Anno III - Numero Giovedì 6 novembre 2014 Direttore: Francesco Storace Roma, via Giovanni Paisiello n. 40. Patto del Nazareno a due velocità

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1 Anno III - Numero Giovedì 6 novembre 2014 Direttore: Francesco Storace Roma, via Giovanni Paisiello n. 40 Legge di stabilità Lotta e proposte: le ricette di Fitto A pagina 2 Usa Mid term, Obama cola a fondo Castellino a pag. 5 NON C È LA FUMATA BIANCA AL TERMINE DELL ATTESO VERTICE TRA PD E FORZA ITALIA DI PALAZZO CHIGI Patto del Nazareno a due velocità Renzi chiede di varare la legge elettorale entro la fine dell anno, Berlusconi chiede tempo Sul tavolo un premio di maggioranza al 40%, si alza anche la soglia di sbarramento (al 5%) di Robert Vignola Un nuovo incontro che è servito per tracciare le linee del proseguimento della legislatura. Ma anche e soprattutto per far dar sfogo a tutti coloro che hanno ricominciato a riempire bacheche e agenzie di stampa con i loro peana contro gli accordi con condannati e decaduti. Sicuramente un pranzo tra due leader politici che, se non sono alleati (quanto meno di opportunità in questa fase), poco ci manca. Il problema è che uno (Renzi) accelera, l altro (Berlusconi) frena. Due ore, informano gli addetti ai lavori, per blindare il patto del Nazareno ed anche aggiornarlo, alla luce di nuove esigenze. Qual è ad esempio quella della Consulta, con un inconcludenza parlamentare che pesa come un macigno nel giudizio che Napolitano si sta facendo della maggioranza a sostegno del governo. A tenere le fila è stato comunque Silvio Berlusconi. Non poteva essere altrimenti, laddove al centro del tavolo (è proprio il caso di dirlo) c erano Forza Italia e il suo ruolo nei prossimi mesi costellati delle riforme che Matteo Renzi sogna. Una sedia, a pranzo, è stata d altronde servita d altronde anche a Denis Verdini e Gianni Letta, due architetti di accordi politici di navigata esperienza, pronti a confrontarsi con Lorenzo Guerini, vicepresidente del Pd, sul posto quale orecchio del partito e il fedelissimo sottosegretario alla presidenza del consiglio Luca Lotti ( Luha per gli amici). A loro e a Berlusconi il premier ha confermato il suo programma: accelerare sull approvazione della riforma elettorale oggi parcheggiata al Senato, con l obiettivo dichiarato di vararla entro la fine dell anno. Tesi del resto nota e ribadita dallo stesso Renzi in seno al Pd, quando ha riunito i gruppi parlamentari. Di qui la necessità di discutere le novità, quali la proposta di assegnare il premio di maggioranza non più alla coalizione ma alla lista, fissando al 40 per cento dei voti (nel testo passato alla Camera l assegnazione scattava per la coalizione che avesse preso il 37 per cento dei voti), l asticella della soglia per incassare il premio al primo turno. In quel caso, chi arriva al 40 per cento avrebbe il 55 per cento dei seggi. La soglia di sbarramento, invece, viene riposizionata: alzando l asticella, peraltro, in questo caso al 5%. Alfano non sarà contento. Certamente poi c è il tema delle preferenze. Il timore del Pd è che finanche l ipotesi di bloccare il solo nome del capolista sia destinata a scontrarsi con un nuovo muro dell incostituzionalità. Un rischio che suggerisce agli architetti di questa difficile fase arditissime alchimie, come quella di individuare una parte di seggi da assegnare con le preferenze, lasciando comunque una quota (più o meno significativa) ai nomi indicati direttamente dalle segreterie di partito. A quantificarla è stata la ministra delle riforme Maria Elena Boschi: 70% e 30%. Basterà? Vedremo. Le due oresono terminate con una delegazione di centrodestra che al capo dell esecutivo non ha dato certezze Anche perché in agguato, nelle aule sorde e grigie, potrebbero essere in tanti. Ed anche nelle stesse fila dei partiti direttamente interessati al Patto del Nazareno. Cronaca Da Carrara alla Sicilia l'italia è sott'acqua Fruch a pagina 8 L allarme degli 007: l Isis opera sul web Nel mirino dei servizi segreti decine di tagliagole che diffondono la loro ideologia sui social network di Bernald Shehaj Massima allerta da mesi, indagini su tutti i fronti per combattere il pericolo Isis. Nel mirino degli 007 italiani il web e una trentina di persone che operano sul nostro territorio facendo propaganda e inneggiando alla Jihad, la guerra santa. Il nemico è in casa. Non ha ancora colpito tra le mura domestiche ma potrebbe farlo a breve. La lotta al terrorismo internazionale in Italia non può prescindere dai foreign fighter, quei 48 soldati che dal Belpaese sono andati a formarsi con lo Stato islamico dell Iraq e della grande Siria. Loro sono solo un frammento di uno scenario complesso e articolato, forse impossibile da arginare. Che si espande sul territorio e sulla piattaforma virtuale. Per divulgare i propri prodotti mediatici ma soprattutto per diffondere la loro ideologia. La sfida dei servizi segreti è quella di sradicare alla radice il fenomeno, sempre più preoccupante. Ma anche di rintracciare le cause che originano tanto odio nei confronti dell Occidente. Dove siamo caduti preda di una provocazione che incute terrore e dalla quale non riusciamo a liberarci. Con Roma al centro delle minacce che rischia di essere colpita nel cuore con un attentato annunciato in Piazza San Pietro a Città del Vaticano, simbolo della cristianità. L 11 settembre 2001 ha segnato un epoca e costituisce uno spartiacque. Ora stiamo assistendo a una guerra inedita che opera in luoghi e schemi inusuali, imprevedibili. Ai quali non siamo sufficientemente preparati. Ci troviamo in uno stato di allerta permanente capace di far tremare i polsi. Abbiamo il mirino puntato dei terroristi e non sappiamo come uscirne. Con i social network che sono diventati centri di comando e controllo per i jihadisti. I boia del califfato spiano e reclutano combattenti. Gli 007 di tutto il mondo avvertono il pericolo, ma non sanno come uscirne. L Italia alza la guardia, monitora la rete, ma i controlli dovranno crescere, considerevolmente. CAMERATA SALVINI Riflessione sulla destra italiana in attesa del Messia che scende dal nord di Francesco Storace Io sono contro i rampelliani", mi ha scritto una persona a me cara. Le ho risposto che io sono contro Renzi. Sta tutto qui il mio sogno - che nessuno può cancellare - di rivedere una destra unita in Italia. E a quella persona, che non è un personaggio della politica di palazzo, ma di quella di strada che ha aiutato molti di noi a crescere, voglio dire che di veti si muore e male. Rispettarsi; questo è quello che è mancato a destra nel dopo-fini. Non che con lui non ci fossero i colpi bassi. Ma non credo di sbagliare se affermo che in quel tempo si era comunque consapevoli dell'importanza di dover rappresentare una comunità vastissima e orgogliosa di se'. Ora quell'area sembra quasi provare vergogna e attende di incoronare il Messia che scende dal nord. Non ho alcun dubbio sulle qualità di Matteo Salvini, ma non avendoci mai parlato di politica, mi è difficile giudicarlo solo da quello che vedo in tv o sulla rete. Verrà quel giorno, ma intanto vorrei capire come convivere col fenomeno che ha rimesso in sesto la Lega che sembrava sparita. Perché a destra non può succedere? Certo, volti giovani. Loro l'hanno trovato in Salvini, da vent'anni consigliere a Milano e deputato europeo da qualche legislatura, dal 2004 per la precisione. E' rimasto sempre col suo partito, senza cambi di casacca. E indubbiamente a destra dovrebbe essere un merito, visto certo rampantismo che non sta fermo più di qualche mese nella stessa formazione politica. Basta per essere il nostro leader? Nostro, di destra dico... Ecco, a questa domanda non rispondo con un si' o un no, ma con un richiamo alle nostre potenzialità. Ci arrendiamo? Nessuno del nostro mondo può capeggiare l'alternativa a Renzi? Nemmeno ci vogliamo provare? E' la destra italiana che, dopo Fini, deve capire se riesce a rimettersi insieme. E se si arrende non c'è nessun leader che può atteggiarsi a rappresentarla per i prossimi dieci anni. Lo stesso Salvini - che vuole fare il capo dell'intero centrodestra - una cosa la deve chiarire con immediatezza e auspicabile serietà. Si è schierato senza alcun problema con i cosiddetti indipendentisti veneti, i "serenissimi" sbattuti addirittura in carcere dopo aver scoperto i loro alloggiamenti da caserma stile costruzioni Lego e i foraggiamenti derivanti dalla conquista del Parco della Vittoria al Monopoli. Parole di fuoco eccetera eccetera. Si può sapere perché non dice una parola sulla permanenza del reato di vilipendio? Una cosa di destra, diciamo. Può scegliere fra due, ma lo faccia: diritto alle opinioni, oppure Napolitano non si tocca. Tacere non è bello. Se si è rapidamente convertito al valore dell'unità nazionale, che la Costituzione affida al capo dello Stato come garante, allora si può capire il silenzio. Ma credo sia lecito il dubbio fino a che non è chiarito.

