Con occhi nuovi inventi mondi con le parole poi li racconti!

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1 Istituto Comprensivo NASI Moncalieri CONCORSO DI POESIA II EDIZIONE Anno Scolastico Con occhi nuovi inventi mondi con le parole poi li racconti!

2 TEMPO METEOROLOGICO infanzia primaria Dopo la nebbia Roberto Piumini Dopo tanta nebbia a una a una si svelano le stelle. Respiro il fresco che mi lascia il colore del cielo. Il Vento Roberto Piumini Sentila, soffia, sentila, sbuffa: dolce ti graffia, un'aria buffa. Senti che voce, senti che fiato, vento veloce, vento fatato. Senti carezza, senti spintone, aria di brezza, vento burlone. La pioggia Roberto Piumini No, non è una sola goccia, sono tante, sono pioggia: scende sciolta, lava, bagna, dà da bere a ogni campagna, riempie buchi nelle strade, fruscia fresca mentre cade, fa la doccia al mondo secco, dà una goccia ad ogni becco. Quando piove Gianni Rodari Filastrocca per quando piove chi sta in casa non si muove io che in casa divento tetro esco e il tetto mi porto dietro Un piccolo tetto di stoffa nera con tante stecche messe a raggiera. Oh che fenomeno simpatico vedere un tetto con il manico! Così me ne vado bel bello fischiettando sotto l ombrello.

3 Dopo la pioggia Gianni Rodari, Filastrocche in cielo e in terra Dopo la pioggia viene il sereno, brilla in cielo l arcobaleno: è come un ponte imbandierato e il sole vi passa, festeggiato. E bello guardare a naso in su le sue bandiere rosse e blu. Però lo si vede- questo è il malesoltanto dopo il temporale. Non sarebbe più conveniente il temporale non farlo per niente? Un arcobaleno senza tempesta, questa si che sarebbe una festa. Sarebbe una festa per tutta la terra fare la pace prima della guerra. La neve - Roberto Piumini Bianca cosa luminosa cala silenziosamente, leggermente si riposa sulle cose sulla gente. Bianca meraviglia muta che si guarda con stupore, luce in terra ricaduta che ti fa battere il cuore. Canzonetta d'amore per Il vento - Pontremoli Giuseppe E' beffardo e curioso va sui monti e sul mare è svelto e generoso nulla lo può fermare. S'insinua dappertutto vola insieme agli uccelli riesce a sapere tutto e scompiglia i capelli. E' libero e sorride entra in ogni avventura compie mille magie non ha alcuna paura. Fa parlare le foglie porta voci e canzoni non si cura del tempo ed è senza padroni.

4 TEMPO METEOROLOGICO Secondaria adulti Nebbia - Cari Sandburg La nebbia arriva su zampine di gatto. S'accuccia e guarda la città e il porto sulle silenziose anche e poi se ne va via. Il risveglio del vento - Rainer Maria Rilke Nel colmo della notte, a volte, accade che si risvegli, come un bimbo, il vento. Solo, pian piano, vien per il sentiero, penetra nel villaggio addormentato. Striscia, guardingo, sino alla fontana; poi si sofferma, tacito, in ascolto. Pallide stan tutte le case, intorno; tutte le querce mute. La terza neve - Evgenij Aleksandrovic Evtushenko Guardavamo dalle finestre, là dove i tigli si stagliavano neri nella profondità del cortile. sospirammo, ancora, la neve non veniva, ed era tempo, ormai, era tempo E la neve venne, venne verso sera, essa giù dall alto dei cieli volava a seconda del vento; e nel volo oscillava. A falde sottili come lamine, fragili, era confusa di se stessa. La prendevamo nelle mani, e stupivamo: dunque, era quella la neve?. Dopo sette giorni venne la neve nuova. Non venne, precipitò. Cadeva così fitta, da non potere tenere aperti gli occhi, a tutta forza vorticava in cerchio, mugliando. ma disperò di sé, non resistette e si diede per vinta.

5 STAGIONI MESI GIORNO E NOTTE infanzia - primaria Calendario Bruno Tognolini Oggi è Domenica, non si lavora: passa lentissima ora per ora. Fuori è gennaio, c'è freddo c'è gelo, nuvole nere attraversano il cielo. È la mattina, mattina presto, quando mi sveglio, mi lavo e mi vesto. Sono contento, di buonumore, sette risate mi ballano in cuore. Il sonno della terra Maria Loretta Giraldo il mago dell inverno fece venir la neve: fa tu dormir la terra con il tuo tocco lieve. così la neve candida discese a larghi fiocchi, coprì tutta la terra he già chiudeva gli occhi. le disse il mago inverno: sei stata proprio brava! la terra, calda e umida, felice riposava. Prodigi del tempo Il tempo è un tipo strano che trasforma i bambini: gli allunga gambe e braccia gli cambia anche la faccia gli fa crescere i piedi. E i capelli li vedi? Prima, ma molto prima non ne avevo per niente: adesso ho una pelliccia che cresce sulla testa una soffice cresta di capelli biondini. Prima ma molto prima non camminavo affatto: ora corro veloce e salto come un matto. Prima ero un neonato un cucciolo un bebè: adesso vado a scuola. Dicono: il tempo vola e io volo con lui cresco divento grande e faccio le domande: ma il tempo che cos'è? E dove va a finire? Questa è una cosa strana Che io vorrei capire

