Capitolo IV. Il dolore nella sperimentazione. a imporli, giustificandone l inevitabilità.

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Capitolo IV. Il dolore nella sperimentazione. a imporli, giustificandone l inevitabilità."

Transcript

1 Capitolo IV Il dolore nella sperimentazione Il conflitto generato dalla pratica sperimentale tra l interesse del ricercatore impegnato nel raggiungimento del suo obiettivo e quello dell animale coinvolto a mantenersi in condizioni di benessere raggiunge il suo culmine critico nel mo - mento in cui quest ultimo inizia a subire un danno. Su tale aspetto si concentra la tutela giuridica vigente, che chiede di evitare i costi per gli animali in termini di dolore, sofferenza o distress e, qualora ciò non fosse possibile, di ottenere un autorizzazione a imporli, giustificandone l inevitabilità. Gli adempimenti richiesti sono commisurati all entità di tali conseguenze, valutata anche in rapporto al beneficio atteso in termini di risultati utili, e alla relativa necessità di procurarle ai medesimi fini. L applicazione delle condizioni per l esecuzione della sperimentazione animale di cui al DLgs n. 116/1992 implica la determinazione di una scala di intensità di dolore, sofferenza o angoscia eventualmente causati, che abbia almeno tre livelli: Il dolore nella sperimentazione 53

2 livello soglia, al di sotto del quale si possa certificare l assenza di disagio, identificato in dolore sopportabile o, comunque, di breve durata; dolore intenso, che, patito a mente sana, può arrivare a provocare estrema sofferenza; dolore intollerabile e durevole, quale quello conseguente alla necessità di mantenere l animale in condizioni di deficit funzionale, a seguito di interventi chirurgici o amputazioni. In realtà, una simile classificazione deve essere considerata solo sommaria. Sono, infatti, molteplici le gradazioni intermedie di intensità rilevabili e da va - lutare caso per caso. È importante considerare, in proposito, che il dolore non è solo sensoriale, ma possiede anche una componente cognitiva, da cui dipende la complessa e multiforme estrinsecazione comportamentale reattiva, propria di ciascun individuo. Difficile poi differenziare il dolore dalla sofferenza o dalla angoscia. Di per sé, la distinzione potrebbe non essere considerata determinante ai fini applicativi della norma, in quanto il legislatore ha equiparato il comportamento giuridico da adottare in presenza di una delle tre condizioni, considerando, di fatto, tali termini come sinonimi. Ma la caratterizzazione delle diverse configurazioni che può assumere il malessere patito da un soggetto senziente diviene, in realtà, fondamentale nel momento in cui queste devono essere riconosciute e valutate correttamente. Anche con lo scopo di ridurne, possibilmente, i motivi di insorgenza e l impatto negativo. Nel caso della sperimentazione, giustificazioni concorrenti a tale obiettivo possono essere sia di matrice etica (riconoscimento agli animali dell interesse a non patire inutilmente) che più squisitamente tecnico-scientifica (eliminazione dalla ricerca di variabili indesiderate). In aggiunta, è necessario considerare come il coinvolgimento di animali nei percorsi scientifici non sia più solo un affare di laboratorio. La crescente informazione pubblica, che lo stesso legislatore promuove, ma che in gran parte si deve anche agli attivisti che contrastano tale pratica, ha ormai creato nella società maggiori consapevolezze sul significato dell impiego di animali nella ricerca. L aspettativa che questa possa dimostrarsi rispettosa è, dunque, sempre più radicata nel tessuto sociale. La responsabilità ineludibile. Molte sono le figure professionali coinvolte: direttori degli istituti di ricerca e ricercatori, ma anche veterinari, operatori di stabulario e laboratorio, comitati di animal care and use. Professionisti chiamati, pur a vario titolo, a occuparsi del complesso di aspetti scientifici, ma anche etici e normativi, che concorrono nel loro ambito di lavoro. A ognuno si chiede di non sottovalutare l acquisizione che gli animali sono esseri senzienti, conformando il proprio comportamento alla responsabilità in tal senso. Dolore, sofferenza, angoscia La ricerca di una definizione univoca e universalmente condivisa del concetto di dolore è complessa e probabilmente de - stinata a non avere successo. Dolore è, infatti, una delle parole che possono modificare il proprio significato in base al contesto cui sono riferite (no - nostante, in quanto vocabolo, ne esistano delle definizioni lessicali specifiche). 54 Il Diritto degli animali da esperimento

3 Di base, il dolore è un meccanismo protettivo dell individuo, che ne garantisce la salvaguardia. Grazie alla sollecitazione dolorifica, esso mette in atto meccanismi di difesa utili alla propria sopravvivenza. Il dolore può manifestarsi in numerose forme diverse, anche legate al livello di percezione soggettiva. In tal senso, il concetto di dolore as - somma all accezione medico-scientifica quella etico-filosofica connessa alla valutazione di cause e conseguenze del coinvolgimento anche psicologico che ne deriva. Ciò rende ancora più complesso ogni tentativo di identificare un contenuto terminologico univoco. È comunque fondamentale riuscire ad addentrarsi nella conoscenza di tale stato psico-fisico, al fine non solo di poterlo riconoscere e identificare in modo appropriato, ma anche di differenziarlo per livelli di entità. In sostanza, definirlo e caratterizzarlo da un punto di vista qualiquantitativo per poter impostare l approccio gestionale più corretto, razionale ed efficace. Molti Autori hanno, nel tempo, proposto la loro definizione di dolore. Analizzandone alcune, si può evincere come ognuna, in realtà, descriva seppure con parole diverse una situazione fisica e mentale dissociata dal completo benessere soggettivo, focalizzandone in particolare la componente di conoscenza diretta provata dall individuo colpito. Ad esempio: 1) dolore è un esperienza sensitiva ed emotiva spiacevole, che può derivare dall alterazione anatomico-funzionale di un organo (ad esempio, a causa di un trauma o di una infiammazione) o da evento che coinvolge la psiche (En - ciclopedia Encarta, 2008); 2) dolore è un esperienza sensoriale ed emotiva sgradevole, associata a effettivo o potenziale danno ai tessuti (IASP, 1979); 3) dolore è una sensazione spiacevole per effetto di un male corporeo (dizionario italiano Encarta, 2008); 4) dolore è un esperienza sensoriale spiacevole, causata da un effettivo o potenziale danno, accompagnata da reazioni somatiche e viscerali, che determina modifiche del comportamento, incluso quello sociale che possono essere specifiche per ciascun individuo animale; 5) dolore negli animali è un esperienza sensoriale spiacevole, che provoca azioni motorie protettive; risulta in attività apprese di evitamento e può modificare tratti specie-specifici del comportamento, incluso quello sociale (Zimmermann, 1986). Del dolore si coglie dunque, in particolare, la dimensione esperienziale e percettiva, che riconduce alla funzionalità cerebrale corticale e, quindi, alla coscienza. È noto, infatti, che la sensazione dolorifica, accanto a quelle sensoriale (nocicettiva) ed emotiva-emozionale (connessa alle reazioni del sistema nervoso autonomo) possiede una componente cognitiva, che consente all animale di avvertire lo stimolo dolorifico, comprendere la percezione che ne deriva e collegarla a precedenti esperienze o subire un processo di condizionamento. Così la coscienza diviene consapevolezza, occhio interno sul proprio stato; capacità cruciale per distinguere benessere e malessere. Mentre il peso di esperienza e condizionamenti rende il dolore una questione soggettiva, spiegando per ché sia così difficile da valutare scientificamente e perché, in pratica non se ne riesca a sapere sempre tutto. Il dolore nella sperimentazione 55

4 Gli animali soffrono di meno (o sopportano di più)? In molti casi è evidente la predisposizione degli animali a tollerare il dolore. O, comunque, a non manifestarlo nello stesso modo in cui lo farebbe un uomo. Essi, infatti, rimangono spesso stoicamente tranquilli, apparentemente indifferenti. In realtà, anche tale atteggiamento è una reazione: l espressione di un atavica predisposizione a nascondere uno stato di debolezza e vulnerabilità, alla presenza di altre specie potenzialmente predatrici (uomo compreso) oppure ai conspecifici, in difesa della posizione gerarchica rivestita. Sarebbe, dunque, un errore aspettarsi in ogni caso chiari segni patognomonici del dolore, magari simili a quelli manifestati dall uomo, come vocalizzazioni alte e insistenti. Sono molti gli esempi che si potrebbero fare di comportamenti spontanei opposti all atteso, dietro ai quali si celano lesioni anche molto gravi. Gatti che fuggono via dal luogo in cui hanno subito un incidente, pur avendo il bacino fratturato; cani che continuano a lottare fra loro, sopportando traumi e lacerazioni ai tessuti del muso o degli arti. La medesima scelta di ignorare inizialmente il dolore, peraltro, è stata osservata anche nell uomo, che la applicherebbe in circostanze di particolare emergenza (ferite in battaglia, incidenti). Come se ci fossero altre priorità (scappare, difendersi, trovarsi un riparo): cominciamo a sopravvivere, a soffrire si penserà dopo. Tale riflessione su modalità e capacità di elaborare istintivamente uno stimolo dolorifico, modulando la risposta in base alla contingenza, può essere valida anche per l animale da esperimento? Seppure immediata e apparentemente inconscia, una reazione simile presuppone una rapidissima, razionale valutazione di fatti, al fine di porre in atto il comportamento più favorevole ad affrontare (e possibilmente superare) la criticità. È indubbio che molto dipende dagli elementi a disposizione e dal patrimonio d esperienza al vaglio del quale poterli passare. Questa considerazione, peraltro, a lun - go ha alimentato l errata convinzione (ba - sata sull errore epistemologico per cui ciò che non può essere analizzato semplicemente non esiste) che gli animali non abbiano capacità sensoriali e percettive. Per fortuna, tale equivoco è stato or - mai superato e l animale come essere senziente, capace di vivere (e ricordare) esperienze positive e negative, è da almeno mezzo secolo argomento di interesse e studio approfondito. Il dolore viene trattato non solo nella pratica medica sull uomo, ma anche in veterinaria. La valutazione del sentito umano e non umano conferma l inesistenza di differenze fondamentali. Casomai, potrà essere necessario un diverso approccio allo stesso, basato su altri metodi di osservazione, anche concorrenti, con particolare riguardo all analisi delle evidenze (evidence based assessment). Come, peraltro, si richiede anche per l uomo, nei casi in cui anch egli non sia in condizioni di descrivere a parole l esperienza cosciente della percezione del dolore. Ma un esistenza può essere tale anche se vissuta in stabulario, con la socialità condizionata dalle pareti di una gabbia e i 56 Il Diritto degli animali da esperimento

