Il Piano di Miglioramento. Sara Mori INDIRE Caltanissetta, 7 Maggio 2015

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1 Il Piano di Miglioramento Sara Mori INDIRE Caltanissetta, 7 Maggio 2015

2 DATA DRIVEN IMPROVEMENT No Child Left Behind Act (2002): promozione dell utilizzo dei dati per il miglioramento della scuola. La capacità del Dirigente e degli insegnanti di trasformare la scuola tradizionale in un organizzazione capace di utilizzare i dati provenienti dai risultati degli studenti (e da indicatori dell organizzazione stessa) per conoscersi e migliorarsi ( Halverson et al, 2005)

3 Quali dati importanti per migliorare? I dati giusti sono quelli che aiutano Dirigenti ed insegnanti a comprendere qual è la popolazione a rischio. La domanda è: qual è lo scopo della raccolta dei nostri dati? Ci sono dati utili e non a seconda degli scopi (Hargraves, 2014) Sono importanti quei dati che ci permettono di raccogliere informazioni sulle modalità di lavoro del Dirigente e degli insegnanti per individuare punti di forza e criticità migliorabili (Datnow et al, 2007)

4 Tipologie di dati Risultati ai test standardizzati: permettono il confronto con altre realtà; Evidenze tratte dagli insegnanti nel loro lavoro di insegnamento in aula (griglie di osservazione, prove, giudizi); Questionari di soddisfazione degli attori coinvolti (docenti, genitori, studenti); Dati statistici e di contesto (abbandoni, turnover docenti, malattia docenti, status socio-economico della scuola, risorse sul territorio).

5 L importanza dei dati per decidere Il processo di miglioramento è dunque un processo di decision-making ; Il nodo centrale diventa il collegamento tra la valutazione e il decision making, dove l attenzione si sposta dal prodotto al processo (Allulli, 2010); I dati sono una fonte primaria per: Progettare; Monitorare; Valutare; Diffondere.

6 Dall autovalutazione al miglioramento Il rapporto di autovalutazione: individuazione di Obiettivi di processo e di traguardi di lungo periodo; Il Piano di Miglioramento: definizione di una linea strategica e progettazione delle attività di miglioramento sulla base di fattibilità ed impatto.

7 Le aree 1. Il contesto: popolazione scolastica; territorio e capitale sociale; risorse economiche; risorse professionali. 2. Esiti: risultati; competenze chiave e cittadinanza; risultati a distanza. 3. Processi: Pratiche ed educative e didattiche Curricolo progettazione e valutazione; ambiente di apprendimento; inclusione e differenzazione; continuità ed orientamento. 4. Processi: Pratiche gestionali ed organizzativi Orientamento strategico e organizzazione della scuola; sviluppo e valorizzazione delle risorse umane; integrazione con il territorio e la famiglia.

8 Strumenti di Indire per il miglioramento Strumenti di accompagnamento: dagli indicatori dell autovalutazione agli indicatori di valutazione del miglioramento; Il Piano di Miglioramento; Lo strumento per la scuole ed il consulente. L accompagnamento al processo di decision-making, di progettazione e di documentazione.

9 Ricerca Indire-Unige: Obiettivi della ricerca Indagare le modalità con le quali le scuole utilizzano i dati dell autovalutazione, della valutazione esterna e i relativi indicatori e indici per progettare i Piani di Miglioramento; Favorire nelle scuole la diffusione di una cultura della valutazione e del miglioramento come cultura della trasparenza e della responsabilità; Definire e condividere metodi e strumenti per supportare le scuole nell analisi e nell impiego efficace dei dati emersi dall autovalutazione e dalla valutazione esterna per progettare e realizzare le attività di miglioramento

10 Metodo Interviste qualitative con il Team di Miglioramento e i consulenti delle medesime scuole; Questionario di valutazione finale (uno per ciascun Team di Miglioramento)

11 Strumenti Questionari online; Interviste semi-strutturate individuali e di gruppo;

12 Campione Questionario online a tutti i Team di Miglioramento; Interviste a sei scuole campione: una per ciascuna regione delle Regioni PON (4 scuole, Palermo, LaMezia Terme, Bari, Napoli); una al centro (Pisa); una al nord (Torino).

13 Ipotesi L accompagnamento del miglioramento con strumenti strutturati permette un processo più documentato e più guidato. Questo dovrebbe: Semplificare il processo stesso e renderlo più efficace; Rendere più utilizzabili e spendibili i dati a disposizione della scuola; Migliorare la capacità di monitoraggio, valutazione e bilancio sociale della scuola.

