Piano Integrato di Promozione della Salute

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1 Piano Integrato di Promozione della Salute

2 A cura del Dipartimento di Prevenzione Marina Azzu, Giuseppe Fadda

3 PREMESSA La pianificazione della promozione della salute triennale rappresenta per la nostra Azienda un momento essenziale per definire obiettivi e stabilire i risultati da raggiungere in termini di salute della popolazione. In coerenza con la pianificazione strategica aziendale (delibera n. 908 del 11/11/2014) e la pianificazione regionale, nel presente documento vengono indicate le linee di indirizzo, le attività aziendali per il triennio Oristano, Novembre Il Direttore Generale dott. Mariano Meloni

4 INDICE 1 INTRODUZIONE Pag. 1 2 CONTESTO DI RIFERIMENTO E ANALISI DEI BISOGNI Pag Contesto aziendale Pag Composizione socio-demografica della popolazione Pag Informazioni sanitarie ed epidemiologiche Pag. 4 3 LINEE STRATEGICHE DI INTERVENTO Pag. 7 4 RUOLO DELL AZIENDA SANITARIA Pag. 8 5 PORTATORI D INTERESSE Pag La famiglia Pag Asili nido Pag Scuola Pag Amministrazioni Comunali Pag Imprese Pag Volontariato Pag INFORMAZIONE/FORMAZIONE ESTERNA Pag COMUNICAZIONE SANITARIA Pag Comunicazione interpersonale Pag Comunicazione attraverso i media Pag AREE DI INTERVENTO Pag Riduzione del carico prevenibile ed evitabile di morbosità, mortalità e disabilità delle malattie non trasmissibili 8.2 Prevenire la conseguenze dei disturbi neurosensoriali

5 8.3 Prevenire le dipendenze da sostanze e comportamenti 8.4 Prevenire gli incidenti stradali 8.5 Prevenire gli incidenti domestici 8.6 Prevenire gli infortuni e le malattie professionali 8.7 Prevenire la malattie trasmissibili 8.8 Sistemi di rilevamento stato di salute 8.9 Promuovere l informazione nella comunità

6 1 INTRODUZIONE O In attuazione al Piano Nazionale della Prevenzione, al Piano Sanitario della Regione Sardegna, al Piano strategico Aziendale e al fine di rispettare le indicazioni contenute nel documento di razionalizzazione della spesa, la ASL di Oristano intende promuovere la salute dei suoi cittadini attuando i tre livelli di prevenzione: universale, nella popolazione a rischio e nelle complicanze e recidive di malattia. La ASL di Oristano è consapevole che rafforzando le azioni nel campo della prevenzione sia nel lungo periodo, al fine di ridurre il peso delle malattie cronico-degenerative, sia nel brevemedio periodo, al fine di contrastare i principali fattori di rischio, ricava benefici importanti accreditati dalla consapevolezza della validità di tali azioni: il tutto viene supportato da risultati positivi riscontrati nel tempo, sia in termini di beneficio collettivo sia di un forte risparmio sui costi sociali della sanità pubblica. Il concetto di salute, negli anni, ha subito una profonda evoluzione passando dal significato di semplice assenza di malattia a quello di uno stato di completo ed equilibrato benessere fisico, mentale e sociale (OMS, 1948). La salute è una risorsa per la vita quotidiana, non l obiettivo del vivere. La salute è un concetto positivo che valorizza le risorse personali e sociali, come pure le capacità fisiche. La salute si raggiunge allorché gli individui sviluppano e mobilitano al meglio le proprie risorse, in modo da soddisfare prerogative sia personali (fisiche e mentali), sia esterne (sociali e materiali). Salute e malattia non sono pertanto condizioni che si escludono a vicenda bensì punti terminali di una comune continuità. Per arrivare ad uno stato di completo benessere una persona, un gruppo, una comunità, deve essere capace di identificare e realizzare le proprie aspirazioni, soddisfare i propri bisogni e modificare positivamente l'ambiente circostante attraverso l acquisizione delle capacità di controllare quei fattori che determinano la loro salute (Empowerment to health). La promozione della salute è pertanto il processo che mette in grado le persone di aumentare il controllo sulla propria salute e di migliorarla, quindi non è una responsabilità esclusiva del settore sanitario ma va al di là degli stili di vita e punta al benessere. (Carta di Ottawa, 1986) Il Piano Integrato per la Promozione alla Salute della ASL di Oristano mette la Persona al centro del progetto di Salute all interno di un contesto ambientale che influenza l individuo nel favorire e/o mantenere le scelte di salute adottate. Il Piano trae origine dall analisi di contesto con l evidenza dei problemi di salute proprio del territorio della provincia di Oristano e si sviluppa secondo criteri di appropriatezza basandosi quindi principalmente su criteri di efficacia, efficienza, multidisciplinarietà, intersettorialità e sostenibilità in una logica di continuità con quanto delineato nel Piano Strategico Aziendale. 1

7 2 CONTESTO DI RIFERIMENTO E ANALISI DEI BISOGNI 2.1 Il contesto aziendale L Azienda Sanitaria Locale di Oristano svolge le funzioni assegnate di tutela e di promozione della salute degli individui e della collettività nel territorio della Provincia di Oristano. L'ASL è divisa in tre distretti che fanno riferimento ad ambiti territoriali definiti: - Distretto socio-sanitario Ghilarza - Bosa (comprendente 32 comuni); - Distretto socio-sanitario Oristano (comprendente 24 comuni); - Distretto socio-sanitario Ales - Terralba (comprendente 32 comuni). 2.2 Composizione socio-demografica della popolazione La provincia di Oristano, con una estensione di superficie pari a Kmq, è costituita da 88 comuni e ha una popolazione residente, al primo gennaio 2012, di abitanti con una densità abitativa di 53,84 ab./km². Il territorio provinciale coincide con quello di competenza dell ASL di Oristano. A) Informazioni demografiche e socio economiche Valori[*] 1. Popolazione residente totale e per distretto, stratificata per sesso e classi di età[1] (Fonte ISTAT anno 2012) M F Tot Popolazione totale > totale Distretto Oristano M F Tot > totale Distretto Ales-Terralba M F Tot > totale Distretto Ghilarza-Bosa M F Tot

8 >64 totale Densità di popolazione totale e per distretto (Fonte ISTAT anno 2012) Distretti Pop Km2 Densità Oristano ,61 84,78 Ales Terralba ,71 54,10 Ghilarza Bosa ,67 31,76 Totale ,99 53,84 3. Indice di vecchiaia totale e per sesso[2] (Fonte ISTAT anno 2012) M F Tot Indice di invecchiamento totale e per sesso[3] (Fonte ISTAT anno 2012) M F Tot 20,2 25,3 22,8 5. Tasso di natalità generale (Fonte ISTAT anno 2011) 6,9 6. Tasso di mortalità generale (Fonte ISTAT anno 2011) 7. Tasso di mortalità generale stratificato per sesso, non standardizzato per età (Fonte ISTAT anno 2011) 10,4 M F Tot 8. Popolazione straniera residente totale e per distretto M F Tot stratificata per sesso e classi di età (Fonte ISTAT anno 2011) > totale Tasso di disoccupazione (Fonte ISTAT anno 2011) M F Tot 13,7 17,2 15,1 10. Livelli di scolarità (Tasso di non conseguimento della scuola dell'obbligo (15-42 anni). Fonte ISTAT - Anno 2011) M F Tot 0,48% 0,67% 0,57% Dall esame dei dati riportati nella tabella, relativamente alla composizione per età della popolazione residente e alla sua struttura, si evidenzia una tendenza generale all invecchiamento della popolazione che si manifesta più marcato nei distretti di Ales- Terralba e di Ghilarza-Bosa, ove si registra anche una più bassa densità abitativa. 3

9 2.3 Informazioni sanitarie ed epidemiologiche B) Informazioni sanitarie ed epidemiologiche 1. Tasso di mortalità specifico per le principali cause di morte, totale e per M F Tot sesso, (Fonte ISTAT anno 2009;) Tasso di Mortalità 11,1 9,3 10,2 Tumore 4,0 2,0 3,0 cardiovascolare 3,9 3,7 3,8 respiratorio 0,6 0,5 0,6 digerente 0,5 0,4 0,4 traumatismi 0,5 0,4 0,5 2. Incidenza dei primi 30 DRG in consumo, totali e stratificati per regime di ricovero (Fonte: Banca Dati SDO regionale anno 2012) Si rimanda all allegato 1 della Pianificazione strategica Rapporto MMG/1000 abitanti (Banca dati aziendale anno 2012) 0,79 4. Rapporto PLS/1000 abitanti (Banca dati aziendale anno 2012) 0,1 5. Consumo di farmaci (spesa netta farmaceutica convenzionata anno 2012) pro capite Mortalità evitabile (Fonte ISTAT anno 2006; cause di morte DM 12/12/2001) 7. Ricoveri per 1000 abitanti (Fonte: Banca Dati SDO regionale anno 2012; escluso DRG 391)) 0,6 182,85 8. Mobilità extra regionale per ricoveri ospedalieri (Fonte: Banca Dati SDO regionale anno 2012) 9. Tassi di abortività *1000 abitanti (Fonte: Banca Dati SDO regionale anno 2012; DRG 381) ,6 C) Informazioni nell area dell assistenza collettiva, ambiente di vita e di lavoro 1. Numero di imprese industriali, stratificate per settore produttivo e dimensione (piccola, media e grande) (Banca dati aziendale anno 2012) [4] Numero di cantieri edili in attività (Banca dati aziendale anno 2012) Numero di allevamenti bovini, suini e ovini e numerosità dei capi (Banca dati aziendale anno 2012) N. allevamenti N. capi Numero di strutture di trasformazione e/o distribuzione alimentare per settore di attività (Banca dati aziendali anno 2012) [5] Produttori primari 102 Produttori e confezionatori 314 Distribuzione 785 Trasporti 405 Ristorazione

10 Produttori e confezionatori che vendono prevalentemente al dettaglio Infortuni sul lavoro, distinti per gravità (Banca dati aziendale anno 2012) Mortali 3 gravi 2 Medi 37 Lievi 85 Si riportano i valori ultimi disponibili, indicando a fianco e tra parentesi l anno e la fonte. [4] Direttiva UE Recommendation 2003/361/EC e modifiche e/o integrazioni. [5] Lattiero caseario, conserve alimentari, vitivinicolo...etc. Le statistiche di mortalità, pur se in maniera indiretta, danno indicazioni sulle patologie più frequenti nella popolazione e permettono di focalizzare l attenzione sull offerta delle prestazioni. European Short List - ICD10 Anno 2009 Oristano Sardegna Italia A00-B99 Malattie infettive e parassitarie 0,6% 1,4% 1,5% C00-D48 D50-D89 E00-E90 F00-F99 G00-H95 I00-I99 J00-J99 K00-K93 Tumore Mal. del sangue e degli organi ematop. ed alc. dist. imm. Malattie endocrine, nutrizionali e metaboliche Disturbi psichici e comportamentali Malattie del sistema nervoso e degli organi di senso Malattie del sistema circolatorio Malattie del sistema respiratorio Malattie dell'apparato digerente 29,3% 30,6% 29,7% 0,9% 0,5% 0,5% 4,8% 4,4% 4,4% 2,7% 2,9% 2,5% 3,9% 4,2% 3,8% 37,5% 33,8% 38,2% 5,5% 6,8% 6,8% 4,2% 4,9% 4,0% L00-L99 M00-M99 Malattie della pelle e del tessuto sottocutaneo Malattie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo 0,1% 0,1% 0,1% 0,8% 0,7% 0,6% N00-N99 Malattie del sistema genitourinario 2,6% 1,8% 1,7% O00-O99 P00-P96 Complicazioni della gravidanza, del parto e del puerperio Alcune condizioni che hanno origine nel periodo perinatale 0,0% 0,2% 0,2% 0,2% Q00-Q99 R00-R99 V01-Y89 Malformazioni congenite e anormalità cromosomiche Sintomi, segni, risultati anomali e cause mal definite Cause esterne di traumatismo e avvelenamento 0,2% 0,3% 0,2% 2,3% 1,9% 1,6% 4,5% 5,4% 4,2% Distribuzione percentuale delle cause di morte, anno

11 Il quadro epidemiologico nella provincia di Oristano non si discosta in maniera sostanziale da quello nazionale e regionale, con i due gruppi di patologie che maggiormente incidono nella salute delle persone: le malattie cardiovascolari ed i tumori che nell anno 2009 hanno rappresentato rispettivamente il 37% e il 29% circa di tutte le cause di morte. Rispetto all anno 2006 si è evidenziato in provincia un aumento delle cause di morte legate al tumore. Distribuzione percentuale per MDC del consumo dei DRG da parte dei residenti ASL 5 (Fonte: Banca Dati SDO regionale anni ) Numero Numero Distribuzione Distribuzione MDC Descrizione Casi Casi % % Anno Anno Anno Anno Malattie e disturbi dell'apparato cardiocircolatorio % 10% 8 Malattie e disturbi dell'apparato muscoloscheletrico e connettivo % 9% 6 Malattie e disturbi dell'apparato digerente % 10% 2 Malattie e disturbi dell'occhio % 7% Malattie e disturbi mieloproliferativi e tumori 17 poco differenziati % 6% 1 Malattie e disturbi del sistema nervoso % 6% 4 Malattie e disturbi dell'apparato respiratorio % 5% 14 Gravidanza, parto e puerperio % 6% Malattie e disturbi dell'apparato riproduttivo 13 femminile % 5% 11 Malattie e disturbi del rene e delle vie urinarie % 5% 7 Malattie e disturbi epatobiliari e del pancreas % 4% 9 Malattie e disturbi della pelle, del sottocutaneo e della mammella % 4% 3 Malattie e disturbi dell'orecchio, del naso e della gola % 4% 16 Malattie e disturbi del periodo neonatale % 3% 10 Malattie e disturbi endocrini, metabolici e nutrizionali % 3% 15 Malattie e disturbi del sangue e degli organi ematopoietici e del sistema immunitario % 3% 12 Malattie e disturbi dell'apparato riproduttivo maschile % 2% 23 Fattori influenzanti lo stato di salute ed il ricorso ai servizi sanitari % 2% 19 Malattie e disturbi mentali % 1% 18 Malattie infettive e parassitarie (sistematiche) % 1% Traumatismi, avvelenamenti ed effetti tossici 21 dei farmaci % 1% 25 Infezioni da HIV % 0% Pre % 0% NA % 0% 20 Uso di alcool o farmaci e disturbi mentali organici indotti da alcool o farmaci % 0% 24 Traumi multipli significativi % 0% 22 Ustioni % 0% TOTALE % 100% 6

