UNIVERSITTA DEGLI STUDI DELL INSUBRIA POLO UNIVERSITARIO DI COMO RELAZIONE SPECIALISTICA

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2 1.0 GENERALITA PREMESSA OGGETTO DELL APPALTO DOCUMENTI CONTRATTUALI OSSERVANZA DI LEGGI, REGOLAMENTI NORME E PRESCRIZIONI CONSEGNA IMPIANTO DESCRIZIONE DELLE OPERE DESCRIZIONE E FUNZIONAMENTO DEGLI IMPIANTI PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE ACQUA CALDA PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE ACQUA REFRIGERATA CONTROLO DELLE CONDIZIONI CLIMATICHE AMBIENTE IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE UFFICI IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE SALA SEMINARI E/O RIUNIONI IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE CORRIDOI APPARECCHIATURE DOCUMENTAZIONE Pagina 2 di 25

3 1.0 GENERALITA 1.1 PREMESSA La presente relazione, ha lo scopo di illustrare i criteri d intervento e la tipologia degli impianti meccanici da realizzare presso il Complesso Università Degli Studi Dell insubria, polo Universitario di Como fabbricato denominato Manica Lunga. L appalto è a corpo con indicazione separata dei costi materiali e manodopera per consentire in fase esecutiva eventuali variazioni che si rendono necessarie o per cause di forza maggiore o per scelta della Committente. La Committente si riserva il diritto di apportare variazioni al presente progetto senza che possano essere poste riserve di qualsiasi natura da parte della ditta aggiudicatrice salvo i relativi conteggi economici in ragione della valutazione dei costi materiali e relativa manodopera così come indicati nel computo metrico unitario. La Committente si riserva inoltre il diritto insindacabile di aggiungere e/o togliere parte d impianti senza che possano essere poste riserve di qualsiasi natura da parte della ditta aggiudicatrice salvo i relativi conteggi economici in ragione della valutazione dei costi materiali e relativa manodopera così come indicati nel computo metrico unitario. Eventuali opere non contemplate ma che la ditta aggiudicatrice ritiene utili e/o indispensabili all ottenimento della realizzazione a Regola D arte degli impianti dovranno essere chiaramente indicate e quotate in fase di offerta. Eventuali richieste di variazione e/o riscontri d incongruenze tra elaborati e computo metrico dovranno essere chiaramente indicati in fase di offerta previa accettazione insindacabile delle decisioni che saranno assunte dalla Committente. Le varianti in aggiunta e/o detrazione che emergeranno durante l esecuzione dell opera, saranno conteggiate utilizzando i prezzi singoli indicati a capitolato. Eventuali opere non contemplate in capitolato, dovranno essere sottoposte preventivamente ad approvazione della D.L. da parte della ditta aggiudicatrice. E obbligo alla ditta installatrice di presentazione per approvazione da parte della Direzione Lavori di campionatura di tutte le apparecchiature prima della loro messa in opera Pagina 3 di 25

4 1.2 OGGETTO DELL APPALTO Il capitolato d appalto riguarda la realizzazione di tutti gli impianti meccanici in riferimento alla ristrutturazione dello stabile: Università degli Studi dell Insubria, Polo Universitario di Como fabbricato denominato Manica Lunga. Sono oggetto del presente appalto l esecuzione di tutte le opere, la somministrazione di tutte le provviste e mezzi d opera occorrenti, la fornitura, l installazione e il collaudo di tutti gli impianti con la relativa assistenza e quanto altro occorra per rendere perfettamente funzionante quanto è indicato nel presente documento e relativi disegni di progetto. Le opere dovranno corrispondere alla descrizione e ai disegni, allegati o richiamati, che fanno parte integrante del contratto, le opere dovranno essere eseguite secondo le prescrizioni risultanti dallo stesso e a quelle che in futuro potranno essere emanate dalla Committente e in ogni caso secondo le migliori Regole dell Arte. Sono inoltre oggetto del presente appalto tutte le opere, anche se non specificatamente indicate nelle descrizioni ed elaborati di progetto, necessarie per conferire perfettamente ultimati in ogni loro parte, gli impianti appaltati. Al termine dei lavori la ditta esecutrice è tenuta alla compilazione di tutti i certificati di collaudo e di conformità delle opere realizzate. A discrezione della D.L. e/o su richiesta dei Tecnici nominati dalla Committente, potranno essere richiesti collaudi parziali delle opere in fase di realizzazione senza nessuna rivalsa di qualsiasi natura da parte della ditta esecutrice. L esatta posizione delle apparecchiature da installare, come i passaggi all esterno, nei locali vari e/o attraverso i muri, seppur indicate sugli elaborati, sono da intendersi come indicativi e dovranno essere chiaramente specificati dalla ditta esecutrice con propri elaborati grafici costruttivi, prima di eseguire qualsiasi opera, per approvazione da parte della D.L. Pagina 4 di 25

5 1.3 DOCUMENTI CONTRATTUALI I rapporti tra il Committente e la Ditta aggiudicatrice sono regolati dal Contratto d appalto e cioè dall atto contenente l accordo tra i contraenti per l esecuzione delle opere appaltate secondo quanto stabilitop dal DPR 554/99del 21 Dicembre Del contratto fanno inoltre parte integrante la documentazione allegata al contratto stesso o nello stesso richiamata e di seguito elencata: - contratto d appalto - computo metrico - elaborati grafici - documenti e tabelle di collaudo preliminare - documenti e tabelle per il collaudo definitivo - specifiche tecniche degli impianti meccanici - relazioni tecniche particolari - specifiche tecniche dei materiali fornite dai costruttori - elenco pezzi di ricambio - manuali di manutenzione programmata Pagina 5 di 25

