Workshop. Scenari e Idee a confronto per lo sviluppo del Distretto Calzaturiero del Rubicone

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1 Workshop Scenari e Idee a confronto per lo sviluppo del Distretto Calzaturiero del Rubicone San Mauro Pascoli (FC), 2 dicembre 2011

2 Promotori Laboratorio: Regione Emilia-Romagna Elisabetta Maini CNA Emilia-Romagna Federica Pasini Coordinamento tecnico e facilitazione del workshop: Walter Sancassiani (Focus Lab, National Monitor UE EASW ) Elena Frascaroli (Focus Lab) Michele Ferrari (Focus Lab) Loris Manicardi (Focus Lab) Dicembre

3 Indice 1. Il Workshop EASW Scenari e Idee per lo sviluppo del Distretto calzaturiero del Rubicone Obiettivi e metodologia di lavoro EASW 2. Partecipanti 3. Analisi Valutazione di settore 3.1 Gruppo Imprese 3.2 Gruppo Pubblica Amministrazione 3.3 Gruppo Università - tecnici 3.4 Gruppo Servizi 4. Scenari di settore 4.1 Scenario Imprese 4.2 Scenario Pubblica Amministrazione 4.3 Scenario Università - tecnici 4.4 Scenario Servizi 5. Scenario Comune 6. Piani di Azione tematici 6.1 Marketing territoriale 6.2 Reti tra imprese e istituzioni 6.3 Ruolo del Cercal Centro Servizi 6.4 Committenti e fornitori 3

4 1. Il Workshop Scenari e Idee per lo sviluppo del Distretto calzaturiero del Rubicone. Obiettivi e metodologia di lavoro EASW La Regione Emilia-Romagna e CNA Regione Emilia-Romagna, con il supporto tecnico di Focus Lab srl, hanno organizzato il workshop "Scenari e Idee per il Distretto del Calzaturiero del Rubicone ", tenutosi venerdì 2 dicembre, presso la Locanda Fattori di San Mauro Pascoli (FC). Il laboratorio ha voluto rappresentare una iniziativa di consultazione e confronto intersettoriale nell ambito del Progetto europeo C-Plus Implementing World-Class Clusters in Central Europe (www.projectc-plus.eu) che ha come obiettivo di fondo la creazione di una rete comune di buone prassi a livello di distretti industriali per aumentare la competitività dei territori delle regioni europee coinvolte nel progetto. Il workshop ha avuto come obiettivo il confronto intersettoriale per la definizione di scenari e idee progettuali sulle possibilità di innovazione e competitività delle realtà produttive del Distretto calzaturiero del Rubicone attraverso la promozione e lo sviluppo de territorio, dei centri di ricerca e servizi locali e della creazione di reti tra imprese. I temi specifici di discussione-confronto articolato in due parti (entrambi affrontati in mattinata per esigenze dei partecipanti) sono stati i seguenti: Marketing territoriale Reti tra imprese e istituzioni Ruolo del Cercal Centro Servizi Committenti e fornitori I lavori di confronto previsti nel workshop sono stati svolti con una metodologia promossa dall Unione Europea, European Awareness Scenario Workshop - EASW utilizzata in centinaia di città europee di varie dimensioni, su vari temi di sviluppo locale, innovazione e sostenibilità. Il metodo utilizzato in questa specifica occasione è stato adattato alle esigenze del progetto e in funzione dei tempi previsti, con il coinvolgimento di 27 partecipanti rappresentativi di 4 gruppi di interesse così suddivisi: 1. Mondo Imprese, 2. Pubblica Amministrazione, 3. Università tecnici, 4. Servizi. I lavori per gruppi e in sessione plenaria sono stati suddivisi in tre parti principali: 1. L analisi valutazione di settore Tale fase di lavoro ha lo scopo di fare emergere punti di forza e di debolezza del distretto sui quattro temi chiave dal punto di vista di attori appartenenti a gruppi omogenei. In questo modo si è ottenuta una analisi dell esistente valutazione di settore, dal quale iniziare la costruzione degli scenari. 2. Lo sviluppo di visioni/scenari I partecipanti, coadiuvati dai facilitatori, hanno svolto dapprima un lavoro a coppie (doppia intervista), seguito dalle presentazioni delle singole valutazioni e, successivamente, da una discussione di gruppo per l elaborazione finale degli scenari di settore a breve-medio periodo. 3. Le Proposte di Idee-Azioni relative ai 4 temi descritti precedentemente. Mantenendo l assetto dei gruppi delle fasi precedenti, ai partecipanti è stato chiesto di formulare individualmente alcune proposte operative sulle azioni necessarie da intraprendere (cosa) per realizzare lo Scenario definito nella prima sessione di lavoro, individuando le modalità di realizzazione (come) e i soggetti dell azione (chi) necessari per realizzare le azioni proposte. Nelle pagine che seguono sono descritti i risultati emersi dal confronto dei partecipanti delle quattro categorie di stakeholders coinvolti. 4

