LA SCUOLA CALABRESE IN CIFRE 2009

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1 REGIONE CALABRIA Dipartimento Istruzione, Università, Alta Formazione, Innovazione e Ricerca Osservatorio Regionale sull Istruzione e il Diritto allo Studio LA SCUOLA CALABRESE IN CIFRE 2009 CARATTERISTICHE STRUTTURALI, ORGANIZZAZIONE DIDATTICA E ATTIVITA DI ORIENTAMENTO DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE SECONDARIE DI SECONDO GRADO DELLA REGIONE CALABRIA Dicembre 2009

2 Il presente rapporto di ricerca illustra i risultati dell Indagine integrativa 2009 sulle caratteristiche delle scuole secondarie di secondo grado che rientra tra le iniziative del Progetto SISPICAL 2009 Sistema Informativo a Supporto delle Politiche dell Istruzione della Regione Calabria promosso dal Dipartimento Istruzione, Università, Alta Formazione, Innovazione e Ricerca della Regione Calabria in collaborazione con l Università della Calabria nell ambito della Legge Regionale n. 27/85. Coordinatore Scientifico del Progetto Prof.ssa Carmen Argondizzo, Università della Calabria Responsabile delle attività Dott.ssa Sara Laurita, responsabile dell Ufficio Statistico Università della Calabria Responsabile Amministrativo Ing. Antonio Morrone, responsabile Unità organizzativa complessa Università della Calabria Gruppo di lavoro Dott. Andrea Lanzino, dottore in Scienze Statistiche e attuariali Dott.ssa Giovanna Le Pera, dottore in Scienze Politiche Dott.ssa Alessandra Perri, dottore in Economia aziendale Vittorio Trovati, collaboratore Ufficio Statistico dell Università della Calabria Referenti Regione Calabria Dott.ssa Sonia Tallarico, Dirigente Settore Politiche dell Istruzione, Programmazione delle Reti Scolastiche e del Sistema Educativo Regione Calabria Dott.ssa Antonella Cauteruccio, Dirigente Servizio Politiche dell Istruzione Regione Calabria Il rapporto è disponibile sul portale tematico Calabria Istruzione del sito istituzionale della Regione Calabria. I dati della presente pubblicazione, ove non diversamente specificato, sono patrimonio della Regione Calabria. È consentito l utilizzo e la pubblicazione dei dati con citazione della fonte: Regione Calabria, Osservatorio Regionale Istruzione e Diritto allo Studio, 2009 Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 2

3 CONTATTI Università della Calabria Campus di Arcavacata Via P.Bucci Arcavacata di Rende (Cs) Ufficio Statistico Regione Calabria Dipartimento Istruzione, Alta Formazione e Ricerca Via Molè Catanzaro Tel STUDI E RICERCHE DELL OSSERVATORIO ISTRUZIONE E DIRITTO ALLO STUDIO I diplomati calabresi del 2008 Profilo, riuscita, valutazione dellʹesperienza scolastica e aspettative di studio e lavoro. Prima e dopo il diploma Caratteristiche, riuscita scolastica e prospettive di studio o lavoro dei diplomati della banca dati AlmaDiploma (che comprende per il scuole e 4812 studenti calabresi) Rapporto sulle attività di orientamento e valutazione dei fabbisogni delle scuola secondarie di secondo grado della Regione Calabria Esiti scolastici dei diplomandi delle scuole secondarie di secondo grado della Calabria AS 2008/2009. Dieci anni di scuola calabrese Tutti gli studi e le ricerche sono disponibili sul portale tematico Calabria Istruzione del sito istituzionale della Regione Calabria. Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 3

4 INDICE INTRODUZIONE... 6 LE CARATTERISTICHE GENERALI DELL INDAGINE STUDENTI STUDENTI STUDENTI DIVERSAMENTE ABILI STUDENTI CON CITTADINANZA NON ITALIANA ORGANICO DOCENTI PERSONALE A.T.A ORGANIZZAZIONE DIDATTICA ATTIVITA DIDATTICA PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA RISORSE STRUTTURALI RISORSE STRUTTURALI DOTAZIONI TECNOLOGICHE ORIENTAMENTO STRUTTURA ORGANIZZATIVA ATTIVITA DI ORIENTAMENTO ALLEGATI BIBLIOGRAFIA...90 Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 4

5 Nel presentare i risultati dell Indagine Integrativa 2009 sulle scuole secondarie di secondo grado della Regione Calabria il Dipartimento Istruzione, Alta Formazione e Ricerca ringrazia le istituzioni scolastiche e i loro Dirigenti per la partecipazione all iniziativa. Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 5

6 INTRODUZIONE Il rapporto illustra i principali risultati dell Indagine integrativa 2009 sulle scuole secondarie di secondo grado della Regione Calabria. L Indagine rientra nell ambito del progetto SISPICAL 2009 Sistema Informativo a Supporto delle Politiche dell Istruzione della Regione Calabria - promosso dal Dipartimento Istruzione, Alta Formazione e Ricerca della Regione Calabria in collaborazione con l Università della Calabria, nell ambito degli interventi della Legge Regionale n. 27/85. A partire dal 2008 il Dipartimento Istruzione, Alta Formazione e Ricerca ha progettato, promosso e realizzato interventi e azioni per elevare nel breve periodo il livello delle capacità e delle competenze di quote significative della popolazione studentesca regionale e per migliorare la capacità organizzativa e formativa delle istituzioni scolastiche e universitarie calabresi. In particolare per colmare il gap informativo sulla scuola calabrese, è stato avviato l Osservatorio regionale sull istruzione e il diritto allo studio, che si propone di monitorare costantemente i dati della scolarità nella regione, in collaborazione con le Province, di fornire informazioni statistiche su fenomeni scolastici rilevanti e di realizzare indagini e studi sui temi di interesse per la programmazione degli interventi regionali in tema di istruzione. La conoscenza puntuale delle principali grandezze scolastiche è, infatti, una delle condizioni necessarie per individuare strategie volte a incrementare la qualità dell offerta formativa. Negli ultimi anni le indagini comparative internazionali, gli approfondimenti territoriali e soprattutto le discussioni in ambito accademico sul ruolo della conoscenza nelle dinamiche di sviluppo Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 6

