C R icreativo. Gruppo. ulturale icreativo. Habemus situm. La difficoltà a veicolare, in tempi. Ospedale Civile di Vigevano

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1 Gruppo SETTEMBRE 2006 ulturale icreativo C R icreativo Supplemento al n. 8 - settembre 2006 di Lomellina in Comune Habemus situm Ospedale Civile di Vigevano La difficoltà a veicolare, in tempi reali, le informazioni nei presìdi ospedalieri e sul territorio lomellino, ci ha stimolati a realizzare un nostro sito web; vi troverete tutto quello che può interessarvi sul Gruppo Culturale Ricreativo: viaggi, iniziative, convenzioni, modulistica, foto del vecchio ospedale, collegamenti a vari link oltre alle modalità per contattarci. Vi invitiamo, quindi, a visitarlo costantemente nella speranza che giungano anche validi suggerimenti per migliorarlo. Il sito è stato inserito anche sul sito aziendale (in fase di completamento) e può essere visitato dai dipendenti che hanno l accesso a Internet cliccando sull Area dipendenti. In questo numero abbiamo voluto dare spazio anche a una ospite (la signora Alessandrina Picchi) di una nostra struttura sanitaria, pubblicando una sua poesia, a conferma, quindi, che le pagine di questo nostro giornalino, come più volte ricordato, sono a disposizione di tutti. A tutt oggi sono ancora pochi quelli che hanno voglia di dare un loro piccolo contributo operativo affinché questo giornale, che ha grandi potenzialità, possa continuare a vivere. All interno Gardaland by day and by night Ciao Marinella La donazione del sangue placentare L accoglienza infermieristica Le provocazioni di Zigara Una cena a base di allegria Biciclettata atto II Ciò che noi sentiamo Tu chiamale se vuoi emozioni Zibaldone Convenzioni news Troverete, inoltre, un primo racconto (ne seguiranno altri nelle prossime uscite) che è un esperienza di vita di una nostra collega infermiera professionale Claudia Mossi che si dedica tre o quattro mesi l anno, a proprie spese, a un nursing sociale nei paesi più poveri come l India, il Guatemala, l Equador, l Honduras. È stata artefice, con altri colleghi di Pavia, della fondazione della Associazione Italiana Nursing Sociale, una O.N.L.U.S. con un suo sito web (www.ains.it) che illustra progetti realizzati e da portare a termine più facilmente qualora ci fosse un piccolo contributo da parte di tutti noi. Luigi Pirro

2 G C R A spasso per l Italia Gardaland by day and by night: sballo assicurato!?quattro pullman diretti al Garda per provare, scaldati dal sole e illuminati dalla luna, le attrazioni del parco divertimenti C è chi la vuole cotta e chi la preferisce cruda: il nostro gruppo li accontenta tutti quanti! Mobilitazione tra i pullman in servizio a Vigevano: infatti ben quattro di loro sono stati da noi reclutati con destinazione Desenzano del Garda, uno per i gitanti del mattino e gli altri tre per quelli pomeridiani, per un totale di 202 presenze. Giornata meteorologicamente splendida, che ha invitato ad abusare delle attrazioni acquatiche, emozioni bagnate quindi per riprendere fiato dalla calura e per ridere a crepapelle tra un ardita discesa e uno slalom tra gli spruzzi. Eccitatissimi i bambini, che hanno ben sopportato il lungo viaggio senza lamenti e con grande pazienza, ma euforici anche i grandi che, per l occasione, sono regrediti all età scolare con tanto di zainetto in spalla con merenda e cambio completo per il dopo acqua. I partecipanti della notte hanno potuto godere di qualche ora di frescura in più, oltre a un diradarsi della folla che ha permesso loro di salire sulle giostre a ciclo continuo e senza attesa alcuna. Senza dubbio bellissime tutte queste attrazioni di Gardaland, straordinarie le aiuole con il loro variopinto spettacolo floreale, magici i piccoli villaggi a tema, i negozietti, i ristoranti (uno più invitante dell altro), i baretti; scenografica la parata notturna, lo spettacolo dei delfini, fantastico pure quello notturno con i fuochi insomma, a Gardaland non ci si stanca mai di vedere il già visto e provare il già provato e per l anno prossimo stiamo già pensando di noleggiare un treno! Rosy Fabbro 2 Clausola obbligatoria di partecipazione: voglia di divertimento!

