VALUTAZIONE DELLE CONDIZIONI MICROCLIMATICHE

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1 VALUTAZIONE DELLE CONDIZIONI MICROCLIMATICHE DSU TOSCANA SEDE LEGALE: VIALE GRAMSCI N FIRENZE SEDE SITO INVESTIGATO: MENSA BETTI VIA BETTI ZONA CISANELLO PISA La Società consulente esterna Francesco Mercanti (Amministratore Delegato) Data 31/07/2012

2 INDICE 1. Introduzione 3 2. Generalità sul microclima (ambiente severo caldo) 3 3. Generalità sul microclima (ambienti moderati) 5 4. Dati generali rilievi 8 5. Ambiente severo caldo: Indici Sudorazione Richiesta e WBGT Determinazione degli indici in conformità alle normative UNI-EN-ISO Ambiente moderato: Determinazione degli indici in conformità alle normative UNI-EN-ISO Conclusioni Allegato fotografico Certificati di taratura linea microclima 28 2/28

3 1. Introduzione La presente relazione è stata redatta al fine di valutare il microclima avvertito dagli operatori che svolgono attività di servizi di ristorazione all interno della Mensa Betti di Pisa, a gestione diretta di DSU Toscana. Sono state analizzate con misure 3 postazioni di lavoro: 1. area servizio pasti dove operano i lavoratori addetti alla distribuzione pasti; 2. area cucina, zona forni; 3. area davanti a celle frigo dove lavorano gli operatori occupati nelle attività di movimentazione dalle celle frigo e di magazzinaggio. Per tutte le postazioni l analisi tratta principalmente la condizione di stress termico da calore, visto che è stata svolta nel periodo estivo, con condizioni di temperatura esterna elevata. Per completezza, nel presente documento, utilizzando un elaborazione delle stesse misure effettuate, è stato valutato anche il comfort microclimatico, ossia le condizioni che è preferibile avere in un ambiente di lavoro, per le quali non esistono limiti specifici da rispettare, ma linee guida indicative, come di seguito meglio specificato. Relativamente alle condizioni di stress termico da freddo, da applicarsi per gli operatori che utilizzano le celle frigorifere, sono state fatte considerazioni valutative riportate nelle conclusioni. 2. Generalità sul microclima (ambiente severo caldo) Gli ambienti caldi sono caratterizzati da un notevole intervento del sistema di termoregolazione umano al fine di evitare l accumulo di calore nel corpo. L'azione termoregolatrice si esplica primariamente sul piano fisiologico mediante i meccanismi di dilatazione dei vasi sanguigni cutanei (vasodilatazione con aumento della temperatura della cute) e di sudorazione. Tuttavia in determinate condizioni questi meccanismi non riescono a mantenere le condizioni di omeotermia dell'organismo, la cui temperatura, in conseguenza di ciò, aumenta anche al livello del nucleo (viscere, cervello,.). Nei luoghi di lavoro, gli ambienti caldi sono caratterizzati da: valori elevati di temperatura in relazione all attività svolta ed al vestiario indossato dagli operatori; possibili alti valori di umidità relativa dell aria e quindi, a parità di scambio termico, una considerevole sudorazione. La valutazione degli ambienti caldi viene effettuata con riferimento agli effetti acuti sull'individuo ed in particolare al livello di sollecitazione del sistema di termoregolazione, di norma assumendo come limite quello che comporta un moderato aumento della temperatura del nucleo corporeo (indicativamente 1 ). I diversi criteri per la valutazione dello stress termico in ambienti caldi si basano generalmente sull'elaborazione dei seguenti indici: 1. WET BULB GLOBE TEMPERATURE (WBGT in ) Si fa riferimento alla norma UNI EN ISO 27243:1996 Ambienti caldi valutazione dello stress termico per l uomo negli ambienti di lavoro, basata sull indice WBGT. Tale indice empirico nasce dall esigenza di valutare lo stress termico e dovrebbe essere utilizzato come metodo esplorativo. Il calcolo dell indice tiene conto solo dei parametri misurati e solo successivamente viene confrontato con il valore di metabolismo associato all attività svolta, considerando un isolamento pari a 0,5 clo e in condizioni di moderata ventilazione, distinguendo soggetti acclimatati (esposti normalmente da almeno sette giorni) dai non acclimatati. Lo standard fornisce un metodo semplificato per calcolare se le condizioni ambientali permettono di lavorare in modo continuativo o se ogni ora è necessario interrompere il lavoro per un tempo pari al 25, 50 o 75. Il suo obiettivo è il monitoraggio dello stress termico cui sono sottoposti la maggior parte degli individui operanti in ambiente caldo, che siano in buono stato di salute ed adatti all'attività svolta. Ciò viene perseguito considerando accettabili solo quelle condizioni ambientali che si ritiene non provochino, alla maggior parte dei lavoratori acclimatati, completamente vestiti e con una adeguata assunzione di acqua e di sale, aumento della temperatura del nucleo corporeo oltre i 38. Il WBGT è un indice empirico che non tiene conto esplicitamente delle grandezze fisiche ambientali "fondamentali" (temperature dell'aria T a in, temperatura media radiante in, pressione parziale di vapore p a in KPa, velocità dell'aria v a in m/s), ma il cui calcolo si basa su grandezze "derivate", determinate da quelle fondamentali tramite le diverse sonde utilizzate. L'equazione da utilizzare per ambienti interni o esterni non irradiati con luce solare diretta è: WBGT = 0.7 T nw T g 3/28