12 Tra le patologie vascolari, le vasculopatie cerebrali, di pertinenza neurologica, rappresentano ben il 29% circa di questo gruppo e l ictus cerebrale rappresenta la causa più importante di disabilità cronica. Nel territorio della ASL Oristano si registra, in comune a quelle di tutta la regione Sardegna, un alta incidenza delle patologie autoimmuni, in modo particolare del diabete tipo 1, sclerosi multipla, artrite reumatoide ecc. Considerato che la crescita delle patologie cronico degenerative è correlata anche con l allungamento della vita, il quadro epidemiologico sopra descritto è complicato dal fatto che la nostra Provincia è caratterizzata da un alto indice di invecchiamento della popolazione. Le malattie soprattutto croniche tendono poi a coesistere contemporaneamente nello stesso individuo e il fenomeno è destinato ad aggravarsi progressivamente con l età. 3 LINEE STRATEGICHE DI INTERVENTO La crescita delle patologie cronico degenerative e l allungamento della vita danno luogo a bisogni assistenziali per i quali il territorio (medici di medicina generale, assistenza domiciliare, integrazione sociosanitaria) è la sede nella quale più efficacemente vengono soddisfatti i bisogni di salute. Occorre pertanto rendere il territorio in grado di svolgere il proprio ruolo, operando opportune modifiche organizzative e culturali e prevedendo la creazione di percorsi di prevenzione nella comunità. Pertanto nel continuare a perseguire questo obiettivo l azienda intende sperimentare un modello di integrazione degli interventi nelle diverse tematiche convogliando gli sforzi per la costituzione di una rete che travalichi i limiti del sistema sanitario aziendale e operi in un contesto intersettoriale in modo da offrire al cittadino una azione completa rivolta al miglioramento del suo stile di vita. La strategia più efficace per attuare politiche di salute, di sicurezza è investire nell area della prevenzione attraverso la combinazioni di azioni volte ad ottenere il consenso sociale per un programma di salute, attraverso le azioni di partnership con singoli individui o enti/associazioni che consentano di promuovere e tutelare la propria salute e attraverso il processo di mediazione al fine di conciliare i diversi interessi degli individui e della comunità nei diversi settori pubblico e privato. Investire nell area della prevenzione significa fare le opportune scelte che, sulla base dell analisi di contesto della realtà oristanese, porti il massimo beneficio alla comunità. Investire nella prevenzione e nel controllo delle malattie, soprattutto di quelle croniche, diventa pertanto quanto mai indispensabile anche al fine di migliorare la qualità della vita e il benessere sia a livello individuale che sociale. La prevenzione è efficace quanto più è duratura, quanto più si riesce a coinvolgere il singolo nel promuovere la propria salute e ad interagire con i servizi sanitari, essendo parte attiva della gestione delle malattie, e quanto più tale obiettivo è perseguito in collaborazione con i diversi settori istituzionali e del tessuto sociale ed economico (enti, associazioni, imprese, unità locali ecc.). Una riorganizzazione degli interventi rispetto al quadro epidemiologico sopra accennato richiede che gli stessi siano programmati in modo appropriato, sostenibile, misurabili attraverso indicatori e che abbiano l obiettivo di renderlo sistematico negli anni con lo sviluppo di un sistema più efficiente dell assistenza territoriale, ma necessita anche di un diverso approccio culturale nell erogazione dei servizi per il quale è necessario investire nella ricerca, nello sviluppo dei sistemi di comunicazione e nella formazione rivolta agli operatori. I progetti di Promozione alla Salute e le azioni con le quali si intende realizzarli sono orientati a incidere sui determinanti di salute in modo integrato in una logica di visione complessiva e di continuità fra Ospedale e Territorio. Nella convinzione che le caratteristiche individuali, i determinanti sociali e quelli ambientali quali ad esempio il reddito e il livello di 7

13 istruzione, possono influenzare i comportamenti salutari e lo stile di vita, ma anche le opportunità di salute. La scelta di una metodologia basata sulla progettazione partecipata ha l obiettivo di valorizzare appieno le competenze e le risorse interdisciplinari esistenti in azienda e ha come conseguenza la condivisione dell analisi dei bisogni e dell identificazione delle azioni da intraprendere. Un esempio in tal senso è il progetto Giocando e Mangiando miglioriamo gli stili di vita che è stato avviato nel 2013 e che prevede il coinvolgimento, oltre agli operatori ASL di varie professionalità sia territoriali che ospedaliere, del personale scolastico ma anche della famiglia a cui fanno parte i bambini destinatari dell azione del progetto. Questa Azienda intende quindi dare rilievo ai processi di comunicazione verso e con i cittadini al fine di accrescere la condivisione dei valori etici e degli obiettivi aziendali, diffondere fra i propri utenti l informazione e la consapevolezza in materia di salute al fine di favorire autonomia decisionale e scelte responsabili. Tra gli obiettivi di questa Asl, che si avvierà mediante la formazione dei professionisti, vi è l attivazione di un progetto di umanizzazione e qualificazione degli atti di cura che pone al centro la persona e non solo la patologia, e individua gli aspetti migliorabili nei diversi tipi di approccio relazionale di tutti gli operatori di questa Azienda. 4 RUOLO DELLA AZIENDA SANITARIA Nella nostra realtà aziendale sono presenti tre presidi ospedalieri che rendono necessario attuare un integrazione interna tra i dipartimenti territoriali e l ospedale affinché la promozione alla salute sia un attività trasversale che si sviluppi non solo nelle attività di prevenzione ma anche all interno della attività di cura in una prospettiva di continuità fra ospedale e territorio. Nel 2013 è istituita l Unità Strategica Aziendale per la Promozione della Salute composta da figure professionali afferenti a dipartimenti territoriali ed ospedalieri in grado di garantire una integrazione nelle azioni di prevenzione. L Unità svolge la funzione di indirizzo, di coordinamento delle attività di promozione alla salute con le conseguenti verifiche e valutazioni dei risultati delle iniziative attuate. È auspicabile che la struttura sanitaria conquisti un ruolo di stewardship nell ambito della promozione alla salute del cittadino e rappresenti per il cittadino un importante interlocutore, se non il primo, e il punto di contatto in ogni situazione di bisogno. Tale ruolo potrà sussistere se la ASL è in grado di assumere un ruolo di partnership con tutti gli stakeholder al fine di creare e mantenere buone relazioni tra loro e i conseguenti benefici della progettazione partecipata. 5 PORTATORI DI INTERESSE ( STAKEHORLDER ) 5.1 La famiglia La famiglia rappresenta la struttura portante, il pilastro su cui si fonda l intervento di promozione alla salute perché è il luogo dove ha inizio la conoscenza del mondo esterno del bambino e quindi dove si acquisiscono passivamente, per imitazione e successivamente con modalità più complesse le abitudini di vita di un individuo. 8

14 Negli ultimi decenni il rapporto genitori figli è stato caratterizzato da un cambiamento nelle relazioni interpersonali manifestandosi con una maggiore comunicazione tra le due componenti. Si parla di più, si espongono i bisogni, si spiegano i motivi, si incoraggiano i figli alle scelte. L'educazione è meno autoritaria, il modello precedente è stato sostituito da un nuovo modello di comunicazione, più positivo per il benessere dei figli e ha portato ad un cambiamento dei ruoli, delle responsabilità con una maggiore difficoltà nei comportamenti, nelle azioni educative e nella condivisione delle regole. Questa positiva comunicazione familiare tra genitori e figli svolge una funzione protettiva rispetto a scelte comportamentali di salute Asili nido L intervento di promozione alla salute attuato precocemente in un contesto, quale quello che si riscontra negli asili nido collegati tra loro dalla istituzione di una rete, offre la possibilità di mettere in comune le esperienze degli educatori e delle famiglie dei bambini delle strutture presenti nel territorio dei tre distretti sanitari e valorizzare il ruolo e le competenze degli educatori insieme all apporto di conoscenza di vita locale dei genitori e dei nonni. 5.3 Scuola La scuola offre un contributo fondamentale alla salute e al benessere degli studenti e di tutta la comunità scolastica, creando condizioni favorevoli per una corretta alimentazione e per lo sviluppo dell'attività motoria strutturata, educando verso abitudini alimentari adeguate, influenzando il benessere del bambino e dell'adolescente. La scuola appare come uno dei contesti educativi principali, luogo nel quale nascono sentimenti come il senso di appartenenza, si creano motivazioni, si influenzano i comportamenti sociali, si generano impegno e desiderio di partecipazione, non solo verso risultati scolastici o di successo. La scuola crea un contesto positivo di crescita verso un benessere bio-psico-sociale degli alunni e favorisce la nascita di sani comportamenti legati alla salute. Il rapporto positivo con gli insegnanti è fondamentale nell'adattamento scolastico dell'alunno, nella ricerca delle motivazioni personali e di gruppo, nell'impegno e nella partecipazione all'attività scolastica e sociale e riduce il numero di comportamenti aggressivi. Il coinvolgimento tra il gruppo dei pari e soprattutto i compagni di classe, gioca un ruolo importante nello sviluppare le buone relazioni interpersonali tra i coetanei e tra i ragazzi e gli adulti, e nella loro crescita. La scuola aumenta la responsabilità individuale e di gruppo, stimola la partecipazione alle attività nel contesto scolastico e favorisce l'accettazione dell'altro. Gli studi dimostrano che ragazzi positivi nei rapporti sociali hanno meno comportamenti rischiosi per la salute. Gli interventi efficaci di salute nel contesto educativo hanno un forte contenuto formativo e di promozione di crescita responsabile con un approccio il più possibile olistico a differenza dei minori risultati, sia in termini di rendimento scolastico che di salute, che si attengono con programmi che si basano principalmente sull informazione e sul solo intervento nelle classi. 5.4 Amministrazioni Comunali Il ruolo degli enti locali è fondamentale in quanto rappresentano il principale organismo di rappresentanza della comunità dove vengono adottate le decisioni che più direttamente possono influenzare la vita delle persone. 9

15 Di conseguenza è fondamentale attivare la collaborazione delle Amministrazioni Comunali della provincia di Oristano all interno della rete per promuovere salute e rendere stabili le azioni che facilitano l adozione di stili di vita salutari. Le amministrazioni comunali svolgono un ruolo importante nello sviluppo della comunità, anche per quanto riguarda gli aspetti urbanistici, e anche nella lettura dei bisogni dei propri cittadini e nell attivazione delle risorse di volontariato presenti sul territorio Imprese Le imprese, espressione dell elemento costitutivo economico-sociale della nostra Provincia, rappresentano il luogo dove sono adottate decisioni che possono influenzare direttamente la vita delle persone e dove i comportamenti dei singoli individui hanno forti ripercussioni sullo stato di salute e benessere della comunità Per questo è fondamentale attivare la collaborazione con le imprese della Provincia di Oristano al fine di promuovere comportamenti virtuosi e rendere stabili le azioni che facilitano l'adozione di atteggiamenti salutistici Associazioni Le Associazioni di volontariato rappresentano una risorsa importante per i cittadini e per il sistema sanitario, che occorre valorizzare e incentivare. Il mondo del volontariato ha l essenza nei cittadini che rappresentano i veri protagonisti delle esperienze realizzate nel territorio: le iniziative promosse sono sperimentate, avviate, continuate nel tempo. Pertanto la loro collaborazione all interno della rete sia come struttura organizzata vicina ai cittadini che come esso stesso cittadino che fornisce ma anche fruisce della comunicazione di promozione alla salute è fondamentale nel favorire il raggiungimento dell'obiettivo principale che è quello di contribuire all'accrescimento di consapevolezza nei cittadini riguardo al bene primario Salute e all uso appropriato dei servizi dell istituzione Sanità. 6 INFORMAZIONE/FORMAZIONE ESTERNA 6.1 Progetti di informazione/formazione Esterna Il processo di cambiamento culturale ed organizzativo che è alla base dei percorsi di promozione alla salute, richiede il sostegno di azioni di formazione rivolti agli operatori sociosanitari ed in generale a tutti i portatori di interesse. La ASL Oristano, a tal fine, programma all inizio di ogni anno le attività di informazione/formazione su richiesta di enti ed istituzioni stabilendo obiettivi, modalità e finanziamenti rientranti nell obiettivo generale di promozione della salute e/o diffusione dei saperi nella promozione delle attività locali volte al miglioramento qualitativo e di sicurezza. Inoltre promuove attraverso iniziative dirette o in accordo con enti (provincia, comuni, università) e istituzioni (scolastiche, associazioni di volontariato etc.) protocolli d intesa relativo a percorsi di informazione/formazione rivolta ai cittadini, associazioni di categorie, associazioni non profit. Tale attività viene erogata nei programmi annuali di promozione della salute. 10

