Perchè un numero speciale sul Santo calabrese

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3 editoriale Perchè un numero speciale sul Santo calabrese L Amministrazione Provinciale di Cosenza non poteva trascurare il Cinquecentenario della morte di S. Francesco di Paola. La sua figura si iscrive pienamente tra le più grandi personalità della Chiesa e possiamo considerarla come la più alta della religiosità calabrese di tutti i tempi. Ma San Francesco non appartiene solo al mondo della Chiesa ed all universo della devozione popolare; è anche una grande figura storica ed umana, che ha interagito pienamente con i suoi contemporanei anche ai livelli più alti del potere (conobbe Re, Papi, Principi, Baroni) senza perdere il suo profondo rapporto con la sua terra, con gli umili e gli emarginati di cui sostenne senza alcun timore le ragioni di fronte ai primi. La grande fortuna di San Francesco, che ha fatto sorgere in ogni parte del mondo luoghi di devozione e di culto, rappresenta oggi un veicolo particolarmente significativo per trasmettere una immagine positiva della Calabria, della sua storia, della sua cultura. Inoltre la vicenda umana e religiosa di San Francesco che in queste pagine, pur con un taglio necessariamente divulgativo, abbiamo presentato, inquadrandola nelle vicende del suo secolo grande e terribile, può essere assunta in maniera esemplare anche da chi, pur partendo da una visione laica della vita, ha a cuore i bisogni diffusi dei meno abbienti, di territori che ancora oggi sentono la necessità di uscire da una condizione di storica marginalità. Questo numero speciale della rivista dell Amministrazione Provinciale, curato da un gruppo di uomini di Chiesa, giornalisti e uomini del mondo della cultura e dell Università che voglio ringraziare per la loro preziosa collaborazione, vuole offrire una presentazione rapida e agevole della vita, della figura e dei luoghi in cui si è svolta la vicenda umana del Santo. Scopriremo che la Calabria, contrariamente a quanto si possa pensare oggi, era tutt altro che marginale nella vicenda storica globale del tempo e che i suoi protagonisti vi svolgevano un ruolo importante. Era al centro della vicenda tanto attuale ancora oggi, dello scontro di civiltà tra l Islam turco in rapidissima espansione e la Cristianità divisa in complesse vicende nazionali e dinastiche. In quel mondo di guerra San Francesco portò la sua parola di pace, di concordia, di carità, intesa come piena disponibilità e dedizione ai bisogni del prossimo. Il suo esempio è valido ancora oggi, in un Mediterraneo che sta faticosamente cercando di costruire un futuro senza più scontri e guerre per divenire area di libero scambio non solo di merci, ma di uomini e culture. E la Calabria può e deve diventare il ponte aperto, il tramite più fecondo di questo scambio. A questa Calabria ponte nel Mediterraneo, alla Calabria che San Francesco tanto amò e a quella attuale di cui è Patrono, ai tanti calabresi sparsi per il mondo per i quali il legame di devozione con il Santo paolano rappresenta uno degli elementi identitari più forti, dedichiamo il numero speciale di questa rivista. On. Gerardo Mario Oliverio Presidente della Provincia di Cosenza

4 sommario 3 Perchè questo numero speciale sul Santo calabrese 20 7 San Francesco, un uomo di pace e comunione 8 Il secolo che apre l Età Moderna Il Quattrocento meridionale e calabrese 18 Francesco, di Giacomo e Vienna 20 Il Santo che faceva una grazia al giorno Memoria e bellezza della Charitas 27 Il Santo della carità sociale 28 San Francesco di Paola e la Provincia di Cosenza Un gigante di santità, protagonista della Calabria 34 Una Platea seicentesca 55

5 speciale San Francesco di Paola aprile L ultimo Santo bizantino in Calabria 38 Il Santo eremita e i lupi rapaci 42 Spunti per una pedagogia francescana 44 San Francesco di Paola e la Calabria 46 Francesco ed i potenti, sollecitudo rei socialis 48 Uomo di scienze e filosofo tra Victor Hugo e Leonardo da Vinci 50 Una splendida iconografia del Santo di Calabria 54 L ordine dei Minimi di San Francesco di Paola 57 I luoghi di San Francesco Periodico di Amministrazione politica e cultura Spedizione abbonamento postale distribuzione gratuita Registrazione al Tribunale di Cosenza n. 604 del 10/12/1997 Direzione, redazione e amministrazione Palazzo del Governo Piazza XV Marzo, Cosenza Tel Editore Amministrazione Provinciale di Cosenza Direttore Gerardo Mario Oliverio Direttore Responsabile Francesco Dinapoli Hanno contribuito alla realizzazione di questo numero: P. Rocco Benvenuto Filippo Burgarella Mario Campanella Lorenzo Catizone P. Gregorio Colatorti Pietro De Leo Mariuccia de Vincenti Don Enzo Gabrieli Loredana Giannicola Franco Iacucci Giorgio Leone Assunta Orlando Alessandro Pagliaro Gabriele Petrone Franco Benvenuto Silva Giovanni Sole Giuseppe Trebisacce Foto Mario Tosti Andrea Vizzini 64 Paulaner, la birra di San Francesco 66 Celebrazioni in Francia Progetto grafico e impaginazione Dino Grazioso Stampa Stabilimento Tipografico De Rose Si ringraziano particolarmente gli Assessori e i Consiglieri Provinciali per la gentile collaborazione Finito di stampare nel mese di Marzo 2007

6 6 l intervento San Francesco, un uomo di pace e comunione Non so se la celebrazione in corso del V Centenario della morte di San Francesco di Paola sia una risposta adeguata alle attese della gente di Calabria. Si è anche scritto e si è detto che alcune occasioni cariche di significato sono state disattese. Non certamente il messaggio centrale dell evento. Esso ci riporta all origine mistica e contemplativa del Santo che più di tutti ha incarnato virtù e valori della sua gente. Infatti, il Santo rappresenta una sintesi magistrale di due ricchezze: umana e spirituale, che si ripropongono nell oggi a quanti guardano a Francesco non solo in maniera devozionale, ma più profondamente esistenziale. Le tracce lasciate da lui possono così battere il cammino dell uomo contemporaneo. Scrivendo ai seimila giovani presenti a Paola lo scorso 25 febbraio, presentavo alcuni punti nodali della sua testimonianza di uomo e di cristiano, che brevemente mi piace richiamare. Innanzitutto, in un mondo che evidenzia tante fragilità e che sperimenta una forte crisi dei valori, Francesco si propone come colui che con impegno e sacrificio ha costruito una personalità forte, affrontando la vita con coraggio, ponendo davanti ai suoi occhi nobili ideali per i quali spendersi anche a costo di rinunce ed ardue sfide. Egli continua ad affascinarci in questa nostra epoca così ballerina dove si insegue il vincitore. Ci conquista per la sua granitica coerenza di uomo tutto di un pezzo che non cede a compromessi di alcun genere, osando affrontare senza mai assumere i toni della ribellione, l autorità politica del tempo, quando palesemente ignorava la giustizia e i diritti della persona. Anche dinanzi all autorità religiosa è rimasto fermo e deciso nel chiedere umilmente l assenso al proprio progetto di vita. Nel lottare contro le ingiustizie e nel cercare il bene sopra ogni cosa è stato sempre un uomo di comunione. Richiamando con forza i responsabili del male, li esortava alla conversione. Egli ha cercato sempre pace, unità e riconciliazione; non ha mai diviso gli animi. Su questi valori umani primeggiava il sole dell amore di Dio. La forza interiore che lo ha visto protagonista eccellente del proprio tempo è stata innanzitutto la ricerca appassionata di Dio. Il contemplativo del Dio-amore: Deus caritas est. Un amore contemplato e donato ai fratelli Mons. Salvatore Nunnari Arcivescovo Metropolita di Cosenza- Bisignano

