INAUGURAZIONE DELL ANNO GIUDIZIARIO 2015

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1 PROCURA REGIONALE PRESSO LA SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA CAMPANIA INAUGURAZIONE DELL ANNO GIUDIZIARIO 2015 RELAZIONE DEL PROCURATORE REGIONALE Tommaso Cottone NAPOLI, 7 MARZO 2015

2 Sede della Sezione Giurisdizionale e della Procura regionale (via di Piedigrotta 63. Napoli)

3 Indice 1) Un bilancio sociale per la Procura contabile 2) Campania: ovvero, le due Regioni 3) La normativa e le nuove frontiere della giurisdizione contabile assegnate al Pubblico Ministero contabile. 4) Gli orientamenti giurisprudenziali (Corte costituzionale; Corte di Cassazione) 5) La giurisprudenza della Sezione giurisdizionale della Campania) 6) L attività 6.1) Le Statistiche 6.2) I giudizi 6.3) L attività cautelare. Esecutività delle sentenze e disciplina dell appello 6.4) L attività di archiviazione 7) Gli effetti conformativi all azione della P.R. 8) Settori di intervento che presentano criticità 8.1) Finanziamenti pubblici ovvero l economia ferita 8.2) Le società Partecipate 8.3) Gli Enti Locali 8.4) La Sanità 8.5) I cc.dd. costi della politica nell evoluzione della giurisprudenza della Corte dei conti e della Corte costituzionale 8.6) I patrimoni immobiliari pubblici 8.7) I nuovi orizzonti d indagine sui beni culturali 9) L altra Regione 10) Il contesto istituzionale che ha accompagnato l attività 11) Conclusioni

4 1) UN BILANCIO SOCIALE PER LA PROCURA CONTABILE L inaugurazione dell anno giudiziario costituisce, per le Procure regionali, occasione di esame complessivo delle attività svolte e di valutazione dei risultati ottenuti. Occasione, nel contempo, di raccordo, distante dalle implicazioni e emozioni derivanti dalle singole vicende - con i vari soggetti protagonisti della vita economico-sociale del territorio dove si opera, nonché di rendicontazione con gli utenti finali della propria attività: i cittadini del territorio regionale. A ben vedere, quindi, l impegno narrativo che ogni anno accompagna le nostre cerimonie d inaugurazione, altro non rappresenta che quello strumento che, da qualche tempo, i diversi soggetti, pubblici e privati propongono alle proprie utenze per dare conto del loro avere operato: il c.d. bilancio sociale ; il documento, cioè, che dottrina economica e gius-contabilista definiscono quale lo strumento di rendicontazione, adottato da aziende di produzione e di erogazione di servizi, da amministrazioni ed enti pubblici e da associazioni no profit, per dare visibilità al prodotto delle rispettive attività, ponendo in relazione missioni istituzionale, azioni svolte, risultati conseguiti, risorse impegnate e costi sostenuti, modificazioni apportate. Per tali caratteristiche il bilancio sociale, è venuto, nel tempo, ad assumere valore scientifico costituendo un modello di rendicontazione sulle quantità e sulle qualità di relazione tra il soggetto erogatore del prodotto o del servizio ed i gruppi di riferimento rappresentativi dell'intera collettività. Conseguentemente, lo strumento finisce anche con il rappresentare la certificazione del profilo etico del soggetto operante; l'elemento che ne legittima il ruolo, non solo in termini strutturali ma soprattutto morali, agli occhi della comunità di riferimento. E, nella sostanza, il momento della resa del conto sul rapporto con il territorio e, quindi, l occasione per affermare la soggettività dell operatore pubblico quale soggetto economicosociale che, perseguendo la propria missione prevalente, contribuisce a migliorare la qualità della vita dei membri della società in cui è inserito. Per tali profili rappresenta, quindi, anche un formidabile strumento di controllo affidato alla comunità degli amministrati, e, al tempo stesso, una occasione di verifica critica del proprio operare per eventuali ripensamenti, correzioni di rotta, messa a punto di nuovi obiettivi (il c.d. social audit ). A più forte legittimazione alla propria azione, già dal 2008 la Magistratura ordinaria ha avviato un progetto per la redazione del bilancio sociale degli Uffici giudiziari. Il progetto, denominato diffusione delle buone pratiche negli Uffici giudiziari (le best practices nel mondo della

5 giustizia) è attualmente seguito da oltre 200 uffici giudiziari e costituisce ormai una collaudata forma di raccordo tra il sistema di giustizia e la comunità locale. 1 In considerazione della propria peculiare missione istituzionale la Magistratura della Corte dei conti, la cui attività si estende su tutte le articolazioni (pubbliche e private) che utilizzano risorse pubbliche, più di ogni altro organo giudiziario ha il dovere di rendere il conto all intera comunità regionale informandola ed orientandola sulle scelte da fare. Sarebbe, allora, opportuno, che l esperienza delle best practices sia estesa anche al mondo della giustizia contabile dove un progetto similare non è previsto, neppure in via sperimentale. E pur vero che, ormai da tempo, una sorta di report sulle attività delle varie articolazioni funzionali dell istituto viene effettuata in occasione delle cerimonie di apertura (a livello centrale e periferico) dell anno giudiziario. Queste occasioni, tuttavia, hanno, ancora, prevalentemente, natura di referto sull attività svolta nell anno; un racconto, cioè, diverso di quello perseguito con la ricerca delle best practices anche se, come già accennato, in non poche relazioni, soprattutto in quelle delle Procure contabili, non mancano analisi sui contesti normativi ed economici-sociali in cui si opera; e, neppure, mancano denunce sulle difficoltà derivanti da previsioni di legge ritenute non congrue; sulla organizzazione del processo; sulla scarsità e gestione delle risorse; sulle limitazioni istruttorie derivanti dalla povertà di risorse di altri soggetti quali, ad esempio quelli degli Organi di polizia giudiziaria cui vengono affidate le indagini; sulle modalità d impegno delle risorse; sul rapporto costi-benefici. All attualità, si ritiene che sussistano anche per la Magistratura contabile le condizioni per entrare nel mondo della scienza e della cultura del rendere il conto; di uscire dalla fase di volontarietà e improvvisazione e dotarsi di parametri certi con i quali misurare gli elementi oggetto di verifica. Peraltro, affidarsi a tale peculiare forma di rendicontazione e dare allo strumento una sua autonoma legittimazione, significa assegnare oggettività al referto dotandolo di parametri omogenei che rendano misurabili i risultati e possibile, per ciascun ufficio, la messa a punto delle politiche giudiziarie future. Sulla possibilità concreta di adottare tale strumento non mi sembra ci siano problemi. Basta volerlo e dare attuazione a tale volontà. Il bilancio sociale è un mero strumento di analisi che non implica alcun obbligo conformativo o autorizzativo esterno. E, 1 Il progetto è frutto di un accordo tra il Ministero della Giustizia, il Dipartimento per la Funzione Pubblica, il Ministero del Lavoro e le Regioni Italiane, i quali hanno sottoscritto un protocollo d intesa per la diffusione sul territorio nazionale della positiva esperienza di innovazione organizzativa e di miglioramento della qualità dei servizi realizzata dalla Procura della Repubblica di Bolzano. Il Piano è finanziato dal Fondo Sociale Europeo e ad esso hanno finora aderito circa duecento i Uffici Giudiziari, tra cui numerose Procure della Repubblica. Quali finalità e obiettivi specifici da conseguire il progetto si propone di: - aumentare la qualità del servizio giustizia; - ridurre i costi di funzionamento;- aumentare la capacità di informazione e comunicazione; aumentare la responsabilità sociale degli uffici giudiziari sui risultati e sull uso delle risorse pubbliche. Le verifiche finora effettuate hanno portato il Ministero e gli altri soggetti promotori ha giudicare in modo assai positivo il lavoro svolto, di fatto ormai esteso a tutti gli uffici giudiziari. Una specifica unità strategica sorta presso il Dipartimento dell Organizzazione giudiziaria alla quale partecipa anche il Dipartimento della Funzione Pubblica, segue costantemente il progetto monitorandone i risultati

6 neppure, sembrano sussistere dubbi sulla sua utilità; una profonda, ponderata analisi sul chi siamo, dove andiamo, con chi camminiamo e sul valore aggiunto che riusciamo ad apportare all agire pubblico, ci potrà portare a letture più profonde sulle realtà complesse che incontriamo. Non possiamo, certamente, fermarci alla presa d atto sui processi celebrati, sulle condanne e le assoluzioni, sui recuperi effettivamente conseguiti. Processi, condanne ed assoluzioni rappresentano la fase statica dell operato; occorre interrogarsi sulla loro effettiva utilità; sui loro costi, sulle risorse impegnate; sulle modificazioni apportate, sul livello di percezione nei confronti della comunità amministrata. Occorre dare ingresso ad una nuova cultura nella valutazione dei risultati perché, senza nuove culture e nuove letture, si finisce sempre e comunque con il concludere con le logiche della statistica: dieci processi valgono più di cinque e meno di venti. Le gare statistiche non ci interessano e, soprattutto, non portano da alcuna parte.

7 2) CAMPANIA : OVVERO, LE DUE REGIONI Con queste premesse prende avvio questa relazione inaugurale partendo da una primissima notazione: la Campania è una realtà complessa e contraddittoria che presenta facce così contrapposte che inducono a ritenere che si sia in presenza non di un solo soggetto, ma di due soggetti distinti, di due diverse Regioni: uno che presenta preoccupanti manifestazioni di illegalità diffusa che si concretizzano in dannose forme di malgoverno, di cattiva amministrazione e di resistenza a qualsivoglia cambiamento. Un altro faccia coesistente, che presenta, invece e in progressione costante, forme di virtuosità, di rilevante interesse; segnale che, nelle varie articolazioni amministrative, sono in atto processi di riqualificazione della spesa pubblica, di lotta agli sprechi, di moralizzazione della politica, della volontà di uscire dalle emergenze. Al momento le due realtà appaiono così diverse e distanti da fare pensare che, per essere fedeli ad una verità regionale, occorrerebbero non uno ma due distinti referti. Uno ciascuno per le due distinte Regioni, presenti nella stessa comunità territoriale. Certamente, non abbiamo titolo né ragioni per concludere che esistono una Regione Buona ed una Regione Cattiva. Esistono, secondo la nostra esperienza, realtà territoriali e locali nelle quali la crisi economica è servita da volano per la ridiscussione dei vecchi modelli dell amministrare ed altre realtà dove, invece, ancora si registrano resistenze al cambiamento e dove continuano a prevalere interessi di parte. Con tale premessa, per una piena e corretta lettura di ciascun aspetto delle due realtà, intendiamo, anche quest anno, dare vita ad un racconto che, pur riconoscendo lo sbilanciamento tra le due realtà, tenti una ricomposizione delle diversità ed indichi, per quanto possibile verso quale direzione si sia andati e si intenda andare negli anni futuri. Per fare questa operazione si prenderanno in esame, oltre che i dati dell attività svolta anche i settori d intervento più significativi tentando letture storiche dei fenomeni rilevati. Infatti, senza, un benchè minimo cenno sul trend storico del fenomeno, il mero dato numerico rimane privo di significato; non serve e può addirittura risultare deviante rispetto a quanto realmente accaduto. 2 2 Un esempio per tutti: in occasione del giudizio di parifica del rendiconto generale della Regione Campania, riguardo al settore sanità la Sezione Regionale di Controllo e la Procura Regionale della Corte dei conti hanno rilevato il seguente trend di disavanzo: anno /mil 853,2; anno /mil 594,8; anno /mil 260,4; anno /mil 85,1; anno / 55,0. Ancora nel 2013, dunque, la sanità regionale presentava il cospicuo disavanzo di 55 milioni; il dato non contestualizzato nel trend storico di quel quinquennio, a fronte di una riduzione del disavanzo di oltre l 85%, avrebbe portato ad una giudizio negativo sulla gestione del settore.

8 3) La normativa e le nuove frontiere della giurisdizione contabile assegnate al Pubblico Ministero contabile. 4) Gli orientamenti giurisprudenziali (Corte costituzionale; Corte di Cassazione; legittimità e merito della Corte dei Conti) 5) La giurisprudenza della Sezione Giurisdizionale per la Regione Campania Per una conoscenza più piena ed una visione, completa ed unitaria, delle delicate questioni di carattere generale di cui ai punti 3), 4), si fa riferimento alla relazione inaugurale 2015 del Procuratore Generale della Corte dei conti (tenutasi a Roma il 10 febbraio. Per la Giurisprudenza della Sezione Giurisdizionale della Regione Campania, rinviamo alla relazione del Presidente, della Sezione Fiorenzo Santoro che ha sviluppato nel dettaglio le varie tematiche affrontate nell anno 2014, non mancando di sottolineare anche le questioni di carattere generale che hanno investito le Sezioni d appello, nonché i delicati profili di giurisdizione incontrate nel corso dei processi. Entrambe le relazioni sono reperibili nel sito istituzionale della Corte dei conti.

9 6) L ATTIVITÀ L attività costituisce il momento centrale del referto. Un punto assai delicato perché si rischia di fornire dati non significativi e di difficile lettura ovvero di cadere in tentazioni autoreferenziali o giustificative sui risultati. Se, come abbiamo sopra affermato, questo è il momento della resa del conto sul nostro avere operato, ci impegniamo a fornire elementi che consentano una lettura ampia sull azione complessiva svolta. Solo dati leggibili potranno supportare il giudizio sul nostro lavoro; e il giudizio ci consentirà di mettere meglio a punto l azione futura. Con queste premesse, torno a proporre una prima generalissima notazione: responsabilità amministrativa e giurisdizione contabile non si prestano a esemplificazioni concettuali, né a definizioni esaustive, né a misurazioni meccaniche. La misura dell operare delle Procure contabili, i risultati della nostra azione, investono parametri di valutazione di fenomeni complessi, che non possono fermarsi alla sola analisi dei dati statistici né alla mera presentazione delle singole vicende che hanno caratterizzato la nostra azione. In realtà complesse, che amministrano patrimoni pubblici in funzione di obiettivi e di risultati, occorre anche rapportarsi con la categoria tempo. Ciò, sia perché l arrivare troppo tardi finisce con il far perdere l effetto correttivo che ci si aspetta dall azione di responsabilità amministrativocontabile, sia anche perchè si rischiano di perdere le stesse ragioni risarcitorie poste a base di quell azione. Per contro, il fattore tempo consente anche di potere meglio valutare gli effetti dell azione dell amministrare quando le scelte gestorie partono da situazioni fortemente compromesse, caratterizzate da passate cattive gestioni che, oltre a ingenti perdite patrimoniali, hanno generato fattori di rigidità di sistema difficilmente assorbibili nel breve periodo. Si pensi, ad esempio, alle incaute scelte fatte con la creazione di molte società partecipate che oltre ad avere prodotto ingentissime perdite patrimoniali, hanno lasciato in eredità, soprattutto alla Regione ed agli Enti Locali, una gran numero di lavoratori da collocare e stabilizzare in contesti già appesantiti da organici non compatibili con le indicazioni delle leggi di stabilità. Occorre, quindi, storicizzare, per quanto possibile, la nostra azione e sollecitare il legislatore perché offra al Pubblico Ministero ed al Giudice contabili strumenti adeguati che consentano di superare il gap del prima e del dopo. Le amministrazioni periodicamente cambiano i soggetti responsabili delle scelte e delle gestioni; ma la res amministrata rimane la stessa, con il suo passato di bene e di male; con le sue rigidità; e le sue storie da raccontare. I tempi necessari per rendere effettive le inversioni di rotta e le azioni correttive per riportare a legalità il sistema, spesso non sono compatibili con le

10 logiche della azione di responsabilità amministrativo contabile che congelano il danno al suo essersi prodotto e con il continuare a prodursi, a prescindere dalla dinamicità dell azione di risanamento. Si tratta, dunque di inserire parametri di valutazione assai complessi e delicati che implicano esami e giudizi che certamente non possono essere affidati al solo inquirente e giudice contabile, i quali sono soltanto demandati ad accertare l esistente; la presenza del danno prodotto, le responsabilità dell autore; il nesso causale tra comportamenti ed evento. Certamente, nei limiti consentiti dalle leggi, non intendiamo interpretare la nostra funzione istituzionale in modo notarile. Nel condurre l azione istruttoria cerchiamo di tenere conto anche dell elemento tempo e dell elemento storia. Ma lo sforzo di comprensione piena dei fatti diventa assai più complicato perché si corre su di un crinale pericolosissimo: quello del superamento dei limiti della giurisdizione. Il pieno capire non può andare oltre le indicazioni delle leggi. Ciò nonostante, non rinunciamo a conseguire un risultato di conoscenza più profonda sull impatto della nostra azione sul contesto socio-economico nel quale operiamo. Per questo, la nostra azione è sempre accompagnata dalla ricerca di un colloquio diretto, sia con i soggetti sui quali indaghiamo, sia da uno strettissimo rapporto di lavoro con i soggetti che deleghiamo alle indagini. L Ufficio di Procura quotidianamente è visitato dagli organi di polizia giudiziaria; da segretari, dirigenti e amministratori locali; dirigenti e amministratori di enti pubblici e amministrazioni che operano nella Regione; dai revisori contabili. Nel solo anno 2014 abbiamo effettuato circa mille audizioni di soggetti invitati a dedurre o, comunque, informati dei fatti. Quando si è reso necessario abbiamo effettuato sopralluoghi ed acquisito direttamente gli elementi utili all indagine. Abbiamo incontrato in ciascuna provincia campana i segretari comunali e provinciali; i responsabili degli uffici finanziari degli enti locali; i collegi dei revisori; abbiamo ricevuto amministratori e sindaci; ci siamo confrontati con le prefetture; abbiamo colloquiato con i dirigenti delle strutture sanitarie; abbiamo lavorato assieme alla Regione Campania per individuare i punti di rigidità del sistema che impediscono il pieno realizzarsi delle norme. Abbiamo allacciato un più stretto rapporto con gli organi di polizia giudiziaria, in specie con la Guardia di finanza, i Carabinieri e la Polizia di Stato, per sollecitare una collaborazione cognitiva diretta anche a superare i tempi morti tra la produzione del danno, la denuncia e il conferimento della delega. Soprattutto abbiamo dato più vivi contenuti ai protocolli d intesa stipulati con le Procure della Repubblica operanti nel territorio campano. Le strade della trasparenza e dell ascolto hanno creato condizioni di fiducia che, in molti casi, hanno consentito soluzioni di ripristino della legalità e di contenimento del danno senza l impegno di risorse processuali e senza il trauma della chiamata in giudizio.

11 6.1) Le Statistiche Questo il dato quantitativo e statistico dell attività dell anno Sono pervenute nell anno n denunce. Sono state aperte n 5135 vertenze e archiviate in via preliminare, per mancanza delle condizioni dell azione, n. 629 denunce. Il 28,7 % riguardano fattispecie riconducibili a danni provocati ad Enti Statali; il 62 % ad Enti Locali e Regionali il 9,6 % alle AA.SS.LL e l 1,7% ad altri enti. Spicca, quantitativamente su tutti, il dato relativo ai debiti fuori bilancio: 853 denunce (12 % del totale), quasi tutte relative a situazioni debitorie pregresse degli Enti Locali (in particolare dei Comuni il 88,5 %). L ammontare complessivo dei debiti fuori bilancio deliberati e segnalati dagli enti locali è di circa 320 milioni di Euro (dato estrapolato per difetto). Tenuto conto del critico livello finanziario degli enti locali campani, si tratta di un dato che desta particolare allarme in quanto, in non pochi casi, il debito c.d. fuori bilancio genera crisi finanziaria all ente. Dopo attività istruttorie condotte, o direttamente presso gli enti interessati ovvero mediante deleghe conferite agli organi di polizia giudiziaria, sono state archiviate n vertenze. 3 Per n vertenze sono in corso istruttorie e altre iniziative processuali. Per la tipologia evento danni ambientali - abusi edilizi - inquinamento si registra solo la ricezione di 18 denunce; tale dato è in palese contrasto con le rilevazioni fatte dalle Corti d appello di Napoli e Salerno nonché con i dati forniti dall Arma dei Carabinieri e con la notorietà del fenomeno degli abusi edilizi per i quali, una volta accertati si dovrebbe procedere alla acquisizione gratuita, ovvero alla demolizioni (nella stragrande maggioranza dei casi nessuna delle due opzioni viene esercitata con i conseguenti danni e responsabilità derivanti dall inerzia delle Amministrazioni locali). N 51 denunce di danno riguardano deviazioni nell erogazione e/o utilizzazione di contributi pubblici; è un settore, questo dei finanziamenti pubblici, tenuto sotto costante controllo da parte della Guardia di finanza per le grandi ripercussioni sul sistema economico nazionale e statale. Quali soggetti danneggiati vengono individuati, oltre che lo Stato (agevolazioni statali), la Regione (contributi regionali) e la Comunità Europea (Frodi Comunitarie). Le istruttorie sono assai complesse e, normalmente, non si esauriscono nel corso di un solo anno sicché la rilevazione sull attività deve essere proiettata in spazi più lunghi; la tipologia evento ha prodotto, nell ultimo anno, citazioni in giudizio per un ammontare complessivo di ,00 di euro. Anomalo, per difetto, appare il dato quantitativo riguardante le Aziende Sanitarie Locali. A fronte 3 Il rilevante numero di archiviazioni (6.168) registrate nell anno si riferisce anche ad attività svolte negli anni passati le quali, però, non erano state seguite dalle ordinarie procedure di discarico al sistema informativo della Corte per carenza di risorse da dedicare a tale adempimento.