3 A spasso per l Italia G C R E l abbiamo pure votato Rideran, rideran, rideran, tu falli ridere perché Gringo nos gustas mucho! La notte è piccola per noi, troppo piccolina Le discese ardite e le risalite, e poi ancora, in alto con un grande salto 3

4 G C R Il mondo da un altro punto di vista prima puntata Ciao Marinella 4 «Anni fa eravamo in India, oggi sono a Medellìn, in Colombia» Una scuola gestita da volontari in un villaggio colombiano Oggi ho pensato tanto, a te, a noi e ai nostri giorni lontani in India, a Calcutta, alcuni anni fa. Ti ho pensato tanto perché avrei voluto che tu fossi qui con me: avrei voluto che tu vedessi ciò che i miei occhi stanno vedendo, ormai quasi ogni giorno, tra i popoli che vivono nella fame, nella miseria, nella violenza e nella sofferenza. Anni fa eravamo in India, oggi sono a Medellìn, in Colombia, in questo variopinto mosaico sudamericano, dove l allegria è il principio e dove la speranza corona ogni sogno e ogni desiderio. Un popolo vivo tra i vivi Ricordi le nostre camminate lungo le strade che portavano alla casa di Madre Teresa, tanto stimata e riverita dagli indiani? Ricordi il fumo e l odore acre e aspro di fritto, di incenso, di immondizia e di animali? Ricordo che mi hai detto: «Se questo è l odore che dobbiamo respirare ogni giorno, penso di non riuscire a sopportarlo!». Ma poi ce l hai fatta e, assieme a quello, abbiamo visto i morti per la strada, siamo scese e salite dai taxi che ci volevano portare dappertutto tranne che nei luoghi richiesti, siamo entrate nei templi sacri delle infinite religioni che animano questo paese, abbiamo visto le vacche magre che non vengono uccise per sacro rispetto e tu hai giustamente detto: «Sì, però muoiono di fame». Abbiamo toccato centinaia di mani sudicie, nutrito e lavato corpi deformi, depositati a morire in pace in grosse case che la santa più famosa del mondo ha costruito per loro. Oggi sono qui a Medellìn, in Colombia, e sto conoscendo poco a poco questo delizioso e colorito paese sudamericano, da noi, in Italia, tanto conosciuto e menzionato per il cartello di Pablo Escobar, la droga, la violenza e la delinquenza. La Medellìn che sto imparando a conoscere io è un altra, e non è certamente quella dei palazzi splendidi, dei giardini botanici fioriti, della metropolitana e addirittura della funivia per il trasporto nelle comunità montane. La Medellìn che sto conoscendo io è legata alla sua gente, alla sua storia, alle sue emozioni, ai suoi colori e soprattutto alla sua fede. Natale è alle porte, mancano pochi giorni e le sue sono le luci notturne più spettacolari che io abbia mai visto in tutta la mia vita; loro dicono: non è Natale senza Cristo e Cristo è luce per illuminare il cammino. Se non avessero tutta questa fede e speranza immagino che molti non ce la farebbero; oggi ho percorso chilometri in salita a piedi, nelle baraccopoli più terribili che si conoscano, nella periferia della città: il Pinar, così si chiama il posto. È qualcosa di veramente assurdo e indecifrabile, la vista si perde tra quelle baracche di legno e nylon sostenute da quattro tronchi d albero e il tetto è di pura carta. Verso le sei ha piovuto, è venuto un terribile acquazzone, talmente forte che mi veniva solamente voglia di piangere. Ti ricordi? Lo stesso ci succedeva quando di notte andavamo a dormire al nostro convento, nella periferia più angosciante di Calcutta, quando ascoltavamo in silen-

5 prima puntata Il mondo da un altro punto di vista G C R zio il rumore battente della pioggia e da lontano si udivano gli echi della gente che stava lavando le sue povere cose nel Gange, il fiume sacro che trasportava immondizia e cadaveri. Ti ricordi, allora, quanta voglia di piangere ci prendeva? Ma pensavamo a un metodo per distrarci come sempre e tu sai quanto era difficile. Il terreno è diventato una pasta da modellare in pochi secondi, ma la gente che vive lì, in condizioni impossibili da spiegare, è scesa a valle per la messa, e il sacerdote non è venuto, probabilmente catturato dalle intemperie, così hanno cantato, pregato, animato la giornata offrendola al Signore, ma so che mentalmente già stavano pensando a cosa mangiare la sera o a che dare al neonato con febbre alta che piangeva per le convulsioni Poco, o addirittura niente. Ancora una volta i soldi sono padroni di tutto e, se non ne hai, non puoi comprarti la vita questo è l aspetto più terribile, lo sai? E tu perché l hai venduta la tua? È vero, l hai venduta a chi è abituato a ricevere tutti i giorni, però ugualmente l hai venduta. Da lassù il panorama è unico, amica mia tanto lontana, ma forse tu sei quella che lo può ammirare più da vicino, perché forse tu sei colei che può toccare con un dito le stelle e la luna rotonda di notte, forse tu sei quella che può toccare il sole e il vento che fischia di giorno. Forse, semplicemente forse, io e te insieme avremmo potuto vedere tutto questo, ma tu mi hai lasciata prima del tempo e solamente oggi, chiusa qui tra le mura di questo convento a Medellìn, ricordo il nostro convento a Calcutta, le grida dei bambini, e non smetto di chiedermi come mai non hai voluto continuare a vivere. Avresti dovuto farlo almeno per questa gente. Io non sopporto più le ingiustizie, le guerre, la fame e la miseria, ma ce n è tanta nel mondo e sicuramente non si ferma a Medellìn. Non sopporto più case di cartone, bambini che vivono come animali, vecchi stanchi e abbandonati a sé stessi e soprattutto non sopporto che un bimbo non possa avere un centesimo di euro per andare al circo, ne ha il diritto come bambino e come essere umano. Aiutami da lassù a continuare a credere che sia possibile migliorare questo difficilissimo mondo, a credere che gli uomini smettano di annientarsi per cosa non so e inizino ad amare e a rispettarsi gli uni con gli altri, non fosse altro in questi luoghi per poter sopravvivere. Ora torna a dormire nel tuo regno, saluta la luna e il sole e tutte le stelle del cielo, chiedi a una di loro di guidarmi nel cammino e ogni volta che la vedrò brillare io, da questi luoghi tanto poveri ma ricchi nell anima della gente, ti penserò. Per sempre. Claudia Bambini nelle vie di Calcutta 5