14 Strumenti proposti alle scuole

15 Strumenti prima fase: obiettivi Supportare le scuole a individuare e mettere in relazione criticità/problemi, cause e azioni necessarie da realizzare per ottenere i miglioramenti voluti al fine di progettare Piani di Miglioramento fattibili, monitorabili e modificabili in corso d opera. Supportare le scuole nella declinazione di un piano attuativo per perseguire gli obiettivi di miglioramento prefissati, stabilendo con il TpM aree da migliorare, tempi e modi di attuazione delle relative azioni di miglioramento, sulla base del grado di priorità attribuito ad esse da ciascuna scuola.

16 Strumento 1: albero dei problemi a cosa serve A supporto della compilazione della prima sezione del PdM, con particolare riferimento allo Scenario di riferimento e alle Idee guida del Piano di Miglioramento, colonna criticità individuate/piste di miglioramento Ogni casella corrisponde ad un problema. Illustra, in senso verticale dal basso verso l alto, i legami causa-effetto tra i problemi identificati. La gerarchia verticale prevede che le cause stiano in basso e gli effetti in alto. In questo modo, i problemi di ordine generale risulteranno situati in alto, quelli più specifici via via più in basso.

17 Strumento 2: albero degli obiettivi a cosa serve A supporto della compilazione della prima sezione del PdM, con particolare riferimento allo Scenario di riferimento e alle Idee guida del Piano di Miglioramento, colonne criticità individuate/piste di miglioramento Punti di forza della scuola/risorse Generale: fa riferimento all impatto di più ampia portata al quale un progetto o programma vuole contribuire. Obiettivo Specifico: rappresenta lo scopo principale che è alla base di un intervento e illustra le trasformazioni o i benefici che i gruppi destinatari dovrebbero ottenere da quell intervento. Corrisponde ai risultati desiderati e si colloca nel breve medio periodo. Operativo: detto anche strumentale perché concorre al raggiungimento dell obiettivo specifico, indica le realizzazioni tangibili frutto delle attività implementate.

18 Strumento 3: quadro logico a cosa serve A supporto della compilazione della prima sezione del PdM, con particolare riferimento alle Idee guida del Piano di Miglioramento, colonne obiettivi strategici e indicatori, e alla seconda sezione del PdM, con particolare riferimento al ciclo Plan-Do-Check-Act, colonne obiettivi operativi e indicatori di valutazione LOGICA DI INTERVENTO INDICATORI OGGETTIVAMENTE VERIFICABILI FONTI DI VERIFICA CONDIZIONI ESTERNE O IPOTESI Obiettivo generale (impatti) Benefici per la società in generale ai quali il progetto contribuirà Come sarà misurato il raggiungimento dell obiettivo generale (indicatori di quantità, qualità e tempo) Fonti di informazione e metodi utilizzati per raccoglierle Obiettivi specifici (risultati) Benefici diretti (SMART) di cui godranno i destinatari grazie al progetto Come sarà misurato il raggiungimento degli obiettivi specifici (indicatori di quantità, qualità e tempo) Fonti di informazione e metodi utilizzati per raccoglierle Se gli obiettivi specifici sono raggiunti, quali presupposti devono verificarsi per raggiungere l obiettivo generale? Obiettivi operativi (realizzazioni, prodotti) Servizi e prodotti tangibili ottenuti a seguito delle attività realizzate Come sarà misurato il raggiungimento dei risultati (indicatori di quantità, qualità e tempo) Fonti di informazione e metodi utilizzati per raccoglierle Se i risultati sono raggiunti, quali presupposti devono verificarsi per raggiungere gli obiettivi specifici? Attività Azioni necessarie al raggiungimento dei risultati desiderati Come sarà misurato il raggiungimento dei risultati (indicatori di quantità, qualità e tempo) Fonti di informazione e metodi utilizzati per raccoglierle Se le attività sono realizzate, quali presupposti devono verificarsi per raggiungere i risultati? Precondizioni

19 Strumento 1: specificare le attività a cosa serve A supporto della compilazione della seconda sezione del PdM, con particolare riferimento al ciclo Plan-Do-Check-Act e allo Schema di andamento per le attività del progetto obiettivi specifici/risultati attesi obiettivi operativi/realizzazio ni attese attività chi fa cosa fa quando inizia quando dove come risorse quando dovrebbe finire quanto dura umane materiali finanziarie attività obiettivo generale obiettivo specifico 1 obiettivo operativo 1.1. attività attività attività obiettivo operativo 1.2. obiettivo operativo 1.3. obiettivo operativo 1... obiettivo specifico 2 obiettivo specifico 3 obiettivo specifico... E utile per definire cosa fare, ovvero definire le attività da realizzare, individuando chi fa cosa, quando e per quanto tempo, con quali risorse...