16 7 COMUNICAZIONE SANITARIA AZIENDALE Parallelamente alle azioni di promozione della salute l azienda sanitaria persegue la corretta e puntuale informazione sanitaria al fine di sensibilizzare tutti i possibili stakeholder del territorio. I Sistemi di comunicazione posti in essere sono diversificati in relazione alla popolazione. 7.1 Comunicazione Interpersonale: In questa forma di comunicazione rientra quella del personale sanitario rivolta al cittadino attuata a diversi livelli nell ambito delle diverse strutture sanitarie aziendali secondo modalità e norme di comportamento codificate nel codice deontologico del personale dipendente. 7.2 Comunicazione attraverso i media: Le forme di comunicazione pubbliche sono diversificate con lo scopo di raggiungere tutte le fasce di popolazione anche attraverso nuovi sistemi. Comunicazione mediante: mezzo stampa: comunicazioni ufficiali attraverso la carta stampata nei maggiori quotidiani regionali di cui assume piena responsabilità, coerenza, trasparenza e legalità. interviste programmate: attività di divulgazione delle informazioni attraverso interviste programmate prodotte all interno dell azienda o con altri operatori accreditati/autorizzati condividendo modalità e contenuti; video messaggi: divulgazione delle informazioni attraverso video registrazioni realizzati all interno dell azienda o con altri operatori autorizzati; sito aziendale: pubblicazione di documenti, e comunicati stampa su argomenti specifici; social network (faceebook, twitter, you tube etc.): dialogo e scambio delle informazione con le nuove generazioni attraverso la rete web nel rispetto dei ruoli, della trasparenza, della legalità e del con rigore scientifico. 11

17 8 AREE DI INTERVENTO A. Riduzione del carico prevenibile ed evitabile di morbosità, mortalità e disabilità delle malattie non trasmissibili Numero Titolo del Progetto Responsabile 1 Il percorso nascita: nel consultorio familiare Dott.ssa M. A. Grimaldi Consultori familiari 2 Diabete Gestazionale: screening e diagnosi gestionale Dott. Onorato Succu 3 Fumo e Gravidanza Dott. Onorato Succu 4 Giocando e Mangiando miglioriamo gli stili di vita Dott. Giuseppe Fadda e Distretti 5 La Comunità promuove la salute Dott. Salvatore Ghiani 6 Dott.a Annalisa Mele, A Scuola Con e per il cuore Dott.a Rita Deidda, (118) Dott.a Eleonora Mureddu 7 Prevenzione delle complicanze del diabete attraverso la Gestione Integrata Dott. Francesco Mastinu, Prevenzione del diabete di tipo 2 e delle malattie 8 cardiovascolari nella popolazione ad alto rischio Dott. Francesco Mastinu attraverso la correzione dei fattori di rischio 9 Il Movimento è vita. Intervento per l incremento dell attività fisica nella popolazione pre-diabetica, Dott.a Alessandra Molari sovrappeso e obesa 10 Uso la testa uso le gambe: Promozione sana alimentazione e attività motoria Dott. Roberto Puggioni 11 Screening del carcinoma della cervice uterina Dott. Onorato Frongia 12 Screening mammografico Dott. Onorato Frongia 13 Screening del carcinoma del colon retto Dott. Onorato Frongia 14 Promozione qualità e sicurezza delle produzioni degli alimenti Dott. Giuseppe Fadda 15 Prevenzione della morte improvvisa giovanile Dott. Francesco Dettori 12

18 16 Ambulatorio pazienti dimessi con diagnosi di Sindrome coronaria acuta Dott. Antonio Caddeo B. Prevenire la conseguenze dei disturbi neurosensoriali Numero Titolo del Progetto Responsabile 17 Progetto di screening dei disturbi del visus Dott. Salvatore Ghiani C. Prevenire le dipendenze da sostanze e comportamenti Numero Titolo del Progetto Responsabile 18 Prevenzione del tabagismo nelle scuole Dott. Antonio Serra 19 Educazione alla salute e alla legalità Dott. Gianfranco Pitzalis 20 Prevenzione nelle scuole primarie e secondarie Dott. Gianfranco Pitzalis 21 Formazione/Informazione per la prevenzione del gioco d azzardo patologico Dott. Gianfranco Pitzalis D. Prevenire gli incidenti stradali Numero Titolo del Progetto Responsabile 22 SICURVIA. Programmi di intervento sull infortunistica stradale Dott. Antonio Serra E. Prevenire gli incidenti domestici Numero Titolo del Progetto Responsabile 23 Programma regionale di prevenzione degli incidenti domestici Dott. Antonio Serra 13

19 F. Prevenire gli infortuni e le malattie professionali Numero Titolo del Progetto Responsabile 24 Sicurezza in Agricoltura Dott.a M. Bruna Piras 25 Sicurezza in Edilizia Dott.a M. Bruna Piras I. Sistemi di rilevamento stato di salute Numero Titolo del Progetto Responsabile 1 Okkio alla Salute Dott.ssa A. Marrocu 2 Indagine HBSC Comportamenti collegati alla salute in età scolare Dott. Antonio Serra 3 Sistema di sorveglianza PASSI Progressi per le aziende sanitarie in Italia Dott.a Rita Serpi 4 Sistema di sorveglianza dellea qualità di vita delle persone con 65 o più anni ( PASSI d argento ) Dott. Paolo Congiu H. Promuovere l informazione nella comunità Numero Titolo del Progetto Responsabile 1 Decalogo per il buon uso del farmaco Dott. Luigi Cozzoli 14

20 1 - Il Percorso Nascita nel Consultorio Familiare Responsabile del progetto: Dott.ssa Maria Antonietta Grimaldi Analisi di contesto e Razionale I corsi di accompagnamento alla nascita (CAN) per le donne in gravidanza sono raccomandati in quanto occasione di condivisione e di crescita che, migliorando le capacità decisionali della donna, risultano associati a una minore esposizione a procedure e pratiche non appropriate e a migliori esiti di salute nell immediato e a distanza (M.E.Grandolfo, Basi epistemiologiche ed epidemiologiche e progettazione operativa, implementazione e valutazione dei Corsi di Accompagnamento alla nascita ). L Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda che i tagli cesarei non superino il 10-15% di tutti i parti e che tutte le donne siano poste nelle condizioni di allattare il proprio figlio esclusivamente al seno per i primi 6 mesi di vita e, insieme ad altri cibi, almeno sino a 2 anni. La percentuale di Tagli Cesarei per le donne residenti nella nostra ASL è risultata intorno al 32% nel I tassi di allattamento alla dimissione, a 3, 6 e 12 mesi di vita del bambino, raccolti nel 2009 in occasione di un indagine sul percorso nascita condotta dall Istituto Superiore di Sanità in 25 ASL italiane, tra cui quella di Oristano, permettono anche il confronto con i dati medi nazionali: Dati % Media Naziona le Orista no Allattamento completo durante il ricovero Allattamento completo a 3 mesi Allattamento completo a 6 mesi Allattamento al seno comunque a 12 mesi 64,8% 56,3% 9,8% 30,4% 83,3% 62,1% 8,1% 32,5 Si può notare come, a fronte di un buon tasso di prevalenza di allattamento completo (solo latte materno o latte materno più liquidi non nutritivi) sino a tre mesi, si registri un forte calo a sei mesi di vita del bambino. Obiettivo generale di salute Aumentare nelle donne in gravidanza/puerperio la consapevolezza delle proprie capacità gestionali e fornire loro gli strumenti per decidere in autonomia le migliori scelte di salute per loro e per il loro bambino Ridurre il rischio di medicalizzazione del percorso -nascita Obiettivi specifici di salute Aumentare le conoscenze delle donne in gravidanza su: rischi/benefici del taglio cesareo e del parto in analgesia, l uso di acido folico nel periodo periconcezionale, la procreazione responsabile, i diritti delle madri lavoratrici, la posizione sicura nel sonno, protezione del bambino durante il trasporto in auto, effetti dannosi del fumo passivo, importanza di leggere libri ai bambini. 15

21 Ridurre il numero di ecografie in gravidanza Aumentare il numero del parti nel punti nascita aziendali Ridurre il numero dei TC non appropriati Aumentare il numero di bambini vaccinati puntualmente Aumentare la prevalenza dell allattamento esclusivo e complementare (a prescindere dall introduzione di altri liquidi o cibo), a 6 mesi di vita dei bambini residente Sostegno Allattamento al Seno nel Punto Nascita Rinforzare le competenze delle donne in puerperio sul ruolo genitoriale. Strategie Offerta Attiva, Empowerment delle donne e del bambino Destinatari - Popolazione target Donne in gravidanza/ puerperio, nuovi nati Attività/Azioni (Metodi e tecniche. Materiali Spazi. Benefici) Attività in gravidanza: Corsi di accompagnamento alla nascita (CAN) Azioni: 1) Offerta attiva dei CAN, Integrazione tra vari servizi territoriali Il medico di base, o il ginecologo, oppure l assistente sociale per i casi a suo carico, informeranno le donne in gravidanza sulle attività del Consultorio riguardanti il Percorso Nascita. La donna compilerà una scheda dove indicherà il suo recapito; le schede verranno inviate periodicamente al Consultorio. Il personale del Consultorio contatterà telefonicamente la donna per invitarla a frequentare il CAN Azioni: 2) Svolgimento dei CAN L ostetrica del Consultorio forma i gruppi di gravide e tutto il personale del Consultorio conduce a turno gli incontri. Attività al momento del Parto nel Punto Nascita: Sostegno allattamento al seno Azioni: 1) Sostegno alle madri Presso il punto nascita dell Azienda sarà garantito il sostegno alle madri necessario per avviare l allattamento entro le prime 2 ore dalla nascita o dal risveglio dall anestesia; sarà mostrato alle madri come allattare e come mantenere la produzione di latte anche in caso di separazione dal neonato. Azioni: 2) Rooming in Sarà garantito il Rooming in diurno. Azioni: 3) Offerta attiva del servizio Consultoriale, Integrazione Ospedale-Territorio Al momento della dimissione il personale ospedaliero darà indicazioni sui servizi sanitari territoriali utili a una famiglia in cui nasce un bambino e offrirà alle neo-mamme un incontro in consultorio o a domicilio entro i primi 10 giorni di vita del bambino. 16

22 Attività dopo la nascita in Consultorio: Assistenza alla puerpera e al nuovo nato Azioni: 1) Diario mensile nuovi nati residenti L assistente sanitaria raccoglie i nominativi delle donne che hanno partorito nei punti nascita dell azienda e dall anagrafe dei comuni. Azioni: 2) Chiamata attiva L assistente sanitaria o l ostetrica contatta telefonicamente le mamme e offre loro assistenza in consultorio o a domicilio Azioni: 3) Esecuzione visite e integrazione Consultorio - Pediatra di famiglia. L assistente sanitaria o l ostetrica del Consultorio esegue la visita domiciliare in puerperio oppure la stessa o altro personale fornisce assistenza in Consultorio. Di ciò si informa il Pediatra del Bambino. Azioni: 4) Incontri di gruppo sulla genitorialità Il settore pediatrico del Consultorio organizza e svolge gli incontri Attività di supporto al progetto: Azioni: 1) Formazione Incontri di due ore di orientamento al progetto saranno rivolti a tutti gli operatori sanitari e sociali che incontrano donne in gravidanza. Si svolgeranno corsi sulla Conduzione dei CAN di aggiornamento per il personale coinvolto, sulla loro valutazione e sull allattamento naturale. Si svolgeranno inoltre corsi OMS/UNICEF di counselling per l allattamento al seno per il personale che si occupa della maternità, non ancora formato. Azioni: 2) Produzione Materiale Sarà prodotto materiale divulgativo sui CAN, sulle altre attività dei Consultori Familiari e sugli altri servizi territoriali. Azioni: 3) Stesura Protocolli Saranno stesi tre protocolli condivisi tra ospedale e territorio su Allattamento, Trattamento del cordone ombelicale e Profilassi della Malattia Emorragica del Neonato. Azioni: 4) Questionari di gradimento Per ogni edizione dei CAN sarà somministrato alle gravide un questionario di gradimento ed uno sull acquisizione delle conoscenze. Le mamme potranno inviare alla ASL un questionario anonimo di gradimento della visita domiciliare. Azioni: 5) Valutazione finale Per misurare l impatto dei corsi sulla salute, una coorte di madri non esposte all offerta attiva dei corsi e dell assistenza dopo il parto e per tutto il primo anno di vita del bambino, sarà confrontata con un altra, successiva alla precedente, esposta al nostro intervento. Spazi: Punto Nascita Ospedale san Martino, Consultorio Familiare 17

23 Benefici: Aumentando la fiducia delle donne in sé stesse e nei loro bambini il progetto migliora le capacità genitoriali, riduce il rischio di maltrattamenti e abbandono dei bambini. Un parto non medicalizzato, quindi rispettoso delle competenze di madre e bambino, è un valido strumento di educazione alla pace, migliora la salute di donne e bambini a breve e lungo termine e riduce drasticamente la spesa sanitaria. Operatori, istituzioni coinvolte e loro ruoli Ospedale San Martino: Personale del nido Personale dell Ostetricia Consultorio: Assistente Sanitaria Assistente Sociale Ginecologa Ostetrica Pediatra Psicologa Medici di Medicina Generale, Pediatri di libera scelta, Personale Anagrafe Comuni Indicatori per la valutazione N donne iscritte al CAN sul totale delle donne invitate; N di donne in puerperio che ricevono la visita o l assistenza in consultorio su quelle a cui è stata offerta N di figure professionali formate sul totale delle figure professionali eleggibili N di primigravide che hanno ricevuto i materiali informativi sul totale delle donne in gravidanza N di ecografie eseguite in gravidanza sul totale del numero delle gravidanze N delle donne residenti che hanno partorito in Provincia sul totale del numero dei parti N di donne che hanno partorito mediante parto spontaneo, operativo, TC elezione, TC urgenza N di donne che nelle prime 48 ore dal parto allattano in modo : esclusivo, predominante, complementare, artificiale N di donne che allattano in modo: esclusivo, predominante, complementare, artificiale a 6 mesi N dei bambini vaccinati entro un mese dalla data prevista sul totale dei nati 18