12 di bilanci che statisticamente rappresentano la gestione d ingentissime somme di denaro e tenuto conto della varietà e complessità dei settori d intervento, le denunce riguardanti il mondo della sanità, sono assai poche, solamente 151; tra l altro, la maggior parte, relative solo a vicende connesse a controversie e gestione del Personale o all erogazione di spese farmaceutiche. Peraltro quasi tutte le denunce scaturiscono da segnalazioni della GdF o da esposti di privati; poche dalle dirigenze delle Agenzie Sanitarie e dagli organi preposti ai controlli. N 49 vertenze si riferiscono a danni arrecati al Patrimonio, immobiliare e mobiliare, appartenente ad Enti Locali. Le restanti vertenze aperte riguardano altre fattispecie di danno. Per completezza, si forniscono questi ulteriori dati: n 103 vertenze riguardano questioni inerenti lo stato giuridico ed economico del Personale degli enti locali; n 101 sono connesse a reati commessi da pubblici dipendenti; n 39 istruttorie sono concernenti materia riferita all attività contrattuale della pubblica amministrazione; n 38 riguardano verifiche amm.vo contabili; n 62 le rendicontazioni irregolari; n 83 incarichi e consulenze; n 97 per attività inerenti a contenziosi di Amministrazioni Pubbliche; n. 46 riguardanti questioni connesse all attività dell INPS Le vertenze pendenti hanno dato luogo, nel 2014, a n attività istruttorie; n. 171 tra inviti a dedurre e atti integrativi (con n.958 soggetti invitati); n.135 atti di citazione di responsabilità con un totale di 599 chiamati in giudizio. Sono state archiviate n vertenze. All inizio dell anno 2014 le giacenze erano vertenze; all inizio del 2015 le vertenze in corso sono Nel corso dell anno sono state pronunciate condanne per complessivi euro ,28.. Sempre nell anno sono state recuperate effettivamente somme per complessivi ,82; altri recuperi sono in corso 4. Le somme richieste con gli atti di citazione ammontavano a importi superiori diminuiti, in parte, in applicazione del potere riduttivo. La modesta differenza tra le domande e l accolto significa che il lavoro istruttorio sul quale l Ufficio di procura ha costruito i vari giudizi è stato accurato. In non pochi casi, all invito a dedurre non ha fatto seguito l atto di citazione. I Procuratori regionali esaminano con scrupolosa attenzione le controdeduzioni degli invitati e non esitano ad archiviare le istruttorie là dove riconoscano accoglibili le ragioni esposte dagli interessati. Le somme contestate con gli atti di citazione notificati nell anno ammontano a complessivi ,00; la discussione di questi giudizi è prevista per tutto l anno 2015 e per il La Sezione giurisdizionale per la Campania ha pubblicato in data , sentenza (n. 106/2014) con la quale si attesta l avvenuto pagamento in corso di causa della somma di ,00 in favore della ASL di Benevento, conseguente la citazione con la quale la Procura regionale aveva chiamato in giudizio vari medici che non avevano provveduto ad aggiornare le liste degli aventi diritto alle prescrizioni del medico di base. A seguito dell avvenuto integrale recupero il giudizio è stato dichiarato concluso per insussistenza del danno.

13 Per quanto riguarda l attività cautelare posta in opera nell anno 2014, sono state promosse n. 26 istanze di sequestro cautelare, per complessivi ,00. Quasi tutte le istanze di sequestro sono state accolte (alcune con una riduzione degli importi) sia in sede di convalida sia dopo la proposizione del reclamo. Sono state promosse anche n. 2 azioni revocatorie. Circa l incidenza della nostra azione sul tessuto economico-sociale regionale, occorre, necessariamente, proiettare l intera attività in un arco di tempo non limitato al solo anno di osservazione. L utilità dell impatto, infatti, va misurata avendo riguardo alle modificazioni sul modo di amministrare che riusciamo a provocare nei soggetti che gestiscono pubbliche risorse. Un esempio più che significativo proviene dalle modalità di utilizzo dei finanziamenti pubblici a sostegno delle attività produttive. L avere puntato l attenzione sulle responsabilità derivanti dalle carenze e/o debolezza dei controlli, da parte delle banche concessionarie e degli enti erogatori, ha portato, da parte degli enti erogatori, a una intensificazione dei controlli e delle attività ispettive che, hanno generato molte revoche di finanziamenti, ma, anche, dissuaso i beneficiari a non fare troppo affidamento sulla debolezza del sistema controlli. Può oggi affermarsi che appare meno forte la quasi certezza d impunità che, in quel settore, sembra avere regnato fino a qualche anno fa e che, assieme al regime di diffusa illegalità, ha prodotto danni incalcolabili al territorio regionale, sia in termini di occupazione, sia in termini di beni prodotti, di mancato indotto e mancati moltiplicatori economici. In questo quadro deve anche essere misurata e valutata l attività di archiviazione delle vertenze per le quali i singoli magistrati riconoscono che non sussistono le condizioni per il proseguimento dell azione. In molti casi, in esito agli accertamenti istruttori, le pubbliche amministrazioni procedono esse stesse a porre in essere i necessari correttivi per il recupero del danno ovvero per farne cessare le cause. L attività istruttoria, quindi, si rivela assai utile perché non solo genera procedure di recupero in autotutela, ma anche perché provoca comportamenti più corretti. In tale modo si consegue il risultato reintegratorio e/o risarcitorio senza dispendio di risorse processuali e senza il trauma delle chiamate in giudizio. Ne deriva che, anche attraverso una giusta lettura dell attività delle archiviazioni, è possibile valutare correttamente l incidenza dell attività inquirente nel tessuto economico sociale del territorio.

14 6.2) I giudizi Sono stati emessi n. 135 atti di citazione con richieste risarcitorie per complessivi ,00. In nota si indicano alcune delle citazioni più significative, notificate nell anno Di tali atti: n ASL NA1 Danno: euro ,59 Coinvolti dirigenti e dipendenti dell ASL NA1 e della Regione Campania - Indebiti pagamenti eseguiti due volte (o addirittura tre volte). Richiesto sequestro patrimoniale ante causam. Da segnalare che l ASL si è concretamente adeguata provvedendo a riorganizzare gli uffici. 2. ASL di Caserta (ex ASL di Caserta 1 e 2), Azienda Ospedaliera Sant Anna e San Sebastiano di Caserta, A.O. Rummo di Benevento, ASL di Benevento, A.O. Loreto Mare di Napoli - Danno totale: ,70 euro - Prestazioni sanitarie effettuate nell ambito dell attività intramoenia cd. allargata. 3. Comune di Casal di Principe Convenuti in giudizio n. 23 amministratori comunali Richiesta la dichiarazione di incadidabilità ed ineleggibilità decennale in quanto ritenuti responsabili dello stato di dissesto del Comune. 4. Consorzio Unico di Bacino (CUB) delle Province di Napoli e Caserta. Danno: euro ,00 - Indebiti pagamenti effettuati dalla governance del Consorzio nel periodo Comune di Eboli - Auto-attribuzione, da parte del Capo Settore Finanze del Comune, di stipendi gonfiati mediante profittamento del ruolo rivestito. Elemento psicologico: dolo. 6. Regione CAMPANIA Danno totale: euro ,35 - Coinvolti amministratori e dirigenti pubblici - Presunto danno erariale arrecato alla Regione nella gestione del sistema di depurazione condotto in concessione dalla Hydrogest. Attivato giudizio cautelare ante causam. 7. Presidenza del Consiglio dli Ministri Danno: euro ,43 - Convenuto in giudizio il Commissario di Governo per l emergenza rifiuti nella Regione - Irrazionale acquisto di apparecchiature di ingente costo senza alcuna programmazione sulla loro destinazione e successiva allocazione nell ambito della realizzazione dell impianto di compostaggio di Giffoni Valle Piana. 8. Azienda Autonoma Monopoli di stato di Avellino - Danno totale: euro ,87 - Omesso versamento da parte di alcuni concessionari del gioco del lotto delle giocate raccolte in una settimana contabile. Attivato ricorso per sequestro conservativo ante causam. 9. Università degli Studi di Salerno Danno totale: euro ,51 - Conferimento di indebiti contributi ad organizzazioni associative, acquisizione a titolo di locazione di alcuni locali al fine di favorire la collocazione gratuita di Centri studi per la sperimentazione didattica, conferimento di incarichi professionali esterni a soggetti privi dei requisiti culturali necessari, illecite mediazioni nella stipula di transazioni tra l'università e la ditta esecutrice delle opere di realizzazione della mensa universitaria. 10. Regione Campania - Danno: ,47 - Sottrazione alla destinazione del finanziamento ottenuto dalla Regione al fine della ristrutturazione del Villaggio del Fanciullo per i Bimbi Poveri sito in Salerno. Attivato sequestro conservativo. 11. Comune di Pagani - Conferimento di incarico di consulenza legale al di fuori dei requisiti prescritti dalla legge. 12. Comune di Mondragone Danno: ,60 - Convenuti a giudizio amministratori e dirigenti dell ente - Gestione palesemente inefficiente ed inefficace. Gran parte del danno è stato causato dalla ostinazione della dirigenza comunale nel non concedere l accesso agli atti amministrativi da parte di cittadini titolari del relativo diritto. 13. Mostra d'oltremare di Napoli s.p.a. - Danno: ,00 Citati in giudizio amministratori e dirigenti della società - Pubblicazione annuale del bilancio d'esercizio societario con modalità inutilmente costose e senza la benché minima ricerca di mercato, allo scopo di affidare la commessa in questione alle svariate imprese partecipate direttamente o indirettamente dalla compagna del direttore del marketing e dal fratello di questa. Chiesto e concesso sequestro conservativo sui beni immobili e sui crediti dei prevenuti. 14. Regione Campania Danno: euro centomila circa - Indebito percepimento di borse di studio da parte di medici partecipanti a corsi di formazione in medicina generale. 15. Comune di Napoli Danno: circa due milioni di euro Convenuti in giudizio il Sindaco pro-tempore e altri tra dirigenti ed amministratori del comune - Inefficiente gestione dei fitti passivi. Da rilevare come l amministrazione si sia prontamente attivata nel risolvere gran parte dei casi esaminati. 16. Commissario delegato alle attività di cui all OPCM n. 3654/ Danno: 8.258,04 euro - Varie irregolarità, tra cui quella afferente l omessa riduzione del compenso del Commissario. 17. Azienda Ospedaliera Sant Anna e San Sebastiano di Caserta - Danno: euro ,70 - Conferimento di incarico professionale. 18. ASL Napoli 2 NORD Danno totale: euro ,62 - Iperprescrizione di farmaci da parte di vari sanitari.

15 19. Istituto Nazionale per lo studio e la cura dei tumori Fondazione Giovanni Pascale - Danno: euro ,67 - Prestazioni sanitarie compiute in violazione del vincolo di esclusiva. 20. Comune di San Valentino Torio - Danno: euro ,85 - Illegittimità varie nell affidamento dell incarico di responsabilità del settore tecnico. 21. Ministero per le Attività Produttive - Danno totale per oltre otto milioni e mezzo di euro - Indebita percezione di finanziamenti comunitari da parte di una società privata attraverso la predisposizione di un articolato meccanismo di triangolazione delle forniture e di sovrafatturazione del prezzo dei macchinari. Chiesto e concesso sequestro conservativo sui beni mobili e immobili dei principali responsabili (tra cui un notaio). 22. Consorzio Farmaceutico Intercomunale Danno: euro ,95 - Illeciti collegati all approvazione del bilancio consortile al 31 dicembre Comune di Piedimonte Matese - Danno totale: euro Affidamenti di incarichi esterni per il periodo al di fuori dei requisiti di legge. 24. Comune Cava Dé Tirreni Danno: euro ,00 Citati in giudizio il Presidente del Consiglio comunale e alcuni dirigenti del settore ragioneria - Indebito utilizzo dei fondi assegnati ai singoli gruppi consiliari. Attivato sequestro conservativo sui beni dei prevenuti. 25. Comune di San Bartolomeo in Galdo Danno: euro ,40 - Convenuti in giudizio il Sindaco, il Segretario Generale e un funzionario dell ente locale - Grave attività delittuosa avvenuta nella gestione amministrativa e in quella degli appalti. 26. Ministero dello Sviluppo Economico Danno di oltre due milioni e cinquecentomila euro Indebita percezione di fondi comunitari da parte di una primaria società privata operante nel settore dei trasporti. Chiesto e accordato sequestro conservativo. 27. Comune di Succivo Danno: euro ,22 Convenuto in giudizio Tesoriere dell ente - Ricorso all anticipazione di tesoreria oltre i limiti di legge. 28. Ministero dello Sviluppo Economico Danno: euro ,00 - Citati in giudizio una società e 8 amministratori persone fisiche - Finanziamenti comunitari illecitamente conseguiti grazie a false dichiarazioni. Attivato sequestro conservativo. 29. Scuola Media Statale Guido Dorso di San Giorgio a Cremano Danno: 6.959,71 - Citazione per responsabilità del direttore pro tempore dei servizi generali amministrativi Pagamenti di fatture fittizie in favore della consorte consentendo alla stessa l indebita appropriazione delle somme. 30. Comune di Capaccio - Danno totale: euro ,12 Conventi in giudizio i componenti della Giunta e diversi funzionari del comune - Illegittimo conferimento di incarichi di staff per lo svolgimento di attività ordinarie, che ben potevano essere espletate da dipendenti di ruolo dell ente, senza, tra l altro, procedure selettive e in una logica evidentemente clientelare. 31. Consorzio ASI Caserta - Danno: euro ,81 - Affidamento all esterno di incarichi legali per pratiche concernenti cause ordinarie, in presenza di professionalità specifiche all interno. 32. Regione Campania Danno di oltre tre milioni di euro Citati in giudizio il Presidente della Regione e 59 consiglieri regionali - Indebiti rimborsi delle spese affrontate dai medesimi consiglieri regionali per il presunto svolgimento di attività istituzionale. 33. Comune di Pietravairano Danno: euro ,94 Convenuti in giudizio amministratori e funzionari dell ente locale - Grave attività delittuosa avvenuta nella gestione amministrativa e in quella degli appalti. 34. Comune di Lettere Danno: ,60 Mancata acquisizione di un immobile da parte del comune a seguito di procedura di demolizione di opere realizzate abusivamente. 35. Comune di Napoli Danno: euro ,13 Chiamata in giudizio la Società sportiva Calcio Napoli Mancata riscossione dei canoni di locazione per l utilizzo dello Stadio san Paolo. A seguito della convalida del sequestro conservativo, la società convenuta ha provveduto al pagamento della somma dovuta al comune. 36. Inps Direzione Regionale della Campania Danno: ,08 Convenuto in giudizio un medico che ha svolto la libera professione senza l autorizzazione dell amministrazione di appartenenza. Attivato sequestro conservativo su immobile di proprietà. 37. ASL Napoli 3 SUD Danno: euro ,00 Convenuta dipendente dell ASL la quale, benché legata da rapporto di servizio esclusivo con l azienda, ha esercitato attività libero professionale senza alcuna autorizzazione. 38. Azienda Autonoma Monopoli di stato di Napoli - Danno totale: euro ,49 - Omesso versamento da parte di un concessionario dei proventi del gioco del lotto. Attivato ricorso per sequestro conservativo ante causam. 39. Soprintendenza Archeologica di Pompei - Danno: euro ,59 Convenuto in giudizio il Commissario delegato all emergenza nell'area archeologica di Pompei - Illegittima costituzione e successiva integrazione di un organismo non previsto dalle Ordinanze di protezione civile che hanno disciplinato la materia. 40. Comune di Portici - Danno: euro ,54 Citati in giudizio n. 35 dipendenti del Comune di Portici per assenteismo

16 85 sono diretti contro gestioni degli Enti locali e territoriali; n. 5 verso Società partecipate; n. 19 verso Amministrazioni centrali; n. 11 verso gestioni di Aziende Sanitarie Locali; n. 15 verso altri enti. Sono stati, inoltre celebrati n. 10 Procedimenti monitori definiti con ordinanze di condanna; n. 26 Procedimenti cautelari di sequestro per importi pari a ,00; n. 22 Reclami avverso ordinanze di convalida; n. 2 Azioni revocatorie per importi complessivi pari ad ,00. Quanto ai contenuti principali degli atti processuali anzidetti le chiamate in giudizio hanno avuto a oggetto le tipologie più varie: dalle consulenze; alla gestione del patrimonio immobiliare; a mancate entrate; gestione del personale; società partecipate; sanità; raccolta rifiuti; bonifiche; spese ingiustificate; distribuzione a pioggia del salario accessorio; internalizzazioni non consentite; mancata esazione di tributi; appalti; tangenti; espropriazioni; mancate rivalse; finanziamenti pubblici; mancata o incompleta realizzazione di opere pubbliche; insediamenti abusivi; stati di dissesto; violazioni di rapporti di lavoro di esclusività; mancanza di tutela dei beni artistici; irregolarità contabili; contratti di appalto eccessivamente onerosi; sprechi in molti settori di attività; abusi nella utilizzazione di beni pubblici; ) L attività cautelare. Esecutività delle sentenze e disciplina dell appello Nel corso del 2014, l Ufficio di Procura ha provveduto a fare una completa ricognizione dello stato dell'esecuzione delle sentenze definite con sentenze di condanna a tutto il Sono emersi i seguenti dati: - dal 1991 a tutto il 2014 sono state emesse n sentenze di condanna: di queste n. 486 sono state appellate e risultano gia definite n. 200 sono state appellate e risultano ancora pendenti n. 811 sono in corso di esecuzione n. 15 sono state chiuse per decessi dei condannati n. 6 sono state dichiarate inesigibili - dal al sono state emesse n. 999 sentenze di condanna: 41. Appalti del Comune di Pietravairano (CE). Convenuti in giudizio n. 5 tra amministratori r funzionari dell Ente locale per un risarcimento di ,94.

17 di queste. n. 320 sono state appellate e definite inoltre, n. 43 sentenze di assoluzione sono state impugnate dal P.R. (di queste definite in appello n. 23 con 19 condanne, 1 rinvio al primo grado e 3 conferma di assoluzione). A tutt oggi, la percentuale delle esecuzioni sul totale delle condanne, e di circa il 48%. Tale percentuale risulta in ulteriore aumento se la rilevazione viene effettuata per gli ultimi 10 anni, ed il trend e in ulteriore aumento per gli ultimi anni (piu esatte rilevazioni non sono consentite perche in molti casi i giudizi non sono ancora definiti con sentenze passate in giudicato). Dal al , gli importi delle sentenze di condanna complessivamente emesse ammontano ad ,46 (tale somma corrisponde a circa il???% delle somme richieste con gli atti di citazione) di queste ,02 corrispondono alle condanne di primo grado ivi comprese quelle appellate e non ancora definitive; ,08 corrispondono alle condanne definite in esito all appello - non sono stati rilevati gli importi tuttora non definiti in appello; ,14 importo corrispondente alle sentenze di assoluzione appellate dal P.R. concluse con sentenza di condanna Nel 2014 la Sezione giurisdizionale per la Campania ha emesso n. 106 sentenze di condanna per complessivi ,28. A tutt oggi risultano appellate n. 27 decisioni. Gli importi effettivamente riscossi ammontano a complessivi ,82. Dalla rilevazione come sopra riportata deriva: - le richieste risarcitorie promosse dalla Procura regionale, in considerazione anche dell applicazione del potere riduttivo, vengono in gran parte accolte; - le condanne emesse dalla Sezione Giurisdizionale per la Campania hanno un elevato grado di resistenza in appello; - lo stato delle esecuzioni delle sentenze definitive viene seguito con un monitoraggio costante e le attivita esecutive delle Amministrazioni danneggiate e in costante aumento; - lo stato delle riscossioni degli importi della condanna e percentualmente scarso (tenuto conto che, negli anni passati non sempre le Amministrazioni hanno comunicato le effettive riscossioni non è stato possibile rilevare la percentuale effettiva delle riscossioni). Si è, comunque, assicurato, nel corso degli ultimi anni, (con il supporto di un magistrato e di un funzionario che si sono caricati di tale ulteriore onere), un raccordo informativo tra gli enti danneggiati - che hanno, a mente del d.p.r. n. 260/98, in carico la riscossione del crediti risarcitori erariali - e la Procura contabile (titolare di funzioni di vigilanza sulle esecuzioni delle sentenze di

18 condanna), soprattutto sul versante delle decisioni disponenti la c.d. conversione del sequestro conservativo, sui beni del presunto responsabile, in pignoramento, il cui effetto, com'è noto, è subordinato dal codice di rito a complessi adempimenti processuali e amministrativi scanditi con termini anche perentori. Si è, in tal modo, efficacemente arginato il deprecabile fenomeno, talvolta registrato, della perdita del vincolo cautelare a suo tempo ottenuto dalla Procura contabile, proprio in occasione della successiva condanna degli indagati, a causa di comportamenti inerti delle Amministrazioni, in ciò, per vero, non agevolate da norme processuali sufficientemente chiare che tengano conto della peculiarità del giudizio contabile di responsabilità, caratterizzato dalla non coincidenza tra il titolare del credito (la p.a.) e l'organo legittimato processualmente alla relativa tutela giudiziaria (la Procura Regionale della Corte dei conti). Da quanto sopra si evince che lo stato delle riscossioni realmente conseguite non e significativo e che occorre assicurare, ricorrendo ai consentiti strumenti processuali, una piu forte effettivita alle condanne e, quindi, alla giustizia contabile. Per tale fine e stata intensificata l attivita cautelare ante causam e gli atti di contestazione di addebiti notificati con gli inviti a dedurre sono stati accompagnati da richieste di sequestro cautelare sui beni e le utilita di cui dispongono i soggetti chiamati in giudizio. Nel corso dell anno 2014 la Procura regionale ha attivato ben n. 26 sequestri cautelari che hanno portato costituire garanzie per le lesioni prodotte ai patrimoni pubblici per un importo pari a ,00 Si tratta di un attivita che e seguita con molta attenzione dalla Sezione giurisdizionale nel pieno rispetto delle garanzie, oltre che del creditore danneggiato, di quelle dei soggetti sottoposti alle misure cautelari. I Giudici, infatti, hanno grandissima cura nell assicurare, oltre che la sussistenza del periculum e del fumus, la proporzionalita tra gli importi contestati e i valori sequestrati. Riteniamo di dovere proseguire per tale strada anche se le procedure connesse alle singole misure (accertamenti patrimoniali, richiesta, convalida, trascrizioni catastali, reclami), come già evidenziato in precedenza, appaiono assai onerose sia per la Procura che per la Sezione. Ulteriori aggravi derivano dal fatto che per, oggettivi problemi organizzativi e di calendario, in taluni casi, il Presidente della Sezione, non concede il termine massimo previsto dall'art. 5, l. n. 19/94 (30 gg.), per procedere al radicamento del contraddittorio col sequestrando, prassi, questa, che crea difficoltà all'ufficio inquirente nel procedere tempestivamente alla notifica degli atti giudiziari; per altro verso va, però, riconosciuto che la stessa Sezione, ove non susistano altre ragioni, normalmente concede, su richiesta del p.m. procedente, di notificare gli atti con i più agili strumenti di cui all'art. 151 c.p.c.