6 G C R Vita ospedaliera La donazione del sangue placentare?tra poco vivrai la gioia di essere mamma e, se vorrai, la tua gioia potrà dare speranza a un bambino Il cordone ombelicale contiene una significativa quota di cellule staminali emopoietiche multipotenti in grado di determinare un completo ripopolamento midollare dopo impiego di terapia mieloablativa. Che cosa fare allora di questo materiale di scarto di indubbia utilità? Sicuri vantaggi sono ottenibili attraverso l uso di questo tessuto con il trapianto e vanno riferiti soprattutto: a un basso rischio di contaminazione virale del sangue cordonale; a una pronta disponibilità delle cellule emopoietiche per quel che riguarda il trapianto tra individui non consanguinei; a una ridotta incidenza e severità della malattia del trapianto contro l ospite. I princìpi fondamentali alla base della donazione del sangue placentare sono: la donazione è volontaria: è necessario il consenso informato della madre, il tessuto placentare va considerato di appartenenza materna e neonatale; la donazione è anonima: pur con rigorose chiavi di accesso deve essere mantenuta la possibilità di risalire al donatore, per mettere a disposizione dello stesso il sangue placentare precedentemente donato, in caso di insorgenza di una patologia onco-ematologica con indicazione di trapianto. Anche nel caso di malattie a possibile trasmissione genetica, insorte nel neonato dopo la validazione del sangue cordonale, deve essere possibile accedere all identificazione per la necessaria eliminazione dal registro; sicurezza infettiva e genetica della donazione: deve essere confermata la negatività virale e genetica tra i due e i sei mesi; tutela delle gravide e del personale: la raccolta deve avvenire in un clima di assoluta sicurezza. Il personale non è obbligato alla raccolta qualora le condizioni non siano permittenti; estraneità di interessi economici e commerciali: non devono esserci interessi economici a interferire con l attività di raccolta. 6

7 Vita ospedaliera G C R L AMBULATORIO DI ARRUOLAMENTO ALLA DONAZIONE DEL SANGUE CORDONALE Istituito presso il reparto di Ostetricia dell Ospedale di Vigevano, nel giorno di mercoledì dalle ore 14 alle ore 16 è gestito da un ostetrica che provvede all arruolamento delle donne con gravidanza a basso rischio (DM 740/1994, Legge 42/1999, DM 509/99, Legge 251/2000, D. MURST ott. 2000, Codice Deontologico dell Ostetrica anno 2000) e a escludere dall arruolamento stesso le gravide con anamnesi personale o familiare positiva per patologie controindicanti. Durante un colloquio informativo l ostetrica provvederà alla raccolta di un accurata anamnesi, efficace strumento di screening per individuare potenziali patologie trasmissibili al ricevente. Deve essere inoltre individuato un decorso della gravidanza normale e la negatività degli esami sierologici per lo screening infettivologico. L anamnesi si rivolge anche al padre e ai fratelli o alle sorelle del nascituro. L arruolamento si intende completato dopo la compilazione del Consenso Informato che si basa sull informazione e sul dialogo con la gravida e si formalizza con la compilazione e la firma del modulo di accettazione e consenso alla donazione. La procedura per ottenere il consenso si applica prima dell inizio del parto. È opportuno evitare di richiedere il consenso, quando la madre si trova in situa- zioni in cui il sensorio non è perfettamente vigile. Qualora sia l ostetrica a raccogliere il consenso, apporrà la propria firma come professionista della gravidanza a basso rischio; nei casi di dubbio sull arruolamento invierà la donna a un appuntamento con un ginecologo. Al momento del parto, con una semplice procedura che non comporta rischi né per la mamma né per il neonato, è possibile raccogliere il sangue placentare destinato all inceneritore come prodotto di scarto. Subito dopo il parto la mamma sarà sottoposta a un prelievo di sangue per la determinazione della presenza di eventuali patologie virali. Lo stesso prelievo sarà ripetuto dopo circa sei mesi qualora le caratteristiche del sangue raccolto lo rendano idoneo alla donazione. In quest ultima occasione porterà un certificato di buona salute del neonato o neonata rilasciato da un pediatra. A seguito di questa validazione sarà rilasciato il nulla osta dalla Banca del Sangue Cordonale di Pavia e il materiale donato entrerà a far parte dei circuiti nazionali e internazionali e forse, come è già successo, il sangue cordonale di un bimbo nato a Vigevano donerà luce di vita a un bimbo nel mondo. Le ostetriche PER COMUNICARE CON IL G.C.R (OBITORIO); SEGRETERIA TELEFONICA G.C.R (UFF. TECNICO) ROSY FABBRO (FAX UFF. TECNICO) CELL LUIGI PIRRO CI PUOI TROVARE IN INTERNET AL SITO 7

