: GRUPPI STRANIERI IN ITALIA E RESPONSABILITÀ DA REATO EX D.LGS. 231/ : COSTITUZIONE E GESTIONE DI FILIALI IN ITALIA

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Download "08.11.2012: GRUPPI STRANIERI IN ITALIA E RESPONSABILITÀ DA REATO EX D.LGS. 231/2001 12.11.2012: COSTITUZIONE E GESTIONE DI FILIALI IN ITALIA"

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1 The German Chamber Network NEWSLETTER ETTER I INTRODUZIONE CARI SOCI, CARI LETTORI, le imprese operanti nell interscambio economico italo-tedesco trovano in ogni edizione della Newsletter Norme & Tributi informazioni relative alla Germania ed all Italia rilevanti per le loro attività, raccolte dagli autori, professionisti appartenenti a Studi specializzati. In questa edizione appare particolarmente di interesse la decisione della Corte Suprema tedesca, che ha confermato la responsabilità personale di un amministratore delegato di una GmbH per una contraffazione di marcio perpetrata dalla GmbH stessa. La sentenza rende evidente come sia importante l individuazione di una denominazione sociale tanto espressiva quanto lecita (vedasi il contributo dello Studio Partner del Network Norme & Tributi GSK Stockmann & Kollegen a pagina 4). Una delle riforme del Governo Monti ha avuto ad oggetto la possibilità, per le società di capitali italiane che soddisfino determinate condizioni, di avere quale organo di controllo un sindaco unico. Tale organo di controllo, di regola sconosciuto alle imprese tedesche e che sinora rappresentava un fattore di costo elevato, considerata la composizione obbligatoria di tre membri e due supplenti, potrà ora essere organizzato in modo più vantaggioso (vedasi il contributo dello Studio Partner del Network Norme & Tributi Jenny & Partners a pagina 10). Heinz Georg Krolovitsch, Responsabile Network Norme & Tributi DEinternational ATTUALITÁ : RECUPERO CREDITI IN EUROPA Ore: 13:30 17:00 Luogo: Camera di Commercio Rhein-Neckar, Mannheim In collaborazione con la Camera di Commercio Rhein-Neckar e lo Studio partner del Network Norme & Tributi Agnoli e Giuggioli : GRUPPI STRANIERI IN ITALIA E RESPONSABILITÀ DA REATO EX D.LGS. 231/2001 Ore: 17:00 19:30 Luogo: Camera di Commercio Italo-Germanica, Via Gustavo Fara 26, Milano In collaborazione con lo Studio Heussen Studio Legale e Tributario : COSTITUZIONE E GESTIONE DI FILIALI IN ITALIA Ore: 10:00 12:30 Luogo: Camera di Commercio dello Schwaben, Augusta, Germania In collaborazione con la Camera di Commercio dello Schwaben e lo Studio partner del Network Norme & Tributi Jenny & Partner : ITALIA: UN MERCATO INTERESSANTE PER IMPRESE TEDESCHE, NONOSTANTE O PROPRIO PER LA CRISI Ore: 9:00 12:00 Luogo: Camera di Commercio di Stoccarda, Stoccarda, Germania In collaborazione con la Camera di Commercio della Regione Stoccarda e lo Studio partner del Network Norme & Tributi Rödl & Partner : LA CORRETTA APPLICAZIONE DELL IVA NELL INTERSCAMBIO ECONOMICO ITALO-TEDESCO Ore: 9:30 12:30 Luogo: Camera di Commercio Italo-Germanica, Via Gustavo Fara 26, Milano In collaborazione con gli Studi partner del Network Norme & Tributi Mader & Stadler e Hager & Partners The German Chamber Network DEinternational italia Srl. Via Gustavo Fara Milano Tel.: Fax: Deutsch-Italienische Handelskammer Camera di Commercio Italo-Germanica

2 INDICE DIRITTO SOCIETARIO ITALIA: Quote sequestrate e assenza del custode: a chi spetta il diritto di voto? GERMANIA: Responsabilità personale dell amministratore per violazione del marchio tramite s.r.l. tedesca MERGERS & ACQUISITIONS ITALIA: Si semplificano le operazioni di merger e demerger GERMANIA: Attuazione della Direttiva europea 2009/109/CE, Terza legge di modifica della legge sulle trasformazioni DIRITTO DEL LAVORO ITALIA: La nuova disciplina dei contratti a progetto GERMANIA: Bilanciamento fra cogestione e obblighi legislativi imposti al datore di lavoro PREZZI DI TRASFERIMENTO ITALIA: Verifiche fiscali in tema di Transfer Pricing DIRITTO DEI BREVETTI, DEI MARCHI E D AUTORE ITALIA: Il ruolo delle autorità doganali nella tutela dei diritti della proprietà intellettuale GERMANIA: Estensione della tutela ai sensi del modello comunitario in caso di ripresa parziale delle caratteristiche progettuali DIRITTO FALLIMENTARE ITALIA: Il nuovo articolo 182 sexies L.F. introdotto dalla L. 134/ GERMANIA: Pagamenti dell'amministratore con mezzi propri: effetti pregiudizievoli per i creditori? CORPORATE GOVERNANCE D. LGS. 231/01 ITALIA: Novità sull'organo di controllo nelle S.r.l RESPONSABILITÀ DA PRODOTTO E DEL PRODUTTORE ITALIA: Pubblicità ingannevole: l emittente rtv è direttamente responsabile della diffusione del messaggio DIRITTO DEI CARTELLI E DELLA CONCORRENZA ITALIA: Appalti e concorrenza: dove finisce la collaborazione e inizia la collusione? ISPEZIONI FISCALI E CONTENZIOSI TRIBUTARI ITALIA: Risarcimento per l'eccessiva durata dei processi DIRITTO COMMERCIALE E DEGLI AGENTI ITALIA: L'entità dei compensi ai fini della qualificazione del contratto di agenzia GERMANIA: Competenza dei giudici nazionali in caso di un'azione proposta da un consumatore TASSAZIONE DELLE IMPRESE ITALIA: Trasformazione in crediti d'imposta delle attività per imposte anticipate FISCALITÀ INTERNAZIONALE ITALIA: La nozione di stabile organizzazione - un cantiere aperto