19 Passando alle tematiche concernenti i gravami proposti avverso le sentenze della Sezione Campania, occorre tornare a ribadire, come già fatto negli anni passati, che il sistema delle impugnative in vigore presso la nostra giurisdizione prevede che il ricorso alle sezioni giurisdizionali centrali sospende l esecuzione della sentenza impugnata. Tale previsione e causa di un devastante effetto moltiplicatore dei giudizi in quanto si risolve in un pressocchè generale ricorso all impugnazione nei confronti di tutte le sentenze di condanna, con il conseguente prolungamento nella durata dei processi e la dilatazione dei costi di giustizia. Fermo restando che non e certo intenzione di questa Procura, comprimere l irrinunciabile diritto d impugnativa, si ritiene che (a parte un auspicabile ripensamento del legislatore), occorra attivare in modo piu deciso gli strumenti gia disponibili per la valutazione della temerarieta della lite e delle spese processuali. Statisticamente assai poco frequenti sono le istanze di provvisoria esecuzione delle sentenze di condanna richieste dalla Procura Generale in sede di appello, nonostante questo potrebbe essere un valido strumento per ovviare, almeno in parte, alla paralisi dell'effettività delle riscossioni dopo la pronuncia di primo grado. Quanto all esito dei gravami proposti contro le decisioni di condanna della Sezione Campania, vi è una percentuale assai bassa di accoglimenti; tuttavia, occorre notare che gran parte dei gravami si concludono con applicazione dell istituto del c.d. concordato erariale, strumento quest ultimo, previsto con la finanziaria del 2006 (L.266/2005, art.1, commi ) e che consiste in una sorta di sconto (dal 90 al 70% della condanna) da riconoscere in cambio della rinuncia all appello. La misura premiale, a suo tempo decisamente criticata dalla Corte dei conti ha, di fatto, annullato i contenuti precettivi di ben motivate e meditate decisioni di condanna e non è neppure valsa ad una significativa deflazione del contenzioso, nè ad una maggiore celerità nella definizione dei giudizi. Nondimeno, il Governo ha dimostrato, ancora fino a poco tempo fa (con il d.l. n. 102/2013), di voler proseguire lungo questo viatico - anche per assecondare urgenti esigenze di reperimento di nuove entrate, derivanti dalle difficili condizioni economiche ultimamente attraversate dal nostro Paese - estendendo l'operatività dell'istituto del condono erariale anche agli illeciti solo in parte verificatisi antecedentemente all'entrata in vigore della norma che l'ha originariamente preveduta ( ), nonché a quelli integralmente verificatisi successivamente, fino alla data in cui ha preso efficacia il decreto medesimo (poi convertito in l. n. 124/2013). Quale sia stato l'effettivo incasso operato dall'erario per effetto di questo ampliamento, non è dato tuttora sapere: è però, certo, che il nuovo condono ha consentito alle varie società concessionarie

20 del gioco del lotto, condannate in primo grado a risarcire lo Stato per oltre due miliardi di euro, di approfittare di tale opportunità per "cavarsela" con una ben più esigua somma. Il risultato premiale, ha comportato pochi introiti e rese più deboli le ragioni delle condanne!! Fortunatamente, comunque, gli effetti condonativi delle suddette previsioni legislative sembrano oramai esaurirsi con il decorso del tempo, pur rimanendo il timore di ulteriori iniziative di tal fatta per il futuro. Del tutto inesplorata è, invece, dal legislatore, la ben più interessante possibilità di addivenire, al pari che nel processo penale, ad un patteggiamento contabile già nella fase antecedente la citazione in giudizio dei presunti responsabili, posto che in tal modo si coniugherebbero proficuamente esigenze di deflazione del contenzioso e celerità delle definizione dei processi, con quella di addivenire ad una pronto incasso di almeno parte dei risarcimenti, valorizzando anche il comportamento eventualmente collaborativo degli indagati. Spesso, invero, accade che questi ultimi si offrano spontaneamente di pagare il debito risarcitorio, purché esso venga ridotto nella sua entità, in tal modo vedendosi risparmiata anche la sofferenza riconnessa all'attesa del giudizio (che già di per sè rappresenta una pena). In assenza di un chiaro quadro normativo che facoltizzi il p.m. contabile a tanto, risulta, infatti, difficile poter aderire a siffatte richieste, con perdita di preziose occasioni di immediato ripristino del patrimonio pubblico leso. 6.4) L attività di archiviazione Parte consistente e centrale dell attività dell Ufficio di Procura riguarda le vertenze che si concludono con un provvedimento di archiviazione; un provvedimento, cioè con il quale, il magistrato delegato riconosce che non sussistono i presupposti per l avvio o il proseguimento dell azione per carenza di uno o di tutti gli elementi costitutivi della responsabilità amministrativocontabile: la sussistenza di un danno; la presenza della componente soggettiva consistente nel dolo o nella colpa grave dell autore; il nesso di causalità tra comportamenti e danno. Senza la concomitante presenza di questi tre elementi l azione di responsabilità non può essere promossa e, se promossa, non può essere accolta. Non sono stati ancora sciolti i complessi problemi connessi alla natura provvedimentale di quest atto non assistito da una vera e propria fase giurisdizionale e, quindi, non coperto dall autorità del giudicato (una discrasia che, si confida sarà sciolta in occasione del lavoro avviato per la revisione del processo contabile). La fase dell archiviazione, tuttavia, rappresenta un punto di riferimento assai rilevante per l operare dei soggetti pubblici sui quali la Corte esercita la sua giurisdizione. La legittimità

21 dell agire si misura, anche, sul provvedimento archiviato che, pur nelle sue sintetiche motivazioni, definisce i confini tra il legittimo e l illegittimo; lo scusabile e l inescusabile. La valutazione operata dal procuratore contabile sulla notitia damni indirizza i comportamenti futuri. I confini tra il fare e il non fare, dunque, sono spesso condizionati anche dall esercizio del potere di archiviazione. Per tale motivo, l Ufficio di Procura campano pone grande attenzione a tale attività ed esercita questo potere con la massima prudenza badando bene a motivare con cura questi atti. Nel corso del 2014 l attività di archiviazione si è riversata su n di atti. E stata particolarmente significativa in quanto l Ufficio, in considerazione anche della grandissima quantità delle vertenze istruttorie pendenti (8.426 all inizio dell anno), ha fatto un grande sforzo ricognitivo finalizzato anche a fare emergere le vertenze per le quali, non ricorrevano le condizioni per l utile promovibilità in giudizio delle questioni esaminate. Ciò, in ossequio al principio che il terreno sul quale occorre far valere la propria azione è unicamente quello del processo e che in quella fase occorre procedere non con temerarietà e, comunque, avendo cura di economizzare le scarse risorse disponibili. A tale proposito l Ufficio di Procura guarda a molta attenzione al dibattito aperto in magistratura ordinaria sulla possibilità di trovare nuove soluzioni per i cc.dd. fatti di scarso rilievo che riguardano la produzione di danni minimi. L attività di archiviazione così pensata e condotta ha prodotto effetti conformativi insperati ed ha accompagnato le Amministrazioni pubbliche verso quel più virtuoso amministrare di cui in altre parti di questo lavoro abbiamo dato contezza. In taluni non rari casi i provvedimenti di archiviazione sono intervenuti dopo la notifica degli inviti a dedurre e la formale contestazione degli addebiti che si intendevano conseguire. E questo il più manifesto segnale che l agire dell Inquirente campano non è mai ispirato da tesi precostituite. Esaminate le controdeduzioni ed auditi gli invitati, il P.M. agente valuta con equilibrio e con molta attenzione le ragioni difensive e laddove ravvisa che non ricorrono i motivi per chiamare in giudizio, procede con l archiviazione, ampiamente motivando ed in linea con la natura dell atto d invito (il c.d. invito a dedurre ) che, occorre ricordare, appartiene ancora alla fase istruttoria prevista a garanzia delle ragioni degli invitati. In altri (frequenti) casi l archiviazione segue l accertamento che l autore del danno provvede spontaneamente a dare corso alle ragioni risarcitorie fatte valere con l atto d invito ovvero, ancor prima, nella semplice fase di acquisizione di elementi istruttori.

22 7) GLI EFFETTI CONFORMATIVI ALL AZIONE DELLA P.R. Abbiamo già avuto modo di ricordare che, nell ambito dei giudizi in tema di responsabilità amministrativo/contabile innanzi alla Corte dei conti, viene esercitata una giurisdizione di cognizione che si concretizza non solo in azioni aventi contenuti risarcitori ma anche in censure di comportamenti che generano ripensamenti dell attività amministrativa con interventi correttivi in autotutela, ove ancora possibili, ovvero con l adozione di prassi più virtuose nelle condotte future degli operatori pubblici.. In molti casi, infatti, come risulta dal numero delle vertenze archiviate, l attività istruttoria della Procura non sfocia in giudizi; contribuisce, tuttavia, a tracciare i confini tra il consentito e il non consentito e ad indirizzare (o riportare) l amministrazione attiva verso i parametri di legalità. Si tratta di un attività di notevole impegno, quantitativo e qualitativo, i cui esiti tuttavia (non sono sempre esattamente misurabili) rimangono all interno della dialettica tra le amministrazioni attenzionate e gli Uffici di Procura. E una funzione che si sostanzia, per lo più, in processi di autocorrezione a seguito delle osservazioni dell Organo inquirente che segnala profili di illegittimità nella fase istruttoria. Ciò a testimonianza dell efficace interazione tra amministrazioni e Procura erariale. In tale contesto, dunque, anche le richieste istruttorie rappresentano per le Amministrazioni uno strumento importante ai fini del compiuto rispetto dei parametri di legalità e dei principi contabili posti a base dei provvedimenti, indicando un percorso coerente e corretto specie nelle fattispecie a formazione progressiva, che richiedono l emanazione di ulteriori atti da parte dell amministrazione. In tal modo l attività della Procura viene quasi ad accompagnare, in una proficua interazione a fini correttivi, il concreto svolgimento dell attività amministrativa. Questo modo di operare che, abbiamo indicato quali effetto conformativo all azione della Procura contabile costituisce, a nostro avviso l aspetto più legittimante della positività del nostro lavorare nel territorio. E la conferma che, quale risultato del controllo giurisdizionale di nostra competenza, ci aspettiamo una amministrare virtuoso, non le condanne dei protagonisti del danno. L avere puntato anche su tale aspetto (soprattutto con l adozione di misure interdittive e cautelari) ha consentito di registrare comportamenti più meditati e virtuosi.

23 Ciò posto, a corredo dell excursus dell attività svolta nell anno, riteniamo utile offrire, anche, alcuni elementi sui risultati delle gestioni amministrate che operano nel territorio non mancando di evidenziare, in questi casi più che mai, il trend storico delle modificazioni prodotte e registrate. Vengono allora in evidenza alcuni fenomeni già avviati nelle scorse stagioni di cui oggi è possibile comprendere meglio gli effetti. In via del tutto esemplificativa vale la pena ricordare che a seguito della promozione di alcune azioni di responsabilità esercitate nei confronti di medici e funzionari infedeli che avevano costruito documentazioni false atte a riconoscere posizioni previdenziali e pensionistiche non dovute, l INPS ha avviato già dal 2013, una intensa attività ispettiva che aveva portato a fare emergere nel corso di verifiche straordinarie riguardanti i trattamenti previdenziali, ben, posizioni irregolari. Parallelamente erano stati annullati circa rapporti di lavoro fittizi (con risparmi di oltre 114 milioni di euro per indennità di disoccupazione non più corrisposte). Ed ancora erano state denunciate posizioni irregolari di aziende che avevano truffato l Erario versando le contribuzioni INPS e INAIL mediante compensazioni con i crediti IVA. L attività dell istituto, supportata con una intensa attività istruttoria da parte delle Procura regionale che ha censurato mancati controlli del personale e dei sanitari per le certificazioni risultate fraudolente o comunque irregolari, ha prodotto anche nell anno 2014, risultati eccellenti: l attività ispettiva (n controlli) diretta a reprimere le prestazioni di invalidità civili non dovute ha fatto emergere altre posizioni irregolari. Il che ha comportato la revoca delle prestazioni e l avvio dell azione per il recupero delle somme finora erogate. Sul fenomeno dei cc.dd. morti vivi (ovvero la continuazione di prestazioni pensionistiche corrisposti a soggetti deceduti), a seguito dei controlli ispettivi sono stati notificati indebiti per complessivi euro ,03. Per i controlli svolti sul fenomeno dei rapporti di lavoro irregolari e sulle frodi all erario per le compensazioni INPS/INAIL con i crediti IVA, i dati non sono ancora disponibili ma i rappresentanti dell Istituto hanno preannunciato che il fenomeno, dopo i massicci controlli dello scorso anno, ora è in forte diminuzione. L impatto economico sui bilanci dell Istituto e sull intera comunità nazionale, viene valutato nell ordine di diverse centinaia di milioni. Sul piano sociale occorre riconoscere che oggi in Campania il diffusissimo fenomeno dei cc.dd. falsi invalidi, dei morti vivi e dei lavoratori fantasma è drasticamente ridimensionato. Nella sostanza, l azione della P.R. si è risolta nell avere condiviso la missione istituzionale dell INPS, dando forza alla sua opera moralizzatrice, semplicemente spostando l attenzione dai fatti di natura penale ai profili risarcitori che hanno coinvolto amministratori e dirigenti anche per i profili dei mancati o insufficienti controlli.

24 Per altri profili, l osservatorio di cui disponiamo, derivante, non solo dal numero di denunce, ma anche dalle analisi della Sezione di controllo, ci porta a concludere che l intensa lotta condotta contro il fenomeno delle consulenze e degli incarichi esterni (fenomeno nel passato diffusissimo negli enti locali e onerosissimo) è ora assai ridimensionato. L attività processuale della Sezione Campania ha colpito con condanne esemplari gli amministratori ed i dirigenti che hanno disposto consulenze ed incarichi non consentiti; i responsabili si sono trovati a dovere personalmente risarcire le somme erogate a quei titoli. Sono così cessati sprechi e clientele. Effetti conformativi di rilevo sono altresì da registrarsi sul terreno del recupero del patrimonio immobiliare edilizio di enti locali e delle USL. Si tratta di un filone d indagine di grandissimo interesse e di rilevante impatto sociale perché investe beni immediatamente conoscibili, per i quali gli abusi e le trascuratezze nelle gestioni, costituiscono da sempre il segnale più manifesto della cattiva amministrazione e della diffusa opinione della equivalenza del bene pubblico quale res nullius. Si indicano sul punto alcuni dei casi sui quali le indagini della Procura regionale è intervenuta con iniziative processuali ovvero con complesse indagini, alcune delle quali pressocchè ultimate. Interventi significativi ed in qualche modo sorprendenti perché attuati nell ambito del comparto sanità, un settore, cioè, che ha tutt altra vocazione che amministrare beni immobili, è quello che è stato rivolto nei confronti della gestione da parte della ASL NA 1 di un immenso patrimonio immobiliare (frutto di lasciti e di altri antichi titoli ed, in parte, sito fuori Regione) del quale, però, l Azienda per lungo tempo ne ha addirittura ignorato (almeno in gran parte) la proprietà e la effettiva consistenza. Le pressanti emergenze che hanno fatto capo al Servizio sanitario di fatto hanno lasciato, praticamente, senza controlli né atti gestori queste proprietà con la conseguenza che la fallimentare trascuratezza di tali ricchezze hanno generato spese inutili, abbandoni, abusivismo, vandalizzazioni, occupazioni abusive, ovvero, nel migliore dei casi, utilizzazioni a prezzi nettamente inferiori al mercato locativo. In esito all avvio di mirate indagini, di richieste istruttorie e di iniziative processuali, alcune delle quali accompagnate dall adozione di opportune misure cautelari patrimoniali, l amministrazione si è concretamente interessata della problematica, attivando una commissione interna con lo scopo di effettuare una esaustiva ricognizione di tutti i cespiti rientranti nel proprio patrimonio, al fine di assicurarne la corretta gestione. In proposito, occorre considerare che l operazione ricognitiva e la valutazione dei canoni locativi è stata resa possibile anche grazie alle prestazioni e consulenze rese dall allora Agenzia del Territorio. Il Direttore Generale della ASL NA 1 ha reso noto che nel corso del 2014 solo a titolo dei maggiori canoni aggiornati (il 72% in più rispetto al passato) l Azienda ha incamerato complessivi

25 ,00. Ma oltre alla regolarizzazione delle irregolarità rilevate e fonte di danno erariale si deve sottolineare che la straordinarietà di questa operazione consiste nel fatto che ora la ASL ha coscienza che dispone di altre fonti di reddito. Peraltro, riconoscendo la estraneità delle gestioni immobiliari alla propria missione istituzionale primaria, l Azienda sta operando per avere le necessarie autorizzazioni per avviare procedure di alienazione dei cespiti non indispensabili per i servizi sanitari. Analogamente, con specifico riferimento al fenomeno delle locazioni passive inutili, si è operato nei confronti di alcuni comuni, in specie per il comune di Napoli, per riportare a legalità alcune fattispecie di danno al limite del paradosso che sembravano senza soluzione. Si tratta di cespiti di proprietà privata un tempo presi in locazione dai comuni (per esempio per essere adibiti a scuole) e poi non più utilizzati per avere gli Enti provveduto diversamente alle loro esigenze. Al momento del rilascio e della disdetta del contratto, tuttavia, i proprietari non hanno aderito alla ripresa in consegna perché richiedevano la rimessa in pristino stato dei locali adibiti alle esigenze pubbliche. Ai costosi (e strumentali) lavori di ripristino tuttavia i comuni non potevano aderire per mancanza di fondi sicchè, in pendenza di lunghissimi contenziosi (in un caso durato circa 40 anni) il comune ha continuato a pagare inutilmente i canoni e i proprietari a incassare i corrispettivi. Anche in tali casi, a seguito di plurime azioni di responsabilità avviate nel corso dell anno da parte di questo Ufficio di procura, il Comune ha affrontato con più decisione la dannosa situazione di stallo e, finalmente, intrapreso tutti gli atti necessari ed utili alla restituzione dei predetti beni ai legittimi proprietari e così interromperne l inutile effluvio di risorse pubbliche. Sul punto dei risultati operativi indicati, in via esemplificativa, quali effetti conformativi, torna ancora utile ricordare gli interventi della Procura contabile diretti a risolvere delicate questioni pendenti tra soggetti pubblici e concessionari di servizi pubblici; questioni, aventi anche rilevanti implicazioni di carattere economico e sul piano della resa dei servizi, che sembravano indirizzate a superare il crinale del ragionevole per entrare nel campo del contenzioso. Ci si riferisce in particolare alle soluzioni trovate, per il recupero delle somme di pertinenza dell INPS, depositate presso l istituto tesoriere per l esecuzione delle sentenze di condanna e pignorate ad opera dei creditori dell istituto Si tratta di somme ingentissime rimaste inutilizzate da anni (in taluni casi dieci anni) nella disponibilità dell istituto cassiere. Dopo l intervento della Procura contabile ed alcuni incontri con la Presidenza dell Istituto tesoriere e con i magistrati del Tribunale di Napoli che hanno certificato tutte le procedure esecutive si è trovata soluzione per la piena applicazione della norma di cui all art. 14 del d.l. 996 del 1996 ed ottenere lo svincolo di ben ,00 che nel luglio del 2014, sono ora rientrati nella disponibilità dell Istituto.

26 Attualmente, la Procura regionale sta operando per verificare se identica procedura sia possibile adottare per lo svincolo delle somme di competenza della Regione Campania (oltre 123 milioni di euro) depositate presso l Istituto tesoriere dell Ente. La specialità della norma sopra citata sembra, tuttavia, escludere che tale soluzione trovare applicazione per altre fattispecie. Quale azione di supporto al ripristino di processi collaborativi tra le varie amministrazione che operano nel territorio regionale, val la pena ricordare anche la soluzione transattiva cui sono pervenuti il Comune di Napoli e la Soc. Equitalia per la definizione di pendenze connesse alla riscossione di partite d imposta ed anticipazioni. L intervento del Procuratore contabile è valso soltanto ad accelerare la bonaria composizione di una situazione che con eventuali ritardi avrebbe comportato maggiori oneri. Deve, infine, ricondursi in tale filone anche l indagine che ha riguardato la gestione dei beni demaniali da parte della Autorità portuale di Napoli. E, difatti, emerso che la predetta autorità aveva omesso di riscuotere i canoni locativi per le concessioni dei beni demaniali; in non pochi casi, aveva tollerato occupazioni sine titulo. Tale modalità operativa, tra l altro, ha determinato alterazioni nei bilanci non corrispondendo alle risorse preventivate in entrata, contestuali effettive riscossione delle stesse. Altra conseguenza di rilievo deriva dal fatto che la mancata riscossione dei canoni di occupazione ha attivato una indagine conoscitiva da parte della Commissione europea che ritiene che le condizioni di favore nei confronti di chi non ha pagato i corrispettivi di occupazione, possano avere determinato violazioni della normativa in tema di aiuti di Stato. In esito alla azione di responsabilità intrapresa, con contestuale adozione di sequestro patrimoniale a carico dei presunti responsabili, l Autorità portuale ha riattivato la riscossione dei canoni relativi alle concessioni demaniali, diritti di approdo e di security, giungendo a riscuotere, nel corso dell ultimo anno, ben 30 milioni di euro di arretrati, come, tra l altro, riportato da recenti articolo di stampa. E di tutta evidenza, il formidabile effetto conformativo che è derivato dall azione della Procura contabile. Significativo, anche, per gli immediati effetti conformativi risolutivi di altra situazione contrassegnata da irregolarità risalenti a decenni addietro, è l intervento nei confronti dell utilizzazione del compendio di proprietà del Comune di Napoli, denominato Stadio S. Paolo, utilizzato dalla Società Sportiva Calcio Napoli senza il pagamento dei corrispettivi contrattuali. Decisivo intervento della Procura contabile che, individuato nella società concessionaria un soggetto sottoposta alla propria giurisdizione, ha notificato apposito invito a dedurre con contestuale richiesta di sequestro preventivo. In sede di convalida la Società Sportiva Calcio Napoli ha provveduto al versamento della somma dovuta al Comune pari ad ,71.

