Ampio raggio Esperienze d arte e di politica numero 3

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2 Ampio raggio

3 Ampio raggio Esperienze d arte e di politica numero 3

4 Ampio raggio Esperienze d arte e di politica Numero tre Novembre 2011 Laminarie editrice ISSN Direzione Bruna Gambarelli Cura Federica Rocchi Hanno collaborato Marta Casarini, Marco Dalpane, Nicola Ferrari, Giuliano Guatta, Maria Montanari, Gina Tassinari. I frammenti sono stati scritti da Simona Bertozzi, Marta Casarini, Marco Dalpane, Gabriele Dallabarba, Marco Di Giovanni, Federica Iacobelli, Antonello Marra, Mario Martignoni, Roberto Vallicelli [ominostanco], artisti che hanno partecipato con i loro laboratori a Onfalos - infanzia al centro, con la cura e il coordinamento di Febo Del Zozzo. Un ringraziamento a Joe Hisaishi e Kayo Chiba, Wonder City inc., Raffaele Zacchiroli, Giancarlo Gaeta, L Autore Libri Firenze, Matteo Casari Traduzioni in inglese Gabriele Ferri Traduzione in giapponese Natsuko Sawaya Traduzione dal giapponese Chiara Comastri Progetto Grafico Alex Weste Fotografie Pag. 54, 64 e 86: Gabriele Ferri; pag. 72: Laura Barbieri; pag. 78: Gabriele Orlandi. Le fotografie di questo numero sono state realizzate in occasione di Onfalos infanzia al centro, giugno luglio Tutti i diritti sono di proprietà di Laminarie. Disegni Giuliano Guatta Questo numero è stato chiuso il 11 novembre 2011 Laminarie Associazione Culturale 2011 Associazione Culturale Laminarie Corte de Galluzzi 11, Bologna DOM la cupola del Pilastro via Panzini 1, Bologna Abbonamenti È possibile sottoscrivere l abbonamento a tre numeri della rivista al costo di 20 Euro. Per informazioni e sottoscrizioni: T La redazione accetta collaborazioni esterne. I dattiloscritti vanno inviati all indirizzo: Associazione Culturale Laminarie Corte de Galluzzi 11, Bologna, o a Gli autori degli articoli accettati saranno contattati dalla redazione. DOM la cupola del Pilastro

5 Infanzia al centro p. 08 Bruna Gambarelli Solo per parole p. 11 Laminarie Autoreverse Cronaca di Onfalos p. 16 Marta Casarini Rilevamento dal vero p. 21 Giuliano Guatta But what about the noise of crumpling paper Appunti per un lavoro su John Cage con i bambini p. 46 Marco Dalpane ((( Conversazione Scrivere i suoni p. 56 Intervista a Joe Hisaishi ((( Incontri 99 anni p. 66 testimonianza di Gina Tassinari ((( Il racconto Annusetta e Codino p. 74 Maria Montanari ((( La recensione Il ragazzo con la bicicletta p. 80 Nicola Ferrari indice

