STATUTO DI ABI-COOP PIACENZA A R.L.

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1 STATUTO DI ABI-COOP PIACENZA A R.L. TITOLO I COSTITUZIONE SEDE SCOPO - OGGETTO SOCIALE DURATA Articolo 1 COSTITUZIONE E SEDE E costituita una società Cooperativa con la denominazione di ABI-COOP PIACENZA Società cooperativa a responsabilità limitata. L organo amministrativo ha facoltà di istituire succursali, filiali, agenzie ed uffici amministrativi, nonché di variare l indirizzo della società, purchè nell ambito dello stesso Comune. Spetta invece all assemblea decidere l istituzione o la soppressione di sedi secondarie, nonché il trasferimento in altri comuni. Essa opera come Cooperativa edilizia di abitazione ai sensi delle vigenti disposizioni di legge. Articolo 2 - SCOPO MUTUALISTICO Lo scopo che i soci della cooperativa intendono perseguire è quello di ottenere, nell ambito dell oggetto sociale, tramite la gestione in forma associata e alle migliori condizioni, il soddisfacimento dei propri bisogni abitativi e di quelli ad essi collegati. Articolo 3 - OGGETTO SOCIALE La società ha per oggetto principale l assegnazione di case di abitazione economico popolare, realizzate, recuperate o comunque acquisite dalla cooperativa, anche in proprietà o con patto di futura vendita, ai soci che, avendone i requisiti, ne facciano richiesta. Ha inoltre lo scopo di fornire agli stessi soci e ai loro familiari, direttamente o indirettamente, servizi volti a favorirne la partecipazione, l integrazione sociale, il miglioramento della cultura associazionistica, l elevazione culturale, il godimento del tempo libero, la salvaguardia della salute ed il miglioramento dell abitare. A tal fine la società può, a mero titolo indicativo: - acquistare ed acquisire terreni, anche in diritto di superficie; - acquistare, alienare, costruire, permutare, ristrutturare, gestire ed amministrare immobili o porzioni di essi, anche in usufrutto; - compiere operazioni per l acquisizione e la completa gestione di mezzi finanziari; - contrarre mutui e finanziamenti anche con garanzie ipotecarie. Può comunque compiere tutti gli atti necessari e/o utili per il raggiungimento dell oggetto sociale e dei relativi fini mutualistici, ai sensi dell art del codice civile, svolgendo la propria attività anche con terzi. Inoltre promuove l autofinanziamento della Cooperativa, stimolando lo spirito di previdenza e risparmio dei soci e ricevendo prestiti da essi esclusivamente per il conseguimento dell oggetto sociale, secondo le forme previste dalla legge e da apposito regolamento approvato dall assemblea e nel rispetto della normativa tempo per tempo vigente. E vietata la raccolta del risparmio fra il pubblico sotto ogni forma. Può aderire ad associazioni, società, albi, consorzi ed organismi che si propongono la tutela, il coordinamento ed il miglioramento delle attività rientranti negli scopi sociali. Articolo 4 DURATA La durata della società è stabilita fino al 31 dicembre 2100 e potrà essere prorogata con delibera dell assemblea straordinaria. TITOLO II SOCI Articolo 5 NUMERO E REQUISITI DEI SOCI - Il numero dei soci è illimitato e non può 1

2 essere inferiore al minimo stabilito dalla legge. Possono far parte della società tutte le persone fisiche che non abbiano interessi contrari ad essa, aderiscano al suo statuto e vengano ammessi dal Consiglio di Amministrazione. Non possono divenire soci quanti esercitano in proprio imprese identiche o affini a quella della cooperativa. Non possono essere soci gli interdetti e gli inabilitati. La perdita sopravvenuta del possesso di uno qualsiasi dei requisiti sopra indicati importa l automatica esclusione del socio, ai sensi del successivo art. 12. I requisiti soggettivi eventualmente richiesti dalle disposizioni di legge agevolative, di cui la società si avvalga per il raggiungimento dell oggetto sociale, non costituiscono requisiti per l assunzione della qualità di socio, ma unicamente per beneficiare delle attività e servizi mutualistici realizzati con il ricorso alle agevolazioni disposte dalla legge. Nel rapporto con i soci, sia al momento della costituzione che dello svolgimento del rapporto stesso, la società si impegna a rispettare il principio di parità di trattamento. Articolo 6 AMMISSIONE - Chi intende essere ammesso come socio deve presentare al Consiglio di Amministrazione domanda scritta. Il Consiglio di Amministrazione, verificata l esistenza o meno dei requisiti e di eventuali cause di incompatibilità, delibera sulla domanda di ammissione. La deliberazione di ammissione deve essere comunicata all interessato e annotata a cura degli amministratori nel libro dei soci. La qualità di socio si acquisisce definitivamente con il versamento, entro il termine perentorio di 15 giorni dall avvenuta comunicazione dell ammissione, di almeno una quota sociale e di quant altro debitamente deliberato. Il Consiglio di Amministrazione deve entro sessanta giorni motivare la deliberazione di rigetto della domanda di ammissione e comunicarla agli interessati. In tal caso chi ha proposto la domanda può, entro sessanta giorni dalla comunicazione del diniego, chiedere che sull istanza si pronunci l Assemblea, la quale delibera sugli eventuali ricorsi in occasione della sua prima successiva