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1 IV CONFERENZA ITALIANA DI SCIENZE REGIONALI L INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELLO SVILUPPO. E. Fabio ARCANGELI 1 1 DSE, Università di Verona, Polo Zanotto, Viale dell Università, VERONA. SOMMARIO Il contributo esplora alcune implicazioni dell ossimoro sviluppo sostenibile entrato nel linguaggio della politica ambientale ma tuttora privo di sostegno teorico, sia nelle scienze ambientali che in quelle regionali e sociali. Si introduce una originale matrice di fitness ecologica, ispirata ai lavori dello storico Fernández-Armesto e costituita da due dimensioni: una classificazione delle civiltà umane su una scala mimetismo con la natura versus costruttivismo ; e la natura più o meno ostile degli ecosistemi, su cui intervengono le civiltà con i loro diversi gradi di trasformazione ed ostruzione della percolazione tra subsistemi. Le conclusioni sullo statuto dubbio dell ossimoro, comportano un ipotesi di ricerca di vie nuove a giustificazione delle politiche ambientali. La natura mimetica delle civiltà meno complesse, un tempo considerate con sufficienza arretrate, non nasconde forse una lezione duratura ed efficace? Che ci liberi dalla perniciosa illusione e volontà redentrice del fondamentalismo ecologista, di poter modificare la natura dei Sapiens Sapiens, per talenti ed esperienza abili costruttori di mondi artificiali? KEYWORDS: scienze regionali, storia ecologica, sviluppo insostenibile.

2 C. Colombo - Sebastiano del Piombo, 1519 geography in the broadest sense, the exigencies of nature, the soils and seeds, the winds and waves has shaped the world presented in these pages. In particular, as civilizations have grown out of their environments of origin, they have been borne by the wind. (Fernandez-Armesto 2001, p. 562) 1 SVILUPPO IN-SOSTENIBILE: IPOTESI E METODOLOGIA DI RICERCA Il presente contributo si articola nel modo seguente: la prima sezione conduce un analisi storica e geografica dei rapporti tra le civiltà ed i loro ambienti, sulla linea delle ricerche di storia ecologica di Fernández-Armesto (1995, 2001). La seconda sezione allarga ad una serie di fatti stilizzati della storia ecologica, il campo di studio rispetto alla tesi centrale che è la seguente. Lo sviluppo delle civiltà umane non può essere mai sostenibile, in quanto in modo non dicotomico ma a gradi, la fitness ecologica degli ambienti artificiali costruiti dall uomo si basa su strategie miste derivate da combinazioni dei due estremi o strategie pure: o la strategia è mimetica (di non-sviluppo), di inserimento passivo nell ecosistema: allora strategie di sopravvivenza, con particolari innovazioni tecnologiche adattive (si pensi agli strumenti di mobilità sulla neve, Birken-Smith 1957), hanno avuto successo persino negli ecosistemi più ostili come oceani e deserti, ghiacciai e steppe; oppure è sviluppo, una strategia adatta solo agli ambienti più accoglienti. Ma allora non è mai sostenibile, in alcun modo compatibile con l ecosistema originario il quale invece si scompone (arresto della percolazione) e scompare rapidamente, stravolto e rimodellato in quanto soggetto alle esigenze dinamiche dell accumulazione di risorse e saperi. Naturalmente questo azzardo non è privo di rischi catastrofici, corsi da tutte le grandi rivoluzioni culturali, sociali e tecnologiche. Senza tali azzardi, iniziative e non-sostenibilità saremmo ancora al meso-litico e questo contributo avrebbe dei problemi di concezione e redazione. Nella terza sezione si accennano ad alcune conclusioni provvisorie della ricerca. 2

3 1.1 Civiltà e mimetismo: la congettura di Fernández-Armesto Qui non emettiamo alcun generale giudizio di valore sulle diverse civilizzazioni, ma solo una valutazione economica di coerenza ed efficacia mezzi-fini, rispetto ai fini autodefiniti dallo e nello stesso quadro culturale di quella civilizzazione (relativismo metodologico). Ovviamente anche le nostre categorie di analisi saranno piene di rimossi storici, presupposti impliciti e metodi evoluti in certi contesti: ma almeno non ci prefiggiamo direttamente una metrica assoluta (euro-centrica) delle civiltà; ammettiamo i limiti delle metriche che costruiamo, che però servono a fare avanzare l analisi e la sintesi su nuovi terreni, in un luogo centrale di intersezione tra tutte le scienze umane, regionali e storiche. Definizione 1. Civilizzazione = def una relazione con l ambiente naturale, rimodellato dall impulso civilizzatore ai fini di soddisfare domande, bisogni umani (Fernandez-Armesto 2001, p. 5) Nella definizione, si noti la nozione-chiave di impulso civile. Una caratteristica non necessaria, ma universale dell uomo, che spinge a ricreare il Mondo dato. Umano è, seguendo Heidegger e Arendt, con le loro declinazioni simili anche se non identiche (Neri 1997): non abbandonarsi, essere sommerso dal piacere di soggiacere ad impulsi e circuiti automatici ambiente bisogni già programmati nei geni (come la pulce di Von Uesküll discussa da Heidegger 1999), ma costruire un proprio Mondo, configurato da uno stock accumulato di opere durature. Pertanto la prima dimensione entro cui classificare le civilizzazioni è quella di identificare il design principle del loro Mondo artificiale. Esso può variare nella gamma: tra una imitazione, perfezionamento di meccanismi osservati nell ecosistema: ad es. quelli che rendono ebbra di felicità la pulce di Heidegger nel suo banchetto mortale; ed un costruttivismo futurista : a partire da una forte scommessa e fiducia in se stessi, la propria Forza e quindi il futuro, costruire Opere molto solide, durature, complesse, che si dipartono da una pura imitazione della Natura. Progetti, pensieri che si materializzano. Entro ecosistemi diversi, si possono sperimentare vari principi di disegno e costruzione di insiemi di opere e civiltà; senonché operano poi i giudici selezionatori: sia E ANTE la selezione culturale: che cosa mi aspetto, come anticipo la selezione naturale, volendo creare mondi duraturi e mantenere l iniziativa (Fernández-Armesto 1995) della mia civiltà sulle altre e sulla natura stessa; che E POST la selezione naturale (i.e. l interfaccia dinamica natura-civiltà, se ci si perdona l uso di questa coppia impropria): le società declinano e muoiono, spente da debolezza intrinseca, insostenibilità verso la Natura e/o frangibilità da altri popoli e civiltà invadenti dalla norma del popolo dominato sradicato in casa (Weil 1990), sino alla 3