27 L operazione, che ha avuto vasta eco nella stampa locale e nazionale, è stata accolta dalla città di Napoli quale un ulteriore segnale per il ripristino della legalità. Sono stati così conseguiti eccellenti ed immediati risultati senza dispendio di risorse processuali. Da ultimo, sempre in tema di effetti conformativi, occorre ricordare che grazie alla ricognizione degli immobili abusivi e non censiti (i c.d. immobili fantasma) ad opera dell Agenzia del Territorio, ora i Comuni - disponendo di dati certi per fare corrispondere agli utilizzatori e occupanti le imposte dovute stanno procedendo alla riscossione dei tributi. Parallelamente, l attenzione posta dalla Procura contabile sulle responsabilità personali degli amministratori e dei dirigenti comunali per le mancate acquisizioni o demolizioni degli immobili abusivi sembra avere generato nuove preoccupazioni nei soggetti preposti che appaiono ora meno acquiescenti alla passata politica del lasciar correre. Alcune istruttorie si sono concluse con l immediato rispristino della legalità delle situazioni illecite. 8) SETTORI DI INTERVENTO CHE PRESENTANO CRITICITÀ 8.1) Finanziamenti pubblici. L economia ferita In occasione di precedenti referti, è stata sottolineata la grande attenzione che la Procura regionale pone su questo settore che ha un impatto assai rilevante sull economia regionale. Infatti, a causa delle ricorrenti deviazioni nell attività di erogazione e di esecuzione dei progetti finanziati, l impegno finanziario dello Stato, della Regione e dell Unione Europea, non si risolve in occasioni di crescita. Anzi, aggrava la crisi perché agli sperperi ed all appropriazione da parte di privati dei finanziamenti, si aggiungono gli ulteriori danni derivanti dalla mancata messa in moto dei moltiplicatori economici, e dalla mancata espansione dell attesa nuova occupazione. Le indagini avviate dalla Procura della Corte dei conti, avevano portato alla emersione di diffuse illegalità concretatesi, in moltissimi casi, in totale o parziale appropriazione dei contributi, senza alcuna realizzazione che potesse giustificare la pubblica erogazione. In alcuni settori l imprenditoria privata veniva attivata solo per l ottenimento della provvidenza pubblica. Quale causa principale del gravissimo fenomeno, secondo le analisi a suo tempo fatte veniva indicata la mancanza e la

28 cattiva organizzazione dei controlli effettuati dall Amministrazione regionale. A tale proposito, occorre dare però atto che negli ultimi due anni la Presidenza della Giunta Regionale sta operando, unitamente al competente settore, per un piu razionale e penetrante sistema di controlli. Il punto di crisi, all attualita, appare ancora essere la incompletezza dei dati riguardanti il fenomeno perché, per conseguire gli obbiettivi di crescita voluti, i legislatore regionale ha anche bisogno di conoscere quale impatto le varie leggi che finanziano questo od altro settore, hanno sulla realtà economica del territorio regionale in modo tale di potere indirizzare l azione futura verso settori piu produttivi. Tuttavia, gia le prime analisi condotte sulle gestioni POR-FERS, hanno fatto emergere le dissonanze di sistema e, si confida, che per i prossimi piani di sviluppo la Regione disponga di tutti i dati per impedire profittamenti ed abusi. Resta fermo il fatto che, considerato anche i tempi per la realizzazione dei programmi di finanziamento e quelli dei controlli e delle indagini, il Procuratore contabile ancora si trova a dovere svolgere la sua attività istruttoria su situazioni del passato che, verosimilmente non hanno ancora risentito dei più intensi controlli. Ciò posto, trova ancora conferma quanto rilevato in occasione del referto dello scorso anno; cioè che a tutt oggi, la Regione Campania, come anche emerge dall osservatorio dell Unione Europea, non ha ancora pienamente assorbito i ritardi e le cattive gestioni del passato. Tuttavia risulta fortemente impegnata in una serie di azioni volte, per un verso, all accelerazione della spesa ed al rispetto dei tempi di realizzazione degli interventi, e, dall altro, ad accertare la corrispondenza dell intervento al progetto e la sua economicità in termini di produzione e occupazione. Si segnalano ora, in nota, senza pretesa di esaustività, alcune delle fattispecie per le quali si è già disposta, nel corso del 2014, la citazione in giudizio dei presunti colpevoli, talvolta preceduta da misure cautelari patrimoniali atte a garantire la fruttuosità del recupero delle indebite erogazioni Atto di citazione emesso a seguito di accertamenti di polizia erariale relativi ad una vicenda di danno pubblico riconnessa all'indebita percezione di finanziamenti comunitari, per oltre otto milioni e mezzo di euro, da parte di una società privata, operante nel settore della stampa, attraverso la predisposizione di un articolato meccanismo di triangolazione delle forniture e di sovrafatturazione del prezzo dei macchinari, in quanto apparentemente acquistati da una società monegasca, ad un prezzo sostanzialmente fuori mercato, ma in realtà forniti da ditte italiane a costi notevolmente inferiori a quelli formalmente in fatturazione (dal 50% al 264% in meno), fatture esibite, poi, a fondamento della domanda di contributo, con conseguente indebita percezione di maggiori benefici. E' stato chiesto e concesso anche il sequestro conservativo sui beni mobili e immobili dei principali responsabili (tra cui un notaio), convalidato dal giudice designato - Atto di citazione emesso a seguito di istanza di sequestro conservativo e contestuale invito a dedurre, dell'importo di oltre duemilioni e cinquecentomila euro, riguardante l'indebita percezione di fondi comunitari da parte di una primaria società privata operante nel settore dei trasporti, avendo la stessa indebitamente mutato la destinazione vincolata dei contributi pubblici, al fine di reperire risorse atte a finanziare altro ramo produttivo aziendale, senza preventivamente richiedere l'autorizzazione ministeriale. La cautela è stata convalidata con ordinanza n. 291/ Atto di citazione, dell'importo di oltre 750 mila euro, emesso all'esito di accertamenti investigativi su alcune irregolarità riscontrate in sede di verifica dello stato finale relativo alla concessione di un contributo pubblico richiesto da una società commerciale avente ad oggetto l attività di fabbricazione saponi e detersivi, con sede legale e operativa in Sturno (AV), beneficiante di un finanziamento ex lege n. 662/96 nell ambito del c.d. Patto della Baronia

29 Altri rilevanti casi hanno dato luogo a precise contestazioni mediante inviti a dedurre ed altre, ancora, sono in corso d istruttoria. 8.2) Le società Partecipate Protocollo aggiuntivo, approvato con d.m. n. 64 del finanziamento concesso per la realizzazione di un progetto relativo alla produzione di integratori alimentari dietetici e mai attuato. In particolare, la Guardia di Finanza, nel corso delle indagini, accertava che la società non aveva realizzato l opificio, nè tantomeno avviato alcuna attività produttiva, ovvero assunto i previsti dipendenti, limitandosi a ottenere parte del finanziamento pubblico richiesto sulla base di falsa documentazione (riguardante perizie, dichiarazioni sostitutive di atto notorio, fatture e quietanze liberatorie), dalla quale risultavano eseguiti ingenti lavori ed effettuate numerose spese in realtà mai realizzate, come verificato in seguito all esecuzione di sopralluoghi e documentato a mezzo di rilievi fotografici. - Atto di citazione emesso in relazione ad una vicenda riguardante la titolare di un'azienda agricola esercente attività di allevamento di bovini, bufalini e produzione di latte crudo, indebita percettrice, per più anni, della c.d. "indennità compensativa a favore delle zone montane", prevista dal Programma di Sviluppo Rurale (P.S.R.) Asse II- Misure 211 e 214, finanziato dal F.E.A.G.A., per un importo complessivo di quasi 160 mila euro, quale incentivo, tra l'altro, alla pratica del pascolamento e alla sua estensivizzazione. Il contributo - determinato in ragione dell'estensione territoriale pascolata, del numero di animali pascolati e del periodo di permanenza al pascolo (almeno 180 gg. annui) - risultava, tuttavia, successivamente, frutto di false autocertificazioni, essendosi appurato che non vi era la titolarità di taluni c.d. "fida pascolo" (i.e.: speciale diritto, intestato all'allevatore, di utilizzo di terreni non propri per il pascolamento del bestiame, dietro pagamento di una tassa) e l'assenza di titolarità dei contratti di fitto di terreni destinati al pascolo. - Con apposita annotazione di polizia erariale, il Nucleo di polizia tributaria di Napoli segnalava una vicenda di danno pubblico riconnessa ad accertamenti svolti in sede penale, accertandosi che l'amministratore p.t. di una società turistica, aveva frodato il Ministero dello Sviluppo Economico, esibendo fatture afferenti ad operazioni acclarate come in tutto o in parte inesistenti, allo scopo di dimostrare spese per acquisti di beni strumentali (in particolare, completamento e adeguamento funzionale dell immobile), onde ottenere il beneficio di una contribuzione in conto capitale a fondo perduto, quale agevolazione finanziaria prevista dalla legge n. 488/92, per la cui concessione venivano utilizzate le risorse finanziarie del POR Campania Asse IV, Misura 4.5 Sostegno allo sviluppo ed alla riqualificazione dei sistemi turistici locali ed alla realizzazione di itinerari turistici". A seguito di ciò, i presunti responsabili venivano convenuti in giudizio per la restituzione degli indebiti finanziamenti percetti, dell'importo di quasi 350 mila euro. - In base a segnalazione proveniente dalla G.d.F., Nucleo di Polizia Tributaria Salerno, sono stati citati in giudizio, previo sequestro conservativo, per finanziamenti pubblici illecitamente conseguiti (per costruzione di un complesso alberghiero/termale nel Comune di Contursi Terme) grazie a false dichiarazioni, una società e 8 amministratori persone fisiche con richiesta risarcitoria in favore del Ministero dello Sviluppo Economico dell'importo di euro ,00. - Con citazione si è proceduto nei riguardi di un privato percettore di fondi pubblici comunitari, in materia agricola, per l'importo di oltre seimila cinquecento euro, erogati dall'agea sul falso presupposto dell'incensuratezza del soggetto (come richiesto dalle clausole del bando di finanziamento), laddove, in realtà, costui risultava condannato penalmente in primo grado e, dunque, anche interdetto temporaneamente dai pubblici uffici. - A seguito della trasmissione da parte del Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli della Guardia di Finanza, è stato contestato con invito a dedurre, ai soci e agli amministratori di una società operante nel settore della trasformazione del pescato, l'indebita percezione di finanziamenti pubblici comunitari per oltre un milione e settecentomila euro, attraverso la sovrafatturazione di costi ammessi a finanziamento preordinati alla creazione di nuovi impianti per la produzione di specie ittiche pregiate ad alto valore commerciale in ambiente marino o in terraferma.

30 La problematica inerente le società partecipate dagli enti pubblici, nonostante i reiterati, ma disorganici interventi del legislatore, non può dirsi ad oggi essere stata ricomposta, da un punto di vista sistematico e condotta a soluzione sotto lo specifico profilo delle conseguenze nefaste che ancora oggi continuano a gravare sulla già disastrata finanza pubblica. Abbiamo osservato, in precedenti analoghe occasioni che il ricorso allo strumento delle società partecipate da parte degli Enti Territoriali, ha generato effetti deleteri sia per i profili economici (un vero disastro, causa maggiore di gran parte dei dissesti in atto) sia per le ripercussioni sul piano sociale (indefinitività e incertezza delle posizioni occupazionali di moltissimi lavoratori). Abbiamo anche notato che, una volta accertato il disastro, le strutture amministrative degli Enti si sono trovate davanti a rigidità organizzative che di fatto hanno impedito di adottare credibili politiche di risanamento per sopprimere i mostri del passato e tornare a gestire i rami di attività cedute alle cc.dd. società partecipate pubbliche, in modo controllato ed economico. Di fatto, per problemi che tuttora appaiono insormontabili, gli obblighi di dismissione e scioglimento delle società in perdita, sono, ad oggi, rimasti, in pratica, lettera morta. Per una analisi più puntuale sulle criticità che hanno generato (e, tutte, purtroppo ancora presenti) rinviamo alle considerazioni svolte nei precedenti referti limitandoci, in questa sede, ad esporre gli elementi di novità accaduti nell anno. Sia la recente pronuncia della Sezione Autonomie della Corte dei conti n. 15/2014/FRG in merito agli organismi partecipati dagli enti locali, sia il programma di razionalizzazione delle partecipate locali, redatto dal commissario straordinario per la revisione della spesa, in esecuzione del mandato conferitogli con l art 23 del D.L. n 66 del 24 aprile 2014, convertito, con modificazioni, in legge n 89 del 23 giugno 2014, cd programma COTTARELLI, convergono nel definire come totalmente fuori controllo il mondo delle società partecipate da parte degli enti pubblici, accertando gravissime perdite a carico della finanza pubblica. Situazione sulla quale ormai da tempo, il giudice contabile, nell esercizio di entrambe le sue funzioni, controllo e giurisdizione in tema di responsabilità per danno erariale, richiama l attenzione in ogni sede ed occasione. A tal ultimo proposito, nel restringere l approfondimento al solo territorio di competenza di questa sezione giurisdizionale, si è accertato che in Campania, a fronte di un utile netto complessivo pari ad euro ,00 rilevano perdite complessive per euro ,00, registrandosi, in definitiva, un comparto strutturalmente deficitario. Tra le 20 società partecipate che presentano le maggiori perdite in valore assoluto rilevate nello studio Cottarelli (la lista dalla ATAC spa Com. di Roma) figurano in allarmante posizione sia la ASTIR spa Regione Campania sia la NAPOLI SPA- Comune di Napoli, tutte partecipate al 100%, sulle quali, peraltro, questa Procura ha svolto

31 intensa attività d indagine in parte sfociata (nel caso della ASTIR) nella chiamata in giudizio di amministratori e dirigenti. Sul fronte delle soluzioni approntate dal legislatore, rispetto agli ultimi interventi, risalenti alla legge di stabilità per il 2014, L. 27 dicembre 2013, n. 147, anche quest anno si è inteso intervenire nell ambito della nuova legge di stabilità, ancora una volta rinunciando alla adozione di un provvedimento organico, idoneo a ricondurre a sistema la materia. Ed infatti, con le previsioni di cui all art 1 comma 609 e ss, la legge di stabilità per il 2015, (L. 190 del ) è intervenuta sulle modalità di organizzazione e gestione dei servizi pubblici locali a rete di rilevanza economica, apportando modifiche all art 3 bis del DL 13 agosto 2011 n E prevista la obbligatorietà, per gli enti locali, della adesione agli enti di governo degli ambiti o bacini territoriali ottimali e omogenei istituiti o designati ai sensi del comma 1 del predetto art 3-bis. Gli enti di governo, ai fini dell affidamento del servizio, sono, a loro volta, tenuti a predisporre la relazione tecnica, corredata da apposito piano economico finanziario, di cui all art 34 comma 20 DL 18 ottobre 2012 n Ove si proceda ad un affidamento in house, riprendendo quanto già disposto dalla richiamata L. 147/13, gli enti locali proprietari sono tenuti ad accantonare pro quota nel primo bilancio utile e successivamente ogni triennio, una somma pari all impegno finanziario corrispondente al capitale proprio previsto per il triennio, nonché a redigere il bilancio consolidato con il soggetto affidatario in house. Per altri profili, si è tornati con le previsioni di cui ai successivi comma 611 e ss, sulla tematica della necessaria riduzione e dismissione delle società partecipate in perdita, prevedendo ( in capo a Regioni, Province autonome di Trento e di Bolzano, eenti locali, Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, Università ed Istituti di istruzione universitaria pubblici e Autorità portuali), l obbligo di avviare, a decorrere dal 1 gennaio 2015, un processo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie direttamente o indirettamente possedute, in modo da conseguirne la riduzione entro il 31 dicembre Da segnalare la mancata inclusione, tra i soggetti oggetto di razionalizzazione e delle Aziende speciali. L intervento concerne essenzialmente le società non indispensabili al perseguimento delle finalità istituzionali dell Ente o che risultino palesemente antieconomiche (per squilibri nella provvista di personale (in talune ipotesi vi sono più amministratori che dipendenti) o perché inutili duplicazioni di altre strutture societarie che svolgono le medesime attività. A tal fine entro la data del 31 marzo 2015 dovrà essere predisposta una relazione tecnica, con esposizione in dettaglio dei risparmi da conseguire, da trasmettere, tra l altro, alla competente sezione regionale di controllo della Corte dei conti. Entro la data del 31 marzo 2016, poi, dovrà essere redatta una relazione sui risultati conseguiti, anch essa da inoltrare

32 alla competente sezione regionale di controllo della Corte dei conti. Di interesse, infine, sottolineare il rinvio, operato con il comma 614 dell articolo in commento, alle disposizioni di cui alla già citata L. 147/13, art 1 comma da 563 a 568 ter, in tema di mobilità del personale. Al fine, infatti, di offrire soluzione alle problematiche connesse alla sistemazione del personale delle società oggetto di razionalizzazione, si consente il ricorso all istituto della mobilità, come disciplinato dai richiamati commi da 563 a 568-ter, tra società delle medesima tipologia, anche fuori regione. Mette conto in proposito rammentare l espresso divieto di una mobilità del predetto personale verso pubbliche amministrazioni. Non può non porsi in evidenza come, anche in tale frangente, non si è reso precettivo l obbligo in parola, non essendo prevista alcuna sanzione in caso di inosservanza. Analogamente, con riferimento alla previsto invio della relazione alla competente sezione regionale di controllo della Corte dei conti, l assenza di alcuna altra previsione fa presumere che la Sezione sia priva di alcun potere e che debba limitarsi alla mera ricezione della suddetta relazione. Vuoti preoccupanti continuano a registrarsi anche sotto lo specifico profilo della tutela dell erario rispetto agli ingenti danni subiti dalla mala gestio delle società in parola. Nonostante il quadro normativo continui a sottolineare la natura speciale delle società partecipate dagli enti pubblici, proprio in quanto titolari di un patrimonio alimentato con risorse della collettività, l orientamento, in proposito, delle sezioni unite della Cassazione, di cui alla sentenza 26283/13, ad oggi confermato, con la quale si è limitato il riconoscimento della giurisdizione contabile nel solo caso delle società in house, non solo non si pone in linea con il descritto quadro normativo ma, nella sostanza, non vale, certo, a soddisfare le pressanti esigenze di tutela delle finanze pubbliche di cui necessita un tale settore. In proposito, fermi restando i limiti esterni imposti, dal richiamato orientamento delle sezioni unite della Cassazione, alla giurisdizione della corte dei conti in tema di responsabilità per danno erariale, deve evidenziarsi che le recenti direttive della Unione Europea in materia di appalti pubblici, nei settori ordinari e speciali, ed in materia di aggiudicazione dei contratti di concessione, ha esteso l ambito applicativo della nozione dell in house. Con le norme di cui: all art. 12 della direttiva 2014/24/UE; 17 della direttiva 2014/23/UE; 28 della direttiva 2014/25/UE, si è, da un lato, ammessa la configurabilità del regime dell in house anche laddove rilevino forme di partecipazione di capitali privati che non comportano controllo o potere di veto, prescritte dalle disposizioni legislative nazionali, in conformità dei trattati, che non esercitano riportati un influenza determinante sulla persona giuridica controllata. Dall altro si è ammessa la configurabilità dell in house anche nel caso delle partecipazioni indirette, c.d. di terzo livello,

33 laddove, cioè, si sia in presenza di un controllo effettuato per il tramite di una società a sua volta in regime di in house providing: Tale controllo può anche essere esercitato da una persona giuridica diversa, a sua volta controllata allo stesso modo dall amministrazione aggiudicatrice o dall ente aggiudicatore. Quanto sopra sembrerebbe concedere, dunque, nell ambito dei limiti di giurisdizione imposti dall attuale orientamento delle sezioni unite della Cassazione, un maggiore spazio di intervento alle procure contabili. In ogni caso, torniamo ad osservare, in via generalissima, che le eleganti disquisizioni sul tipo di organizzazione e sulle modalità operative delle società partecipate e i connessi poteri di controllo, sembrano non tenere in debito conto due fatti fondamentali per l effettività della tutela dell integrità dei patrimoni pubblici: in primo luogo che, al di là di qualsivoglia architettura organizzativa, le società partecipate gestiscono sempre e comunque denaro pubblico; in secondo luogo che, solo l azione del pubblico ministero contabile può utilmente intervenire a tutela delle gestioni in danno al patrimonio pubblico. Eventuali altri interventi (quali quello dell azione sociale) sono di difficile attuazione anche perché, semplificando al massimo, l avvio dell azione risarcitoria sarebbe demandata agli stessi soggetti (amministratori e rappresentanti legali) che hanno prodotto il danno o determinato le condizioni per il suo avverarsi. Sotto il profilo del concreto intervento di questo Ufficio di procura su questo settore rileva innanzitutto la vicenda relativa alla Mostra D oltremare. A seguito di indagini, 12 è emerso che il presidente della s.p.a. Mostra d'oltremare di Napoli, a totale partecipazione pubblica, su proposta del direttore del marketing, ha disposto la pubblicazione annuale del bilancio d'esercizio societario, nel periodo , non solo con modalità estremamente ed inutilmente costose - a causa della irrazionale tipologia di ideazione grafica (con la relativa realizzazione a stampa) prescelta, nonché dal numero di copie ordinate - bensì anche senza la benché minima ricerca di mercato, allo scopo di affidare la commessa in questione sempre alle svariate imprese partecipate direttamente o indirettamente dalla compagna del suddetto direttore del marketing e dal fratello di questa. Il danno complessivamente arrecato è di importo pari ad ; è stata anche precedentemente chiesta e concessa la misura del sequestro conservativo, sui beni immobili e i crediti dei prevenuti, convalidata dal giudice designato, giusta ordinanza n. 206/2014 e confermata in sede di reclamo. Altra fattispecie di interesse ha riguardato la gestione dell evento America's Cup Event Authority da parte della BAGNOLIFUTURA S.p.A., società di trasformazione urbana, integralmente partecipata enti pubblici per un danno erariale di euro /00, trattandosi di attività non compresa nell oggetto sociale della medesima società e comunque non svolta nell ambito del territorio di Bagnoli.

34 sanzionatori) 8.3) Gli Enti Locali ( vertenze, dissesti e profili I centri di spesa rappresentati dagli Enti locali, hanno impegnato, anche quest anno una rilevante quota di attività dell Ufficio di Procura. Sono pervenute, nel 2014 n. 965 denunce, sono state aperte n istruttorie, sono state archiviate n vertenze, sono stati predisposti n. 131 inviti a dedurre, e n. 82 citazioni, n. 685 soggetti sono stati invitati a dedurre. Tuttora in fase di completamento delle indagini n vertenze. Delle denunce pervenute ancora non esaminate in sede preliminare (circa 800) circa il 50% attengono alla materia relativa alle gestioni degli enti locali. Le fattispecie più ricorrenti attengono ai settori del personale (assunzioni e inquadramenti illegittimi; appalti; soc. partecipate; derivati; gestioni delle unità immobiliari; debiti fuori bilancio) L attività che ha caratterizzato maggiormente l anno 2014, è stata quella che si è svolta attorno alle ipotesi di dissesto e predissesto degli enti locali. In proposito è bene ricordare che la disciplina del dissesto finanziario degli enti locali, nata nel lontano 1989 (d.l. 2 marzo 1989 n. 66), trova ora la sua vigente formulazione nel titolo VIII del T.U.E.L. La modifica di maggior rilievo dell istituto, è quella che ha spostato l onere del risanamento, prima ricadente sullo Stato, sullo stesso ente in dissesto, a seguito della novella dell art. 119 della Costituzione (legge costituzionale 18 ottobre 2001 n. 3) 7. E una innovazione che ha avuto rilevanti conseguenze, poiché se prima della riforma il dissesto comportava dei vantaggi per l ente, la cessazione quasi completa del concorso finanziario statale 8 ha notevolmente aggravato la situazione degli amministrati, chiamati ora, con maggiori imposizioni, tariffe e minori servizi a sostenere l onere del debito accumulato, senza la possibilità di avvalersi del ricorso all indebitamento, riservato alle spese di investimento. Con questa osservazione si comprende, perché dopo la riforma sia dato registrare una rilevante riduzione del numero degli enti locali che hanno fatto ricorso a tale procedura, passando da un dato nazionale di 505 dissesti acclarati nel periodo 1989/ a soli n. 31 nel periodo 2003/ Peraltro, di questi complessivi 505 dissesti, ben 132 sono riferibili a Enti campani, tra cui sono da annoverare anche il Comune di Napoli e la Provincia di Napoli (dissesti anno 1993), nonché la peculiare situazione dei Comuni di 7 V. art. 31, comma 15, della l. n.289/02, n. 289 (finanziaria 2003) e art. 5 della l. 28 n. 140/04, che ha limitato il mutuo con oneri statali ai soli enti che hanno dichiarato il dissesto prima dell entrata in vigore della legge costituzionale (8 novembre 2001). 8 Anche di recente, però. come nel passato, si registra un transitorio e straordinario intervento finanziario statale di sostegno, v. l art. 3- bis del d.l. 174/12 come introdotto in sede di conv. dalla legge n. 213/12 sull incremento della massa attiva della gestione liquidatoria degli enti locali in stato di dissesto finanziario. 9 Dati desunti da Corte dei conti, Deliberazione n. 29/SEZAUT/2014/FRG.