7 sociale, civile ed economico di un paese hanno contribuito a diffondere nel mondo dell istruzione la consapevolezza di disporre di un patrimonio informativo ampio e in continuo aggiornamento. L Indagine Integrativa sulle scuole secondarie di II grado della Regione Calabria si muove in tale direzione e rappresenta uno dei tasselli nella costruzione del sistema informativo regionale che si impone come centro di raccolta, elaborazione e diffusione di informazioni e dati sul mondo della scuola. L obiettivo generale dell Indagine è realizzare un analisi approfondita sulle peculiarità delle scuole secondarie di secondo grado e raccogliere informazioni complementari a quelle già esistenti a livello ministeriale sulle caratteristiche degli istituti superiori della regione Calabria. In particolare, l Indagine si è focalizzata sulle caratteristiche strutturali, sull organizzazione didattica e sulle attività di orientamento delle scuole secondarie calabresi. Grazie all esecuzione dell Indagine è stato possibile realizzare l Anagrafe regionale degli istituti di secondo grado. 1 Il rapporto restituisce una fotografia aggiornata sugli istituti secondari calabresi e fornisce ai diversi stakeholders coinvolti nel processo educativo indicatori quantitativi e qualitativi da leggere e interpretare per individuare i punti di forza e di debolezza, le criticità e le potenzialità del mondo scolastico. Il rapporto è strutturato in 5 macro aree: Studenti; Organico; Organizzazione didattica e gestionale; 1 E possibile consultare l Anagrafe sul portale telematico della Regione Calabria al seguente indirizzo Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 7

8 Risorse strutturali; Orientamento. La prima macroarea comprende 3 cluster: studenti, studenti diversamente abili e studenti stranieri. La seconda si caratterizza per la presenza di 2 cluster: docenti e personale della scuola. La terza contiene dati ed informazioni relativi all organizzazione didattica e gestionale ed è suddivisa in 2 cluster: attività didattica e piano dell offerta formativa. La quarta macroarea comprende 2 cluster: patrimonio strutturale e dotazione tecnologiche. Infine la macroarea relativa all orientamento con 2 cluster: struttura organizzativa e attività di orientamento. I dati nella maggior parte dei casi sono stati aggregati per tipologia di scuola in quanto tale tipo di classificazione consente di cogliere le peculiarità e le criticità del sistema scolastico nel suo insieme e individuare politiche e azioni di intervento specifiche.. I risultati completi dell Indagine sono riportati in forma tabellare sia per tipologia di scuola che per provincia nell Appendice statistica. Negli allegati del presente rapporto sono disponibili: la classificazione degli istituti per macrotipologia (Allegato A) l elenco degli istituti di secondo grado che hanno aderito all Indagine per tipologia e provincia (Allegato B), l elenco degli istituti che non hanno aderito per tipologia e provincia (Allegato C). Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 8

9 LE CARATTERISTICHE GENERALI DELL INDAGINE L Indagine integrativa sulle scuole secondarie di secondo grado è stata realizzata nel periodo aprile luglio del 2009 e ha coinvolto i 180 istituti di secondo grado localizzati nel territorio calabrese. L adesione a tale Indagine, e alle atre iniziative del progetto Sispical, era condizione necessaria per poter partecipare ai Bandi promossi dalla Regione Calabria orientati a migliorare la qualità dell istruzione e innalzare i livelli di apprendimento. Nonostante la presenza di tale vincolo 28 istituti non hanno aderito all iniziativa, di cui 15 localizzati nella provincia cosentina, 6 in quella catanzarese, 4 a Vibo Valentia e 3 a Reggio Calabria. Crotone è l unica provincia pienamente rappresentata (Cfr. Figura 1). L analisi per tipologia evidenzia che dei 28 istituti 6 sono licei, 7 istituti misti, 6 professionali e 9 istituti tecnici (Cfr. Figura 2). La mancata adesione di tali istituti non ha consentito di censire completamente tutte le unità scolastiche, ma poiché l 84% del campione ha aderito all Indagine i dati che presentiamo nel rapporto ci forniscono una fotografia abbastanza chiara e dettagliata della realtà calabrese. Dei 152 istituti che hanno partecipato il 37% è localizzato nella provincia di Cosenza, il 29% a Reggio Calabria, il 16% a Catanzaro, il 10% a Crotone e l 8% a Vibo Valentia (Cfr. Figura 3). Se consideriamo la tipologia osserviamo che il 29% è rappresentato dai licei, il 29% dagli istituti tecnici, il 22% dagli istituti misti ed il 20% dagli istituti professionali (Cfr. Figura 4). L indagine è stata condotta con la somministrazione di tre questionari ai dirigenti e/o personale amministrativo degli istituti di secondo grado della Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 9

10 Regione Calabria. I questionari erano semistrutturati, con domande aperte, chiuse e a scelta multipla. Il primo questionario relativo alla struttura dell istituto è stato distinto in 4 macroaree: Area 1: Dati anagrafici dell Istituto Area 2: Classi, popolazione studentesca e risorse umane Area 3: Dotazioni tecnologiche e risorse strutturali Area 4: Piano per la sicurezza. Il secondo questionario si concentrava sull organizzazione didattica e di gestione dell istituto con 3 aree: Area 1: Attività didattiche e di valutazione Area 2: Piano dell offerta formativa Area 3: Capacità di attrarre fondi Il terzo questionario relativo alle attività di orientamento promosse e realizzate dalla scuola e comprendeva 6 aree: Area 1: Struttura organizzativa dell orientamento Area 2: Le attività di orientamento Area 3: Competenze dell orientatore Area 4: Risorse finanziarie utilizzate per l orientamento Area 5: Suggerimenti ai nodi critici generali sull orientamento Area 6: Commenti personali Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 10

