (PYLLs) combinano insieme le informazioni relative alla numerosità

Dettagli

CERTIFICATO DI ASSISTENZA AL PARTO

CERTIFICATO DI ASSISTENZA AL PARTO REGIONE VENETO OSSERVATORIO REGIONALE PER LA PATOLOGIA IN ETÀ PEDIATRICA CERTIFICATO DI ASSISTENZA AL PARTO Regione Istituto/Azienda Ospedaliera Azienda USL Comune di evento Sezione Generale COGNOME della

Dettagli

neonato) IN Anno 2014 Servizio

neonato) IN Anno 2014 Servizio RAPPORTOO ANNUALE SULLA NATALITA (Assistenza in gravidanza, al parto ed al neonato) IN PROVINCIA DI TRENTO Anno 2014 Area Sistemi di Governance Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa Trento Luglio

Dettagli

1.4 Rete nazionale dei registri tumori: indicatori e controllo del cancro in Italia

1.4 Rete nazionale dei registri tumori: indicatori e controllo del cancro in Italia 1.4 Rete nazionale dei registri tumori: indicatori e controllo del cancro in Italia Coordinatori: R. Capocaccia (ISS Roma) M. Vercelli (IST Genova) E. Paci (Registro Tumori Toscano) P. Picci (IOR Bologna)

Dettagli

PARTE II LA VALUTAZIONE DEI LIVELLI DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE

PARTE II LA VALUTAZIONE DEI LIVELLI DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE PARTE II LA VALUTAZIONE DEI LIVELLI DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE a cura di Anna Bonini Nell ambito della valutazione multidimensionale della performance, sono stati definiti alcuni indicatori di outcome

Dettagli

L interpretazione e la gestione del test

L interpretazione e la gestione del test LO SCREENING DEL I TRIMESTRE : TECNICHE, RUOLI E PROSPETTIVE Imola 14 Settembre 2013 L interpretazione e la gestione del test combinato del I trimestre : come e chi? A.Visentin Azienda USL di Bologna U.O.

Dettagli

Ministero della Salute

Ministero della Salute Ministero della Salute DIPARTIMENTO DELLA QUALITÀ DIREZIONE GENERALE DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA, DEI LIVELLI DI ASSISTENZA E DEI PRINCIPI ETICI DI SISTEMA UFFICIO III Rapporto nazionale sull utilizzo

Dettagli

Dr. med. Lucio Bronz FMH Ostretricia e medicina feto-materno Piazza Indipendenza 4 6500 Bellinzona www.drbronz.ch TEST PRENATALI

Dr. med. Lucio Bronz FMH Ostretricia e medicina feto-materno Piazza Indipendenza 4 6500 Bellinzona www.drbronz.ch TEST PRENATALI Dr. med. Lucio Bronz FMH Ostretricia e medicina feto-materno Piazza Indipendenza 4 6500 Bellinzona www.drbronz.ch TEST PRENATALI Introduzione Cromosoma Cellula Nucleo Ormai a tutti è noto il ruolo del

Dettagli

DIABETE GESTAZIONALE: QUALE MODALITA DEL PARTO? G.SCAGLIARINI

DIABETE GESTAZIONALE: QUALE MODALITA DEL PARTO? G.SCAGLIARINI DIABETE GESTAZIONALE: QUALE MODALITA DEL PARTO? G.SCAGLIARINI Parto e Diabete Timing del parto Modalità del parto Timing del parto pretermine a termine Modalità del parto Travaglio spontaneo Induzione

Dettagli

Italia: la spesa sociale e la spesa per disabilità

Italia: la spesa sociale e la spesa per disabilità Italia: la spesa sociale e la spesa per disabilità La spesa sociale dei Comuni Nel 2012 (ultimo dato disponibile) i Comuni italiani, singoli o associati, hanno speso per interventi e servizi sociali sui

Dettagli

La rosolia nella donna in gravidanza

La rosolia nella donna in gravidanza La rosolia nella donna in gravidanza ROSOLIA Trasmissione materno-fetale Trasmissione transplacentare Nel corso della fase viremica con o senza manifestazioni cliniche L infezione fetale dopo reinfezione