35 Arpaia (BN), Lauro (AV), Casal di Principe (CE), Casapesenna (CE) e Roccamonfina (CE), protagonisti di un secondo dissesto. Solo la Regione Calabria, presenta dati più allarmanti (complessivi n. 147 dissesti. Nel periodo considerato la Campania è stata interessata da 9 dissesti. Un fondamentale impegno che quest anno vede occupati gli enti locali è rappresentato dalla generalizzata applicazione dal 1 gennaio 2015 del nuovo ordinamento finanziario e contabile previsto dal d.lgs. n. 118/2011, riformato con d.lgs. n. 126/2014, che ha visto nell ultimo triennio una fase di sperimentazione limitata ad alcune Regioni, Province e Comuni. La riforma è diretta all armonizzazione dei sistemi contabili, per rendere i bilanci di tutte le amministrazioni pubbliche omogenei, confrontabili e aggregabili, in quanto elaborati con le stesse metodologie e sulla base degli stessi principi contabili, al fine di consentire il coordinamento della finanza pubblica e la verifica del rispetto delle regole comunitarie. Tra le molteplici importanti novità della riforma si ritiene di segnalare, in particolare, l introduzione del principio della competenza finanziaria potenziata, per il quale le obbligazioni attive e passive, rilevate nel momento in cui si perfezionano, vengono imputate all esercizio in cui vengono a scadenza, quando sono, quindi, esigibili. I residui attivi e passivi, pertanto, sono relativi a crediti e debiti effettivi, e ciò renderà maggiormente veritieri e attendibili i risultati di amministrazione, non affetti, come nel passato, da serie criticità sulla loro effettiva consistenza. Per permettere il passaggio dalla contabilità precedente al nuovo regime è previsto che gli enti procedano, subito dopo l approvazione del rendiconto 2014, al riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi, dopo il quale definire il nuovo fondo pluriennale vincolato (necessario per la gestione del meccanismo delle imputazioni a esercizi successivi) e del fondo crediti di dubbia esigibilità, con ridefinizione del risultato di amministrazione al 1 gennaio Questa operazione di riaccertamento straordinario si presenta quale particolarmente delicata perché, imponendo la cancellazione dei residui inesistenti, potrebbe far emergere gravi situazioni di disavanzo (soprattutto discendenti dalla eliminazione dei residui attivi). La consapevolezza di un tale possibile fenomeno ha indotto il legislatore a preventivare un lungo periodo temporale per copertura del maggiore disavanzo, ora anche avente estensione trentennale, secondo la modifica voluta dalla legge di stabilità 2015 (art. 1, comma 538, l. 23 dicembre 2014, n. 190). L esporre bilanci veritieri, non più alterati dal mantenimento di entrate accertate negli anni passati ma ormai non più concretamente riscuotibili, si spera possa soddisfare l effettivo rispetto del principio di equilibrio, senza che possa di nuovo assistersi a Enti che presentano avanzi di amministrazione artefatti e, subito dopo, cadono in dissesto. Non pochi sono stati gli enti che hanno deliberato il ricorso alla procedura di riequilibrio

36 finanziario pluriennale di cui all articolo 243-bis del TUEL, come si evince dalle deliberazioni assunte nel corso del 2014 in materia dalla Sezione regionale di controllo della Corte dei conti per la Campania, la quale, in questo periodo, ha approvato, pur con stringenti prescrizioni cui gli enti debbono conformarsi i seguenti Piani: Comune di Eboli (delib. n. 151/2014); Comune di Battipaglia (delib. n. 162/2014); Comune di Procida (delib. n. 168/2014); Comune di Contursi Terme (delib. n. 169/2014); Comune di Faicchio (delib. n. 240/2014). Per contro la stessa Sezione ha del tutto bocciato i seguenti Piani : Comune di Cerreto Sannita (delib. n. 1/2014); Comune di Napoli (delib. n. 12/2014); Comune di Roccabascerana (delib. n. 137/2014); Comune di Benevento (delib. n. 172/2014). Si evidenzia, inoltre, che per il piano di riequilibrio presentato dal comune di Casamicciola Terme, la Sezione ha sollevato una questione di massima con deliberazione n. 152/2014 e con successiva deliberazione n. 208/2014 ha rinviato gli atti al Ministero competente per lo svolgimento dell istruttoria che è attualmente in corso. Gli enti che hanno dichiarato il dissesto in Campania nel corso del 2014 e hanno trasmesso a questa Procura la relativa deliberazione sono i comuni di Roccabascerana (AV), Casalduni (BN), Piana di Monteverna (CE), Raviscanina (CE) e San Nicola la Strada (CE). In materia si segnala, ancora che, a seguito della deliberazione C.C. n. 19/2012 di dichiarazione di dissesto finanziario del Comune di Succivo (CE) si è convenuto in giudizio, previa istruttoria con acquisizione di atti e notizie dal Comune, il Tesoriere dell ente per il ricorso nel 2011 all anticipazione di tesoreria oltre i limiti di legge (concessa l anticipazione di tesoreria senza che sia stata vincolata la quota corrispondente all utilizzo in termini di cassa delle entrate a specifica destinazione) con un danno per gli interessi erogati di euro ,22. Particolare interesse riveste la situazione che ha investito il Comune di Napoli. A seguito dell approvazione del rendiconto 2011, con deliberazione n. 58 del 30 novembre 2012 il Consiglio comunale aveva deciso di ricorrere alla procedura di riequilibrio introdotta con il d.l. 174/2012, avendo ravvisato la sussistenza di squilibri strutturali del bilancio in grado di provocare il dissesto finanziario, non risanabili mediante le misure di cui agli artt. 193 e 194 del D.lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (TUEL). L organo consiliare aveva approvato il Piano di riequilibrio finanziario pluriennale con deliberazione n. 3 del 28 gennaio 2013, aggiornato con deliberazione n. 33 del 15 luglio 2013 (in attuazione dell art. 1, comma 15, del D.L. 8 aprile 2013, n. 35, convertito in legge 6 giugno 2013, n. 64). Il Piano assumeva come obiettivo il riequilibrio strutturale di bilancio e la copertura finanziaria delle passività esistenti e potenziali per complessivi ,99, di cui ,99 risultanti dal disavanzo di amministrazione 2011, ed ,00 dai debiti

37 fuori bilancio segnalati e non ancora riconosciuti alla data del 31 dicembre Le misure previste erano essenzialmente costituite dalla dismissione del patrimonio immobiliare, dalla razionalizzazione delle società controllate o partecipate a maggioranza, dall applicazione delle aliquote delle tariffe nella misura massima prevista dalla legge, dalla rimodulazione dei tributi propri e delle tariffe dei servizi a domanda individuale, dalla previsione di risparmi di spesa di personale e dal taglio delle spese per servizi e per trasferimenti. Con delibera n. 12/2014 del 19 febbraio 2014 la Sezione regionale di controllo della Corte dei conti per la Campania deliberava di non approvare il piano di riequilibrio finanziario pluriennale del Comune di Napoli, confutando la reale congruità e consistenza del risultato di amministrazione del 2012 (oggetto del ripiano). La Sezione si riferiva al mantenimento di rilevanti partite creditizie risalenti ad annualità superiori a dieci anni; all insussistenza potenziale di parte dei residui attivi dei primi tre titoli delle entrate esistenti al 2012 di circa 431 mln di euro; all insufficienza del Fondo svalutazione crediti; alla scarsa attendibilità di alcune misure di risanamento presenti nel Piano di riequilibrio, specie a quelle basate sulle previste dismissione del patrimonio immobiliare e sulla vendita di quote delle società partecipate. Avverso la mancata approvazione del Piano di riequilibrio, il Comune di Napoli ha proposto ricorso davanti alle SS.RR. in sede giurisdizionale in speciale composizione. Queste, con la sentenza n. 34 del 22/10/2014, pur ritenendo ancora presenti le criticità evidenziate dalla Sezione, hanno esaminato le varie partite interessate con una visione dinamica della gestione contabile dell Ente e hanno riconosciuto nelle proposte (che erano già state precedute da alcuni primi risultati) effettive prospettive di recupero, con il risultato che il piano di riequilibrio finanziario pluriennale del comune di Napoli risulta ora (con l annullamento della delibera della Sezione di controllo) connotato dai requisiti di attendibilità e congruenza richiesti dalle norme. Resta, tuttavia fermo che, come espressamente sancito dalle SS.RR, la successiva fase di sviluppo dinamico della gestione del Piano dovrà costituire ancora oggetto di attenta verifica da parte della Sezione regionale di controllo nell ambito delle prescritte attività di monitoraggio semestrale ed annuale. L avere scongiurato il dissesto ha rappresentato, a giudizio dello scrivente, non solo la positiva valutazione delle ragioni esposte per il conseguimento del riequilibrio ma anche il fermo riconoscimento dell interesse generale al proseguimento della gestione. Il caso del Comune di Napoli al momento rappresenta il segnale più manifesto dello sforzo che sta conducendo la Corte dei conti di procedere a letture dinamiche delle realtà contabili degli enti locali. Peraltro, in tale modo, si danno anche più autentici contenuti alla disciplina del riequilibrio che, nell indicare la via del risanamento, non può non partire che dalle ragioni del dissesto causato dalle precedenti gestioni. Il c.d. caso Napoli (certamente non isolato nella geografia regionale e dell intero territorio

38 nazionale) rappresenta l esempio più significativo di come occorra ancora che il legislatore intervenga nelle gestioni locali, contrassegnate da linee spezzate per quanto riguarda la soggettività delle Amministrazioni che si rinnovano ad ogni elezione, e da linee continue per i profili finanziari e patrimoniali che rimangono inalterati quale eredità per gli amministratori subentranti I passi successivi diretti a riassorbire i vari squilibri evidenziati formeranno oggetto di attenzione anche della Procura contabile campana la quale, ovviamente, dovrà procedere, come suggerito dalle SS.RR., ispirandosi alle stesse analisi dinamiche adottate da quel giudice. Concludendo il referto sul punto degli Enti locali riveste interesse anche l azione promossa nei confronti di taluni amministratori del comune di CASAL DI PRINCIPE a seguito della dichiarazione di dissesto. In applicazione del disposto di cui all art. 248, co. 5, T.U.E.L., nel testo modificato dall art. 3, comma 1, lett. s del D.L. 10 ottobre 2012 n. 174, convertito, cc.mm., dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213, sono stati chiamati a giudizio circa 23 amministratori di detto Comune per sentirne dichiarare la incandidabilità decennale alle cariche di Sindaco, di Presidente di Provincia, di Presidente di Giunta regionale, nonché di membro dei Consigli comunali, dei Consigli provinciali, delle assemblee e dei consigli regionali, del Parlamento e del Parlamento europeo, nonché la preclusione, per il medesimo arco temporale, a ricoprire la carica di Assessore, di Revisore dei conti di Enti locali e di rappresentante di Enti locali presso altri Enti, Istituzioni ed organismi pubblici e privati. Trattasi di azione di carattere innovativo posta in essere per la prima volta dopo le modifiche introdotte in proposito dal DL 174/ ) La Sanità La Regione Campania è sottoposta al Piano di Rientro dal deficit sanitario, previsto dall art. 1, comma 180 della L. 311/2004 e dall art. 2, comma 88 della L. 191/2009, i cui obiettivi sono finalizzati a ristabilire l equilibrio economico finanziario del SSR attraverso misure dirette a fare emergere cause e rimedi. Nella vigenza del regime di Piano di Rientro la Regione, in data 24 luglio 2009, è stata sottoposta a commissariamento. Tale regime è obbligatorio in presenza di un disavanzo non inferiore al 7% del proprio finanziamento ( percentuale poi ridotta al 5%) o al minor valore del gettito fiscale a copertura del disavanzo (232 milioni di euro per la Campania). Dal 2012 il disavanzo è sceso sotto la soglia di cui sopra e nel 2013 si è passati ad un risultato positivo. La tabella che segue illustra l andamento del risultato economico nel periodo con i principali elementi caratterizzanti la gestione del sistema sanitario regionale.

39 Esercizio /mln Risultato economico da CE Costi capitalizzati e ammortamenti Risultato di gestione (da tavolo di verifica) D Eserc. Prec. Eserc. in corso D% Eserc. Prec. Eserc. in corso Cons Cons ,17% Cons ,53% Cons ,71% Cons ,70% Cons ,31% Cons ,59% Particolarmente significativo risulta il contenimento della spesa relativa al personale e alla farmaceutica convenzionata che al 31 dicembre 2013 rispetto al 2009 rilevano un decremento rispettivamente di ca. il 14 % e del 20%. Il costante trend positivo rilevato dal 2007 oltre che da quanto sopra è determinato, anche dalla incisiva azione indirizzata al maggior governo di alcuni settori di attività quali l assistenza da privati provvisoriamente accreditati, il contenimento del trend di forte crescita che caratterizza l acquisizione di beni e servizi ed una più intensa azione di monitoraggio e vigilanza amministrativo-contabile sulla gestione delle aziende sanitarie ed ospedaliere, sebbene persistono ancora ambiti patologici come rilevato dalle autorità giudiziarie. Di rilievo è la costante riduzione dei costi del personale nel periodo A consuntivo emerge rispetto al 2009 una riduzione complessiva in termini percentuali del 14% pari a ca. 479 /mln. Così per la spesa farmaceutica convenzionata che sempre dal consuntivo 2013, registra riduzioni di ca. 901 /mln rispetto al 2009 (pari al 20%) e di ca. /mln 221 rispetto al 2012 di ca. 11 /mln. Sul piano nazionale, tuttavia, le riduzioni nelle prestazioni farmaceutiche sono al di sotto delle medie rilevate. Quanto all incidenza del costo del personale rispetto ai contributi F.S.R (passata dal 37% del 2007 al 29% del 2013) occorre però rilevare che alle riduzioni di costo fanno riscontro le più volte evidenziate criticità dovute alla carenza di personale in tutti i settori che rendono non praticabili processi di mobilità e difficilmente attivabili nuove attività. Il sub-commissario fa presente che figure come anestesisti, cardiologi, medici di pronto soccorso, neurologi, neurochirurghi, neuroradiologi, non si possono recuperare con trasferimenti di altre figure e che, pertanto i risparmi a volte si risolvono nell erogazione di minori servizi.

40 Sul piano dei servizi occorre anche considerare che l incidenza dei costi per le prestazioni da privato rispetto ai contributi F.S.R è rimasta quasi costante nonostante le difficoltà insorte nel sistema pubblico per la riduzione dei posti letto e per il blocco del turnover che, di fatto, hanno ha reso sempre più pressante la necessità di ricorrere al sistema privato anche se la fissazione dei tetti di spesa ha consentito di contenere tale fenomeno. Quanto all allarmante fenomeno dei tempi di pagamento dei debiti contratti con i privati (fornitori e strutture convenzionate), fenomeno caratterizzato da massicci maggiori esborsi dovuti ad interessi e da contenziosi, occorre riconoscere che, anche a seguito delle iniziative processuali attivate dalla Procura Regionale, che ha chiamato in giudizio amministratori e dirigenti responsabili dei maggiori esborsi, oggi la Regione ha posto in essere importanti azioni finalizzate a ricondurre a normalità i tempi medi di pagamento, ed ha reso più rapide le relative procedure di liquidazione dei debiti. A tale risultato si è giunti anche attraverso la stipula di accordi transattivi con le principali Associazioni di categoria e/o con i fornitori singoli di maggior rilievo, che, in molti casi, a fronte del pagamento (totale o parziale) immediato hanno rinunciato a interessi, spese legali ed hanno consentito lo svincolo delle somme sottoposte a pignoramento. Sono stati così consentiti notevoli risparmi. Ad oggi risultano sottoscritti n. 43 Accordi transattivi per un valore complessivo pari a circa 2,7 /mld con una previsione di risparmio su interessi e spese pari a circa 200 /mln. Conclusivamente in tema di politica sanitaria, i dati e le proiezioni come sopra riportate, illustrano un andamento della spesa certamente indirizzato verso la normalizzazione. Occorre dare atto che le misure prese con il Piano di rientro e la gestione commissariale hanno dato una scossa al sistema che soltanto qualche anno fa sembrava correre solo nella direzione di progressive accelerazioni di spesa e di un incontrollabile aumento dell indebitamento. La lettura storica della sanità, come sopra proposta è testimonianza di questo trend di risanamento anche se, è fuori dubbio che le criticità storiche della sanità campana non sono ancora tutte risolte. Nonostante i notevoli progressi realizzati nel 2013 rimane ancora da fare sul piano delle procedure contabili, degli adempimenti di riorganizzazione amministrativa e di eliminazione delle sacche di inefficienza dove alligna la mala sanità accompagnata dal permanere delle posizioni di potere che si esprimono ancor oggi con le baronie, le protezioni, le procedure di gara guidate, gli appalti troppo onerosi, l intreccio degli interessi privati con quello pubblico, la debolezza dei controlli. Il sistema Sanità Campania, un sistema che, peraltro, è assai oneroso per i cittadini della Regione, sembrava non potersi sollevare; oggi i risultati ottenuti sembrano tracciare strade di speranza anche se

41 bisogna tradurre i risultati economici in miglioramento dei livelli di assistenza, ma ancora una volta occorre fare affidamento sul sistema dei controlli. Illustrata come sopra la situazione complessiva del settore si offrono ora i dati che emergono dall osservatorio specifico della Procura contabile, ossia i dati che scaturiscono dalle denunce, dalle istruttorie e dalle chiamate in giudizio. Nel corso degli ultimi tre anni sono state aperte n. 293 vertenze; sono stati promossi n.24 giudizi; sono stati richiesti n. 6 provvedimenti cautelari; archiviate n. 453 istruttorie. Sono in corso n. 383 indagini. I processi sono stati celebrati nei confronti di amministratori, dirigenti amministrativi e sanitari; singoli medici; amministratori regionali; organi di controllo. Le materie intercettate dalle quali sono derivate ipotesi di danno al sistema sanitario raccontano di devianze: nel settore dell intramoenia; nelle forniture e negli appalti; nella gestione del personale; nella attività di riconoscimento delle partite di debito e di credito e nei ritardi che hanno generato maggiori oneri per interessi e spese legali; nella commistione di interessi pubblici e privati nel campo della sanità convenzionata; nel riconoscimento di indennità non dovute. I giudizi conclusi nell arco del triennio hanno portato a condanne per complessivi ,00. Le azioni di recupero per l esecuzione delle sentenze e per la conversione dei sequestri sono in corso. Tra le tipologie più diffuse di giudizi di responsabilità in materia sanitaria si collocano (fermando l attenzione all anno 2014) quelle concernenti le prestazioni mediche effettuate in violazione delle prescrizioni stabilite per l attività autorizzata intramoenia nella forma cd. allargata e quindi, dell obbligo di esclusiva ; quelle relative al conferimento incarichi inutili ed alla mala gestio delle Aziende Speciali che raccolgono le farmacie comunali di un dato territorio, nonché quelle relative all iperprescrizione di farmaci. A tal riguardo va posto in evidenza che sono proseguite le indagini e le iniziative processuali sul filone investigativo che, lo scorso anno, ha portato al deposito di varie citazioni ed istruttorie volte alla repressione del diffuso fenomeno di illeciti posti in essere da dirigenti medici che, in violazione del rapporto di esclusività, hanno generato, unitamente a danni economici gravissimi disservizi. Si ricordano i casi dell attività intramuraria irregolare svolta nell Azienda Sanitaria di Caserta (Ex ASL 1 e 2), nell Ospedale Sant Anna e San Sebastiano di Caserta, nell A.O. Rummo di Benevento, nell ASL di Benevento e all A.O. Loreto Mare di Napoli, che hanno causato danni patrimoniale quantificati nei maggiori importi alle indennità di esclusiva illegittimamente percepite. Peraltro, le indagini istruttorie hanno portato anche all emersione di disservizi assai

42 gravi derivanti dall avere trascurato, da parte dei sanitari coinvolti, considerevoli ritardi nell assolvimento delle attività lavorative ricadenti nel normale rapporto di lavoro. In occasione di un giudizio su questa tematica, avente anche implicazioni di carattere penale, l Ufficio di Procura ha promosso, ex art. 42 c.p.c., Regolamento di competenza davanti SS.RR. avverso l ordinanza della Sezione giurisdizionale per la regione Campania, con la quale è stata disposta la sospensione del giudizio medesimo. L ordinanza è stata impugnata deducendo l illegittimità della sospensione facoltativa c.d. "discrezionale", e rivendicando l autonomia dell azione risarcitoria che, a prescindere dall esito del giudizio penale, non può, certamente, vedere sacrificati i diritti risarcitori vantati dall Ente. Sul punto è stata richiamata la consolidata giurisprudenza della Corte Suprema di Cassazione secondo cui in mancanza di una espressa norma di legge, nel mutato quadro costituzionale ispirato dal principio della ragionevole durata del processo ex art. 111 Cost. non è ipotizzabile una discrezionale e non sindacabile facoltà di sospensione del processo, esercitabile dal giudice fuori dei casi tassativi di sospensione necessaria (ex pluribus, Cass., n. 207/2004). Sempre nell ambito dell attività libero professionale svolta intra moenia è stato inoltre, proposta azione risarcitoria per un danno erariale ( ,67) perpetrato da un dirigente medico specialista, in ragione di prestazioni sanitarie compiute in violazione del vincolo di esclusiva a carico dell Istituto Nazionale per lo studio e la cura dei tumori Fondazione Giovanni Pascale e il Servizio Sanitario Nazionale. Si è trattato, in quel caso di violazione del rapporto di esclusiva relativamente ad attività professionali svolte, in spregio alla normativa che disciplina il regime cd. intramurario ed all art. 53, comma 7, D.lvo n. 165/2001, presso una società privata di radiologia e radioterapia. Su questo caso merita ricordare che, a seguito degli accertamenti condotti dal Pubblico Ministero contabile, il medico, autore dell illecito, ha spontaneamente restituito all Istituto Nazionale Tumori Fondazione G. Pascale di Napoli la somma frutto dell indebita percezione dell indennità di esclusiva, pari a ,00 euro. E ancora sub judice la contestazione della porzione di danno discendente dal divieto di attività professionale non autorizzata. Altro è il caso relativo al conferimento di un incarico professionale ex art. 15 septies D.L.vo 502/1992 presso l Azienda Ospedaliera Sant Anna e San Sebastiano di Caserta. Per effetto delle loro condotte, i Direttori Generali pro tempore ed il Commissario straordinario hanno cagionato all Erario un nocumento quantificabile in ,70 euro, corrispondente alle competenze erogate a favore del soggetto che, per il periodo gennaio 2011 novembre 2013, ha svolto l incarico di dirigente dapprima della U.O.C. Ufficio Stampa e successivamente della U.O.C. Comunicazione e Marketing, in palese violazione del divieto di assunzioni ed in carenza dei requisiti previsti dalla