convocazione. Nella relazione al bilancio gli amministratori illustrano le ragioni delle decisioni assunte con riguardo all ammissione dei nuovi soci. Articolo 7 QUOTE - Il valore nominale di ciascuna quota non può essere inferiore a venticinque Euro né superiore a cinquecento Euro. Le quote sono indivisibili e nominative. Esse possono essere sottoposte a pegno o vincolo e cedute con effetto verso la società solamente con il consenso del Consiglio di Amministrazione. Il trasferimento delle quote è disciplinato dall art del codice civile. Articolo 8 OBBLIGHI DEI SOCI Il socio è tenuto: a. all osservanza dello statuto, dei regolamenti e delle deliberazioni validamente assunte dagli organi sociali; b. a contribuire al conseguimento dello scopo mutualistico e alla realizzazione dell oggetto sociale; c. a rispettare puntualmente gli impegni assunti con gli atti contrattuali che disciplinano i rapporti in corso con la Società. Articolo 9 CESSAZIONE - Il socio cessa di appartenere alla società per recesso, per esclusione, per causa di morte. La cessazione, sia per recesso che per esclusione, ha effetto dal ricevimento da parte del socio del provvedimento del Consiglio di Amministrazione e determina pure la risoluzione di diritto dei rapporti mutualistici in corso tra socio e società. Articolo 10 SUCCESSIONE ANZIANITA DI ISCRIZIONE In caso di morte, l anzianità di iscrizione del Socio passa agli eredi legittimi, discendenti, ascendenti, fratelli, sorelle e coniuge superstite, purché convi-venti col defunto. Questa anzianità non sarà operativa fino a che non sarà designato un solo erede onde fare la variazione nominativa nel libro soci e fino a che il proposto non sarà accettato dal Consiglio, previo esame della sussistenza delle qualità necessarie per essere accettato come socio. 2

3 In mancanza di discendenza diretta l anzianità della quota si trasferirà al collaterale designato. L anzianità non si trasmette ulteriormente da un erede ad altro che non sia di lui discendente diretto. Articolo 11 RECESSO Il socio che intende recedere dalla società deve motivarlo con lettera raccomandata alla società. Il Consiglio di Amministrazione esamina la domanda entro sessanta giorni dalla ricezione. Se non sussistono i presupposti del recesso, gli amministratori devono darne immediata comunicazione al socio, che entro sessanta giorni dal ricevimento della stessa può proporre opposizione davanti al Tribunale. Il recesso ha effetto per quanto riguarda il rapporto sociale ed i rapporti mutualistici in corso, dalla comunicazione del provvedimento di acco-glimento della domanda. Articolo 12 ESCLUSIONE - L esclusione dalla società è pronunciata dal Consiglio di Amministrazione nei confronti dei soci: a) che perdano i requisiti per l ammissione o per i quali sorgano motivi di incompatibilità. b) che non effettuino il pagamento della quota sociale. c) che commettano gravi inadempienze delle obbligazioni derivanti dalla legge, dallo statuto, dai regolamenti e dalle deliberazioni validamente adottate dagli organismi sociali. d) che, salva l ipotesi di impossibilità temporanea per causa non imputabile al socio debitore e dopo formale sollecitazione, si rendano morosi nel versamento dei corrispettivi dovuti; la morosità temporanea è sanabile con il pagamento del dovuto, oltre interessi stabiliti nei regolamenti sociali. e) che si rendano colpevoli di azioni pregiudizievoli e/o incompatibili con gli interessi della Cooperativa. f) nei casi previsti dagli articoli 2286 c.c. e 2288 comma 1 del codice civile. g) negli altri casi espressamente previsti dallo statuto. Articolo 13 - RICORSO - Contro la deliberazione di esclusione il socio può proporre opposizione davanti al Tribunale, nel termine di sessanta giorni dalla comunicazione del provvedimento. Articolo 14 - RIMBORSO - I soci receduti o esclusi hanno soltanto diritto al rimborso della quota sociale da essi effettivamente versata, calcolata sulla base del bilancio dell esercizio in cui si sono verificati il recesso o l esclusione e comunque in misura mai superiore al valore nominale. Tale rimborso dovrà aver luogo entro centottanta giorni dalla approvazione del primo bilancio consuntivo successivo alla cessazione. Articolo 15 PRESCRIZIONE I soci receduti o esclusi, gli eredi del socio defunto non possono più chiedere il rimborso di quanto ad essi dovuto, quando sia trascorso un periodo di un anno dall approvazione del bilancio. Tali quote andranno ad incrementare il fondo di riserva ordinario. Articolo 16 DIRITTO DI ESAME DEI LIBRI SOCIALI I soci hanno diritto di esaminare i libri indicati nel primo comma, numeri 1) e 3), dell art del codice civile. I soci, quando almeno un decimo del loro numero complessivo lo richieda, hanno diritto di esaminare, attraverso un rappresentante, eventualmente assistito da un professionista di sua fiducia, il libro delle adunanze e delle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione. I diritti di cui ai commi precedenti non spettano ai soci in mora coi pagamenti dovuti alla società e inadempienti rispetto alle obbligazioni sociali. Articolo 17 - RICORSO AD ARBITRATO Le controversie che dovessero insorgere tra i soci ovvero tra i soci e la cooperativa o promosse da amministratori, liquidatori e sindaci o promosse nei loro confronti che abbiano ad oggetto diritti disponibili, ad eccezione di quelle nelle quali la legge prevede l intervento obbligatorio del Pubblico Ministero, dovranno essere risolte da un Collegio Arbitrale composto di tre membri e da nominarsi dal Presidente dell Ordine degli Avvocati di Piacenza, il quale dovrà provvedere alla nomina entro trenta giorni dalla richiesta fatta dalla parte più diligente. Nel caso il soggetto designato non vi provveda nel termine previsto, la nomina sarà 3