11 NOTA ESPLICATIVA ALLA LETTURA DI GRAFICI E TABELLE Nelle pagine che seguono sono riportati grafici e tabelle relativi agli aspetti più importanti dell Indagine sulle scuole secondarie di II della Regione Calabria. Di norma grafici e tabelle non evidenziano i dati mancanti, quindi i valori percentuali (e non) riportati fanno riferimento agli istituti che hanno fornito una risposta a quella domanda del questionario. Nell Appendice statistica, che è strutturata in base alle sezioni dei tre questionari utilizzati nell Indagine, sono disponibili le tabelle con i risultati completi che includono anche le mancate risposte e tutte le domande del questionario. Figura 1: Istituti che hanno aderito e che non hanno aderito all Indagine per provincia Cosenza Catanzaro Crotone Reggio Calabria Vibo Valentia Calabria N Istituti N Istituti che hanno aderito all'indagine Figura 2: Istituti che hanno aderito all Indagine e che non hanno aderito per tipologia di scuola Licei Misti Professionali Tecnici N. istituti N. Istituti che hanno aderito all'indagine Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 11

12 Figura 3: Istituti che hanno aderito all Indagine per provincia (valori %) Reggio Calabria 29% Vibo Valentia 8% Cosenza 37% Crotone 10% Catanzaro 16% Figura 4: Istituti che hanno aderito all Indagine per tipologia di scuola (valori %) Tecnici 29% Licei 29% Professionali 22% Misti 20% Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 12

13 SISPICAL SISPICAL - Sistema Informativo a Supporto delle Politiche dell Istruzione della Regione Calabria è un sistema informativo orientato alla raccolta, trasformazione e distribuzione di informazioni statistiche inerenti il settore dell istruzione e della formazione universitaria calabrese. Il percorso di ideazione SISPICAL si basa su un forte coinvolgimento di tutti gli attori che ruotano intorno al mondo della scuola: Regione, Province, Enti Locali, USR, USP, Istituti scolastici, Università ed Enti di ricerca e formazione, Imprese e Famiglie. Prevede la creazione di anagrafi flessibili, condivise e comparabili tra loro (sia diacronicamente che sincronicamente): anagrafe istituti scolastici, anagrafe studenti anagrafe diplomati, anagrafe studenti universitari anagrafe dei laureati, anagrafe dottorandi anagrafe dottori, anagrafe studenti master, anagrafe studenti IFTS, anagrafe istruzione adulti. La creazione di tali anagrafi consentirà di monitorare il diritto/dovere all istruzione, organizzare il flusso delle informazioni da e verso le scuole, promuovere iniziative di orientamento per gli studenti di secondo ciclo e per gli universitari, migliorare la programmazione, attuazione, monitoraggio e valutazione delle politiche in tema di istruzione e di diritto allo studio, favorire l estensione delle conoscenze, l alternanza scuola-lavoro, l istruzione degli adulti e l inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. I dati raccolti forniranno alle scuole aderenti opportunità conoscitive molto importanti per effettuare analisi di efficacia interna attraverso indagini sulle caratteristiche dei diplomati, valutazioni delle conoscenze degli studenti riguardo il mondo universitario, analisi di efficacia esterna con il monitoraggio degli sbocchi formativi ed occupazionali. I vantaggi per gli studenti sono i seguenti: acquisire una maggiore consapevolezza delle proprie preferenze, capacità e competenze per una scelta oculata del proprio futuro lavorativo o formativo, entrare a far parte di una Banca Dati nazionale con la pubblicazione del proprio curriculum vitae, capire quali sono i corsi di laurea più vicini ai propri interessi. Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 13

14 1. STUDENTI 1.1 STUDENTI 1.2 STUDENTI DIVERSAMENTE ABILI 1.3 STUDENTI STRANIERI Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 14

15 1.1 STUDENTI Gli studenti che hanno frequentato nell Anno scolastico 2008/2009 i 152 istituti che hanno aderito all Indagine sono all incirca 93mila. Di questi il 36% ha frequentato i licei, il 27% gli istituti tecnici, il 19% gli istituti misti e il 18% gli istituti professionali (Cfr. Figura 5). Per quanto riguarda le classi il valore medio è pari a 31: i licei hanno in media 34 classi, gli istituti misti 30, gli istituti professionali 32 e gli istituti tecnici 28 2 (Cfr. Tabella 1). In media 3 gli alunni per istituto sono 611: si va dai 164 studenti del Liceo artistico Tommaso Campanella di Catanzaro ai 1603 studenti del Liceo Scientifico Modena S. Sperato di Reggio Calabria. I licei hanno in media 742 studenti, gli istituti misti e professionali all incirca 570 e gli istituti tecnici 539 (Cfr. Tabella 2). L analisi per sesso, anno di corso e tipologia di scuola evidenzia che le ragazze scelgano principalmente i licei mentre i ragazzi le scuole professionali e tecniche. Il numero medio di studenti per docente escludendo i docenti di sostegno - è pari a 8: nei licei è presente un docente ogni 10 alunni, negli istituti misti ogni 8 studenti, negli istituti tecnici ogni 7 ed infine negli istituti professionali il rapporto è di uno a 6 4 (Cfr. Figura 6). 2 Il numero medio di classi è dato dal rapporto tra il numero di classi e il numero di istituti ed è stato calcolato per tipologia di scuola. 3 Il valore medio è dato dal rapporto fra numero di alunni e numero di istituti ed è stato calcolato per tipologia di scuola. 4 Il numero medio dei docenti è dato dal rapporto fra il numero degli alunni e quello dei docenti, escludendo i docenti di sostegno. Questa categoria di personale docente viene esclusa per evitare di incorrere in duplicazioni contando sullo stesso posto sia il docente titolare che il docente di sostegno. Nei Paesi Ocse nel 2007 la media del rapporto fra studenti e docente è pari a 12.8 e a livello nazionale Negli Stati Uniti è presente in media un docente ogni 16 alunni mentre in Spagna uno docente ogni 7 studenti. Cfr. Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 15