3 INDICE PROBLEMATICHE CONTRIBUTIVE E FISCALI DEL PERSONALE DISTACCATO ITALIA: La somministrazione nel distacco comunitario TASSAZIONE DELLE PERSONE ITALIA: Novità in merito alle partite IVA "fittizie" DIRITTO DEI FARMACI, DEI DISPOSITIVI MEDICI E DEI COSMETICI ITALIA: Certificato protettivo complementare: indicazioni dalla Corte di Giustizia europea.. 15 APPALTI ITALIA: Procedura di gara: verifica a campione dei requisiti speciali IVA E DAZI ITALIA: Soggettività passiva UE anche senza codice identificativo IVA GERMANIA: Soggetta ad Iva la gestione di portafoglio DIRITTO DELL EDILIZIA ED IMMOBILIARE ITALIA: La demolizione dell'opera non estingue il reato edilizio DIRITTO DELL'ENERGIA ITALIA: Cumulabilità della Tremonti ambientale solo con la tariffa incentivante del II. Conto Energia DIRITTO ALIMENTARE E DEI MANGIMI ITALIA: Stabilito nuovo contenuto minimo di succo naturale nelle bevande analcoliche

4 DIRITTO SOCIETARIO ITALIA: QUOTE SEQUESTRATE E ASSENZA DEL CUSTODE: A CHI SPETTA IL DIRITTO DI VOTO? Il tema recentemente affrontato dal Tribunale di Milano ha ad oggetto la delibera assembleare di una società s.r.l (nella specie: ripianamento delle perdite, azzeramento del capitale sociale e ricostituzione dello stesso mediante nuovo finanziamento soci) assunta con il voto determinante del socio le cui quote sono sottoposte a sequestro conservativo. La peculiarità del caso era data dal fatto che, pur a seguito del sequestro, non era stato nominato alcun custode. La situazione così creatasi esulava quindi dalla fattispecie prevista dall'articolo 2352 c.c., ai sensi del quale "nel caso di sequestro della azioni, il diritto di voto è esercitato dal custode". Infatti, si poneva il problema di quale significato attribuire alla norma summenzionata, ossia se essa andasse intesa nel senso che l'unico soggetto al quale le azioni sequestrate consentono il diritto di voto è il custode, sia esso nominato o meno - e in sua assenza il diritto di voto è sospeso -, oppure se debba intendersi nel senso che il diritto di voto spetta al custode, mancando la nomina del quale il diritto spetta al socio le cui azioni sono state sequestrate. Il Giudice, dopo articolata riflessione, e dopo aver anche valutato i contrapposti interessi in gioco (possibile danno derivante dal voto del socio le cui quote sono state sequestrate e interesse della società e dei terzi alla prosecuzione della normale attività sociale) ha sancito che, nelle more della nomina di un custode terzo, la custodia e l'amministrazione delle quote sequestrate spettano al socio titolare delle stesse. l'interpretazione più coerente 4 Dott. Matteo Figini della Camera di Commercio Italo-Germanica GERMANIA: RESPONSABILITÀ PERSONALE DELL AMMINISTRATORE PER VIOLAZIONE DEL MARCHIO TRAMITE S.R.L. TEDESCA Nella s.r.l. tedesca (GmbH) di regola i soci non rispondono delle obbligazioni della GmbH e ancora meno gli amministratori. Tuttavia non risulta sempre chiaro fino a che punto gli amministratori possano, anche nel caso di fatti illeciti della loro GmbH, appellarsi al fatto che la responsabilità riguarda unicamente la GmbH. Fino ad ora la Corte di Cassazione tedesca aveva deciso che un amministratore risponde personalmente nel caso in cui, pur essendo a conoscenza di una violazione di un marchio di terzi, non si adoperi per impedirla facendo uso del suo potere direttivo. Il la Corte di Cassazione ha deciso che un amministratore risponde personalmente anche quando la violazione del marchio è dovuta al nome (ragione sociale) della GmbH da lui diretta. Nel caso concreto, si trattava di una scuola di musica Musikschule Pelikan GmbH contro la quale aveva agito il noto fabbricante di articoli d ufficio e di cancelleria Pelikan. L amministratore aveva argomentato che non rientrava nei suoi poteri modificare la ragione sociale, la quale poteva essere cambiata solo dai soci tramite modifica dello statuto. La Corte ha però ritenuto che l amministratore abbia l obbligo di influire sul cambiamento del nome. Se questo non gli riesce, onde evitare una qualsiasi responsabilità, non gli resta che dimettersi. Dr. Karl von Hase della Camera di Commercio Italo-Germanica

5 MERGERS & ACQUISITIONS ITALIA: SI SEMPLIFICANO LE OPERAZIONI DI MERGER E DEMERGER In attuazione della direttiva comunitaria n. 2009/109, il Decreto legislativo n. 123/ pubblicato in G.U. il 2 agosto ha introdotto le seguenti semplificazioni procedurali in tema di merger e demerger che gli operatori del settore apprezzeranno certamente per il loro notevole impatto pratico: (1) il progetto di fusione e scissione predisposto dall organo amministrativo delle società che partecipano alla relativa operazione, in alternativa al deposito presso il registro delle imprese, può essere pubblicato sul sito Internet delle società medesime; (2) le società partecipanti alla fusione sono esonerate dall obbligo di mettere a disposizione dei soci, presso la sede legale, i documenti riguardanti la fusione, se questi ultimi risultano pubblicati sul sito Internet delle società stesse; (3) se vi rinunciano all unanimità i soci ed i possessori di altri strumenti finanziari che attribuiscono il diritto di voto di ciascuna delle società partecipanti alla fusione, non è richiesta: (a) la situazione patrimoniale delle società partecipanti alla fusione, redatta dall organo amministrativo in base alle norme sul bilancio d esercizio e (b) la relazione dell organo amministrativo delle società partecipanti alla fusione, con cui si illustra e giustifica il progetto di fusione ed, in particolare, il rapporto di cambio delle azioni o delle quote. Avv. und RA Mattia Dalla Costa Avv. Ornella Di Benedetto, LL.M. della Camera di Commercio Italo-Germanica 5 GERMANIA: ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA EUROPEA 2009/109/CE, TERZA LEGGE DI MODIFICA DELLA LEGGE SULLE TRASFORMAZIONI Con l entrata in vigore della terza legge di modifica della legge sulle trasformazioni dell 11 luglio 2011 (BGBl I, 2011, 1338 ss.), è stata data attuazione, subito dopo la scadenza del relativo termine, alla Direttiva europea del 2009 (RL 2009/109 CE). All inizio dell anno la Commissione aveva invece ritenuto necessario procedere nei confronti di alcuni Stati (tra i quali l Italia), per garantire l attuazione della Direttiva. Il suo ambito di applicazione riguarda la fusione e la scissione di società per azioni, società in accomandita per azioni e società a responsabilità limitata. Scopo della nuova disciplina è quello di ridurre gli oneri burocratici delle imprese con sede nella Comunità, cosa che concerne in particolare i seguenti campi: venir meno di obblighi di relazioni e delibere tramite fusioni e scissioni semplificate di società madri e figlie; introduzione della possibilità di fornire informazioni e comunicazioni in forma elettronica tra l altro tramite pubblicazione dei piani di fusione o scissione in internet ed invio della documentazione necessaria agli azionisti; possibilità della verifica dei conferimenti ad opera di esaminatori della fusione; semplificazione di altri requisiti di forma e dello squeeze-out relativo al diritto delle fusioni. RA e Avv. Dr. Heinz Giebelmann