6 1.4 OSSERVANZA DI LEGGI, REGOLAMENTI NORME E PRESCRIZIONI Gli impianti di condizionamento dell aria, di riscaldamento e di ventilazione devono essere realizzati in conformità alle leggi, alle norme ed ai regolamenti in vigore. Qui di seguito si evidenziano, a titolo esemplificativo e non esaustivo, i principali riferimenti di tipo generale per gli impianti in oggetto. D.M. 37 del 22 Gennaio 2008 (ex 46/90) - Norme per la sicurezza degli impianti e relativi Decreti di attuazione ed aggiornamenti. Legge 9 gennaio 1991 n 10 - Norme per l attuazione del Piano Energetico Nazionale e relativi Decreti attuazione ed aggiornamenti. Decreto 19 settembre 1994 n 626 Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro e relativi aggiornamenti. Decreto Ministeriale 2 aprile Modalità di certificazione delle caratteristiche e delle prestazioni energetiche degli edifici e degli impianti ad essi connessi. Decreto Presidente della Repubblica 6 giugno 2001 n 380 Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia (Testo A). Decreto Legislativo 19 agosto 2005 n 192 Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell edilizia. Decreto Legislativo 29 dicembre 2006 n 311 Disposizioni correttive ed integrative al Decreto Legislativo 19 agosto 2005 n 192 recante attuazione della direttiva 2002/91/CE, relativa al rendimento energetico nell edilizia. Norma UNI EN ISO 7730 Determinazione degli indici PMV e PPD e specifica delle condizioni di benessere termico. Norma UNI Impianti aeraulici a fine di benessere. Norma Europea UNI EN Ventilazione negli edifici non residenziali-requisiti di prestazione per I sistemi di ventilazione e di condizionamento Pagina 6 di 25

7 1.5 CONSEGNA IMPIANTO Al termine dei lavori la ditta esecutrice è tenuta alla consegna di tutta la documentazione tecnica, oltre le dichiarazioni di conformità, così come definito dal D.M. 37 de 22 Gennaio 2008 (ex 46/90) e dalle norme UNI. Più precisamente dovranno essere eseguite le seguenti operazioni con consegna di: 1) Dichiarazione di conformità 2) Prova di collaudo delle apparecchiature installate e/o esistenti riutilizzate 3) Taratura ed equilibratura dei circuiti idraulici; 4) Disegni come costruito degli impianti; 5) Programma e manuali di manutenzione programmata; 6) Manuale d uso e di funzionamento impianto; 7) Schede di collaudo delle singole apparecchiature e dell intero impianto; 8) Elenco pezzi di ricambio e di consumo dei principali componenti. 9) Elenco centri assistenza delle principali apparecchiature installate Tutta la documentazione di cui sopra, al termine dei lavori, dovrà essere consegnata alla Committente sia in versione cartacea (min. due copie) sia su supporto informatico nelle versioni definite dalla Committente stessa. Sono da intendersi inclusi nei costi esposti i tempi per l istruzione del personale idoneo per la gestione ordinaria degli impianti realizzati che la Committente indicherà all impresa esecutrice. Pagina 7 di 25

8 2.0 DESCRIZIONE DELLE OPERE La ristrutturazione dell edificio comporta la realizzazione di tutti gli impianti idraulici e di climatizzazione da nuovo ad esclusione della produzione dell energia termica per la quale ci si attesta alla centrale termica esistente. La verifica eseguita sulla potenzialità dei gruppi termici esistenti, commisurati alle richieste degli impianti ad oggi asserviti, ha mostrato una riserva termica idonea a garantire il fabbisogno dell edificio oggetto di ristrutturazione (Manica Lunga) anche alla luce dell importante intervento di coibentazione eseguito sulle strutture del complesso(ese CAP e ESE CAP. 5.07). Si è giunti pertanto alla conclusione di poter prelevare fluido caldo dalla cebntrale esistente e tramite un cunicolo esistente alimentare la nuova sottocentrale termica ubicata al piano interrato dell edificio (Tav. ESE CAP ). Dalla centrale termica esistente, così come dal circuito idrico antincendio esistente e passando sempre dal cunicolo utilizzato per l impianto di riscaldamento, si adduce sia l acqua potabile sia l impianto antincendio per il nuovo complesso. Per quanto riguarda gli scarichi dei bagni così come per la condensa degli impianti, ci si attesta alla rete fognaria corrente lungo la via Regina mediante gruppo di pompaggio in mancanza di una congrua ed idonea pendenza, da verificare in fase d esecuzione delle opere, che permetta lo scarico a caduta naturale. Anche per la produzione di acqua refrigerata a scopo climatizzazione, è stato verificato lostato di fatto dell intero complesso giungendo a conclusione che sia per l esigua potenza disponibile in eccesso a quanto impiegato per l università, sia l elevata distanza per l adduzione al complesso Manica Lunga, non risulta economicamente vantaggioso il prolungamento della rete esistente. La nuova produzione di acqua refrigerata avviene pertanto tramite un gruppo autonomo dall intero complesso Universitario, ubicato all esterno del fabbricato Manica Lunga, in posizione di testa. La scelta è per un gruppo funzionante a gas ecologico, completo di tutti gli accessori di fabbrica per ridurre al minimo l inquinamento acustico durante la fase di funzionamento; inoltre l installazione è posta in modo da risultare mascherata il più possibile alla vista. Il collegamento alla centrale tecnologica avviene mediante tubazioni interrate correnti sotto il corpo fabbricato. Il gruppo refrigeratore è stato scelto con possibilità di funzionamento anche in pompa di calore sia per sopperire ad eventuali blocchi della centrale termica esistente (funzionamento in emergenza ed autonomia del fabbricato Manica Lunga, sia per utilizzo nelle mezze stagioni ad impianto centralizzato spento nei periodi di particolare maltempo in cui è richiesto un minimo di funzionamento in caldo soprattutto nelle ore mattutine. Tutti i terminali, dai pannelli radianti alle travi fredde così come le unità di trattamento aria ed i ventilconvettori, sono dimensionati per funzionamento a bassa temperatura sia per ragioni di rendimento ternico gestionale, sia per poter sfruttare il funzionamento della pompa di calore. Particolare cura si è tenuta nella scelta dell ubicazione delle centrali tecnologiche e delle apparecchiature indispensabili per la climatizzazione degli ambienti; ciò per non alterare l aspetto architettonico ed i vincoli da essi imposti. Seppur difficoltosa per installazione e collegamento ai piani, in ottemperanza ai vincoli architettonici del complesso universitario, le centrali tecnologiche sono state ubicate al piano interrato sfruttando locali esistenti. La Pagina 8 di 25