4 richiesta al Presidente del Tribunale del luogo ove ha sede la Cooperativa. Il Collegio Arbitrale dovrà decidere entro novanta giorni dalla nomina secondo diritto. Per quanto non previsto si applicano le disposizioni del Decreto Legislativo 17 gennaio 2003 n. 5. TITOLO III SOCI UTENTI Articolo 18 OBBLIGHI DEL SOCIO UTENTE Il socio utente è obbligato ad osservare integralmente tutte le disposizioni del contratto di assegnazione in godimento dell alloggio, del regolamento per l uso degli alloggi e dei fabbricati della Cooperativa, del regolamento per la determinazione del canone d uso e del regolamento di condominio, ove esistente. Nei casi più gravi di violazione di tali obblighi il Consiglio di Amministrazione potrà revocare l assegnazione, con conseguente risoluzione del relativo contratto. Articolo 19 DIVIETO DI SUBLOCAZIONE Il socio utente non può, a pena di esclusione da socio e di risoluzione del contratto di assegnazione, sublocare o comunque concedere in qualsiasi modo, anche in parte, l alloggio o i locali concessigli dalla società, pure nel caso in cui il subconduttore sia un socio. Articolo 20 INAMMISSIBILITA AL CONCORSO PER ASSEGNAZIONE DELL ALLOGGIO Il socio o i componenti del suo nucleo familiare non possono concorrere all assegnazione di un alloggio della Cooperativa se uno dei membri risulti proprietario di altro alloggio idoneo e disponibile nel comune ove è posto l alloggio da assegnare o in comune limitrofo. Articolo 21 SUCCESSIONE In caso di decesso di un socio utente gli succede, nella qualità di socio e assegnatario, il coniuge superstite convivente, ovvero, in sua mancanza, nell ordine: a) i figli minorenni; b) il coniuge separato al quale il giudice abbia assegnato l alloggio; c) il convivente more uxorio; d) gli altri componenti del nucleo familiare conviventi alla data del decesso, ai sensi dell art. 17 L. 17/2/1992 n 179. In caso di separazione giudiziale, di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili dello stesso, nella assegnazione e nel contratto di affitto, al socio utente succede l altro coniuge, se la casa familiare gli sia stata assegnata dal giudice. In caso di separazione consensuale o di nullità di matrimonio, al socio utente succede, nell assegnazione e nel contratto di affitto, l altro coniuge, se tra i due si sia così convenuto. In caso di recesso di un socio utente, il contratto perdurerà con uno dei componenti il nucleo famigliare del socio receduto, intendendo per tali, nell ordine, il coniuge convivente (a cui spetta di abitare la casa familiare, in caso di separazione giudiziale, di scioglimento del matrimonio e di cessazione degli effetti civili di esso), i parenti e gli affini entro il 2 grado, a condizione che il subentrante abbia convissuto continuativamente ed anagraficamente con chi recede da almeno due anni e che il recedente non sia moroso né inadempiente nei confronti della società, né abbia abbandonato l alloggio senza autorizzazione. Nel caso più siano i componenti del nucleo familiare aventi diritto a subentrare nel contratto di locazione, esso continuerà con quello dei membri designato di comune accordo tra essi. Tale designazione dovrà essere comunicata per iscritto alla sede sociale, pena la decadenza, entro il termine di due mesi dall avvenuto recesso. Il subentrante avrà diritto a sottoscrivere con la società un nuovo contratto di utenza. Il trasferimento dell assegnazione, in ogni caso, non potrà avvenire se il subentrante non è in possesso dei requisiti per l assegnazione richiesti dalla legge e dal presente statuto e se, all atto della stipula del contratto, egli non risulti socio della Cooperativa. 4

5 Articolo 22 RECESSO DELLA SOCIETA Qualora il socio utente (o anche un membro del suo nucleo familiare) risulti o divenga proprietario di un immobile idoneo ad uso abitazione nello stesso comune in cui è posto l alloggio assegnato o in comune limitrofo, ovvero non occupi continuativamente e personalmente l alloggio senza giustificato motivo, il Consiglio di Amministrazione può recedere dal contratto. Il socio in questo caso ha diritto alla restituzione delle somme versate a titolo di anticipazione in conformità a quanto previsto dai precedenti articoli 14 e 15. Articolo 23 RINVIO AI REGOLAMENTI Salvo quanto previsto dalla normativa vigente, i criteri per l assegnazione degli appartamenti ai soci, la stipula dei contratti di assegnazione, i rapporti fra i soci utenti e società nonché le norme d uso sono stabiliti da appositi regolamenti, predisposti dal Consiglio di Amministrazione e approvati dall Assemblea ordinaria. Ai fini della redazione delle graduatorie di assegnazione non viene computata l anzianità del socio relativa al periodo in cui egli risulti assegnatario nel godimento di un alloggio. TITOLO IV ORGANI DELLA