8 G C R Vita ospedaliera l accoglienza infermieristica si riaccende di colori Reparto di oculistica di Vigevano AO di Pavia. Direttore: dott. Fabrizio Malvezzi a.f.d.: Rosella Negrini Grazie al Consiglio Direttivo del G.C.R.! Con il suo dono ci permette di riportare alla vivacità iniziale ciò che il bianco e nero stava lentamente ingrigendo. Già dall anno 1995 il personale infermieristico di questa U.O. ha dato importanza al messaggio informativo. ACCOGLIERE I PAZIENTI-PERSONA Questo vede protagonisti gli infermieri e gli operatori di supporto che instaurano una relazione con l utente al suo ingresso, lo accompagnano, lo educano, lo ascoltano e cercano di comprendere le sue ansie, di cogliere i suoi bisogni. Seguiamo un percorso: il momento dell accesso, la degenza, l eventuale intervento chirurgico sia in sala operatoria sia in ambulatorio, la dimissione; accompagnandolo infine anche nella convalescenza al proprio domicilio. La relazione tra i professionisti, molto attenti ai contenuti tecnici, e gli utenti, molto disturbati dalle preoccupazioni per i loro problemi sanitari, ha necessità di facilitazioni che possono venire da comfort, cortesia, ma soprattutto da supporti grafici consultabili anche in momenti successivi al contatto diretto. 8 I pannelli con le indicazioni pratiche indirizzate ai degenti.

9 Vita ospedaliera G C R Al fine di permettere una comunicazione omogenea a tutti gli operatori presenti nel servizio, si è avviata una metodologia operativa, da prima con un gruppo ristretto e poi estesa a tutti, costantemente adeguata alle modifiche procedurali, adottando una formula ironico-umoristica per catturare l attenzione e contemporaneamente far conoscere la qualità dell assistenza infermieristica all utenza. Questa metodologia ha avuto un riconoscimento a livello Nazionale ricevendo nel 1999 il premio STAR BENE IN OSPE- DALE: OSPEDALE A ***** 5 STELLE! Per il reale soddisfacimento dell utente è fondamentale che la qualità dell assistenza infermieristica sia da lui percepita. Noi, anche grazie a questi opuscoli, ne abbiamo un deciso riscontro dai nostri utenti e dai familiari che li aiutano. Rosella Negrini Giuliana Toso I pannelli esposti nel reparto di Oculistica. Fornire le informazioni necessarie ai degenti è un compito importante per gli infermieri e gli operatori di supporto. Le operatrici del reparto di oculistica. 9