20 Il piano di miglioramento 1. Composizione del Team per il miglioramento; 2. Prima sezione: Le sezione del RAV 3. Seconda sezione: La linea strategica del Piano di Miglioramento 4. Terza sezione: le attività di miglioramento per ciascun obiettivo di processo che risulti importante per la scuola 5. Quarta sezione: Budget complessivo del PdM 6. Quinta sezione: Attività finali del PdM -Valutazione e diffusione dei risultati e bilancio sociale

21 Il Team per il Miglioramento (TpM) Ha la responsabilità della scelta dei percorsi di miglioramento e dell organizzazione dei progetti da avviare all interno della scuola. Presenza del DS e DSGA richiesta; La titolarità del PdM è sempre del DS; E una cinghia di trasmissione con la comunità scolastica; Pro e contro di avere un legame con il nucleo di autovalutazione. In VSQ e Vales era accompagnato da un consulente esterno.

22 Prima sezione: Le sezione del RAV Esito degli studenti Descrizione delle priorità Descrizione dei traguardi Motivazione delle priorità Risultati scolastici Risultati nelle prove standardizzate Competenze chiave e di cittadinanza Risultati a distanza Importante motivare perché sono state scelte alcune priorità; Le priorità si riferiscono agli obiettivi generali che la scuola si prefigge di realizzare nel lungo periodo attraverso l azione di miglioramento. Le priorità che la scuola si pone devono necessariamente riguardare gli esiti degli studenti.

23 Esplicitare le relazioni tra priorità ed obiettivi di processo Area di processo Descrizione degli obiettivi per area Relazione tra gli obiettivi di processo e le priorità individuate Curricolo, progettazione e valutazione Ambiente di apprendimento Inclusione e differenziazione Continuità ed orientamento Orientamento strategico e organizzazione della scuola Sviluppo e valorizzazione delle risorse umane Integrazione con il territorio e rapporti con le famiglie Attenzione a non trascurare processi importanti della scuola, ma che sembrano meno legati agli esiti nell immediato; Gli obiettivi di processo rappresentano una definizione operativa delle attività su cui si intende agire concretamente per raggiungere le priorità strategiche individuate. Essi costituiscono degli obiettivi operativi da raggiungere nel breve periodo (un anno scolastico) e riguardano una o più aree di processo.

24 Seconda sezione: La linea strategica del Piano di Miglioramento La riflessione sulla relazione tra gli obiettivi di processo e le priorità individuate permette di identificare la Linea Strategica del Piano di Miglioramento. La strategia è la riflessione di insieme che orienta la scelta degli obiettivi e che indica le modalità con le quali l amministrazione intende perseguirli (delibera 112/2010 della CIVIT p.12). Viene chiesto di collegare la Linea Strategica con i Traguardi a lungo termine della scuola. IMPORTANZA DELLA VISIONE OLISTICA e SISTEMICA DELLA SCUOLA

25 La necessità dell intervento L importanza di un criterio di necessità. Fattibilità * Impatto = necessità dell intervento Alcuni possibili criteri di scelta: importanza: si valuta in base alla relazione con gli scopi da conseguire e alla rilevanza degli effetti del problema per coloro che ne subiscono le conseguenze; urgenza: è determinata dalla rapidità con la quale il problema è in grado di provocare effetti negativi; probabilità di successo: a parità delle altre condizioni, questo criterio serve ad orientare la decisione, nel senso che normalmente si ritiene utile affrontare i problemi rispetto ai quali si ritiene di avere maggiori probabilità di riuscita, che non quelli che più facilmente possono esporre al fallimento e alla frustrazione; rapporto costi-benefici: sempre a parità delle precedenti condizioni, la decisione dovrebbe ispirarsi al criterio dell efficienza, ossia al rapporto ottimale tra il risultato che si pensa possibile ottenere e le risorse umane, finanziarie e materiali da impiegare.

26 Terza sezione: le attività di miglioramento Dagli obiettivi di processo agli obiettivi operativi; Descrizione di: Attività; Risorse; Monitoraggio; Possibilità di sviluppo. Tempistica delle microattività Descrizione delle singole attività a partire dagli obiettivi di processi ritenuti più necessari.

27 Sezioni globali finali Quarta sezione: Budget complessivo del PdM Definizione del budget per le diverse attività; Possibilità dei PdM a costo zero Quinta sezione: Attività finali del PdM -Valutazione e diffusione dei risultati e bilancio sociale Importanza di utilizzare la mappa di indicatori del RAV; Importanza delle azioni di bilancio sociale.

28 Alcuni spunti di riflessione La condivisione del linguaggio; La condivisione della missione della scuola (e delle priorità individuate nel RAV); L approccio data-driven; La visione degli obiettivi a breve termine (obiettivi di processo) e di quelli a lungo termine (traguardi); La capacità del TpM di confrontarsi ed esprimersi.

29 Esercitazione Riflessione su un RAV (non buona pratica, tratto da Vales); Riflessione sulla sezione 5, che viene ripresa dalla prima parte del PdM; Dalle criticità agli obiettivi di processo, passando per le priorità.

30 Grazie per l attenzione.

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