AVVIO DI FILIERE ENERGETICHE AGRO-FORESTALI IN AMBITI TERRITORIALI PILOTA

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1 ASSESSORATO AGRICOLTURA, TUTELA DELLA FAUNA E DELLA FLORA DIREZIONE DB 1100: AGRICOLTURA SETTORE DB 1101: PROGRAMMAZIONE IN MATERIA DI AGRICOLTURA E DI SVILUPPO RURALE SETTORE DB 1110: AGRICOLTURA SOSTENIBILE ASSESSORATO SVILUPPO DELLA MONTAGNA E DELLE FORESTE DIREZIONE DB 1400: OPERE PUBBLICHE. DIFESA DEL SUOLO, ECONOMIA MONTANA E FORESTE SETTORE DB 1416: POLITICHE FORESTALI AVVIO DI FILIERE ENERGETICHE AGRO-FORESTALI IN AMBITI TERRITORIALI PILOTA DEFINIZIONE DI UNA PROPOSTA DI MODELLO DI INTERVENTO PUBBLICO PRIVATO PER LA REALIZZAZIONE DI CENTRALI ENERGETICHE A BIOMESSA GESTITE DA SOGGETTI LOCALI Settembre 2010 Corso Casale, , Torino Tel Fax Capitale Sociale C.F. e P. IVA

2 SOMMARIO 1. PREMESSA AVVIO FILIERE ENERGETICHE IL PROGRAMMA DI ATTIVITÀ RICOGNIZIONE PRELIMINARE SUL TERRITORIO STUDI DI FATTIBILITÀ ORGANIZZAZIONE SOCIETARIA PROGETTO TECNICO MODELLO GESTIONALE ATTORI E RUOLI DEL PARTENARIATO SCHEMA DI GESTIONE SCELTA DEL MODELLO SOCIETARIO RIFERIMENTI GIURIDICI CRITICITÀ E QUESTIONI APERTE ALLEGATI BOZZA STATUTO ATTI CONVEGNO PER LE COMUNITÀ MONTANE DELIBERE E ATTI COSTITUTIVI SOCIETÀ ENERGIVOS

3 1. PREMESSA La finalità principale del presente documento è quella di fornire un quadro sintetico delle possibilità operative per gli Enti locali, quali ad esempio le Comunità Montane, che vogliano attuare una strategia partenariale per valorizzare le proprie foreste offrendo un occasione di crescita per le realtà economiche, produttive e commerciali del territorio, in particolare per le organizzazioni forestali e di trasformazione del legno. A tal fine l azione pubblica in ambito locale deve articolarsi lungo due direttrici: da un lato è necessario promuovere e sostenere la costituzione e l organizzazione di organizzazioni locali di gestione forestali, consorzi o altre forme associative. Parallelamente, occorre prevedere la costituzione di un soggetto di impresa mista pubblico/privata che operi a servizio dei soggetti associativi di cui sopra. Agendo secondo logica di filiera, infatti, ai consorzi e/o alle organizzazioni forestali del territorio spetterà la gestione del conferimento della biomassa. Per tal motivo queste organizzazioni dovranno gestire le azioni di coinvolgimento e coordinamento nelle proprietà pubbliche e private, redigere il relativo Piano di gestione forestale, nonché curare l organizzazione della filiera produttiva prevedendo la fornitura del legname o del cippato per la produzione energetica, nonché la ripartizione dei vantaggi economici tra i diversi proprietari forestali. La nuova società (di cui gli enti di governo manterranno la sola funzione di indirizzo e controllo) dovrà invece occuparsi della valorizzazione dei prodotti derivati da tale azione quindi, in sostanza, della realizzazione degli impianti cogenerativi e delle reti di teleriscaldamento, della produzione e della commercializzazione dell energia elettrica e termica, ricercando il massimo beneficio possibile per i soggetti territoriali. 3

4 2. AVVIO FILIERE ENERGETICHE 2.1 Il programma di attività Le attività necessarie per la realizzazione di questo ampio e complesso disegno descritte nello schema seguente - sono state organizzate in processi operativi, gestiti con un elevato livello di sequenzialità dai tre soggetti coinvolti. La prima fase consiste nell attività di studio preliminare, - nei progetti pilota condotta dall I.P.L.A. - la quale è articolata in due processi distinti: il primo, propedeutico alla verifica preliminare dell iniziativa, è orientato in particolare a verificare l interesse dei soggetti territoriali ad avviare un progetto di valorizzazione energetica della biomassa; il secondo, di analisi della fattibilità tecnica e ambientale è rivolto principalmente alle potenzialità forestali del territorio ed alla possibilità di utilizzo dell energia termica. La seconda fase, oggetto di maggior dettaglio in questa relazione, deve essere condotta dalla Comunità montana ed è finalizzata alla costituzione del soggetto partenariale (associativo o di impresa) per la gestione della energia. L ultimo ambito di azione è infine condotto direttamente dalla società di gestione, a seguito della sua costituzione, e prevede la fase progettuale, l avvio dell attività e la conduzione dell impianto. Prima di approfondire gli aspetti giuridici e tecnici connessi al modello societario individuato, nelle pagine seguenti vengono presentate alcune sintetiche schede descrittive dei diversi processi a lato rappresentati. 4