4 dove T nw è la temperatura di bulbo umido a ventilazione naturale e T g quella di globotermometro, ambedue espresse in. Secondo L'ACGIH 2011 i valori limite (espressi in ) dell'indice WBGT sono i seguenti: partizione del Lavoro in un ciclo di Lavoro/Recupero leggero moderato pesante valori WBGT in funzione dei ritmi di lavoro TLV Limite azione molto pesante leggero moderato pesante molto pesante da 75 a ,0 28,0 / / 28,0 25,0 / / da 50 a 75 31,0 29,0 27,5 / 28,5 26,0 24,0 / da 25 a 50 32,0 30,0 29,0 28,0 29,5 27,0 25,5 24,5 da 0 a 25 32,5 31,5 30,5 30,0 30,0 29,0 28,0 27,0 Per la definizione di tipo di lavoro, si riporta quanto descritto in ACGIH nella tabella seguente: Categorie carico metabolico (W) esempi riposo 115 Sedere leggero 180 Sedere, con lavoro leggero con le mani o mano e braccia, e guidare. Stare in piedi con limitato lavoro leggero delle braccia e camminata occasionale moderato 300 Sostenuto lavoro moderato delle mani e delle braccia, lavoro moderato delle braccia e delle gambe, lavoro moderato delle braccia e del tronco, oppure spinta e traino leggeri. Camminare normalmente pesante 415 Intenso lavoro delle braccia e del tronco, trasportare; scavare, segare a mano, spingere o trainare carichi pesanti; camminare con passo veloce. molto pesante 520 Attività molto intensa con cadenza da veloce a massima 2. METODO DELLA SUDORAZIONE RICHIESTA Oggetto della norma ISO 7933:1989, Analytical determination and interpretation of thermal stress using calculation of required sweat rate, è la determinazione analitica e l'interpretazione dello stress termico basata sul calcolo della velocità di sudorazione richiesta. Essa prevede un metodo di calcolo distinto per i soggetti non acclimatati e per i soggetti acclimatati. In ciascuno dei due casi il metodo permette di confrontarsi con una prima soglia, definita di allarme, al di sotto della quale non è ragionevole attendersi che gli esposti subiscano danni per la salute e con una seconda soglia, definita di pericolo, al di sopra della quale si possono verificare patologie anche gravi ed a rapida insorgenza. Il calcolo finale fornisce dei tempi massimi di esposizione distinguendo i casi in cui si determina un riscaldamento eccessivo del corpo, da quelli in cui si ha una eccessiva perdita di liquidi. Tale metodo permette una previsione degli effetti fisiologici di un lavoro svolto al caldo e la razionale determinazione delle azioni da intraprendere per prevenire o limitare tali effetti. Il criterio si basa sulla determinazione e sulla verifica di accettabilità della potenza termica che il soggetto, operante in ambiente caldo, deve cedere all'ambiente stesso attraverso il meccanismo di sudorazione al fine di mantenere l'omeotermia. Il calcolo della velocità di sudorazione richiesta utilizza le seguenti grandezze: 1) velocità di evaporazione richiesta (E req, in W/m 2 ) definita come la velocità di sudorazione richiesta per il mantenimento dell'omeotermia; 2) velocità di evaporazione massima realizzabile (E max, in W/m 2 ) che è quella che si può ottenere nell'ipotetico caso di pelle completamente bagnata; 3) il tasso di umidità cutanea richiesto(w req, adimensionale), che esprime il rapporto fra area della cute che è necessario sia ricoperta da sudore per conseguire l'omeotermia ed area cutanea totale; è convenzionalmente assunta pari al rapporto tra la velocità di evaporazione richiesta e la velocità di evaporazione massima realizzabile; 4) efficienza evaporativa della sudorazione (r req, adimensionale), che traduce il fatto che una parte del sudore prodotto abbandona, per gocciolamento, la cute senza evaporare e quindi non contribuisce alla cessione di calore da parte dell'organismo; è definito come rapporto tra il sudore evaporato e quello secreto dall'organismo. 4/28

