Jean Bastaire. Eros redento

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1 Jean Bastaire Eros redento La nostra lampada a cinque bracci è in realtà la nostra carne, che l anima impugna come una fiaccola nuziale mentre va incontro a Cristo suo sposo, nel giorno della resurrezione: con i suoi cinque sensi fa risplendere lo splendente fulgore della sua fedeltà. (Metodio d Olimpo) Il testo che segue è un tentativo di dissodamento. Gli si potranno rimproverare delle visioni troppo frettolose e delle formule categoriche. Accetto queste critiche perché il mio intento non è un analisi serena bensì una lotta esistenziale per un giusto apprezzamento dell eros, sconosciuto a quelli che lo esaltano come a quanti lo disprezzano. Secondo me, il desiderio è figlio di Dio, la carne sgorga dallo Spirito, anche se il peccato dell uomo in seguito la travia. Senza altra competenza che quella di un normalissimo cristiano, offro qui i frammenti di un erotica teologica: una manciata di proposte sulle radici e i fini trascendenti dell immanenza sessuale. Non una canonizzazione, ma una demistificazione dell abituale erotismo. Uno sforzo per riconoscergli un altro significato. Un tentativo di interpretarlo come linguaggio trinitario. Pasqua 1990 LA LIBERAZIONE ILLUSORIA La nostra società vive in una grande illusione: crede di essersi liberata nei confronti del sesso o di aver liberato il sesso. Niente più diffidenza, rifiuto, castrazione. L invocazione si sostituisce all esilio, l approvazione alla condanna. È vero che è stata tolta una censura e che una menzogna si è sbriciolata: nessuno potrà rimpiangere la scomparsa dell abbinata ipocrisia-salacità grazie alla quale dei costumi austeri avevano come canale di scarico le Folies Bergères. Represso o solleticato, il sesso era sempre biasimato: poteva essere solo lo strumento di un onta tenace o salace. Se ne ridacchiava per scusarsi di castrarlo.

2 Alla colpevolezza ha fatto seguito la permissività. Il priapismo ha rimpiazzato il puritanesimo. Ma il fatto di essere venuta alla luce impedisce forse alla schiavitù di sussistere? L alienazione continua: la licenza sfida la continenza, ma si tratta sempre dell asservimento a una pulsione incontrollata. La copulazione non è padroneggiata, né più né meno di ieri. La nostra società vi immette solo il furore che un delirio a lungo frenato ha accumulato nelle sue vene. Non è forse il momento di riconoscere in questa frenesia l ultima manifestazione del male denunciato: un blocco della funzione genitale? Nascondete il sesso che non sarei in grado di vedere, diceva l epoca vittoriana, nascondendosi per vedere meglio. Solo ciò che è vietato, infatti, è attraente. Oggi abbiamo denudato il sesso ma, così facendo, ne abbiamo consacrato la supremazia. Ciò che procurava un delizioso fremito di terrore era la trasgressione; adesso abbiamo eretto la trasgressione a metodo di conoscenza. Nessuno deve essere sprovveduto di fronte ai pretesti di cui è circondata questa prassi. Si crede di sdrammatizzare portando sotto gli occhi della ragione una fissazione patologica. In realtà non si fa che drammatizzare al massimo, dal momento che si garantisce con tutte le risorse del conscio un inconscio turbato. Lungi dal desacralizzare delle deviazioni perniciose, si incrementa la loro potenza oscura con la forza della luce. La guarigione autentica non consiste nello sfogare il represso, bensì nell effettuare uno spostamento d accento per ottenere la reintegrazione in un insieme. La salvezza non si trovava nel riconoscimento esplicito di una dittatura occulta, ma nel rigetto del fascino di una funzione genitale abusivamente considerata come l espressione della totalità dell essere. La trappola si è richiusa sui liberatori che pretendevano di aprirla, dando ragione a coloro che, ossessionati dal loro basso ventre, riducevano l arte di vivere al gioco d astuzia con questa fatalità. La vostra ossessione - si è detto loro non è falsa: basta assumerla. Ogni realtà umana si esaurisce nella sessualità e ogni sessualità si riduce al genitale. Duplice riduzione che inverte la corrente e restringe l uomo a una parte del suo essere. Parte indubbiamente capitale e in cui si concentra l umile splendore genesico, ma che non è in grado di riassumere il mistero dell esistenza. La realtà dell essere umano deborda in modo infinito la differenziazione sessuale. Ogni individuo è di fatto maschile e femminile: dall uomo alla donna cambia solo il polo d emergenza. Così la coppia, lungi dall essere l arena in cui si affrontano due specie estranee, è il luogo in cui si rivelano e si uniscono, oltre

3 al sesso dominante in ciascuno, la virilità della donna e la femminilità dell uomo. Analogamente, la differenziazione sessuale eccede in ogni senso la funzione genitale: non siamo uomini e donne per copulare. I rapporti genitali sono la conseguenza e non la causa della differenziazione sessuale. Non solo ci sarebbero potuti essere altri modi per riprodursi, ma il maschile e il femminile si orientano verso un unione ontologica che si manifesta a diversi livelli e di cui l unione genesica è solo una figura. Di una realtà locale e parcellare si è fatto il fondamento; si è scambiata la modalità per la sostanza, il termine per l origine. Come meravigliarsi del conseguente pessimismo se tutto si riduce a secrezioni di ormoni e a strofinamenti di epidermidi, con i danni psichici che ne derivano? Sotto questa influenza deleteria, uno dei termini-pilota del linguaggio umano ha subito un enorme svalutazione. Provate a parlare di erotismo ai nostri contemporanei: la loro idea immediata sarà quella di amore sensuale, con tutte le connotazioni psicologiche, morali e religiose possibili, ma qualificanti un fenomeno essenzialmente fisico. Si potrà fare distinzione tra un erotismo coniugale e un erotismo sacro, tra un erotismo poetico e un erotismo politico. Ma, per sentieri spinosi o per viali fioriti, si tratta comunque di raggiungere, in senso proprio o figurato, l orgasmo, questo vertice del piacere. Indubbiamente l erotismo trova nella sfera genitale una delle sue realizzazioni più forti e, a partire da essa, diffonde un equilibrio di cui trae beneficio tutto il corpo. La sensazione di compimento procurata da questa alleanza non è un illusione né, ancor meno, un peccato. Ma, per l appunto, è il segno di un unione più alta. L erotismo è uno slancio dello spirito in cerca di pienezza. Fenomeno radicalmente interiore, risale una corrente, dissipa un opacità, scioglie una servitù. In questi termini è sempre stato capito, finché la nostra epoca non ha abbassato il processo al suo livello inferiore e ha perso letteralmente il senso dei gesti che compie. Un simile smottamento non si sarebbe verificato se, per secoli, il cristianesimo deformato dal giansenismo non avesse spesso vissuto in un profondo disprezzo del corpo e in un odio di tutto ciò che assomiglia all istinto, considerato il grande perturbatore. Un falso concetto trasformava l ascesi da strumento di educazione di tutto l essere ad arnese di repressione della carne, ad majorem Dei gloriam. Come se Dio traesse gloria dal massacro di ciò che ha creato nell innocenza del Verbo, e ha assunto e riscattato mediante l incarnazione di suo figlio Gesù!

