PIANO DI INFORMATIZZAZIONE

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1 ALLEGATO A) alla deliberazione della Giunta Provinciale n. 26 dell'11 febbraio 2015 PROVINCIA DI RAVENNA PIANO DI INFORMATIZZAZIONE delle procedure per la presentazione da parte di cittadini e imprese di istanze, dichiarazioni e segnalazioni (art, 24, comma 3-bis D.L 90/2014 convertito nella L. 114/2014) Febbraio 2015

2 SOMMARIO 1. REVISIONI 3 2. SIGLE, ACRONIMI, ABBREVIAZIONI 4 3. RIFERIMENTI 5 4. INTRODUZIONE 7 5. IL CONTESTO NORMATIVO IL CONTESTO OPERATIVO LA COMMUNITY NETWORK DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA IL MODELLO DI AMMINISTRAZIONE DIGITALE (MAD) LO STATO DELL ARTE L ATTUAZIONE DEL CAD STRUMENTI ABILITANTI AMBITI PROCEDIMENTALI GIÀ INFORMATIZZATI IL SISTEMA DI GESTIONE DELLE SEGNALAZIONI: RILFEDEUR IL PIANO CENSIMENTO DEI PROCEDIMENTI LE FUNZIONI COINVOLTE L INTEGRAZIONE CON IL MAD I BACK-OFFICE QUALIFICATI GLI INTERVENTI COMPONENTI ORGANIZZATIVE TEMPI DI REALIZZAZIONE 34

3 1. Revisioni Data Versione Descrizione 03/01/ Versione iniziale 06/02/ Aggiunti par. 3 e 5; riscritto par. 7 Pagina 3

4 2. SIGLE, ACRONIMI, ABBREVIAZIONI CAD CNER DL DPCM DPR FEDERA GU MAD PEC PIANO PTCP RILFEDEUR SGPA SPC SPCoop SPID SUAP Codice dell Amministrazione Digitale (D.Lgs 7 marzo 2005, n. 82 e successive modificazioni e integrazioni Community Network dell Emilia-Romagna Decreto Legge Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri Decreto del Presidente della Repubblica Gazzetta Ufficiale Modello di Amministrazione Digitale Posta Elettronica Certificata il presente Piano redatto ai sensi del comma 3bis dell articolo 24 del Decreto Legge 24 Giugno 2014 n. 90, convertito in legge con modifiche dalla Legge 11 Agosto 2014 n. 114 Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale RILevazione dei FEnomeni di DEgrado URbano Sistema di Gestione dei Procedimenti Amministrativi Sistema pubblico di connettività. i[e la cornice nazionale di interoperabilità. È l insieme di infrastrutture tecnologiche e di regole tecniche che ha lo scopo di federare le infrastrutture ICT delle pubbliche amministrazioni, per realizzare servizi integrati mediante regole e servizi condivisi]. Sistema Pubblico di Cooperazione i[insieme di specifiche tecniche prodotte dal CNIPA nel 2005, che costituiscono il riferimento tecnico per la cooperazione applicativa fra le amministrazioni pubbliche] Sistema Pubblico per la gestione dell Identità Digitale di cittadini e imprese. i[le pubbliche amministrazioni potranno consentire l accesso in rete ai propri servizi, oltre che con lo stesso SPID, solo mediante la carta d identità elettronica e la carta nazionale dei servizi]. Sportello Unico delle Attività Produttive Pagina 4