5 La velocità di sudorazione richiesta (SW req ) esprime la quantità di sudore che deve essere prodotta per realizzare il valore richiesto di evaporazione (per la cui espressione matematica si rimanda alla norma ISO 7933:1989); può essere espressa in termini di portata in massa di sudore o di flusso termico ad essa corrispondente (la velocità di sudorazione in W/m 2 rappresenta l'equivalente in calore della velocità di sudorazione espressa in grammi di sudore per metro quadro di superficie cutanea e per ora. 1 W/m 2 corrisponde ad un flusso di 1.47 g/(m 2 h), e per un soggetto standard, ovvero con superficie corporea pari a 1.8 m 2, corrisponde un flusso di circa 2.6 g/h). È necessario inoltre definire la quantità giornaliera di sudore richiesta (D req ) pari alla quantità complessiva di sudore che il soggetto deve produrre nella giornata lavorativa; è correlata quindi alle durate dell'esposizione e alle portate sudorali che devono essere messe in atto nelle varie fasi della giornata di lavoro. La valutazione della situazione ai fini del monitoraggio dello stress termico, viene poi effettuata per confronto dei valori richiesti di frazione di area bagnata, di portata e quantità giornaliera di sudore con i corrispondenti valori limite distinti sulla base dell'acclimatamento o meno del soggetto e della scelta di una soglia limite di allarme o di pericolo. La soglia di allarme viene definita come quella condizione limite di esposizione al di sotto della quale nessun soggetto sano e fisicamente adatto all'attività svolta corre rischio di stress termico tale da deteriorare il suo stato di salute. La soglia di pericolo tutela invece la maggior parte dei soggetti esposti, non essendo escluso che alcuni di questi corrano tale rischio. Nell'ipotesi che i valori richiesti siano superiori ai valori limite e come tali non siano realizzabili, al fine di consentire un aumento della temperatura del nucleo del soggetto al massimo di 1, viene ridotta la durata di esposizione ammessa. Soggetto non acclimatato Soggetto acclimatato allarme pericolo allarme pericolo Velocità di sudorazione massima SW max (g/h) Per individuo a riposo Per individuo operante Quantità di sudore massima D max (g) Attualmente è in vigore anche l uso di un terzo indice PHS, previsto dall aggiornamento della norma ISO 7933 del Lo standard calcola due indici di stress (sudorazione richiesta e frazione di pelle bagnata) e due strain (perdita di liquidi e temperatura rettale) individuando tra questi, l indice che limita la permanenza del lavoratore nell ambiente in termini di tempo e distinguendo, anche in questo caso, tra soggetti acclimatati e non acclimatati. Tale indice non sarà valutato. 3. Generalità sul microclima (ambienti moderati) Gli ambienti moderati sono individuati innanzitutto dal fatto che impongono un "modico" grado di intervento al sistema di termoregolazione e quindi vi può risultare facilmente realizzata la condizione di omeotermia del soggetto. La valutazione di tali ambienti viene realizzata con riferimento al livello di benessere o disagio termico provocato agli occupanti. Più precisamente, il benessere (o comfort termico) è definito come "quella condizione mentale in cui viene espressa soddisfazione per l'ambiente termico" e sul piano tecnico viene ad essere frequentemente identificato con la neutralità termica, cioè con quello stato in cui il soggetto non esprime preferenza né per un ambiente più caldo né per uno più freddo di quello reale. In realtà, non è sempre possibile identificare completamente benessere e neutralità termici e risulta talvolta opportuno associare all'uso degli indici sintetici di valutazione dell'ambiente, delle ulteriori verifiche mirate ad individuare altri fattori di disagio che non rientrano però nella formulazione degli indici stessi. La funzione di un indice di benessere è quella di valutare la sensazione termica avvertita nell'ambiente in esame, ovvero il grado di soddisfazione soggettivo. Per microclima si intende l insieme di quei parametri fisici ambientali che influenzano gli scambi termici tra soggetto e ambiente negli spazi confinati e che determinano il comfort termico. Tale condizione può essere definita come lo stato di soddisfazione del soggetto nei confronti dell ambiente termico, e risulta essere la combinazione di fattori ambientali con fattori individuali. I parametri fisici ambientali sono: Temperatura dell aria (Ta): è la temperatura dell aria misurata dal termometro a bulbo asciutto ventilato a 2-4 m/s, schermato dall irraggiamento (sonda Psicrometro). 5/28

6 Temperatura umida a ventilazione forzata (Tw): è la temperatura dell aria misurata dal termometro a bulbo umido sottoposto a ventilazione forzata (2-4 m/s), schermato da irraggiamento (sonda Psicrometro). Temperatura a ventilazione naturale (Twn): è la temperatura dell aria misurata dal termometro a bulbo umido naturalmente ventilato, schermato da irraggiamento (sonda Termometro). Umidità relativa (Rh): rapporto tra la quantità di vapore d acqua presente nell atmosfera e la quantità necessaria per saturare l atmosfera nelle stesse condizioni di pressione e di temperatura espressa in percentuale (sonda Psicrometro). Temperatura radiante (Tg): è la temperatura misurata dal termometro posto all interno di una sfera di rame di 150 mm di diametro e dello spessore di 0.2 mm verniciata con un vernice nera opaca con coefficiente di emissione di Tale superficie simula un corpo nero che, assorbendo tutto il calore radiante dell ambiente, determina il riscaldamento dell aria interna alla sfera. Il termometro interno alla sfera misura la temperatura radiante emessa dall ambiente (sonda Globotermometro). Velocità dell aria (Va) è la misura adirezionale della velocità dell aria in m/s di un ambiente, effettuata con anemometro a filo caldo, in cui il filamento è riscaldato per effetto dei passaggio di corrente ( effetto Joule ). L aria che passa sul filo determina una dispersione di calore che è proporzionale alla velocità dell aria stessa. La velocità dell aria si calcola misurando l intensità di corrente necessaria a mantenere il filamento a temperatura costante, essendo noto il coefficiente di dispersione termica (sonda Anemometro). I fattori individuali sono: Metabolismo energetico: è costituito dal metabolismo energetico basale e dal metabolismo energetico legato all attività lavorativa. Metabolismo energetico basale: è quello necessario per il funzionamento degli organi vitali e che si misura nel soggetto a riposo fisico e mentale, digiuno da ore, in condizioni di neutralità termica, vale all incirca 43 W/m 2. Metabolismo energetico legato all attività lavorativa svolta: è quello necessario per compiere una qualsiasi attività lavorativa ed è espresso in met, dove ad 1 met corrispondono 58.2 W/m 2 ovvero 50.0 Kcal/hm 2. Resistenza termica dell abbigliamento: è rappresentata dalla resistenza termica unitaria di un solido ideale che, disposto uniformemente su tutto il corpo a temperatura della pelle uniforme e pari a t sk, in condizioni di regime permanente farebbe disperdere una potenza termica secca pari a quella effettiva (potenza termica dispersa per convezione e irraggiamento), essendo la temperatura della superficie esterna t cl uniforme. Generalmente, la sua unità di misura è il "clo che ha le seguenti corrispondenze: 1clo = m 2 K/W = m 2 Kh/Kcal La resistenza termica dell abbigliamento è una misura difficile da determinare, pertanto, viene generalmente valutata da tabelle che riportano la resistenza termica di singoli indumenti, la cui sommatoria fornisce il valore di resistenza termica di una combinazione di capi. Sia i metodi di misura che i metodi di valutazione sono riportati nelle norme ISO 8996 e ISO Gli ambienti di lavoro, dal punto di vista climatico, possono essere distinti in ambienti termici severi ed ambienti termici moderati, nel nostro caso si sono considerati tutti ambienti moderati. Un ambiente viene definito moderato dal punto di vista termico quando non sollecita in modo importante variazioni della temperatura corporea e solitamente presenta le seguenti caratteristiche: - condizioni ambientali piuttosto omogenee e con ridotta variabilità nel tempo; - assenza di scambi termici tra soggetto e ambiente che abbiano effetti importanti sul bilancio termico complessivo; - attività fisica modesta e sostanzialmente analoga per tutti i soggetti (1.2-2 met); - sostanziale uniformità del vestiario indossato (0.5-1 clo); - aspettativa degli occupanti verso una condizione di comfort termico ; - temperatura operativa, che è la temperatura uniforme di un recinto nero radiante in cui un occupante scambia la stessa quantità di calore per irraggiamento e convezione come in un vero ambiente disuniforme, tra 10 e 30 ; generalmente quando la velocità dell aria è minore di 0.2 m/s, oppure quando la differenza tra la temperatura dell aria e quella media radiante è minore di 4 la temperatura operativa è il valore medio tra queste due. Per valutare il microclima di ambienti moderati gli indici scelti (PMV e PPD) sono stati proposti dalla seguente normativa di riferimento: ISO 7730 Moderate thermal environments - Determination o/ the PMV and PPD indices and specification of the conditions for thermal comfort ; L indice di PMV, proposto da Fanger, definisce, all interno di una scala di sensazioni termiche estesa da - 3 (molto freddo) a +3 (molto caldo), compreso lo 0 (né caldo, né freddo), una stima del valore medio della 6/28