Dettagli

IL NEONATO TRENTINO - 6 L'ASSISTENZA OSTETRICO-NEONATALE IN PROVINCIA DI TRENTO NEL PERIODO 2006-2010

IL NEONATO TRENTINO - 6 L'ASSISTENZA OSTETRICO-NEONATALE IN PROVINCIA DI TRENTO NEL PERIODO 2006-2010 IL NEONATO TRENTINO - 6 L'ASSISTENZA OSTETRICO-NEONATALE IN PROVINCIA DI TRENTO NEL PERIODO 2006-2010 Trento, luglio 2012 A cura di: Riccardo Pertile Livia Bianchi Martina De Nisi Silvano Piffer Servizio

Dettagli

GRAVIDANZA GEMELLARE

GRAVIDANZA GEMELLARE DOTT. DOMENICO MOSSOTTO SPECIALISTA IN OSTETRICIA E GINECOLOGIA GRAVIDANZA GEMELLARE La gravidanza gemellare è un evento che avviene per ovulazione multipla (vedi caso A, illustrato successivamente), o

Dettagli

Premessa. 1 Tutte le tabelle presentate nella relazione relative al contesto demografico fanno riferimento ai dati ISTAT rilevabili nel sito

Premessa. 1 Tutte le tabelle presentate nella relazione relative al contesto demografico fanno riferimento ai dati ISTAT rilevabili nel sito L autore Premessa A P 1 Tutte le tabelle presentate nella relazione relative al contesto demografico fanno riferimento ai dati ISTAT rilevabili nel sito http://demo.istat.it/altridati/indicatori/index.html;

Dettagli

1. POPOLAZIONE ASSISTIBILE

1. POPOLAZIONE ASSISTIBILE La parte dedicata alla popolazione assistibile contiene le principali informazioni di carattere demografico sulla popolazione residente in Provincia di Bolzano: struttura della popolazione e sua distribuzione

Dettagli

IL PARTO A DOMICILIO IN PROVINCIA DI TRENTO

IL PARTO A DOMICILIO IN PROVINCIA DI TRENTO IL PARTO A DOMICILIO IN PROVINCIA DI TRENTO Trend e caratteristiche materno-infantili Anni 2000-2005 Osservatorio Epidemiologico Direzione Promozione ed Educazione alla Salute Trento dicembre 2007 A cura

Dettagli

fattori di rischio modificabili, Fattori di rischio modificabili supplementari

fattori di rischio modificabili, Fattori di rischio modificabili supplementari Dia 1 Quando parliamo di diabete in gravidanza, dobbiamo distinguere : il Diabete di tipo 1, il Diabete di tipo 2, la ridotta tolleranza glucidica preesistenti alla gravidanza, oppure tutte quelle alterazioni

Dettagli

Incidenza, mortalità e prevalenza per tumore del polmone in Italia

Incidenza, mortalità e prevalenza per tumore del polmone in Italia Incidenza, mortalità e prevalenza per tumore del polmone in Sintesi L incidenza e la mortalità per il tumore del polmone stimate in nel periodo 197-215 mostrano andamenti differenti tra uomini e donne:

Dettagli

PREDIZIONE DI IUGR, PREECLAMPSIA E DIPNI MEDIANTE DOSAGGIO DI PAPP-A ED ECOGRAFIA. Dr.ssa FEDERICA GIOMMI

PREDIZIONE DI IUGR, PREECLAMPSIA E DIPNI MEDIANTE DOSAGGIO DI PAPP-A ED ECOGRAFIA. Dr.ssa FEDERICA GIOMMI PREDIZIONE DI IUGR, PREECLAMPSIA E DIPNI MEDIANTE DOSAGGIO DI PAPP-A ED ECOGRAFIA Dr.ssa FEDERICA GIOMMI Milano Marittima 5 Giugno 2010 www.centroaretusa.it Preeclampsia Preeclampsia : 2% delle gravidanze,

Dettagli

Turismo sanitario come opportunità per la promozione della rete delle strutture sanitarie