5 2. Partecipanti Nome e cognome Roberta Alessandri Gianni Battistini Stefano Bianconi Roberto Centazzo Marcella Contini Bruno Della Motta Federico Frattini Daniela Gasperoni Giovagnoli Miro Gori Stefania Leoni Domenica Lillo Giovanni Liverani Cinzia Lombardi Loris Luganesi Daniela Magni Elisabetta Maini Serena Musolesi Danila Padovani Federica Pasini Giampaolo Proni Lucio Poma Stefania Presti Giulia Righetti Anna Maria Stropporo Romano Talacci Organizzazione Smart Leather Bcc -Gatteo Ervet CNA RER CNA RER Confartigianato Unife-creic Marie Curie Giovanoli Sindaco San Mauro Pascoli Techne SCPA Marie Curie Provincia di FC Tacchificio Zanzani Confindustria CNA RER Ervet Cercal CNA FC CNA RER Unibo-Rimini-tecnopolo Unife-creic Vicesindaco e Ass. AAPP Naxta Marie Curie Calzaturificio Catia 5

6 3. Analisi Valutazione di settore Una sessione preliminare del lavoro, che anticipa la costruzione di scenari, è stata dedicata all analisi dell esistente in merito alle quattro tematiche di discussione individuate: Marketing territoriale; Reti tra imprese e istituzioni; Ruolo del Cercal centro servizi; Committenti e fornitori. Tale fase di lavoro ha avuto l obiettivodi fare emergere i punti di forza e di debolezza esistenti del Distretto sui quattro temi chiave, dal punto di vista di 4 gruppi omogenei di attori/stakeholders, dal quale fare emergere una base iniziale su cui elaborare la costruzione di scenari auspicati sui quattro temi oggetto di confronto. 6

7 3.1 Gruppo Imprese Marketing territoriale Reti tra imprese e istituzioni Ruolo del Cercal Centro Servizi Committenti e fornitori Punti di Forza Innovazioni di prodotto Vasto potenziale di capacità attrattiva sul mercato Storia e tradizione Marchio etico ITF (Italian Textile Fashion) Reti intergrate tra piccole e medie imprese Capacità di sfruttamento ottimale delle sinergie Utili per creare maggiori opportunità Erogazione di formazione Buona visibilità esterna Fornitura di formazione specializzata Unico punto di aggregazione territoriale Elevata professionalità nelle imprese Possibilità di creazione di valore aggiunto Eccellenza sul prodotto Tecnca di produzione ed elevato know how Punti di Debolezza Scarsa visibilità esterna del territorio Scarsa comunicazione sul distretto Scarsa identità territoriale Mancanz i un Consorzio di promozione imprenditoriale Mancanza di sinergia produttiva pubblico-privata Incapacità di presentarsi come soggetto unico Dipendenza non paritaria tra imprese della rete Membri demotivati dai committenti Scarsa concretezza Poca capacità di reale indirizzo tra interessi contrapposti Scarsa possibilità operativa Mancanza della percezione dell importanza dell intera filiera Scarsa comunicazione tra imprese Concorrenza sleale Mancanza di contratto di subfornitura Scarso potere contrattuale dei terzisti 7