2 2 Attualità CONVINTO DELLA NECESSITÀ DI UNA RIPARTENZA DAI TEMI ECONOMICI, IL GIOVANE EX MINISTRO APRE LA SFIDA AL GOVERNO Fitto lancia la contromanovra azzurra Irap, Ires, Iva: negli emendamenti alla Legge di stabilità un piano per liberare le imprese dalle tasse E sul centro-destra avverte: Salvini fa bene, siamo noi a dover tornare forza d opposizione e di proposta di Robert Vignola Un piano a tutto campo, per rilanciare un centro-destra. È quello di Raffaele Fitto, che nel corso dell attesa conferenza stampa di ieri alla Camera non è parso preoccupato dell iperattività della Lega. Salvini fa il suo, è passato dalla secessione alla successione e ora occupa uno spazio. Tocca a Forza Italia tornare a fare il proprio ruolo. Con la Lega io ho dei punti in comune e altri di dissenso ma è proprio dai contenuti che si deve partire per costruire il centrodestra. Da parte nostra c è uno stimolo a che Forza Italia recuperi un ruolo chiaro nei confronti del governo. Dobbiamo uscire dal rischio di passare da un giorno all altro da una collaborazione a un opposizione urlata. Forza Italia deve avere una posizione chiara di opposizione al governo ma credibile. Un opposizione che non urli ma che sia in grado di mettere in campo delle proposte concrete. Ma il Patto del Nazareno non è comunque visto come un oscenità Tant è che sull incontro di Palazzo Chigi tra Renzi e Berlusconi il giovane ex ministro è attendista: oggi è in programma una riunione durante la quale, continua Fitto, avremo modo di conoscere i dettagli. Sulla legge elettorale c è la necessità di mettere insieme diverse esigenze. Ma al centro della conferenza c è pur sempre stato il tema delle modifiche alla Legge di stabilità: c è uno 'spread' tra le dichiarazioni che ha fatto il premier Renzi e i contenuti della legge. Abbiamo voluto mettere in evidenza quel che avremmo fatto se avessimo la responsabilità del Governo. Proponiamo emendamenti che ci auguriamo siano condivisi dal partito e dal gruppo parlamentare. Questa legge di Stabilità ha dei limiti enormi, si costruiscono castelli mediatici fatti di polemiche in Europa per cercare di nascondere il fatto che il Governo italiano ha sostanzialmente approvato una Legge di stabilità che non inciderà concretamente sui temi della crescita. Proprio da qui nasce l esigenza di sfidare il governo alla collaborazione su temi capaci di rilanciare il Paese, articolati in una "contromanovra" che prevede 40 miliardi di tasse in meno in due anni e 12 nei successivi tre. Uno "choc" fiscale per tornare a crescere con interventi su imprese, lavoro, consumi e casa, già auspicato a gran voce da Daniele Capezzone, tra i presenti alla conferenza di ieri a fianco di Francesco Paolo Sisto e Maurizio Bianconi,della commissione Finanze. Le proposte riguardano, tra l altro, l Irap, il tfr in busta paga, la tassazione dei fondi pensione, la riduzione dell Iva, la clausola di salvaguardia e l abolizione della Tasi sulla prima casa. Più nel dettaglio, per le imprese viene proposto il dimezzamento dell Irap entro un anno e l abolizione completa entro 2 anni, la riduzione dell aliquota Ires dal 27,5 al 23% nei successivi tre anni, dieci miliardi di tasse in meno sui redditi con una rimodulazione delle aliquote nominali, aliquota Iva ordinaria giù di 2 punti in 2 anni, immediata abolizione della tassazione sulla prima casa. Per quanto riguarda le coperture, Squalifica mondiale per Tavecchio Ma il presidente della Figc resta al suo posto di Federico Colosimo Dopo l Uefa, anche la Fifa ha stangato Carlo Tavecchio per le sue frasi imperdonabili sui mangia banane. Fino al 7 aprile 2015 il presidente di una delle federazioni calcistiche più importanti del pianeta, quella italiana, non potrà ricoprire né incarichi ufficiali né partecipare a riunioni della Federcalcio mondiale. Un altro devastante danno di immagine al nostro football. Il comitato disciplinare della Fifa ha deciso di estendere la sanzione inflitta lo scorso mese di ottobre all ex numero uno della Lega Dilettanti. In un Paese giusto, visto che il modus operandi ormai è questo, Tavecchio sarebbe già stato mandato a casa. E invece no, nonostante la sua gaffe sui giocatori extracomunitari, resta al suo posto. Perché così vuole (parte) il Palazzo. Pur stigmatizzando la frase a sfondo razzista del numero uno di via Allegri su Opti Pobà, la Fifa ha ribadito che la nostra linea contro ogni forma di discriminazione è inequivocabile. Una decisione che sembra aver scottato (e parecchio) Tavecchio. Che ieri non s è fatto vedere all incontro di presentazione tra Italia-Croazia, in programma il 16 novembre a San Siro. C era il Ct Conte a far da parafulmine, il presidente dimezzato, no. Squalifica mondiale, dunque, per Tavecchio. Assolto solo in Italia. Per frasi inopportune che hanno dimostrato tutta l inadeguatezza del personaggio. Gradito da chi comandava ieri (Abete) e da chi vuole comandare oggi, Lotito. LA FAMIGLIA DELLA VITTIMA AL SENATO. TUTTI D ACCORDO, UN CORPO AFFIDATO ALLO STATP NON PUÒ USCIRNE A PEZZI Caso Cucchi, Grasso: La sua morte non sia vana Solidarietà pure dal presidente della Consulta, ma i parenti di Stefano non possono gridare giustizia di Federico Colosimo Un corpo vivo affidato alle mani dello Stato, alla responsabilità della Giustizia, non può uscirne a pezzi. Il punto atroce di questa drammatica storia giudiziaria è proprio questo. Quello di Stefano Cucchi è stato torturato, macchiato di vergogna e presunti pestaggi. Ma le cause della sua morte sono ancora un mistero. E i responsabili, a piede libero. Troppa l indignazione per una duplice sentenza che non ha fatto luce sulle circostanze del decesso. Talmente tanta da suscitare perfino la collera dei rappresentanti delle Istituzioni. Da Renzi a Grasso, il coro è unanime: Lo Stato è responsabile. Ma intanto, assolto. Tanta solidarietà che aiuta la famiglia Cucchi a sentirsi meno sola, in un momento drammatico dopo un verdetto di secondo grado annunciato, ma per chi crede ancora nella giustizia, inaspettato. Il presidente del Senato in un colloquio più intimo che istituzionale con i genitori e la sorella della vittima, ha ribadito il concetto espresso durante la giornata dell Unità nazionale e delle forze armate: Non si può tollerare che chi viene preso in custodia dello Stato possa vedere annientata la propria vita. Cercheremo di fare chiarezza, sensibilizzando tutte le istituzioni coinvolte, per trovare la verità. La morte di Stefano non deve essere vana, i diritti dei deboli vanno rispettati, questo è il compito di una società che si definisce civile. E a chi gli chiede se si farà promotore dell istituzione del reato di tortura, risponde: C è già, riferendosi al disegno di legge promosso dal senatore Manconi, passato a Palazzo Madama e approdato alla Camera. Anche il presidente della Consulta Giuseppe Tesauro è intervenuto sul caso, giudicando la faccenda delicata e triste. Mostrandosi comunque fiducioso nell operato della giustizia: E una macchina molto lenta, ma alla fine un risultato lo si ottiene. Tant è, per il momento quello ottenuto è vergognoso. La morte impunita di un giovane ragazzo che certamente aveva commesso i suoi sbagli, non certo imperdonabili, che tanto aveva ancora da dare alla vita. Con una famiglia straziata dal dolore che oltre aver perso il proprio figlio-fratello, finora non ha potuto neanche gridare giustizia. IL PARLAMENTARE MARCO DI STEFANO ACCUSATO DI AVER INTASCATO UNA MAZZETTA DA UN MILIONE E 800MILA EURO L inchiesta sugli immobili vira a sinistra di Valter Brogino Un giro di immobili e un milione e ottocentomila euro che finiscono nelle tasche di un parlamentare del Pd. Questa l accusa per Marco Di Stefano, che è finito nelle indagini che riguardano tangenti che sarebbero state versate per la vendita di due immobili all Enpam. A svelarlo Il Messaggero di ieri, che fa risalire la vicenda al 2008, quando era assessore della giunta regionale del Lazio guidata da Marrazzo: in quella veste avrebbe aiutato gli imprenditori Antonio e Daniele Pulcini dell operazione di vendita di immobili in via del Serafico a Roma. Secondo gli inquirenti gli imprenditori della Belgravia invest srl, società riconducibile ai Pulcini, avrebbero vinto la gara anche se la società non aveva la proprietà dell immobile venduto. Nelle adiacenze inoltre fu affittato dall ente un ulteriore immobile a cifre ritenute fuori mercato, per trasferirci altro personale, trasferimento giustificato da una falsa urgenza che sarebbe stata indotta proprio da Di Stefano. Questa operazione fu fatta da un altra società, la Coedimo anch essa riconducibile ai Pulcini. Di Stefano secondo il quadro accusatorio avrebbe incassato per l operazione circa 1 milione ed 800 mila euro. Tutto sarebbe emerso dalle intercettazioni del 2013 nelle quali Di Stefano, sfogandosi, avrebbe minacciato di tirare fuori la questione. In quel periodo si discuteva delle elezioni Regionali e dei posti che eventualmente si sarebbero liberati a seguito dell elezione di alcuni membri. Di Stefano infatti divenne parlamentare dopo le dimissioni di Marta Leonori, che andò in Regione. Di Stefano dal canto suo con una nota ufficiale ha reso noto che: In merito alle notizie apparse su Il Messaggero riguardanti un indagine in cui sarei coinvolto, ci tengo a precisare che sono totalmente estraneo ai fatti che mi si addebitano. Quanto mi si attribuisce esula completamente dalle competenze politiche che rivestivo nel 2008 e negli anni successivi. Rimango perplesso, non essendo tra l altro neanche chiuse le indagini e non avendo per cui notizie in merito, dell attacco mediatico portato, ma nonostante ciò credo fermamente nel lavoro della magistratura. Via Giovanni Paisiello n Roma Tel Fax Direttore responsabile Francesco Storace Amministratore Roberto Buonasorte Direttore Generale Niccolò Accame Capo Redattore Igor Traboni Progetto grafico Raffaele Di Cintio Società editrice Amici del Giornale d Italia Sito web Per la pubblicità Responsabile Marketing Daniele Belli tel mail: Autorizzazione del Tribunale di Roma n 286 del

3 3 Attualità IN MIGLIAIA A ROMA, MILANO E PALERMO PER DIFENDERE IL POPOLO DELLA TERZA ETÀ. ESTENDETE GLI 80 EURO ANCHE A NOI I pensionati contro il governo: Non stiamo sereni di Giuseppe Giuffrida Sono esasperati, i pensionati, e chiedono risposte ad un governo che ad oggi ha affidato il loro futuro soltanto agli annunci buoni per titolare le prime pagine dei giornali. Una storia che si ripete ormai da troppo tempo, e che ieri ha spinto migliaia di persone a urlare il loro dissenso a Roma, Milano e Palermo, chiedendo quindi all esecutivo di Matteo Renzi risposte concrete su reddito, fisco, welfare, legge sulla non autosufficienza, lotta agli sprechi e ai privilegi e lavoro per figli e nipoti. Oltre 1800 persone provenienti da diverse regioni d Italia si sono date appuntamento all Auditorium della Conciliazione della Capitale, insieme ai segretari generali delle principali sigle sindacali, Susanna Camusso della Cgil, Anna Maria Furlan della Cisl e Carmelo Barbagallo per la Uil. Il cartello di benvenuto sulle porte dell Auditorium recitava Di promesse non si vive. #nonsiamosereni, a emblema di un malessere ormai dilagante. Al governo si chiede una particolare attenzione alle politiche a sostegno dei pensionati e degli anziani, a partire dall estensione del bonus di 80 euro, più volte promesso dal premier. Il 50% dei pensionati sta sotto i mille euro e 3,5 milioni non arrivano a 500 euro, ha dichiarato Anna Maria Furlan incontrando i giornalisti. Ave- vamo chiesto che gli 80 euro fossero estesi ai pensionati ha proseguito il segretario della Cisl-, ma non è avvenuto neanche con la finanziaria. Le fa eco Carmelo Barbagallo, della Uil, secondo il quale bisogna dare ai pensionati gli 80 euro, bisogna rivalutare le pensioni perché si stanno livellando al ribasso e con l operazione del Tfr in busta paga saranno tutte più basse. Come non bastasse, l ennesima scure sui pensionati è arrivata pure con i tagli lineari agli Enti locali messi in atto dalla legge di Stabilità, con cui si indurranno inevitabilmente le Regioni a ridurre i già scarsi servizi di welfare e di assistenza agli anziani. A tal riguardo, è risoluto il segretario generale dello Spi-Cgil, Carla Cantone, che ha presieduto la manifestazione di Milano. Si devono dimenticare ha spiegato la sindacalista- di ridurre il welfare, la sanità e l assistenza perché ci sono i tagli lineari, noi non lo permetteremo, vogliamo veder tutelate le nostre pensioni. Sulla stessa lunghezza d onda anche il segretario regionale Uilp Sicilia, Antonino Toscano, che dal teatro Politeama di Palermo ha denunciato una vera persecuzione dei governi contro coloro che hanno contribuito allo sviluppo economico della Nazione, ricordando i problemi che deve affrontare il popolo della terza età, quale l apertura forzosa di un conto corrente e il tentativo ignobile di far slittare le pensioni al 10 di ogni mese. Proprio nelle scorse settimane i sindacati avevano chiesto un incontro al presidente del Consiglio Renzi proprio per affrontare la questione, ma di fatto non sono mai stati ricevuti. In tal senso, il premier ha già lasciato intendere che andrà avanti per la sua strada, mentre a pagarne le conseguenze saranno quei 19 milioni di pensionati che continuano ad essere l ammortizzatore sociale delle famiglie e delle nuove generazioni, l ultimo baluardo contro quella desertificazione umana che costringe ogni anno migliaia di giovani a fuggire all estero. OCCUPAZIONE LAMPO DEGLI EX LAVORATORI FIAT. RASSICURAZIONI DALLA REGIONE IN VISTA DELL INCONTRO DEL 10 NOVEMBRE AL MISE Termini Imerese, avanti fra proteste e speranze Resta tesissimo il clima a Termini Imerese. Nei giorni scorsi gli operai dell ex stabilimento Fiat sono tornati a riunirsi in assemblea davanti i cancelli di quella che per anni è stata la loro fabbrica, decidendo poi di occuparne i locali affinché il governo nazionale e regionale riprendessero in mano una vertenza accantonata ormai da anni. La speranza per le centinaia di tute blu coinvolte è che si arrivi quanto prima ad un accordo con Grifa, la società che secondo il piano firmato lo scorso 9 ottobre al ministero dello Sviluppo Economico, dovrebbe acquisire il ramo d azienda di Fiat. Una operazione, questa, che consentirebbe ai lavoratori di ottenere la cassa integrazione per ristrutturazione aziendale, in attesa di essere ricollocati all avvio della produzione. Il primo a riprendere in mano la questione è stato l assessore regionale alle Attività produttive Linda Vancheri, che martedì pomeriggio ha incontrato i sindacati mettendo così fine all occupazione dello stabilimento. All assessore Vancheri abbiamo chiesto un accelerazione sulla vertenza e le tutele economiche per il bacino dei lavoratori dell indotto all interno dell accordo di programma, hanno dichiarato Ludovico Guercio, segretario Fim Cisl Palermo-Trapani, e Giovanni Scavuzzo, segretario provinciale Fim Cisl. L assessore ha ribadito le rassicurazioni del sottosegretario De Vincenti sui piani di Grifa, la bozza del nuovo accordo di programma è stato consegnato al ministero allo Sviluppo economico - hanno spiegato i sindacalisti -. Siamo tutti d accordo sulla necessità di dare una forte accelerazione ai nodi ancora da sciogliere. Da Roma, intanto, si è fatto sentire anche il sottosegretario allo Sviluppo economico, Simona Vicari, dichiarando che da parte del ministero c è la massima attenzione ed impegno per giungere ad un felice esito della vertenza. Attraverso controlli incrociati ha proseguito la Vicari- stiamo valutando sia la capacità finanziaria della società Grifa e sia l affidabilità degli stessi titolari. Per lunedì 10 novembre è, inoltre, convocato presso il Mise un nuovo tavolo di lavoro su Termini Imerese. Il ministero dello Sviluppo economico, quindi, sta facendo tutto quello che è nelle sue competenze affinché il sito di Termini Imerese sia rilanciato e non chiuda, dando così un segnale concreto ai siciliani della rinascita della nostra economia. Gli occhi sono dunque tutti puntati al prossimo 10 novembre, quando le parti si rivedranno nella Capitale per trovare la quadratura del cerchio e chiudere, così, una brutta storia andata avanti troppo tempo. G.G. DAL 2015 TRENITALIA E NTV PAGHERANNO IL 37% IN MENO. SI PUNTA AD UNA MAGGIORE CONCORRENZA SUL MERCATO Ferrovie, l Authority rivede a ribasso i pedaggi Arriva una buona notizia dall Autorità dei trasporti guidata da Andrea Camanzi, che martedì ha diffuso una delibera con cui viene rivista l intera regolamentazione del trasporto su rotaia. L obiettivo era quello di garantire un accesso equo e non discriminatorio alle infrastrutture ferroviarie, garantendo dunque un contenimento dei costi e una maggiore concorrenza. Il punto più importante riguarda la revisione al ribasso dei pedaggi che le società di trasporto su linea ferrata devono sborsare al gestore della reste, cioè Rfi del gruppo Ferrovie dello Stato. Se, infatti, ad oggi Rfi riceve 12,8 euro a chilometro per ognuno dei treni che passano sui suoi oltre 24mila km di binari, dall anno prossimo riceverà il 37% in meno, cioè 8,2 euro a chilometro. Una misura che regala ossigeno a Trenitalia, di proprietà delle Fs, e alla Ntv di Luca Cordero di Montezemolo e Diego Della Valle, protagonisti di numerose proteste contro il governo proprio per la mancanza di una vera concorrenza. Il documento dell authority fissa inoltre nuovi criteri e modalità per la gestione della capacità della rete e l accesso ai servizi e agli impianti accessori come gli spazi in stazione e i servizi di manovra. In più è prevista la ripartizione dei costi tra gestore e imprese ferroviarie per l assistenza delle persone a mobilità ridotta. Secondo l Autorità capitanata da Camanzi, i gestori di infrastruttura e le imprese beneficeranno, fra l altro, di riduzioni delle penali, riduzione dei costi per lo sgombero della rete e dei servizi di manovra nel settore merci, maggiore trasparenza nella prenotazione e contrattualizzazione delle tratte e più ampie garanzie di accesso agli spazi pubblicitari, desk informativi e biglietterie. Provvedimenti, questi, che dovrebbero ricadere positivamente sugli utenti, oltre che offrire vantaggi a Regioni e Province autonome che potranno, per la prima volta, avvalersi di un percorso dedicato per acquisire la capacità di rete necessaria alla erogazione dei servizi di trasporto pubblico locale. G.G.