5 2.2 Ricognizione preliminare sul territorio La prima serie di attività è legata alla conoscenza del territorio, al fine di verificare se le manifestazioni di interesse ricevute dalle Comunità montane e dagli altri soggetti pubblici trovano riscontro nelle caratteristiche e potenzialità territoriali. Lo schema sopra riportato può essere adottato come riferimento per condurre un processo valutativo, a seguito della volontà di una Comunità montana di realizzare un impianto alimentato a biomassa locale. L attività di coinvolgimento degli attori locali è utile per comprendere quali soggetti locali sarebbero disponibili ad essere coinvolti in un progetto partenariale. Nel caso, ad esempio, della Comunità montana Valle Stura è stato proprio in occasione degli incontri informali sul territorio che ha preso vita l idea di coinvolgere il caseificio cooperativo Valle Stura. 5

6 2.3 Studi di fattibilità Il piano di lavoro posto alla base degli studi di fattibilità è sintetizzato nello schema seguente. Attualmente sono state completate le azioni propedeutiche alla realizzazione dei primi studi di fattibilità, che hanno permesso di dimensionare i progetti specifici (valutando quindi l impegno finanziario relativo) alle effettive possibilità di approvvigionamento forestale. Lo studio di fattibilità è anche propedeutico alla valutazione delle necessità logistiche e organizzative della costituenda società di gestione. 6

7 2.4 Organizzazione societaria La scelta della modalità gestionale della filiera, e quindi il modello organizzativo della società di gestione energetica, rappresentano l output di questa fase di processo. In questo schema vengono richiamati gli argomenti che saranno trattati in modo dettagliato nelle pagine seguenti. Il modello societario dovrà comunque essere sempre adattato alla realtà locale, in quanto le variabili da gestire sono molteplici. In questa relazione sarà descritto il modello proponibile nel caso in cui non ci sia sul territorio né una società pubblica su cui basare il programma di investimenti, né un potenziale partner conduttore che permetta di ovviare alla necessità della gara per la ricerca del socio, - come in certi casi sembra possibile fare previa richiesta all authority per la concorrenza. 7

8 2.5 Progetto tecnico La realizzazione del progetto tecnico è il primo degli atti che competono alla società di gestione che dovrà condurre l impianto. All interno de progetti pilota, il ruolo dell I.P.L.A. in questo caso si limita alla assistenza nella definizione del progetto tecnico preliminare, che dovrà, ovviamente, rispettare gli obiettivi di utilizzo termico e di sostenibilità ambientale. Ad esempio, nel caso del programma posto in essere nella Comunità montana Valle Orco e Soana, arrivato alla fase progettuale, i tecnici I.P.L.A. sono stati coinvolti nella redazione e nella supervisione del business plan realizzato dalla società che ha superato la prima fase di selezione delle proposte. 8

9 3. MODELLO GESTIONALE 3.1 Attori e ruoli del partenariato Nello schema seguente sono sintetizzati gli ambiti di attività che i diversi attori coinvolti nel processo partenariale, nella prospettiva di azione descritta in questo documento, dovranno realizzare. Il ruolo della Comunità montana, come si può notare, si fonda su ambiti di responsabilità che originano tre processi operativi distinti: in primo luogo ad essa compete il dimensionamento e la scelta del sito sul quale prevedere la collocazione degli impianti di valorizzazione energetica, individuato in modo da ridurre le necessità logistiche e, allo stesso tempo, massimizzare la possibilità di impiego dell energia termica. Sulla base di questa prima importante scelta, sarà possibile individuare le caratteristiche del/i soggetto/i da coinvolgere, generalmente tramite procedura ad evidenza pubblica, in qualità di soci operativi (singolarmente o in forma associata). Una volta definita la compagine societaria, al socio pubblico spetterà unicamente l azione di indirizzo strategico dell iniziativa. 9

10 Alla nuova società, i partner privati selezionati in base a criteri di competenza - dovranno invece apportare, oltre ad una quota di capitale, anche il know how tecnico e gestionale necessario per accompagnare tutto lo sviluppo dell idea di impresa. 3.2 Schema di gestione La forma contrattuale di relazione tra le due organizzazioni non deve essere sottovalutata. Una società a maggioranza pubblica, dovendo operare nel rispetto delle norme sulla concorrenza non potrà porre in atto sistemi di acquisto che possano risultare discriminanti per le merci comunitarie e altri operatori di mercato. Nonostante pareri controversi in tal senso, infatti, la giurisprudenza nel merito non è chiara e, nonostante gli orientamenti espressi recentemente dalla commissione europea 1 che sembrano aprire degli spazi a favore della filiera corta, attualmente le biomasse vengono comunque considerate alla stregua di merci ordinarie. Questo significa che si dovrà evitare il rischio di creare una struttura per valorizzare a legna del territorio e poi trovarsi a seguito di un bando per l acquisto della biomassa a dover comprare cippato di importazione a prezzi non interessanti per gli operatori del locali, vanificando quindi lo sforzo organizzativo della filiera e la sostenibilità ambientale dell operazione. In questo caso le organizzazioni del territorio dovranno concordare attentamente le procedure di relazione: pertanto è preferibile che la nuova società venda prevalentemente gli elementi di servizio alla filiera, NON comprando direttamente la biomassa. In tal senso, ricevendo un preciso incarico dalle organizzazioni dei proprietari forestali per la gestione del proprio Piano Aziendale, sarà la nuova società che affiderà agli operatori forestali gli interventi di esbosco e cippatura, e che, successivamente, valorizzerà 1 Comunicazione della Commissione al Parlamento e al Consiglio nel merito dei criteri di sostenibilità per le biomasse febbraio