8 3.2 Gruppo Pubblica Amministrazione Marketing territoriale Reti tra imprese e istituzioni Ruolo del Cercal Centro Servizi Committenti e fornitori Punti di Forza Nomi conosciuti nel mondo. In un territorio sono concentrate aziende e prodotti di alta qualità, conosciuti a livello mondiale. Prodotto che ha bisogno di poco marketing: si vende da solo. Qualità internazionali del territorio da mettere in rete, oltre, naturalmente, alla grande storia del distretto Disponibilità di reti. Esistono reti spontanee. Presenza sul territorio. Scuola di formazione. Ruolo strategico. Esistono fornitori sullo stesso territorio in concorrenza tra loro: c è attenzione ai prezzi. Alta specializzazione. Grande qualità dei fornitori, derivante dal knowhow e dalla storia. Punti di Debolezza Delocalizzazione delle imprese. Mancanza di sinergia condivisa tra le istituzioni di tutti i livelli. Rete non solida, attenzione prevalente al settore produttivo. Difficoltà burocratiche. Tendenza alla frammentazione. Necessità di rafforzare le reti spontanee e aiutare la nascita di altre reti (anche in collaborazione con l Università). Bisogno di nuovi partner economici. Necessità di potenziare la struttura e creare un ponte tra imprese e università. Concorrenza di prodotti provenienti dalla Cina. Mancanza di sostegno economico ai fornitori. 8

9 3.3 Gruppo Università - Tecnici Punti di Forza Punti di Debolezza Marketing territoriale Reti tra imprese e istituzioni Ruolo del Cercal Centro Servizi Committenti e fornitori Made in Italy Dimensione commerciale Polo Moda dell Università di Rimini Scarpa di medio alta qualità Dimensione industriale Mancanza di una dimensione collettiva vertiale e orizzontale Mancanza di un sostegno adeguato a livello regionale e nazionale Polo universitario troppo eorico e scarsamente legato al territorio Qualità inferiore alla scarpa veneta Presenza di leader d impresa attivi Mancanza di una vera e propria Rete Mancanza di un idea di sviluppo condivisa Il sistema industriale non è in grado di muoversi a livello dei leader Scarso o nullo coordinameto tra enti formativi Divisione tra i Distretti Fondamentale offerta di servizi Buona offerta formativa complessiva Significativo rapporto con il territorio Ottimo rapporto con le imprese Dimensione distrettuale per i fornitori Risorsa delle comunitaà cinese del territorio Scarsa promozione, in particolare al di fuori del territorio Opacità dei rapporti con la comunità cinese Dimensione distrettuale per i committenti Necessità di ri-formare alcune professionalità 9

10 3.4 Gruppo Agenzie di Servizi Punti di Forza Punti di Debolezza Marketing territoriale Reti tra imprese e istituzioni Ruolo del Cercal Centro Servizi Committenti e fornitori Cultura e capacità imprenditoriale diffusa Alta specializzazione: lavorazioni di nicchia, alta qualità, design Flessibilità produttiva Innovazione continua del prodotto/design Molte aziende familiari senza ricambio generazionale Perdita di competenze Riduzione numero micro-imprese Rete/filiera tutta locale Carenza di servizi all'export Scarsa relazione tra le imprese Scarsa relazione tra i vari livelli istituzionali Scarsa propensione all'apertura territoriale Buone relazioni tra CERCAL ed imprese Presenza di un centro servizi Necessità di ampliamento del ruolo del CERCAL come animatore del distretto Livello di internazionalizzazione/export Troppo lavoro in conto terzi Numero troppo esiguo di committenti Tensioni fra fornitori e committenti Delocalizzazione da parte del committente/allontanamento dal distretto di due grandi committenti Spostamento della filiera fuori dal distretto 10

11 4. Scenari di settore In questa prima sessione, i partecipanti sono stati divisi in 4 gruppi di lavoro di settore (Sistema Imprese, Pubblica Amministrazione, Università - Tecnici, Agenzie di servizi), ognuno dei quali ha elaborato la propria visione rispetto al Distretto calzaturiero del Rubicone, in relazione a diversi ambiti tematici (Marketing territoriale; Reti tra imprese e istituzioni; Ruolo del Cercal centro servizi; Committenti e fornitori). I partecipanti, coadiuvati dai facilitatori, hanno svolto dapprima un lavoro a coppie (doppia intervista), seguito dalle presentazioni delle singole valutazioni e, successivamente, da una discussione di gruppo per l elaborazione finale degli scenari di settore, indicando schematicamente il ruolo della tecnologia e degli attori sociali caratterizzanti tali scenari. Ogni gruppo ha infine individuato creativamente uno slogan di sintesi dello Scenario/Visione e un portavoce per presentare i risultati in sessione plenaria. Nelle pagine che seguono sono descritti i 4 scenari di settore. Al fine di una più fedele restituzione dei lavori, nella trascrizione dei cartelloni non è stata fatta alcuna rielaborazione e sono stati riportati i concetti così come emersi dalla discussione di gruppo. 11 7

