Percorso di coinvolgimento degli stakeholder 2010

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1 Percorso di coinvolgimento degli stakeholder 2010 Coinvolgimento delle ONG Report delle interviste Milano, 1 settembre 2010

2 EXECUTIVE SUMMARY Contesto Intesa Sanpaolo ha avviato da qualche anno un percorso di coinvolgimento degli stakeholder ad un livello strategico ed operativo. Le organizzazioni della società civile sono stakeholder importanti, con cui è fondamentale confrontarsi anche alla luce del coinvolgimento diretto della Banca in campagne e azioni di pressione per il finanziamento di attività o progetti controversi. Nel 2010, quindi, sono state realizzate interviste a nove tra le principali ONG italiane. Obiettivi del coinvolgimento Le interviste alle ONG avevano l obiettivo di indagare i principali rischi di carattere socio-ambientale specifici di alcuni settori di attività della Banca e le loro possibili ricadute reputazionali, al fine di: approfondire maggiormente la conoscenza interna delle problematiche di sostenibilità avviare una riflessione sulle possibili modalità di integrazione delle prospettive di sostenibilità nella relazione tra gestori e aziende clienti. Principali spunti emersi Dall insieme delle opinioni e delle testimonianze raccolte è emersa con evidenza la predominanza di alcuni settori, rispetto ad altri, in termini di rischi sociali ed ambientali che possono verificarsi. Il settore con il più elevato profilo di rischiosità è quello energetico ed estrattivo, che implica una serie di attività a forte impatto ambientale e sociale per via delle tecniche utilizzate (come nel caso dell estrazione di petrolio da sabbie bituminose), delle risorse naturali che sfruttano (come nell estrazione dell olio di palma) o per le zone del mondo in cui si realizzano e le popolazioni che coinvolgono. Un altro settore che è prioritario monitorare è quello tessile, che presenta rischi elevati soprattutto in materia di diritti del lavoro (orario, retribuzioni, diritti sindacali, lavoro forzato, ). Tali violazioni sono possibili grazie alla forte deregulation in molti Paesi del Sud del mondo, e possono avvenire anche all insaputa delle case produttrici finali poiché la complessità delle filiere rende difficile tracciare la provenienza di materie prime e semilavorati. Rischi sociali sono presenti anche nel settore agricolo e alimentare e interessano, soprattutto in Italia, le fasce più deboli della popolazione come i migranti, spesso soggetti a fenomeni di sfruttamento e lavoro forzato. Il settore agricolo è anche uno dei settori a maggior impatto ambientale, poiché provoca una serie di effetti diretti sull ambiente circostante (inquinamento dell acqua, dell aria, del suolo, etc) e sugli ecosistemi (come l utilizzo di OGM), e può incidere anche sulla stabilità e l autonomia alimentare ed economica dei Paesi (si pensi alla pratica della monocoltura o alle distorsioni nel mercato delle commodities). In questo contesto molto complesso è necessario che la Banca conosca e sia in grado di valutare tali rischi, considerandoli nelle proprie scelte di finanziamento. Non è necessario, cioè, tanto definire limiti a priori sui settori da finanziare, quanto svolgere solide valutazioni di impatto ed esigere che le aziende pongano in essere tutti gli strumenti per prevenire e mitigare i rischi. Questo ruolo di promotore di un modo di agire più responsabile dovrebbe estendersi anche ai temi del controllo e della tracciabilità delle filiere produttive.

3 CONTENUTO DEL DOCUMENTO Contesto di riferimento, obiettivi e criteri del coinvolgimento Organizzazioni intervistate Report dei contributi emersi