SOCIETA Articolo 24 - ORGANI DELLA SOCIETA - Sono organi della Società: a. l Assemblea dei soci b. il Consiglio di amministrazione c. il Presidente d. il Collegio sindacale. Articolo 25 NATURA DELL ASSEMBLEA DEI SOCI - L assemblea dei soci è ordinaria e straordinaria in relazione alla materia che forma oggetto delle sue deliberazioni. L Assemblea regolarmente costituita rappresenta l universalità dei soci e le sue deliberazioni, assunte in conformità allo Statuto ed alle leggi in vigore, sono vincolanti anche per i soci assenti e per quelli dissenzienti. L Assemblea può essere convocata o come assemblea generale di tutti i soci o per assemblee separate. Articolo 26 ASSEMBLEA GENERALE DI TUTTI I SOCI: CONVOCA-ZIONE La relativa convocazione deve essere effettuata a cura del Presidente, in sede idonea scelta dal Consiglio di Amministrazione nel comune dove ha sede la società o in comuni della Provincia di Piacenza e per iniziativa dello stesso mediante avviso da affiggere presso la sede sociale, da pubblicare sul quotidiano locale Libertà e da inviare a ciascun socio mediante lettera semplice all indirizzo indicato nel libro dei soci, il tutto almeno quindici giorni prima di quello fissato. In mancanza dell adempimento delle suddette formalità, l assemblea si reputa validamente costituita quando siano presenti o rappresentati tutti i soci con diritto di voto, tutti gli amministratori e tutti i sindaci effettivi. Articolo 27 ASSEMBLEA ORDINARIA L assemblea ordinaria: a) approva il bilancio; b) nomina gli amministratori, i sindaci e il Presidente del Collegio Sindacale; c) delibera sulle responsabilità degli amministratori e dei sindaci; d) approva tutti i regolamenti interni; e) delibera su tutti gli altri oggetti attinenti alla gestione sociale riservati alla sua competenza dalla legge e dal presente Statuto e comunque su quelli sottoposti al suo esame per decisione del Consiglio di Amministrazione f) delibera sull ammontare dei gettoni di presenza ai consiglieri e sul compenso ai sindaci. Essa ha luogo una volta all anno entro centoventi giorni dalla chiusura dell esercizio sociale e quante altre volte il Consiglio di Amministrazione lo creda necessario o ne sia fatta richiesta per iscritto, con indicazione della materia da trattare, dal Collegio 5

6 Sindacale o da almeno un decimo dei Soci. In questi ultimi casi, la convocazione dovrà avere luogo senza ritardo dalla data della richiesta. L assemblea straordinaria viene convocata per deliberare sugli oggetti espressamente previsti dall articolo 2365 del codice civile (modificazioni dello Statuto, nomina, sostituzione e poteri dei liquidatori) e sulle altre materie stabilite dalla legge. Articolo 28 COSTITUZIONE DELL ASSEMBLEA E VALIDITA DELLE DELIBERAZIONI In prima convocazione l assemblea ordinaria e straordinaria è regolarmente costituita con la presenza della metà più uno dei soci aventi diritto al voto. In seconda convocazione l assemblea ordinaria è regolarmente costituita qualunque sia il numero dei soci intervenuti aventi diritto al voto, mentre l assemblea straordinaria è regolarmente costituita con la partecipazione di oltre un terzo del capitale sociale e delibera con il voto favorevole di almeno i due terzi del capitale rappresentato in assemblea. L assemblea ordinaria e straordinaria regolarmente costituita delibera validamente a maggioranza assoluta dei voti su tutti gli oggetti posti all ordine del giorno, salvo che su scioglimento, proroga, trasformazione e liquidazione della società, revoca dello stato di liquidazione, trasferimento della sede sociale all estero e cambiamento dell oggetto sociale, nei quali casi delibera l assemblea straordinaria con il voto favorevole di più di un terzo del capitale sociale e salvi tutti gli altri casi in cui la legge preveda una maggioranza qualificata. La seconda convocazione deve avere luogo almeno ventiquattro ore e non oltre trenta giorni dopo la prima. Articolo 29 ASSEMBLEE: VOTAZIONI Hanno diritto al voto nelle assemblee i soci che risultino iscritti nel libro dei soci da almeno novanta giorni e siano in regola con i versamenti dovuti a qualsiasi titolo alla Società. Ogni socio ha diritto ad un solo voto, qualunque sia il valore delle quote da lui sottoscritte. Il socio può farsi rappresentare nell assemblea mediante delega scritta da un altro socio che abbia diritto al voto, ma che non sia amministratore o dipendente e che non faccia parte del Collegio Sindacale. Di norma ogni socio delegato non può rappresentare più di due soci. Può rappresentare sino a cinque soci nelle assemblee per la cui regolare costituzione sia richiesta una partecipazione qualificata da parte dei soci. Le deleghe devono essere separate per ciascun socio delegante. Devono essere menzionate nel processo verbale dell assemblea e conservate fra gli atti sociali per almeno tre anni. Il Consiglio di Amministrazione può deliberare che il voto venga espresso per corrispondenza. In tal caso l avviso di convocazione spedito a ciascun socio deve contenere per esteso la deliberazione proposta. Se sono messe in votazione proposte diverse da quelle indicate nell avviso di convocazione, i voti espressi per corrispondenza non si computano ai fini della regolare costituzione dell assemblea. Le deliberazioni dell