5 3. Riferimenti Nel testo, quando ci si riferisce con una certa frequenza a norme o convenzioni, per brevità sono utilizzati i seguenti riferimenti. [ACCORDOFEDERA] Accordo attuativo tra la Provincia di Ravenna e la Regione Emilia- Romagna nell ambito della Community Network Emilia-Romagna per l adesione al sistema Federa, approvato con deliberazione della Giunta provinciale n. 347 del 14 settembre 2011 preceduto dall Adesione al progetto regionale Federa per l autenticazione digitale federata in attuazione della convenzione costitutiva della Community Network Emilia-Romagna, approvato con deliberazione della Giunta provinciale n. 115 del 16 marzo 2011 [ACCORDODOCER] Accordo attuativo della convenzione costitutiva della Community Network Emilia-Romagna tra la Regione Emilia-Romagna e la provincia di Ravenna per attività di pilotaggio nell implementazione del modello di gestione documentale nella Community Network dell Emilia-Romagna, approvato con deliberazione della Giunta provinciale n. 70 del 23 febbraio 2011 [ACCORDOICARER] Accordo attuativo della Convenzione costitutiva della Community Network Emilia-Romagna per l adesione al sistema di cooperazione applicativa ICAR-ER, approvato con deliberazione della Giunta provinciale n. 47 del 22 febbraio 2012 [ACCORDOPARER] Accordo attuativo della convenzione costitutiva della Community Network Emilia-Romagna per l affidamento all Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna della funzione di conservazione dei documenti informatici, approvato con deliberazione della Giunta provinciale n. 40 del 9 febbraio 2011 [ART24] Articolo 24, comma 3 bis del Decreto Legge 24 Giugno 2014 n. 90, convertito in legge con modifiche dalla Legge 11 Agosto 2014, n. 114 [ATTIPAYER] Accordo attuativo della convenzione costitutiva della Community Network Emilia-Romagna tra la Regione Emilia-Romagna e la Provincia di Ravenna per la realizzazione del progetto di sistema a rete regionale a seguito dell approvazione da parte del CNIPA dei progetti ALI CN-ER e Rilander, approvato con deliberazione della Giunta provinciale n. 38 del 9 febbraio 2011; determina del dirigente del Settore Pubbliche relazioni, sistemi informativi, Polizia provinciale e Trasporti n del 29 novembre 2011 avente ad oggetto Approvazione dello Schema di contratto per la fornitura di servizi di pagamento attraverso la piattaforma dei pagamenti regionali (Payer) [CONVENZIONE] Nuova convenzione per il funzionamento, la crescita e lo sviluppo della Community Network Emilia-Romagna, approvata con deliberazione della Giunta provinciale n. 258 del 30 ottobre 2013 [LR4] Legge regionale 12 febbraio 2010, n. 4 Norme per l attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno e altre norme per l adeguamento all ordinamento comunitario - Legge comunitaria regionale per il 2010 Pagina 5

6 [LR11] [LR18] [LR21] Legge regionale 24 maggio 2004, n. 11 Sviluppo regionale della Società dell informazione Legge regionale 7 dicembre 2011, n. 18 Misure per l attuazione degli obiettivi di semplificazione del sistema amministrativo regionale e locale Legge regionale 21 dicembre 2012, n. 21 Misure per assicurare il governo territoriale delle funzioni amministrative secondo i principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza Pagina 6

7 4. Introduzione L [ART24] prevede che tutte le pubbliche amministrazioni approvino un piano di informatizzazione delle procedure per la presentazione di istanze, dichiarazioni e segnalazioni che permetta la compilazione on line con procedure guidate accessibili tramite autenticazione con il Sistema pubblico per la gestione dell identità digitale di cittadini e imprese. Le procedure devono permettere il completamento della procedura, il tracciamento dell istanza con individuazione del responsabile del procedimento e, ove possibile, l indicazione dei termini entro i quali il richiedente ha diritto ad ottenere una risposta. Il piano deve precedere una completa informatizzazione. Il PIANO non ha colto impreparata la Provincia di Ravenna, che può vantare una esperienza ormai ventennale nell applicazione delle ICT al rapporto fra Ente e cittadini o fra Ente e imprese, ma anche nell applicazione delle ICT alla propria attività amministrativa. A titolo di esempio si sottolinea che la Provincia di Ravenna già negli anni , con la progettazione e la realizzazione della rete civica Racine (Ravenna Civic Network), quindi molto prima della recente normativa, ha reso disponibili sul web alcuni strumenti per agevolare il rapporto con i cittadini e digitalizzare il flusso delle segnalazioni. Le pagina web del sito istituzionale sotto riprodotte, memorizzate da Internet Archive in data 27 gennaio 1998 dimostrano come la Provincia di Ravenna abbia cominciato pioneristicamente a pubblicare informazioni essenziali sull attività amministrativa dell Ente e a sfruttare le nuove tecnologie per agevolare le comunicazioni fra cittadino e PA: si noti in particolare la pagina con il message routing automatico, che consentiva al cittadino di comunicare con l Ente, anche per segnalare criticità o situazioni problematiche, governate da un apposito set di keywords che consentiva l inoltro all ufficio competente Negli anni successivi - in particolare all inizio del Duemila col primo Piano telematico della Regione Emilia-Romagna - l impiego delle ICT per l attività amministrativa e gestionale dell Ente ha subito un notevole sviluppo che ha ricevuto, per così dire, un assetto strutturale e Pagina 7

