IL MENSILE DELL EST ROMANO

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1 IL MENSILE DELL EST ROMANO Periodico d informazione, attualità e cultura registrato presso il Tribunale di Roma num. 30/2008 del 25/01/2008 ANNO II NUM 1 GENNAIO ,00 N L EDITORIALE on fermatevi. Non abbassate i finestrini delle vostre vetture. Non aprite le porte. Chiudetevi dentro casa e dimenticate tutto quello che accade all'esterno. La normalità, quella di tutti i giorni, è allora questa? Indifferenza, mancanza di senso civico e soprattutto di umanità. Mentre in una notte di festa, tra regali, presepi e alberi addobbati, le famiglie si accingevano a cenare allegramente, attorno ad una tavola imbandita, una ragazza si spegneva con la figlia sotto ad un cavalcavia. Assurdo? Inumano? No, nulla di strano, solo un giorno come tanti altri. Un'unica persona, tra le decine passate nelle vicinanze, si è presa la briga di girare la testa ed intervenire. La notizia, in realtà, non dovrebbe neanche esistere. Non può essere definita 'notizia' un semplice gesto da essere umano. In molti, forse in troppi, avranno l'assurda idea di trovare una scusa per questa tragedia: "Era una prostituta - racconteranno al bar - albanese e senza fissa dimora. La colpa è sua". Come se fosse una libera scelta quella di rifugiarsi tra i piloni di cemento, al freddo della periferia romana. Immaginate di trovarvi soli, sfruttati sia dai vostri aguzzini che dalle persone 'civili' che quotidianamente vi usano e poi vi gettano. Non avete un tetto sulla testa e cercate un riparo per voi e per vostra figlia. Di chi è la colpa? Il Natale, solitamente, ci narra di gesti di bontà, bambini in festa e di tanta solidarietà. La storia di questa mamma invisibile doveva essere, allora, diversa. Doveva esserci il lieto fine. La piccola doveva salvarsi. Non una, ma venti macchine dovevano fermarsi e prestarle aiuto. Darle un pasto caldo, accudire la bimba e, magari, invitarla attorno a quella tavola dove la "crisi" sembra essere l'unico argomento di discussione. Ed invece siamo qui a raccontare un giorno come tanti altri, di ordinaria, terribile, normalità. Non siamo tutti cattivi, siamo solo concentrati sul piccolo mondo che ci circonda. Qualsiasi cosa oltrepassi il nostro confine non è minimamente presa in considerazione. Guardare è diverso da osservare. Una buona notizia non la crea mai un giornalista ma le persone che vivono quel territorio. Una donna in fin di vita, con una figlia morta tra le braccia, tra fango, freddo e sangue, lasciata sola nella totale indifferenza non può essere raccontata diversamente. Non importa di che nazionalità fosse la donna, da dove venisse e i motivi che l'hanno portata nel nostro mondo. Come tutte le madri, anche lei avrebbe preferito dare la propria vita pur di salvare quella della figlia, ma purtroppo, così non è stato. È la realtà, nulla di strano. C'era una volta una madre che cercava un riparo per far nascere un bambino FABRIZIO LATTARI APRITE GLI OCCHI PRIMO PIANO Inchiesta sulla viabilità dell' VIII municipio. Strade strette, vecchie e piene di buche. Un viaggio nel calvario quotidiano di tutti i cittadini. da pagina 2 a pagina 5 APPROFONDIMENTO L'Aniene spaventa ancora la zona est di Roma. Case e campi allagati, disagi per tutta la popolazione. Nel 2008 è già la seconda volta. Ora si attende la risposta delle istituzioni. da pagina 12 a pagina 15 QUARTIERI Rinviata di sei mesi la chiusura del polo musicale dell'ex fienile di Tor Bella Monaca. Sul suo futuro però nessuna certezza e molte incognite. alle pagine 20 e 21

2 primo PIANO Manutenzione stradale Aumenta la popolazione, ma i servizi restano gli stessi. Nascono nuovi quartieri senza un'opportuna rete viaria e servizi pubblici adeguati. Queste in estrema sintesi le cause alla base del problema viabilità. La conseguenza: traffico, quindi usura della pavimentazione stradale. Entrando nel merito, il Municipio delle Torri è secondo, per estensione del circuito stradale, solo al IV ma è nelle ultime posizioni per quanto riguarda l'elargizione di fondi da parte del Comune per la manutenzione e sorveglianza stradale. Il problema è legato al fatto che, il 60% delle strade è privato anche se aperto al pubblico. In soldoni, o meglio in soldini, il Comune nel 2007 ha stanziato 23 centesimi di euro per metro quadro per la manutenzione e 0,02 centesimi di euro per metro quadro per la sorveglianza. Su 4 milioni di metri quadri di strade il Comune ha stanziato l'anno scorso, per la manutenzione ordinaria e sorveglianza 1 milione di euro. In altri municipi, l'incidenza è di 57 centesimi di euro per metro quadro per la manutenzione e 14 centesimi di euro per la sorveglianza. Nel V per esempio, su 2 milioni di metri quadri, il Comune per la manutenzione e sorveglianza ha stanziato 1 milione e 400mila euro e per il XV Municipio, su 3 milioni di metri cubi è stato stanziato 1 milione e 200mila euro. Insomma un triste primato che determina immancabilmente il 'degrado' della pavimentazione stradale. Ma non è tutto. Anche via Casilina, via Collatina, via Tiburtina e via Prenestina, strade percorse quotidianamente da migliaia di automobilisti sono al 'collasso'. Strette, scarsamente illuminate e in alcuni tratti senza marciapiedi. Conseguenza: pericolose sia per gli automobilisti che per i pedoni. Per la Prenestina Polense, la Provincia sta attuando un programma di riqualificazione e messa in sicurezza per milioni di euro. I lavori per via Casilina sono bloccati a causa della rescissione del contratto tra il Comune e la Romeo Gestioni. Il palliativo è l'apertura di via Mezzoiuso che collega via Borghesiana a via Siculiana e che 'cammina' in parallelo per 4 chilometri con la Casilina. Per via Tiburtina, più che al raddoppio, si pensa alla realizzazione di una metropolitana leggera, tra l'altro come ha spiegato il consigliere capitolino del Pdl, Marco Di Cosimo, già finanziata da Provincia e Regione. Ed inoltre, sempre Palazzo Valentini, sta cercando di risolvere il nodo di Ponte Lucano che, anche se non rientra nel territorio municipale, permetterà di snellire il traffico sulla Tiburtina. Per realizzare il nuovo sistema di svincoli tra la Tiburtina e la Maremmana Inferiore, la Provincia di Roma ha previsto un investimento di circa 18 milioni di euro. In via Rocca Cencia, strada pericolosa che rientra nella grande viabilità i cui lavori erano stati affidati alla Romeo Gestioni, sembrava che i tempi si allungassero, invece, il 22 dicembre scorso, sono iniziati i lavori con un investimento di circa 3 milioni di euro. Per quanto riguarda la Collatina, invece, si confida nella realizzazione delle 'Complanari'. L'opera prevede un "VIOLAZIONE ALLE NORME URBANISTICHE", Querelati Comune e costruttori avvocato Corrado Gotti, raggiunto telefonicamente, ha L' anticipato che sta preparando un atto di diffida stragiudiziale nei confronti del sindaco di Roma per la manutenzione delle strade in base al quale il sindaco potrebbe essere messo in mora per mancati lavori di manutenzione in quanto proprietario delle strade. Questo sulla base di una recente sentenza della Corte di Cassazione che, per la prima volta, va proprio in questa direzione. A questo punto, con l'entrata in vigore del Decreto sulle Class Action i cittadini potrebbero chiedere il risarcimento per eventuali danni subiti percorrendo la via Collatina. "Parallelamente - spiega il legale - è stata presentata anche una denuncia - querela nei confronti del Comune e dei costruttori per presunta violazione di norme urbanistiche, dal momento che i cosiddetti "servizi pubblici di qualità" che devono necessariamente caratterizzare una centralità urbana e metropolitana come quella prevista a Ponte di Nona e Lunghezza sono stati realizzati solo in parte. Si teme infatti che le superfici destinate ai servizi pubblici siano state convertite in superfici residenziali. Le tempistiche - precisa l'avvocato Gotti - per la conclusione delle azioni intraprese non saranno brevi, ad eccezione della mozione volta ad ottenere l'esenzione del pagamento del Telepass e del pagamento del pedaggio in entrata e in uscita per i residenti a Ponte di Nona e Lunghezza, già presentata con successo dai vicini Comitati di quartiere di Case Rosse e Settecamini, appartenenti al V municipio". investimento di 640 milioni di euro per realizzare una nuova viabilità nel tratto urbano della A24 tra Roma Est e viale Palmiro Togliatti. Sembra che qualcosa si stia muovendo in termini di opere, anche se ci vorranno ancora degli anni per poter vedere i risultati. Per il momento si mettono solo delle 'toppe'. Dopo le piogge di inizio dicembre, il Municipio e il Comune, hanno stanziato per mettere in sicurezza le strade, 450mila euro, mentre la Provincia 4 milioni di euro, una parte dei quali per via Casilina. Risolvere il problema viabilità non è semplice, ma nemmeno impossibile. I progetti ci sono, in alcuni casi i lavori sono iniziati, ma non basta. Bisognerebbe potenziare e migliorare i servizi pubblici, sia su gomma che su ferro, in maniera da offrire un'alternativa a coloro che non vogliono prendere l'automobile. Si potrebbe anche immaginare, ma siamo alle ipotesi più creative, di allargare le carreggiate, almeno delle strade di grande flusso, ed eliminare il pedaggio autostradale. COLLATINA AL COLLASSO, la denuncia del comitato di quartiere Ponte di Nona A causa dell'intensificarsi dei problemi di viabilità a Ponte di Nona, anche in seguito alle abbondanti piogge, che rallentano ulteriormente i tempi di percorrenza, abbiamo intervistato Luca Gagliardini, 41 anni, impiegato, da circa 1 anno presidente del locale comitato di quartiere. Dopo i cortei di protesta organizzati a marzo e maggio 2007 dal Comitato di quartiere e la recente puntata di Report qual' è ad oggi la situazione delle viabilità a Ponte di Nona? "Tre settimane fa c'è stato un incontro tra il Comitato di quartiere Ponte di nona, il presidente della Commissione Lavori Pubblici Battistini e l'assessore Di Cosimo. Alla riunione, durata circa 40 minuti, era presente anche il neonato comitato di quartiere di Lunghezza". Qual'era l'obiettivo dell'incontro? "Ribadire, alla luce dell'insediamento della nuova amministrazione comunale e del "cambio della guardia" nell' VIII municipio, quali problemi sono ancora aperti e in attesa di soluzione". Uno dei nodi più spinosi è sicuramente la viabilità come dimostrano i chilometri di coda per uscire dal quartiere al mattino "Nel 2004 l'assessore D'Alessandro aveva mostrato, durante una riunione di quartiere, il progetto per l'allargamento della Collatina, che continua ad essere priva di illuminazione, di marciapiedi e di canali di scolo e, come i residenti sanno, è soggetta nel periodo invernale, a continui allagamenti che bloccano completamente la viabilità". Che ne è stato del progetto originario? "Sappiamo che la precedente Amministrazione comunale aveva stipulato un accordo con la Romeo Gestione società che si occupa della manutenzione di tutti gli assi viari di Roma. La nuova Giunta comunale dopo aver espletato alcune verifiche, invece ha revocato il mandato". Cosa può dire riguardo la preannunciata rotatoria tra via di Salone e via Collatina che avrebbe dovuto far defluire più facilmente il traffico all'incrocio? "Sembra che tale progetto, che avrebbe dovuto essere realizzato da FS, per il momento sia stato accantonato. Sono invece già iniziati i lavori per la realizzazione delle strade complanari che saranno parallele all'autostrada e andranno a confluire sulla Palmiro Togliatti, per le quali sono stati stanziati 640 milioni di euro. I tempi di realizzazione ovviamente sono ancora da definire". Di quali iniziative il Comitato di quartiere si farà promotore per sensibilizzare le istituzioni sul problema della viabilità, dal momento che con la consegna dei nuovi appartamenti in via di realizzazione, si verificherà un ulteriore aumento di traffico? "Tengo a precisare intanto che i comitati di quartiere solitamente nascono con una vocazione diversa, ossia come un polo di aggregazione e come uno strumento di valorizzazione di un territorio. Nel nostro caso, data la quantità di problemi irrisolti, siamo diventati una cassa di risonanza del malessere e del disagio crescente dei residenti, un malessere derivante dallo scontento nei confronti delle promesse non mantenute da parte delle istituzioni. Dal punto di vista pratico, l'avvocato Corrado Gotti, per conto del comitato di quartiere, ha dato corso ad alcune iniziative legali".

3 primo PIANO numero 1 anno II 3 al momento solo toppe BORGHESIANA, STRADE STRETTE E VECCHIE e strade sono strette e vecchie, ci pas- troppe macchine e in più ad alta "Lsano velocità a Borghesiana", così Colombo Mattei, Presidente del locale Comitato di Quartiere. Cosa avete chiesto al municipio? "Abbiamo chiesto l'installazione del segnale di limite di velocità a 30 chilometri orari a via Giarre, via Castelvetrano e via Itala. Su via di Vermicino abbiamo chiesto inoltre, l'installazione di segnali lampeggianti in prossimità delle strisce pedonali o l'impiego di dossi che facciano rallentare le auto. Abbiamo inoltre, chiesto l'installazione di dissuasori sui marciapiedi per evitare che vengano usati per parcheggiarci le macchine". Quali sono i problemi che invece persistono da tempo e che ora è urgente affrontare? "Senza dubbio Largo Monreale, che va riqualificato e per cui abbiamo chiesto, in prossimità dell'incrocio con via Lentini, l'installazione di un cordone specifico per gli autobus dell'atac, che molto spesso non riescono a passare a causa delle macchine parcheggiate. Poi l'incrocio tra via Casilina, via di Borghesiana e via Burgio, per il quale abbiamo proposto la creazione di una rotatoria. La sistemazione dell'incrocio tra la Casilina e via Ponte della Catena, una strada che, ora che è asfaltata, viene usata da molti come alternativa alla Casilina e lo sfondamento di via Mezzochiuso e il suo arrivo fino a via Siculiana, in modo da congiungere due aree, Due Leoni e Borghesiana, unite adesso solo da via Casilina. Poi come al solito monitoriamo la situazione delle buche". TRAFFICO CHE STRESS iovanni Giannantonio abita a Borghesiana. GTutti i giorni deve percorrere venti e più chilometri per raggiungere il posto di lavoro. "La considero un'impresa non facile". Spiega alquanto irritato. "Per giungere in orario, mi devo muovere con mezz'ora di anticipo rispetto al normale orario in cui potrei partire. Questo mi fa oltremodo incavolare, perché quella mezz'ora potrei dedicarla a ben altre cose". Consolari: 'Il traffico è servito' Ore cinque del mattino. Sorseggio il caffè, ma già sono assalita da una certa insofferenza. E' un'ansia che lievita man mano, mi accompagna alla porta, mi segue fino a quando salgo sulla mia auto che metterò in moto insieme alla mia pazienza. E tutte e due, già lo so, si misceleranno a questa angoscia poiché so già cosa mi aspetta. Il serpentone infinito è già sulla strada e sta aspettando anche me. La mia via crucis quotidiana si chiama traffico ed io là, in mezzo a tanti, che come me, hanno stampata sul viso l'espressione mista tra rabbia e rassegnazione. E' un problema che mi avvelena le giornate e non solo per lo smog che ristagna sull'asfalto e nell'aria nella stessa misura in cui ristagna in me la nevrosi per questa punizione immeritata. Il traffico assorbe gran parte del mio tempo, qualsiasi strada io prenda. Ormai non fa differenza che sia la Collatina o la Prenestina. E visto l'andamento lento, mi affanno a fare retromarcia, pensando di fregare tutti gli altri che sono in coda. Ma quando arrivo sulla Tiburtina il problema me lo ritrovo davanti agli occhi. Le strade dell'ottava, soprattutto la mattina presto e la sera per i rientri, si trasformano in un'enorme ragnatela che si muove a rilento. Questo strazio quotidiano è una penitenza gratuita alla quale nessuno riesce a sottrarsi. Parto di prima, vai con la seconda e lì mi fermo. Accendo la radio e la voce di tutte le mattine annuncia 'traffico intenso sulle consolari' e gli rispondo che ci sono dentro. Poi, immancabile, arriva l'oroscopo "Oggi giornata fortunata per te ". Ma stai zitto, se vedessi dove sono imbottigliata, capiresti che la vera fortuna sta nel poter uscire in tempo da questo inferno e con i nervi ancora saldi. Un po' di insana follia da parte del solito furbacchione che si affianca con l'intenzione di sorpassare non manca mai: lo Schumacher di borgata che pretende la pole position. Chiamo in ufficio per ripetere la stessa frase di ieri "scusate, faccio tardi". Un'altra domanda è capire in quanti siamo, ogni mattina, a timbrare in orario il cartellino. Le rotatorie, l'invenzione miracolosa, non riescono a snellire le scie di auto che confluiscono da ogni parte fin sulle consolari, che sono oramai al collasso. Strette, dismesse, impraticabili, diventano un vero e proprio girone dantesco soprattutto con la pioggia. E poi, la luce dov'è? Per la strada è rimasta solo quella spiritata dei nostri occhi inviperiti. Considero me e tutti quelli che come me si avventurano ogni dì in questo viaggio sacrificale, i veri "indignati speciali", ai quali spetterebbe a fine anno il premio alla pazienza. Qualcuno, dall'alto della propria sapienza, ci consiglia di lasciare la macchina a casa. Rispondo (e credo che in molti sono d'accordo con me), "Perché dovrei pagare un'assicurazione per un intero anno, e usare la mia auto solo la domenica?". "Perché mai dovrei lasciare un inferno per entrare nel purgatorio delle lunghe attese alle fermate, del viaggiare stretti come sardine in scatola, del dover prendere a dir poco tre mezzi per la percorrenza di una ventina di chilometri?" Riesco a raggiungere il semaforo che sembra dirmi 'sbrigati', ma come sono lì è già rosso. Altra attesa, altro tempo che se ne va. E un altro che dietro suona. Mica posso volare. Non c'è più tempo di avere tempo. Verde Riparto, ma non si decolla. Accidenti, ci mancava anche il cantiere di turno. Adesso basta! Meno male che domani è vacanza. LA COLLATINA È DAVVERO PERICOLOSA Iacopo Cagnoli, percorre l'arteria tutti i giorni per andare a lavoro partendo da casa alle 6 e 30 del mattino e ritornando intorno alle 19. "La Collatina - spiega - è una strada pericolosa, dal momento che è molto stretta, non ci sono luci né segnali stradali e questo crea grandi pericoli per i pedoni e per gli automobilisti che hanno una visibilità scarsa. La responsabilità è di chi ha consentito di costruire le case senza provvedere prima alle strade. Nel 2005, a causa di una buca enorme, ho distrutto la gomma anteriore destra con un danno di circa 200 euro" Catia Milani, 28 anni, lavora in un centro commerciale sulla Bufalotta, percorre la Collatina tutti i giorni. Stessa sensazione di pericolo, anche se più per i pedoni "considerando - spiega - che non hanno a disposizione un marciapiede. Inoltre, proprio mio marito, mentre percorreva la strada, è stato colpito su una fiancata da un Tir riportando un danno all'automobile di circa 1000 euro. A me, invece, è capitato di vedere un' autoambulanza arrivare contromano e rimanere bloccata più di un'ora a causa di un incidente. Ci avevano detto che avrebbero aperto una strada parallela alla Collatina per decongestionare il traffico, invece, non è stato così". Silvana Scarabotti, 43 anni, casalinga, percorre la Collatina la mattina tra le 9 e le 10. "E' una strada pericolosa soprattutto la sera perché è troppo buia. Mi è capitato di vedere spesso incidenti o tamponamenti al bivio tra la Collatina e via di Salone. Il problema si potrebbe risolvere con l'illuminazione e l'apertura di nuove strade". Cristiano Antonietti, 22 anni seminarista, "Considero la Collatina - spiega - una strada pericolosa perché è dissestata, ci sono le buche, è soggetta ad allagamenti molto frequenti e può accadere che la macchina perda facilmente il controllo". Matilde Moglia Lopez, 37 anni, impiegata spiega: "Di solito percorro la Collatina la mattina intorno alle 7 e al ritorno tra le 18,30 e le 19, ma c'è sempre troppo traffico, si procede con enorme lentezza, si vedono a volte automobili contromano. Insomma, la definirei una strada pericolosa perché è molto stretta, buia e piena di buche e nonostante questo, vedo alcune automobili a velocità eccessiva. Mi è capitato, per esempio, di vedere tamponamenti, soprattutto a ridosso delle curve. Per questo preferisco utilizzare l'autostrada, mi sembra meno pericolosa della Collatina".