7 percezione termica per una popolazione di individui non selezionati in corrispondenza di uno specifico set di 6 parametri registrati (temperatura dell aria; temperatura media radiante; velocità dell aria; umidità relativa; resistenza termica dell abbigliamento indossato; energia sviluppata dal metabolismo complessivo). L indice PPD descrive, invece, per un dato valore di PMV, la percentuale di individui insoddisfatti dell ambiente termico in cui si trovano. La correlazione tra l'indice PMV e PPD è stata elaborata sulla base di ricerche sperimentali che hanno coinvolto un numero significativo di soggetti indossanti abiti leggeri ed esposti per tre ore consecutive negli ambienti climatizzati in prova ed è rappresentata nella seguente tabella: PMV PPD sensazione di freddo Sensazione di caldo totale insoddisfatti Dall'esame di tali ricerche è risultato che: anche in corrispondenza del valore medio (PMV = 0) esiste comunque una percentuale di insoddisfatti pari al 5; la percentuale di insoddisfatti cresce rapidamente man mano che il valore dell'indice PMV si discosta da zero. La norma UNI EN ISO 7730:2006, che aggiorna la versione precedente del 1997, condiziona l accettabilità di un ambiente termico al soddisfacimento simultaneo dei criteri globale e locale, ma con una maggiore articolazione rispetto alla versione del 1997, ovvero richiedendo che a) PMV risulti in valore assoluto, pari o inferiore a 0,2 a 0,5 e a 0,7 rispettivamente, tale cioè da mantenere il PPD ad un livello pari o inferiore al 6, 10 e 15 rispettivamente, per ambienti che vengono classificati di categoria A, B e C rispettivamente; b) Ciascuno dei fattori di discomfort locale sia tale da mantenere la relativa percentuale di insoddisfatti inferiore ad una determinata soglia, che assume valori crescenti passando dalla categoria A alla categoria C. Nella tabella che segue sono riportati i valori ammessi per categoria (classi di qualità). Il discomfort analizzato, che è quello più comune, è quello delle correnti d aria. Ci sarebbero anche il gradiente di temperatura verticale, la temperatura del pavimento e l asimmetria radiante che in tale ambiente si stimano trascurabili. Categoria PPD PMV PD - correnti d aria A < 6-0.2<PMV<+0.2 < 10 B < <PMV<+0.5 < 20 C < <PMV<+0.7 < 30 7/28