4 4 Attualità DA SUD A NORD: RIPRENDE QUOTA IN ITALIA IL FENOMENO DELLE MIGRAZIONI INTERNE In Romagna e Trentino per cercare lavoro Con la crisi che da anni attanaglia l'italia, hanno ripreso forza anche le migrazioni interne, dal sud al nord, un fenomeno che coinvolge almeno un milione e mezzo di persone. L''Emilia-Romagna è la prima regione (insieme al Trentino) scelta come destinazione, la Campania quella da cui parte il maggior numero di persone. La maggior parte sono stranieri, in particolare le donne (per i lavori di cura), ma tanti sono anche studenti italiani fuorisede, insegnanti e agricoltori. A fotografare la situazione è il primo Rapporto sulle migrazioni interne realizzato dall'istituto di studi sulle società del Mediterraneo del Cnr, presentato a Roma. Si tratta del primo studio scientifico dedicato a questo tema. "Le migrazioni interne all''italia hanno una lunga storia ma negli anni più recenti, a seguito della crisi economica, hanno ripreso vigore e intensità - spiega in una nota Michele Colucci, curatore dello studio insieme a Stefano Gallo - nel 2012 sono le persone che hanno cambiato il proprio Comune di residenza". Rispetto alle migrazioni della seconda metà del secolo scorso, "le più potenti ''calamite'' non sono Piemonte e Lombardia, ma Emilia-Romagna e Trentino, in proporzione alle dimensioni". Nel dettaglio, l''emilia-romagna "ha ''guadagnato'' persone dal resto d''italia, pari a un aumento del 2,4 per mille abitanti, mentre il Trentino conta persone in più, pari al 2,9 per mille". L''attrattiva dell''emilia-romagna è confermata dal primato nelle tre province di Bologna, Rimini e Parma "che presentano un saldo migratorio positivo molto elevato: Bologna persone, Rimini , Parma ". L'Emilia-Romagna, spiegano i ricercatori del Cnr, "è scelta come meta privilegiata sia per le sue opportunità lavorative, sia per la qualità dei servizi che offre: nelle motivazioni alla base delle partenze c'è in testa la ricerca dell'occupazione o di un lavoro migliore, ma cresce il miglioramento della qualità della vita e questo secondo elemento differenzia il fenomeno attuale da quello dell''ultimo dopoguerra". In termini assoluti, invece, le quattro regioni con il maggior incremento demografico dovuto alle migrazioni interne sono Lombardia ( ) e Lazio ( ), oltre a Emilia-Romagna e Toscana (+6.591). La provincia di Roma continua a essere un polo attrattivo e registra un saldo positivo di quasi persone. Il primato negativo va invece a Napoli e alla Campania: anche tra le aree di provenienza dei migranti interni, quindi, si registra un cambiamento rispetto ai decenni scorsi. "Il valore medio degli spostamenti nel biennio ci segnala che sono circa i cittadini campani ''perduti'' per trasferimenti in altre regioni italiane- spiegano dal Cnr- un dato pari al -4,3 su mille abitanti". Seguono Puglia ( persone), Sicilia ( ) e Calabria (-8.031). Tra le province del Mezzogiorno, i saldi negativi più elevati in proporzione ai residenti si registrano a Napoli (-6,1 per mille), Vibo Valentia (-6,7), Reggio Calabria (-5,3), Caltanisetta e Foggia (-5,2) e Crotone (-5,1). "Gli spostamenti dal sud al centro-nord nel 2012 sono aumentati- calcola ancora il Cnr- raggiungendo persone". Chi migra dal sud al nord Italia sono soprattutto i cittadini stranieri, "che tendono a spostarsi in proporzione maggiore- spiegano i ricercatori del Cnr- sono stati nel 2012 a cambiare residenza, con un tasso di mobilità triplo rispetto agli italiani: il 64,3 per mille contro il 21,6". Ma si muovono "su distanze più brevi, 96 chilometri di media contro i 126 chilometri degli italiani". Le donne straniere tra i 50 e i 64 anni, in particolare, "presentano tassi di mobilità elevatissimi legati al lavoro di cura e domestico, in continuità con un dato presente fin dagli anni del miracolo economico", specifica il Cnr. Un altro settore segnato dalla migrazione della manodopera è l'agricoltura, coinvolgendo Campania, Calabria, Puglia, Sicilia e Piemonte. "Le migrazioni coinvolgono poi insegnanti e studenti fuorisede, spesso coinvolti in dinamiche ad alta frizione che chiamano direttamente in causa la politica- conclude Colucci- questo primo Rapporto si basa su un innovativo approccio multidisciplinare, senza il quale non è possibile penetrare in un fenomeno così ricco. I dati rilevanti, peraltro, sono spesso sovrapponibili a quelli dei rapporti curati dal Sole24Ore o da Legambiente su qualità della vita urbana e servizi". (Dire) MATRIMONI DA ANNULLARE L invito di Bergoglio: Sacra Rota gratis Niente affari con i matrimoni da annullare. E neppure scandali da servire in pubblico. Lo ha ribadito Papa Francesco, nel ricevere i partecipanti a un corso promosso dal tribunale della Rota romana. Bergoglio ha ribadito la proposta emersa nel corso del recente Sinodo straordinario sulla famiglia di rendere gratuiti i processi di nullità ed ha raccomandato di snellire le procedure, secondo il criterio della giustizia, perché alcune procedure sono troppo lunghe o pesanti per le persone semplici. Papa Francesco, e lo ha ricordato anche in questa occasione, ha già creato una commissione per studiare come semplificare le nullità matrimoniali, affidandone la guida al decano della Sacra Rota, monsignor Pio Vinto Pinto, presente all udienza odierna. Nel Sinodo straordinario ha detto Papa Francesco parlando a braccio - si è parlato delle procedure, dei processi, e c è una preoccupazione per snellire le procedure, per un motivo di giustizia. Giustizia, perché siano giuste, e giustizia per la gente che aspetta, come sua eccellenza monsignor decano ha appena detto. Giustizia: quanta gente aspetta per anni una sentenza. E per questo già prima del Sinodo ho costituito una commissione che aiutasse per preparare possibilità diverse in questa linea: una linea di giustizia, e anche di carità, perché c è tanta gente che ha bisogno di una parola della Chiesa sulla sua situazione matrimoniale, per il sì e per il no, ma che sia giusta. Alcune procedure sono tanto lunghe o tanto pesanti che non favoriscono, e la gente lascia. Un esempio: il Tribunale interdiocesano di Buenos Aires, non ricordo ma credo che, in prima istanza, abbia 15 diocesi. E impossibile immaginare che persone semplici, comuni vadano al Tribunale: devono fare un viaggio, devono perdere giorni di lavoro. Dicono: Dio mi capisce, e vado avanti così, con questo peso nell anima. E la madre Chiesa deve fare giustizia e dire: Sì, è vero, il tuo matrimonio è nullo No, il tuo matrimonio è valido. Ma giustizia è dirlo. Così loro possono andare avanti senza questo dubbio, questo buio nell anima.