4 PREMESSA E OBIETTIVI DEL COINVOLGIMENTO DELLE ONG Premessa Obiettivi del coinvolgimento Enti non Profit, associazioni rappresentative degli interessi di altri stakeholder e Organizzazioni della società civile (come le ONG) sono stakeholder con cui è fondamentale che Intesa Sanpaolo si confronti. Le campagne e le attività di comunicazione, informazione e advocacy che le ONG portano avanti spesso coinvolgono settori produttivi o aziende con cui Intesa Sanpaolo ha relazioni, esponendo quindi la Banca a potenziali rischi reputazionali (es: campagna contro le Banche Armate, campagna contro Vedanta, ). Aziende clienti coinvolte in campagne da parte delle organizzazioni della società civile possono essere, a loro volta, esposte a rischi spesso molto rilevanti (non solo reputazionali), che possono incidere sulla loro legittimazione sul mercato e sulla loro stabilità nel lungo periodo. Infine, le ONG rappresentano una finestra privilegiata sulle problematiche sociali o ambientali emergenti, e possono aiutare la Banca ad anticiparli. In quest ottica Intesa Sanpaolo ha coinvolto, in occasione del Forum Multistakeholder 2008, un numero selezionato di ONG, che si sono confrontate anche con esperti, accademici, opinion leader e clienti per suggerire alla Banca alcune linee di indirizzo strategico su temi cruciali e di grande attualità come l ambiente, l immigrazione, la globalizzazione, etc. Inoltre, dal percorso di coinvolgimento svolto nel 2009 con i clienti mid e large corporate, è emerso che le aziende stesse auspicano una maggiore considerazione delle tematiche di sostenibilità da parte della Banca: un azienda con una consolidata strategia sostenibile e con precisi obiettivi di CSR dovrebbe essere sostenuta e premiata dalla Banca in termini di condizioni di finanziamento. Per il 2010 si è scelto di avviare un percorso maggiormente strutturato di ascolto delle ONG, da realizzarsi attraverso una serie di interviste. L obiettivo prioritario è approfondire maggiormente la conoscenza interna delle problematiche di sostenibilità specifiche di alcuni settori, a partire da quelli considerati più controversi. Questo approfondimento rappresenta anche un primo passo per avviare una riflessione sulle possibili modalità di integrazione delle prospettive di sostenibilità nella relazione tra gestori e aziende clienti. -3-

5 DEFINIZIONE DELLE TEMATICHE OGGETTO DEL COINVOLGIMENTO E DELLE ONG DA INTERVISTARE 1 SCELTA TEMI Sono stati individuati gli aspetti sociali ed ambientali più rilevanti in alcuni dei settori produttivi in cui Intesa Sanpaolo è attiva, analizzando: i rischi sociali e ambientali considerati nei principali standard di sostenibilità (Equator Principles, IFC, World Bank, ); gli aspetti valutati dagli analisti per l ingresso negli indici di sostenibilità (Dow Jones, FTSE4GOOD, ); i rapporti delle principali ONG e Istituzioni internazionali sui temi della sostenibilità socio-ambientale (Human Rights Watch, Banktrack, UNEP-FI, ). Tra le tematiche emerse come material (rilevanti) per i vari settori si sono analizzate quelle più di attualità nel dibattito dell opinione pubblica e oggetto di campagne e azioni di pressione da parte di ONG nazionali ed internazionali. Dall indagine sono emersi i settori che vengono considerati più controversi e le attività specifiche che presentano, secondo le ONG, i maggiori rischi sociali ed ambientali, sui quali si è scelto di concentrare le interviste. 2 SCELTA ONG Nella selezione delle ONG da intervistare si è dato peso soprattutto a: l ambito di attività la ricerca si è concentrata prevalentemente sulle ONG di origine italiana o che operano anche nel territorio italiano la legittimità sono state selezionate le ONG con un ambito di azione almeno nazionale e che risultano essere le più attive nell ambito / settore considerato (in termini di promozione di campagne, creazione di network con altre ONG e associazioni, azioni di lobbying nei confronti dei governi e delle aziende, ) e quelle che hanno sviluppato progetti, anche specifici, particolarmente innovativi e significativi Sono state escluse, di conseguenza, le ONG impegnate esclusivamente in progetti di sostegno umanitario e filantropico o quelle che svolgono azione di pressione soltanto nei confronti di Governi e istituzioni. Non sono stati considerati, infine, organismi non indipendenti come le fondazioni, i partiti politici, le organizzazioni sindacali, etc. -4-

6 CONTENUTO DEL DOCUMENTO Contesto di riferimento, obiettivi e criteri del coinvolgimento Organizzazioni intervistate Report dei contributi emersi -5-

7 QUADRO DELLE ONG E DELLE PERSONE INTERVISTATE (1/2) AMICI DELLA TERRA Organizzazione ambientalista nata nel 1977, parte della rete Friends of the Earth International Rosa Filippini, Presidente CAMPAGNA PER LA RIFORMA DELLA BANCA MONDIALE Nata nel 1996, lavora per una riforma in senso ambientale e sociale delle istituzioni finanziarie internazionali e monitora gli impatti dei flussi di investimento dal Nord al Sud del mondo Andrea Baranes, Responsabile campagne Banche private - Luca Manes, Responsabile comunicazione UCODEP OXFAM INTERNATIONAL Presente in 19 paesi, da oltre 30 anni si occupa di cooperazione internazionale, educazione alla cittadinanza, promozione dell'economia sociale e integrazione Elisa Bacciotti, Ufficio Campagne - Alessandro Samek, Comunicazione e raccolta fondi GREENPEACE ITALIA Organizzazione ambientalista nata nel 1971 in Canada e presente in Italia dal 1986, che opera in tutto il mondo grazie al supporto di milioni di attivisti volontari Giuseppe Onufrio, Direttore Esecutivo - Alessandro Gianni, Direttore Campagne MANI TESE Nata nel 1964, è presente in 14 Paesi del Sud del mondo dove opera direttamente per promuovere la giustizia sociale ed economica e sostenere processi di sviluppo. Tra i promotori della campagna AbitiPuliti Mariarosa Cutillo, Responsabile area giustizia economica di Mani Tese -6-