8 4. Dati generali rilievi Autore del rapporto: Autore/Studio: LASI S.R.L. Anagrafica cliente: Nominativo :DSU TOSCANA Indirizzo sede legale: VIALE GRAMSCI N. 36 Città: FIRENZE Contatto: ORNELLA FANTONI Tel: Condizioni atmosferiche esterne: T esterna: 22 Umidità media: 72 Osservazioni sul tempo (sereno, nuvoloso, pioggia, neve, vento, ecc): le condizioni atmosferiche esterne sono state di tempo poco nuvoloso con temperature primaverili/estive. Materiali e metodi I rilievi microclimatici sono stati eseguiti con la seguente strumentazione: Acquisitore ed elaboratore di grandezze ambientali BABUC A della LSI dotata delle seguenti sonde: BSU 102: sonda psicrometrica BST 131: sonda globo termometrica BSU 121: sonda temperatura a bulbo umido BSV 150: sonda anemometrica a filo caldo La posizione di misura è al centro dell ambiente. Nella posizione esaminata sono state determinate le seguenti grandezze: - Temperatura dell aria (Ta ) - Temperatura media radiante (Tg ) - Temperatura umida a ventilazione forzata (Tw ) - Velocità dell aria (Va m/s) - Velocità dell aria relativa al soggetto (Var m/s) - Umidità relativa (Rh ) - Intensità di turbolenza (TU ) All interno dell ambiente monitorato si è tenuto conto dei seguenti fattori di carattere generale: le caratteristiche edilizie, compresa la presenza di vetrate più o meno ampie o di sorgenti radianti di particolare entità; il funzionamento di macchine, impianti tecnologici e di climatizzazione; il numero di persone abitualmente presenti e la frequenza e l entità dell affluenza di altre persone; la presenza di postazioni di lavoro con caratteristiche peculiari e con esigenze particolari; la presenza contemporanea di persone con differenti livelli di attività e/o vestiario; le valutazioni del personale sull ambiente; la valutazione delle possibilità reali di intervento. Le grandezze rilevate sono state impiegate per il calcolo degli indici microclimatici di comfort termico, secondo norma ISO 7730, con l ausilio di due fattori individuali: il dispendio energetico (ISO 8996), e la resistenza termica dell abbigliamento (ISO 9920). 4.1 Rilievo n.1: area servizio pasti Attività e sede dell indagine: Località: Via Betti PISA Periodo: giugno 2012 Descrizione: area servizio pasti 8/28

9 Ambiente di lavoro e postazione di misura: Descrizione del posto di lavoro: La misura è stata effettuata nell area dove operano i lavoratori addetti alla distribuzione pasti; si tratta di un area aperta in un ambiente più ampio. Sono presenti i banchi dove sono posizionati i cibi da distribuire. Condizioni operative del soggetto: I soggetti svolgono attività di servizio pasti e trasporto carrelli con i vassoi da inserire nelle posizioni dedicate; le varie operazioni sono svolte in piedi. Attività, vestiario e rendimento del soggetto in esame: Il vestiario che è stato considerato nella valutazione è quello normalmente utilizzato da questa tipologia di addetti, che prevede alcune peculiarità dovute anche alle norme sull igiene alimentare. In dettaglio i capi possono essere riassunti nei seguenti: - indumenti intimi - pantaloni lunghi - camicia o maglietta - grembiule da lavoro sopra ginocchio - zoccoli - copricapo Caratteristiche dei locali esaminati in relazione allo stato climatico. Il locale monitorato è descritto in seguito nella tabulazione della presente relazione. 4.2 Rilievo n.2: area cucina zona forni Attività e sede dell indagine: Località: Via Betti PISA Periodo: giugno 2012 Descrizione: area cucina zona forni Ambiente di lavoro e postazione di misura: Descrizione del posto di lavoro: La misura è stata effettuata all interno della cucina, nei pressi dei forni, la sorgente di calore più significativa; lo strumento è stato posizionato in un punto dove gli operatori possono stazionare; normalmente il personale opera in tutta la cucina, spostandosi tra le varie zone. Condizioni operative del soggetto: I soggetti svolgono attività di servizio in cucina, con preparazione pasti e vassoi, trasporto carrelli; tutte le attività sono svolte in piedi. Attività, vestiario e rendimento del soggetto in esame: Il vestiario che è stato considerato nella valutazione è quello normalmente utilizzato da questa tipologia di addetti, che prevede alcune peculiarità dovute anche alle norme sull igiene alimentare. In dettaglio i capi possono essere riassunti nei seguenti: - indumenti intimi - pantaloni lunghi - camicia o maglietta - grembiule da lavoro sopra ginocchio - zoccoli - copricapo Caratteristiche dei locali esaminati in relazione allo stato climatico. Il locale monitorato è descritto in seguito nella tabulazione della presente relazione. 9/28

10 4.3 Rilievo n.3: area davanti a celle frigo Attività e sede dell indagine: Località: Via Betti PISA Periodo: giugno 2012 Descrizione: area davanti a celle frigo Ambiente di lavoro e postazione di misura: Descrizione del posto di lavoro: La misura è stata effettuata nell area davanti alle celle frigo ed alla zona magazzino. La postazione scelta è al centro del piccolo ambiente. Tale condizione può risultare rappresentativa per coloro che svolgono attività di magazzinaggio e movimentazione merci dalle celle frigo. Condizioni operative del soggetto: I soggetti svolgono attività di servizio in cucina, con preparazione pasti freddi e vassoi, trasporto carrelli e movimentazione dalle celle frigo; tutte le attività sono svolte in piedi. Attività, vestiario e rendimento del soggetto in esame: Il vestiario che è stato considerato nella valutazione è quello normalmente utilizzato da questa tipologia di addetti, che prevede alcune peculiarità dovute anche alle norme sull igiene alimentare. In dettaglio i capi possono essere riassunti nei seguenti: - indumenti intimi - pantaloni lunghi - camicia o maglietta - grembiule da lavoro sopra ginocchio - zoccoli - copricapo Caratteristiche dei locali esaminati in relazione allo stato climatico. Il locale monitorato è descritto in seguito nella tabulazione della presente relazione. 10/28

