Gara di cultura per scoprire il paesaggio rurale italiano

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1 Gara di cultura per scoprire il paesaggio rurale italiano anno scolastico 2014/2015 Illustrazione di Marco Di Domenico Manuale guida per docenti della scuola secondaria di II grado

2 Buon anno scolastico! Nel 2014 il FAI Fondo Ambiente Italiano ha lanciato una politica di rinnovamento per la Fondazione, allo scopo di continuare a rispondere in maniera efficace a quella missione che il FAI persegue dalla sua nascita nel Con il contributo di tutti, il FAI si occupa della cura in Italia di luoghi speciali per le generazioni presenti e future, promuove l educazione, l amore, la conoscenza e il godimento dell ambiente, del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della nazione e vigila sulla tutela dei beni paesaggistici e culturali, nello spirito dell articolo 9 della nostra Costituzione. Il mondo della scuola rappresenta il naturale interlocutore della Fondazione, la quale ogni anno offre ai docenti di tutte le scuole un pacchetto di proposte didattiche, in linea con le indicazioni fornite dal MIUR, per la scoperta di un Bene e di un paesaggio particolarmente significativi del nostro patrimonio. In particolare, il progetto Nutrirsi di paesaggio proposto per l anno scolastico 2014/2015 intende offrire agli insegnanti interessanti spunti di lavoro sui temi che, in occasione dell evento internazionale Expo Milano 2015, costituiranno inevitabilmente il cuore del dibattito pubblico durante il prossimo anno. La riscoperta del paesaggio rurale diventa così risorsa preziosa per immaginare un equilibrio sempre più armonioso tra l uomo e il territorio e per promuovere una nuova sensibilità volta a rendere il paesaggio rurale una parte irrinunciabile di un heritage da tutelare. Il sostegno che Ferrero offre allo sviluppo del progetto Nutrirsi di Paesaggio assume un importante valore semantico, in quanto azienda da sempre attenta allo speciale e armonioso rapporto che lega uomo, cibo e natura e impegnata nell attuazione di virtuose pratiche di produzione alimentare. Proprio in occasione di Expo Milano 2015, Ferrero si farà portavoce della propria esperienza aziendale, da sempre centrata sull attenzione a un uso consapevole del territorio, che comporta il rispetto delle biodiversità e la tutela dei paesaggi e delle coltivazioni locali da parte delle piccole imprese che sul territorio operano favorendo l impiego di manodopera locale. Affiancando il FAI nel progetto Nutrirsi di paesaggio Ferrero compie un altro gesto concreto in difesa dell importante patrimonio di paesaggi e società rurali, la cui sopravvivenza è spesso minacciata dall assenza di un adeguata cultura della storia e delle risorse di questa parte fondamentale del nostro heritage. Andrea Carandini - Presidente FAI Il FAI ringrazia per il sostegno INDICE Cosa fare in sintesi _ Materiali di studio Il paesaggio 1.1 Breve storia della definizione di paesaggio Il fai per il paesaggio... 5 Il paesaggio rurale 1.3 Il paesaggio rurale: definizione e cenni storici L osservatorio del paesaggio rurale e il registro nazionale L agricoltura italiana oggi _ Guida alla i fase 2.1 Come scegliere il paesaggio rurale del vostro territorio Modalità di pubblicazione della fotografia su instagram Suggerimenti su come fotografare il paesaggio Guida alla ii fase 3.1 Vademecum per la compilazione della scheda descrittiva Traccia di osservazione del paesaggio rurale...17 pag 2

3 Il Torneo del paesaggio è il concorso nazionale organizzato dal FAI Fondo Ambiente Italiano, rivolto ai ragazzi della scuola secondaria di II grado: una gara di cultura a squadre, che all indagine sul campo accompagna l utilizzo di strumenti tecnologici e di Social Network, utilizzati al fine dello studio, della valorizzazione e del racconto del paesaggio rurale italiano. COSA FARE IN SINTESI I FASE - ELIMINATORIA n Il docente referente forma squadre di massimo 3 studenti. Ogni squadra deve scegliere un nickname; n Le squadre studiano i materiali proposti sul paesaggio e sul paesaggio rurale (paragrafi 1.1/1.5 del Manuale); n Il docente referente, per verificare le conoscenze acquisite dagli studenti, può somministrare alle squadre la prova di valutazione ricevuta via mail insieme alle risposte. L esito della prova, facoltativa e condotta a discrezione del docente, non influisce sul risultato del Torneo del paesaggio; n Le squadre scelgono il paesaggio rurale del proprio territorio che intendono analizzare (paragrafo 2.1 del Manuale); n Ogni squadra scatta e pubblica una fotografia del paesaggio rurale del territorio su Instagram secondo le modalità descritte (paragrafo 2.2 del Manuale), seguendo i suggerimenti proposti (paragrafo 2.3). Le fotografie devono essere pubblicate dal 10 al 20 dicembre 2014 e fatte votare entro il 10 gennaio Una giuria di esperti nominata dal FAI sceglierà i vincitori di questa fase del Torneo secondo i criteri di valutazione: - correttezza nella scelta del paesaggio rurale del proprio territorio; - efficacia della comunicazione del paesaggio rurale scelto; - numero di voti ( like ) ricevuti dalla fotografia. Sono ammesse alla II FASE NAZIONALE del Torneo 20 squadre per Regione, di cui 10 Classi Amiche FAI. L elenco delle squadre ammesse sarà pubblicato sul sito entro il 2 febbraio ii FASE - NAZIONALE n Le squadre analizzano e descrivono il paesaggio rurale, già individuato e fotografato nella I FASE, seguendo le indicazioni proposte (paragrafo 3.1 del manuale). n Il docente referente invia alla Segreteria del Torneo la scheda descrittiva del paesaggio rurale, all indirizzo mail entro il 2 marzo Una giuria qualificata selezionerà 2 squadre vincitrici per ogni Regione, di cui 1 scelta tra le Classi Amiche FAI. pag 3