16 Figura 5: Distribuzione % della popolazione scolastica per tipologia di scuola Tecnica 27% Liceo 36% Professionale 18% Mista 19% Tabella 1: Numero di classi per anno di corso e tipologia di scuola (valori medi) Tipologia di scuola Indicatori Classe prima Classe seconda Numero di sezioni Classe terza Classe quarta Classe quinta Totale Liceale Mista Professionale Tecnica Totale Media Minimo Massimo Media Minimo Massimo Media Minimo Massimo Media Minimo Massimo Media Minimo Massimo Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 16

17 Figura 6: Numero di studenti per docente per tipologia di scuola Liceo Mista Professionale Tecnica Scuole secondarie di II Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 17

18 Tabella 2: Alunni per classi, sesso e tipologia di scuola (valori medi) Tipologia di scuola Liceale Mista Professionale Tecnica Totale Indicatori Classe prima Classe seconda Classe terza Classe quarta Classe quinta Totale Maschi Femmine Maschi Femmine Maschi Femmine Maschi Femmine Maschi Femmine Media Minimo Massimo Media Minimo Massimo Media Minimo Massimo Media Minimo Massimo Media Minimo Massimo Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 18

19 1.2 STUDENTI DIVERSAMENTE ABILI Gli alunni disabili che hanno frequentato nell anno scolastico 2008/2009 gli istituti secondari calabresi sono di cui il 49% ha frequentato gli istituti professionali, il 22% gli istituti misti, il 19% gli istituti tecnici e il 10% i licei (Cfr. Figura 7). La disabilità più diffusa è quella di natura psico-fisica. Gli alunni diversamente abili rappresentano all incirca il 2% della popolazione scolastica, mentre negli istituti professionali quasi il 5% della popolazione scolastica (Cfr. Figura 8). In media in un istituto secondario della Regione Calabria sono presenti 12 studenti disabili6; gli istituti professionali rilevano una maggiore presenza con 24 studenti (Cfr. Tabella 3). I soggetti maggiormente coinvolti nell organizzazione degli interventi finalizzati all integrazione degli alunni disabili sono le ASP, i docenti della classe di appartenenza, i genitori dei disabili e la Provincia (Cfr. Figura 9). E stato rilevato, inoltre, che per il 28% circa degli istituti la gestione delle situazioni di disabilità risulta problematica a causa di una disponibilità limitata di assistenti educativi comunali e/o provinciali, di un modesto livello di interesse degli Enti Locali e delle ASP, di un non adeguato livello di assistenza delle ASP (Cfr. Figura 10). Alcuni Istituti hanno evidenziato inoltre che è difficile realizzare Piani Educativi Personalizzati per gli studenti diversamente abili per l assenza di personale specialistico di supporto a tale attività e per una difficile intesa e collaborazione con le famiglie. 5 Sono 137 gli istituti che hanno dichiarato di avere studenti diversamente abili, di cui 54 della provincia cosentina, 20 di Catanzaro, 14 di Crotone, 38 di Reggio Calabria e 11 di Vibo Valentia. L analisi per tipologia evidenzia che 32 sono licei, 30 istituti misti, 33 istituti professionali e 42 istituti tecnici. 6 Il numero medio è dato dal rapporto fra numero di studenti disabili e numero di istituti ed è stato calcolato per tipologia di scuola. Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 19

20 Figura 7: Distribuzione % degli alunni diversamente abili e della popolazione scolastica per tipologia di scuola 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% Studenti Studenti diversamente abili Liceo Mista Professionale Tecnica Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 20

21 Figura 8: Incidenza % degli studenti diversamente abili sulla popolazione scolastica per tipologia di scuola Liceo Mista Professionale Tecnica Scuole secondarie di II Figura 9: Soggetti coinvolti nell organizzazione degli interventi finalizzati all integrazione dei disabili (valori %) Asp 85 Docenti della classe di 84 appartenenza Genitori dei disabili 68 Provincia 58 Docenti dell'istituto impegnati in progetti finalizzati 43 Comune 39 Esperti esterni 23 Associazioni di 17 volontariato Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 21

22 Figura 10: Motivi per cui la gestione delle situazioni di disabilità risulta problematica (valori %) Mancanza di sistemi educativi comunali e provinciali 56 Modesto livello di interesse di Enti Locali, Asp, Associazioni di volontariato 54 Non adeguato livello di assistenza delle Asl 51 Mancanza di esperti esterni 36 Difficile intesa con le famiglie 36 Inadeguata collaborazione tra i docenti di sostegno e altri docenti Altro Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 22

23 Tipologia di scuola Indicatori Tabella 3: Alunni disabili per sesso, anno di corso e tipologia di scuola (valori medi) Classe prima Classe seconda Classe terza Classe quarta Classe quinta Maschi Femmine Maschi Femmine Maschi Femmine Maschi Femmine Maschi Femmine Liceale Media Minimo Massimo Mista Media Minimo Massimo Professionale Media Minimo Massimo Tecnica Media Minimo Massimo Totale Media Minimo Massimo Totale Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 23