12 4.1 Scenario Imprese Scenario Marketing territoriale Reti tra imprese e istituzioni Ruolo del Cercal Centro Servizi Committenti e fornitori Promozione trasversale del territorio (moda; agroalimentare; artigianato) Sinergia tra istituzioni e imprese per la tutela del Made in Italy della scarpa di lusso Eventuale Marchio territoriale condiviso tra le varie associazioni imprenditoriali Portale per la promozione territoriale e imprenditoriale del Distretto della calzatura Museo della calzatura Piano di marketing integrato della calzatura per favorire l Incrocio tra esigenze e bisognistrumenti. Rete basata sull individuazione di vari interessi / problemi e modi di promozione condivisi tra le associazioni imprenditoriali Supporto degli enti locali con figure professionali adeguate per la promozione e l innovazione di prodotto e processo Dialogo e confronto adeguato ai nuovi scenari economici e sociali Ruolo chiave del Governo e della Regione per una legge di protezione del Made in Italy Ruolo di promozione, coordinamento oltre la formazione Mantenimento di una buona visibilità esterna Sviluppo di nuove attività per l innovazione Garanzia della stessa dignità agli associati Maggiore raccordo tra associazioni e imprese associate Maggiore responsabilità sociale ed etica lungo la filiera Protocollo di riferimento verificabile su condizioni di reciprocità tra grandi imprese e PMI Accordi/rapporti continui per il miglioramento dei prodotti Co-responsabilità su lavoro nero e minorile 12

13 4.2 Scenario Pubblica Amministrazione Scenario Marketing territoriale Reti tra imprese e istituzioni Ruolo del Cercal Centro Servizi Committenti e fornitori Promozione della cultura e della cultura economica del territorio in generale (agricoltura, turismo, prodotti alimentari) ponendo al centro la calzatura. Costruzione di una rete tra realtà economiche. Disponibilità all interazione, coinvolgimento, collaborazione da parte di tutte le realtà del territorio. Promuovere relazioni agili. Rafforzare le reti all interno della grande tradizione culturale ed economico-imprenditoriale del territorio. Dare continuità all impegno delle amministrazioni nel costruire occasioni (eventi o altro) che rafforzano la rete all interno del territorio. Potenziamento dell attività di formazione istituendo/sviluppando corsi dedicati alle diverse professioni del calzaturiero. Collocare il Cercal nel circuito del sistema scolastico e universitario nazionale. Verificare l opportunità di rendere il Cercal un centro servizi (servizi alle imprese, trasferimento tecnologico, ecc.) con il sistema di governance attuale. Esaltazione della qualità (know how) all interno di una rete di aziende sempre più efficace. 13

14 4.3 Scenario Università Tecnici Scenario Marketing territoriale Reti tra imprese e istituzioni Ruolo del Cercal Centro Servizi Committenti e fornitori Creazione di un progetto di sviluppo forte e investimenti per la valorizzazione del Distretto Promozione e comunicazione internazionale Analisi dei fabbisogni per il consolidamento delle professionalità e trasmissione dei saperi da parte degli imprenditori Tutela del Made in Italy lungo tutti i passaggi della filiera Integrazione Università (Tecnopolo) Servizi (Cercal) e Scuola (Formazione professionale di base) Creazione di Consorzi di Ricerca Riduzione della dispersione e della rigidità dei finanziamenti Maggiore integrazione del Cercal con le professionalità del territorio Orientamento del centro anche verso l esterno del Distretto Creazione di un progetto importante Italia-Cina Innalzamento della qualità e aumento del controllo dei materiali per una maggior tutela del Made in Italy 14