4 1 _ MATERIALI DI STUDIO A cura dell Ufficio Scuola Educazione e dell Ufficio Strategie e Programmi Ambientali del FAI 1.1 Breve storia della DEFINIZIONE DI paesaggio Il termine paesaggio deriva dal latino classico pagus, villaggio, paese, cioè una parte di territorio naturale delimitato e colonizzato dall uomo. Da qui la parola italiana paesaggio e quella francese paysage, che rimandano alla radice umana, cioè alla presenza e al lavoro dell uomo all interno del contesto naturale. Il termine in uso nei Paesi del Nord Europa (landscape, landskap, ) sottolinea invece l elemento naturale la terra con cui l uomo interagisce nel proprio vivere. Già questi termini linguistici rendono ragione del binomio sempre presente quando si affronta il concetto di paesaggio: uomo/natura. A ciò si aggiunge la diversità di approccio al tema così come è stato vissuto nella storia: dapprima il paesaggio ha interessato l ambito artistico; solo nell Ottocento ha acquisito una sua autonomia e pregnanza scientifica grazie alle teorizzazioni della geografia moderna, mantenendo in ogni caso un forte legame con tale passato. Queste brevissime considerazioni sono sufficienti per farci capire la complessità dell idea di paesaggio che unisce indissolubilmente l elemento naturale a quello antropico e coinvolge la realtà concreta, fisica e la dimensione estetica, soggettiva e percettiva. L approccio al paesaggio, quindi, deve tener conto di tutte queste dimensioni, così come proposto dalla Convenzione Europea del Paesaggio, emanata dal Consiglio d Europa nel 2000 che lo definisce come una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni (art 1). Da questa definizione deriva, in parte, anche quella proposta dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, emanato dal Presidente della Repubblica Italiana con decreto legislativo 42/2004, secondo cui esso rappresenta il territorio espressivo di identità, il cui carattere deriva dall azione di fattori naturali, umani e dalle loro interrelazioni (art 131). Paesaggio, dunque, è il risultato dell azione tra Uomo e Natura e va inteso come incontro tra gli elementi naturali (acqua, terra, clima ), gli accadimenti storici e le espressioni dell attività umana (architettonica, artistica, rurale, artigianale ) che nel tempo si sono stratificati e depositati in un sistema complesso e dinamico di relazioni. A ciò si deve aggiungere la vasta gamma delle percezioni con cui l uomo coglie il paesaggio. Di conseguenza può essere riconosciuto come paesaggio non solo un area che si distingue per particolari caratteristiche naturali, estetiche, storico-artistiche, ma di fatto ogni territorio. Generalmente, il comune sentire e la tradizione culturale hanno fatto coincidere l idea di paesaggio con quella di bel panorama, di veduta pregevole e piacevole, di vera e propria bellezza. Sebbene questo corrisponda senz altro a verità per molte zone d Italia, allo stesso tempo rappresenta una visione parziale; in realtà qualsiasi spazio vissuto dall uomo può essere interpretato come pag 4

5 paesaggio e come tale va tutelato e valorizzato. E se non tutto il territorio italiano è costituito da paesaggi d eccellenza, questo lo si deve imputare al fatto che non vengono attivati in modo corretto i meccanismi di tutela e le azioni di valorizzazione, che ne garantirebbero la salvaguardia e la bellezza nel tempo. In ogni caso il paesaggio è qualcosa di dinamico, in continua evoluzione, strettamente legato all azione dell uomo, il quale lo condiziona e dal quale ne viene al tempo stesso condizionato. Infatti, il paesaggio è origine ed elemento fondante dell identità collettiva; in esso infatti si stratificano le azioni, le manifestazioni, gli eventi, naturali e umani, che si succedono nel corso del tempo. E se questo accumulo modella il territorio, definendone il paesaggio, conforma anche gli uomini che vi abitano, influenzandone le attività, lo stile di vita, la storia, la cultura: in altre parole l identità. È proprio per il profilo identitario della Nazione, che la Costituzione, nei principi fondamentali che definiscono gli elementi fondanti della nostra Repubblica, pone all art. 9 la tutela del paesaggio, che quindi assurge a valore costituzionale. Più volte la Corte Costituzionale ha infatti ricordato nella sua giurisprudenza l importante principio per cui il paesaggio, unitamente al patrimonio storico ed artistico della Nazione, costituisce un valore cui la Costituzione ha conferito straordinario rilievo, collocando la norma che fa carico alla Repubblica di tutelarlo tra i principi fondamentali dell ordinamento. Il paesaggio, in quanto medium tra la popolazione e il suo territorio, offre un importante e insostituibile opportunità per il riconoscimento delle peculiarità collettive definitesi in quel contesto, oltre che per la fruizione, lo sviluppo e la cura del territorio stesso. 1.2 IL FAI PER IL PAESAGGIO A seguito di queste considerazioni, diventa chiaro e cruciale l impegno del FAI Fondo Ambiente Italiano per la difesa e la tutela del paesaggio, che si concretizza su diversi fronti e a differenti livelli. Da un lato l impegno del FAI si realizza mediante la gestione e il restauro di beni culturali e naturalistici (ville, castelli, giardini, parchi, monasteri, tratti di costa, luoghi di natura) che vengono donati o dati in gestione alla Fondazione perché li restituisca alla cittadinanza di oggi e di domani, in quanto beni comuni indispensabili per il mantenimento della principale ricchezza del nostro Paese, definibile in termini di cultura, natura, turismo, agricoltura, salute, bellezza. Dall altro lato, il FAI si impegna alla tutela e alla valorizzazione di tutto il patrimonio paesaggistico italiano, e proprio per questo motivo la Fondazione è riconosciuta tra le Associazioni di tutela ambientale presso il Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, fin dal In forza di questo riconoscimento, il FAI ha il diritto e il dovere di partecipare, presentare osservazioni, fornire la propria opinione in merito a ogni argomento che in qualche modo possa avere un impatto - positivo o negativo - sull ambiente e per questo sul paesaggio. In particolare, vengono seguiti attentamente alcuni iter legislativi regionali o nazionali per la presentazione a pag 5