8 sistematico con la realizzazione della CNER e l adesione ad essa del sistema delle autonomie emiliano-romagnolo. Come si vedrà ciò ha reso disponibili di una serie di strumenti tecnologici e organizzativi capaci di abilitare soluzioni, implementazioni specifiche, comportamenti organizzativi per ottemperare all [ART24]. La realizzazione del Piano, in linea teorica, richiede un workflow assai articolato e complesso, soprattutto se se ne comprendo in profondità lo spirito. Di seguito se ne elencano, a titolo esemplificativo, alcune voci: - censimento e mappatura dei procedimenti oggetto del Piano - verifica del grado e delle modalità di automazione di tali procedimenti; - realizzazione di un framework o base dai dei procedimenti che sia la base per i sistemi di front-end e compatibile con il costituendo SPID e con i sistemi di pagamento elettronici - individuazione delle sostituzioni o degli adeguamenti che interessano i software gestionali per assicurare la compatibilità con standard di interoperabilità o norme tecniche definite a livello nazionale - svolgimento, in proposito, dell analisi comparativa prevista dell art. 68 del CAD - valutazione e pianificazione degli eventuali adeguamenti del sistema di gestione dei documenti, che per molti versi rappresenta la componente fondamentale del Piano - valutazione e pianificazione delle eventuali azioni per il potenziamento del sistema di conservazione dei documenti informatici di cui all art. 44 del CAD - descrizione dei collegamenti e delle eventuali sovrapposizioni con il Sistema di Gestione dei Procedimenti Amministrativi (SGPA) 1, componente fondamentale di Italia Login - analisi degli adeguamenti hardware - formazione - stima degli impatti in termini di organizzazione e di change management - stima dei costi e individuazione delle fonti di finanziamento Il Sistema di gestione dei procedimenti Amministrativi di Italia login ItaliaLogin, la piattaforma unica di accesso alla Pubblica amministrazione inserita nell Agenda digitale del nostro paese, presuppone SPID, l Anagrafe Nazionale Unica e SGPA. SGPA si propone di superare l obsolescenza e la mancanza di visione unitaria e sistemica dei sistemi documentali in uso in gran parte della PA perseguendo i seguenti obiettivi specifici: - mappare i servizi a cittadini e imprese sui procedimenti amministrativi di una stessa PA e tra PA diverse; - reingegnerizzare, standardizzare e digitalizzare i principali procedimenti amministrativi interni e trasversali; - ricondurre ad unitarietà la gestione dei dati, degli eventi e dei documenti informatici non strutturati; - favorire l impiego ed il riconoscimento in campo amministrativo di elementi documentali ampiamente usati nel settore privato, quali le registrazioni degli eventi di sistema ed applicativi (log); - definire il modello funzionale di riferimento che garantisca multicanalità di accesso; - creare un ambiente interoperabile, cooperante, scalabile e realmente aperto in termini di dati e trasparenza dell azione amministrativa; - ridurre i tempi di adeguamento dei processi alle sollecitazioni normative e regolamentari; - introdurre modalità di erogazione in modalità SaaS propria dei servizi del Cloud Computing System. 1 Cfr., per il contesto generale, PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, Strategia per la crescita digitale: , Roma 6 novembre 2014 <http://www.agid.gov.it/sites/default/files/documenti_indirizzo/crescita_digitale_2020. pdf>. Pagina 8