8 QUADRO DELLE ONG E DELLE PERSONE INTERVISTATE (2/2) FAIR Realizza progetti e campagne per promuovere i principi del consumo critico, delle economie solidali, del commercio equo e della filiera corta. Tra i promotori della campagna AbitiPuliti Debora Lucchetti, Presidente SURVIVAL INTERNATIONAL ITALIA Fondata nel 1969, opera in difesa dei diritti dei popoli tribali attraverso la mobilitazione dell opinione pubblica, l educazione alla diversità e il finanziamento di progetti locali Francesca Casella, Direttrice ANTI-SLAVERY INTERNATIONAL È la più antica organizzazione internazionale a tutela dei diritti umani (fondata nel 1839). Si adopera contro la schiavitù in tutte le sue forme a livello locale, nazionale ed internazionale Joanna Ewart-James, Supply Chain Project Coordinator MOVIMENTO PRIMO MARZO Il movimento Primo Marzo 2010 è nato nel 2009, gemellato con la francese La journée sans immigrés 2009, per sensibilizzare l opinione pubblica sul ruolo dei migranti nella società italiana e promuovere la tutela dei diritti e l integrazione Stefania Ragusa, Presidente -7-

9 CONTENUTO DEL DOCUMENTO Contesto di riferimento, obiettivi e criteri del coinvolgimento Organizzazioni intervistate Report dei contributi emersi -8-

10 NOTA METODOLOGICA Le pagine che seguono contengono: un breve riepilogo del contesto normativo e delle principali Dichiarazioni e Convenzioni internazionali che disciplinano la tutela ambientale e il rispetto dei diritti, che rappresentano, in diversi casi, i presupposti per le argomentazioni delle ONG intervistate; la sintesi dei contributi emersi dalle interviste sui settori e sugli ambiti di attività emersi come maggiormente rischiosi dal punto di vista sociale, ambientale e socio-economico, presentati in schede settoriali. Per ciascun ambito sono descritti: i rischi potenziali specifici, attraverso i seguenti simboli: rischi ambientali rischi sociali rischi socio-economici le ONG più attive su tali temi e le campagne di pressione e advocacy più significative (generiche o dirette verso particolari aziende ed istituti finanziari). Un riquadro verde identifica le più recenti campagne di successo, cioè che hanno spinto le aziende o le Banche a modificare il proprio comportamento; una sintesi degli spunti forniti dalle ONG sul modo in cui la Banca può contribuire alla mitigazione degli impatti ambientali e sociali tramite il proprio ruolo nel sistema economico. -9-

11 CONTENUTO DEL DOCUMENTO Contesto di riferimento, obiettivi e criteri del coinvolgimento Organizzazioni intervistate Report dei contributi emersi Quadro delle norme e degli standard di riferimento Le principali aree di rischio nei settori di attività della Banca Il possibile ruolo di Intesa Sanpaolo -10-

12 CONTESTO NORMATIVO E STANDARD DI RIFERIMENTO (1/2) NON ESAUSTIVO Extractive Industries Transparency Initiative (2002) coalizione di istituzioni, aziende, investitori e rappresentanti della società civile che mira ad aumentare la trasparenza sui flussi finanziari tra aziende e Governi nel settore estrattivo, impegnando le industrie a dichiarare i pagamenti fatti ai Governi dei Paesi detentori di risorse minerarie e, allo stesso tempo, i Governi a rendicontare l'ammontare e l'utilizzo delle rendite ottenute. Risoluzione del Parlamento europeo sul commercio equo e solidale e lo sviluppo (2005) riconosce il commercio equo come strumento di crescita economica per il Sud del mondo e invita la Commissione Europea ad adottare azioni che lo promuovano sotto diversi punti di vista, da quello educativo a quello fiscale. Dichiarazione di Rio sull'ambiente e lo sviluppo (1992) enuncia i principi cardine su cui impostare le politiche nazionali ed internazionali in materia ambientale e ha posto in evidenza i problemi globali che devono coinvolgere responsabilità ed azioni di tutti gli Stati. Direttiva Europea n. 35/2004 armonizza il sistema di responsabilità dei danni ambientali e ha introdotto il principio (recepito dalle successive norme nazionali e comunitarie) del chi inquina paga, cioè del ritenere obbligati e responsabili finanziariamente per i danni ambientali coloro che li hanno provocati con le loro attività (responsabilità civile per danno ambientale). Convenzione di Århus (2005) stabilisce l accesso all'informazione, la partecipazione dei cittadini e l accesso alla giustizia in materia ambientale. Glossario DICHIARAZIONE: enunciazione di di principi che ha valore di di raccomandazione ma non è legalmente vincolante. [ fa eccezione la la Dichiarazione n.169 dell ILO (pag. successiva) che è ritenuta ius cogens per tutti i i 177 paesi membri dell'organizzazione, anche quelli che non abbiano ratificato le diverse Convenzioni specifiche sui diritti sanciti ] CONVENZIONE: diventa legge nel momento in in cui viene ratificata dallo Stato. La ratifica impone anche l obbligo di creare un sistema di adeguamento per garantirne l effettiva applicazione. -11-