5 bioritmi scanditi da giorni e notti artificiali. Per gli animali cui tocca, saranno quelli i parametri di riferimento su cui misurare lo svantaggio di un eventuale modificazione o l incidenza di un insulto. Un insieme ridimensionato, dunque, ma forse, paradossalmente, proprio in quanto tale anche più facile da sconvolgere (e con meno vie di fuga dalla pur unica specie predatrice ). Una pari complessità sottende al concetto di sofferenza. Distinta dal dolore, essa è identificata nel patimento fisico e psicologico che consegue al dolore, attinente alla multidimensionalità dei problemi che ne derivano. La concorrenza dei fattori fisici, psicologici ed emozionali che compongono una situazione sfavorevole per l organismo e ne provocano una condizione di malessere prolungato e costante. Sfocia in sofferenza l elaborazione del meccanismo protettivo del dolore. È sofferenza, ad esempio, quella che affligge il malato in fase avanzata o terminale di malattia (definizione di Dame Cicely Saunders). Appare più difficile, invece, definire e circoscrivere lo stato di angoscia. Ancora di più valutarne la graduazione in soglie di intensità. A differenza dei precedenti concetti, connessi a sensazioni primariamente fisiche, l angoscia è equiparabile piuttosto a uno stato d ansia, alimentato da paura o preoccupazione, che attiene più alla di - mensione psicologica dell individuo. Uno stato psichico, dunque, ma non scevro da manifestazione fisica, evidenziabile mediante un accertamento di mo - difica delle condizioni fisiologiche e di presenza di sintomatologia clinica alterata (tachicardia, attacchi pseudo-anginosi, collassi, dispnea, intensa sudorazione). La stessa che può conseguire anche alla sofferenza, i cui effetti negativi possono ugualmente ripercuotersi sulla salute dell individuo, alterandone le funzioni organiche. Si ritiene che, in alcuni casi, l ansia possa essere indotta dall attesa di un dolore, con l effetto di intensificarne l esperienza. L introduzione del termine angoscia viene fatta risalire al filosofo danese Kier - kegaard ( ) che nel 1844 pub - blicò uno scritto intitolato appunto Il concetto dell angoscia, nel quale descriveva tale stato come il sentimento di timore che prova l uomo di fronte alla propria esistenza come possibilità indeterminata, in cui si cela il nulla, con l alternativa della morte. In seguito, il concetto fu ripreso nella psicoanalisi e occupò un posto rilevante nella riflessione di Sigmund Freud ( ). Nel 1926, egli pubblicò l opera Inibizione, sintomo e angoscia, nella quale osservava che l angoscia è il problema cruciale della nevrosi e ne teorizzava un origine biologica; l organismo umano avrebbe avuto, cioè, la capacità innata di reagire attraverso l angoscia. Nel l uomo, come negli animali, questa capacità è al servizio della sopravvivenza. Si produrrebbe angoscia quando si percepisce una situazione di pericolo o anche per anticiparla (segnale d angoscia). Merita, inoltre, di essere definito, seppure il decreto non lo citi direttamente tra le conseguenze che rendono esperimento una procedura scientifica, anche il concetto di stress. Lo stress, infatti, rappresenta un altro motivo rilevante di compromissione del benessere psico-fisico di un organismo vivente, in grado di incidere in senso sfavorevole sullo stesso, inducendo altera- Il dolore nella sperimentazione 57

6 zioni nell omeostasi e innescando l attivazione di meccanismi adattativi a contrasto. Il fattore stressante (stressor), che può essere esterno (ambientale o fisico) oppure interno (fisiopatologico o psicologico) agisce provocando alterazioni nelle funzioni neuroendocrine e vegetative, che si riflettono sullo stato mentale e sul comportamento. È interessante osservare come un me - desimo stressor possa causare reazioni di scompenso più o meno intense in soggetti diversi. Ciò deve essere messo in relazione con le differenti capacità di ciascuno di tenere fronte all evento. Le medesime possibilità di adattamento, peraltro, e i conseguenti tentativi di mantenere un equilibrio interno sono ritenuti i meccanismi alla base del be - nessere, in grado di spiegare il significato di molti comportamenti e le relative mo tivazioni. In merito allo stress è, comunque, im - portante sottolineare come non esista una nozione univoca di tale condizione, ma se ne possano classificare almeno tre forme, associate ad altrettante accezioni e correlate a diverse conseguenze: 1) stress fisiologico o eustress: corrisponde alla prima fase in cui l organismo avverte lo stimolo e si prepara a ri - spondervi (a combatterlo o a eluderlo), con una reazione inconscia di adattamento in automatismo; l investimento di risorse è minimo e l adattamento che ne consegue è considerato tipico di un range di normalità; 2) overstress: quando lo stimolo è più intenso e la risposta adattativa evolve in uno sforzo, che richiede un maggiore impiego di energia; permane la condizione di incoscienza del sovraccarico; se la condizione si protrae, può derivarne un danno biologico; 3) distress: quando la spinta all adattamento comporta un sostanziale dispendio di risorse; la fase di resistenza si prolunga e si può ritenere che il soggetto, essendone cosciente, ne avverta il peso e ne soffra; il risentimento biologico si aggrava e l organismo può andare incontro a esaurimento, fino alla morte. Lo stress, dunque, incide sul benessere di un individuo, seppure con effetti che possono essere diametralmente opposti: dall attivazione di meccanismi di difesa con ripristino dell equilibrio alla perdita assoluta del benessere. In merito, il medico canadese Hans Selye ( ), ha descritto la risposta allo stress introducendo il concetto di sindrome generale di adattamento, composta di tre distinte fasi: 1) reazione di allarme, che segue immediatamente la percezione dello stimolo; corrisponde al momento di attivazione del sistema simpatico e della midollare surrenalica; 2) fase di resistenza, che consente all individuo di ripristinare un equilibrio, adattandosi alle condizioni contingenti; 3) fase di esaurimento, che consegue al prolungamento dello stimolo; la risposta coinvolge l asse ipotalamo-ipofisisurrene, con rilascio prolungato di cortisolo e possibili ripercussioni negative, fino all esito infausto; In pratica, l organismo è in grado di reagire alla causa scatenante della condizione di stress con una combinazione di risposte in grado di innescare un sistema protettivo potente, seppure non inesauribile. La prima risposta induce uno stato di allerta (fight or fly); l attivazione del si - stema nervoso vegetativo simpatico pro - 58 Il Diritto degli animali da esperimento