4 numero 1 anno II primo PIANO 4 Buche: tutti giù per terra! A CURA DI MARCO CARTA E ALESSANDRO IACOPINI COLLATINA Pierluigi Pastore 27 anni, originario di Salerno, vive da tre anni a Ponte di Nona. Nella sua vita non aveva mai bucato una gomma mentre da quando vive qui è già la seconda volta che gli capita. "Mi trovavo sulla Collatina - racconta - all'altezza di via di Salone. Stavo tornando a casa e dopo una prima buca molto grande, presa con la ruota sinistra, mi sono ritrovato in una seconda buca, danneggiando entrambe le gomme. Mi sono dovuto fermare poco più avanti anche perché quella è una zona pericolosa. Di notte, le buche sulla via Collatina non si riescono a vedere e soprattutto quando piove sembrano delle pozzanghere. Quando sono avanzato per andare in un punto in cui sarebbe stato possibile cambiare almeno una gomma, quella completamente danneggiata, ho visto che altre due macchine avevano subito la mia stessa sventura. Questo scherzo mi è costato 150 euro". Ha chiamato i Carabinieri in modo da poter chiedere un rimborso? "Era notte, mi trovavo su una strada buia e pericolosa coma la Collatina e non ho avuto l'istinto di chiamarli. Quando ti capitano certe disavventure non vedi l' ora di arrivare a casa". Che ne pensa della situazione delle strade nel nostro municipio? "La condizione delle strade romane è incresciosa. Io sono di Salerno e almeno da questo punto di vista la situazione non è cosi drammatica. Da quando vivo qui questa è la seconda volta che buco. La via Collatina è in completo abbandono. Qui a Ponte di Nona, essendo una zona recente, la situazione va meglio, ma nei quartieri come Castelverde o Lunghezza le strade, fra buche, tombini e tortuosi cigli stradali sono diventati un vero e proprio pericolo, sia per gli automobilisti che per i pedoni, costantemente sotto tiro delle macchine". Buche come voragini, tombini sporgenti e marciapiedi sconnessi. Le strade del Municipio versano in uno stato di degrado non più tollerabile. E così anche una semplice passeggiata può trasformarsi in un incubo TOR BELLA MONACA PRENESTINA - OSA l Natale se lo ricorderà bene quest'anno, Giuseppe Ancora, 62 anni, Ipresidente del Comitato di Quartiere Osa e residente nella borgata da 22 anni. Per una banale caduta ci stava rimettendo le 'penne'. "Venerdì 19 dicembre, intorno alle 18 e 30, - racconta ancora con i segni della caduta - ero andato al bar a prendere un caffè con due operai. Mentre attraversavo la Prenestina, di corsa per evitare di essere investito, perché in questo tratto non ci sono né strisce né illuminazione, sono inciampato in una buca che non si vedeva. Era buio e pioveva. Nemmeno vicino alla fermata dell'autobus c'è illuminazione. Ma la paura più grande non è stata tanto la caduta quanto un camioncino che stava L'8 ottobre scorso, Gennaro Di Francia, 46 anni, imbianchino edile disoccupato, mentre camminava sul marciapiede di via Amico Aspertini a Tor Bella Monaca ha rischiato di rompersi l'osso del collo. "La paura - racconta Di Francia - è stata tanta. Insomma, uno non può nemmeno scendere per fare una commissione. Erano più o meno le 20,30, sono sceso da casa per andare al bar che si trova di fronte al mio palazzo. Pochi metri che mi stavano per costare cari. Dovevo solo comprare il latte. Che serata e che nottata. Stavo camminando tranquillamente in via Amico Aspertini quando all'altezza del civico 130, sono inciampato e sono caduto sulla base rialzata di una vecchia cabina telefonica che stava sul marciapiede. Che botta". Questo il racconto del malcapitato, Gennaro Di Francia, ancora dolorante dopo l'incidente. Subito dopo la caduta che cosa ha fatto? "Mi sono spaventato molto, perché ho sentito il sangue in bocca. Sono rientrato in casa ed ho chiamato mia moglie, Anna. A caldo, però, non mi sono accorto che mi ero rotto anche il braccio. Non sentivo dolore, ma pensavo solo al sangue in bocca, tant'è che ho chiesto a mia moglie, dopo che avevo sputato il sangue e sciacquato, di guardare dentro la bocca per vedere se c'era qualche cosa". Quindi che è successo? "Nulla solo che ero ancora dolorante ed impaurito, anche perché avevo una vistosa escoriazione sul viso. Poi, la notte, ormai a freddo, il dolore era tantissimo e, verso le 5 e mezza della mattina, sono scappato al Policlinico Casilino dove, infatti, mi hanno medicato ed ingessato il braccio sinistro". Le conseguenze dell'incidente? "Chiaramente svolgendo un'attività di tipo manuale, ho problemi per il lavoro. Inoltre, ho saputo che non sono stato l'unico a cadere su quel basamento". TORRE ANGELA ra il 18 dicembre quando Mirko Marini, 24 anni, per- trainer e osteopata, percorreva con la sua au- Esonal tomobile via Alcesti, a Torre Angela, per andare al lavoro. " Era pomeriggio - racconta - circa le 16. In quei giorni pioveva molto e la strada era completamente allagata. Si vedeva solo acqua e nient'altro. Ho preso una buca ma in un primo tempo non mi ero accorto di nulla, la macchina sembrava andare bene, poi arrivato sul viale di TorBella Monaca, mi sono accostato". Che cosa hai fatto dopo? "Dopo essermi fermato, ho visto che la gomma era completamente squarciata e il cerchione piegato. Pioveva ed ero in mezzo alla strada, ho chiamato i vigili urbani riferendo dell'accaduto. Mi hanno detto di aspettarli e, dopo aver cambiato la gomma, sono tornato in via Alcesti. La buca, o meglio il cratere, era enorme, larga almeno un metro e profonda 20 cm. Poco dopo sono arrivati i vigili, ma non erano quelli che avevo chiamato io, erano una pattuglia di passaggio. Li ho fermati e spiegato quello che era successo". Che cosa ha fatto allora? "Il giorno dopo sono andato presso l'ufficio dei vigili a PERICOLI MAGGIORI SULLE DUE RUOTE Alberto Bordonaro è un motociclista, vittima di un incidente stradale qualche giorno fa nei dintorni del centro commerciale Roma est. Che cosa è successo Alberto? "Appena uscito dal parcheggio del Centro Commerciale RomaEst, in piena curva, ho dovuto frenare improvvisamente perché l'automobile che mi precedeva aveva (abbastanza inspiegabilmente!) fatto lo stesso. La sfortuna ha voluto che in quel preciso momento la ruota posteriore della mia moto passasse esattamente su un grande e liscio tombino... la perdita d'aderenza è stata immediata, e l'effetto è stato quello "classico" (purtroppo!): moto da una parte, io dall'altra!" Che tipo di conseguenze hai subito? "Diciamo soprattutto la prima e la terza: ho rimediato una profonda escoriazione con relativo trauma contusivo al ginocchio sinistro, in parole povere una bella botta e una bella "scartavetrata"! La moto, invece, ha subito circa 2/300 euro di danni". Quanto questa situazione penalizza voi motociclisti? "Purtroppo è una realtà che la maggior parte dei motociclisti ha imparato ad affrontare con una buona dose di fatalismno e di scaramanzia". sopraggiungendo. Ho rischiato di essere investito, infatti, il furgoncino, non ha nemmeno rallentato, mi ha schivato e fortunatamente posso raccontarlo". Dopo cosa ha fatto? "Sono andato subito all'ospedale di Frascati dove mi hanno messo 5 punti sotto al mento e all'anulare della mano sinistra un altro paio. L'indomani hanno messo a posto la buca. Questa Borgata deve essere riqualificata, non abbiamo niente di niente. Se la politica volesse potrebbero risolvere i problemi. Comunque, per quanto mi riguarda, già ho contattato un avvocato per chiedere i danni". presentare la mia denuncia. Ho raccontato i fatti e mi è stato detto di presentarmi il 29 gennaio presso un altro ufficio. Lì vaglieranno ed eventualmente accetteranno la mia richiesta di risarcimento".

5 primo PIANO numero 1 anno II 5 PAROLA di politico Collatina, bisogna ampliarla La viabilità sembra essere uno dei principali problemi dell' VIII Municipio. Su questi temi sia l'interesse che l'impegno dei politici è energico. Tra questi, il consigliere comunale del Pd, Dario Nanni. Ci spiega quale sono i suoi impegni in merito alle infrastrutture nell' VIII Municipio? "Chi fa l'amministratore e lo fa in un certo modo, si nutre anche dei risultati che riesce ad ottenere, chiaramente nell'interesse generale. Andiamo per ordine. A dicembre scorso sono iniziati anche i lavori per l'illuminazione pubblica in via Resuttano, impegno che avevo anche in questo caso preso con i cittadini di quella zona, facendo innanzitutto stanziare i fondi in Bilancio e successivamente seguendo le procedure sino all'apertura del cantiere. Altra vicenda alla quale sono particolarmente legato sono i lavori su via Rocca Cencia, strada a dir poco pericolosa. I lavori dovevano partire all'inizio dell'anno, poi per le note vicende politiche, sono slittati a giugno, poi ancora settembre. Ho presentato in Consiglio una mozione ed ho più volte sollecitato, con iniziative pubbliche anche in ambiti istituzionali, l'urgenza di far partire al più presto questi lavori. Infine, incontrando, insieme ad alcuni rappresentanti del Comitato di Quartiere, l'assessore comunale ai Lavori Pubblici, Ghera, finalmente il 22 dicembre scorso sono partiti". Sulla Collatina a che punto siamo? "Stiamo, con altri consiglieri comunali, sollecitando la Giunta affinché i lavori per via Collatina partano al più presto. Purtroppo hanno subito uno stop forzato, dopo la revoca dell'appaltone. Il progetto, almeno quello redatto, prevedeva l'allargamento, la messa in sicurezza e le due rotatorie all'altezza di via Salone e via Acquavergine". Sugli altri progetti per snellire il traffico? "Proseguono i lavori per la realizzazione delle Complanari sull'a24 che prevedono un investimento, se non erro, di 210 milioni di euro. Ed infine sulla Metro C vigilerò affinché i lavori terminino come da contratto entro febbraio 2011". Sulla viabilità, abbiamo intervistato l'assessore provinciale Marco Vincezi, che ha spiegato le competenze ed i progetti di Palazzo Valentini per migliorare le strade e quindi, snellire il traffico veicolare da e per Roma. Assessore Vincenzi, qual è la competenza della provincia in materia di viabilità. Cioè dove inizia e dove finisce? "Complessivamente le strade provinciali si sviluppano per oltre chilometri. Una complessa rete che comprende consolari fondamentali per il collegamento tra la Capitale e il resto del territorio provinciale. In VIII abbiamo competenza solo sulla Prenestina Polense. Su questa rete viaria, la Provincia ha una competenza sia in materia di manutenzione ordinaria che straordinaria". Rispetto al miglioramento della viabilità di competenza della Provincia e ricadente o confinante con l'viii Municipio, quali progetti avete in cantiere? "Prima di tutto la risoluzione del nodo di Ponte Lucano, alla luce di un'osmosi ormai sempre più evidente tra le zone di Corcolle, Castelverde e la stessa Lunghezza con l'area di Tivoli e Guidonia. Per realizzare il nuovo sistema di svincoli tra Tiburtina e Maremmana Inferiore, la Provincia di Roma ha previsto un investimento di circa 18 milioni di euro". Rispetto alle vie di grande collegamento, che progetti avete immaginato, o magari redatto, per migliorare la percorribilità e di conseguenza fluidificare il traffico veicolare? "La Tiburtina, la Collatina e la Prenestina L idea, raddoppio della Tiburtina e Metropolitana leggera Prenestina Polense, la Provincia impegnata per milioni di euro ulla viabilità abbiamo è intervenuto Marco Di Cosimo, Presidente della Commissione capitolina Urbanistica Se Patrimonio. Il futuro di via Rocca Cencia dopo la revocata dell'appaltone? "Stiamo verificando ancora se c'è la possibilità di recuperare quell'appalto. Non quello della Romeo ma quello affidato dalla Romeo, per farlo nostro e poter intervenire velocemente sia sulla Collatina che su Rocca Cencia. Su quest'utlima si sta facendo un intervento per quanto riguarda quel fosso che sta vicino via Prenestina, che è un primo intervento per risolvere il problema del pericolo". Quanti fondi sono previsti e da quale risorse li prenderete? "In teoria cercheremo di sfruttare l'appalto che era pendente con Romeo. Quindi useremo i fondi che avremmo dovuto dare a Romeo per pagare direttamente le imprese, se questo è possibile lo faremo, altrimenti dovremo prevedere dei fondi per realizzare questi due interventi". Quando si potrebbe aprire il cantiere per i lavori di via Rocca Cencia? "Ad oggi non azzardo previsioni perché davvero noi avevamo una data che era 20 novembre. Non era una data astratta, una data precisa, purtroppo è successo prima il problema con Romeo. Nessuno può pensare che 50mila persone possano passare sulla Collatina per andare a lavorare. Bisognava rifare prima la strada e poi rilasciare le concessioni". Come state pensando di risolvere il problema traffico, da e per il centro? "Per la mobilità in generale sul quadrante ho un mio vecchio pallino: la metropolitana leggera che dovrebbe correre parallelamente alla Tiburtina sulla vecchia linea dell'acquedotto dell'acqua marcia e che potrebbe essere realizzata anche in meno di 4 anni. Non ci sarebbero da fare espropri ed è un'opera già finanziata dalla Regione e dalla Provincia. Inoltre, con il raddoppio della Tiburtina, una tramvia leggera che arrivasse al CAR e la realizzazione della tratta della FR2 comincerebbe ad essere quasi un quadrante collegato e si risolverebbe il problema traffico". Nuova non sono strade di nostra competenza, neanche per la manutenzione ordinaria quindi possiamo fare ben poco. Per la Prenestina Polense, invece, siamo impegnati in un programma di riqualificazione e messa in sicurezza per milioni di euro, con nuova pavimentazione, realizzazione di marciapiedi, illuminazione pubblica, rete di raccolta delle acque piovane, pulizia delle cunette". Che ne pensa delle complanari tra Roma Est e viale Togliatti, serviranno a decongestionare il traffico. Se fosse stata la Provincia, come avrebbe cercato di risolvere il problema? "Il progetto potrà dare una risposta importante per migliorare i collegamenti tra l'area tiburtina e la Capitale, così come un contributo fondamentale arriverà dal progetto di raddoppio della Tiburtina nel tratto urbano compreso tra Rebibbia e Settecamini. Bisogna anche agire sul fronte del potenziamento del trasporto pubblico, a partire dal raddoppio della linea ferroviaria Lunghezza - Tivoli Terme - Guidonia, per dare risposte risolutive al bisogno di mobilità dei residenti dell'area est". Molte strade sono dissestate, piene di buchi, situazione aggravata dopo le abbondanti piogge di dicembre, come Provincia che avete in progetto per risolvere il problema? "Abbiamo appaltato lavori per 4 milioni di euro per riparare le strade provinciali danneggiate dal maltempo che a metà dicembre aveva pesantemente colpito il territorio. Sono previsti interventi sull'intera rete viaria, in circa 30 strade, con opere di consolidamento, rifacimento del manto stradale, sistemazione della rete di raccolta delle acque piovane. In VIII Municipio gli interventi interesseranno la Casilina". Apertura del passetto a via Bastianelli Dari: "Per Rocca Cencia 3 milioni di euro, ma è solo l'inizio" ulla situazione stradale dell' VIII Municipio ab- incontrato il Presidente del Consiglio Mu- Sbiamo nicipale, Marco Dari e con lui abbiamo fatto il quadro della situazione. Da soli 6 mesi al governo del Municipio delle Torri, il centrodestra si è trovato a fare i conti con strade che a volte assomigliano a 'mulattiere'. Una situazione difficile alla quale, come affermano dal Municipio, si sta cercando di porre rimedio. Le strade, anche alcune importanti, sono costellate di buche, cosa state facendo? "Le imprese stanno già lavorando. 10 giorni fa (inizi di dicembre ndr), infatti, abbiamo appaltato 300mila euro per mettere in sicurezza le strade. E' chiaro che anche questo tempo non ci sta aiutando. Inoltre, dall'assessorato sono stati stanziati altri 150mila euro per la manutenzione stradale che saranno destinati a quelle vie che hanno maggiore necessità ed individuate dall'ufficio Tecnico". C'è anche il problema di via Rocca Cencia e via Collatina, che avete in progetto per queste due importanti strade? "Per risistemare via Rocca Cencia sono stati stanziati 3 milioni di euro. Qualche giorno fa, sono iniziati piccoli lavori manutentivi, come ad esempio l'asfaltatura di un tratto della via. Per il completamento di tutti i lavori, invece, i tempi si sono allungati un poco, perché dopo la revoca dell'appaltone alla Romeo, il Comune dovrà riprendere in carico il progetto". Per via Casilina? "Sono già stati fatti una serie di interventi riqualificativi che abbiamo richiesto, anche se non erano previsti, alla Metro C. Per esempio sono stati realizzati i marciapiedi e lo svincolo di via Siculiana ai Due Leoni. Ora stanno sistemando via di Vermicino e la Rotonda allo svincolo con la Casilina che rimarrà a doppio senso. Questo lavoro immaginiamo che possa iniziare già con l'inizio del nuovo anno". I Progetti per la viabilità in VIII? "Stiamo aprendo via Mezzoiuso che porta da via Borghesiana a via Siculiana, che 'cammina' in parallelo per 4 chilometri con la Casilina. C'era il problema di un esproprio di una proprietà delle suore. Siamo riusciti a chiuderlo a 120mila euro e quindi, a breve, potranno partire anche i lavori. Inoltre, saranno completamente riqualificate via Giardinetti, via di Borghesiana e via Quaglia ed in più, grazie a delle riunioni con la società Tav, abbiamo potuto 'sbloccare' 1 milione 500mila euro che ancora non era stato speso per Lunghezza per la riqualificazione della Collatina e della realizzazione di una scuola superiore ed una materna a Corcolle". L' apertura del passetto pedonale che collega via Giovanni Battista Bastianelli, a Torre Gaia, con la confinante via Domenico Parasacchi, a Tor Bella Monaca sembra mettere d'accordo tutti. Tra le protagoniste di questa battaglia è Giuseppina Cifola, 65enne residente a via Bastianelli da 55 anni. "Il passetto pedonale è una cosa vitale per noi che siamo anziani ed invalidi. Ci siamo sempre presentati in Circoscrizione mettendo in mostra le nostre miserie sulla salute, anche se ci vergognavamo, con la speranza che avessero un po' di cuore per aprirci il passetto. A noi non serve la strada, serve il passaggio di un metro per le carrozzine dei portatori di handicap. Per poter andare a Tor Bella Monaca o a buttare l'immondizia, che in linea d'aria dista 8 metri, dobbiamo fare tutto il giro". Direttamente interessato all'apertura del passetto pedonale è Vincenzo Abate, figlio dei proprietari dell'abitazione del civico 84, che dovranno cedere due metri e mezzo di cortile per permettere la realizzazione del passetto. "Con il passetto pedonale siamo tutti contenti - spiega - una soluzione che mette tutti d'accordo. Se rimaneva così era meglio, ma sicuramente il passetto è l'unica soluzione possibile. Se aprissero la strada alle automobili finirebbe la tranquillità. I bambini non potrebbero più uscire in sicurezza, ma sarebbero soggetti al pericolo che potrebbe comportare il passaggio di automobili. Le chiavi di questo cancello sono sempre state a disposizione di tutti quelli che volevano passare, non comprendo questo accanimento. Ma se il passetto è necessario non ci opporremo".