24 1.3 STUDENTI CON CITTADINANZA NON ITALIANA Gli studenti con cittadinanza non italiana sono : il 42% ha frequentato gli istituti professionali, il 25% gli istituti tecnici, il 20% i licei ed il 13% gli istituti misti (Cfr. Figura 11). Se rapportiamo il numero degli studenti con cittadinanza non italiana sul totale della popolazione scolastica calabrese emerge che gli studenti stranieri rappresentano l 1% circa della popolazione complessiva. Negli istituti professionali gli studenti stranieri rappresentano il 3% circa (Cfr. Figura 12), confermando anche per la Calabria una forte concentrazione in tale tipologia di scuola, così come registrato a livello nazionale 8. Gli alunni stranieri, sia appartenenti all UE che extra UE, sono in media 6 per istituto 9. I valori massimi sono rappresentati dall istituto tecnico frequentato in media da 64 studenti stranieri appartenenti alla Comunità europea e dall istituto professionale con 27 studenti extra europei (Cfr. Tabella 4 e Tabella 5). Dall Indagine è emerso che per il 16% degli istituti l inserimento degli studenti stranieri risulta problematico a causa delle difficoltà linguistiche ed espressive dello studente, delle carenze disciplinari e delle difficoltà psicologiche relative all inserimento in un nuovo contesto scolastico. 7 Gli Istituti che hanno dichiarato di avere studenti stranieri sono 124; di questi 91 hanno affermato di avere studenti appartenenti all Unione Europea e 101 studenti stranieri extra europei. In particolare dei 124 istituti 29 sono licei (11 di Cosenza, 4 di Catanzaro, 3 di Reggio Calabria e 1 di Vibo Valentia), 27 istituti misti (11 di Cosenza, 3 di Catanzaro, 1 di Crotone, 9 di Reggio Calabria e 3 di Vibo Valentia), 30 istituti professionali (10 di Cosenza, 5 di Catanzaro, 3 di Crotone, 9 di Reggio Calabria e 3 di Vibo) e 38 istituti tecnici (13 di Cosenza, 10 di Catanzaro, 4 di Crotone, 9 di Reggio Calabria e 2 di Vibo). 8 Per maggiori informazioni cfr Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca (2009). 9 Il valore medio è dato dal rapporto tra numero di studenti con cittadinanza non italiana e numero di istituti ed è stato calcolato per tipologia di scuola. Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 24

25 Figura 11: Distribuzione % degli alunni stranieri e della popolazione scolastica in totale nelle scuole secondarie di II per tipologia di scuola. 100% 90% 80% % 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% Studenti Studenti Stranieri Liceo Mista Professionale Tecnica Figura 12: Incidenza % degli alunni stranieri sulla popolazione scolastica per tipologia di scuola Liceo Mista Professionale Tecnica Scuole secondarie di II Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 25

26 Tabella 4: Alunni di cittadinanza non italiana appartenenti all Unione Europea per sesso, anno di corso e tipologia di scuola (valori medi) Studenti stranieri appartenenti all'unione Europea Tipologia di scuola Indicatori Classe prima Classe seconda Classe terza Classe quarta Classe quinta Totale Maschi Femmine Maschi Femmine Maschi Femmine Maschi Femmine Maschi Femmine Liceale Media Minimo Massimo Mista Media Minimo Massimo Professionale Media Minimo Massimo Tecnica Media Minimo Massimo Totale Media Minimo Massimo Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 26

27 Tabella 5: Alunni di cittadinanza non italiana provenienti da paesi extra europei per sesso, anno di corso e tipologia di scuola (valori medi) Studenti stranieri extraeuropei Tipologia di scuola Indicatori Classe prima Classe seconda Classe terza Classe quarta Classe quinta Totale Maschi Femmine Maschi Femmine Maschi Femmine Maschi Femmine Maschi Femmine Liceale Media Minimo Massimo Mista Media Minimo Massimo Professionale Media Minimo Massimo Tecnica Media Minimo Massimo Totale Media Minimo Massimo Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 27

28 2. ORGANICO 2.1 DOCENTI 2.2 PERSONALE A.T.A Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 28

29 2.1 DOCENTI I docenti che hanno prestato la loro attività lavorativa nelle 152 scuole secondarie di secondo grado calabresi che hanno aderito all Indagine sono all incirca 12mila, di cui 7421 sono donne e 4547 maschi. In media in un istituto secondario calabrese lavorano 49 donne e 29 maschi 10. Il sesso femminile prevale su quello maschile e tale fenomeno, riscontrato anche a livello nazionale 11, è rilevabile anche fra i docenti di sostegno: in media il corpo docente preposto a supportare studenti disabili è composto da 5 donne e 2 maschi (Cfr. Figura 13, Tabella 6, Tabella 7). La femminilizzazione del personale docente è presente in tutte le tipologie di scuola, in particolare nei licei e negli istituti misti (Cfr. Figura 14). I docenti di sostegno superano di poco le mille unità e rappresentano l 8,5% del corpo docente. L analisi per tipologia evidenzia che negli istituti professionali i docenti di sostegno rappresentano il 16% del personale docente e negli istituti misti il 10% (Cfr. Figura 15). In queste due tipologie di scuola, in cui si concentra una quota significativa di studenti diversamente abili, il corpo docente destinato alle attività di supporto nella didattica degli studenti disabili è composto in media da 15 e 9 unità. 10 Il numero medio è dato dal rapporto fra il numero dei docenti sul numero di istituti ed è stato calcolato per tipologia di scuola. 11 Cfr. Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca (2009a). Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 29

30 Figura 13: Docenti e docenti di sostegno nelle scuole secondarie di secondo grado per sesso (valori medi) DOCENTI DOCENTI DI SOSTEGNO Maschi Femmine Totale Figura 14: Distribuzione % dei docenti per sesso e tipologia di scuola 100% 90% 80% 70% 60% % 40% 30% 20% 10% 0% Liceo Mista Professionale Tecnica Scuole secondarie di II Docenti femmine Docenti maschi Docenti di sostegno Femmine Docenti di sostegno maschi Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 30

31 Tabella 6: Docenti per tipologia di scuola (valori medi) Tipologia istituto Indicatori Maschi Femmine Totale Liceale Media Minimo Massimo Mista Media Minimo Massimo Professionale Media Minimo Massimo Tecnica Media Minimo Massimo Totale Media Minimo Massimo Tabella 7: Docenti di sostegno per tipologia di scuola (valori medi) Tipologia istituto Indicatori Maschi Femmine Totale Liceale Media Minimo Massimo Mista Media Minimo Massimo Professionale Media Minimo Massimo Tecnica Media Minimo Massimo Totale Media Minimo Massimo Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 31