7 duce liberazione di catecolamine, la cui azione sostiene prestazioni da emergenza : maggior afflusso di sangue al cuore e ai distretti muscolari per garantire migliore funzionalità, nonché al cervello per favorire la vigilanza; aumento della glicemia, per sostenere un eventuale richiesta di esercizio fisico più intenso e ancora la funzionalità cerebrale; broncodilatazione per consentire un aumento della ventilazione polmonare; dilatazione pupillare per aumentare la stimolazione luminosa sulla retina; piloerezione. In seguito, la stimolazione dell asse ipotalamo-ipofisi-surrene libera glucocorticoidi, mediatori della seconda fase di risposta; tali molecole svolgono un ruolo fondamentale nell adattamento allo stress di lunga durata. Nel sangue compaiono concentrazioni di cortisolo proporzionali all intensità degli stressors, che determinano la rapida mobilizzazione delle riserve di glicogeno e lipidi, aumentandone la disponibilità per scopi energetici (compresa la sintesi di glucosio per sostenere la funzionalità di muscoli ed encefalo). Il cortisolo favorisce, altresì, l instaurarsi di un regime economico per l adempimento delle funzioni dell organismo, consentendo di tesaurizzare energia: limitando le attività non indispensabili e incanalando le risorse verso i processi di sopravvivenza e adattamento allo stress. Infine, impossibilitato a sottrarvisi per lungo tempo, l organismo non riesce più a far fronte alla causa che ne ha sconvolto l equilibrio, né al sovraccarico di richieste di adattamento per garantire la sua sopravvivenza. Fino al collasso dei meccanismi di controllo. Principali conseguenze: patologie connesse alla iperstimolazione surrenalica (es. ipertensione, diabete, infertilità, alterazioni della me - moria, fino alla inibizione della risposta infiammatoria e della funzione immunitaria). Tipiche anche le anomalie comportamentali: soprattutto stereotipie, ma anche inibizione dell attività cinetica o, per contro, iperattività; movimenti o posture anomali; attività ridirette o di sostituzione. Dai tempi di Ruth Harrison e del suo libro Animal Machine (1964), lo stress e le sue potenziali ripercussioni hanno assunto la maggiore significatività in rapporto al welfare animale, in quanto valutabili in termini di sentience. La questione sollevata, che praticamente impose l istituzione della Commissione Brambell, atteneva alla dimostrazione che il benessere degli animali è la risultante di due variabili: una fisica e una mentale, connessa alla capacità di sentire ovvero tradurre le impressioni ricevute mediante i sensi in altrettante emozioni. Negli anni 80, la pubblicazione di un altro libro, Animal Suffering del comportamentalista M.S. Dawkins, avviò il passaggio dalla considerazione delle sensazioni (feelings) come naturali componenti del welfare al riconoscimento delle stesse quale fattore preponderante nella valutazione del benessere degli animali. Nasceva però, in parallelo, il problema di dimostrare che questi fossero realmente senzienti e in quale misura. Un problema che, per non diventare insormontabile, doveva essere affrontato nella giusta maniera. Per lo stesso motivo, anche in questo testo, si è deciso di trattarlo in un capitolo a parte. Cenni di fisiologia del dolore Il dolore nasce dalla stimolazione e attivazione di recettori specifici (nocicettori) e peculiari percorsi neurali, che consentono la conduzione dell impulso dolorifico Il dolore nella sperimentazione 59

8 al sistema nervoso centrale, ove ha origine la percezione algica. L esperienza dolorifica implica, quindi, il coinvolgimento della corteccia sensoriale coinvolta nella mediazione del dolore, che viene percepito a livello cosciente. Uno stimolo nocicettivo potrebbe, al - tresì, attivare il sistema neurovegetativo e generare riflessi involontari. In ogni caso, da un punto di vista fisiologico, la comparsa di una sintomatologia dolorosa ha una funzione protettiva. Il fattore scatenante, infatti, è di norma potenzialmente dannoso per l organismo. La sua percezione, consentendo di prevedere che ne potrebbe derivare una lesione o di avvertirla già in atto, scatena una risposta, prevalentemente di tipo comportamentale, utile a evitare le conseguenze peggiori. Attraverso l attività neurale generata dai nocicettori e la relativa elaborazione sensoriale, l organismo riceve una serie di informazioni sulla stimolazione dolorosa, al momento della sua insorgenza: sulla localizzazione, l origine e l intensità dell impulso che l ha provocata e, in se - guito, sulla durata (capacità discriminativo-sensoriale); l elaborazione coinvolge, inoltre, una componente emozionalemotivazionale, che, tra tutti i sistemi sensoriali dell organismo, trae attivazione in particolare proprio da quello nocicettivo. La stimolazione dei recettori dolorifici non si risolve sempre in un dolore. A tal fine, infatti, essi devono rilevare un se - gnale di intensità sufficiente ad attivarli, fino alla percezione algica. Tale livello di intensità è definito soglia nocicettiva e, in considerazione della funzione protettiva che si riconosce al dolore, lo si può individuare come il limite massimo di sopportazione oltre il quale l organismo sente di doversi difendere da un attacco incipiente. In merito, è giusto ricordare che esiste anche una cosiddetta soglia di tolleranza al dolore, di elevata variabilità individuale e di specie. Significa che, in dipendenza da fattori particolari, quali lo stato motivazionale contingente, il tipo di stressor incidente, il patrimonio culturale e di esperienze soggettive, l intensità dello stimolo necessaria a innescare l algia può elevarsi o ridursi rispetto alla media della popolazione omogenea. La classificazione del dolore può avvenire in base al distretto dell organismo in cui si localizza oppure in base alle modalità di insorgenza e alla durata dell azione. Nel primo caso, si distinguono: dolore somatico, a sua volta suddiviso in superficiale (a carico di cute e tessuti sottocutanei) e profondo (colpisce muscolatura scheletrica, articolazioni, tendini, ossa); dolore viscerale, originato dalla stimolazione di recettori situati in organi e apparati interni; dolore riferito, tipico delle amputazioni e delle patologie renali e cardiache. Nel secondo caso, si parla di: dolore acuto, che compare improvvisamente, con un momento di inizio ben definito; ha una durata relativamente breve ed è normalmente associato a segni obiettivi di attivazione del sistema nervoso autonomo (tachicardia, tachipnea, ipertensione, mi - driasi, pallore); suscita spesso il ri - fles so di evitamento o atteggiamenti patognomonici; dolore acuto ricorrente, che tende a prolungarsi, con rinnovati accessi susseguenti; dolore cronico, caratterizzato da in - sorgenza graduale e persistenza nel tempo (generalmente un dolore si 60 Il Diritto degli animali da esperimento

9 definisce cronico quando si protrae per oltre 6 mesi); può associarsi ad alterazioni emozionali quali depressione, irritabilità, disturbi dell appetito o del sonno. In definitiva, esiste un dolore, in genere di insorgenza rapida e natura transitoria, che fisiologicamente completa le funzioni sensoriali dell organismo, costituendo un sistema protettivo finalizzato a prevenire o minimizzare eventuali danni tessutali ed evitando che un processo morboso o altro agente nocivo possa seguire, estendendolo, il proprio corso pregiudizievole. Tale dolore diviene patologico quando si instaurano il danno e il conseguente processo infiammatorio (dolore acuto); anche in questo stadio se ne riconosce, almeno inizialmente, un valore conservativo: incoraggia l immobilità, il risparmio della parte colpita, facilitando in tal modo la guarigione, e induce una forma di apprendimento utile a evitare futuri contatti con lo stimolo pericoloso (dolore adattativo). In caso non si intervenisse a trattarlo, esso evolverebbe in dolore maladattativo, caratterizzato da una sensibilizzazione crescente, fino a divenire dolore cronico, protratto tanto da rendere irriconoscibile una correlazione spazio-temporale con l insulto iniziale che l ha causato. Il dolore cronico è legato a modificazioni a carico del sistema nervoso sia centrale che autonomo. Consegue a danneggiamenti tessutali estesi e cospicui (da traumi im - portanti, interventi chirugici invasivi, infezioni, neoplasie, neuropatie, ecc.). Nella sua forma maladattativa, il dolore non riveste funzioni biologiche, ma produce conseguenze debilitanti e un impatto significativo sulla qualità di vita dell animale. Cause di dolore, sofferenza o angoscia negli animali da esperimento Per gli animali da laboratorio, motivi di insorgenza di condizioni di disagio psicofisico sono legate al relativo destino sperimentale. Ciò significa, per quelli prodotti in origine per le finalità della ricerca, alla nascita in uno stabilimento allevatore, per gli altri, all ingresso nello stabilimento utilizzatore. Per tutti, contano, comunque, le modalità di arrivo in stabulario, le condizioni di mantenimento e trattamento all interno dello stesso e, soprattutto, il tipo di procedura sperimentale a cui saranno sottoposti. È importante sottolineare come, nell analisi delle cause di malessere, sia indispensabile conoscere il punto critico di passaggio tra la condizione di stress fisiologico, cui l individuo è in grado di adattarsi rapidamente ripristinando il proprio equilibrio, e quella di distress, che prolunga la fase di resistenza e rischia di esau - rirne le risorse. Trasporto Per tutti gli animali, gli spostamenti sono motivo di stress. In merito, il legislatore ha definito mo - dalità e limiti per il trasporto, al fine di alleviarlo, per quanto possibile (DLgs n. 116/1992, allegato II, punto 3.3). Tra gli elementi di un viaggio che possono costituire importanti fonti di di - stress, si annoverano: la durata, le gabbie e le modalità di contenimento, le modalità di approvvigionamento di cibo e ac - qua, l incidenza di elementi di disturbo (rumori, odori, ecc.). È interessante notare come nel testo dell allegato si usino termini come im- ballo o colli, che richiamano più pro- Il dolore nella sperimentazione 61