assemblea devono constare dal verbale, redatto senza ritardo e sottoscritto dal Presidente e dal Segretario, verbale che deve consentire, per ciascuna votazione e anche per allegato, l identificazione dei soci astenuti e dissenzienti, e nel quale devono essere riassunte, su richiesta dei soci, le dichiarazioni pertinenti all ordine del giorno. Ciascun socio astenuto o dissenziente su richiesta del Presidente ha l onere, ai fini dell eventuale impugnativa della delibera e quindi dell identificazione della sua dichiarazione di voto, di compilare gli appositi allegati predisposti e messi a disposizione dalla cooperativa. Le organizzazioni di rappresentanza delle cooperative possono essere invitate dal Consiglio di Amministrazione a partecipare senza diritto di voto con propri rappresentanti ai lavori dell assemblea. Articolo 30 PRESIDENZA DELL ASSEMBLEA L assemblea, tanto in sede ordinaria che straordinaria, è presieduta dal Presidente del Consiglio di Amministrazione e, in sua assenza, dal Vice Presidente o, in mancanza, dall amministratore più anziano di età. In mancanza dei predetti dalla persona eletta con il voto della maggioranza dei presenti. 6

7 L assemblea nomina un segretario e due scrutatori. Le deliberazioni devono risultare dal verbale sottoscritto dal Segretario e dal Presidente dell assemblea. Il verbale dell assemblea straordinaria deve essere redatto da un Notaio. Articolo 31 ASSEMBLEE SEPARATE Quando siano costituite le sezioni soci, ex articolo 2540 del codice civile, l assemblea generale di norma è costituita dai delegati eletti dalle assemblee separate delle sezioni soci. Per tali eventuali convocazioni dovranno essere osservate le seguenti formalità: a) le assemblee separate devono essere convocate con il medesimo avviso dell assemblea generale; b) le date di convocazione delle singole assemblee separate potranno essere diverse per ognuna di esse, ma la data dell ultima deve comunque precedere di almeno tre giorni quella fissata per la convocazione dell assemblea generale; c) anche per le assemblee separate dovrà essere indicata la data della prima e della seconda convocazione che dovrà essere di almeno ventiquattro ore successiva a quella della prima; d) nell avviso dovrà essere indicata la sede di convocazione di ciascuna assemblea separata; e) nell avviso dovrà essere chiaramente indicato che le assemblee separate sono convocate per discutere e deliberare sul medesimo ordine del giorno della assemblea generale e per l elezione dei propri delegati a questa assemblea; f) nell avviso dovrà essere indicato il rapporto voti-delegati stabilito dal Consiglio di Amministrazione in misura uguale per tutte le assemblee di sezione soci, fra un minimo di un delegato ogni quindici voti (o frazione) e un massimo di un delegato ogni cinque voti (o frazione). Per la partecipazione dei soci alle assemblee separate, per la costituzione e per la validità delle medesime e per le votazioni si applicano, in quanto compatibili, le norme contenute nel presente Statuto. Ogni socio ha diritto di partecipare all assemblea della sezione di cui fa parte o di farsi rappresentare da un altro socio della stessa sezione con le stesse modalità e con gli stessi limiti di cui all art. 29 di questo Statuto. Il Presidente del Consiglio di Amministrazione o, in sua vece, uno degli amministratori appositamente delegato dal Presidente interverrà a ciascuna assemblea separata e ne assumerà la presidenza. Ogni assemblea separata elegge fra i soci i delegati alla assemblea generale nella proporzione fissata dal Consiglio di Amministrazione. Articolo 32 ASSEMBLEA DEI DELEGATI L Assemblea generale è costituita dai delegati delle assemblee separate, i quali rappresentano i voti espressi nelle singole assemblee. L assemblea dei delegati, sia ordinaria che straordinaria, è valida in prima convocazione con la presenza dei due terzi dei delegati. In seconda convocazione l assemblea ordinaria è regolarmente costituita qualunque sia il numero dei delegati intervenuti, mentre l assemblea straordinaria è regolarmente costituita con la partecipazione di un numero di delegati che rappresenti oltre un terzo del capitale sociale. Questa delibera con il voto favorevole di almeno i due terzi del capitale rappresentato in assemblea. L assemblea ordinaria e straordinaria regolarmente costituita delibera validamente a maggioranza assoluta dei delegati presenti su tutti gli oggetti posti all ordine del giorno, salvo che su scioglimento, proroga, trasformazione e liquidazione della società, revoca dello stato di liquidazione, trasferimento della sede sociale all estero e cambiamento dell oggetto sociale, per cui occorrerà il voto favorevole di un numero di delegati che rappresenti almeno un terzo del capitale sociale, e salvi tutti gli altri casi in cui la legge preveda una maggioranza qualificata. La seconda convocazione deve avere luogo almeno ventiquattro ore e non oltre trenta giorni dopo la prima. Per ogni deliberazione dell assemblea generale il computo dei voti sarà fatto sommando i voti espressi per ciascuna deliberazione nelle assemblee separate e risultanti dalla 7