11 energeticamente il materiale prodotto stabilendo una procedura di ripartizione degli utili derivanti da tale attività con i proprietari stessi. Una seconda alternativa, preferibile, potrà trovarsi in una partecipazione diretta del consorzio forestale o di altri soggetti territoriali preposti al conferimento delle biomasse - al capitale sociale, come indicato nello schema seguente. Un ulteriore aspetto da non sottovalutare è relativo alle scelte tecnologiche in relazione all impianto da acquistare. Le garanzie di funzionamento e rendimento dovranno infatti essere completamente a carico di chi fornirà l impianto, che - in tal senso - dovrà sottoscrivere accordi tecnici, finanziari e assicurativi molto precisi con il socio privato della costituenda società. Le valutazioni e le considerazioni emerse durante le attività di ricerca dell Istituto scrivente, finalizzate a definire la presente proposta di un modello di intervento pubblicoprivato, hanno trovato un applicazione reale e concreta nell iter procedurale adottato recentemente dalla Comunità Montana Valle Orco e Soana per la costituzione sia del Consorzio forestale, sia della società di gestione e produzione energetica. Tale iter può essere attualmente adottato come modello di riferimento per programmi similari. Il punto di partenza del ragionamento si trova nell art. 9-ter della L.R. n. 16/99, inserito dall art. 5 della L.R. 1 luglio 2008, n. 19, che ha attribuito alle Comunità Montane, quali Agenzie di sviluppo del territorio montano, tra le altre, la funzione propria in materia di promozione e sviluppo delle fonti di energia rinnovabile. 11

12 In base a tale attribuzione, il primo atto procedurale è relativo al programma strategico di mandato politico-amministrativo della Comunità Montana. In tale documento dovrà essere espressamente richiamato l obiettivo della costituzione di una società mista, a prevalente capitale pubblico, per la gestione del ramo energia come conseguenza di finalità di interesse generale. Partendo da questo necessario e fondamentale atto si potrà procedere all iter costitutivo della società, tenendo in debito conto che, per un Ente pubblico, la scelta di dar vita ad una società non è mai priva di criticità. In base ad ogni realtà locale, le diverse questioni di ordine giuridico e procedurale debbono essere infatti affrontate e risolte in modo specifico, anche tramite il ricorso a puntuali consulenze specialistiche. La riflessione sintetizzata in questo documento riguarda sia il merito che il metodo dell iniziativa in questione. 3.3 Scelta del modello societario Nonostante le competenze in materia sopra citate, nel caso delle Comunità montane, alcune attività concernenti la promozione delle fonti di energia rinnovabile ed, in particolare, la cogenerazione, sono destinate solo indirettamente al soddisfacimento di specifici bisogni della collettività amministrata, visto che sono preordinate in via diretta a produrre beni e servizi aventi carattere industriale-commerciale. Non potendosi quindi configurare come servizio pubblico locale, l orientamento giuridico prevalente dispone che l energia in tutte le sue forme, deve - in linea di principio - essere destinata al mercato libero. I principali dubbi vertono pertanto sulla possibilità per una Comunità montana di costituire e partecipare con quote di maggioranza ad una organizzazione di profitto attivando in tal senso una collaborazione partenariale, e, in caso positivo, su quali caratteristiche giuridiche la nuova organizzazione debba avere. 12