4 L ostilità si concentrava sul sesso, riducendolo alla sua unica accezione genitale, con la conseguenza dello sviluppo di una teologia della castrazione. Bisogna ristabilire il flusso della corrente nell autentica direzione, reintegrando il genitale nella sessualità e la sessualità nello spirito. È l unico modo per riabilitare il desiderio umano che, lungi dall essere una concupiscenza fisica o psicosomatica, è una manifestazione della grande marea che solleva l essere verso il suo Creatore. Lo spirito non è una derivazione della carne. Al contrario la carne è una fioritura dello spirito. Il sesso procede dall anima che lo esprime. UNA SORGENTE RADICALE Non si può negare che nella maggior parte delle religioni, e in ogni caso nei livelli più alti di ciascuna, la ricerca della salvezza si accompagni a una stretta continenza. Che si tratti del cristianesimo o dell induismo, del buddismo o del taoismo, l esistenza di persone che si fanno eunuchi per il regno dei cieli è una costante degna di nota. Un po ovunque si avverte anche una spiccata preferenza per questo tipo di vocazione, considerata atta a offrire una liberazione più rapida e completa. Gli esseri continenti appaiono persone più avanzate nel cammino, costituiscono una sorta di élite che si distingue dalla massa dei fedeli, votati ai piaceri gregari della riproduzione. Nessuna di queste religioni proibisce il matrimonio né esclude dalla salvezza coloro che hanno un attività sessuale: diversi stati di vita sono compatibili con l accesso a Dio. Tuttavia, quali che siano le vocazioni, sono tutte regolate da una legislazione imperativa che disciplina la funzione genitale. Nemmeno l ebraismo e l islam, pur riservando poco spazio alla rinuncia sessuale, si astengono dal legiferare in modo rigoroso sul comportamento nei rapporti tra l uomo e la donna. Ovunque ci si giri, la sessualità è oggetto di un attenta vigilanza: nell uso come nell astensione, è giudicata come una forza esplosiva di cui è capitale conservare il controllo. In India lo hatayoga integrale, che non si riduce alla scienza delle posizioni, offre un buon esempio di questa situazione poiché insegna una disciplina chiara e metodica, minuziosamente codificata nei secoli. Qui la fioritura dell energia spirituale è paragonata a un serpente che sale lungo il midollo spinale. L ascesa avviene in diverse tappe, ciascuna contrassegnata da un centro: il primo è a livello degli organi genitali, poi attraverso il plesso sacro, l epigastrio, il cuore, la laringe e la fronte, l energia raggiunge la cima del

5 cranio, dove avviene l implosione dell estasi. Lo yogi realizza in tal modo un vero e proprio pompaggio a partire dalla base del proprio essere. Recupera una forza impedita oppure trasforma un dinamismo primitivo? Entrambe le spiegazioni hanno in comune il fatto di allargare il fenomeno ben al di là di una fisiologia sessuale. Per l occidentale materialista l operazione consiste nel captare e nel maneggiare un dato grezzo inconscio in modo da condurlo a un grado trascendente di coscienza. Per l orientale idealista si tratta, al contrario, dello svelamento di una realtà nascosta, del decondizionamento di una realtà inghiottita nelle tenebre e che fa ritorno alla luce. Altre scuole indù, raggruppate nel tantrismo, si spingono oltre e insegnano a servirsi sessualmente del sesso per raggiungere la trascendenza. L arma assoluta della disintegrazione dell io è il coito stesso. Tramite la padronanza dell orgasmo, l adepto si identifica con un processo che lo libera dai limiti carnali. Una disciplina appropriata gli consente, al momento dell eiaculazione, di trattenere lo sperma e di restare al massimo livello di tensione genesica. La formidabile potenza contenuta in questo parossismo irradia nell organismo una deflagrazione intima che fa crollare le barriere dell essere. L adepto può addirittura invertire il fenomeno e riassorbire il seme. Nella misura in cui coincide con questa retroversione dello spasmo, egli risale il corso della creazione e riemerge alla sorgente. Là dove l orgasmo avrebbe dovuto generare una perdita assoluta, una piccola morte, il suo compimento negativo produce un guadagno inaudito, una pienezza folgorante. La morte è rovesciata come un guanto: l assunzione in un giubilo cosmico prende il posto dell estinzione in un tetro nulla. C è bisogno di dire che questo genere di esercizio è di un austerità tale da sfidare ogni parallelo orgiastico e che non vi si può ricorrere senza incontrare rischi decisivi? La suprema licenza vi diventa ascesi suprema e la funzione genitale, lungi dall esaurire le forze dell anima, vi si trova consumata nel fuoco dello spirito. All interno dei misteri antichi e delle religioni primitive, i matrimoni rituali esprimevano indubbiamente un esperienza analoga, in cui l unione sessuale svolgeva una funzione non solo simbolica ma mistica. La prostituzione sacra era cosa ben diversa dalla sacralizzazione del piacere e i baccanali manifestavano così poco uno scatenamento edonista che si concludevano spesso con la mutilazione e la morte. Si può cogliere qui, ancora una volta, il controsenso che commette la nostra epoca quando considera la genitalità un fine e non un mezzo, il sesso come fine