11 5. Ambiente severo caldo: Indici Sudorazione Richiesta e WBGT Determinazione degli indici in conformità alle normative UNI-EN-ISO 5.1 Rilievo n 3 (1) - Iniziato il 12/06/ terminato il 12/06/ Strumento Babuc matricola: 1573 Parametri del soggetto: Metabolismo energetico: 1.99 met W/m2 Isolamento termico del vestiario: 0.89 clo m2c/w Rendimento meccanico: 0 Postura: In piedi Statistica delle grandezze ambientali rilevate: Grandezza Media Minima Massima Dev. Stand. ta tw tnw tg tr RH va m/s var m/s Statistica degli indici elaborati: Grandezza Media Minima Massima pa kpa to SWreq_W W/m SWreq_g g/h Emax W/m Ereq W/m wreq WBGTint WBGText /28

12 Grafico dell elaborazione statica dettagliata (rata di elaborazione: gg-hh:mm:ss 0-00/00/20) ta tw tnw tg tr RH va var / / / Interpretazione della sudorazione richiesta utilizzando i valori medi della statistica degli indici Soggetto Criterio Non acclimatato Allarme Non acclimatato Pericolo Acclimatato Allarme Acclimatato Pericolo SWp W/m SWp g/h Ep W/m wp DLE min Valutazione Legenda valutazione: 0 = Nessun limite alla durata del lavoro; DLE = 8 ore 1 = Eccessivo aumento della temperatura corporea; DLE1 = minuti 2 = Eccessiva perdita d acqua; DLE2 = minuti 3 = E richiesta sorveglianza medica per eccessivo aumento della temperatura corporea; DLE1 = minuti Elenco delle grandezze ambientali Data 12/06/ ta tw tnw tg tr RH va m/s var m/s Elenco degli indici elaborati con i valori medi delle grandezze ambientali Data 12/06/ pa kpa to SWreq_W W/m2 SWreq_g g/h Emax W/m2 Ereq W/m /28

13 5.2 Rilievo n 3 (2) - Iniziato il 12/06/ terminato il 12/06/ Parametri del soggetto: Metabolismo energetico: 2.58 met W/m2 Isolamento termico del vestiario: 0.89 clo m2c/w Rendimento meccanico: 0 Postura: In piedi Statistica delle grandezze ambientali rilevate: Grandezza Media Minima Massima Dev. Stand. ta tw tnw tg tr RH va m/s var m/s Statistica degli indici elaborati: Grandezza Media Minima Massima pa kpa to SWreq_W W/m SWreq_g g/h Emax W/m Ereq W/m wreq WBGTint WBGText Grafico dell elaborazione statica dettagliata (rata di elaborazione: gg-hh:mm:ss 0-00/00/20) ta tw tnw tg tr RH va var / / / /28

14 Interpretazione della sudorazione richiesta utilizzando i valori medi della statistica degli indici Soggetto Criterio Non acclimatato Allarme Non acclimatato Pericolo Acclimatato Allarme Acclimatato Pericolo SWp W/m SWp g/h Ep W/m wp DLE min Valutazione Legenda valutazione: 0 = Nessun limite alla durata del lavoro; DLE = 8 ore 1 = Eccessivo aumento della temperatura corporea; DLE1 = minuti 2 = Eccessiva perdita d acqua; DLE2 = minuti 3 = E richiesta sorveglianza medica per eccessivo aumento della temperatura corporea; DLE1 = minuti Elenco delle grandezze ambientali Data 12/06/ ta tw tnw tg tr RH va m/s var m/s Elenco degli indici elaborati con i valori medi delle grandezze ambientali Data 12/06/ pa kpa to SWreq_W W/m2 SWreq_g g/h Emax W/m2 Ereq W/m /28

15 5.3 Rilievo n 3 (3) - Iniziato il 12/06/ terminato il 12/06/ Parametri del soggetto: Metabolismo energetico: 2.58 met W/m2 Isolamento termico del vestiario: 0.89 clo m2c/w Rendimento meccanico: 0 Postura: In piedi Statistica delle grandezze ambientali rilevate: Grandezza Media Minima Massima Dev. Stand. ta tw tnw tg tr RH va m/s var m/s Statistica degli indici elaborati: Grandezza Media Minima Massima pa kpa to SWreq_W W/m SWreq_g g/h Emax W/m Ereq W/m wreq WBGTint WBGText Grafico dell elaborazione statica dettagliata (rata di elaborazione: gg-hh:mm:ss 0-00/00/20) ta tw tnw tg tr RH va var / / / /28

16 Interpretazione della sudorazione richiesta utilizzando i valori medi della statistica degli indici Soggetto Criterio Non acclimatato Allarme Non acclimatato Pericolo Acclimatato Allarme Acclimatato Pericolo SWp W/m SWp g/h Ep W/m wp DLE min Valutazione Legenda valutazione: 0 = Nessun limite alla durata del lavoro; DLE = 8 ore 1 = Eccessivo aumento della temperatura corporea; DLE1 = minuti 2 = Eccessiva perdita d acqua; DLE2 = minuti 3 = E richiesta sorveglianza medica per eccessivo aumento della temperatura corporea; DLE1 = minuti Elenco delle grandezze ambientali Data 12/06/ ta tw tnw tg tr RH va m/s var m/s Elenco degli indici elaborati con i valori medi delle grandezze ambientali Data 12/06/ pa kpa to SWreq_W W/m2 SWreq_g g/h Emax W/m2 Ereq W/m /28

