Convegno. Prospettive di sviluppo delle centrali termoelettriche Enel di Bastardo e Pietrafitta, per l Autonomia energetica della Regione Umbria.

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1 Convegno Prospettive di sviluppo delle centrali termoelettriche Enel di Bastardo e Pietrafitta, per l Autonomia energetica della Regione Umbria. Relazione introduttiva a cura: FILCTEM FLAEI - UILCEM Giovedì 19 MAGGIO 2011 STRUTTURA IL DIRIGIBILE GUALDO CATTANEO - (PG) 1

2 Un benvenuto ed un ringraziamento agli intervenuti al Convegno che ha come titolo Prospettive di sviluppo delle centrali termoelettriche Enel di Bastardo e Pietrafitta, per l Autonomia energetica della Regione Umbria. PREMESSA L iniziativa di oggi vuole costituire un momento di riflessione e di scambio di idee, finalizzate alla costruzione di una progettualità nuova per lo sviluppo economico del territorio su cui insistono le due centrali e per l Umbria, in termini di sostenibilità ambientale. Idee per un futuro che sappia guardare lontano, con garanzie di sviluppo equilibrato e di compatibilità con i territori e le comunità, ma con l obiettivo di salvaguardia dell economia e dell occupazione. In questo momento nel Mondo, ci sono tre grandi crisi che si intrecciano: la crisi finanziaria, la crisi climatica, la crisi energetica. E la tempesta perfetta così come l ha definita l economista Jeremy Rifkin. Per risolvere queste tre crisi, continua l economista, è assolutamente necessario dotarsi di un nuovo modello energetico economico - ambientale che crei nuovi posti di lavoro e nuove opportunità per le imprese locali. Queste crisi, secondo noi, erano evitabili, perché rappresentano il risultato di politiche miopi, decisioni errate e comportamenti irresponsabili da parte di chi ha anteposto il proprio egoismo sacrificando l intera collettività. Ora però ci siamo dentro e ognuno di noi deve fare la propria parte per uscire fuori dal tunnel, nella consapevolezza che non si potrà riprendere da dove abbiamo lasciato. E convinzione comune che l energia sia la questione centrale da risolvere. Le grandi scelte non sono più rinviabili, sia per quanto riguarda il futuro stesso dell eco-sistema del Pianeta sia per la sopravvivenza d'intere popolazioni, oggi nel sottosviluppo e decimate dalla fame. Gli scenari del riscaldamento globale evidenziano che i danni colpiranno prevalentemente non i paesi ricchi e nemmeno i paesi emergenti, ma quelli poverissimi come l Africa. Sono miliardi le persone che ancora oggi non dispongono di energia. Energia per riscaldare, per raffreddare, per illuminare, per trasportare merci e persone; energia per le industrie; energia per garantire le condizioni fondamentali di vita per ogni popolo; energia per garantire libertà e democrazia. Questa è la sfida del nostro secolo! FABBISOGNO ENERGETICO Come è noto migliorare l efficienza è una delle leve maggiori per ridurre la dipendenza energetica che in Italia è attestata all 86 % e le emissioni di gas serra, secondo i valori fissati dall Unione Europea, per combattere i mutamenti climatici. 2