9 scelta ha però comportato la realizzazione di scavi per il collegamento tra le stesse centrali ed i piani adibiti a studi e sale riunioni. Per quanto riguarda l unità di trattamento aria, presa aria esterna ed espulsione, sono state portate oltre la copertura, considerando di distanziarle sulle due falde per evitare ricircolo tra le stesse e mascherandole tramite comignoli simili a quelli esistenti. Gli impianti per la climatizzazione all interno degli studi sono progettati per assicurare un buon comfort, la massima flessibilità funzionale, bassi costi di gestione, semplicità d installazione e di manutenzione. Il comfort ambiente è ottenuto con il controllo dei parametri climatici (temperatura dell'aria ed umidità relativa), della velocità finale dell'aria immessa, della purezza dell'aria garantita dalla filtrazione sull'aria esterna, e con un contenuto livello di rumorosità degli impianti. La distribuzione e la diffusione dell'aria sono progettate per rispondere a questi requisiti. Per i vani scale, nei quali non è prevista la permanenza di persone, e nei quali sono presenti porte di acceso dall esterno, è previsto un impianto ad aria mediante ventilcovettori che garantiscono rapide messe a regime potendo agire automaticamente sulle velocità dei ventilatori. Nei locali bagni è invece prevista l installazione di radiatori tubolari in acciaio per una igienicità di pulizia. Nel locale sala riunioni del piano seminterrato, data la saltuarietà dell occupazione e la limitazione oraria della permanenza, si è optato per un impianto misto a pannelli radianti a pavimento ed ad aria tramite unità di trattamento centralizzata con gli studi. Ciò per ottenere lo scopo di mantenere sempre una minima temperatura all interno dell ambiente, soprattutto in inverno, a garanzia della salubrietà dello stesso (strutture comprese evitando la comparsa di condensa nel caso si spenga completamente l impianto e si raffreddi troppo l aria), con irrisorii costi gestionali data la bassa temperatura dell acqua inviata ai pannelli. Di contro l aria di rinnovo, attiivabile solo nelle ore di reale utilizzo della sala, garantisce il rapido adattamento dell impianto in relazione all affollamento e garantendo inoltre la salubietà dell ambiente in relazione all inquinamento dovuto all elevato grado di occupazione. Inoltre per migliorare la qualità dell aria ambiente si è operato sull efficienza di distribuzione scegliendo la diffusione a dislocamento cioè dal basso in modo di immettere aria estremamente pulita proveniente dall unità di trattamento aria direttamente nella zona ad altezza uomo e facendo stratificare gli inquinanti verso l alto sfruttando la stratificazione termica. Soprattuttoi per quest ambiente, ma anche per gli uffici, è prevista la possibilità di funzionamento di un piccolo gruppo a pompa di calore che agisce sulle batterie di postriscaldamento dell unità di trattamento aria. Questo si rende indispensabile sia per il fatto che la sala riunione è ubicata ad un piano seminterrato e che di conseguenza potrà aver bisogno di essere contemporaneamente raffreddata in relazione all affollamento, ma anche postriscaldata in funzione di una correzione dell umidità relativa ambiente e per poter immettere l aria particolarmente pulita ad altezza delle persone senza arrecare fastidio per una temperatura particolarmente bassa. Per gli uffici il postriscaldamento si rende necessario in quanto, operando con due e non quattro tubi, durante il primo periodo della stagione estiva, con fluido freddo in circolazione, può rendersi necessario una lieve correzione mattutina dell temperatura in riscaldamento e ciò può essere facilmente ottenuto grazie alle batterie di postircaldamento installate sulle canalizzazioni di mandata ed alimentate da detto gruppo a pompa di calore. Pagina 9 di 25

10 Per quanto riguarda il corridoio di collegamento tra il corpo Universitario esistente ed il complesso Manica Lunga, riscontrando una elevata superficie vetrata ed impossibilitati all installazione di pannelli radianti a pavimento che avrebbero garantito un buon confort con bassi costi gestionali in quanto la pavimentazione di pregio non può essere rimossa, si è optato per una climatizzazione mediante termo ventilante. Inoltre l installazione delle canalizzazioni risulta a vista data l impossibilità di celare le stesse in controsoffitto sia per l esiguo spazio rimanente tra la soletta ed il filo serramenti esterni sia perché il controsoffitto non può essere forato in quanto a protezione antincendio della soletta stessa. La climatizzaione delle aule adibiti a studi singoli e/o open space, in considerazione all ottenimento di un buon grado di soddisfazione per le condizione microclimatiche garantite, ed in relazione ai seguenti parametri progettuali: - flessibilità nella gestione considerando la possibilità di chiudere gli impianti per i llocali non utilizzati - riduzione al minimo della circolazione d aria onde prevenire fastidiose correnti, ma al tempo stesso garantire un elevato confort igienico per il rinnovo dell aria viziata - riduzione al minimo dei costi gestionali per manutenzione ordinaria sulle apparecchiature installate in campo è prevista tramite l impiego di travi fredde. Questi oggetti, di tipo statico, prive di filtrazioni, ma dotate di singole regolazioni ed alimentate con aria di rinnovo proveniente dall unità di trattamento centralizzata, garantiscono il controllo microclimatico con effetto radiante e convettivo tramite alimentazione di acqua non estremamente fredda (circa C) in estate e a bassa temperatura in inverno (40-50 C) estremamente vantaggiosa dal punto di vista energetico. Inoltre non prevedono manutenzioni di pulizia ordinaria e non avendo oragi in movimento (come potrebbero essere i ventilconvettori) non hanno praticamente possibilità di rottura. Si evita in questo modo qualsiasi manutenzione all interno degli ambienti rimandando le operazioni programmate ai locali tecnici posti al piano seminterrato. Pagina 10 di 25