17 5.4 Simbologia Parametri del soggetto CLO Isolamento termico del vestiario (clo e m2 /W) ETA Rendimento meccanico () MET Metabolismo energetico attività (met e W/m2) Grandezze ambientali RH Umidità relativa () p Pressione atmosferica (kpa) pa Pressione parziale di vapore d acqua nell aria (kpa) ta Temperatura ambiente ventilazione forzata () tg Temperatura del globo () tnw Temperatura bulbo umido ventilazione naturale () tr Temperatura media radiante () tw Temperatura bulbo umido ventilazione forzata () va Velocità aria (m/s) var Velocità dell aria relativa al soggetto (m/s) Indici microclima severo caldo to Temperatura operativa () DLE Durata limite esposizione (min) DLE1 Durata limite esposizione sulla base del massimo accumulo di energia termica nel soggetto (min) DLE2 Durata limite esposizione sulla base della massima perdita d acqua del soggetto (min) Emax Evaporazione massima (W/m2) Ep Evaporazione prevista (W/m2) Ereq Evaporazione richiesta (W/m2) SWp Sudorazione prevista (W/m2) SWp Sudorazione prevista (g/h) SWreq_g Sudorazione richiesta (g/h) SWreq_W Sudorazione richiesta (W/m2) wp Frazione area bagnata prevista wreq Frazione area bagnata richiesta WBGTint Wet bulb globe temperature interna () WBGText Wet bulb globe temperature esterna () 17/28

18 6. Ambiente moderato: Determinazione degli indici in conformità alle normative UNI- EN-ISO Rilievo n 3 (1) - Iniziato il 12/06/ terminato il 12/06/ Strumento Babuc matricola: 1573 Parametri del soggetto: Metabolismo energetico: met 116. W/m2 Isolamento termico del vestiario: 0.89 clo m2c/w Rendimento meccanico: 0 Statistica delle grandezze ambientali rilevate: Grandezza Media Minima Massima Dev. Stand. ta tw tg RH tr va m/s var m/s TU Statistica degli indici elaborati: Grandezza Media Minima Massima pa kpa to PMV PPD PD DR Grafico dell elaborazione statica dettagliata (rata di elaborazione: gg-hh:mm:ss 0-00/00/20) ta tw tg RH tr va var TU / / / /28

19 Elenco delle grandezze ambientali Data 12/06/ ta tw tg RH tr va m/s var m/s TU Elenco degli indici elaborati con i valori medi delle grandezze ambientali Data 12/06/ pa kpa to PMV PPD PD DR 19/28

20 6.2 Rilievo n 3 (2) - Iniziato il 12/06/ terminato il 12/06/ Strumento Babuc matricola: 1573 Parametri del soggetto: Metabolismo energetico: 2.58 met 150. W/m2 Isolamento termico del vestiario: 0.89 clo m2c/w Rendimento meccanico: 0 Statistica delle grandezze ambientali rilevate: Grandezza Media Minima Massima Dev. Stand. ta tw tg RH tr va m/s var m/s TU Statistica degli indici elaborati: Grandezza Media Minima Massima pa kpa to PMV PPD PD DR Grafico dell elaborazione statica dettagliata (rata di elaborazione: gg-hh:mm:ss 0-00/00/20) ta tw tg RH tr va var TU / / / /28

21 Elenco delle grandezze ambientali Data 12/06/ ta tw tg RH tr va m/s var m/s TU Elenco degli indici elaborati con i valori medi delle grandezze ambientali Data 12/06/ pa kpa to PMV PPD PD DR 21/28

22 6.3 Rilievo n 3 (3) - Iniziato il 12/06/ terminato il 12/06/ Strumento Babuc matricola: 1573 Parametri del soggetto: Metabolismo energetico: 2.58 met 150. W/m2 Isolamento termico del vestiario: 0.89 clo m2c/w Rendimento meccanico: 0 Statistica delle grandezze ambientali rilevate: Grandezza Media Minima Massima Dev. Stand. ta tw tg RH tr va m/s var m/s TU Statistica degli indici elaborati: Grandezza Media Minima Massima pa kpa to PMV PPD PD DR Grafico dell elaborazione statica dettagliata (rata di elaborazione: gg-hh:mm:ss 0-00/00/20) ta tw tg RH tr va var TU / / / /28

23 Elenco delle grandezze ambientali Data 12/06/ ta tw tg RH tr va m/s var m/s TU Elenco degli indici elaborati con i valori medi delle grandezze ambientali Data 12/06/ pa kpa to PMV PPD PD DR 23/28

24 6.4 Simbologia Parametri del soggetto CLO Isolamento termico del vestiario (clo e m 2 /W) ETA Rendimento meccanico () MET Metabolismo energetico attività (met e W/m 2 ) Grandezze ambientali RH Umidità relativa () p Pressione atmosferica (kpa) pa Pressione parziale di vapore d acqua nell aria (kpa) ta Temperatura ambiente ventilazione forzata () tg Temperatura del globo () tr Temperatura media radiante () tw Temperatura bulbo umido ventilazione forzata () TU Intensità di turbolenza () va Velocità aria (m/s) var Velocità dell aria relativa al soggetto (m/s) Indici microclima moderato to Temperatura operativa () DR Rischio da correnti d'aria () PD Percentuale di insoddisfatti per correnti d'aria () PMV Voto medio previsto PPD Percentuale prevista di insoddisfatti () 24/28