10 G C R Le provocazioni di Ramai Zigara Genitori si nasce o si diventa? 10?Riflessioni sul difficile compito di crescere ed educare un cucciolo d uomo La risposta sembra semplice, ma non è così altrimenti come si spiegherebbe che alcuni, pur essendo genitori, non lo diventano mai? Ci deve essere qualcosa che fa diventare diversi e non necessariamente la nascita in sé di un figlio. Ho visto genitori bambini, bambini che fanno i genitori dei loro genitori, nonni che fanno i genitori dei loro nipoti, genitori che si trasformano in amici dei figli e non si rendono conto che intanto i loro figli restano orfani. Spesso capita di confrontarsi con genitori che chiedono come fare a diventare genitori adatti, giusti. Inutile rispondere le solite frasi di circostanza per cui non esiste il genitore perfetto, dal momento che la richiesta continua come se ci fosse un unica risposta. È chiaro invece che ci sono almeno tante risposte quante sono i ragazzi per cui ce le si pone e altrettante per quanti sono coloro che lo chiedono agli altri. Personalmente sono convinta, così come la mia cultura panteista mi suggerisce, che il genitore, che ha più possibilità di successo nella cura e nell educazione dei suoi figli, è quello che è coerente con il proprio comportamento, compreso quando sbaglia, e lo ammette, invece di fingere di essere quello che non è. Io sono stata spesso perdonata da mia figlia e questo forse non mi dà il diritto di credere di essere stata un ottima madre, ma mi dà la tranquillità di avere passato il modello dell umanità che c è in noi anche quando siamo fallimentari. Se si sbaglia vuol dire che possiamo cambiare e che qualcuno può imparare da noi, che, perdonandoci, un giorno potrà perdonare sé stesso e, in seguito, potranno fare così anche i nostri figli con i propri figli. Quale formula allora? L unica, rimane quella di essere autentici, sinceri e consapevoli che la vita è la miglior maestra d incoraggiamento a vivere, a non fuggire davanti alle difficoltà. C è un bello attorno a noi, che ci dimentichiamo di vedere e di portarci dentro, invischiati come siamo, e non solo per nostra volontà, da chi decide cosa dobbiamo vedere, con che cosa è meglio divertirci, che cosa è il caso o non il caso di desiderare. La televisione, i film, i DVD, internet ecc. vanno prevalentemente nella direzione di una filosofia di morte che non possiamo accettare per i nostri bambini, per gli uomini e le donne di domani, perché la gioia di vivere, anche se è dura la vita, va preservata e difesa come il bene più prezioso da lasciare in eredità a chi ci è accanto. Così, ci sono bambini in tutto il mondo che avrebbero il diritto di sorridere perché sono vivi e che invece non hanno strumenti per esistere. Alla fine, non potendo risolvere questioni più grandi di noi, ci resta solo lo spazio più vicino a noi, cominciando da casa nostra, per esercitarci nell insegnamento di incoraggiare la vita comunque ci si presenti.

11 L angolo delle amenità G C R CHI RICONOSCE I DUE PERSONAGGI FOTOGRAFATI NEL CENTRO DI ROMA INTORNO AGLI ANNI SESSANTA E I DUE FOTOGRAFATI A FOLGARIA NELLO STESSO PERIODO? LA RISPOSTA ALLA PROSSIMA PUNTATA wanted by Massimo Faccini CHI RICONOSCESSE I SOGGETTI RAPPRESENTATI È PREGATO DI SEGNALARLI TEMPESTIVAMENTE ALLA REDAZIONE. LA SOLUZIONE AL PROSSIMO NUMERO. La soluzione del numero di giugno 2006 è: Gianluca Garavello Curiosa pubblicità tratta da un periodico del

12 G C R Vita sociale Una cena a base di allegria e divertimento 12 Tre re magi, un compleanno, Brutto guaio la fame nel mondo! ricchi premi e cotillons Donne, le linee, le linee Lo scorso 26 maggio si è tenuto l annuale appuntamento con la cena sociale del G.C.R., svoltasi quest anno presso il ristorante l Appetito, dove, all interno di una grande sala, una copiosa compagnia, ha bivaccato sino a tarda ora tra cibo, musica e balli. Ben centosettantotto convitati hanno onorato la tavola, imbandita con ogni tipo di prelibatezze, confortati dalla presenza di intrattenitori/musicisti che non hanno fatto mancare divertimento e buona, buonissima musica, adatta a essere cantata a squarciagola e ballata a squarciagonna! Il momento più poetico sentimental romantico della serata è stato senza dubbio il festeggiamento del sessantesimo compleanno del nostro mitico presidente, alias Luigi Pirro; a lui sono stati riservati, come era giusto, i doni che tre re magi freschi di giornata hanno consegnato, in processione e con le luci soffuse, al suono di un tantiauguriateee espresso da centosettantotto stonati ma sinceri colleghi, i quali hanno manifestato il loro affetto e la loro simpatia a questo nostro emozionato e commosso superluigi. È arrivato poi il momento della gara canora, delizia e tortura delle nostre orecchie, vinta, giustamente, dalla più cantante tra i partecipanti, e cioè Maria Grazia Franzoso, la quale ci ha offerto una Mina dolcissima e intonatissima, prova tangibile di un passato canoro che ben prometteva. Da citare l ugola ragguardevole di Mr Toso (beh, non si offenda, ma per noi lui è il marito di lei ) che, con un fuori programma improvvisato, ci ha stupito con una O sole mio degna davvero di un grande tenore! Ancora una volta si è giocato alla ruota della fortuna, che quest anno ha gratificato una sessantina di fortunati, i quali hanno ritirato, tra sorrisi compiaciuti, cellulari, orologi, monili, biciclette e altri utili oggetti. Alla fine, soddisfatto l appetito, festeggiato il presidente, applaudito alla fortuna, si sono irrimediabilmente aperte le danze e, prima timidamente, poi sfacciatamente, i corpi si sono scatenati in una performance del tipo di tutto e di più, nel senso che si passava dai sensuali bal-