5 5 DE PROFUNDIS ELETTORALE PER IL PRESIDENTE PIÙ AMATO DALLA SINISTRA MONDIALE Esteri Mid-term, corto circuito per Obama Anche il Senato finisce in mano ai repubblicani, ora il Partito democratico dovrà trattare su tutto Vie d uscita? Accelerare sul Ttip e nella politica estera aggressiva. E tanto peggio per l Europa di Giuliano Castellino Il momento della verità è arrivato martedì alle della East Coast (le 5.24 di ieri mattina in Italia). A quell ora i repubblicani hanno vinto il seggio di senatore nell Iowa, portando a quota 6 il loro guadagno al Senato: oltre la soglia della maggioranza assoluta. Due minuti dopo passava alla destra anche il seggio della North Carolina portando a 7 senatori il guadagno dei repubblicani e consolidando la loro maggioranza assoluta. Non c è stata la sorpresa. Niente rimonta democratica dell ultima ora. Le elezioni di "mezzo mandato" sono andate secondo il copione. Anzi, per i democratici anche peggio ogni pessimistica aspettativa. E un avanzata della destra che annuncia una vittoria senza precedenti alle prossime presidenziali: infatti i repubblicani consolidano la loro maggioranza alla Camera (che conquistarono già quattro anni fa), e vi aggiungono anche il Senato. Tutto il Congresso è nelle loro mani. Per la precisione, lo sarà dal gennaio 2015, quando s insedieranno a Capitol Hill i parlamentari eletti in questo 4 novembre. Se Barack Obama aveva avuto la vita dura con una Camera che gli boicottava ogni riforma da quattro anni, ora sarà peggio. Il Senato ha un potere aggiuntivo rispetto alla Camera, quello di confermare o bocciare le più importanti nomine del presidente: membri dell esecutivo e giudici. La guerra dei repubblicani si estenderà anche alle nomine, quindi, privando il presidente di uno degli strumenti per cambiare gli equilibri di potere. Le due punte di diamante repubblicane saranno Mitch McConnell, rieletto trionfalmente nel suo seggio di senatore del Kentucky, che diventerà il leader della maggioranza al Senato, e John Boehner, lo Speaker of the House che da quattro anni guida la maggioranza repubblicana alla Camera. Questi due devono decidere cosa fare dell enorme potere che hanno a disposizione. Il sistema politico americano è meno presidenziale di quanto appaia al resto del mondo. Le leggi più importanti, nuove tasse o nuove spese, non possono passare senza il sì del Congresso. La politica economica, con l eccezione della leva monetaria controllata dalla Federal Reserve, non può essere decisa alla Casa Bianca da sola. Ora gli ottimisti sperano in un miracolo: che i repubblicani forti della loro vittoria diventino improvvisamente più pragmatici, più moderati, e comincino a cercare dei terreni d intesa col presidente. I temi ci sarebbero. La riforma della normativa fiscale, per semplificare le tasse, ridurre le agevolazioni e i privilegi ingiustificati, chiudere gli spazi per l elusione delle multinazionali e al tempo stesso ridurre la pressione fiscale complessiva: sugli obiettivi generali democratici e repubblicani potrebbero trovare dei punti di contatto. Un altro possibile accordo interessa da vicino gli europei, riguarda il nuovo trattato di libero scambio transatlantico. Il Ttip. Obama lo vuole, convinto che farà bene alla crescita e all occupazione. I repubblicani sono tradizionalmente liberoscambisti, potrebbero trovare qui un occasione di cooperazione con la Casa Bianca. Ma vorranno farlo? Da una parte gli eletti della destra sentono il richiamo della foresta, cioè la base più faziosa. Ma non bisogna mai dimenticare che molti di questi senatori e deputati repubblicani sono stati eletti al termine di una selezione particolare: prima hanno dovuto vincere le primarie di partito, spesso dominate dal Tea Party e altre componenti della destra fondamentalista, che vedono l'europa come colonia e gli Usa come "nuova Roma". Inoltre c'è anche da pagare il debito con i grandi finanziatori, le lobby del petrolio e di Wall Street o del capitalismo privato. Per alcuni di questi parlamentari, accettare il dialogo con Obama è come parlare col diavolo in persona. Rischiano la propria sopravvivenza politica, in un partito alla deriva verso destra. Ma d altra parte, seguire la tentazione del muro contro muro può comportare una disfatta nel 2016 quando si tornerà a votare: per il prossimo presidente e un altra tornata legislativa. Quindi, purtroppo per noi europei, il primo accordo tra democratici e repubblicani sarà proprio quello sul Ttip, che toglierà ogni forma di sovranità economica e quindi politica all'europa. In quanto a Obama, al momento la sua presidenza si avvia a un crepuscolo mesto. I sondaggi misurano da molti mesi un tracollo di popolarità. Lo stesso presidente appare quasi demotivato, disilluso, consapevole di non essere riuscito a sfondare nella sua missione più ardua: riformare il sistema politico stesso. Il blocco delle istituzioni peggiora, così come si aggrava la commistione tra denaro e politica: quest'ultime sono state le elezioni più costose della storia. Ma il presidente resterà pur sempre il dominatore della politica estera nella superpotenza mondiale. Guerra e diplomazia restano essenzialmente delle prerogative della Casa Bianca, in quel campo l influenza del Congresso è più modesta. Le grandi crisi del momento, dalla Siria all Ucraina, continueranno ad assorbire molte energie e molta attenzione di Obama. Quindi il "premio Nobel per la Pace" potrebbe giocarsela tutta sul piano internazionale, con le guerre in atto (sic!), e sui diritti civili, come matrimoni gay, adozioni a coppie omosessuali, eutanasia ecc, ecc. Insomma, coprire una presidenza disastrosa lasciando segni indelebili. Determinanti per il nuovo ordine mondiale. SCONTRI NELLA SPIANATA DELLE MOSCHEE Attentato a Gerusalemme: un morto e diversi feriti L azione è stata rivendicata da Hamas Giornata infuocata quella di ieri a Gerusalemme Est, nel rione di Sheikh Jarrah, dove un pedone è rimasto ucciso da un'automobile in un attentato palestinese sul modello di quello avvenuto due settimane fa. L autore dell attacco è stato identificato come un esponente di Hamas di Shuafat ucciso a colpi di arma da fuoco dalla polizia: così come riporta il sito Ynet. Da Gaza l'organizzazione islamica, tramite la sua tv, ha inneggiato a"chi oggi si è immolato per difendere la Moschea di Al Aqsa" ed ha incitato "a prenderne esempio". Questo l iter dell attentato: l uomo, dopo aver lanciato l'auto contro la folla in due diverse zone vicino ai binari della fermata del tram, è sceso con un piede di porco in mano e ha iniziato ad aggredire chiunque gli capitasse a tiro. Due agenti, uno dei quali delle forze di frontiera, hanno aperto il fuoco e lo hanno ucciso. Una situazione di alta tensione quella registrata a Gerusalemme dovela polizia aveva deciso di chiudere la spianata delle moschee dopo i ripetuti incidenti con manifestanti palestinesi. Stando ai media locali gli incidenti sono avvenuti quando un gruppo di attivisti ebrei è voluto entrare nella spianata per pregare per la salute del rabbino Yehuda Glick, ferito da un presunto attentatore palestinese. La notizia della chiusura era stata diffusa dal portavoce della polizia Micky Rosenfeld, secondo cui sono state lanciate pietre agli agenti: "Decine di manifestanti con il viso coperto hanno lanciato pietre e petardi contro le forze dell'ordine, che sono entrate in seguito sul Monte del Tempio (la spianata delle moschee, ndr) e hanno respinto i manifestanti all'interno di una moschea". È tonato ad esprimersi sulla delicata situazione israelo-palestinese l alto rappresentante per la Politica estera Ue Federica Mogherini: Le proteste dell'ue, degli Stati europei e di molti altri componenti della comunità internazionale sugli insediamenti israeliani sono purtroppo rimasti inascoltati". F.Ce. IL SOUTH STREAM CORDONE OMBELICALE DI PACE TRA MOSCA E IL VECCHIO CONTINENTE Austria e Ungheria, grandi manovre contro le sanzioni Ue alla Russia Cent anni fa l Austria-Ungheria e la Russia erano due imperi e cominciarono da alleati a combattere la Prima Guerra Mondiale. Oggi l allora casata degli Asburgo è materiale da storia, Vienna e Budapest hanno intrapreso ormai da tempo un cammino reciprocamente indipendente ma la politica estera di Mosca ha ripreso ad irradiare sulle terre della Mitteleuropa una luce di speranza. Ecco allora che l Austria e l Ungheria tornano a marciare parallelamente insieme, a far sentire in seno ad una Unione che spesso e volentieri si sceglie strade masochiste tutto il proprio disagio per una occasione di pace tra i popoli e di sviluppo che, soprattutto in questi tempi bui di crisi e conflitti (non solo sociali), non può essere perduta. Occorre allora guardare con attenzione Budapest, laddove il governo del risoluto Viktor Orbàn minaccia di vedere minacciato il proprio percorso di riscatto della nazione ungherese dai prodromi di una rivoluzione colorata evidentemente eterodiretta. Anche le scintille diplomatiche con la Germania ci dicono qualcosa in tal senso, con quelle sanzioni contro il Paese magiaro che sono qui e là sventolate, in presenza di una politica fortemente indipendente dai dettami più illogici dell Ue e dall allergia di tutta una nazione (che ha conosciuto la vergogna del gioco straniero fin troppo a lungo) che fieramente mostra di voler opporsi ai diktat sovranazionali. Ultimo esempio: i legislatori del parlamento ungherese hanno approvato le modifiche che permettono di avviare la costruzione del gasdotto per aggirare le norme dell Ue. South Stream è il progetto di Gazprom per la costruzione del gasdotto della capacità di 63 miliardi di metri cubi attraverso il Mar Nero nei Paesi dell Europa Centrale e Meridionale per diversificare le vie di esportazione del gas naturale e per escludere i rischi di transito. Un cordone ombelicale importante tra la Russia e una parte dell Europa, che proprio per questo è assai mal visto da alcuni aspiranti padroni del vapore. Ma risalendo il Danubio, se cambia la lingua, l accento no. E Werner Faymann, cancelliere austriaco è intervenuto contro l'introduzione di nuove sanzioni contro la Russia. L Austria aveva già messo in dubbio l efficienza delle sanzioni nella risoluzione della crisi ucraina. Secondo Faymann, l unica strada giusta sono i negoziati con la partecipazione della Russia. Sanzioni in vista anche oltre il Tarvisio? E l Italia, perché non esce allo scoperto? Misteri della Fede rica Mogherini. Robert Vignola

6 6 Storia UN PERSONAGGIO RIMASTO NELL OMBRA NEL CORSO DEI DECENNI, LA CUI TESTIMONIANZA DEI GIORNI DELLA REPUBBLICA SOCIALE È INVECE CRUCIALE Serafino Mazzolini e i diari di Salò/1 Giornalista e avvocato, volontario nella Grande Guerra e legionario a Fiume, fu segretario generale agli Esteri e poi sottosegretario nella Rsi di Emma Moriconi La pagina di storia che racconta la vicenda umana e politica di Serafino Mazzolini è sbiadita, sembra che il tempo e l oblio siano caduti su di essa e che persino l inchiostro indelebile della storia sia stato corrotto dall implacabile damnatio memoriae che avvolge certe vicende. Come scrive Gianni Scipione Rossi, Serafino dei conti Mazzolini era morto nel suo letto nella villa della Portesina, per setticemia, il 23 febbraio Troppo presto per finire a Piazzale Loreto. Troppo presto per sapere se avrebbe seguito fino all ultimo Mussolini. Troppo presto per entrare nel Pantheon dei protagonisti della Repubblica Sociale, sia nella storiografia ufficiale, sia nelle indulgenti memorie dei repubblichini. In realtà, che avrebbe seguito Mussolini fino alla fine è facilmente ipotizzabile: quando muore mancano solo due mesi al tracollo finale, la sua strada ormai è tracciata. Ma chi è Serafino Mazzolini? Nasce nel 1890 ad Arcevia, nel corso della sua vita è avvocato e giornalista, fondatore nel 1911 della sezione nazionalista di Macerata, comanda la legione marchigiana dei Sempre pronti, dirige il giornale interventista L Unione,è volontario nella Grande Guerra, decorato con la croce al valor militare, poi vicedirettore dell Ordine, legionario a Fiume con D Annunzio, fondatore della sezione combattenti di Ancona, consigliere comunale e provinciale nella stessa città, camicia nera nella Marcia su Roma, poi membro del direttorio nazionale del PNF, membro del Gran Consiglio ma solo fino al marzo 1926, deputato dal 24 al 29. In seguito è direttore del Corriere Adriatico, poi console generale a San Paolo del Brasile, ministro plenipotenziario a Montevideo, a Gerusalemme e al Cairo, alto commissario per il Montenegro tra il maggio e il settembre Dall aprile 43 è Direttore Generale del Personale e Affari Generali presso il Ministero degli Affari Esteri, fino al 10 agosto. Dopo l 8 settembre aderisce alla Repubblica di Mussolini e viene nominato segretario generale agli Esteri e poi sottosegretario. Serafino Mazzolini è un monarchico, la sua adesione a Salò fa un certo scalpore. Di Serafino Mazzolini non si parlerà più per lungo tempo, eppure sono di un certo interesse i suoi sintetici ma pressoché quotidiani appunti sui giorni di Salò. I diari di Mazzolini restano nell ombra fino al febbraio 1949, quando Attilio Tamaro ne parla nel fascicolo Due anni di storia : li ha recuperati dall ex ufficiale della GNR Cesare Minelli, nipote di Mazzolini, che non ha voluto consegnarli allo zio Quinto Mazzolini, che aveva fatto rispetto al fratello la scelta opposta andando a perorare la causa del regno del Sud. Ha deciso quindi di cedere a Tamaro i diritti d uso di tutto il materiale in suo possesso, tra cui agende dal 1939 al 1942 e la minuta della lettera di Mussolini a Hitler del 4 ottobre Tamaro glieli restituirà e lui li conserverà a Gubbio, dove lo stesso Mazzolini aveva vissuto per lungo tempo con la sua famiglia. Ancora Gianni Scipione Rossi scrive: Nessuno li cerca più. Nessuno sa che esistono anche le agende Tutte le citazioni di Mazzolini successive al 1950 sono riprese da Tamaro o Mellini. Anche De Felice, nel citare l appunto volante del 12 gennaio 1944 su Ciano, lo riprende di seconda mano da una versione imprecisa pubblicata da Baistrocchi, che aveva ottenuto da Minelli le fotocopie degli originali, senza riuscire a decifrarne completamente la calligrafia. Gli appunti di Serafino Mazzolini aprono una finestra su quei giorni, in poche parole egli fornisce un quadro pressoché quotidiano degli umori del Duce, in particolare circa i rapporti con l alleato tedesco. Che non sono idilliaci. Alcuni passaggi sono chiarificatori: Mazzolini dice che Mussolini è contrariato per l invadenza germanica in tutti i settori della vita nazionale, che è sempre preoccupato della possibilità funzionale del Governo di fronte alla invadenza militare germanica, che è di cattivissimo umore ed assai preoccupato delle solite interferenze tedesche in tutti i settori della vita del Paese, che giudica criticissima la situazione interna anche per l impossibilità materiale in cui ci troviamo di armare la gente per la solita persistente incomprensione dei militari germanici. Mazzolini riferisce anche di momenti in cui l umore de Duce migliora, in una alternanza di stati d animo comprensibile data la situazione. Un passaggio, inoltre, va citato testualmente: 18 settembre 1944 Importante riunione del Consiglio dei Ministri. Il Duce fa una dettagliata relazione sulla situazione militare, politica ed interna. Documenta come egli si sia opposto e si opponga alle stolte rappresaglie volute dai militari germanici. Io sono buon testimonio di quanto il Duce asserisce. Proprio ieri ho consegnato a Rahn una documentata e forte lettera del Duce in materia. Occorre sottolinearlo perché questa informazione va a corroborare quanto scrivevamo la scorsa estate in tema di guerra civile e di assunzione, ciascuno, delle proprie responsabilità. Per esempio circa i fatti di Marzabotto: il lettore ne troverà ampi dettagli nel relativo speciale del Giornale d Italia. (... continua...)