13 La legge, infatti, vieta alle amministrazioni pubbliche (di cui al comma 2, dell articolo 1 del D.Lgs , N. 165) di costituire società aventi per oggetto attività di produzione di beni e di servizi non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali, e neanche mantenere o assumere partecipazioni direttamente o indirettamente e anche di minoranza in tali società. In deroga al principio sopra espresso, è però sempre ammessa la costituzione di società che producano servizi di interesse generale e, quindi, l assunzione di partecipazioni in tali società. Tali società possono in linea di massima essere costitute ai sensi della dell art. 3, c. 27, della legge 24/12/2007, n. 244 o ai sensi della cosiddetta Legge Bersani (art. 13, D.L. 223/2006 e s.m.i.) le cui distinzioni sono indicate nello schema della pagina seguente. FINANZIARIA 2008 Art. 3 comma 27 L 244/07 Si rivolge a: Amministrazioni pubbliche Art. 1 Comma2 D.Lgs 165/01 LEGGE BERSANI Art. 13 L. 248/2006 Amministrazioni pubbliche regionali e locali. Disciplina: Finalità: Beni e servizi strettamente necessarie alle finalità istituzionali. Attività riferite alla mission degli Enti e all interesse pubblico. Beni e servizi strumentali all attività dell Ente (con esclusione dei servizi pubblici locali). Attività rivolte essenzialmente alle PPAA e NON al pubblico. La costituzione della società non può però considerarsi sottoposta alla normativa speciale contenuta nel cd. Decreto Bersani sulle società strumentali - poiché in questo caso è la pubblica amministrazione destinataria principale dei beni e dei servizi strumentali prodotti dalla società. Il riferimento legislativo utile è pertanto la Legge 244/2007 in cui si dispone che le Amministrazioni di cui all art. 1, c. 2, del D.Lgs. 30/03/2001, n. 165 (tra cui sono ricomprese anche le Comunità Montane) non possono costituire società aventi per oggetto attività di produzione di beni e servizi non strettamente necessarie per il 13

14 perseguimento delle proprie finalità istituzionali. Il che significa, per esclusione, che le società necessarie al perseguimento dei fini amministrativi siano legittime. Tale soluzione sembra rafforzata da un pronunciamento della Corte Costituzionale, la quale ha sostenuto, dopo aver fatto riferimento alle norme indicate in precedenza, che spetta al singolo ente valutare quali siano le necessità della comunità locale e, nell ambito delle compatibilità finanziarie e gestionali, avviare le politiche necessarie per soddisfarle. Secondo la Corte, quindi, sicuramente il rafforzamento e lo sviluppo dell economia e delle attività produttive rientrano tra i bisogni che l Ente può contribuire a soddisfare, ma è necessario che l organo di governo effettui un analisi per verificare che sussista una effettiva esigenza e che la stessa possa essere soddisfatta solo a seguito di un intervento diretto dell ente locale. In conclusione, poiché la legislazione comunitaria e nazionale induce a ritenere che l attività di teleriscaldamento si configuri come servizio di interesse economico generale, e individuato il riferimento legislativo che permette l iniziativa di costituzione della società (la legge 244) si può ritenere che ci siano i requisiti per attivare l organo competente ad autorizzare la costituzione della società, cioè il Consiglio della Comunità montana. 3.4 Riferimenti giuridici La costituzione della società partenariale si può, pertanto, ricondurre ai riferimenti previsti: a) dall art. 1, c. 2, del D.Lgs. 12/04/2006 n. 163 nei casi in cui le norme vigenti consentono la costituzione di società mista per la realizzazione e/o gestione di un opera pubblica o di un servizio, la scelta del socio privato avviene con procedura di evidenza pubblica ; b) dall art. 3, c. 15-ter del D.Lgs. n. 163/06 che esplicita la definizione dei contratti di partenariato pubblico-privato. c) Per la scelta del socio operativo occorre fare riferimento, pur senza i vincoli della quota minima di capitale da attribuire al privato, all art. 23-bis, comma 2, lett. b) 14

15 della Legge 133/2008 e s.m.i., ovvero al criterio a doppio oggetto : l individuazione del socio-operativo e l affidamento del servizio. Ultimo atto necessario, il controllo preventivo della Corte dei Conti: d) In base all art. 19. comma 2, del D.L. 1 Luglio 2009 n. 78 convertito, con modificazioni, nella legge 3 Agosto 2009, n. 102) prima di bandire la gara per l individuazione del socio-privato e per l affidamento dei servizi e/o delle attività, occorre che la Deliberazione Consiliare di costituzione della società abbia superato il controllo preventivo della Corte dei Conti 3.5 Criticità e questioni aperte La scelta del modello gestionale determina situazioni di maggiore o minore criticità finanziaria per il territorio nel suo insieme. Gli impianti e le reti di teleriscaldamento, così come eventuali altri investimenti necessari all attività di filiera richiedono denaro e si prestano, quindi, ad esporre l amministrazione locale ad un certo livello di rischio, seppur indiretto. In particolare, si constata una certa diffidenza da parte degli istituti di credito a sostenere finanziariamente iniziative di produzione energetica da biomassa forestale, a maggior ragione se si prevedono partecipazioni pubbliche. Compatibilmente con le limitazioni di legge, riteniamo che, nelle modalità di individuazione del socio privato, debbano essere tenuti in considerazione e ricercati specificamente alcuni requisiti peculiari: a) capacità tecnico organizzativa Il socio privato deve avere documentata esperienza maturata nel campo gestionale di impianti di produzione energetica e, in particolare, know how specifico nella conduzione di impianti e reti di teleriscaldamento. In secondo luogo dovrà essere in possesso di certificazione UNI EN ISO 9001 e/o (o equipollenti e similari) 15