11 3.0 DESCRIZIONE E FUNZIONAMENTO DEGLI IMPIANTI 3.1 PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE ACQUA CALDA L acqua calda per uso riscaldamento e climatizzazione è prelevata dalla centrale termica esistente alla temperatura massima di 65 C da 2 caldaie a gas metano in acciaio di tipo a condensazione ad elevato rendimento. Ogni caldaia ha una capacità di riscaldamento di 250 kw. Il collegamento tra la centrale termica esistente e la sottocentrale avviene tramite un cunicolo esistente nel quale saranno posizionate le tubazioni di adduzione acqua calda uso riscaldamento, acqua fredda addolcita uso tecnologico ed acqua potabile. Il prelievo di acqua calda dalla centrale esistente avviene dal circuito alta temperatura. I nuovi circuiti di riscaldamento sono suddivisi in primario e secondario con interposto un collettore generale. Il circuito primario include le pompe di prelievo dalla centrale termica a portata costante, mentre i circuiti secondari funzionano sempre a portata costante tramite pompe dedicate per ogni circuito/impianto; le pompe sono di tipo singolo. I circuiti secondari sono i seguenti: 1. batterie di riscaldamento delle UTA (unità di trattamento dell aria) alimentati direttamente dalle pompe primarie; 2. radiatori e ventilconvettori per servizi igienici e vano scala alimentati direttamente dalle pompe primarie; 3. travi fredde per tutti gli uffici. 4. pannelli radianti per la sala seminari/riunioni Ogni circuito secondario è dotato di due pompe di cui una di riserva automatica. Questi circuiti hanno portata d acqua costante in funzione della potenza termica richiesta dalle utenze. Ogni batteria è regolata da una valvola modulante a tre vie che riduce il passaggio d acqua calda all unità terminale al ridursi del carico termico. Tutte le tubazioni sono isolate termicamente con spessori secondo le norme vigenti. 3.2 PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE ACQUA REFRIGERATA L acqua refrigerata è prodotta a 7 C da un gruppo refrigeratore con compressori scroll che impiegano fluido refrigerante R410A; è posizionato al piano di calpestio, con i gruppi di pompaggio inseriti nella struttura, sul fianco (lato corto) dell edificio. Il gruppo, con potenza frigorifera di 130 kw, è dimensionato per fornire il carico frigorifero massimo di calcolo. Il gruppo è posato su profilati metallici di ripartizione dei carichi ed è insonorizzato mediante antivibranti e supportati elasticamente separati dalle strutture. L avviamento avviene con parzializzazione dei compressori per limitare lo spunto elettrico di assorbimento. Pagina 11 di 25

12 Le tubazioni di collegamento tra gruppo refrigeratore e centrale tecnologica, correnti interrate, sono di tipo per teleriscaldamento, le parti correnti a vista sono realizzate in acciaio nero, i collettori, i serbatoi ed il valvolame sono sempre coibentate con guaine in elastomero a cellule chiuse prive di alogeni e PVC con indice d incendio 5(200 C).3. Tutti i circuiti posizionati nei locali tecnici ed in esterno sono coibentati e ricoperti con lamierino d alluminio. Tutti i circuiti posizionati in vista al piano interrato sono coibentati e dotati di rivestimento protettivo. I tratti interrati sono realizzati con tubazioni preisolate e/o in acciaio isolato con protezione esterna antigraffio. I tratti in cunicolo sono realizzati con tubazioni in acciaio isolato con protezione esterna con lamierino d alluminio. Al passaggio delle pareti tagliafuoco gli isolamenti termici dei tubi devono essere interrotti su una lunghezza di 300mm e sostituiti con materiale incombustibile. I circuiti secondari sono i seguenti: 1. batterie di raffreddamento delle UTA (unità di trattamento dell aria) alimentati direttamente dalle pompe primarie; 2. Ventilconvettori per vano scala ( i radiatori dei servizi igienici sono intercettati in estate tramite valvola di zona) 3. travi fredde per tutti gli uffici. I circuiti principali e secondari dell acqua refrigerata funzionano come i circuiti dell acqua calda. Il frigorifero è installato in posizione tale da garantire una sufficiente aerazione delle batterie di scambio dei condensatori ed è dotato degli opportuni accorgimenti atti a diminuirne la rumorosità. In particolare è dotato di sistema automatico d attenuazione della velocità dei ventilatori in relazione al reale carico frigorifero ed alla temperatura esterna. Il livello di pressione sonora recepito all interno degli edifici vicini deve essere tale da rispettare le normative locali. 3.3 CONTROLO DELLE CONDIZIONI CLIMATICHE AMBIENTE Il controllo del clima ambientale è ottenuto con impianti differenti a seconda delle destinazioni d uso. Gli uffici hanno un impianto con travi fredde alimentate a due tubi e ricambio d aria immesso direttamente attraverso le stesse travi. La sala seminari e/o riunioni, ubicata al piano seminterrato, ha un impianto con immissione d aria a dislocamento ed una base termica invernale fornita da pannelli radianti annegati nel pavimento. Nei servizi igienici e il riscaldamento è realizzato con radiatori. Il vano scala è riscaldato e raffrescato tramite ventilconvettori. Il corridoio di collegamento tra l università esistente e la nuova ala in oggetto di ristrutturazione è dotato di ventilazione tramite propria unità in grado di garantire sia il riscaldamento invernale sia il raffrescamento estivo. Pagina 12 di 25