6 numero 1 anno II politica 6 É gelo tra Amato e Lorenzotti Romano Amato, Massimiliano Lorenzotti. Accanto un momento della conferenza stampa La revoca delle deleghe assessoriali a Romano Amato, sembrava fosse passata sotto traccia, in sordina. A far pensare che nessuna rottura si fosse consumata, anche il silenzio dell'ex responsabile alle Politiche sociali ed al Bilancio dell'viii Municipio. Invece, a sorpresa, come un boato ecco che il 18 dicembre scorso, Romano Amato convoca una conferenza stampa per spiegare i motivi della sfiducia. Sala gremita di gente avara di scoprire l'arcano e di molti esponenti politici sia di maggioranza che di opposizione del Municipio. Non ci sta Amato e va giù duro. Ma soprattutto non gli va giù la motivazione, sia quella ufficiale, dichiarata in Consiglio dal Presidente delle Torri, Lorenzotti che quella ufficiosa vociferata nei corridoi del Palazzo e che vedeva Amato 'fatto fuori' dai 'piani alti'. Una vera e propria spy story politica che, anche rispetto alle parole di Amato, vere e proprie 'bordate', potrebbe avere degli strascichi, non solo politici. Nonostante il mese freddo, l'aria nella stanza si è immediatamente surriscaldata. Romano Amato, tra i fondatori di Forza Italia in VIII e Consigliere dal 2001, non si è risparmiato e ha lanciato gravi accuse al suo ex Presidente, Massimiliano Lorenzotti. La prima contestazione è stata sulle motivazioni ufficiali e cioè sull'incompatibilità politica. "Queste motivazioni sono tutte da spiegare e dimostrare - afferma Amato che continua dicendo - che è strana anche per i 13 bandi approvati all'unanimità e tra questi il Piano Regolatore Sociale. Qualora ci fossero state delle incompatibilità avrebbero dovuto esplicarsi nelle riunioni di Giunta, cosa che non è stata fatta". E fin qui sembrerebbe tutto normale. Il bubbone scoppia immediatamente dopo, quando Amato dice, rivolgendosi a Lorenzotti, "o non sa quel che firma o è un bugiardo". A far infuriare l'ex assessore sono principalmente due cose. Le ordinanze di revoca da assessore, la nomina dei nuovi responsabili e un articolo apparso sulla stampa. "L'ordinanza con la quale sono stato revocato è la numero 4 ed è protocollata al numero del 25 novembre. Con una successiva ordinanza, la numero 5, protocollo dello stesso giorno, sono stati nominati Brunetti Mario e Madama Antonio. Qualche giorno dopo, il 28 novembre, però, mi viene recapitata una nuova ordinanza di rettifica sulla revoca, che però anche questa è contrassegnata dal numero 5. Ma ancora strano è che in un'intervista del 10 dicembre, il presidente Lorenzotti ha dichiarato che "comunque è ancora prematuro fare voci su chi sostituirà l'assessore Amato, potrei essere anch'io". Per quanto riguarda, invece, la motivazione ufficiosa, Amato spiega che nessuna decisione piovuta dall'alto ha determinato la revoca, tant'è vero che "sono stato nominato all'assemblea costituente nazionale del Pdl. Quindi anche in questo caso non si capisce la ragione". Insomma un chiaro scuro, per la verità più scuro, che ancora non spiega e non fa luce sul perché all'assessore, che a dire di tanti, è stato quello che ha lavorato di più, sia stata revocata la fiducia. le reazioni All'indomani dell'infuocata conferenza stampa dell'ex assessore al Bilancio e alle Politiche sociali, Romano Amato, dal Municipio nessuna replica. Numerosi però gli attestati di stima formulati da molti esponenti della maggioranza di centrodestra. Tra i più significativi, pronunciati anche nel dibattito in aula, quelli di Marco Dari, numero uno del parlamentino delle Torri. "Oltre alla stima sia personale che politica - spiega Dari - voglio ringraziare Romano Amato per l'ottimo lavoro svolto, con la speranza di poter lavorare ancora insieme a lui". Sulla vicenda è in intervenuto anche il consigliere capitolino del Pdl, Marco Di Cosimo che in merito ha spiegato: "Non conosco le motivazioni che hanno determinato la revoca di Romano Amato e ritengo comunque che le deleghe assessoriali siano di competenza esclusiva del Presidente. E' un discorso che va risolto velocemente dal punto di vista dell'attribuzione della delega. Credo che ci sia un problema di incompatibilità. E' una delega sulla fiducia, quindi è giusto che il Presidente possa usare le proprie deleghe come crede, nel miglior modo possibile per l'amministrazione" maggioranza opposizione Aprendere la palla al balzo ed a intervenire nella 'disputa' tutta del centrodestra è il capogruppo del Pd ed ex Presidente del Municipio, Fabrizio Scorzoni. "Le gravi accuse rivolte al presidente, Massimiliano Lorenzotti - afferma senza giri di parole Scorzoni - dall'ex assessore ai Servizi Sociali e Bilancio, Romano Amato, durante la conferenza stampa, alla presenza di un cospicuo numero di consiglieri della maggioranza, che rivestono anche un particolare peso politico all'interno del Pdl, manifestano che l'esperienza di Lorenzotti alla guida politica del Municipio è ormai conclusa. Resta solo da capire se, per le sue dimissioni, sarà necessaria la mobilitazione del centrosinistra o se saranno i consiglieri della stessa maggioranza a richiederle. L'ex assessore Amato - aggiunge Scorzoni - ha accusato il presidente di essere un 'bugiardo', incapace di motivare in maniera credibile le ragioni della sua rimozione dall'incarico di assessore. Romano Amato ha inoltre accusato Lorenzotti di aver 'falsificato degli atti amministrativi', emettendo un'ordinanza regolarmente protocollata dal Municipio nella quale nominava Madama nuovo assessore. Tale ordinanza, però, a detta di Amato, sarebbe stata in seguito misteriosamente sostituita da una seconda ordinanza, recante lo stesso protocollo, tesa a correggere un errore nella revoca delle deleghe dello stesso Amato. Crediamo che - ha concluso Scorzoni - nell'interesse del Municipio e dei cittadini, vadano verificate, in tutte le sedi opportune, le accuse di rilievo amministrativo che Amato ha rivolto al presidente Lorenzotti". LA FIERA DELL EST FEDERICA GRAZIANI EDITORE DIRETTORE RESPONSABILE RICCARDO TISO STAMPA METROTIPO S.P.A. VIA VACCARECCIA, POMEZIA (RM) REDAZIONE VIA MONTEPAGANO, CASTELVERDE (RM) tel Grafica PIXEL scarl Impaginazione Alessio Carta TUTTE LE COLLABORAZIONI SONO GRATUITE SALVO DIVERSI ACCORDI SCRITTI La redazione partecipa al dolore della Famiglia Olivieri per la perdita dell amata Concetta Morisi

7 BANCA MEDIOLANUM Il vantaggio dei Family Banker Gestire risparmi e investimenti: è sempre più importante poter contare su un esperto di fiducia Comprereste i farmaci da soli su Internet senza il consiglio del medico? Anche per il vostro risparmio é fondamentale essere affiancati da un professionista che vi supporti nelle decisioni più importanti per il vostro futuro Èsempre più chiaro a tutti che il risparmio è un sacrificio da affrontare e gestire al meglio, e le scelte su come investirlo devono essere affidate a professionisti esperti che sappiano ascoltare il cliente e proporre soluzioni mirate. Per potersi orientare, senza perdere la bussola, tra obbligazioni, Bot, listini azionari e polizze assicurative. La strategia vincente di Banca Mediolanum è proprio quella di seguire e assistere, a stretto contatto e in maniera costante e personalizzata, ogni cliente, e di fornire soluzioni efficaci e adeguate alle sue specifiche esigenze di risparmio e investimento. A Mediolanum non è il cliente a fare la fila, a spulciare analisi e previsioni per capire come valorizzare i propri soldi senza averne la competenza: è il suo Family Banker personale e di fiducia, quello che lo conosce bene e lo consiglia non una volta tanto, ma in maniera costante nel tempo, quello che lo può raggiungere anche a casa sua o nel suo ufficio quando il cliente ne ha bisogno. È sempre il Family Banker che si preoccupa di capire bene la situazione patrimoniale, professionale e personale del cliente e di consigliare gli investimenti più idonei per ilsuo caso specifico. Se infatti il migliore risultato finanziario è dato dall investire in maniera ponderata e diversificata, in funzione delle specifiche necessità, allo stesso tempo molto del risultato finale si deve al Family Banker Mediolanum, che con le proprie competenze e l aggiornamento sulla situazione degli investimenti permette di approfittare di tutte le opportunità di gestione dei capitali. Il risultato di questa strategia e attenzione nei confronti della clientela è il numero dei IL NOSTRO PATRIMONIO clienti di Banca Mediolanum, più di un milione, sempre in crescita, e il volume del denaro gestito,anch esso in aumento anche in periodi che non sono positivi. Per capire che cos'è Banca Mediolanum bisogna partire da una dichiarazione programmatica del suo fondatore: "I nostri clienti sono il nostro patrimonio". Un patrimonio, dunque qualcosa da trattare con cura, competenza, attenzione. Qualcosa di prezioso, che va valorizzato, la cui prosperità va sempre più incrementata. Ecco perché attorno al cliente ruota tutta l'organizzazione di Banca Mediolanum: è il cliente il cuore della Banca. Dal benessere di ogni singola cellula, di ogni singolo cliente, dipende la vitalità della banca stessa. A questo centro, a questo cuore va allora riservata la massima dedizione. Così è stato fatto inventando una Banca i cui servizi sono stati pensati all'insegna della semplicità, della comodità, della sicurezza e della riservatezza. Dove al cliente sono evitati tutti i disagi e le complicazione legati a un'impostazione tradizionale. Dove il cliente non si ritrova solo e impreparato a prendere decisioni. E a maggior ragione non si ritrova solo quando una crisi generale come l'attuale rischia di metterlo in difficoltà. Gli interventi straordinari degli ultimi mesi ne sono la dimostrazione. Dott. A. Carbone e Dott. ssa M. Morbidelli Family Banker Banca Mediolanum Ufficio dei Promotori Finanziari di Banca Mediolanum di Castelverde di Lunghezza SPECIALIZZAZIONE Professionisti preparati e formazione continua alto livello e la qualità della formazione professionale L dei propri consulenti finanziari per Banca Mediolanum sono fondamentali, sia comerequisito iniziale, sia come aggiornamento permanente. La selezione di chi entra a far parte dei Family Banker del Gruppo è severa e altrettanto seria è la preparazione. Parlano le cifre: il numero dei Family Banker che hanno ricevuto la formazione Mediolanum e che superano l esame della Consob, per potersi iscrivere all Albo professionale, negli ultimi tempi è doppio rispetto a quello di tutti gli altri iscritti. In sostanza, si può affermare che si tratta di una università della consulenza finanziaria che non ha eguali, almeno in Europa. Negli ultimi anni, inoltre, gli investimenti della Banca nella formazione sono triplicati, anche in termini di risorse e personale addetto che opera sia nella sede Più il cliente è informato, più ci aiuta a fare meglio i suoi interessi centrale di Milano3, sia a livello locale in tutta Italia. Sul sito dedicato (www.familybanker.it) si possono trovare le informazioni dettagliate sui requisiti e criteri di valutazione previsti e sulle modalità per accedere alle selezioni. Ufficio dei Promotori Finanziari di Castelverde di Lunghezza (Rm) - Via Sant Omero, 3 - tel fax