13 CONTESTO NORMATIVO E STANDARD DI RIFERIMENTO (2/2) NON ESAUSTIVO Diritti del lavoro Dichiarazione dell International Labour Organization sui principi e i diritti fondamentali nel lavoro (1998) sintesi delle norme internazionali prioritarie per la garanzia dei diritti fondamentali: libertà di associazione sindacale e diritto di contrattazione collettiva, eliminazione di tutte le forme di lavoro forzato, abolizione effettiva del lavoro minorile, eliminazione delle discriminazioni in materia di lavoro. Diritti umani Dichiarazione Universale dei diritti dell uomo (1948) Framework di John Ruggie, rappresentante speciale delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (2008) sancisce il dovere degli Stati di proteggere gli individui dalle violazioni dei diritti umani poste in essere da attori privati (anche oltre i confini nazionali) e, specularmente, la responsabilità del settore privato di rispettare tali diritti in qualunque Paese di attività. Risoluzione del Parlamento Europeo sulla prevenzione della tratta di esseri umani (2010) Diritti delle popolazioni indigene Convenzione ILO n.169 sui diritti dei popoli indigeni (1989) sancisce, tra gli altri, il diritto all'identità culturale, il diritto alla terra ed alle risorse e il diritto alla partecipazione delle popolazioni interessate alle decisioni che le riguardano (il 14 luglio 2010 è stata presentata una mozione al Senato per chiedere la ratifica della Convenzione, che ne renderebbe i principi legalmente vincolanti per le aziende italiane) Dichiarazione Universale dei diritti dei popoli indigeni (2007) ribadisce i diritti fondamentali delle popolazioni indigene e, in particolare, quello di essere consultati e di porre un veto a decisioni che possono ledere i loro diritti Glossario: LAVORO FORZATO: qualsiasi prestazione che sia svolta contro la la volontà o nell impedimento concreto di di agire diversamente (a causa di di ricatto, minacce, dipendenza economica, ) POPOLI INDIGENI: minoranze etniche autoctone che vivono stabilmente in in un territorio in in maniera autosufficiente, senza rappresentanza politica nel Paese, con lingua e cultura diverse da quella dominante e una forte consapevolezza della propria identità culturale. -12-

14 CONTENUTO DEL DOCUMENTO Contesto di riferimento, obiettivi e criteri del coinvolgimento Organizzazioni intervistate Report dei contributi emersi Quadro delle norme e degli standard di riferimento Le principali aree di rischio nei settori di attività della Banca Il possibile ruolo di Intesa Sanpaolo -13-

15 ENERGIA ED ESTRAZIONE (1/5) Ambito Estrazione di petrolio da sabbie bituminose Che cos è Le sabbie bituminose (tar sands) sono una combinazione di argilla, sabbia, acqua e bitume, da cui (attraverso acqua ad alta pressione, solventi e vapore) si può estrarre un bitume simile al petrolio che può essere convertito in petrolio sintetico grezzo o raffinato. Potenziali rischi L estrazione di petrolio da sabbie bituminose ha impatti devastanti sugli ecosistemi locali: poiché i giacimenti si estendono su larghe superfici è necessario deforestare in maniera massiccia (per la realizzazione del giacimento di Alberta, in Canada, sono stati abbattuti 42mila ettari di foresta boreale). La separazione del bitume dalla sabbia avviene utilizzando grandi quantità di acqua (o in alternativa di vapore o solventi chimici). Questo comporta impoverimento delle risorse idriche e inquinamento delle acque utilizzate per la lavorazione e reimmesse nell ecosistema. La produzione di un barile di sabbie bituminose genera dalle tre alle cinque volte più emissioni di gas serra di un barile di petrolio convenzionale. La resa energetica delle sabbie bituminose, cioè l energia prodotta al netto di quella usata per produrla, è pari a un terzo rispetto a quella del petrolio. Per l estrazione e il processamento, inoltre, sono necessarie grandi quantità di gas metano che potrebbe essere sfruttato in maniera alternativa. L estrazione delle sabbie bituminose crea gravi conseguenze per la vivibilità dei territori circostanti e per la salute degli abitanti, a causa dei laghi artificiali di prodotti chimici, delle emissioni in atmosfera e dell inquinamento delle falde acquifere. ONG attive e principali campagne e banche finanziatrici partecipazione al finanziamento della Canadian Tar Sands progetto di realizzazione di un nuovo sito estrattivo in Congo -14-