Turismo sanitario come opportunità per la promozione della rete delle strutture sanitarie PROGETTO MATTONE INTERNAZIONALE WORKSHOP Le sinergie nell Unione Europea tra servizi sanitari nazionali e politiche del turismo Venezia, 14 aprile 2014 Turismo sanitario come opportunità per la promozione

Dettagli

Parte II. Introduzione. A cura di Sara Barsanti

Parte II. Introduzione. A cura di Sara Barsanti Parte II LA VALUTAZIONE DELLO STATO DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE A cura di Sara Barsanti Introduzione I problemi di salute sono rappresentati dai rischi e dai danni, individuali e collettivi, che la popolazione

Dettagli

Fragilità, povertà e diritto alla salute nelle età della vita

Fragilità, povertà e diritto alla salute nelle età della vita Fragilità, povertà e diritto alla salute nelle età della vita Povertà e diritto alla salute La salute diseguale: aspetti sociali della tutela della salute Concetta M. Vaccaro Responsabile welfare e salute

Dettagli

Il rapporto nascita: nati nel 2008

Il rapporto nascita: nati nel 2008 Bologna 9 dicembre 2009 Il rapporto nascita: nati nel 2008 Dante Baronciani, 1 WHO CC for evidence-based research synthesis and guideline development in reproductive health le buone notizie Goodnews 2

Dettagli

Risultati definitivi stagione invernale 2006-2007

Risultati definitivi stagione invernale 2006-2007 Statistiche in breve 29 giugno 2007 Turismo a cura di Roberta Savorelli e Manuela Genetti Risultati definitivi stagione invernale 2006-2007 Il Servizio Statistica presenta i dati definitivi relativi agli

Dettagli

Il ricorso alle cure odontoiatriche e la salute dei denti in Italia Anno 2005

Il ricorso alle cure odontoiatriche e la salute dei denti in Italia Anno 2005 9 dicembre 2008 Il ricorso alle cure odontoiatriche e la salute dei denti in Italia Anno 2005 Con l indagine multiscopo Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari l Istat raccoglie informazioni

Dettagli

FluNews Rapporto Epidemiologico Settimanale

FluNews Rapporto Epidemiologico Settimanale Numero 12/215 FluNews Rapporto Epidemiologico Settimanale Il presente rapporto integra i risultati di differenti sistemi di sorveglianza delle sindromi influenzali: InfluNet il sistema di sorveglianza

Dettagli

OSSERVATORIO NAZIONALE SULLA FAMIGLIA

OSSERVATORIO NAZIONALE SULLA FAMIGLIA Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali Comune di Bologna OSSERVATORIO NAZIONALE SULLA FAMIGLIA SINTESI DELLA RICERCA SU: Le famiglie povere nelle regioni italiane. Aspetti oggettivi e soggettivi

Dettagli

SALUTE E ASSISTENZA. Buona salute Né bene né male Male Molto Male 2011 71.1% 23.2% 4.8% 0.9% 2012 71.1% 23.3% 4.8% 0.9% 2013 70.4% 23.8% 4.8% 1.

SALUTE E ASSISTENZA. Buona salute Né bene né male Male Molto Male 2011 71.1% 23.2% 4.8% 0.9% 2012 71.1% 23.3% 4.8% 0.9% 2013 70.4% 23.8% 4.8% 1. SALUTE E ASSISTENZA Stato di salute della popolazione italiana. Dall'Indagine Multiscopo dell'istat risulta che nel 2013 il 70.4% della popolazione italiana gode di buona salute con un calo rispetto agli

Dettagli

GERMOGLIARE onlus. Gravidanze e Neonati ad Alto Rischio

GERMOGLIARE onlus. Gravidanze e Neonati ad Alto Rischio Gravidanze e Neonati ad Alto Rischio Dott. F. Stoppoloni, Responsabile U.O.S. Gravidanze ad alto rischio Dott. G. Salvia, Responsabile U.O.S. Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale Osp. Buon Consiglio

Dettagli

I T A L I A N J O U R N A L O F P U B L I C H E A L T H. Lo screening del carcinoma della cervice uterina

I T A L I A N J O U R N A L O F P U B L I C H E A L T H. Lo screening del carcinoma della cervice uterina Lo screening del carcinoma della cervice uterina JPH - Year 7, Volume 6, Number 2, Suppl. 2, 2009 Introduzione L esame citologico cervico-vaginale, o test di Papanicolau (pap test), è l unico test di screening

Dettagli

Età 18-34 35-49 50-69. Genere. uomini. donne. Istruzione. nessuna/ elementare media inferiore. media superiore. laurea. molte. qualche.