6 Ieri oggi e domani Filastrocca scaccia pensieri, parla di oggi e parla di ieri, parla del tempo che passa veloce, parla del fiume che scorre alla foce. Viene la sera e viene il giorno il tempo vissuto non fa ritorno; la settimana è presto passata e la domenica è già arrivata. Passano i mesi, cambia stagione, cadon le foglie, occorre il maglione; passano i mesi, il freddo è finito, l'albero spoglio è già rifiorito. L' anno che passa non ha importanza se tu lo vivi con la speranza di preparare un mondo migliore dove la gente ragiona col cuore. Il giorno e la notte - Corinne Albaut quando si dice buongiorno, quando il pranzo è in forno, quando è tempo di giocare, quando a scuola devi andare, quando è chiaro tutto intorno, stai sicuro, questo è il giorno. Quando la luna risplende, quando il buio nero scende, quando ci infiliamo a letto, quando il gatto è sopra il tetto, quando tutto è scuro scuro, è la notte di sicuro. I mesi Roberto Piumini Con Gennaio e Febbraio ne conto solo un paio. Con Marzo e con Aprile ne ho quattro nel barile. Con Maggio insieme a Giugno ne tengo sei in pugno. Con Luglio e con Agosto sono otto, e siamo a posto. Con Settembre ed Ottobre, che son dieci si scopre. Con Novembre e Dicembre son dodici per sempre.

7 Il piccolo ghiro Corinne Albaut Al mattino sono un coniglietto Che salta vispo giù dal letto A mezzodì sono un topolino Che rosicchia un buon panino Di sera sono un piccolo ghiro E m addormento con un sospiro L estate se ne va Francoise Bobe L estate se ne va senza fare rumore e impigliati tra i rami lascia pezzi di sole. Foglie rosse, gialle, brune foglie d oro e di fuoco. Poi l albero ha un brivido di freddo. Ha sentito l autunno Perché si festeggia Il compleanno Roberto Piumini C'è un giorno nel giro del tempo nel giro dell'anno rotondo: lo festeggia con te chi è contento. Tu sei nato in un giorno normale lungo il giro rotondo dell'anno: ma quel giorno si è fatto speciale e lo chiamano il tuo compleanno. Se Se gioco con gli amici sotto un cielo sereno il tempo mi passa in un baleno. Se faccio un compito con decine e unità, quel tempo mi sembra un eternità. Se aspetto dal dottore, il tempo e lento è senza sapore, Mi sembra corto o lungo, tanto o poco, se studio, se mi annoio oppure gioco...

8 Ho l estate - Giusi Quarenghi Ho l estate tra le mani, un anguria a fette larghe Ho l estate nelle gambe sfido il vento e corro via Ho l estate sotto i piedi è sdraiata dappertutto Ho l estate nella testa sogni lunghi e sere chiare Ho l estate nella gola ha sapore di gelato. Inverno - M. G. Nielli giù dal cielo grigio grigio, zitta zitta, lieve lieve, lenta lenta, bianca bianca, sulla terra vien la neve; mille fiocchi immacolati danno ai monti, ai boschi, ai prati, alle strade, ai tetti, al suolo, un bellissimo lenzuolo. I bambini guardan fuori e non apron più la bocca e la neve lenta lenta scende scende, fiocca fiocca. Ascoltami inverno - Giusi Quarenghi Ascoltami inverno non sognarti di entrare Mi piaci sui rami sdraiato nel cielo disteso sul mare seduto nel prato ma ascoltami inverno non ti voglio qui dentro Se bussi sui vetri ti soffio sul naso Se suoni alla porta non ti aprirò Ascoltami inverno non ti voglio qui dentro Però aspettami fuori Non andare lontano Adesso esco io Possiamo giocare Mi piace trovarti sull'uscio di casa sentir sulla faccia le tue dita gelate ma ascoltami inverno non ti voglio qui dentro. Qui dentro è il cuore