7 7 Da Roma e dal Lazio IL CASO Benvenuti nella caput porci DALLA PISANA Vitalizi, fuga in avanti Tornano i maiali tra i rifiuti in via Montagnana, a Boccea Eppure dal primo episodio sono passati appena 10 mesi Ci risiamo. A quasi un anno di distanza, i maiali sono tornati tra i cassonetti dell immondizia in via Domenico Montagnana, a Boccea, nella Capitale. Una foto pubblicata sul blog Roma fa schifo, ritrae un suino intento a grufolare nella spazzatura. Un vero e proprio scandalo, che 10 mesi fa fece ridere non solo i romani e il resto della penisola, ma il mondo intero. Tanto che di fronte allo sgomento mondiale, il sindaco Ignazio Marino e l assessore all Ambiente Estella Marino furono costretti ad abbandonare i banchetti natalizi ed a tirare le orecchie ai vertici di Ama, all epoca in quota Alemanno. Dopo lo scivolone su Ivano Strozzi, nominato ad della spa e revocato subito dopo perché indagato per traffico di rifiuti come ex dirigente di Enia, è iniziata l era di Daniele Fortini alla guida dell azienda della nettezza urbana. Ma non c è stata quella sterzata che il centrosinistra si aspettava. Molte promesse, pochi fatti. Lo scorso giugno un altra, l ennesima, emergenza rifiuti nelle zone periferiche. Intanto la raccolta differenziata (che non decolla) e l acquisto di un nuovo tritovagliatore da montare a Rocca Cencia non sembrano aver portato nessun beneficio. La Capitale è ancora sporca, come testimoniano quotidianamente le centinaia di commenti e di foto che spopolano sulla Rete. Tanto da ridurre gradualmente la presenza del sindaco Marino sui social network rispetto ai primi mesi del suo insediamento al Campidoglio. Ovviamente il silenzio regna sovrano da Palazzo Senatorio. Dall opposizione di centrodestra, invece, arrivano puntuali come un orologio svizzero i richiami nei confronti dell amministrazione capitolina. Grazie a Marino, Roma da caput mundi è diventata caput porci, ha ironizzato il capogruppo di Forza Italia in Campidoglio, Giovanni Quarzo, che ha aggiunto: Pensavamo che l episodio dei maiali che razzolano nel pattume sarebbe rimasto un tristissimo ricordo, unico caso nella storia della città. Quarzo non ha usato mezzi termini: Ecco i suini che tornano a mangiare nei rifiuti non raccolti per colpa di questo sindaco incompetente che sta distruggendo l immagine della città di fronte al mondo. Giuseppe Sarra Chiuso il capitolo del piano casa, approvato la scorsa settimana dopo mesi di discussione, nell agenda del Consiglio regionale del Lazio è previsto un altro tema delicato: i vitalizi. Qualche settimana fa, la capigruppo ha deciso che sarà l ufficio di presidenza della Pisana a occuparsene in prima battuta, elaborando una proposta quadro da presentare entro la fine di ottobre alla conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari. La proposta ancora non è stata presentata, ma - secondo voci insistenti - arriverà presto sul banco della capigruppo. Mentre maggioranza e opposizione stanno cercando di trovare la quadra, la consigliera eletta nel listino di Nicola Zingaretti Teresa Petrangolini in un intervista concessa all Agenzia Dire ha ritenuto necessario spiegare alcuni passaggi della sua proposta di legge, peraltro non sottoscritta nemmeno dai colleghi del listino. Un modus operandi non gradito a Francesco Storace che, al riguardo, ha presentato una pl per evitare il cumulo dei vitalizi, un iniziativa che piace sia destra che a sinistra. Prendo atto - ha tuonato il vicepresidente del Consiglio regionale e capogruppo de La Destra - che l Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale ha una portavoce di nome Teresa Petrangolini. G.S. L INTERVISTA Anche la Roma bene non è al riparo Al Giornale d Italia il portavoce del neo Comitato Balduina Sicura, Federico Guidi, racconta le problematiche del quadrante Anche la Roma bene è stata scossa dai primi 18 mesi della giunta di centrosinistra capitanata da Ignazio Marino. Le problematiche sono le stesse, dalle periferie ai quartieri benestanti: l insicurezza, il degrado, le baraccopoli, l aumento dei furti, i disservizi dei trasporti e la presenza dei rom nei vari quadranti che preoccupano i cittadini. Questioni che hanno spinto un gruppo di cittadini a dare vita al Comitato Balduina Sicura, che si pone l obiettivo di combattere e denunciare alle autorità competenti le criticità del XIV Municipio. Nonostante i pochissimi giorni dalla sua costituzione, il comitato ha già formulato tantissime proposte, vincendo anche qualche battaglia. Abbiamo raggiunto telefonicamente il portavoce del comitato Federico Guidi, ex consigliere comunale e municipale ed esponente della destra romana. L insicurezza serpeggia anche nei quartieri della Roma bene? Purtroppo la criminalità non risparmia nessun quadrante della Capitale. Il comitato nasce a seguito di due episodi inquietanti accaduti nel quartiere, che inevitabilmente hanno scosso i cittadini. Prima la brutale aggressione ai danni di un ragazzo in via Lucio Apuleio da parte di quattro persone incappucciate, successivamente la notizia della chiusura notturna dei commissariati di polizia, seppure con riferimento solo agli uffici aperti al pubblico. E così tantissimi residenti hanno sentito l esigenza di rimboccarsi le maniche e darsi da fare. Fortunatamente un dirigente di uno dei commissariati locali ne ha scongiurato la chiusura, prendendo l impegno di rafforzare le pattuglie anche con l ausilio di personale in borghese. Una prima battaglia vinta? Sì. Stiamo elaborando un pacchetto di proposte da presentare alle istituzioni e alle forze dell ordine per migliorare la sicurezza del quadrante. Ce ne può dire qualcuna? L istallazione di telecamere di videosorveglianza in particolare nel parco Balduina-Monte Mario, una proposta concreta per debellare le baraccopoli presenti nei parchi. Chiediamo anche di realizzare delle aree verdi sempre più fruibili per i cittadini. Potrebbe essere la chiave di volta per risolvere alcune problematiche. Sabato scorso abbiamo organizzato due gazebo sottoponendo alla cittadinanza un questionario per discutere e trovare soluzioni alle criticità del quadrante. Come è andata? Grandissima attenzione da parte dei cittadini, quasi 700 persone sono intervenute, che ci hanno manifestato anche tantissima preoccupazione per i fatti recentemente accaduti. C è chi pone gli estremi a tali problematiche: dal buonismo alle ronde. Pensiamo, invece, che si possa contribuire con ordine e legalità senza pagliacciate. Qualcuno si è lamentato del sindaco Marino? Certo. Molte persone che lo hanno votato si sono avvicinate ai gazebo e hanno compilato il questionario, ovviamente i giudizi non stati positivi. In queste ore molte persone di sinistra hanno aderito al nostro gruppo e partecipano alle riunioni. Il Comitato Balduina Sicura ha una composizione trasversale. Soltanto la sicurezza preoccupa la Balduina? Assolutamente no. Moltissime sono le problematiche: dagli accampamenti abusivi nelle aree verdi al degrado, dai presidi rom alla soppressione delle linee bus voluta dalla giunta Marino, fino ai tantissimi episodi di microcriminalità che, giorno dopo giorno, aumentano. La polizia locale sembra essere scomparsa, si vede soltanto per fare le contravvenzioni. Che idea si è fatto del centrosinistra capitolino e municipale? Non sono presenti tra i problemi reali. Mai come questa volta c è una distanza abissale fra il Campidoglio, il Municipio e i romani. G.S.

8 8 Dall Italia Il Maltempo flagella l Italia Le situazioni più difficili nell altra Toscana e in Liguria. A Carrara esonda il Carrione recuperato vivo un uomo dato per disperso, centinaia gli sfollati Il maltempo continua a flagellare l Italia. La situazioni più difficili si sono registrate, ancora una volta, sull alta Toscana e nel levante ligure. Il bilancio più pesante arriva dalla provincia di Massa Carrara A creare disagi, questa volta, è stato il fiume Carrione, un corso che da monte scende a valle, taglia Carrara, e si getta in mare: l aumento della sua portata ha prodotto il crollo di oltre 200 metri di muraglione, invadendo via Argine Destro, ad Avenza, dove si trova la zona industriale. Da qui l acqua ha allagato l intera area dove vivono, spiegano fonti del comune, non meno di 5000 persone. Un operaio, inizialmente dato per disperso, è stato recuperato vivo dai vigili del fuoco dopo che era rimasto intrappolato in una fabbrica vicino al luogo dell'esondazione. Marina di Carrara, zona est, risulta così completamente invasa dal fango proveniente dall alveo del fiume con segherie e impianti di trasformazione del marmo nel bel mezzo dell esondazione. Incerto il numero di sfollati, mentre si hanno certezze sul fronte delle precipitazioni: in 4 ore sono caduti 200 mm di pioggia e le previsioni non lasciano ben sperare. La sala operativa della protezione civile della Regione Toscana ha diramato un nuovo avviso per maltempo - pioggia e temporali forti - con validità fino alle ore 15 di venerdì 7 su tutto il territorio regionale. Solo 2 anni fa, sempre a novembre, l area fu colpita da una terribile alluvione che causò un morto e milioni di danni. Il sindaco di Carrara, Angelo Zubbani, ha firmato 2 ordinanze: con la prima si ordina che tutte le scuole di ogni ordine e grado resteranno chiuse e con l altra che l uso dell acqua potabile che esce dai rubinetti delle abitazioni, è vietato fino a nuove disposizioni. Intanto la procura di Massa ha aperto un fascicolo proprio sull esondazione del fiume Carrione. Nei prossimi giorni i magistrati acquisiranno atti e documenti. Con ogni probabilità anche quelli relativi ai lavori di ricostruzione dell argine, negli anni 2006 e 2007, e alle segnalazioni dei cittadini e degli abitanti della zona riguardo i cedimenti dell argine. Poco più a nord, nel levante ligure a causa delle intense precipitazioni il sindaco di Ceriana, Bruna Rebaudo, ha fatto scattare il piano di evacuazione, in via precauzionale, per una ventina di famiglie residenti. Quaranta le persone evacuate, sempre precauzionalmente, a Genova Nervi, per un muro pericolante. Una settantina di persone sono state sfollate inoltre in località Luni Mare, nel comune di Ortonovo (La Spezia) a causa dell esondazione del torrente Parmignola che ha allagato i piani terra di molte abitazione. Poggia intensa e venti forti sulla Liguria l altra notte hanno impegnato i vigili del fuoco su tutto il territorio regionale. Nell estremo Ponente, due abitazioni di via Freccero, a Ventimiglia, sono state evacuate per il rischio che il torrente le allagasse, a Ceriana, alcune famiglie sono state evacuate in via precauzionale per il pericolo di frane e smottamenti. Nell entroterra è stata chiusa la strada per Carpasio. La pioggia è molto forte anche a Triora, Molini, Badalucco e Montalto. Il torrente Roja è arrivato al limite di guardia. Numerosi nel savonese gli interventi dei vigili del fuoco, soprattutto per il forte vento : alberi, rami e pali caduti o pericolanti, tetti scoperchiati. I vigili del fuoco sono stati impegnati anche in allagamenti, in particolare ad Albenga, Finale, Savona, Varazze e Cairo, dove sono state invase dall acqua le carreggiate di alcune strade. Nel ponente della provincia genovese, a Cogoleto, sono rimasti allagati numerosi fondi di palazzi, scantinati e box. Barbara Fruch EMERGENZA NEL LAZIO, IN SICILIA E CALABRIA Tromba d aria a Catania Disagi anche nel Reggino. C'è paura a Roma: chiuse le scuole nella Capitale e in provincia Disagi per il maltempo anche al Sud. A Catania una tromba d'aria ha investito la zona di Ognina provocando danni ad abitazioni e la caduta di alberi (nella foto dell Ansa). A causa dell allerta meteo, con codice rosso, diffusa dalla Protezione civile, oggi le scuole del territorio catanese saranno chiuse a scopo precauzionale: sono previsti infatti rovesci di forte intensità, raffiche di vento e burrasca. Già ieri le scuole sono rimaste chiuse ad Aci Castello, nel catanese. Il sindaco Filippo Drago ha invitato la cittadinanza a "prestare la massima attenzione nell'utilizzare i veicoli". Alle Eolie un traghetto partito da Milazzo durante la manovra di attracco, a causa delle folate di vento, si è schiantato sulla banchina dell'isola di Vulcano e ci sono stati danni sia al traghetto che al molo. A bordo, oltre ai membri dell'equipaggio, si trovavano 19 passeggeri. Due persone sono rimaste leggermente ferite. Sull'incidente è stata aperta una inchiesta. Emergenza maltempo anche in Calabria. Nel reggino almeno una trentina gli interventi dei vigili del fuoco. Tragedia scampa a Platì, dove due persone sono rimaste intrappolate all'interno di una vettura travolta dall'acqua del torrente Fiumara, che è esondato. A salvarle sono state alcune squadre dei pompieri, che le hanno estratte dalla vettura e portate al sicuro. Ancora problemi per i collegamenti marittimi nel golfo di Napoli, dopo gli stop agli aliscafi di martedì. A causa del maltempo sono tutte ferme le navi veloci che collegano Napoli e Pozzuoli alle isole Ischia e Procida, mentre stanno viaggiando regolarmente i traghetti. Più difficile la situazione per Capri. Allerta anche nel Lazio. A Roma la pioggia e il forte vento hanno provocato la caduta di rami e alberi. Diversi sono stati gli interventi dei vigili del fuoco. Un albero è caduto in via dei Cerchi ed un altro in via Benaco, zona Parioli, provocando pesanti ripercussioni al traffico della città. E per oggi scuole chiuse nella Capitale e in provincia. Domani (oggi,ndr) tutti gli uomini e le donne della Polizia Locale non saranno negli uffici ma saranno su strada, compreso il comandante Clemente e tutti i dirigenti perché in caso di precipitazione così elevate, fino a 12 centimetri, si prepareranno a creare varchi, vie alternative per il traffico ha detto il sindaco di Roma, Ignazio Marino Il prefetto ha ritenuto opportuno ordinare la chiusure di tutte le scuole. A questo punto noi abbiamo preso atto di questa importante decisione del prefetto nell'interesse dei romani e abbiamo pensato che fosse opportuno chiudere anche i cimiteri e di aprire i varchi ztl. C.B. PROBLEMI AL NORD Allerta in Piemonte Forti piogge nell alessandrino Allagamenti anche in Veneto e Emilia Ancora piogge intense e forte vento sul Piemonte interessato da una perturbazione atlantica che ha colpito in particolare il verbano, il biellese e l alessandrino provocando un generale innalzamento dei livelli dei idrometrici dell'alto Tanaro, del reticolo secondario dei bacini dello Scrivia, del Bormida, del Toce e del Sesia. A causa delle piogge, inoltre, si segnalano smottamenti e allagamenti di alcune strade. La provincia di Alessandria risulta la più colpita. A causa delle forti piogge e del rischio frane sono una trentina le persone sfollate, a scopo precauzionale, a Gavi nell'alessandrino e che hanno trascorso la notte ospitate nelle scuole comunali. Disagi anche al nordest, il vento di scirocco ha portato l'acqua alta a Venezia, che mercoledì mattina si è risvegliata con una punta massima di 115 centimetri, che ha allagato piazza San Marco e i punti più bassi della città. Per veneziani e turisti, d'obbligo indossare gli stivali di gomma per potersi spostare senza bagnarsi. Le previsioni danno acqua alta fino a venerdì. Rsta alta la guardia a Parma per l'allerta maltempo. Sorvegliato speciale per tutta la notte e per le prossimi è il ponte sul fiume Taro. La Polizia municipale ha già attivato il servizio di reperibilità per la fase di attenzione di criticità idrogeologica nella zona del fiume. B.F.