4 eccezione Cinese: la civilizzazione più coerente e duratura, attraverso una serie di dominazioni esterne assimilate, a partire dalla trasmissione della civiltà Shang nell Impero Zhou imposto da un popolo invasore turco (data tradizionale 1122 ac). Avanziamo allora la seguente Ipotesi, derivata da assiomi di razionalità delle scelte culturali e da congetture sugli effetti delle selezioni: civiltà molto costruite non reggano alla lunga in ambienti ostili, come poi cercheremo di verificare dall evidenza storicoecologica (Tab. 1). Ipotesi del CAMALEONTE o della FARFALLA (congettura di Fernandez- Armesto). Civiltà mimetiche sono le più adatte agli ambienti naturali ostili: 1.A Si assuma che le civilizzazioni siano classificabili in una scala che vada dal loro carattere più mimetico della Natura (0) ad un carattere più autonomo e costruttivo o futurista, i.e. espressione di fiducia nel futuro (1). 1 1.B Gli ecosistemi siano inoltre ordinabili per il grado di resistenza che offrono alle trasformazioni umane, che operano re-ingegnerizzando i processi dell ecosistema e riducendone la percolazione, al fine di sostituirne alcuni subsistemi con loro versioni antropiche. Per l assunzione 1.A tali combinazioni di strategie nell intervallo (0, 1) ed i conseguenti modelli ecosistemici non percolanti derivanti dalla loro implementazione, siano ordinabili nel continuo. Costruite così le due metriche, si suppone che esse siano così correlate, nella CONGETTURA DI FERNANDEZ-ARMESTO (2001): 1.C IPOTESI DI FITNESS. Nello spazio così definito selezione culturale e naturale opereranno di fatto e nel lungo periodo, in generale, nel senso di: accrescere il contenuto mimetico di civilizzazioni che sopravvivono in ambiente ostile, e per converso far attecchire e durare quelle via via meno mimetiche solo in ecosistemi sempre meno ostili. Si ha così una relazione non dicotomica, ma graduale o continua tra le due variabili. Ciò corrisponde in termini game-theoretic a strategie miste, combinazioni lineari delle due strategie pure, la mimetica - conservatrice e la costruttivista - futurista. 1 Si noti bene che questa scala svela l equivoco insito nell ossimoro della nozione (politico-diplomatica, di bandiera, non certo scientifica) di SVILUPPO SOSTENIBILE: le civiltà o sono sostenibili (mimetiche) SENZA SVILUPPO, o puntano allo SVILUPPO NON SOSTENIBILE (anti-mimetiche). Vi sono certo gradi intermedi, ma non un compromesso tra i 2 princìpi incompatibili. Si veda ad es. la tabella 1. Vi sono i caratteri ovvi dei 2 estremi (delle civiltà superiori e complesse all estremo costruttivistico, e delle civiltà mimetiche in deserti e ghiacci all estremo opposto). Nel grado intermedio pari a 5/10 troviamo: la città di Grande Zimbabwe che organizzava l influenza dei traffici dell Oceano Indiano sull Africa continentale, con una struttura urbana semplice ma espressiva di un disegno comunitario oggi rivalutato nella cultura africana; le Oasi nei deserti, straordinario punto di equilibrio di Natura ed Ingegneria basati sulla idraulica delle acque sotterranee (Laureano 2002, Turri 2003); le orde delle steppe più evolute e dinamiche come i cavalieri mongoli (costruttori dell Impero di Gengis Khan e del Tamerlano); i feudalesimi della civiltà forestale nel Medioevo europeo e della società pastorale-contadina degli altipiani Etiopici. In queste civiltà convivono e si compensano 2 design principles opposti, che restano tali: lo sviluppo sostenibile o esiste in questi casi sporadici di basso sviluppo, o mai. 4

5 Già nelle intenzioni dell A., l ipotesi non vuole essere assiomatica o deterministica, bensì una generalizzazione di Fatti Stilizzati coerente, spiegabile con teorie evolutive di società complesse. Ceteris paribus, civiltà semplici e mimetiche della Natura vengono sviluppate nel tempo (con altissima inventività e progresso tecnologico path-dependent: si pensi alla Civiltà delle Racchette da neve che dà luogo a quella della Renna: Birken Smith 1957) e sopravvivono meglio nella lunga durata, in ambienti ostili all antropizzazione, sino appunto agli ambienti estremi (caldo-freddo ed arido-piovoso). Anche ove fosse possibile, non è economico costruire un Mondo non mimetico in tali ambienti, per continuare a mantenerlo a caro prezzo in contro-tendenza (la città nella giungla), quando sarebbe possibile se si sviluppano le tecnologie compatibili - affinare altri processi più duraturi ed efficaci. La Tabella 1 (Fitness delle civilizzazioni), posta a fine testo, riassume il senso del materiale empirico analizzato e portato da Fernández-Armesto a sostegno della sua congettura. Salvo verifica, l evidenza pare significativa anche alla luce degli altri studi, e smentisce un interpretazione (erronea, fuori scala) della congettura di Toynbee sui riflessi stimolo-risposta, secondo cui la relazione da attendersi sarebbe invece quella inversa (società più costruttive negli ambienti più ostili). Nondimeno, com era da attendersi data la complessità e storicità dei processi in gioco, non mancano deviazioni che abbassano l R 2 della relazione attesa. Vi è una vasta area di civilizzazioni che deviano per eccesso di costruttivismo rispetto al loro supporto ambientale: città nel Sahel e giungla, cattedrali ed oasi nei deserti, tutte inghiottite quindi non deviazioni, ma conferme che deviare non paga. Le grandi Rivoluzioni tecnologiche mostrano qui il segreto del loro successo duraturo nella capacità di delocalizzarsi, uscire da ecosistemi impropri: ma esse sono sistemi tecnologici (e complessi di più sistemi tecnologici), più facili a spostarsi di civilizzazioni radicate in popoli e territori. La Rivoluzione agricola neolitica inizia ai Tropici ma ne esce presto, mentre oggi ai Tropici non attecchisce la Rivoluzione Verde nel far ripartire la produttività agricola. La Rivoluzione Industriale nasce a bocca di miniera e su riva fluviale (mulini), ma ne evade con l elettrificazione ed i bassi costi di trasporto pesante: verso mercati, città e porti (in un movimento da monte a valle nel triangolo weberiano ). Dal lato opposto, assai sporadiche sono invece civilizzazioni che perdono opportunità, sono avverse al rischio in ecosistemi favorevoli, che premiano il rischio costruttivistico. Sono i casi sopra la diagonale in alto a Sinistra in Tabella 1: soprattutto il primitivismo estremo della Nuova Guinea, inoltre alcune civiltà africane, incluse quelle coinvolte con l America Latina - nel relativo fallimento della civilizzazione sud-atlantica rispetto a quella nord-atlantica: un fattore che Fernandez-Armesto (1991, 2001) sorprendentemente sottovaluta, ma è ben presente nella letteratura storica e sociale su Africa e America Latina dopo le Scoperte. 5