6 Istituzioni, Enti, Ministeri e Soprintendenze di osservazioni e proposte, grazie anche alla proficua collaborazione con le altre associazioni ambientaliste. La Fondazione, inoltre, persegue la difesa del paesaggio attraverso la sensibilizzazione della cittadinanza sul significato del paesaggio, sulla riscoperta dell identità che in esso si riflette, sulla comprensione dei processi della gestione sostenibile delle risorse naturali e dei beni culturali, nonché attraverso l educazione di tutti i cittadini, con una particolare attenzione ai giovani, per responsabilizzarli nei confronti del patrimonio culturale e ambientale. Per raggiungere questi obiettivi formativi il FAI promuove molteplici iniziative culturali e di sensibilizzazione, come per esempio la Giornata FAI di Primavera, in cui da ormai più di venti anni si aprono al pubblico luoghi d arte e di natura normalmente inaccessibili, oppure la campagna de I Luoghi del cuore, attraverso la quale si invitano i cittadini a segnalare i luoghi più amati con l intento di sottrarli all oblio e all incuria. Per il mondo della scuola il FAI organizza ogni anno specifiche proposte di studio, ricerca e azione a favore del paesaggio: concorsi, tornei, incontri di formazione, progetti di educazione al patrimonio Il tema del paesaggio, dunque, è per il FAI la cornice e il cuore delle sue attività, sia di salvaguardia e tutela diretta che indiretta, sia educative che di valorizzazione del patrimonio del Paese. Particolare enfasi nei tempi più recenti è stata posta sul paesaggio rurale, sulla nostra campagna, essendo questo paesaggio che, per quantità e per qualità, maggiormente caratterizza l Italia. I nostri territori sono stati, nei secoli, trasformati dalla mano dell uomo per la produzione alimentare; l attività agricola è stata così pregnante e diffusa da determinare la forma e l immagine dei nostri luoghi, basti pensare a come il paesaggio è stato rappresentato nella storia dell arte. Anche agli occhi di chi ci osserva da oltre i nostri confini, l Italia è spesso espressa attraverso paesaggi rurali: dai pascoli montani, ai coltivi, dagli uliveti agli agrumeti e ai vigneti; tratti che raccontano la nostra identità locale e nazionale. All opposto però la consapevolezza che abbiamo come cittadini del nostro retaggio rurale e della nostra realtà produttiva in ambito agricolo non è altrettanto forte. Il FAI ha scelto di dedicare particolare attenzione al paesaggio rurale per contribuire a far crescere il legame con i propri territori, con la loro storia e le loro attività. 1.3 PAESAGGIO RURALE: DEFINIZIONE E CENNI STORICI Secondo la definizione del 1961 data da Emilio Sereni, importante storico dell agricoltura del 900, il paesaggio rurale è «...quella forma che l uomo, nel corso ed ai fini delle sue attività produttive agricole, coscientemente e sistematicamente imprime al paesaggio naturale», e quindi si distingue dal paesaggio naturale proprio per l intervento culturale che ne ha definito la trasformazione e la struttura. È dunque il paesaggio creato dai sistemi agricoli, forestali e pastorali. Nel documento tematico sul paesaggio redatto per il Piano Strategico Nazionale per lo sviluppo rurale (PSN ), a cura del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (MIPAAF), il paesaggio rurale - comprensivo degli aspetti agricoli, forestali, pastorali ed insediativi pag 6