16 ENERGIA ED ESTRAZIONE (2/5) Ambito Produzione di energia da biocarburanti Potenziali rischi Le piantagioni di olio di palma per biocarburanti* sono causa di vasti processi di deforestazione che provocano distruzione di biodiversità e incidono sulle emissioni di gas serra, direttamente (in Indonesia e Papua Nuova Guinea, ad esempio, il terreno per la coltivazione è stato preparato drenando e dando alle fiamme aree di foresta pluviale) e anche indirettamente poiché viene ridotta sensibilmente la capacità di assorbimento dell anidride carbonica da parte delle foreste del pianeta. Dal punto di vista sociale la corsa alla produzione di biocarburanti (es: palma, mais, soia, canna da zucchero) ha implicato, in Paesi come Brasile, Colombia, Indonesia e Malesia, l occupazione e la distruzione di territori abitati da popolazioni indigene, in piena violazione dei loro fondamentali diritti, e talvolta anche il loro sfruttamento per il lavoro nelle piantagioni La destinazione di vaste aree alle piantagioni di palma da olio rappresenta una minaccia per la sicurezza alimentare di diversi Paesi (es: Congo), poiché richiede la riconversione di aree precedentemente adibite alla produzione agricola. ONG attive e principali campagne Numerose campagne e progetti di ricerca sulle conseguenze climatiche e sociali dei progetti di deforestazione per l estrazione di palma da olio e la produzione di biocarburanti * L olio di palma viene utilizzato in grandi quantità anche dall industria alimentare (pag. 27) -15-

17 ENERGIA ED ESTRAZIONE (3/5) Ambito Pratica del Gas Flaring nell estrazione petrolifera Che cos è Il Il gas flaring è la pratica di bruciare a cielo aperto il il gas naturale che residua dalle operazione di estrazione del greggio, ancora oggi adottata dalla maggior parte delle multinazionali petrolifere (Shell, Eni, ). La regione più colpita (da oltre 50 anni) è il il Delta del Niger, seguita dal Congo. Potenziali rischi Il gas flaring ha impatti devastanti sull ambiente, poiché provoca l emissione di grandi quantità di gas serra (si stima che l anidride carbonica emessa nel periodo corrisponda a quasi la metà degli obiettivi complessivi di riduzione dei gas serra richiesti dal protocollo di Kyoto). La combustione del gas in torcia provoca il rilascio in atmosfera di sostanze tossiche che sono all'origine di casi di bronchiti, asma, attacchi di cuore, leucemia e altri tipi di cancro. Il gas flaring provoca il fenomeno delle piogge acide, che influenza la produttività agricola e accelera la corrosione e l'arrugginimento delle coperture metalliche delle abitazioni. Nel Delta del Niger il gas flaring è stato dichiarato illegale, perché lesivo dei diritti umani delle popolazioni indigene locali. La dispersione del gas naturale rappresenta anche un grande spreco di risorse, dal momento che il gas residuato dall estrazione potrebbe essere sfruttato a sua volta invece che essere disperso. ONG attive e principali campagne e banche finanziatrici nonostante le numerose promesse di riduzione dei volumi destinati al flaring, a tutt oggi brucia in torcia grandi quantità di gas naturale -16-