6 La differenza tra i due sottoinsiemi di civiltà unfit è che il primo è pieno di tentativi falliti, di cattedrali del deserto, sino al culmine del grande sistema urbano islamico del Sahel (tra i più evoluti della storia umana). Mentre il secondo è quasi vuoto, se non per basse deviazioni o pochi casi. In alto a sinistra della Tabella non abbiamo tentativi né riusciti né falliti: semplicemente nessuna civiltà va a perdere grosse opportunità costruttive. Qui, nel primo caso delle civiltà fuori luogo sta il prurito civilizzatore: l uomo ci prova sempre, talora con testardaggine. 1.2 Civilizzazioni e specializzazioni Nella sotto-sezione che precede abbiamo supposto che i gradi di civiltà siano misurabili in modo non euro-centrico (o forse soltanto un poco meno euro-centrico che in passato). Il criterio proposto da Fernandez-Armesto ed utilizzato qui da noi per la Tabella 2 non esprime gradi avanzati o meno di civiltà, bensì riassume in pochi parametri (per semplicità qui: una sola dimensione) il design principle delle civilizzazioni e delle loro tecnologie, rispetto ai processi naturali degli ecosistemi su cui insistono. La checklist dei fattori di civilizzazione sia sempre quella di Tabella 1. La Tabella 2 a fine testo, riassume senza bisogno di commenti la visione complessa della storia che fa da sfondo alla presente analisi; essa viene rappresentata in Tabella da una semplice e se vogliamo tradizionale analisi applicata ai mestieri principali posti al centro dell accumulazione di risorse e saperi da parte di ciascuna civiltà. La novità è la scomparsa del progresso, coi suoi gradi e le ipotesi di Hegel e Marx. Come sarà discusso anche nella Sezione successiva, ci poniamo nel paradigma della storia non lineare a catene di relazioni corte, solo debolmente irreversibili tra i fatti storici, e non nelle catene lunghe, deterministiche ed irreversibili dello storicismo. 2 ALCUNI FATTI STILIZZATI SULL IMPRONTA ECOLOGICA DELLE CIVILTA In questa sezione si espone una lista di fatti stilizzati sul tema della ricerca, ancora in ordine sparso ed allo stato di work in progress, per corroborare e contestualizzare l ipotesi centrale già discussa all interno della nuova storia non-lineare e della complessità. A Z Fatti stilizzati di eco-storia A. Ambienti e civiltà: la Fitness di loro coppie è prevedibile sempre I) AREA TEMATICA segnata dalle keywords: COMPETIZIONE PER RISORSE SELEZIONE - SPAZIO Civilizzazioni ed ecosistemi confermano l Ipotesi del camaleonte, con poche eccezioni pur interessanti e significative (tab. 1). Aspetto 6

7 abbastanza bene, spesso con precisione. Es. è sostenibile una città Khmer nella foresta? B. Beatles, Spice and Toynbee: the Three Laws of environmental quasi determinism Parabola dei Talenti: è il testobase di tutte le Scienze Sociali Evolutive; spiega perché non vige un determinismo ambientale nei fatti umani. Essendo i Talenti umani distribuiti (nella Parabola, dati da Dio) in modo ortogonale all ambiente, nessuno sa a priori dove il gioco evolutivo va a parare: se verso le risorse date o i Talenti che le moltiplicano. C. CH. Communication Highways Spazi vuoti pneumatici di comunicazione a LD. LEMMA FONDAMENTALE: SENZA MARCO POLO e MATTEO RICCI, NIENTE GALILEO e LEIBNITZ; senza il vuoto attivo della steppa, NON SAREBBE MAI POTUTA NASCERE LA SCIENZA MODERNA di Galileo in Europa (mancandole alcuni elementi essenziali, culturali e strumentali, che le giunsero dalla Cina), quindi nemmeno il capitalismo e la Rivoluzione Industriale che ne seguirono strategico (selezione culturale, E ANTE): popoli e leader, se apprendono questa legge giocano strategicamente contro la Natura, risparmiando millenni di apprendimento-errori B1. Liverpool spiega i Beatles? NO, MA qualcosa c azzecca. Per queste che seguono e tutte le altre vie, descritte dal set di tutti i Fatti Stilizzati, in sintesi l ambiente non arriva mai sino a determinare le forme di una civiltà umana (diversamente da un quasimondo animale?), ma esercita pure la sua influenza. La Parabola dei Talenti corregge sempre, alla fine, ogni piega deterministica: talenti incogniti a priori, casuali, genetici o dinastici, comunque ortogonali agli ecosistemi. B2. Resources matter o Legge di SPICE (non le Spice girls: dal modello ad automi cellulari Spice che la focalizza): ove risorse accessibili e concentrate, lì le civiltà nascono prima e durano più a lungo (è un micro-fattore, componente del pattern macro A) B3. Legge di Toynbee (ripresa per le tecnologie anche da Schumpeter, Rosenberg, Hughes): la difficoltà aguzza l ingegno. Proporzione stimolo ambientale/risposta. Altro micro-processo di A, precisando: a stimoli differenziati, risposte specifiche. Essendo agenti attivi i comunicatori, commercianti e popoli nomadi, in oceani e deserti-steppe passano AUTOSTRADE incredibili e trafficate (cammelli in quarta corsia) di comunicazione globale: dalla preistoria - Sistema a maglia europeo di autostrade dell Ambra sino alla navigazione a lunga distanza (LD) a vela (regimi dei venti: fatto E) ed ora a vapore passando per il ruolo DECISIVO di VIA DELLA SETA e steppe dell Asia Centrale in tutta la storia umana: VEICOLI DI FLUSSI TRA EST ED OVEST, prima e durante la navigazione a LD (vedi: fatti Y e Z; Deleuze e Guattari, 1972) C-bis: i limiti di velocità sono sempre poco rispettati, salvo dai camelidi. Via della seta e CH non veicolano solo merci, ma idee e valori più veloci di navi e cammelli: le correnti religiose vi viaggiano (nel doppio senso di circolazione) alla velocità della luce, rovesciando continenti interi come calzini e più civiltà alla volta, come al Bowling. D. Distanza e spazio contano Sia gli spazi PIENI che quelli VUOTI: Turri 2003, Deleuze e Guattari (1972), 1000 Plateaux. E. Eolo matters, i.e. Borne by the wind o windeterminism. Tutto il progresso tecnico nella navigazione marina punta a navi stabili che sfruttino al meglio con le vele l energia eolica, ed aumentino la capacità di carico - a partire dalle navi di assi con o senza scheletro (Birken- Smith 1957, cap. 5) 3 sono le rivoluzioni classiche nei mezzi di trasporto: ruota, racchette da neve e vela (le 3 moderne: vapore, motore a scoppio e container). Wind - Determinism: Ne deriva che il regime dei venti determina STRETTAMENTE tutte le possibilità umane di navigazione a LD, QUINDI TUTTE LE COMUNICAZIO- NI PIU EFFICIENTI sino all avvento del vapore a metà I sec. Unica eccezione: capacità sovrumana di navigazione e sopravvivenza (masticando bethel e calce) dei popoli del SE asiatico ed Oceanici, moltiplicata da una tecnica cantieristica di punta, ma spesso dimenticata dalle generazioni successive proprio perché oltre i limiti umani (abitanti intrappolati in arcipelaghi). Regolarità dei monsoni: Oceano Indiano è il I coperto di CH. Irregolarità dei venti altrove: Atlantico ignoto fino alla decodifica- 7