6 DIRITTO DEL LAVORO ITALIA: LA NUOVA DISCIPLINA DEI CONTRATTI A PROGETTO Numerose le novità apportate dalla L. 92/2012 al D.lgs. 276/2003. La collaborazione dovrà ora far riferimento ad un progetto specifico, il quale non potrà coincidere con l'oggetto sociale, dovrà essere descritto in dettaglio dal committente, finalizzato ad un preciso risultato e, infine, non potrà prevedere l'assegnazione di compiti meramente esecutivi o ripetitivi. Due le presunzioni di subordinazione: relativa nel caso di svolgimento da parte del collaboratore di mansioni analoghe a quelle dei dipendenti; assoluta in assenza di progetto. Per valutare la congruità del corrispettivo dovuto al collaboratore è stato introdotto il riferimento ai contratti collettivi: in loro assenza l'ammontare del compenso non potrà essere inferiore ai minimi retributivi previsti per figure professionali analoghe. Dal 2013 è previsto, accanto ad un aumento contributivo a carico di tutti gli iscritti alla gestione separata INPS, un'indennità una tantum per i collaboratori a progetto iscritti e disoccupati. È stata riformulata la disciplina concernente il recesso senza causa: il committente potrà recedere solo se il collaboratore sia risultato professionalmente inidoneo alla realizzazione del progetto; il collaboratore solo se tale facoltà di recesso risulti espressamente dal contratto. RAin e Avv. Susanne della Camera di Commercio Italo-Germanica 6 GERMANIA: BILANCIAMENTO FRA COGESTIONE E OBBLIGHI LEGISLATIVI IMPOSTI AL DATORE DI LAVORO Con ordinanza del , la Corte di Appello di Rheinland-Pfalz ha dovuto decidere sul bilanciamento di interessi fra il diritto del Betriebsrat (Consiglio di fabbrica) ed i dettati legislativi imposti al datore di lavoro. Il 87 della Legge sul Consiglio di Fabbrica (BetrVG), infatti, concede al Betriebsrat un potere di cogestione solo nella misura in cui non esistono dettati legislativi che impongono al datore un determinato fare. Nel caso in esame, un Casinò in Germania doveva, per obblighi di legge, installare un impianto audiovisivo. La Corte ha concesso al Betriebsrat un potere di cogestione solo per la fattispecie non regolata dalla legge stessa, evitando con ciò un contrasto fra dettati e cogestione. Si notino le somiglianze e le differenze con l art. 4 dello Statuto del Lavoratori, secondo il quale gli impianti e le apparecchiature di controllo che siano richiesti da esigenze organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro, ma dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori, possono essere installati soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, oppure, in mancanza di queste, con la commissione interna. In difetto di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede l'ispettorato del lavoro, dettando, ove occorra, le modalità per l'uso di tali impianti. RA Mario Prudentino

7 PREZZI DI TRASFERIMENTO ITALIA: VERIFICHE FISCALI IN TEMA DI TRANSFER PRICING La Commissione Tributaria di Milano, con la sentenza 99/43/2012 ha trattato la questione dell'irrogazione della sanzioni in caso di violazione della norma in tema di prezzi di trasferimento. L'Agenzia delle Entrate, nel caso di cui trattasi, aveva non solo accertato una maggiore base imponibile in capo al contribuente ma anche irrogato le relative sanzioni ritenendo non soddisfatta la condizione prevista dall'articolo 26 del DL 78/2010 (comunicazione preventiva all'ufficio del possesso della documentazione idonea a determinare la congruità dei prezzi di trasferimento - master file e/o country file). Il giudice tributario, valutato il comportamento tenuto dal contribuente in sede di verifica e la documentazione consegnata, ha invece ritenuto non applicabili le sanzioni di cui trattasi; la Commissione Tributaria di Milano ha infatti considerato che la norma in questione - pur riferendosi ad un periodo d'imposta anteriore alla sua entrata in vigore - indipendentemente dal dato formale (comunicazione preventiva del possesso della documentazione in tema di transfer pricing prescritta dal provvedimento del Direttore dell'agenzia delle Entrate del 29 settembre 2010), punti ad escludere l'applicazione delle sanzioni in caso di accertamento di un maggior reddito relativo ad operazioni infragruppo anche nel caso in cui il contribuente predisponga comunque la documentazione di cui trattasi e la renda disponibile durante la verifica. Dott. Filippo Lorcet Avv. Luca Alberto Pagnotta 7 NUOVO SERVIZIO DELLA DEINTERNATIONAL ITALIA SRL: AUTORIZZAZIONE PER IL TRASPORTO DI RIFIUTI IN GERMANIA. Le aziende che, nell ambito della propria attività imprenditoriale, desiderano effettuare trasporti a titolo oneroso per conto terzi di rifiuti sul territorio tedesco, devono preventivamente ottenere la relativa autorizzazione rilasciata dall autorità ambientale competente. L obbligo di autorizzazione sussiste anche a carico di aziende straniere che non abbiano una sede o una sede secondaria in Germania e che operino esclusivamente dall estero. La DEinternational Italia Srl, società di servizi della Camera di Commercio Italo-Germanica, ha concordato con l autorità competente dei criteri relativi sia alle informazioni che devono essere rese da società italiane, sia alla documentazione che le stesse devono allegare ed offre alle aziende italiane un ampio servizio di assistenza per l ottenimento del relativo provvedimento autorizzativo. Contatto: Foto: Driving South - Fotolia