7 l intervento 7 San Francesco: dono e testimonianza L avvicinarsi della data del 2 aprile, ci ricorda che siamo nel cuore delle celebrazioni del V Centenario della morte di S. Francesco di Paola (27 marzo aprile 1507), il figlio più illustre della Calabria, Fondatore dell Ordine di Minimi, Patrono della Calabria e della gente di mare. Santo conosciuto, riverito, cercato, amato, la cui devozione e figura hanno oltrepassato i confini regionali, nazionali: è venerato in tutto il mondo. Pur essendo eremita è stato sul palcoscenico del tempo e della storia, dinanzi all attenzione degli uomini, piccoli e grandi, semplici e dotti, sudditi e potenti, in Italia e in Francia. Dopo morte il suo messaggio si è sparso, attraverso la diffusione dell Ordine lungo cinque secoli: è storia che ha lasciato una traccia fino a noi che intendiamo proseguire e rendere attuale. Ecco il perché del Centenario. Avvicinandosi questa ricorrenza che deve essere vissuta all insegna della memoria ci sentiamo coinvolti come cristiani, figli, amici e devoti, uomini e cittadini. Per noi cristiani la memoria richiama e motiva anzitutto la celebrazione liturgica della nostra fede: commemorare S. Francesco è riportarci ai piedi del mistero di Cristo Crocifisso e Risorto, per sperimentare la bontà di Dio. Francesco è esempio di quanto la grazia fa nell uomo: è possibile essere santi; non è opera titanica, né utopica. Nello stesso tempo, Francesco, con la sua vita e doni, proprio perché opera dello Spirito Santo, è un patrimonio destinato a tutti. Perciò a noi si propone come una autentica testimonianza evangelica ricca di valori umani e cristiani capaci di scuotere e incidere nella nostra società. Riandare al passato, per noi, figli, terziari, è riconoscere le radici, è rivedere la storia della nostra famiglia non per uno sguardo contemplativo o autocelebrativo, ma per rafforzare l identità e proiettarci nel futuro, forti e carichi del messaggio spirituale lasciatoci dal nostro Padre e Fondatore. S. Francesco ha fondato l Ordine dei Minimi, frati, monache e terziari: la memoria della sua morte ci offre l occasione di ristudiare la sua opera e missione e di inculturare il suo messaggio nell oggi e di essere noi nel nostro tempo, seme per tanti che sono alla ricerca di Dio e luce per i penitenti. Si, perché la morte di Francesco salda la sua storia con quella del suo Ordine. Significativa è la coincidenza del Centenario con l approvazione della IV Regola (26 luglio 1506) scritta da S. Francesco per noi suoi frati. La memoria della sua morte diventa occasione non solo per un approccio più familiare e immediato con le tante opere, note e o meno, ma per arricchire quel patrimonio artistico con nuove che rivelano l attualità e la forza propulsiva del messaggio di S. Francesco. Invito tutti a rispondere all appello di questo Centenario. In fondo si chiede di entrare in quel flusso e movimento di persone che fin dall inizio si sono lasciati coinvolgere dalla vita, dal messaggio e dalla spiritualità di questo grande uomo e santo: accorreva da lui numerose genti da tutte le contrade E come allora anche noi si possa sperimentare benefica la vicinanza e la compagnia dell uomo di Dio, per essere a nostra volta segno di speranza per la nostra società. In questo contesto, plaudo di cuore l iniziativa di questa rivista della Provincia di Cosenza, che ha il pregio di raggiungere un vasto bacino di utenza, in primis i nostri emigranti, che con grande interesse e nostalgia, seguono le iniziative del Quinto Centenario alcune delle quali nate proprio dal loro amore mai mutato per la terra d origine, per i valori propri della gente di Calabria, per il Santo nel quale si riconoscono ed identificano. A loro in maniera particolare, il saluto e l affetto mio personale e di tutti i figli di San Francesco di Paola. Mentre ringrazio il Presidente Oliverio e quanti con lui hanno collaborato perché questo numero speciale della rivista potesse vedere la luce, auguro a questa pubblicazione il sereno conseguimento degli obiettivi che si prefigge insieme al successo che merita. Su tutti invoco solerte l intercessione e la protezione di San Francesco, con le sue stesse parole: Vi accompagni sempre, la grazia e la pace di Gesù Cristo benedetto, che è il più grande ed il più prezioso di tutti i doni. Tours, 27 marzo 2007 P. Francesco Marinelli Correttore Generale dell Ordine dei minimi

8 8 speciale San Francesco di Paola Cronologia del secolo XV Il secolo che apre l età moderna Gli avvenimenti più importanti Il secolo XV è caratterizzato da alcune vicende importanti, segnate innanzitutto dallo scisma d occidente del papato, con un susseguirsi di papi ed antipapi a Roma e ad Avignone; dall ascesa dell egemonia turca ottomana nel Mediterraneo; dal sorgere delle potenze continentali della Francia e della Spagna che presto entreranno in conflitto tra di loro soprattutto per contendersi l egemonia sugli Stati italiani; dal Rinascimento in Italia; dall inizio della rivoluzione scientifica e dalle grandi scoperte geografiche. Il secolo di San Francesco segna il passaggio dal Medioevo alla Modernità e lo riassumiamo qui con una cronologia: Gian Galeazzo Visconti I Visconti a Milano hanno consolidato la propria egemonia. Roberto di Baviera è in Italia per sconfiggere i Visconti e farsi incoronare imperatore dal Papa, ma viene sconfitto dai Milanesi nei pressi di Brescia Gian Galeazzo Visconti tenta la conquista di Firenze ma muore di peste. Tamerlano sconfigge i Turchi Ottomani in Asia Minore ad Angora (Ankara). Questa battaglia ritarderà la caduta di Costantinopoli perché costringerà i Turchi a difendersi ad Est. Gli avventurieri francesi Bethancourt e de La Salle raggiungono nell Atlantico allora quasi sconosciuto le isole Canarie e vi instaurano una signoria personale Espansione della Repubblica di Venezia in Veneto e in Friuli. Entrano in funzione in Olanda i primi mulini a vento, mutuati da analoghi dispositivi arabi e cinesi Papa Innocenzo VII fugge da Roma scacciato dal popolo che riconosce l antipapa avignonese Benedetto XIII. Condanna ecclesiastica dell umanesimo e polemica tra Coluccio Salutati, umanista ed il Cardinale Dominici Gregorio XII, veneziano è eletto papa dopo la morte di Innocenzo VII. Firenze riconquista Pisa eliminando la signoria del Gambacorta. Con l acquisto del porto pisano Firenze accresce la sua influenza economica in Italia Concilio a Pisa per risolvere lo Scisma d Occidente, con la Chiesa divisa tra Gregorio XII a Roma e Benedetto XIII ad Avignone. Qui vengono deposti sia Gregorio XII che Benedetto XIII e viene eletto papa Pietro Filerete di Candia col nome di Alessandro V Stampato in Corea il primo libro a caratteri mobili, anche se l invenzione viene dalla Cina Guerra in Francia tra i Borgognoni di Giovanni senza Paura e gli Armagnacchi di Bernardo e Carlo d Orleans per l egemonia in Francia e sul Regno di Napoli. Battaglia di Tannemberg in Prussia e sconfitta dei Cavalieri Teutonici ad opera del re di Polonia Ladislao II Jagellone L imperatore Sigismondo scende in Italia per contrastare l espansione veneziana in Friuli, Veneto e Dalmazia. Luigi d Angiò invade il Regno di Napoli, sconfigge il re Ladislao ma un contrattacco lo costringe a ritornare in Provenza Congiura a Milano in cui cade ucciso Giovanni Maria Visconti. L antipapa Giovanni XXIII si accorda con il re di Napoli Ladislao nominandolo gonfaloniere della Chiesa. Il vero papa Gregorio XII è costretto a fuggire da Roma e rifugiarsi presso il