8 F. Forza principio della (Simone Weil, 1990), vige sulle civiltà sin dal peccato originale: la guerra di Troia per la Grecia classica. Nella sua esegesi della Rivelazione, la Weil retrodata tuttavia il peccato originale alla Creazione stessa (tesi pseudo-gnostica, che svaluta il mondo come Male) G. Geo-politica: lo spazio vitale e l importanza dei confini zione di Vasco de Gama; il regime del Pacifico impedisce i viaggi di ritorno ai Polinesiani: di qui vari enigmi, come la Zucca Rampicante (Cucurbita rampicans), coltivata sin dall antichità in India e Perù. SIMONE WEIL - Si esercita in tutta la sfera delle cose umane con la forza della Necessità (Spinoza), ossia senza eccezione alcuna. - Solo la Grazia = l assenso nostro all azione divina di sospensione delle leggi fisiche, può arrestarla. Perché si esce dalla sfera: quindi il principio precedente non è violato. - Si attua principalmente per S-radicamento (fatto S). VS. TUTTI GLI INTEGRISMI L idea fondamentalista (nazista, comunista, ecologista, cattolica integrista, islamista, tutti gli ISMI) è invece di una REDENZIONE TERRENA ed una PAGANA RICONCILIAZIONE con la Dea-Madre Terra da imporre con la spada. Forza caccia Forza? Che sciocchezza infame! Gli ecologisti vogliono salvarci dal peccato originale di essere Costruttori di Mondo: sono dementi. Li si condanni a leggere tutto Heidegger e la Arendt (Cohn Bendit ha già cominciato: imitatelo). Si veda l omonima scuola geografica tedesca, Ratzel e dintorni. Carattere decisivo della dinamica demografica. H. Human Migrations-I: verso gli attrattori Principio che rovescia F-L (forza-lavoro) potenziale e di riserva (Marx), sempre dai Sud ai Nord (in senso metaforico) e mai viceversa o mai si arresta è come un regime FISSO dei venti migratori, dalla povertà all abbondanza (S-N): più regolare dei monsoni. Ripetuto per milioni di anni, il processo genera gli effetti di mix genetico e razziale (strato base di mix linguistico culturali) che formano la specie umana, ne mescolano i caratteri o li localizzano e stabilizzano nelle pause dei VENTI MIGRATORI: cfr. ricerche genetiche di Cavalli-Sforza. I. Migrazioni-II: Spinta ai margini Specie in Africa, si verifica che i popoli più bellicosi e forti spingono sulla riva i meno forti, costringendoli ad imparare pesca e navigazione, a fare i marinai contro-voglia J. Migrazioni-III: spesso il migrazionismo induce in errore K. Know nothing about that bufala. In definitiva: lo sviluppo sostenibile, semplicemente non è mai esistito, in nessuna civiltà del passato a noi nota La paleo-storia sta abbandonando molte SOVRA-STIME del fenomeno, in particolare come aveva congetturato Giovanni Semerano dagli studi linguistici - non sono esistite davvero tutte le supposte migrazioni indo-europee in Grecia, India, ecc. Le civiltà orientate allo sviluppo hanno distrutto foreste su interi continenti, a tonnellate al giorno, rimodellato e segmentato (arrestando la percolazione) TUTTO. Questo è un fatto appurato. Che possa ripetersi anche in futuro, è materia di discussione ed un policy issue; certamente non per 8 miliardi di non poveri. II) AREA: COMPLESSITÀ - INNOVAZIONE TECNOLOGIE L. Legge del proto-fordismo: è regola, la specializzazione flessibile eccezione. Grano di verità in Sabel: cfr. qui le Conclusioni, sul recupero di antichi saperi. Generalizzazione dal fatto Q, nell insieme delle Grandi Trasformazioni in epoca storica, aggiungendo a Q la storia moderna della (grande) industria. Alla Specializzazione Flessibile di Piore, Sabel e Zeitlin rimane un unico tempo in cui essere dominante: la preistoria lì la flessibilità abbondava, la specializzazione forse meno? 8

9 M. Il diffusionismo induce spesso in errore archeologi ed etnologi N. PRO - free trade. Si global, ma con juicio. Una civiltà minore deve restare in contatto con le altre per mantenere alte le sue performance (sfruttare capacità di civiltà vicine o contattate) Non sempre un innovazione si diffonde- come si sovrastimava un tempo (bias professionale): talora emerge indipendentemente Contatti, commercio e scambi tra civiltà aiutano le civiltà, alzano le performance ceteris paribus. Ad es. gli scambi di elementi, pur creando incoerenze facilitano imitazione, innovazione combinatoriale nelle culture. Ma vi sono 2 contro-tendenze: I) esiste una associazione empirica tra commerci ed Imperi, e la dominazione colonizzazione non alza in genere le performance II) teoria economica ed esperienza dimostrano: processi autoorganizzativi di polarizzazione (Krugman) e rischi di immiserimento. O. trend verso le grandi civiltà L iniziativa si accavalla, verso civiltà-imperi più grandi, oceanici P. Effetti sanitari positivi dell allevamento: i popoli allevatori si vaccinano in pollai e stalle Q. Le grandi agricolture dei 6 fiumi sono le prime società di massa La storia di igiene sanità sviluppi della medicina è ricca di molti altri pattern (Porter 1997, Sori 2001). Oggi è vero l OPPOSTO: foreste e stalle focolai di pandemie. Cfr. Tabella 2 e fatto L: la spinta è verso molecole complesse (grandi unità organizzative) di società complesse, fin dalla genesi della città R. Regressi cognitivi (forgetting) Ritorni delle tecniche: sono possibili ed accadono regolarmente III) AREA: EVOLUZIONE - TEMPO STORIA NON LINEARE S. S-radicamento (Simone Weil) DEF. Perdita delle radici dell Io nelle comunità naturali e territoriali, che nutrono l anima nelle sue reti di relazioni (Weil 1990). T. Tirannia (Arendt vs. Weil: vi sono 2 versioni opposte di questo fatto). TVBT: TV Based Tiranny, tipica del I secolo. U. La evoluzione delle civiltà non ha veri e propri pattern regolari: la storia è non lineare V. Versus economicismo. economia come sovra-struttura: altri sono i fattori decisivi che muovono l iniziativa tra i popoli nello spazio tempo. Imperialismo e training autogeno : SECONDA CONGET- TURA di F-A (Fernandez- Armesto): nostra da F-A 1995, come la prima lo era di F-A W. W1. Weak irreversibility. W2. Welfare is time independent: non esiste progresso nel tempo - ANTI HEGEL. Lo storicismo tende Sue forme: sradicati in casa: invasi o oppressi da un altro popolo, perdere la propria cultura (vi sfuggono i Cinesi coi Mongoli fatto Y-, in parte i Neri Americani con l egemonia artistica; e molti altri) sradicamento di classe: non più tra popoli, ma dentro di loro - perdita di identità e cultura di operai e contadini sradicati per emigrazione effetti culturali del fatto H: persa la mia cultura non porto alcun contributo alla civiltà in cui entro Commenta Roberto Esposito: la tirannia è vista come un applicazione della legge della Forza dentro le società, un male costante dalla Weil; un fenomeno assolutamente nuovo nella forma totalitaria, connesso alla degenerazione del moderno dalla Arendt Molteplici le eccezioni: i fatti stilizzati qui elencati, ed altri ancora. Ma ciò esclude patterns forti e deterministici, come invece si assumeva nelle varie teorie vetero-evolutive delle fasi F-A (1995) argomenta ampiamente come l IMPERIALISMO, FASE SUPREMA (sin qui Lenin) di iniziativa di una civiltà sotto la legge della Forza (cfr. F), sia una bolla speculativa psicologica, dipenda sempre - ma non solo - dal convincersi (ed essere convincenti) della superiorità bellica, culturale, messianica, spirituale e tecnologica. Cfr. Conquistadores. Chiosando MAO ZEDONG, la II congettura è: L imperialismo non è soltanto una tigre di carta: è piuttosto un loop di auto-persuasione come vincere una partita di pallavolo. Dove chi parte bene vince il set: ma il set dopo è un altra storia. W1. La storia letta dopo Prigogine - presenta path-dependencies deboli, senza determinismo e senza catene lunghe (Paul David). W2. Le grandi rivoluzioni eco-economico-tecnologiche peggiorano il welfare per un lungo periodo: ad es. s impoverisce la dieta sia per 9