24 Obiettivo Attività Metodi e Azioni per il raggiungimento degli Obiettivi Spec. Indicatori Risultati attesi Stakeholder coinvolti Risorse necessarie Aumentare le conoscenze delle donne in gravidanza su: rischi/benefici del taglio cesareo e del parto in analgesia, l uso appropriato di acido folico, la procreazione responsabile, i diritti delle madri lavoratrici, la posizione sicura nel sonno, protezione del bambino durante il trasporto in auto, protezione del bambino dall esposizione al fumo di tabacco, importanza di leggere libri ai bambini. CAN Formazione sulla Conduzione dei CAN Offerta Attiva Svolgimento CAN Questionario di gradimento e acquisizione conoscenze N donne iscritte sul totale delle donne invitate; >= 48% Gravide mariti/compagni bimbi operatori dedicati Formatori Operatori materiale cartaceo Ridurre il numero di eco in gravidanza CAN Offerta Attiva Svolgimento CAN Formazione Questionario di gradimento e acquisizione conoscenze N di ecografie eseguite in gravidanza sul totale del numero delle gravidanze Gravide mariti/compagni bimbi operatori dedicati Operatori materiale cartaceo Ridurre il numero dei TC non appropriati CAN Offerta Attiva Svolgimento CAN Formazione Questionario di gradimento e acquisizione conoscenze N di donne che hanno partorito mediante parto spontaneo, operativo, TC elezione, TC urgenza Gravide mariti/compagni bimbi operatori dedicati Operatori Aumentare il numero dei parti nel punti nascita aziendali CAN Offerta Attiva Svolgimento CAN Formazione Questionario di gradimento e acquisizione conoscenze N delle donne residenti che hanno partorito in Provincia sul totale del numero dei parti Gravide mariti/compagni bimbi operatori dedicati Operatori Aumentare la prevalenza dell allattamento esclusivo e complementare CAN + incontri di singoli e di gruppo Offerta Attiva Svolgimento CAN Formazione OMS/Unicef su allattamento al seno N di donne che allattano in modo: esclusivo, predominante, complementar Gravide mariti/compagni bimbi Operatori 19

25 Produzione Materiale Stesura Protocolli e, artificiale operatori dedicati Questionari di gradimento e acquisizione conoscenze Aumentare il numero di bambini vaccinati puntualmente CAN + incontri dedicati di gruppo e singoli Offerta Attiva Svolgimento CAN Questionari di gradimento e acquisizione conoscenze N dei bambini vaccinati entro un mese dalla data prevista sul totale dei nati Gravide mariti/compagni bimbi operatori dedicati Operatori Sostegno Allattamento al Seno nel Punto Nascita CAN + incontri dedicati di gruppo e singoli Sostegno alle Madri Rooming in Offerta Attiva servizi consultoriali Questionari di gradimento e acquisizione conoscenze N donne che nelle prime 48 ore dal parto allattano esclusivament e al seno N donne che nelle prime 48 ore dal parto allattano im modo : complementar e, predominante artificilale Puerpere bimbi operatori dedicati Operatori Aumentare le competenze delle Donne nel periodo del puerperio Assistenza alla puerpera e al nuovo nato Compilazione diari mensili nuovi nati residenti Chiamata Attiva Assistenza individuale e/o di gruppo N puerpere che ricevono assistenza per la prima volta al C.F Puerpere Mariti/compagni bimbi Operatori Report al Pediatra di famiglia tot nati residenti operatori dedicati Aumentare e armonizzare le conoscenze degli operatori Corsi di formazione stesura protocolli condivisi Argomenti formaz: - Orientamento al progetto - Conduzione dei CAN - OMS/UNICEF counselling Allattamento Produzione Materiale n operatori partecipanti - tot degli operatori dedicati 100,00% Formatori Operatori Uff. Formazione Formatori Operatori Aule dedicate Materiale Stesura Protocolli Valutazione finale 20

26 2 Diabete Gestionale: Screening, diagnosi e prevenzione Responsabile del progetto: Dr Antonio Onorato Succu, direttore del Dipartimento Cure Chirurgiche, Direttore della UOC Ostetricia e Ginecologia dell Ospedale S. Martino Analisi del contesto e Razionale: Il diabete gestazionale (DG) è una patologia che insorge durante il periodo della gravidanza ed è caratterizzata da un eccessiva concentrazione di glucosio nel sangue, dovuta a insufficienti livelli di insulina, un ormone secreto dalle cellule beta del pancreas. Il DG compare nel 7-14 % delle gravidanze e normalmente si risolve dopo il parto, però espone la mamma e il bambino a gravi rischi e, nel 30-40% dei casi, predispone la donna a sviluppare un diabete di tipo 2 entro 5-10 anni dal parto. Le donne più a rischio di DG sono quelle con maggiore circonferenza addominale, segno di un alterato metabolismo degli zuccheri. Il tessuto adiposo produce infatti una serie di sostanze che concorrono allo sviluppo dell insulino-resistenza; inoltre è caratterizzato da uno stato di infiammazione cronica che peggiora ulteriormente questa resistenza. Altri fattori di rischio sono il sovrappeso prima del concepimento, l appartenenza ad etnie ad alta prevalenza (donne asiatiche, ispaniche e africane), l età superiore ai 35 anni, la familiarità, ovvero avere parenti di primo grado affetti da DM tipo II, l avere già avuto un diabete gestazionale o un neonato di peso superiore ai 4 Kg, una glicemia a digiuno alterata, l ipertensione arteriosa, il fumo (anche se non si conosce bene la correlazione)e la sindrome dell ovaio policistico (perché presenta insulino-resistenza prima della gravidanza). Il diabete gestazionale determina un maggior rischio di aborto (solo nelle donne che non controllano la glicemia) e di malformazioni congenite (2,5-3 volte nelle donne già diabetiche prima del concepimento e 1,8 volte in quelle che si ammalano in gravidanza). Inoltre aumenta il rischio di rottura prematura delle membrane e di parto pretermine, e di gestosi. Inoltre aumenta la possibilità di macrosomia fetale, quindi di un parto più problematico e talvolta traumatico. Sono anche frequenti ipoglicemia e ipocalcemia nel neonato, iperbilirubinemia che causa ittero neonatale, distress respiratorio neonatale, maggiore predisposizione all obesità infantile e maggiore probabilità di sviluppare diabete di tipo II nell età adulta. Obiettivo generale di salute: Per prevenire questi problemi sono necessari un alimentazione sana e uno stile di vita corretto, supportati da una moderata attività fisica. Obiettivi specifici di salute Sensibilizzare le donne che si preparano alla gravidanza o che sono in gravidanza a introdurre adeguati stili di vita e comportamento alimentare e le donne in gravidanza ad uno screening del diabete gestazionale Strategie: Per quanto riguarda l alimentazione, è consigliabile essere normopeso già prima del concepimento. E poi indispensabile che il progressivo aumento di peso rimanga contenuto nel corso della gravidanza (10-12 Kg al massimo). Possiamo elencare delle regole che non sono difficili da applicare: Ridurre l apporto di carboidrati complessi e zuccheri e favorire l apporto di pane, pasta, legumi e cereali Aumentare il consumo di fibre Ridurre l assunzione di calorie 21

27 Distribuire il consumo del cibo frazionando i pasti; meglio non concentrare l assunzione dei nutrienti a pranzo e a cena. L ideale è suddividerli in 5-6 momenti. Consumare i pasti a orari regolari; in questo modo, non solo si facilita la digestione, ma si regolarizza la presenza di glucosio nel sangue. Diminuire la quantità di grassi saturi e colesterolo e favorire gli oli vegetali Evitare gli alimenti e le bevande zuccherate o dolci, compresi gli alcolici. E molto importante anche l assunzione di acido folico per l effetto di protezione del feto dal diabete materno. L incremento dell attività fisica è raccomandato per migliorare il controllo glico-metabolico e per tenere sotto controllo il peso corporeo. La Canadian Diabetes Association prescrive l attività fisica nelle donne con DG stabilendone la frequenza, il tipo, la durata e l intensità, tenendo conto del rischio ostetrico individuale. Allo stesso modo l American Diabetes invita le donne a iniziare o continuare un programma di esercizio fisico moderato come parte del trattamento del DG. Numerosi studi dimostrano che le donne fisicamente attive presentano un rischio di DG più che dimezzato rispetto a quelle sedentarie. L attività fisica consigliata ha le seguenti caratteristiche: Tipo aerobico (camminata, nuoto, esercizi per le braccia senza l uso di pesi) Frequenza 3-4 volte/settimana Intensità: personale percezione dello sforzo(da lieve a poco fastidioso) Durata massimo 30 minuti con eventuali periodi di riposo I vantaggi di questo esercizio comprendono una riduzione dell attività simpatica, un aumento della sensibilità insulinica e una riduzione dell incremento ponderale. Destinatari-Popolazione target: Destinatarie del nostro progetto sono tutte le donne che intendono intraprendere una gravidanza e le donne in gravidanza. Attività/ Azioni ( metodi e tecniche, materiali e metodi spazi, benefici ) Incontri programmati o meno con le gestanti e con le donne che si preparano alla gravidanza Counselling adeguato, distribuzione eventuale di materiale stampato e illustrato Operatori, istituzioni coinvolte e loro ruoli: Presso il PO San Martino di Oristano è stato istituito un ambulatorio che prende in carico la donna fin dall epoca preconcezionale in stretta collaborazione con l ambulatorio dedicato su diabete, obesità e gravidanza presso l UOC Dibetologia e Malattie Metaboliche che, avvalendosi della collaborazione dei servizi consultoriali e dei poliambulatori della ASL 5, mira a ridurre l incidenza del diabete gestazionale o delle sue complicanze attraverso il colloquio individuale con la paziente, la distribuzione di materiale informativo ed il monitoraggio della gravidanza. Cronoprogramma: Incontri programmati in gruppo o individualmente durante il counselling preconcezionale o le visite in gravidanza al fine di informare le donne sui rischi legati al diabete gestazionale e sulle strategie da adottare per prevenirne l' insorgenza o comunque per una diagnosi precoce, in stretta collaborazione con l UOC Diabetologia e con la realtà sanitaria territoriale (da aprile 2015). Responsabilità: Dr Gian Franco Puggioni, Dr.ssa Stefania Sanna 22

28 Indicatori per la valutazione ( vedi tabella ) Obiettivo Attività Metodi e Azioni per il raggiungimento degli Obiettivi Spec. Indicatori Risultati attesi Stakeholder coinvolti Risorse necessarie Sensibilizzare le donne che si preparano alla gravidanza o che sono in gravidanza a introdurre adeguati stili di vita e comportamento alimentare e le donne in gravidanza ad uno screening del diabete gestazionale Incontri programmati o meno con le gestanti e con le donne che si preparano alla gravidanza Counselling adeguato, distribuzione eventuale di materiale stampato e illustrato percentual e di donne invitate in un anno rispetto alla popolazion e bersaglio annuale fonte: Data base dell ambula torio di patologia ostetrica e del reparto di ostetricia Aumento della frequenza di donne in gravidanza che eseguono lo screening del diabete gestazionale Ospedale (UOC Ostetricia/Ginecolo gia e Diabetologia), consultori, poliambulatori e ginecologi esterni Laptop e stampante a colori 23

29 3 Fumo e Gravidanza Responsabile del progetto: Dr Antonio Onorato Succu, direttore del dipartimento Cure Chirurgiche Analisi del contesto e razionale: In Italia si contano più di 11 milioni di fumatori. Di questi, poco meno di 5 milioni sono donne e una buona metà hanno dai 20 ai 40 anni, età che coincide per molte con l esperienza di diventare madre. Ogni anno nascono circa bambini, uno su due ha il papà o la mamma che fumano. Questi pochi dati iniziali ci danno una prima idea dell ampio livello di esposizione al fumo di tabacco che oggi si può avere in ambito familiare nel nostro Paese. Nel periodo preconcezionale, il fumo di tabacco incide negativamente sulla fertilità femminile e maschile Durante la gravidanza il fumo è associato in modo statisticamente significativo ad aumento di complicanze quali gravidanza extrauterina, aborto spontaneo, inserzione bassa della placenta, rottura precoce delle membrane e a numerosi effetti dannosi per il bambino tra i quali ridotto peso alla nascita, parto prematuro, mortalità perinatale e disturbi cognitivi. Dopo la nascita il fumo dei genitori, al quale i neonati ed i bambini sono esposti, provoca effetti dannosi per la salute, legati al fumo passivo. In particolare vi è correlazione con un alta percentuale di bronchiti acute e di broncopolmoniti, di esacerbazioni di asma bronchiale e di otiti acute dell orecchio medio. Fumare, in gravidanza e dopo la nascita del bambino, rappresenta il fattore di rischio più significativo, dopo la posizione prona nel sonno, di SIDS morte in culla. Una revisione di oltre 60 studi ha rilevato che il rischio di Sindrome della morte improvvisa del lattante è più che triplicato nei bambini esposti in utero al fumo di sigaretta; l'effetto è dose dipendente. L allattamento materno può essere compromesso sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Obiettivo generale di salute: Prevenire o far cessare l'abitudine al fumo nelle donne in età fertile, nelle gravide e dopo il parto Obiettivi specifici di salute: Fornire una competenza di base in campo clinico e metodologico relativamente ai danni da fumo durante il periodo preconcezionale, durante la gravidanza e dopo la nascita Strategie: Nel tentativo di aiutare le pazienti gravide ad affrontare e risolvere i problemi di tabagismo verranno promossi incontri ambulatoriali, in gruppo o durante il setting ambulatoriale della 24