15 4.4 Scenario Agenzie di Servizi Scenari Marketing territoriale Reti tra imprese e istituzioni Ruolo del Cercal Centro Servizi Committenti e fornitori Rubicone come Showroom permanente per i buyers Portale telematico sulla storie e per informazioni sui calzaturifici del distretto Tavolo di coordinamento tra i soggetti del distretto Creazione di un Cluster Reale Ricerca ed innovazione specifica per le calzature Animatore delle attività del tavolo di coordinamento Scuola di calzaturificio didattico Rete di imprese per il prodotto finito Alleanza valorizzazione del Made in Italy (vero) 15

16 5. Scenario Comune A partire dalle quattro differenti visioni/scenari di settore sono stati individuati gli aspetti comuni trasversali, come Visione comune multi-stakeholder di riferimento per lo sviluppo del Distretto Calzaturiero del Rubicone. Marketing territoriale Reti tra imprese e istituzioni Ruolo del Cercal Centro Servizi Committenti e fornitori Promozione trasversale del territorio locale (moda; agricoltura, turismo, prodotti alimentari, artigianato) Rubicone come Showroom permanente per i buyers Portale telematico sulla storie e per informazioni sui calzaturifici del distretto Sinergia tra istituzioni e imprese per la tutela del Made in Italy della scarpa di lusso lungo tutti i passaggi della filiera Eventuale Marchio territoriale condiviso tra le varie associazioni imprenditoriali Portale per la promozione territoriale e imprenditoriale del Distretto della calzatura Museo della calzatura Piano di marketing integrato della calzatura per favorire l Incrocio tra esigenze e bisognistrumenti. Promozione e comunicazione internazionale Analisi dei fabbisogni per il consolidamento delle professionalità e trasmissione dei saperi da parte degli imprenditori locali. Creazione di un Cluster Reale con un migliore coordinamento tra i soggetti del distretto Rete basata sull individuazione dei vari interessi / problemi e modi di promozione condivisi tra le associazioni imprenditoriali Integrazione Università (Tecnopolo) Servizi (Cercal) e Scuola (Formazione professionale di base) Creazione di Consorzi di Ricerca Supporto degli enti locali con figure professionali adeguate per la promozione e l innovazione di prodotto e processo del territorio rispetto ai nuovi scenari economici e sociali Protezione del Made in Italy nel campo della calzatura Riduzione della dispersione e della rigidità dei finanziamenti Ruolo di promozione e coordinamento di attività oltre la formazione come centro servizi (servizi alle imprese, trasferimento tecnologico, ecc.) Potenziamento dell attività di formazione istituendo/sviluppando corsi dedicati alle diverse professioni del calzaturiero. Collocare il Cercal nel circuito del sistema scolastico e universitario nazionale e maggiore integrazione del Cercal con le professionalità del territorio Sviluppo di nuove attività per l innovazione Maggiore raccordo tra associazioni e imprese associate e garanzia della stessa dignità agli associati Animatore delle attività del tavolo di coordinamento Scuola di calzaturificio didattico Orientamento del Cercal anche verso l esterno del Distretto Innalzamento della qualità e aumento del controllo dei materiali per una maggior tutela e valorizzazione del Made in Italy vero. Maggiore responsabilità sociale ed etica lungo la filiera del calzaturiero su lavoro nero e minorile Protocollo di riferimento verificabile su condizioni di reciprocità tra grandi imprese e PMI Creazione di una Rete di imprese per il prodotto finito Accordi/rapporti continui per il miglioramento dei prodotti Creazione di un progetto importante Italia-Cina 16

17 6. Piani di Azione tematici Nella seconda sessione di lavoro, a differenza della sessione precedente, è stata mantenuta la distribuzione degli attori in gruppi omogenei, gli stessi della fase di costruzione degli scenari: Sistema Imprese, Pubblica Amministrazione, Università - Tecnici, Agenzie di servizi. Ai partecipanti è stato chiesto di formulare individualmente alcune proposte operative sulle azioni necessarie da intraprendere (cosa) per realizzare lo Scenario/Visione Comune definito nella prima sessione di lavoro, individuando le modalità di realizzazione (come) e i soggetti dell azione (chi) necessari per realizzare le azioni proposte. Ogni partecipante ha illustrato la propria proposta. Dopo le singole presentazioni è stata stimolata una discussione all interno di ogni gruppo al fine di elaborare un Piano di Azione comune con più proposte condivise. In conclusione, è stato scelto un portavoce per la restituzione finale in plenaria e definito uno slogan riassuntivo della filosofia del Piano di Azione. Nelle pagine seguenti sono riportati i 4 Piani di Azione tematici. 17