9 Risveglio Gianni Rodari La primavera Si desta, si veste, Corre leggera Per prati e foreste. Guarda un giardino: Ci nasce un fioretto. Guarda un boschetto: C è già l uccellino. Guarda la neve: Già corre il ruscello, Viene l agnello, Si china e ne beve. Guarda il campetto: Già il grano germoglia. Tocca un rametto: Ci spunta una foglia. Canta un uccello Nel folto del rovo: Il mondo è bello Vestito di nuovo! Filastrocca di primavera Gianni Rodari filastrocca di primavera, più lungo è il giorno, più dolce la sera. domani forse tra l erbetta spunterà la prima violetta. oh prima viola fresca e nuova, beato il primo che ti trova, il tuo profumo gli dirà: la primavera è giunta, è qua. gli altri signori non lo sanno e ancora in inverno si crederanno, magari persone di riguardo, ma il loro calendario va in ritardo Per far venir la notte da Mal di pancia calabrone Bruno Tognolini Vieni notte, mamma nera sdraiati in cielo, grande pantera sogni e pensieri son già confusi ti aspetto con gli occhi chiusi.

10 Per far venir il giorno- da Mal di pancia calabrone Bruno Tognolini Vieni sole, babbo d oro Salta nel cielo, magico toro Io son già in piedi, pronto a vederti Ti aspetto con gli occhi aperti Non mi piaci notte da E sulle case il cielo, G. QUARENGHI Non mi piaci notte buia, non mi piaci sulle scale, non mi piaci nel mio letto. E neppure mi piace stare solo con te. Non ti voglio sulle mani, non ti voglio nella testa, non ti voglio intorno a me. Ma se piccola diventi, sui miei piedi puoi dormire come una gatta blu.

11 STAGIONI MESI GIORNO E NOTTE Secondaria - adulti E. Dickinson - L'estate è finita Sono più miti le mattine e più scure diventano le noci e le bacche hanno un viso più rotondo. La rosa non è più nella città. L'acero indossa una sciarpa più gaia. La campagna una gonna scarlatta, Ed anch'io, per non essere antiquata, mi metterò un gioiello. Quale Grido Ungaretti Nelle sere d'estate, spargendoti sorpresa, lenta luna, fantasma quotidiano del triste, estremo sole, quale grido ridesti? luna allusiva, vai turbando incauta nel bel sonno, la terra, che all'assente s'è volta con delirio sotto la tua carezza malinconica, e piange essendo madre, che di lui e di se' non resti un giorno neanche un mantello labile di luna.. Silenzio Ungaretti E gli alberi e la notte Non si muovono più Se non da nidi. Prima notte di primavera Mario Luzi che muore, che nasce ora che un brontolio di tuono sgretola l'altezza della notte, annunzio improvviso di primavera che rompe il sonno... generazioni su generazioni d'uomini chi vinto chi levato nella fierezza dei suoi mali, età profonde con dolore una nell'altra, in una sofferenza, in un sol punto premono, fanno tutte ressa, e geme e cigola da pila a pila il ponte oscuro verso l'ultima campata e la pianta protesa dalla radice al frutto. porto la mano sulla fitta, ascolto. prima notte di primavere, gonfia e lacera tra l'avvenire e l'essere.

12 Natale Giuseppe Ungaretti Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade Ho tanta stanchezza sulle spalle Lasciatemi così come una cosa posata in un angolo e dimenticata Qui non si sente altro che il caldo buono Sto con le quattro capriole di fumo del focolare Chicchi neri Sarah Kirsch Il pomeriggio prendo un libro in mano Il pomeriggio metto via un libro Il pomeriggio ricordo che c è la Guerra Il pomeriggio dimentico ogni Guerra Il pomeriggio macino il caffè Il pomeriggio ricompongo il caffè macinato A ritroso bei Chicchi neri Il pomeriggio mi svesto mi vesto Prima mi trucco poi mi lavo Canto sto muta. Angel Crespo Agosto Esco al balcone e, in verità, non vedo se non la notte, come l'altre notti, ora sì, con le stelle più pallide l'agosto le induce con la sua tepida nebbia a smorzare la voce non vedo quel che cercano i miei occhi molto vicino ma più in là delle costellazioni. Rimango sul balcone, conto i gradi

13 Fine d anno Jorge Luis Borghes Né la minuzia simbolica di sostituire un tre con un due né quella metafora inutile che convoca un attimo che muore e un altro che sorge né il compimento di un processo astronomico sconcertano e scavano l altopiano di questa notte e ci obbligano ad attendere i dodici e irreparabili rintocchi. La causa vera è il sospetto generale e confuso dell enigma del Tempo; è lo stupore davanti al miracolo che malgrado gli infiniti azzardi, che malgrado siamo le gocce del fiume di Eraclito, perduri qualcosa in noi: immobile. dell'arco che m'immagino corso da passi umani - mi figuro che anche saran passi d'altra specie, da passi umani, da battiti di cuore d'uomo. Ecco, sì, vedo. Pongo la mano innanzi agli occhi per veder meglio, sì che le stelle e nubi, questo caldo d'agosto, non mi stornino. Stringo tra le mani i miei occhi e vedo. Annuso. Ascolto. Vado al fianco dell'uomo ch'è giunto a quell'altezza. Yosa Buson Haiku breve notte d estate sulla peluria del bruco stille di rugiada foschia mattutina in un villaggio di mille tetti i rumori del mercato il pruno bianco ritorna secco. notte di luna