7 - è definito come il risultato dell integrazione fra processi economici, sociali ed ambientali nello spazio e nel tempo. Il paesaggio rurale italiano, frutto di alcuni millenni di storia, è da sempre riconosciuto come uno degli elementi fondamentali dell identità culturale del nostro Paese. Esso costituisce una risorsa fondamentale, determinando un valore aggiunto per le produzioni con denominazione di origine, configurandosi come elemento chiave per lo sviluppo turistico e per la biodiversità legata alla qualità degli spazi coltivati e alle specie introdotte dall uomo e rappresentando un aspetto caratterizzante la qualità della vita nelle aree rurali (PSN , pag. 26). Il paesaggio rurale in Italia ha radici storiche profonde risalenti al periodo etrusco o alla colonizzazione greca. Fino al secondo dopoguerra il nostro paesaggio agrario era fortemente caratterizzato dai modelli agro-silvo-pastorali tradizionali sviluppatesi nei secoli precedenti, come sintetizzato da Mauro Agnoletti nella prefazione al volume Paesaggi rurali storici (Laterza, 2010) caratterizzati da: n una forte promiscuità delle colture; n lo sviluppo del seminativo, con prevalenza di coltivazioni cerealicole; n la presenza di terrazzamenti o la diffusione del sistema siepe-filare. In Italia, la struttura paesistica complessa, capace di adattarsi ad un ambiente naturale difficile - montuoso o collinare, con foreste e paludi - crea un infinita varietà paesaggistica anche in zone impervie. Questa complessità è dovuta non solo alle diversità morfologiche dei territori e alla loro diversa collocazione geografica, ma anche alle differenze culturali e sociali che hanno dato vita a ordinamenti colturali diversi, differenti generi di fabbricati rurali, circoscrivibili oggi in sistemi agrari capaci di offrire molte variazioni tra il nord e il sud della Penisola e delle Isole: dalla cascina lombarda alle case coloniche della mezzadria, dal latifondo cerealicolo della Maremma ai casali romani o alle masserie del Mezzogiorno. Dal secondo dopoguerra, con la crescente meccanizzazione dell agricoltura e l intensificarsi delle coltivazioni, si assiste a un progressivo impoverimento - dal punto di vista paesaggistico e ambientale - del paesaggio rurale, la cui struttura diviene più monotona perché semplificata. Le due componenti principali diventano quindi i boschi e le colture agricole, sempre più spesso monoculturali. Le superfici coltivate hanno subito, negli ultimi 60 anni, un enorme contrazione; le maggiori flessioni si sono registrate nella riduzione dei seminativi, nei prati e nei pascoli. L abbandono delle attività agricole, fenomeno in costante crescita, comporta un avanzata delle superfici boscate, che purtroppo non produce - come si potrebbe pensare - alcuna crescita di biodiversità, ma al contrario provoca la scomparsa del mosaico paesaggistico, introduce una semplificazione delle sue componenti e una loro banalizzazione. I processi di rinaturalizzazione infatti hanno tempi molto lunghi e non sono processi semplici. Lo stesso paesaggio forestale, con l abbandono delle attività agricole, ha visto ridurre la sua complessità, soprattutto nel calo delle specie che lo compongono. pag 7

8 1.4 L OSSERVATORIO DEL PAESAGGIO RURALE E IL REGISTRO NAZIONALE Con il Decreto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MIPAAF) del 19 novembre 2012 (n ) è stato istituito l Osservatorio nazionale del paesaggio rurale, delle pratiche agricole e conoscenze tradizionali. Scopo principale dell Osservatorio è indirizzare la politica agricola comune, guidando le misure di sviluppo rurale verso la valorizzazione e la tutela del paesaggio rurale, in particolare dei paesaggi ad alto valore storico e culturale, definendo gli obiettivi di qualità paesaggistica da perseguire con le politiche agricole. L Osservatorio ha, tra l altro, il compito di censire i paesaggi, le pratiche agricole e le conoscenze tradizionali ritenute di particolare valore, gestendo un Registro nazionale dei Paesaggi rurali di interesse storico. Questo Registro dovrà identificare e catalogare i paesaggi rurali definendo la loro significatività, integrità e vulnerabilità, tenendo in debita considerazione oltre agli indicatori scientifici, anche i valori attribuiti ai luoghi dalle comunità locali, dai soggetti e dalle popolazioni interessate. Il censimento delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali ha invece lo scopo di registrare questi elementi culturali per poterli trasmettere alla generazioni future. Affinché un paesaggio rurale possa ritenersi di interesse storico-culturale è necessario che sia presente su un determinato territorio da lungo tempo, che si sia evoluto lentamente nei secoli e si sia stabilizzato, con la presenza di ordinamenti colturali caratterizzati da una lunga persistenza storica. Il paesaggio rurale di interesse storico è generalmente caratterizzato da un ridotto impiego di meccanizzazione, irrigazione, concimazioni chimiche o agrofarmaci e ha stretti legami con i sistemi sociali ed economici locali che lo hanno prodotto. Questi concetti si possono estendere anche ai paesaggi forestali che in Italia sono sovente legati a dinamiche storiche di lungo respiro, che ne hanno determinato - attraverso pratiche tradizionali e gestionali - la struttura, la densità e la composizione specifica. Per saperne di più... Sull osservatorio nazionale del paesaggio rurale: Sui paesaggio rurali storici: 1.5 L AGRICOLTURA ITALIANA OGGI L Italia è caratterizzata da un insieme di paesaggi rurali profondamente diversi tra loro, che vanno dal giardino mediterraneo al latifondo nelle regioni meridionali, dal sistema a fattorie nelle campagne del centro della penisola alle grandi aziende agrarie della pianura padana fino ad arrivare al minuto disegno della piccola proprietà contadina nelle zone di collina e di montagna. Questi molteplici paesaggi, che coprono più di 17 milioni di ettari, modellandosi in base a differenti condizioni morfologiche, climatiche, storiche, sociali, testimoniano la lunghissima storia di un pag 8