9 speciale San Francesco di Paola Nuova guerra tra Venezia e l imperatore Sigismondo che corre in aiuto di Trieste. I Borgognoni di Giovanni Senza Paura, con l aiuto degli inglesi, riconquistano Parigi. Il re di Francia Carlo detto il Pazzo è costretto a ritirarsi nella Bastiglia. Tamerlano Malatesta a Rimini Ladislao, re di Napoli rompe il patto con l antipapa Giovanni XXIII e occupa le Marche con l aiuto dello Sforza. Occupa anche Roma, costringendo alla fuga l Antipapa. Rivolta plebea a Parigi guidata dal macellaio Caboche. La sommossa, che aveva instaurato un governo popolare, viene repressa rapidamente dalla nobiltà Enrico V di Britannia attraversa la Manica e sconfigge i francesi nella celebre battaglia di Anzicourt riprendendosi la Normandia. Alla morte di Carlo VI re di Francia, il re inglese è padrone dell intera Francia settentrionale. Processo a Giovanni Huss a Costanza e sua condanna a morte. Il Burgravio Federico I Hohenzollern ottiene il Principato elettorale di Brandeburgo ponendo le fondamenta del futuro regno di Prussia Amedeo di Savoia ottiene il titolo di duca dall imperatore Sigismondo II. Rivolta a Napoli contro il re Giacomo di Borbone e ritorno sul trono di Giovanna d Angiò Durazzo. Nasce San Francesco di Paola. Alfonso V di Aragona re di Sicilia Nel Concilio di Costanza è eletto papa Oddone Colonna col nome di papa Martino V Giovanni Senza Paura di Borgogna è ucciso da sicari inviati dal re di Francia. Gli succede Filippo III detto il Buono Muzio Attendolo Sforza tradisce la regina Giovanna e si schiera con gli Angioini di Luigi III, assediando Napoli. Matrimonio tra la figlia Caterina del re di Francia Carlo il Pazzo e il re d Inghilterra Enrico V. Col trattato di Troyes viene assicurata la successione al trono di Francia ai due sposi ed ai loro eredi Filippo Maria Visconti, con l aiuto del famoso uomo d arme il Carmagnola, riconquista le città lombarde ribelli e Genova. Costruzione del Tempio del Cielo a Pechino, nuova capitale dell impero I Visconti tentano la conquista della Svizzera. Crisi dinastica in Francia con la morte di Carlo VI il Pazzo. I francesi si rifiutano di riconoscere i diritti di Enrico VI, figlio di Caterina ed Enrico V d Inghilterra e proclamano re Carlo VII. Inizio dell avventura di Giovanna d Arco, che riconquista la città di Orleans I Visconti accusano ingiustamente il Carmagnola d infedeltà. Per vendicarsi il generale passa al servizio di Venezia. Nasce la Lega contro i Visconti a cui aderiscono tra gli altri i Savoia, Firenze, i duca d Este, i Gonzaga e il marchese di Monferrato. I Visconti sono sconfitti e cedono a Venezia Brescia, Bergamo e Cremona. Alfonso I d Aragona, Re di Napoli 1427 Nuova offensiva veneziana e sconfitta di Maclodio dei Visconti Cattura di Giovanna d Arco da parte dei Borgognoni che la vendono agli inglesi per scudi Processo e rogo di Giovanna d Arco. Eletto papa Eugenio IV. In Europa compaiono le prime gru girevoli Il Carmagnola è giustiziato a Venezia perché accusato di complotto d intesa con i Visconti. Gonzaga viene nominato Marchese di Mantova dall imperatore Sigismondo Inizio della signoria di Cosimo e Giovanni de Medici a Firenze. Cesare Borgia detto il Valentino

10 10 speciale San Francesco di Paola Il Beato Angelico dipinge il Tabernacolo dei Linaioli. Il capitano portoghese Gonzalo scopre l arcipelago delle Azzorre, isole sconosciute agli Europei ma non nell Antichità, e vi insedia una signoria personale fino a quando il Portogallo non ne reclama il possesso Niccolò Fortebraccio, al servizio dei signori di Milano e con l alleanza della potente famiglia romana dei Colonna conquista Roma e costringe alla fuga il Papa. Gli Albrizzi, avversari dei Medici sono messi sotto processo, e si afferma l egemonia di quest ultimi Muore la regina di Napoli Giovanna II. Si apre un contrasto dinastico tra il pretendente erede di Giovanna, Renato d Angiò e il Papa Eugenio IV che considera il regno di Napoli un dominio della santa Sede, A Genova i Visconti sono scacciati e la città ripristina la Repubblica. Nasce la Lega contro i Visconti che vede l inedita alleanza tra Genova e Venezia e la Firenze Medicea Carlo VII re di Francia, riconquista Parigi Alberto II d Asburgo è imperatore. Giovanni VIII, imperatore di Bisanzio, Giovanna D Arco assediato dai Turchi, chiede aiuto al papa promettendo la riunificazione delle chiese cattolica e cristiano-ortodossa Carlo VII promulga la Prammatica Sanzione che dà origine alla Chiesa gallicana. L imperatore inca Pachacuti pone le basi del grande impero che verrà distrutto dal conquistador Pizzarro agli inizi del XVI secolo Sconfitta dei Visconti il cui esercito è comandato da Niccolò Piccinino, ad Anghieri Alfonso d Aragona conquista Napoli Eugenio IV invita i principi ad una Crociata contro i Turchi che minacciano Costantinopoli. Accoglie l invito solo il re Ladislao di Ungheria e Polonia che però viene sconfitto sulla Varna e ucciso. Nel Concilio di Firenze organizzato da Niccolò Cusano viene sancita l unificazione tra Chiesa cattolica e chiesa ortodossa Gli svizzeri riuniti in confederazione sconfiggono gli imperiali a Sanht Jacob Niccolo V diventa papa. A Milano, viene proclamata l Aurea Repubblica ambrosiana Lo Sforza muove alla riconquista di Milano e riconquista Cremona, Piacenza e Tortona. Gutemberg a Magonza mette a punto l invenzione della stampa a caratteri mobili Lo Sforza assedia Milano. In Europa compaiono i primi orologi a molla. Nasce Lorenzo de Medici, che sarà detto il Magnifico. Maometto II 1450 Lo Sforza entra a Milano e vi instaura la sua Signoria Muore il sultano Murad II e gli succede il figlio Maometto II che sarà detto il Conquistatore. In Etiopia inizia la coltivazione del caffè, che presto sarà introdotto in Europa proprio dai Turchi Federico III d Asburgo è incoronato imperatore a Roma da papa Niccolò V. Sarà l ultima incoronazione imperiale avvenuta a Roma. Nasce Leonardo da Vinci. Nasce a Genova Cristoforo Colombo Con la battaglia di Castillon ha fine la guerra dei Cento Anni tra Inghilterra e Francia e quest ultima riconquista la Normandia e la Guienna. Il 29 maggio 1453 Maometto II espugna Costantinopoli. L imperatore Costantino XI e il generale Giustiniani vengono giustiziati. Cessa così il millenario impero d Oriente. Il nome del- Francesco Sforza