13 Vita sociale G C R Na, na na na na na na naaa, Brasil, Brasil li sudamericani agli scatenati anni Sessanta, senza reticenza alcuna, in un intreccio di braccia volanti e ventri volteggianti, e il collega dell ufficio accanto, che avevi sempre considerato una tranquilla ed equilibrata personcina, ti è sembrato all improvviso un emerito e contorto fricchettone. Potere della danza Rosy Fabbro Presto, un autopompa per spegnere le candeline!!! È così che si balla, ohibò! Belle, guape, scatenate: W le donne! 13

14 G C R Vita sociale Cantare oh, oh, ballare oh, oh, oh Ehilà, nella foga delle danze si scopre l ombelico! Butta in aria le mani, e poi falle vibrar Se fai come Simone 14

15 Vita sociale G C R Biciclettata atto secondo in bicicletta accanto a te pedalare senza fretta la domenica mattina» «Passeggiando Ebbene sì in una fresca (si fa per dire) domenica di giugno, eccoci tutti radunati all ingresso principale del nostro Ospedale, pronti per trascorrere un altra amena giornata in compagnia Dopo aver ritirato il premio di partecipazione (zaino e generi di sopravvivenza), ecco che un colorato biscione (ben 222 pedalatori!!!) attraversa la città e si dirige verso il Parco del Ticino. È bello sentire gli schiamazzi dei bambini, ma anche quelli degli adulti che, in virtù della stazza, sono assai più ingombranti. La pedalata procede senza intoppi, il temibile guado viene alla fine superato da tutti (compresa la nostra mascotte Jumpy Zago), ed eccoci arrivati agevolmente alla meta, dove un ricco buffet ci attende e viene divorato velocemente da un branco di famelici ciclisti (una domanda: abbiamo forse assoldato un catering divino, specializzato nella moltiplicazione dei pani e dei pesci?) Bonsai di campione alla partenza. Pronti. Via! Dopo l abbuffata ci attende una bella novità: sono state infatti organizzate alcune gare in un nostrano Vigorelli e, in un baleno, l aia si trasforma in un vero e proprio percorso a ostacoli. Ci sono premi per i vincitori di tutte le categorie: bambini, donne e uomini. Siccome un po di tifo non si nega a nessuno, tutti hanno avuto il loro sacrosanto incitamento e anche questa competizione ha creato un bel momento di aggregazione. La festosa atmosfera è continuata durante l estrazione dei biciclettistici premi, che anche quest anno il nostro G.C.R. ha elargito con prodigalità. Se ci è consentito esprimere la nostra opinione, vorremmo dare l Oscar del ciclista impavido al dottor Vaccaroli, il quale, sfidando la brezza mattutina, ci ha raggiunto da Fumo (che dista circa 50 km da Vigevano) ritornandoci, a gita terminata, nonostante la calura pomeridiana Se non l avete capito, vogliamo che questa esperienza diventi un appuntamento fisso quindi: à la prochaine Giane & Cinzia? Il consueto appuntamento sulle due ruote ha raccolto un consistente numero di partecipanti 15

16 G C R Vita sociale CLASSIFICA FINALE Bambini Donne Uomini Nome Tempo Nome Tempo Nome Tempo 1 Aguzzi Giacomo 30,25 1 Rovegno Antonella 32,91 1 Varotto Aldo 30,78 2 Falzoni Marco 31,40 2 Rovegno Roberta 35,78 2 Ballabeni Lorenzo 31,94 3 Cottino Simone 31,84 3 Conti Claudia 36,21 3 Fioretti Gianluca 32,62 4 Zaverio Lucrezia 35,28 4 Pace Elisa 36,38 4 Pattaro Matteo 34,00 5 Fioretti Mattia 35,69 5 Canato Patrizia 37,12 5 Vaccaroli Pietro 34,12 6 Varotto Francesca 36,97 6 Franza Annamaria 40,13 6 Bonacasa Roberto 34,53 7 Bianchi Matteo 38,28 7 Rosa Giovanna 40,46 7 Marabese Marco 37,19 8 Canta Rachele 40,22 8 Pirro Luigi 38,50 9 Bello Roberto 41,50 9 De Angeli Massimo 38,75 10 Bianchi Mattia 41,50 10 Falzoni Gianfranco 39,03 11 Gambino Thomas 41,63 12 Nicodemo Martina 47,84 13 Sciretta Antonio 51,00 14 Sciretta Andrea 51,19 I sopravvissuti nello sprint finale 16 Ammazza che fame