30 visita precocezionale o della prima visita in gravidanza, dedicati alle donne in età fertile, alle gestanti fumatrici ed alle puerpere c/o l'ambulatorio di patologia ostetrica dell'uoc di Ostetricia e Ginecologia P.O. S. Martino e c/o i consultori distribuiti sul territorio della ASL 5. Destinatari-popolazione target: La gravidanza è un momento particolarmente favorevole per le donne per smettere di fumare. Infatti in Italia circa il 70% delle donne fumatrici smette di fumare durante la gravidanza. Purtroppo va evidenziato che di queste dal 70 all 80% riprende a fumare dopo il parto. Diventa pertanto una opportunità ed un obbligo assistenziale aiutare il maggior numero di donne a smettere di fumare in relazione alla gravidanza e sostenerle dopo il parto e nel puerperio a non riprendere, rendendo stabile la cessazione. L impegno professionale sul tema diventa importante considerando la disponibilità di documentazione in merito all efficacia di interventi di sostegno alla donna fumatrice in questa fase della vita come riassunto nella metanalisi Cochcrane 2008 Attività/azioni (metodi e tecniche, materiali spazi, benefici) L'aiuto alla gestante fumatrice deve essere fornito attraverso un programma strutturato in più fasi Colloquio individuale: il più precoce possibile e preferibilmente in compagnia del partner, in cui viene affrontato il problema con la tecnica del counseling Predisposizione di materiale informativo: è molto importante che la gestante riceva del materiale cartaceo, in cui vengano date informazioni chiare ed accessibili, in grado di attivare la bilancia motivazionale, rafforzandola nella propria decisione di cessare l'abitudine al fumo; Formazione congiunta del personale dei Consultori e dell'uoc di Ginecologia e Ostetricia P.O. S. Martino coinvolto nel progetto assistenziale rivolto alla donna; monitoraggio e valutazione. Operatori, istituzioni coinvolte e loro ruoli: Personale dell'uoc di Ostetricia e Ginecologia P.O. S. Martino e dei consultori distribuiti sul territorio della ASL 5. Cronoprogramma: Incontri mensili con le donne gravide e/o desiderose di prole fumatrici al fine di informarle sui rischi legati al tabagismo e promuovere la cessazione di tale abitudine (da ottobre 2015) Monitorare le gravide fumatrici nell'ambulatorio di patologia ostetrica con controlli bisettimanali Timing del parto (da ottobre 2015) Incontri post partum al fine di sostenerle a non riprendere l'abitudine al fumo rendendo così stabile la cessazione (da marzo 2016) 25

31 Responsabilità: Dr. Gian Franco Puggioni, Dr.ssa Manuela Boi (UOC Ostetricia e Ginecologia, Ospedale S. Martino, Oristano) Indicatori per la valutazione: Diminuzione della frequenza di donne che fumano in gravidanza e dopo il parto Obiettivo Attività Metodi e Azioni per il raggiungimento degli Obiettivi specifici Sensibilizzare le donne che si preparano alla gravidanza a cessare con l abitudine al fumo Incontri programmati o meno con le gestanti, con le donne che si preparano alla gravidanza e con le puerpere Counselling adeguato, distribuzione eventuale di materiale stampato e illustrato Indicatori percentuale di donne che fumano in gravidanza e dopo il parto fonte: Data base dell ambulatorio di patologia ostetrica e del reparto di ostetricia Risultati attesi Diminuzione della frequenza di donne che fumano in gravidanza e dopo il parto Stakeholder coinvolti Ospedale, consultori, poliambulatori e ginecologi esterni Risorse necessarie Laptop e stampante a colori 26

32 4 - Giocando e Mangiando miglioriamo gli stili di vita Responsabile di progetto: Dott. Giuseppe Fadda Dipartimento di Prevenzione Dott. Antonio Delabona Direttore Distretto Oristano Dott. Francesco Pes Direttore Distretto Ghilarza Dott. Peppinetto Figus Direttore Distretto Ales Analisi di contesto e razionale Il progetto Giocando e Mangiando miglioriamo gli stili di vita nasce dalla necessità di rivedere le attività di prevenzione secondo canoni diversi da quelli che hanno contraddistinto le azioni svolte negli anni precedenti, dalla consapevolezza dell incidenza sempre in aumento delle malattie cronico generative insieme all acquisizione di comportamenti individuali e sociali non corretti relativi alla alimentazione e all attività motoria. Questo nuovo approccio al problema è espressione integrante del Piano Nazionale della Prevenzione che, a partire da una specifica analisi epidemiologica della popolazione, si contraddistingue per la semplificazione delle procedure operative, la scelta delle priorità, l efficacia delle azioni e la collaborazione del sistema sanitario con settori esterni. L ASL Oristano intende promuovere la salute dei cittadini attivando un percorso di prevenzione integrato che vede coinvolti i Servizi socio-sanitari che lavorano nel campo della prevenzione e le realtà socio educative presenti nel territorio che promuovono stili di vita sani e sostenibili. La ASL intende costruire, sostenere e rafforzare una Rete della prevenzione territoriale che coinvolga le famiglie, le istituzioni educative pubbliche e private e altri attori sociali, culturali ed economici al fine di sperimentare e mettere a sistema il progetto di promozione alla salute. Attraverso le azioni della rete i due settori portanti della società, quello pubblico e privato, tessono un percorso di intervento sulla promozione di una corretta alimentazione e di una regolare attività motoria che avrà risvolti positivi sulla benessere fisico, psichico, economico e ambientale dei cittadini. Il progetto Giocando e Mangiando ha sperimentato, fin dalla sua prima fase progettuale un nuovo approccio metodologico partecipato e facilitato, grazie al quale è stato possibile: riconoscere e valorizzare gli attori sociali, sanitari e istituzionali dei tre Distretti territoriali; coinvolgere attivamente tutti gli attori nella costruzione di una visione comune di partenza rispetto agli obiettivi e finalità del progetto; mettere a sistema le esperienze più significative best practices presenti nel territorio e coerenti con gli obiettivi della ASL. Attraverso il progetto l Azienda insieme ai componenti della rete, intende sperimentare e condividere un obiettivo comune, il ri-conoscimento reciproco delle potenzialità e ruolo di ciascun partner oltre che l utilizzo delle rispettive risorse e competenze superando qualsiasi forma di competizione e conflitto. I protagonisti di questo progetto sono la ASL Oristano attraverso i Servizi che operano nel Dipartimento di Prevenzione sia medici che veterinari, i Distretti Sanitari con i Consultori Familiari, i Pediatri di Libera e i Medici di Medicina Generale che hanno nella prevenzione l obiettivo principale se non unico della loro attività nei confronti della collettività e i Servizi di diagnosi e cura con vocazione propriamente terapeutica quali Diabetologia e Cardiologia che hanno riconosciuto, negli ultimi anni, un importante ruolo alla prevenzione delle malattie, insieme alle realtà istituzionali ed educative presenti nel territorio quali la Cooperativa Sociale Sinnos, il servizio di educazione alimentare e ristorazione scolastica Mensa Verde dell Amministrazione Comunale di Simaxis, la Scuola d'infanzia Statale del Comune di 27

33 Simaxis e del nido, la Scuola d infanzia e nido di Terralba, la scuola d'infanzia di Ghilarza e il nido di Sedilo. Obiettivi generali di Salute Aumentare la consapevolezza degli adulti dell'importanza di una sana alimentazione per la propria salute includendo gli adulti in modo attivo e partecipato, al fine di realizzare scelte consapevoli, capaci di modificare migliorare i propri e gli altrui stili di vita; Suscitare il senso di responsabilità e l impegno dei singoli e delle diverse categorie sociali, nel modificare stili di vita e scelte di consumo; Migliorare l'alimentazione nella popolazione infantile in qualità, ciclicità e vitalità; Promuovere la consapevolezza per il proprio benessere che siamo quello che mangiamo; Favorire l'importanza di una crescita armonica del corpo come promozione del proprio ben-essere ; Rafforzare la conoscenza, lo scambio e la condivisione del linguaggio comune tra gli operatori coinvolti nel progetto al fine di accompagnare il percorso di crescita del bambino e della famiglia Obiettivi specifici di Salute e Strategie Aumentare la consapevolezza e potenziare le capacità e attività degli operatori dei consultori e degli educatori e operatori della scuola relative all'importanza per la salute di una sana e corretta alimentazione sin dall'infanzia mediante attività teorico-pratiche FormAttive Conoscere e potenziare gli stili alimentari delle famiglie e dei bambini con cui entrano in relazione gli educatori, gli operatori delle mense, gli operarotori socio-sanitari dei diversi distretti, mediante scambi di esperienze e laboratori terorico-pratici informattivi Riconoscere la ciclicità e la vitalità della Natura e della Terra, riappropriarsi della relazione con esse attraverso laboratori teorico-pratici con la terra, l'orto e il cibo Rendere i bambini partecipattivi dell atto alimentare creando nuove relazioni col cibo Essere consapevoli della propria forze vitale, di come nutrirla e di come esprimerla con il proprio corpo mediante laboratori di psico-motricità Favorire l incontro e il dialogo intergenerazionale tra gli adulti e i bambini; Recuperare le memorie legate al cibo e al territorio Gli incontri partecipattivi saranno cadenzati in relazione alle attività delle singole scuole, dei Consultori e/o formatori coinvolti. Le azioni seguono due tematiche: Educazione al cibo, al gusto, alla vitalità e al piacere alimentare e Promozione del proprio benessere in termini olistici. Azioni 1 anno Anno Scolastico Azioni pedagogiche bambini Laboratori sulla manipolazione del cibo: impastare, setacciare, tastare, travasare, mischiare, tagliare, odorare, infornare, infarinare, trasformare; Laboratori di cura dell'orto: preparare il bancale di terra, mettere l'impianto idrico nell'orto, pachamare, piantare, tagliare le erbe, raccogliere, trasformare; Laboratorio buono, sano e bello: cura della sala mensa attraverso elementi naturali e stagionali, preparazione di un piccolo buffet dei cibi primi del menù del giorno, composizione cromatica del cesto stagionale Laboratorio ludico/cognitivo sulla piramide alimentare 28

34 Azioni Informattive e formattive per gli adulti con la valenza di informare i genitori del percorso alimentare dei propri figli e avvicinare le famiglie a nuove e più salutari abitudini alimentari e stili di vita. Incontri con i genitori e gli educatori teorico-pratici sull'importanza del movimento per una crescita armoniosa e uno sano stile di vita. Incontri Consultorio-Nido/Materna rivolti a: Genitori-Educatori-Cuochi Incontro partecipattivo con il pediatra e/o operatore consultorio sull'importanza dell'allattamento materno per la relazione madre-bambino e il benessere di entrambi Incontro partecipattivo con il pediatra e/o operatore consultorio sullo svezzamento Incontro partecipattivo con il pediatra e/o assistente sanitario sull'importanza e il valore di una corretta e sana alimentazione per i genitori del Nido e della Materna Incontro partecipattivo su tematiche di interesse per educatori/genitori a seconda delle età dei bambini e dei genitori Incontro Naturopata-Nido/Materna rivolti a: genitori-educatori-cuochi Incontro partecipattivo sulla ciclicità e vitalità del cibo Laboratori di cucina (cereali, tofu e seitan, germogli, le farine etc...) Incontro Diabetologa-Nido/Materna rivolti a: genitori-educatori-cuochi 1. Incontro partecipattivo su un'alimentazione equilibrata 2. Incontro partecipattivo sulla lettura delle etichette Incontro Cuoco-Genitori rivolti a: genitori-educatori-cuochi Laboratori di cucina (la preparazione della tavola, gli accostamenti cromatici e giocosi, il pane e la pizza con le farine integrali biologiche, le zuppe e le creme stagionali etc...) Azioni pedagogiche bambini/educatori/genitori/nonni Facciamo l'orto stagionale:implementazione dell'orto sinergico nel giardino/spazi della scuola come aula didattica per i bambini: costruzione del bancale di terra, dell'impianto idrico, della pachamatura e piantumazione stagionale; Laboratorio dei sapori tradizionali: is pabassinusus, sas zippuasas, de sa puddixedda e s'ou,la zuppa di orzo e farro etc; Laboratorio di cucina: recupero delle ricette tradizionali dei nonni Laboratorio pratico di cardatura della lana di pecora e cibo Laboratorio sui giochi di movimento e balli tradizionali Azioni adulti Motricità-Euritmia Laboratori di Euritmia Azioni bambini-motricità coinvolgimento associazioni sportive e di discipline olistiche (yoga, massaggio, shiatsu) locali Azione di Potenziamento dei Corsi Accompagnamento alla Nascita Incontri partecipattivi con gruppi di mamme puerpuere per il sostegno all'allattamento al seno 29