14 Sul Colle Jordi Doce Si offusca lo sguardo, e l aria della sera fumiga come brace su uno sfondo di vele gonfie e schiuma infranta. Il mare è il respiro, l attesa. Avvolte dal pieno sole d agosto, le rocce scivolano fino all acqua. Una pozzanghera si consuma in scintillio. Il sale brilla sui fianchi stillanti. Estate, nel tuo tremore abbacinato apprendo la costanza dell azzurro. Sotto il volo tenace dei gabbiani, son tutt uno col tempo dell acqua che ristagna. una lieve pioggia cade senza rumore sul muschio quanti ricordi del passato l orchidea di notte nasconde nel profumo lo splendore del fiore.

15 IL TEMPO CHE SCORRE, EMOZIONI LEGATE AL SENTIMENTO DEL TEMPO Scuola Primaria Passa il tempo -E. Menegatti Filastrocca scaccia pensieri, parla di oggi e parla di ieri, parla del tempo che passa veloce, parla del fiume che scorre alla foce. Viene la sera e viene il giorno il tempo vissuto non fa ritorno; la settimana è presto passata e la domenica è già arrivata. Passano i mesi, il freddo è finito, l'albero spoglio è già rifiorito. L'anno che passa non ha importanza se tu lo vivi con la speranza di preparare un mondo migliore dove la gente ragiona col cuore. Roberto Piumini Mescolando del buon tè ho pensato un poco a me: nella tazza saporita c era tutta la mia vita. Quando ero piccolino ero al latte e zuccherino, ora sono un giovanotto: sono forte, brucio e scotto, quando poi sarò in pensione sarò tiepido, e al limone

16 IL TEMPO CHE SCORRE, EMOZIONI LEGATE AL SENTIMENTO DEL TEMPO Scuola secondaria adulti Voci - Costantinos Kavafis Voci ideali e care di quelli che morirono, di quelli che per noi sono persi come i morti. Talora esse ci parlano nei sogni, e le sente talora tra i pensieri la mente. Col loro suono, un attimo ritornano suoni su dalla prima poesia di vita come musica, a notte, che lontanando muore. Monotonia Costantinos Kavafis Segue a un giorno monotono un nuovo giorno, monotono, immutabile. Accadranno le stesse cose, accadranno di nuovo. Tutti i momenti uguali vengono, se ne vanno. Un mese passa e un altro mese accompagna. Ciò che viene si immagina senza calcoli strani: è l'ieri, con la nota noia stagna. E il domani non sembra più domani. E la morte non avrà più dominio Dylan Thomas E la morte non avrà più dominio. I morti nudi saranno una cosa Con l uomo nel vento e la luna d occidente; Quando le loro ossa saranno spolpate e le ossa pulite scomparse, Ai gomiti e ai piedi avranno stelle; Benché impazziscano saranno sani di mente, Benché sprofondino in mare risaliranno a galla, Benché gli amanti si perdano l amore sarà salvo; E la morte non avrà più dominio. E la morte non avrà più dominio. Sotto i meandri del mare Giacendo a lungo non moriranno nel vento; Sui cavalletti contorcendosi mentre i tendini cedono, Cinghiati ad una ruota, non si spezzeranno; Si spaccherà la fede in quelle mani E l unicorno del peccato li passerà da parte a parte; Scheggiati da ogni lato non si schianteranno; E la morte non avrà più dominio. E la morte non avrà più dominio. Più non potranno i gabbiani gridare ai loro orecchi, Le onde rompersi urlanti sulle rive del mare; Dove un fiore spuntò non potrà un fiore Mai più sfidare i colpi della pioggia; Ma benché pazzi e morti stecchiti, Le teste di quei tali martelleranno dalle margherite; Irromperanno al sole fino a che il sole precipiterà; E la morte non avrà più dominio