10 a dare spiegazioni lunghe dei fatti storici la storia non lineare privilegia invece catene corte e contesta la spiegazione stessa (F- A 1995, 2001) La religione non è oppio dei popoli (VS. Marx). 2. Il monoteismo è frutto del cordone ombelicale che lega civiltà superiori e deserto, essere e nulla (Turri 2003). Qui, nel vuoto si va oltre il sacrificio mimetico, che sa solo riprodurre nello spirito la civiltà mimetica che nutre i corpi (René Girard) 3. Il protestantesimo non è il solo spirito del capitalismo (VS. Max Weber) Y. Y1. Yellow river story. La Cina è vicina: aveva visto meglio di Max il fratello minore, Alfred Weber. Weber Jr ha una spiegazione economico-spaziale (il potenziale della sua infinita forza-lavoro) e ne deriva 90 anni fa una previsione oggi esatta (non è il Giappone il perno del Far East né lo è mai stato). Y2. YxY. Yin e Yang. Solo l autocontrollo confuciano mandarino della Forza (il max punto di superiorità su ogni altra civiltà, e forse da allora per sempre, chissà) ha frenato il suo Impero sul mondo, coi mezzi di cui disponeva: con molto, ma molto meno l Inghilterra Puritana ha poi messo ai ferri il mondo intero. La FAQ Why no capitalism in China? è mal posta: La vera FAQ è Why no imperialism? La risposta data qui è puramente intellettuale o mistica, ovviamente effetto di rivoluzioni agricole (mais, monoculture) che industriali. Ovviamente poi vi sono casi come la scienza che porta la medicina (Porter 1997): c è il risvolto positivo o Malthusiano (positivo?). Ma il bilancio? Dickens e Marx hanno i loro buoni motivi di lagnarsi degli orrori urbano-industriali (Sori 2001) PRO MAR (vs. fatto ) 1. Magia e religione si differenziano oltre i primi gradi, generando professioni. Mistiche del deserto e della steppa: ambienti ostili selezionano anche gli animi, generano etica e monoteismi intensi che si diffondono nelle vie di comunicazione (fatto C). 2. La Avventura Assoluta dell umanità ed il culmine di ogni civiltà non inizia da Mosè ma quando l ebraismo (setta faraonica minore, refrattaria alla superiore civiltà babilonese) è stravolto dai Profeti: al Dio geloso succede un Dio di misericordia; al sacrificio mimetico (capro espiatorio) quello scandaloso di Dio stesso (Girard). 3. I capitalismi commerciali sono generati da una varietà di religioni di sprono, anche in Oriente, spesso legate a ceti commercianti in diaspora sulle coste (fukianesi, altri cinesi, ebrei, indiani). Caso studio indiano: il mistico e raffinato Jainismo non è meno efficace del puritanesimo, nello stimolo ai commerci. Y1. Nessuna civiltà ha ancora superato la performance globale della Cina. Unica la sua durata: continuità della civiltà (sin dalla forma classica Shang delle prime porcellane, II millennio ac) e della superiorità tecnologica globale. Gli USA saranno leader nel 5000 dc? Se si, avranno eguagliato la Cina in durata! Ovviamente è impossibile, per l accelerazione dei passaggi di iniziativa nel II millennio dc (F-A 1995), che non dovrebbe decelerare nel III. Questo FATTO Y è una contro-prova del Fatto Z che segue: il nomadismo è la causa produttrice di anticorpi, alla base dell eccellenza cinese, proprio per una questione di VICINANZA (Fatto C): i Cinesi hanno il fiato dei nomadi sempre sul collo, spesso li hanno in casa, e talora regnano loro sulla Cina. Con le CH comunicano col Resto del Mondo, ma per la grande dimensione e varietà non sono dipendenti dall esterno (fatto N), sino alla guerra dell oppio. La supremazia di civiltà e società cinesi è in parte spiegabile dal pungolo di Schumpeter-Toynbee (qui non naturale ma umano, inter-civiltà) di dover dare il meglio, per sopravvivere alla minaccia turca, poi mongola. Gli Unni vengono ad abbattere Roma, perché la Cina li ha prima respinti: venivano dall attuale Mongolia, allora etnicamente turca: era la Cina la prima sotto attacco (Bussagli 1970). Poi arrivano, comandano ma sono civilizzati dai Cinesi loro subordinati nemesi dello sradicamento. Qui l intensità del faro della civiltà fa eccezione al principio Weiliano della Forza i dominati sono egemoni. 2 In Millennium, lo storico sulle cui idee e risultati si basa questo nostro lavoro, si contrappone a tutta la teoria del capitalismo lungo che nascerebbe già nel Medioevo, propugnata da Braudel e dalla scuola degli Annales; in un certo senso tornando ad una nozione di capitalismo corto come in Marx, purché ripulito dalla pesante catena di necessità hegeliane. In Civilizations, l A. conferma di considerare Fernand Braudel l ultimo dei progressisti, vale a dire aggiungiamo noi - un dinosauro nell epoca del paradigma della complessità. 10