6 Infanzia al centro Bruna Gambarelli Nel quarto numero di Ampio Raggio mettiamo l infanzia al centro. Questa rivista, che accompagna le attività che si svolgono a DOM, raccoglie in questa occasione pensieri, disegni e fotografie relative alla seconda edizione della rassegna Onfalos esperienze con le arti contemporanee per i bambini e i ragazzi, che si è tenuta a giugno/luglio La rassegna viene raccontata dall interno: una cronista, Marta Casarini, e un disegnatore reporter, Giuliano Guatta, hanno seguito gli artisti e i bambini da vicino. I disegni raccolti in questo numero sono il risultato dell inedito reportage tracciato a biro. Per le rubriche che compongono la rivista, abbiamo cercato esperienze significative sulle relazioni tra arte e infanzia: Un musicista di fama mondiale, Joe Hisaishi, racconta a Laminarie il processo compositivo delle colonne sonore per le animazioni di Hayao Miyazaki e Takeshi Kitano. Una ricerca musicale di grande valore che si rivolge in modo particolare ai bambini. Gli aspetti pedagogici dell opera rivoluzionaria di John Cage ci vengono illustrati dal musicista Marco Dalpane. Un racconto per i bambini, Annusetta e Codino, porta il lettore nel mondo animale grazie alla scrittrice Maria Montanari, ex allevatrice di maiali. Un anziana signora testimonia della collaborazione tra i cittadini per la costruzione dei servizi scolastici nel Pilastro degli anni Settanta. La recensione del film Il Ragazzo con la bicicletta dei Fratelli Dardenne è curata da Nicola Ferrari, cinefilo ed educatore che lavora a stretto contatto con ragazzi che vivono le stesse problematiche del protagonista della pellicola. Childhood on the centre spot Laminarie In the fourth number of Ampio Raggio, we decided to put childhood on the centre spot. This magazine collects for the occasion some thoughts, reflections, drawings and pictures about the second edition of festival ONFALOS experiences with contemporary arts for 8 ampio raggio n 3 9

7 children and teenagers, that took place in june/july The festival is told by inner voices: a reporter, Marta Casarini, and a sketch reporter, Giuliano Guatta, followed closely children and artists. The drawings collected in this issue show the results of such a new reportage marked out by pen. For what concerns the rest of magazine s usual surveys, we looked out for significative experiences about the relationship between arts and children: A world-famous musician, Joe Hisaishi, tells us about the compositive process of the soundtracks made for Hayao Miyazaki s and Takeshi Kitano s movies. A great musical research dedicated in particular to children. The pedagogical aspects of John Cage s revolutionary work are illustrated by musician Marco Dalpane. A tale for children, Annusetta e Codino, brings the reader into the animal s world thanks to writer Maria Montanari, a former pig breeder. An old woman brings us a witness about the strong collaboration among citizens for the creation of school system in Pilastro s area in the Seventies. The critique of movie The Kid With A Bike by Dardenne Brothers is presented by Nicola Ferrari, a cinephile and a professional educator who works in contact with kids with difficulties similar to the ones experienced by the movie s protagonist. Solo per parole Laminarie Onfalos Infanzia al centro: chiamare i bambini per riunirsi intorno a un oggetto. Questo oggetto è l opera che ogni artista porta con sé. avere fiducia nella capacità dell opera di parlare senza la necessità di essere spiegata. chiamare gli artisti ad una relazione diretta con i bambini. Questi artisti non necessariamente si occupano o si sono occupati d infanzia. guardare gli spettacoli da vicino. 10 ampio raggio n 3 11 ORA! stare nello stesso spazio: dentro, fuori, in teatro, in giardino, a scuola, in palestra. condividere un tempo non rigidamente controllato. spazio pubblico, un opera di 70 metri che collega il teatro, le scuole, la falegnameria, il parco. teatro, danza, musica (pianoforte percussioni musica elettronica), cinema, scienza, gioco, scacchi, tecnica, letteratura, arte visiva. essere qui per bellezza.

8 Through words only Laminarie Onfalos infanzia al centro: to call the children to gather around an object. Such an object is the work that every artist carries with him. to trust a work s ability to speak for itself with no need of an explanation. to invite artists to establish a direct relation with children. Such artists do not necessarily deal, or have dealt, with childhood. to watch shows very closely. NOW! to be in the same place: inside, outside, in the theatre, in the garden, in the school, in the gym. to share a time that is not strictly controlled. public space, a 70-meters long work of art, connecting theatre, schools, woodworker s workshop, park. Theatre, dance, music (piano drums electronic music), cinema, science, play, chess, technique, literature, visual arts to be here for the beauty itself. onfαloς INFANZIA AL CENTRO Ω π Ψ ϕ Λ progetto Un artista per il Pilastro 12 ampio raggio n 3 13