16 oltre ad essere in possesso di attestazione SOA (Dpr 34/2000) per classi OG6 I e OS 28 II. b) capacità economico-finanziaria Il socio privato dovrà dimostrare la propria solidità economico finanziaria, sulla base di elementi oggettivi quali un fatturato minimo e referenze bancarie adeguate. In tale senso è necessario che il socio privato manlevi la partnership pubblica dalle scelte relative all acquisto delle tecnologie necessarie per la valorizzazione energetica di cui dovrà pertanto, in ultima analisi, essere unico responsabile. Rispetto a questa esigenza si aprono due possibilità alternative: Nel primo caso il socio privato viene individuato unicamente per le sue competenze tecniche e finanziarie, mentre l investimento per l acquisto della tecnologia risulterà come scelta societaria. In tal caso si dovrà prevedere in sede di bando che, nella successiva redazione del piano economico finanziario della società, sia lo stesso partner privato a garantire una resa economica minima dell impianto o degli altri asset impiegati, tramite garanzie reali, di tipo fideiussorio o similari. Nel secondo caso, partner tecnologici e soci conduttori entrano direttamente e congiuntamente (in forma di ATI) nella società apportando in questo caso asset e know-how gestionale, assumendo in solido le garanzie sui rendimenti e sulla efficienza manageriale. Questa soluzione impone ai potenziali partner privati di trovare un accordo con i produttori di tecnologia prima di entrare a far parte della società ed è indubbiamente preferibile per i soggetti pubblici. In ogni caso sarà sempre necessario valutare con attenzione i requisiti di finanziabilità del socio privato e attivare comunque forme di corresponsabilizzazione delle società produttrici di tecnologia, o sperimentare soluzioni innovative, per questo settore, quali il noleggio dei macchinari Trattandosi di una società con un forte radicamento territoriale è anche possibile che ulteriori interessi locali vogliano trovare una collocazione societaria. La scelta della compagine spetta al socio pubblico che farà le sue scelte anche in relazione a condizioni contingenti. 16

17 Tuttavia, il modello di gestione ipotizzato limita ragionevolmente a soli due altri possibili operatori la partecipazione societaria di minoranza. 1. Il primo parter è rappresentato dal consorzio forestale: una soluzione già descritta in precedenza che presenta molti vantaggi legati soprattutto all integrazione della filiera nel suo complesso. 2. Un secondo attore potrebbe essere il principale acquirente di calore (nel caso di attività industriale interessata all acquisto di energia termica) o un soggetto collettivo dei diversi utenti collegati alla rete. Si intende che queste due tipologie di partner non sono strettamente necessarie per il funzionamento della società, ma potranno trovare una motivazione di adesione nel senso di rappresentanza territoriale. 17

18 4. ALLEGATI Con l intento di rendere questa sintesi il più possibile uno strumento operativo, si inseriscono in allegato: a) la sintesi dell intervento inerente gli argomenti del presente documento, proposto durante il corso di formazione indirizzato ai tecnici ed amministratori delle Comunità Montane, tenuto presso la sede dell I.P.L.A. nel mese di marzo b) un modello di Statuto societario, sul quale basare la strutturazione delle società di gestione partenariale, frutto dal lavoro congiunto di tecnici I.P.L.A. e funzionari della Comunità Montana Valle Orco e Soana. Tale modello è già stato sottoposto a verifica legale ed adottato nel programma della stessa comunità. c) infine, a titolo di esempio, si propongono gli atti dei procedimento e la delibera di costituzione della società EnergiVos (costituita dalla Comunità Montana Valle Orco e Soana e prima delle società di gestione avviate in relazione al programma di lavoro qui descritto) nonché il relativo bando per procedura negoziata,. 18

19 4.1 Bozza Statuto ART. 1 DENOMINAZIONE E SEDE E' costituita una società a responsabilità limitata a capitale misto pubblico e privato denominata ", con sede in Il Consiglio di Amministrazione potrà istituire o sopprimere eventuali filiali e succursali in genere. ART. 2 DURATA. ESERCIZI SOCIALI La società ha durata fino al trentuno. Gli esercizi sociali si chiudono il 31 dicembre di ciascun anno. ART. 3 OGGETTO SOCIALE La società si pone l obiettivo di valorizzare i beni collettivi del territorio ai fini di: Creazione filiere economiche, produttive e commerciali locali Valorizzazione delle biomasse del territorio Autoproduzione di reddito tramite la produzione e la commercializzazione dell energia rinnovabile. Tali finalità sono perseguite in particolar modo tramite la progettazione, realizzazione e gestione di impianti e servizi che valorizzino le fonti energetiche rinnovabili del territorio attraverso interventi di gestione territoriale e attraverso la vendita dei vettori energetici prodotti o gestiti ed in particolare quelli provenienti dalle biomasse, dagli impianti idroelettrici, fotovoltaici ed eolici. Le attività predette comprendono impianti cogenerativi, idroelettrici e a rete quali il teleriscaldamento. ART. 4 CAPITALE SOCIALE Il capitale sociale è di euro sessantamila ed è suddiviso in due quote, una appartenente alla Comunità montana, che ne detiene in ogni caso la maggioranza (nel prosieguo dello Statuto anche indicata come "socio pubblico"), ed una appartenente ad uno o più soggetti privati qualificati nel ramo della progettazione, realizzazione e gestione di impianti di energie ed in particolar modo nel settore delle c.d. 19