8 cronaca Neonata muore di freddo Ore 8 circa, del 31 dicembre scorso, sotto il cavalcavia di via di Lunghezzina, arriva un'ambulanza del 118 e scopre un dramma dell'emarginazione. Il corpo di una neonata esanime col cordone ombelicale attaccato ancora alla placenta, avvolto in un cappotto con accanto la mamma, un'albanese 22enne, in lacrime. La donna, in evidente stato confusionale, dopo le prime cure in loco, è stata trasferita d'urgenza al reparto di ginecologia dell'ospedale Sandro Pertini, con una emorragia agli organi genitali (Metrorragia post partum ndr). Il parto, scriveranno nel referto i sanitari del 118, era avvenuto non più tardi di 24 ore prima il ritrovamento. A chiamare i soccorsi solo un anonimo automobilista che accortosi della situazione ha prestato i primi soccorsi. La ragazza, narreranno le cronache dei giorni successivi, era conosciuta dalle forze dell'ordine della città campana. Si era allontanata da Caserta per non stare a contatto con un uomo, sul quale i poliziotti romani che lavorano in collaborazione con quelli di Caserta stanno indagando per accertare se sia il padre della neonata. Attualmente, Maria (nome di fantasia ndr) è indagata per infanticidio e difesa dall'avvocato Simone Pacifici. Sul fatto sta indagando la magistratura e la Polizia di Stato del commissariato Nuovo Casilino, diretto da Stefania Strada. Il 118: "Un parto da terzo mondo" Il corpicino esanime della neonata, lunga circa 55 centimetri, era avvolto in un giaccone ed aveva ancora il cordone ombelicale attaccato alla placenta. Era già rigido e freddo". Questa, l'immagine chiara e cruenta che, Bruno Pistellini, medico del 118 di Lunghezza, non potrà mai più dimenticare. Ha l'uniforme del 118, di coloro che corrono e soccorrono e che spesso salvano le vite. E' appena tornato da un altro pronto intervento. E' ancora particolarmente provato. Negli occhi ancora la tristezza per il drammatico ritrovamento, "un parto da terzo mondo" racconta. "La chiamata di soccorso è arrivata alle 8 e 18 del 31 dicembre, dopo 3 minuti eravamo lì". Chi vi ha avvertito? "Un ragazzo del quale però, non conosco il nome, perché chiaramente pensavamo a soccorrere la donna. Per la bimba non c'era più nulla da fare. L'uomo ha poi reso le sue dichiarazioni alla Polizia. E' stato l'unico a fermarsi dopo aver notato la ragazza in difficoltà". Quando siete giunti sul posto che cosa avete visto? "Una donna, giovane, in chiaro stato confusionale che piangeva, con i pantaloni pieni di sangue e fango. Inginocchiata vicino al giaccone nel quale c'era il corpicino della neonata, in posizione fetale e con il cordone ombelicale attaccato alla placenta. Immediatamente, le abbiamo messo una flebo e abbiamo chiamato la polizia". La prima cosa che vi ha detto? "La giovane era confusa, diceva però bene di essere albanese e di venire da Caserta. La prima cosa ha detto è stata: 'Non voglio né giornalisti né polizia'. Poi, che si trovava in quel posto, prima da 7 giorni, poi da uno, ma ripeto era in stato confusionale. Ha anche spiegato che aveva avuto le prime doglie il 24 dicembre e che aveva partorito da 2 giorni, poi quello precedente. Io credo che presumibilmente avesse partorito non più di 24 ore prima. La cosa che mi lascia più perplesso però è che ha spiegato che ha cercato di fermare le persone, ma che nessuno si è fermato". Le ha detto anche qualcos'altro? "Le ho chiesto se conoscesse il padre e lei mi ha risposto: 'si ma non lo dirò mai'". Come mai avete scelto proprio l'ospedale Sandro Pertini per ricoverarla? "Perché del 'Pertini' ci fidiamo. C'è un reparto ginecologico d'eccellenza". Quindi medici che non hanno lasciato al caso nulla e che addirittura si sono preoccupati quale ospedale potesse meglio curare la donna. Da quanti anni è medico? "Da ben 24 anni e da 4 sono al 118". Le era mai capitato un soccorso del genere? "No mai, è la prima volta e spero l'ultima. Sono scene da terzo mondo. Devo essere sincero, mi veniva un senso di vomito, per quel totale stato di abbandono. Non è possibile che nel 2009, si possano ancora verificare cosa del genere. Ho un unico rammarico. Col nostro lavoro cerchiamo di salvare delle vite. Ci chiamano anche per una febbre. Se ci avessero chiamati prima, forse la neonata non sarebbe morta". Chi è l'angelo dell'viii? Un anno che si chiude in tragedia. Una neonata morta sotto un cavalcavia. Il pianto della mamma. La disperazione. L'indignazione. Ma soprattutto l'indifferenza dei passanti. Era lì, sola, coperta di sangue ma nessuno si è fermato. Era lì che chiedeva aiuto e, nonostante l'aria natalizia che rende più buoni solo a chiacchiere,? nessuno ha risposto. Questo è accaduto la mattina dell'ultimo dell'anno sotto il cavalcavia di via di Lunghezza ad una ragazza 22enne di origine albanese che giaceva in terra sola con il corpicino senza vita della sua piccola. Solo un ragazzo ha chiamato i soccorsi. 'L'angelo dell'viii', verrebbe da dire. Peccato che non si conosca il nome dell'eroe buono e commiserevole. L'uomo che le è stato accanto, che ha chiamato il 118 e che ha poi raccontato tutto alla polizia. 'L'angelo dell' VIII', che con un piccolo gesto di solidarietà ha salvato la vita della mamma. Vorremmo conoscerlo per potergli dire solo grazie.

9 cronaca numero 1 anno II 9 sotto un cavalcavia CHIEDERÒ UN PROGRAMMA DI PROTEZIONE Una storia tragica che va oltre la nuda cronaca e che racconta il disagio, la disperazione, il grido d'aiuto inascoltato di una ragazza di 22 anni, che sola si ritrova l'ultimo dell'anno a partorire sotto un cavalcavia e vedersi morire la bambina fra le braccia. Indagata per infanticidio, più un atto dovuto che altro, crediamo, abbiamo intervistato chi in questo momento le sta più vicino, l'avvocato Simone Pacifici (nella foto). Avvocato, la ragazza come sta, sia fisicamente che psicologicamente? "La ragazza non sta per niente bene. Sia in sede di convalida che nell'interrogatorio del tardo pomeriggio del 2 gennaio, non parlava, ma si guardava intorno, ha risposto a poche domande. Un po' assente e completamente esausta, direi svuotata. Colpiscono molto i suoi sguardi. E' molto provata ma molto tranquilla. E' inquietante la sua serenità ed il suo lasciare che sia. Dice con gli occhi. L'anno scorso ha anche tentato il suicidio gettandosi dal quarto piano. Chissà il dolore che ha nel cuore. Con il tentato suicidio dell'anno scorso e la sua bambina che ha protetto fino alla fine, è oramai come se fosse del tutto svuotata. Dovrebbe essere trasferita in un Centro di accoglienza, ma ho paura che continui a scappare. Chiederò un programma di protezione. Se ne è andata via in fuga da Napoli e dintorni prossima al parto, avendo delle amicizie lì, non si capisce se è scappata per salvare la bambina o per il giro in cui era 'costretta'. Disperazione o giri sbagliati, comunque, hanno determinato la fuga". Da quanto tempo è in Italia? "Alcuni anni, almeno 4". Come è arrivata sotto al cavalcavia di via di Lunghezza? "Si pensa che qualcuno l'abbia portata li, anche se questa motivazione non è molto presa in considerazione. Ha anche detto che sia venuta da giù in treno e poi fermata lì dopo aver preso un autobus, perché faceva capolinea in zona". Si sa quali sono le cause del decesso della neonata? "Il parto è stato naturale e per le cause, si ritiene sufficiente quanto scritto dal 118, che ha stabilito che ad 'uccidere' la neonata sia stato il freddo. E la cosa forse più bella è la splendida motivazione che il Gip ha dato. Un messaggio, un monito. 'Era talmente disperata che non aveva la forza di chiedere aiuto. Non ha usato violenza verso la bambina ma l'ha protetta fino all'ultimo. Con questa motivazione, la magistratura in questo caso, è intervenuta curandosi più della situazione a tutela della ragazza". Secondo lei, si poteva salvare la bimba se qualcuno si fosse fermato prima ed avesse chiamato i soccorsi? Penso proprio di si. Assolutamente. E' un grido di dolore. Sarebbe stato sufficiente dopo il parto e dopo averla coperta, che fosse stata portata in ospedale. Intorno, invece, gente in fuga e troppa fretta per il cenone di capodanno. Non escludo che tante persone hanno visto ed abbiano accelerato il passo. E' criminale vedere un bambino e non fermarsi, ma anche non fermarsi per una persona in quella situazione. E' degradante. Sono situazioni che ti lasciano perplesso. Credo che ci sia bisogno di una reazione forte affinché cose del genere non accadano più. Si potrebbero anche creare delle squadre per il controllo di situazioni di marginalità. Gli angeli della città per la possibilità di accorgersi e segnalare in tempo situazioni limite". Com'è lei? "Una gran bella ragazza. Bionda, con un bellissimo viso, di media corporatura. Una ragazza molto bella ed espressiva". AL POLICLINICO CASILINO SI PUÒ LASCIARE IL PROPRIO NEONATO CERCASI parrucchiere esperto, unisex, full time in zona Castelverde. Disponibilità immediata. Tel Cercasi estetista (anche ricostruzione). Disponibilità immediata, zona Castelverde Tel Il Progetto 'Non abbandonarlo' del Policlinico Casilino è un servizio rivolto a tutte le donne in condizioni di disagio e difficoltà ed in avanzata gravidanza, siano esse italiane, straniere o clandestine. Queste donne, in gravidanza, possono essere accolte al pronto soccorso e assistite al parto, che poi, potranno lasciare con fiducia senza che nessuna verrà denunciata, instradata o allontanata dall'italia. Sarà garantito a tutte il più completo anonimato. Inoltre, rispetto al gran numero di abbandoni di neonati, per le donne che hanno già partorito, dal 6 dicembre del 2006 al Policlinico Casilino è operativo il servizio "Non abbandonarlo" dotato della "ruota del terzo millenio ", struttura unica a Roma. Situata di fronte alla portineria del Policlinico, è costituita da due ambienti. Attraverso un semplice percorso fuori vista, la madre entra nel primo e depone il bimbo (attraverso un vetro basculante) nella culla posta nel secondo ambiente. Appena il piccolo tocca la culla e il vetro che la protegge si richiude, una telecamera (che nel rispetto dell'anonimato materno inquadra solo la culla) si collega ad una incubatrice da trasporto ed agli infermieri del pronto soccorso che intervengono immediatamente, per prestare al neonato che viene accolto nel reparto neonatologia ogni cura e attenzione. Nuovi invisibili a due passi dalla scuola Ciriello lunghezza come betlemme Il 31 dicembre, ultimo giorno dell'anno, mentre tutti erano affaccendati per i botti e per il cenone, sotto il cavalcavia di via di Lunghezza, una neonata ha perso la vita. E con lei anche la mamma. Non a caso, la chiameremo Maria, nome di fantasia. Maria infatti, è il nome di colei che 2000 anni fa, dovette rifugiarsi in una grotta di Betlemme per dare alla luce il Cristo. La nostra Maria, invece, è una ragazza 22enne di origine albanese. Da oltre 4 anni è in Italia. Forse, come tante altre coetanee, spinta dalla promessa di un lavoro. Ma gli aguzzini, si sa, come spietati Erodi, non hanno scrupoli. In Campania inizia il calvario. Presumibilmente la strada. Quella strada in cui il piccolo cuoricino di si è fermato. Non c'è stato nemmeno il tempo di darle un nome. La piccola è morta tra le braccia della mamma che disperatamente ha cercato di proteggerla dal freddo fino alla fine. E' morta, e la mamma con lei, in una notte nella quale la gente era in festa, magari in una calda cucina tra zampone e lenticchie. Troppo, guardarsi intorno per vedere la sofferenza, la miseria e la disperazione che veniva urlata da una mamma sotto un cavalcavia. Maria scappava dagli aguzzini. Fuggiva da quell'egitto (Campania ndr) dove presumibilmente qualcuno voleva farle del male. Peccato che la storia sia andata diversamente e che mentre Cristo ha cambiato il mondo, la luce della figlioletta di Maria si è spenta senza nemmeno poter avere una possibilità. Oggi, però, ci troviamo, speriamo tutti, a fare i conti con noi stessi, con quella coscienza che forse abbiamo messo in un armadio e che, polverosa, sfoggiamo solo quando dobbiamo batterci le mani al petto. Questo Natale, è stato un non Natale, perché invece di dare speranza con la nascita di Cristo, ha messo a nudo la nostra anima, fatta di indifferenza e arroganza. entre nella vicina scuola Raffele Ciriello si svolge la quotidiana attività didattica con maestre ed alunni alle pre- con la Matematica, l'italiano e la Storia, a due passi da loro gli 'invisibili' di un piccolo insediamento abusi- Mse vo svolgono le loro pratiche quotidiane, mettendo ad asciugare gli abiti sugli stendini e cucinando. In via Oscar Anulfo Romero, nella vecchia Ponte di Nona, due baracche ed una roulotte con tanto di veranda, testimoniano la presenza di alcuni nuclei familiari abusivi. Una strada che dovrebbe collegare con facilità la vecchia Ponte di Nona con il nuovo quartiere 'Caltagirone' ma che essendo chiusa ha favorito l'insorgere di alcune baracche, con vista palazzoni, nascoste da cumuli di terra e non visibili ai più. Una realtà che richiama alla mente gli accampamenti che sorgono nella Capitale, negli anfratti nascosti dei fiumi Tevere e Aniene. Accampamenti dei quali non si conoscono gli ospiti e che, proprio per questo, potrebbero comportare un problema di sicurezza. TI PIACE SCRIVERE? CHIAMACI

10 numero 1 anno II cronaca 10 Dicembre si sa è tempo di feste, di cene con gli amici, di regali e panettoni. C'è chi si ritrova con gli amici e magari gioca a carte, ma c'è anche chi, invece degli amici ha i compari e le carte con cui gioca non sono le sue. E' il caso dei due cittadini malesi arrestati lo scorso 14 dicembre dai carabinieri di Tivoli. Una gang internazionale dedita al furto, alla clonazione e al riciclaggio di carte di credito. Questa la conclusione dei carabinieri di Tivoli in seguito all' arresto dei due sorpresi nella libreria Mondatori del centro commerciale Roma Est a pagare con una carta di credito rubata. Sono le dieci del mattino quando K.Y.W., 51 anni e L.C.H., 34 anni entrano all'interno della libreria e dopo aver girato tranquillamente si presentano alla cassa per pagare il conto di circa una quarantina di euro. Dopo che la prima carta di credito viene respinta dal Pos (lo strumento di cui gli esercizi commerciali si servono per gestire i pagamenti su carta), i responsabili della libreria provano in qualche modo a ritardare le operazioni, per cui, invece, di strappare la carta come la procedura vorrebbe, cercano di effettuare nuovamente il pagamento con un'altra carta in modo da dare il tempo alla sicurezza del centro commerciale di intervenire. Tuttavia il più piccolo, L.C.H., capisce che qualcosa è andata storta, sottrae di prepotenza la carta rifiutata e si da' alla fuga nei corridoi. L' altro invece, K.Y.W., rimane all' interno della libreria abilmente trattenuto dai responsabili. Immediata la reazione della sicurezza del centro che si da' all'inseguimento dell'uomo scovandolo nei meandri del centro commerciale. I carabinieri di Tivoli, immediatamente allertati, dopo aver identificato i due asiatici, hanno subito effettuato il fermo dei due, portandoli in caserma per ulteriori accertamenti. I due, si scoprità poi, avevano ben 14 carte di credito del circuito Mastercard e Visa. Da successive indagini è risultato che le carte di credito erano tutte clonate a danno di cittadini ignari residenti negli USA, Mongolia, Cina e non è escluso che i due arrestati siano solo i terminali di un organizzazione ben più grande e strutturata che opera in tutto il mondo. Roma Est, 2 arresti per carte clonate Malesi fermati grazie all intervento dei responsabili della libreria Mondadori Evelina Zullino, 35 anni, è il vicedirettore della Libreria Mondadori. E' stata la sua fermezza di nervi, assieme a quella del direttore della libreria, Michele Genchi, a permettere alle Forze dell'ordine di sgominare una banda internazionale che riciclava carte di credito rubate. Evelina viene dall'alberone e da quasi 10 anni lavora nel settore del commercio. "Stavo in cassa - spiega - e arrivano due persone asiatiche, un ragazzo e un signore un po' più anziano. Io come al solito effettuo tutte le procedure del caso. Roma Est è un posto di passaggio e non è raro che capitino clienti stranieri. Proprio mentre stanno completando il pagamento, di circa 40 euro, il Pos indicava che la carta era stata rubata. Io invito i clienti ad aspettare un istante e nel frattempo avverto il direttore della libreria dell'accaduto. Il più giovane deve essersi accorto subito che qualcosa andava storto in quanto ha preso la carta dal Pos ed è scappato correndo. Ipercarni, Natale in fumo Come avete fatto a fermarli? "Il direttore della libreria, dopo aver chiamato la sicurezza interna del centro commerciale, con grande perizia è riuscito ad intrattenere all' interno del negozio il complice più anziano, che sembrava quasi non capisse cosa stesse succedendo, fino all' arrivo delle Forze dell' Ordine. Gli uomini della sicurezza a loro volta, dopo aver avvertito le Forze dell'ordine, hanno rintracciato il ragazzo che era fuggito dalla libreria. Poco dopo io sono stata chiamata ad effettuare il riconoscimento dei due truffatori". Che sentimenti ha provato? "Più che paura fastidio. Non è che temessi particolari ritorsioni, il Centro commerciale è ben sorvegliato e oltretutto il tempestivo intervento dei Carabinieri ha fatto in modo che la situazione si chiudesse in poco tempo. Certe cose, come i riconoscimenti, le avevo viste fare solo nei film, ed è stato strano ritrovarmi in una situazione del genere. Tuttavia quando il giorno seguente i Carabinieri sono tornati al negozio per ringraziare me e il direttore, in quanto con il nostro gesto li avevamo aiutati a sgominare una banda internazionale dedita al furto di carte di credo, la soddisfazione è stata tanta". MARCO CARTA Un corto circuito. Un incendio nel cuore della notte che si poteva trasformare in tragedia. E' quanto accaduto al centro 'Ipercarni' all'incrocio tra via Prataporci e via Casilina 1846, nella zona di Finocchio, la notte del 9 dicembre. E' stata una pattuglia dei Carabinieri che passava in zona ad accorgersi delle fiamme. "L'incendio è scaturito da un corto circuito casuale - spiega Paolo, responsabile del centro Ipercarni che ci chiede l'anonimato - la notte tra l' 8 ed il 9 dicembre, intorno alle 1,30 di notte. L'ho saputo tramite i rivelatori di fumo che sono collegati al telefono della mia abitazione. Ancora non abbiamo una stima dei danni, ma non credo siano pochi. Oltre alla merce sono andati a fuoco anche i macchinari e l'attrezzatura. L'incendio - conclude Paolo - è divampato nel magazzino sopra il negozio. Danni strutturali non ce ne sono stati né al locale né alle abitazioni della palazzina, solo della fuliggine. I danni sono elevati soprattutto se sommati ai mancati incassi del periodo natalizio". Rapina a mano armata alla Posta di LUNGHEZZA il bottino è di pochi spiccioli CINQUE MINUTI DI TERRORE. Un attimo che chi ha vissuto sulla propria pelle non dimenticherà tanto facilmente. E' quanto hanno vissuto impiegati e utenti dell'ufficio postale di via di Lunghezza, nell'omonimo quartiere, la mattina del 27 dicembre. Una rapina a mano armata, portata a termine da un uomo che, volto e mani coperte, si è dileguato con pochi spiccioli. Secondo una prima ricostruzione l'uomo, a volto coperto, ha fatto irruzione nell'ufficio postale di Lunghezza poco dopo la sua apertura, intorno alle 8,45 e, battendo la pistola contro il vetro blindato che separa gli impiegati dagli utenti, si è fatto consegnare il denaro dileguandosi rapidamente. Francesco Loreti Una rapina di pochi spicci che avrebbe potuto tramutarsi in tragedia, vista la presenza nell'ufficio postale di una decina di utenti. Tra questi Francesco Loreti, 85enne residente a Lunghezza: "Abbiamo avuto una gran paura - spiega il pensionato - erano le 8,45 e l'ufficio aveva appena aperto. Saremo state una decina di persone. Ad un certo punto è entrato quest'uomo, con il volto coperto da un passamontagna che, pistola alla mano, ha gridato: 'Datemi i soldi'. Io, come le altre persone che erano dentro l'ufficio, mi sono messo paura e sono immediatamente scappato fuori. Da quello che ho capito è entrato, si è fatto consegnare i soldi ed è scappato, il tutto in pochissimo tempo.sinceramente non so se fuori lo attendeva qualcuno, posso solo dire che dall'accento mi sembrava un italiano. In 85 anni è la prima volta che assisto ad una situazione del genere, ho avuto molta paura". MAURO CIFELLI