9 LAMINARIE LAMINARIE onfαloς INFANZIA INFANZIA AL AL CENTRO CENTRO esperienze esperienze con le con arti le contemporanee arti contemporanee per i bambini per i bambini e i ragazzi e i ragazzi giov giov 23 giugno 23 giugno > dalle > dalle ore 20 ore DOM 20 DOM la cupola cupola del Pilastro del Pilastro INAUGURAZIONE INAUGURAZIONE dalle dalle 20 installazionetraffico 20 installazionetraffico a colori a colori di Marco di Marco Di Giovanni Di Giovanni [arte [arte pubblica] pubblica] dalle dalle Osservazione Osservazione del cielo del cielo stellato stellato nel planetario nel planetario e con e il con telescopio il telescopio a cura a di cura Sofos di Sofos ore 21 ore Bologna 21 Bologna Cello Cello Project Project in concerto in concerto ven 24 ven giugno 24 giugno > ore > 17 ore DOM - 19 DOM la cupola cupola del Pilastro del Pilastro Δ Parole Δ Parole appena appena nate, nate, laboratorio laboratorio di scrittura di scrittura creativa creativa a cura a di cura Gabriele di Gabriele Dalla Dalla Barba Barba [per bambini [per bambini e ragazzi e ragazzi anni] - 12 anni] > ore > ore Giardino Giardino delle delle Scuole Scuole Medie Medie Saffi, Saffi, via Panzini via Panzini 1/3 1/3 Alphasud Alphasud in concerto in concerto sab 25 sab giugno 25 giugno > ore > 18 ore DOM - 20 DOM la cupola cupola del Pilastro del Pilastro Ω Musica Ω Musica che ride, che ride, laboratorio laboratorio di musica di musica per il per cinema il cinema a cura a di cura Marco di Marco Dalpane Dalpane [per bambini [per bambini e ragazzi e ragazzi anni] - 14 anni] > ore > 21 ore sul 21 Teatrobus, sul Teatrobus, via Panzini via Panzini 1 1 Il cinema Il cinema di Buster di Buster Keaton Keaton musicato musicato dal vivo dal da vivo Marco da Marco Dalpane Dalpane dom dom 26 giugno 26 giugno > ore > 21 ore sul 21 Teatrobus, sul Teatrobus, via Panzini via Panzini 1 1 Tre scrittrici Tre scrittrici e tre e racconti tre racconti (da leggere (da leggere in autobus in autobus e sotto e sotto gli alberi) gli alberi) con Marta con Marta Casarini, Casarini, Federica Federica Iacobelli, Iacobelli, Maria Maria Montanari Montanari musiche musiche Trio Leuterius Trio Leuterius lun 27 lun giugno 27 giugno > ore > 17 ore DOM - 19 DOM la cupola cupola del Pilastro del Pilastro π Strani π Strani gesti gesti strani, strani, laboratorio laboratorio di danza di danza a cura a di cura Febo di Febo Del Zozzo, Del Zozzo, con Simona con Simona Bertozzi Bertozzi e Antonello e Antonello Marra Marra [per bambini [per bambini e ragazzi e ragazzi anni] - 15 anni] mar mar 28 giugno 28 giugno > ore > 17 ore DOM - 19 DOM la cupola cupola del Pilastro del Pilastro Drummatica, Drummatica, laboratorio laboratorio di percussioni di percussioni il per cinema il cinema d animazione d animazione a cura a di cura di Mario Mario Martignoni Martignoni [per bambini [per bambini anni] - 10 anni] > ore > ore lezione lezione in falegnameria in falegnameria merc merc 29 giugno 29 giugno > ore > 17 ore DOM - 19 DOM la cupola cupola del Pilastro del Pilastro Ψ Le Ψ stelle Le stelle siamo siamo noi, laboratorio noi, laboratorio di arte di visiva arte visiva a cura a di cura Marco di Marco Di Giovanni Di Giovanni [per bambini [per bambini anni] - 10 anni] > ore > ore lezione lezione sugli sugli insetti insetti gio 30 gio giugno 30 giugno > ore > 17 ore DOM - 19 DOM la cupola cupola del Pilastro del Pilastro ϕ Coreografia ϕ Coreografia Infinita, Infinita, laboratorio laboratorio di teatro di teatro a cura a di cura Laminarie di Laminarie [per bambini [per bambini anni] - 11 anni] > ore > ore lezione lezione di scacchi di scacchi in giardino in giardino ven 1 ven luglio 1 luglio > ore > 17 ore DOM - 19 DOM la cupola cupola del Pilastro del Pilastro Λ Voce Λ Voce su voce, su voce, laboratorio laboratorio di musica di musica elettronica elettronica a cura a di cura Omino di Omino Stanco Stanco [per ragazzi [per ragazzi anni] - 15 anni] > ore > ore Giardino Giardino delle delle Scuole Scuole Medie Medie Saffi, Saffi, via Panzini via Panzini 1/3 1/3 DJessa DJessa Bea in Bea concerto in concerto sab 2 sab luglio 2 luglio > ore > 21 ore DOM 21 DOM la cupola cupola del Pilastro del Pilastro [prenotazione [prenotazione obbligatoria] obbligatoria] Laminarie Laminarie ORA! ORA! prima prima nazionale nazionale - spettacolo - spettacolo itinerante itinerante tra gli tra spazi gli pubblici spazi pubblici di via Panzini, di via Panzini, con la con partecipazione la partecipazione degli artisti degli artisti che hanno che hanno presentato presentato i loro laboratori i loro laboratori dom dom 3 luglio 3 luglio > ore > ore DOM DOM la cupola cupola del Pilastro del Pilastro Altre Altre pratiche: pratiche: esperienze esperienze di ricerca di ricerca dedicate dedicate all infanzia, all infanzia, tra Italia tra Italia ed Europa. ed Europa. Incontro Incontro pubblico pubblico > ore > 21 ore DOM 21 DOM la cupola cupola del Pilastro del Pilastro [prenotazione [prenotazione obbligatoria] obbligatoria] Laminarie Laminarie ORA! ORA! spettacolo spettacolo itinerante itinerante tra gli tra spazi gli pubblici spazi pubblici di via Panzini, di via Panzini, con la con partecipazione la partecipazione degli artisti degli artisti che hanno che hanno presentato presentato i loro laboratori i loro laboratori tutte tutte le sere le sere > bar > ambulante bar ambulante e musica e musica nel giardino nel giardino DOM di DOM 14 ampio raggio n 3 15