17 Il sempre è fatto d'attimi E. Dickinson Il sempre è fatto d'attimi - Non è affatto un tempo diverso - Se non per l'infinito- E la latitudine della casa. Da questa - esperienza terrena - Rimuovi le date - verso queste - Lascia che i mesi si disperdano nei mesi E gli anni inghiottano gli anni. Senza più contrasti - o pause - O giorni consacrati - I nostri anni sarebbero infiniti come l'anno del Signore. Se ricordo chi fui Fernando Pessoa Se ricordo chi fui, diverso mi vedo, e il passato è il presente della memoria. Chi sono stato è qualcuno che amo, ma soltanto nei sogni. È la nostalgia che m'affligge la mente, non è mia né del passato veduto, ma di chi abito dietro gli occhi ciechi. Nulla, se non l'istante, mi conosce. Nulla il mio stesso ricordo, e sento che chi sono e chi sono stato sono sogni differenti. L'orologio Arturo Graf Ora ed ognora fugge sonora col vento l'ora. Non riposo, non dimora : un'altr'ora, un'altra ancora. S'inalba il giorno; sfolgora il sole: poi, come suole, ecco l'ombra fa ritorno. Dopo la state il verno, dopo il verno la state: vicende innumerate, ricorso eterno. Spuntan i fiori, cadon le fronde, passan le nubi, scorrono l'onde. Quando ha vita o figura tutto dilegua ; solo l'immensurabil volo del tempo dura. Luci svanite voci fuggenti forme sparenti nelle tenebre infinite. Ora ed ognora fugge sonora col vento l'ora. Non riposo, non dimora : un'altra ora, un'altra ancora.

18 Sestina a Firenze Franco Fortini Sempre all'inverno delle torri un fiore si posa appena aprile apre la terra con il suo giunco d'aria e agita argento al riso desolato delle sale alle armi dei chiostri. Un fiore d'erba d'aliti cauti anima le pietre. Sterili strenue adolescenti pietre più del variare dei nuvoli in fiore e della virtù avara d'ogni erba che corse le stagioni della terra foste scienza per me d'amaro sale impenetrabili torri d'argento e innanzi a voi negli inverni d'argento volli eguagliare entro di me le pietre essere asciutto scintillio di sale pensiero e forma limpida di fiore senza peso né ombra sulla terra senza perire più come fa l'erba. Ma ora è la virtù breve dell'erba quanto mi resta invece, il breve argento degli steli che odorano la terra sui carri del tramonto. Alle tue pietre, città amara, mi guidi, ora che il fiore Può darsi Hikmet Può darsi che io non arrivi a un certo giorno, può darsi che penzolando a un capo del ponte lascerò cadere la mia ombra sull'asfalto... E può darsi che, anche dopo quel certo giorno, io sia ancora In vita irsuto di bianco pelo... Se sarò vivo dopo quel certo giorno, appoggiandomi ai muri per la periferia della città suonerò il violino e canterò una canzone ai vecchi, intorno a me, che, come me, saranno sopravvissuti all'ultima battaglia. E dovunque volgerò l'occhio, tutto sarà allegro, splendido, e la sera stupenda, e ascolterò il passo di gente nuova che intona nuove canzoni.

19 eterno al gelo delle torri sale. Ritorno, in cima alla memoria sale, e ne sorrido, quel tempo: ero erba e sono, che dissolto al sole il fiore sibili rade sillabe d'argento al vento inaridito delle pietre e pieghi in pace all'ombra della terra. Dunque verso quell ombra alla mia terra vengo da sempre e alle deserte sale dei templi e delle logge dove il fiore di Firenze scolora antico, e l erba parla dei morti fra i marmi d argento. Ma per questa mia pace inquieta, pietre, fate che quando taccia a me la terra possa altri sapere come sale sempre all inverno delle torri un fiore. L'isola Nys-Mazure In nome di questo viso intravisto, immagine effimera di un'infanzia, faccio appello ai ricordi fuggiti, oggi liberati: mai, mai più, approderemo alle rive della nostra infanzia; profumo tenace al centro del nostro essere di quest'isola abolita. Grandi ombre nutrici degli alberi dove ci arrampichiamo, difendete la vostra freschezza frusciante nella cavità degli esseri ardenti? Allora il giorno era più lungo nello scivolarci tra le dita lisce, più misterioso nell'aprirsi sulla notte. L'erba alta splendeva, dolce per le nostre gambe nude. Chi ci restituirà il gusto del vento e quello dei ribes, sorsi di sole sotto i nostri denti? Eravamo quelle piccole bestie calde, acciambellate nel fraterno sudore