11 vi sono anche quelle più concrete, storiche. Ma ci piace leggerla come un segno (del ritorno finale di Cristo) prima della Grande Carneficina schiavistica. Perciò potrebbe essere stato il più grande atto di Amore partito da cuori di uomini. La rinuncia a Sé del popolo che era più avanti di tutti. Vuoto de-creativo del principio della Forza (fatto F). Mistero cristiano fuori - lontano da Chiesa e Cristianità storica, nell umanità Corpo mistico di Cristo Z. Zorro s signature: No hay lista de controle (checklist). Nessuna checklist (a rigore, nemmeno quella di Tab. 1) delle civiltà è davvero valida, coerente con un idea universale di civiltà. Le checklist relegano nel nulla della NON-civiltà (al massimo vezzeggiato come buon selvaggio) proprio le civiltà che noi, qui, consideriamo PARADIGMATICHE per politiche ambientali post-industriali. Y2. L era Moderna inizia da un TEOREMA CONFUCIANO del 1433 (59-64 anni prima dei viaggi di Colombo e Vasco che ne saranno i Lemmi), ai tempi di Masaccio e della Certosa di Pavia: dall esito sorprendente di una battaglia a corte ed un gesto di rinuncia della Cina allo scettro mondiale. Fu allora che si giocò il vero Mundial da quelle parti: i mandarini bloccarono per secoli i traffici oceanici cinesi ufficiali (i Fukianesi li continueranno di straforo), battendo da soli il vasto blocco sociale interno sviluppo-imperialista: nostalgici di Kublai Khan, militari, mercanti, monaci, eunuchi e complesso marinaio-mercantile Fukianese (o Fujianese). Un evento storico tra i più improbabili (corrisponde in termini Prigoginiani alla nascita del primo atomo di elio o della vita, nei brodi primordiali) e vicini alla nozione mistica di creazione de-creante, rinuncia alla Forza (fatto F). Le checklist si riducono nel migliore dei casi ai soli requisiti (sviluppocentrici): rivoluzione agricola, urbana e scrittura (tab. 2). Querelle : eurocentrismo VS. relativismo. Contro le false fasi eurocentriche, una verità: I NOMADI HANNO PLASMATO ASIA, EUROPA E GRANDI CIVILTA, svolto ruoli decisivi (fatto D; Deleuze e Guattari, 1972). Spiegano i filosofi francesi: senza l antitesi, anti-stato di GIOIOSE MACCHINE DA GUERRA, le cavallerie turche e mongole, mai sarebbero sorte Città, Stati, Sistemi complessi delle civiltà euro-asiatiche (Bussagli 1970, Turri 2003, fatto Y). Le checklist implicano una def. di civiltà che esclude le uniche efficienti in ambienti ostili, le più performanti in condizioni avverse, da Guinness: navigatori polinesiani, isola di Pasqua, Esquimesi e Lapponi. L Accademia delle civiltà mimetiche. 3 CONCLUSIONI. Nella prima sezione abbiamo visto che le civiltà umane non hanno mai conosciuto un equilibro dinamico eco-sostenibile. Nel paradigma di Fernandez-Armesto qui applicato, le strategie di insediamento e costruzione di mondo e di senso, con cui le civiltà perseguono la loro fitness ecologica per mantenere a lungo l iniziativa e sopravvivere nei secoli, oggi il sogno fuori tempo dei neocon americani sono strategie miste, combinazioni lineari delle due strategie pure di non-sviluppo e sviluppo in-sostenibile. Questa è la congettura della sezione 1: il loro mix più adatto, è variabile con l ostilità del sistema iniziale, che viene conservato intatto oppure abolito nei due casi di strategia pura. Una strategia mista abolirà alcuni sottosistemi e ne conserverà (modificati) altri, e potrà operare separatamente proprio grazie al principio operativo base ( divide et impera ) dell imperialismo ecologico (Crosby 1988): separazione dei sub-sistemi e non-percolazione nell ecosistema complessivo finale, dopo l intervento costruttivo di uno spazio con nodi, infrastrutture e zone (Bettini 1996). Come una combinazione lineare di queste strategie possa mai dar luogo a sintesi idealistiche di sviluppo sostenibile, è alchimia dialettica; ed un fenomeno mai apparso in migliaia d anni di lavori in 11

12 corso. Il fondamento di politiche ambientali non va ricercato in tale sintesi dialettica, che sottintende che l uomo possa fare ora meglio di quanto abbia mai fatto prima: falso presupposto comune a tutti i progressismi, storicismi, Vangeli andati in semenza, ed elemento dogmatico, dottrinale dell ecologismo (fatti F e K). Al contrario, vanno cercati fondamenti teorici più solidi per individuare politiche ambientali efficaci e praticabili, e non illudersi di azzerare l iniziativa delle civiltà (le varie apocalissi e fini della Storia ). Ora, senza Apocalissi l attuale situazione vede - come avviene in una storia non-lineare - l emergere di fatti inediti, come nuove relazioni tra ecosistemi locali e fenomeni di percolazione a scala globale; una specie di Nemesi Storica della percolazione a lungo repressa localmente, irreggimentata nei singoli sottosistemi, dall idraulica degli Imperi cinesi a quella veneziana (dalla Serenissima sino alla SADE). Siamo alla ricerca di nuove basi sia operative che filosofiche per le politiche ambientali: per le nuove minacce ambientali o epidemiologiche, per i motivi cautelativi e di uso ragionevole di risorse limitate, ai fini di governare le eredità delle catastrofi delle Rivoluzioni Industriali. Il fondamento di tali strategie di fitness non è nello sviluppo che non si sviluppa. Forse non occorre nessuna svolta radicale, ma semplicemente dopo la bolla speculativa della Rivoluzione Industriale e dei connessi imperialismi speculativi dei paesi Atlantici (Fernández-Armesto 1995) ritornare a saggezze più antiche, componenti di trend della nostra storia ecologica (cfr. Tabella 1 e punto Z, a fine Sezione 2). Il mix di strategie di fitness deve recuperare i ponti spezzati tra tecnologia del futuro e sapienza artigianale. Per questa seconda componente, quella mimetica del non-sviluppo, il paradigma sono gli antichi mestieri di manutenzione di un oasi nel deserto che sono andati scomparendo negli ultimi secoli, e che vanno invece ritrovati (Laureano 2002; fatto R). Un mix variabile nei diversi contesti, ma che tenga conto dell effettivo grado di percolazione eco-sistemica non locale (senza sotto- né sopravvalutarlo), e quindi regoli le interdipendenze, governi e moderi l impatto ecologico di nuovi mondi artificiali, opera incessante di Sisifo nei formicai di Sapiens Sapiens da che Mondo è Mondo. Mondo di Opere la cui proiezione nella durata e nel futuro spezza la circolarità del ciclo naturale, nella lezione di Hanna Arendt. 4 Bibliografia Bettini V. (1996), Elementi di ecologia urbana. Torino: Einaudi. Birken-Smith K. (1957), Le vie della civiltà. Firenze: Sansoni. Bussagli M. (1970), Culture e civiltà dell Asia centrale, Torino: ERI. Crosby A. W. (1988), Imperialismo ecologico. Bari: Laterza. Deleuze G. e Guattari F. (1972), Mille Plateaux. Capitalisme et schizophrénie. Paris : Minuit. 12