10 Autoreverse cronaca di Onfalos Marta Casarini Quando a undici anni scappavo di casa prendevo il 93 che passava ogni mezz ora, e mentre lo aspettavo stavo seduta sui gradini di un vecchio palazzo dove abitava un dentista che di cognome si chiamava Tirafortis. Ascoltavo le cassette nel walkman attaccato alla cintura che mi teneva su le braghe, sempre le stesse, facendo largo uso del pulsante autoreverse, perché la cassetta durava solo un ora, mentre il mio viaggio molto di più. Il mio viaggio era lungo e lontano, perché scappavo anche dalla scuola, e chissà se sarei mai tornata visto che l autobus era lento e la mia mèta folle e sconosciuta. Decidevo di scappare sempre al Pilastro. Accucciata nei sedili in fondo, le ginocchia incastrate sotto il mento, attraversavo tutta la città contando le strade, le macchine e le case e immaginandomi le vite dentro, guardando le persone che salivano chiuse nei cappotti e nelle giacche a vento. Mi piaceva scappare d inverno quando i passeggeri sapevano di cenere e catarro, tutti con gli occhi coperti dal cappello; e poi mi piaceva scappare in estate quando alzavo il naso verso il finestrino aperto. Il Pilastro era lontano e nel frattempo potevo fare tutto quello che volevo. Scrivevo su un quadernino con un pennarello nero, muovevo le braccia a tempo, non avevo paura di niente perché al Pilastro non esisteva la mia prima media, la prof. di italiano che mi odiava, le prese in giro per i miei vestiti larghi e le mie braghe bucate tra le cosce. Al Pilastro c erano i palazzi alti tutti attaccati come denti nelle bocche giovani, ci abitavano dentisti e avvocati, e bambini che scappavano ogni giorno da quelle porte con diecimila campanelli, e io li vedevo tutti dondolando la testa al ritmo del bus e delle stesse canzoni in autoreverse. 16 ampio raggio n 3 17