9 9 Dall Italia RIMINI Accoltella per gelosia: arrestato l aggressore Ha assalito la sua ex e il nuovo compagno in strada, entrambi sono feriti gravemente LECCE - DOPO SEI MESI DI INDAGINE EMERGE LA VERITÀ Uccise un uomo per gioco: in manette datore di lavoro Il 23enne Qamil Hyraj è stato colpito dal proprietario di un azienda agricola nel corso di un pericoloso tiro a segno con una calibro 22 Non riusciva ad accettare l idea che la sua donna lo avesse lasciato per poi mettersi con un altro. Per questo motivo ieri mattina, intorno alle 10, Mario Caggiano, 55 anni, siciliano, ha accoltellato la donna e il suo nuovo compagno, in strada a Rimini. Entrambi sono ricoverati in ospedale in condizioni critiche ma non sarebbero in pericolo di vita. Il 55enne, secondo una primissima ricostruzione dei fatti avrebbe raggiunto l ex, che si trova a Rimini per lavoro, mentre era in casa del nuovo compagno. Lì sarebbe scoppiata una lite poi finita in strada, nei pressi di un cantiere, dove il siciliano ha estratto il coltello e, in preda a un raptus di gelosia, li ha colpiti entrambi con vari fendenti al collo e al volto. Poi è fuggito. L uomo si è accasciato all istante a terra, mentre la donna si è rifugiata in un attività del posto, chiedendo soccorso agli esercenti. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e il personale del 118. L aggressore è stato rintracciato nel pomeriggio dai militari a Lugo di Romagna (Ravenna). Ora è accusato di duplice tentato omicidio. B.F. Ucciso per errore durante un gioco sadico dal suo datore di lavoro. Sarebbe morto così Qamil Hyraj, il pastore albanese di 23 anni freddato lo scorso 6 aprile con un colpo di pistola alla testa in una zona di campagna di Torre Lapillo, frazione di Porto Cesareo (Lecce). L appassionato di giochi pericolosi che avrebbe premuto il grilletto, invece, si chiama Giuseppe Roi, 31 anni, ed è il proprietario dell azienda agricola dove lavorava la vittima. Per lui, ieri, sono scattate le manette. Secondo la ricostruzione fatta dalla Procura, quella mattina di primavera Roi avrebbe sparato con una pistola calibro 22 contro un vecchio frigorifero abbandonato nella masseria, noncurante che a poca distanza, dietro un muretto, si trovasse il pastore la cui unica colpa è stata quella di trovarsi nella stessa traiettoria del proiettile esploso per diletto. Il primo colpo come rivelato dai rilievi balistici effettuati avrebbe trapassato l elettrodomestico da parte a parte richiamando l attenzione di Hyraj che in quel momento stava guardando il gregge. Il ragazzo si sarebbe voltato ed è lì che sarebbe stato raggiunto da un secondo colpo. Sfortuna, come sottolineato il procuratore di Lecce, Cataldo Motta, anche se più volte l albanese sarebbe stato usato come bersaglio mobile dal 31enne che lo prendeva in giro dicendo ti spaventi sempre. Per questa ragione l accusa contestata è di omicidio volontario nella forma del dolo eventuale. Si tratta di un contesto indiziario, ha riconosciuto lo stesso Motta, ma sufficiente nel suo insieme, per gli inquirenti, a supportare la tesi dell accusa. A finire nei guai anche il padre del giovane arrestato, Angelo Roi, di 68 anni, che è stato invece denunciato per simulazione di reato, in quanto, nel tentativo di depistare le indagini, dopo l omicidio aveva simulato il furto di alcune pecore per far credere che il giovane fosse stato ucciso dai ladri. Fin da subito però, agli inquirenti, quella morte apparentemente sembrava inspiegabile. Il giovane pastore non sembrava avere nessun legame con gli ambienti criminali né con personaggi noti alle forze dell ordine anzi, risultava essere un gran lavoratore, una brava persona particolarmente legata alla sua terra e alla sua famiglia da cui tornava appena possibile. Solamente dopo oltre sei mesi di indagini è emersa la cruda verità. Una vicenda davvero incredibile: un delitto che non ha alcuna motivazione plausibile se non quella di un semplice gioco. Un passatempo che però in questo caso è costata la vita ad un uomo. Barbara Fruch GLI ARTICOLI DELL AMERICANA PUBBLICATI SUL WEST SEATTLE WEEKLY Condannata per l omicidio di Meredith Amanda Knox diventa giornalista Il direttore del settimanale, Patrick Robinson, noncurante delle vicende personali, è entusiasta del talento della giovane CATANIA Lite fra pregiudicati finisce in tragedia Al culmine della discussione in un bar ha pugnalato il rivale all'interno di un locale Ora Amanda Knox fa la giornalista. Secondo quanto riporta il Daily Beast, la studentessa americana condannata dalla Corte d'appello di Firenze per l'omicidio di Meredith Kercher, e' stata assunta come freelance per il West Seattle Herald, nella città dove e' nata. Pare che sia stato lo stesso quotidiano a contattarla. Una nuova vita, dunque per la donna americana condannata alla pena di 28 anni per cui i magistrati italiani hanno chiesto l estradizione. Foxy Knoxy ha iniziato a collaborare come freelance per il West Seattle Herald. Nei mesi scorsi sono, infatti comparsi i suoi primi articoli sul settimanale pubblicato nella più importante città dello Stato di Washington. La Knox si occupa per lo più di cronaca locale e di recensire spettacoli teatrali. Probabilmente sarà più portata per la prima. Sulla scia della sua carriera da scrittrice iniziata con il suo primo libro pubblicato Waiting to be heard, un resoconto dettagliato dell'"inferno" vissuto dalla ragazza nei suoi anni di prigionia in Italia in attesa della sentenza che l'ha prima condannata, poi assolta, poi condannata di nuovo. Amanda si è sempre proclamata innocente e non responsabile dell'omicidio di Meredith avvenuto a Perugia e del quale è stata accusata insieme a Raffaele Sollecito e Rudy Guede. I primi articoli della Knox sono apparsi con uno pseudonimo per tutelare la sua privacy, ma poi si è preferito lasciare il suo nome, ora sono a sua firma così come da accordi con il direttore Patrick Robinson, sicuramente sensibile al marketing spendibile di Foxy Knoxy. Dopo essere tornata negli Usa, la ragazza che ha terminato i suoi studi laureandosi in scrittura creativa, avrebbe mostrato alla redazione culturale del settimanale alcuni suoi pezzi. Il giornale avrebbe apprezzato i suoi articoli e avrebbe contattato la Knox per recensire alcune opere teatrali rappresentate nel territorio. Negli ultimi mesi sarebbero stati scritti dalla ragazza almeno una decina di articoli. Il direttore Robinson, non ha ancora conosciuto di persona la giornalista in erba ma riconosce nella ventisettenne un talento. «Lavora per lo più da casa e i suoi pezzi sono stati accolti con ottimi commenti. La scrittura di Amanda è luminosa, chiara e altamente qualificata» dichiara il direttore, noncurante della richiesta di estradizione avanzata dalla magistratura italiana al Dipartimento di giustizia americano. Per Robison l unica cosa importante è coltivare il talento della Knox: «L abbiamo contatta per darle la possibilità di avere una vita normale» ha concluso il direttore. Chantal Capasso Una lite tra pregiudicati finita male a Catania. La notte di martedì scorso, via Playa, 40 è stata teatro di una tragedia. Intorno alle 23.30, due clienti abituali di un noto locale, ritrovo per molti abitanti del quartiere di San Cristoforo, hanno dato vita a una rissa sfociata in omicidio. Un pregiudicato catanese, Filippo L Abbate classe 1962, per motivi ancora tutti da chiarire, nel bel mezzo di un accesa discussione, ha estratto dalla tasca un coltello a serramanico e colpito più volte al torace Angelo Di Bella, classe 1963, anche lui pregiudicato. I due, hanno iniziato a discutere in maniera animata, prima verbalmente ma poi si è scatenata l ira di L'Abbate che ha tirato fuori un coltello a serramanico ed ha colpito Di Bella al torace. Dei carabinieri della Compagnia di Piazza Dante, in borghese di pattuglia hanno assistito la scena e sono subito intervenuti per sedare la rissa che stava per coinvolgere anche gli altri avventori del bar. I militari hanno disarmato ed ammanettato l aggressore. L'arrestato è detenuto nel carcere di Piazza Lanza. Mentre per la vittima trasferita subito in ospedale non c è stato nulla da fare, le ferite subite al torace sono state fatali. Chiamati i soccorsi, è arrivata l'ambulanza del 118 ed è iniziata la corsa all'ospedale Vittorio Emanuele di Catania per tentare di salvare la vita ad Angelo Di Bella. Il 51enne è morto intorno a mezzanotte. Troppo gravi le ferite riportate. Le cause della morte sono associate ad uno "shock ipovolemico da plurime ferite da punta al torace". La Procura ha disposto l'autopsia che chiarirà in maniera definitiva l'esatta causa del decesso. Ch.C.