8 DIRITTO DEI BREVETTI, DEI MARCHI E D AUTORE ITALIA IL RUOLO DELLE AUTORITÀ DOGANALI NELLA TUTELA DEI DIRITTI DELLA PROPRIETÀ NTELLETTUALE La Commissione Europea ha recentemente pubblicato una pagina web ( che fornisce ai titolari di diritti di proprietà intellettuale tutte le informazioni utili per identificare e bloccare le violazioni dei loro diritti da parte di terzi ai sensi della Direttiva CE/1383/2003 (e della successiva Direttiva di attuazione CE/1891/2004). Come noto, le suddette Direttive permettono ai titolari di diritti di proprietà intellettuale, che abbiano il sospetto che alcuni beni siano stati realizzati e vengano commercializzati in violazione dei loro diritti, di chiedere alle Autorità Doganali nazionali di trattenere (e, quindi, non immettere in commercio) detti beni perchè costituiscono "merci contraffatte". Tale richiesta di assistenza può essere fatta a livello nazionale oppure a livello europeo. Attualmente i moduli per effettuare la richiesta sono disponibili in francese, tedesco ed inglese, ma è previsto che questi siano resi disponibili in tutte le lingue ufficiali degli Stati membri dell'unione Europea. Avv. Gretel Malmsheimer Avv. Marialaura Boni 8 GERMANIA: ESTENSIONE DELLA TUTELA AI SENSI DEL MODELLO COMUNITARIO IN CASO DI RIPRESA PARZIALE DELLE CARATTERISTICHE PROGETTUALI L'attrice, una società italiana, produce tra gli altri bicchieri per vino ed ha registrato un modello comunitario presso l'uami (n ). Il modello presenta immagini di una caraffa per vino, con o senza piedistallo. La convenuta commercializza una caraffa simile, ma senza piedistallo. Secondo la Corte di Cassazione tedesca non sussiste alcuna violazione del modello. La tutela fornita dal modello si limita alle caratteristiche indicate. Nel caso di registrazione di più immagini con differenze, va compreso, a livello interpretativo, cosa il richiedente abbia inteso tutelare. In questo caso la Corte ha ritenuto il piedistallo una caratteristica non inessenziale, tanto da essere stato incluso nella richiesta di registrazione. La caraffa della convenuta non presenta alcun piedistallo. Tramite la ripresa parziale del modello la convenuta avrebbe comunque leso i diritti dell'attrice? La Corte si esprime ancora negativamente: a differenza della precedente normativa tedesca, il modello comunitario non offre tutela contro imitazioni parziali. Chi la desidera è tenuto a registrare i singoli elementi a mezzo di singoli modelli (BGH Urt. v I ZR 124/10 Weinkaraffe). Dr. Kristofer Bott

9 DIRITTO FALLIMENTARE ITALIA: IL NUOVO ARTICOLO 182 SEXIES L.F. INTRODOTTO DALLA L. 134/2012 La riforma della L.F., al fine di rendere più efficienti le soluzioni negoziali alla crisi delle imprese, ha previsto la sospensione della causa di scioglimento e degli obblighi di reintegro delle perdite del capitale per la società che ricorra al concordato preventivo (nella sua duplice strutturazione: con contestuale deposito ex art. 161 o meno della proposta concordataria ex art. 161, 6 c.) ed all accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis (anch esso nella sua duplice fattispecie: omologazione dell accordo già raggiunto o deposito della proposta a trattative in corso ex art. 182 bis, 6 c.). Una volta avviata la procedura, non trovano applicazione le disposizioni del codice civile, previste per le S.p.A. e per le S.r.l., relative alle cause di scioglimento per riduzione del capitale sociale per perdite oltre il terzo ovvero al di sotto del limite legale specificando che, tuttavia, resta ferma, per il periodo anteriore, l'applicazione dell'articolo 2486 c.c.. Ne deriva che, intrapresa la procedura di concordato preventivo e dell'accordo di ristrutturazione dei debiti ed in presenza di perdite rilevanti, gli amministratori non saranno personalmente e solidalmente responsabili dei danni arrecati alla società, ai soci, ai creditori sociali ed ai terzi, per atti od omissioni poiché non potranno operare le norme del c.c. poste a presidio della funzione conservativa del capitale sociale ferma restando la responsabilità nella fase anteriore alla procedura. Avv. e RAin Dr. Angela Giebelmann Salvoni 9 GERMANIA: PAGAMENTI DELL'AMMINISTRATORE CON MEZZI PROPRI: EFFETTI PREGIUDIZIEVOLI PER I CREDITORI? La Corte Federale di Giustizia (BGH) segnala nella sua sentenza del 21/06/2012 (IX ZR 59/11) che un'azione revocatoria fallimentare non è da escludere a priori nel caso in cui l'amministratore di un'impresa successivamente fallita abbia effettuato pagamenti con mezzi propri. Ciò significa che anche in questo caso il creditore potrebbe essere obbligato a restituire le prestazioni già ricevute. Nel caso di pagamenti dell'impresa da parte di terzi (ad esempio dell'amministratore o di un socio) è necessario distinguere tra "ordine di pagamento a debito" e "ordine di pagamento a credito". Nel primo caso il terzo si è già obbligato ad effettuare la prestazione. Il pagamento viene effettuato ad estinzione del debito contratto con la società. Nel secondo caso il terzo effettua la prestazione "a credito" senza essersi obbligato in precedenza. Nel caso dell'ordine di pagamento a debito, il creditore può essere obbligato, a seconda dei casi, a restituire le prestazioni già ricevute, in quanto l'impresa perde in tal modo un diritto già esistente nel suo patrimonio. Nel caso dell'ordine di pagamento a credito, invece, non si produrranno di regola effetti pregiudizievoli per i creditori, in quanto si verifica un semplice scambio di creditori. Sul patrimonio grava sì adesso una nuova obbligazione nei confronti del terzo, quest'ultima, però, è compensata dall'estinzione dell'obbligazione nei confronti del destinatario del pagamento. RA Alexander Seitz, LL.M.Eur. RAin Anna Pensovecchio della Camera di Commercio Italo-Germanica