9 Nel caso della Provincia di Ravenna buona parte delle voci sopra indicate sono state affrontate. Il presente Piano, tuttavia, deve essere letto con la consapevolezza della peculiarità dell Ente Provincia e dell intersezione di tre profili di criticità: 1. il riordino delle funzioni amministrative fondamentali dell Ente operato dal legislatore nazionale 2. la mancanza, al momento della stesura del presente Piano, della fisionomia e dell entità delle deleghe eventualmente attribuite dal legislatore regionale. Le deleghe attualmente vigenti sono numerosissime 2 3. l impatto della legge di stabilità 2015 sul bilancio dell Ente, che peraltro esclude, per l ambito dei sistemi informativi, investimenti finanziati con mutuo Con riguardo ai primi due profili il presente Piano si concentra necessariamente sui procedimenti riconducibili alle funzioni fondamentali attribuite dall art. 1, comma 85 della Legge 7 aprile 2014, n. 56 (c. d. Legge Delrio ), di seguito riportate a) pianificazione territoriale provinciale di coordinamento, nonché tutela e valorizzazione dell ambiente, per gli aspetti di competenza; b) pianificazione dei servizi di trasporto in ambito provinciale, autorizzazione e controllo in materia di trasporto privato, in coerenza con la programmazione regionale, nonché costruzione e gestione delle strade provinciali e regolazione della circolazione stradale ad esse inerente; c) programmazione provinciale della rete scolastica, nel rispetto della programmazione regionale; d) raccolta ed elaborazione di dati, assistenza tecnico-amministrativa agli enti locali; e) gestione dell edilizia scolastica; f) controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazionale e promozione delle pari opportunità sul territorio provinciale. Ciò significa far riferimento principalmente alle macro-aree del territorio, dell ambiente, della scuola, della viabilità e dei trasporti. Per quanto riguarda la funzione di assistenza tecnicoamministrativa ai Comuni si ritiene di evidenziare le azioni relative alla rete bibliotecaria e al sistema museale, che interessano i Comuni del territorio (e non solo), ma interessano in modo particolare i cittadini. Con riguardo invece all ultimo profilo si evidenzia che, considerate le insufficienti risorse disponibili nel bilancio, la redazione del Piano non sarebbe stata possibile se l Ente non avesse attuato sin dal 2006 un complesso di azioni, di cui nel seguito si darà conto, per digitalizzare l attività amministrativa dell Ente. 2 Cfr. il documento «Le funzioni delegate» scaricabile all indirizzo Pagina 9