Età 18-34 35-49 50-69. Genere. uomini. donne. Istruzione. nessuna/ elementare media inferiore. media superiore. laurea. molte. qualche. La salute mentale La salute mentale è definita dall Organizzazione Mondiale della Sanità come uno stato di benessere per cui il singolo è consapevole delle proprie capacità, è in grado di affrontare le

Dettagli

L invecchiamento demografico: Un fenomeno mondiale

L invecchiamento demografico: Un fenomeno mondiale Comunità di Sant Egidio Anziani nel Mondo, Europa e Italia Le regioni europee in cui si vive più a lungo L invecchiamento demografico: Un fenomeno mondiale Secondo le Nazioni Unite nel 2010 la popolazione

Dettagli

La gravidanza a rischio e la nascita prematura

La gravidanza a rischio e la nascita prematura La gravidanza a rischio e la nascita prematura Pier Luigi Montironi Direttore S.C. Ostetricia Ginecologia Ospedale S. Croce Moncalieri Il parto pretermine costituisce uno dei maggiori problemi sanitari,

Dettagli

IL PROGETTO PREVENIRE PATOLOGIE E DISABILITÀ CONGENITE ATTRAVERSO STRATEGIE DI COMUNICAZIONE EFFICACI

IL PROGETTO PREVENIRE PATOLOGIE E DISABILITÀ CONGENITE ATTRAVERSO STRATEGIE DI COMUNICAZIONE EFFICACI IL PROGETTO PREVENIRE PATOLOGIE E DISABILITÀ CONGENITE ATTRAVERSO STRATEGIE DI COMUNICAZIONE EFFICACI OVVERO LE MODALITA COMUNICATIVE SONO IMPORTANTI Marchetto L. 1, Agricola E. 2, Cesaretti C. 3, Bortolus

Dettagli

LA POVERTÀ IN ITALIA. Anno 2012. 17 luglio 2013

LA POVERTÀ IN ITALIA. Anno 2012. 17 luglio 2013 17 luglio 2013 Anno 2012 LA POVERTÀ IN ITALIA Nel 2012, il 12,7% delle famiglie è relativamente povero (per un totale di 3 milioni 232 mila) e il 6,8% lo è in termini assoluti (1 milione 725 mila). Le

Dettagli

L ospedalizzazione dei pazienti affetti da disturbi psichici

L ospedalizzazione dei pazienti affetti da disturbi psichici Roma, 1 aprile 2008 L ospedalizzazione dei pazienti affetti da disturbi psichici Con questa pubblicazione l'istat, in collaborazione con il Ministero della salute, intende descrivere il fenomeno dell ospedalizzazione

Dettagli

A.P.T. della Provincia di Venezia - Ufficio Studi & Statistica

A.P.T. della Provincia di Venezia - Ufficio Studi & Statistica RELAZIONE flussi turistici /2012 STL JESOLO ED ERACLEA 1. ARRIVI / PRESENZE 2. COMPARTO alberghiero ed extraalberghiero 3. PROVENIENZE 4. RICETTIVO 5. FOCUS: SETTEMBRE 2013 1. ARRIVI / PRESENZE Nel periodo

Dettagli

Diabete in gravidanza

Diabete in gravidanza Diabete in gravidanza Diabete preesistente tipo 1 tipo 2 Diabete gestazionale DIABETE GES TAZIONALE (GDM) DEFINIZIONE Intolleranza ai carboidrati di grado variabile, il cui inizio o primo riconoscimento

Dettagli

Nascere oggi in Italia: luci e ombre

Nascere oggi in Italia: luci e ombre Nascere oggi in Italia: luci e ombre Mario De Curtis Convegno: I Gemelli in Età Pediatrica: Epigenetica, Epidemiologia e Clinica Roma, 4-5 Ottobre 2013 mario.decurtis@uniroma1.it Cambiamenti demografici