10 priamente la spedizione di merce che non lo spostamento di esseri viventi. Peraltro, il decreto disciplina fattori quali: condizioni di salute e fisiologiche degli animali al momento della partenza (stati patologici, età neonatale o condizioni di avanzata gravidanza non sono ritenuti compatibili con un trasporto); cura del microclima e della temperatura all interno del mezzo; puntualità; riduzione al minimo dei tempi di permanenza nei container. Ambiente Secondo la storica definizione di Broom (1986), lo stato di benessere di un soggetto dipende dai tentativi che è costretto a fare per adattarsi al suo ambiente e trovare un equilibrio con esso. Condizioni di temperatura, illuminazione, umidità relativa, polverosità, ru - mori (anche insospettabili, come gli ultrasuoni prodotti dallo scorrere dell acqua) costituiscono potenziali fonti di distress negli animali. È importante, dunque, che contesti ambientali artificiali e ristretti come quelli di un laboratorio di ricerca assicurino un clima confortevole in relazione alle esigenze degli animali ospitati. Allo sco - po, queste ultime devono essere ben note alle figure professionali che vi operano, al fine di evitare errori. A titolo di esempio, si riporta quanto osservato a carico di topi stabulati accanto a ratti: essendo i secondi predatori naturali dei primi, anche la semplice vicinanza delle gabbie che li contengono è sufficiente a creare stati di ansia e nervosismo, tali da ingenerare distress estrinsecato in deviazioni del comportamento. Per questi animali, la sola separazione visiva non basta a evitare un contatto. È noto, infatti, come nei roditori il senso dell udito e quello dell olfatto siano più sviluppati rispetto alla vista, che risulta, invece, un elemento complementare del sensorio; topi e ratti sono in grado, pertanto, di trasmettere messaggi di tipo uditivo (compresi gli ultrasuoni) e olfattivo, mediante i quali riescono a comunicare tra gabbie, pur senza vedersi direttamente. I primati non umani, invece, che in natura vivono in contesti ambientali complessi, sui quali imparano a esercitare un controllo, compiendo costantemente delle scelte in autonomia, possono trarre motivi di distress dal contenimento in gabbie strette o prive di arricchimenti, che ne limitino il repertorio comportamentale con ripercussioni sull equilibrio psico-fisico. Ogni specie, in base alle rispettive ca - ratteristiche etologiche e di socialità, po - trà, quindi, trarre diversi motivi di di sagio dall ambiente in cui viene forzatamente inserita. Per questo, fattori come i materiali e le modalità di costruzione delle gabbie, la cura nella manutenzione delle stesse, la stabulazione di gruppo o, al contrario, individuale, sono potenziali cause di im - patto sul benessere degli animali. L esposizione ad alti livelli di ammoniaca che deriva da ritardi nella rimozione delle deiezioni, ad esempio, costituisce di per sé un fattore stressante. Ma al contempo, le stesse operazioni di pulizia possono creare disturbo; senza contare che, per alcuni animali che si esprimono marcando il proprio territorio, un eccesso di igiene equivale a perdere preziosi riferimenti ed essere causa di conflitti (lotte tra maschi mantenuti in gruppi). Oltre alle caratteristiche delle aree funzionali, poi, conta molto il tipo di rapporto instaurato dagli operatori con gli animali da laboratorio: il tempo di contatto e la qualità dello stesso. 62 Il Diritto degli animali da esperimento

LO STRESS E I DISTURBI PSICOSOMATICI

LO STRESS E I DISTURBI PSICOSOMATICI LO STRESS E I DISTURBI PSICOSOMATICI Il concetto di stress ha un ruolo fondamentale nella comprensione delle manifestazioni psicosomatiche. Nella sua formulazione il concetto di stress permette di vedere

Dettagli

COME RICONOSCERE LO STRESS E PRENDERSI CURA DI SE

COME RICONOSCERE LO STRESS E PRENDERSI CURA DI SE I venerdì della salute COME RICONOSCERE LO STRESS E PRENDERSI CURA DI SE Letizia Martinengo, PhD Biblioteca di Gressan 9 aprile 2010 COSA SAPPIAMO DELLO STRESS PERCHE PARLARE DI STRESS PROBLEMI DI SALUTE

Dettagli

Dispensa La gestione dello stress

Dispensa La gestione dello stress Dispensa La gestione dello stress Il valore di un idea sta nel metterla in pratica OLYMPOS Group srl - Via XXV aprile, 40 Brembate di Sopra (BG) Tel. 103519965309 - Vietata ogni riproduzione Fax 1786054267

Dettagli

La Spezia 12 novembre 2014. Alfonso Cristaudo. U.O. Complessa Medicina Preventiva del Lavoro Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana

La Spezia 12 novembre 2014. Alfonso Cristaudo. U.O. Complessa Medicina Preventiva del Lavoro Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana La Spezia 12 novembre 2014 Alfonso Cristaudo U.O. Complessa Medicina Preventiva del Lavoro Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana OMS Definizione di Salute uno stato di completo benessere fisico, mentale

Dettagli

SOMMARIO 47 I DISTURBI PIÙ FREQUENTI 51 QUANDO IL COLON È IRRITABILE

SOMMARIO 47 I DISTURBI PIÙ FREQUENTI 51 QUANDO IL COLON È IRRITABILE SOMMARIO 7 L IMPORTANZA DEL COLON 11 UN ORGANO CON FUNZIONI VITALI 12 La fisiologia 20 La visione psicosomatica 36 L alimentazione 40 I rimedi naturali 47 I DISTURBI PIÙ FREQUENTI 51 QUANDO IL COLON È

Dettagli

LE REAZIONI PSICHICHE NORMALI DEL SOCCORRITORE, PRIMA, DURANTE E DOPO IL SOCCORSO

LE REAZIONI PSICHICHE NORMALI DEL SOCCORRITORE, PRIMA, DURANTE E DOPO IL SOCCORSO LE REAZIONI PSICHICHE NORMALI DEL SOCCORRITORE, PRIMA, DURANTE E DOPO IL SOCCORSO Gli operatori di soccorso nell esercizio delle loro funzioni possono andare incontro a STRESS e TRAUMA. Tutti noi, più

Dettagli

dell organismo a richieste esterno Dott. Giuseppe Marmo Ordine degli Psicologi di Basilicata

dell organismo a richieste esterno Dott. Giuseppe Marmo Ordine degli Psicologi di Basilicata SINDROME GENERALE DI ADATTAMENTO Risposta generale aspecifica dell organismo a richieste provenienti dall ambiente esterno Ordine degli Psicologi di Basilicata Ad un stimolo stressogeno si risponde con:

Dettagli

La gestione delle situazioni di emergenza infatti coinvolge funzioni e strategie differenti.

La gestione delle situazioni di emergenza infatti coinvolge funzioni e strategie differenti. PSICOLOGIA DELL EMERGENZA Cerca di comprendere i processi decisionali e le scelte comportamentali nelle situazioni di pericolo. Lo scopo è quello di analizzare la complessa interazione tra : - Mente -

Dettagli

Dott. Roberto Baldini

Dott. Roberto Baldini Dott. Roberto Baldini La frenesia della vita moderna si è ormai impossessata pure dei nostri momenti di libertà, e godiamo in maniera nervosa e faticosa esattamente come quando lavoriamo. La parola d ordine

Dettagli

Depressione? In generale Il ruolo femminile

Depressione? In generale Il ruolo femminile Depressione? In generale Il ruolo femminile A tutti capita di sentirsi tristi di tanto in tanto. È un esperienza che tutti, prima o poi, provano. Se le attività che vi piacevano prima ora non vi piacciono

Dettagli

Dott.ssa M.Versino 1

Dott.ssa M.Versino 1 Dott.ssa M.Versino 1 Stress lo stress è inteso come risposta aspecifica dell organismo a tutto ciò che lo costringe ad uno sforzo di adattamento lo stress è la risposta a una o più stimolazioni fisiche

Dettagli

Training autogeno. G. Larghi 2

Training autogeno. G. Larghi 2 TRAINING AUTOGENO Una piacevole tecnica di autorilassamento per recuperare in modo immediato uno stato di completo benessere fisico e mentale. G. Larghi 1 Training autogeno È un metodo di autodistensione

Dettagli

Ansia e stress nelle prestazioni. s.dinuovo@unict.it

Ansia e stress nelle prestazioni. s.dinuovo@unict.it Ansia e stress nelle prestazioni s.dinuovo@unict.it Ansia nelle prestazioni Ansia nelle prestazioni ATTIVAZIONE Ansia nelle prestazioni L ansia: facilita l apprendimento nella misura in cui lo attiva

Dettagli

EFFETTI A LUNGO TERMINE DELLO STRESS LAVORATIVO : IL BURN OUT

EFFETTI A LUNGO TERMINE DELLO STRESS LAVORATIVO : IL BURN OUT EFFETTI A LUNGO TERMINE DELLO STRESS LAVORATIVO : IL BURN OUT E BUONA NORMA NON SOTTOVALUTARE NESSUN CASO PERCHÉ: In una percentuale significativa di essi si potrebbe andare incontro a patologie ad insorgenza

Dettagli

Glossario della valutazione dei rischi da stress lavoro-correlato

Glossario della valutazione dei rischi da stress lavoro-correlato Glossario della valutazione dei rischi da stress lavoro-correlato ASPP Addetto ai servizi di protezione e prevenzione ANALISI DOCUMENTALE Lettura dell organizzazione del lavoro (organigramma, flussi produttivi,

Dettagli

LA RIABILITAZIONE NEUROCOGNITIVA & L ESERCIZIO TERAPEUTICO CONOSCITIVO

LA RIABILITAZIONE NEUROCOGNITIVA & L ESERCIZIO TERAPEUTICO CONOSCITIVO LA RIABILITAZIONE NEUROCOGNITIVA & L ESERCIZIO TERAPEUTICO CONOSCITIVO Le varie teorie della riabilitazione motoria Nel corso degli anni si sono sviluppate varie teorie: Teoria motivazionale : è usata

Dettagli

Il dolore nel trattamento delle lesioni cutanee

Il dolore nel trattamento delle lesioni cutanee Il dolore nel trattamento delle lesioni cutanee Pavia 18 giugno 2008 Docente Dott. Dario Paladino inf. esperto in wound care Vice-Presidente AISLeC Che cosa è il dolore? 1 Dolore Il dolore è una sgradevole