6 in sé e non come via di passaggio. Si capisce ancor meglio fino a che punto la potenza del sesso è in realtà la forza incarnata dello spirito, l energia creatrice concentrata nel suo luogo d elezione più immediato: quello della trasmissione della vita e della riproduzione della specie. Bisognerebbe fare uno studio sulle avventure della libido e sulle strane accezioni che questo termine ha finito per assumere nel corso dei secoli. In un movimento parallelo e di senso inverso a quello che interessava l erotismo, la libido è stata promossa, valorizzata, qualificata con valenze positive man mano che l erotismo perdeva quota e si identificava con la sfera genitale. Per gli antichi, la libido era un desiderio violento, sregolato, generalmente malvisto e associato alle tendenze oscene. Erede di questa accezione peggiorativa, la morale cristiana ha confuso la libido con il desiderio sessuale in ciò che ha di deplorevole, con il rischio di confondere il desiderio con la sua perversione. II freudismo ha mostrato che la libido così concepita era la fonte dei peggiori disordini. Ma invece di purificare il desiderio da questa contaminazione abusiva, si è fatto garante dell amalgama rivendicando un termine di cui faceva slittare il significato dal patologico al sano. Immediatamente la libido si è vista conferire un inattesa onorabilità: non si trattava più di guarirne ma di guarirla. Si è coltivata l idea di una libido malata che bisognava risanate: equivoco fatale che non ha liberato il desiderio. Nonostante le apparenze, i solitari della Tebaide non vivevano in un ambiguità simile, seppur di segno opposto: se condannavano la funzione genitale e ne bandivano le manifestazioni, era perché, nella loro situazione, essa era inaccoglibile. A ragione vedevano in essa il nemico principale, quello che li attaccava al centro vitale delle loro forze, là dove Dio depone il carico massimo di deflagrazione ontologica. Il furto di sostanza era patente, lo stravolgimento di energia si operava senza vergogna: si può ben capire come gli anacoreti vi abbiano riconosciuto la mano di Satana, il grande predatore dell opera divina. Le tentazioni che assalivano Antonio durante le sue innumerevoli notti insonni non erano l effetto di una nevrosi ma il marchio di una battaglia in cui erano impegnate le profonde riserve dell essere. Antonio non combatteva per rispettare un codice morale, lottava letteralmente per la propria vita, per non essere privato di ciò che impediva alla sua esistenza di ricadere nell entropia di un mondo perituro. Ci si è spesso ingannati nel non vedere come questi folli di Dio fossero degli atleti dello spirito, tesi verso la più elevata realizzazione, la più corposa riuscita, e non degli allucinati prodotti da una società morbosa. Ma si è commesso un errore equivalente nello sceglierli come modelli, applicando ad altri stati di vita

7 ciò che era valido solo per il loro. Presa alla lettera, la loro testimonianza ha provocato di conseguenza un disastroso malinteso. Si è fatta astrazione dal loro scopo, si è separato dal suo contesto il loro disprezzo della carne: in tal modo si è snaturato il senso della loro lotta. Se ne è ritenuto solo il momento negativo, mentre questo si giustificava unicamente in una finalità positiva. Alcuni asceti falsavano essi stessi il proprio sforzo soccombendo a diverse eresie gnostiche che li portavano a considerare l universo come cattivo, opera di un demiurgo malefico. Ma la maggior parte di loro non bestemmiava il Dio della Bibbia e ripeteva con l autore dell inizio della Genesi: E vide che era cosa buona. Per nulla ostili al matrimonio degli altri, sviluppavano a loro uso una pratica della rinuncia creatrice, coscienti che i suoi fini non erano temporali ma escatologici. La loro ascesi non insegnava la decreazione, la disincarnazione bensì, al contrario, l assunzione del creato e la trasfigurazione della carne. Invece di incitare a disperare del corpo, il loro esempio dimostrava che ogni uomo vi poteva trovare un veicolo per l eternità. TUTTO È PNEUMATICO Primario nell uomo è lo slancio di un energia creatrice che, trovando la propria sorgente in Dio, suscita e rinnova costantemente l esistenza, all inesauribile scopo dell amore e della lode. La vita chiama la vita: nati da un dono, a nostra volta doniamo noi stessi. A tutti gli stadi dell essere e quale che sia lo sbocco offerto, non esiste altro peccato che il frenare l oblazione. L amore è liberazione nella duplice accezione del termine: si libera una grazia non trattenendola per sé e ci si libera spezzando delle catene. L uomo che imprigiona il dono imprigiona se stesso. Questa è la legge misteriosa che fa del peccato lo strumento del castigo e del peccatore la vittima della propria colpa. Una strana giustizia impoverisce colui che rifiuta di essere povero: più accaparra, più l accaparratore si trova carente. Al contrario, l energia trasmessa si moltiplica: chi apre le mani vede affluire in sé forze insospettate. Più si spossessa, più la sua ricchezza aumenta. Da questa fecondità nasce una felicità, una gioia accompagna questa munificenza, lo stupore è la sanzione dell abbandono felice. Un esultanza solleva, trasporta: l esistenza diventa un canto, ora mormorato sottovoce, ora

8 dirompente in una piena gloriosa. Come non ringraziare per questo perpetuo equilibrio instabile, per questo straripamento continuo che ci rovescia in una pienezza sempre più ampia? Rendiamo grazie, letteralmente. Restituiamo il dono ricevuto: in uno scambio spontaneo rendiamo l offerta. Ammirabile ambiguità dell espressione: il movimento stesso che riporta alla sua origine il dono costituisce la lode. Non soddisfatta di sgorgare da cuore a cuore, la grazia si fa gratitudine e ritorna al seno del Padre sotto forma di adorazione. È di questo che si tratta in tutto l universo, dagli elettroni fino all estasi, dalla santità fino alla copulazione. I modi di esprimersi dell energia divina sono diversi, i suoi luoghi di incarnazione non potrebbero essere messi tutti sullo stesso piano, ma sempre si manifesta questa reversibilità di amore e di lode. Qualsiasi cosa facciamo o viviamo, qualunque cosa avvenga, non esiste altro: il mondo è regolato su questa pulsazione. Dalla realtà più cupa alla cosa più trasparente, da ciò che è più lontano dall uomo al più intimo della sua sostanza, tutto accoglie questa luce e vibra su questa onda. Nulla di ciò che è basso sussiste senza essere parte integrante di questa sommità. Nell infimo e nell abietto è presente questo potere determinante. Dio non compie nessuna scelta tra ciò che ha creato: ogni cosa ha valore nel rango che occupa e, in alto o in basso alla scala, riceve la stessa grazia. Un enorme depauperamento ha relegato lo Spirito ai confini delle stelle o, quando lo lasciava restare quaggiù, gli ha riconosciuto solo una presenza allusiva. Estenuata dalla distanza o dal timore, la forza di Dio è sembrata avere con il mondo unicamente relazioni timide, circospette, diffidenti. Attenuandosi il fuoco centrale, la creazione si è raffreddata. L universo pietrificato è diventato opaco. Là dove c erano degli esseri e fiorivano iniziative si sono trovate solo realtà strettamente sottomesse al determinismo. Di una materia cieca si è fatto il nemico dell anima e di tutto ciò che ancora conservava un anima: l uomo, finché anche l uomo non è stato vinto dalla glaciazione. Diventato a sua volta oggetto, è stato identificato con questa materia ostile che braccava lo spirito fin nelle sue più recondite trincee. Bisogna invertire la corrente e reinnestare tutto sull origine affinché, una volta che l energia ha ripreso a circolare, le cose ritrovino un volto. La materia è generata dallo spirito, il mondo procede da un soffio: tutto è pneumatico. Fin nella sessualità, compresa la funzione genitale, l uomo è concepito a immagine e somiglianza divine. Questo non significa che si debba sessualizzare Dio e confondere l orgasmo con la rivelazione, come è tentato di credere