32 Figura 15: Incidenza % dei docenti di sostegno sul corpo docente per tipologia di scuola Liceo Mista Professionale Tecnica Scuole secondarie di II 2.2 PERSONALE A.T.A Il personale ausiliario, tecnico, amministrativo (A.T.A.) nel 2008/2009 è composto approssimativamente da 4300 unità: 1093 amministrativi, 923 tecnici, 1873 ausiliari e 442 soggetti che svolgono diverse mansioni a seconda delle tipologie di scuola in cui operano e che per semplicità abbiamo classificato nella categoria altro 12. Dei 1093 amministrativi il 28% opera negli istituti tecnici, il 26% nei licei, il 21% negli istituti misti, il 24% negli istituti professionali. Per quanto riguarda il personale tecnico il 37% lavora presso gli istituti professionali, il 32% nelle scuole tecniche, il 20% negli istituti misti ed il 10% nei licei. 12 Riportiamo alcuni esempi di personale che gli istituti secondari hanno classificato come altro : cuochi, guardarobiere, infermieri, bibliotecari, lavoratori socialmente utili. Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 32

33 Il personale ausiliario si distribuisce in modo quasi omogeneo nelle diverse tipologie di scuola: il 28% nei professionali, il 26% nei tecnici, il 24% nei licei ed il 21% negli istituti misti. Infine, quasi la metà del personale che abbiamo classificato come altro presta la propria attività lavorativa negli istituti professionali, circa un quanto in quelli tecnici e negli istituti professionali e solo l 8% nei licei (Cfr. Figura 16). Ogni istituti secondari calabresi presenta mediamente: 7 amministrativi, 6 tecnici, 12 ausiliari e 3 soggetti che prestano attività specifiche 13. Gli istituti professionali registrano valori medi superiori al valore regionale: 8 amministrativi, 10 tecnici, 16 ausiliari e 6 soggetti classificabili come altro (Cfr. Tabella 8). Figura 16: Distribuzione % delle tipologie di Personale ATA nelle scuole secondarie di II grado 100% 90% 80% % 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% Amministrativi Tecnici Ausiliari Altro Licei Misti Professionali Tecnici 13 Il valore medio è stato calcolato come rapporto tra personale A.T.A. e numero di istituti, distinguendo le diverse categorie di personale. Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 33

34 Tabella 8: Personale A.T.A. per tipologia di scuola (valori medi) Tipologia istituto Indicatori Amministrativo Tecnico Ausiliario Altro Liceale Media Minimo Massimo Mista Media Minimo Massimo Professionale Media Minimo Massimo Tecnica Media Minimo Massimo Totale Media Minimo Massimo Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 34

35 3. ORGANIZZAZIONE DIDATTICA 3.1 ATTIVITA DIDATTICA 3.2 PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 35

36 3.1 ATTIVITA DIDATTICA DIDATTICA Sull organizzazione didattica è stato chiesto agli istituti di indicare gli elementi determinanti la definizione delle strategie didattiche. Il 91% degli istituti ha indicato i requisiti in ingresso degli studenti, l 89% la specificità degli obiettivi disciplinari, l 86% i criteri e le linee guida individuate dal Consiglio di Classe, l 85% l utilizzazione dei laboratori e delle altre risorse strutturali, il 71% il saldo dei debiti, il 68% le situazioni di contesto, il 54% gli ambienti di apprendimento ed il 51% la rilevazione dei crediti (Cfr. Figura 17). Le tipologie di insegnamento maggiormente utilizzate sono le lezioni frontali (99%), i laboratori di apprendimento e di ricerca operativa (il 68%), i laboratori di ricerca teorica (55%) e solo per l 8% l alternanza di moduli di apprendimento in presenza e a distanza (Cfr. Figura 18). La formazione continua dei docenti, l applicazione di tecniche multimediali, il miglioramento del contesto scolastico, l implementazione di modalità attive di insegnamento, la riqualificazione dei laboratori e l ascolto delle esigenze degli studenti sono state individuate dai 150 istituti che hanno risposto al quesito come le principali azioni che consentono di migliorare l efficacia delle attività didattiche (Cfr. Figura 19). Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 36

37 Figura 17: Quali elementi sono determinanti nella scelta delle strategie didattiche? (valori %) 1. Requisiti in ingresso degli studenti 2. Specificità degli obiettivi disciplinari 3. Criteri e linee guida individuate dal Consiglio di classe 4. Utilizzazione dei laboratori e delle altre risorse strumentali 5. Saldo dei debiti 6. Situazioni di contesto Criteri e linee guida definite 7 64 nel Dipartimento 8. Ambienti di apprendimento 9. Rilevazione dei crediti Figura 18: Quali tipologie di insegnamento sono utilizzate? (valori %) Lezioni frontali 99 Laboratori di apprendimento e di ricerca operativa 68 Laboratori di apprendimento e di ricerca teorica 55 Alternanza di moduli di apprendimento in presenza e a distanza 8 Altro 5 Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 37

38 Figura 19: Come potrebbe migliorare l efficacia dell attività didattica? (valori %) Formazione continua e in servizio dei docenti 10. Applicazione di tecniche multimediali 9. Miglioramento della qualità degli ambienti, degli arredi e delle strumentazioni 8. Modalità di insegnamento di tipo attivo 7. Riqualificazione dei laboratori 6. Ascolto delle esigenze degli studenti 5. Collaborazione di esperti esterni 4. Collaborazione con altre agenzie formative o con aziende di settore 3. Organizzazione condivisa delle attività integrative 2. Approfondimenti e ricerche su temi specifici 1. Organizzazione funzionale dell orario PROCESSO DI APPRENDIMENTO In riferimento al processo di apprendimento è stato chiesto - attraverso delle domande a scelta multipla - di evidenziare come viene favorito il processo di apprendimento e gli elementi che lo condizionano negativamente. Sulle modalità è emerso che per il 96% degli istituti un ruolo chiave è rappresentato dal rapporto costruttivo fra docente e classe, per l 87% dalle analisi del Consiglio di classe sul conseguimento degli obiettivi disciplinari, per l 80% da un efficace comunicazione tra docenti e famiglie, per il 76% da un Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 38