Dettagli

Test genetici e trombofilia nel setting della Medicina Generale

Test genetici e trombofilia nel setting della Medicina Generale Test genetici e trombofilia nel setting della Medicina Generale Prof. Valerio De Stefano Dott. Antonio Oliverio Roma 12 aprile 2014 Dott. Antonio Oliverio MMG Roma 12 aprile 2014 screening indagine sanitaria

Dettagli

PRESENTAZIONE PODALICA

PRESENTAZIONE PODALICA 1 2 3 INDICE 4 PRESENTAZIONE PODALICA 4% delle gravidanze a termine (CeDAP 2008) Nel 2000 è stato pubblicato un Trial multicentrico randomizzato internazionale (Term Breech trial) che ha dimostrato che

Dettagli

IPOTIROIDISMO IN GRAVIDANZA

IPOTIROIDISMO IN GRAVIDANZA 1 ottobre 2011 IPOTIROIDISMO IN GRAVIDANZA Dott.ssa Elena Fachinat DATI EPIDEMIOLOGICI : Prevalenza stimata di ipotiroidismo conclamato in gravidanza : 0,3-0,5% Prevalenza stimata di ipotiroidismo subclinico

Dettagli

FOCUS settembre 2015. Il viaggio dei pugliesi all estero, in base all indagine della Banca d Italia. Fonti: Banca d Italia Turismo internazionale

FOCUS settembre 2015. Il viaggio dei pugliesi all estero, in base all indagine della Banca d Italia. Fonti: Banca d Italia Turismo internazionale struttura. Il confronto dei dati dell Istat con le stime della Banca d Italia sembra evidenziare la presenza di altri fenomeni, oltre quello misurato dalle presenze straniere nelle strutture ricettive.

Dettagli

RAPPORTO ANNUALE SULLA NATALITA

RAPPORTO ANNUALE SULLA NATALITA RAPPORTO ANNUALE SULLA NATALITA (Assistenza in gravidanza, al parto ed al neonato) IN PROVINCIA DI TRENTO Anno 2012 Area Sistemi di Governance Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa Trento Dicembre

Dettagli

L Orizzonte di Lorenzo. Il bambino che stiamo aspettando ha un problema al cuore: che cosa dobbiamo fare e che cosa possiamo fare?

L Orizzonte di Lorenzo. Il bambino che stiamo aspettando ha un problema al cuore: che cosa dobbiamo fare e che cosa possiamo fare? L Orizzonte di Lorenzo Nostro figlio ha un problema al cuore. Che fare? Bergamo 3/10/2010 Il bambino che stiamo aspettando ha un problema al cuore: che cosa dobbiamo fare e che cosa possiamo fare? A. Borghi

Dettagli

L uso e l abuso di alcol in Italia

L uso e l abuso di alcol in Italia 12 aprile 2007 L uso e l abuso di alcol in Italia Anno 2006 Con l indagine Multiscopo Aspetti della vita quotidiana si rilevano ogni anno numerose informazioni sulle famiglie, con particolare riguardo

Dettagli

DIAGNOSI PRENATALE DELLE ANOMALIE CROMOSOMICHE

DIAGNOSI PRENATALE DELLE ANOMALIE CROMOSOMICHE SERVIZIO DI ECOGRAFIA E DIAGNOSI PRENATALE DIAGNOSI PRENATALE DELLE ANOMALIE CROMOSOMICHE 1 CROMOSOMI Cosa sono i cromosomi? I cromosomi si trovano nel nucleo della cellula, sono costituiti da proteine

Dettagli

RAPPORTO ANNUALE SULLA NATALITA

RAPPORTO ANNUALE SULLA NATALITA RAPPORTO ANNUALE SULLA NATALITA (Assistenza in gravidanza, al parto ed al neonato) IN PROVINCIA DI TRENTO Anno 2013 Area Sistemi di Governance Servizio Epidemiologia Clinica e Valutativa Trento Agosto