Dettagli

DEFUSING, DEBRIEFING e STRESS INOCULATION TRAINING

DEFUSING, DEBRIEFING e STRESS INOCULATION TRAINING DEFUSING, DEBRIEFING e STRESS INOCULATION TRAINING DEFUSING E una tecnica di pronto soccorso emotivo, si tratta di un intervento breve(20-40 minuti) che viene organizzato per le persone (6-8) che hanno

Dettagli

Ansia tra normalità e patologia

Ansia tra normalità e patologia Ansia tra normalità e patologia Introduzione: lo stress Il termine stress indica la reazione fisiologica causata dalla percezione di situazioni avverse o minacciose. E un termine mutuato dall ingegneria,

Dettagli

I CAPITOLO LA MALATTIA CRONICA. Introduzione

I CAPITOLO LA MALATTIA CRONICA. Introduzione I CAPITOLO LA MALATTIA CRONICA Introduzione Con il termine malattia cronica si intende una malattia che persista per un periodo di tempo prolungato, che non abbia sostanziali prospettive di guarigione,

Dettagli

L EDUCAZIONE AFFETTIVA SESSUALE NELLA SCUOLA PRIMARIA

L EDUCAZIONE AFFETTIVA SESSUALE NELLA SCUOLA PRIMARIA L EDUCAZIONE AFFETTIVA SESSUALE NELLA SCUOLA PRIMARIA FINALITA L educazione all affettività rappresenta per l alunno un percorso di crescita psicologica e di consapevolezza della propria identità personale

Dettagli

CHE STRESS! E non so nemmeno cos è

CHE STRESS! E non so nemmeno cos è Organismo Paritetico Provinciale STRESS LAVORO CORRELATO CHE STRESS! E non so nemmeno cos è Scheda tecnica redatta da: Dott. Mauro Scartazza Consulente Salute Sicurezza e Igiene degli Alimenti Speciale

Dettagli

ING. LUCIO NAPODANO DIRIGENTE SERVIZIO TECNICO IMMOBILI SICUREZZA RESPONSABILE SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE BANCA DELLA CAMPANIA NAPOLI

ING. LUCIO NAPODANO DIRIGENTE SERVIZIO TECNICO IMMOBILI SICUREZZA RESPONSABILE SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE BANCA DELLA CAMPANIA NAPOLI RISCHIO ENDOGENO ED ESOGENO Ogni metodo o pratica di lavoro ed utilizzo di risorse comporta il pericolo che si generi un evento dannoso per beni e/o persone. I fenomeni generalmente sono costituiti da

Dettagli

LE STRATEGIE DI COPING

LE STRATEGIE DI COPING Il concetto di coping, che può essere tradotto con fronteggiamento, gestione attiva, risposta efficace, capacità di risolvere i problemi, indica l insieme di strategie mentali e comportamentali che sono

Dettagli

Docente: Paolo Barelli. Disturbi d ansia

Docente: Paolo Barelli. Disturbi d ansia Docente: Paolo Barelli Disturbi d ansia Funzioni Della Vita Psichica (Rappresentazione Del Modo Di Essere Della Persona) Controllo e soddisfazione istinti Controllo attività motoria Intelligenza Ansia

Dettagli

DISTURBI D ANSIA D.A.P.

DISTURBI D ANSIA D.A.P. DISTURBI D ANSIA D.A.P. Incontri Uni-ATENeO dr.ssa Anna Galeotti 22 novembre 2012 Che ansia quest ansia! L ansia è un'emozione di base. E uno stato di attivazione dell organismo in presenza di una situazione

Dettagli

Progettato da Nicoletta Fabrizi

Progettato da Nicoletta Fabrizi Progettato da Nicoletta Fabrizi SNC è formato dall encefalo e dal midollo spinale,che costituisce un importante collegamento tra l encefalo stesso e il resto del corpo. Il midollo spinale comunica con

Dettagli

Patologie più comunemente coinvolte nel mobbing.

Patologie più comunemente coinvolte nel mobbing. Patologie più comunemente coinvolte nel mobbing. Episodio Depressivo Maggiore. Cinque o più dei seguenti sintomi sono presenti da almeno due settimane comportando un cambiamento rispetto al precedente

Dettagli

dimostrare l eventuale maltrattamento Federazione Italiana Sport Equestri Dipartimento Veterinario Dipartimento Tutela del lcavallo

dimostrare l eventuale maltrattamento Federazione Italiana Sport Equestri Dipartimento Veterinario Dipartimento Tutela del lcavallo Il Benessere del Cavallo: dimostrare l eventuale maltrattamento Gianluigi GIOVAGNOLI DVM PhD MESM Spec. Animal Health Federazione Italiana Sport Equestri Dipartimento Veterinario Dipartimento Tutela del

Dettagli

ELEMENTI DI PSICOLOGIA DELL EMERGENZA

ELEMENTI DI PSICOLOGIA DELL EMERGENZA ELEMENTI DI PSICOLOGIA DELL EMERGENZA I fattori di rischio e di protezione del volontario A cura degli Psicologi CPPAVPC Ed. 2013 1 DDL 4449 del 2 febbraio 2000 L istituzione del ruolo dello psicologo

Dettagli

Istituto Scientifico Ospedale San Raffaele Milano. Dipartimento di Anestesia e Rianimazione Direttore Prof. Luigi Beretta

Istituto Scientifico Ospedale San Raffaele Milano. Dipartimento di Anestesia e Rianimazione Direttore Prof. Luigi Beretta Istituto Scientifico Ospedale San Raffaele Milano Dipartimento di Anestesia e Rianimazione Direttore Prof. Luigi Beretta DOLORE ACUTO POSTOPERATORIO E TECNICHE DI ANALGESIA Francesco Deni Laura Corno DEFINIZIONE..Il

Dettagli

INTRODUZIONE. Per approfondire gli aspetti relativi allo yoga si

INTRODUZIONE. Per approfondire gli aspetti relativi allo yoga si INTRODUZIONE Questo testo si rivolge a persone che desiderano avere qualche suggerimento utile ad affrontare quelle situazioni critiche che fanno parte della normale vita quotidiana, mentre in presenza

Dettagli

Il dolore neoplastico. Nicola Galtarossa Azienda Ospedaliera di Padova AUDITORIUM OSPEDALE di S. POLO MONFALCONE 20 NOVEMBRE 2004

Il dolore neoplastico. Nicola Galtarossa Azienda Ospedaliera di Padova AUDITORIUM OSPEDALE di S. POLO MONFALCONE 20 NOVEMBRE 2004 Il dolore neoplastico Nicola Galtarossa Azienda Ospedaliera di Padova AUDITORIUM OSPEDALE di S. POLO MONFALCONE 20 NOVEMBRE 2004 Definizione accademica Il dolore è una sgradevole esperienza emotiva e sensoriale

Dettagli

La presa in carico del paziente con dolore acuto e cronico misurazione del dolore. Loreta Zenatti

La presa in carico del paziente con dolore acuto e cronico misurazione del dolore. Loreta Zenatti 9-10 Aprile Madonna di Campiglio La presa in carico del paziente con dolore acuto e cronico misurazione del dolore Loreta Zenatti La persona con dolore è la protagonista principale Che coinvolge tutti

Dettagli

Apprendimento. Dispositivo universale degli animali, supportato da una struttura nervosa.

Apprendimento. Dispositivo universale degli animali, supportato da una struttura nervosa. Apprendimento Dispositivo universale degli animali, supportato da una struttura nervosa. Esempio dell ameba: Risponde a stimoli nuovi (adattabilità) Identifica risposte adattive per prove ed errori (acquisizione

Dettagli

Il ciclo del sonno è molto più di una procedura acceso/spento, poiché questo ritmo è legato al flusso di molti processi fisiologici e psicologici

Il ciclo del sonno è molto più di una procedura acceso/spento, poiché questo ritmo è legato al flusso di molti processi fisiologici e psicologici Box. 3.1-3.2-3.3 Il ciclo del sonno è molto più di una procedura acceso/spento, poiché questo ritmo è legato al flusso di molti processi fisiologici e psicologici Le onde della veglia Quando l individuo

Dettagli

IL SISTEMA NERVOSO. Sistema nervoso periferico. Sistema nervoso centrale. midollo spinale. encefalo. autonomo. parasimpatico. -Cervello -Cervelletto

IL SISTEMA NERVOSO. Sistema nervoso periferico. Sistema nervoso centrale. midollo spinale. encefalo. autonomo. parasimpatico. -Cervello -Cervelletto IL SISTEMA NERVOSO Sistema nervoso centrale Sistema nervoso periferico encefalo midollo spinale sensoriale motorio -Cervello -Cervelletto somatico simpatico autonomo parasimpatico -Midollo allungato Il

Dettagli

La salute emotiva della donna: i percorsi di sostegno psicologico dopo le diagnosi ospedaliere traumatiche. Dr.ssa Laura Cinzia Castro

La salute emotiva della donna: i percorsi di sostegno psicologico dopo le diagnosi ospedaliere traumatiche. Dr.ssa Laura Cinzia Castro La salute emotiva della donna: i percorsi di sostegno psicologico dopo le diagnosi ospedaliere traumatiche Dr.ssa Laura Cinzia Castro L'IMMAGINE CORPOREA L immagine corporea è un elemento chiave dell identità

Dettagli

PRINCIPI DI TERAPIA COGNITIVA

PRINCIPI DI TERAPIA COGNITIVA PRINCIPI DI TERAPIA COGNITIVA Secondo la terapia cognitiva, l uomo possiede la chiave della comprensione e soluzione del suo disturbo psicologico entro il campo della sua coscienza. I problemi dell individuo

Dettagli

Gestione dei rischi, Gestione della paura: sai rimetterti in gioco?