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12 approfondimento Un 2008 che ha fatto A CURA DI MAURO CIFELLI La morsa del MALTEMPO ha interessato l'intera Capitale, con un 2008 che verrà ricordato da molti romani come quello delle INONDAZIONI. I DANNI alle infrastrutture, alle industrie, alle abitazioni e ai terreni agricoli danneggiati dalle abbondanti piogge, ammontano infatti a circa 150mila euro. Stanziati dalla giunta della Regione Lazio. Dopo il 21 maggio per noi è cominciata una nuova vita il nostro passato è affondato nel fango". Questa la drammatica testimonianza della famiglia Tutto Paolessi, particolarmente colpite dall'alluvione che si è abbattuta nella città di Roma lo scorso 21 maggio. Un allagamento che ha lasciato profonde ferite alla famiglia residente a via Acquaviva d'isernia dal "Da quel giorno di maggio - spiega Tina Paolessi - la nostra vita è cambiata completamente, oramai non dormiamo più tranquilli. Quando piove alziamo sempre le 'antenne'. Non attacco più la lavatrice di notte perché non posso sentire il rumore dell'acqua. Quel rumore di acqua che ho sentito quella notte sino alle 3, quando entrava in casa come un torrente in piena mi ha sconvolta". Era infatti la notte del 21 maggio quando Tina, suo marito Beniamino ed i gemelli Daniele e Francesco hanno vissuto una tragica esperienza, che gli ha sommerso l'abitazione di via Acquaviva D'Isernia sotto oltre un metro d'acqua, costringendoli a trasferirsi per circa 4 mesi in casa del papà di Tina. "L'acqua è arrivata in casa come un fiume in piena - ricorda Beniamino Paolessi - sono riuscito solamente a salvare due divani ed in parte la cucina, il resto è andato tutto perduto. Per rimettere a posto l'appartamento ho speso ad oggi circa 25mila euro, tra mobili, pittura ed interventi preventivi". so quasi tutto ma la cosa importante è che siamo ancora qui a raccontarlo, perché poteva andare molto peggio. Se fosse successo a notte fonda chissà cosa sarebbe accaduto. Ho bisogno e necessità di pensare a qualcosa di positivo da questa esperienza, che ci sia la volontà da parte delle persone preposte di sistemare questa faccenda, perché non possiamo continuare a vivere così. Non lo possiamo nemmeno pensare, io non ci sto a vivere così, soprattutto per i miei figli". Sono passati meno di sei mesi e i fiumi, Tevere ed Aniene, hanno esondato un'altra volta. Calamità naturale o incapacità di gestire? Per la verità, questo è stato un anno particolarmente piovoso, nel quale in una sola settimana, parliamo dell'ultima inondazione, è venuta giù tanta acqua quanta nell'intero E' chiaro che si tratta di un evento eccezionale. Ma è anche vero che, considerando i danni di maggio scorso, si poteva cercare di creare le condizioni, anche strutturali, affinché non si ripetessero le stesse scene. Se a maggio era stato l'aniene a creare i maggiori danni, questa volta a preoccupare i romani c'ha pensato il 'biondo' Tevere. Ma, anche l'aniene non è stato da meno ed infatti è esondato nelle stesse aree di sempre, con l'unica differenza che questa volta i cittadini, almeno loro, erano pronti. Nell'VIII ad avere la 'peggio', in termini di danni materiali, sono stati i cittadini di Valle Pantanella, Lunghezzina e via della Riserva Nuova. A Corcolle, invece, la pompa idrovora ha funzionato alla perfezione e, soprattutto, gli argini hanno retto bene. Alle scuole Martelli di Lunghezza e alla Giovanni e Francesca Falcone di Castelverde, infiltrazioni d'acqua, hanno causato danni, determinando addirittura la chiusura del plesso di via Medail. Un'altra scuola 'vittima' dell'acqua è stata la Mariagrazia Cutuli di Colle Prenestino nel cui cortile è caduto un albero. Per fortuna e nonostante la tanta paura, nessuno si è fatto male. Anche alcune famiglie si sono viste l'acqua entrare di prepotenza in casa. Danni e arrabbiature la conseguenza. Anche le strade, hanno forato. Erano tutte piene di buche. Ben 270 gli interventi dei vigili del fuoco nella sola settimana, dall'8 al 16 dicembre. Per quanto riguarda la periferia est della Capitale le difficoltà maggiori si sono registrare in via di Salone e Ponte Mammolo e tra le vie Tiburtina e Collatina, con allagamenti diffusi e conseguenti forti disagi. GARAGE ALLAGATI A CASTELVERDE Dopo nemmeno sette mesi, stessa scena, ma questa volta la famiglia Paolessi era preparata. "L'idraulico - continua a spiegare Beniamino Paolessi - ha terminato i lavori l'8 dicembre, giusto in tempo. Ha installato le valvole di ritegno e l'acqua stop nella fognatura. I lavori sono durati tre mesi, siamo andati via da casa la sera del 21 maggio e ci siamo rientrati solo a settembre. Siamo stati 4 mesi a buttare cose, buona parte dei mobili e tutti gli interruttori elettrici. In quest'ultimo diluvio l'acqua non è arrivata fortunatamente dentro casa, anche se eravamo sicuramente più preparati. Ho comprato delle cose che non pensavo potessero servirci e che a Venezia sono all'ordine del giorno, come le paratie che si mettono tra uno stipite e l'altro e ti bloccano l'acqua". "Vorrei dare un messaggio positivo ai nostri figli - conclude Tina Paolessi - che hanno avuto una lucidità incredibile in un momento veramente drammatico. Dopo il 21 maggio per noi è cominciata una nuova vita, abbiamo per- Il maltempo che ha colpito la capitale a Dicembre ha fatto danni anche a Castelverde. Gli abitanti dei nuovi palazzi di via Montepagano infatti, si sono ritrovati, dopo il violento acquazzone di lunedì' 16 dicembre, con i box auto allagati da almeno 30 cm di acqua. Oltre al danno, ovviamente, la beffa. Si perché, oltre a mobili e suppellettili da buttare, i condomini del civico 36 hanno dovuto sborsare ben 2600 euro per pagare l'autopompa venuta a liberare i garage dall' acqua. E' il signor Vittorio Sisti, proprietario di un appartamento, il primo a spiegare la situazione "Non è la prima volta che succede, a maggio però, purtroppo non si trattava di acqua, ma di cose ben più puzzolenti". Gli fa eco la signora Simona Cellucci: "Già giovedì (11 dicembre n.d.r.) abbiamo chiamato un autopompa privata, 800 euro per risolvere un problema che ad ogni temporale sembra ripresentarsi". Anche la signora Romina Forlani abita nello stesso stabile: "Si sono allagati anche l'ascensore e il locale del contatore, ora siamo senza luce - ha detto - adesso dobbiamo buttare tutto: chi una cucina, chi i mobili, chi i suoi attrezzi, chi i divani o i materassi, tutto insomma". Il problema, però, non coinvolge solo lo stabile del civico 36, ma anche quello adiacente, con cui condivide l'entrata dei box auto. Gli amministratori di entrambi i palazzi, contattati per capire quali sono state le ragioni dei continui allagamenti, hanno detto che "Non possiamo ancora stabilire le responsabilità, stiamo verificando". Il dubbio che rimane, però, è come sia possibile che dei palazzi appena costruiti soffrano di questi problemi strutturali. ALESSANDRO IACOPINI

13 approfondimento acqua da tutte le parti Valle Pantanella, vivere con il terrore di finire sotto l'acqua "V alle Pantanella è una zona piena di disagi, ogni volta che piove viviamo con il terrore di finire sotto l'acqua". Questo lo sfogo di Tommaso Barrese, residente a Lunghezza dal 1969 e da 29 anni domiciliato in via Acquaviva d'isernia. "Questa volta ci siamo salvati - spiega Tommaso Barrese mentre mostra i danni dell'inondazione dello scorso dicembre - ma lo scorso maggio ci siamo allagati tutti quanti. I danni sono stati incalcolabili. Abbiamo dovuto buttare quasi tutti gli attrezzi che avevamo in cantina, perché l'acqua era alta più di un metro e non ha risparmiato niente. Inoltre, il catino nel quale io e mia moglie passiamo quasi tutta la giornata si è completamente allagato danneggiando tutti i mobili". Mentre parla Tommaso Barrese ci fa vedere i segni indelebili dell'alluvione dello scorso 21 maggio, molto più gravi di quelli scaturiti dalla piena di metà dicembre, che ha determinato per loro l'allagamento della sola cantina. "Ho messo questa pompa artigianale - continua a spiegare Tommaso Barrese - per togliere l'acqua e per ora sembra che funzioni. Ho costruito questa casa con tanti sacrifici e vivere con la paura che da un momento all'altro tutto possa scomparire mi fa stare male. Mia figlia abita qua vicino e lo scorso anno ha dovuto buttare tutti i mobili nuovi. Lei è una delle poche, qui in zona, che abita al piano terra e forse per questo è la più traumatizzata dalla possibilità che l'acqua sommerga di nuovo questa valle". Moglie di Tommaso Barrese è la signora Cesarina che aggiunge: "Non sto per niente tranquilla. Era già successo nel 1984 che l'acqua sommergesse tutta casa. Allora non era ancora finita, per cui il danno in qualche modo era stato limitato. Quello che è successo quest'anno invece ci ha completamente demoralizzato perché abbiamo dovuto faticare tanto per sistemare tutto. Anche se la situazione per ora non è drammatica, in queste notti di pioggia non riesco a dormire. Ho il terrore che l'acqua ci possa sommergere casa un'altra volta". Residenti a in via Acquaviva d'isernia come Tommaso e Cesarina Barrese sono anche Osvaldo Flamini, Luciano e Vincenzo Di Francesco. Li incontriamo mentre controllano il livello dell'acqua a pochi metri dalle loro abitazioni la sera del 15 dicembre. "La situazione è critica - spiegano i tre - ogni volta che fa due gocce d'acqua in più abbiamo il timore di allagarci dentro casa. Purtroppo non è la prima volta, a maggio ci siamo trovati con un metro d'acqua dentro casa". "Io sono il più vicino al fosso - racconta Osvaldo Flamini residente a Valle Pantanella dal e sono un pò il campanello d'allarme per tutti i residenti. Sono 60 ore che sono sveglio, qualche oretta di sonno e niente più. In questa zona ci allaghiamo per colpa del riflusso d'acqua che torna indietro dall'aniene. In pratica la marana defluisce verso il fiume ma non riesce a trovare sbocchi, anzi torna indietro assieme all'acqua dell'aniene, perché non c'è un invaso per poter riempire l'acqua e farla defluire. Penso che sia il momento di prendere qualche provvedimento". "Una cosa del genere era successa anche nel conclude Osvaldo Flamini - ma era una cosa sporadica, nel solo 2008 ci siamo invece allagati 3 volte. Sono più di 40 anni che succedono allagamenti e nessuno mai ha fatto niente. L'unico che si è veramente interessato al problema è il consigliere Marco Di Cosimo, è stato lui a contattarci e, nonostante politicamente abbiamo visioni differenti, devo dire che è l'unico che si sta interessando al problema, speriamo non siano le solite chiacchiere". MARCO CARTA CORCOLLE, SI SPERA NEL FUNZIONAMENTO DELLE POMPE edersi l'acqua bussare alla por- mette paura, anche perché Vta il ricordo dell'ultima, traumatica esondazione del maggio scorso, è ancora ben chiara negli abitanti di Corcolle. L'acqua, per fortuna questa volta si è fermata all'interno dei campi che confinano con l'autostrada e 'costretta' da un argine artificiale che stavolta ha fatto il suo 'lavoro'. Qualcuno ricordando i danni di maggio scorso, ha chiamato il fabbro per montare dei 'parapetti' alle porte, anche se è stato per eccesso di zelo, in quanto hanno spiegato che erano tranquilli proprio grazie all'esistenza dell'argine. Ed inoltre, hanno spiegato, che fino a quando funzionano le pompe della diga, nulla può succedere. Quindi, nessun allarmismo particolare ma solo attenzione. ALLAGAMENTI IN VIA DELLA RISERVA NUOVA, UNA ROUTINE DECENNALE Alle prese con il problema allagamenti da oltre 10 anni è Bruno Barolo, residente in via della Riserva Nuova, nella vecchia Ponte di Nona dal Allagamenti che comunque non avevano mai impensierito più di tanto la famiglia, almeno sino allo scorso 30 novembre, quando le abbondanti piogge hanno fatto capolino nella loro abitazione. "Sarà la ventesima volta che vado sotto l'acqua - spiega il 67enne - ma le istituzioni non hanno mai fatto niente. Al Comune dovrei proporgli di fare un laghetto e metterci i pesci. Avrò mandato centinaia di lettere per cercare di risolvere questa situazione, ma non ho mai ricevuto una risposta. Abbiamo cominciato ad allagarci dopo la costruzione delle case popolari, più di 10 anni fa. Prima di allora l'acqua defluiva, adesso bastano due gocce in più e siamo con l'acqua fino alla gola. Qui confluisce tutta l'acqua di via Prenestina, di via Luthuli e di via della Riserva Nuova, ma come fa una strada ad assorbire tutta questa acqua? E' impossibile". Allagamento che comunque non ha determinato danni economici all'abitazione di Bruno Barolo che molto ironico continua a spiegare: "Non ho avuto dei danni sostanziosi, quello che mi da fastidio è che andando sott'acqua non possiamo fare nulla, solamente metterci gli stivali e levarla. Siamo un po' rialzati e fortunatamente l'abitazione rimane asciutta, il problema è fuori, ogni volta dobbiamo pulire e pitturare e sono soldi. Sono avvelenato di questa situazione, per risolvere il problema dovrebbe fare qualcosa il Municipio. Ci siamo andati diverse volte ma non abbiamo mai avuto risposte. Io sono un cittadino onesto e le istituzioni dovrebbero tutelarmi, se avessi i soldi, i lavori li farei di tasca mia, il problema è che è una spesa onerosa che proprio non posso permettermi". Dunque un problema di vecchia data quello degli allagamenti in via della Riserva Nuova che oltre a comportare disagi e spese di ripristino della normalità comporta notevoli difficoltà, come spiega Rosa Molinari, moglie di Bruno Barolo: "Quando piove rimaniamo bloccati dentro casa e possiamo uscire solo con gli stivali. La mattina che ci siamo allagati è venuta la protezione civile a levare l'acqua con le idrovore e siamo rimasti bloccati sino a verso mezzogiorno. E' successo una volta che dovevo andare all'ospedale San Giovanni a fare una visita e non potevo andarci perché bloccata dentro casa. Sono dovuta uscire con gli stivali e mi sono completamente bagnata. Ogni volta che piove vivo con l'ansia di rifinire sotto acqua".