11 speciale San Francesco di Paola 11 Lorenzo il Magnifico la città viene cambiato in Istanbul Pace di Lodi e fine della guerra in Lombardia. Pazzia del re d Inghilterra Enrico VI e inizio della guerra per la successione tra la casa di York e quella di Lancaster, denominata Guerra delle due Rose, in ragione degli stemmi delle due casate Alfonso Borgia papa con il nome di Callisto III. Esce il primo libro a stampa di Gutemberg, la Bibbia Invasione turca della Grecia, che viene conquistata con Albania e Macedonia. Inizia la pressione sui Balcani e sulla Serbia. Incursioni turche arrivano fino in Friuli, in Ungheria e in Austria Venezia e Genova cercano di difendere la Grecia e i loro mercati Luigi XI di Valois, Re di Francia d Oriente. Alvise Cadamosto veneziano e Antonio de Noli genovese si mettono al servizio del re del Portogallo e raggiungono le isole di Capoverde nell Atlantico. Si fa strada l idea di raggiungere il Levante navigando verso Ponente Pio II (Enea Silvio Piccolomini) è papa. Grande umanista e mecenate, cercherà di fermare l avanza turca nei Balcani promuovendo una lega di Stati cristiani contro i Turchi. Muore il re di Napoli Alfonso d Aragona Il Papa Pio II convoca il Concilio di Mantova sul pericolo turco. La Serbia diventa una provincia ottomana Lamberto Grimaldi è Signore di Monaco, piccolo centro della zona costiera presso Ventimiglia e fonda l omonima dinastia Muore Carlo VII di Francia e gli succede il figlio Luigi XI di Valois che prosegue la politica di accentramento monarchico contro i grandi feudatari del regno, associando il ducato di Borgogna, l Angiò-Maine e la Provenza. Ivan III detto il Grande diventa duca di Moscovo e la tramuta in impero con l annessione di sempre più vasti territori dal Baltico fino agli Urali. Assumerà per primo il titolo di Zar (Cesare). Nel 1473 sposa la principessa Sofia, nipote dell ultimo imperatore di Bisanzio e si pone come continuatore di quella dinastia e protettore di tutto il mondo greco-ortodosso. In Anatolia cade sotto il dominio turco il regno di Trebisonda, l ultimo degli stati bizantini sorto dopo la IV Crociata Giovanni d Angiò e il Piccinino si scontrano con il re di Napoli Ferdinando d Aragona per il possesso del regno ma vengono sconfitti e Giovanni si ritira definitivamente in Francia Palo II (Pietro Barbo) è papa dopo la morte di Pio II. I Turchi sferrano l offensiva decisiva contro l Albania e il Kosovo e incontrano la decisa resistenza di Georg Skandeberg (Giorgio Castriota). Alla fine i Turchi prevalgono e avviano una feroce repressione che costringe molti albanesi a lasciare le proprie terre e rifugiarsi in Italia Meridionale e in Calabria Primo libro a stampa in Italia il De oratore di Cicerone, ad opera di un tipografo di Gutemberg, Sweynheim di Magonza. Il libro sarà detto poi Il Donato Muore il duca di Milano Francesco Sforza e gli succede il figlio Galeazzo Maria Muore Piero de Medici e gli succedono i figli Giuliano e Lorenzo detto poi il Magnifico. Ferdinando d Aragona ed Isabella di Castiglia si uniscono in matrimonio, ponendo le premesse per l unificazione delle due corone spagnole. Prima tipografia veneziana ad opera di due tedeschi di Spira, Giovanni e Videlino. Isabella di Castiglia, regina di Spagna

12 12 speciale San Francesco di Paola Nasce a Firenze Niccolò Machiavelli I Turchi conquistano Negroponte E eletto papa Sisto IV (Francesco della Rovere di Savona). Cresce il nepotismo. Nasce Michelangelo Merrisi detto Il Caravaggio I Turchi si spingono fino in Friuli. Completata la conquista dell Anatolia Nasce a Torùn, in Polonia, Niccolò Copernico Sviluppo dell attività cartografica in Toscana con l opera di Toscanelli basata su antichi testi arabi Una congiura repubblicana a Milano riesce nell intento di assassinare Galeazzo Maria Sforza. Gli succede il figlio Giangaleazzo sotto la reggenza della madre Bona di Savoia Luigi XI occupa la Borgogna e i Paesi Bassi Congiura dei Pazzi a Firenze. Viene ucciso Giuliano de Medici e Lorenzo è ferito. Viene istituito il Tribunale dell Inquisizione Altra incursione in Friuli dei Turchi di Maometto II. I veneziani cedono in Albania Scutari e Croia. Luigi XI sconfitto da Massimiliano d Asburgo a Guinegatte. Ludovico il Moro rientra a Milano e diventa reggente del duca Gian Galeazzo Maria. Viene costruito il primo traforo alpino di 75 m a Del Viso, in Piemonte Il regno di Ivan III il grande in Russia raggiunge l apice della potenza e si sottrae all egemonia dell Orda d Oro che si spezzetterà in vari canati. Mosca viene proclamata la Terza Roma dopo appunto Roma e Costantinopoli. Inizia la Guerra d Otranto. Con un poderosa flotta di circa 200 navi ed un esercito di circa uomini, contando sulla neutralità dei veneziani, i Turchi attraversano lo stretto di Otranto. Otranto è espugnata dai Turchi l 11 agosto. Tutti i maschi di oltre 15 anni sono massacrati, donne e bambini tratti schiavi. Nell ottobre del 1480, viste le difficoltà di approvvigionamento l esercito turco ripassa il canale di Otranto, lasciando una guarnigione 1300 uomini a Otranto, che verrà presto sopraffatta dall esercito cristiano In Spagna Torquemada istituisce il Tribunale dell Inquisizione che dipende dalla Corona spagnola Guerra tra Venezia e Ferrara Raffaello Sanzio Cristoforo Colombo espone senza successo il suo progetto di raggiungere le Indie navigando verso Occidente al re di Portogallo. Il portoghese Diego Cao raggiunge le coste dell Angola Congiura dei Baroni a Napoli. Mattia Corvino, re d Ungheria occupa Vienna, la Bassa Austria, la Corinzia e la Stiria Enrico VII instaura la dinastia Tudor in Inghilterra Innocenzo VIII scomunica il re di Napoli Ferdinando d Aragona con l intento di scalzarlo dal trono. Il portoghese Bartolomeo Diaz doppia il capo di Buona Speranza. La via per le Indie è aperta Muore Mattia Corvino, re d Ungheria. Gli Asburgo riconquistano Vienna e il Tirolo che viene scelta come 1483 Muore il re di Francia Luigi XI e gli succede Carlo VIII sotto la reggenza della sorella Anna. Nasce Raffaello Sanzio. Cristoforo Colombo 1484 Innocenzo VIII papa (Giovanni Battista Cybo). Scoppia una rivolta nell ultimo regno arabo di Spagna, Granata. La rivolta serve come pretesto per l intervento delle truppe spagnole. Vasco de Gama