Gestione dei rischi, Gestione della paura: sai rimetterti in gioco? É normale che esista la paura, in ogni uomo, l importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti.

Dettagli

DIAGNOSI INFERMIERISTICHE

DIAGNOSI INFERMIERISTICHE Pagina 1 di 3 DIAGNOSI INFERMIERISTICHE DIAGNOSI INFERMIERISTICHE ANSIA CORRELATA A MINACCIA ALL INTEGRITA BIOLOGICA DOVUTA A TRAUMA DA CADUTA E DOLORE (che si manifesta con aumento della F.C., PAOS, sudorazione,

Dettagli

STRESS E LAVORO. agosto 2010 INAS CISL - NUMERO VERDE 800 249 307 - WWW.INAS.IT

STRESS E LAVORO. agosto 2010 INAS CISL - NUMERO VERDE 800 249 307 - WWW.INAS.IT Anno 62 n193 lunedì 30 agosto 2010 IISN 0010-6348 Spedin abb postale 45% Roma art2 comma 20b legge 662/96 agosto 2010 STRESS E LAVORO INAS CISL - NUMERO VERDE 800 249 307 - WWWINASIT Conquiste del lavoro

Dettagli

attacchi di panico, agorafobia, fobia sociale, comportamento

attacchi di panico, agorafobia, fobia sociale, comportamento L ansia, è ciò che permette all uomo di sopravvivere: parleremo in questo caso di ansia reale che viene utilizzata per segnalare un pericolo interno (proveniente dal mondo inconscio), o esterno (proveniente

Dettagli

Lola Fabbri. persolog italy Emme Delta Group. Strumenti e modelli di Stress management. Managing Director

Lola Fabbri. persolog italy Emme Delta Group. Strumenti e modelli di Stress management. Managing Director Strumenti e modelli di Stress management Lola Fabbri Managing Director persolog italy Emme Delta Group Lo Stress: da nemico ad alleato Modena, 9 luglio 2013 www.persolog.it Stress e Percezione Quanto ti

Dettagli

STRESS E PATOLOGIE CORRELATE: STRATEGIE NUTRIZIONALI E MOTORIE

STRESS E PATOLOGIE CORRELATE: STRATEGIE NUTRIZIONALI E MOTORIE STRESS E PATOLOGIE CORRELATE: STRATEGIE NUTRIZIONALI E MOTORIE Dott. ssa Annalisa Caravaggi Biologo Nutrizionista sabato 15 febbraio 14 STRESS: Forma di adattamento dell organismo a stimoli chiamati STRESSOR.

Dettagli

1 LEZIONE CHE COS E L ALLENAMENTO

1 LEZIONE CHE COS E L ALLENAMENTO 1 LEZIONE CHE COS E L ALLENAMENTO Sono molte le definizioni di allenamento: Definizione generale: E un processo che produce nell organismo un cambiamento di stato che può essere fisico, motorio, psicologico.

Dettagli

OSPEDALE SENZA DOLORE 1 edizione 2010

OSPEDALE SENZA DOLORE 1 edizione 2010 OSPEDALE SENZA DOLORE 1 edizione 2010 DOLORE/SOFFERENZA: IMPLICAZIONI ETICHE Piera Boeris:Coordinatore Dipartimento Medico DOLORE Epoca preistorica: causato da spiriti maligni. Età del bronzo (1000 a.c.):

Dettagli

U.O. DI RIABILITAZIONE POLIFUNZIONALE SPECIALISTICA RESPONSABILE DR. MARCO MARTINELLI

U.O. DI RIABILITAZIONE POLIFUNZIONALE SPECIALISTICA RESPONSABILE DR. MARCO MARTINELLI U.O. DI RIABILITAZIONE POLIFUNZIONALE SPECIALISTICA RESPONSABILE DR. MARCO MARTINELLI PROTOCOLLO INFERMIERISTICO-TECNICO P.I.T. 1F N 02 GESTIONE DEL PAZIENTE EMOFILICO PREMESSA I pazienti con emofilia

Dettagli

La terapia del dolore oncologico dal farmaco alla gestione globale www.oncologialatina.it

La terapia del dolore oncologico dal farmaco alla gestione globale www.oncologialatina.it Azienda USL Latina U.O.C. di Oncologia Medica Direttore Dott. Modesto D Aprile La terapia del dolore oncologico dal farmaco alla gestione globale www.oncologialatina.it comunicare Ti sto imparando, uomo,

Dettagli

PREMESSA AD UNA GIORNATA DI STUDIO DELLA MANUTENZIONE

PREMESSA AD UNA GIORNATA DI STUDIO DELLA MANUTENZIONE PREMESSA AD UNA GIORNATA DI STUDIO DELLA MANUTENZIONE La manutenzione nasce insieme all affermarsi della vita biologica. L istinto di conservazione, infatti, produce immediatamente delle pratiche volte

Dettagli

I rischi da stress lavoro correlato

I rischi da stress lavoro correlato I rischi da stress lavoro correlato dr.ssa Elena Padovan Psicologa del Lavoro Logo Soggetto Attuatore Stress lavoro correlato D.Lgs 81/2008 art. 28 La valutazione ( ) deve riguardare tutti i rischi per

Dettagli

Associazione APACA Onlus. Il benessere del cane in cinque libertà*

Associazione APACA Onlus. Il benessere del cane in cinque libertà* Associazione APACA Onlus Il benessere del cane in cinque libertà* Il benessere del cane è un concetto davvero ampio, soggetto ad evoluzione a mano a mano che crescono l'attenzione scientifica e la sensibilità

Dettagli

Indice. Ringraziamenti 9

Indice. Ringraziamenti 9 Indice Ringraziamenti 9 I LA PAURA DELLA SCUOLA 11 Magda Di Renzo, Federico Bianchi di Castelbianco Per iniziare Le nuove esperienze sono fonte di paura La fobia scolare Eziologia La dinamica familiare

Dettagli

Factsheet calore. Lucerna, 01.06.2006. 1. Introduzione

Factsheet calore. Lucerna, 01.06.2006. 1. Introduzione Lucerna, 01.06.2006 Factsheet calore 1. Introduzione Il lavoro nei giorni di canicola provoca un aumento della temperatura corporea, dovuto a fattori come il caldo, il lavoro fisico e, in alcuni casi,

Dettagli

Che cos è un emozione?

Che cos è un emozione? Che cos è un emozione? Definizione Emozione: Stato psichico affettivo e momentaneo che consiste nella reazione opposta all organismo a percezioni o rappresentazioni che ne turbano l equilibrio (Devoto

Dettagli

La cura del dolore: una sfida medica, politica e spirituale. www.fondazionegraziottin.org

La cura del dolore: una sfida medica, politica e spirituale. www.fondazionegraziottin.org La cura del dolore: una sfida medica, politica e spirituale Obiettivo dell intervento Trasmettere alcuni messaggi-chiave sul perché un politico, e in particolare un politico di ispirazione cristiana, dovrebbe

Dettagli

Ci sono tre tipi di sofferenze dei bambini e dei ragazzi.

Ci sono tre tipi di sofferenze dei bambini e dei ragazzi. Ci sono tre tipi di sofferenze dei bambini e dei ragazzi. 1. C'è in primo luogo una sofferenza INDISPENSABILE: per crescere bisogna che i bambini imparino ad affrontare e a superare le sofferenze legate

Dettagli

M OBBING PARLIAMO DI. Comitato Paritetico sul fenomeno del mobbing

M OBBING PARLIAMO DI. Comitato Paritetico sul fenomeno del mobbing Comitato Paritetico sul fenomeno del mobbing M OBBING M PARLIAMO DI Direzione Centrale Comunicazione P.le Giulio Pastore, 6-00144 ROMA e-mail: dccomunicazione@inail.it COMITATO PARITETICO PER IL FENOMENO

Dettagli

PROBLEMATICHE COMPORTAMENTAMENTALI NEL BAMBINO IN AFFIDO. M. Pincherle

PROBLEMATICHE COMPORTAMENTAMENTALI NEL BAMBINO IN AFFIDO. M. Pincherle PROBLEMATICHE COMPORTAMENTAMENTALI NEL BAMBINO IN AFFIDO M. Pincherle IMPORTANZA DELL AMBIENTE DI VITA E DELLE ESPERIENZE 1 Importanza di una buona relazione di attaccamento con la figura materna Concetto

Dettagli

Indice. n IntroduzIone...5. n LA.dIGeStIone...7. n IL.SeCondo.CerVeLLo...11

Indice. n IntroduzIone...5. n LA.dIGeStIone...7. n IL.SeCondo.CerVeLLo...11 3 Indice n IntroduzIone...5 n LA.dIGeStIone...7 n IL.SeCondo.CerVeLLo...11 n L APPArAto.dIGerente...15 Stomaco... 18 Intestino... 23 Ghiandole salivari... 29 Fegato... 30 Cistifellea... 32 n Le.CoMPLICAnze.deLLA.dIGeStIone...