9 Wilhelm Reich da mistico deviato sui sentieri di Freud. Al contrario, sono il sesso e la funzione genitale che, non essendo più disprezzati dai puritani né sfruttati dagli edonisti, devono manifestare la loro natura profonda di figli dello Spirito. Non sono di una pasta diversa dal resto del mondo: sono fatti della stessa stoffa di cui sono intessuti i figli di Dio. Come tutto ciò che esce dalle mani del Padre, sono rivestiti di un eminente dignità. Meritano quindi di essere accostati con una fede umile e rappacificata. La loro cattiva reputazione non è solo un inganno: è un insulto che raggiunge l opera creatrice alla sua radice, là dove l eterno partorisce il tempo e l ineffabile si rende visibile. Verbo di Dio, Gesù non ha disdegnato di nascere da un sesso né di avere un sesso. Una donna l ha concepito nel proprio grembo, l ha portato per nove mesi e l ha messo al mondo nel modo proprio di una partoriente. La verginità di Maria attesta l origine divina del bambino, non esprime minimamente un rifiuto del sesso e nemmeno condanna l attività genitale. Un simile disprezzo della fecondità e dei mezzi abituali per ottenerla sarebbe d altronde stato in contraddizione con la mentalità di Israele e la legge mosaica. Senza dubbio Maria non ha avuto alcuna relazione con il suo sposo. Pur tuttavia ha concepito come qualunque altra donna: lungi dall essere una madre portatrice, è stata una vera madre, diversamente Gesù non avrebbe potuto essere suo vero figlio. Quando si è trattato di venire al mondo, Dio ha imboccato i sentieri che lui stesso aveva tracciato. Non si è vergognato di chiedere mediante il suo Spirito un dono carnale per prendere carne: era la condizione per diventare esattamente simile a noi. Anche se Cristo non ha esercitato funzioni genitali, non ne ha però mai biasimato l uso, a condizione che questo si inscrivesse nel disegno del Padre. Non ha introdotto discriminazione alcuna tra i suoi apostoli e discepoli: sposati o no, tutti erano ammessi a ricevere e a diffondere la Parola. Non ha mai messo in guardia contro la frequentazione di qualche donna, avesse anche avuto cinque mariti come l infedele samaritana o fosse di scandalo pubblico come la peccatrice di Magdala. La sua riprovazione si indirizzava contro la volontà di peccato, non contro il sesso del peccatore: non confondeva la natura spirituale della colpa con la carne del colpevole. Analogamente invitava quanti lo ascoltavano a lasciare marito o moglie non per spezzare le relazioni coniugali, ma per operare un distacco interiore. Non si trattava di ripudiare una situazione avvilente, ma di ordinare ogni situazione al suo fine autentico: il regno di Dio. Non ripeteremo mai a sufficienza che l incarnazione, lungi dall essere un impresa di rigetto e di rottura, è opera di risanamento e di assoluzione. Gesù

10 non ha paura di compromettere Dio con la carne, poiché annuncia la salvezza a ogni carne. Il Verbo libera la creazione non come un giustiziere che tronca, brucia e fulmina, ma come un amante che accoglie, solleva e medica. Tutto è prezioso agli occhi del Figlio, poiché tutto nasce dal Padre. Non c è nulla quaggiù che non desti la sua sollecitudine e non chiami in causa la sua compassione. Il peccato non crea nulla, tanto meno un regno. Esiste solo il regno di Dio, che il male può pervertire. Questa patologia spirituale provoca depressioni, tumori, blocchi: impossibile sconfiggerla senza una terapia. Gesù è il terapeuta. Non il medico dell anima, come si è detto sovente, bensì il medico dell anima carnale, dello spirito incarnato. Agisce al livello più recondito, ma per raggiungere tutte le manifestazioni dell essere. Attraverso l anima, penetra in corpi stremati cui ridà vigore, in membra distorte che raddrizza. Mediante lo spirito, rigenera una carne in punto di morte. Progressivamente, come in una seconda creazione, genera nuovamente tutti gli uomini e, dal corpo dell umanità, estende la sua grazia al corpo dell universo intero. È il taumaturgo di un mondo in cui l energia divina si imbatte in ostacoli, divaga, si infossa nelle tenebre complici della colpa. È il mediatore che ristabilisce un amore contrariato, dispiega una tenerezza trattenuta, svela una luce nascosta. Per lui, con lui e in lui la gioia riprende a diffondersi e la gloria si alza nuovamente, come alba che si irradia. L INFANZIA DEL SESSO L erotismo dell infanzia è un problema nel quale la nostra epoca, così sollecita alla rimessa in discussione, non ha mancato di introdurre il sospetto, dopo che generazioni di educatori si erano applicate a falsarne l approccio. Negli ultimi secoli si dava per scontato che l infanzia non avesse sesso, che rappresentasse un momento della vita in cui queste vergogne non esistevano. Periodo bianco, che non conosce nulla di ciò che successivamente infervorerà la carne. Si sviluppava una mitologia ambigua della purezza, un immaginario basato sull immagine-schermo, l immagine copri-sesso, in cui l innocenza presente è garantita dalla rimozione dei mali futuri. Mitologia di adulti che proiettavano sull infanzia le loro angosce e scongiuravano retrospettivamente le disgrazie sopraggiunte, come se la perseveranza nell errore potesse evitare di generare gli