10 10 Dall Italia VERIFICHE NELLE SEDI MILANESI E BERGAMASCHE DELLE SOCIETÀ, ENTRAMBE PRESIEDUTE DA GIAMPIERO PESENTI Insider trading, ispezione a Italcementi e Italmobiliare L ipotesi all esame di Consob e Finanza è la compravendita di titoli da parte di soggetti che, per la loro posizione, sono in possesso di informazioni privilegiate Insider trading, ovvero la compravendita di titoli di una società da parte di soggetti che, per la loro posizione all interno della stessa o per la loro attività professionale, sono in possesso di informazioni riservate non di pubblico dominio, indicate come informazioni privilegiate. Sarebbe questa l ipotesi alla base di un inchiesta Consob condotta dalle Fiamme Gialle nelle sedi milanesi e bergamasche di Italcementi e Italmobiliare. Le sedi delle società, entrambe quotate in borsa e presiedute da Giampiero Pesenti, ieri mattina sono state ispezionate. Una verifica che, da quanto si è appreso, rientra nell attività di controllo di tipo amministrativo disposta dalla Commissione di vigilanza sulla borsa e sui mercati la quale, come prevede la legge, si è avvalsa dell ausilio dei militari del nucleo di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza. All esame vi sarebbe una compravendita di titoli delle due società da parte di persone venute in possesso di informazioni riservate che permettono agli stessi di posizionarsi su un piano privilegiato rispetto ad altri investitori del medesimo mercato. Per tale motivo l insider trading è considerato reato. Italmobiliare e Italcementi si augurano che la normale attività di verifica di tipo amministrativo avviata dalla Consob non faccia emergere risultanze dolose ha segnalato un portavoce delle società della famiglia Pesenti In caso contrario i vertici del Gruppo daranno corso a rigorosissime iniziative al fine di tutelare gli interessi delle società, che sarebbero parte lesa, e dei suoi azionisti. Va ricordato che Giampiero Pesenti, che è anche uno storico socio di Ubi Banca, dallo scorso maggio è indagato a Bergamo nel filone di indagine per truffa e riciclaggio che riguarda Ubi Leasing, controllata dell istituto di credito. La magistratura ipotizza irregolarità nella compravendita di beni di lusso, tra i quali imbarcazioni, che venivano ceduti in leasing a persone fisiche e società a cui venivano poi sottratti per cederli a prezzi inferiori al valore reale a persone vicine alla società. Carlotta Bravo ASCOLI PICENO Senza pensione per versare le tasse BARI VITTIMA DEI CONTRASTI INTERNI AGLI AFFILIATI DEL CLAN DI COSOLA Pensione azzerata per mesi a causa delle tasse. La storia, raccontata da Il Corriere Adiatico arriva da San Benedetto (Ascoli Piceno) ed è quella di Sergio Verdecchia ex operaio di 78 anni che negli ultimi quattro mesi ha percepito, in tutto, complessivamente, poco più di duecento euro di pensione. Tutto nasce all'epoca della dichiarazione dei redditi in base alla quale è emerso che Verdecchia avrebbe dovuto versare, alle casse dello Stato, 2550 euro. Lui, che mensilmente prende una pensione di 830 euro, ha così dilazionato il pagamento in tre rate. In pratica per tre mesi ha ricevuto una pensione di poco più di 70 euro perché, in base agli accordi, il resto serviva a coprire le tasse da pagare. Avevo qualche soldo da parte - racconta - e in quei tre mesi siamo andati avanti grazie a quei soldi e ai 450 euro al mese di pensione di mia moglie. Al termine del terzo mese, a tassa pagata e risparmi finiti, Verdecchia era tranquillo del fatto che, la pensione successiva, sarebbe stata piena. Amarissima la sorpresa quando, il cedolino dell'inps, riportava un'unica cifra sull'importo: un zero spaccato. Ho chiesto delucidazioni all' Inps - racconta il pensionato - e loro mi hanno riferito, come se fosse la cosa più normale del mondo, che questo quarto mese di pensione mi era stato trattenuto completamente come anticipo sulle tasse del prossimo anno. L anziano dunque, da quattro mesi, non prende la pensione per una decisione che mai gli era stata comunicata. Pagava il pizzo tre volte A riscuotere il denaro ci pensavano le donne dei boss dei detenuti Un commerciante di Adelfia, in provincia di Bari, si vedeva costretto a pagare per tre volte il pizzo. I beneficiari erano soggetti diversi ma vicini al clan Di Casola, detenuti in carcere. Il clima di perenne e plurima estorsione è terminato grazie alle indagini svolte dai carabinieri di Triggiano (Ba) e coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari. Il Giudice per le indagini preliminari, in accoglimento delle richieste del pm, ha ordinato la custodia cautelare a carico di due famiglie baresi legate ai Di Cosola: arrestati padre 49 enne e nuora 31 enne, che portavano i soldi in carcere al 31enne, e un'altra donna 51enne che portava i soldi al figlio, anche lui detenuto, di 26 anni. Infine l'ordinanza di custodia cautelare ha coinvolto anche un terzo detenuto trentenne vicino allo stesso clan. In tutto sei le ordinanze ai quali è stata contestata l'aggravante del metodo mafioso. Le attività investigative dei carabinieri sono partite in seguito ad un grave attentato subito dal titolare di un esercizio commerciale di Adelfia ad aprile, già stato vittima, nei mesi precedenti, di un incendio che aveva parzialmente danneggiato l'esterno del locale. L'esplosione aveva invece distrutto l'ingresso dell'esercizio commerciale e due auto parcheggiate, danneggiando anche le abitazioni vicine. Dall inchiesta è emerso che la vittima pagava il pizzo già da cinque anni per una somma di 500 euro mensili, in favore dei familiari del primo detenuto. Ma qualcosa va storto all interno del clan, e dal 2013 arriva l ordine di pagamento in favore di altri due carcerati. Ma la richiesta non era stata apprezzata dalla famiglia del primo beneficiario del pizzo che manifestava il suo malcontento per lo sgarro subito con la bomba dell'aprile scorso. Il commerciante, impaurito dalle continue minacce, aveva così deciso di pagare a tutti e tre per evitare il peggio, fino ad arrivare a sborsare 800 euro mensili. Ma l uomo ormai esasperato e sull'orlo del fallimento, ha deciso di collaborare con i carabinieri che hanno interrotto il continuo esborso di denaro. Dalle analisi contabili effettuate dagli inquirenti è emerso che il denaro riscosso dalle donne, ora finite ai domiciliari, venivano incassati dai detenuti con vaglia postali. Chantal Capasso RHO (MILANO): DOMENICA 9 NOVEMBRE IL TORNEO METTIAMO KO LA PEDOFILIA Le arti marziali in campo in difesa dei bambini La manifestazione è organizzata da Bran.co e La Caramella buona Le arti marziali per mettere KO la pedofilia. Questo il cuore dell iniziativa che si svolgerà domenica 9 novembre al Verisport di Rho (via Terrazzano 66) e che vedrà incontrarsi sul ring circa 40 atleti. La giornata, organizzata dalle due Onlus Bran.co e la Caramella buona, entrambe da tempo impegnate in difesa dei bambini, inizierà alle ore 13 con i combattimenti della maggior parte dei marzialisti iscritti. Il programma della manifestazione prevede inoltre un seminario, aperto a tutti, con il campione di Muay Thay Sudsakorn, affermatissimo e titolato atleta noto e amato anche a livello internazionale: è stato infatti campione tailandese e campione del mondo dell arte marziale che pratica. Al termine della prima serie di incontri, intorno alle ore 18, i presenti potranno assistere ad alcuni interventi ed approfondimenti sul tema al centro della giornata. Parleranno di lotta contro la pedofilia per la Caramella Buona la delegata Daniela Casagrande, studentessa in psicologia e per Bran.co la dottoressa Laura Lamponi, specializzanda in psicologia dello sviluppo dell infanzia. Interverrà anche Carlo Di Blasi, uno dei più grandi e conosciuti nomi della boxe thailandese, in Italia e non solo. Già maestro di sport da combattimento, Di Blasi ha infatti un curriculum di notevole spessore: presidente dell NTF contest e ispiratore della Federazione nazionale degli sport da ring (Figh1), da oltre vent anni si occupa direttamente di Oktagon, il più grande galà di thai boxe che si svolge ogni aprile al Forum di Assago, che tra l altro ha aperto la strada agli sport da combattimento in tv. Seguiranno, dalle 19 alle 21, altri combattimenti tra campioni di livello molto elevato. Che, insieme a tutti coloro che interverranno, con la loro presenza contribuiranno alla raccolta di fondi da destinare a progetti che la Caramella buona e Bran.co realizzeranno in difesa dell innocenza e dell infanzia dei più piccoli. Cristina Di Giorgi Abusi su due dodicenni, arrestato allenatore di calcio Avrebbe abusato di due ragazzini di appena 12 anni. È con l accusa di violenza sessuale accusa che ieri mattina la squadra mobile di Milano ha arrestato un 60enne, ex allenatore di una squadra di calcio giovanile della provincia lombarda. Le vittime giocavano proprio nel team da lui gestito fino allo scorso anno. A far partite le indagini, proprio lo scorso anno, era stata la denuncia della famiglia di un ragazzino molestato. Secondo le prime ricostruzioni, le violenze avvenivano negli spogliatoi dell'impianto sportivo in cui i ragazzi si recavano per gli allenamenti. L uomo è ora agli arresti domiciliari. Ma le indagini non si fermano: il sospetto è che i due non siano gli unici ad aver subito le violenze. Per questo la polizia sta ascoltando gli altri giovani atleti della squadra.