43 normativa di settore e di effettiva utilità essendo stata l U.O.C. Ufficio Stampa, creata ad hoc solo successivamente alla menzionata nomina. In tema di spreco di risorse acquisite e lasciate inutilizzate fino alla conduzione al quasi totale stato di degrado, si segnala anche l attività investigativa e processuale svolta nei confronti del Consorzio Farmaceutico Intercomunale di Salerno per illeciti collegati a forniture di farmaci ed alla rappresentazione delle contabilità relative al bilancio consortile Il danno accertato e contestato ammonta ad euro ,95. A seguito di denuncia con la quale il Presidente dell Assemblea dei Soci del Consorzio Farmaceutico Intercomunale (C.F.I.) segnalava notitia damni relativa le attività istruttorie svolte dalla Guardia di finanza hanno fatto emergere incongruenze assai gravi nel calcolo per il computo delle rimanenze e differenze tra il costo medio rappresentato e quello riportato nel dettaglio degli atti contabili dei vari soggetti utilizzatori dei servizi del Consorzio. Dagli atti emergeva che il metodo del dettaglio era stato applicato in maniera errata perché non si era scorporato il ricarico applicato, generando una sopravvalutazione delle rimanenze tale da comportare nel breve periodo gravissime ripercussioni aziendali. Il danno come sopra indicato è direttamente riferibile alle pubbliche finanze perché, il Consorzio Farmaceutico Intercomunale, denominato CFI, con sede in Salerno, è un ente pubblico economico costituito, in seguito all approvazione da parte della Regione Campania della pianta organica delle farmacie della Provincia di Salerno, dai comuni di Salerno, Cava dei Tirreni, Scafati, Eboli, Baronissi e Capaccio, mediante la sottoscrizione di apposita convenzione in data 20 febbraio La politica gestionale adottata dagli organi del Consorzio è stata diretta all alimentazione costante e fittizia delle rimanenze di magazzino (non al loro smaltimento/vendita), garantendo così quella posta contabile grazie alla quale variandone a piacimento il valore con un metodo che non ha riscontro nella pratica contabile riconosciuta è possibile alterare artificiosamente la consistenza della perdita finale, ovviando così ai gravosi disavanzi dovuti agli eccessivi acquisti di farmaci. Con riferimento al danno per iperprescrizioni farmaceutiche, si indicano tre fattispecie analoghe, aventi il medesimo oggetto e commesse da differenti dirigenti medici specialisti nei confronti della ASL Na 2 NORD per complessivi circa euro di danno. Relativamente ai relativi giudizi, va evidenziato che a seguito di monitoraggio sul superamento dei tetti di spesa, determinati per ogni singolo medico nell ambito del budget di spesa farmaceutica per l anno 2011, la Commissione Aziendale, incaricata del controllo sull appropriatezza delle prescrizioni farmaceutiche e specialistiche, aveva riscontrato un superamento dei limiti ad opera di vari medici specialisti di Medicina Generale. Ne conseguiva la violazione di norme primarie e contrattuali. Difatti, i sanitari in questione, medici di Medicina Generale (MMG) convenzionati con la ASL in parola ed iscritti ognuno ad un Distretto, nel periodo gennaio/novembre 2011, a fronte di un

44 budget di euro ,00, avevano effettuato prescrizioni farmaceutiche, comportanti un considerevole scostamento rispetto ai limiti sopra evidenziati, oltre a numerose anomalie sul piano dell appropriatezza. La somma quantificata come corrispondente alle prescrizioni farmaceutiche in eccesso, costituisce danno patrimoniale ingiusto e risarcibile causato alla ASL Napoli 2 NORD e per essa, al S.S.N. per la rilevante lievitazione della spesa farmaceutica a carico di questi ultimi. Ulteriore fattispecie di danno ha riguardato il fenomeno dei doppi pagamenti da parte della ASL NA 1 per circa 32 milioni di euro. In virtù di uno stato di devastante disordine della contabilità dell ASL, tale da essere definita, da parte degli attuali organi di controllo interni, inattendibile, per un lungo arco temporale i fornitori hanno ricevuto pagata la medesima prestazione due o anche tre volte. In pratica è risultata comprovata la totale assenza di sistemi di controllo interno adeguati alla mole di dati e transazioni commerciali gestite. Il quadro che emerge fotografa una realtà assai complessa sulla quale occorre procedere ad accurate analisi finalizzate non tanto alla conoscenza dei disastri di un passato che ha fatto del settore sanità la voce di spesa esponenzialmente più consistente del bilancio regionale e, nel contempo, il teatro di modalità gestionali caratterizzate da clientele, ruberie, profittamenti, mancanza di controlli, interessi privati, disfunzioni, sciatterie, disattenzioni, assenteismi. In questa sede, tuttavia, più che ricordare l azione svolta dalla Procura per il contenimento e la repressione di quei fenomeni, appare imprescindibile offrire letture finalizzate ad individuare verso quali direzioni stia attualmente camminando il settore sanità per cogliere i trends di eventuali progressi, di arretramenti ovvero di sostanziale stagnazione delle criticità del passato. E ciò, non solo per cogliere gli elementi positivi o negativi attinenti ai meri bilanci economici, ma anche per comprendere se al grande sforzo finanziario che interessa questo centro di spesa corrisponda, o no, una sufficiente o no resa di servizi. I dati come sopra esposti sono complessivamente confortanti e fanno intendere che l azione dell Amministrazione regionale sia diretta verso soluzioni a regime, lasciandosi dietro i rimedi effimeri e la mera accettazione del presente.

45 8.5) I cc.dd. costi della politica nell evoluzione della giurisprudenza della Corte dei conti e della Corte costituzionale Si tratta di un argomento di grande impatto per l opinione pubblica. Sulla tematica si sono misurate praticamente tutte le Procure contabili regionali che hanno incontrato nelle loro indagini situazioni sostanzialmente analoghe, contrassegnate tutte da una generalizzata resistenza a rendicontare le spese dichiarate quali rimborsi per l attività consiliare individuale e di gruppo. In molti casi, l azione delle Procure contabili è stata accompagnata dall azione delle Procure della Repubblica che, nella maggioranza dei casi, sono intervenute per ipotesi di peculato. Il fenomeno è presente anche in Campania pur se, occorre riconoscere, in questa Regione non sono stati registrati i casi eclatanti emersi in altre realtà consiliari, del Nord e del Sud Italia. Considerata l entità del fenomeno e il grande interesse suscitato nei mass-media, si ritiene opportuno offrire assieme alla informazione del campione osservato, anche una panoramica della normativa e degli interventi della giurisprudenza in materia. Per ciò che concerne la Regione Campania, è proseguito l impegno della Procura volto alla verifica del corretto utilizzo dei finanziamenti concessi al Consiglio regionale, nelle sue diverse articolazioni, per sostenere i cc.dd. costi della politica. Su questo fronte, dopo l avvio, nel 2013, delle azioni concernenti il Fondo dell assistenza alle attività istituzionali dei titolari del diritto di iniziativa legislativa, l iniziativa della Procura si è concentrata sul Fondo per il funzionamento dei Gruppi consiliari, indirizzando, come prima cosa, l attenzione sull evoluzione della legislazione regionale sul punto. L art. 3 della Legge Regionale n. 6 del , rubricata appunto Funzionamento dei gruppi consiliari (Cap del bilancio regionale), oltre a prevedere forme di supporto logistico e di personale per il funzionamento dei Gruppi Consiliari, all'art. 3, come sostituito dall'art. 1 della L.R. n. 10 del , assicurava "Per le spese di funzionamento dei Gruppi Consiliari un contributo fisso mensile rappresentato: a. da una quota di lire per ciascun gruppo quale ne sia la consistenza; b. da una quota di lire per ogni consigliere regionale iscritto al gruppo". A tale disposizione si aggiungeva il comma 3 dell'art. 2 della L.R. n. 20 del , che disponeva che: "I Presidenti dei Gruppi consiliari sono tenuti a presentare all'ufficio di

46 Presidenza entro il mese di febbraio di ogni anno una nota riepilogativa circa l'utilizzazione dei fondi amministrativi nell'anno precedente". Orbene, sulla scorta dalla rivoluzione operata in materia dal D.L. n. 174/2012, il citato art. 3 della L.R n. 6/72 è stato, da ultimo, modificato dall'articolo 6, comma 1, della L.R. n. 38 del 24 dicembre 2012 che ha meglio precisato modalità per l erogazione e l utilizzo dei fondi consiliari. Visibile, ed apprezzabile, dunque, lo sforzo del legislatore regionale sulla scia di quello statale- nella direzione di una maggiore disponibilità alla collaborazione con l azione sinergica della Corte, sia sotto il profilo del mero controllo contabile, sia sotto quello dell agevolazione dell esercizio dell azione di responsabilità, nel comune obiettivo della lotta allo sperpero di pubbliche risorse. L azione delle Procure contabili di tutta Italia, coese nello sforzo di recupero degli abusi perpetrati prima dell entrata in vigore della legislazione appena analizzata, ha condotto soprattutto nella seconda metà del 2014 a diverse pronunce in materia. In proposito, va rilevato che risultano superati definitivamente gli iniziali tentennamenti della giurisprudenza in punto di giurisdizione, riconosciuta dalla Cassazione SS.UU. in capo alla Corte dei conti in quanto viene a radicarsi in funzione, non della qualità dell'agente, ma della natura delle risorse pubbliche utilizzate. La suprema Corte ha, altresì, provveduto a chiarire definitivamente che la giurisdizione contabile sulla gestione dei fondi erogati ai gruppi consiliari non può in alcun modo ritenersi esclusa in funzione delle prerogative costituzionali riconosciute, a tutela dell'autonomia del Consiglio regionale, dall'art. 122, comma 4, della Carta costituzionale. in quanto l insindacabilità è testualmente riferita alle sole opinioni espresse e ai voti dati nell'esercizio delle funzioni. Ancora disomogenea è, invece, la posizione delle carie Sezioni giurisdizionali della Corte sino ad oggi interessate, sull elemento psicologico (dolo civile contrattuale o erariale ovvero colpa grave) da imputare ai soggetti riconosciuti responsabili. In proposito va rimarcato che il mantenimento di consolidate prassi formatesi nel tempo su peculiari modalità di rendicontare o non rendicontare le spese fatte, prassi spesso invocate dai convenuti, quali scriminanti o quanto meno attenuanti, in quanto illegittime, non sono mai state ritenute esimenti.. Quanto, poi, a presunte lesioni nella discrezionalità dell agire amministrativo cui l attività di impiego dei fondi è ormai pacifico che le attività istruttorie e le pretese risarcitorie delle Procure contabili non esprimono alcun sindacato sull attività politica dei consiglieri regionali, ma sono soltanto dirette all accertamento della corrispondenza degli

47 impegni di spesa alle finalità indicate dalla legge. Il soggetto beneficiario di un contributo avente una specifica finalizzazione non può esonerarsi dal dar conto del relativo impiego, offrendo la prova di aver destinato le risorse pubbliche alle finalità proprie dell erogazione. Tale regola, costituisce espressione di un principio generale di contabilità pubblica, e non comporta eccezioni nel caso in cui la Procura Regionale abbia promosso l azione di danno erariale nella rilevata carenza di elementi che consentano di correlare, in modo univoco, l utilizzo del denaro pubblico alle finalità proprie del contributo erogato. Tale assunto presenta interessanti conseguenze in punto di ripartizione dell onere della prova che, se interpretato in modo coerente con la disciplina degli obblighi che discendono dalla gestione del denaro pubblico, vede gravare sul P.M. contabile la mera dimostrazione che il convenuto ha beneficiato di un contributo avente una specifica finalizzazione, mentre deve ritenersi a carico del percettore l onere di dimostrare che l utilizzo delle risorse pubbliche è avvenuto nel rispetto della legge ed in coerenza con le finalità proprie del contributo erogato. Con l excursus normativo e giurisprudenziale di cui sopra, senza la pretesa di avere esaurito le complesse questioni che riguardano la materia, allo stato dell arte occorre riconoscere che sembrano ormai definitivamente superate le iniziali incertezze del quadro normativo in materia. Ora, grazie anche alla paziente opera delle Procure regionali, si dispone di un quadro più chiaro da prendere a riferimento sia per i comportamenti futuri dei singoli consiglieri e dei gruppi, sia anche del legislatore, ove volesse apportare modifiche all assetto attuale. Si confida che la allarmante stagione delle c.d. spese pazze collegate alle spese della politica, esca dalla (a volte) strumentale dimensione dello scandalo e rassicuri i cittadini che le risorse impiegate per l espletamento dei mandati politici, siano effettivamente pertinenti ed impiegate per l utilità della collettività. Circa le azioni svolte dalla magistratura ordinaria campana, a quanto è dato conoscere le iniziative delle Procure della Repubblica non hanno ancora portato a conclusioni processuali. Quanto alla Procura contabile, questa, nell anno 2014, ha esercitato l azione di responsabilità nei confronti di quasi tutti i consiglieri regionali per il non corretto uso dei finanziamenti ricevuti dalla Regione relativi al fondo dei titolari d iniziativa legislativa mediante la notifica di atti di citazione per un totale di danno di , 00 Quanto all altro fondo, quello relativo al funzionamento dei gruppi, sono stati notificati gli inviti a dedurre, e sono in corso le audizioni personali dei consiglieri che hanno chiesto di essere

48 sentiti, per un totale di danno richiesto di ,00. A tutti viene chiesta una puntuale e documentata documentazione sulle singole spese sostenute. 8.6) I patrimoni immobiliari pubblici Nell ambito della complessiva attività di indagine condotta da questo ufficio di procura ha rivestito grande interesse lo spaccato che è emerso dai numerosi esposti pervenuti in tema di gestione del patrimonio immobiliare da parte degli enti pubblici. Si tratta di un argomento di grandissimo interesse e di rilevante impatto sociale perché investe beni immediatamente conoscibili, per i quali gli abusi e le trascuratezze nelle gestioni, costituiscono da sempre uno dei segnali più manifesti della cattiva amministrazione e della diffusa opinione della equivalenza del bene pubblico quale res nullius. Atteggiamento da ritenersi ancor più deprecabile alla luce del fatto che, in ragione del passaggio da una finanza derivata ad una autonoma, diviene prioritario per gli enti locali garantire fonti di entrata ulteriori rispetto alla leva fiscale. Evidente in tal senso è il rilievo che acquisisce una corretta ed efficiente gestione del patrimonio immobiliare, specie nei casi in cui sia consistente, in termini di reperimento di risorse. Lo spaccato che è emerso ha, purtroppo, evidenziato un grave disinteresse nella gestione del suddetto patrimonio, in più casi abbandonato alla devastazione o anche a condotte di occupazione sine titulo. Un primo filone di indagini ha riguardato il comparto sanità, nello specifico la ASL NA 1, proprietaria di un patrimonio immobiliare immenso, composto, oltre che da immobili, anche da numerosi terreni, posti, a volte, fuori della regione Campania. Di tale patrimonio la ASL NA 1 per lungo tempo ne ha addirittura ignorato la effettiva consistenza. L Ufficio di Procura sta verificando se, in taluni casi, possano essersi verificate perdite delle proprietà per intervenute usucapioni. Ciò ha, ovviamente, provocato il prodursi di danni erariali sia sotto il profilo dell abbandono di taluni cespiti, oggetto di occupazioni abusive e/o vandalizzazioni, sia sotto il differente profilo della locazione a prezzi nettamente inferiori ai valori di mercato.. Esemplificativo un caso nel quale per anni il gestore di un locale destinato a bar all interno del presidio ospedaliero SAN GIOVANNI BOSCO, ha omesso di pagare il canone e tutte le utenze, rimaste, ovviamente, a

49 carico della proprietà pubblica. In esito alla azione di responsabilità esperita a tal riguardo con riferimento, per ora, ad una prima parte dei predetti cespiti immobiliari, con contestuale adozione di misure cautelari patrimoniali, l amministrazione si è concretamente interessata della problematica, attivando una commissione interna con lo scopo precipuo di effettuare una esaustiva ricognizione di tutti i cespiti rientranti nel proprio patrimonio, al fine di assicurarne una corretta gestione. Analogamente, con specifico riferimento, però, al tematica delle locazioni passive inutili, sono emerse, presso il Comune di Napoli, situazioni al limite del paradosso. Ci si è imbattuti più in particolare, tra le altre, in un caso connotato dal pagamento ininterrotto, a partire dagli anni 40, da parte del predetto Comune, di un canone di locazione per un immobile, da allora, ormai in disuso. La causa era determinata dalla mancata realizzazione dei lavori per la rimessione in pristino dell immobile ai fini della sua restituzione al proprietario dopo la cessazione della locazione a favore del comune. Ciò ha causato esborsi del tutto inutili a titolo di indennità di occupazione; nella sostanza, i proprietari hanno conseguito, anche a mezzo di decreti ingiuntivi ed altre azioni civili, un profitto cui non ha corrisposto alcuna utilità per l Ente locale. Situazioni similari hanno riguardato anche altri cespiti immobiliari con un conseguente inutile effluvio di risorse pubbliche. Anche in tal caso, a seguito di plurime azioni di responsabilità avviate nel corso dell anno da parte di questo ufficio di procura, il Comune ha avviato la adozione di tutti gli atti necessari ed utili alla restituzione dei predetti beni ai legittimi proprietari. Indubbia novità ha rappresentato anche la indagine, attualmente in corso, in ordine alla incuria serbata dai comuni nei confronti di grandi estensioni di territorio rientrante nelle cd. aree Standard abbandonate alla occupazione sine titulo da parte dei privati e così sottratte al patrimonio comunale. Allo stato mette conto segnalare che, in ragione delle attività di indagine in corso, i comuni interessati ( ad es. AVERSA) ha già posto in essere i conseguenziali provvedimenti per il recupero del reale possesso, in parte anche conseguito. Nel medesimo filone deve collocarsi anche ulteriore indagine relative ad opere abusive. Nel caso del Comune di TEVEROLA, l intervento della procura, al di là della azione giurisdizionale avviata e diretta a perseguire i danni all erario connessi al predetto abuso, ha prodotto l abbattimento dello stesso con il conseguente ripristino dello status quo ante. Nell ambito della medesima indagine si è anche avuto modo di rilevare, nell agglomerato industriale Aversa Nord, e segnalate al Consorzio ASI Caserta, n. 3 aziende che avevano evaso complessivamente euro ,30. Su invito dello stesso Ente, dette aziende hanno aderito all accertamento ed attualmente è in corso la formalizzazione con la conseguenziale corresponsione dell intero importo.

50 Da ultimo un breve cenno all indagine che ha riguardato la gestione dei beni demaniali da parte della autorità portuale di Napoli. E, difatti, emerso che la predetta autorità aveva omesso di riscuotere i canoni locativi per le concessioni dei beni demaniali; in non pochi casi, aveva tollerato occupazioni sine titulo. Tale modalità operativa, tra l altro, ha anche determinato alterazioni nei bilanci non corrispondendo alle risorse preventivate in entrata contestuali effettive riscossione delle stesse. Altra conseguenza di rilievo deriva dal fatto che la mancata riscossione dei canoni di occupazione ha attivato una indagine conoscitiva da parte della Commissione europea che ritiene che le condizioni di favore nei confronti di chi non ha pagato i corrispettivi di occupazione, possano avere determinato violazioni della normativa in tema di aiuti di Stato. In esito alla azione di responsabilità intrapresa, con contestuale adozione di sequestro patrimoniale a carico dei presunti responsabili, l Autorità portuale ha riattivato la riscossione dei canoni relativi alle concessioni demaniali, diritti di approdo e di security, giungendo a riscuotere, nel corso dell ultimo anno, ben 30 milioni di euro di arretrati, come, tra l altro, riportato da recenti articolo di stampa. E di tutta evidenza, il formidabile effetto conformativo che è derivato dall azione della Procura contabile. 8.7) I nuovi orizzonti d indagine sui beni culturali Il patrimonio storico e artistico costituisce un settore particolarmente rilevante sia in termini di competitività del Sistema Paese sia, soprattutto, per la funzione costituzionale di educazione e formazione delle future generazioni costituendo l espressione della nostra tradizione culturale e dei valori fondanti della nostra Repubblica. La ricchezza del patrimonio culturale esistente nella Regione, si scontra, in questo territorio, con una realtà amministrativa complessa; povera di risorse; con strutture tuttora in corso di definizione e che è apparsa spesso priva di strategie dirette alla conservazione e valorizzazione dei patrimoni. Le fattispecie di danno che abbiamo intercettato, denunciano, per lo più, la mancanza di adeguati controlli. Gli interventi manutentivi sembrano diretti esclusivamente a riparare i disastri già avvenuti che a prevenire il prodursi dei danni. Peraltro, trattandosi di beni che presentano particolari caratteristiche, nella maggioranza dei casi i danni registrati sono irreversibili. Financo difficile è la loro quantificazione. Più che ad una politica di valorizzazione, gli sforzi sembrano diretti soprattutto al mantenimento dello status quo ed all evitare di inciampare in accadimenti causativi di responsabilità penale e contabile. A testimonianza di tale situazione giova ricordare il caso della biblioteca e del complesso Gerolamini dove l intervento della Procura contabile è stato decisivo per il recupero di migliaia di