13 Fernández-Armesto F. (1991), Columbus. Oxford: Oxford University Press. Ed. It. 1992: Cristoforo Colombo, Bari: Laterza. Fernández-Armesto F. (1995), Millennium. London: Transworld Publishers. Ed. It. 1999: Millennium, Milano: Mondadori. Fernández-Armesto F. (2001), Civilizations. London: Pan Macmillan. Heidegger M. (1999), Concetti fondamentali della metafisica. Genova: il Melangolo. Laureano P. (2002), L atlante dell acqua. Torino. Bollati Boringhieri. Neri G. D. (1997), In che cosa consiste una vita attiva?, Introduzione, pp. 9-34, a: H. Arendt, Lavoro, opera, azione. Verona: Ombre Corte. Porter R. (1957), The Greatest Benefit to Mankind. London: Harper Collins. Sori E. (2001), La città e i rifiuti. Bologna: Mulino. Turri E. (2003), Gli uomini delle tende. Milano: Bruno Mondadori. Weil S. (1990), La prima radice. Milano: SE. ABSTRACT The unsustainable lightness of development. The paper deals with the sustainable development oxymoron, still lacking a sound theoretical basis, be it in ecological or in social sciences. The analysis makes use of an ecological fitness matrix inspired by the works of the historian Felipe Fernández-Armesto. On the one hand civilizations are classified along a mimesis vs. constructivism scale. On the other hand, we have a variety of friendly to harsher ecosystems, on whose grounds civilizations build up their own structures, obstructing percolation across their subsystems. Our negative conclusions on the use of this oxymoron imply a search for new roots to environmental policies. The mimetic nature of supposedly backward civilizations, in fact the fittest ones to harsher environments, might actually convey a much sounder message; leading to an analysis free from such pseudo-messianic illusions as changing the nature of the Sapiens Sapiens, such an incorrigible builder of artificial worlds. KEYWORDS: ecological history, regional science, unsustainable development. 13

14 Tabella 1. FITNESS DELLE CIVILIZZAZIONI. Correlazione inversa tra Gradi di civiltà ed Ostilità ambientale Ostilità ambiente (0-10) Grado civiltà (0-10) 0. WATER MARGINS - not harsh and marsh (paludosi) 1. RIVER MARGINS - alluvial soils in dry climates 2. HARSH AND MARSH COASTS 3. HIGHLANDS: close to Communication Highways (CH) 3,5. HIGHLANDS: mid-way from CH 4. HIGHLANDS: far away from CH 5. POST- GLACIAL TEMPERATE 1 Mimesi. Sofisticata imitazione,ripetizione della Natura 3 5 Mix di mimesicostruttivismo, aiuti a natura ed opere umane ex novo -3: Coste di OCEANO INDIANO lago islamico (blocco sviluppo da troppo successo e ritiro della Cina dal business). CIV. Colombiana SUD- ATLANTICA: Carybe, Bahìa, Rio, B. Aires, S. Paolo, costa Guinea, Angola aree vuote: NESSUNA civiltà perde opportunità e si limita ad imitare la natura, se è in ambienti favorevoli! 7 9 Costruttivismo. Mondo antropico del tutto artificiale e proiettato al futuro Città-porto (Braudel): FENICIE (CARTAGINE). ATENE - ROMA, LISBOA AMSTERDAM, LONDRA NY (governo arduo: tesi di Platone, Aristotele, Cacciari). CIV. Colombiana NORD- ATLANTICA: Città Fordiste, Sunbelt US, Blue Banana EU, Sophie Antipolis, Bio-Tech Valleys CIV. Digitale del PACIFICO: California Vancouver- Hawai Cina. CIVILTÀ-MADRI dei 6 fiumi: mezza-luna, Indo, Giallo ed Azzurro (Riv. Agr.). VENEZIA, OLANDA TIBET, IRAN, DECCAN (C-S India) -3,5: UGANDA, RUANDA- BURUNDI - 5: NEW GUINEA (min. rischio) IROQUIS, MURONS ETHIOPIA, GREAT ZIMBABWE MEDIOEVO EUROPEO INCA, MESO-AMERICA (Aztechi) CINA (Confucio; incubatrice High Tech dell umanità per 3000 anni, da seta a bussola) BANGALORE e BAVIERA (Silicon Valleys Indiana ed europea) +4: Origini delle RIV. IND.: Valli e miniere 14

15 TEMPERATE FORESTS 6. ALLUVIAL SOIL IN TROPICAL CLIMATES 7. PRIARIE, SAVANNAH 8. TROPICAL RAIN FOREST 9. DESERT, SAHEL 10. ICE WORLD, TUNDRA, SUB- POLAR COAST AND FOREST SCIITI, SIOU AMAZONIA, Ilha MARAJO BUSHMEN (Kalahari) Esquimesi. Civiltà della rachetta da neve e d. renna: SAMI-LAPPONI e N. Siberia Indiani California e N. PACIFICO; pescatori salmone Asia N-E OLMECH, PALMARES +3: KHMER, identica ai Maya, in amb. - ostile del C-N England e Nord Francia; Pedemontana padana in Italia. Unica civiltà a rischio di successo duraturo, ma solo delocalizzandosi. MONGOLI +6, MA rischio ambientale: SAHEL CITY SYSTEM (Islam nel W. Sudan ) +4: OASI (Sahara, Via d. Seta) +5: MAYA, max. rischio ambientale dopo Sahel, Ip. di infertilità dei suoli tra le più attendibili concause del loro crollo MOLTI VUOTI ANCHE A QUESTO ANGOLO. Non sorge o dura nessuna civiltà Prometeica, che osi sfidare gli Dei in campo avverso. Cfr. OASI; MAYA; KHMER e SAHEL: tutte ben presto scomparse Deviazioni dalla DIAGONALE SECONDARIA (da basso sin ad alto dx) di correlazione inversa: civiltà a rischio: sovra-civilizzazione di ambienti ostili (+ N = deviazione da retta correlazione) civiltà avverse al rischio: civilizzazione sub-ottima rispetto all ambiente favorevole (-N = idem) al centro (in nero) le civiltà prossime alla diagonale, che confermano la Ipotesi 1 : grado di costruttivismo di una civilizzazione = f (opposizione, resistenza dell ecosistema all antropizzazione), con f negativa, relazione inversa. Si noti che la congettura non è ovvia: a prima vista pare opporsi alla congettura (di Toynbee e Schumpeter: Tab. 3, punto B) che sia la resistenza ambientale a stimolare l innovazione civilizzatrice. In tal caso sarebbe f attesa positiva e le civiltà si addenserebbero invece sulla diagonale principale, il che non avviene estremi opposti (max. dev.): Sistema urbano-universitario islamico del Sahel (Sudan occid.) all interno del Golfo di Guinea e Nuova Guinea (coincidenza nei nomi, sulle rotte di Vasco: vecchia e nuova Guinea) Fonte: nostra re-interpretazione e sintesi da Fernandez-Armesto (2001) ed altre fonti. 15