8 lettera di delega, sottoscritta dal Presidente e dal Segretario dell assemblea separata, della quale ogni delegato dovrà essere munito. L assemblea dei delegati ratifica a maggioranza assoluta dei presenti, la regolarità delle operazioni di somma dei voti prevista dal comma precedente con una sola votazione o, se qualcuno la richiede, con una votazione per ogni argomento all ordine del giorno. Qualora, in sede di assemblea generale la somma dei voti delle assemblee separate non consenta di definire una maggioranza precisa, il Consiglio di Amministrazione provvederà a convocare l assemblea generale di tutti i soci. Le deliberazioni dell assemblea generale dei delegati possono essere impugnate ai sensi dell art del codice civile anche dai soci assenti e dissenzienti nelle assemblee separate quando, senza i voti espressi dai delegati delle assemblee separate irregolarmente tenute, verrebbe meno la maggioranza richiesta per la validità della deliberazione. Le deliberazioni delle assemblee separate non possono essere impugnate autonomamente. Articolo 33 SEZIONE SOCI I soci della Cooperativa sono raggruppati in sezioni che costituiscono unità organiche del corpo sociale. Le sezioni soci hanno lo scopo: a) di promuovere e di consolidare tra i soci il vincolo associativo proprio dell organizzazione cooperativa; b) di instaurare e di coltivare rapporti più intensi tra il Consiglio di Amministrazione e la collegialità dei soci; c) di stimolare un attivo interessamento ed una partecipazione dei soci ai problemi ed alla vita dell impresa cooperativa; d) di facilitare la convocazione e lo svolgimento delle assemblee separate. Ciascuna sezione comprende i soci residenti nel territorio delimitato dal Consiglio di Amministrazione. I soci di una sezione che si riducono ad un numero minore di cinquanta saranno dal Consiglio di Amministrazione assegnati alla sezione più vicina. Articolo 34 ASSEMBLEE DI SEZIONE Le assemblee di sezione debbono essere sempre convocate dal Consiglio di Amministrazione come assemblee separate della assemblea generale dei soci, sia in sede ordinaria che in sede straordinaria. Articolo 35 CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE ELEZIONE La società è amministrata da un Consiglio di Amministrazione composto da un numero dispari di consiglieri, da nove a tredici, eletti dall Assemblea dei soci, previa determinazione del numero da nominare per il successivo triennio, nella proporzione di un mezzo (arrotondato per eccesso) di soci utenti e di un mezzo (arrotondato per difetto) di soci non utenti. Ogni socio vota due schede, una di utenti, l altra di non utenti, in ciascuna delle quali può indicare rispettivamente un numero di nomi non superiore a tre soci utenti ed a tre soci non utenti. Le schede contenenti un numero maggiore di nomi e/o contenenti promiscuamente nomi di soci utenti e non utenti, sono nulle. Le schede vengono depositate in due urne separate, una destinata ai candidati utenti, l altra ai non utenti. Chiusa la votazione ed eseguito lo spoglio delle schede, viene formata una duplice graduatoria. Si proclamano eletti i primi di ciascuna graduatoria, sino alla concorrenza del numero di consiglieri fissato per ogni categoria. In caso di parità di voti, si proclama eletto il socio più anziano di iscrizione. Nel caso che l assemblea generale si svolga con le modalità previste dall articolo 31, le operazioni di voto in ogni assemblea separata si svolgeranno secondo quanto sopra previsto per l assemblea generale. Prima della proclamazione degli eletti, da farsi da parte dell assemblea dei delegati, dovrà essere verificato che ogni sezione soci sia rappresentata da almeno un socio residente. Nel caso in cui ciò non si verifichi, si procederà alla sostituzione dell ultimo o degli ultimi degli eletti con il primo o i primi dei non eletti di dette sezioni. 8

9 Articolo 36 CONSIGLIERI I consiglieri restano in carica tre esercizi e sono rieleggibili nel limite massimo di tre mandati consecutivi. Essi scadono al momento della nomina del nuovo Consiglio di amministrazione, la quale deve essere votata nella stessa assemblea in cui viene approvato il bilancio alla fine del terzo esercizio. Salvo quanto previsto dall art comma 3 del codice civile per gli amministratori investiti di particolari cariche, l ufficio di consigliere è gratuito ed esente da cauzione. Ai consiglieri spetta un gettone di presenza il cui ammontare è determinato dall Assemblea. Essi sono revocabili in ogni momento. Articolo 37 SOSTITUZIONE DEGLI AMMINISTRATORI Se nel corso dell esercizio vengono a mancare uno o più amministratori, il Consiglio di Amministrazione provvede a sostituirli nei modi previsti all art del codice civile. Articolo 38 POTERI DEL CONSIGLIO Il Consiglio di Amministrazione è investito di ogni più ampio potere per tutti gli atti di gestione sia ordinaria che straordinaria della società, senza eccezione di sorta e segnatamente di tutte le facoltà per l attuazione e il raggiungimento degli scopi sociali. Articolo 39 PRESIDENTE E VICEPRESIDENTE Nella sua prima seduta il Consiglio di Amministrazione elegge al suo interno il Presidente ed il Vicepresidente. Al Presidente o, in caso di suo impedimento, al Vicepresidente spettano la firma e la rappresentanza della società. Essi sono revocabili dal Consiglio in qualsiasi momento. Articolo 40 CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE: POTERI DELEGATI Il Consiglio