3 L Energia Elettrica importata dal nostro Paese nel 2010, si è attestata al 13,5% del fabbisogno nazionale, chiaramente tutta da produzioni di tipo nucleare. Il costo dell energia elettrica di base, in Italia, è mediamente del 30 % più alto rispetto agli altri Paesi Europei e tutti sappiamo quanto incide questo fattore in termini competitivi sulle nostre produzioni che sono prevalentemente di tipo manifatturiero. Oggi i consumi elettrici sono calati vistosamente, sia quelli di natura industriale che civile, (- 2,9 % rispetto al 2008) e se giudicassimo questo aspetto estraniandoci dalle cause che lo hanno generato, non potremmo che essere soddisfatti. Purtroppo ciò non è possibile perché la diminuzione dei consumi è figlia della crisi economica in atto, il contenimento dei consumi totali e specifici deve essere un obiettivo futuro nell ottica di perseguire una ripresa economica importante dalla quale ottenere lavoro e sviluppo e allo stesso tempo promuova forme di produzione alternative che soddisfi la domanda di energia con scelte eco-sostenibili. I recenti provvedimenti varati dall Unione Europea ci spingono prepotentemente in questa direzione, in quanto fissano il percorso che si intende intraprendere a livello di Unione, da qui al 2020, per contrastare gli effetti sul clima dell attuale livello di consumo energetico: - produzione almeno del 20% dell energia primaria da fonti rinnovabili; - riduzione del 20% delle emissioni di CO2 in atmosfera; - aumento del risparmio energetico del 20%, attraverso l efficienza energetica. Il cambiamento di strategia che privilegi l innovazione e l efficienza può essere una leva importante anche per il rilancio dell industria nazionale, compresa quella della nostra Regione, ancora più fragile perché costituita quasi totalmente da piccola e media impresa, ma deve incidere soprattutto nei settori energy intensive della grande impresa, adottando sistemi generativi che consentano di impiegare meno energia e sistemi di utilizzo che realizzino maggiore efficienza. Il cambiamento di mentalità nell utilizzo dell energia, deve poi investire le Istituzioni Pubbliche, con interventi di efficientamento mirati nelle strutture fortemente energivore, come gli Ospedali ad esempio, con obiettivi di riduzione del costo della bolletta energetica. Questo perché si possono ottenere risultati apprezzabili anche in assenza di importanti investimenti da parte del Pubblico che del Privato, ma soprattutto per dare un esempio di virtuosismo energetico che deve creare il volano culturale del cambiamento. Conseguire una migliore efficienza energetica unita ad un minor costo della bolletta, nelle aree di crisi, può essere una risposta al rallentamento della produzione e persino alla chiusura delle aziende. In taluni casi l alto costo dell energia per usi industriali è uno dei fattori che incentiva la delocalizzazione di attività industriali in altri paesi. Come FILCTEM, FLAEI e UILCEM, anche con questo convegno, vogliamo realizzare un confronto sulle prospettive del nostro sistema produttivo, per il quale l efficienza energetica, insieme all innovazione di prodotto, sono fattori trainanti di una politica industriale che realizzi prodotti e sevizi di qualità. E chiaro che per ottenere il risultato sperato non sono sufficienti la ricerca e la tecnologia da sole, ma serve anche uno slancio culturale da parte di tutti oltre ad investimenti mirati. 3

4 Per vincere la sfida per uno sviluppo sostenibile, è necessario cooperare ed agire in maniera equilibrata. Soluzioni radicali nell utilizzo di fonti energetiche alternative e rinnovabili non rappresentano sicuramente la strategia giusta, ma intervenire con l integrazione di queste nuove forme di produzione di energia (Solare Termodinamico, Solare a concentrazione, Fotovoltaico, Eolico e Utilizzo delle Biomasse) in primis nelle centrali di generazione elettrica, può cogliere un duplice obiettivo: lo sviluppo della ricerca di nuovi mix combustibili e la diversificazione dei combustibili tradizionali di tipo fossile. Lo sviluppo delle energie alternative, pensando alle biomasse ma anche al fotovoltaico di taglia fino a 200 KW ed al minieolico, potrebbero, nel caso dell Umbria, essere una soluzione molto importante verso la riqualificazione di una parte delle produzioni agricole, con una ripresa di redditività delle stesse Aziende Agricole. Questo per far fronte alle limitazioni imposte dall Europa sulla produzione del tabacco che impatteranno molto negativamente sull economia locale e sull occupazione. PROSPETTIVE PER LE CENTRALI ENEL DI BASTARDO E PIETRAFITTA L impianto termoelettrico Enel di Bastardo è da oltre cinquant anni un elemento strategico e fondante dell economia del territorio Regionale. Ha rappresentato e tutt oggi rappresenta un volano per la crescita delle zone limitrofe non solo dal punto di vista economico ma anche per l applicazione di tecnologie derivanti dalle ricerche innovative nel campo della produzione di energia e sulla qualificazione delle imprese. Il recente parere favorevole, da parte del Ministero dell Ambiente, per l Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) consente all ENEL di valutare nuovi programmi di funzionamento, nel rispetto delle prescrizioni indicate dall Autorizzazione stessa, per i prossimi otto anni. Un risultato, quello dell AIA, sperato e meritato che ha visto tutti i soggetti interessati: Enel, Regione Umbria, Provincia di Perugia, i Comuni di Gualdo Cattaneo e Giano, i Sindacati di categoria e CGIL, CISL e UIL operare con grande convinzione nel comune intento di raggiungere questo importante obiettivo per la salvaguardia dell impianto produttivo di energia elettrica e con esso l occupazione dei 110 lavoratori dipendenti da Enel e di tutti gli addetti alle attività indotte a partire dai soggetti d impresa impegnati per lo scarico e trasporto intermodale (Ferrovia/Autocarro) del combustibile primario (Carbone) dal Porto di Ancona alla centrale di Bastardo. Prendendo spunto dal Piano Industriale , che Enel ha presentato alla comunità finanziaria in occasione dell approvazione del Bilancio consuntivo 2010, e sulla base degli obiettivi che l azienda si è data, riteniamo che la Centrale di Bastardo possa essere collocata tra le priorità strategiche ed in particolare per ciò che riguarda l innovazione e beneficiare di una parte degli investimenti previsti in tal senso dall azienda per concretizzare definitivamente le migliorie al processo produttivo. Un'altra condizione, sempre facendo riferimento al Piano Industriale , risiede nell importante valore di investimenti che Enel ha riservato allo sviluppo delle fonti rinnovabili, si prevedono, infatti, 31 miliardi di euro fra Italia e Estero. Per tale via si potrebbe concretizzare un idea d investimento per il mix di combustibili attraverso l utilizzo parziale di Biomasse (es. Lignina) che contribuirebbe ad abbassare ulteriormente i valori nelle emissioni della Centrale di: Ossido di Zolfo (SO2), Anidride Carbonica (CO2) e Polveri in maniera consistente e contribuirebbe ad abbassare i costi di produzione rendendo l Impianto più competitivo nel costo finale del MWh prodotto. 4