16 Tabella 2. Specializzazione delle civiltà (primario - terziario, tipi 0 VII) Ground 0 1) PRIMARIO 2) SECONDARIO 3) TERZIARIO Popoli 0 Popoli I; II; III Rivoluz. Ind.: VI Popoli VII Rivoluz. Agr.: IV e V LEGENDA - Tipi di civiltà per specializzazione 0. Ground zero = popoli solo raccoglitori Primo gradino diffusosi ovunque per la sua semplicità, ma per questo ora anche scomparso ovunque. La vecchia teoria delle fasi, da tempo abbandonata, teorizzava un ciclo universale: raccoglitori cacciatori - pastori nomadi agricoltori sedentari. Invece, oltre il tipo I seguente, vi è una varianza di percorsi, spettro di specializzazioni da II a VII, dipendente da ambiente naturale ed evoluzione culturale, senza determinismo né fasi, se non la necessità di passare per una Rivoluzione - vedi sopra per poter accedere ad alcuni tipi specializzati. I Raccoglitori part-time e cacciatori inferiori Secondo gradino ed ultimo, comune a tutta l umanità, ed il minimo attuale. Qui nasce la prima divisione del lavoro: M/F. Oggi: Pigmei africani e sud-asiatici (Andamanesi), Boscimani, Vedda, Yumbri, Negritos, Filippinesi ed altri primitivi sud-asiatici, Australiani (New S. Wales), pellirossa di California e Bacino Grande Lago Salato (Paiute e Paviotso), Botocudi, Fuegini (Yamana) e fino a qualche tempo fa i Tasmaniani (civiltà oggi scomparsa, come sono minacciate tutte le precedenti). Solo l Europa non presenta più questo grado elementare post-glaciale. II Cacciatori (e pescatori) superiori Evoluzione da I per specializzazione in ambienti ricchi di specie animali, armi e mezzi di trasporto efficaci; oggi esiste solo nelle tribù indiane americane (dove non si è avuto il passaggio al tipo III come in Africa ed Asia), Esquimesi e qualche tribù dell Asia: pescatori del Nord Pacifico (su ambo i lati). Prede attuali: caribù, foca, salmone, bisonte, guanaco; molte altre nel passato post-glaciale: ad es. cacciatori specializzati renna che vanno sempre più a Nord, al sciogliersi delle nevi: alla fine saranno i popoli Lapponi o nord-siberiani (Fernandez-Armesto, 2001). III Allevatori nomadi Evoluzione dalla caccia, ad es. cacciatori nord siberiani risparmiano alcune renne e le domesticano, dopo aver acquisito mezzi di trasporto veloci su neve racchette o sci (Birket-Smith 1957, cap. 4). Civiltà dei popoli di deserti, sahel e savane; steppe, tundre e civiltà della renna (foreste conifere del N. Eurasia, dalla Lapponia ai Ciucki e Koriacchi del Mare di Bering). Mongoli e turchi delle steppe eurasiatiche; Berberi e Tuareg in N. Africa; Ottentotti ed Herero in S. Africa (Turri 2003). IV Agricoltori inferiori (part-time) e raccoglitori, cacciatori o seminomadi Impatto della I Rivoluzione tecnologica neolitica (dal ac): coltivazione da dissodamento radure in tratti di foresta pluviale bruciata, cambiando terreno dopo alcuni anni. Sopravvive oggi: in disboscamento Amazzonia ed altre foreste pluviali, agricolture povere SE asiatico, sacche indiane N. Americane (SE Canada, Est USA) e zone rurali secche di Africa sub-sahariana (Sahel, savana, altipiani): es. in Est Africa, regime feudale nobili pastori - servi contadini. La maggioranza del Sud del mondo è nel tipo V, con crescente urbanizzazione povera (favelas) conseguente alla trappola della produttività costante nell agricoltura tropicale. Nata ai Tropici, l agricoltura oggi qui si incaglia in un economia dualistica (Lewis) del tipo che segue: V Agricoltori superiori (full-time) e cittadini (oggi: PVS) Nasce da tecniche (irrigazione, concimazione) che consentono di coltivare sempre lo stesso terreno; evoluzione della Rivoluzione neolitica nel PROTO-FORDISMO AGRARIO: prime grandi società complesse dell Età dei Metalli, sorte sui 6 fiumi classici, dal Nilo al Giallo ed Azzurro. Passaggio ad Agr. full-time, con incrementi di produttività e creazione di surplus, canalizzato nei centri urbani. Fatica del parto: l agricoltura superiore esalta economie di scala ma non di varietà (spesso il menu perde in varietà, es. con passaggio a colture del mais). Culla di tutte le civiltà superiori e di tutte le tecnologie, con epicentro per 3 millenni in Cina, sino al V sec. dc. Oggi superato nel Nord del mondo, è passaggio necessario per accedere ai tipi ulteriori per 2 vie di specializzazione: schiavitù o artigianato libero. VI Operai industria manifatturiera, economie di scala (oggi: NICS) - Può sorgere solo dal tipo V. Impatto della II Rivoluzione tecnologica o industriale (VIII secolo dc), con fatiche del parto (schiavismi moderni; Devil s factories di Dickens e Marx), sino ad Operaio specializzato di fine I, Fordismo e Fordismo Periferico (Lipietz) in Est Europa e Russia, Brasile, Cile, Messico, Cina, India e NICS asiatici; catastrofi ambientali (locali e globale; inquinamento, energia da idrocarburi) si spostano con l industria verso Sud. La neotecnologia è simbiotica con la scienza moderna: questa è nata per influssi di empirismo cinese (Galileo) sulla geometria greca e le matematiche orientali (Newton); dall Europa, durante il sec. si rinnova e sposta il suo epicentro negli USA. VII Operatori servizi, economie di rete (paesi OECD) - Sorta dal tipo VI, potrebbe venire anche dal V. Tappa di evoluzione post-fordista della II Rivoluzione, con micro-elettronica, bio- e nano- tecnologia, a cavallo tra II e III millennio dc. Caratteri: prevalenza dei servizi rispetto alle industrie, incremento della loro intensità cognitiva (KIBS), riduzione d impatto ambientale, economia e società digitale. Digital divide : questo modello sarà a lungo assente nel Sud (Africa, America Latina ed Asia salvo Giappone, Corea e Cina costiera), perché il capitalismo si oppone alla soluzione Paretiana: saltare VI, passaggio diretto V-VII - agro-turismo sostenibile; bio-industrie fondate sui patrimoni genetici di foreste pluviali ed ecosistemi diversi; estirpazione AIDS, fame, malattie tropicali e schiavitù. FONTE: Nostra elaborazione e sintesi da Birket-Smith 1957; qui aggiunti i tipi VI-VII, da lui esclusi in quanto non oggetti di studio etnologico 16

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