11 Quello che non vedevo, da sopra il 93, erano i parchi, e la piccola collina sulla quale mi sono seduta qualche mese fa. Mi stavo preparando per lo spettacolo finale di Onfalos, al Dom, che quando avevo undici anni ancora non c era, e avevo una gonna rossa, una maglietta rossa con su scritto ORA!, e avevo da inventare un testo su cosa volesse dire essere bambini e suonare, avere a che fare un po con gli scrittori, gli autori, le immagini e i suoni, gli scacchi, i matti. Ci ho messo un po. Per la prima volta, il Pilastro lo vedevo da sotto in su, senza ruote di mezzo, lo vedevo da seduta per terra e mi è sembrato bello, sporcandomi la gonna di foglie qualcosa ho inventato, e i posti dove si riesce a inventare qualcosa hanno sempre un fascino reale, a ben guardare, una ruga, un increspatura sulla superficie che è la presenza di un continuo movimento. Ho letto ai bambini su un autobus, sui sedili non in fondo, ma in mezzo. A un certo punto mi è venuto da tossire così forte che mi stavo strozzando, e per bere mi sono alzata e ho fatto vedere i vestiti larghi che avevo addosso, ma nessuno mi ha presa in giro. Poi ho parlato in un megafono. Ho detto quello che avevo inventato, e poi ho immaginato che ero di nuovo piccola e che il Pilastro era casa mia, e che potevo tornare al Dom e alla collina del prato tutte le volte che volevo per pestare i piedi in una palestra che rimbomba benissimo e incontrare gli altri e rotolarmi per terra, senza dover per forza scappare lontano. Poi ho pensato che Onfalos vuol dire ombelico, e io sugli ombelichi avrei milioni di cose da dire, per esempio che mi ricordo quando mia sorella piccola ce l aveva al vento appena nata e mia madre le ha scucito il cordone sul tavolo di legno della cucina, e adesso il mio è incorniciato da una cicatrice rossa e un po in rilievo, ed è schiacciato tipo passeggero rimasto in mezzo alle porte dell autobus. Queste cose sono successe, da quando scappavo; è successo che i luoghi, i pensieri, i movimenti, il mio ombelico sono cambiati. Poi, anzi prima, Onfalos lo abbiamo presentato, e alla conferenza stampa c erano Bruna, Febo e Federica, l assessore alla cultura e i giornalisti, e poi c era anche la preside del Pilastro che si chiama Maria, che quando avevo undici anni era la preside della mia scuola, che sapeva che scappavo, e sapeva anche il perché. Non mi ha riconosciuta. Un po mi è dispiaciuto, avrei voluto salutarla e dirle che ero felice di scappare lontano. Che sono contenta che adesso stia al Pilastro e sia riuscita a scappare lei al posto mio, e che spero che abbia un bell ombelico, non martoriato come quello che mi porto addosso io. Però questo magari non lo scrivo, perché penso che anche questo lo sappia già. 18 ampio raggio n 3 19