18 6.1 Piano d azione Imprese Slogan: Imprese in cerca di sinergia e innovazione Idee-interventi Strumenti Attori-ruoli Marchio del Distretto Calzaturiero Cartellino informativo aggiuntivo Individuazione di criteri condivisi Disciplinari e controlli per l applicazione Portale di Distretto del Calzaturiero per la promozione e supporto informativo Creazione di un unico soggetto aggregato della filiera Servizi di formazione e coordinamento Web e ICT Contenuti: prodotti, stile, competenze, identità Interattivo Verifica condizioni di effettiva fattibilità Contratto di rete Tavolo dedicato Servizi su nuove competenze e innovazione di prodotto Promozione Patto di Intesa di filiera Individuazione di criteri di responsabilità condivisi tra committenti e fornitori Tavolo periodico di verifica CISE / CCIAA Enti Locali Regione ER Cercal CCIAA Imprese (grandi, fornitori e subfornitori) Associazioni imprenditoriali Gruppo imprenditori di PMI Associazioni imprenditoriali Imprese Brand PMI Associazioni imprenditoriali 18

19 6.2 Piano d Azione Pubblica Amministrazione Slogan: Reti alla moda Idee-interventi Strumenti Attori-ruoli Prodotti di moda e calzatura per Pascoli (100 anniversario) Tre Comuni per un unico territorio Scarpa e prodotti di pelletteria e moda dedicati a Pascoli e alla cultura poetica pascoliana: tra la Romagna e il mondo. Esposizione prodotti dedicati nei negozi monomarca nel mondo e negli outlet locali. Creazione pacchetti turistici con visite nei luoghi pascoliani della calzatura e della gastronomia Circuito con luoghi di Secondo Casadei e musica da ballo (Gatteo e Savignano), Festival fotografia (Savignano), luoghi pascoliani (S. Mauro) Visite ed eventi. Pacchetti turistici che includano i tre territori. Tavolo Made in Italy Costituzione e attivazione Tavolo con azioni promozionali a livello locale, nazionale, europeo. Tavolo di confronto sul tema della formazione mirata per il settore calzaturiero Coinvolgimento reti soggetti settore formativo ed educativo. Promozione studi, ricerche su necessità professionali settore. Collaborazione con Università e Rete Alta Formazione. Calzaturifici del territorio e aziende del settore. Amministrazioni locali. Associazioni culturali. Associazioni di categoria. Albergatori. Produttori agricoli e alimentari. Ristoratori. Amministrazioni locali (ruolo prevalente). Calzaturifici del territorio e aziende del settore. Associazioni culturali. Associazioni di categoria. Albergatori. Produttori agricoli e alimentari. Ristoratori. Calzaturifici del territorio e aziende del settore. Amministrazioni locali. Associazioni culturali. Associazioni di categoria. Albergatori. Produttori agricoli e alimentari. Ristoratori. Associazioni sindacali. Calzaturifici del territorio e aziende del settore. Amministrazioni locali. Associazioni di categoria. Associazioni sindacali. Università. Sistema formativo nazionale. Cercal. 19

20 6.3 Piano d Azione Università - Tecnici Slogan: Una crescita inclusiva Idee-interventi Strumenti Attori-ruoli Progetto di sviluppo condiviso all interno del distretto e finanziato a livello europeo Scambi e collaborazioni con nuovi mercati (Brics) con prodotti tradizionali e innovativi Percorso formativo integrato su due livelli Concertazione e partecipazione degli attori chiave Individuazione dell idea di sviluppo Creazione di un Ufficio Marketing di raccordo e per le comunicazioni con l esterno Creazione della rete di Distretti europea Progetto europeo Monitoraggio dei mercati (brokeraggio) Creazione di canali di supporto alle imprese per linterscambio Sostegno alla crescita dell impresa e al finanziamento delle spin off Tutela del marchio e dei brevetti Coinvolgimento e condivisione tra gli istituti Coinvolgimento delle aziende I precorsi formativi esistono già Formazione di tutor a tutti i livelli (aziendale e formativo) Pubblica Amministrazione PMI Imprese leader Enti di servizi e di formazione Scuola Università L Ufficio marketing di raccordo Ufficio marketing di raccordo CIRI (Centri Interdipartimentali di Ricerca Industriale) Enti locali di supporto Università per la tutela dei marchi ASTER Istituti scolastici Centri di ricerca Università Aziende Provincia I tutor formati 20