20 fonti energetiche rinnovabili, individuati con sistemi di evidenza pubblica, comprendenti i termini e le condizioni dell'affidamento dei servizi inerenti l'oggetto sociale. I soggetti privati come sopra individuati sono congiuntamente definiti nel presente Statuto come socio privato. Le quote di partecipazione sono indivisibili. Qualora la quota di partecipazione del socio privato appartenga a più soggetti essi devono obbligatoriamente costituirsi in Raggruppamento Temporaneo (o Associazione Temporanea) di Imprese e devono nominare un rappresentante comune in persona dell Impresa Capogruppo, la quale sola sarà legittimata a manifestare le determinazioni di volontà del socio privato nei confronti del socio pubblico, della società e, per quanto possa occorrere, dei terzi in merito al rapporto societario. In particolare l impresa capogruppo, quale rappresentante comune dei titolari della quota del socio privato sarà l unico soggetto legittimato all intervento in assemblea e ad indicare i nominativi dei componenti del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale la cui nomina è riservata al socio privato ai sensi dei successivi articoli 9 e 10. L'organo amministrativo ha la facoltà di deliberare uno o più aumenti del capitale sociale fino ad un massimo di complessivi euro entro il. Gli aumenti deliberati dal Consiglio di Amministrazione non potranno essere scindibili e pertanto si intenderanno interamente non effettuati nel caso in cui non siano integralmente sottoscritti nei termini stabiliti dalle relative delibere. E' esclusa l'offerta di sottoscrizione di quote di nuova emissione a terzi. In ogni caso a seguito della sottoscrizione degli aumenti deliberati il socio pubblico dovrà conservare la maggioranza della partecipazione al capitale. La decisione di aumento del capitale è adottata con il voto favorevole della maggioranza degli amministratori e deve risultare da verbale redatto da un Notaio, che provvederà al suo deposito e all'iscrizione ai sensi dell'art C.C. L'aumento potrà essere attuato sia mediante passaggio di riserve a capitale, sia mediante nuovi conferimenti. In ogni caso la decisione di aumento del capitale dovrà essere comunicata ai soci a mezzo lettera raccomandata con avviso di ritorno. 20

21 ART. 5 TRASFERIMENTO DELLE PARTECIPAZIONI-ESCLUSIONE e RECESSO La partecipazione del socio pubblico non è trasferibile, se non ad altro ente pubblico territoriale o ad altra Comunità Montana. La partecipazione del socio privato non è trasferibile durante il periodo di realizzazione dei progetti relativi alla procedura di evidenza pubblica che ne ha determinato la scelta e fino all'esaurimento di tutti i rapporti giuridici relativi. E' causa di esclusione del socio soggetto privato l'esaurimento di tutti i rapporti giuridici relativi alla procedura di evidenza pubblica che ha determinato la scelta dello stesso, nonché l'inadempimento delle obbligazioni assunte a seguito dell'offerta di aggiudicazione della procedura di evidenza pubblica che ne ha determinato la scelta, laddove tale inadempimento sia di natura e gravità tali da comportare la revoca o la risoluzione a norma di legge. Il socio soggetto privato ha diritto di recedere dalla società quando siano esauriti di tutti i rapporti giuridici relativi alla procedura di evidenza pubblica che ne ha determinato la scelta. In caso di esclusione e di recesso il socio ha diritto al rimborso della partecipazione, in proporzione al patrimonio sociale risultante dall'ultimo bilancio approvato dall'assemblea, tenuto conto delle modalità di contabilizzazione e di redazione del bilancio di cui al successivo articolo 8. Il rimborso avverrà esclusivamente mediante acquisto della partecipazione da parte del socio pubblico, ovvero da parte di un soggetto privato individuato con le procedure di evidenza pubblica per il rinnovo dell'affidamento dei servizi, ai sensi dell'art. 4. ART. 6 ORGANI SOCIALI Sono organi sociali: l'assemblea dei Soci, il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale, ove nominato o il Revisore Legale dei Conti. ART. 7 ASSEMBEA DEI SOCI L'assemblea dei soci è convocata dall'organo amministrativo presso la sede della società o anche altrove, purché nel territorio provinciale, mediante avviso contenente l'indicazione del giorno e del luogo della riunione (eventualmente anche prevedendo una seconda convocazione) e l'elenco delle materie da trattare (ordine del giorno). L'avviso deve 21