Dettagli

EPIDEMIOLOGIA. Docente Prof.ssa Maria Sofia Cattaruzza. mariasofia.cattaruzza@uniroma1.it Tel 06 4991 4076

EPIDEMIOLOGIA. Docente Prof.ssa Maria Sofia Cattaruzza. mariasofia.cattaruzza@uniroma1.it Tel 06 4991 4076 CORSO DI LAUREA IN TECNICI DELLA PREVENZIONE NELL AMBIENTE E NEI LUOGHI DI LAVORO - S. ANDREA II Facoltà di Medicina e Chirurgia Università La Sapienza EPIDEMIOLOGIA Docente Prof.ssa Maria Sofia Cattaruzza

Dettagli

Misura dell Appropriatezza

Misura dell Appropriatezza Ministero della Salute Progetto Mattoni SSN Misura dell Appropriatezza I ricoveri in Italia per DRG a rischio di inappropriatezza Allegato 2C DPCM Lea Descrizione del trend nel periodo 2001-2003 Appendice

Dettagli

Presidio Ospedaliero di Pordenone Sacile Via Montereale 24 - Pordenone NOTA INFORMATIVA PER AMNIOCENTESI

Presidio Ospedaliero di Pordenone Sacile Via Montereale 24 - Pordenone NOTA INFORMATIVA PER AMNIOCENTESI Azienda per l Assistenza Sanitaria n. 5 Friuli Occidentale Via della Vecchia Ceramica, 1 33170 Pordenone C.F. e P.I. 01772890933 PEC aas5.protgen@certsanita.fvg.it Presidio Ospedaliero di Pordenone Sacile

Dettagli

PARTE II LA VALUTAZIONE DEI LIVELLI DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE

PARTE II LA VALUTAZIONE DEI LIVELLI DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE PARTE II LA VALUTAZIONE DEI LIVELLI DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE a cura di Anna Bonini e Carmen Calabrese Nell ambito della valutazione multidimensionale della performance, sono stati definiti alcuni indicatori

Dettagli

Rapporto sulla Natalità

Rapporto sulla Natalità REGIONE CAMPANIA Azienda Sanitaria Locale NAPOLI 5 Rapporto sulla Natalità nella Azienda Sanitaria Locale Napoli 5 Anno 2005 A cura di: F. GIUGLIANO - V. GRECO Responsabile Settore CedAP PREMESSA La A.S.L.

Dettagli

Stili di vita e salute in Italia: alcuni dati sull attività fisica

Stili di vita e salute in Italia: alcuni dati sull attività fisica Stili di vita e salute in Italia: alcuni dati sull attività fisica Gianluigi Ferrante Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute, Istituto Superiore di Sanità Razionale I

Dettagli

Il turismo a Bologna nel 2013. Aprile 2013

Il turismo a Bologna nel 2013. Aprile 2013 Il turismo a Bologna nel 213 Aprile 213 Capo Dipartimento Programmazione: Gianluigi Bovini Direttore Settore Statistica: Franco Chiarini Redazione: Paola Ventura Le elaborazioni sono state effettuate sui

Dettagli

La lingua italiana, i dialetti e le lingue straniere

La lingua italiana, i dialetti e le lingue straniere 20 aprile 2007 La italiana, i dialetti e le lingue straniere Anno 2006 Le indagini Multiscopo condotte dall Istat rilevano i comportamenti e gli aspetti più importanti della vita quotidiana delle famiglie.

Dettagli

DIAGNOSI PRENATALE DELLE ANOMALIE CROMOSOMICHE

DIAGNOSI PRENATALE DELLE ANOMALIE CROMOSOMICHE SERVIZIO DI ECOGRAFIA E DIAGNOSI PRENATALE DIAGNOSI PRENATALE DELLE ANOMALIE CROMOSOMICHE 1 CROMOSOMI Cosa sono i cromosomi? I cromosomi si trovano nel nucleo della cellula, sono costituiti da proteine

Dettagli

Trombofilia e Gravidanza: Casi Clinici. Walter Bertolino

Trombofilia e Gravidanza: Casi Clinici. Walter Bertolino Trombofilia e Gravidanza: Casi Clinici Walter Bertolino Patologie ostetriche che si associano alle 3 mutazioni più frequenti Tipo di deficit Patologia gravidica associata Iperomocisteinemia In omozigosi