12 Marta Casarini ha 27 anni e fa: il pane, i capricci, la bibliotecaria solo per quest anno, la lettrice di fiabe per bambini e la scrittrice. Ha pubblicato per la Voras edizioni il romanzo Nina Nihil giù per terra e vari racconti in diverse antologie, l ultima delle quali Attraverso passaggi (Malicuvata). Piange, ama. Non si stanca facilmente. Rilevamento del vero Giuliano Guatta Autoreverse A chronicle of Onfalos Marta Casarini I was getting ready for Onfalos final show at the DOM theatre, which was not there yet when I was eleven years old, and I wore a red skirt, a red t-shirt with NOW! written on it and I had to invent a text about what it means to be kids and to play, and to work a little with writers, authors, images and sounds, chess and fools. It took me a while. For the first time, I saw Pilastro from the bottom up, without any wheels in between, I saw it while sitting on the floor and it was beautiful to me. While my skirt got dirty with leaves, I managed to invent something, and places where you can invent something always had a real charm on me, like a wrinkle, a gathering on the surface showing the presence of an unceasing movement. Alcune riflessioni sulla serie di disegni, da me realizzati in qualità di disegnatore reporter, durante alcuni laboratori in occasione di Onfalos Infanzia al centro, I disegnatori reporter venivano inviati dal giornale a schizzare immagini di vario genere, le quali erano poi spedite in redazione. Qui un artigiano copiava i disegni su blocchi di legno perfettamente lisciati, che venivano incisi fino a diventare una sorta di timbro, inseriti tra le colonne di testo e stampati. (Il dizionario dell uomo che raccontava storie, a cura di Alfredo Castelli, sergiobonellieditore.it). 20 ampio raggio n 3 21

13 Mi aggiro in prossimità di questa tradizione, con circospezione, (questa è gente dalla mano felice ) per non farmi troppo notare, e mi acquatto nella penombra come un predatore, perché è una preda quella che inseguo, con gli occhi e con il segno. Sento un impulso ad acchiappare ciò che si muove, a bloccarlo, come un passero, come un leprotto tra le mani. Chi si muove non mi vede, e se mi vede, non vede ciò che faccio. Freneticamente cerco di registrare nel segno gli impulsi visivi che ricevo, osservando il movimento dei corpi, aderendovi in proporzione, miniaturizzandolo, concentrandolo nello spazio che intercorre tra il mio sguardo e l espulsione del segno sul foglio, con tutto ciò che ci sta in mezzo. Il movimento che seguo con lo sguardo, viene tradotto in traccia, trasferendosi proporzionalmente nelle torsioni, nelle leve, e nella miriade di varianti di movimento dell articolazione del polso, che guida la mano, che impugna la biro, che segna la superficie. Se il mio segno raggiunge il movimento, si muove con lui, diventa parte di esso, partecipa dei suoi spostamenti, ritmi e pause. Cerco di non guardare ciò che disegno per non perdere l attenzione su ciò che accade; solo in alcuni momenti, attratto da un gesto, da una postura, confronto il disegno con ciò che vedo, come a prendere distanza, riprendere fiato. È una corsa ad ostacoli: il passaggio da una pagina all altra è un salto, un corpo sospeso sopra l o- stacolo, lanciato ad oltrepassarlo, la mano scavalca il bordo della pagina per ricadere sulla successiva. Nella copia dal vero il fine è quello di indagare e tradurre verosimilmente ciò che si vede; in questa pratica, che io definisco rilevamento del vero, più vicina alla sismografia, il fine è quello di registrare gli impulsi che noi riceviamo dall osservazione del reale: il cervello elaborando ciò che l occhio vede, manda impulsi alla mano che muovendosi li restituisce attraverso il segno, nella traccia, creando una continua relazione tra cosa osservata e disegno. Questo lavoro, per l attenzione all aspetto fisiologico con cui viene affrontato, si inserisce programmaticamente in Ginnica del segno, (sviluppo di MRPLS Movimento di Ricerca e Pratiche di Liberazione del Segno, personale momento di ridefinizione e rigenerazione del senso del segno e del disegno), forma di lavoro che si connota sempre più come disciplina. Giuliano Guatta è artista visivo. Oltre all attività espositiva, nel 2008 ha dato vita ad un progetto, MRPLS Movimento di Ricerca e Pratiche di Liberazione del Segno, che si attua attraverso laboratori, azioni e mostre che mirano a stimolare, sviluppare e promuovere la natura espressiva del segno, attraverso la gestualità, la memoria e l osservazione. 22 ampio raggio n 3 23