20 Un altra rosa Martín López-Vega È da giorni sul tavolo. Un amica me l ha regalata senza alcun motivo, come viene e va la felicità, senza alcuna intenzione che potesse farla simbolo di qualcosa. Ora che ha perso il colore e che sono seccati i suoi petali e ha l odore delle cose perdute ora dice che non se ne vanno solo la felicità o l amore, ma che passano anche i giorni vuoti, che non c è modo di nascondersi dalla vita, che la fine è la stessa, che quello che non è neppure cominciato tuttavia finisce. E la vita, è già compiuta? È tardi per riviverla? La Pace che regna Pavese Il piacere del vecchio è sorprendere le ultime stelle sotto l'alba, poi bere una volta e girare per strada. Uno ha sempre saputo che il mondo finisce così: ci si trova fra visi di gente inaudita, e non basta guardarli e pensarci con calma. li mio vecchio comincia dall'alba a girare le strade e nessuno s'accorge che guarda e ci pensa, lui, che un tempo era giovane, com'è giovane il mondo. Non c'è un cane che sappia com'è il corpo del vecchio, nudo e debole, e come il mattino trascorra per lui, mentre lui vede i corpi di giovani e donne e di tutti conosce il vigore. Ma gli occhi dei giovani che non badano al vecchio, trascorrono in strada inquieti, e hanno tutti una vita che il vecchio non sa. Certamente, le strade son sempre le stesse e il mattino ha lo stesso splendore. Ma un giovane che picchiasse e piombasse sui sassi il mio vecchio non sarebbe che giusto. E il mio vecchio non sa, benché pensi a ogni cosa, che questa è la sorte: pensa ai giovani e ai vecchi che son tutta la vita. Inquieto è anche il vecchio al pensiero che un giorno saran vecchi anche questi, e nessuno saprà con che sguardo gli ignoti urteranno le cose. Ma un'occhiata sul mondo la stende chiunque e al mattino ogni cosa si sveglia. Invecchiando, sarà ancora un piacere sorprendere l'alba e discendere in strada tra la folla vivente.

21 Paul Eluard Età della vita Malgrado le pietre a immagine umana rideremo ancora malgrado i cuori legati e mortali viviamo in speranza nulla ci riduce a sogni senza sogni a sopportare l ombra di un ora simile non c è sull ora dubbio o sospetto per sempre al mondo tutto muove e canta tutto muta e gode. Il balcone Praz Octavio Quieta nel colmo della notte non alla deriva dei secoli non distesa inchiodata come un'idea fissa nel centro dell'incandescenza Delhi Due sillabe alte circondate da sabbia e insonnia A voce bassa le dico Nulla si muove eppure l'ora cresce si dilata È l'estate marea che si sparge Odo la vibrazione del cielo basso sulle pianure in letargo Enormi masse osceni conclavi nubi piene d'insetti schiacciano nane sagome incerte (Domani avranno un nome si ergeranno e saranno case saranno alberi domani) Nulla si muove L'ora è più grande io più solo infisso nel centro del vortice Se stendo la mano corpo soffice l'aria essere promiscuo senza volto Appoggiato al balcone vedo (Non appoggiarti, se sei solo, alla balaustra, dice il poeta cinese) Non è l'altezza né la notte e la sua luna o gli infiniti che si offrono alla vista è la memoria e le sue vertigini

22 Verrà la morte e avrà i tuoi occhi Cesare Pavese Verrà la morte e avrà i tuoi occhiquesta morte che ci accompagna dal mattino alla sera, insonne, sorda, come un vecchio rimorso o un vizio assurdo. I tuoi occhi saranno una vana parola, un grido taciuto, un silenzio. Così li vedi ogni mattina quando su te sola ti pieghi nello specchio. O cara speranza, quel giorno sapremo anche noi che sei la vita e sei il nulla Per tutti la morte ha uno sguardo. Verrà la morte e avrà i tuoi occhi. Sarà come smettere un vizio, come vedere nello specchio riemergere un viso morto, come ascoltare un labbro chiuso. Scenderemo nel gorgo muti. Questo che vedo questo che gira sono le insidie le trappole dietro non c'è nulla sono le date e i loro turbini (Trono d'osso trono del mezzogiorno quell'isola Nei suoi bordi lionati per un attimo vidi la vita vera Aveva il volto della morte erano lo stesso viso dissolto nello stesso mare scintillante) Ciò che vivesti oggi ti disvive non sei là qui sono qui nel mio principio Non mi rinnego mi reggo Appoggiato al balcone vedo nuvoloni e un pezzo di luna ciò che è visibile qui case gente il reale presente vinto dall'ora ciò che è qui invisibile il mio orizzonte Se questo inizio è un inizio non comincia con me con lui cominciò in lui mi perpetuo Appoggiato al balcone vedo questa lontananza così vicina Non so come chiamarla benché la tocchi col pensiero La notte che va a picco la città come un monte franato bianche luci azzurre gialle fari improvvisi muri d'infamia e i grappoli terribili mucchi d'uomini e bestie per terra e l'intrico dei loro sogni intrecciati Vecchia Delhi fetida Delhi viuzze piazzuole moschee come un corpo accoltellato un giardino sotterrato Piove polvere da secoli il tuo manto turbini di polvere un mattone spezzato il tuo guanciale Su una foglia di fico mangi gli avanzi delle tue divinità i templi tuoi sono bordelli di condannati a non guarire