10 5. Il contesto normativo A distanza di dieci anni dal CAD si può dire che il quadro normativo e a supporto della digitalizzazione e semplificazione dell azione amministrativa sia completo. In particolare si segnalano il DPCM 24 ottobre 2014 (= GU n. 285 del 9 dicembre 2014) concernente la definizione delle caratteristiche del sistema pubblico per la gestione dell identità digitale di cittadini e imprese (SPID), nonché dei tempi e delle modalità di adozione del sistema SPID da parte delle pubbliche amministrazioni e delle imprese e il DPCM 13 novembre 2014 (= GU n. 8 del 12 gennaio 2015) avente ad oggetto Regole tecniche in materia di formazione, trasmissione, copia, duplicazione, riproduzione e validazione temporale dei documenti informatici nonché di formazione e conservazione dei documenti informatici delle pubbliche amministrazioni ai sensi degli articoli 20, 22, 23 -bis, 23 -ter, 40, comma 1, 41, e 71, comma 1, del Codice dell amministrazione digitale di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005 che definisce le norme tecniche, in attuazione del CAD, per la gestione dei documenti digitali e, conseguentemente, per la digitalizzazione dei procedimenti amministrativi. Di seguito sono riepilogate le principali norme di riferimento, dando per scontato che molti dei testi sotto indicati sono stati modificati e integrati Legge 7 agosto 1990 n. 241 NORMA OGGETTO GU DPR 28 dicembre 2000, n.445 DPR 11 febbraio 2005, n. 68 Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82 Decreto Legislativo 4 aprile 2006, n. 159 Legge 24 dicembre 2007, n. 244 Legge 18 giugno 2009, n. 69 Nuove norme in materia di procedimento n.192 del 18/8/1990 amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi Disposizioni legislative in materia di n. 42 del 20/02/2000 documentazione amministrativa Regolamento recante disposizioni per n.97 del l utilizzo della posta elettronica certificata, a norma dell articolo 27 della legge 16 gennaio 2003, n. 3 Codice dell Amministrazione digitale n. 112 del 16/05/2005 Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante codice dell amministrazione digitale Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008) Viene istituito (articolo 1, commi ) l obbligo di fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile. (L art. 32, comma 1 sancisce che a far data dal 1 gennaio 2010 gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale si intendono assolti con la pubblicazione nei propri siti informatici da parte delle amministrazioni e degli enti pubblici obbligati ) n. 99 del 29/04/2006 Suppl. ord. n. 105 n. 300 del 28/12/2007 Suppl. ord. n. 285 n.140 del Suppl. ord. n. 95 Pagina 10

11 NORMA OGGETTO GU DL 29 novembre 2008, n. 185 Direttiva n. 8 del 26 novembre 2009 del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l Innovazione DPR 7 settembre 2010, n. 160 Decreto Legislativo 30 dicembre 2010, n. 235 Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 luglio 2011 Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83 DPCM 27 settembre 2012 DL 18 ottobre 2012, n. 179 DPCM 22 febbraio 2013 DL 14 marzo 2013, n. 33 DM Economia e Finanze 3 aprile 2013, n. 55 DL 21 giugno 2013, n. 69 DPCM 3 dicembre 2013 Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale obbligo uso della PEC Direttiva per la riduzione dei siti web delle pubbliche amministrazioni e per il miglioramento della qualità dei servizi e delle informazioni on line al cittadino. Regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina sullo sportello unico per le attività produttive, ai sensi dell articolo 38, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante CAD, a norma dell articolo 33 della legge 18 giugno 2009, n. 69 Comunicazioni con strumenti informatici tra imprese e amministrazioni pubbliche, ai sensi dell articolo 5-bis del CAD Misure urgenti per la crescita del Paese. DL convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 134 (GU n. 187 dell 11/08/2012, Suppl. Ord.) Regole tecniche per l identificazione, anche in via telematica, del titolare della casella di PEC, ai sensi dell articolo 65, comma 1, lettera c-bis), del CAD Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese DL convertito con modificazioni dalla L. 17 dicembre 2012, n. 221 (GU., n. 294 del 18/12/2012, Suppl. Ord. n. 294) Regole tecniche in materia di generazione, apposizione e verifica delle firme elettroniche avanzate, qualificate e digitali, ai sensi degli articoli 20, comma 3, 24, comma 4, 28, comma 3, 32, comma 3, lettera b), 35, comma 2, 36, comma 2, e 71. Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni Regolamento in materia di emissione, trasmissione e ricevimento della fattura elettronica da applicarsi alle amministrazioni pubbliche ai sensi dell articolo 1, commi da 209 a 213, della legge 24/12/2007, n Disposizioni urgenti per il rilancio dell economia Regole tecniche per il protocollo informatico ai sensi degli articoli 40-bis, 41, 47, 57-bis e 71, del CAD n. 280 del Suppl. ord. n. 263 n. 229 del Suppl. ord. n. 227 n. 6 del Suppl. ord. n. 8 n. 267 del n.147 del Suppl. Ord. n. 129 n.294 del n. 245 del 19/10/2012 Suppl. ord. n. 194 n. 117 del 21/5/2013 n. 80 del 5/4/2013 n. 118 del 22/5/2013 n. 144 del 21/6/2013 Suppl. ord. n. 50 n. 59 del 12/03/2014 Suppl. ord Pagina 11