10 CORPORATE GOVERNANCE D. LGS. 231/01 ITALIA: NOVITÀ SULL'ORGANO DI CONTROLLO NELLE S.R.L.. Il nuovo art codice civile, introdotto dal D.L. 5/2012, convertito in L. 35/2012, cambia la composizione e le competenze dell'organo di controllo della S.r.l. Se non diversamente previsto nell'atto costitutivo, l'organo di controllo è composto da un solo sindaco e non più da un collegio di 3 o 5 membri effettivi e 2 supplenti. L'atto costitutivo determina le competenze del sindaco unico e può attribuirgli anche la revisione legale. Si applicano in ogni caso, anche all'organo di controllo monocratico le disposizioni sul collegio sindacale previste per la S.p.A. In alternativa alla nomina di un sindaco unico, la società può nominare un revisore legale dei conti. Tali novità trovano applicazione sia nei casi in cui la nomina dell'organo di controllo sia volontaria, sia nei casi in cui essa sia obbligatoria ovvero: (i) quando il capitale sociale non sia inferiore al minimo previsto per la S.p.A. ( euro); (ii) quando la società sia tenuta alla redazione del bilancio consolidato; (iii) quando si tratti di società controllante altra società tenuta alla revisione legale dei conti; (iv) nel caso di superamento per due esercizi dei parametri previsti dall'art bis (ovvero 1) totale dell'attivo dello stato patrimoniale superiore a euro; 2) ricavi delle vendite e delle prestazioni superiori a euro; 3) numero di dipendenti occupati in media superiore a 50). Avv. Manuela Di Maggio Avv. Luisanna Biasotto Della Camera di Commercio Italo-Germanica 10 RESPONSABILITÀ DA PRODOTTO E DEL PRODUTTORE ITALIA: PUBBLICITÀ INGANNEVOLE: L EMITTENTE RTV È DIRETTAMENTE RESPONSABILE DELLA DIFFUSIONE DEL MESSAGGIO Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 2387/2012, ha confermato la responsabilità ex artt. 18 e ss. del Codice del Consumo ad un operatore di rete che aveva diffuso uno spot prodotto da società terza, la quale aveva acquistato lo spazio promozionale, presentato poi ai telespettatori come un quiz appunto denominato Quizzone e caratterizzato dalla ( ) partecipazione tramite contatto telefonico a sovrapprezzo con prefisso 899. Il Collegio ha ritenuto che nulla aveva a che vedere detto spot con un concorso a premi, comportando per i partecipanti un costo di 15 euro per l acquisto di suonerie, con residuale possibilità di concorrere ad un estrazione per intervenire in diretta e partecipare ad un gioco a premi. Ne conseguiva una fattispecie da ritenersi sussumibile nell ambito di una pratica commerciale scorretta -ai sensi di quanto previsto dal Codice del Consumo (D.Lgs n. 206/2005)- per avere i messaggi trasmessi attitudine ad indurre in errore l utente che riteneva di partecipare ad un gioco a premi, quando la finalità principale della trasmissione era quella di vendere suonerie ad un costo non comparabile a quello di una normale telefonata, che il telespettatore di cultura media secondo quanto affermato in sentenza poteva attendersi non superiore a 1 o 2 euro. Avvocato Paola Nardini Avvocato Elisabetta Giacomelli

11 DIRITTO DEI CARTELLI E DELLA CONCORRENZA ITALIA: APPALTI E CONCORRENZA: DOVE FINISCE LA COLLABORAZIONE E INIZIA LA COLLUSIONE? L'AGCM ha avviato un'istruttoria nei confronti di Salini Costruttori e Impregilo per verificare se abbiano realizzato un'intesa finalizzata ad evitare il "corretto confronto competitivo in occasione delle future gare pubbliche di loro interesse". Le società sono tra i principali operatori nel settore delle costruzioni, specializzate nella realizzazione di infrastrutture e di grandi opere. Secondo l'autorità, il recente accordo tra le due società appare "configurare un'intesa restrittiva della concorrenza avente ad oggetto la definizione congiunta delle procedure di selezione e la successiva partecipazione alle gare d'appalto", in un contesto nel quale la gara rappresenta l'unico strumento di accesso al mercato. L'accordo mira ad aumentare il giro d'affari delle parti e conseguire risparmi di costo per effetto delle sinergie realizzate e prevede che, nel caso in cui una parte non voglia partecipare congiuntamente ad una gara selezionata, non potrà parteciparvi autonomamente. Aldilà degli esiti che avrà, l'istruttoria è importante per delineare meglio il confine tra collaborazione e collusione tra imprese nella partecipazione a grandi lavori e conferma la linea dura dell'antitrust sull'argomento (a fronte di un approccio più morbido dei tribunali amministrativi). Se la collaborazione tra imprese che, da sole, non avrebbero i requisiti per partecipare ad una gara è in genere pro-concorrenziale, la collaborazione tra due giganti, non limitata e giustificata da reali necessità di ricerca o efficienza, non sembra superare il test di liceità. 11 ISPEZIONI FISCALI E CONTENZIOSI TRIBUTARI Avv. Rossella Incardona della Camera di Commercio Italo-Germanica ITALIA: RISARCIMENTO PER L'ECCESSIVA DURATA DEI PROCESSI Con sentenza n del 24 settembre 2012, la Corte di Cassazione ha sancito che la Legge Pinto, che in ossequio alla Convenzione Europea sui Diritti dell Uomo stabilisce i parametri per il risarcimento in caso di eccessiva durata dei processi, è applicabile anche al processo tributario. Pertanto, ha diritto ad un risarcimento anche il contribuente che per lungaggini burocratiche vede il proprio processo tributario proseguire per più di 3-4 anni. I danni risarcibili possono essere sia di natura morale, sia di natura patrimoniale. Dott. Marco Petrucci

12 DIRITTO COMMERCIALE E DEGLI AGENTI ITALIA: L'ENTITÀ DEI COMPENSI AI FINI DELLA QUALIFICAZIONE DEL CONTRATTO DI AGENZIA Una recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione (Cass. 23 luglio 2012, n ) ha stabilito che l'accertamento dell'esistenza di un rapporto di agenzia prescinde dall'entità dei compensi percepiti dall'agente. Nel caso di specie, la Corte d'appello di Roma aveva ritenuto non dovuta alla Fondazione Enasarco la somma di Euro 3.027,83 a titolo di contributi omessi ritenendo che non ricorressero gli elementi sostanziali caratterizzanti il contratto di agenzia; in tal senso deponeva altresì l'esiguità dei compensi percepiti dal collaboratore, compatibile a parere della Corte d'appello con l'attività saltuaria ed episodica propria del procacciatore d'affari. La Corte ha, invece, ritenuto che tale dato non fosse affatto incompatibile con il rapporto di agenzia. Infatti, così confermando un orientamento giurisprudenziale consolidato, la Corte di Cassazione ha ribadito che nel rapporto di agenzia le parti "possono prevedere forme di compenso delle prestazioni dell'agente diverse dalla provvigione determinata in misura percentuale sull'importo degli affari conclusi, essendo anche ammessa la previsione di un minimo forfettario e di un minimo mensile". Inoltre, la sistematica corresponsione di acconti mensili dello stesso importo, con conguagli a fine anno era, a parere della Suprema Corte, incompatibile con la pretesa occasionalità ed episodicità delle prestazioni, proprie del rapporto di procacciamento d'affari. Avv. Elio Cherubini Avv. Laura Cinicola 12 GERMANIA: COMPETENZA DEI GIUDICI NAZIONALI IN CASO DI UN'AZIONE PROPOSTA DA UN CONSUMATORE In generale si applica il principio che la competenza territoriale per l azione del consumatore spetta al tribunale, nel cui territorio è domiciliata o ha sede la controparte. Per i contratti stipulati tra un consumatore e un impresa commerciale, il diritto europeo deroga dal predetto principio se l attività dell impresa è diretta allo Stato membro in cui è domiciliato il consumatore e se il contratto rientra nell ambito di detta attività. In questi casi il consumatore potrà convenire in giudizio l altro contraente dinanzi ai giudici nazionali, cioè del proprio Stato membro. In un caso deciso dalla Corte di Giustizia UE (sentenza del , C-190/11), una consumatrice con domicilio in Austria aveva acquistato un autovettura difettosa ad Amburgo, da un commerciante amburghese del quale aveva letto le offerte in Internet e che aveva quindi contattato per e per telefono. Secondo la Corte di Giustizia UE, la consumatrice austriaca può convenire in giudizio il commerciante d auto anche davanti al tribunale che ha la competenza territoriale per il suo luogo di residenza in Austria. A tal fine, così la Corte, è sufficiente che l offerta del commerciante sia consultabile presso il domicilio del consumatore e che le due parti abbiano avuto, già prima della stipulazione del contratto, contatti telefonici e via ; non è necessario, invece, che anche il contratto stesso sia concluso dal consumatore presso il proprio domicilio tramite telefono, fax, internet o con altri mezzi di telecomunicazione. RA Dr. Robert Budde