23 Attimo Wislawa Szymborska Cammino sul pendio d una collina verde. Erba, tra l erba fiori come in un quadretto per bambini. Il cielo annebbiato, già tinto d azzurro. La vista si distende in silenzio sui colli intorno. Come se qui mai ci fossero stati cambriano e siluriano, rocce ringhianti l una all altra, abissi gonfiati, notti fiammeggianti e giorni nei turbini dell oscurità. Come si di qua non si fossero spostate le pianure in preda a febbri maligne, brividi glaciali. Come se solo altrove fossero ribolliti i mari e si fossero rotte le sponde degli orizzonti. Sono le nove e trenta, ora locale. Tutto è al suo posto e in garbata concordia. Nella valletta un piccolo torrente in quanto tale. Un sentiero in forma di sentiero da sempre a sempre. Un bosco dal sembiante di bosco pei secoli dei secoli, amen, e in alto uccelli in volo nel ruolo di uccelli in volo. Fin dove si stende la vista, qui regna l attimo. Uno di quegli attimi terreni che sono pregati di durare. sei coperta di formiche recinto abbandonato mausoleo sgretolato sei nuda come un cadavere profanato ti strapparono sudario e gioielli Eri coperta di poesie tutto il tuo corpo era scrittura ricordati riacquista la parola sei bella sai parlare cantare ballare Delhi due torri piantate nella pianura due sillabe alte A voce bassa le dico appoggiato al balcone infisso non nel suolo nel suo vortice nel centro ell' incandescenza Sono stato là non so dove Sono qua Il non so è il dove Non la terra il tempo nelle sue mani vuote mi sostiene Notte e luna movimenti di nubi tremore d'alberi stupore dello spazio infinito e violenza nell'aria polvere iraconda che si sveglia luci s'accendono all'aeroporto mormorio di canti lungo il Forte Rosso Lontananze passi d'un pellegrino sono errante su questo fragile ponte di parole L'ora m'innalza fame d'incarnazione patisce il tempo Oltre me stesso in qualche luogo attendo il mio arrivo.

24 Amore a prima vista Szymborska Sono entrambi convinti che un sentimento improvviso li unì. E' bella una tale certezza ma l'incertezza è più bella Non conoscendosi, credono che non sia mai successo nulla tra loro. Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi dove da tempo potevano incrociarsi? Vorrei chiedere loro se non ricordano - una volta un faccia a faccia in qualche porta girevole? uno "scusi" nella ressa? un "ha sbagliato numero" nella cornetta? - ma conosco la risposta. No, non ricordano. Li stupirebbe molto sapere che già da parecchio tempo il caso stava giocando con loro. Non ancora del tutto pronto a mutarsi per loro in destino, li avvicinava, li allontanava, Non occorre titolo Wislawa Szymborska Si è arrivati a questo: siedo sotto un albero, sulla sponda d un fiume in un mattino assolato. E un evento futile e non passerà alla storia. Non si tratta di battaglie e patti di cui si studiano le cause, né di tirannicidi pieni di memoria. Tuttavia siedo su questa sponda, è un fatto. E se sono qui, da una qualche parte devo pur essere venuta, e in precedenza devo essere stata in molti altri posti, proprio come i conquistatori di terre lontane prima di salire a bordo. Anche l attimo fuggente ha un ricco passato, il suo venerdì prima di sabato, il suo maggio prima di giugno. Ha i suoi orizzonti non meno reali di quelli nel cannocchiale dei capitani. Quest albero è un pioppo radicato da anni. Il fiume è la Raba, che scorre non da ieri.

25 gli tagliava la strada e soffocando una risata si scansava con un salto Vi furono segni, segnali, che importa se indecifrabili. Forse tre anni fa o lo scorso martedì una fogliolina volo via da una spalla a un'altra? Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto. Chissà, era forse la palla tra i cespugli dell'infanzia? Vi furono maniglie e campanelli su cui anzitempo un tocco si posava sopra un tocco. Valigie accostate nel deposito bagagli. Una notte, forse, lo stesso sogno, subito confuso al risveglio. Ogni inizio infatti è solo un seguito, e il libro degli eventi è sempre aperto a metà. Il sentiero è tracciato fra i cespugli non dall altro ieri. Il vento per soffiare via le nuvole ha dovuto prima spingerle qui. E anche se nulla di rilevante accade intorno, non per questo il mondo è più povero di particolari, peggio fondato meno definito di quando lo invadevano i popoli migranti. Il silenzio non accompagna solo i complotti, né il corteo delle cause solo le incoronazioni. Possono essere tondi gli anniversari delle insurrezioni, ma anche i sassolini in parata sulla sponda. Intricato e fitto è il ricamo delle circostanze. Il punto della formica nell erba. L erba cucita alla terra. Il disegno dell onda in cui s infila un fuscello. Si dà il caso che io sia qui e guardi. Sopra di me una farfalla bianca sbatte nell aria ali che sono soltanto sue e sulle mani mi vola un ombra, non un altra, non d un altro, ma solo sua. A tale vista mi abbandona sempre la certezza che ciò che è importante sia più importante di ciò che non lo è.