17 Vita sociale G C R Ciclisti in ammollo 17

18 G C R Il mondo dei sensi Ciò che noi sentiamo nel mondo dei nostri 18 Un piccolo viaggio sensi, per riflettere sul significato che essi hanno nella nostra esistenza. QUANDO CI GUSTIAMO LA VITA Gustarsi la vita non è cosa facile, anzi potremmo dire che, in tanto frastuono, è difficilissimo sentirne il gusto. La stretta correlazione tra le nostre emozioni e il nostro gusto è dimostrata anche da alcune espressioni idiomatiche comuni, come «gustarsi una vacanza», «gustarsi un silenzio» oppure «sentire il gusto amaro di una situazione», provare «un esperienza piccante». C è da chiedersi come siano entrati questi modi di dire nella saggezza popolare che accomuna i grandi filosofi con le persone più semplici. Alcuni scienziati si sono avventurati nella ricerca della relazione tra le nostre emozioni e il nostro modo di vedere la vita e hanno scoperto che coloro che lasciano fluire con gioia gli eventi riescono, con maggior facilità, a vivere sereni. La ricerca nel campo della medicina ha dimostrato che in alcune patologie del tratto intestinale è caratteristico osservare nei pazienti un alterazione del gusto dei cibi. A volte questa alterazione arriva anche a diventare un rifiuto assoluto verso alcuni alimenti. C è un aspetto che accomuna le tesi della scienza con alcune filosofie di vita secondo le quali il fluire armonioso delle emozioni e della gioia influenza pesantemente la nostra voglia di magiare e la nostra capacità di distinguere i sapori. È sufficiente pensare a quel che accade nell anoressia, ormai tanto diffusa tra i giovani. Non esiste persona anoressica che abbia nel contempo i disturbi e la gioia di vivere. Si può anche pensare a cosa ci accade quando ci sentiamo depressi: potremo avere un aumento dell appetito o, al contrario, perdere completamente la voglia di mangiare. In entrambi i casi avremo una disarmonia nel nostro rapporto con il cibo. Sentire il sapore della vita vuol dire fermarsi ad ascoltare quel ci sta dicendo il nostro organo di senso. Se ci si pone in questo atteggiamento, tutto può avere un sapore diverso da come ci appare in un primo momento. Alcuni autori ritengono che il gusto sia legato a un virtuale centro energetico situato a livello degli organi genitali più comunemente noto come 2 chakra. A questo centro energetico sono legati gli organi della riproduzione che, per eccellenza, sono gli organi della gioia. Tale centro energetico è però connesso anche agli organi di assimilazione contenuti nell addome come l intestino oltre a sovrintendere anche la lingua che è l organo del gusto. Così, ogni volta che nella vita ci permettiamo di lasciar fluire la gioia, permetteremo al nostro gusto di esprimere sensazioni e di far nascere sentimenti. Nelle situazioni in cui il 2 chakra è armonioso, ci permettiamo di ascoltare ciò che il nostro corpo desidera e ciò di cui necessita. È sicuramente capitato a tutti di avere una voglia irrefrenabile di mangiare un alimento senza sapere bene perché, ma conoscendo l effetto che quel particolare alimento avrà sul nostro umore o sulla nostra forza d animo. Basti pensare al potere consolatorio o di rinvigorimento che è dato dal cioccolato. La scienza oggi spiega che la ricerca di un alimento non è mai casuale ma nasconde necessità inconsapevoli rispetto ad alcuni princìpi nutritivi contenuti in quel determinato alimento. Quando questo centro è disarmonico si hanno manifestazioni di squilibrio che vanno da un alterazione della sfera sessuale (esempio comportamenti sessuali ossessivi o non equilibrati) a un alterazione del gusto. Tutto ciò indica uno stato di stress nell area della sessualità e nel nostro rapporto con le emozioni.

19 Il mondo dei sensi G C R Come intuibile, a questo centro è collegata anche la nostra capacità di generare e quindi alla gioia di avere figli propri. Secondo alcune filosofie, la difficoltà nel generare è strettamente collegata al proprio desiderio profondo di non avere figli oppure di avere un idea della propria sessualità orientata a una dimensione affettiva più allargata e universale. Ecco perché alcuni reagiscono negativamente alla propria sterilità e altri la trasformano in opportunità verso gli altri scegliendo l adozione. Certo è che, in base alla scelta che compiremo, sarà diverso anche il fluire della nostra gioia. Il centro della sessualità è collegato all elemento acqua, fonte di vita per tutti gli esseri viventi. Il nostro corpo è costituito soprattutto da acqua e la sua carenza, così come il suo eccesso, genera problemi di salute. Basti pensare al fatto che i nostri meccanismi biologici fanno in modo che la donna nel periodo perimestruale abbia ritenzione idrica e sbalzi di umore. Sarà forse un caso che la natura, attraverso complessi meccanismi chimici e umorali, abbia codificato questo particolare meccanismo? I condizionamenti culturali o semplicemente la nostra scarsa abitudine ad ascoltare i messaggi del nostro corpo hanno fatto in modo che fossimo distratti e poco abituati a pensare a queste correlazioni. La verità è però che le nostre emozioni e i nostri comportamenti sono il risultato della nostra comunicazione interiore e della nostra profondità. Impedire o limitare l espressività della persona, anche attraverso la sessualità significa creare un sistema di controllo sociale sui fenomeni. Ancora oggi, in alcune culture, alla donna è impedito di sentire il piacere della propria sessualità, forse perché alla padronanza del proprio corpo corrisponde la padronanza di sé. Allo stesso modo, del mondo femminile è conosciuto l uso della sessualità per secondi fini anziché per la conquista della gioia di vivere. Entrambi i modi di agire rappresentano una situazione di squilibrio. E allora che cosa si può fare? Ecco alcuni semplici suggerimenti: ascoltare i messaggi provenienti dal nostro gusto (fisico ed emozionale); ricordare che le nostre emozioni hanno una sola funzione: essere percepite. Una volta percepite potremo decidere di sentirle in negativo o in positivo; in caso di sintomi chiedersi se, in quel particolare momento della nostra vita, ci sentiamo in armonia con la gioia; scegliere, tra tante soluzioni a un problema, quella che per noi porta un onesto fluire del sentimento della gioia. J. K. 19