Dettagli

I risultati del PASSI d Argento per la prevenzione Benedetta Contoli

I risultati del PASSI d Argento per la prevenzione Benedetta Contoli I risultati del PASSI d Argento per la prevenzione Benedetta Contoli Convegno Active and Healthy Ageing: il ruolo della sorveglianza epidemiologica PASSI d Argento Roma - 26 settembre 2013 La prevenzione

Dettagli

1. POPOLAZIONE ASSISTIBILE

1. POPOLAZIONE ASSISTIBILE La parte dedicata alla popolazione assistibile contiene le principali informazioni di carattere demografico sulla popolazione residente in Provincia di Bolzano: struttura della popolazione e sua distribuzione

Dettagli

Il test combinato del primo trimestre:

Il test combinato del primo trimestre: CORSO DI ECOGRAFIA CLINICA: SCREENING DEL I TRIMESTRE e SCREENING GINECOLOGICO PRECHIRURGICO Il test combinato del primo trimestre: interpretazione e gestione del referto A.Visentin M.Segata Azienda USL

Dettagli

Capitolo 4 La mortalità per tumori

Capitolo 4 La mortalità per tumori Capitolo 4 La mortalità per tumori Introduzione I tumori causano circa un terzo dei decessi tra i residenti nella regione Veneto. ei maschi il numero di decessi per tumore è superiore a quello per disturbi

Dettagli

EUROPA 2020. Una strategia per una crescita Intelligente Sostenibile Inclusiva. Eurosportello-Unioncamere. del Veneto

EUROPA 2020. Una strategia per una crescita Intelligente Sostenibile Inclusiva. Eurosportello-Unioncamere. del Veneto EUROPA 2020 Una strategia per una crescita Intelligente Sostenibile Inclusiva Eurosportello-Unioncamere del Veneto Cos è è? Una comunicazione della Commissione Europea (Com. 2020 del 3 marzo 2010), adottata

Dettagli

I REDDITI E IL MERCATO DEL LAVORO NEL FRIULI VENEZIA GIULIA

I REDDITI E IL MERCATO DEL LAVORO NEL FRIULI VENEZIA GIULIA I REDDITI E IL MERCATO DEL LAVORO NEL FRIULI VENEZIA GIULIA Contributo di Laura Chies Esperta dell Agenzia e Dises - Università di Trieste e di Chiara Donati e Ilaria Silvestri Servizio statistica e affari

Dettagli

L ARTE DEL COMUNICARE IN GINECOLOGIA ED OSTETRICIA LA MORTE ENDOUTERINA FETALE

L ARTE DEL COMUNICARE IN GINECOLOGIA ED OSTETRICIA LA MORTE ENDOUTERINA FETALE L ARTE DEL COMUNICARE IN GINECOLOGIA ED OSTETRICIA LA MORTE ENDOUTERINA FETALE Dott.ssa Marinella Lenzi U.O.Ostetricia e Ginecologia AUSL Bologna Direttore : Dott.Giorgio Scagliarini Rimini, 23 ottobre

Dettagli

Il settore dell edilizia tra forte crisi e deboli segnali di ripresa

Il settore dell edilizia tra forte crisi e deboli segnali di ripresa Confartigianato Imprese Mantova CONVEGNO RILANCIO DELL EDILIZIA COME USCIRE DAL TUNNEL Proposte per cittadini e imprese Il settore dell edilizia tra forte crisi e deboli segnali di ripresa A cura di Licia

Dettagli

IL RICORSO ALLE CURE ODONTOIATRICHE E LA SALUTE DEI DENTI IN ITALIA Anno 2013

IL RICORSO ALLE CURE ODONTOIATRICHE E LA SALUTE DEI DENTI IN ITALIA Anno 2013 6 luglio 2015 IL RICORSO ALLE CURE ODONTOIATRICHE E LA SALUTE DEI DENTI IN ITALIA Anno 2013 Le cure odontoiatriche hanno subìto una flessione negli anni della crisi economica. La quota di popolazione che