35 Incontri partecipattivi per i futuri genitori sull'importanza di uno stile di vita sano per il bambino e la famiglia riguardanti alimentazione, attività fisica, abitudini dannose (alcool, fumo, scorretta alimentazione) Incontri partecipattivi sulla mobilità in gravidanza Incontri partecipattivi sull'alimentazione del bambino dal 4 mese ai 3 anni di vita Incontri sul Con-tatto: l'arte del portare in fascia, i massaggi infantili, gli effetti del girello e passeggino sulla crescita del bambino e tematiche di interesse per i genitori Azioni 2 anno-anno scolastico Azioni pedagogiche bambini Laboratori sulla manipolazione del cibo: impastare, setacciare, tastare, travasare, mischiare, tagliare, odorare, infornare, infarinare, trasformare; Laboratori di cura dell'orto: preparare il bancale di terra, mettere l'impianto idrico nell'orto, pachamare, piantare, tagliare le erbe, raccogliere, trasformare; Laboratorio buono, sano e bello: cura della sala mensa attraverso elementi naturali e stagionali, preparazione di un piccolo buffet dei cibi primi del menù del giorno, composizione cromatica del cesto stagionale, preparazione di piatti tipici tradizionali, locali e stagionali con prodotti della filiera corta Laboratorio ludico/cognitivo sulla piramide alimentare per i bambini dai 4-6 anni Azioni Informattive e formattive per gli adulti Incontro formatori comunicazione nonviolenta-nido/materna rivolto a: genitori-educatori La cura della relazione con il bambino L'alleanza pedagogica tra famiglia e Scuola Incontro Naturopata/nutrizionista-Nido/Materna rivolto a: genitori-educatori-cuochi Incontro partecipattivo sulla ciclicità e vitalità del cibo L'alimentazione corretta per una famiglia sana e armoniosa Laboratori di cucina (cereali, tofu e seitan, germogli, le farine, i lieviti, i formaggi etc...) Incontri Consultorio-Nido/Materna rivolti a: genitori-educatori-cuochi Incontro partecipattivo sui disturbi del sonno e del metabolismo Incontro partecipattivo con il pediatra e/o operatore consultorio sull'importanza dell'allattamento materno per la relazione madre-bambino e il benessere di entrambi Incontro partecipattivo con il pediatra e/o operatore consultorio sullo svezzamento Incontro partecipattivo con il pediatra e/o assistente sanitario sull'importanza e il valore di una corretta e sana alimentazione per i genitori del Nido e della Materna Incontro partecipattivo su tematiche di interesse per educatori/genitori a seconda delle età dei bambini e dei genitori Incontro Diabetologa-Nido/Materna rivolti a: genitori-educatori-cuochi Incontro partecipattivo su un'alimentazione equilibrata Incontro partecipattivo sulla lettura delle etichette Incontro Cuoco-Genitori rivolti a: genitori-educatori-cuochi Laboratori di cucina (la preparazione della tavola, gli accostamenti cromatici e giocosi, il pane e la pizza con le farine integrali biologiche, le zuppe e le creme stagionali etc...) 30

36 Azioni pedagogiche bambini/educatori/genitori/nonni Facciamo l'orto stagionale:implementazione dell'orto sinergico nel giardino/spazi della scuola come aula didattica per i bambini: costruzione del bancale di terra, dell'impianto idrico, della pachamatura e piantumazione stagionale; Laboratorio dei sapori tradizionali: is pabassinusus, sas zippuasas, de sa puddixedda e s'ou, le zuppe tradizionali; Laboratorio di cucina: recupero delle ricette tradizionali dei nonni Laboratorio pratico di cardatura della lana di pecora e cibo Laboratori pratici: Eco Natale/Eco compleanno etc... Laboratorio sui giochi di movimento e balli tradizionali Azioni motricità Bambini Laboratori di Euritmia Massaggi e conoscenza del proprio corpo Azioni motricità Adulti Incontri in-formattivi sull'importanza dell'attività fisica nella crescita del bambino e nella salute dell'adulto Laboratori di Euritmia Azione di Potenziamento dei Corsi Accompagnamento alla Nascita Incontri partecipattivi con gruppi di mamme puerpuere per il sostegno all'allattamento al seno Incontri partecipattivi per i futuri genitori sull'importanza di uno stile di vita sano per il bambino e la famiglia riguardanti alimentazione, attività fisica, abitudini dannose (alcool, fumo, scorretta alimentazione) Incontri partecipattivi sulla mobilità in gravidanza Incontri partecipattivi sull'alimentazione del bambino dal 4 mese ai 3 anni di vita Incontri sul Con-tatto: l'arte del portare in fascia, i massaggi infantili, gli effetti del girello e passeggino sulla crescita del bambino e tematiche di interesse per i genitori Destinatari Bambini da 1 5 anni e loro genitori Attività/ Azioni ( metodi e tecniche, materiali e metodi spazi, benefici ) vedi tabella 31

37 Cronoprogramma 1 Anno Scolastico Azioni bambini 1 Dicembre gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno Laboratorio settimanale sulla manipolazione del cibo Laboratorio settimanale sulla manipolazione del cibo Laboratorio settimanale sulla manipolazione del cibo Laboratorio settimanale sulla manipolazione del cibo Azione ludica sulla piramide alimentare (dai 4 ai 6 anni) Laboratorio: Buono, Sano e Bello Laboratorio: Buono, Sano e Bello Laboratorio: Buono, Sano e Bello Cura settimanale dell'orto sinergico Laboratorio: Buono, Sano e Bello Cura settimanale dell'orto sinergico Laboratorio: Buono, Sano e Bello Cura settimanale dell'orto sinergico Laboratorio: Buono, Sano e Bello Cura settimanale dell'orto sinergico Azioni genitori/nonni bambini 1 anno Dicembre Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Azioni adulti 1 anno Azione FormAttiva Orto Sinergico Laboratorio sui giochi e balli tradizionali Laboratorio tradizionale: su coccoi de pasca Laboratorio sui giochi e balli tradizionali Laboratorio pratico: crescono i germogli! Laboratorio sui giochi e balli tradizionali DICEMBRE GENNAIO FEBBRAIO MARZO APRILE MAGGIO Presentazione progetto Azione informattiva Il primo atto di alimentazione: allattamento e svezzamento incontro con il consultorio Azione FormAttiva Siamo quello che mangiamo Incontro naturopata Azione FormAttiva Orto Sinergico come aula didattica Laboratorio pratico di cucina con i cuochi delle mense scolastiche: Le zuppe con legumi e cereali Azione InformAttiva: Fare la spesa Incontro con la diabetologa Educatori scuolegenitori-consultori e Amministratori Educatori cuochi genitori- Genitori-Educatori- Cuochi Educatori Genitori Genitori educatori cuochi Laboratorio pratico di cucina: come si cucinano i cerali? Azione informattiva: L'importanza di una sana e corretta alimentazione per il bambino e la famiglia Incontro con il Consultorio Laboratorio pratico: I Cerealana cuochi-genitorieducatori Educatori-Cuochi- Genitori Genitori Educatori 32

38 Azioni adulti Psico-motricità: Euritmia Dicembre Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Laboratori Euritmia Educatorigenitori Laboratori Euritmia Educatorigenitori Laboratori Euritmia Educatorigenitori Laboratori Euritmia Educatorigenitori Laboratori Euritmia Educatorigenitori Laboratori Euritmia Educatorigenitori 2 Anno Scolastico Azioni bambini settembre ottobre novembre dicembre gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno Laboratori settimanale manipolazione cibo e cura dell'orto Laboratorio: Buono, Sano e Bello Euritmia (Materne) Massaggi, Shiatsu, Yoga Laboratori settimanale manipolazione cibo e cura dell'orto Orto sinergico invernale Laboratorio: Buono, Sano e Bello Euritmia (Materne) Massaggi, Shiatsu, Yoga Laboratori settimanale manipolazione cibo e cura dell'orto Laboratorio: Buono, Sano e Bello Euritmia (Materne) Massaggi, Shiatsu, Yoga Laboratori settimanale manipolazione cibo e cura dell'orto Laboratorio: Buono, Sano e Bello Euritmia (Materne) Massaggi, Shiatsu, Yoga Laboratori settimanale manipolazione cibo e cura dell'orto Laboratorio : Buono, Sano e Bello Euritmia (Materne) Massaggi, Shiatsu, Yoga Laboratori settimanale manipolazione cibo e cura dell'orto Orto sinergico primaverile Laboratorio: Buono, Sano e Bello Euritmia (Materne) Massaggi, Shiatsu, Yoga Laboratori settimanale manipolazione cibo e cura dell'orto Laboratorio: Buono, Sano e Bello Euritmia (Materne) Massaggi, Shiatsu, Yoga Laboratori settimanale manipolazione cibo e cura dell'orto Laboratorio: Buono, Sano e Bello Euritmia (Materne) Massaggi, Shiatsu, Yoga Laboratorio ludico sulla piramide alimentare Azioni bambini/genitori/nonni settembre ottobre novembre dicembre gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno Orto sinergico Is pabassinus Eco Natale Le zippole Orto sinergico Giochi e balli tradizionali Su coccoi de pasqua Giochi e balli tradizionali Giochi e balli tradizionali Giochi e balli tradiziona li 33

39 Azioni adulti settem bre ottobre novembre dicembre gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno Attività formattive Pedagogia della cura della relazione Educatori Cuochi Operatori Mensa genitori Attività formattive L'alimentazion e corretta per una famiglia sana e armoniosa Educatori Cuochi Operatori Mensa genitori Attività formattiva: Disturbi del sonno metaboli smo Educatori genitori e Laboratorio pratico di cucina con la Naturopata Educatorigenitoricuochi Attività formattiva Il ConTatto col bambino con il consultorio Educatori genitori Azione FormAttiva Siamo quello che mangiamo Incontro naturopata Educatori Cuochi Operatori Mensa genitori Azione FormAttiva Orto Sinergico Educatori genitori Azione informattiva sulle farine Educatori genitori Facciamo il pane: laboratorio di panificazion e con i cuochi delle mense Genitori Azione InformAttiva: Fare la spesa Incontro con la diabetologa Educatori Cuochi Operatori Mensa genitori 3 Anno Scolastico Azioni pedagogiche bambini settembre ottobre novembre dicembre gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno Laboratori settimanale manipolazione cibo e cura dell'orto Laboratorio: Buono, Sano e Bello Laboratori settimanale manipolazione cibo e cura dell'orto Orto sinergico invernale Laboratorio: Buono, Sano e Bello Laboratori settimanale manipolazione cibo e cura dell'orto Laboratorio: Buono, Sano e Bello Laboratori settimanale manipolazione cibo e cura dell'orto Laboratorio: Buono, Sano e Bello Laboratori settimanale manipolazione cibo e cura dell'orto Laboratorio : Buono, Sano e Bello Laboratori settimanale manipolazione cibo e cura dell'orto Orto sinergico primaverile Laboratorio: Buono, Sano e Bello Laboratori settimanale manipolazione cibo e cura dell'orto Laboratorio: Buono, Sano e Bello Laboratori settimanale manipolazione cibo e cura dell'orto Laboratorio: Buono, Sano e Bello 34

40 Azioni pedagogiche bambini/genitori/educatori/nonni settembre ottobre novembre dicembre gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno Orto sinergico Eco Natale Eco Compleann o Orto sinergico Laboratorio pratico Su coccoi de pasqua Azioni adulti settembre ottobre novembre dicembre gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno Attività formattive Pedagogia della cura Educatori Cuochi Operatori Mensa genitori Attività formattive Vitalità e ciclicità degli alimenti Educatori Cuochi Operatori Mensa genitori Attività formattiva: Disturbi del sonno metaboli smo Educatori gentitori e Attività formattiva Il ConTatto col bambino Educatori gentitori Azione FormAttiva Siamo quello che mangiamo Incontro naturopata Educatori Cuochi Operatori Mensa genitori Azione FormAttiva Orto Sinergico Educatori genitori Azione informattiva sulle farine Educatori gentitori Azione InformAttiva: Fare la spesa Incontro con la diabetologa Educatori Cuochi Operatori Mensa genitori 35

41 5 La Comunità Promuove Salute Responsabile del progetto: Dr Salvatore Ghiani. Analisi di contesto e razionale La salute come riporta l'oms è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non soltanto l'assenza di malattia. Il raggiungimento del miglior stato di salute che è possibile raggiungere costituisce uno dei diritti fondamentali di ogni essere umano, qualunque sia la razza, la religione, le opinioni politiche, e la condizione sociale. Per raggiungere e mantenere tale condizione è necessario condurre un corretto stile di vita e acquisire consapevolezza e competenza che, nel periodo dell'adolescenza, possono essere maturate con il supporto di specifici interventi educativi e formativi di promozione alla salute. Studi e statistiche recenti hanno messo in relazione le abitudini scorrette e i comportamenti a rischio dei ragazzi con il grado di soddisfazione per la propria vita, con il benessere familiare, il livello di partecipazione a gruppi, le attività del tempo libero e sopratutto al rapporto con la scuola e con l'istruzione. A livello sociale occorre dunque compiere azioni integrate sul territorio capaci di far migliorare la qualità della vita e di promuovere nei cittadini e negli adolescenti in particolare dei comportamenti sani e positivi che ne determinino la qualità di vita futura. Il progetto nasce dalla necessità condivisa da parte del consultorio familiare e dell'istituzione scolastica di far raggiungere agli adolescenti e alle rispettive famiglie un ottimale stato di benessere sociale, psicologico e fisico. Obiettivo generale di Salute L'obiettivo generale del progetto è quello di sviluppare il concetto la comunità promuove la salute attraverso la capacità delle strutture presenti nel territorio di promuovere la salute e sensibilizzare ragazzi, docenti e famiglie a compiere insieme ai servizi socio- sanitari azioni concordate riguardanti la promozione della salute. Obiettivi specifici - Sensibilizzare gli adolescenti e le rispettive famiglie alla tutela della salute psicofisica contenere e sostenere situazioni di difficoltà legate a problematiche affettive e relazionali. - Favorire l'instaurarsi di stili di vita e comportamenti alimentari corretti al fine di ridurre l'incidenza del sovrappeso e dell'obesità con conseguente diminuzione dell'incidenza delle gravi patologie ad essa legate - Acquisire consapevolezza delle influenze pubblicitarie e dei mass media sugli stili di vita - Fornire informazioni sulle malattie sessualmente trasmesse, sulla contraccezione, sulle principali differenze fisiche, psicologiche e comportamentali e far acquisire atteggiamenti responsabili verso la sessualità e il proprio corpo Destinatari popolazione target I destinatari del progetto sono gli alunni e i genitori frequentanti le classi Prima, Seconda e Terza delle Scuole Secondarie di 1 grado presenti nel territorio del Distretto di Ales/Terralba. 36