14 Live survey Giuliano Guatta Some reflections on a series of drawings that I have made as a sketch reporter for some workshops during Laminarie s festival Onfalos Infanzia al centro Sketch reporters were sent by the newspaper to draw various images that were sent to the editorial office. I wander around this tradition, carefully, and I hide in the shadows like some predator. I feel the urge to catch what is moving, to stop it, like a sparrow, like a rabbit in my hands. The movement I am following with my eyes is translated into a trace, being transferred proportionally in the torsions of the wrist joint guiding the hand, marking the surface. If my sign reaches the movement, it moves with it, becomes part of it, shares his travels, rhythms, pauses. When doing a live copy, the aim is to investigate and truthfully translate what you see; in this practice, that I define live survey, closer to seismography, the aim is to record the impulses that we receive observing the reality: the brain, processing what the eye sees, sends impulses to the hand that, moving, gives them back through the sign, creating a continuous relation between the observed thing and the drawing. 24 ampio raggio n 3 25

15 MARIA MONTANARI: In mezzo all oceano c era un isoletta. Le onde del mare a forza di infrangersi sulle coste giorno dopo giorno sembrava volessero rimpicciolirla sempre più. Non ci vivevano animali da grandi dimensioni, ma era frequentata da qualche uccello migratorio che sostava qualche giorno per riposare, topi di campagna e qualche serpentello che si nascondeva qua e la nella fitta macchia e che, in assenza di estranei prendeva volentieri il sole in qualche scoglio. Gli animali più numerosi erano però le formiche. Al serpente che si chiamava Fruscio le formiche davano fastidio, qualcuna osava passare sul suo corpo. La corsa era più liscia e priva di ostacoli. Lui sentiva un solletico insopportabile. 26 ampio raggio n 3 27

16 SIMONA BERTOZZI: Corpicini, vertebrine, ossicini. L azione dei corpi si informa di esile, tumultuosa, fragile e cavalcante animalità. 28 ampio raggio n 3 29

17 OMINOSTANCO: Nutrire la mia curiosità, prendere al volo la possibilità di giocare con le intuizioni di chi ancora non sa. 30 ampio raggio n 3 31

18 MARIO MARTIGNONI: (canzone rap composta da Samuele De Vincenzo per un laboratorio di percussioni) Io, Big Smoke, che scrivo questa canzone mi auguro un domani possa servire da lezione per noi, che ci viviamo tutti i giorni,che possiamo fare? Portare la nostra ricchezza come fosse l unica arma di bellezza. Noi ne abbiamo di cose da dire Pensieri da far fiorire Perché questo posto sia diverso Proprio come l universo 32 ampio raggio n 3 33

19 GABRIELE DALLABARBA: Senti come alcuni giorni vivere è proiettarsi in un senso, e altre notti, invece, la mia vita ed io siamo due cose diverse? Parlo al bambino frenetico, ambulante fra giochi e simboli e teorie dell amore gli spiego il mondo che m è venuto. Lo scrivo su miliardi di post-it appiccicati alla parete. 34 ampio raggio n 3 35

20 FEDERICA IACOBELLI: Ho imparato che una storia, qualunque storia, non s inventa mai tutti soli. Una storia si fa in due, come l amore, e non importa che chi scrive sia uno. Ci siamo io e l altro, va così: l altro che sta serio mentre io gioco e ride o sorride se vede che piango, a volte da dentro, a volte fuori, un giorno il seme e uno la terra. L ho imparato una sera di giugno, tra la cupola e i prati, io seduta in basso nell erba e l altro su, tra i rami di un albero. 36 ampio raggio n 3 37

21 MARCO DALPANE: Ci sono molti modi per far ridere (e per far paura) con la musica. Possiamo provare a giocare un po con i suoni e scopriremo che non è così difficile. Prima prendiamo un film, lo guardiamo e ne parliamo un po insieme. Poi cominciamo a inventare delle musiche. Inventare dei modi di suonare. Alla fine facciamo ripartire il film e noi suoniamo insieme. 38 ampio raggio n 3 39