12 DL 24 aprile 2014, n. 66 DL 24 giugno 2014, n. 90 DPCM 24 ottobre 2014 DPCM 13 novembre 2014 NORMA OGGETTO GU Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale (art. 25 con disposizioni sulla fatturazione elettronica verso la PA) Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l efficienza degli uffici giudiziari (cfr. art Agenda della semplificazione amministrativa e moduli standard) DL convertito con modificazioni dalla L. 11 agosto 2014, n. 114 GU 18/8/2014, n. 190, Suppl. ord. n. 70) Definizione delle caratteristiche del sistema pubblico per la gestione dell identità digitale di cittadini e imprese (SPID), nonché dei tempi e delle modalità di adozione del sistema SPID da parte delle pubbliche amministrazioni e delle imprese. Regole tecniche in materia di formazione, trasmissione, copia, duplicazione, riproduzione e validazione temporale dei documenti informatici nonché di formazione e conservazione dei documenti informatici delle pubbliche amministrazioni ai sensi degli articoli 20, 22, 23 -bis, 23 -ter, 40, comma 1, 41, e 71, comma 1, del CAD di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005 n. 95 del 24/4/2014 n.144 del 24/6/2014 n. 285 del 9/12/2014 n. 8 del 12/1/2015 Pagina 12

13 6. Il contesto operativo 6.1 La Community Network della Regione Emilia-Romagna La Provincia di Ravenna ha aderito alla CNER con apposita convenzione approvata dal Consiglio Provinciale con deliberazione n. 92 del 9 ottobre 2007: La CONVENZIONE è stata rinnovata su nuove basi e approvata con deliberazione della Giunta Provinciale n. 258 del 30 ottobre La Community Network, nata dopo l esperienza dei progetti di e-government ALI e RILANDER, rappresenta il contesto, il framework interistituzionale, all interno del quale, sulla base degli strumenti di governance messi a disposizione, è possibile consolidare una progettualità condivisa fra gli enti, coordinata a livello regionale e presidiata a livello locale. Lo scopo principale della CNER consiste nel mettere in grado la PAL regionale di disporre degli stessi strumenti e e delle stesse opportunità nello sviluppo della società dell informazione e nel dispiegamento dei processi di e-government. La CNER può essere concepita anche come un sistema di servizi, di standard e modelli cooperativi, che si avvale di una rete infrastrutturale (Lepida) e consente agli enti partecipanti la cooperazione, la condivisione di applicativi e servizi infrastrutturali nonché lo sviluppo di progetti condivisi. Essa nasce ed opera per garantire questo fondamentale principio di equità, per valorizzare le vocazioni specifiche e diffondere le eccellenze maturate nei singoli territori. La CNER, inoltre, costituisce l ambito entro il quale dare attuazione agli obiettivi contenuti nel Piano Telematico dell Emilia-Romagna 3 - di fatto l Agenda digitale regionale - e nelle Agende digitali locali, ed entro il quale porre in essere e gestire politiche di sistema. 6.2 Il Modello di Amministrazione Digitale (MAD) Il modello di servizi definito in ambito CNER - e quindi anche dalla Provincia di Ravenna - è denominato MAD ed è orientato alla fruizione. Tale modello prevede che all interno della singola PA si possano implementare le applicazioni di gestione ed utilizzo delle banche dati e dei servizi in modalità anche disomogenee, ma è richiesto che i servizi di fruizione delle anagrafi, delle componenti documentali e territoriali ed i servizi specifici funzionali all erogazione dei servizi on-line siano resi disponibili in modo standard. Il MAD si configura pertanto come un modello distribuito e basato sulla cooperazione applicativa come profilo abilitante per la fruizione dei servizi. Si tratta di un modello che introduce il concetto di dominio di responsabilità ed una serie di criteri e regole comuni che dovranno essere condivise e rispettate in fase di implementazione per garantire sia la trasparenza dell operato della PA, sia la tutela dei dati definita dalla normativa sulla privacy, sia la multicanalità della fruizione: il canale web, il canale mobile, il canale web service e canali su protocolli dedicati. L interconnessione, l interoperabilità e la cooperazione fra applicazioni e sistemi diversi in questo contesto si realizza anche attraverso l utilizzo comune di piattaforme infrastrutturali ed abilitanti. Tali piattaforme - sia quelle rivolte agli utenti della Pubblica Amministrazione che quelle rivolte ai cittadini - rendono disponibili una serie di servizi trasversali e comuni alle applicazioni e forniscono le funzionalità elementari di base, utili ai processi di integrazione applicativa. 3 Cfr. Pagina 13