13 3.4 IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE UFFICI Gli uffici sono climatizzati con un impianto ad aria primaria e travi fredde a due tubi, cioè dotati di una batteria di scambio termico alimentata con acqua calda in inverno e con acqua refrigerata in estate. La funzione fondamentale dell aria primaria è quella di garantire la deumidificazione ambiente onde evitare qualsiasi formazione di condensazione sulla trave. A tale scopo, la temperatura di alimentazione alla trave, nel periodo estivo, è di circa 19 C; inoltre un dispositivo di controllo rugiada chiude la valvole di alimentazione nel caso venga riscontrato una minima formazione di condensa sulle tubazioni di collegamento. L aria primaria fornisce inoltre un ricambio d aria esterna superiore a 11 l/s per persona; l aria prima dell immissione attraverso le travi, è filtrata attraverso due stadi progressivi di filtrazione, riscaldata ed umidificata d inverno, raffreddata e deumidificata in estate. L UTA, che fornisce l aria primaria di ricambio agli ambienti, è posta in un locale tecnico al piano interrato. L aria primaria immessa nei singoli uffici è ripresa direttamente negli stessi tramite apposita griglia per evitare trasmissione di rumore attraverso griglie di transito. Un impianto d estrazione aria mantiene i bagni in depressione rispetto agli uffici. Non avviene alcun ricircolo tra aria immessa ed aria estratta. Le travi fredde sono installate a vista. Gli staffaggi delle tubazioni devono avere materiale antifrizione per permettere il movimento dei tubi ed isolamento anticondensa attorno agli staffaggi stessi. Su tutte le reti di piano devono essere realizzati dispositivi di sfogo aria presso tutti i punti alti nonché punti di scarico con valvola. La regolazione della temperatura ambiente avviene con la modulazione automatica dell apertura/chiusura delle valvole Il set-point di temperatura è impostato centralmente. La sonda di temperatura è ubicata in ambiente ed il regolatore digitale è dotato di: funzionamento manuale con possibilità di selezionare le seguenti posizioni: spento/acceso (con lo scopo di indicare locale vuoto) ritaratura locale di +/- 3 C del set-point [20 C+/-3 C in inverno e 26 C+/-3 C in estate]. In tutti i locali di grandi dimensioni in cui sono presenti più di una trave fredda, questi sono comandati in parallelo da un solo regolatore. L isolamento fonoassorbente dei canali flessibili di distribuzione aria è realizzato con materassino in fibra sintetica poliestere bicomponente termoregolata. Le modalità di esecuzione per l isolamento afonico dei plenum prevedono l applicazione di materassino di fibra sintetica di poliestere di spessore 15 mm, con applicazione di film di Mylar lato aria con funzione anticondensa, sigillatura sui bordi con materiale indicato dalla casa costruttrice. Pagina 13 di 25

14 I canali di mandata dell'aria, a partire dalla UTA, passano dal vano scala verticalmente ed ai piani si staccano le diramazioni che transitano a soffitto. Allo stacco di piano è sempre installata una serranda tagliafuoco. L isolamento termico è previsto su tutti i canali di mandata, ripresa, presa aria esterna ed estrazione dell aria. I canali transitanti in centrale e all esterno sono inoltre rivestiti con lamierino d alluminio. Fra le staffe ed i canali dovrà essere interposto uno strato di neoprene in funzione di antivibrante. La distanza tra i vari supporti, funzione delle dimensione dei canali, sarà tale da evitare l'inflessione degli stessi e comunque non dovrà essere superiore a 2,0 m. I tratti di canalizzazioni verticali a vista, correnti nel vano scala, sono realizzati in doppia parete con interposto isolamento in lana minerale. 3.5 IMPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE SALA SEMINARI E/O RIUNIONI La sala seminari e/o riunioni al piano seminterrato è alimentata dall UTA aria primaria, comune per gli uffici, che fornisce l aria esterna di ricambio secondo le esigenze specifiche. Non avviene alcun ricircolo tra aria immessa ed aria estratta. Le dispersioni di calore invernali sono coperte dall impianto a pannelli radianti annegati nella soletta; l aria immessa in inverno ha il solo scopo di apportare aria pulita di ricambio in funzione all affollamento. Le rientrate di calore ed i carichi interni estivi sono invece bilanciati dall immissione di aria trattata dall UTA a punto fisso ed eventualmente corretta dalla batteria di postriscaldamento alimentata dalla pompa di calore. L immissione di aria trattata avviene da diffusori denominati a dislocamento ubicato a filo pavimento, l estrazione dell aria viziata più calda e con maggiore contenuto di inquinanti, secondo una naturale circolazione dell aria, avviene tramite disloca tori. In inverno la temperatura ambiente agisce sulla valvola dell acqua calda inviata ai pannelli; in estate il controllo ambiente avviene agendo aumentando la portata d aria fredda proveniente dall UTA. Il set-point di temperatura è impostato centralmente. 3.6 MPIANTO DI CLIMATIZZAZIONE CORRIDOI Il corridoio di collegamento tra l università e la nuova ala adibita ad uffici è dotato di UTA indipendente ubicato al piano interrato. La diffusione dell aria trattata avviene tramite canalizzazioni circolari microforate poste a vista lungo il corridoio. La ripresa dell aria ambiente avviene da un unica griglia posta va parete. Pagina 14 di 25

15 Il funzionamento è con tutta aria di ricircolo. Il controllo della temperatura ambiente avviene tramite sonda posta sull aria di ripresa. Il set-point di temperatura è impostato centralmente. Pagina 15 di 25

16 4.0 APPARECCHIATURE Le UTA sono costruite con pannelli in acciaio galvanizzato con strato interno d isolamento termico ed in classe 1 di reazione al fuoco e sono dotate di porte d ispezione per la manutenzione e la pulizia interna. Al fine di ridurre la rumorosità trasmessa sono previsti elementi antivibranti tra ventilatore e telaio dell UTA come pure tra UTA e il suo basamento. Le UTA di aria primaria (UFFICI) è composta di: Aspirazione Filtri doppio stadio di filtrazione G4 + F9 Sistema di recupero del calore Batteria di riscaldamento Sistema di umidificazione del tipo con acqua a perdere Batteria di raffreddamento e deumidificazione Batteria di postriscaldamento Ventilatore di mandata Attenuatore acustico a canale. Le sezioni di estrazione VX sono composte di: Attenuatore acustico Filtro Ventilatore d estrazione Sistema di recupero del calore Le unità dotate di recuperatori di calore di tipo a piastre sono dotate di serrande di bypass, per escludere lo scambio termico tra aria estratta e quelle esterna da immettere qualora le condizioni di temperatura non siano favorevoli. Tutte le sezioni ventilanti sono equipaggiate al loro interno di supporti a molla e poggiano su telaio metallico di ripartizione dei carichi con sottostante lastra di gomma 45Sh. Le sezioni di trattamento di cui sono composte sono indicate sugli schemi funzionali. I ventilatori devono essere selezionati per produrre la minore rumorosità possibile. Il complesso composto dal ventilatore e dal successivo silenziatore a canale deve garantire il livello di pressione sonora nei vari ambienti prescritto Livello di rumorosità degli impianti documento ESE Cap Nell'attacco ai gruppi aeraulici, sia in mandata che in aspirazione, così come per la presa aria esterna ed espulsione, i canali sono collegati con interposizione di idonei giunti antivibranti del tipo a soffietto flessibile. Tutte le unità sono dotate di un comando manuale d arresto dei ventilatori in caso d incendio; tutti i comandi sono ubicati presso la reception. Inoltre l arresto dei ventilatori e la chiusura delle serrande tagliafuoco è comandato automaticamente dal sistema di rilevazione incendi e dai rilevatori di fumo posizionati all interno dei canali. La rimessa in marcia dei ventilatori deve avvenire esclusivamente con apposito comando manuale. Pagina 16 di 25