11 stessi drammi. Si badava di preservare i bambini da ogni gesto indecente, da ogni contatto dubbioso; si insegnava loro che una zona del corpo, limitrofa agli organi d escrezione, era sporca; li si educava come cherubini in una battaglia persa in anticipo perché combattuta alla rovescia, con la schiena voltata verso la realtà futura. Il freudismo ha avuto buon gioco nel ricordare alcune verità elementari il cui significato non sfuggiva ai bambini delle campagne né a quelli di città curiosi dei comportamenti canini. Ha soprattutto ristabilito l essere umano nella sua continuità psicosomatica che ne fa, fin da prima della nascita, un individuo sessuato, maschile o femminile: è seme di uomo, non seme di angelo. Di conseguenza si ritrova in lui tutto ciò che costituisce un individuo eroticamente caratterizzato. Evidentemente non si tratta, tra sessi, di un opposizione di natura o di essenza, ma di una distinzione dialettica in cui ogni sesso si nutre del confronto con l altro, in seno a una comunione più intima. Anziché pensare di mantenere i bambini in una situazione castrata, è bene abituarli a vivere in modo sempre più franco la loro identità erotica. In questo campo come in ogni altro, l importante è diventare ciò che si è. Giusta in linea di principio, la reazione freudiana non ha però forse commesso lo stesso errore dell atteggiamento puritano, l una e l altro partecipi della stessa ossessione? Non si sfugge all impressione che il freudismo proietti a sua volta sull infanzia una situazione adulta. Là dove si rimuoveva e si purgava, esso toglie le briglie ed esalta. Ma la battaglia non continua forse a svolgersi sopra la testa dell infanzia, tra persone adulte che non finiscono mai di regolare i loro problemi? Come artisti maldestri che raffigurano i bambini come adulti in scala ridotta, i freudiani hanno troppo spesso la tendenza a rappresentarli con una sessualità adulta in miniatura. L erotismo puerile è quindi visto attraverso lenti deformanti che, invece di assimilare l esperienza specifica, esprimono soprattutto lo sconvolgimento introdotto dal pieno esercizio delle funzioni genitali. Se imbocchiamo il famoso ponte degli asini del complesso di Edipo, cosa vi troviamo? Il desiderio di accoppiarsi con la madre e di sopprimere il padre: una rivalità tra maschi per il possesso di una femmina. Visione tipicamente postpuberale e assai estranea ai sentimenti dell età infantile, a meno di ricondurre ogni rivalità e ogni gelosia a una competizione d infrastruttura genitale.

12 L universo infantile conosce indubbiamente una ricerca appassionata dell identità e della complementarietà sessuali. Duplice ricerca che ispira al bambino e alla bambina atteggiamenti incrociati di cui non bisognerebbe ridurre la complessità. Per virilizzarsi, il bambino ha bisogno di mutare il padre e, di conseguenza, di escludere la madre. Ma si virilizza veramente solo in rapporto con la femminilità, nell unione con la madre e l opposizione al padre. Analogamente, in senso inverso, per la bambina. È perciò reale che nella famiglia esiste una rete di tensioni e di fusioni, di captazioni e di rigetti, legata alla differenziazione sessuale. Ma si tratta di tutt altro che dell appagamento di uno spasmo. Ancor più tipico dell infanzia che non il complesso di Edipo è il complesso di Demetra, la dea madre da cui procede ogni creatura, maschio o femmina, e dalla quale questa si deve liberare. Con la gestazione in utero abbiamo a che fare con una storia concreta, fatta di un passato reale e non di un ipotetico futuro. Ogni essere umano nasce da una donna, dopo essere stato portato nel suo grembo per nove mesi. Tale situazione crea legami che interferiscono a lungo con la fioritura della bipolarità erotica. Come strapparsi allo stato fusionale prenatale in modo da affermare una sessualità personale? Contro la madre, il bambino deve liberare i tratti di un alterità radicale se vuole assicurare la propria virilità, mentre la bambina deve procurarsi i mezzi per un effettiva dissidenza se vuole conquistare la propria femminilità. Per l uno come per l altra, l ostetrico è evidentemente il padre: è lui che taglia realmente il cordone ombelicale e sorveglia l emancipazione reale delle nuove creature. È il mediatore dell indispensabile rivolta e, nello stesso tempo, il garante della differenziazione sessuale. Dove questi manca, femminilità e virilità restano incerte, per difetto o per eccesso. In questo senso, piuttosto di parlare, seguendo Freud, di un assassinio del padre ad opera del figlio, sarebbe meglio evocare l uccisione della madre da parte del padre. Sacrificio fecondo che, avendo per attori i coniugi, non colpevolizza la progenie, al contrario del parricidio freudiano che genera rimorsi. La verità del complesso di Edipo - e del suo omologo complesso di Elettra - sta nel fatto che la prima donna amata da un bambino è la madre, il primo uomo amato da una bambina è il padre. Questo sentimento si inserisce sì nel contesto dell amore filiale con l atteggiamento di dipendenza che ne deriva, ma non si confonde con esso, dal momento che si tratta di un amore tra persone di sesso diverso.

13 Al contrario dell amore filiale, che instaura relazioni verticali attraverso le quali si esprime la gratitudine verso l origine, quest altro amore sviluppa con i genitori dei rapporti orizzontali attraverso i quali si manifesta una ricerca di coniugalità. Ma la coniugalità del bambino non è quella dell adulto: può essere tirannica, captatrice, esclusiva senza per questo mirare, anche solo in modo implicito, a diventare copulativa. Non è quanto avviene in alcuni genitori: a questo punto si insinua lo scompiglio. Non c è dubbio che alcuni padri e madri frustrati vivono con i loro figli una sessualità nevrotica, ma questa non è una ragione per imputare ai secondi i disordini dei primi. Invece di addossare tutto prematuramente su Elettra o Edipo, perché non si parla di un complesso di Agamennone o di Giocasta? UNA PIENEZZA VERGINE Pur senza essere angelica, l infanzia non è procreante e risulta perciò estranea alle funzioni genitali. In questo consiste la sua innocenza: non nel fatto che non è sessuata, bensì nel fatto che la sua sessualità non è atta alla riproduzione carnale. Non si tratta di un rifiuto ma di un immaturità, di un ignoranza. L erotismo infantile non è inferiore all erotismo adulto, gli è antecedente, come il germoglio precede il frutto. In questo caso si verifica un paradosso troppo spesso misconosciuto: la storia porta a compimento, ma inaridisce anche. La progressione temporale fa emergere delle latenze, ma le esaurisce anche. Affermare la priorità della sorgente non significa negare l ampiezza dell estuario. Nell erotismo, come in tutto il resto, il bambino è il padre dell uomo, secondo l espressione di Wordsworth. La sessualità puerile, non genitale, è maestra della sessualità adulta, copulativa. Non solo il bambino non è sminuito dal trovarsi al di qua di una funzione futura, ma è ricco del fatto che questa non è ancora impiegata. La sua debolezza è una possibilità inscritta, uno slancio programmato; la sua incapacità è carica di potenza. Questo è indubbiamente il motivo per cui l idea di integrità è sempre stata associata all idea d infanzia, come se l età puerile fosse qualcosa d intatto, d incontaminato, d incorrotto. Qui risiede il mistero della verginità, stoltamente definito come un vuoto, una mancanza, un assenza, mentre invece l essere