13 speciale San Francesco di Paola 13 Carlo VIII di Valois, Re di Francia sede imperiale da Massimiliano Inquisizione di Torquemada in Spagna. Cade Grananda, ultima roccaforte musulmana in Spagna.. Gli ebrei vengono espulsi dalla Spagna Muore Lorenzo il Magnifico. Predicazione del Savonarola. Alessandro VI (Rodrigo Borgia) papa. Poco prima di morire Innocenzo VIII aveva riconosciuto i diritti di Ferdinando d Aragona e di suoi eredi sul regno di Napoli. Cristoforo Colombo parte da Palos in Spagna il 3 agosto e sbarca in una piccola isola delle attuali Bahamas, che battezza col nome di San Salvador il 12 ottobre. Crede di essere giunto in una isola dell Asia, in realtà ha scoperto un nuovo Continente. Convenzionalmente l età moderna viene fatta partire proprio da questa data Il re di Francia Carlo VIII in Italia Il figlio di Massimiliano d Asburgo, Filippo, sposa Giovanna erede al trono di Spagna. Sconfitta francese a Fornivo. Leonardo comincia ad affrescare a Milano L ultima cena. I piagnoni del Savonarola vengono scomunicati dal papa. Il Portoghese Vasco de Gama circumnaviga l Africa e raggiunge l India Savonarola muore sul rogo a Firenze I turchi arrivano in Veneto, raggiungono Vicenza che però resiste all assedio. Il figlio di papa Borgia, Cesare, ottiene la contea di Valentinois e forma un suo personale principato con Imola, Rimini, Forlì, Pesaro, Faenza e Urbino. Amerigo Vespucci con una flotta spagnola si spinge verso l America meridionale e arriva alla foce del Rio delle Amazzoni Dall America arrivano i fagioli, le patate, i peperoni, i pomodori, il mais. Entreranno nelle diete dell Occidente solo dopo molti anni Le truppe francesi di Luigi XII catturano il duca Lodovico il Moro e lo deportano in Francia. Luigi XII scende in Italia meridionale. Comincia la deportazione di schiavi neri in America Manuzio prosegue con successo la stampa delle pubblicazioni tascabili a Venezia. E la prima forma di diffusione di massa della cultura 1504 Gli Spagnoli entrano a Napoli. Trattato di Lione: l Italia è divisa in due sfere d influenza, francese al Nord, Spagnola al Sud. Muore Isabella di Castiglia Filippo il Bello d Asburgo e Ferdinando il Cattolico si accordano per la reggenza della Pastiglia ereditata dalla figlia di Isabella, Giovanna detta la Pazza Papa Giulio II guida il suo esercito alla conquista di Bologna. Muore Filippo II d Asburgo. Il trono spagnolo per il momento è sotto la reggenza del Cardinale Jemenez. Il regno dei Paesi Bassi passa al figlio Carlo (il futuro Carlo V), sotto la reggenza della zia Margherita d Austria. Più tardi, Carlo erediterà i possedimenti assurgici e quelli spagnoli, divenendo il sovrano dell impero dove non tramonta mai il sole. Inizia la costruzione della nuova Basilica di San Pietro. Papa Giulio II approva il progetto di Bramante. Muore a Valladolid Cristoforo Colombo Muore a Tours San Francesco di Paola. Il geografo Waldseemuller propone di chiamare America il nuovo Continente in onore di Amerigo Vespucci. Genova annessa alla Francia. Michelangelo Buonarroti 1503 Disfida di Barletta tra Francesi e Italiani al servizio degli Spagnoli. Giulio II (dalla Rovere) papa. Fine della fortuna di Cesare Borgia e della pratica del nepotismo. Amerigo Vespucci

14 14 speciale San Francesco di Paola Il Mezzogiorno e la Calabria nel XV secolo sono tutt altro che marginali Il Quattrocento meridionale e calabrese Lotte dinastiche e minaccia turca L Italia meridionale e la Calabria sono interessate da una drammatica lotta dinastica tra Angioini e Aragonesi L a vicenda umana di San Francesco di Paola si sviluppa tra il 1416 ed il 1507, ed attraversa quindi quasi tutto il XV secolo. Particolarmente longevo per quei tempi (la durata media della vita era di 35 anni per gli uomini e di 29 per le donne) San Francesco vive le vicende storiche di un secolo particolarmente importante per la nascita dell Italia moderna in un area come la Calabria e l Italia Meridionale interessata da una drammatica lotta dinastica tra angioini ed aragonesi. Gli Aragonesi erano già presenti in Sicilia a partire dal 1282 (trattato di Caltabellotta), dopo i drammatici eventi seguiti alla ribellione dei Vespri Siciliani (1268) che avevano limitato la presenza della dinastia angioina allo stretto di Messina. Vassallo del Papa, il conte di Provenza Carlo d Angiò aveva assunto il titolo di Re di Napoli, mentre Pietro d Aragona, in ragione del suo matrimonio con Costanza di Svevia, figlia di Manfredi, discendente dell imperatore Federico II, aveva fondato il regno di Trinacria (antico nome della Sicilia). La dinastia aragonese rivendicava quindi non solo la Sicilia, ma l intero Regno Meridionale. Lo scontro tra Angioini ed Aragonesi, per questi motivi, nonostante il trattato di Caltabellotta era continuato praticamente senza soste, così come i tentativi di riunire i regni attraverso politiche matrimoniali. L occasione per gli Aragonesi di impadronirsi dell intero regno si presentò nel 1420, quando la regina Giovanna II d Angiò, rimasta senza eredi, al fine di difendersi dalle ingerenze di Luigi d Angiò e del Pontefice, si rivolse agli Aragonesi proponendo l adozione di Alfonso V, figlio di Ferrante re d Aragona e il titolo di duca di Calabria che era destinato agli eredi al trono. Nel 1421 Alfonso alla testa di un esercito raggiunse Napoli dove fu accolto come un liberatore. Ma la regina Giovanna, sotto la pressione dei suoi cortigiani, revocò l offerta di adozione e costrinse il giovane Alfonso a fare marcia indietro. Solo nei 1441, tornato nel regno di Napoli, l Aragonese riuscì a conquistare la capitale facendo entrare il suo esercito attraverso un antico acquedotto in disuso.