Dettagli

La depressione. A cura di Roberta Longo

La depressione. A cura di Roberta Longo La depressione A cura di Roberta Longo Etimologicamente, il termine depressione proviene dal latino depressio, che indica uno stato di abbattimento o infossamento. In relazione ai disturbi dell umore,

Dettagli

DN 1.2 Dolore acuto e cronico Dolore acuto e cronico Sistema complessivo Modulazione di segnali Nocicettori e trasmissione Nocicettori e sostanze

DN 1.2 Dolore acuto e cronico Dolore acuto e cronico Sistema complessivo Modulazione di segnali Nocicettori e trasmissione Nocicettori e sostanze DN 1.2 Dolore acuto e cronico Dolore acuto e cronico Sistema complessivo Modulazione di segnali Nocicettori e trasmissione Nocicettori e sostanze 19.01.05 - DN 1.2 P. Forster & B. Buser 1/ 6 Dolore acuto

Dettagli

RISCHI DA FATTORI PSICO-SOCIO-LAVORATIVI STRESS LAVORO-CORRELATO

RISCHI DA FATTORI PSICO-SOCIO-LAVORATIVI STRESS LAVORO-CORRELATO RISCHI DA FATTORI PSICO-SOCIO-LAVORATIVI STRESS LAVORO-CORRELATO CORSO Di FORMAZIONE ASL CN2 ALBA-BRA 05/07/2012 Dr. Musto Domenico Dirigente Medico S.Pre.S.A.L. ASL AT Asti D.L.GS 81/2008 E RISCHI DA

Dettagli

STATI EMOTIVI Ansia Meccanismi di difesa Meccansimi di coping

STATI EMOTIVI Ansia Meccanismi di difesa Meccansimi di coping STATI EMOTIVI Ansia Meccanismi di difesa Meccansimi di coping Scienze Umane II - Infermieristica CHE COS È UN EMOZIONE? Stato affettivo di piacere o dispiacere (EMOZIONI POSITIVE O NEGATIVE) Risposta psicologica

Dettagli

3-Organizzazione didattica 1

3-Organizzazione didattica 1 Unità di apprendimento n.1 1-dati identificativi Titolo: SIAMO FATTI COSI Materia : Scienze Docenti impegnati nello sviluppo dell UDA: tutti i docenti di scienze Tempi di sviluppo: Ottobre / Novembre/Dicembre

Dettagli

IL DISTURBO DA ATTACCHI DI PANICO E LE FOBIE: CHE COSA SONO E COME SI MANIFESTANO

IL DISTURBO DA ATTACCHI DI PANICO E LE FOBIE: CHE COSA SONO E COME SI MANIFESTANO Il disturbo da attacchi di panico è una patologia tra le più frequenti dal punto di vista clinico, soprattutto tra coloro che soffrono già di un altro disturbo d ansia, come il disturbo d ansia generalizzato

Dettagli

BASI delle ATTIVITA MOTORIE

BASI delle ATTIVITA MOTORIE BASI delle ATTIVITA MOTORIE Maria Chiara Gallotta Stanza 59 1 piano palazzo IUSM Tel 06 36733211 mariachiara.gallotta@iusm.it Ricevimento Martedì 10:00-12:00 Forme e classificazioni del movimento Movimento

Dettagli

I CRAMPI NEL RUNNER. Come faccio a prevenire i crampi? oppure perché vengono i crampi?

I CRAMPI NEL RUNNER. Come faccio a prevenire i crampi? oppure perché vengono i crampi? I CRAMPI NEL RUNNER Ai bicipiti femorali o ai polpacci, i crampi, contrazioni muscolari involontarie, sono sempre molto fastidiosi e a volte dolorosi. La decisione di trattare questo argomento è nata dalle

Dettagli

DISTURBI METABOLICI. Modulo 1 Lezione C Croce Rossa Italiana Emilia Romagna

DISTURBI METABOLICI. Modulo 1 Lezione C Croce Rossa Italiana Emilia Romagna DISTURBI METABOLICI Modulo 1 Lezione C Croce Rossa Italiana Emilia Romagna IL PANCREAS Funzione esocrina: supporto alla digestione Funzione endocrina: produzione di due ormoni: insulina e glucagone I due

Dettagli

BRAIN WELLNESS SPECIAL NEEDS ADVISORY BIOFEEDBACK E NEUROFEEDBACK TRAINING

BRAIN WELLNESS SPECIAL NEEDS ADVISORY BIOFEEDBACK E NEUROFEEDBACK TRAINING BRAIN WELLNESS SPECIAL NEEDS ADVISORY BIOFEEDBACK E NEUROFEEDBACK TRAINING Il biofeedback consiste nella retroazione di un processo fisiologico, rilevato su una persona, che normalmente si svolge fuori

Dettagli

Gruppo medici legali e psichiatri forensi della provincia di Trento eventi formativi 2013 Elementi fisiologici e patologici del lutto: stima clinica

Gruppo medici legali e psichiatri forensi della provincia di Trento eventi formativi 2013 Elementi fisiologici e patologici del lutto: stima clinica Gruppo medici legali e psichiatri forensi della provincia di Trento eventi formativi 2013 Elementi fisiologici e patologici del lutto: stima clinica e medico/legale Si riferisce ad una serie di comportamenti

Dettagli

STRESS LAVORO CORRELATO. Psicologa Dott.ssa Clara De Gennaro

STRESS LAVORO CORRELATO. Psicologa Dott.ssa Clara De Gennaro STRESS LAVORO CORRELATO Psicologa Dott.ssa Clara De Gennaro Riferimenti Normativi essenziali Il D.Lgs 81/2008, in materia di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro e le successive disposizioni, obbligano

Dettagli

VALUTAZIONE DELL IMPEGNO NELLE ATTIVITÀ SPORTIVE PER DISABILI INTELLETTIVI-RELAZIONALI, FISICI E SENSORIALI

VALUTAZIONE DELL IMPEGNO NELLE ATTIVITÀ SPORTIVE PER DISABILI INTELLETTIVI-RELAZIONALI, FISICI E SENSORIALI VALUTAZIONE DELL IMPEGNO NELLE ATTIVITÀ SPORTIVE PER DISABILI INTELLETTIVI-RELAZIONALI, FISICI E SENSORIALI Seregni Roberta (Roberta.seregni@libero.it), M Martinelli Il presente lavoro di ricerca si è

Dettagli

I bambini adottati nei contesti sociali ed educativi. Provincia Piacenza Piacenza, 9 settembre 2013 Sara Lombardi

I bambini adottati nei contesti sociali ed educativi. Provincia Piacenza Piacenza, 9 settembre 2013 Sara Lombardi I bambini adottati nei contesti sociali ed educativi Provincia Piacenza Piacenza, 9 settembre 2013 Capire per intervenire La spiegazione che ciascuno di noi si dà del comportamento altrui definisce gli

Dettagli

Fondamenti di Psicologia dello sviluppo. Prof.ssa Rosalba Larcan

Fondamenti di Psicologia dello sviluppo. Prof.ssa Rosalba Larcan Fondamenti di Psicologia dello sviluppo Prof.ssa Rosalba Larcan Quesito Come avviene la selezione naturale dei comportamenti funzionali all adattamento? adattamento? Ovvero: Quali sono i processi e le

Dettagli

Ing. Ant o Ant nio o nio Giorgi Gior gi RSPP

Ing. Ant o Ant nio o nio Giorgi Gior gi RSPP Ing Antonio Giorgi Ing. Antonio Giorgi RSPP Il Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 Attuazione dell art. 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei

Dettagli

*DISTURBI DELLO SPETTRO DELL AUTISMO

*DISTURBI DELLO SPETTRO DELL AUTISMO *DISTURBI DELLO SPETTRO DELL AUTISMO *DSM: Manuale Diagnostico e Statistico delle malattie mentali APA *DSM IV : DISARMONIE COGNITIVE DELLO SVILUPPO *DSM-5: DISTURBO DEL NEUROSVILUPPO *DISTURBO NEUROBIOLOGICO

Dettagli

CAVALCANDO LO STRESS CONOSCERE LO STRESS LAVORO-CORRELATO PER PARTECIPARE POSITIVAMENTE ALLA SUA VALUTAZIONE ASSOCIAZIONE AMBIENTE E LAVORO

CAVALCANDO LO STRESS CONOSCERE LO STRESS LAVORO-CORRELATO PER PARTECIPARE POSITIVAMENTE ALLA SUA VALUTAZIONE ASSOCIAZIONE AMBIENTE E LAVORO CAVALCANDO LO STRESS CONOSCERE LO STRESS LAVORO-CORRELATO PER PARTECIPARE POSITIVAMENTE ALLA SUA VALUTAZIONE d intesa con nell ambito della Campagna Lombardia ASSOCIAZIONE AMBIENTE E LAVORO www.amblav.it

Dettagli

COSA E LA PSICOTERAPIA? = un genere di INTERVENTO TERAPEUTICO su base PSICOLOGICA e RELAZIONALE il cui obiettivo consiste nell attenuare o eliminare:

COSA E LA PSICOTERAPIA? = un genere di INTERVENTO TERAPEUTICO su base PSICOLOGICA e RELAZIONALE il cui obiettivo consiste nell attenuare o eliminare: PSICOTERAPIE COSA E LA PSICOTERAPIA? = un genere di INTERVENTO TERAPEUTICO su base PSICOLOGICA e RELAZIONALE il cui obiettivo consiste nell attenuare o eliminare: - una SINDROME CLINICA di tipo PSICOPATOLOGICO

Dettagli

ALCOL E CERVELLO. raffaella ada colombo. Tenero, 7.11.2015

ALCOL E CERVELLO. raffaella ada colombo. Tenero, 7.11.2015 ALCOL E CERVELLO raffaella ada colombo Tenero, 7.11.2015 Stati alterati di coscienza Il termine stati alterati di coscienza si riferisce ad ogni stato di coscienza che è differente dal livello di consapevolezza

Dettagli

IL RUOLO DEL CAREGIVER. Manuela Rebellato Responsabile Counselling : OaD, UVA, Continuità Assistenziale CHI SONO?