14 vergine è colui che può tutto. Questo è il sentimento del bambino. Normalmente si attribuisce la sua intrepidezza, i suoi sogni insensati, al fatto che non è cosciente di nessuno degli ostacoli che lo attendono. Non sospetta nulla e nei suoi programmi non prende in considerazione lo scacco. Ma questa temerarietà non è gratuita: si basa su un intima certezza - che la vita intera si ingegnerà a far crollare secondo la quale l intero ventaglio delle possibilità è aperto. Non esiste nulla che non possa accadere, non nel senso della disgrazia che non è conosciuta e rimane imprevista, ma nel senso delle migliaia di eventualità che si presentano e tra le quali il bambino si sente libero di scegliere. La verginità incarna questa sovrabbondanza di potenzialità propria delle origini: ha la freschezza e la carica di un alba in cui è racchiusa la totalità degli sviluppi del giorno. Non deve essere confusa con uno stato rattrappito, con una cupa contenzione, con una segregazione rancida, cioè con una situazione marginale da cui il bambino avrebbe fretta di uscire. La creatura vergine è sì impaziente, ma di compiere la propria verginità, non di tradirla. Lungi dal cercare di sbarazzarsene come di un carico ingombrante, si augura di metterla in opera come un tesoro da scoprire. Al contrario di una ritenzione avara, l essere vergine è pura generosità, espansione infinita, esplosione intensa. Non si accontenta di donarsi senza risparmio: si dilapida. Così si esprime la grande fecondità panica e cristica che percorre il cosmo, il soffio creatore e resurrezionale che solleva l universo, come il lievito fa fermentare la pasta. Un abuso linguistico fa sì che si continui a parlare di verginità per gli adulti, come se il candore resistesse allo scorrere del tempo e all usura dell età. Solo il bambino è vergine, poiché solo lui si colloca al limitare dell esistenza. Bisogna inoltre fare attenzione, ancora una volta, a non trasformare il suo catecumenato in un periodo astratto, sgombro di prove. Alla sua maniera puerile, il bambino comincia a vivere e quindi a disgregarsi. Anche se il danno è piccolo, date le immense riserve, tuttavia l energia è intaccata fin dal primo soffio. In questo senso, la verginità esiste solo in Dio: non appena entra nella storia, è sottomessa non solo al normale processo di compimento entropico, ma alla contestazione malefica delle forze distruttrici. Così solo Dio può comunicarla: a livello carnale, è ciò che compie a ogni nuova primavera, a ogni nuova nascita. È quello che chiamiamo creazione.

15 Dio compie questo anche sul piano spirituale a ogni conversione, ogni volta che l anima, mediante un intima svolta, oltrepassa il muro del tempo. È quello che chiamiamo resurrezione: Pasqua non è assolutamente il rilancio di un ciclo terrestre ma l apparizione dell oggi vergine e bello dell eternità. Di fronte ai pericoli che corre l innocenza di Dio presente nel bambino c è una forte tentazione di ricorrere al protezionismo, con il suo seguito di inibizioni e di paure e il suo richiamo a un falso pudore. Il problema non consiste nel proibire il confronto, ma nell insegnare a servirsene. Gli educatori hanno il compito di vigilare sul buon uso della pienezza. Sono gli amministratori della speranza, coloro ai quali sarà chiesto conto delle misure prese affinché non vengano sprecate le potenzialità del bambino né gli venga chiuso l orizzonte. Questo capitale che ogni essere possiede ha un dinamismo incontenibile. Spetta a ciascuno farlo fruttare, cioè renderlo creatore. Gli educatori non devono impedire il morso dell evento, bensì agire in modo che questo accada al momento opportuno, secondo il ritmo delle stagioni e senza pesare sui futuro. Nulla va nascosto, né tanto meno disonorato. Niente astensioni gravide di allusioni, niente silenzi ronzanti di rumori. Il cantico delle creature non ha bisogno di essere purgato: tutto ciò che la natura genera è bello e tutto testimonia la gloria del Creatore. Solo il nostro sguardo è cattivo: svaluta le meraviglie di Dio, imbruttisce e sporca ciò che lo circonda. Con viltà estrema, rimproveriamo alla carne i cedimenti dello spirito: accusiamo del nostro peccato gli strumenti che noi usiamo per compierlo. C è forse una parte del nostro corpo che non è santa? Cosa abbiamo che non l abbiamo ricevuto dall Amore che muove il sole e le stelle? La purezza non si protegge con il sospetto e il rigetto, ma con la fiducia e la riconoscenza. Come ogni dono, la sessualità è una grazia. Con le sue manifestazioni presenti e le sue implicazioni future, non dovrebbe destare nel bambino altro che una gratitudine affascinata. In questo campo come in altri, l informazione deve rispondere all attesa presente nell adolescente. Non bisogna turbare e avvilire bensì istruire. Più che di fornire informazioni, si tratta di proporre un atteggiamento che, lungi dall escludere la sessualità, l includa nel regno di Dio. La scoperta del corpo, l esplorazione della carne - la sua come quella degli altri - è un avventura che va vissuta senz altra emozione che un tremore di felicità. Uno stesso senso del mistero luminoso, una stessa ricerca entusiasta e ingenua