13 TASSAZIONE DELLE IMPRESE ITALIA: TRASFORMAZIONE IN CREDITI D'IMPOSTA DELLE ATTIVITÀ PER IMPOSTE ANTICIPATE La trasformazione in credito di imposta delle DTA (Deferred Tax Asset) iscritte nel bilancio d'esercizio in cui sia rilevata una perdita - prevista dal "Decreto Milleproroghe" (DL 225/2010, art. 2, co ) - è stata oggetto di recenti chiarimenti da parte dell'agenzia delle entrate. Si tratta delle DTA iscritte nel bilancio d'esercizio chiuso in perdita, a fronte di svalutazioni dei crediti ex art. 106, co. 3 del TUIR, del valore dell'avviamento e delle altre attività immateriali, la cui deduzione fiscale è stata rinviata ai successivi periodi di imposta. Con la CM 37/2012, l'agenzia ha innanzitutto affermato che tale trasformazione è obbligatoria per le banche e gli altri enti finanziari soggetti a vigilanza, mentre rimane una facoltà per tutti gli altri soggetti. Tuttavia, per l esercizio 2010, data l incertezza sulle corrette modalità applicative della norma, l'agenzia chiarisce che, qualora in presenza delle condizioni richieste ai fini della trasformazione una banca o un intermediario finanziario vigilato non abbia operato tale trasformazione, sono comunque fatte salve le variazioni fiscali effettuate nella dichiarazione da presentare per l anno d imposta 2011 corrispondenti alle DTA che dovevano essere trasformate all approvazione del bilancio Nell esercizio 2011, se ancora presenti le condizioni, saranno oggetto di trasformazione in credito d imposta le DTA già iscritte nel bilancio 2010 e ancora residue nel bilancio 2011, oltre che le eventuali nuove DTA di competenza dell esercizio Dott. Dirk Prato Dott. Hannes Hilpold della Camera di Commercio Italo-Germanica 13 FISCALITÀ INTERNAZIONALE ITALIA: LA NOZIONE DI STABILE ORGANIZZAZIONE - UN CANTIERE APERTO Il "Dicussion Draft" dell'ocse propone modifiche e chiarimenti sugli aspetti più problematici della nozione di stabile organizzazione di impresa non residente di cui al Modello OCSE. Partendo dall'art. 5 Modello OCSE, in cui è disciplinata sia la stabile organizzazione "materiale", sia la stabile organizzazione "personale", va evidenziato come nella verifica dell'eventuale esistenza di una stabile organizzazione dovrà essere mantenuta sempre la seguente sequenza: 1. verifica dell'eventuale sussistenza di elementi costituenti una stabile organizzazione "materiale"; 2. solo in caso di esclusione del ricorrere di una stabile organizzazione "materiale" va verificata l'eventuale esistenza di una stabile organizzazione "personale". Uno degli aspetti più dibattuti della nozione di PE è il concetto di "at disposal". La nozione di stabile organizzazione "materiale" (di cui all'art. 5 Modello OCSE) prevede infatti quali elementi costituenti: l'esistenza di una sede d'affari fissa con la quale l'impresa non residente svolga la propria attività, in tutto o anche solo in parte. Il Discussion Draft dell'ocse cerca di chiarire che cosa debba intendersi per spazio fisico "a disposizione" della società estera e cerca di dissipare i dubbi sulla portata del concetto "concludere contratti in nome dell'impresa" per quanto riguarda la stabile organizzazione "personale". Purtroppo non in modo del tutto convincente e pertanto, anche dopo il prossimo up-date del Commentario all'art. 5 del Modello OCSE, tante questioni importanti rimarranno aperte. Avv. Dr. Renate Holzeisen, Avvocato, Dottore Commercialista, Revisore Contabile