14 numero 1 anno II approfondimento 14 Approvato il progetto, mancano i fondi Presidente della VIII Commissione Consiliare Urbanistica e Patrimonio del Comune di Roma è Marco Di Cosimo. Nato e cresciuto a Lunghezza, il consigliere capitolino di maggioranza si sta interessando della risoluzione del problema degli allagamenti di Valle Pantanella. Consigliere Di Cosimo, sappiamo di un suo interessamento per la risoluzione del problema degli allagamenti a Valle Pantanella. Quali sono i progetti in proposito e quali sono i tempi di realizzazione? "Per i tempi è ancora troppo presto per poterli dare precisamente. Dall'altra parte c'è la necessità di mettere in sicurezza tutto l'abitato di Valle Pantanella, dove ci sono una cinquantina di nuclei familiari che hanno il problema allagamento. E' chiaro che se non mettiamo in sicurezza, dal punto di vista idraulico, un piccolo quartiere come è quello di Valle Pantanella difficilmente si potrà andare avanti con quelle opere di urbanizzazione ed urbanistiche necessarie per potergli dare la dignità di un quartiere. Per i tempi è ancora prematuro poterne parlare, ritengo e spero di poterli trovare nel disastrato bilancio comunale le risorse per poter effettuare l'intervento. L'idea è quella di mettere in sicurezza tutta la zona con un sistema idraulico che non permetta al fiume Aniene di rifluire all'interno della vallata quando s'innalza il livello dello stesso". Stiamo parlando di un sistema da applicare al tunnel sotto la vallata per evitare che la marana possa defluire ma non possa il fiume, al contrario, arrivare ad allagare la vallata? "Assolutamente si, perché il problema ovviamente non è tanto l'acqua piovana che cade all'interno della vallata, ma l'innalzamento del livello dell'aniene che fa si che ci chino dimenticata, e dire un pochino è una questione di cortesia da festività natalizie. Purtroppo questi sono problemi che vanno avanti da decenni. E' chiaro che quella è una zona che è sorta abusivamente, ma è anche vero che abitazioni sono presenti da almeno 15 anni, perché è stato inserito un toponimo in quella zona. Quindi sarebbe stato opportuno che già fossero previsti dei fondi, che oggi non lo sono. Bisognerà trovarli nelle pieghe del disastrato bilancio del Comune di Roma. Non sarà un'impresa facile ma è chiaro che cercherò fortemente di inserirla a bilancio. C'è già un progetto di massima di come dovrebbe essere realizzato questo intervento, ovviamente si tratta di un progetto che andrà attualizzato e poi fatto proprio dall'amministrazione comunale ". Oltre che nella zona di Lunghezza sono previsti altri interventi nel territorio dell'viii Municipio? "Per quanto concerne il versante prenestino dell'viii Municipio, diciamo che le due zone maggiormente interessate al rischio allagamenti sono Valle Pantanella che è molto bassa e la zona di Corcolle che, almeno sulla carta dovrebbe essere salva con le opere idrauliche che sono state fatte molti anni fa. Che non funzionano benissimo però almeno ci sono. Diciamo che sinceramente se fossero state progettate bene non ci sarebbedovuto essere il problema. Se il problema sussiste vuol dire o che sono state progettate male oppure non funzionano": Lei è fiducioso che si possano risolvere questi problemi con tempi celeri ed in modo ottimale? "Non sono fiducioso perché gli interventi da fare sono numerosissimi, difficili ed estremamente costosi. Il vero problema è che purtroppo, lo ribadisco, per anni ed anni si è abbandonato il territorio senza interventi che potessero risolvere definitivamente la questione. Andremo a trovare tutti i problemi e ci daremo uno scadenzario. Non si farà tutto nel primo anno ma intanto li individueremo per avere la possibilità di programmare nel tempo gli interventi necessari. Non credo che in VIII Municipio ci siano situazioni così complicate come quella di Valle Pantanella, allagamenti ci sono stati ma in aree agricole, non abitate. Il problema è che lì c'è un nucleo abitato che và messo in sicurezza da un punto di vista idraulico. Sarebbe impensabile realizzare una ricucitura urbanistica di quel territorio permettendo che poi si allaghi". MAURO CIFELLI sia un riflusso d'acqua all'interno della vallata che arriva ad almeno un metro dentro le case, questa è una cosa che sino a qualche tempo fa succedeva ogni tanto, purtroppo nell'ultimo anno è successo 3 volte. E non si può pensare che nel 2008 si possano continuare a lasciare i cittadini all'interno di case che rischiano di andare sott'acqua ogni volta che c'è la piena dell'aniene, questo va evitato e ritengo che l'amministrazione comunale se ne debba occupare". Quindi vi state impegnando affinché si possano sbloccare fondi per la realizzazione di questi lavori? "Diciamo che ad oggi abbiamo fatto predisporre un primo progetto di massima che è stato visionato dalla commissione consiliare competente del Municipio, per predisporre una richiesta di fondi. Fondi ingenti, stiamo infatti parlando di un'opera che costerà tra i 700mila ed un milione e 800mila euro". Quanti fondi sono previsti? "Il problema vero è che fino ad oggi non è previsto nulla. La realtà è questa. Come purtroppo succede spesso nella periferia un po- Duecento milioni di euro per risolvere l'emergenza uecento milioni di euro per la messa in Dsicurezza del tratto urbano del Tevere e dell'aniene. E' quanto stato stanziato dal 'Comitato Istituzionale dell'autorità di bacino Tevere/Aniene' che si è riunito lunedì 15 dicembre nelle stanze del Ministero dell'ambiente, a Roma. Fondi che dovrebbero servire non solo per la messa in sicurezza delle zone abitate a ridosso dei due fiumi che attraversano la Capitale, ma anche per la gestione delle installazioni galleggianti e delle zone a rischio idraulico, al fine di limitare le eccessive impermeabilizzazioni. Fondi che da un punto di vista pratico serviranno alla realizzazione di alcune grandi opere ambientali ed idrauliche. Per quanto concerne il piano delle opere idrauliche i 200 milioni serviranno per realizzare nuovi argini sui fiumi e per la loro successiva manutenzione. Sotto l'aspetto ambientale i fondi saranno invece utilizzati per il ripristino delle funzionalità naturali dei corsi d'acqua, con sistemi di monitoraggio della qualità delle acque ed interventi di depurazione e pulizia degli alvei dei fiumi.

15 approfondimento numero 1 anno II 15 "Non vogliamo piangere i nostri figli" L'alluvione blocca anche gli alunni dell'istituto Francesca e Giovanni Falcone. E le mamme protestano per le condizioni in cui versa l'edificio il municipio RISPONDE La scuola Francesca e Giovanni Falcone è stata inserita nei lavori di somma urgenza disposti dal Municipio, quindi, hanno assicurato dall' VIII che a breve, indicativamente dopo quelli della scuola di Colle Prenestino, inizieranno anche gli interventi nell'altro edificio. Comunque, i lavori, saranno eseguiti, perché si sta anche procedendo all'appalto per la manutenzione ordinaria degli edifici scolastici, per cui in un modo o nell'altro quei problemi saranno risolti. Da sinistra, Manola Mecozzi, Tatiana Zamponi, Stefania Cecconi e Sebastiana Paruzza. A sinistra il preside Alessandro Ferraiuolo In seguito alle alluvioni che hanno colpito la capitale nel mese di dicembre, anche i più piccoli ne hanno fatto le spese. Scuole allagate, in alcuni casi fili elettrici nell'acqua. Conseguenze queste di strutture fatiscenti, di istituti scolastici di vecchia costruzione, che andrebbero sicuramente ristrutturati. Molte le scuole infatti che si stanno battendo per ottenere inizi di lavori edili che ormai sembrano necessari. "Questione di vita o di morte", urlano a gran voce le mamme. Una situazione che non è da meno nella scuola di Castelverde, il 125 circolo didattico, il plesso di via Città Sant'Angelo, l'istituto Francesca e Giovanni Falcone. Il 17 dicembre infatti alcune mamme, visibilmente arrabbiate e preoccupate, si sono riunite nel piazzale antistante la scuola. A causa della pioggia, l'istituto versava in condizioni pericolose, raccontano le giovani mamme, e per questo nonostante il benestare dei Vigili del Fuoco, contattati per un sopralluogo nell'edificio, hanno deciso di lasciare i propri figli a casa. "Non vogliamo piangere i nostri bambini - spiega a gran voce Tatiana Zamponi, mamma di tre ragazzini, alunni presso l'istituto, una donna passionale e carismatica. E' tanto tempo che ci battiamo affinchè vengano realizzati dei lavori di ristrutturazione nell'edificio. Quello che ci interessa è la sicurezza dei nostri bambini. Oggi non li abbiamo mandati a scuola perché riteniamo la situazione pericolosa. Vogliamo delle garanzie per l'incolumità dei nostri figli. L'istruzione dovrebbe essere una risorsa e quindi dovrebbe essere fondamentale preoccuparsi che crescano in un ambiente sicuro. Siamo anche arrabbiate per il fatto che, proprio perché capiamo l'importanza della scuola, non vogliamo assolutamente tenere i bambini lontani. Abbiamo a cuore l'istruzione dei nostri figli, per questo ci stiamo battendo". Sulla stessa linea anche altre mamme, tra cui Manola Mecozzi, Stefania Cecconi e Sebastiana Paruzza. "Siamo stanche di chiedere a qualcuno che non vuole ascoltare. La scuola di Castelverde è una risorsa del quartiere e vogliamo che sia investito in questo edificio. Questo potrebbe essere un ambiente davvero familiare e piacevole, purtroppo ci scontriamo continuamente con le istituzioni, che non sempre ci ascoltano. Vogliamo che venga fatto qualcosa prima che accada una tragedia. Vogliamo evitare che si arrivi a vivere un dramma, per poi vedere che qualcosa sia fatta. I nostri figli hanno dei diritti e noi come mamme vogliamo fare in modo che vengano rispettati". Molto attivo in questo senso, il Dirigente scolastico, Alessandro Ferraiuolo, che ha più volte sollecitato degli interventi presso l'istituto. "La scuola di Castelverde è una realtà unica che ha bisogno di un sostegno. Ho sollecitato più volte le istituzioni affinchè venisse avviato questo processo. I problemi più importanti riguardano le infiltrazioni di acqua e alcuni bagni rotti. Il 15 dicembre abbiamo subìto l'allagamento più rilevante. Mi sono preoccupato di chiamare subito i Vigili del fuoco e le Forze dell'ordine che mi hanno rassicurato. Per questo la scuola è rimasta aperta. Comunque ho avuto la garanzia che i lavori presso questo istituto avranno la priorità e che gli interventi verranno effettuati il prima possibile. La scuola conta circa 300 bambini e rappresenta la storia di questo quartiere. Alcuni interventi sono stati effettuati e sono sicuro che le cose miglioreranno presto. La mia maggiore preoccupazione è che la scuola resti aperta". Certo non è ammissibile che siano proprio le scuole ad essere lasciate in uno stato di totale abbandono. Edifici frequentati dai bambini, i primi a dover essere tutelati e messi nella condizione, che si sa anche l'ambiente crea, di diventare persone migliori. Difficile mantenere l'entusiasmo per chi, a dispetto di tante difficoltà, continua a svolgere il proprio lavoro con serietà. Difficile sperare che i bambini imparino quel senso civico che ogni giorno vedono violentato. Difficile sperare che la scuola per loro resti un valore. FEDERICA GRAZIANI COLLE PRENESTINO Cade un albero nella scuola, solo tanta paura Tanta paura ma nessun danno alle persone e soprattutto ai bambini della scuola Mariagrazia Cutuli a Colle Prenestino. Era l'orario di entrata quando, probabilmente, a causa delle abbondanti piogge del 15 dicembre è caduto un albero. Sul posto, immediatamente sono giunti gli uomini dei Vigili del Fuoco che hanno messo in sicurezza la zona. SELEZIONIAMO AMBOSESSI PER VENDITA PRODOTTI GRAFICI E MULTIMEDIALI OTTIMO TRATTAMENTO ECONOMICO tel

16 numero 1 anno II approfondimento 16 Il Consorzio tira le somme Solo euro alla Polisportiva, premiate invece le associazioni storiche. Dal Comune tutto tace per il Centro Sportivo Le delibere L e Associazioni consortili per il recupero Urbano della Periferia Romana nascono da due delibere del del Consiglio Comunale. La prima è la n 107/95 con la quale viene data la possibilità ai cittadini della periferia romana di associarsi per realizzare opere di urbanizzazione primaria nelle borgate nate spontaneamente fuori del Piano Regolatore, ma soggette al condono del Il Comune, attraverso questa particolare forma, permette alle Associazioni Consortili di utilizzare direttamente, sotto una gestione localizzata e con il controllo economico e tecnico delle strutture tecniche pubbliche, le opere primarie necessarie per la regolarizzazione del territorio in funzione del concessioni edilizie in regime di sanatoria. I cittadini versano direttamente alla Associazione Consortile gli importi degli oneri concessori dovuti per la definizione della sanatoria edilizia, e l'associazione gestisce direttamente la realizzazione delle opere. Le urbanizzazioni primarie sono strade, spazi di sosta e di parcheggio, fognature, realizzazione della rete idrica, illuminazione pubblica, realizzazione di spazi di verde attrezzato. La successiva delibera è, invece, la n 25 del 2005 che in più, attribuisce alle Associazioni Consortili la realizzazione, sempre utilizzando il criterio dello scomputo, anche la possibilità di realizzare le urbanizzazioni secondarie: asili nido e scuole materne, scuole d'obbligo, mercati di quartiere, impianti sportivi di quartiere, centri sociali ed attrezzature culturali e sanitarie, aree verdi di quartiere. PARCO DI GABII La Giunta capitolina il 7 gennaio ha approvato una delibera che prevede lo stanziamento di 7 milioni di euro per la sistemazione del primo polo attrezzato del parco archeologico di Gabii. IConsorzi, nonostante avessero una sorta di privilegio per la realizzazione delle opere pubbliche, spesso sono stati rallentati dalla macchina comunale che si è dimostrata molto spesso arrugginita. Soprattutto in quelle strutturre predisposte alle decisioni tecniche che hanno fatto andare fuori bilancio opere progettate correttamente. Un caso per tutti è il progetto presentato dal Consorzio di Castelverde nel 2004 per la realizzazione di un Centro Sportivo Polivalente. Si aveva a disposizione il terreno, il progetto tecnico, da ridefinire solo nei dettagli, gli importi necessari per la realizzazione e cosa ultima, ma non trascurabile, il consenso dei cittadini interessati. Ad oggi quel progetto uscirà privo delle attività di palestra,di piscina, del pattinaggio e della pallacanestro. Il terreno sarà utilizzato per le sole attività del calcio mentre il resto dei soldi è stato dirottato verso altri progetti, come l'asilo, la cui realizzazione era stata progettata direttamente dal Comune ma poi rimandata con motivazioni varie per ben tre anni e infine non realizzata. La conclusione è che per coprire i buchi del comune del centro sportivo Polivalente, non si farà niente almeno a breve termine e che, forse, in realtà si è voluta aprire una strada ad un intervento tutto privato. Piera fabrizi, presidente del Consorzio Opere a scomputo. A sinistra l asilo nido in costruzione, una delle opere in costruzione Il rilievo negativo è che, così come la struttura comunale non era stata in grado di gestire il fenomeno dell'urbanizzazione del territorio con strutture tecniche e di monitoraggio adeguate che garantissero un armonico e controllato sviluppo del territorio, ora la struttura Comunale non è in grado di gestire la tempestiva verifica ed autorizzazione alle opere che i consorzi propongono di realizzare. E' di questi giorni la scoperta che all'ufficio Condoni dato in Outsourcing dal Comune alla società Gemma, compartecipata dal Campidoglio con una quota di minoranza, sono in giacenza 260mila pratiche di condono edilizio, e già da qualche Il Rendiconto dell Associazione Consortile di Recupero Urbano Castelverde ANNO ENTRATE USCITE SALDO , , , , , , , , ,35 I vertici dell associaizone consortile Consiglieri in carica Piera Fabrizi Pasquale Puija Enzo Pirani Bruno Pulcinelli Fabrizio Basili Fabio Belenchia I nuovi consiglieri Fabio Giustini Arduino Artegiani Marcello Napolitano Giovanni Tacconi Vincenzo Tardella Le donazioni del consorzio di castelverde Le associazioni beneficiarie le donazioni deliberate in assemblea sono le seguenti: euro Castelverde Calcio euro circolo bocciofilo euro polisportiva castelverde euro associazione culturale castellaccio euro comitato di quartiere anno per avere il completamento della pratica di condono alcuni cittadini sono dovuti ricorrere alla minaccia di un intervento dell'autorità giudiziaria. l 15 dicembre scorso si è tenuta l'assemblea dei soci del Consorzio di Castelver- con la finalità di illustrare le attività in corso, approvare i rendiconti di attivi- Ide tà degli ultimi due anni e sostituire alcuni consiglieri uscenti. E' stata presentata da Bruno Pulcinelli la lista dei lavori che il Consorzio sta portando avanti: l'asilo, il completamento dell'illuminazione pubblica, l'attività di completamento dell'assetto di via Massa San Giuliano, il completamento del progetto '100 Piazze' per Castelverde, l'inizio del progetto realizzativo del campo sportivo. In questo contesto è stato illustrata la motivazione del blocco dei lavori del consorzio che vi è stato per la non osservanza della normativa Europea per gli appalti pubblici, tale normativa è stata disattesa per lungo tempo dal comune di Roma, e il suo rispetto è dovuto anche ai soggetti che, in sostituzione e per conto del Comune, operano nel settore pubblico. La motivazione dello stop dei lavori dell'illuminazione pubblica è più complessa in quanto l'attuale Giunta Comunale aveva inizialmente dichiarato che il completamento della rete poteva essere effettuato solo per le strade pubbliche, mentre molte delle strade di Castelverde non hanno questo requisito, sia per la larghezza intrinseca che per la tipologia d'uso, servono solo gli abitanti della via. Pertanto nel futuro sarà necessario che si precisi, da parte dell'amministrazione, quali e quante strade hanno tale requisito; questo non solo per l'illuminazione ma anche per la gestione e la manutenzione delle strade stesse. E' stato illustrato il rendiconto dell'associazione, di cui in tabella allegata viene riportata la sintesi degli ultimi 3 anni ed è stato deciso di elargire dei contributi in denaro ad alcune associazioni storiche del quartiere, a questo proposito si nota che sarebbe stato un atto molto apprezzato se nel momento propositivo di tale atto fossero state consultate preliminarmente tutte le associazioni di quartiere indicando loro i criteri di erogazione. Infine si è dato corso alla elezioni dei nuovi consiglieri. Non sono state, però, fornite le motivazioni delle dimissioni dei consiglieri dimissionari.