17 L impianto di rilevazione ed allarme incendi devono essere interfacciato con il sistema di supervisione e controllo. Il riarmo delle serrande via sistema di controllo deve poter avvenire solo dopo che l allarme è stato resettato. La distribuzione dell'aria avviene in canali in lamiera d'acciaio di forma circolare o rettangolare. Gli isolamenti termici sono sempre ubicati all'esterno dei canali di mandata e ripresa, così come per la presa aria esterna ed espulsione. I canali di mandata sono isolati con applicazione di feltro di fibra di vetro densità 20 kg/m3, spessore (come indicato sugli elaborati grafici e computo metrico) e/o elastomero espanso equivalente per i tratti interni e 80mm per quelli all esterno, incollato su Kraft alluminio retinato con filato di vetro; sigillatura delle giunzioni con nastro adesivo in Kraft alluminio, legatura con rete in filo in acciaio zincato a tripla torsione. Quando i canali attraversano muri o compartimentazioni al fuoco sono dotati di serranda tagliafuoco comandata sia dal fusibile termico che dal sistema di rilevazione incendio tramite sgancio del magnete di chiusura. Tutte le serrande sono dotate di servocomando per la riapertura su comando manuale remoto dopo l intervento o dopo la prova di funzionamento. Devono essere previsti sportelli d ispezione nei canali nei seguenti punti: Prima e dopo le serrande di taratura e tagliafuoco Prima e dopo le batterie ogni 25m nelle reti di distribuzione (salvo quanto disposto dalle normative vigenti) Gli sportelli devono essere a perfetta tenuta e sui canali devono comprendere l isolamento termico Le griglie di presa d aria e quelle d espulsione sono di tipo afonico. Tutte le unità di trattamento dell aria e le unità ventilanti di estrazione sono complete di silenziatori installati sui canali come indicato sugli schemi e sui disegni. In ogni locale ed area tecnica viene assicurata la mobilità del personale e la possibilità di accesso alle apparecchiature e lo smontaggio per le operazioni di manutenzione ordinaria. Sono inoltre accessibili tutti gli strumenti di rilevazione e controllo, nonché tutti i punti di ispezione richiesti dai costruttori delle apparecchiature. Unità di trattamento aria primaria Uffici e Sala seminari e/o riunioni La composizione, la strumentazione e le apparecchiature in campo dell unità di trattamento aria sono rappresentate sugli schemi funzionali strumentati. Per l unità di trattamento aria sono previste le seguenti regolazioni automatiche: - controllo del funzionamento del recuperatore; con esclusione del funzionamento tramite apertura delle serrande di by-pass per temperatura dell aria esterna in inverno superiore a 15 C, in estate inferiore a 30 C - controllo temperatura di mandata con azione in sequenza sulle valvole a tre vie della batteria di preriscaldamento e della batteria acqua refrigerata Pagina 17 di 25

18 - controllo umidità relativa estiva con azione sulla valvola a tre vie della batteria di raffreddamento - termostato antigelo a valle della batteria di preriscaldamento, con segnalazione di allarme - controllo umidità relativa invernale, con sonda ME sul canale di ripresa e comando dell umidificatore con acqua a perdere - pressostato differenziale sui filtri e sui ventilatori di mandata e di estrazione, con allarme di manutenzione riportato - controllo della portata di mandata a partire da una portata d aria del 30% di quella massima, con azionamento del ventilatore VM a velocità variabile tramite convertitore di frequenza - controllo della portata di estrazione per mantenere costante la differenza di portata tra mandata e ripresa, con azionamento ventilatore VX a velocità variabile - controllo della qualità dell aria in ambiente e della temperatura ambiente con sequenza cassette di regolazione portata VAV - batterie di postriscaldamento - ventilconvettori. L UTA e le relative cassetta VAV sono attivate da programmazione oraria alla portata minima invernale ed estiva. Ogni cassetta è dotata di regolatore DDC preconfigurato a microprocessore ritarabile a distanza, con le regolazioni azionate in sequenza, il cui funzionamento è stato già indicato nei capitoli descrittivi dei singoli impianti Essendo previsti impianti misti la logica di funzionamento dei sistemi deve integrarsi per evitare durante il funzionamento che le apparecchiature si influenzino a vicenda. Locali tecnici e di servizio Il locale server è climatizzato con condizionatore ad espansione diretta di tipo split a cassetta, con unità esterna ubicata in vicinn delguporefieratore, sul lato corto dell edificio. Regolazione automatica I sistemi di regolazione automatica adottati sono del tipo a controllo digitale diretto, con unità periferiche espandibili UPE a microprocessori di tipo programmabile che si interfacciano con gli elementi in campo per il controllo ed il comando degli impianti. Le funzioni di regolazione sono svolte mediante programmi operativi residenti in memorie non volatili. Le periferiche previste per gli impianti all interno dell edificio colloquiano tra di loro mediante linea bus e unità controllo rete, entrambe comprese nell appalto, e sono in grado di essere collegate ad un unità centrale del sistema di supervisione e controllo impianti. Pagina 18 di 25