14 PROBLEMATICHE CONTRIBUTIVE E FISCALI DEL PERSONALE DISTACCATO ITALIA: LA SOMMINISTRAZIONE NEL DISTACCO COMUNITARIO Il D.Lgs. n. 72/2000 di recepimento della direttiva 96/71/CE disciplina l ipotesi della somministrazione transnazionale di lavoro, ovvero l ipotesi nella quale un impresa - fornitrice di lavoro temporaneo - stabilita in Germania distacca lavoratori presso imprese utilizzatrici aventi sede in Italia. In tal caso, l agenzia di somministrazione di lavoro non è stabilita nel Paese di esecuzione della prestazione del lavoratore temporaneo (ovvero del lavoratore somministrato) e, dunque, opera sulla base del regime autorizzatorio vigente nel Paese di origine. In attuazione del principio comunitario della libera circolazione dei servizi, le agenzie di lavoro temporaneo stabilite in uno stato UE diverso dall Italia, per operare legittimamente nel nostro Paese, non necessitano dell autorizzazione prevista dall art. 4 del D.Lgs. n. 276/2003, qualora dimostrino di operare in forza di un provvedimento amministrativo equivalente rispetto a quello richiesto dalla legislazione italiana. Riguardo al trattamento da riconoscere ai lavoratori temporanei, le norme tecniche prevedono il rispetto da parte delle agenzie interinali con sede in altro Stato UE della disciplina dettata per le agenzie italiane e il conseguente diritto del lavoratore ad un trattamento economico e normativo complessivamente non inferiore a quello dei dipendenti di pari livello dell utilizzatore, nonché la responsabilità solidale di quest ultimo per l adempimento dei crediti retributivi e previdenziali. Dott.ssa Carlotta Bedogni Dottore commercialista e revisore contabile Alberto Boniello, Consulente del lavoro 14 TASSAZIONE DELLE PERSONE ITALIA: NOVITÀ IN MERITO ALLE PARTITE IVA "FITTIZIE" Il legislatore ha recentemente introdotto delle disposizioni per contrastare il fenomeno delle prestazioni di lavoro rese in regime di lavoro autonomo o da soggetti titolari di partita IVA, quando i relativi rapporti rappresentano le caratteristiche di un rapporto di collaborazione e/o di lavoro subordinato. Il lavoro prestato in regime di lavoro autonomo o da soggetti titolari di partita IVA - salvo prova contraria da parte del committente - viene ora considerato come rapporto di collaborazione coordinata continuativa, quando ricorrono almeno due dei seguenti tre presupposti: la collaborazione con il medesimo committente abbia una durata complessiva superiore a otto mesi per anno e questo per due anni consecutivi; il corrispettivo derivante dalla collaborazione, anche se fatturato a più soggetti riconducibili al medesimo centro di imputazione di interessi, costituisca più dell 80% dei corrispettivi annui complessivamente percepiti dal collaboratore nell arco di due anni solari consecutivi; il collaboratore disponga di una postazione fissa di lavoro presso una delle sedi del committente. Sono in ogni caso esclusi da tale provvedimento: i rapporti intrattenuti da professionisti con obbligo di iscrizione agli appositi albi professionali e le prestazioni professionali con compensi annui superiori ad 1,25 volte il minimo previdenziale Inps, fissato per il 2012 in Dott. Armin Hilpold

15 DIRITTO DEI FARMACI, DEI DISPOSITIVI MEDICI E DEI COSMETICI ITALIA: CERTIFICATO PROTETTIVO COMPLEMENTARE: INDICAZIONI DALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA Ai sensi dell'art. 3, lett. d), del Reg. CE n. 469/2009, è una condizione per l'emissione di un certificato protettivo complementare la circostanza che l'autorizzazione di immissione in commercio su cui si fonda la richiesta di CPC debba essere la prima autorizzazione emessa per il medicinale oggetto della richiesta di CPC. In forza di tale disposizione, il "Comptroller-General of Patents" britannico si era opposto alla concessione di un CPC relativamente al brevetto su un nuovo uso medico di un prodotto noto (nel caso di specie, una formulazione appropriata della melatonina idonea a combattere l'insonnia), in considerazione dell'esistenza di una precedente AIC, in favore di una diversa casa farmaceutica, avente ad oggetto melatonina destinata ad usi veterinari. In merito a tale opposizione, la Corte di Giustizia europea (Sentenza in data , causa C-130/11) ha precisato che "se un brevetto protegge un'applicazione terapeutica nuova di un principio attivo noto e già distribuito sotto forma di medicinale, per uso umano o animale, avente indicazioni terapeutiche diverse, che siano già protette o meno da un brevetto anteriore, l'immissione in commercio di un nuovo medicinale che sfrutti commercialmente la nuova applicazione terapeutica del medesimo principio attivo, quale tutelata dal nuovo brevetto, può consentire al suo titolare di ottenere un CPC, la cui sfera di protezione potrà comunque estendersi non al principio attivo in quanto tale, ma solo al nuovo uso di tale prodotto". Avv. Luca Ghedina Avv. Lorenzo Gyulai 15 APPALTI ITALIA: PROCEDURA DI GARA: VERIFICA A CAMPIONE DEI REQUISITI SPECIALI Se entro il termine utile non è fornita alcuna documentazione, l'impresa inadempiente incorre nelle seguenti conseguenze: esclusione dalla gara, incameramento della cauzione provvisoria e segnalazione all'autorità per i conseguenti provvedimenti. Nel caso in cui, successivamente (e quindi tardivamente), la documentazione sia invece comunque presentata, occorre verificare se questa comprovi o meno le dichiarazioni contenute nella domanda di partecipazione. Infatti, se la prova è positivamente fornita, le vicende di gara (esclusione ed incameramento) restano, ma la concorrente ritardataria non sarà assoggettata a sanzione, non avendo fornito alcuna falsa dichiarazione. Se invece la concorrente fornisce tardivamente una documentazione insufficiente sarà assoggettata a sanzione. La mancata tempestiva comprova in ordine al possesso dei requisiti di capacità economicofinanziaria e tecnico-organizzativa non giustifica comunque l'irrogazione della più grave sanzione interdittiva qualora la comprova sia stata soltanto ritardata, ma non radicalmente omessa (cfr. Consiglio di Stato, sez. VI, 28 settembre 2012, n. 5138) RA e Avv. Wolf Michael Kühne della Camera di Commercio Italo-Germanica

16 IVA E DAZI ITALIA: SOGGETTIVITÀ PASSIVA UE ANCHE SENZA CODICE IDENTIFICATIVO IVA La Corte di Giustizia UE, con sentenza C-587/10 del , ha affermato che se il cessionario stabilito in uno Stato membro UE effettua un acquisto presso un operatore di un altro Stato UE, quest'ultimo, sussistendo i requisiti oggettivi previsti dalla legge, può considerare la cessione intracomunitaria non imponibile anche se non dispone dell'identificativo IVA della controparte. Il cessionario deve, comunque, provare in altro modo di possedere lo status di soggetto passivo e/o di avere adottato tutte le misure che gli si possono ragionevolmente richiedere per procurarsi tale numero identificativo. La predetta decisione mette in crisi la teoria dell'agenzia delle Entrate sulla necessità dell'iscrizione al VIES per il riconoscimento della soggettività passiva nell'operazione intracomunitaria. Dott. Stefano Amoroso GERMANIA: SOGGETTA AD IVA LA GESTIONE DI PORTAFOGLIO 16 La gestione del portafoglio titoli non è esente IVA. Nella sentenza C-44/11 del 19/07/2012, la Corte di Giustizia UE stabilisce che una prestazione di gestione patrimoniale tramite titoli remunerata, in occasione della quale un soggetto passivo adotta decisioni autonome in merito alla compravendita di titoli, si compone di due elementi che sono a tal punto strettamente connessi da formare, oggettivamente, una sola prestazione economica. Questa decisione è di interesse sia per i gestori sia per gli investitori privati. Le società finanziarie che offrono ai loro clienti servizi di gestione di portafogli debbono determinare i contenuti dei loro servizi non soggetti all'imposta sul valore aggiunto, e poi eventualmente in una seconda fase le misure necessarie per adeguare i costi per contratti, commissioni, uso dei sistemi informatici, emissioni di fatture ed estratti conto. I clienti potrebbero subire un aggravio di costi a seguito dell'imponibilità dei servizi sopra descritti. Le società finanziarie interessate dovrebbero analizzare la loro situazione, adeguarla a tale sentenza e adottare le misure necessarie di conseguenza al fine di evitare controlli fiscali. Roberto Zanchin Dottore Commercialista