22 ANTONELLO MARRA: esperienza segno confronto insieme breve input danza unito passione comunque ballerini limitare forzare cercare esprimere idea tempo giocare corpi durante percorso uscita seguito noi impatto lasciare qualcosa continuare approfondire credo ricordo comporre. 40 ampio raggio n 3 41

23 MARCO DI GIOVANNI: A Caracas la natura era troppo florida e colorata per essere vera: dalle grandi foglie smeraldo in plastica morbida ai grossi pappagalli saturi di colore. Nel traffico bestiale erano invece le auto a sembrare animali: vecchi macchinoni rugginosi e ridipinti che procedevano sgangherati, storti e puzzolenti. Da questo corto circuito nasce l idea di un grande telone in pvc con vecchie auto su colori saturi. Diventa Traffico a colori in un luogo come il Pilastro, dove l incontro tra un umanità prorompente e una forte urbanizzazione richiama nuovamente il corto circuito tra natura e artificio. 42 ampio raggio n 3 43

24 MARTA CASARINI: Per prima cosa c è un ombelico, quindi per prima cosa c è da riempire un buco, un tubo, che fa un rumore di gufo, per prima cosa ci soffio dentro ci entra il vento ed esce un gioco strano, esce il movimento, per prima cosa c è un nome da dire sottovoce di un attore che è un capitombolo, per prima cosa sulle stelle mi dondolo, e dopo lo ripeto, che è bello, che ci sono gli insetti e gli scacchi in fila che di lato ballano, per prima cosa sono ancora al centro e sono contento, di aprire delle finestre d inciampare sulle lampadine che illuminano delle storie, di un signore che sale sull albero, e un altra su un autobus e con la voce ci gioco e con le parole dipingo, con i nomi invento un altro cielo e per prima cosa c è un filo che tiene appeso tutto, il suono, tutti i tasti e i pazzi, tutto quello che viene per primo per ora per adesso! Per prima cosa, ancora, qualcosa che viene da lontano ed è qui lo stesso, per prima e ultima e unica tutto quello che suona, che cade, che ride, tutto quello che vive e che diventa ORA! 44 ampio raggio n 3 45

25 But what about the noise of crumpling paper Appunti per un lavoro su John Cage con i bambini Marco Dalpane musicale convenzionale è qualcosa che può solamente fare infuriare chiunque sia in qualche modo interessato L educazione alla vita. Indipendentemente da quale aspetto si prenda in considerazione, può essere sicuro che si sentirà quasi immediatamente furioso. Trovo assolutamente ridicola l idea che un bambino possa essere messo davanti a un pianoforte e costretto a leggere una notazione che è né più né meno l equivalente del greco antico o del latino. A meno che non abbia un amore incredibile per la musica, imparerà ben presto addirittura a odiarla. La prima cosa che accade è che, mentre i suoi occhi sono impegnati, le sue orecchie saranno ermeticamente tappate. E così, per quanto riguarda l educazione musicale, suonare non ha assolutamente nulla a che fare con le orecchie o con l apprezzamento del suono. Ha a che fare soltanto con la lettura, la lettura di qualcosa di equivalente al greco o al latino, perché la notazione non serve più a nulla nella musica del ventesimo secolo. Serve soltanto per la musica dei secoli precedenti. E allora trovo una forma di follia sociale che i nostri ragazzi, pur avendo la notevole fortuna di trovarsi nel ventesimo secolo, vengano poi immediatamente educati come se si trovassero nel secolo precedente. (John Cage) La natura dell opera e del pensiero di John Cage stimola interventi e riflessioni provenienti da una molteplicità di soggetti, dai musicisti ai filosofi, dai cineasti ai danzatori, dai letterati agli artisti visivi, dal mondo del teatro a quello della scienza, dalla politica all economia. Non - esclusività, pluralità di centri, strutturazione anti gerarchica, molteplicità, costruzione di futuri alternativi, sperimentazione sociale, modifica di sé, non linearità. Sono questi i nodi del suo pensiero, sono queste le questioni che a venti anni dalla sua morte non hanno perso significato, ma continuano a 46 ampio raggio n 3 47

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