39 rapporto costruttivo fra docente e singolo studente, per il 71% da un dialogo efficace fra gli insegnanti (Cfr. Figura 20). Un impegno discontinuo nello studio individuale e la frequenza irregolare sono stati indicati dalla maggior parte degli istituti come i due principali elementi che ostacolano e rallentano il processo di apprendimento degli studenti (Cfr. Figura 21). Figura 20: Nel suo istituto come viene favorito il processo di apprendimento? (valori %) Costruttivo rapporto fra docente e classe 96 Analisi del Consiglio di classe sul conseguimento degli obiettivi disciplinari 87 Efficace comunicazione tra docenti e Famiglie 80 Costruttivo rapporto tra docente e singolo Studente 76 Efficace dialogo professionale tra gli insegnanti del dipartimento 72 Trasmissione ed elaborazione dei contenuti disciplinari in forme multimediali 41 Metodologie didattiche di tipo cooperativo 39 Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 39

40 Figura 21: Quali sono i principali elementi che condizionano il processo di apprendimento degli studenti? (valori %) Impegno discontinuo nello studio individuale 99 Frequenza irregolare 75 Percorsi didattici non adeguatamente finalizzati 11 Difficoltà comunicative del docente con gli studenti 11 Difficoltà comunicative nei rapporti tra gli studenti VALUTAZIONE DEGLI STUDENTI L Indagine ha consentito di reperire informazioni sulle modalità di valutazione dei risultati degli studenti, sulle procedure utilizzate, gli ambiti disciplinari nei quali gli studenti presentano più frequentemente debiti formativi, sulle iniziative realizzate per saldare i debiti e sulle attività di potenziamento. In riferimento alle modalità di verifica dei processi di apprendimento, tutti gli istituti utilizzano prove orali e prove scritte, il 92% simulazioni di prove di esame, il 91% prove strutturate, l 80% prove pratiche, il 79% questionari, il 68% prove semistrutturate, il 52% tesine, il 33% osservazioni sistematiche e solo il 7% test di repertorio (Cfr. Figura 22). Le procedure di valutazione sono definite nella maggior parte dei casi all interno del Collegio dei docenti e dei singoli consigli di classe (Cfr. Figura 23). Per quanto riguarda le procedure di valutazione dei risultati di profitto degli studenti, su 132 istituti che hanno risposto a tale quesito l 87% analizza in modo sistematico le prestazioni degli studenti, l 80% osserva i risultati degli esami finali, il 43% i criteri per la certificazione delle competenze e solo il 19% le iscrizioni all Università (Cfr. Figura 24). Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 40

41 Figura 22: Attraverso quali strumenti viene verificato il processo di apprendimento degli studenti? (valori %) Prove orali Prove scritte Simulazioni di prove di esame Prove strutturate Prove pratiche Questionari Prove semistrutturate 68 Tesine/relazioni 52 Ossevazioni sistematiche 34 Test di repertorio 7 Figura 23: Organi con i quali sono condivisi gli strumenti di valutazione degli studenti (valori %) Collegio dei docenti 95 Singolo Consiglio di Classe 88 Dipartimento disciplinare 58 Consiglio di corso per indirizzo 10 Figura 24: Procedure di valutazione dei risultati di profitto degli studenti (valori %) Analisi sistematica delle prestazioni degli studenti 87 Analisi dei risultati degli esami finali 80 Criteri per la certificazione delle competenze 44 Analisi delle iscrizioni all'università 19 Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 41

42 Gli ambiti disciplinari nei quali gli studenti presentano più frequentemente debiti formativi sono l ambito logico matematico (96%), l ambito relativo alle lingue straniere (79%), lingue classiche (74%) e lingua italiana (63%) (Cfr. Figura 25). Figura 25: Ambiti disciplinari nei quali gli studenti presentano più frequentemente debiti formativi (valori %) Ambito tecnologico Ambito scientifico Ambito Logico-matematico 96 4 Ambito Linguistico - espressivo: Lingue classiche Ambito Linguistico - espressivo: Lingue straniere Ambito Linguistico - espressivo: Lingua italiana Ambito Storico - Filosofico - sociale Ambito Artistico 4 96 Frequente Non frequente Le attività realizzate per il saldo dei debiti formativi sono le lezioni per studenti della stessa classe con il docente curricolare (l 87%), interventi didattici personalizzati (75%), lezioni per studenti provenienti da classi diverse (67%), sportello didattico (57%), lezioni per studenti della stessa classe con altri docenti (52%) e interventi per l acquisizione di idonee metodologie di apprendimento (44%) (Cfr. Figura 26). Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 42

43 Figura 26: Attività realizzate per il saldo dei debiti formativi (valori %) Lezioni per studenti della stessa classe con il docente curricolare 88 Interventi didattici personalizzati 75 Lezioni per studenti provenienti da classi diverse 67 Sportello didattico 57 Lezioni per studenti della stessa classe con il docente non curricolare 53 Interventi per l'acquisizione di idonne metodologie di apprendimento 44 Per quanto riguarda le modalità utilizzate per lo svolgimento delle attività di potenziamento su 138 Istituti che hanno risposto al quesito, 98 organizzano stage, 84 aree di progetto, 79 conferenze con esperti, 75 gruppi di studio su tematiche specifiche, 44 attività di ricerca-azione e altre 44 simulazioni di impresa (Cfr. Figura 27). Figura 27: Modalità utilizzate per lo svolgimento delle attività di potenziamento (valori %) Stage 71 Aree di progetto 61 Conferenze di esperti 57 Gruppi di studio su tematiche specifiche 54 Attività di ricerca-azione 32 Simulazioni di impresa 32 Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 43