9 Paese, dove l agricoltura ha avuto un ruolo fondamentale, sia per il rilievo economico sia per la valenza sociale e culturale. Le radici rurali infatti hanno plasmato e dato senso ai ritmi di vita, alle abitudini, agli usi e costumi, al modo di pensare e credere degli italiani, fondando quella civiltà contadina che per tanto tempo è stata alla base della vita del Bel Paese. Finché in modo repentino ha subito un brusco cambiamento. Se alla fine dell 800 il 61% dei lavoratori italiani era occupato in agricoltura e tale percentuale rimaneva pressoché invariata nella prima parte del 900 (nel 1936 era ancora superiore al 50%), nel secondo dopoguerra si determina una forte accelerazione della riduzione del settore agricolo. Già nel 1951 il numero degli addetti è sceso al 42%, ulteriormente scesi al 30% dieci anni più tardi, quando sono stati superati per la prima volta dai lavoratori dell industria (39,8%). Il processo di industrializzazione italiano ormai era in pieno sviluppo e incideva non solo sull occupazione ma anche sulla conformazione sociale e culturale del Paese. Infatti in questi anni si assiste a una vera e propria fuga dalla terra e a una massiccia emigrazione dalle regioni meridionali, non toccate dallo sviluppo industriale, verso le regioni settentrionali dove vi è la possibilità concreta di un occupazione nel settore secondario. Tale imponente fenomeno di sradicamento e cambiamento delle condizioni di vita e di lavoro ha determinato il collasso della civiltà contadina, denunciato da Pier Paolo Pasolini nel 1975 con la metafora della scomparsa delle lucciole, uccise da cementificazione e inquinamento. L Italia si trasforma radicalmente ed entra in una nuova fase economica, sociale e culturale. Si sviluppa la contrapposizione tra città e campagna e la vita tra i campi spesso viene considerata sinonimo di arretratezza e ritardo culturale nei confronti di quella urbanizzata. Da allora il settore agricolo, eroso anche dal possente sviluppo del settore terziario, rappresenta una componente modesta nell economia italiana, sia come percentuale del PIL (2,1% nel 2006), sia come numero di addetti, pari al 3,7% della forza lavoro totale; tuttavia l ultimo censimento agricolo del 2010 ha rilevato un leggero aumento della popolazione agricola, in totale controtendenza rispetto all andamento generale, segnato da forte disoccupazione. Questo processo di forte ridimensionamento dell incidenza del settore agricolo è imputabile, come abbiamo visto, all espansione dei nuovi settori produttivi (industria e servizi), che ha segnato la storia di tutti i Paesi occidentali, a cui si aggiunge in Italia la mancanza di una specifica politica di sviluppo agrario, di adeguati capitali, di una razionale programmazione. Gli interventi pubblici, che pure negli ultimi decenni non sono mancati, sono stati contrassegnati perlopiù da manovre occasionali di tipo assistenzialistico, piuttosto che da globali e organiche politiche economiche di miglioramento strutturale. Alcuni dati recenti La superficie agricola totale in Italia è pari a 17,1 milioni di ettari. A livello territoriale, il Mezzogiorno contribuisce con il 47,4%, distanziando il Nord (35,5%) e il Centro (17,1%). Nonostante la maggiore estensione agricola del Mezzogiorno, il 59,1% della produzione e il 45,5% del valore aggiunto sono realizzati nel Nord del Paese. Le aziende agricole registrate nel 2010 sono poco più di 1,6 milioni, caratterizzate da una forte presenza di unità di piccole dimensioni: il 97,3% è costituito da aziende individuali ed è a conduzione diretta (senza l aiuto di collaboratori); il 24,6% delle aziende agricole nazionali sono localizzate nel Nord Italia e hanno le maggiori dimensioni medie. pag 9

10 Pur conservando prevalentemente una struttura tradizionale (circa il 99% delle aziende agricole fa ricorso a manodopera familiare), tutte le aziende, piccole e grandi, hanno ormai abbandonato i sistemi agricoli tradizionali soppiantati dal progresso della meccanizzazione e dalla diffusione dell agricoltura intensiva, capace di elevati livelli di produttività con l impiego di sempre meno forza lavoro. Fanno eccezione le aziende biologiche (il 63% di queste si trova nel Mezzogiorno), che pur non rinunciando alle risorse del progresso tecnologico, valorizzano sistemi di coltivazione e produzione in sintonia con la tradizione. Nel 2011, rispetto all anno precedente, si registra un aumento della produzione agricola del 7,8%, del valore aggiunto del 7,9% e dell occupazione del 2,2%, dovuta anche all ingresso dei lavoratori immigrati. Tra questi prevale la presenza dei lavoratori neocomunitari di provenienza rumena, slovacca e polacca; tra quelli extracomunitari aumentano gli asiatici (India) e i nordafricani (Marocco). Sono molti i distretti agricoli dove i lavoratori immigrati sono una componente bene integrata nel tessuto economico e sociale come nel caso della raccolta delle fragole nel Veronese, delle mele in Trentino, dell uva in Piemonte, fino agli allevamenti in Lombardia ed Emilia dove a svolgere l attività di bergamini (mungitori) sono soprattutto gli indiani. La presenza di lavoratori immigrati è divenuta indispensabile per le produzioni di qualità, dagli allevamenti dei bovini di razza piemontese alla produzione del prosciutto di Parma e della mozzarella di bufala, anche se molto spesso le mansioni dequalificate e sottopagate sono lasciate alla forza lavoro straniera. I ricavi dell attività agricola sono determinati principalmente dalla vendita di prodotti vegetali (69,2%), di prodotti zootecnici (16,8%) e di animali per la macellazione (12,3%). Degna di nota è la componente femminile in agricoltura: il 37% degli occupati è donna, così come il 30,7% dei titolari d imprese agricole; in pratica, oggi un imprenditore agricolo su tre è donna. Un dato considerevole, se si pensa che agli inizi degli anni Settanta erano appena 19 su 100. Significativa è anche la presenza dei giovani nel settore agricolo; dopo anni di fuga dalle campagne la tendenza si sta invertendo: nei campi un lavoratore su quattro è giovane. Il loro ritorno al lavoro agricolo è legato soprattutto alle campagne di raccolta di frutta e verdura e di vendemmia. Ma la presenza dei giovani è riscontrabile anche nell imprenditorialità: sono sempre più le aziende agricole che hanno a capo giovani professionisti sotto i 40 anni. Durante il triennio si è evidenziata una maggiore attenzione alla tutela del territorio; infatti sono aumentate le aziende agricole interessate alla manutenzione e alla realizzazione di siepi, filari di alberi e muretti attività importante per la prevenzione di eventi di dissesto idrogeologico del territorio arrivando al 16,9% del totale delle aziende. Un altro indicatore dell azione di presidio sul territorio da parte delle aziende agricole è rappresentato dalla vicinanza della residenza del conduttore al centro aziendale: l 80% dei conduttori o dei responsabili risiede nello stesso comune nel quale è localizzato il centro aziendale. pag 10