11 11 IL FILM DI ERMANNO OLMI SULLA GRANDE GUERRA DA OGGI NEI CINEMA Cultura Il vero tradimento è negare l amor di Patria Il regista: Ci hanno creduto, ma era una truffa. Dobbiamo chiedere loro scusa di Cristina Di Giorgi Un film sul dolore della guerra : queste le parole che i protagonisti e il regista hanno usato per spiegare il senso di Torneranno i prati, la pellicola diretta da Ermanno Olmi da oggi nelle sale. Proiettato in anteprima in cento Paesi il 4 novembre (giorno della firma dell Armistizio che pose fine alla Grande Guerra e che, è giusto ricordarlo, per l Italia significò la Vittoria, sebbene mutilata ), il lungometraggio si propone come un richiamo alla pace, di cui Olmi ha dichiarato di volersi fare portavoce con questa sua produzione cinematografica. Dalla proiezione per la stampa, alla quale abbiamo assistito con la curiosità e la passione per la storia patria che ci ha spinto, sulle pagine del nostro Giornale d Italia, ad intraprendere un percorso giornalistico e umano che ripercorre le vicende legate al Primo conflitto mondiale, siamo usciti con un senso di ammirazione misto a fastidio. Ammirazione per la splendida e curatissima ambientazione, che dà con rara efficacia l idea della vita quotidiana di soldati in trincea, spesso in contrasto con la pace del meraviglioso spettacolo della natura. Fastidio per le parole che il Maestro ha usato per illustrare il suo lavoro. Una spiegazione, la sua, assolutamente legittima ma che sentiamo di non condividere: Noi abbiamo compiuto un grande tradimento nei confronti di quei giovani morti in quella guerra. Non abbiamo spiegato loro perché sono morti. Adesso celebriamo il Centenario - ha detto Olmi in un messaggio registrato nell ospedale milanese in cui è ricoverato - con fanfare, bandiere e discorsi. Ma l ipocrisia diventa vigliaccheria se non sciogliamo il tradimento. Mi auguro che questa celebrazione del Centenario, con alcune riflessioni sul tradimento, trovi in noi un motivo per chiedere scusa. Ai giovani veniva detto di mostrare l amor patrio e quei ragazzi ci avevano creduto. Sono stati inutilmente sacrificati all arroganza dei potenti. Ogni guerra nasce sempre per il potere e la ricchezza di pochi. Oggi l idea di patria si è disciolta, l amor patrio non esiste più, però quei ragazzi ci avevano creduto. Ma era una grande bugia, una grande truffa. Secondo questa interpretazione, che Olmi basa sulle parole di suo padre ( Ero bambino quando raccontava di quegli istanti terribili in attesa dell ordine di andare all assalto - ha detto il regista - e sai che la morte è lì che ti attende sul bordo della trincea. Più di una volta l ho visto piangere ) il vero nemico non è il soldato contro cui spari, ma chi ti ha mandato ad uccidere chi è come te. Un concetto con cui, con tutto il rispetto per il sentire personale e delle memorie familiari del Maestro, non siamo d accordo. È vero, la Grande Guerra è stata una carneficina: milioni di morti e tanto sangue, soprattutto giovane, sparso in tutto il mondo. Dolore e sacrificio, che non potranno più essere raccontati direttamente dalla voce di chi li ha vissuti: quegli uomini però hanno lasciato scritti in cui la verità non ha contorni di retorica. Come la lettera - esemplare, fra tante, dell animo con cui molti giovani affrontavano quelle esperienze terribili - che il diciannovenne Umberto Vattani scrive a suo padre dal fronte nell inverno del 1917 (lo stesso periodo in cui è ambientata la pellicola di Olmi): In ballo sono le sorti dell Italia e dell Intesa, quindi nessuna paura, nessun timore deve trattenere l animo dal compiere in ogni momento il proprio dovere al costo del più gran sacrificio che è quello della vita. Sono i giorni terribili della ritirata di Caporetto, quando tutto sembrava davvero perduto. Eppure c è stato chi con mirabile esempio di ardimento e sprezzo del pericolo resistette ostinatamente ai furiosi attacchi nemici ed incitò all estrema resistenza i pochi superstiti, come si legge nella motivazione della medaglia d Argento al valore militare conferita alla memoria ad Umberto Vattani. Come lui ce ne sono stati tanti altri, che hanno testimoniato, con le azioni più che con le parole, che l amore di Patria non è stato una bugia: ci hanno creduto veramente fino al massimo sacrificio. Sono loro l altra faccia della medaglia della storia raccontata da Enrico De Roberto alla quale Ermanno Olmi si è ispirato nel realizzare il suo film. Sono loro che, come i protagonisti di Torneranno i prati hanno sfiorato le foto dei loro familiari, hanno osservato la natura silenziosa in una notte d inverno, si sono scambiati battute nei propri diversi dialetti, si sono difesi come potevano dal freddo in un avamposto sperduto come ce ne sono stati tanti, hanno atteso con la morte nel cuore il fischio delle bombe, contando i secondi tra l ultima esplosione e la successiva. Sono loro che hanno letto nelle loro brande le lettere delle famiglie, che ne hanno scritte, che hanno sopportato la febbre e il dolore per la morte dei loro commilitoni, che hanno cantato, che hanno giocato con gli animali che si sono trovati intorno. E sono ancora loro che hanno guardato negli occhi il terrore e la morte. Ma non si sono strappati le mostrine dei gradi per riacquistare la loro dignità come il capitano febbricitante che, nel film di Olmi, rifiuta di eseguire un ordine ritenuto assurdo; non si sono sparati pur di non andare incontro a una fine certa per mano del nemico. Il grande regista ha giustamente dichiarato che nelle celebrazioni per il Centenario della Grande guerra che l ipocrisia diventa vigliaccheria se non sciogliamo il tradimento restando in quella fascia neutrale che è già tradimento. E a conclusione del film, uno dei protagonisti (l attendente), dice che alla fine tutti torneranno a casa e torneranno i prati e sembrerà che non sia mai accaduto nulla. Ecco, l ipocrisia, la vigliaccheria e soprattutto il vero tradimento stanno nel non riconoscere che vi furono anche uomini che nell amor di Patria ci hanno creduto davvero, tramandandolo con il loro esempio alle generazioni successive. Che non dimenticano quel che è accaduto e che, pur non avendo vissuto quelle vicende drammatiche, vanno ancora oggi orgogliosi di essere italiani come Umberto Vattani e i tanti eroi senza nome che, come lui, durante la Grande Guerra hanno dato un senso alla parola Patria. ROMA: CONCERTO DELL ORCHESTRA ALBERTO BOCCI Musica classica al centro commerciale Roma est Sabato 8 novembre il centro commerciale Romaest diventerà una grande sala da concerto. Alle ore 18 si svolgerà infatti un esibizione dell Orchestra a Plettro Senese Alberto Bocci, diretta dal maestro Giuseppe Baldesi. Ospite della formazione musicale, il soprano Delia Palmieri, che interpreterà alcune note canzoni napoletane. L evento si inserisce nel programma della Pizzicato fantasy, un iniziativa che ha lo scopo si legge nel comunicato stampa di presentazione - di avvicinare la musica classica al grande pubblico, facendolo incontrare con realtà particolari come quella dei complessi a plettro. L'Orchestra a Plettro Senese Alberto Bocci, composta da una ventina di elementi, è forse l'unico complesso del genere che dispone di uno strumentario completo ed uno dei pochissimi che abbia svolto la sua attività ininterrottamente fino ad oggi dal 1921, anno della sua fondazione. Gli strumenti sono esclusivamente a corde pizzicate: con le dita (arpa, chitarra, liuto) o con il plettro (quartino, mandolino). Quanto al repertorio, oltre a canzoni popolari napoletane e toscane l Orchestra propone anche musiche di autori che vanno dal periodo barocco (Vivaldi, Haendel, Albinoni) e classico (Mozart, Beethoven) a quello ottocentesco ed operistico (Verdi, Rossini, Puccini), passando anche per il lavoro dei compositori contemporanei. Gli appuntamenti successivi della manifestazione, tutti ad ingresso gratuito, sono in calendario per sabato 15 e 22 novembre con l Orchestra Caput Gauri e la Costantino Bertucci. CdG

12 12 L EX CONSIGLIERA RITRATTA IN SCATTI HOT A IBIZA Società Nicole Minetti, cat-woman tutto pepe Atteggiamenti bollenti e provocanti dopo la fine della love story con D Alessio di Francesca Ceccarelli Una delizia per i paparazzi che ne avevano perso le tracce: torna sotto i riflettori la prosperosa Nicole Minetti, riapparsa sui profili di alcuni amici con foto decisamente hot. Le foto in questione risalgono alla notte di Halloween in occasione di un festino a Ibiza, dove la ex consigliera regionale si è recata recentemente. Nicole è stata ritratta, travestita da cat-woman con manette ai polsi e reggiseno mozzafiato. Nelle foto appare con una mascherina nera che le copre parzialmente il viso, mettendo in mostra tutta la sua avvenenza fisica notoriamente prorompente. Gli atteggiamenti della Minetti sono molto provocanti: indossa biancheria intima nera, calze a rete ed espone il suo décolleté in primissimo piano, contornato da un sguardo a dir poco seducente. Poche ore online e la curiosità dei suoi seguaci sui social è esplosa dando vita a una serie infinita di commenti. Ma per la bella Nicole i grandi cambiamenti sono in vista a livello professionale: pare infatti che l'ex igienista dentale sia intenzionata ad aprire uno studio privato a Milano oppure a Roma. Per lei che dopo l udienza del processo d appello Rubybis era volata a New York, una nuova vita. Forma perfetta e fisico smagliante dopo la rottura con Claudio D Alessio, figlio del cantante Gigi. Dopo la fine della love story pare infatti che Nicole abbia perso ben 5 chili durante il periodo post rottura passato sulle spiagge di Ibiza appunto. Ma non finisce qui il gossip: dopo l aborto spontaneo del figlio che avrebbe aspettato da D Alessio Jr, l ex consigliera regionale ha voluto isolarsi alle Baleari dove, fra l altro, si è riavvicinata al suo ex Giuseppe Cipriani, re dei ristoranti di lusso. Insomma una Minetti tutto sprint nonostante non le manchino anche grane giudiziarie: nei giorni scorsi infatti il procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e i pm Paolo Filippini e Antonio D Aessio hanno chiesto il processo per 64 ex consiglieri della Regione Lombardia accusati di peculato nell inchiesta sulle spese pazze : tra loro anche la bella romagnola alla quale è stato contestato un totale di oltre 3 milioni di euro di spese. I rimborsi risalgono al periodo dal 2008 al Secondo gli approfondimenti dei magistrati non sarebbero stati giustificabili con gli impegni istituzionali dei consiglieri. Sulle teste di consiglieri ed ex consiglieri pendono anche le contestazioni della Corte dei Conti. Tra le spese contestate focaccia e Fanta in bottiglia, servizio taxi tratta non specificata, acquisto dvd corso inglese Speak Now, un pc da 550 euro, ma anche 2 euro e 70 per la Nutella. FINE DEL MATRIMONIO PER IL CALCIATORE BRASILIANO Kakà e Caroline si dicono addio Inutili i tentativi della coppia di salvare la loro relazione Dopo mesi di voci più o meno fondate sembra arrivare la conferma. Divorzio in vista per il calciatore Kakà e la moglie Caroline. Una notizia che circolava già da tempo soprattutto dopo la scelta del giocatore di lasciare l'italia e avvicinarsi a casa, probabilmente proprio nel tentativo di salvare proprio il suo matrimonio. Troppo tardi e non sufficiente: oggi arriva la parola fine. La notizia è stata data a quanto pare da un agente del calciatore, ma il gossip aveva già preso piede durante una vacanza da single del fuoriclasse brasiliano e per le successive foto che erano spuntate sui social con una Miss che era sulla stessa isola paradisiaca. Erano arrivate le smentite della moglie Caroline e del fidanzato della bella miss. Kakà e Caroline erano insieme dal 2005: sulla fine annunciata del loro matrimonio hanno tenuto a precisare: Siamo insieme da 13 anni, avevo 18 anni quando ci siamo sposati. Ogni relazione ha dei periodi di crisi. Al momento Kakà sta disputando il campionato brasiliano e la Copa Sudamericana con il San Paolo e si trasferirà a dicembre negli Stati Uniti per giocare con gli Orlando City. Proprio questo nuovo cambiamento sarebbe, secondo il sito web delle celebrità Ego, una delle cause della rottura definitiva. La coppia ha due figli, Luca di sei anni e Isabella di tre. Il centrocampista, arrivato nella città ecuadoriana di Guayaquil per affrontare domani l Emelec per la qualificazione alle semifinali della Copa Sudamericana, non ha commentato le notizie sulla sua separazione: no comment anche sui social network dove Kakà e Caroline hanno scelto di restare in silenzio, almeno per ora. F.Ce. IN USCITA IL PROSSIMO 25 NOVEMBRE NEGLI STATI UNITI Beyoncé, ritorno in versione deluxe Per la cantante un doppio cd, due brani inediti e quattro nuovi remix Novità discografiche in vista per la reginetta del pop internazionale: il prossimo 25 novembre sarà disponibile in tutti i negozi americani un cofanetto contenente una edizione limitata dell album Beyoncé, con due cd e un dvd. Una sorpresa natalizia per tutti i fan che nel giro di oche ore si sono scatenati sui i social. Del resto la stessa Beyoncé rilasciò l album che porta il suo nome nel 2013 direttamente su itunes senza fare alcuna pubblicità. Il cd More che si aggiunge nel box set all originale Beyoncé conterrà due brani inediti (7/11 e Ring Off) e 4 remix di successi del 2013 che vedono la partecipazione di Nicki Minaj (Flawless), Jay Z e Kanye West (Drunk In Love), Pharrell Williams (Blow) e Mr. Vegas (Standing on the Sun). Per la parte visuale del progetto al DVD contenente le 17 clip originali si aggiunge un DVD live di dieci tracce registrato nel corso del tour mondiale Mrs. Carter Show, oltre a un minicalendario Il cofanetto sarà distribuito nella settimana in cui tradizionalmente si dà il via allo shopping natalizio. L album Beyoncé ha venduto piu di 3,5 milioni di copie ed ha infranto tutti i record di vendita su itunes. Ma Beyoncè non si limita alla musica: la cantante sta infatti continuando la sua incursione nel mondo del business con la collaborazione con Topshop con la quale ha formato una joint venture, la Parkwood Topshop Athletic Ltd. Si tratta in sostanza di una nuova società che si occuperà della creazione e vendita di abbigliamento sportivo da donna firmato Beyoncè e Topshop, e che debutterà con tutta probabilità nell'autunno 2015 (quindi fra un annetto). Sir Philip Green, proprietario di Topshop,ha ribadito che non si parla di una semplice collaborazione per una collezione, ma di un vero e proprio accordo finanziario tra Beyoncè e Topshop, nato nel corso di un meeting di affari dello scorso Febbraio. Fondamentalmente quando lei era a Londra in Febbraio abbiamo fatto in modo di incontrarci. Abbiamo cominciato a parlare in generale di fare qualcosa insieme, noi (Topshop) eravamo comunque intenzionati a fare qualcosa nel settore dell'abbigliamento sportivo: dobbiamo essere anche lì. Basandoci su ciò che fa lei, come si allena, la conversazione si è spostata in quella categoria. La discussione vera e propria è cominciata a Maggio o Giugno, su come si sarebbe potuta costruire. Ci sono voluto sei-otto settimane per mettere insieme l'accordo. Venerdì Beyoncè è venuta in ufficio per l'ultimo pezzo di questo puzzle. In questa nuova società appena nata dovranno essere ancora nominati sia i ruoli chiave della parte creativa, quali il designer, sia quelli amministrativo-finanziari, come il CEO e i capi del marketing. Per ora c'è solo l'accordo: adesso si può parlare di assumere alcune persone. Stiamo facendo brainstorming sul nome. Non ci siamo ancora. Nell attesa di sapere chi sarà il direttore creativo di questo nuovo marchio, il capo di Topshop ha anche nominato la possibilità che Beyoncè sia testimonial del nuovo marchio. Per adesso solo supposizioni, si attendono mosse della signora del pop. F.Ce.

SPECIALE RIENTRO NELLA SCENA POLITICA DI SILVIO BERLUSCONI Il Presidente di Forza Italia alla scuola di formazione politica Forza Futuro, a Calvagese

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