19 I loop di regolazione richiesti sono illustrati negli schemi funzionali di progetto. Tutti i regolatori sono collegati al bus di regolazione. Dai quadri di regolazione l operatore può collegarsi tramite porta seriale ed effettuare ogni tipo di impostazione e la lettura di quanto segue : stati ed allarmi temperatura ed umidità ambiente il valore di ogni sonda la percentuale di apertura della serranda e quindi la portata d aria la percentuale di apertura delle valvole il set-point della temperatura di ogni ambiente e di ogni UTA. I blocchi di sicurezza (da termostati, pressostati, livellostati, flussostati) sono direttamente cablati e non avvengono tramite software del sistema di regolazione automatica e sono attivi anche in condizioni di azionamento manuale. Nel seguito sono riportati a completamento di quanto già descritto precedentemente per ogni singolo impianto degli ulteriori criteri di regolazione. Centrale termica Attualmente la centrale termica è priva di impianto di supervisione per cui la lettura del funzionamento è di tipo indiretto verificando la temperatura di mandata e ripresa dell acqua prelevata. Produzione e distribuzione acqua refrigerata Il controllo avviene sulla temperatura di mandata; in funzione della temperatura rilevata da TE posto sul collettore acqua refrigerata. Dal gruppo frigorifero è riportato un allarme cumulativo di blocco per ogni apparecchiatura. La temperatura di mandata è compensata con quella esterna secondo un andamento lineare tra i seguenti valori : temperatura acqua refrigerata 7 C con temperature aria esterna di 35 C o superiore temperatura acqua refrigerata 11 C con temperature aria esterna di 24 C o inferiore. Alle batterie delle UTA e ventilconvettori l acqua, sia calda sia refrigerata, viene inviata alle temperature di produzione. Ai radiatori l acqua calda, viene inviata alla temperatura di produzione. Alle utenze quali travi fredde 2 tubi e pannelli radianti a pavimento in funzionamento con acqua refrigerata o con acqua calda, il fluido d alimentazione può essere inviato a temperatura differente rispetto alla produzione. Tale temperatura è ottenuta tramite valvola automatica di miscela che modula la corsa permettendo il passaggio di fluido dal circuito primario o dal ritorno dalle utenze in funzione delle temperatura da mantenere in mandata che è compensata con quella esterna. Pagina 19 di 25

20 Le unità periferiche per il controllo dei circuiti secondari espleteranno le seguenti funzioni: programmi orari per accensione e spegnimento; intervento automatico pompa o girante in riserva; compensazione temperatura di mandata con quella dell aria esterna; controllo della temperatura di miscela; gestione stati ed allarmi. Oltre ai punti previsti sulle schede tecniche elenco punti controllati e sugli schemi funzionali, ogni unità periferica deve disporre di punti universali di riserva in misura del 20% di quelli utilizzati e comunque non inferiori a 10. Le unità periferiche sono inserite in appositi quadri con carpenteria uniformata a quella prevista per gli impianti elettrici a servizio degli impianti meccanici. Produzione e distribuzione acqua calda (pompa di calore) Nel periodo di fermo impianto riscaldamento a centrale termica disattivata sarà possibile postriscaldare l aria immessa negli ambienti tramite l impiego di un gruppo refrigeratore funzionanate in pompa di calore e cassette dotate di batteria. Dalla pompa di calore è riportato un allarme cumulativo di blocco per anomalia di funzionamento. Avviamenti delle UTA e Protezione incendio L'unità di trattamento aria si trova con serrande chiuse, ventilatori fermi e valvole di regolazione chiuse. Viene verificato l'eventuale intervento di allarmi. Durante la fase di avviamento viene comandata la partenza del ventilatore di mandata VM e vengono aperte le serrande, successivamente parte il ventilatore di espulsione. L'effettivo avviamento dei ventilatori è controllato dai pressostati DPS. In caso di pressione insufficiente vengono attivati gli allarmi A (vedi schemi funzionali strumentati). I ventilatori di mandata e di estrazione devono poter essere comandati in modo indipendente cioè deve essere possibile il funzionamento dell uno ed il fermo dell altro. In caso di segnalazione di incendio proveniente dal sistema di rilevazione in ambiente, i motori dei ventilatori vengono arrestati, le serrande dell'unità vengono chiuse e la valvole si portano in chiusura. Tali comandi sono generati dal Sistema di rilevazione incendi. Sulla sezione di uscita dall'unità trattamento aria è installato un rilevatore di fumo; il suo intervento, oltre a generare un segnale di allarme A, arresta i ventilatori, chiude tutte le serrande dell'unità e porta le valvole di regolazione in chiusura. In caso di disattivazione dell impianto di aerazione per allarme incendio, nonché di guasto dell azionamento, le serrande tagliafuoco devono chiudersi automaticamente. Quando intervengono i dispositivi di attivazione termica (fusibili) delle serrande tagliafuoco, la disattivazione degli impianti di aerazione deve avvenire automaticamente. Ogni ventilatore è dotato di dispositivo di comando manuale, in punto facilmente accessibile, per l arresto in caso d incendio. Pagina 20 di 25

21 Gli arresti devono avvenire per apertura del circuito di comando. Le serrande tagliafuoco sono dotate di servomotori con doppio microinterruttore di fine corsa. Quanto indicato in questo paragrafo vale per il funzionamento in caso d incendio di ogni impianto e di ogni UTA. Comando Motori Tutte le utenze elettriche sono dotate di selettore manuale - automatico e di un comando on-off; in posizione automatico le utenze sono comandate dal sistema di regolazione e controllo, in posizione manuale sono azionate dal comando on-off. Tutte le apparecchiature rotanti sono dotate di sezionatore di sicurezza posto nelle immediate vicinanze dell utenza. I blocchi di sicurezza (da termostati, pressostati, flussostati) sono direttamente cablati, non agiscono tramite software del sistema di regolazione e controllo e sono attivi anche in condizioni di azionamento manuale. Gli arresti da flussostato, o da pressostato differenziale con funzione di flussostato, agiscono attraverso un relè ritardatore, per permettere l avviamento dell apparecchiatura senza rischio di falsi allarmi. I ventilatori di mandata e di espulsione sono avviati automaticamente dal programma a tempo. Dal sistema di regolazione automatica sono anche controllati i convertitori di frequenza dei ventilatori e delle eventuali pompe azionate a velocità variabile. Il termostato antigelo TSL, a riarmo automatico, arresta il ventilatore di mandata ed il ventilatore di ripresa. I ventilatori sono inoltre arrestati dal pressostato differenziale, avente funzione di flussostato, posto a cavallo del ventilatore, per evitare surriscaldamenti in caso di rottura delle cinghie o delle pulegge del ventilatore. E possibile il disinserimento manuale di tale tipo di blocco. I ventilatori di mandata e ripresa sono tra loro interbloccati, in caso di avaria di uno dei due anche l altro può essere arrestato. L alimentazione all umidificazione viene esclusa in caso di arresto dei ventilatori di mandata. Nelle UTA l avviamento del ventilatore avviene tramite relè ritardatore, per consentire l apertura delle serrande di intercettazione sull aria. Le elettropompe sono avviate automaticamente dal programma a tempo. Dal sistema di regolazione vengono inoltre comandati l avviamento della pompa o della girante di riserva, in caso di guasto di quelle in funzione, e la rotazione periodica fra unità in funzione e unità di riserva per equalizzare il numero di ore di funzionamento. Pagina 21 di 25