51 libri antichi di grande valore, trafugati, e venduti in Italia ed all estero. Un operazione di sottrazioni continue che è durata decenni con un danno alla collettività incalcolabile anche perché con la sottrazione dei volumi sono stati distrutti anche i cataloghi e, quindi, tuttora il materiale recuperato (i recuperi sono ancora in corso) non può essere messo a disposizione degli studiosi e della collettività.. Nel corso di questi ultimi anni, l attività investigativa della Procura è stata per lo più indirizzata a sollecitare i controlli ed a allertare i soggetti preposti ai vari compiti sulle responsabilità personali che possono derivare dalla violazione degli obblighi di servizio. Nel corso del 2014 l Ufficio di Procura ha intercettato alcuni fenomeni di mala gestio nel settore dei beni culturali che hanno dato luogo anche a procedimenti penali. In particolare a seguito dell invio di una verifica amministrativo-contabile del Servizio Ispettivo di Finanza Pubblica dell I.G.F., Ministero dell Economia e delle Finanze, è stata avviata una complessa attività di indagine sull attività dei Commissari delegati pro tempore per l area archeologica di Pompei, quali soggetti attuatori dell ordinanza di protezione civile 11 luglio 2008, n e s.m.i. recante Interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare la grave situazione di pericolo in atto nell area archeologica di Pompei. In tale indagine ci si è avvalsi anche del Gruppo di Torre Annunziata della Guardia di Finanza che aveva già seguito la parallela indagine penale della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata, sfociata in un decreto di rinvio a giudizio, tra gli altri, del Commissario pro tempore. La verifica amministrativo contabile da parte del Servizio Ispettivo di Finanza Pubblica effettuata su incarico della Presidenza del Consiglio dei Ministri si è conclusa con una relazione molto critica nei confronti della gestione del Commissario anche per aver privilegiato altri interventi rispetto a quelli di messa in sicurezza, conservazione e restauro del patrimonio archeologico. In particolare, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del luglio 2008 è stato dichiarato, fino al giugno 2010, lo stato di emergenza per la situazione di grave pericolo in atto nell'area archeologica di Pompei. In quel regime di emergenza sono state emanate varie ordinanze di protezione civile in ordine alle quali gli Uffici di controllo della Corte dei conti hanno, tra l altro, sottolineato la sostanziale illegittimità del ricorso al potere di ordinanza; in sintesi non ricorrendo i presupposti per la dichiarazione dello stato di emergenza, non si poteva far luogo a deroghe alle procedurali generali. Le risorse complessivamente stanziate dalle ordinanze emanate per il superamento del contesto emergenziale nell area archeologica di Pompei sono state pari a ,00 di cui ,00, a valere sulle risorse di bilancio della Soprintendenza di Napoli e Pompei; per i residui ,00, ( ,00 a valere sulle risorse di bilancio della Soprintendenza di Napoli e Pompei ed a valere sulle risorse FAS Fondo Aree

52 sottosviluppate assegnate alla Regione Campania). Nella gestione dell emergenza si sono avvicendati due Commissari delegati aventi competenze, a volte coincidenti con quelle istituzionali spettanti alla Soprintendenza di Napoli e Pompei. Nel corso del 2014 le indagini si sono concentrate prevalentemente sulla costituzione, ad opera del Commissario, di un non meglio definito organismo tecnico di coordinamento e controllo previsto dalle disposizioni di conferimento delle deleghe. Secondo questa Procura, infatti, le funzioni attribuite all Organismo tecnico di coordinamento e controllo avrebbero dovuto essere svolte da uffici già a ciò deputate presenti nella struttura di supporto. E stato quindi quantificato un danno corrispondente ai compensi illegittimamente erogati ai componenti dell organismo. Nel contempo l indagine si è estesa ad altri aspetti della gestione. Nel corso del 2014 inoltre è stata depositata la Sentenza 1101/2014 che ha condannato (accogliendo le richieste effettuate dalla Procura con atto di citazione del 2013) i responsabili delle sistematiche spoliazioni effettuate, tra il giugno del 2011 e l aprile del 2012, in danno dei beni librari rappresentati dalle raccolte della Biblioteca Statale Oratoriana annessa al Monumento Nazionale dei Girolamini di Napoli (cd. Biblioteca dei Girolamini), al risarcimento di euro determinato non solo dalla materiale sottrazione di volumi di grande valore storico e culturale, ma anche dallo smembramento dell'unità di collezioni librarie, dall'asportazione di pagine e tavole dai volumi, e dalla devastazione derivata dal maldestro accatastamento in scatole e dall'esposizione alla luce e all'umidità. Per le indagini connesse alle istruttorie attivate nel particolare settore dei beni culturali, la Procura contabile generalmente si avvale degli speciali reparti dei Carabinieri che prestano la collaborazione istituzionale con grande competenza e celerità. 9) L ALTRA REGIONE Quanto precede costituisce il resoconto delle criticità incontrate nel corso dell anno e degli interventi effettuati per riportare alla legalità gestioni pubbliche, caratterizzate da sprechi, profittamenti, leggerezze, disattenzion; tutti tradimenti alle rispettive missioni istituzionali. Abbiamo affermato che tutta questa complessa realtà rappresenta i soggetti della prima Regione ; quella che non si è voluta misurare con le sfide alla legalità presentate ed occasionate dalla grave crisi economica che attraversa da anni il Paese. Quella che ha pensato che spending review, controlli, economie di gestione, lotta agli sprechi, erano messaggi vuoti o, peggio, diretti ad

53 altri. Quella che non si è curata di sanare, o di far cessare, i grandi affari generati dalla immedesimazione dell interesse pubblico con l interesse privato; dalla convinzione che, in un regime di generale disordine amministrativo, a ciascuno fosse consentito ritagliarsi la sua fetta d interessato potere; di profitto illecito; di lasciar correre o, semplicemente, di non esporsi o dispiacere a piccoli e grandi poteri locali. Abbiamo visto, però, che accanto a questi resistenti presidi di illegalità diffusa, operano altre realtà che hanno, invece, colto la grande occasione della crisi per ridiscutere il loro modo di amministrare cancellando antiche pratiche di pigra inefficienza e di cupi pessimismi. La distanza delle due realtà è talmente grande che, provocatoriamente, abbiamo parlato di un altra Regione; quella che presenta, in progressione costante, forme di virtuosità, di rilevante interesse; segnale che, nelle varie articolazioni amministrative, sono in atto processi di riqualificazione della spesa pubblica, di lotta agli sprechi, di moralizzazione della politica, della volontà di uscire dalle emergenze.. Tentiamo di chiarire il concetto con qualche dato cercando di rimanere fedeli al nostro proposito di tentare letture storiche di alcuni settori pubblici per verificarne gli andamenti e per offrire a coloro cui sono demandate scelte gestorie di fondo ed all opinione pubblica elementi oggettivi di valutazione e giudizio: - settore Sanità: abbiamo registrato in occasione dell ultima parifica del bilancio regionale il seguente trend di disavanzo: anno /mil. 853,2; anno /mil. 594,8; anno /mil. 260,4; anno /mil. 85,1; anno / 55,0. All attualità, secondo i dati forniti dal Sub-Commissario alla Sanità della Regione tutto il disavanzo è stato coperto e si affacciano ipotesi di avanzo. I dati finanziari rappresentano risparmi considerevoli soprattutto per il contenimento della spesa farmaceutica e del personale. Parallelamente è in atto un opera di risanamento amministrativo delle Aziende che hanno stanno procedendo ( mediante accordi transattivi) a risolvere le partite di debito/credito con i fornitori e le strutture convenzionate; - settore finanziamenti pubblici: la Regione Campania ha posto in essere un sistema di controlli che fa capo ad un tavolo di lavoro che ha già individuato e reso operative garanzie fideiussorie, responsabilità, procedure, tempistiche, ipotesi di revoca, che consentono di intervenire utilmente, per verificare la fedeltà del finanziamento al progetto e le sue eventuali deviazioni. I controlli hanno già prodotto significativi risultati nella lotta alle frodi. Secondo l intendimento della Regione, porteranno ad una più puntuale individuazione dei settori d intervento e, con la

54 effettività nella realizzazione dei progetti produttivi, genereranno moltiplicatori economici e nuova occupazione; - società partecipate: pur se il processo di eliminazione di molte società partecipate a livello regionale e di Enti locali non ha ancora prodotto effetti di rilievo a causa delle rigidità di sistema collegate alle oggettive difficoltà ci collocare diversamente la gran massa di personale a suo tempo assunto in modo improprio, occorre rilevare che la individuazione delle procedure per la mobilità, stabilizzazione o per il differente utilizzo di questo personale, fa intravvedere nel prossimo futuro la concreta possibilità di annullare concretamente i devastanti effetti prodotti dalle dissennate scelte effettuate negli anni passati e che, tuttora, producono, assieme a buchi di bilancio, forti tensioni sociali; - settore trasporti : l attuale governance del Commissario ad acta di EAV ha prodotto nel quinquennio generalizzate riduzioni di costi. Le riduzioni più significative riguardano i compensi degli amministratori (-87,78%), dei direttori generali (-83,24%), dei dirigenti (-59,66%) Le spese per il personale (-22,88); le spese di rappresentanza (-98,16%); gli oneri finanziari (- 65,33%); le spese legali (-66,98); le spese di vigilanza e guardiania (-37,96%). Le azioni di efficientamento sul fronte dei costi hanno consentito di chiudere il bilancio relativo all esercizio 2013 del settore ferroviario con una perdita di 0,418 milioni di euro, nettamente migliorativa rispetto alla previsione del piano di rientro, pari a 16 milioni di euro. Il preconsuntivo 2014 registra un risultato in utile di 3,6 milioni di euro circa rispetto alla perdita prevista nel piano di rientro in 5 milioni di euro. -settore previdenza : l intensa attività ispettiva effettuata dall INPS ha fatto emergere, nel biennio 2013/2014 ben n posizioni irregolari per trattamenti previdenziali non dovuti e circa rapporti di lavoro fittizi. La lotta ai cc.dd. falsi invalidi, morti vivi e lavoratori fantasma oltre ai recupero delle somme illecitamente erogate e riscosse, ha comportato risparmi enormi valutabili nell ordine di centinaia di milioni di Euro. Per contro, sul piano sociale, la moralizzazione del settore previdenza comporta rilevanti effetti conformativi anche in altri settori, quale quello tributario; - settore patrimonio immobiliare : comincia a muoversi nei vari ambiti dei soggetti pubblici operanti nella Regione Campania la coscienza che il patrimonio immobiliare pubblico è finalizzato ad essere destinato a pubbliche finalità ovvero a produrre reddito. I Comuni, le ASL regionali, l Autorità marittima stanno procedendo ad una ricognizione delle rispettive proprietà assegnando

55 loro nuove destinazioni e riscuotendo i canoni per la loro utilizzazione. L operazione di revisione delle occupazioni da parte di privati, intrapresa dall Autorità Portuale Marittima, comporta, tra l altro, la cessazione di ingiustificate situazioni di privilegio che hanno alterato, nel passato, la libera concorrenza interna ed europea; - abusivismo edilizio : la ricognizione, compiuta dall Agenzia del territorio, delle unità immobiliari abusive o semplicemente non censite, ha comportato la possibilità per i comuni di riscuotere i tributi relativi alle proprietà immobiliari. Oltre che un occasione di nuovi introiti, anche un azione di giustizia sociale accolta con molto favore dall opinione pubblica. - Piano di stabilizzazione finanziaria della Regione Campania: conseguiti significativi risparmi. Relativamente al comparto giunta regionale: riduzione del fondo per il trattamento economico accessorio del personale regionale per ,32; avvio delle procedure per il recupero di maggiori somme indebitamente erogate per ,15; ridimensionamento del fondo per la retribuzione di risultato a dirigenti regionale. Regolarizzazione delle c.d. carte contabili; riaccertamento dei residui attivi e passivi; razionalizzazione dei servizi amministrativi e misure di razionalizzazione per gli Enti ed organismi regionali. In virtù di tutti questi provvedimenti, la contabilità registrerà maggiore trasparenza; saranno evitati ulteriori sprechi e cesseranno posizioni di inefficienza e privilegio. ******* Con questo elenco, non abbiamo certamente la pretesa di avere esaurito la casistica delle virtuosità presenti nella Regione. Registriamo quotidianamente, nel corso della nostra attività istruttoria, la volontà, degli amministratori e degli operatori pubblici, di uscire dal disordine amministrativo e dalle disattenzioni del passato. In questo, occorre riconoscere che, assieme alle nuove responsabilità assegnate ai presidi di legalità quali i segretari comunali e i revisori dei conti, siamo assistiti, qui in Campania, da una fitta rete d informazione proveniente dalla stampa regionale e nazionale, che non trascura di porre all attenzione le varie situazioni di allarme che provengono dalla gestione della cosa pubblica campana. Forse, se ci è permesso offrire un suggerimento, i mass media dovrebbero spendere un po del loro inchiostro anche per queste situazioni virtuose perché le opere di buon governo fungono esse stesse da moltiplicatore.

56 10) IL CONTESTO ISTITUZIONALE CHE HA ACCOMPAGNATO L ATTIVITÀ E stato un anno caratterizzato da rapporti molti intensi con tutti i soggetti cui sono demandati compiti e funzioni di cura e amministrazione delle realtà economiche e sociali del territorio campano. Giudichiamo quest anno assai positivo anche se, come sempre, avremmo voluto segnare presenze più incisive e, soprattutto, più tempestive. Giudicando il livello di collaborazione ottenuto da chi ha lavorato con noi, non mi sembra di potere trovare che la causa del nostro non avere potuto fare di più sia ravvisabile nella mancanza di impegno nostra e dei soggetti che abbiamo investito nelle nostre indagini. Abbiamo dato il massimo; il massimo abbiamo chiesto e il massimo abbiamo ottenuto. I limiti alla nostra azione sono esterni alla nostra volontà. Derivano, me lo si lasci affermare, da una immatura cultura di governo della giustizia che ancora cerca soluzioni di risparmio nel distribuire risorse a questo settore vitale per la crescita ordinata, equa e civile del Paese. La Magistratura, Ordinaria, Amministrativa e Contabile, da anni operano con organici inadeguati. Gli Organi di Polizia Giudiziaria, a cominciare dalla Guardia di Finanza, dall Arma dei Carabinieri e dalla Polizia di Stato, presentano vuoti paurosi di organici, pensati, tra l altro, un millennio fa quando i compiti di prevenzione e di lotta alla criminalità comune ed economica erano assai meno gravosi. La domanda di giustizia aumenta: organici, risorse finanziarie e strumentali diminuiscono. Parallelamente, nonostante le pressioni che provengono da tutte le magistrature, non si affrontano questioni di fondo per attrezzare indagini istruttorie, processi e fasi esecutive con strumenti più agili. Macchinose e superate garanzie processuali garantiscono solo coloro che hanno mezzi per resistere all azione dei pubblici ministeri e dei giudici, confidando che nel corso dei procedimenti possano decorrere i termini della prescrizione, ovvero che intervengano ulteriori norme che cancellino reati, riducano le pene ovvero, com è il caso dei giudizi risarcitori di natura contabile, riducano l entità della condanna (il condono c.d. erariale con il quale si risolvono gran parte dei giudizi di appello, riduce l entità delle condanne fino al 90% del dovuto). Da ultimo, registriamo ancora il tentativo di trasferire al solo dolo rilevanti ipotesi di responsabilità erariale (è il caso della L. 15 dicembre 2014, n. 186 in tema di rientro dei capitali e di riciclaggio). L unico rimedio che ha avuto un certo successo in questo desolato mondo della giustizia è stato quello che ha visto aumentare in modo smisurato la tassa relativa al Contributo Unificato, da versare subito e senza eccezioni, per potere giungere davanti al Giudice. E una misura che,

57 indubbiamente, ha deflazionato il mercato dei processi; ma ha compresso la domanda di giustizia alla quale ormai possono accedere solo coloro che hanno sufficienti risorse economiche. Un legislatore così preoccupato di fare tornare i conti che non si accorge che la politica della indiscriminata spending review colpisce, tra gli altri diritti fondamentali, anche quello della giustizia. Le nostre risorse, comunque, non finiscono mai; le difficoltà non sono pretesti per non far bene né per giustificare pigrizie e atteggiamenti di resa. Il pessimismo non ci appartiene. Noi e chi ci accompagna in questa grande avventura di riconquista della legalità continuiamo ad operare e non intendiamo arrenderci. Quali compagni nell impresa abbiamo incontrato, quali primi protagonisti della new age campana, proprio gli organi di rappresentanza politica, a cominciare dalla Regione, dal Comune di Napoli e da tutta la grande platea degli Enti locali. Pur con le dissonanze e le cadute nell attività di gestione che abbiamo registrato, ci sembra di potere affermare che la richiesta di condivisione sui temi della legalità sia stata complessivamente accolta. Certamente non è sfuggito alla nostra attenzione che Enti territoriali e locali hanno drammaticamente vissuto la stagione della crisi economica. E, neppure è sfuggito che a volte, per assicurare servizi essenziali, si è fatto ricorso a forzature nell applicazione delle durissime norme contenute nei vari patti di stabilità; parimenti, siamo stati coscienti che le volontà risanatrici delle gestioni presenti non potevano non tenere conto del disastroso passato delle gestioni passate che oltre ai deficit di bilancio hanno generato rigidità di bilancio non immediatamente assorbibili (si pensi alla non controllata e clientelare provvista di personale adottata per le infinite società partecipate create anni addietro). Ciò nonostante dobbiamo riconoscere che la sfida alla ritrovata legalità sia stata complessivamente accolta e condivisa e che i nostri interventi siano stati interpretati non solo quali censure al loro operare ma quali supporto alle azioni risanatrici. Abbiamo anche seguito, e ci siamo avvalsi del loro prezioso supporto, l attenta azione di presidio alla legalità svolta dai segretari comunali e provinciali e dai collegi di revisione degli enti locali. Nei riguardi di questi soggetti, occorre riconoscere che sembrano ormai in via di superamento le preoccupanti crisi identitarie del recente passato che aveva sacrificato la loro professionalità alle ragioni della politica locale. I ritrovati punti di riferimento funzionale, ci hanno fatto nuovamente scoprire la centralità di queste figure e la preziosa collaborazione che può derivare dall affidare loro delicate indagini. Per quanto riguarda il contesto istituzionale che fa più propriamente riferimento al c.d. Stato soggetto, occorre prendere atto che si è ulteriormente sviluppato il generale clima di collaborazione tra le varie realtà che operano nel territorio regionale le quali operano da cooprotagoniste del clima

58 di risanamento che corre nella Regione. Così con le Prefetture che sono tornate a ricoprire un ruolo centrale nella gestione nel più delicato centro di spesa rappresentato da quegli Enti locali che sono incorsi nelle procedure di dissesto e di riequilibrio. Abbiamo apprezzato lo sforzo di comprensione dei fenomeni provenienti dalle prefetture; confidiamo che nei prossimi anni continui l azione culturale intrapresa per una più meditata comprensione delle modalità operative con le quali Sindaci ed Amministratori cercano di rendere compatibili diritti fondamentali e servizi essenziali con le ragioni delle norme finanziarie che impongono sempre più stringenti riduzioni di risorse. Un tema questo, che abbiamo sviluppato di recente presso l Università di Salerno, sotto l egida dell allora Prefetto di quella città ed ora Prefetto di Napoli. Confidiamo ora che anche le Università e la Città di Napoli vogliano ospitare analoga iniziativa Prosegue la proficua collaborazione con l Agenzia delle Entrate che, non manca di segnalare le ipotesi di danno derivanti dalle sue attività di accertamento fiscale. A questo proposito occorre ricordare che l opera a suo tempo svolta dalla Agenzia del Territorio (oggi inglobata dall Agenzia delle Entrate) ha portato grandissimi benefici, sia di carattere economico sia per la ordinata gestione del territorio, a tutto il contesto immobiliare campano. La rilevazione delle oltre unità immobiliari urbane, ancora non accatastate e non censite, di cui si è data notizia nei precedenti referti ha consentito ai comuni di potere esercitare i poteri impositivi di competenza (tra i quali l IMU) sulle base delle rendite effettive e presunte assegnate agli immobili. Un operazione di grande respiro non solo per i profili di equità fiscale perché ha eliminato una delle cause di più forte resistenza da parte dei contribuenti virtuosi alla condivisione del progetto legalità. Peraltro, la stessa Agenzia del territorio, nel corso dell anno, con la resa di circa 50 perizie, ha dato prezioso supporto agli enti locali ed alle ASL per la più proficua messa a reddito delle unità immobiliari di loro competenza. Della collaborazione con la Sovraintendenza per i Beni Culturali abbiamo già detto nel corpo della relazione. Permangono i problemi derivanti dallo sbilanciamento tra la ricchezza del patrimonio culturale da preservare e le risorse disponibili. Attualmente è in corso una rivisitazione della architettura di governo del settore. Dal nostro osservatorio riteniamo di dovere osservare che l impegno riformatore debba interessare anche la verifica della pertinenza di molti beni attualmente gestiti da quella amministrazione che si trova a operare appesantita dal dovere curare anche compendi immobiliari (in gran parte destinati ad alloggi) che sembrano estranei alle finalità istituzionali dello specifico settore. Analoghi processi di collaborazione sono in corso con il Provveditorato alle OO.PP., con i Dipartimenti Marittimi e le Capitanerie di Porto, con le Autorità Marittime e con la Guardia

59 Forestale. L Ufficio di Procura, in più occasioni, si è avvalso delle competenze funzionali di questi soggetti per arricchire dei necessari contenuti tecnici l esito delle proprie indagini. Si tratta di consulenze connotate dall indispensabile neutralità perché provenienti da articolazioni dello Stato che condividono la medesima missione istituzionale generale. Per quanto riguarda la fittissima attività che abbiamo svolto con l INPS si rimanda a quanto ampiamente riferito nella parte di questa relazione relativa ai cc.dd. effetti confermativi dell attività della Procura. Non sono mancati nell anno, i consueti scambi di analisi e di conoscenze con la Banca D Italia e con la Camera di Commercio. L acquisizione dei dati sviluppati da tali organismi, che elaborano rilevazioni di grande interesse sul tessuto economico regionale, consentono di potere meglio valutare, anche ai fini dell esercizio della nostra azione, l impatto delle azioni di gestione poste in essere dagli operatori pubblici e privati. Così per i materiali elaborati dagli ordini professionali, in primis quello dell Albo dei commercialisti che, in varie occasioni, ha fornito alla procura preziosa attività di supporto alle proprie indagini. Senza la pretesa di avere esaurito l elenco dei soggetti dei quali, comunque ci siamo avvalsi, occorre conclusivamente considerare che l azione ricognitiva compiuta dall Ufficio di Procura sulle risorse disponibili per la migliore tutela dei patrimoni pubblici, ci porta a dovere rilevare che all interno della nostra Regione, l avere ricercato la collaborazione di tanti soggetti, ci ha portato a due concorrenti risultati: - il superamento delle nostre ristrettezze economiche che, in molti casi, ci impediscono di fare ricorso a consulenze esterne (tra l altro spesso non parimenti affidabili e professionali); - l ulteriore affermazione della certezza che, pur nelle sue diverse articolazioni, la figura unitaria del soggetto unitario (la Repubblica) che cura l indefinito pubblico interesse, emerge sempre e che, per gli specifici profili di competenza, gli Uffici delle Procure contabili assumono un ruolo centrale. A questo punto, la relazione deve necessariamente soffermarsi sulla qualità e la quantità della collaborazione dei soggetti che, più di ogni altro, hanno condiviso, la nostra attività. Una condivisione piena che non si è limitata alla esatta e competente esecuzione delle deleghe alle indagini, ma alla stessa individuazione degli obiettivi da conseguire ed alle modalità di accertamento. Mi riferisco agli Organi della Polizia Giudiziaria con i quali abbiamo lavorato quotidianamente. In primo luogo, particolare spazio deve essere dedicato alla Guardia di Finanza che è l Organo di Polizia Giudiziaria che ha vocazione specifica alla lotta alla criminalità economica e che, quindi, più di ogni altro è preposto alla tutela dei medesimi beni affidati all azione delle Procure e delle Sezioni Regionali della Corte dei conti. Rinviamo ad apposita scheda il