di Amministrazione può delegare parte delle proprie attribuzioni ad uno o più dei suoi membri. Non possono essere delegati i poteri in materia di redazione del bilancio di esercizio, convocazione dell assemblea, ammissione, recesso ed esclusione dei soci. Le decisioni assunte per delega del Consiglio di Amministrazione debbono essere comunicate allo stesso nella prima riunione successiva. Nella stessa riunione in cui approva il bilancio annuale da presentare all Assemblea, il Consiglio delibera sulle deleghe da attribuire per la durata di tutto l esercizio successivo. Le deleghe possono essere revocate dal Consiglio in qualsiasi momento. Articolo 41 ADUNANZA DEL CONSIGLIO Le adunanze del Consiglio di Amministrazione sono presiedute dal Presidente, in sua mancanza dal Vicepresidente e, in subordine, dal Consigliere più anziano d età. Il Consiglio di Amministrazione è convocato dal Presidente tutte le volte che egli lo riterrà opportuno oppure quando ne sia fatta domanda da almeno due consiglieri. La convocazione è fatta a mezzo di lettera contenente l ordine del giorno da spedirsi non meno di tre giorni prima dell adunanza e, nei casi urgenti, a mezzo di messo oppure di telegramma, in modo che consiglieri e sindaci effettivi ne siano informati almeno un giorno prima della riunione. Le adunanze sono valide quando intervenga almeno la maggioranza degli amministratori in carica. Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei voti. Le votazioni sono palesi. A parità di voti prevale il voto del Presidente. L amministratore dissenziente ha diritto di far risultare a verbale i motivi del proprio dissenso. Articolo 42 COLLEGIO SINDACALE: COMPOSIZIONE, DURATA E RETRIBUZIONE Il Collegio sindacale è composto dal Presidente del Collegio, da due membri effettivi e da due supplenti, eletti dall assemblea anche tra i non soci, purchè non si trovino nelle condizioni ostative di cui all art de codice civile. Tutti i membri effettivi e supplenti devono essere scelti tra gli iscritti nel registro dei revisori contabili istituito presso il Ministero della giustizia. I sindaci durano in carica tre esercizi finanziari e scadono alla data dell assemblea convocata per l approvazione del bilancio relativo all ultimo esercizio della loro carica; la cessazione dei sindaci per scadenza del termine ha effetto dal momento in cui il collegio è stato ricostituito. Essi possono essere rieletti. Essi possono essere revocati solo per giusta causa e con l approvazione da parte del Tribunale, ai sensi del secondo comma dell art del codice civile. La loro 9

10 sostituzione viene effettuata in conformità all art del codice civile. La retribuzione dei sindaci viene stabilita dall Assemblea in misura non superiore alle tariffe concordate a livello nazionale dalla Lega delle cooperative. Articolo 43 COLLEGIO SINDACALE: DOVERI E POTERI Il Collegio Sindacale controlla la corretta amministrazione della società, vigila sull osservanza delle leggi e dello Statuto, sull adeguatezza e sul concreto funzionamento dell assetto organizzativo, amministrativo e contabile. I sindaci possono in ogni momento procedere anche individualmente ad atti di ispezione e di controllo e chiedere agli amministratori notizie sull andamento delle operazioni e delle attività della società. Degli accertamenti eseguiti deve farsi constare nell apposito libro verbali previsto dall art comma 1 n. 5 del codice civile. I sindaci devono assistere alle sedute del Consiglio di Amministrazione ed alle assemblee. Il Collegio sindacale, oltre a tutti i compiti e i doveri stabiliti dalla legge e dallo Statuto, in particolare: a.- richiede la convocazione del Consiglio di Amministrazione o dell Assemblea quando le risultanze delle attività di vigilanza e di controllo svolte lo rendano opportuno, indicando gli argomenti sui quali tali organi sono invitati ad adottare i provvedimenti di competenza; b.- convoca l Assemblea, assolvendo ai relativi adempimenti, in caso di omissione o di ingiustificato ritardo da parte del Consiglio di Amministrazione o qualora, nell espletamento del suo incarico, ravvisi fatti censurabili di rilevante gravità e vi sia urgente necessità di provvedere. Articolo 44 COLLEGIO SINDACALE: RIUNIONI E DELIBERAZIONI Il collegio deve riunirsi almeno ogni 90 giorni. Il Consiglio di Amministrazione dichiara la decadenza del sindaco che, senza giustificato motivo, non partecipa a due riunioni del Collegio. Delle riunioni del Collegio deve redigersi il verbale, sottoscritto dagli intervenuti, nell apposito libro. Il Collegio è regolarmente costituito con la presenza della maggioranza dei componenti e delibera a maggioranza assoluta dei presenti. Il sindaco dissenziente ha diritto di far risultare a verbale i motivi del proprio dissenso. TITOLO V PATRIMONIO SOCIALE BILANCIO RISTORNI Articolo 45 - PATRIMONIO DELLA SOCIETA Il patrimonio della società è costituito: a. dal capitale sociale, che può non essere rappresentato da titoli, è variabile ed è formato da un numero illimitato di azioni dei soci cooperatori, ciascuna delle quali non potrà essere inferiore né superiore ai limiti di legge; b. dalla riserva legale; c. della eventuale riserva straordinaria e da ogni altro fondo di riserva costituito dall assemblea e previsto per legge. Le riserve