15 speciale San Francesco di Paola 15 a fianco Paterno, la trota Antonella nella pagina accanto Paterno, alcune scritte ritrovate di recente nella pagina seguente Cosenza, antico borgo Alfonso cambiò la denominazione del regno che fu chiamato delle Due Sicilie ed assunse il nome di Alfonso I, fondando la dinastia aragonese napoletana. Il regno del Sud entrava così nel dominio spagnolo che, con alterne vicende e cambi di dinastie durerà fino al XIX secolo. Il regno di Alfonso fu caratterizzato da un complicato susseguirsi di vicende, ma anche di vari tentativi di riforma, prima fra tutta l istituzione del patrocinio gratuito ai poveri, proprio al fine di limitare il potere dei baroni. Fu inoltre un mecenate attento e generoso, ammirato da molti intellettuali dell epoca. Per questa sua opera Alfonso si meritò il titolo di Magnanimo. Sotto la sua guida il Regno si staccò dalla Corona d Aragona. Nel 1443, con il Trattato di Terracina, fu sancita la successione di Ferrante d Aragona, figlio naturale di Alfonso, sul trono di Napoli. Fu sotto il regno di Ferrante che però ricominciarono a manifestarsi i segni della anarchia baronale. Al fine di evitare il sollevamento dei baroni legati alla corona angioina, Ferrante sposò la duchessa di Calabria, Isabella di Chiaromonte, che oltre ad essere bella e di nobili natali era imparentata con alcuni di quegli influenti baroni che il re cercava di tenere buoni. Il tentativo era però destinato a fallire, infatti la congiura dei baroni con Giovanni d Angiò, che era a Genova, arrivò al culmine nel 1459, e l epicentro fu proprio la Calabria. Tra i congiurati c erano anche parenti del re, il cognato Marino Marzano e lo zio della moglie Giovanni Antonio Orsini. Ferrante ingaggiò nei successivi cinque anni una vera e propria guerra di riconquista per la quale dovette fare fronte a prestiti ingenti (si narra che impegnò persino la propria corona con mercanti veneziani). Alla fine gli Angioini furono ricacciati nell isola di Ischia e Giovanni fu costretto a ritornare in Provenza. Lo scenario italiano andava però La rivolta antiaragonese in Calabria Nell ottobre del 1458, sotto la guida di Antonio Centelles Ventimiglia, Marchese di Crotone e grande condottiero, inizia la ribellione anti-aragonese in Calabria. Il Centelles era di origini catalane ma aveva assunto il cognome della madre, appartenente alla nobile famiglia siciliana dei Ventimiglia. Si uniscono alla rivolta i nobili del cosentino, tra cui spicca il principe di Rossano Marino Marzano, ma anche le plebi rurali le universitas di Cosenza e dei suoi Casali e di Castrovillari. Ma i rivoltosi vengono sconfitti a Maida e i superstiti si rifugiano a Cosenza animati dal patrizio Cola Tosto. Nell estate del 1459 ventimila contadini armati saccheggiano le campagne alienandosi le simpatie dei proprietari terrieri. Il re Ferrante sceso in Calabria reprime ferocemente la rivolta distruggendo il casale di Castiglione. Baroni, villani e casalini si arrendono uno dopo l altro tanto che nel novembre 1459 la guerra in Calabria sembra conclusa. In realtà si tratta solo di una tregua. Quando Ferrante è sconfitto da Giovanni I d Angiò a Sarno nel luglio del 1460 la Calabria si ribella nuovamente. Si sollevano Rossano, Cosenza e Casali, Acri, Bisignano, Castrovillari, Martirano ed Amantea, ma il luogotenente di Giovanni d Angiò si dimostra ancora più esoso nella richiesta di tasse così che il re Ferrante riesce a ritessere il rapporto con i baroni. Nel gennaio del 1461 la Valle del Crati è riconquistata dagli aragonesi. A Febbraio cade Cosenza sottoposta a saccheggio e strage. Castrovillari, Bisignano, Rende, Altilia, Grimaldi, Scigliano, Martirano si arrendono subito dopo. Acri, capoluogo dei Casali silani che ancora resistono, viene assediata e duramente punita dal comandante aragonese Maso Barrese. La lotta cessa definitivamente con la sconfitta dell angioino a Troia nel Il Centelles si riappacifica con il re e ottiene il feudo di Santa Severina con il titolo di Principe dopo aver fatto sposare la figlia Giovanna con Maso Barrese, nel frattempo divenuto duca di Castrovillari. Ma sempre sospetto al re viene arrestato dal Barrese e imprigionato nella Torre di Castelnuovo a Napoli dove morirà nel 1470.

16 16 speciale San Francesco di Paola mutando rapidamente, anche in ragione di fattori nuovi che si andavano delineando in Europa: il consolidamento delle monarchie francesi e spagnole in veri e propri stati nazionali e interessate a svolgere attività di conquista ed egemonia in Italia e l irrompere della minaccia turca nel Mediterraneo, con la caduta di Costantinopoli nel 1453 ad opera del sultano Maometto II, detto il Conquistatore. L azione di espansione dei Turchi nei Balcani causò l esodo delle comunità albanesi in Calabria, che guidate dal loro condottiero Giorgio Skandeberg, andarono a fondare numerose comunità soprattutto in Calabria e in Provincia di Cosenza. Nello stesso tempo le coste del regno erano minacciate dalle costanti azioni di pirateria dei corsari turchi, che compivano saccheggi e rapivano schiavi da vendere sul mercato di Algeri. L attacco turco si rivolse anche contro l Italia meridionale con l occupazione di Otranto nel 1480 con una poderosa flotta di circa 200 navi ed un esercito di circa uomini, la piccoa guarnigione di Otranto fu sopraffatta dall esercito cristiano. Negli anni successivi crebbe la pressione francese, basata sulla rivendicazione dinastica dei Valois che avevano acquisito i diritti degli Angiò sul Regno di Napoli. In questo contesto è da leggersi l invito fatto dal Re di Napoli a San Francesco di Paola già La caccia agli schiavi nel Mediterraneo L espansione turca nel Mediterraneo intensifica la pirateria barbaresca che si rivolge soprattutto al saccheggio delle coste ed alla tratta degli schiavi che vengono venduti sui mercati di Tripoli, Orano, Tunisi e soprattutto Algeri. Nel mondo musulmano del tempo la schiavitù è praticata e ampliamente utilizzata nei lavori pesanti. L intera economia dell immenso impero ottomano, all epoca fiorente, è basata sul lavoro forzato degli schiavi soprattutto cristiani catturati dai pirati sulle coste d Europa. La condizione di questi sventurati era terribile, tanto che la Chiesa cattolica costituì molti ordini religiosi preposti proprio al riscatto degli schiavi catturati dai pirati. Ma non erano rare le conversioni degli schiavi cristiani all Islam. A quel punto questi cessavano di essere schiavi e divenivano a tutti gli effetti membri della comunità turca. Molti di questi facevano addirittura carriera. Convertiti erano soprattutto italiani, perché italiana era la maggioranza degli schiavi. Liguri, veneti e soprattutto calabresi. L ambasciatore veneto Paolo Contarini riferiva che ad Instabul, capitale dell impero ottomano esisteva un intero quartiere denominato Calabria Nuova, dove molti calabresi vi svolgevano le più svariate attività. Calabresi furono i Gran Visir (Primi ministri) Sidi Mustafà e Hossein Kapudan. Calabrese di Tropea il Grande Ammiraglio Occhialì o Ucciali, protagonista nel 1571 della battaglia di Lepanto. Significativa anche la figura del Visir Sinan Pascià, il nobile siciliano Scipione Cicala. Ma la schiavitù non era disdegnata neanche nel mondo cristiano. Nei porti cristiani uomini abbastanza riconoscibili per aspetto fisico e origine etnica erano utilizzati come schiavi, anche se ipocritamente non li si definiva così. Molti prigionieri venivano posti al remo nelle galee cristiane. Presso alcune famiglie benestanti donne catturate agli infedeli (le più ricercate erano le circasse e le more, soprattutto se donzelle, cioè vergini) erano utilizzate come schiave e concubine. Bambini e bambine, anche in tenerissima età erano poi utilizzati come paggi da alcune nobili famiglie, come dimostrano i numerosi dipinti dell epoca. molto anziano e noto per le sue virtù taumaturgiche, di recarsi in Francia per tentare di guarire il re Luigi XI, molto malato. La missione affidata al Santo aveva anche una valenza politica perché tentava di ingraziarsi i sovrani francesi ed allontanare le minacce di invasione. Il Santo, com è noto, resistette molto alle pressioni fino al momento in cui, facendo leva sul voto di obbedienza, il papa Sisto IV non glielo impose. Luigi XI non ottenne la guarigione, ma pare ricevette grande conforto dalla visita del frate, tanto che i rapporti tra la corona francese e quella napoletana andarono incontro ad un periodo di pace, oltre al consolidamento dei rapporti con il papato ed il regno di Spagna. Questo periodo però era destinato a finire con la discesa del re di Francia Carlo VIII in Italia proprio per rivendicare il possesso del regno di Napoli. Il re Alfonso II all arrivo del re francese decise di abdicare in favore del figlio Ferrantino (Ferrante II) che, incapace di resistere alle armate francesi, si rifugiò ad Ischia. Nel frattempo si stava organizzando