14 Le piattaforme infrastrutturali e d abilitanti, ed i relativi servizi di back-end, sono disponibili sul nodo regionale. Il principio di uniformità nell accesso ai servizi che il modello fa proprio significa definire un linguaggio comune con una duplice finalità: 1. consentire un accesso standard al singolo servizio (stessa interfaccia di accesso) indipendente dalle applicazioni e dalle entità informative sottostanti; 2. permettere alle applicazioni integrate con il modello di utilizzare un unico linguaggio, indipendentemente dall Amministrazione che lo adotta. Il MAD prevede la presenza di: - applicazioni verticali che interagiscono direttamente con le banche dati; si tratta tipicamente dei sistemi di back-office che agiscono direttamente sui dati certificati; - applicazioni interne alla PA che interagiscono con le interfacce del modello fruendone dei servizi; si tratta di applicazioni che interrogano i dati certificati attraverso i servizi del modello, integrati nei propri processi di business; - servizi on-line multi canale che interagiscono con le banche dati attraverso i servizi di backend; - applicazioni di ricerca avanzate che si basano sulla standardizzazione del modello a livello regionale per fornire ricerche trasversali sui dati certificati. Si possono individuare le seguenti macro tipologie di utenza: - utenti interni al singolo Ente - utenti di altre PA - cittadini ed utenti che rappresentano imprese ed intermediari Gli utenti interni hanno un accesso completo ai servizi dell Ente di appartenenza. Conseguentemente è possibile accedere ai dati certificati con diverse modalità: - accesso diretto ai dati certificati attraverso le applicazioni interne collegate alle banche dati certificanti, ma che non offrono servizi per il modello integrato; - accesso ai servizi del modello attraverso le applicazioni interne che concorrono alla implementazione dei servizi integrati; - accesso a servizi on-line o multicanale o alle funzionalità di ricerca avanzate al pari di un utente esterno all Ente. Le coordinate dell ambiente cooperativo definito dal MAD Il MAD può essere definito un ambiente cooperativo definito da tre coordinate: dematerializzazione decertificazione utilizzo delle anagrafi, dei servizi di piattaforma, dei front-office Regionali unitari Nel caso di utenti di altre PA l accesso ai dati certificati di un altra Amministrazione può avvenire esclusivamente attraverso i servizi da essa esposti. Conseguentemente i livelli di accesso possibili sono: - accesso ai servizi condivisi esposti da altre PA (regionali e non) attraverso i servizi infrastrutturali di cooperazione applicativa e autenticazione federata; - accesso ai servizi on-line e alle funzionalità di ricerca avanzate. Pagina 14