5 Su questa base si potrebbe, ripristinare anche il centro di ricerca ancora esistente all interno della centrale termoelettrica, un tempo utilizzato per la pirolisi, in collaborazione con l Università di Perugia per sperimentare forme e fonti energetiche rinnovabili da utilizzare all interno dell impianto stesso. E chiaro a tutti che un impianto Termoelettrico di tipo tradizionale, come è quello di Bastardo, deve trovare soluzioni stabili e costanti nel tempo per il suo funzionamento. Il concetto di richiesta di esercizio per la frazione di settimana così come avviene oggi, rispetto al passato funzionamento in MUST RUN, rischia di inasprire il rispetto del livello di emissioni, abbassa il rendimento dell impianto, contribuisce all usura precoce dei macchinari riducendo la vita residua della centrale e mette a rischio l occupazione diretta ed indotta nel breve periodo. Per quanto riguarda la centrale a ciclo combinato a gas di Pietrafitta, in considerazione della tecnologia innovativa di cui dispone, il funzionamento dei 370 MW installati sono più agevoli grazie alla peculiarità di questo tipo di impianto termoelettrico per un ampia possibilità di modulazione che lo rende facilmente disponibile sia nelle accensioni che nell erogazione dell energia elettrica da produrre. Inoltre da questo sito vengono telecomandati in funzionamento altri 21 gruppi Turbogas dell Enel sparsi nel territorio nazionale, che caratterizzano la realtà di Pietrafitta come punto di forza e di alta qualificazione nel contesto della produzione di energia elettrica nazionale. In considerazione che una qualche riflessione strategica nel tempo dovrà essere sviluppata in merito all utilizzo del Gas - metano a livello industriale, ed in considerazione che il costo di detto combustibile, risente fortemente della fluttuazione dei costi del petrolio, secondo noi si rende necessario anche su questo impianto una fase avanzata sull idea di integrazione del Gas - metano in un mix con il Biogas, nella produzione tradizionale dell impianto, e nella possibilità di realizzare, nel sito che è a vocazione energetica e considerati gli spazi di cui Enel dispone, impianti che sfruttino tecnologia solare (es. Fotovoltaico con tecnologia di tipo Piana o a Concentrazione). Come OO.SS. riteniamo che questa possa essere la strada giusta da percorrere per salvaguardare il funzionamento delle centrali di Bastardo e Pietrafitta, rendendo maggiormente convenienti le loro produzioni nella competizione generata dal libero mercato per il costo del kwh prodotto e allo stesso tempo un modo per salvaguardare l occupazione numericamente e qualitativamente esistente. Un altra opportunità di sviluppo energetico può essere la riqualificazione del vecchio sito della dismessa centrale a lignite di Pietrafitta, classificata dalla Regione Umbria area di eccellenza, dove la ricerca e l innovazione tecnologica possono dare una maggiore caratterizzazione ad un territorio ad elevata vocazione energetica. Su questa base, presso Confindustria dell Umbria, furono sottoscritti impegni su un Protocollo d Intesa fra: Regione dell Umbria, Enel, Industrie Angelantoni e la stessa Confindustria, progettualità ed intenti da parte dei vari soggetti, alla presenza del fisico premio Nobel Carlo Rubbia, dei quali non abbiamo riscontro. Come OO.SS. ci preoccupa la fase di stallo che sta vivendo quell idea alta di progettualità prevista per la riqualificazione di questo sito industriale e per la quale riteniamo necessaria una fase di confronto con le Istituzioni e i soggetti d impresa che si sono costituiti a fronte di tali prospettive. 5