16 devono accompagnare l adolescente ovunque proceda, sulle strade del mondo come sui sentieri della propria persona. Bisogna incoraggiarlo - ovunque indirizzi lo sguardo - ad avere un occhio schietto, onesto, libero da paure: lo sguardo istintivo che è attirato dall ignoto. La stima e il credito che fanno dell erotismo un compito limpido sono più forti delle ossessioni e delle prevenzioni che debilitano. La società contemporanea offre una sinistra parodia di questa disponibilità: con il pretesto della liberazione sessuale, alimenta un temibile teatro di ombre che traumatizza invece di illuminare. I danni nell adulto sono enormi, ma questi non fa che raccogliere ciò che ha seminato; il bambino invece non ha colpe in una situazione che l aggredisce da ogni parte. Il suo diritto all ignoranza è violato, l attenzione a camminare al suo passo, a non bruciare le tappe, ad adeguarsi al suo ritmo di crescita è calpestata. La scoperta amichevole avviene nella brutalità, l informazione necessaria è accompagnata da violenza e sorpresa, l iniziazione progressiva diventa uno stupro. La rimozione dei divieti attenua indubbiamente lo choc: non c è più il contrasto nato dall infrazione, l opposizione tra le tenebre e la luce che alimentava la società puritana. Eppure rimane un altro squilibrio, legato al miscuglio delle generazioni. Non c è nulla da guadagnare a trasmettere ai ragazzi le febbri dell esistenza adulta. Non meno penosa è la banalizzazione provocata dall ossessione, la nausea creata dalla congestione, il nonsenso generato dalla sovrabbondanza. I ragazzi del sex-shop sono tristi perché il futuro non ha più segreti per loro: il sogno si è crudelmente oggettivato e volgarmente pervertito. Il meraviglioso incontro tra un uomo e una donna, anche se non è ancora vissuto dai ragazzi nella sua pienezza carnale, è da loro già conosciuto come un impresa volgare: è la fine della distanza così propizia all incanto, della novità così generosa in ricchezza, della freschezza così pronta al dono. L avventura diventa una storia di natiche, il cuore batte al di sotto dell ombelico. Il sesso è appassito prima di giungere al compimento, resta capace di destare un interesse intenso ma passeggero: è uno specchio per allodole dove si ritorna costantemente a inabissarsi. Chi potrà dire fino a che punto l immaginario di un bambino può essere deturpato dall arido spettacolo di una società permissiva? Preso da frenesia, ognuno vola subito al fine, mentre l essenziale risiede nel cammino. Si produce una sorta di appiattimento sul bersaglio che priva il desiderio della sua

17 profondità. La sensualità è povera cosa quando separa l uomo dalle sorgenti della carne. L erotismo epidermico, anche se raffinato, si esaurisce in infime voluttà. La grande felicità nasce dall anima e dagli spazi interiori che questa percorre. Lo spirito deve avere un vasto territorio affinché il corpo si illumini. Un mondo di nudità profanate quale orizzonte può dischiudere al bambino? Che attrattiva può esercitare su di lui un godimento senza trasparenza, un innalzamento senza prospettiva? Siamo di fronte a una nuova miseria sessuale: uno scompiglio che, come una brinata d aprile, brucia l adolescenza nel cuore della fioritura interiore. L INIZIAZIONE MANCATA Se bisogna prestar fede a un folklore inesauribile, la crisi adolescenziale si può ridurre a una sola domanda: come non essere più vergine? Una volta per gli uomini l handicap era superato tramite l effetto liberatore dell istituzione militare: la caserma allargava sotto questo aspetto l azione più precoce dei collegi e dei licei. In un bell esempio di dinamica di gruppo, una buona fetta della gioventù maschile veniva resa scaltra dalle cure delle prostitute. Quelli che sfuggivano a questi accessori del servizio militare erano caldamente incitati dalla pressione dell ambiente a compiere il passo in un altra occasione. Non si era uomini se non si era adempiuta questa formalità - tenebrosa e ludica insieme - la cui evocazione destava un fremito salace. Si attestava la propria virilità solo se, almeno con dei sottintesi, ci si poteva vantare di possedere questo certificato di cattiva condotta. Con perfetta illogicità, l opposto era la regola per le ragazze. Anziché essere lodata, la perdita della verginità di una ragazza equivaleva a un drammatico deprezzamento: la donna trovava la sua vergogna proprio dove l uomo attingeva la sua fierezza. Quello che veniva raccomandato all uno era proibito all altra, certamente per paura di gravidanze. La contraccezione chimica ha eliminato questa disparità: ormai la pressione dell ambiente si esercita nello stesso senso e incita entrambi i sessi a un identico affrancamento. Le donne accelerano i tempi, se così si può dire, talmente hanno fretta di recuperare il ritardo in questo processo di emancipazione: finalmente possono essere irresponsabili come gli uomini, come loro indifferenti alle finalità profonde della sessualità, come loro ignoranti delle implicazioni della

18 dialettica erotica. Il progresso avviene in un analogo equivoco sul senso da dare alla pubertà: non rigetto di uno stato che mutila, ma accesso a una situazione che esige uno sguardo nuovo. Non si potrebbe fare esempio migliore del fenomeno di desacralizzazione di cui soffre il mondo moderno. In ogni tempo, l inaugurazione delle funzioni genitali è stata considerata come un momento privilegiato dell esistenza umana, il passaggio a un altra sponda. Si compiva un mistero che era importante rendere cosciente: a questo provvedevano riti severi, a volte terribili. Si trattava di imprimere un marchio indelebile nello spirito dei giovani, perciò si arrivava fino a imprimerlo nella loro carne mediante l isolamento e il digiuno, quando non si faceva ricorso a dolori fisici. Veniva effettuata un autentica iniziazione per sottolineare il carattere determinante dell evento: l adolescente assumeva ormai una nuova funzione del sacro, ma quest ultimo in cambio rinnovava il proprio influsso. In un contesto simile, una profanazione era inconcepibile perché avrebbe condotto il ribelle a recidersi dalle fonti della vita. Nessuno era candidato al suicidio. Ebbene, è proprio in uno spirito di profanazione che oggi si verifica la pubertà: si tratta di rovesciare un tabù, anziché accoglierlo e assumerlo in una comprensione più profonda, per poterne vivere. Il sacro non è più percepito come fecondatore e nutritivo, bensì come alienante e castrante. Tiranno geloso, trattiene invece di dare. In un completo ribaltamento del proprio ruolo, abortisce anziché sviluppare. Anche qui si coglie l effetto di un divino diventato opprimente, non solo incomprensibile ma ostile. La vita si conquista contro di lui ma, nel contempo, non si sa più cosa sia vivere. L iniziazione si fa in modo selvaggio, in rottura con condizioni aberranti che la rimandavano indefinitamente o che le impedivano di aver luogo. Una sessualità sottratta è recuperata, la reintegrazione di una parte nascosta dell essere è ottenuta mediante il ratto. Si strappa dalle mani del padrone un bene che teneva sottochiave, gli si estorce l uso di una funzione cui vietava di avvicinarsi. Ciononostante non si accede a un autentico sapere: l esperienza alla quale si giunge si rivela irrisoria. Non esiste iniziazione senza iniziatore: mai una scienza o una pratica è stata comunicata al di fuori di un linguaggio e di un ascesi. Al mutismo esasperato degli educatori dimissionari fa eco la fuga in avanti della gioventù, incapace di assumere la metamorfosi di cui è sede. Con il miscuglio di intellettualismo e di materialismo che la caratterizza, la