60 dettaglio delle varie attività svolte dal Corpo 10. All eloquente elenco nient altro riteniamo di aggiungere se non che il nostro braccio operativo si è mosso a tutto campo e che ha tradotto in modo fedele la nuova strategia del suo Comando Generale che ha assegnato centralità al tema della spesa pubblica. Purtroppo, però, anche quest anno, dobbiamo registrare che, nonostante il costante impegno e la competenza dimostrati dai militari addetti al settore, la disponibilità della risorse destinate alla spesa pubblica non è sufficiente a coprire le sempre maggiori esigenze che derivano dalla domanda di indagini che proviene dalla mole delle denunce che pervengono all Ufficio di Procura. Non riusciamo a coprire tutti gli spazi. In tale situazione, visto che i risultati operativi del Corpo nel nostro settore sono straordinariamente rilevanti e che altrettanto rilevanti sono gli effetti conformativi che derivano dall azione condotta di concerto con il Pubblico Ministero contabile, si ritiene che non sia più prorogabile un potenziamento degli organici ed una riorganizzazione dell intero settore della spesa pubblica a cominciare dalla non più rinviabile necessità di dotare, alla pari di quanto avviene per le Procure della Repubblica, anche gli Uffici del P.M. contabile di apposite sezioni di Polizia giudiziaria. Peraltro, l esperienza già fatta con molte Procure Ordinarie testimonia che la specializzazione funzionale, accompagnata dalle prassi operative già in atto tra i diversi Uffici dei pubblici ministeri, si risolve non solo in maggiori qualità d indagini, ma anche in economie di risorse, perché spesso le fattispecie penali e contabili corrono insieme. Altra nostra grande risorsa operativa è costituita dall Arma dei Carabinieri per la quale è ormai giunto a maturazione il processo culturale della legalità a tutto campo che ha consentito di porre particolare attenzione anche ai fenomeni di criminalità economica, e ai danni pubblici che ne conseguono, provenienti dalle attività delle pubbliche amministrazioni. Il fatto reato non viene più isolato nei confini del penale ma viene anche esaminato per le sue implicazioni di danno con il risultato che tramite i militari dell Arma, viene anche favorito l interscambio di conoscenze e di dati tra i Procuratori della Repubblica e quelli Contabili. Peraltro, alcuni settori operativi dell Arma trattano già, specificatamente, materie di stretta competenza degli Uffici di Procura contabile. Così per il settore della sanità ; per i beni culturali; per la tutela ambientale; per l abusivismo edilizio. Con queste articolazioni dell Arma abbiamo costruito percorsi di attenzione e di lavoro comune che hanno già prodotto eccellenti risultati. Con i NAS abbiamo sottoscritto un protocollo d intesa che testimonia l interesse dell Arma a considerare la sua attività a tutto campo in considerazione soprattutto che oggi è più viva la coscienza che nelle materie della tutela della 10 In calce alla relazione si riporta la scheda di sintesi predisposta dal Comando Regionale della Guardia di Finanza, dove sono riportati tutti gli interventi e le attività del Corpo nelle materie di competenza della Procura regionale contabile.

61 salute pubblica appare anacronistico isolare il profilo reato dal profilo danno. Così per le fattispecie che interessano la stessa organizzazione dei servizi sanitari nella quale, ancora, sembrano non volere cedere campo alla legalità i vecchi mali delle baronie, degli sprechi, delle deviazioni dei servizi pubblici verso le strutture private, delle non consentite commistioni tra regime di esclusiva e attività professionale privata. Così per il NOE la cui attività in difesa dell ambiente, soprattutto quella connessa al ciclo dei rifiuti, ha portato la Procura contabile ad intervenite su rilevantissime fattispecie di danno. Confidiamo che per il futuro possa realizzarsi un incontro tra i vertici operativi campani dell Arma, della Magistratura Ordinaria e della Procura contabile, in esito al quale sia possibile rendere immediatamente fruibile da parte di tutti i pubblici ministeri, il materiale di contrasto alle fattispecie produttive, direttamente o indirettamente, di danno pubblico. Continua, il più delle volte attraverso il filtro delle Procure della Repubblica, la proficua collaborazione con la Polizia di Stato, in particolare con la Digos. Al di là del conferimento di singole deleghe loro direttamente affidate, ci siamo trovati in più occasioni a utilizzare il materiale a noi trasmesso dalle Procure Ordinarie. Anche per questa collaborazione sono in atto con la Magistratura Ordinaria iniziative per indirizzare le indagini comuni in modo unitario sì da conseguire risultati più spediti e, soprattutto, per risparmiare le scarse preziose risorse di cui dispongono gli Organi inquirenti. Quanto alla Polizia Provinciale di Napoli, possiamo quest anno procedere ad un primo bilancio del protocollo d intesa stipulato nel 2013 con quest Organo di polizia giudiziaria. Sul punto registriamo risultati eccellenti. Abbiamo finora rilasciato al corpo della Polizia Provinciale 21 deleghe su materie che riguardano sue competenze specifiche o materia comunque collegata: ambiente, edilizia abusiva, ciclo rifiuti e bonifica. Oltre la competenza e la professionalità dimostrate nell espletamento delle indagini, l esperienza di questa collaborazione ci ha portato ad apprezzare, in particolare, un elemento che riteniamo indispensabile per dare effettività alla nostra azione: la rapidità degli interventi. La Polizia Provinciale si muove in un contesto territoriale conosciuto ed immediatamente viene riconosciuta per la delimitazione della materia che tratta. Per questo i suoi interventi non debbono essere preceduti da eccessive analisi preliminari; si punta immediatamente all obiettivo e si individuano le cause del fatto generatore di danno pubblico. In tale senso, le indagini si concludono, in molti casi, con interventi in autotutela che fanno cessare i comportamenti illeciti ovvero, comunque, con interventi riparatori che annullano gli effetti dannosi o ne riducono gli effetti.

62 Per quanto riguarda i rapporti con la Magistratura Ordinaria, occorre ribadire che la stagione dei protocolli d intesa a suo tempo stipulati con le Procure della Repubblica per coordinare il lavoro comune, appare allo stato come un semplice dato storico. Il lavorare in comune è, da qualche anno, una collaudata e convinta prassi operativa che non appartiene ormai al solo scambio di atti e di informazioni utili per i rispettivi campi di intervento, ma che investe la stessa fase del conferimento della delega alle indagini, dell individuazione dell organo di P.G. cui affidarle, dei contenuto della delega e dei quesiti da porre ai consulenti. E da considerarsi azzardata l immanente idea che una coraggiosa lettura della carta costituzionale ipotizzerebbe, pur con le distinte specifiche competenze, una figura unica di Pubblico Ministero? Analogo processo di reciproco riconoscimento e di collaborazione, è in atto con i Tribunali civili e il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania. Dalle decisioni di tali Tribunali, emergono, spesso, fattispecie di danno pubblico, che richiedono approfondimenti dirette a evidenziare eventuali responsabilità, a titolo risarcitorio. Tali i contenziosi in materia di appalti di lavori e di servizi pubblici, sulle procedure di esproprio, in materia di lavoro dipendente (assunzioni o licenziamenti illegittimi), riconoscimento di competenze economiche, inerzie nell esecuzioni che portano alla nomina di commissari ad acta. A prescindere dagli obblighi derivanti dall art. 129 delle disposizioni di attuazione del c.p.p. (ovviamente rivolti solo all ufficio del p.m. penale), i Tribunali civili ed il TAR Campania, prestano sempre più attenzione ai possibili sviluppi delle loro decisioni, sul piano del risarcimento del danno e del ristoro alle pubbliche amministrazioni danneggiate. Gli ulteriori profili di risarcitori affidati alla Corte dei conti dopo il pronunciamento di queste Magistrature, fanno cadere lo schermo della responsabilità diffusa della Pubblica amministrazione, per fare posto alla responsabilità personale dell agente. Ancora quest anno abbiamo dovuto prendere atto quale grande occasione di legalità rappresenti per tutte le Amministrazioni pubbliche l assistenza delle Avvocature dello Stato operanti in Regione. Una presenza preziosa che accompagna tutto il settore pubblico, non solo quando agisce negli ambiti di normalità istituzionale, ma anche quando accompagna gli organi straordinari che curano i settori in crisi in regime di commissariamento. Si è sviluppata nel corso dell anno anche un interessante corrente conoscitiva che proviene dalle Commissioni Tributarie Regionali e Provinciali. I giudici tributari mostrano nuova attenzione alle implicazioni di danno che emergono dal contenzioso da loro trattato. Si confida che, a seguito di tali iniziative, si sviluppi da parte degli Uffici dell Agenzia delle Entrate e dei concessionari alla riscossione la volontà di prestare maggiori attenzioni sia nella fase dell accertamento che in quella contenziosa.

63 A conclusione del quadro occorre sottolineare che la nostra azione non è stata diretta soltanto a costruire collaborazioni con gli Organi dello Stato e degli Enti Territoriali. Nella convinzione che la missione del Procuratore contabile è soprattutto quella di promuovere comportamenti più virtuosi che portino ad una più oculata amministrazione delle risorse pubbliche, non sono mancate, nel corso dell anno occasioni di incontro con la così detta Società civile. Abbiamo continuato nella politica dell educazione alla legalità che stiamo sviluppando nei rapporti con le l Università Statale Federico II, con la Seconda Università di Napoli, e con l Università Suor Orsola Benincasa. Stages, corsi ed esperienze lavorative sono stati attivati per trasferire all interno dei futuri operatori del diritto, la cultura della legalità che caratterizza la nostra giurisdizione. Il tema della compatibilità dei diritti della finanza con quella dei diritti fondamentali sta appassionando il dibattito e le iniziative già prese nella sede dell Ateneo di Salerno sono in corso di esportazione in tutto il territorio nazionale. Aderendo al progetto promosso dall Associazione magistrati continuiamo ad incontrarci con studenti nelle sedi di istituti scolastici; i giovani scoprono che il cammino della legalità ed il contrasto al malgoverno si può combattere anche con il non cedere alla tentazione dell indifferenza e del silenzio. Assicureremo la nostra presenza qualora, ancora, ci invitino. Un ultimo riconoscimento, a completamento del quadro di collaborazione istituzionale, occorre dare all attività svolta dagli avvocati del libero Foro che operano presso di noi con spirito collaborativo, con competenza e in una corretta dimensione di servizio verso le varie tematiche della giustizia. Siamo pronti a concordare con i difensori ogni possibile soluzione diretta a evitare inutili contenziosi e inutili lungaggini processuali. Non abbiamo quindi lavorato da soli!! Possiamo tornare ad affermare che, grazie alle menzionate collaborazioni istituzionali anche quest anno siamo riusciti, in buona misura, a superare il pesantissimo gap tra il da fare e le risorse disponibili per il poter bene operare. Proseguiamo con i nostri compagni di strada nella convinzione che il nostro lavorare insieme non è strumentale ad una richiesta di soccorso. E in atto, qui in Campania, la piena convinzione della comune missione di servizio svolta nell interesse di un solo soggetto cui noi tutti rispondiamo: lo Stato-Comunità. La Procura regionale è uno dei luoghi di incontro tra i vari protagonisti della missione; uno dei luoghi dove il progetto della legalità ha occasione di realizzarsi. Concludo questo punto riportando integralmente quanto ho avuto modo di dire l anno passato, perché oggi è più forte la conferma di quanto allora pensato: dobbiamo prendere, tutti assieme coscienza di tale realtà per tornare a gridare che qui in Campania non esiste un caso Campania. Questa è una Regione, certamente afflitta da tante criticità (prima fra tutte

64 la carenza di lavoro), ma dove si guarda in avanti; non si piange sul passato. Quindi, nessun ringraziamento per avere portato avanti la nostra missione istituzionale. L incontro di oggi torna utile per tornare a fare il punto della situazione, per riprendere fiato e per ricominciare. Un ultimo pensiero per i magistrati e i funzionari amministrativi dell Ufficio. Anche nei loro confronti non per ringraziare, perché, questo è il nostro lavoro e i lavoratori non vogliono ringraziamenti, ma riconoscimenti e rispetto. Lavoriamo in una situazione di difficoltà estrema. Siamo schiacciati da una domanda di giustizia che non riusciamo pienamente a soddisfare. Le statistiche del nostro Ufficio parlano da sole: nonostante il comprovato impegno che ci porta ad essere la Procura più produttiva (per quantità e qualità del lavoro) i nostri tavoli rimangono pieni di cose non fatte. E, se l essere intervenuti sulle svariate fattispecie di danno che abbiamo incontrato ci ha portato, anche quest anno, a risultati insperati (sia per i profili risarcitori sia per quelli c.d. conformativi), purtroppo, dobbiamo riconoscere che i mancati tempestivi interventi sembrano non consentire gli ulteriori necessari passi in avanti. Anche se non siamo stati certamente con le mani in mano, ce ne sentiamo responsabili. Ma devo girare questa responsabilità a chi ha il dovere di intervenire per adeguare le risorse a disposizione della Procura regionale alla effettiva domanda di giustizia contabile che proviene dal contesto regionale. Sul punto si continua a discutere se l organico dell Ufficio di Procura sia, o meno, coperto. Non conosco (e non mi interessano) i livelli dell organico. Il punto è che nel 2014 tutta la domanda di lavoro è stata coperta da 9 magistrati e da 24 funzionari amministrativi. Il punto è che, oggi, i 9 magistrati sono diventati 7 e i funzionari 23. Il punto è che all attualità, l Ufficio non è neppure in grado di svolgere alcune incombenze elementari (quali l immissione nel sistema informativi delle denunce che riceviamo) che ci creano gravissimi disagi. Il punto è che i Magistrati inquirenti (ognuno di loro è gravato di circa fascicoli istruttori) dispongono di un solo collaboratore, spesso addetto a coprire anche ad altri compiti amministrativi. Riconosco che non è certamente questa la sede per muovere questi rilievi ed, infatti, nei miei precedenti referti ho tenuto nascosti questi dati allarmanti. Tuttavia ritengo che in questa unica occasione di cui dispone la Procura regionale per trattare questi temi, sia pertinente fare cenno che la politica di spending review ( che oltre noi affligge gravemente anche la Magistratura Ordinaria) non può essere indiscriminatamente estesa a settori vitali come quello della giustizia. In primis perché su queste tematiche della gestione dei patrimoni pubblici così delicate e sulle quali si accende l indignazione della massa degli amministrati, non si possono non fornire adeguate risposte. In secundis, perché l impoverimento delle risorse alle Procure contabili contraddice la

65 stessa ragione delle esigenze di economizzare poste a base dell azione governativa; si spende di meno ma non si interviene sulle cause degli sprechi e delle gestioni infedeli. La Regione Campania è la luminosa riprova di quanto affermato e del nostro avere reso il conto; del nostro c.d. bilancio sociale. L impegno grandissimo profuso da Magistrati e funzionari dell Ufficio di Procura ha portato a quelle modificazioni dei comportamenti gestori che abbiamo registrato nelle parti di questo referto dove abbiamo parlato degli effetti conformativi all azione del P.M. contabile nonché dell altra Regione, quella virtuosa che ha accolto il messaggio di risanamento e che cammina per la crescita. I vuoti provocati dalla carenza delle risorse, producono ancora tutti quei fenomeni di malaffare, di gestione sprecona e disattenta che appartengono ai soggetti sui quali non siamo riusciti ad intervenire. Con questo a nome mio e dei miei magistrati e del personale amministrativo tutto, torno a assicurare la comunità regionale che i problemi organizzativi di cui soffriamo non ci porteranno mai ad entrare nella aberrante logica del fare giustizia fin dove si può ; quasi che il servizio per la legalità possa misurarsi in percentuali ovvero rendersi fino ad un certo punto. Continueremo ad operare e, con il grande aiuto delle istituzioni campane, arriveremo a smuovere le ottuse intelligenze che ci impediscono di cancellare il gap esistente tra il dovere ed il potere fare. Proseguiamo nella grande avventura per la crescita della Regione in ciò legittimati anche dal mondo dell opinione pubblica che, guidata da una stampa attenta ai fatti dell amministrare, sembra fare affidamento sul nostro lavoro. La comunità dei cittadini ci riconosce e ci chiede di intervenire. Non possiamo deludere queste attese. Faremo tutto e tutto faremo bene!

66 CONCLUSIONI Si è fatto cenno in premessa che la complessità della Campania presenta difficoltà nell offrire un referto fedele alla realtà regionale. Provocatoriamente si è parlato di due Regioni parallele che sembrano impedire un giudizio complessivo ed unitario di questa stessa realtà. Cionondimeno, dopo avere esplorato tutti i singoli segmenti che compongono il puzzle e dopo avere svolto indagini nei settori vitali della vita economica e sociale della Regione, ci sentiamo legittimati a tentare un giudizio di sintesi partendo da un dato certo che, a quanto sembra, ha condizionato la vita di tutti i soggetti interessati dalla giurisdizione della Corte dei conti: la crisi economica che anche quest anno, soprattutto quest anno, ha investito il Paese. Limitando questa riflessione al solo mondo degli Enti locali abbiamo più sopra ricordato che nel solo 2014 sono state dichiarate molte situazioni di dissesto. Comuni importanti, a cominciare dal Comune di Napoli, si sono trovati a dovere prendere atto di gravissime difficoltà finanziarie in cui versano le amministrazioni e a dovere predisporre piani di riequilibrio per l assorbimento dei deficit e per rendere nuovamente compatibili i bilanci con le prescrizioni delle leggi di stabilità. In altri casi, sono state messe in crisi le stesse rappresentanze elette e commissariati gli enti dissestati. Per altri profili, passando, al settore sanità, si è visto che i processi di spending review e le varie norme di contenimento della spesa, anziché mettere in moto l auspicata lotta agli sprechi, hanno finito con il risolversi in tagli lineari dei trasferimenti ovvero in indiscriminate riduzioni di personale; tagli e riduzioni che hanno generato contrazione dei servizi e compromesso interi settori di intervento per impossibilità di acquisizione di nuove risorse umane. Il c.d. divieto di turn over ha generato in alcuni settori disfunzioni gravissime risoltesi, in alcuni casi, in difficoltà gestionali insuperabili che di fatto hanno impedito (o reso assai difficoltosa) l opera di risanamento avviata con altri strumenti. Ci si riferisce, in particolare, alle difficoltà operative incontrate agli importanti settori in crisi assoggettati a regimi commissariati che non hanno potuto pienamente operare a causa della scarsità delle risorse, soprattutto di personale qualificato. Peraltro, occorre riconoscere che l intenso controllo sugli incarichi e le consulenze a soggetti esterni alle varie amministrazioni, per un verso ha segnato un grandissimo passo in avanti nella lotta agli sprechi e a favore della moralizzazione delle gestioni; ma per altro verso ha fatto registrare impedimenti, a volte gravi, ai progetti di risanamento dei settori in crisi che, di fatto, si sono trovati a portare avanti le politiche di riequilibrio e di riassesto con gli stessi soggetti responsabili dei dissesti. Sul punto, ancora si assiste, nonostante da tempo se ne parli, a forti rigidità nei processi di mobilità del personale. Un problema vivissimo e vissuto drammaticamente, non solo negli Enti Territoriali ma, financo, nelle Amministrazioni dello Stato operanti nel territorio, a cominciare da

67 quelle della Giustizia e delle Forze dell Ordine. Nelle Magistrature si è giunti al paradosso che, nonostante i noti, drammatici, vuoti di organico di Magistrati, il vero problema è costituito dalla penuria del personale amministrativo che spesso non riesce ad assicurare i necessari adempimenti di cancelleria per potere celebrare i processi. A fronte di questi vuoti debbono però ancora registrarsi casi ove ancora sono in atto processi difensivi di piante organiche eccessive rispetto alle attuali funzioni perché dimensionate su organizzazioni ormai superate. Posto, dunque, che le necessitate scelte sul contenimento della spesa pubblica hanno generato, soprattutto negli enti locali, difficoltà operative tali che, in taluni casi, hanno finito con il colpire oltre che il voluttuario anche servizi essenziali, rimane da chiedersi se, sempre e in ogni caso, le ragioni della finanza debbano prevalere sulle ragioni dei diritti, ovvero se esistano temperamenti ed eccezioni, ed in tali casi, chi siano i soggetti legittimati a valutare temperamenti ed eccezioni. L ufficio della Procura contabile della Campania, vive con grandi tensioni questo problema perché se, per un verso, non può abdicare alla sua missione di custode della legalità dell ordinamento ( e quindi a chiedere a tutti gli operatori pubblici il pieno rispetto delle norme) per altro verso non può disconoscere che diritti fondamentali (quali quello della salute e dell istruzione) e servizi pubblici essenziali (quali quello del trasporto) non possono subire compressioni e debbono, comunque, essere resi e assicurati. Ne consegue che il conflitto tra ragioni della finanza e ragione dei diritti costituzionalmente garantiti deve, sempre e comunque, essere ricomposto. Ma da chi? E sufficiente l opera del Giudice ed, ancor prima, la valutazione del procuratore contabile? Qui in Campania, in più occasioni ci siamo misurati su questo tema ed abbiamo trovato soluzioni ispirandoci alla giurisprudenza costituzionale e comunitaria. Ma, riteniamo, la giurisprudenza non basta. Su questo tema centrale per l ordinamento civile, occorrono profonde riflessioni della dottrina giuridica e della sociologia politica che, unitamente alle domande provenienti dalle forze sociali e politiche, possano essere assunte come guide per ponderati nuovi, chiari, interventi legislativi. Senza questi apporti si continuerà a navigare a vista, con il rischio di naufragio dell intero sistema e di compressione di diritti costituzionalmente garantiti.

68 VERTENZE ANNO 2014 ASL 9,6% altri enti 1,7% enti locali 62% enti statali 28,7% CITAZIONI ANNO 2014 enti locali enti statali ASL altri enti 8,20% 11,2% 14,10% 66,5%

69 SENTENZE 2014 ASSOLUZIONI CONDANNE RICORSI AD ISTANZA DI PARTE GIUDIZI DI CONTO SENTENZE PARZIALI E/O NON DEFINITIVE RISCOSSIONI 2014 IN CORSO DI GIUDIZIO O VERTENZA DEFINIZIONI AGEVOLATE RISCOSSIONI IN GENERE

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