26 Nulla due volte Wislawa Szymborska Nulla due volte accade Né accadrà. Per tal ragione Nasciamo senza esperienza, moriamo senza assuefazione. Anche agli alunni più ottusi Della scuola del pianeta Di ripeter non è dato Le stagioni del passato. Non c è giorno che ritorni, non due notti uguali uguali, né due baci somiglianti, né due sguardi tali e quali. Ieri, quando il tuo nome Qualcuno ha pronunciato, mi è parso che una rosa sbocciasse sul selciato. Oggi che stiamo insieme, ho rivolto gli occhi altrove. Una rosa? Ma cos è? Forse pietra, o forse fiore? Perché tu, ora malvagia, dài paura e incertezza? Ci sei perciò devi passare. Passerai e in ciò sta la bellezza. Cercheremo un armonia, sorridenti, fra le braccia, anche se siamo diversi come due gocce d acqua. Mattina e ingresso Tomas Transtromer Percorre il suo cammino Il grande gabbiano dal dorso nero, Timoniere del sole. Sotto di lui, l acqua. Adesso il mondo sonnecchia ancora Come nell acqua una pietra variopinta. Giorno indecifrato. Giorni Come caratteri aztechi! Musica. E io resto imprigionato In questo arazzo. Le braccia sollevate come una figura D arte rurale

27 Sulla morte, senza esagerare Szymborska Non s'intende di scherzi, stelle, ponti, tessitura, miniere, lavoro dei campi, costruzione di navi e cottura di dolci. Quando conversiamo del domani intromette la sua ultima parola a sproposito. Non sa fare neppure ciò che attiene al suo mestiere: né scavare una fossa, né mettere insieme una bara, né rassettare il disordine che lascia. Occupata a uccidere, lo fa in modo maldestro, senza metodo né abilità. Come se con ognuno di noi stesse imparando. Vada per i trionfi, ma quante disfatte, colpi a vuoto e tentativi ripetuti da capo! A volte le manca la forza di far cadere una mosca in volo. Più di un bruco Sereno Ungaretti Dopo tanta nebbia a una a una si svelano le stelle Respiro il fresco che mi lascia il colore del cielo Mi riconosco immagine passeggera Presa in un giro Immortale

28 la batte in velocità. Tutti quei bulbi, baccelli, antenne, pinne, trachee, piumaggi nuziali e pelame invernale testimoniano i ritardi del suo svogliato lavoro. La cattiva volontà non basta e perfino il nostro aiuto con guerre e rivoluzioni è, almeno fin ora, insufficiente. I cuori battono nelle uova. Crescono gli scheletri dei neonati. Dai semi spuntano le prime due foglioline, e spesso anche grandi alberi all'orizzonte. Chi ne afferma l'onnipotenza è lui stesso la prova vivente che essa onnipotente non è. Non c'è vita che almeno per un attimo non sia immortale. La morte è sempre in ritardo di quell'attimo. Invano scuote la maniglia d'una porta invisibile. A nessuno può sottrarre il tempo raggiunto. E mi contemplo da tanta cima solo e appoggiato al balcone sotto la notte resasi più umana. Quando dovremo scendere, diremo ch'era la verità l'apparsa Aurora? Forse racconteremo che vedemmo sotto di noi le sue labbra spuntare, sorridente? Diremo che i suoi chiari capelli si spargevano sulle nubi, sui muri, sui fiumi, le città e l'oceano verde; che i suoi seni s'alzavano come promesse, voci che salutavano l'intruso? Diremo ch'è verità la meteora del Sole e del suo carro e dell'ore che si prendon per mano in girotondo intorno all'aere? Tolgo la mano dagli occhi. Sollevo le palpebre. La notte, sorvolata dall'uomo, arriva e, come cane umile, abbaia alla mia porta, lecca i piedi ai passanti.

29 Il vecchio professore Wislawa Szymborska Gli ho chiesto di quei tempi, quando ancora eravamo così giovani, ingenui, impetuosi, sciocchi, sprovveduti. È rimasto qualcosa, tranne la giovinezza -mi ha risposto. Gli ho chiesto se sa ancora di sicuro cosa è bene e male per il genere umano. È la più mortifera di tutte le illusioni -mi ha risposto. Gli ho chiesto del futuro, se ancora lo vede luminoso. Ho letto troppi libri di storia -mi ha risposto. Gli ho chiesto della foto, quella in cornice sulla scrivania. Erano, sono stati. Fratello, cugino, cognata, moglie, figlioletta sulle sue ginocchia, gatto in braccio alla figlioletta, e il ciliegio in fiore, e sopra quel ciliegio un uccello non identificato in volo -mi ha risposto. Gli ho chiesto se gli capita di essere felice. Lavoro -mi ha risposto. Gli ho chiesto degli amici, se ne ha ancora. Continua

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