22 essere spedito al domicilio dei soci almeno otto giorni prima di quello fissato per l'assemblea, a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento. L'assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio di Amministrazione, ovvero in sua mancanza dal consigliere più anziano. I soci possono farsi rappresentare in assemblea conferendo delega scritta ad un altro socio. La delega è allegata al verbale a cura del Presidente ed è revocabile in ogni momento. L'assemblea può essere ordinaria o straordinaria. L'assemblea ordinaria deve essere convocata almeno una volta all'anno entro centoventi giorni dalla chiusura dell'esercizio sociale, per l'approvazione del bilancio di esercizio. Oltre all'approvazione del bilancio, è competenza dell'assemblea ordinaria: 1) la nomina e la revoca degli amministratori, dei sindaci e del presidente del Collegio Sindacale, se nominato, ovvero del Revisore Legale dei Conti, entro i limiti e con le modalità previste agli artt. 9 e 10 del presente Statuto; 2)la determinazione del compenso degli amministratori, nei limiti di quanto previsto dall'art. 1, commi 725 e ss della legge n. 296/2006, e comunque dalle norme di legge pro tempore vigenti; 3) la distribuzione degli utili; 4) le altre deliberazioni ad essa attribuite dalla legge o dallo statuto. Essa è regolarmente costituita, in prima convocazione, con l'intervento di tanti soci che rappresentino almeno la metà del capitale sociale, mentre in seconda convocazione è validamente costituita qualunque sia la parte di capitale rappresentata; in entrambi i casi delibera a maggioranza assoluta del capitale rappresentato. L'assemblea straordinaria delibera sulle modificazioni dello statuto, sullo scioglimento e sulla messa in liquidazione della società, nonché sulla nomina, sulla sostituzione e sui poteri dei liquidatori e sulle operazioni che comportino una sostanziale modificazione dell'oggetto sociale o una rilevante modificazione dei diritti dei soci. Essa è validamente costituita, in prima convocazione, con la presenza di tanti soci che rappresentino due terzi del capitale sociale mentre in seconda convocazione è validamente costituita qualunque sia la parte di capitale rappresentata; in entrambi i casi delibera con il voto favorevole di tanti soci che rappresentino almeno la metà del capitale sociale. 22

23 ART. 8 CONTABILITA SEPARATE - PARTECIPAZIONE AGLI UTILI ED ALLE PERDITE La società, fermi restando l unicità della contabilità sociale e del Bilancio di Esercizio, dovrà tenere separate evidenze delle componenti dell attivo e del passivo dello Stato Patrimoniale nonché separate evidenze delle voci relative a costi, ricavi ed altri proventi e passività di cui al Conto Economico riferibili ai diversi settori di attività. In particolare tali separate evidenze, delle quali dovrà essere esposto il dettaglio nella Nota Integrativa, saranno riferite ai settori di attività afferenti alla produzione e commercio di energia elettrica da fonte idroelettrica ed alla produzione e commercio di energia elettrica da centrali a biomasse o altre fonti rinnovabili. Gli utili netti risultanti dal Bilancio, ferma la devoluzione del cinque percento (5%) alla riserva legale sino a quando essa abbia raggiunto il quinto del capitale sociale, saranno ripartiti fra i soci come segue: a) per quanto attiene alla quota di utili netta riferibile all attività di produzione e commercio di energia elettrica da biomassa o altre fonti rinnovabili: al socio pubblico in ragione del percento ( %) ovvero in ragione della maggior percentuale che sarà determinata in base all offerta economica del socio privato aggiudicatario della procedura di evidenza pubblica; al socio privato in ragione del percento ( %) ovvero in ragione della minor percentuale che sarà determinata in base all offerta economica del socio privato aggiudicatario della procedura di evidenza pubblica; b) Laddove il socio privato sia costituito da più soggetti privati la ripartizione degli utili destinata al medesimo socio privato, ferma la devoluzione all impresa capogruppo come rappresentante comune, sarà effettuata tra i medesimi in base alle condizioni di affidamento di cui al Raggruppamento Temporaneo tra essi costituito. c) Nelle stesse proporzioni sopra indicate e sulla base dei medesimi criteri verranno sopportate le eventuali perdite. In caso di perdite del capitale sociale, sia durante la vita della società sia a seguito del suo scioglimento e liquidazione, da qualsiasi causa determinate, la quota di partecipazione del socio pubblico è comunque postergata nelle perdite rispetto alla quota di partecipazione del socio privato, la quale sarà pertanto la prima ad essere ridotta (o annullata) per effetto della riduzione del capitale a seguito di perdite. 23