18 ENERGIA ED ESTRAZIONE (4/5) Ambito Nuovi investimenti in energia nucleare Potenziali rischi L energia nucleare non è considerata una via percorribile principalmente per considerazioni economiche generali: non vi è la dotazione infrastrutturale, poiché i reattori esistenti sono stati dismessi e sono ormai obsoleti, mentre i reattori di nuova generazione sono ancora in fase di progettazione. anche in seguito agli investimenti pianificati (di lunghissimo termine) la potenza nucleare installata soddisferebbe una piccola parte della domanda energetica del Paese si genererebbe la dipendenza dagli approvvigionamenti di uranio dai pochi Paesi che lo possiedono (alcuni dei quali in zone politicamente instabili) La focalizzazione della politica energetica italiana sul nucleare, richiedendo investimenti molto ingenti, toglierebbe ulteriormente fondi per lo sviluppo delle fonti rinnovabili e del recupero energetico, ambiti in cui il Paese ha un potenziale maggiore. Oltre alla scarsa sostenibilità economica nel lungo periodo, il nucleare comporta anche rischi significativi per l ambiente, a causa del problema ancora irrisolto del deposito sicuro delle scorie radioattive. In termini di sicurezza non vi sono ancora garanzie di stabilità dei reattori di terza generazione. Restano rischi potenziali non eliminabili, come le esplosioni, gli incendi e i disastri nucleari. Le centrali nucleari sono tra i bersagli più vulnerabili agli attacchi del terrorismo internazionale. ONG attive e principali campagne sta investendo nella realizzazione di quattro nuovi reattori nucleari in Italia e numerose altre Banche contestate poiché alcune delle aziende energetiche che finanziano hanno in essere progetti di generazione nucleare (avviati o futuri) -17-

19 ENERGIA ED ESTRAZIONE (5/5) Ambito Realizzazione di grandi progetti infrastrutturali Potenziali rischi I megaprogetti per la costruzione di grandi infrastrutture energetiche ed estrattive, come dighe, gasdotti, oleodotti e miniere a cielo aperto comportano, vista la loro entità, la distruzione di habitat naturali estesi e degli ecosistemi ivi esistenti. L estrazione mineraria, inoltre, comporta forti impatti sull aria, per via dell emissione di polveri, elementi chimici e tossici e gas serra, e sull acqua, che viene utilizzata in quantità massicce per la lavorazione dei materiali estratti. Ciò implica l impoverimento delle risorse idriche e lo scarico in acqua di metalli pesanti, acidi ed elementi tossici, che avviene anche tramite l erosione del terreno da parte delle acque piovane. Per le popolazioni che vivono nelle aree interessate, spesso indigene, tali progetti implicano la cacciata dai propri territori attraverso l esproprio dei terreni a condizioni inique, se non attraverso violenze, abusi e violazioni dei diritti umani. Per i lavoratori, visto l isolamento di tali cantieri e l ampio ricorso a manodopera immigrata o indigena, vi sono forti rischi di violazioni dei diritti minimi del lavoro (salute e sicurezza degli operai, divieto di ricorso al lavoro minorile e forzato, limiti all orario di lavoro, salario minimo, ). L'inquinamento dell'aria e la contaminazione delle acque sono un pericolo per la salute delle popolazioni che abitano nei territori circostanti. ONG attive e principali campagne finanziamento di Vedanta Resources, che ha avviato un progetto di estrazione mineraria in India sul territorio di una tribù indigena finanziamento dell oleodotto BTC nel Mar Caspio, con elevati rischi socio-ambientali finanziamento della diga di Ilisu nel Kurdistan turco 2010: bloccato dalle Autorità 2004: ritiro di ISP 2009: ritiro di UCG -18-

20 SISTEMA MODA Ambito Controllo della catena di fornitura La complessità delle filiere nel settore tessile, soprattutto per le aziende che internazionalizzano in tutto o in parte la produzione, è un terreno fertile per il il verificarsi di scorrettezze competitive, violazioni ambientali e abusi in materia di diritti umani e del lavoro. Il Il rischio vale anche per le aziende che operano un primo controllo sui propri fornitori diretti, poiché da questi possono diramarsi reti di subappalto molto complesse di cui l azienda madre può non essere consapevole. Potenziali rischi In molti Paesi, e in particolare dove vi è una forte deregulation in materia di diritti del lavoro, si verificano ordinariamente forme di violazione del diritto alla salute, dei diritti del lavoro e dei diritti umani, come il lavoro coatto, il lavoro minorile e la schiavitù. In molti Paesi non esistono diritti sindacali e sui posti di lavoro vengono attuate torture, molestie sessuali e detenzione. Anche nei Paesi più industrializzati vi sono rischi significativi soprattutto per i lavoratori migranti (spesso tenuti nella clandestinità), che vivono forme sofisticate di schiavitù come il rinvio continuo del pagamento o il debt bondage (forma di usura in cui il saldo del debito è preteso attraverso lavoro senza condizioni). Per le barriere linguistiche e culturali, l isolamento e il timore del rimpatrio, inoltre, i migranti in genere non possono denunciare gli abusi e pretendere il rispetto dei loro diritti. Dal punto di vista ambientale uno dei temi più critici è lo sfruttamento del suolo per la produzione del cotone, che viene prodotto con pesticidi chimici e fertilizzanti sintetici che sono causa di riduzione della fertilità dei suoli, salinizzazione, perdita di biodiversità, inquinamento delle acque e fenomeni di resistenza nei patogeni. Le sostanze chimiche con cui viene effettuata la tintura dei capi possono essere tossiche ed inquinanti. ONG attive e principali campagne le viene richiesto un maggiore controllo sulla propria filiera, dal momento che un suo fornitore turco, DESA, attua aperte violazioni dei diritti dei lavoratori e nega i diritti sindacali importa parte del cotone utilizzato dall Uzbekistan, dove sono comprovati numerosi casi di lavoro minorile forzato per la produzione -19-