6 La Valnestore deve cogliere appieno questa opportunità per garantirsi una ricaduta occupazionale di alta qualificazione, necessaria allo sviluppo del territorio. PIANO ENERGETICO REGIONALE Il Piano Energetico Regionale, varato dalla Regione Umbria nel 2004, per le tante variabili intervenute in materia negli anni recenti, necessita di una nuova stesura che dovrà, dal nostro punto di vista, contestualizzare gli elementi che contraddistinguono il nostro territorio per le proprie peculiarità e per le proprie necessità di fabbisogno energetico, tenendo conto dei fattori energetici innovativi di cui abbiamo trattato. Una fase importante questa per la definizione del Piano Energetico Regionale che risentirà inevitabilmente della sospensione dei progetti a livello nazionale per la realizzazione di impianti di produzioni di energia nucleare, ma che dovrà impostare la sua validità temporale con un idea nuova della produzione di energia elettrica senza perdere di vista l autonomia energetica che un territorio come l Umbria dovrà garantirsi. La centrale di Bastardo costituisce, con la centrale di Pietrafitta, uno dei fondamentali centri di produzione su cui si basa il pareggio del bilancio elettrico dell Umbria. L autosufficienza energetica dovrebbe costituire uno degli obiettivi strategici individuati dal Piano Energetico Regionale e in questa esigenza risiede l importanza che l attuale Piano Energetico Regionale attribuisce al contributo fornito proprio dalla centrale di Gualdo Cattaneo che, non rappresenta solo un elemento chiave dello scenario energetico regionale, ma per le intrinseche potenzialità di sviluppo svolge anche un ruolo economico e sociale nella sua funzione di polo di know-how tecnico e di realtà produttiva capace di dare impulso economico ed occupazionale ad una porzione di territorio regionale altrimenti marginale. Secondo noi, pur in logica di sviluppo e produzione eco sostenibile, non si potrà prescindere dalla valorizzazione dei due siti produttivi di Bastardo e Pietrafitta quali elementi strategici ed essenziali per lo sviluppo del territorio della Regione Umbria. Concludiamo questa breve introduzione, con la speranza di aver fornito argomentazioni utili per la discussione, agli illustri partecipanti di questo convegno, dai quali ci aspettiamo valutazioni e progettualità concrete per la realizzazione di possibili scenari di prospettiva, che come CGIL, CISL, UIL e FILCTEM, FLAEI, UILCEM riteniamo fondamentali per lo sviluppo dei territori e per la salvaguardia dell ambiente. Siamo inoltre convinti della necessità, che diventa richiesta, che sulle argomentazioni che coinvolgono le due centrali Enel, si apra un confronto costruttivo, possibilmente a breve, fra Istituzioni, Soggetti d Impresa e Parti Sociali per valutare insieme il prosieguo progettuale a salvaguardia del lavoro e dell occupazione e farne un documento comune su cui coinvolgere l Enel per la successiva realizzazione. Grazie a tutti voi per l attenzione che avete prestato a questa breve relazione introduttiva, che si pone l obiettivo dell apertura dei lavori di questo importante Convegno. Perugia, 19 Maggio

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