11 2 _ GUIDA ALLA I FASE 2.1 COME SCEGLIERE IL PAESAGGIO RURALE DEL VOSTRO TERRITORIO In qualche caso la scelta sarà quasi obbligata poiché nel vostro territorio vi è una particolare tradizione agricola che, senza dubbio, merita di essere raccontata. In altri casi si può scegliere tra più possibilità; allora potreste prendere in considerazione: n la storia: quella zona è sempre stata coltivata, ma sono cambiati i prodotti, i metodi, le tecniche; quindi può essere interessante ricostruirne le trasformazioni; n la persistenza nel tempo: a memoria di uomo l attività agricola in quei luoghi è sempre rimasta la stessa o ha una tradizione storica importante; n il legame col territorio: quelle produzioni sono rese possibili grazie alle particolari caratteristiche e risorse della zona (altitudine, disponibilità d acqua, particolari essenze vegetali ecc.) n l importanza per la comunità: quella parte di territorio costituisce un opportunità di lavoro significativa per gli abitanti e/o la sua attività è riconosciuta e vissuta dalla comunità come identitaria; n l attività che vi si svolge è caratteristica di quel territorio: solo lì si allevano quegli animali, si utilizzano speciali attrezzi, si conservano particolari tradizioni, ci sono prodotti di alta qualità o di origine protetta; n l abbandono: l attività agricola di quel paesaggio è stata abbandonata, e il suo aspetto sta cambiando; ma c è ancora qualcuno che si ricorda o ci sono segnali di un ritorno; n la riqualificazione: ormai non c è più traccia del paesaggio rurale di un tempo, ma voi volete farlo rivivere con un progetto di recupero e rilancio. Per saperne di più... Anche la 7ª edizione del censimento I Luoghi del Cuore, promosso dal FAI Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo, che ha come termine il 30 novembre 2014, si è posta l obiettivo di mettere in luce il patrimonio italiano di paesaggi e società rurali, attraverso la sezione speciale Expo Nutrire il pianeta, dedicata a tutti i luoghi legati alla produzione e alla trasformazione alimentare. Puoi consultare l elenco dei paesaggi rurali italiani già segnalati oppure segnalare il paesaggio rurale del tuo territorio insieme alla tua classe, consultando il sito pag 11

12 2.2 MODALITà DI PUBBLICAZIONE DELLA FOTOGRAFIA su instagram n scattate la fotografia del paesaggio rurale con uno smartphone: ricordate che la giuria premierà le fotografie che meglio comunicano le caratteristiche principali del paesaggio rurale del territorio; n condividetela con l applicazione gratuita Instagram ; n ritagliate la foto nel formato quadrato richiesto dall applicazione; n scegliete il filtro più indicato per la fotografia (se necessario); n con i pulsanti in alto potete migliorare la luminosità, raddrizzare la foto, incorniciarla o sfocare alcune parti; n nella descrizione bisogna inserire il tag specifico #faitorneodelpaesaggio2015 Ad esempio: a cui aggiungere il soggetto della foto, comune + provincia in cui è stata scattata la fotografia, nickname della squadra, classe (nel caso di classi diverse indicare pluriclasse ) e scuola di appartenenza. #faitorneodelpaesaggio2015 Paesaggio lombardo Sesto San Giovanni (MI) Nickname Classe III B IIS Giuseppe Garibaldi, Milano Attenzione! Le fotografie pubblicate senza la didascalia completa saranno considerate fuori gara. Sarà accettata una sola fotografia per squadra. Foto Stefano Gomarasca, 2010 FAI - Fondo Ambiente Italiano pag 12

13 2.3 suggerimenti su come fotografare il paesaggio A cura di Laura Losito, docente di storia e linguaggio della fotografia PREMESSA Il gesto fotografico è facile -quasi automatico- e oggi tutti noi lo compiamo quotidianamente. Realizzare una fotografia dunque sembra un azione semplice, ma, in realtà, è un operazione complessa; la creazione di ogni fotografia, infatti, richiede di effettuare una serie di scelte che determinano in modo significativo la forma (composizione) e il contenuto (messaggio) dell immagine. Una buona fotografia è il risultato di un utilizzo consapevole degli strumenti che si hanno a disposizione, sia in fase di ripresa sia in fase di post produzione. La fotografia scrittura con la luce - è un linguaggio e, tramite ogni fotografia, esprimiamo il nostro sguardo sulla realtà. Ecco alcuni suggerimenti relativi prevalentemente a scelte di tipo compositivo e stilistico, importanti da considerare nel processo creativo di una fotografia di paesaggio realizzata con smartphone. PRIMA DELLO SCATTO n Fotografare è (anche) progettare Immagina la fotografia prima di realizzarla, pensa cosa vuoi mostrare e cosa intendi dire con questa foto. Pensa qual è esattamente l argomento da rappresentare e come non andare fuori tema. n Osservare il paesaggio in diverse condizioni di luce Visita il luogo che hai scelto di fotografare in differenti ore del giorno, per capire qual è il momento migliore per valorizzare gli elementi del paesaggio che ti interessano. DURANTE LO SCATTO Nel momento della ripresa fotografica osserva, attentamente e senza avere fretta, tutti gli elementi/oggetti presenti nell inquadratura perché tutti questi dialogano tra di loro. Non fare mai una sola fotografia! Realizza sempre più riprese facendo delle variazioni (es. cambiando punto di ripresa, taglio, distanza del soggetto, luce, ecc.) in modo da poter valutare quale sia il risultato più efficace. Anche piccole varianti possono produrre risultati molto interessanti. n Inquadratura Il Torneo del paesaggio richiede l inquadratura quadrata, quindi conviene scattare già con un app predisposta in questo formato (es. lo stesso Instagram o Hipstamatic). Se invece utilizzi un inquadratura rettangolare in fase di ripresa, ricordati che parte di quello che stai inquadrando dovrà poi essere eliminato. Includi nell immagine unicamente ciò che è necessario e utile per illustrare il tema. (es. se c è un oggetto/elemento che non è funzionale a ciò che vuoi comunicare, fai in modo di non inserirlo nell inquadratura). pag 13