25 7. Conclusioni 7.1 Ambiente severo caldo Di seguito si riportano le tabelle riassuntive con i risultati della valutazione confrontando dapprima con i limiti TLV e azione secondo il metodo WBGT, poi con il metodo della sudorazione richiesta. Nella seconda tabella si è scelto di riportare il valore più basso che, se rispettato, attesta il rispetto anche nelle altre condizioni e, laddove presenti, i valori per i quali non è rispettato il criterio. Viste le attività svolte si assume che nell area servizio sia svolto un lavoro nella categoria leggero, mentre nelle altre postazioni un lavoro nella categoria moderato. Relativamente alla partizione del lavoro in un ciclo di lavoro/recupero è corretto utilizzare i valori che indicano percentuali comprese tra il 75 ed il 100, che risultano anche essere i più cautelativi per il lavoratore. N. Descrizione WBGT () TLV (WBGT ) Limite azione (WBGT ) Lavoro/Recupero () tipo lavoro 1 area servizio pasti ,0 28, leggero 2 area cucina zona forni ,0 25, moderato 3 area davanti a celle frigo ,0 25, moderato N. Descrizione soggetto criterio DLE (min) valutazione 1 area servizio pasti non acclimatato allarme 480 nessun limite 2 area cucina zona forni non acclimatato allarme 458 eccessivo aumento T corporea non acclimatato pericolo 480 nessun limite 3 area davanti a celle frigo non acclimatato allarme 480 nessun limite Alla luce dei risultati ottenuti si può osservare che: - utilizzando il metodo WBGT non sono risultate postazioni con valori superiori al limite di azione - in cucina nella zona forni gli addetti possono essere sottoposti a stress termico da calore dove, per i soggetti non acclimatati, il metodo della sudorazione richiesta evidenzia un tempo massimo di stazionamento di 458 minuti al giorno, prima di entrare nella condizione di allarme, un tempo sicuramente superiore al tempo di stazionamento o passaggio in quella postazione; Vale la pena osservare che la mansione svolta alla macchina per il lavaggio piatti, svolta in un ambiente isolato, differente da quelli analizzati, è data in appalto da DSU Toscana ad una società cooperativa che ha i propri dipendenti il cui rischio deve essere valutato all interno della documentazione sulla valutazione dei rischi di questa azienda. 7.2 Ambiente severo freddo Relativamente alle condizioni microclimatiche cui sono sottoposti gli addetti che utilizzano le celle frigorifere si osserva quanto segue: 1. per entrare nella cella con le temperature più basse, quella dei surgelati, l operatore ha a disposizione un piumino posto all esterno della cella stessa che deve essere indossato 2. le celle per la conservazione delle verdure operano a temperature comunque sopra lo zero; lo stazionamento nelle stesse è relativamente breve, dettato dal solo tempo di sistemazione o prelievo dei beni Visto il tempo di stazionamento e le misure di protezione già adottate, non si ritiene che sussistano condizioni di stress termico da freddo. Va considerato anche che non sono svolte propriamente operazioni lavorative all interno delle celle frigorifere (sia quella dei surgelati che quella delle verdure), ma solo di sistemazione delle derrate; inoltre non sono presenti correnti d aria all interno delle stesse, un fattore che rende più critiche le condizioni di sopportazione da parte dei soggetti esposti. Si raccomanda comunque l utilizzo di guanti isolanti, laddove non venissero già utilizzati, durante lo svolgimento delle attività in tutte le tipologie di celle frigorifere. 25/28

26 Al fine di minimizzare il gradiente di temperatura tra il freddo della cella ed il caldo delle altre zone di lavoro, si fa presente che le celle non si affacciano direttamente sulla cucina o su altre zone di lavoro, ma hanno sempre una zona antistante che funge da area di transizione termica con temperature di raccordo tra le celle e gli altri ambienti di lavoro. Si raccomanda quindi che gli operatori stazionino in tali aree durante i passaggi freddo/caldo e viceversa per una durata non definita, ma comunque dell ordine di grandezza del minuto (e non del secondo ). 7.3 Ambiente moderato Pur trattandosi di lavorazioni che non possono essere assimilate a quelle di impiegato (per cui deve essere effettuata una valutazione delle condizioni di comfort microclimatico), utilizzando le stesse misure, sono stati calcolati gli indici microclimatici per ambiente moderato per ciascun punto. Dall analisi dei risultati risulta che non si ha il rispetto degli indici considerando i limiti di categoria. L ambiente che risulta più critico dal punto di vista del comfort microclimatico risulta essere l area cucina nella zona dei forni, dove non sono rispettati due dei tre indici (PMV e PPD) per nessuna delle categorie di ambienti (A, B e C), con valori più distanti dai limiti. Indice MISURA 1 AREA SERVIZIO PASTI Valore limite per categoria (ISO EN UNI 7730:2006) calcolato A B C PMV / / /+0.7 PPD () PD () correnti d aria Indice MISURA 2 AREA CUCINA ZONA FORNI Valore limite per categoria (ISO EN UNI 7730:2006) calcolato A B C PMV / / /+0.7 PPD () PD () correnti d aria Indice MISURA 3 AREA DAVANTI A CELLE FRIGO Valore limite per categoria (ISO EN UNI 7730:2006) calcolato A B C PMV / / /+0.7 PPD () PD () correnti d aria /28

27 8. Allegato fotografico Foto 1 posizione misura 1 area servizio Foto 2 vista posizione misura 1 banco servizio Foto 3 vista sala dal bancone servizio con sullo sfondo la sala per la consumazione dei pasti Foto 4 posizione misura 2 cucina nei pressi dei forni (vista verso sx) Foto 5 posizione misura 2 cucina nei pressi dei forni (vista verso dx) Foto 6 posizione misura 3 zona celle frigo 27/28

28 9. Certificati di taratura linea microclima 28/28

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