17 approfondimento numero 1 anno II 17 Osa: le fogne dopo 30 anni A sinistra alcuni tra i primi abitanti di Osa. Sopra Filippo Cialdella e Giuseppe Ancora, rispettivamente presidente del consorzio di autorecupero urbano e presidente del comitato di quartiere I NUMERI ,00 COSTO DELL OPERA 1,7 KM LUNGHEZZA RETE FOGNIARIA 130 FAMIGLIE BENEFICIARIE Iniziano i lavori per la rete fognaria ad Osa. Lavori attesi e richiesti da ben 30 anni. A spiegarci la situazione il presidente del Consorzio di Autorecupero Osa, Filippo Cialdella. "Abbiamo costituito il Consorzio - spiega - perché volevamo che i nostri soldi rimanessero per la zona. Il 90% delle persone aderì, anche se qualcuno non voleva. Oggi siamo quasi tutti, più o meno 130 famiglie". Qual è la situazione economica del Consorzio? "Con il taglio del nastro dei lavori per la realizzazione delle fogne, il 13 dicembre scorso, abbiamo euro, ma dovremmo raggiungere la somma di oltre 2 milioni di euro quando tutti quelli che non hanno aderito al consorzio verseranno la quota. Siamo convinti di raggiungere questo importo, perché chi non ha versato la quota, ha 90 giorni di tempo per farlo, altrimenti scattano gli interessi e la cifra si triplica. Questi ulteriori fondi, ci consentirebbero anche di poter eventualmente progettare marciapiedi ed altre opere primarie". Rispetto a tanti altri Consorzi, avete pochi capitali, come mai? "Perché siamo pochi nella zona, solo 130 famiglie circa. Infatti, per quanto riguarda, per esempio gli impianti sportivi, ma non solo, dipendiamo da Castelverde. Il Consorzio è nato prevalentemente con lo scopo è di creare la rete fognaria. E, almeno per questi lavori, i soldi ci sono tutti. Non pensiamo a campi sportivi o magari scuole perché, ripeto, siamo in pochi". Chi è il direttore dei lavori? "Bruno Pulcinelli perché era quello più indicato per la soluzione del problema. L'ho chiamato io". Quale problema? "Il Consorzio è stato creato nel 1996, mentre il progetto per la rete fognaria è stato approvato nel 2001". Perché è passato tutto questo tempo prima dell'inizio dei lavori? "Perché la gente è diffidente. Prima che il tecnico diventasse Bruno Pulcinelli, c'era l'architetto Bracciani. Tutti volevano che lo liquidassi ma non sapevamo come fare. Lo abbiamo liquidato grazie all aiuto di Pulcinelli ed ha rifatto un nuovo progetto. Poi, è arrivata la direttiva dell'unione Europea e sono cominciati altri problemi. La domanda che ci poniamo è questa: come mai i lavori che nel 2001 ammontavano a 2 miliardi e 800mila euro con il passare degli anni non sono aumentati? Forse perché a suo tempo abbiamo dovuto pagare prezzo pieno? Il tutto è legato alla realizzazione della rete fognaria, nel momento in cui si realizza la zona passerà da agricola ad 'O', permettendoci di poter chiedere al Comune la realizzazione di altre opere necessarie alla borgata, come l'illuminazione e l'allaccio alla rete idrica". Qual è il progetto e i costi della rete fognante? "I lavori per la rete fognaria cominceranno il 7 di gennaio, sarà lunga 1 chilometro e 700 metri sotterranei per una spesa di 1milione e 700mila euro. All'impresa che esegue i lavori, abbiamo già anticipato il 15%. Ora speriamo che sia realizzata. Le fogne le aspettiamo da 30 anni. Prima della costituzione del Consorzio, soprattutto sotto elezioni, venivano molti politici a fare promesse. Addirittura ad una riunione, alcuni politici nemmeno conoscevano Osa. Ci confondono con Villaggio Osa". Ha detto che siete in pochi e che avete, quindi, pochi soldi. Avete mai immaginato di sciogliere il Consorzio ad Osa e confluire magari a Castelverde? "Sciogliere il Consorzio si, confluire no. Per la verità, nessuno mi ha mai fatto una proposta del genere, magari me la avessero fatta. A Castelverde a differenza di Osa ci sono maggiori interessi". Osa e la sua storia raccontata dai primi abitanti sa è una delle prime Borgate nate a Roma. Ori- era tutta di proprietà di Pasotto, Oginariamente 'vecchio' possidente, e era formata da terreni ed una cava. Il proprietario, decise, di frazionare il terreno in lotti che andavano da 800 metri quadri a 1600, fino a due o tre, che hanno un'estensione di 5mila. Furono create anche le strade. Quelle principali da 10 metri e quelle collaterali da 8 metri. Le aree, successivamente, sono state acquistate principalmente nel decennio '70/'80 e successivamente edificate. Oggi risiedono nella zona circa 130 famiglie. "Le superfici - spiegano alcuni residenti di Osa - le abbiamo acquistate per opportunità e per una sorta di passa parola. Nella zona, infatti, molte famiglie hanno lo stesso cognome". Un'edificazione in gran parte abusiva che ha creato non pochi problemi agli abitanti. A raccontarci le peripezie della borgata, Ettore Portoghesi, Franco Malcangi, Francesca Capodanno, Ulisse Massimi ed Erina Assunta Ancora. "Il primo problema - spiegano - è che il Comune di Roma ha concesso l'autorizzazione alla lottizzazione dei terreni ma poi non ha vigilato. Non capiamo come si sia potuto credere che 1000 metri quadrati di terreno potevano essere usati per la coltivazione agricola e non per costruirci una casa. Quando abbiamo costruito, chiaramente abbiamo realizzato anche la 'fossa' biologica, non avendo la fogna e, questo, è il nostro secondo problema. Spesso queste fosse sono vicine ai pozzi dell'acqua con la conseguenza che l'acqua si inquina ed infatti nessuno la beve. Anche i palazzi stanno nelle stesse condizioni. L'unica cosa che siamo riusciti a far mettere allacciata alla rete idrica è la fontanella a via Cartoceto. Per le fogne, poi - continuano - si apre un capitolo a parte. Sono 30 anni che le aspettiamo. Ma non è tutto. L'energia elettrica la abbiamo più o meno tutti dall'83 dopo il condono. Allora c'era un solo trasformatore che serviva l'intera area e chiaramente non era sufficiente perché comunque la zona era cresciuta molto. Poi, grazie alla cessione, a prezzo simbolico, di un terreno all'enel, dall'85, è stata costruita una nuova 'cabina di trasformazione elettrica' e siamo riusciti a ottenere un po' di luce tutti. Inizialmente andavamo avanti con i gruppi elettrogeni, addirittura col gas, la televisore era attaccata alla batteria dell'auto, altri, invece, hanno iniziato con le candele. Il gas è arrivato da circa 10 anni. Per le strade - spiegano oramai arresi - non ne parliamo, sono così disastrate che ci vorrebbe una jeep. Quando sono piene d'acqua non si capisce nemmeno la profondità. Altro problema grosso è la mancanza di illuminazione, marciapiede, le strisce, un semaforo, insomma nulla. Ma non è tutto, ci sono i cani liberi senza museruola oltre ai randagi, il 2 gennaio ce n'erano 8 che scorrazzavano per la strada. Una zona allo sbando. E' anche piena di immigrati, ogni 20 giorni in via Cartoceto arrivano addirittura degli autotreni che caricano beni per poi ripartire verso la Romania. Cose positive non ce ne stanno. Il primo Comitato di Quartiere - concludono - è nato nel '78 e da allora è stata sempre una lotta. L'unica cosa che si è riusciti ad ottenere col Comitato è una fontanella".

18 numero 1 anno II gli ultimi episodi primo PIANO 18 Bande allo sbando baby gang, quando il disagio si esprime attraverso la violenza Distruggere per rabbia, per frustrazione, per vendetta, per noia, per gioco o per nessun motivo. Atti vandalici, assunzione di sostanze alteranti, furti, aggressioni. Questi alcuni esempi delle condotte illecite adottate da alcuni ragazzi quando si trovano in un gruppo di coetanei. I principali bersagli sono ragazzi più fortunati e ricchi di loro o semplicemente diversi, vuoi per lo stile di vita o per il look. Lo stile delle babygang è ormai conosciuto in tutta Italia. La modalità delle aggressioni è quasi sempre la stessa. I piccoli cattivi adocchiano la vittima. La circondano senza darle alcuna possibilità di reagire, tanta è la disparità delle forze. Prima vengono pronunciati gli insulti, poi le minacce ed infine le botte. I piccoli 'criminali' non commettono solo atti illeciti contro coetanei, ma a volte si spingono oltre. Una sorta di sfida. Allora non c'è solo abuso verso un altro ragazzo, ma anche verso le istituzioni. Arrivano così a commettere atti criminosi come furti, nel migliore dei casi. Per gioco o per necessità non è dato saperlo. Potremmo dire che in qualunque caso i motivi vanno ricercati in una situazione di disagio. Disagio familiare a volte, disagio personale altre, ma spesso è la noia la miccia che fa esplodere questi ragazzi. O ancora la voglia di sentirsi più forti, di spingersi oltre il limite consentito, di infrangere le regole. Una tipologia di gruppo deviante è la banda giovanile, entrata nell'immaginario collettivo grazie ai numerosi film hollywoodiani che, narrando le storie dei ragazzi di strada delle grandi città americane, violenti e ribelli con i loro giubbotti in pelle e i capelli imbrillantinati, hanno influenzato, in modi diversi, l'atteggiamento e il modo di vestire dei ragazzi di mezzo mondo. Ma che cosa distingue una banda da altri gruppi devianti? La gang si differenzia da altri tipi di gruppi giovanili perché, a differenza di questi ultimi, è guidata da un leader, ha una ben definita gerarchia interna, controlla un territorio, che generalmente coincide con il quartiere dove la banda ha avuto origine. E' stabile nel tempo ed, infine, è frequentemente coinvolta in comportamenti delinquenziali e in scontri, anche piuttosto cruenti, con le gangs rivali, sempre per il controllo del territorio. Nelle bande è molto sentita l'appartenenza al gruppo e tra i membri vi è una forte coesione interna. Ci sono regole precise che tutti sono tenuti a rispettare e chi le infrange viene severamente punito. Ciascuna gang, inoltre, si distingue dalle altre adottando un nome e altri simboli d'identificazione come un dato modo di comunicare, fatto di parole in codice, e un particolare modo di vestire. La strada il loro regno. La periferia in particolare, che sempre meno offre possibilità per i più giovani. E allora per passare il tempo o 'divertirsi' si va dal gruppo di un altro quartiere o magari da quello della strada di fronte e si litiga per una supremazia del tutto immaginaria. Perché i più forti non sono coloro che vincono in uno scontro fisico, ma quelli che scendono in campo per migliorare la propria vita, non attraverso la violenza e l'ingiustizia, non rispetto ad un proprio pari, ma verso se stessi. FEDERICA GRAZIANI L Tor Bella Monaca come a Scampia Ao i quartieri Spagnoli di Napoli, una triste linea che lega l'atto che è accaduto, alle 8 del primo gennaio scorso, agli uomini della Polizia di Stato nel corso di un normale controllo. Da una prima ricostruzione, nel corso dell'ordinaria attività di pattugliamento della zona, due volanti dell'ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura di Roma, hanno intimato l'alt a due ragazzi in sella Il parere della psicologa e I cittadini protestano Perché oggi il fenomeno delle baby gang è in aumento? "I giovani di oggi sono più furbi e più scaltri, sia per il livello di istruzione, più elevato rispetto al passato, sia per la facilità con cui entrano in possesso di informazioni, grazie al rapido sviluppo, negli ultimi decenni, dei mezzi di comunicazione ma, nonostante questo, hanno sempre maggiori difficoltà nell'autodeterminarsi e nel prendere decisioni. La maggior parte degli adolescenti di oggi ha molte più possibilità di scelta rispetto al passato ma, questa grande "libertà", porta spesso all'incapacità di decidere e a stati di ansia e angoscia. Inoltre, a causa della quantità sempre maggiore di tempo libero di cui dispongono, i gruppi di adolescenti si trovano spesso a dover decidere come passare il tempo, per combattere quella noia che li pervade. Pur avendo molto di più rispetto ai ragazzi di un tempo, hanno bisogno di provare sensazioni ed emozioni sempre più forti per sentirsi vivi e dare un senso alla propria esistenza". Perché il disagio giovanile si manifesta spesso attraverso la violenza? "I comportamenti devianti sono accomunati dalla loro valenza trasgressiva: trasgredire, per un adolescente, significa andare oltre a quei limiti che i genitori, gli insegnanti e le norme sociali gli impongono. Questi comportamenti possono essere percepiti dagli adolescenti che li compiono, come utili per il rafforzamento di un senso di identità altrimenti carente. Nell'aggressione fisica e nelle varie forme di prevaricazione sembrano prevalere gli aspetti legati all'autoaffermazione, all'attacco diretto, al sentirsi capaci di affrontare le difficoltà. Spesso accanto all' esibizione della forza si trova una scarsa elaborazione di competenze sociali evolute. Per alcuni adolescenti questi sono mezzi per affermare, in maniera molto forte il proprio Io e la propria volontà: crescendo con l'età la maggior parte dei ragazzi si rende conto che questa modalità di autoaffermazione è soltanto apparente e illusoria oltre che inadeguata e cerca quindi dei modi diversi attraverso la riflessione, le idee, la progettualità e il rispetto dell'altro". Quali sono le caratteristiche principali delle baby gang? "Perché un insieme di individui venga definito gruppo, questi devono condividere alcuni obiettivi e alcune regole fondamentali; ogni persona appartenente a argo Ferruccio Mengaroni a Tor Bella Monaca, dalle 22 sino alla mattina, in balia dei vandali. In Commissione sicurezza due residenti della zona hanno raccontato per filo e per segno quello che accade di notte. "Siamo in mezzo ai guai", dicono particolarmente spaventate le due anziane che non riferiscono i nomi proprio per la paura di eventuali ritorsioni. Si pongono con molto rispetto e garbo ai commissari ed al presidente Vendetti, ma si arrabbiano quando raccontano i fatti. "Sono anni che va avanti questa storia. A Largo Ferruccio Mengaroni, si radunano bande di giovani provenienti anche da altre parti. Noi non li conosciamo. Siamo ostaggi nelle nostre case. Abbiamo paura di uscire dopo le 10 di sera e se piove è peggio perché si riuniscono nell'androne del palazzo, ormai deturpato da scritte oscene anche sul pavimento. Questi 'giovani' commettono atti di vandalismo di ogni genere. Il contatore della luce con la porticina distrutta ed i fili scoperti. Alle volte la notte spengono anche i contatori lasciandoci al buio. Tirano sassi alle serrande, hanno rotto tutto". Insomma una vicenda che lascia basiti, che racconta storie di ragazzi alla deriva. La Commissione Sicurezza ha non solo preso in considerazione la situazione, ma si è anche immediatamente attivata per richiedere un presidio fisso delle Forze dell'ordine e dell'esercito. "E' un fatto abbastanza notorio - spiega il consigliere Daniele Grasso - che in quello slargo ci siano problemi di sicurezza". A fargli eco tutti i commissari ed il Presidente, Fernando Vendetti che ha spiegato: "Nel territorio dell' VIII Municipio c'è bisogno di aumentare il numero di uomini e mezzi delle Forze dell'ordine e contestualmente lavorare sul piano sociale. Chiaramente per recuperare i ragazzi recuperabili. Non dobbiamo e possiamo permettere che chi delinque diventi punto di riferimento per gli altri." Sempre Grasso, de La Sinistra L'Arcobaleno, sottolinea che "in una situazione di completo abbandono è evidente che a farne le spese sono sempre le persone più deboli a cominciare dagli anziani. Se dobbiamo, attraverso strumenti sociali, recuperare i ragazzi che ancora non sono caduti nelle maglie della criminalità, anche quella organizzata, è però imperativo salvaguardare le persone più deboli vittime di crimini e vandali". OGGETTI DAI BALCONI PER EVITARE CATTURA DI UN GIOVANE ad un ciclomotore in via Quaglia. I giovani, anziché fermarsi, si sono dati alla fuga, dopo aver abbandonato il ciclomotore. Prima, però, avevano gettato a terra un revolver giocattolo. Gli uomini della Polizia di Stato, però, a quanto sembra conoscevano i due e si sono immediatamente recati presso le loro abitazioni alle case popolari di via Scozza. Giunti, quindi, sul posto hanno identificato uno di loro, N. M. di 23 anni, che per attirare l'attenzione Psicologa presso lo Studio Mizar, la Dottoressa Regina Giudetti spiega il fenomeno delle baby gang e del disagio giovanile. Tor Bella Monaca e Ponte di Nona i quartier generali delle baby gang dell'ottavo municipio. Una borgata enorme la prima, dove è facile perdersi o essere trascinati. Grandi palazzi di cemento creano una sorta di labirinto dove i più piccoli per noia o semplicemente per solitudine sfidano altri coetanei per dimostrare la loro 'forza' o debolezza verrebbe da dire. Ponte di Nona, la seconda, una zona nuova che offre pochissimo ai giovani. Anzi nulla. E allora si va verso il centro commerciale, il paese dei balocchi, dove nei grandi spazi circostanti si imbastiscono vere e proprie strategie di 'guerra'. Ecco in sintesi la cronaca degli ultimi mesi. La cronaca di violenze di giovani verso altri giovani. Tor Bella Monaca 16 maggio 2008 Sono stati fermati dai carabinieri mentre si facevano consegnare 20 euro da un 15enne. Per questo sono stati posti in stato di fermo un 17enne ed un 18enne nel quartiere romano di Tor Bella Monaca. Tor Bella Monaca 25 giugno 2008 Sono accusati di aver aggredito e rapinato un 20enne un mese fa su di un bus all'altezza del quartiere di Grotte Celoni, in VIII Municipio. Con questa accusa sono stati fermati due minori, di 14 e 17 anni, residenti nel quartiere di Tor Bella Monaca. Ponte di Nona 29 settembre 2008 I Carabinieri della Compagnia di Tivoli hanno arrestato un sedicenne di origine kosovara con l'accusa di 'tentata rapina aggravata in concorso', in danno di quattro ragazzi di età compresa tra i 14 ed i 16 anni, avvenuta all'interno del Centro Commerciale Roma Est, in località Ponte di Nona. Tor Bella Monaca 2 ottobre 2008 Lo hanno prima insultato al grido di 'cinese di merda' per poi picchiarlo sino a fratturargli il setto nasale. E' accaduto in via Duilio Cambellotti, a Tor Bella Monaca nella tarda mattinata del 2 ottobre. Ponte di Nona 24 ottobre 2008 Hanno minacciato due sedicenni con un coltello facendosi consegnare venti euro e un paio di occhiali da sole. E' successo nel parcheggio antistante il centro commerciale Roma Est, a Ponte di Nona. Tor Bella Monaca 2 novembre 2008 Sono entrati nella sede del Municipio VIII con l'intento di trafugare due computer ma sono stati fermati dai carabinieri. E' accaduto nella sede del Municipio delle Torri, sabato 1 novembre. Ponte di Nona 30 novembre 2008 Li hanno aggrediti a calci e pugni con l'intento di impossessarsi di un telefono cellulare. E' accaduto nel parcheggio del centro commerciale 'Roma Est', a Ponte di Nona. si è messo a gridare. A quel punto i vicini, per evitare il fermo del giovane, hanno iniziato il lancio di oggetti dai balconi. Comunque, nonostante la resistenza, alla fine è stato bloccato. Prima di essere ammanettato il 23enne ha tentato più volte di disarmare i poliziotti. Il ragazzo è stato arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e denunciato per ricettazione del motorino rubato. I poliziotti sono stati medicati al policlinico Casilino per le ferite riportate durante la colluttazione. L'altro ragazzo, un 19enne romano, invece, è riuscito a 'svignarsela'. tale gruppo avverte di aver contribuito alla creazione o alla scelta di alcune proprietà fondamentali di esso. Ogni adolescente considera il gruppo come qualcosa di proprio,uno spazio in cui può avere legami personali con altri, in cui può ottenere qualcosa che altrimenti sarebbe irraggiungibile,in cui sentirsi una persona. Il gruppo di coetanei con le sue regole, impone certe obbligazioni e certe norme, dove l'agire di uno è legato all'agire degli altri. L'influenza che il gruppo esercita sul comportamento di ognuno dei suoi membri, in rapporto alle norme sociali, può essere positiva o negativa. Ciò che accomuna i diversi comportamenti violenti è il carattere gratuito, l'assenza di attacchi precedenti che ne giustifichino la presenza. La natura di queste azioni è ostile, non reattiva, diretta verso vittime indifese e più deboli degli aggressori". Potrebbe spiegarci il fenomeno del 'branco'? "Possiamo dividere i gruppi adolescenziali in due grandi categorie: da una parte ci sono quei gruppi che potremo definire "convenzionali", e dall'altra, quelli che chiameremo "devianti". I primi, sono quelli che avendo pienamente interiorizzato i valori, gli ideali e, più in generale, le norme della cultura dominante e che quindi si comportano seguendole: i loro passatempi e divertimenti rientrano sempre entro quei limiti imposti dalla società in cui vivono e di cui si sentono parte, condividendo le mete che essa propone e tentando di raggiungerle utilizzando esclusivamente i mezzi da essa consentiti. Viceversa, i gruppi "devianti", non si sentono parte della cultura di appartenenza, si sentono esclusi dalla società in cui vivono; in loro, il processo di interiorizzazione delle norme, che fa si che queste vengano rispettate e condivise, non ha avuto successo. Anche se spesso condividono con i gruppi convenzionali le mete proposte dalla società, cercano di raggiungerle con mezzi alternativi e spesso anticonvenzionali che sfociano nella illegalità e danno vita al comportamento deviante. Comun denominatore,comunque, è la percezione che nel gruppo o branco (con accezione negativa) ci si sente più forti dal momento che la responsabilità del singolo diventa quella di tutti e si perde la propria individualità".