21 SETTORE AGRICOLO E ALIMENTARE (1/3) Ambito Agricoltura intensiva ed industriale Potenziali rischi L agricoltura intensiva provoca l inquinamento: dell aria, a causa delle emissioni provenienti dalle colture, dai fertilizzanti e dall'allevamento (gas serra, metano, ammoniaca, ) e agli impatti dei trasporti e dell'ampliamento delle infrastrutture (stradali, ferroviarie, ) per consentire il trasporto; del suolo e delle falde acquifere, per via dell utilizzo di fertilizzanti, pesticidi ed erbicidi chimici. La conversione di nuovi terreni ad uso agricolo può comportare distruzione di habitat naturali ed ecosistemi, soprattutto in zone del mondo in cui l espansione non è normata e dove vi sono vaste aree ancora coltivabili In particolare l estrazione di olio di palma, utilizzato per diverse preparazioni alimentari oltre che per la produzione di biocarburante, richiede l abbattimento di vaste aree di foreste tropicali e sta provocando la distruzione delle foreste torbiere Indonesiane e delle specie animali che vi abitano. La pratica della monocoltura, che consiste nel destinare vaste zone di territorio alla coltura di un'unica specie vegetale in maniera intensiva e standardizzata, è uno dei principali fattori della drastica riduzione della biodiversità agricola, cioè del numero di specie vegetali esistenti utili alla produzione di cibo. Questa è tra le maggiori minacce alla sicurezza alimentare di numerosi Paesi del mondo, poiché lo sfruttamento intensivo del terreno per un unica coltura, depauperando il suolo, impedisce in maniera permanente il reintegro di altre specie coltivabili, rendendo interi Paesi dipendenti dall estero per ogni altro approvvigionamento ONG attive e principali campagne numerose campagne di sensibilizzazione dell opinione pubblica sui temi della povertà e della sicurezza alimentare e sulle loro cause collaborazione con organizzazioni locali nel Sud del mondo per lo sviluppo rurale e il recupero dell autonomia agricola e alimentare è stata contestata attraverso una campagna a forte impatto ( Kit Kat Killer ) per l uso di olio di palma proveniente dalle foreste tropicali indonesiane 2010: esclusione dell olio indonesiano dalla filiera -20-

22 SETTORE AGRICOLO E ALIMENTARE (2/3) Ambito Pratiche di lavoro Potenziali rischi Il settore agricolo, anche in Italia, è caratterizzato da elevati rischi di violazione dei diritti dei lavoratori, specialmente migranti: dalla pratica del caporalato all insufficienza dei salari, dalla mancanza di limiti di orario a forme di sfruttamento e schiavitù (ad esempio con la promessa del permesso di lavoro). I rischi sono significativi sia per gli operatori del settore agricolo che per le aziende di produzione alimentare, dal momento che le criticità possono verificarsi a monte delle fasi della filiera a più diretto controllo. ONG attive e principali campagne campagne di mobilitazione dell opinione pubblica e iniziative di sensibilizzazione e educazione interculturale progetti di supporto ai lavoratori migranti: mediazione linguistica, ricerca e inserimento lavorativo, supporto legale, etc Ambito Commercio internazionale Potenziali rischi I prezzi delle commodities alimentari sono soggetti a speculazioni sui mercati internazionali e ad azioni volte a modificare la regolare oscillazione dei prezzi (ad esempio, attraverso lo stoccaggio di elevate quantità di materie prime). Le distorsioni nel mercato nuociono in particolare ai produttori dei Paesi del Sud del mondo, impedendone la sopravvivenza sul mercato e l autosufficienza economica. ONG attive e principali campagne oggetto di una campagna di sensibilizzazione sulla necessità di un controllo più forte sulla proprio catene di approvvigionamento da alcuni anni utilizza unicamente un caffè proveniente dal commercio equo e solidale -21-