42 Target l'adesione al progetto del 50% delle scuole. Strategie Incontri di promozione della salute con i genitori dei ragazzi frequentanti i tre anni della scuola secondaria di 1 grado. Incontri tematici diversificati con gli studenti, rivolti sopratutto all'apprendimento di corretti stili alimentari,informazioni sulle principali malattie legate ad una scorretta alimentazione e alla sedentarietà, prevenzione della talassemia e delle principali malattie a trasmissione genetica presenti in Sardegna, sulla contraccezione, sullo sviluppo psico-affettivo,sulla normativa inerente la violenza sessuale e il nuovo diritto di famiglia, sulla prevenzione delle principali malattie sessualmente trasmesse Attività e Azioni Incontri interistituzionali ( Consultorio Familiare Scuola ), per concordare le tematiche da sviluppare e la metodologia operativa. Lettera di presentazione del progetto alle famiglie e richiesta di autorizzazione per il coinvolgimento degli alunni nelle varie fasi di attuazione dello stesso preparazione e somministrazione dei questionari d'ingresso riservati agli alunni preparazione e somministrazione dei questionari riservati alle famiglie rilevazione dei dati auxologici nelle classi 1 e determinazione della percentuale di ragazzi in sovrappeso e/o obesi prima dell'inizio del progetto incontri tematici con le famiglie incontri tematici in classe con gli alunni somministrazione dei questionari finali valutativi consegna agli alunni di materiale informatico contenente tutti gli argomenti trattati. nuova rilevazione inizio anno scolastico successivo dei dati auxologici per valutare la percentuale di ragazzi in sovrappeso e/o obesi dopo l'intervento. Fase di elaborazione dei dati Fase di restituzione. Operatori e Istituzioni coinvolte e loro ruolo operatori dei consultori familiari (pediatra, assistente sanitaria, assistente sociale, ostetrica, ginecologo, psicologo) Dipartimento di prevenzione (medici di igiene pubblica) dirigenti scolastici docenti Cronoprogramma 1 FASE: elaborazione del progetto, coinvolgimento del dipartimento di prevenzione, mettere in rete il progetto nell'ambito della programmazione aziendale. 1 mese Gennaio FASE contatto con le scuole secondarie di 1 grado incontro Consultorio.- dirigenti scolastici 37

43 stesura lettera presentazione progetto per le famiglie richiesta di autorizzazione per il coinvolgimento degli alunni nelle diverse fasi del progetto elaborazione dei questionari rivolti alla famiglia e agli alunni preparazione di materiale informativo cartaceo e/o informatico da consegnare agli alunni durata della fase 1 mese Febbraio FASE incontro tematici di circa 3 ore con le famiglie e consegna del questionario somministrazione dei questionari d'ingresso agli alunni controllo auxologico e calcolo dell' indice di massa corporea incontri tematici con gli alunni somministrazione dei questionari finali agli alunni e alle famiglie durata della fase 4 mesi marzo/giugno FASE lettura e valutazione dei questionari iniziali e finali controllo auxologico calcolo indice massa corporea incontro con docenti e genitori e alunni per la restituzione ottobre/dicembre 2015 Obiettivo Attività Metodi e Azioni per il raggiungiment o degli Obiettivi Spec. La comunità promuove la salute -Elaborazione progetto -Condivisione di un protocollo di offerta Coinvolgere le scuole secondarie di 1 grado dei 3 distretti sanitari. - -Coinvolgimento del Dipartimento di Prevenzione -Mettere in rete il progetto nell'ambito della programmazione aziendale - Acquisire elenco delle scuole presenti nei 3 distretti -Contatto con le scuole Incontro Consultorio e Scuola -Stesura della lettera di presentazione del progetto per le Indicatori Risultati attesi Condivisione del progetto Numero delle scuole che aderiscono rispetto a quelle contattate Percentuale delle scuole che partecipano al progetto, rispetto a quelle che hanno aderito inizialmente 50% delle scuole 80% delle scuole Stakeholde r coinvolti -Responsabile Dipartimento di Prevenzione -Operatori Consultorio -Dirigenti scolastici - Operatori del Consultorio Dirigenti scolatici Docenti Operatori Sanitari Consultorio familiare Scuola Famiglie Risorse necessarie Materiale cancelleria materiale informatico computer risorse umane -Risorse umane. - Strumenti informatici materiale di cancelleria -telefono/fax -Risorse umane -RIMBORSO SPESE SPOSTAMEN TI Risorse umane materiale di cancelleria Tempi Gennaio Gennaio Gennaio Gennaio

44 Coinvolgimen to della Famiglia Preparazione del materiale cartaceo e informatico necessario per l'attuazione del progetto Incontri tematici(circa 3 ore ciascuno) con le famiglierestituzione del questionario rivolto alle famiglie Valutare le conoscenze degli alunni sugli argomenti da trattare l Valutare l'incidenza dell'obesità e del sovrappeso degli alunni Valutazione sulle conoscenze acquisite sugli argomenti trattati famiglie -Richiesta di autorizzazione per il coinvolgimento degli alunni nelle varie fasi di attuazione dello stesso -Elaborazione del questionario rivolto alle famiglie Incontro con le famiglie per la condivisione del progetto soministrazione del questionario- Dispensa sugli argomenti trattati Diapositive Questionari iniziali e finali Lezione frontale e discussione Somministrazione dei questionari d'ingresso Controllo auxologico (peso e altezza) calcolo indice massa corporea Somministrazione dei questionari finali -Numero di famiglie che partecipano rispetto al totale -numero totale delle famiglie che aderiscono al progetto. 1 incontro in ciascuna scuola che ha aderito al progetto - Numero questionari compilati rispetto a quelli somministrat i. Numero totale di questionari compilati rispetto al numero degli alunni -Percentuale di alunni valutati sul totale, -Percentuale obesi Percentuale sovrappeso -Numero totale questionari compilati sul totale degli alunni -Variazioni percentuali delle conoscenze sugli argomenti 70% delle famiglie 70% delle famiglie 70% degli alunni 70%questi onari 50% variazione delle conoscen ze Dirigenti scolastici Docenti Famiglie Consultorio Familiare Operatori Consultori Familiari Operatori consultori familiari Dirigente scolastico Docenti Famiglie Dirigente scolastico Docenti Alunni Operatori Consultorio Famiglie Operatori consultori Docenti Alunni Dirigenti scolastici Alunni Docenti Operatori consultori Risorse umane materiale divulgativo Materiale cartaceo e informatico Materiale cartaceo computer videoproiettor e Materiale cartaceo e di cancelleria Bilancia con statimetro materiale cartaceo computer Materiale cartaceo computer videoproiettor e febbraio/giugn o 2015 febbraio/giugn o 2015 febbraio/giugn o 2015 febbraio/giugn o 2015 febbraio/giugn o 2015 febbraio/giugn o

45 trattati Conoscenza delle anbitudini alimentari della famiglia postintervento Somminitrazione questionari alle famiglie -Numero totaledei questionari sul totale -variazioni abitudini 70% questiona ri 50% variazione delle conoscen ze Famiglie consultori familiari Materiale cartaceo materiale informatico computer Settembre/dice mbre 2015 Elaborazione dei dati Lettura dei questionari iniziali e finali -Variazione percentuale delle conoscenze su ogni singolo argomento Operatori consultoriali Materiale cartaceo materiale informatico computer Settembre/dice mbre 2015 Valutare l'incidenza dell'obesità e del sovrappeso degli alunni postintervento Controllo auxologico (peso e altezza) calcolo indice massa corporea -Percentuale di alunni valutati sul totale, -Variazione percentuale obesi e percentuale sovrappeso Diminuzio ne del 30% del numero di bambini sovrappes o rispetto ai dati iniziali Dirigenti scolastici Alunni Docenti Operatori consultori Bilancia con statimetro materiale cartaceo computer Settembre/dice mbre 2015 Restituzione dei dati Incontro con le famiglie e docenti 1)Numero di famiglie che partecipano rispetto al totale che ha aderito al progetto 70,00% Famiglie Dirigente Scolastico Docenti Operatori del Consultorio Materiale cartaceo materiale informatico computer videoproiettor e Settembre/dice mbre

46 6 - A scuola con e per il cuore Responsabili del Progetto: Deidda Rita Mele Annalisa Mureddu Eleonora Analisi di contesto e Razionale Il sistema sanitario territoriale in Italia è una realtà che nasce nei primi anni 90.L obiettivo principale è stato individuare per la popolazione una struttura facilmente allertabile in grado di portare il paziente giusto all ospedale giusto,nel tempo giusto,ma soprattutto nelle miglior condizioni possibili.questo ci ha permessso di contenere le morti evitabili e di ridurre gli esiti invalidanti.a quasi 15 anni di distanza il sistema ha raggiunto alti livelli professionali,i mezzi sono dotati di strumenti tecnologici all avanguardia in grado di erogare interventi sanitari non solo immediati e tempestivi, ma soprattutto efficaci,appropriati ed uniformi su tutto il territorio regionale.la criticità si evidenzia sulle caratteristiche fisiche del territorio della Regione Sardegna,che spesso non consente il rispetto dei tempi cioè fornire una risposta tempestiva in 8 minuti in area urbana e 20 minuti in area extraurbana,inoltre la rete del volontariato non è distribuita in modo omogeneo sul territorio regionale ma soprattutto nella Provincia di Oristano.L influenza del fattore tempo in termini di sopravvivenza e qualità della vita futura della vittima,non è da commentare e quindi constituisce il problema da risolvere. Obiettivo generale di salute In Italia ogni anno una persona su mille viene colpita da arresto cardiaco.l arresto cardiaco non trattato tempestivamente si trasforma nel giro di pochi minuti in morte improvvisa che incide in Italia in più 50 mila eventi ogni anno. Si tratta quindi di un fenomeno quantitativanente rilevante che si manifesta prevalentemente al di fuori delle strutture sanitarie. La rianimazione cardiopolmonare e la defibrillazione effettuate nei primi 5 minuti dopo la perdita di coscienza consente percentuali di sopravvivenza comprese tra il 49 e il 75%.Per ciascun minuto di ritardo prima della defibrillazione le possibità di sopravvivenza alla dimissione si riducon del 10-12%.Per tale ragione l attuale legislazione ha esteso l uso di defibrillatori semiautomatici(dae) anche al personale non medico e non sanitario che sia stato opportunamnete addestrato. Pertanto si ritiene di fondamentale importanza la formazione dei ragazzi frequentanti le scuole della nostra provincia che mira a creare una cultura dell emergenza nelle nuove generazioni.base del progetto di formazione delle scuole sarà quello già esistente in Norvegia,dove i risultati ottenuti hanno dimostrato che le nuove generazioni,oltre ad una maggiore e più pronta capacità di apprendimento,hanno la capacità di coinvolgere gli adulti e di trasmettre agli altri quanto appreso durante i corsi(in famiglia tra gli amici ecc.). Obiettivi specifici di salute Data la rapidità dell insorgenza dei danni cerebrali in caso di Arresto CardioCircolatorio (ACC),è fondamentale che in attesa dei soccorsi si proceda immediatamente al massaggio cardiaco e alla respirazione artificiale in attesa di poter trattare la causa dell ACC ed evitare la morte improvvisa. La soluzione consiste pertanto nella formazione e nell addestramento di un numero incredibilmente elevato di LAICI addestrati al primo soccorso,capaci di metter in atto una sequenza di azioni : dall allarme precoce alla rianimazione cardiopolmonare fino alla defibrillazione precoce ; effettuare tempestivamente le manovre di disostruzione dlle vie aeree da corpo estraneo in attesa di poter consegnare al 118 un paziente vivo e senza danni cerebrali propri dell ACC prolungato e non trattato. 41

47 Questo progetto prevede la formazione della popolazione scolastica nei diversi stadi di istruzione compreso il corpo docente,addestrandoli alla Rianimazione Cardiopolmonare e alla disostruzione delle vie aeree da corpo estraneo,come caldamente enfatizzato dalle ultime Line Guida (L.G 2010) Nazionali ed Internazionali per la riduzione della morte cardiaca improvvisa. Strategie Addestare in maniera capillare la popolazione scolastica e il corpo docente alla Rianimazione Cardio Polmonare (RCP),sviluppare e diffondere nella comunità una cultura di attenzione all emergenza sanitaria partendo prioritariamente dalla popolazione scolastica e dal corpo docente dei centri maggiormente distanti da strutture adibite all assistenza sanitaria Per tale motivo si prevede che i corsi di formazione nelle scuole dovranno essere inizialmente effettuati in Istituti pilota che saranno individuati in concreto con il Dirigente dell Ufficio scolstico Provinciale per poi essere rivolto a tutta la popolazione scolastica della Provincia di Oristano. Destinatari - Popolazione target Circa 1300 alunni della 5^ elementare. Circa 1400 studenti della 3^ media Circa 1200 studenti del penultimo anno delle scuole superiori Circa 450 docenti Attività/Azioni (Metodi e tecniche. Materiali Spazi. Benefici) ALUNNI SCUOLE ELEMENTARI : Attraverso lezioni frontali,verrà loro insegnato ad identificare situazioni di pericolo per se e per gli altri,conoscere le modalità di allertamento del 118 SUDENTI SCUOLA MEDIA: Attraverso un corso teorico-pratico,verrà insegnato ad allertare precocemente il 118, a verificare lo stato di coscienza,la pervietà delle vie aeree e del respiro(gas),eseguire le compressioni toraciche esterne(cte)alternate alle ventilazioni (BLS);la messa in posizione laterale di sicurezza e le manovre di disostruzione delle vie aeree ostruite dalla presenza di u corpo estraneo STUDENTI SCUOLE SUPERIORI : Attraverso un corso teorico-pratico,verrà insegnato ad allertare precocemente il 118, a verificare lo stato di coscienza,la pervietà delle vie aeree e del respiro(gas),eseguire le compressioni toraciche esterne(cte)alternate alle ventilazioni (BLS);la messa in posizione laterale di sicurezza e le manovre di disostruzione delle vie aeree ostruite dalla presenza di un corpo estraneo e si insegnerà ad utilizzare il Defibrillatore SemiAutomatico Esterno (DAE) II corsi prevedono l utilizzo dei manichini e trainer defibrillatori in possesso della ASL 5 Gli spazi saranno concordati con le istituzioni scolastiche 42