IL RUOLO DEL CAREGIVER. Manuela Rebellato Responsabile Counselling : OaD, UVA, Continuità Assistenziale CHI SONO? IL RUOLO DEL CAREGIVER Manuela Rebellato Responsabile Counselling : OaD, UVA, Continuità Assistenziale CHI SONO? Per i pazienti un sostegno indispensabile Per i Medici un riferimento Per le Istituzioni

Dettagli

MODULO 01. DIMENSIONI, SINTOMI ANSIA E DEPRESSIONE DEPRESSIONE SOTTOSOGLIA Donatella Alesso Alfonsino Garrone

MODULO 01. DIMENSIONI, SINTOMI ANSIA E DEPRESSIONE DEPRESSIONE SOTTOSOGLIA Donatella Alesso Alfonsino Garrone MODULO 01 DIMENSIONI, SINTOMI ANSIA E DEPRESSIONE DEPRESSIONE SOTTOSOGLIA Donatella Alesso Alfonsino Garrone STATO DEPRESSIVO: dimensione e sintomi 2 Su 10 pazienti che si presentano nello studio di un

Dettagli

MOTIVAZIONE DEL SOCCORRITORE

MOTIVAZIONE DEL SOCCORRITORE Lunedì 17 Febbraio 2014 Misericordia nel Comune di Lari Corso di Formazione di livello Base e Avanzato ASPETTI RELAZIONALI NELL APPROCCIO AL PAZIENTE RELATORE Benedetto Deri, F.M.R.T. Misericordia nel

Dettagli

Viaggio al cuore delle demenze Il caregiver

Viaggio al cuore delle demenze Il caregiver Viaggio al cuore delle demenze Il caregiver Incontri Uni-ATENeO dr.ssa Anna Galeotti Cambiamenti familiari Le reazioni emotive nei caregiver di pazienti dementi hanno espressioni diverse a seconda: della

Dettagli

Modulo di Patologia Generale

Modulo di Patologia Generale A.A. 2009/2010 Modulo di Patologia Generale dott.ssa Vanna Fierabracci ricevimento: su appuntamento Tel 050 2218533 e-mail: v.fierabracci@med fierabracci@med.unipi.itit Dipartimento di Patologia Sperimentale,

Dettagli

CORSO DI TECNICHE DI RESPIRAZIONE, MOVIMENTO E RILASSAMENTO PER IL BENESSERE QUOTIDIANO

CORSO DI TECNICHE DI RESPIRAZIONE, MOVIMENTO E RILASSAMENTO PER IL BENESSERE QUOTIDIANO CORSO DI TECNICHE DI RESPIRAZIONE, MOVIMENTO E RILASSAMENTO PER IL BENESSERE QUOTIDIANO Il concetto di salute ha subito importanti modificazioni negli ultimi tempi, come indica la definizione dell OMS

Dettagli

APPARATO NEUROLOGICO. Modulo 1 Lezione C Croce Rossa Italiana Emilia Romagna

APPARATO NEUROLOGICO. Modulo 1 Lezione C Croce Rossa Italiana Emilia Romagna APPARATO NEUROLOGICO Modulo 1 Lezione C Croce Rossa Italiana Emilia Romagna OBIETTIVI Conoscere l anatomia e la fisiologia del sistema nervoso Riconoscere le principali patologie del Sistema nervoso Effettuare

Dettagli

L organizzazione come sistema vivente

L organizzazione come sistema vivente Salute organizzativa un bene (In)Comune Stress da lavoro correlato: Analisi dei processi organizzativi 26 settembre 2014 Ufficio Assemblea Capitolina L organizzazione come sistema vivente La fabbrica fu

Dettagli

VI. Il settore educazione fisica e sportiva

VI. Il settore educazione fisica e sportiva VI. Il settore educazione fisica e sportiva VI. Il settore educazione fisica e sportiva 263 1. Obiettivi del settore Le ricerche effettuate in questi ultimi decenni hanno permesso all educazione fisica

Dettagli

CAPITOLO 1 CONCETTI GENERALI

CAPITOLO 1 CONCETTI GENERALI CAPITOLO 1 CONCETTI GENERALI 1.1 Il digiuno Prima di affrontare il capitolo dedicato alla malnutrizione calorico-proteica è bene focalizzare l attenzione sul digiuno e sul suo ruolo nel condizionare la

Dettagli

CORSO DI FORMAZIONE PuntoEDA ATA art.7 del CCNL 7.12.2005 per il secondo biennio economico 2004/05

CORSO DI FORMAZIONE PuntoEDA ATA art.7 del CCNL 7.12.2005 per il secondo biennio economico 2004/05 CORSO DI FORMAZIONE PuntoEDA ATA art.7 del CCNL 7.12.2005 per il secondo biennio economico 2004/05 INTERVENTO SEMINARIALE I.T.I.S. A. D Aosta L Aquila 29 Maggio 2007 Accoglienza e assistenza agli alunni

Dettagli

LINGUAGGIO E DIFFICOLTA DI APPRENDIMENTO

LINGUAGGIO E DIFFICOLTA DI APPRENDIMENTO Congresso Nazionale degli psicomotricisti LINGUAGGIO E DIFFICOLTA DI APPRENDIMENTO 1 Elettra Trucco Borgogna Il nostro gruppo opera da oltre vent anni nel Reparto Ospedaliero dell Istituto Audiologia dell

Dettagli

Domande frequenti sull elaborazione del lutto

Domande frequenti sull elaborazione del lutto Domande frequenti sull elaborazione del lutto La situazione in cui ti trovi è straordinaria e probabilmente molto lontano da qualsiasi esperienza tu abbia avuto prima. Quindi, potresti non sapere cosa

Dettagli

Ospedali, hospice, assistenza domiciliare: una rete di servizi sensibili alla sofferenza. L Emilia-Romagna contro il dolore

Ospedali, hospice, assistenza domiciliare: una rete di servizi sensibili alla sofferenza. L Emilia-Romagna contro il dolore Ospedali, hospice, assistenza domiciliare: una rete di servizi sensibili alla sofferenza. L Emilia-Romagna contro il dolore Perch Perché la cura del dolore e della sofferenza Prendersi cura della persona

Dettagli

Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano Corso di Laurea in Scienze Motorie e dello Sport La formazione e lo sviluppo delle capacità e delle abilità motorie Prof. Maurizio Mondoni LE CAPACITA MOTORIE

Dettagli

La maggioranza delle teorie dell apprendimento hanno avuto origine e si sono sviluppate negli Stati Uniti.

La maggioranza delle teorie dell apprendimento hanno avuto origine e si sono sviluppate negli Stati Uniti. Pavlov(1900-80) Dollard(1900-80) Miller(1909-02) Watson(1878-58) Skinner (1904-1990 Bandura(1925-) La maggioranza delle teorie dell apprendimento hanno avuto origine e si sono sviluppate negli Stati Uniti.

Dettagli

INSIGHT. IMPARARE A GUARDARSI DENTRO: L insight dell operatore sanitario. Manfredi Manuela Ambulatorio di Psicologia, IRCC, Candiolo

INSIGHT. IMPARARE A GUARDARSI DENTRO: L insight dell operatore sanitario. Manfredi Manuela Ambulatorio di Psicologia, IRCC, Candiolo IMPARARE A GUARDARSI DENTRO: L insight dell operatore sanitario Manfredi Manuela Ambulatorio di Psicologia, IRCC, Candiolo OTTIMA COMPETENZA PROFESSIONALE CAPACITA DI PROBLEM SOLVING CAPACITA DI CONCENTRAZIONE

Dettagli

Il dolore procedurale, la sua gestione e le medicazioni attive. D.A.I.- Dott. Dario PALADINO Vice Presidente A.I.S.Le.C

Il dolore procedurale, la sua gestione e le medicazioni attive. D.A.I.- Dott. Dario PALADINO Vice Presidente A.I.S.Le.C Il dolore procedurale, la sua gestione e le medicazioni attive D.A.I.- Dott. Dario PALADINO Vice Presidente A.I.S.Le.C NOCICETTIVO NEUROPATICO MISTO DOLORE NOCICETTIVO È solitamente ben localizzato, acuto

Dettagli

La Depressione nell infanzia di S. Di Salvo, M. Marino e A. Martinetto

La Depressione nell infanzia di S. Di Salvo, M. Marino e A. Martinetto Associazione per la Ricerca sulla Depressione C.so G. Marconi 2 10125 Torino Tel. 011-6699584 Sito: www.depressione-ansia.it La Depressione nell infanzia di S. Di Salvo, M. Marino e A. Martinetto I sintomi

Dettagli

Note introduttive sullo Scenar

Note introduttive sullo Scenar Note introduttive sullo Scenar Informazioni estratte da letture di Dott. A.N.Revenko, dott.ssa G.V.Subbotina, Dott. I.V.Semikatov Una delle più frequenti domande che ci sentiamo porre dai pazienti è: quale

Dettagli