14 n Colore o Bianco e nero Sperimenta anche la trasformazione dell immagine colorata in bianco e nero per valutare quale delle due versioni è più adatta per rappresentare il paesaggio che hai scelto. n Luce Se scatti nelle prime ore del mattino e al tramonto ottieni immagini più morbide (ombre grigie e dettagli più leggibili) mentre se scatti con la luce del mezzogiorno ottieni immagini più dure (ombre nere e contrasti netti). Se scatti controluce invece ottieni l effetto silhouette (immagine in cui si vede solo il contorno). n Mosso e Sfocato Sono due scelte tecniche/stilistiche rischiose perché il risultato può apparire come un errore di ripresa (ovvero lo smartphone non è ben fermo mentre scatti). Sperimenta e valuta attentamente la compatibilità di questo effetto con ciò che stai rappresentando. n Punto di vista È importante scegliere dove il fotografo si deve posizionare rispetto al soggetto/ambiente (es. dall alto di una cima, dal punto di vista umano, dal basso ) per valorizzare al meglio gli aspetti interessanti del paesaggio. Se vuoi ottenere risultati inaspettati prova a cambiare il tradizionale punto di vista altezza sguardo. Attenzione: ricordati che il punto di vista non potrà essere modificato in fase di post produzione, quindi valutalo bene in fase di ripresa! n Taglio I soggetti/oggetti presenti nell inquadratura possono essere tagliati in diversi modi (nella parte alta del soggetto, nella parte bassa o lateralmente) oppure essere inseriti all interno dell inquadratura nella loro interezza. In certi casi può essere più interessante inserire solo una porzione del soggetto. n Linea dell orizzonte Tenere la linea dell orizzonte esattamente parallela alla base dell inquadratura produce un effetto di equilibrio e staticità. Se l orizzonte non è in bolla otterrai una sensazione di non equilibrio. La posizione della linea dell orizzonte in alto, al centro, in basso- si stabilisce in base a cosa si vuole mostrare (es: è più interessante la zona superiore o quella inferiore?). Dai maggior spazio alla parte più interessante e con informazioni più utili. n Nel comporre un immagine si possono evidenziare una serie di elementi per produrre determinati effetti, tienine conto durante la ripresa. Linee curve: sono morbide e sinuose, creano un immagine più armoniosa. Linee rette: sono rigide e dure, visivamente si confrontano automaticamente con i margini della fotografia e determinano inoltre l orizzontalità o verticalità dell immagine. Simmetria: un immagine simmetrica può essere interessante ma anche banale. Scegli bene quando evidenziare questo aspetto. pag 14

15 Profondità: evidenziare la prospettiva di certi elementi (es. strade e fiumi), trovando il giusto punto di vista, aiuta a rendere tridimensionale l immagine. Lo stesso effetto si ottiene anche creando una distinzione forte tra gli elementi in primo piano e quelli sullo sfondo. DOPO LO SCATTO n Selezione Il momento della selezione è molto importante; fra tutte le fotografie realizzate scegli la più interessante ed efficace, in base a tutti gli elementi precedentemente indicati. Non dare per scontata una lettura univoca dell immagine (la fotografia può essere ambigua e percepita in modi diversi). Fai vedere la fotografia anche ad altre persone e considera attentamente le loro osservazioni. n Post produzione (con Instagram) Se una fotografia è stata ben realizzata non sempre necessita di ritocchi : valuta attentamente se l applicazione di filtri o le modifiche proposte da Instagram nei set predefiniti realmente migliorano l immagine e se sono veramente necessarie. CONSIGLIO GENERALE Sperimenta molto e valuta attentamente i diversi risultati! pag 15

16 3 _ GUIDA ALLA II FASE 3.1 VADEMECUM PER LA COMPILAZIONE DELLA SCHEDA descrittiva DEL PAESAGGIO RURALE La scheda descrittiva del paesaggio rurale deve essere in formato.pdf e deve riguardare il paesaggio rurale presentato durante la I FASE. Per compilarla potete anche avvalervi delle indicazioni contenute nella traccia di osservazione del paesaggio rurale (paragrafo 3.2 del Manuale). Contenuti obbligatori da inserire: COPERTINA (1 pagina): Regione di appartenenza Nome del paesaggio rurale Box dati della squadra Nickname della squadra Nome e cognome degli studenti: Classe: Scuola: Nome e cognome del docente referente: Data e firma del docente SCHEDA DESCRITTIVA DEL PAESAGGIO RURALE (max 5 pagine) 1. Nome del paesaggio rurale 2. Comuni interessati, confini, altezza sul livello del mare, estensione 3. Tipo di proprietà (privata, pubblica, mista, è in una zona protetta/parco ) 4. Motivazioni della scelta 5. Breve descrizione degli elementi significativi del paesaggio (morfologia del territorio, tipo di terreno, elementi naturali prevalenti, come sono delimitati i terreni, elementi architettonici e altri elementi costruiti dall uomo, elementi storici di particolare rilievo ) 6. Breve descrizione delle pratiche agricole, pastorali e selvicolturali (presenza di seminativi, vigneti, frutteti, orti, pascoli, tipo e metodi di coltivazione, tradizioni agricole o zootecniche legate al luogo...) 7. Stato di conservazione del paesaggio (mantiene ancora le sue caratteristiche storiche o è un paesaggio completamente trasformato da infrastrutture e insediamenti moderni?) 8. Principali elementi di vulnerabilità (rischi che corre il paesaggio a causa dell abbandono delle attività agricole da parte dei lavoratori, piani e progetti di costruzioni sull area interessata o di trasformazione dei suoli, elevato rischio idrogeologico, invasione di specie alloctone, intensivizzazione della produzione agricola, con la conseguente perdita delle pratiche tradizionali e biodiversità) 9. Bibliografia (elenco di libri, documenti, siti internet utilizzati per compilare la scheda). ALLEGATI (max 5 pagine) A scelta, in base all esito della ricerca: cartina topografica, mappe storiche, foto aeree, fotografie di particolari, interviste a chi lavora o ha lavorato nel luogo scelto, progetti di costruzione, progetti di recupero, piani paesisitici, analisi dei terreni pag 16