22 IMPIANTI IDRICI Leggi e normative di riferimento L impianto idrico deve essere realizzato in conformità alle leggi, alle norme ed ai regolamenti applicabili. Qui di seguito si evidenziano, a titolo esemplificativo e non esaustivo, i principali riferimenti di tipo generale per l impianto in oggetto. D.M. 37 del 22 Gennaio 2008 (ex 46/90) - Norme per la sicurezza degli impianti e relativi Decreti di attuazione ed aggiornamenti. Decreto Presidente della Repubblica 6 giugno 2001 n 380 Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia (Testo A). Decreto Ministero della Sanità 21 dicembre 1990 n 443 Regolamento recante disposizioni tecniche concernenti apparecchiature per il trattamento domestico di acque potabili. Regolamento locale per il servizio di acqua potabile. Norma UNI 9182 Impianti di alimentazione e distribuzione d acqua fredda e calda Criteri di progettazione, collaudo e gestione. Norme UNI e UNI EN per le singole apparecchiature e materiali. Descrizione degli impianti Gli impianti idrici riguardano : alimentazione acqua fredda ai servizi igienici; alimentazione di acqua per il riempimento/reintegro impianti termici; alimentazione di acqua per circuiti di umidificazione; Reti idriche di distribuzione La rete acqua potabile ha origine dalla connessione alla centrale termica esistente, prefiltrata e trattata per gli utilizzi sopra indicati. L impianto di produzione acqua calda per uso igienico sanitario, è costituito da boiler elettrici posti nei locali servizi. A monte del sistema di riempimento impianto è installato un disconnettere idraulico. Le reti di distribuzione sono eseguite con tubazioni di acciaio inossidabile AISI 316 con giunzioni tipo a pressare e rivestite con isolamento a cellule chiuse e finitura, nei tratti in vista, con lamierino di alluminio, mentre per quelle correnti nei cavedi e nei controsoffitti hanno finitura con laminato plastico tipo Isogenopak. Pagina 22 di 25

23 In centrale idrica, deve essere inserito un tronco di tubazione in Polietilene, questo per evitare l effetto pila provocato dalla incompatibilità tra tubazione in acciaio inossidabile e tubazione in acciaio zincato. Gli staffaggi delle tubazioni devono sempre avere tra collare e tubo l interposizione di un anello in gomma. Ogni colonna montante è dotata alla base di organo di intercettazione e di scarico, installato in posizione facilmente accessibile, in modo da permettere l'esclusione del circuito. Le distribuzioni all interno dei servizi igienici sono eseguite con tubazioni multistrato isolate e con giunzioni a pressare. Tutti i materiali e le attrezzature sono in grado di supportare un flusso d acqua calda a 70 C in continuo. Apparecchi sanitari e rubinetterie Tutti gli apparecchi sanitari sono di prima scelta assoluta, di superficie perfettamente liscia ed esenti da cavillature e deformazioni anche minime. Pagina 23 di 25

24 5.0 DOCUMENTAZIONE Documentazione, da redigere a cura della ditta installatrice, al termine dei lavori, occorrente per il completamento dell opera ed il collaudo definitivo (consegna impianto). Descrizioni generali impianti - Relazione tecnica degli impianti con indicazione dati tecnici di progetto - Elaborati grafici relativi a tutti gli impianti come costruiti Dichiarazioni di conformità alla regola d arte nostro art. 9 L. 46/90 o equivalenti - Dichiarazione di conformità dell impianto di riscaldamento e climatizzazione - Dichiarazione di conformità dell impianto idrico sanitario - Dichiarazione di conformità delle linee di adduzione gas - Dichiarazione di conformità rete scarichi - Dichiarazione di conformità impianto antincendio - Dichiarazione di conformità impianti estrazione aria e ventilazione Denuncia impianti e dichiarazioni da mettere a disposizione degli Organi competenti - Dichiarazione di collaudo rete gas secondo gli standard UNI-CIG e D.M Dichiarazione attestante la classe di reazione al fuoco dei condotti di termoventilazione e relativi isolamenti con allegate certificazioni - Dichiarazione attestante la corretta installazione delle serrande tagliafuoco con riferimento alla struttura di separazione interessata con allegata certificazione. Verbali di collaudo apparecchiature - Collaudo termoregolazioni - Collaudo gruppi refrigeratori - Collaudo gruppi split - Collaudo unità di trattamento aria - Collaudo unità di estrazione aria - Collaudo delle circuitazioni idrauliche Pagina 24 di 25

25 Termoregolazione impianti - Schemi termici come realizzato - Schemi elettrici come realizzato - Manuale d uso e funzionamento - Schede tecniche sintetiche di tutti i componenti Schede tecniche apparecchiature - Documentazione termoregolazioni - Documentazione gruppi refrigeratori - Documentazione unità di trattamento aria - Documentazione elettropompe - Documentazione apparecchi terminali, diffusione e ripresa aria ambiente Norme di manutenzione ordinaria per l impianto di riscaldamento - Consistenza degli impianti e checklist di manutenzione programmata - Elenco dei centri assistenza con riferimento alle singole apparecchiature che richiedono l intervento di tecnici specialisti. Pagina 25 di 25

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