sono indivisibili e, conseguentemente, non possono essere ripartite tra i soci cooperatori durante la vita della cooperativa, né all atto del suo scioglimento. Art IMPIEGO DEI CAPITALI I capitali disponibili e non investiti in costruzioni saranno amministrati secondo il criterio dell impiego che offra le massime garanzie possibili di sicurezza per i suoi depositanti e per la società stessa. Art. 47 ANTICIPAZIONI Il Consiglio di Amministrazione potrà chiedere ai soci assegnatari o richiedenti di alloggi versamenti a titolo di anticipazione rivalutabile al momento del rilascio dell alloggio con le modalità stabilite nel regolamento di assegnazione alloggi, qualora i mutui ottenuti non siano sufficienti a coprire l intero costo degli alloggi. I soci possono versare alla cooperativa (oltre a capitale sociale, quote di gestione e 10

11 anticipazioni) depositi a risparmio, da conferirsi esclusivamente per il conseguimento dell oggetto sociale. Le modalità e la durata dei conferimenti saranno determinati da apposito regolamento nei limiti di legge. Art RISTORNI Tenuto conto degli scopi sociali, nonché della situazione economica e finanziaria della cooperativa, il Consiglio di Amministrazione può proporre all assemblea che approva il bilancio la deliberazione di un ristorno ai soci. Il ristorno può essere concesso ai soci soltanto in stretta ed esclusiva relazione allo scambio mutualistico e quindi alla loro effettiva partecipazione ad un programma edilizio. Pertanto non costituisce diritto soggettivo del socio e non spetta a tutti i soci indistintamente, ma soltanto ai soci che siano contemporaneamente assegnatari. L attribuzione del ristorno, prioritariamente destinata al consolidamento patrimoniale della società, può avvenire con un aumento delle singole partecipazioni, in deroga a quanto previsto dall art del codice civile. L entità delle quote da destinare al ristorno deve tenere conto prioritariamente del valore della prestazione mutualistica goduta dai medesimi, potendosi ridurre sino ad annullarsi quanto più quest ultima appaia vantaggiosa rispetto ai valori medi di mercato. In ogni caso l entità complessiva del ristorno eventualmente deliberato in ogni singolo esercizio non può mai superare il due per cento dell utile realizzato nell esercizio cui il ristorno si riferisce. Art. 49 ESERCIZIO SOCIALE - L esercizio sociale va dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Alla fine di ogni esercizio il consiglio di amministrazione provvede alla redazione del bilancio, da compilarsi in conformità ai principi di legge e con criteri di oculata prudenza. Gli amministratori e i sindaci della società, in occasione dell approvazione del bilancio di esercizio, nella relazione sulla gestione del Consiglio di Amministrazione (art del codice civile) e in quella sindacale (art del codice civile), indicano specificamente i criteri seguiti nella gestione sociale per il conseguimento dello scopo mutualistico. Il bilancio deve essere presentato all assemblea dei soci, per l approvazione, entro centoventi giorni dalla chiusura dell esercizio sociale. L assemblea che approva il bilancio delibera sulla distribuzione degli utili annuali destinandoli: a) a riserva legale nella misura non inferiore a quella prevista dalla legge; b) al Fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione secondo le previsioni di legge; c) a rivalutazione gratuita del capitale sociale, nei limiti ed alle condizioni previsti dall art. 7 della legge 31 gennaio 1992 n. 59; d) ad eventuale ripartizione dei ristorni nel rispetto dei limiti e delle modalità previste dal precedente articolo; e) la restante parte a riserva straordinaria. E fatto divieto di distribuire dividendi. E fatto divieto di remunerare gli strumenti finanziari conferiti dai soci in misura superiore all interesse massimo dei buoni postali fruttiferi aumentati di due punti e mezzo. Il controllo contabile sulla società è esercitato da una società di revisione iscritta nel registro istituito presso il Ministero della Giustizia. TITOLO VI SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE Articolo 50 NOMINA DEI LIQUIDATORI L assemblea che dichiara lo scioglimento della società dovrà procedere alla nomina di tre liquidatori, scegliendoli preferibilmente 11

12 tra i soci. Articolo 51 DISPOSIZIONI RELATIVE AGLI ALLOGGI Gli alloggi costruiti mediante finanziamenti e/o contributi previsti da leggi statali e/o regionali, non possono essere ceduti in proprietà, salva espressa previsione legislativa, e in caso di liquidazione o di scioglimento della cooperativa dovranno essere trasferiti alla competente Azienda Casa Emilia Romagna. Articolo 52 DESTINAZIONE DEL PATRIMONIO In caso di cessazione della cooperativa, l eventuale residuo attivo di liquidazione è destinato, nell ordine: a) al rimborso delle quote di capitale sociale effettivamente versate dai soci cooperatori; b) alla devoluzione al fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione di cui all art. 11, legge 31 gennaio 1992 n. 59. TITOLO VII DISPOSIZIONI GENERALI E FINALI Articolo 53 CLAUSOLE MUTUALISTICHE Le clausole mutualistiche di cui agli articoli 45 ultimo comma, 49 comma 5 e 52 del presente Statuto sono inderogabili. 12

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