48 Operatori, istituzioni coinvolte e loro ruoli I docenti saranno sanitari Istruttori certificati della ASL 5 che effettueranno i corsi preferibilmente in orario di servizio. Cronoprogramma (Fasi - Durata Tempi) Il progetto si articolerà nell arco di 4 anni. I corsi saranno distribuiti durante l anno scolastico compatibilmente con didattiche. La lezione teorica interattiva prevede una durata di circa 3 ore BLS durata di 4 ore con un rapporto istruttore allievo 1/6 BLSD della durata di 5 ore con un rapporto istruttore allievo 1/6 le esigenze Responsabilità Le persone di riferimento per il progetto sono: Deidda Rita,Mele Annalisa,Mureddu Eleonora. Indicatori per la valutazione Alla fine di ciascun anno i responsabili del progetto valuteranno il rispetto dei tempi previsti per la formazione,nonché del budget programmato. Si valuterà inoltre con la collaborazione della Centrale Operativa di riferimento se nel territorio della Provincia di Oristano vi è stata la riduzione dei decessi per morte cardiaca improvvisa. Obiettivo Attività Metodi e Azioni per il raggiungimento degli Obiettivi specifici Indicatori Risultati attesi Stakeholder coinvolti Periodo Riduzione della morte cardiaca improvvisa e dei decessi da ostruzione delle vie aereee da corpo estraneo Corsi teorico pratici Addestrare alla RCP, all utilizzo del DAE E alle tecniche Di disostruzione delle vie aeree Tempi di realizzazio ne Budget Ricaduta sulla popolazion e Riduzione dell incidenza della morte cardiaca improvvisa e dei danni anossici cerebrali, risoluzione dell ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo Ufficio scolastico provinciale 46 scuole secondarie di primo grado 25 scuole secondarie di secondo grado Corpo docente e amministrativo Ottobre 2014 Ottobre

49 7 - Prevenzione delle complicanze del diabete attraverso la Gestione Integrata Responsabile del Progetto: Dott Francesco Mastinu Analisi di contesto e Razionale Il quadro epidemiologico regionale: la rilevanza del problema: Il Diabete tipo 2 presenta anche in Sardegna una prevalenza e incidenza in progressiva crescita. Pur mancando una rilevazione epidemiologica condotta sul campo, esistono i dati di alcune rilevazioni di malattia: I ricoveri per diabete mellito, comprese le complicanze, nel 2009 sono stati 1986, pari allo 0,7% dei ricoveri totali, di cui dimissioni per complicanze e circa 248 dimissioni per diabete. In accordo con il trend in riduzione dell ospedalizzazione, anche per questa causa si osserva una riduzione dei ricoveri nell ultimo anno di -22,7% rispetto al Il numero di esenti ticket per Diabete mellito (cod. 013) risulta attualmente pari, in Sardegna, a casi, corrispondenti a 4,3 casi per 100 abitanti; il valore più elevato è stato rilevato nella provincia di Cagliari (4,8%) e quello più basso nella provincia dell Ogliastra (1,8%). Per quanto riguarda la mortalità, nel 2007 in Sardegna sono stati registrati 415 decessi per diabete mellito 1. ISTAT: la rilevazione 2009 indica per la Sardegna una prevalenza di Diabete noto sull intera popolazione del 4,4%, un dato corrispondente alla media nazionale standardizzata. Considerato che in tutte le rilevazioni epidemiologiche sul campo è stato rilevato almeno un caso di Diabete ignorato ogni 3 di Diabete noto (Italian Changing Diabetes Barometer: Il Diabete vol.22, 02/06/2010 pag 94), la rilevazione ISTAT porta a stimare che la reale prevalenza del Diabete in Sardegna sia attorno al 6% dell intera popolazione. I dati ISTAT 2009 indicano inoltre un aumento della prevalenza con l età, passando da una prevalenza del 2,9% nella fascia anni, a una prevalenza del 18,9% oltre i 75 anni (dati nazionali). 2. Lo studio CUORE dell ISS indica che il valore medio della glicemia nella popolazione Sarda di età fra i 35 e i 79 anni nella rilevazione 2008/2009 era di 114 ±39 mg/dl, rispetto a 89 ± 22 mg/dl nella rilevazione del 1998/2002 effettuata su una popolazione di età fra i 35 e i 74 anni. Riferiti agli stessi periodi e agli stessi campioni di popolazione, la percentuale di Obesi era del 31% rispetto al 15%. Lo stesso studio indicava nella rilevazione 1998/2002 sulla popolazione di età fra i 35 e i 74 anni, una prevalenza del Diabete del 10% negli uomini e del 7% nelle donne, mentre l 8% degli uomini e il 4% delle donne era in una condizione border line (intolleranza al glucosio). Il 23% degli uomini e il 21% delle donne era affetto da sindrome metabolica. 3. Lo studio PASSI: I dati del Sistema di sorveglianza PASSI 2009 mostrano una prevalenza di diabete leggermente inferiore nella popolazione sarda (4%), rispetto al pool di ASL a livello nazionale (5%). Il 92% dei diabetici appartiene alla classe di età anni, il 5,1 alla classe anni ed il 2,8% alla classe anni. La maggior parte dei diabetici (81,4%) ha un basso livello di istruzione, difficoltà economiche (79,2%). La maggior parte dei diabetici (53,2%) è in soprappeso, il 26,1% risulta obeso. 4. Lo studio QUADRI Regione SARDEGNA 2004: In Sardegna la situazione differisce da quella italiana per una più giovane età alla diagnosi di Diabete, che condiziona la durata della malattia e la maggior esposizione al rischio di complicanze. La principale figura assistenziale per i problemi del diabetico in Sardegna è il CD, (91% contro il 64% del resto del paese) mentre molto minore è la quota di soggetti che si sono rivolti al proprio MMG (5% contro il 29%). L aderenza alle raccomandazioni delle Linee Guida in Sardegna, come in 44

50 tutta Italia, è incompleta. Ciò si può spiegare con l insufficiente organizzazione per l assistenza alle malattie croniche. 5. L unico studio rilevante di incidenza del DMt2 è stato eseguito a Brunico (Trentino) e pubblicato nel 2004 (secondo i dati ISTAT 2009 il Trentino ha una prevalenza di Diabete del 3,3%): l incidenza standardizzata, uguale nei due sessi, era di 7,6 per 1000 anni-persona, in aumento sensibile con l età. Tale dato, proiettato sulla situazione sarda, indicherebbe circa 6600 nuovi casi di DMt2 all anno. Anche la prevalenza e l incidenza delle complicanze del Diabete è pesante: 1. Lo studio DAI prevalenza: I dati presentati si riferiscono a una popolazione di pazienti con diabete di tipo 2, con età superiore di 40 anni, seguiti dal al La proporzione di pazienti diabetici che all inizio dello studio ( ) presentavano una o più complicanze macrovascolari (prevalenza) era del 19,3%. La prevalenza aumentava all aumentare dell età raggiungendo il 29,8% nella classe anni negli uomini e il 28,2% nella classe sopra gli 85 anni nelle donne. Negli uomini, la prevalenza delle diverse complicanze macrovascolari nel Sud e nelle Isole mostrava valori differenti rispetto alle altre aree geografiche italiane: la prevalenza di cardiopatia ischemica era più alta, mentre la prevalenza di infarto del miocardio e ictus erano più basse. Nelle donne, la prevalenza di infarto del miocardio era maggiore al Nord, mentre la prevalenza di cardiopatia ischemica era più elevata al Sud e nelle Isole rispetto al resto d Italia. 2. Lo studio DAI incidenza: I dati di incidenza si riferiscono a persone con diabete (5.612 uomini e donne), senza precedenti complicanze macrovascolari al momento dell inizio dello studio, di età superiore a 40 anni, seguiti dal al Il tasso di incidenza di complicanze macrovascolari (infarto del miocardio, interventi di rivascolarizzazione, cardiopatia ischemica, ictus, amputazioni periferiche) standardizzato per età (popolazione di riferimento: Italia, 1998) è stato di 35,7 per 1000 anni-persona (IC 95%: 32,0-39,4) negli uomini e di 29,8 (IC 95%: 26,2-33,4) nelle donne. Ovvero in un anno, circa 36 uomini ogni 1000 uomini e 30 donne ogni 1000 donne sviluppavano un evento macrovascolare. Negli uomini l incidenza delle complicanze macrovascolari era inferiore al Sud rispetto al Centro e al Nord. 3. ASL ORISTANO: Nel periodo la prevalenza di amputazioni è stata di 2/10000 nella popolazione non diabetica rispetto a 40/10000 nella popolazione diabetica (Progetto Ichnos 2005 nel sito AMD). Nel furono screenati 1800 Diabetici a rischio con i seguenti risultati: 593 pazienti non a rischio, 990 pazienti a rischio per presenza di neuropatia o altri fattori singoli di rischio, 113 pazienti ad alto rischio per diminuita sensibilità o deformità dei piedi o evidenza di vasculopatia periferica o con precedente ulcerazione o amputazione. Furono inoltre identificati 108 soggetti con lesione ulcerativa; 20 soggetti ad altissimo rischio inviati presso il Servizio di Emodinamica della nostra ASL per intervento di rivascolarizzazione percutanea effettuati in numero di 17. In collaborazione con gli ortopedici furono eseguiti 5 interventi di amputazione minore per bonifica di focolai ostemielitici. Ambiente socio-economico A rendere più preoccupante la situazione è la presenza in Sardegna di alcune determinanti socio-economiche che espongono maggiormente la popolazione al rischio di Diabete e delle sue omplicanze: Il basso reddito medio pro capite costituire un importante fattore di rischio di malattia e di esposizione alle complicanze. La dispersione della popolazione sarda in un vasto territorio, mal fornito di collegamenti logistici, rende più difficile l accesso di una parte della popolazione ai presidi per la cura della patologia. Sono peraltro le fasce più disagiate economicamente e per l età (le più esposte a rischio Diabete), quelle che più risentono delle carenze organizzative e logistiche della assistenza diabetologica. Quindi, pur esistendo in 45

51 Sardegna una discretamente diffusa rete di presidi specialistici per l assistenza ai malati di Diabete, è migliorabile il livello di prestazioni erogabili soprattutto dal punto di vista organizzativo. Ciò è confermato dai dati sui ricoveri per diabete: L analisi del Ministero della Salute sui dati del 2007 ha esaminato i ricoveri ospedalieri per alcune condizioni morbose considerati indicatori di inappropriatezza, in quanto espressione di un inadeguato livello di assistenza primaria e specialistica sul territorio. Relativamente al Diabete la Sardegna, rispetto a un valore di mediana nazionale di 45, presenta un tasso di ricovero di 85 indicativo di difficoltà a soddisfare nel territorio le esigenze di salute della popolazione delle persone con Diabete (il Diabete v. 21 settembre 2010, pag ). Le evidenze scientifiche di efficacia dell assistenza al Diabete Esistono evidenze scientifiche che un intervento assistenziale ben organizzato e precoce è in rado di ridurre notevolmente le complicanze del Diabete, che impegnano circa il 70% delle risorse spese per tale malattia. Si citano le più importanti: 1. UKPDS e sua prosecuzione 2. Steno 2 e successivo follow-up 3. Changes over time in the prevalence and quality of care of type 2 diabetes in Italy: The Casale Monferrato Surveys, 1988 and 2000 (G. Bruno DMCD giugno 2006) L analisi del contesto conduce alla scelta della Gestione Integrata (GI) come Modello per migliorare l efficacia e l efficienza ed estendere a tutte le persone con Diabete il livello più elevato di assistenza, garantito dalla applicazione delle linee guida. La Gestione Integrata prevede la collaborazione fra Medici di Medicina Generale ed i Centri Diabetologici nella assistenza alle persone con Diabete, affidando ai primi l assistenza di 1 livello e limitando ai CD l intervento di verifica, in media annuale, del rischio di complicanze ed eventuali interventi estemporanei in caso di scompenso. La Gestione Integrata è già stata scelta come modello assistenziale dal Piano Regionale di Prevenzione Esiste tutta una elaborazione nazionale e regionale che la regola, riportata nel paragrafo del quadro legislativo di riferimento. Il più recente protocollo assistenziale sottoscritto dalle Società Scientifiche dei Diabetologi e dai MMG, del 2008, contestualizzato, costituisce il PERCORSO ASSISTENZIALE di riferimento per la GI regionale. Per l implementazione e la verifica della GI è prevista una Commissione Regionale per il progetto ed in ogni ASL una specifica Commissione aziendale con rappresentanti della parte pubblica, dei Diabetologi, dei MMG e delle Associazioni dei Diabetici. Obiettivo generale di salute Definire percorsi assistenziali e predisporre protocolli per il controllo e la gestione integrata del diabete, secondo criteri di evidenza di efficacia e analisi costo-benefici, anche con riguardo alla fornitura di presidi per il monitoraggio della glicemia. Obiettivi specifici di salute Ridurre l incidenza delle complicanze del Diabete. 46

52 Strategie Destinatari - Popolazione target Pazienti aventi titolo alla G I: La popolazione delle persone con diabete della Sardegna, con esclusione delle persone con Diabete tipo1, di quelle trattate con terapia insulinica, di quelle che hanno complicanze attive, delle donne con Diabete in gravidanza o con Diabete gestazionale. Attualmente il numero di tali Pz. è valutabile in persone. Popolazione target: Sulla base della copertura finanziaria (AIR dei MMG), la Popolazione target a cui rivolgere l intervento di Gestione Integrata in Sardegna è pari a pazienti per gli anni

53 Attività/Azioni 48

54 Operatori, istituzioni coinvolte e loro ruoli Sanità pubblica (Distretti), Diabetologi, MMG. Cronoprogramma (Fasi - Durata Tempi) Dal Dicembre 2012 continuano le attività previste alle righe 3 e 4. Responsabilità La responsabilità professionale ricade sugli Operatori Sanitari: Diabetologi e MMG 49

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