19 nostra epoca crede di supplire a questa mancanza di iniziazione spirituale con uno sviluppo dell iniziazione tecnica. Si associano i trattati teorici agli esercizi sul campo, in uno sforzo ingenuo dove cogitazione e fornicazione sono le due mammelle della felicità erotica. Una sessuologia preventiva insegna i mille e un meandro della libido e ne individua gli intoppi: itinerario segnalato con frecce per uscire dal labirinto. L espandersi dei rapporti prematrimoniali e dei matrimoni di prova offre un campo di esperienza in cui i brancolamenti non hanno conseguenze e gli insuccessi possono non essere presi in considerazione. Nessuna intenzione di prendersi gioco dei professori, se sono disposti a essere modesti, né di drammatizzare quelle scappatoie che sono le copulazioni precoci, ma è lecito dubitare che una tecnica di pensiero e di azione possa rimpiazzare una disposizione d animo. È a questo livello che il silenzio si perpetua. Così gli adolescenti rimangono defraudati di ciò che darebbe senso e coscienza al loro ingresso in una sessualità adulta. Non potremo ritrovare la comprensione smarrita ritornando alle antiche iniziazioni: le società contemporanee non sono società primitive. L importante è che il mistero ritrovi la propria luminosità, che lo si avverta come complice, che non lo si viva più come un ostacolo ma come una realtà mediatrice. Il mutamento che conosce in noi l energia creatrice nel momento della pubertà supera oltremisura il quadro della nostra individualità. Si inserisce in una grande missione feconda e partecipa a un giubilo cosmico il cui fine è l incessante genesi dell Amore. Attraverso il germogliare dei corpi avviene il germogliare del Paraclito, all opera nell unione degli amanti e nella fioritura seminale. La genitalità genera la carne, il che significa che è lo strumento dello Spirito: portata da lui, lo porta, trasformando in pneumatofori l uomo e la donna uniti nell amplesso. Come è necessario far uscire il sacro dalle tenebre e restituirgli il suo chiarore, così una moralizzazione castrante deve cedere il passo a un ascesi positiva. Bisogna che l enorme forza procreatrice deposta nel sesso non sommerga i suoi detentori: avendone riconosciuta la natura e misurata la grandezza, devono diventarne i lucidi servitori. La differenza tra il servitore e lo schiavo è che il primo acconsente là dove il secondo subisce: l uno delibera e sceglie, l altro abdica. Proporre a qualcuno una disciplina, incitarlo a farsi carico di se stesso non significa rinchiuderlo a tradimento in una prigione ancor più tetra perché volontaria. L ascesi è un arte e non una polizia: lungi dall aver a che fare con il codice civile, instaura regole identiche a quelle da cui sgorga la bellezza. Non esiste opera senza rigori intimi:

20 la difficoltà è solo di accettare unicamente gli obblighi che aumentano la vita anziché distruggerla. In questa prospettiva è possibile che la nostra epoca lasci il certo per l incerto quando insegna ai giovani la licenza piuttosto che la continenza. Non è sicuro che la miglior propedeutica genitale sia la spudoratezza, anche innocente: quella cui ci si dedica diligentemente per obbedire all ideologia in voga. Le scappatelle dell istinto in libera uscita sono meno preoccupanti di questa docilità perché originate da un imprudenza o da un esuberanza che richiede il morso. Ma con cosa si frenerà se il morso è sostituito dallo sperone? Come si svilupperà l attenzione e lo stupore se lo spreco è la regola? L idea più oscena che ci si possa fare dell erotismo è quella che lo assimila a un igiene. Non copulate sarebbe come non lavarsi. In realtà, l esercizio genitale non si riduce al buon funzionamento di un sistema d escrezione: è un rapporto umano che mobilita tutte le potenzialità dell anima. Quando un uomo e una donna si avvicinano l uno all altra e il desiderio dell amplesso si fa strada in loro, bisogna che lo trattengano, come si trattiene il respiro di fronte a un miracolo. Non per rifiutarsi, per barricarsi o per tagliar corto con la tentazione fuggendo, ma per valutare se ne sono degni. Non è chiesto loro di voltare le spalle, ma di guardare in faccia l evento che si prepara, di tendere l orecchio alla chiamata che prende forma. Come risponderanno a questa sollecitazione nascente? Con una frettolosa menzogna, una falsa parvenza brutale che li farà abbracciare senza cogliere nulla? Oppure seguiranno tutte le implicazioni del loro turbamento? Impareranno a osservare questo lento emergere delle radici? Balbetteranno tutte le lettere di questo alfabeto dell abisso? Questa è la sola iniziazione sessuale che meriti di essere vissuta: richiede attori casti e retti, che resistano alla vertigine dei pedanti. Le circostanze possono fare in modo che avvenga al di fuori delle benedizioni religiose e civili, ma sarà solo un impostura se non ambisce a questa pienezza. NASCITA DELLA MERAVIGLIA Troppi sessuologi non percepiscono che la pubertà fisica è il segno di una pubertà spirituale. Quando se ne accorgono è troppo spesso per trattare lo psichismo e lo spirito come epifenomeni della trasformazione fisiologica. Anche qui, bisogna rovesciare l interpretazione e, riconoscendo valida la filosofia dello sguardo che posiamo sulle cose, non più considerare come

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