20 G C R Gruppo culturale Tu chiamale se vuoi emozioni All interno di questo nostro giornale, abbiamo voluto riservare uno spazio dove tutti noi possiamo raccontare e raccontarci, esprimere sensazioni, narrare fiabe o imbastire una poesia, insomma cimentarci nell arte dell espressione scritta, così, senza alcuna paura di giudizi e critiche, ma solo per il gusto di dirlo con parole nostre 20 SENZA TROPPI PARTICOLARI Appena due minuti. Il pendio che stavo percorrevo a piedi, in discesa, cercando di frenare l accelerazione di gravità risultò essere sgradevolmente insidioso. Ogni volta che cercavo di frenare, puntando le suole delle scarpe a terra per far presa, incontravo inesorabile un ambiguo supporto da parte del terreno friabile. Una gamba mi partiva in avanti mentre l altra si dimenticava di seguire e io finivo, incerto tra chi delle due scegliere, a compiere una spaccata rovinosa tra i sassi che il tempo pareva avere affilato proprio per occasioni del genere e con le mani ben piantate tra le sterpi diventate, dalla preistoria, dimora d animali poco amichevoli. Solo raramente riuscivo a non perdere l equilibrio, non tanto per funambolica maestria, ma per un senso atavico di conservazione della specie (sentimento che sentivo crescere soprattutto quanto la specie in questione ero io). Ero costretto a tenere gli occhi fissi a dirigere i movimenti del mio incerto incedere con il passo di chi cammina su un campo minato. Tra rami e buche, rovi e pietre smosse scendevo, quasi rotolando, e sputavo fuori tutte le volgarità imparate suoi banchi di scuola. Tutte queste difficoltà mi impedirono, quindi, di poter alzare lo sguardo per ammirare il panorama fino a quando la montagna non iniziò lentamente ad abbandonare la forma verticale scegliendo di farsi coccolare dall orizzonte, venuto a incontrarla, per rilassarsi insieme su sinuoso letto di verde erba e cuscini di terra ondulata. Mi fermai stremato. Le vette alle mie spalle sembravano ora tascabili, si potevano rubare con un pensiero stretto tra il pollice e l indice. Il sole aveva ormai bruciato tutto l ossigeno concessogli. Lenta la sua alba paonazza andava impallidendosi e presto sarebbe stata completamente soffocata da una pesate coperta di buio che avrebbe lasciato fisso il paesaggio in movimento. Il vento zufolava di nascosto tra i rami degli alberi e veloce pizzicava i fili d erba. Il gusto d aria calda si percepiva nella gola come acqua pressata a occludere il fiato già corto. In lontananza il rumore della vita civile iniziava, con tamburellante ossessione, a sradicare l onesto battito della natura. I cavalli a motore di un automobile scalciavano furenti su una strada mal asfaltata. Alla guida un uomo preso dalla fretta di dover arrivare prima possibile dalla donna che era in attesa ad aspettarlo in ospedale. Non poteva sopportare l idea d essersi perso. Aveva messo in pratica, fino a poco prima, tutta l astuzia acquisita in chilometri macinati su strade straripanti petrolio, straboccanti olio, ma quella scorciatoia, scelta per evitare l ingorgo autostradale, si stava rivelando, alla faccia dell istinto, come una grossa fregatura. Il quarzo dell orologio sul cruscotto faceva a gara con il contachilometri a chi riusciva, più rapidamente dell altro, a dare i numeri, dando vita a una folle danza di moto variabile. L uomo correva come le nuvole in cielo seguendo i passi di un lampo. Non voleva che neanche una microfrazione di pelle potesse diversificare in eterno il suo ricordo del parto con quello della donna. Era terrorizzato all idea che si creasse una frattura nel loro rapporto. Bisogna dire che gli astri non gli avevano ancora rivelato che il maggiordomo, assunto nove

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