21 6.4 Piano d Azione Agenzie Servizi Idee-interventi Strumenti Attori-ruoli Tavolo di coordinamento tra i soggetti del territorio Riunire gli attori Sviluppare piani Realizzare attività di distretto Creare un Cluster Reale Organizzazione non strutturata (Tavolo) con un manager (CERCAL) che anima il distretto Rubicone come showroom permanente per i buyers Portale telematico sulla storie e le informazioni sulle calzature nel distretto / Museo della calzatura Ricerca ed Innovazione specifica per le calzature Scuola di Calzaturificio Didattico Rete di imprese per il prodotto finito Alleanza per la valorizzazione del Made in Italy Iniziative e soggetti che invitano i buyers Sviluppare ed evolvere il sito esistente Creare il Museo Riconoscere il valore della ricerca effettuata durante la lavorazione: design, processo, organizzazione Non solo brevetti Centro fisico dove vengano garantite e sviluppate le competenze del distretto Promuovere l'ideazione, la produzione e la commercializzazione a livello del distretto Creare sinergie con gli operatori scarpe/moda per la valorizzazione del Made in Italy vero Produttori Associazioni di categoria Camera di Commercio CERCAL Tavolo Imprese Istituzioni Cercal Tavolo Camera di Commercio Banche Regione E-R Settore Turismo CERCAL Aziende più collaborative Finanziatori/Banche Camera di Commercio CERCAL Imprese Imprese Associazioni di categoria Banche Associazioni di Categoria Imprese 21

22 Programma Workshop-Laboratorio di confronto-progettazione "Scenari e Idee per lo sviluppo del Distretto del Calzaturiero del Rubicone " 2 dicembre 2011, Locanda dei Fattori, via Due Martiri 29/a San Mauro Pascoli 9,00 Registrazione dei partecipanti, 9,15 Apertura del seminario Introduzione al Progetto CPlus e informativa sul Distretto del Calzaturiero del Rubicone Regione Emilia-Romagna - Federica Pasini CNA Innovazione - Elisabetta Maini Regione Emilia Romgna Servizio Politiche di Sviluppo Economico, Ricerca Industriale e Innovazione Tecnologica 9,45 Presentazione delle modalità di lavoro del workshop Walter Sancassiani - Focus Lab 10,00 1 Parte Sessione di lavoro con 4 gruppi di settore Scenari per le politiche per lo sviluppo del Distretto del Calzaturiero del Rubicone Quali Scenari di breve-medio periodo rispetto a: Marketing territoriale Reti tra imprese e istituzioni Ruolo Cercal Centro Servizi Committenti e fornitori Il punto di vista di: Gruppo: Imprese Gruppo: Amministrazioni pubbliche Gruppo: Associazioni imprenditoriali / Banche Gruppo: Università / Tecnici Sessione plenaria Presentazione dei 4 scenari elaborati (1 portavoce per gruppo) Discussione: Verso una Visione comune (emersione elementi condivisi tra i quattro scenari di settore) 13,00 Pausa pranzo buffet Parte - Sessione plenaria Introduzione Sessione di lavoro con 4 gruppi di lavoro tematici intersettoriali Idee/Proposte per lo sviluppo del Distretto del Calzaturiero del Rubicone (cosa fare, come fare, chi può fare ) Marketing territoriale Reti tra imprese e istituzioni Ruolo Cercal Centro Servizi Committenti e fornitori 16,30 Sessione plenaria Presentazione delle Idee-Proposte di lavoro sui 4 ambiti (1 portavoce per gruppo) Commenti Conclusioni - saluti 22

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