24 ART. 9 CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Al consiglio di amministrazione spetta la gestione della società ed il compimento di tutte le operazione ordinarie e straordinarie necessarie per l'attuazione dell'oggetto sociale. Il Consiglio di Amministrazione si riunisce su convocazione del Presidente da inviare a mezzo fax o telegramma tre giorni prima di quello stabilito per la riunione. Il Consiglio è validamente costituito con la presenza della maggioranza dei suoi membri. Le decisioni del Consiglio di Amministrazione sono adottate a maggioranza dei presenti e devono risultare da verbale sottoscritto dagli amministratori. Il Consiglio di amministrazione è composto da tre membri eletti con le modalità che seguono: un membro è nominato dal socio pubblico, costituendo tale nomina diritto particolare del socio ai sensi dell'articolo 2468 comma 3 C.C.; un membro è nominato dal socio privato, costituendo tale nomina diritto particolare del socio ai sensi dell'articolo 2468 comma 3 C.C.; un membro è eletto dall'assemblea dei soci. Gli amministratori durano in carica per tre esercizi fino alla data dell'assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio della carica e sono rieleggibili. Gli amministratori nominati dal socio pubblico e dal socio privato in virtù dei relativi diritti particolari sono revocabili dai medesimi in qualsiasi momento ed anche senza giusta causa. Gli amministratori nominati in sostituzione di quelli revocati, o cessati per qualsiasi altra causa, durano in carica fino alla scadenza del mandato degli amministratori sostituiti. E' causa di decadenza dalla carica di amministratore nominato dal socio privato il recesso o l'esclusione del socio medesimo. In tal caso e fino all'entrata nella compagine societaria di altro socio privato, l'amministratore è nominato dall'assemblea. Gli amministratori nominano al proprio interno il Presidente del Consiglio di Amministrazione ove tale Presidente non sia nominato dall'assemblea dei Soci. La rappresentanza della società di fronte a terzi ed in giudizio spetta al Presidente del C.d.A. 24

25 ART. 10 COLLEGIO SINDACALE - REVISORE LEGALE DEI CONTI Il Collegio sindacale, ove nominato, vigila sull'osservanza della legge e dello Statuto, sull'adeguatezza del l'assetto organizzativo amministrativo e contabile adottato e compie ogni altra attività ad esso demandata dalla legge. Il Collegio sindacale esercita altresì la revisione legale dei conti della società ai sensi degli artt C.C.. Il collegio Sindacale è composto da tre membri effettivi e due supplenti, nominati tra gli iscritti al Registro dei Revisori Legali dei Conti, con le modalità che seguono: un membro effettivo ed un supplente sono nominati dal socio pubblico, a titolo di diritto particolare ai sensi dell'articolo 2468 comma 3 C.C.; un membro effettivo ed un supplente sono nominati dal socio privato, titolo di diritto particolare ai sensi dell'articolo 2468 comma 3 C.C.; un membro effettivo, con l'incarico di Presidente del Collegio, è nominato dall'assemblea dei soci. I sindaci, effettivi e supplenti, durano in carica per tre esercizi, fino alla data in cui è convocata l'assemblea per l'approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio. Nel caso in cui la società non proceda alla nomina del Collegio Sindacale, la revisione legale dei conti è esercitata da un Revisore Legale dei Conti iscritto nell'apposito Registro, nominato dall'assemblea. Si applicano le norme previste dalla legge. ART. 11 SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE La società si scioglie per le cause previste dalla legge ed in caso di recesso del socio ente pubblico. In questo ultimo caso spetta al Presidente del Consiglio di amministrazione la competenza ad accertare il verificarsi della causa di scioglimento ed ad effettuare gli adempimenti pubblicitari richiesti dalla legge. L'assemblea che delibera lo scioglimento e la messa in liquidazione della società, determina altresì: il numero dei liquidatori e le regole di funzionamento del collegio in caso di pluralità; la nomina dei liquidatori, con indicazione di quelli cui spetta la rappresentanza della società; i criteri di base ai quali deve svolgersi la liquidazione; i poteri dei liquidatori. 25

26 Ultimata la liquidazione la ripartizione dell attivo netto di liquidazione verrà effettuata come segue: a) per quanto attiene alle riserve eccedenti il capitale sociale e la riserva da sovrapprezzo: ai soci, secondo le quote di partecipazione agli utili e con i medesimi criteri di riparto di cui al precedente articolo 8; b) per quanto attiene alla riserva da sovrapprezzo: ai soci che avevano conferito tale sovrapprezzo all atto dell assunzione della rispettiva partecipazione ovvero, se non interamente esistente rispetto al sovrapprezzo conferito, in proporzione ai relativi conferimenti di sovrapprezzo; c) per quanto attiene al capitale sociale, in ragione del relativo conferimento. ART. 12 CLAUSOLA COMPROMISSORIA La risoluzione delle controversie, tra i soci, la società, l'organo Amministrativo o i liquidatori, nascenti dall'applicazione, dall'esecuzione o dall'interpretazione del presente contratto devono essere deferite ad un Collegio Arbitrale composto da tre membri, all'uopo nominati dal Presidente del Tribunale di. Il Collegio arbitrale funzionerà con i poteri di amichevole compositore, deciderà senza vincolo di forme processuali in forma libera ed irrituale, anche in via equitativa e provvederà pure sulla liquidazione delle spese e competenze di propria spettanza, che saranno a carico della parte soccombente. L'Arbitro deciderà viceversa secondo diritto nei casi inderogabilmente previsti dalla legge. Le decisioni del Collegio Arbitrale dovranno essere comunicate per iscritto, mediante lettera raccomandata, all'organo Amministrativo ed ai soci interessati. ARTICOLO 13 - NORME APPLICABILI Per quanto non espressamente disciplinato dal presente Statuto si rinvia alle disposizioni di legge in materia. 26

27 4.2 Atti convegno per le comunità montane 27

28 4.3 Delibere e atti costitutivi società EnergiVos 28

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