17 3.2 traccia di osservazione del paesaggio rurale INDAGINE SUL POSTO COLLOCAZIONE DEL PAESAGGIO RURALE In quale/i comuni e province si trova?... A che altezza si trova sul livello del mare? È in una zona protetta (parco, riserva naturale )? sì no Se sì, quale?. Dalla vostra scuola è possibile raggiungerlo con i mezzi pubblici o a piedi, oppure bisogna andarci con un mezzo privato?... ASPETTO MORFOLOGICO L ambiente è di pianura collina lago montagna costa altro... Ci sono particolari elementi naturali (fiume, ruscello, lago, rocce, radure )... Il terreno è prevalentemente calcareo argilloso sabbioso compatto acido friabile altro... Quali sono le essenze botaniche spontanee prevalenti? Tipologia di alberi, arbusti, erbe, ecc È possibile vedere animali selvatici o loro tracce?... pag 17

18 I terreni sono regolari irregolari piccoli estesi Delimitati da muretti a secco siepi canali filari di alberi altro ATTIVITà AGRICOLA Quali di questi elementi caratterizzano la zona? seminativi frutteti orti vigneti oliveti boschi pascoli allevamenti altro... Vi è un attività agricola prevalente? I campi sono a monocultura? Se sì, quale? Quali coltivazioni e allevamenti sono presenti? frumento riso mais foraggio mucche pecore altro Ci sono particolari attività in atto nella zona? forestazione disboscamento opere di sistemazione della terra opere di sistemazione idraulica altro Ci sono campi abbandonati? In che proporzione rispetto a quelli coltivati? I terreni sono coltivati col metodo tradizionale o biologico?... INSEDIAMENTI E INFRASTRUTTURE Ci sono particolari strutture costruite dall uomo (paesi, canali, strade, dighe )? Ci sono elementi architettonici destinati all agricoltura? sì no Se sì, sono sparsi concentrati pag 18

19 Sono fattorie stalle e/o altre strutture per allevamenti ricoveri macchine fienili magazzini silos serre cantine locali per lavorazione prodotti case di abitazione ville storiche agriturismi altro IMPRESSIONI E SENSAZIONI Il paesaggio è armonico disarmonico dolce aspro altro Quali colori prevalgono? forti deboli caldi freddi limpidi sfumati altro E odori? intensi piacevoli sgradevoli deboli altro Ci sono particolari suoni e rumori? motori di macchine agricole cinguettii ronzii voci umane scorrere d acqua altro Di fronte a questo paesaggio che sensazioni provate ammirazione meraviglia tristezza inquietudine fatica altro Apprezzate qualcosa in particolare? Qualcosa vi sembra respingente? pag 19

20 APPROFONDIMENTI IN CLASSE RAPPORTO CON LA COLLETTIVITÁ l Che tipo di rapporto ha questo paesaggio con la comunità di riferimento? è un area pubblica è un insieme di appezzamenti di diversi proprietari appartiene tutto allo stesso proprietario è abbandonato ci sono dei progetti di recupero/trasformazione/protezione è un area conosciuta da tante persone o, al contrario, solo da chi abita vicino vi sono sagre/feste popolari dedicate alla produzione agricola ci sono musei o spazi collettivi dedicati all attività agricola STORIA l Questo paesaggio agrario è sempre apparso così? l Che cambiamenti ha subito nel tempo? l Quali sono le cause del cambiamento? urbanizzazione colture intensive monocultura abbandono altro l Sapete individuare tracce di coltivazioni o allevamenti precedenti? l Gli attrezzi e i materiali di lavoro sono cambiati nel tempo? l Siete in grado di rintracciare vecchi attrezzi agricoli o altri oggetti di vita contadina? l Potete risalire all immagine originaria della zona prima dell intervento dell uomo? l Riuscite a documentarla con mappe, disegni, foto d epoca, opere d arte? L ATTIVITà AGRICOLA E ZOOTECNICA l Chi lavora questi terreni? quante persone lavorano qui oggi? E un tempo? sono tutti di locali o provengono da regioni lontane? sono sia uomini che donne? che tipo di studi hanno compiuto? ci sono anche dei giovani? in che percentuale? l È un luogo faticoso da lavorare? l Ci sono particolari tradizioni legate all attività agricola o zootecnica di questa zona? pag 20

21 Il volume è stato realizzato a cura di FAI - Fondo Ambiente Italiano - Settore Scuola Educazione La Cavallerizza - Via Carlo Foldi, Milano Tel /85/88 - Fax seguici anche su

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