17 speciale San Francesco di Paola 17 su impulso del Papa Alessandro VI (Rodrigo Borgia), una Lega Santa per scacciare Carlo VIII dall Italia e restituire il regno a Ferrante II. Sconfitto a Fornovo sul Taro nel 1495 il re francese fu costretto a rinunciare alla sua impresa. E in questo periodo che proprio in Calabria si assiste al sorgere di un intenso fervore culturale favorito, pare, dalla dimestichezza con il greco degli intellettuali calabresi. La reazione all aristotelismo ed alla scolastica si incarnò in figure particolarmente significative come Bernardino Telesio, Tommaso Campanella e lo stesso Aulo Giano Parrasio e pose le basi della futura rivoluzione scientifica. Cosenza è la culla di questo fervore culturale e filosofico, con la nascita dell Accademia cosentina. Intanto i tentativi francesi di impadronirsi del regno di Napoli non erano cessati. L erede di Carlo VIII, morto nel 1498, Luigi XII, tornò alla carica con un accordo con il re di Spagna Ferdinando il Cattolico (trattato di Granada, 1500). Adducendo come pretesto il fatto che Federico di Napoli aveva stretto un accordo con i Turchi contro Venezia, fu sancita la spartizione del regno del Sud. Il papa Alessandro VI, a quel punto, decise di appoggiare i francesi nelle loro rivendicazioni sul regno di Napoli, dichiarando la decadenza di Federico d Aragona. Ma dispute sorsero immediatamente tra francesi e spagnoli per la spartizione del regno. Nel 1502 Consalvo di Cordova, comandante delle truppe spagnole, fu assediato a Barletta, dove avvenne la famosa disfida tra tredici cavalieri francesi e tredici cavalieri italiani al servizio degli spagnoli, guidati da Ettore Fieramosca. La sfida fu vinta dagli italiani. Questo episodio minore della guerra tra francesi e spagnoli in Italia ispirò il celebre romanzo di Massimo d Azeglio dedicato appunto al capitano di ventura campano. Il 14 maggio 1503 le truppe spagnole di Consalvo di Cordova entrarono a Napoli e nel 1504 l esercito francese fu sconfitto sul Garignano, facendo del regno di Napoli una provincia spagnola. L ultimo sovrano di Napoli della dinastia aragonese Federico, preferì arrendersi a Luigi XII piuttosto che al cugino spagnolo. Anche in ragione di ciò Luigi XII gli concesse il titolo di conte di Maine e una rendita di scudi annui. Gabriele Petrone Cosenza a metà del XV secolo L Universitas di Cosenza e Casali Cosenza e i suoi 69 Casali contavano nella numerazione fiscale del 1443, 740 fuochi e 4799, complessivamente perciò 5539 fuochi, pari a una popolazione certamente superiore ai abitanti. In realtà Cosenza da sola contava appena 3500 abitanti. La formazione della grande Universitas di Cosenza e Casali ne faceva l unità amministrativa al terzo posto dopo Napoli (capitale con abitanti) e l Aquila ( abitanti). Nata per fronteggiare le prepotenze baronali l Universitas resse alle tendenze centrifughe in un periodo molto difficile della storia calabrese con la feroce lotta tra il partito filoangioino e quello filoaragonese. In particolare questa unità impedì l infeudamento di Cosenza, così come era avvenuto con Reggio. Il re Ferrante I d Aragona, pur avendola avuta contro nella ribellione del 1459 non volle, infatti, infierire, anzi. La trattò sempre con clemenza, giungendo alla promessa del non infeudamento e a quella che i funzionari del regno non si sarebbero mai intromessi negli affari del Comune. Anche per questo, nonostante guerre, saccheggi e stragi nel 1474 contava 130 fuochi in più rispetto al 1443, segno di uno sviluppo che non si era arrestato. Le caratteristiche fondamentali dell Universitas di Cosenza e Casali si mantennero per molto tempo, anche se nel complesso ciascuna entità rimase gelosa della propria autonomia. E questo caratteristico equilibrio tra municipalismo e unità amministrativa che ha reso unica questa esperienza.

18 18 speciale San Francesco di Paola Il povero frate paladino degli ultimi Francesco, di Giacomo e Vienna Biografia del Santo San Francesco nasce a Paola il 27 Marzo del 1416 da Giacomo Martolilla e Vienna da Fuscaldo. I genitori erano sposati senza figli da 15 anni e per ottenere la grazia di un figlio si rivolsero a San Francesco d Assisi, dei quali erano particolarmente devoti. Per questo motivo gli fu posto il nome di Francesco e vestito con l abito votivo del frate di Assisi. A 15 anni fu portato a San Marco Argentano dove il ragazzo dimostrò la sua propensione alla vita di preghiera accanto ai primi fenomeni miracolosi che gli daranno fama come grande taumaturgo. Subito dopo compì un lungo pellegrinaggio ad Assisi, toccando Montecassino, Roma e Loreto. A Roma rimase particolarmente colpito dal fasto della corte papale e pare urlasse ad un Cardinale riccamente vestito Nostro Signore non andava così. L episodio, dimostra la propensione del giovane Francesco ad una visione della Chiesa in linea con l insegnamento dell Assisiate e il fastidio per lo sfarzo del clero comune a tanti movimenti di riforma che avevano attraversato la Chiesa durante tutto il Medioevo. Tornato a Paola avviò un periodo di vita eremitica in un bosco isolato, dove visse per alcuni anni dormendo sulla pietra e cibandosi di radici. Ben presto la fama del frate si diffuse ed il suo eremo divenne meta di pellegrinaggio da parte di tanti che chiedevano grazie e miracoli. Molti di questi decisero di condividere la sua vita formando così il primo nucleo di quello che diverrà l Ordine dei Minimi, per distinguerlo da quello dei Minori di San Francesco d Assisi. Quando Pirro Caracciolo divenne vescovo di Cosenza il 31 agosto del 1452, il movimento ottenne il beneplacito dell ordinario diocesano e si dota di un oratorio. Nel 1467 il papa Paolo II invia mons. Baldassarre De Gutrossis ad indagare sulla vita del frate che era divenuto ormai famoso. La relazione del prelato fu favorevole a Francesco e ne attestò la fedeltà alla Sede Apostolica. Da quel momento in poi le iniziative francescane furono accompagnate dal favore delle gerarchie cattoliche che porteranno al riconoscimento ufficiale dell ordine. Venne fondato un convento a Paola (1470), a Paterno Calabro (1472), a Spezzano della Sila (1474), a Corigliano Calabro (1476) e a Milazzo, in Sicilia (1480). Proprio per raggiungere la Sicilia Francesco compì il famoso miracolo dell attraversamento dello stretto sul suo mantello che è riprodotto in numerose opere d arte. Francesco è promotore di una azione di predicazione religiosa che si pone come difesa dei deboli, in un periodo caratterizzato dalle prepotenze dei baroni e dalla forte conflittuali-