23 SETTORE AGRICOLO E ALIMENTARE (3/3) Ambito Utilizzo di OGM per la produzione agricola Potenziali rischi L impiego della genetica per produrre microrganismi e insetti geneticamente modificati (GM) con specifiche capacità causa la distruzione degli organismi che normalmente popolano il suolo su cui vengono utilizzati. Gli erbicidi a base di OGM hanno portato evidenti vantaggi nel breve termine, ma a distanza di alcuni anni stanno dimostrando una serie di fallimenti rispetto ai risultati attesi e conseguenze molto dannose sulle colture e sui terreni in cui sono stati utilizzati. Nonostante vi siano posizioni controverse sull argomento, la produzione di cibi geneticamente modificati (o attraverso l utilizzo di sostanze e microrganismi GM) pone dubbi significativi in materia di salute (es: tollerabilità per l uomo di sostanze che non fanno parte del consumo alimentare tradizionale). Sono oggetto di dibattito, inoltre, i reali benefici di tali alimenti nel sopperire alle carenze alimentari di alcuni Paesi, a fronte dei possibili rischi e degli impatti ambientali implicati nella produzione. ONG attive e principali campagne il mangime che veniva somministrato alle mucche conteneva soia geneticamente modificata, elemento non conoscibile per il consumatore finale 2010: impegno all uso esclusivo di mangimi non OGM -22-

24 CONTENUTO DEL DOCUMENTO Contesto di riferimento, obiettivi e criteri del coinvolgimento Organizzazioni intervistate Report dei contributi emersi Quadro delle norme e degli standard di riferimento Le principali aree di rischio nei settori di attività della Banca Il possibile ruolo di Intesa Sanpaolo -23-

25 CHE COSA PUÒ FARE INTESA SANPAOLO (1/2) Considerazione di criteri socioambientali La Banca dovrebbe considerare criteri extra-finanziari nella valutazione e nella selezione degli investimenti. Per farlo efficacemente non è necessario tanto definire limiti a priori sui settori da finanziare, quanto svolgere solide analisi e valutazioni di impatto in ogni ambito specifico, anche avvalendosi del supporto di competenze specialistiche. In ottica di prevenzione è necessario adottare policy che guidino le strutture responsabili delle decisioni di finanziamento nella considerazione di tutti gli impatti rilevanti nei diversi settori. Poiché l applicazione efficace di politiche e procedure richiede anche la sensibilità individuale, la Banca dovrebbe anche sensibilizzare i gestori sullo stretto legame tra impatti socio-ambientali e rischio, soprattutto nei settori in cui tali impatti sono considerevoli e possono causare crisi reputazionali. Non ci sono settori buoni o cattivi per definizione, ciò che conta è che le scelte della Banca siano compiute con criteri chiari e trasparenti e sulla base di valutazioni obiettive degli impatti e dei rischi Presidio sul tema della supply chain La Banca dovrebbe incentivare le imprese con cui si relaziona ad operare un controllo più efficace sulla propria filiera, che in molti settori resta un ambito di rischio significativo. A questo scopo possono essere utili le certificazioni che attestano il rispetto di norme e diritti lungo la catena di fornitura. Standard e certificazioni, d altra parte, possono non essere sufficienti a causa dell opacità e della complessità di alcune filiere. Verifiche più dirette, ad esempio in materia di regolarità contrattuale e retributiva dei lavoratori o di presenza e indipendenza del sindacato, potrebbero essere uno strumento più efficace per arginare il rischio nei settori più sensibili. -24-

26 CHE COSA PUÒ FARE INTESA SANPAOLO (2/2) Rapporti con le ONG e la società civile Il presupposto per costruire e mantenere un rapporto positivo e costruttivo con le organizzazioni della società civile è un atteggiamento trasparente e disponibile ad affrontare apertamente le inevitabili contrapposizioni, rispondendo alle sollecitazioni e alle domande. La Banca potrebbe, poi, far evolvere il rapporto con le ONG in una direzione più tecnica, volta allo sviluppo di strumenti e politiche in maniera condivisa. Ad esempio, creare relazioni con organizzazioni che possono dare informazioni credibili e affidabili sulle aziende da finanziare, piuttosto che avvalersi delle esperienza di ONG specializzate su determinati ambiti per svolgere valutazioni di impatto o accrescere la cultura interna, oltre a portare benefici immediati potrebbe creare un effetto endemico per tutto il settore. La Banca dovrebbe farsi promotrice di trasparenza aumentando ulteriormente la propria disclosure e la propria apertura verso l esterno, e valorizzare gli strumenti di responsabilità già adottati -25-

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