Dettagli

Appendice Dati statistici. Segnalazioni bibliografiche

Appendice Dati statistici. Segnalazioni bibliografiche Appendice Dati statistici Segnalazioni bibliografiche I programmi delle sette giornate ATTI DEL CICLO DI INCONTRI DI SENSIBILIZZAZIONE manco Dati statistici Le elaborazioni proposte attingono le informazioni

Dettagli

Tavola 8.1 - Capacità degli esercizi ricettivi per tipo di alloggio - Comune di Lecce - Anno 2009

Tavola 8.1 - Capacità degli esercizi ricettivi per tipo di alloggio - Comune di Lecce - Anno 2009 8. Turismo Nel 2009 nella categoria esercizi alberghieri gli alberghi a 4 stelle costituiscono il 40,0% degli esercizi con una dotazione di posti letto pari al 59,4% del totale. La permanenza media del

Dettagli

OSPEDALE EVANGELICO INTERNAZIONALE SCREENING ECOGRAFICO DELLE ANOMALIE CROMOSOMICHE DEL PRIMO TRIMESTRE DI GRAVIDANZA

OSPEDALE EVANGELICO INTERNAZIONALE SCREENING ECOGRAFICO DELLE ANOMALIE CROMOSOMICHE DEL PRIMO TRIMESTRE DI GRAVIDANZA OSPEDALE EVANGELICO INTERNAZIONALE ENTE ECCLESIASTICO CIVILMENTE RICONOSCIUTO 16122 GENOVA Corso Solferino, 1A Tel 010/55221 Sede Legale: Salita Sup. S. Rocchino, 31/A STRUTTURA COMPLESSA DI OSTETRICIA

Dettagli

VOCI SOFFOCATE: INDAGINE CONOSCITIVA SULL ESPERIENZA E LA PERCEZIONE DELL OSTETRICA RIGUARDO ALLA VIOLENZA DOMESTICA IN GRAVIDANZA

VOCI SOFFOCATE: INDAGINE CONOSCITIVA SULL ESPERIENZA E LA PERCEZIONE DELL OSTETRICA RIGUARDO ALLA VIOLENZA DOMESTICA IN GRAVIDANZA Università degli studi di Udine Corso di Laurea in Ostetricia VOCI SOFFOCATE: INDAGINE CONOSCITIVA SULL ESPERIENZA E LA PERCEZIONE DELL OSTETRICA RIGUARDO ALLA VIOLENZA DOMESTICA IN GRAVIDANZA Relatore:

Dettagli

Anno 2012 L USO DELLA LINGUA ITALIANA, DEI DIALETTI E DI ALTRE LINGUE IN ITALIA

Anno 2012 L USO DELLA LINGUA ITALIANA, DEI DIALETTI E DI ALTRE LINGUE IN ITALIA 27 ottobre 2014 Anno L USO DELLA LINGUA ITALIANA, DEI DIALETTI E DI ALTRE LINGUE IN ITALIA Nel, in Italia, il 53,1% delle persone di 18-74 anni (23 milioni 351mila individui) parla in prevalenza in famiglia.

Dettagli

I near miss da emorragia del post-partum: una della attività di ricerca e formazione dell Italian Obstetric Surveillance System (ItOSS)

I near miss da emorragia del post-partum: una della attività di ricerca e formazione dell Italian Obstetric Surveillance System (ItOSS) I near miss da emorragia del post-partum: una della attività di ricerca e formazione dell Italian Obstetric Surveillance System (ItOSS) Serena Donati Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione

Dettagli

1.1 Negli ultimi 60 anni la percentuale di ragazze fino a 14 anni si è quasi dimezzata e quella delle donne anziane è aumentata più del doppio

1.1 Negli ultimi 60 anni la percentuale di ragazze fino a 14 anni si è quasi dimezzata e quella delle donne anziane è aumentata più del doppio La popolazione 1.1 Negli ultimi 60 anni la percentuale di ragazze fino a 14 anni si è quasi dimezzata e quella delle donne anziane è aumentata più del doppio In poco meno di 60 anni, la componente della

Dettagli