19 attualità numero 1 anno II 19 Martelli, 11 euro per trasporto e mensa Centonovantamila euro per riqualificare e mettere in sicurezza la scuola Franco Martelli di Lunghezza. E' quanto stanziato dal consiglio comunale capitolino lo scorso mese di dicembre. La scuola è stata chiusa a causa delle infiltrazioni d acqua nel tetto. Una situazione strutturale disastrosa che ha portato 165 bambini a dover diventare pendolari dal 7 gennaio. Le lezioni sono riprese nella scuola di piazza Muggia, a Ponte di Nona. siamo fantasmi, vogliamo la nostra scuola Martelli. Gli alunni, i Non genitori e il corpo docente si è reso protagonista di una pacifica dimostrazione, lo scorso 18 dicembre, durante una seduta di Consiglio municipale. In fila indiana, composti e visibilmente preoccupati, il gruppo Martelli, ha occupato l aula consiliare e ha manifestato un malcontento che ormai si protrae da anni. Scopo, porre al centro dell attenzione degli amministratori la disastrosa situazione strutturale dell edificio scolastico. Ad assistere increduli alla manifestazione i politici dell VIII, che, colti di sorpresa, non hanno potuto fare a meno di sospendere la seduta e spiegare gli interventi previsti per la risoluzione, momentanea, del problema. Direttore dell'viii Municipio è Giancarlo Noris, che ha spiegato ai manifestanti. "Ci stiamo interessando alla scuola Martelli da mesi solo che finora non c'erano i soldi. Li avevamo già chiesti ed erano già previsti 190mila euro, poi la calamità naturale, per così dire, ha aggravato la situazione. I lavori dovrebbero durare dai 3 ai 4 mesi. Sicuramente per l'inizio del nuovo anno scolastico i ragazzi torneranno nella loro scuola". Dopo aver ascoltato le rassicurazioni degli amministratori municipali, la perplessità dei manifestanti si è rivolta alle modalità con le quali i bambini saranno trasportati nella scuola di piazza Muggia, a Ponte di Nona. Per questo il Municipio delle Torri ha messo a disposizione un bus navetta che, a partire dal 7 di gennaio. accompagnerà i ragazzi dalla scuola di Lunghezza a quella di Ponte di Nona. "Metteremo a disposizione dei bus navetta - ha continuato a spiegare il direttore del Municipio. Questi sono i fondi per i trasporti, che non riguardano i 190mila euro. Il trasporto costa 11 euro al giorno a bambino, una spesa notevole. In più garantiremo la mensa. Sono fiducioso, stiamo lavorando per questo, se poi viene un altro diluvio non dipende da noi". I bambini sono la mia vita. Guai a chi me li tocca! Maestro alla scuola Martellida 33 anni è Mario Iannucci (nella foto). Lo incontriamo fuori la scuola, subito dopo la chiusura precauzionale del plesso deciso dai Vigili del fuoco, la sera del 15 dicembre. "Credo che questa chiusura preventiva - commenta - sia un atto intelligente per evitare che succeda l'inevitabile. Non parlo da maestro ma da semplice cittadino che vive a Lunghezza da oltre 30 anni. Quando arrivai in questa scuola 33 anni fa, l istituto era invidiato tutti. Una scuola storica, che esiste da oltre 70 anni. Certo che se si effettuano solo opere di pulitura i risultati sono questi. Bisogna fare le opere di ristrutturazione, qui c'è ancora il tetto in legno e la struttura è fatiscente. Bene l'azione preventiva ma ci sono problemi a monte che si sanno da anni. Oggi lancio il mio j'accuse contro le istituzioni, di sinistra e di destra". Visibilmente irritato per la situazione della sua scuola il maestro Mario prosegue nel suo sfogo: "Ma perché dobbiamo sempre arrivare alla fine, quando le cose sono deteriorate al massimo? Perché non si interviene prima? Perché non si fanno opere di prevenzione o per lo meno di pronto intervento? Hanno ragione i genitori che hanno chiamato i Vigili del fuoco. Ci affidano i piccoli e guai a chi li tocca. La persona grande se la cava come può ma il bambino lo devi proteggere". A sinistra l irruzione nelle aule del Municipio. Sotto il cartello esposto la sera del 15 dicembre fuori i cancelli della scuola, e gli alunni della Martelli. Sotto a sinistra Lidia Soricone, Pompeo Bozza e Giancarlo Noris LE GARANZIE DI MARCO DARI esidente a Lunghezza e presidente Rdel consiglio del Municipio VIII è Marco Dari che in relazione alla scuola Franco Martelli spiega: "Stiamo lavorando per garantire ai ragazzi di ricominciare normalmente la scuola nel plesso di piazza Muggia a Ponte di Nona. Speriamo non ci siano calamità naturali, se ciò dovesse accadere faremo un ulteriore intervento. Nel frattempo inizieremo i lavori di adeguamento della scuola sui quali non possiamo stabilire i tempi di conclusione. I ponteggi erano stati allestiti per i lavori, poi c'è stata questa calamità naturale che purtroppo non è dipesa da noi". UN'APERTURA DI CREDITO NEI CONFRONTI DEL MUNICIPIO iamo venuti per capire le intenzioni e la so- del Municipio rispetto alla situazio- Sluzione ne ". Così Pompeo Bozza, presidente del Consiglio d'istituto del 175 Circolo Didattico, subito dopo le rassicurazioni da parte delle istituzioni in relazione ai problemi della scuola Martelli di Lunghezza. "Oggi non è stata un'azione dimostrativa - ha continuato a spiegare - ma un modo per ricordare che più di 161 bambini sono da cinque giorni senza scuola. Intanto i ragazzi sono stati mandati in vacanza anticipatamente. Questo è il primo dato. Abbiamo ricevuto garanzie rispetto al trasporto, anche se non ci convincono pienamente. Pazienteremo ancora. Quello che pretendiamo è che i bambini possano riprendere l attività didattica presso la scuola di Ponte di Nona. Contemporaneamente a questo, seguiremo giorno per giorno l'inizio dei lavori di rifacimento del tetto della Martelli. Riteniamo che la scuola debba essere riaperta il prima possibile. Questa è la nostra ultima apertura verso il Municipio. Preoccupazione e sconcerto anche da parte delle mamme. Non siamo né ingegneri né architetti, ma capiamo lo stesso che c è il vero pericolo di crollo. Vorremmo soltanto delle risposte chiare, difendere il diritto allo studio dei bambini e che quindi venga concessa una sede alternativa dove poterli far studiare. Garanzie sul trasporto e sulla mensa.questo lo sfogo di Lidia Soricone, rappresentante dei genitori della scuola Martelli. Chiusa la scuola attendiamo l'inizio dei lavori uesta chiusura anticipata ha creato "Qdisagi a noi addetti ai lavori ma anche ai genitori che hanno visto i loro bambini anticipare le vacanze natalizie". Così il professor Domenico Raso (nella foto), dirigente del 175 Circolo Didattico subito dopo la chiusura preventiva della Martelli la sera del 15 dicembre "La scuola - continua a spiegare - è stata chiusa per una questione di sicurezza, in quanto inagibile per via delle numerose infiltrazioni d'acqua dovute ai temporali che si sono abbattuti sulla città a dicembre. La tanta mole di acqua ha ristagnato sul tetto, creando delle infiltrazioni sullo stesso e sul controsoffitto che rischiavano di arrivare sino alle centraline dell'impianto elettrico. I lavori dovrebbero durare dai 2 ai 3 mesi e dovrebbero portare alla ristrutturazione del tetto e dei controsoffitti. Già ai primi di dicembre avevamo chiuso due aule per lo stesso problema. La chiusura della scuola da parte dei vigili del fuoco è un'azione preventiva necessaria, attendiamo solo l'inizio dei lavori". MAURO CIFELLI

20 quartieri EX FIENILE sei mesi Il POLO CULTURALE di largo Ferruccio Mengaroni rimarrà in VITA PER ALTRI SEI mesi. Sul suo FUTURO non ci sono però garanzie. Il municipio è intenzionato a LASCIARLO APERTO ma per il COMUNE di Roma è un "CESPITE NON PRODUTTIVO" A lato e in basso a sinistra l Ex Fienile. Sotto il progetto del Polo Musicale. Nella pagina a fianco Al centro il presidente del Municipio Massimiliano Lorenzotti insieme ad alcuni rappresentanti di Datacoop. DI ALESSANDRO IACOPINI La storia dell'ex fienile nasce nel 1997 quando i ragazzi del centro sociale, "el Che'ntro", di largo Ferruccio Mengaroni a Tor Bella Monaca ripuliscono e occupano un vecchio cascinale abbandonato, ritrovo solo di sbandati e tossicodipendenti. Lo spazio è inizialmente conteso tra il centro sociale e l'associazione "Comunità incontro" di Don Gelmini, che ha intenzione di creare una comunità per tossicodipendenti. I ragazzi però non sono d'accordo, è inutile dicono " disintossicarli e poi rimetterli subito in strada dove ricominceranno subito a bucarsi", hanno un'altra idea, diversa, che coinvolge tutto il quartiere. Loro hanno in mente un polo musicale, un posto per fare musica: sale prove, studio di registrazione, un'etichetta indipendente, un piccolo teatro all'interno, un palco fuori. Hanno le idee chiare, i ragazzi del Che'ntro. Partecipano, coinvolgendo Datacoop, a un bando della comunità europea per il recupero delle periferie, il "Progetto Urban"; presentano la loro idea: un polo musicale a Tor Bella Monaca riqualificando il vecchio cascinale. Riescono a coinvolgere anche l'università di Tor Vergata, che firma i progetti e coivolgono anche, per la gestione della prevista etichetta la GridaloForte Records, che però si tira fuori dal progetto quasi subito. L'idea comunque piace sia al Comune di Roma sia alla Comunità Europea. I lavori partono quasi subito e si termineranno nel Solo nel 2004 però il polo apre ai musicisti. All'inizio è difficile, i problemi sono molti e i gruppi pochi, ma pian piano, grazie ai concerti, alle mostre o al semplice passaparola degli amici, i gruppi aumentano. Si apre un'altra sala prove, qualche band registra la sua prima demo. Nada e i Corveleno suonano nel largo antistante alla struttura, si susseguono le mostre, di pittura, di fotografia, si attiva il cineforum. Insomma la struttura inizia a funzionare e a svolgere quell'azione di promozione culturale e sociale per cui era stata pensata. Il 2008 però è un anno particolare. Il contratto della cooperativa è in scadenza e così i gruppi decidono di incidere, come opera simbolica di tutto il lavoro svolto, una compilation. Si pensa anche a un altro progetto, chiamato Versus, un concorso musicale per trovare band meritevoli di registrare a bassissimo costo una Demo o un Ep. Le idee ci sono, la voglia anche, anche se il contratto è in scadenza, c'è fiducia per il futuro. Il contratto, si pensa, si rinnoverà senza problemi, e poi, "di progetti ne abbiamo portati avanti molti, abbiamo lavorato bene, non possono toglierci il fienile". Nei primi di dicembre però, la doccia fredda. Il comune di Roma invia una lettera a Datacoop in cui si chiede, entro il 12 dicembre, data della scadenza del contratto, di lasciare la struttura e consegnare tutto il materiale e le chiavi. Datacoop e i musicisti però non ci stanno. Il luogo in cui avevano convissuto emozioni e speranze non poteva chiudere così. Pensano inizialmente all'occupazione ma poi decidono di aspettare il 18, data del consiglio municipale straordinario chiesto dal Pd, e stare a guardare se la politica si muove. La via istituzionale, per una volta, sembra funzionare: il Presidente del Municipio Lorenzotti si impegna durante il consiglio a mantenere aperta la struttura. Qualche giorno dopo, poco prima di Natale, i delegati di Datacoop incontrano il consigliere comunale Davide Bordoni. Si decide di riaprire per altri sei mesi e poi si vedrà. Che cosa succederà tra sei mesi però nessuno può dirlo. Il timore è che tutto quello che si è mosso questa volta non si muoverà ancora. L'intervento della politica è stato fondamentale ma qualcuno, tra i vari banchi, ha parlato sottovoce d'interessi personali di qualcuno, interessi a cui non vorrebbe rinunciare. Poi il Sindaco di Roma Gianni Alemanno ha iniziato, da quando è in carica, il taglio di quelle che lui definisce "cespiti non produttivi". L'Ex fienile ovviamente, in questa logica, è un cespite non produttivo. Non porta guadagno, si auto sostenta a mala pena e tutto quello che ricava, lo reinveste nei suoi progetti. E' la logica di base però ad essere sbagliata. Può una struttura pensata per un quartiere difficile come Tor bella Monaca dover portare per forza un guadagno economico? Non è già un guadagno che i ragazzi abbiano un luogo dove suonare, dove esprimersi, dove confrontarsi? Non è un guadagno che attraverso una struttura simile si possa riuscire a togliere dalla strada ragazzi che altrimenti non saprebbero che fare o dove andare? La musica come mezzo di promozione sociale e culturale, ha un potere enorme e sarebbe assolutamente un errore rendere muti la voce e gli strumenti di questi ragazzi che ogni giorno cercano semplicemente di esprimere quello che sentono, che sia disagio sociale, rabbia o voglia di vivere. I GRUPPI Gli Anticlerical Meister Project sono uno dei gruppi "storici" del fienile, fanno base qui, infatti, sin dal Propongono un indie rock aggressivo ma allo stesso tempo melodico. I loro testi, uno dei punti di forza della band, spaziano da temi di critica sociale e politica a temi più intimisti e personali. Il loro nome s'ispira, oltre ad uno dei più famosi amari in circolazione, alle tesi di un pensatore anticlericale del passato. Nati nel 2008, i Memento propongono brani Punk Rock in Italiano. La loro essenza punk, se pur levigata in parte dalla voce di Daniela, è ampiamente confermata sia dalla giusta attitudine con cui il gruppo si pone e sia dalla capacità di trascinare, con la schiettezza dei brani, chi li ascolta. I Frequenza Modulare si sono formati nel maggio del Raccolgono al loro interno esperienze musicali diverse e propongono un rock con influenze contaminato dalla psichedelica, dall'hard Rock e dal Progressive anni '70. I loro testi, al contrario, s'ispirano invece ai grandi cantautori italiani come de Andrè, de Gregori e Giorgio Gaber. I tre gruppi hanno registrato, insieme con altre band dell'ex fienile, come i CortecciaNova, I Sebastian Contrario e i Demodè, una compilation che uscirà nel corso del E' possibile ascoltarne alcuni brani sul sito

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