17 DIRITTO DELL EDILIZIA ED IMMOBILIARE ITALIA: LA DEMOLIZIONE DELL'OPERA NON ESTINGUE IL REATO EDILIZIO Se si eccettuano i condoni, l'estinzione di un reato urbanistico può essere conseguita solo tramite rilascio di permesso di costruire in sanatoria (art. 45, III, DPR 380/01). Quest'ultimo si fonda sull' accertamento di conformità di cui all'art. 36 del medesimo DPR che è necessario anche per sanare gli interventi di cui all'art. 22, III (cd. SUPERDIA). Per tutti gli altri tipi di interventi soggetti a mera SCIA, l'accertamento di conformità consente di sanare l'abuso attraverso il mero pagamento di una sanzione pecuniaria (art. 37, IV, DPR 380/01). L'accertamento di conformità è volto a verificare che l'intervento edilizio risulti conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dell'opera, sia al momento di presentazione della domanda di sanatoria. La giurisprudenza ha ribadito che la spontanea demolizione del manufatto abusivo non produce alcun effetto estintivo del reato. Essa, infatti, non trova riscontro in alcuna disposizione normativa. Inoltre, l'abuso edilizio consiste in un reato istantaneo che si consuma nel momento della realizzazione dell'opera. Sotto questo profilo il TU per l'attività edilizia è stato sottoposto ad aspre critiche, perché, secondo l'art. 181, I-quinquies D.lgs. 42/04 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), la demolizione di una costruzione in zona sottoposta a vincoli è invece idonea ad estinguere il più grave reato paesaggistico. Avv. Raffaele Bergaglio 17 DIRITTO DELL'ENERGIA ITALIA: CUMULABILITÀ DELLA TREMONTI AMBIENTALE SOLO CON LA TARIFFA INCENTIVANTE DEL II. CONTO ENERGIA L articolo 19 del decreto 5 luglio 2012 ha confermato la cumulabilità della tariffa incentivante del secondo Conto Energia con altri incentivi pubblici, in particolare con la detassazione ambientale di cui all articolo 6 della legge 388/2000 (cosiddetta Tremonti Ambientale ), ma solo a condizione che la detassazione ambientale non ecceda il 20% del costo di investimento. Siccome il secondo Conto Energia viene richiamato dal terzo e quarto Conto Energia, in dottrina si è ritenuto che la cumulabilità dell agevolazione per investimenti ambientali trovasse applicazione sia per il secondo, sia anche per il terzo e quarto Conto Energia. Al riguardo, pare che sia il Ministero dello Sviluppo Economico che il GSE escludano la cumulabilità dell agevolazione per investimenti ambientali per i soggetti che percepiscono la tariffa incentivante di cui al terzo e quarto Conto Energia. Manca, tuttavia, un chiarimento ufficiale da parte del Ministero dello Sviluppo Economico. Dott. Thomas Giuliani Dott. Gert Gasser della Camera di Commercio Italo-Germanica

18 DIRITTO ALIMENTARE E DEI MANGIMI ITALIA: STABILITO NUOVO CONTENUTO MINIMO DI SUCCO NATURALE NELLE BEVANDE ANALCOLICHE In data 13 settembre 2012, il Ministero della Salute ha emanato un decreto legge recante "Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute" (Gazzetta Ufficiale n. 214 del 13 settembre 2013). Tra le disposizioni introdotte, risulta di particolare interesse l'articolo 8, comma 16, il quale prevede una norma tecnica (già notificata alla Commissione europea secondo la procedura prevista dalla Direttiva 98/34/CE) che determina l'aumento del contenuto minimo di succo naturale nelle "bibite analcoliche, vendute con il nome di uno o più frutta a succo o recanti denominazioni che a tali frutta si richiamino" al 20%. La Camera dei Deputati, in fase di conversione del decreto in legge, ha già apportato alcuni emendamenti, definitivamente approvati in tale sede (oggetto d'esame entro il 13 novembre al Senato). Tra i più significativi, vi è l'ampliamento della portata della norma alle bevande con denominazioni di "fantasia" il cui gusto è dato dall'impiego di aromi di agrumi (vedi articolo 1, legge 286/61), mentre l'applicazione della norma avrà luogo nove mesi dopo l'entrata in vigore della legge di conversione, previo "perfezionamento con esito positivo" della procedura di notifica alla Commissione europea. I prodotti non conformi potranno essere commercializzati non oltre otto mesi da tale perfezionamento. Le associazioni di categoria hanno espresso i loro timori sul reale impatto benefico della norma sul mercato e sulla salute dei consumatori. RA / Avv. Dr. Barbara Klaus 18 IMPRONTA The German Chamber Network DEinternational Italia Srl è la società dei servizi della Camera di Commercio Italo Germanica (AHK Italia) Via Gustavo Fara 26 I Mailand P.IVA/C.F Tel Fax Deutsch-Italienische Handelskammer Camera di Commercio Italo-Germanica CONTENUTI LINKS: DEinternational Italia s.r.l. ha raccolto le informazioni con la maggiore cura possibile. Tuttavia, la correttezza e l accuratezza delle informazioni contenute non possono essere garantite. Qualsiasi responsabilità per danni derivanti direttamente o indirettamente dall uso dei testi delle pagine e/o siti collegati tramite link è esclusa. INVIO DATI PRIVACY: Informativa ai sensi dell art. 13 del decreto legislativo 196/2003 sul trattamento dei dati personali e consenso al trattamento dei dati: i dati raccolti in questo documento hanno la finalità di attivare nei confronti dell interessato un servizio informativo. L interessato può richiedere la propria cancellazione dalla mailing-list, contattando la DEinternational Italia s.r.l..

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