15 Infine i cittadini e gli utenti che rappresentano imprese ed intermediari possono avere accesso esclusivamente ai servizi on-line ed alle funzionalità di ricerca avanzate, fruendo così delle informazioni che le diverse PA mettono loro a disposizione. In ambito CNER, per favorire la realizzazione di un architettura cooperativa fra gli Enti, è stato inoltre definito un processo di qualificazione dei prodotti software rispetto ad un insieme di specifiche di conformità definite a livello regionale. Per qualificazione, si intende l attestazione che una determinata soluzione, in riferimento a una determinata versione e rilascio, rispetti una delle specifiche di conformità definite nell ambito della Community Network: l oggetto di qualificazione è pertanto la tripla ordinata composta da soluzione, versione, specifiche di conformità. Pagina 15

16 7. Lo stato dell arte 7.1 L attuazione del CAD Attorno al 2005, nel periodo in cui comparve il CAD, era già diffusa la consapevolezza che le tecnologie digitali fossero una significativa risorsa per l efficienza e la produttività della Pubblica Amministrazione e che uno Stato meno costoso e più efficiente rappresentasse una ricchezza per l Italia. In questa prospettiva il tema della dematerializzazione cominciò ad assumere particolare rilevanza. Modernizzazione della Pubblica Amministrazione cominciò a significare nuove applicazioni, un quadro normativo coerente, un organizzazione dedicata, metodologie condivise e una cultura diffusa dell e-government. Con l entrata in vigore del CAD venne data attuazione ai meccanismi per realizzare concretamente la tanto auspicata scomparsa della carta che avrebbe dovuto risolvere molti problemi inerenti la gestione della documentazione amministrativa. Si consolidò inoltre la consapevolezza che il processo di innovazione e riforma della Pubblica Amministrazione dovesse prevedere una forte semplificazione amministrativa e strutturale in virtù di una applicazione coerente delle nuove tecnologie della comunicazione. Un perno del cambiamento era rappresentato dalla trasformazione dei sistemi documentari pubblici attraverso strumenti quali il protocollo informatico, i sistemi di classificazione e fascicolazione elettronica, il trasferimento su supporto digitale della documentazione cartacea, la formazione dei documenti in formato nativamente elettronico. Si trattava di un complesso di strumenti necessari per la dematerializzazione della documentazione prodotta nell ambito dell attività della PA. Il termine dematerializzazione all epoca non possedeva un significato particolare nell ambito amministrativo e nella pratica burocratica e solitamente non veniva impiegato, nemmeno mediante sinonimi, nella letteratura archivistica. Da poco tempo era comparso nei testi normativi e all interno di disposizioni in materia di gestione documentale per denotare la progressiva perdita di consistenza fisica da parte degli archivi tradizionalmente cartacei delle amministrazioni. Il termine rappresentava quindi la conseguenza diretta del progressivo incremento della gestione documentale informatizzata all interno delle strutture amministrative pubbliche. La Provincia di Ravenna ha avviato la gestione documentale informatizzata a partire dal 2003, nell ambito di un lungo e non facile processo che ha condotto l ente dall automazione del protocollo avviata nella seconda metà degli anni Novanta al protocollo informatico concepito nel contesto di una più ampia gestione documentale avviato fra il 2005 e il Il processo è stato accompagnato da un profonda riorganizzazione dell archivio e dei flussi documentali, affine per certi aspetti alla reingegnerizzazione dei processi. La dematerializzazione comporta quindi un approccio complessivo nei confronti di attività e prassi amministrative che include l intero ciclo di vita dei documenti ed esige un approccio concettuale che accompagni le soluzioni applicative con quelle organizzative. Queste considerazioni sono utili per interpretare il processo implementativo messo in atto dalla Provincia e di seguito sinteticamente descritto nelle sue fasi salienti: adesione, nel 2002, al progetto di e-government DocArea. Il progetto affrontava con approccio sistemico il tema dei flussi documentali con le criticità e i fattori di rischio connessi al processo di innovazione tecnologica, includendo tutto il ciclo di vita del documento elettronico, le differenti modalità di comunicazione digitale all interno dell ente Pagina 16

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