19 speciale San Francesco di Paola 19 tà tra la Corona aragonese e contro le rivendicazioni angioine. Senza fare differenze di ceto e di nascita, Francesco non faceva mancare la sua voce di denuncia e nello stesso tempo di conforto ai tanti senza speranza e senza mezzi. Si narra che il barone di Belmonte, Galeazzo di Tarsia, recatosi a visitare il frate per ottenere la guarigione da una malattia, fu invitato a portare le pietre come tutti gli altri operai. Grande taumaturgo, gli furono attribuiti un numero imprecisato di miracoli e di guarigioni in nome di Dio e della Fede che ancora oggi ne fanno uno dei Santi più venerati non solo in Italia ma nel mondo. La sua fama giunse fino a re di Francia Luigi XI che lo chiamò presso di sé nella speranza che lo guarisse da una terribile malattia di cui era affetto. Ma Francesco rifiutò più volte nonostante le sollecitazioni del re di Napoli che sperava così di ingraziarsi il potente monarca francese che da tempo, vantando diritti dinastici per la sua parentela con gli Angiò, minacciava di invadere il regno. Francesco accettò di partire solo quando gli fu ordinato dal Papa. Il 1483, ormai 67enne, il frate parte da Paterno Calabro e si ferma a Napoli accolto festosamente dal popolo, dalla Corte e dal re. A Roma incontrò il Papa Sisto IV che gli affidò delicati incarichi e arrivò finalmente in Francia al Castello di Plessis-les- Tours dove Luigi XI si inginocchiò davanti a lui. Il Valois non ottenne la guarigione ma il grande compito di morire sereno. In Francia a Tours, il 2 aprile del 1507 Francesco morì. Dopo soli sei anni, nel 1513 Leone X al quale il Santo aveva preannunciato il Papato quando aveva solo sei anni, lo proclamò Beato e nel 1519 Santo. L opera di San Francesco viene ancora oggi perpetuata dall Ordine dei Minimi ed esistono luoghi di culto e devozione in tutto il mondo. L aspetto fisico di San Francesco di Paola Ma quale era l aspetto fisico di San Francesco di Paola? Nella sua biografia più antica (1502) redatta in latino da un anonimo confratello suo contemporaneo (secondo gli storici si tratta di padre Lorenzo Clavense) troviamo la seguente descrizione: Il buon Padre, S. Francesco, portava la barba e i capelli abbastanza lunghi, cioè né troppo lunghi né troppo corti; come ho già detto, non se li fece mai tagliare. Era di corporatura sufficientemente grossa e di forte costituzione. Quantunque vivesse in grande astinenza, godeva tuttavia florida salute, rubicondo nel volto come se avesse mangiato ogni giorno cibi squisiti. Esternamente sembrava grasso, mentre in realtà era ossa e pelle. Da ciò si poteva argomentare che in lui risplendeva la grazia di Dio. Somigliava a S. Antonio, così come viene generalmente dipinto. In generale l iconografia ci trasmette l immagine di un uomo anziano e austero, con il viso severo o estatico. San Francesco ebbe una vita piuttosto lunga (91 anni) un vero record per tempi in cui la vita media era di 35 anni per l uomo e di 29 per le donne. L anzianità stessa era quindi da considerarsi un miracolo.

20 20 speciale San Francesco di Paola I miracoli del Santo calabrese Il Santo che faceva una grazia al giorno A chi crede in Dio niente è impossibile Una grazia al giorno. E il grande dono che tradizione e testimonianze attribuiscono a Francesco, il Santo che dissemina di miracoli il suo passaggio terreno, pieno di prodigi che alimentano nel tempo la sua devozione. Impossibile dare conto di tutti gli eventi che Egli provoca. Ne ricordiamo alcuni che ormai sono patrimonio consegnato alla storia, eco tra i suoi fedeli e devoti, ai quali, ancora oggi, non fa mancare il suo sostegno. San Francesco era, prima di tutto, un mistico. Sono numerose le testimonianze di coloro che lo hanno visto in estasi, sollevato da terra in perfetta comunione con Dio. Un mistico che non soffriva i morsi del freddo e del fuoco: più volte lo si descrive nell atto di prendere con le mani carboni ardenti, quelle stesse mani che prendono pesci già calati nell olio bollente. Celebre, la sua introduzione nella fornace di calce rovente che rischia di crollare. San Francesco era un taumaturgo. Guarisce. Numerose guarigioni le opera con l applicazione di erbe. Ma è sempre la sua Fede in Dio che opera. Come a Paterno, dove il copista di libri ecclesiastici Roberto Borgo aveva il braccio destro immobilizzato per un male. Da giorni rinuncia al suo prezioso lavoro. Il Santo gli prescrive una lavanda; in capo ad un giorno il braccio guarisce completamente Ancora, si racconta l esempio di un miracolo compiuto su di un ragazzo che aveva una profonda piaga su un braccio e che San Francesco curò con l applicazione di erbe comuni. Guarigioni innumerevoli, dai morsi di serpente, che ridanno la fecondità a donne sterili, che salvano operai da gravissimi incidenti sul lavoro. Ci racconta un discepolo anonimo, suo contemporaneo, autore della Vita di San Francesco : Una volta il principe di Bisignano (chiamato pure conte di Chiaromonte), del seguito del Re di Francia, aveva il figlio che aveva contratto una malattia, comunemente indicata morbo di S. Giovanni (cioè epilessia), per cui si cade a terra, si grida, ci si lamenta, si caccia schiuma dalla bocca, si gesticola in maniera spaventosa finché la crisi colpisce il malato, non lo colpisce se non a periodi, a seconda delle fasi lunari. Il malato sembra come invasato dal demonio. Il giovanetto, raccomandato al buon Padre, ne fu in breve guarito. O ancora, dallo stesso libro-testimonianza: Un uomo paralitico da molti anni, veniva portato, come su di una portantina, su due bastoni; dopo di aver parlato col buon Padre e ottenuta immediata risposta, fu all istante risanato perfettamente; tanto che poté tornare a casa sua senza l aiuto di Francesco. A Paterno, fa di più: guarisce il figlio deforme di una coppia che era nato senza occhi, bocca, naso e orecchie. Il Santo dopo una preghiera modella sul viso del bambino occhi, naso bocca e orecchie e lo consegna ai genitori riconoscenti. Ma San Francesco ha un altro, altissimo dono: resuscitare. E la sua stessa famiglia ne è testimone. Il nipote di San Francesco desiderava seguire il Santo, ma

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