44 3.1.4 DISPERSIONE SCOLASTICA Nell ambito delle attività didattiche vi rientrano le iniziative promosse e realizzate dagli istituti per contrastare la dispersione scolastica. La provincia che realizza maggiori interventi in ogni macrotipologia di scuola è quella cosentina, seguita da quella di Reggio Calabria (Cfr. Tabella 9). Una maggiore attenzione da parte dei docenti alle problematiche e alle difficoltà degli studenti, un analisi all interno dei Consigli di classe delle difficoltà emerse nello svolgimento quotidiano della vita scolastica, incontri con i genitori, interventi didattici personalizzati, attività laboratoriali sono le principali iniziative implementate con maggiore frequenza dai 142 istituti che hanno dichiarato di adottare interventi contro la dispersione scolastica (Cfr. Figura 28). Tabella 9: Istituti che realizzano iniziative per contrastare la dispersione scolastica per tipologia e provincia Liceale Mista Professionale Tecnica Scuole secondarie di II Cosenza Catanzaro Crotone Reggio Calabria Vibo Valentia Totale Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 44

45 Figura 28: Iniziative adottate per contrastare la dispersione scolastica (valori %) 11 93% % 86% % 73% % 68% % 49% % 20% 11. Attenzione da parte dei docenti alle problematiche e difficoltà degli studenti 10. Analisi da parte del Consiglio di classe delle difficoltà emerse 9. Incontri con i genitori 8. Interventi didattici personalizzati 7. Attività laboratori ali 6. Adozione di strategie funzionali al superamento delle difficoltà emerse 5. Attività integrative finalizzate alla rimotivazione degli studenti 4. Periodi di alternanza scuola-lavoro 3. Incontri degli studenti con personale specializzato esterno 2. Incontri con rappresentanti della formazione professionale 1. Corso di tecniche e metodologie di apprendimento destinato agli studenti INTERVENTI FORMATIVI PER ADULTI Gli interventi formativi destinati agli adulti sono attività didattiche che gli istituti secondari promuovono solo da pochi anni. Su 152 istituti che hanno aderito all indagine solo 68 realizzano queste attività, ed in particolare gli istituti tecnici (Cfr. Tabella 10). Corsi brevi e modulari di alfabetizzazione in lingua Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 45

46 italiana, informatica, lingua straniera e corsi di ordinamento serali sono le iniziative promosse con maggior frequenza (Cfr. Figura 29). Figura 29: Tipologia di interventi formativi per adulti (valori %) 9 78% 8 74% 7 32% 6 25% 5 24% 4 16% 3 15% 2 10% 1 6% 9. Corsi brevi e modulari di alfabetizzazione funzionale 8. Corsi di ordinamento serali 7. Collaborazione con Enti Locali 6. Collaborazione con Agenzie e Centri di formazione professionale 5. Corsi per l integrazione linguistica degli stranieri 4. Corsi di qualificazione professionale 3. Collaborazione e collegamenti con Centri Territoriali Permanenti 2. Utilizzo di oggetti digitali per la formazione a distanza 1. Corsi di ordinamento in strutture di detenzione Tabella 10: Istituti che organizzano interventi formativi per adulti per tipologia e provincia Liceale Mista Professionale Tecnica Scuole secondarie di II Cosenza Catanzaro Crotone Reggio Calabria Vibo Valentia Totale Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 46

47 3.1.6 VALUTAZIONE DEI DOCENTI La valutazione dei docenti è un tema che è emerso negli ultimi anni e che sempre più diventa oggetto di studio e di approfondimento 14. Dall Indagine è emerso che la valutazione dei docenti verte sui seguenti aspetti (Cfr. Figura 30): contenuti e tempi della programmazione disciplinare (78%), criteri di valutazione (77%), numero e tipologie delle prove di verifica (66%), obiettivi formativi (66%), obiettivi specifici delle discipline (64%), metodologie didattiche (59%), strumenti di verifica del profitto scolastico (53%). La valutazione viene effettuata attraverso l esame dei registri di classe (76%) o dei registri personali (42%) da parte del dirigente scolastico o di un suo delegato, oppure con la presentazione di una relazione periodica da parte dei docenti in sede di Consiglio di classe (73%) o al dirigente scolastico (42%) (Cfr. Figura 31). 14 Cfr. Martini A. (2008), Koppich J. (2008), Sanders W.L., Horn S.P. (1995). Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 47

48 Figura 30: Aspetti dei docenti sottoposti a verifica (valori %) Contenuti e tempi della programmazione disciplinare 78 Criteri di valutazione 77 Numero e tipologie delle prove di verifica 66 Obiettivi formativi 66 Obiettivi specifici delle discipline 64 Metodologie didattiche 59 Strumenti di verifica del profitto scolastico 53 Figura 31: Strumenti utilizzati per la valutazione dei docenti (valori %) Esame dei registri di classe da parte del dirigente scolastico o suo delegato 77 Relazione periodica da parte dei docenti in sede di Consiglio di classe 73 Esame dei registri personali dei docenti da perte del dirigente scolastico 69 Relazione periodica da parte dei docenti al dirigente scolastico 43 Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 48

49 3.2 PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA Il secondo cluster di domande in tema organizzazione didattica riguarda il Piano dell Offerta Formativa (POF). In particolare oggetto di indagine sono stati: i soggetti coinvolti nella predisposizione del POF; le modalità utilizzate per la pubblicizzazione; le attività di monitoraggio e valutazione delle azioni previste nel POF; le attività aggiuntive o extrascolastiche individuate nel POF. I soggetti coinvolti nella definizione del POF sono nella maggior parte dei casi i docenti, il Collegio dei docenti, il Consiglio di istituto e gli studenti. Nel 66% degli istituti partecipa anche il personale ATA e nel 65% le famiglie (Cfr. Figura 32). Il 92% delle scuole secondarie calabresi utilizza la pubblicazione all albo come modalità di informazione, l 81% organizza seminari di presentazione destinati alle famiglie e agli alunni, l 80% rende accessibile sul sito web dell Istituto il POF e il 51% consegna il POF all atto di iscrizione (Cfr. Figura 33). Figura 32: Soggetti direttamente coinvolti nella predisposizione del POF (valori %) Docenti Collegio dei Docenti Consiglio di istituto 87 Studenti 78 Personale Ata Famiglie Istituzioni del territorio 27 Aziende del territorio Agenzie culturali Università e istituti di istruzione superiore Esponenti del mondo del lavoro 9 Osservatorio Regionale sull istruzione e il diritto allo studio 49

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